Movimento dei Focolari
A Dio per il fratello

A Dio per il fratello

Natale 1955

Chiara Lubich – Natale 1955

«Egli, entrato nella storia duemila anni fa, vuole entrare nella nostra vita, ma la strada in noi è irta di ostacoli. Occorre spianare le montagnole, rimuovere i massi. Quali sono gli ostacoli che possono ostruire la strada a Gesù? Sono tutti i desideri non conformi alla volontà di Dio che sorgono nella nostra anima; sono gli attaccamenti che l’attanagliano. Desideri minimi di parlare o di tacere, quando si deve fare diversamente; desideri di affermazione, di stima, di affetto. Desideri di cose, di salute, di vita… quando Dio non lo vuole. Desideri più cattivi, di ribellione, di giudizio, di vendetta… Essi sorgono nella nostra anima e l’invadono tutta. Occorre spegnere con decisione questi desideri, togliere questi ostacoli, rimetterci nella volontà di Dio e così preparare la via del Signore. Occorre – dice la Parola – raddrizzare i suoi sentieri. Raddrizzare: così, proprio così. I desideri deviano il nostro cammino. Spegnendoli, ci rimettiamo nel raggio del volere di Dio e ritroviamo la strada. Ma, c’è un modo per essere sicuri di camminare su una via diritta, che porta certamente alla meta: a Dio. Essa ha un passaggio obbligato: si chiama fratello. Lanciamoci di nuovo, in questo Natale, ad amare ogni fratello che incontriamo durante la giornata. Accendiamo nel nostro cuore quell’ardentissimo e lodevolissimo disiderio che Dio sicuramente vuole: il desiderio di amare ogni prossimo, facendoci uno con lui in tutto, con amore disinteressato e senza limiti. L’amore ravviverà rapporti e persone e non permetterà che sorgano desideri egoistici, anzi ne sarà il miglior antidoto. Per Natale potremo così preparare, quale dono per Gesù che viene, il nostro frutto: ricco, succoso; e il nostro cuore: bruciato, consumato d’amore».

Chiara Lubich

Da E torna Natale, Città Nuova Editrice 2007, pp.73/75 (altro…)

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Maria nell’esperienza del Movimento dei Focolari

VIDEO: Chiara Lubich su “Maria nell’esperienza del Movimento dei focolari”

«Signori cardinali e Signori vescovi, il punto cardine della nostra spiritualità che sono stata invitata a presentare quest’anno è Maria. Non mi accingerò certamente a parlare di Lei come converrebbe per la creatura più eccelsa del mondo: questo è compito così vasto e così impegnativo che solo la Chiesa può svolgere attraverso i secoli. Dovrò solo esporre brevemente quel tanto che, con lo spirito del Movimento, noi abbiamo compreso di Maria, delle sue ricchezze venute maggiormente in evidenza durante la nostra storia. Tratterò perciò il tema: “Maria nell’esperienza del Movimento dei Focolari“. Maria è stata presente a noi fin dagli albori del Movimento e anche prima che esso iniziasse ufficialmente ad esistere.  Molti di loro sanno come la prima intuizione di ciò che doveva nascere – era allora il lontano 1939 – si ebbe nella casa della Madonna, a Loreto in Italia. È stato lì che compresi come il Signore aveva preparato una via nuova – quella da noi chiamata la “quarta strada” – per una nuova famiglia spirituale nella Chiesa: i focolarini. È stato in quel luogo che ebbi l’intuizione che una schiera di vergini avrebbe seguito questa strada. Sì, Maria era lì fin da Loreto con la sua silenziosa presenza ad attendere tutti quelli che l’avrebbero seguita nell’Opera sua.     (leggi tutto) (altro…)

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Genova: fraternità, città e politica

Di alta qualità gli approfondimenti, con tavole rotonde, seminari, conferenze e dibattiti, oltre alle tantissime esperienze e buone pratiche venute in luce  durante i due convegni: La Fraternità e il governo delle città” (30 Novembre) e “Che  sarebbe l’Italia senza le città?” (1-2 Dicembre). Durante il primo è stato è assegnato il Premio ‘Chiara Lubich  per la Fraternità’ che, giunto alla 4° edizione, vuole valorizzare progetti dove amministrazioni e comunità cittadina dimostrino sentieri di fraternità, con atti amministrativi.  Esempi che, come afferma Maria Voce, presidente del Movimento dei focolari, nel suo messaggio: “mettono in luce un autentico servizio al bene comune, capace di suscitare la solidarietà, particolarmente nei momenti di emergenza o in tempi di crisi politica ed economica”. La fraternità, questa la convinzione dei presenti, può diventare una categoria della politica, può contribuire a determinarne i contenuti, le priorità, il metodo e lo stile e le città possono diventare laboratori in cui fare esperienze positive da poter poi mettere in rete e moltiplicare in dimensioni più grandi. Da questa certezza, è nata, nel 2008, l’associazione Città per la Fraternità, un organismo che vuole contribuire, non solo in Italia, alla diffusione del ‘principio di Fraternità’ nella vita politica, specie negli Enti Locali, veri motori della vita del Paese. Fonte ispiratrice, il pensiero di Chiara Lubich nel quale si coglie la testimonianza di un legame profondo da sempre coltivato con la città, luogo primario dei molteplici rapporti e relazioni tra persone ed istituzioni, con possibilità di aprire strade percorribili e fattive. Il Cardinale di Genova, Angelo Bagnasco, si è fatto presente con un messaggio ricordando ai partecipanti che ogni persona è tenuta “a non dimenticare mai che qualunque azione compia deve essere volta al bene comune affinché tutti possano sentirsi parte della comunità in cui vivono”. Quasi un’eco a queste parole è venuto dall’assegnazione del premio al comune di Medolla e ad altri comuni colpiti dal terremoto del maggio scorso, motivato “dal forte esempio donato al Paese nel non volersi ripiegare nell’emergenza, ma nel cooperare, nel mutuo aiuto, per ricostruire non solo le necessarie ragioni materiali, ma anche il senso della comunità e della convivenza”. Una menzione d’onore è stata inoltre conferita al Consiglio Regionale del Piemonte “per l’importante percorso di dialogo, di confronto e riflessione sulla fraternità iniziato già dal 2005”, e al comune di Pineto “per il forte impegno a vivere con i comuni confinanti progetti di fraternità”. Particolarmente significativa la sessione conclusiva  del 2 Dicembre, che ha avuto per tema  “La città e la partecipazione, dal locale al globale”. L’accento si è posto sulla democrazia non come punto di arrivo ma come percorso, soffermandosi sulle esigenze della democrazia partecipativa. L’orizzonte si è spalancato a una fraternità non solo locale ma universale, con gli interventi di giovani del Congo e del Burundi e con l’esposizione del progetto United World Project dei Giovani per un mondo unito dei Focolari. Dalla tre giorni di Genova i partecipanti lanciano una scommessa per l’Italia: “continuare a seminare fraternità” volgendo lo sguardo con fiducia dalla città alle città, processo necessario, secondo la visione di Chiara Lubich, verso la fraternità universale. Gli eventi sono stati  organizzati, in collaborazione con il Comune di Genova, da Associazione Città per la Fraternità, Movimento Politico per l’Unità e Movimento Umanità Nuova,  Un supporto organizzativo l’ha dato l’Associazione Igino Giordani del Levante Ligure. La Regione Liguria ha dato il suo patrocinio. . (altro…)

