5 Gen 2015 | Chiesa, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Nuove Generazioni, Spiritualità
“Misericordia”, e cioè perdono, che porta alla pace, “per un mondo nuovo”: è l’invito rivolto ai giovani della diocesi di Bobo-Dioulasso – la seconda città del Paese – come riflessione per il prossimo anno. Il Burkina Faso vive una fase importante di transizione, dopo i disordini registrati a fine ottobre, quando la capitale Ouagadougou era stata investita da manifestazioni dell’opposizione e della società civile, tanto da far parlare di “primavera burkinabé”. Ed è un’esperienza di perdono quella che viene offerta da Fidèle nel corso della giornata dei giovani del 7 dicembre: mentre andava in giro a cercare lavoro, si lascia convincere da un amico a raccogliere della frutta da un albero per una signora anziana e inferma, suscitando così l’ira di chi aveva preso possesso indebitamente dell’albero. La vicenda si conclude per Fidèle con il naso rotto da un colpo di bastone in faccia. «La rabbia dentro di me cresceva, e meditavo la vendetta. Stavo andando a casa a curarmi la ferita quando si avvicina il ragazzo che mi aveva colpito. Con lui c’era anche la mamma, molto dispiaciuta. Non volevo cedere, ma poi mi sono ricordato la frase del Vangelo dove Gesù dice che dobbiamo perdonare 70 volte 7… Il giorno dopo l’ho incontrato al negozio e l’ho salutato per primo, facendogli così capire di averlo perdonato. Da quel giorno siamo diventati buoni amici». A raccontarci dell’iniziativa sono David e Laetitia, a nome dei Giovani per un Mondo Unito di Bobo-Dioulasso: «Quest’anno ci siamo decisi a uscire dal nostro stile abituale per favorire il lavoro insieme ad altri. Ci siamo impegnati così nel coordinamento delle attività della Cappellania dei Giovani. Meravigliati dalla precedente esperienza del Festival dei Giovani, i responsabili della Cappellania ci hanno chiesto di organizzare una giornata di amicizia tra tutti i movimenti giovanili della città, sul tema scelto per quest’anno: “Giovani, siate misericordiosi per un mondo nuovo”».
«Il tempo era poco – continuano – e la cosa più difficile era lavorare con persone che hanno un modo diverso di vedere le cose. Le difficoltà nel mettersi d’accordo non sono mancate, soprattutto per la stesura del programma della giornata; ma il nostro obiettivo era soprattutto stabilire l’unità fra tutti, anche a discapito della qualità dell’organizzazione. Ha vinto il desiderio comune di collaborare, di conoscersi, di stimarsi… E siamo arrivati alla fatidica giornata!». Testimonianze sul perdono, fra cui quella di Fidèle, danze, canti: «Questa giornata ci ha permesso di conoscerci meglio. Ci sono stati molti scambi di contatti e abbiamo capito come il contributo di ciascuno, molto diverso, era necessario. Abbiamo capito come i movimenti sono complementari e chiamati a lavorare insieme per la realizzazione dell’unità, la stessa che Gesù non smette di insegnarci». «Questo – concludono – ci incoraggia e ci dà la voglia di lavorare ancora insieme. Fra un anno la prossima edizione!». (altro…)
1 Gen 2015 | Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Sociale, Spiritualità
«Oggi, a seguito di un’evoluzione positiva della coscienza dell’umanità, la schiavitù, reato di lesa umanità, è stata formalmente abolita nel mondo. Il diritto di ogni persona a non essere tenuta in stato di schiavitù o servitù è stato riconosciuto nel diritto internazionale come norma inderogabile. Eppure, malgrado la comunità internazionale abbia adottato numerosi accordi al fine di porre un termine alla schiavitù in tutte le sue forme e avviato diverse strategie per combattere questo fenomeno, ancora oggi milioni di persone – bambini, uomini e donne di ogni età – vengono private della libertà e costrette a vivere in condizioni assimilabili a quelle della schiavitù» scrive papa Francesco nel suo messaggio per la Giornata mondiale della Pace, che si celebra il 1° gennaio, festa della famiglia. E mentre scrive pensa a «tanti lavoratori e lavoratrici, anche minori, asserviti nei diversi settori». E pensa anche «alle condizioni di vita di molti migranti che, nel loro drammatico tragitto, soffrono la fame, vengono privati della libertà, spogliati dei loro beni o abusati fisicamente e sessualmente. Penso a quelli tra di loro che, giunti a destinazione dopo un viaggio durissimo e dominato dalla paura e dall’insicurezza, sono detenuti in condizioni a volte disumane». Mohamed viene dal Mali ed è passato attraverso un naufragio in mare e una vita di povertà e sofferenze. Oggi, ha tanta voglia di ringraziare. A