8 Lug 2009 | Chiara Lubich
I problemi del terzo mondo non sono uno scherzo. Esigono uno spostamento massiccio di beni: un ridimensionamento, una formidabile messa a punto. E tutto ciò noi non lo sappiamo fare. Non siamo in grado di disegnare progetti completi sul mondo nel suo insieme, nemmeno allo scopo di beneficarlo, perché occorre un amore universale. Qui deve entrare in gioco Colui che ha creato questo mondo, ne sa i destini, e scruta i più reconditi pensieri degli uomini, le loro aspirazioni e le possibilità spirituali e materiali dei popoli. Colui che conosce anche per diretta esperienza quest’umanità, Colui che riassume l’umanità perché non è un uomo, ma l’Uomo: Egli solo può accendere in noi uno spirito e una visione universale d’amore. Giovanni XXIII, ad esempio, ci dice che il superfluo da darsi a chi non ha è misurato dal bisogno altrui. Ma chi misurerà le necessità di tutti gli altri nostri fratelli, se non qualcuno che ha in sé la misura della umanità? E questi non è che Cristo. E la sua azione sul mondo la vuol fare generalmente attraverso i cristiani. E la può fare con coloro in cui, per la carica di amore, Egli vive ed agisce pienamente. Allora i programmi che essi faranno saranno illuminati dalla sua sapienza e s’attueranno, nonostante tutte le difficoltà. Tratto da “Cristiani sottosviluppati”
pubblicato in: Chiara Lubich, Scritti Spirituali/2 – L’essenziale di oggi, Città Nuova Editrice pp. 158-159 ed. 1997
6 Giu 2009 | Chiara Lubich, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità
Alla vigilia del voto europeo, riproponiamo un pensiero di Chiara Lubich sull’Europa, tratto dal suo intervento al primo appuntamento di “Insieme per l’Europa” nel maggio 2004. Erano riunite 10.000 persone nella città tedesca di Stoccarda, e oltre 100.000 erano collegate in eventi contemporanei in varie capitali europee. L’evento era stato promosso da oltre 150 movimenti e comunità ecclesiali di varie chiese, di tutto il continente europeo. L’intervento di Chiara era incentrato sulla fraternità, definita proprio in questi giorni dal sociologo Bauman “perfetto emblema dell’identità europea”.
La fratellanza universale è stata anche il programma di persone non ispirate da motivi religiosi. Il progetto stesso della Rivoluzione francese aveva per motto: “Libertà, uguaglianza, fraternità”. Ma, se poi numerosi Paesi, nel costruire regimi democratici, sono riusciti a realizzare, almeno in parte, la libertà e l’uguaglianza, non è stato certo così per la fraternità, più annunciata che vissuta. Chi invece ha proclamato la fraternità universale, e ci ha dato il modo di realizzarla, è stato Gesù. Egli, rivelandoci la paternità di Dio, ha abbattuto le mura che separano gli “uguali” dai “diversi”, gli amici dai nemici, e ha sciolto ciascun uomo dalle mille forme di subordinazione e di schiavitù, da ogni rapporto ingiusto, compiendo, in tal modo, un’autentica rivoluzione, esistenziale, culturale e politica. (…) Lo strumento che Gesù ci ha offerto per realizzare questa fraternità universale è l’amore: un amore grande, un amore nuovo, diverso da quello che abitualmente conosciamo. Egli infatti – Gesù – ha trapiantato in terra il modo di amare del Cielo. Questo amore esige che si ami tutti, non solo quindi i parenti e gli amici; domanda che si ami il simpatico e l’antipatico, il compaesano e lo straniero, l’europeo e l’immigrato, quello della propria Chiesa e quello di un’altra, della propria religione e di una diversa. Domanda oggi ai Paesi dell’Europa occidentale di amare quelli dell’Europa centrale e orientale – e viceversa -, e a tutti di aprirsi a quelli degli altri continenti secondo la visione dei fondatori dell’Europa unita. Quest’amore chiede che si ami anche il nemico e che lo si perdoni qualora ci avesse fatto del male. Dopo le guerre che hanno insanguinato il nostro continente, tanti europei sono stati modelli di amore al nemico e di riconciliazione (…). Quello di cui parlo è, dunque, un amore che non fa distinzione e prende in considerazione coloro che stanno fisicamente accanto a noi, ma anche quelli di cui parliamo o si parla, coloro ai quali è destinato il lavoro che ci occupa giorno per giorno, coloro di cui veniamo a conoscere qualche notizia sul giornale o alla televisione. Perché così ama Dio Padre, che manda sole e pioggia su tutti i suoi figli: sui buoni, sui cattivi, sui giusti e sugli ingiusti (cf Mt 5,45). (…). L’amore portato da Gesù non è poi un amore platonico, sentimentale, a parole, è un amore concreto, esige che si scenda ai fatti, e