6 Apr 2013 | Cultura
“Con il sacramento del battesimo Dio, che ama ciascuno immensamente, ha posto nel nostro cuore una scintilla del suo immenso Amore. Con il nostro contributo possiamo farla crescere e diventare una fiamma sempre più grande. Ma può accadere che essa anche diminuisca. Come farla tornare viva?»: attraverso un linguaggio semplice Anna Lisa Innocenti spiega ai bambini il sacramento della Riconciliazione disegnando un percorso di accompagnamento delicato e profondo, soprattutto utile in occasione della Prima Confessione.
Le pagine si arricchiscono di brevi testimonianze e schede attive sul tema del perdono. Box posti a margine spiegano parole chiave come “peccato”, “misericordia” o citazioni dall’Antico e Nuovo Testamento.
Un volumetto che parla diretto al cuore dei bambini.
Anna Lisa Innocenti, laureata in Filosofia e in Scienze della Comunicazione Sociale, è web editor per il sito del progetto didattico internazionale
Schoolmates . Cura momenti di formazione nell’ambito della comunicazione per ragazzi, genitori ed educatori. Collabora con Città Nuova per il progetto di catechesi “Viviamo il Vangelo” ed è autrice di testi indirizzati in particolare ai teenager.
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5 Apr 2013 | Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Sociale, Spiritualità
Tutto è cominciato da una domanda: Cosa possiamo fare per la nostra città, Jànoshalma? “ Il primo passo è stato fare un Patto tra noi – ricorda M. C. –: ci siamo promessi di mettere in pratica il comandamento nuovo di Gesù: Amatevi gli uni gli altri, come io vi ho amati. (Gv 15, 12) condividendo le gioie, i dolori, i beni, le esperienze. E, nello steso tempo, ci siamo impegnati ad avere questa misura d’amore anche con la nostra città. Un patto d’amore reciproco che ha richiesto tempo, energie e sacrifici. Tante volte abbiamo dovuto ricominciare. Insieme abbiamo dato vita all'”Associazione per Jànoshalma” che adesso ha 25 soci. Tante le idee che sono nate: aiutare i poveri, realizzare con i giovani programmi per i loro coetanei, fare mostre per valorizzare le tradizioni. Nelle nostre attività abbiamo anche stabilito una stretta collaborazione con alcuni istituti. Attraverso queste azioni oltre cento persone sono venute in contatto con noi.
Tra le attività che desideravamo attuare c’era la ristrutturazione di un parco cittadino, molto rovinato. Coscienti che né nella nostra Associazione né in Comune c’erano i soldi necessari, ci è venuta l’idea di una raccolta di carta. Ci siamo messi in contatto con i negozi, ma il ricavato dell’azione è stato poco e ci è venuto allora in mente di organizzare un ballo di beneficenza nel centro della città. Questa volta il ricavato ha superato ogni attesa. Abbiamo contattato il Comune e la nostra proposta di usare quel denaro per la ristrutturazione del parco è stata accolta. Poco tempo dopo c’è stata l’inaugurazione e, poiché il parco non aveva ancora un nome, ci è venuta l’idea di promuovere un concorso per scuole e asili. Oltre 100 bambini hanno partecipato. In occasione della proclamazione del vincitore abbiamo preparato una festa e invitato i bambini. Per due anni abbiamo anche collaborato al programma di “abbellimento della città”, adesso il Comune ha delle persone che si occupano di questo aspetto. Abbiamo continuato invece il lavoro per i poveri, del quale c’è estremo bisogno, che ha portato alla nascita di una rete sociale. Poco tempo fa, vedendo la difficile situazione della sicurezza pubblica, abbiamo organizzato un’altra festa per raccogliere fondi. Molti non capivano il motivo del nostro sforzo, pensando che la sicurezza fosse di competenza dello Stato. In tanti, comunque, sono intervenuti appoggiando l’iniziativa con notevoli contributi. “Sono venuto a questa festa – diceva uno dei presenti – perchè so che quello che promettete poi lo realizzate”». M. C. – Ungheria (altro…)
4 Apr 2013 | Chiara Lubich, Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
Focolare.org/espana è online dal 14 marzo, data nella quale si è celebrato in tutto il mondo il quinto anniversario della morte di Chiara Lubich (1920-2008). La nuova pagina web in spagnolo mantiene la sua vocazione di raccontare la vita del Movimento dei Focolari e della sua gente a tutti i popoli della Spagna; e del suo impegno con la società civile ed ecclesiale, a partire dalla spiritualità dell’unità che lo anima e che lo spinge a costruire ponti di dialogo a 360 gradi, dando così un contributo alla costruzione di un mondo più giusto e unito. I contenuti del nuovo sito si possono leggere in castigliano, catalano, basco e gallego, per andare incontro ai vari popoli che compongono la Spagna. Attraverso la nuova versione del sito si potrà accedere ad una maggiore conoscenza del Movimento dei Focolari, a cominciare dalla sua storia, la fondatrice, la spiritualità, la composizione, le opere e le notizie ed iniziative portate avanti in Spagna, ma anche nel resto del mondo. Una particolare attenzione avranno gli eventi di rilevo come la prossima Giornata Mondiale della Gioventù a Rio de Janeiro, o situazioni che tengono il mondo col fiato sospeso come la guerra in Siria e in altri punti del pianeta. Situazioni raccontate dagli stessi protagonisti, membri dei Focolari, che vivono in quelle terre martoriate e che s’impegnano, rischiando in prima persona, per aiutare chi è nel bisogno e per costruire, giorno dopo giorno, rapporti solidali e di fraternità che conducano ad una pace duratura. (altro…)