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Congo, sfide della nuova evangelizzazione

Il contributo della presenza femminile al recente Sinodo per la nuova evangelizzazione (7-28 ottobre) si è espresso anche attraverso la voce della professoressa Ernestine Sikujua Kinyabuuma del Congo. Membro del Movimento dei Focolari, la docente africana mette in evidenza l’importanza della nuova evangelizzazione in Africa, dove la fede è viva ma ancora giovane, bisognosa di consolidamento. «Nel mondo africano – spiega – l’uomo è come diviso in se stesso. In lui agiscono due forze spesso inconciliabili: la cultura tradizionale e la religione. Un altro fenomeno è la proliferazione delle così dette “chiese di risveglio” con la presentazione di un vangelo di prosperità che promette successo. Non si sa più discernere quali siano i valori del cristianesimo e l’influenza del mondo occidentale. L’uomo africano è alla ricerca del rapporto con Dio, ma un’insufficiente base catechistica lo porta a ricercare un’altra forza superiore che gli dia protezione, prosperità». Ernestine è insegnante, sempre a contatto con gli studenti. Nel suo intervento al Sinodo ha detto di rendersi conto che i giovani, nonostante vivano immersi nella cultura della “facilità”, sono alla ricerca di un grande ideale e di una vita radicale basata sul Vangelo. Ha presentato alcune delle esperienze dei giovani dei Focolari che testimoniano la vita quotidiana basata sulla Parola di Dio vissuta. Molti non rimangono indifferenti ed entrano in contatto con i valori cristiani. «In mezzo ai cambiamenti dovuti alla globalizzazione, l’Africa attraversa una crisi su tutti i piani: politico, economico e culturale. Per questo, alla ricerca di una via d’uscita, le persone reagiscono in modo vario» – ha spiegato nel suo intervento, raccontando alcune esperienze realizzate con la comunità locale dei Focolari, illuminate dal desiderio di vivere la frase di Gesù “qualsiasi cosa avrete fatto ad uno di questi miei fratelli più piccoli, l’avrete fatta a me” (Mt 25,40). Insieme hanno realizzato la ristrutturazione di tre blocchi di dormitori nella prigione centrale di Lubumbashi con l’aiuto di una ONG internazionale, la creazione di un laboratorio di sartoria in modo che i prigionieri possano imparare un mestiere e un negozio dove si vendono i prodotti alimentari e di prima necessità a basso costo per favorire la sopravvivenza di tanti carcerati e per combattere l’aumento dei prezzi al consumo. In un’intervista rilasciata alla radio italiana Inblu, aggiungeva: «Un’esperienza, nuova, ricca e bellissima, perché mi ha fatto entrare nel cuore della chiesa». E alla domanda “Perché la nuova evangelizzazione è una sfida che riguarda anche l’Africa e, in particolare, il suo Paese, la Repubblica Democratica del Congo?”, Ernestine risponde: «In Europa ci sono stati 2000 anni di evangelizzazione, da noi al massimo 2 secoli. Per esempio nel mondo scientifico, dove io lavoro, si sente tanto il fatto che l’uomo africano entra in chiesa, ma poi quando esce va a cercare le “forze soprannaturali” per avere più successo nel lavoro, per essere più intelligente… Quindi per noi il messaggio della nuova evangelizzazione è molto importante per far capire che in Gesù si trovano tutte le risposte che l’uomo attende. Ma c’è questo dualismo: si prega, si cerca una relazione personale con Dio, ma poi si va a cercarLo da altre parti. Il nostro cardinale ha presentato la nuova evangelizzazione spiegando che ci vuole l’inculturazione del popolo, perché se le nostre culture accolgono il Vangelo che le illumina, capiremo che lì ci sono tutte le risposte e che non occorre cercarle altrove». (altro…)