raccontarlo è Flavia Cerino, avvocato, dalle pagine di Città Nuova. «Poco più che quindicenne, Mohamed decide di partire: un lungo viaggio nel deserto, la Libia (prigioni e sfruttamento) e poi finalmente l’Italia. Mare Nostrum lo salva dal naufragio ma appena è a terra scattano le manette: i compagni di viaggio lo indicano tra gli scafisti, ma lui davvero non c’entra. In effetti aveva distribuito qualcosa da mangiare e da bere sulla barca, ma se non lo avesse fatto gli scafisti, quelli veri, minacciavano di buttarlo in mezzo alle onde. Siccome è un ragazzo non va in una prigione vera e propria. L’attesa dell’udienza che dovrà confermare l’arresto è in uno spazio triste e angusto nel palazzo del Tribunale della grande città, ma molte persone si curano di lui: i poliziotti sono gentili e le assistenti sociali si interessano della sua vita, della salute, della famiglia. Da mesi nessuno lo considerava con tanta attenzione. Di solito riceveva ordini, non domande. E poi un poliziotto parla francese e lui può spiegare bene come sono andate le cose». L’udienza per la conferma dell’arresto si conclude bene: non andrà in prigione, ma in una comunità. «Non sarà libero, ma senza dubbio è meglio del carcere. Il posto è bello, in una piccola città assolata ancora più a sud. Mohamed si fa apprezzare e amare: disponibile ai lavoretti domestici, pronto ad imparare parole nuove di italiano, ama il calcio ma anche il silenzio e la solitudine. A distanza di molti mesi arriva il momento di presentarsi dinanzi al Tribunale: significa ritornare sul passato, sulle cose brutte vissute e da dimenticare. Nonostante il tempo i ricordi sono tutti lì, anche quelli belli. Così finita l’udienza ha una sola richiesta: tornare all’ultimo piano, in quelle stanzette anguste, per dire solo “grazie” a quel poliziotto che parla il francese e a quelle signore tanto gentili: non le dimenticherà mai. Purtroppo nessuno di quelli che lui ha conosciuto è in servizio. Ma quel “grazie” sarà riferito dai colleghi, evento più unico che raro». «Sappiamo che Dio chiederà a ciascuno di noi: “Che cosa hai fatto del tuo fratello?”» – conclude papa Francesco. «La globalizzazione dell’indifferenza, che oggi pesa sulle vite di tante sorelle e di tanti fratelli, chiede a tutti noi di farci artefici di una globalizzazione della solidarietà e della fraternità, che possa ridare loro la speranza e far loro riprendere con coraggio il cammino attraverso i problemi del nostro tempo e le prospettive nuove che esso porta con sé e che Dio pone nelle nostre mani». (altro…)
29 Dic 2014 | Cultura, Dialogo Interreligioso, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità
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26 Dic 2014 | Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità
“Te ne sei andato in silenzio, quasi furtivamente e senza disturbare. Forse desideravi arrivare in tempo per celebrare il tuo Natale definitivo lassù, quello alla Vita …”, scrive uno dei focolarini che ha vissuto con lui negli ultimi anni a Rocca di Papa. Nato il 22 febbraio del 1927, conosce l’Ideale dell’unità a Pisa nel ‘52, mentre frequenta la Facoltà di medicina. Dopo alcuni anni in Italia (Roma, Pescara, Torino), ecco la grande svolta: l’Africa. Siamo ai primi di ottobre del ‘62, quando Chiara Lubich e don Foresi chiedono a lui e Nicasio Triolo, altro medico focolarino: “Siete pronti a partire per l’Africa?”. L’11 febbraio del ‘63 approdano in Camerun assieme a Danilo Gioacchin, veterinario e veneto come Lucio. La vita li è un quotidiano interrogarsi sulla realtà circondante, in un atteggiamento di onesto e disarmato rispetto per una cultura finora completamente estranea e per le sue genti. Stupore, incertezze, scoperte e percezione acuta dei limiti di fronte al mistero, ma soprattutto apertura incondizionata ai piani di quel Dio che trasformerà il tutto in uno stupendo “canto d’amore” che scorre parallelamente alla fondazione del Movimento e all’irradiazione dell’Ideale dell’unità nel continente africano. Questo periodo così particolare Lucio lo vivrà in stretto rapporto con Chiara Lubich che si recherà in Camerun nel ’65, ‘66 e nel ‘69. Più tardi Chiara andrà in Kenya nel ‘92 e ancora a Fontem (Camerum, dove nel frattempo è sorta la prima cittadella dei Focolari in Africa), per l’ultima volta nel 2000. Lucio ne è felicissimo quando costata che “nel giro di 35 anni il sogno di Chiara è diventato realtà, che Dio c’è, che l’amore è vero e che l’amore scambievole è il segreto della felicità; e questo perché la Madonna ci ha abbracciato tutti in una sola famiglia”.

