Sono nata a Vallo o in Romania?

Claudio, Antoanetta, Marinella, Giorgio

Vallo dal Passo Croce

Claudio, Antoanetta, Marinella, Giorgio

Vallo dal Passo Croce



Flickr photostream: www.flickr.com/photos/together-for-europe/
Diario di Viaggio – Prima tappa

Per qualcuno è stata l’occasione di una vacanza alternativa: “Potevo scegliere di riposarmi con gli amici o venire qui. Senza dubbio ho scelto bene!”, afferma Adriano, di Porto Alegre, e quindi cittadino del Paese ospitante. Un’altra connazionale, Sulamita, racconta: “Quando sono arrivata nella favela era come se avessi trovato il mio posto: un posto dove potevo amare tutti i giorni. Ma in realtà siamo stati amati da loro con grande sincerità. Tornando a casa voglio trasmettere quanto ho vissuto perché tutta questa forza che ho ricevuto non muoia”. Viaggio all’insegna della reciprocità, con un “Grazie”, dei bambini della scuola Santa Maria, di Recife: “È stata una settimana molto speciale per noi”. E c’è anche qualcuno che non vuol far più ritorno in patria, come Pakot: “Avevo tanti problemi prima di arrivare qui: a casa, con gli studi…All’Isola S. Teresinha ho scoperto che i miei problemi erano troppo piccoli se confrontati a quello che stavano vivendo quei bambini…e mi sono sentito impotente. Durante le due settimane che sono stato nell`Isola ho ricevuto tanti abbracci, sguardi e adesso mi sento più forte. Se fosse possibile vorrei cambiare la data del mio ritorno in Romania…”. Il progetto GLOCALCITY è realizzato con il sostegno del programma “Gioventù in azione” della Commissione europea Leggi anche:
Giovani con “Glocalcity” in Brasile Al via un progetto intercontinentale con cinquanta giovani provenienti da dieci paesi (altro…)
«Quest’Europa non immaginava di doversi confrontare molto velocemente con il terrorismo, con la crescita del divario tra il nord e il sud del mondo, con un confronto tra le culture e tra le religioni, con una mobilitazione di popoli così grande; non si immaginava che lo sviluppo scientifico e tecnico avrebbe creato delle domande etiche così forti, che toccano la stessa visione dell’uomo. Diventa urgentissimo in un’Europa che, anche incoscientemente, cerca una luce, testimoniare che esiste questa luce». Così, mons. Aldo Giordano, segretario generale del Consiglio delle Conferenze episcopali europee (CCEE) – promotore dell’iniziativa, insieme alla Conferenza delle Chiese cristiane (Kek) – presenta gli obiettivi della III Assemblea ecumenica d’Europa, in corso nella storica città rumena di Sibiu, dal 5 al 9 settembre 2007. Il titolo dell’Assemblea – «La luce di Cristo illumina tutti. Speranza per il rinnovamento e l’unità dell’Europa» Il luogo – Sibiu, punto di arrivo di un itinerario che tutte le Chiese e le comunità cristiane d’Europa hanno condiviso quale percorso al cuore dell’ecumenismo, la ricerca di Cristo, riscoperto a partire dalle diverse tradizioni. Prima tappa della preparazione: Roma, centro del cattolicesimo; seconda: Chiese locali; terza: Wittenberg – la città simbolo della Riforma luterana -, e ora Sibiu, a maggioranza ortodossa.
I partecipanti – 2100 delegati cattolici, ortodossi, anglicani e protestanti; vescovi e laici, rappresentanti di diocesi, movimenti e comunità. Presenti tra gli altri: il Patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I, il card. Walter Kasper, il Metropolita Kyrill del Patriarcato di Mosca, il vescovo luterano Huber, ma anche personalità politiche come il Presidente della Commissione Europea, Barroso e il Presidente rumeno Basescu. In programma – Apertura martedì 4 settembre alle 19, nella piazza principale della città, Piata Mare: musiche e canti della cultura rumena, benvenuto degli organizzatori e delle autorità civili della città. 5 settembre: in mattinata assemblea plenaria su temi tratti dalla Charta Oecumenica: unità-spiritualità-testimonianza; 6 settembre: Europa-religioni-migrazioni; 7 settembre: Creazione-pace-giustizia. Nel pomeriggio di ogni giorno: gruppi di lavoro. L’Assemblea si chiuderà con la pubblicazione di un documento finale. Il 7 settembre la serata artistico-culturale “Sulle vie della luce”, un programma di musica ed esperienze, di fede e di vita, animata dal Movimento dei Focolari, con esperienze di Comunione e Liberazione, Cammino Neo-catecumenale, Comunità di Sant’Egidio. L’appuntamento è alle ore 20,30 nella Piata Mare. Non è un caso che questo evento si svolga in un Paese dell’Est – Mons. Aldo Giordano: “L’unificazione europea avverrà soltanto quando riusciremo a mettere insieme queste due culture dell’Est e dell’Ovest. Questo è un lavoro in cantiere e crediamo che Sibiu possa dare questo grande contributo. D’altra parte, è una questione ecumenica: le Chiese dell’Occidente hanno una chance, qui, di confrontarsi con la grande tradizione orientale. E siccome abbiamo vissuto separati da un muro, adesso abbiamo l’occasione invece di conoscerci più profondamente e di imparare soprattutto a dare una testimonianza comune del Vangelo”. (L’intervista a Mons. Aldo Giordano è stata realizzata dalla Radio Vaticana)