ciò è possibile se ci facciamo “tutto a tutti”: ammalato con chi è ammalato; gioiosi con chi è nella gioia; preoccupati, privi di sicurezza, affamati, poveri con gli altri. E, sentendo in noi ciò che essi provano, agire di conseguenza. Quante forme di povertà conosce oggi l’Europa! Pensiamo, a mo’ d’esempio, all’emarginazione dei disabili e degli ammalati di Aids, al traffico delle donne costrette a prostituirsi, ai barboni, alle ragazze madri… Pensiamo ancora a chi rincorre i falsi idoli dell’edonismo, del consumismo, della sete di potere e del materialismo. Gesù in ognuno di loro aspetta il nostro amore concreto e fattivo! Egli ritiene fatto a sé qualsiasi cosa si faccia di bene o di male agli altri. Quando ha parlato del giudizio finale ha detto che ripeterà ai buoni e ai cattivi: “L’hai fatto a me; l’hai fatto a me” (cf Mt 25,40). Quando poi questo amore è vissuto da più persone, esso diventa reciproco ed è quello che Gesù sottolinea più di tutto: “Amatevi gli uni gli altri come io vi ho amato” (Gv 13, 34); è il comandamento che egli dice suo e “nuovo”. A questo amore reciproco non sono chiamati solo i singoli, ma anche i gruppi, i Movimenti, le città, le regioni e gli Stati. I tempi attuali domandano, infatti, ai discepoli di Gesù di acquistare una coscienza “sociale” del cristianesimo. E’ più che mai urgente e necessario che si ami la patria altrui come la propria: la Polonia come l’Ungheria, il Regno Unito come la Spagna, la Repubblica Ceca come la Slovacchia… L’amore portato da Gesù è indispensabile all’Europa perché essa diventi una famiglia di nazioni: la “casa comune europea”. Chiara Lubich, Stoccarda 8 maggio 2004 (altro…)
29 Mar 2009 | Chiara Lubich, Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
“Questa realtà è qualcosa che va al di lá di un riconoscimento perché arriva al cuore”. “La piazza si è riempita di fede, di sentimento: esiste un Paese che ancora crede che può diventare grande attraverso l’arte”. (Alberto Asprino, architetto e scultore) “Oggi, in questa piazza ci siamo trovati in Paradiso, quel paradiso che tutti cerchiamo e che abbiamo trovato, anche se solo per un momento. Questa esperienza ci da una carica nuova, ci sentiamo rigenerati; speriamo di poter portare questa esperienza al resto del Paese, se è stato possibile qua, è possibile dovunque”. (Erminy Péran, critico e storico dell’arte) E’ diventato realtà lo scopo per cui era stata ideata la 1^ Biennale intitolata a Chiara Lubich: “Aprire uno spazio alla creatività, da una prospettiva che mettesse in luce la vocazione sociale dell’artista come promotore di speranza, a partire dalla figura di una illustre rappresentante dell’umanesimo italiano, Chiara Lubich”, come aveva dichiarato la dott.ssa Jeanette Rincón, Decana di Cultura dell’Università Cattolica Cecilio Acosta (UNICA) di Maracaibo. La Biennale ha dato vita ad un grande atelier a cielo aperto nella centralissima Piazza della Repubblica di Maracaibo – seconda città del Venezuela. Si trattava di un concorso estemporaneo per tutte le categorie dell’Arte Plastica, convocato dall’ UNICA, attraverso il Decanato cultura e sport e la Cattedra libera Chiara Lubich. 92 sono stati gli artisti partecipanti, da noti artisti a livello nazionale e regionale ad artisti in erba. Né l’età né le difficoltà fisiche sono state d’impedimento per gli artisti, al momento di plasmare la loro opera, come ha dimostrato Kevin Sánchez, di 12 anni, vincitore di una menzione onorifica, per aver lavorato nonostante il braccio ingessato. Dopo 8 ore di arduo lavoro, sotto l’ombra degli alberi della Piazza, è stato offerto un programma musicale dall’Orchestra di Concerti Simón Bolívar, per concludere poi con la presentazione della figura di Chiara, che metteva in evidenza la sua apertura a un dialogo ecumenico, multiculturale e multi religioso, e il contributo del suo pensiero alla cultura contemporanea, come ha sottolineato il Rettore dell’Università, Angel Lombardi. “Chiara ci aiuta a sviluppare una visione del mondo contemporaneo e della sua problematica dalla prospettiva del dialogo”, ha detto. “L’Università, nella misura in cui apre spazi per diffondere il suo pensiero, si apre anch’essa alla fraternità e alla solidarietà”. Del più alto livello, i membri della giuria: dall’architetto e scultore Alberto Asprino, noto in campo internazionale, Perán Erminy, ebreo, critico e storico dell’arte, allo scrittore Víctor Fuenmayor, direttore della Scuola di Arti sceniche e audiovisive della Facoltà sperimentale di Arte dell’Università dello Zulia.