Da sinistra: Lucio Dal Soglio, Georges Mani, Dominic Nyukilim, Teresina Tumuhairwe, Benedict Murac Manjo, Marilen Holzhauser, d. Adolfo Raggio, Nicolette Manka Ndingsa.
Lucio non amava parlare di se, non si metteva mai in mostra, non appariva. Ma per quelli che hanno avuto la fortuna di conoscerlo, Lucio è stato un “grande Baobab” – come alcuni amici africani hanno scritto in questi giorni. Moltissimi gli echi arrivati dall’Africa: “Non saremo mai abbastanza grati a lui per quanto ha fatto per l’Opera di Maria qui in Africa!!!”. “Il suo amore per l’uomo era infinito, perché per lui ogni uomo era Cristo, colui che Lucio amava senza inganni …”. “Lo ricordiamo sopratutto dalla sua radicalità e sincerità nel vivere il Vangelo, un fratello maggiore, un amico vero che ci ha sempre accompagnato in questo ‘santo viaggio’ della vita”. “Immagino ‘Maria Africana’ con le braccia spalancate per accogliere questo suo figlio prediletto assieme a tanti altri che hanno vissuto, sofferto, lavorato e amato senza misura per portare l’Ideale dell’unità in terre d’Africa. Non è un momento di tristezza questo, ma di ringraziamento profondo a Dio per il dono di aver percorso un tratto del nostro santo viaggio con Lucio che ci è stato padre, fratello maggiore e amico.” La parola del Vangelo che Chiara Lubich gli aveva indicato come faro per la sua vita, era: “E lasciate le novantanove, andò in cerca della pecorella smarrita” (Mt. 18,12). “Preghiamo per lui – scrive ai membri dei Focolari Maria Voce – e chiediamo a lui di aiutare l’intera Opera di Maria a compiere il disegno di Dio, perché tutti siano uno”. Leggi anche: Presi dal Mistero (altro…)
26 Nov 2014 | Centro internazionale, Chiesa, Focolari nel Mondo, Spiritualità
“Quella gioia che vedo nei tuoi occhi la voglio anch’io” dice un ragazzo a Daniela della Comunità Nuovi Orizzonti, quella notte in cui, vincendo le sue paure era andata alla Stazione Termini. Quel giovane che per 3 volte aveva tentato il suicidio, diventa per Daniela l’inizio di una nuova vita. Portano in cuore storie come questa i 300 membri, rappresentanti di 100 movimenti e nuove comunità di 40 Paesi, convenuti a Roma dal 20 al 22 novembre per il loro terzo Congresso Mondiale sul tema: “La gioia del Vangelo: una gioia missionaria”. Voluto dal Pontificio Consiglio per i Laici (PCPL) per rispondere alla chiamata alla conversione che papa Francesco ha rivolto a tutti i cristiani, l’appuntamento ha desiderato essere in continuità con gli incontri promossi da Giovanni Paolo II nel 1998 e da Benedetto XVI nel 2006. Improvvisa e inaspettata è stata negli anni la fioritura di tante nuove realtà ecclesiali, e il card. Rylko, presidente del PCPL, nella sua relazione di apertura, ha ricordato come la chiesa la consideri “una risposta tempestiva dello Spirito Santo alla difficile sfida dell’evangelizzazione del mondo contemporaneo”. Anche papa Francesco insiste nel dire che i nuovi carismi sono “regali dello Spirito integrati nel corpo ecclesiale, attratti verso il centro che è Cristo, da dove si incanalano in una spinta evangelizzatrice”.
