29 Nov 2021 | Cultura
Piattaforma che collega in rete le Città Nuova del mondo. Il primo evento.
La Unity Conference 2021, dal tema Innovate New Ways for Inclusion in a Divided World, metterà in luce le questioni relative alla costruzione di economie più resilienti e inclusive, con argomenti sugli investimenti a impatto sociale e sull’impatto dei cambiamenti climatici. La conferenza segnerà anche il lancio ufficiale della Nuova Global Foundation con la speranza di poter coinvolgere partecipanti dei media, del business e della filantropia da più di 21 paesi in tutto il mondo.
L’evento ibrido, che si terrà il 30 novembre 2021 tra le 13:00 e le 15:00 (GMT +1), si svolgerà presso il Centro Mariapoli di Castel Gandolfo (Roma, Italia) e conterà con la partecipazione, tra i relatori, di Margaret Karram, Presidente del Movimento dei Focolari; Jesus Moran, co-presidente del Movimento dei Focolari; Rev. Kyoichi Sugino, membro del Consiglio di Nuova Global Foundation; Réka Szemerkényi, economista, membro del Consiglio di amministrazione di Nuova Global Foundation; Richard B. Tantoco, Presidente e CEO dell’Energy Development Corporation (EDC); Olayemi Wonuola Keri, CEO di Heckerbella Limited.
Nuova Global Foundation è una piattaforma di recente costituzione che collega in affiliazione la rete globale di riviste e case editrici di Città Nuova. Ha lo scopo di sostenere lo sviluppo dei media per diffondere l’ideale della fraternità universale, di un mondo unito e farlo diventare realtà ispirando milioni di persone.
Nuova Global Foundation è un’organizzazione globale senza scopo di lucro, fondata dal Movimento dei Focolari.Sostiene lo sviluppo di organizzazioni mediatiche e progetti giornalistici che fanno emergere sfide e soluzioni globali per il bene comune e per uno sviluppo globale umano.
Per maggiori informazioni sull’evento e per registrarsi gratuitamente per partecipare, accedere a: https://nuovaglobal.org/unity-conference/
https://www.youtube.com/watch?v=mw-sT6JbB8I&list=PL9YsVtizqrYsKtYUc6Tx0GIpROyrZqLOK (altro…)
29 Nov 2021 | Chiara Lubich
Il 4 marzo 1989, Chiara Lubich risponde alle domande degli animatori dei Giovani per un Mondo Unito. In questo brano si riferisce alla cura del creato, una tematica nuova per quegli anni e una vera urgenza per l’intera umanità ancora oggi. Lo sviluppo delle scienze, lo sviluppo della tecnica, è stata una cosa enorme, meravigliosa, che ha fatto rimanere allibiti tutti. Però […] il più delle volte è venuto senza Dio. E adesso siamo in un pianeta che, voi sapete, se andiamo avanti così, può saltare da un momento all’altro; o meglio può tutti ridurci in un’altra catastrofe che non è quella atomica, ma la catastrofe adesso ecologica ecc. di tutte queste cose. […] Qui sembra che gli uomini portino due grosse scarpe da montagna che hanno camminato in questi decenni così, così, così, così, dentro il fango spruzzando dappertutto; e han buttato in cielo cose che non andavano e nelle acque cose che non andavano, e nel mare cose che non andavano, rovinato gli alberi, rovinato tutto. Eppure c’erano tante scoperte, tante cose meravigliose, un grande sviluppo, quindi il bene mescolato al male. Ma non erano sotto l’occhio di Dio, non hanno ascoltato Dio e adesso anche questo fenomeno ci costringe a rivedere le cose tutti insieme, col mondo unito. Se noi non risolviamo questo problema tutti insieme, non lo risolviamo. Per dire che tutto tende l’unità: persino le cose mal costruite ci fanno capire che sì, andrebbe fatta una fratellanza universale, ma in Dio; sì, andrebbe rifatto, bisogna vivere su questo mondo, non bisogna farlo saltare in aria, però ricordati che c’è Dio. […] Per dire insomma che c’è una spinta, anche rovescia, ma che tutto fa tendere all’unità, ci costringe ad essere uno, come il problema ecologico per esempio, che ci costringe a fare una fraternità diversa. […] Vedete tutti gli avvenimenti, specie i dolorosi che son più difficili da interpretare, vanno capiti in due maniere […] è come sono perché materialmente sono così, ma c’è dentro qualche cosa, c’è dentro la mano di Dio, c’è dentro la provvidenza di Dio che le trasforma, come in un’alchimia, e le fa diventare carburante per la nostra vita spirituale. Ci voleva la croce per redimerci, ci voleva quel patire, quell’urlo – “Dio mio perché mi hai abbandonato” – per redimerci. Ci vuole anche il nostro patire per riuscire a creare un mondo nuovo, per cambiare il mondo, per cambiare le persone, per cambiare le creature. Ci vuole patire soffrire.