10 Mar 2009 | Chiara Lubich
“Chiara semplicemente” a cura di T. Klann, M. Pochet e M. Vandeleene – Ed. Città Nuova
“Il fotografo berlinese Thomas Klann ha rinvenuto tra migliaia di stampe ingiallite, di negativi graffiati, di diapositive scolorite alcune foto che – come dice lui – fanno scendere Chiara dal palco.Sono state scattate non da fotografi ma dalla stessa Eli Folonari – testimone per eccellenza – o da qualche altro famigliare di Chiara, sovente a sua insaputa e nonostante la sua istintiva ritrosia. Le abbiamo scelte perché manifestano a chi le scruta con attenzione – o meglio, con curiosità amorosa – attraverso un peluche tenuto nella mano, un sorriso controbilanciato da occhi desolati, un senso di raccoglimento e di solitudine in mezzo alla folla, gli atteggiamenti, il carattere, i gusti, gli stati d’animo e permettono non certo di comprendere, ma di intuire Chiara, di accordarsi su di lei come su di un “la” naturale.” (dalla presentazione di Michel Pochet).
introduzione di Giulia (Eli) Folonari
In contemporanea il volume viene pubblicato da: Nouvelle Cité: “Au fil des jours Chiara Lubich” (Francia), Neue Stadt :“Einfach Chiara” (Germania), Novi Svet: “Preprosto Chiara” (Slovenia).
“Chiara Lubich – La sua eredità” di F. Zambonini – Ed. Paoline (http://www.paoline.it/)
«Chiara non appartiene solamente a voi cristiani. Ora lei e il suo ideale sono eredità dell’umanità intera», ha recitato un monaco buddista ai funerali di Chiara Lubich. Questo volume propone a tutti, oggi, l’insegnamento di Chiara e l’eredità che il Movimento è chiamato a raccogliere in fecondità per la Chiesa e il mondo intero: la visione di un’umanità senza confini, capace di superare barriere, diversità, appartenenze. La rivoluzione discreta di Chiara Lubich ha raggiunto milioni di uomini e donne, laici, nubili e celibi consacrati, sposati, cristiani e credenti di religioni diverse e anche non credenti, attratti dall’ideale di un mondo unito. (dalla presentazione sul sito delle Edizioni Paoline)
Il volume è stato presentato a Palermo, il 5 marzo 2009 (http://www.focolarisiciliacalabriamalta.org/hometris.asp)
Chiara Lubich – il cielo e l’umanità, di Michele Zanzucchi e Oreste Paliotti – Ed. Città Nuova
Il volume, ampiamente corredato da immagini fotografiche, traccia il profilo biografico di Chiara Lubich e propone al pubblico una significativa scelta di aneddoti sulla sua figura ed un’intervista a Maria Voce, attuale Presidente del Movimento dei Focolari sull’eredità della Lubich. Uno strumento agile per conoscere una delle personalità più importanti della storia della Chiesa del XX secolo.
“Non potevamo immaginare. Una famiglia con Chiara Lubich” di L. e P. Crepaz – Ed. Il Margine
Che cosa rappresentano oggi Chiara Lubich e la spiritualità dell’unità, profondamente radicata nel Vangelo, che sta alla base del Movimento dei Focolari da lei fondato e che anima la vita di milioni di persone in tutto il mondo? Una coppia con sei figli racconta l’avventura che si è trovata a vivere cercando, fra successi e fallimenti, di ispirare la propria esistenza a quella riscoperta radicale del Vangelo indicata da Chiara Lubich: un’appassionante avventura che non si potevano davvero immaginare.
“Chiara Lubich – Una divina avventura” di V. Salvoldi – Ed. Elledici
Il libretto illustrato traccia il profilo biografico e spirituale della fondatrice del Movimento dei focolari, evidenziando il dono profetico di questa donna instancabile e coraggiosa.
25 Feb 2009 | Chiara Lubich, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
Molteplici sono le iniziative nel mondo per ricordare Chiara Lubich e continuare a vivere la sua eredità. Qui apriamo uno zoom sul Messico. E’ ancora vivo in tanti il ricordo della visita che Chiara aveva fatto in Messico nel giugno del 1997. In modo tutto particolare quell’incontro al santuario di Città del Messico dove è venerata la Madonna di Guadalupe, la Morenita, meticcia come lo è la maggioranza della popolazione. Da Guadalajara poi il 14 marzo verrà celebrata una messa solenne che sarà trasmessa in diretta dalla rete satellitare Mariavision. A Santa Cruz, regione a maggioranza indigena, la comunità si riunirà in preghiera per Chiara, seguendo riti ancestrali, per 9 giorni. Al decimo giorno, sarà celebrata una Messa in lingua Náhuatl, nella lingua parlata degli Aztechi, l’antichissima civiltà messicana, e dalla Madonna di Guadalupe quando era apparsa a Juan Diego. Vi parteciperanno gli aderenti del movimento delle 32 comunità indigene della zona. Il canale Mariavision, oltre alla messa nella cattedrale di Guadalajara, trasmetterà un programma sulla vita, il carisma e l’opera di Chiara.