Il Patriarca ortodosso di Romania, Teoctist, che aveva invitato e ospitato nel Palazzo patriarcale di Bucarest i 40 vescovi di varie chiese amici del Movimento dei focolari, giunti da 16 Paesi per il loro annuale Convegno internazionale, ha partecipato all’incontro in diversi momenti.
Al centro dell’incontro le riflessioni dei vescovi su: “La presenza del Risorto in mezzo al suo popolo: centro della vita ecclesiale e fulcro della nostra comune testimonianza”, come recitava il titolo, e le due conversazioni videoregistrate di Chiara Lubich, quale contributo alla piena comunione tra le Chiese. Il rapporto fraterno tra i partecipanti è risultato la nota caratteristica del Convegno. Il Patriarca ha rivolto all’inizio un discorso di benvenuto ai partecipanti ed ha presenziato alla giornata conclusiva, con rappresentanti delle varie Chiese e del mondo civile, in cui persone dei Focolari di diverse età e vocazioni hanno proposto testimonianze sul loro impegno tra i giovani, in famiglia, nella parrocchia, nell’economia e nella politica. Tra i 300 presenti, anche i vescovi della Conferenza episcopale cattolica rumena. Intervenendo in chiusura, il Patriarca tra l’altro ha detto: «Vediamo che il mondo si allontana sempre di più da Cristo e manca l’amore (…). E costato, purtroppo, che siamo ancora lontani dal momento in cui potremo testimoniare insieme che serviamo totalmente la Parola del Salvatore nostro Gesù Cristo. Amiamoci gli uni gli altri per poter testimoniare lo stesso pensiero: è una parola che ci riscalda in ogni momento. Ho avuto occasione di ascoltare cose speciali in questi giorni (…). Sentendo i racconti dei giovani, pensavo a come sarebbe proficuo se anche noi, vescovi, e le nostre Chiese provassimo a rivedere nello stesso modo uno per uno tutti i problemi che ci amareggiano (…). E lo dico con moltissima sincerità, perché davanti a me ho i vescovi greco-cattolici, nel rapporto con i quali noi, Chiesa ortodossa rumena, riconosciamo che siamo lontani dalla giustizia e dalla verità, soprattutto dall’amore di Cristo. Proviamo, secondo l’esempio e le opinioni di questi giovani e di questi fratelli, a trovare anche noi delle vie per risolvere i problemi che ancora abbiamo. Se lo vogliamo, possiamo farlo». Sullo sfondo delle questioni non ancora risolte in Romania tra la Chiesa greco-cattolica e la Chiesa ortodossa rumena, problemi legati ai beni ecclesiastici confiscati durante il regime comunista, le parole del Patriarca Teoctist hanno profondamente colpito i presenti e hanno fatto ricordare il grido popolare «Unitate, unitate!» che accompagnò nel 1999 l’abbraccio tra il Patriarca e Giovanni Paolo II in visita nel paese. Momento di grande intensità la Divina Liturgia domenicale celebrata dal Patriarca Teoctist, che, dopo l’omelia, ha dato la parola al Card. Miloslav Vlk, arcivescovo di Praga, promotore principale del Convegno dei vescovi. Si è anche svolto un incontro con l’intera Conferenza episcopale cattolica rumena, che riunisce i vescovi latini e greco-cattolici. Segno forte di comunione la solenne concelebrazione cattolica nella cattedrale di San Giuseppe, durante la quale si sono alternati i canti del coro cattolico e quelli degli studenti ortodossi della facoltà teologica di Cluj. Hanno fatto ingresso in processione nella cattedrale gremita, assieme ai vescovi cattolici, anche i vescovi di varie Chiese. “Voi che avete vissuto fra noi questa settimana – ha detto nell’omelia l’arcivescovo di Bucarest, Joan Robu –, siete per noi una sorgente di vita, di idee nuove. Questa è per me una vera speranza per l’unità”. Nel corso dell’incontro, i partecipanti hanno avuto la possibilità di conoscere dal vivo la vita monastica (Curtea de Arges, Bistrita e Horezu), la ricchissima liturgia e l’iconografia della Chiesa rumeno-ortodossa. Non sono mancate le visite alle diverse comunità cristiane (luterana, riformata e anglicana) nella capitale rumena, e la presenza alle rispettive celebrazioni.
Hanno partecipato al convegno vescovi ortodossi del Patriarcato ecumenico di Costantinopoli, dei Patriarcati di Romania e della Serbia, della Chiesa ortodossa di Cechia e Slovacchia; vescovi siro-ortodossi da India, Siria e Olanda. Inoltre vescovi anglicani della Chiesa d’Inghilterra e vescovi evangelico-luterani di Germania, Romania, Svezia, Norvegia, Gran Bretagna e Stati Uniti, e un vescovo della Chiesa metodista del Brasile. Presente un vescovo della Mar Thoma Syrian Church dall’India. 14 i vescovi cattolici. (altro…)