Chiara Lubich
(Chiara Lubich, Risposte alle domande degli animatori di Giovani per un Mondo Unito, Castel Gandolfo, 4 marzo 1989) (altro…)
25 Nov 2021 | Focolari nel Mondo
La testimonianza di due genitori del nord del Perù, su come hanno affrontato la malattia della figlia sostenuti dall’amore di Dio e da una grande famiglia acquisita. “Eravamo a cena, quando mi resi conto che nostra figlia, la più piccola, aveva un grosso grumo in gola – racconta Marisela, la mamma. Il medico la visitò e nell’ecografia si evidenziò un tumore di 5 cm. Ci consigliò di rivolgerci all’endocrinologo per andare più a fondo. Lo specialista ordinò di fare una biopsia che, purtroppo, confermò la presenza di un tumore maligno con metastasi. Occorreva un intervento immediato. E’ stata una notizia molto forte che nessuno di noi si aspettava. Arrivando a casa, mi chiusi in bagno per sfogarmi e, piangendo, chiesi a Dio il perché di questa sofferenza”. “Ero molto provato, l’intervento era molto costoso – continua Luis, il papà – ma cercai di evitare la preoccupazione economica a Marisela. Avremmo chiesto un prestito per l’intervento chirurgico da fare a Lima, la capitale, ma dove alloggiare per tutto il tempo che avrebbe richiesto l’intervento e la convalescenza? Ci siamo messi in contatto con i responsabili del Movimento dei Focolari, del quale facciamo parte. Il nostro Centro era già occupato da alcune famiglie venezuelane immigrate in Perù per via della difficile situazione nel loro Paese, ma un religioso del Movimento in quel momento offriva casa per gli ospiti della congregazione, e, nell’essere accolti, abbiamo sentito davvero la vicinanza di Dio. A Lima, lo specialista in Neoplasiche ordinò, per sicurezza, di fare una seconda biopsia e altri esami, ma anche quest’ultima speranza si spense e venne confermata la diagnosi. Nostra figlia scoppiò in un pianto e il medico la consolò, assicurandole che tutto sarebbe andato bene”. “La comunità di Lima – racconta Marisela – si adoperò per raccogliere e mettere una somma a nostra disposizione che fu sufficiente per coprire il costo dell’operazione; mentre la lotteria organizzata dalla nostra figlia maggiore servì a coprire altre spese. Alla vigilia dell’intervento ci fece visita Padre Nacho, somministrò l’unzione degli infermi a nostra figlia e ci accompagnò alla clinica. Durante l’intervento, un esercito di persone pregava per il buon esito dell’operazione. E così fu!”. “Il medico in seguito decise che sarebbe stata necessaria la Iodio terapia – spiega Luis – e anche questa aveva un costo troppo elevato per noi! Ma la fede muove le montagne e guarisce i malati, ci dicemmo. La dottoressa ci aiutò a registrare nostra figlia al SIS (Sistema Integrale di Salute) e, nel verificare i suoi dati, risultò già registrata. Qualcuno, che non conoscevamo, pagava la sua assicurazione medica da tre mesi. E’ stata per noi una sorpresa! E così si fecero tutti gli esami gratis e anche la terapia necessaria”. “Ancora una volta – conclude Marisela – costatammo il potere della preghiera e oggi siamo molto grati a questa grande famiglia del Movimento dei Focolari per l’amore espresso in mille modi e per non averci lasciati soli in questo momento così difficile”.
Raccolta da Gustavo E. Clariá
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23 Nov 2021 | Collegamento
A partire dall’accoglienza di un gruppo di afghani in una struttura del Movimento dei Focolari in Italia, il racconto dell’amicizia che ha reso possibile il loro arrivo. L’amicizia tra Costanza Quatriglio, regista italiana e due attori afgani, Basir Ahang e Mohammad Jan, che sono di etnia Hazara, da molti anni vittima di persecuzioni. https://vimeo.com/620774962 (altro…)
22 Nov 2021 | Chiara Lubich
Se cerchiamo di migliorare ogni giorno, possiamo essere anche noi costruttori di pace come ci invita a fare la Parola di Vita di questo mese di novembre 2021. Noi tendiamo – perché così vuole il nostro Ideale – all’unità del mondo intero. E per questo (perché ci sia pace dovunque) preghiamo ogni giorno nel time-out. Ora, uno dei mezzi che abbiamo per arrivare a ciò è convogliare allo scopo (all’unità e quindi alla pace) più persone possibili, proprio in quanto fedeli di una religione (…) . Per cui, inviterei tutti a ravvivare i rapporti con loro. E fedeli delle più varie religioni ce ne sono un po’ dovunque: Certamente, è sempre una rivoluzione quella che ci domanda la volontà di Dio. Sappiamo che in questo campo ci sono secoli di immobilismo dietro alle nostre spalle, e, spesso, di ostilità. È una lotta per la pace, quindi, quella che dobbiamo condurre, e occorre premunirsi, allenarsi, prepararsi. Ecco perché vorrei consigliare, prima di tutto a me e poi a tutti voi, qualcosa che ci aiuti nelle prossime settimane ad avere un sussidio in più, ad aggiungere qualcosa a ciò che già facevamo, ad essere più vigilanti di prima, a crescere e crescere di continuo, per non venir meno (lo sappiamo che, se non si va avanti, si va indietro): qualcosa che ci faccia migliorare ogni giorno di più nel vivere il nostro ideale. Questo qualcosa potrebbe consistere nel dire a noi stessi prima di ogni azione che facciamo: “Oggi, meglio di ieri”. Tante azioni nella nostra vita hanno alcunché di ripetitivo: si prega tutti i giorni, si mangia tutti i giorni, si esce, si studia, si lavora, si incontrano persone, si dorme, si passeggia, si fanno lavori di casa, si riposa, ecc. Ebbene, compiamo ogni azione facendola precedere da un: “meglio di ieri”. E impegniamoci di conseguenza. Saremo così come Dio ci vuole: siamo un Movimento e non ci è permesso fermarci. Avremo più grazie e più facilità nell’attuare il compito specifico di questo mese: prendere in grande considerazione i fedeli di altre religioni e collaborare con loro alla pace e all’unità del mondo.
Chiara Lubich
(Chiara Lubich, in Conversazioni in collegamento telefonico, a cura di Michel Vandeleene, Opere di Chiara Lubich, Città Nuova, 2019, pagg. 425-426) (altro…)