Appassionanti esperienze si sono intrecciate agli approfondimenti ricchi e variegati, densi di dottrina, tesi ad approfondire i passaggi cruciali dell’esortazione apostolica Evangelii Gaudium, magna charta dell’intero convegno. I temi trattati? Vanno dal rinnovamento personale per il rinnovamento ecclesiale, alla comunione tra movimenti (collaborare per non correre invano), dalla rivoluzione della tenerezza al genio femminile nell’evangelizzazione. Attenzione massima dunque a cogliere i “segni dei tempi” che richiedono nuove risposte a nuove domande. Tre giorni che hanno annullato differenze e chiusure: in un crescente clima di fraternità tra i rappresentanti di movimenti di storia più che cinquantennale e quelli delle nuove comunità che da poco hanno assunto una dimensione internazionale. Cospicua la presenza dei vescovi e dei sacerdoti, immersi insieme ai laici, in un clima di ascolto reciproco. Ciascuno era assetato di conoscere le reciproche esperienze per “imparare a discernere la voce dello Spirito oggi, che spinge a prendere il largo e annunciare a tutti l’amore di Dio per ogni uomo”, come ha detto uno dei presenti. Per il Movimento dei Focolari, insieme alla presidente Maria Voce, al neo copresidente Jesús Morán, al copresidente uscente Giancarlo Faletti una delegazione composta da Anna Pelli, Severin Schmidt, Gisela Lauber e Marta Chierico.
“Un incontro di vera e profonda comunione, dove si era tutti fratelli”, lo definisce Maria Voce in un’intervista rilasciata a focolare.org “che viene tanto più in evidenza se pensiamo da dove siamo partiti nel 1998”. “Quando siamo andati dal Papa – continua – si sentiva in lui la gioia di aver potuto sperimentare questa comunione, e in fondo era questo il dono che volevamo portargli”. Quali passi nuovi si aprono adesso per i Movimenti? Per Maria Voce due possibili piste da esplorare sono l’apertura “verso i Movimenti che appartengono ad altre Chiese, non cattoliche, perché lì ci sono esperienze molto forti di persone che vivono come noi il Vangelo”; e la “comunione ancora più profonda tra laici e clero”, “per cui non si debba separare la parte ecclesiastica dalla parte laica nei vari Movimenti e neanche nell’insieme”. Uscita che sottolineerebbe “un’unità più vitale, fra pastore e gregge”. Ogni scusa era buona per conoscersi: la pausa caffè, il momento del pranzo, la cena a fine giornata. Missioni di strada, comunità per tossicodipendenti, evangelizzazione nei luoghi più impensati del pianeta, adorazione e lavoro, cura degli anziani e dei disabili, coinvolgimento dei giovani: Philadelfia, Kansas, Filippine, Ecuador, Corea, Messico, Roma, Palermo. Il dialogo fitto e ininterrotto è culminato nell’incontro con papa Francesco: «Voi avete portato già molti frutti alla Chiesa e al mondo intero, ma ne porterete altri ancora più grandi con l’aiuto dello Spirito Santo», afferma il Papa nel suo discorso. «Per raggiungere la maturità ecclesiale mantenete la freschezza del carisma, rispettate la libertà delle persone e cercate sempre la comunione», sintetizza nel consegnare un nuovo programma ai presenti, e infine: «Andate avanti: sempre in movimento … Non fermatevi mai! Sempre in movimento!».
«Per me, che partecipavo per la prima volta a un incontro di questo tipo, l’esperienza è stata davvero straordinaria – afferma Jesús Morán -. Ho gustato una comunione speciale con tanti movimenti e comunità in questo kairos o tempo di Dio formidabile che vive la Chiesa con il dono di papa Francesco. A questo riguardo, ho risentito con nuova forza il suo richiamo alla conversione missionaria, che interpella tutti i carismi e li porta a raggiungere una maturità all’altezza dei tempi (lasciando da parte ogni tentazione di autoreferenzialità) e una radicalità ancorata nella freschezza del carisma». «Un plus di ecclesialità e di impegno sociale» è l’esigenza avvertita ancora da Morán. «In questo senso – conclude – dobbiamo tendere verso un pensare veramente “trinitario” che qualifichi con maggiore profondità la nostra comunione. Non basta più una qualsiasi e cordiale collaborazione ma un vivere l’uno nell’altro, un reciproco potenziarsi e arricchirsi per poter uscire e farsi carico insieme dei dolori dell’umanità». Altre notizie su: www.laici.va (altro…)