Altri appuntamenti in Messico
PUEBLA -26/3 Evento Culturale, con la partecipazione di diversi esponenti della cultura, di altre religioni e del mondo dell’arte – ore 19.00 – Palazzo del municipio
PUEBLA – 28/3 S. Messa nella Cattedrale – ore 18:00; presiede S.Em.Mons. J.Trinidad Medel, vicario dell’Arcidiocesi di Puebla per i Laici
NETZAHUALCOYOTL – 20/3 S.Messa nella Cattedrale – ore 19.00; presiede iL Vescovo S. Em. Mons. Carlos Garfias
CITTA’ DEL MESSICO – 26/3 Omaggio a Chiara, presso l’IMDOSOC, Istituto Messicano di Dottrina Sociale della Chiesa – ore 19 – testimonianze di varie persone dell’ambito politico, religioso e culturale.
SANTA CRUZ – 6-15/3 Riti tradizionali – 9 giorni in preghiera per Chiara; al 10 giorno, S.Messa in lingua Náhuatl con appartenenti alle 32 comunitá indigene della zona. (Nota: Il Náhuatl è la lingua parlata degli Aztechi e dalla Madonna di Guadalupe a Juan Diego).
CITTADELLA EL DIAMANTE – 22/3 Pomeriggio dedicato a Chiara – Benedizione della Croce – ore 13; secondo le usanze del posto la Croce, sollevata da terra come simbolo della rerurrezione, verrà portata in processione, mentre si spargeranno petali di fiori lungo la strada, a significare il cammino definitivo verso il Paradiso. La croce, verrà piantata nel campo Santo della Cittadella: “Resurrezione”, nome dato ancora da Chiara . (altro…)
18 Feb 2009 | Chiara Lubich, Ecumenismo, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
Molteplici sono le iniziative nel mondo per ricordare Chiara Lubich e continuare a vivere la sua eredità. Qui apriamo uno zoom sulla Germania. “In occasione del primo anniversario della morte di Chiara Lubich, vorremmo metterci davanti agli occhi nuovamente quella forza che scaturisce dal Vangelo ed ha cambiato la vita di Chiara e quella di tante persone”. E’ questo l’impegno che movimenti e comunità di varie Chiese della Germania vogliono riaffermare nella chiesa evangelico-luterana di Monaco, il 14 marzo prossimo. Particolarmente significativa la scelta del luogo. E’ in questa chiesa che l’8 dicembre del 2001 era avvenuto un evento importante, come si legge nell’invito: “Chiara Lubich e il vescovo evangelico Ulrich Wilckens avevano dato un contributo essenziale al cammino di comunione tra movimenti e comunità di varie Chiese, fino ad arrivare ad un patto di amore reciproco, che è stato alla base dello sviluppo della grande rete di “Insieme per l’Europa”. Interverranno: il Metropolita Serafim Joanta, della Chiesa Rumeno Ortodossa il Pastore Thomas Römer, dell’YMCA di Monaco Padre Michael Marmann, del Movimento di Schönstatt (München) Renata Simon e Herbert Lauenroth, del Movimento dei Focolari (Ottmaring)
Altre iniziative in Germania:
Dresda – 14/3 S. Messa – ore 11; celebra S.E. Mons. Joachim Reinelt Commemorazione nella Sala del Consiglio del Land, con il Patrocinio del Presidente Erich Iltgen Hannover – 14/3 Programma commemorativo con il vescovo luterano Christian Krause, già Presidente della Federazione Luterana Mondiale Presentazione del progetto per le scuole: “Forti senza violenza” sostenuto dalla UE, con la partecipazione del Gen Rosso Solingen – 14/3 Consegna del premio della città di Solingen al Centro Mariapoli “Zentrum Frieden” per il suo contributo allo sviluppo della città Münster – 14/3 S. Messa – ore 14.30 – segue un momento d’incontro e presentazione della vita di Chiara Regensburg – 14/3 S. Messa – segue un momento d’incontro e presentazione della vita di Chiara Mainz – 14/3 S. Messa – celebra S.E. Mons. Ulrich Neymeyr – segue un momento d’incontro e presentazione della vita di Chiara (altro…)