2 Apr 2013 | Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Senza categoria
Nel volume “Comunione, le parole nuove dell’economia”, l’economista Luigino Bruni presenta l’Economia di Comunione (EdC) attraverso alcune parole-chiave: gratuità, lavoro, impresa, cooperazione, felicità, reciprocità, fraternità e povertà. Parole che, prese insieme, richiamano alla comunione. Parole antiche che, nell’esperienza dell’EdC, prendono un diverso significato. “La comunione è la tensione profonda dell’economia e il fondamento del progetto dell’Economia di comunione, che mira a far sorgere imprese gestite con una cultura nuova, la “cultura del dare”, scrive l’autore nell’introduzione. L’EdC è un progetto economico che coinvolge oggi centinaia di imprese, ma è anche molto di più. L’Economia di comunione, infatti, incorpora anche un umanesimo. Le aziende collegate all’EdC sono imprese private, pienamente inserite nel mercato, che pur salvando la proprietà privata dei beni mettono i profitti in comune. Nella premessa al suo libro, Bruni scrive che intende raccontare il significato del vivere la comunione in economia oggi, ma anche testimoniare l’evoluzione della sua comprensione dell’EdC, così come si è dipanata nei primi anni di vita. “Ho viaggiato in vari paesi del mondo e ho avuto modo di penetrare le varie dimensioni di questo progetto, che – occorre sempre ricordarlo – nasce da una spiritualità, e quindi si colloca costitutivamente tra ‘cielo e terra’, cioè tra profezia e storia. I vari capitoli del libro sono quindi le tappe di un viaggio, ben distinte, ma legate le une con le altre: un viaggio, personale e collettivo, che ancora continua. In particolare, testimonia una nuova comprensione delle dimensioni dell’impresa, del mercato e, soprattutto, della povertà, una realtà che mi si è aperta a mano a mano che l’ho guardata nei suoi diversi aspetti quando sono andato a cercarla in varie regioni del mondo”.
Secondo l’autore “comunione” è il nome nuovo della pace. Negli anni sessanta si parlava molto di sviluppo e si sperava che, generalizzato ed esteso ai paesi fino ad allora rimasti ai margini, esso avrebbe risolto alle radici le ragioni dei conflitti e delle guerre. Oggi, dopo decenni di forte sviluppo economico, dobbiamo constatare che da solo non è sufficiente ad assicurare la pace. La crescita economica può avvenire a scapito di altri valori importanti per la convivenza civile, quali l’ambiente, la giustizia, la solidarietà. Per questo motivo l’autore è convinto che la profetica frase di Paolo VI nell’Enciclica Populorum Progressio: “Sviluppo è il nuovo nome della pace”, oggi possa essere declinata come “comunione è il nome nuovo della pace”. Senza comunione, infatti, non c’è sviluppo autentico e sostenibile, né per i singoli, né per i popoli, né per il pianeta. di Gina Perkov Fonte: EdC online (altro…)
28 Mar 2013 | Chiesa, Cultura, Nuove Generazioni
Gli inizi, nel 1971, sono da pionieri: due sgangherate macchine da scrivere, targhette di metallo per stampare gli indirizzi, ripetuti traslochi da una sede all’altra, ma l’obiettivo della redazione di gen’s è netto e ardito: porre il carisma d’unità di Chiara Lubich e del Movimento dei Focolari al servizio di una pastorale che abbia il respiro del Concilio Vaticano II: comunione e dialogo, a partire da una sempre nuova penetrazione del mistero trinitario-pasquale di Dio. La caratteristica formula della rivista: offrire riflessioni che abbiano riscontro nel vissuto e testimonianze che non rimangano legate al genio di singole persone e circostanze particolari, ma evidenzino orientamenti che possano trovare applicazione anche in altri contesti. All’origine dell’avventura di gen’s era stata tre anni prima l’esigenza di tener collegati seminaristi di vari Paesi che avevano trovato nel Vangelo vissuto e nella spiritualità comunitaria dell’unità un fondamento saldo per la loro vita e lo stimolo per vivere come “nuova generazione sacerdotale” – da qui il nome – che, mettendo Dio al primo posto, intende la chiamata al ministero innanzi tutto come servizio e testimonianza. Era nato così un ciclostilato che nel 1971 si è trasformato in un foglio stampato, germe dell’attuale rivista. Attraversando questi impegnativi quarant’anni, gen’s è diventato un vivace laboratorio di pensiero e di vita che ha visto avvicendarsi sulle sue pagine le firme di Chiara Lubich, di Pasquale Foresi, Igino Giordani, del teologo e vescovo tedesco Klaus Hemmerle nonché di altri vescovi che vi avevano collaborato ancora da seminaristi, del teologo italiano Piero Coda, di don Silvano Cola, don Toni Weber ed altri. Oggi gen’s, nella sua nuova veste, continua a gettare ponti fra la Chiesa e il mondo contemporaneo, integrandosi a pieno titolo nel Gruppo editoriale Città Nuova col quale, sin dall’inizio, aveva condiviso l’ispirazione di fondo: il sogno di Gesù «che tutti siano uno». Dal portale di Città Nuova (cliccare Gruppo CN e poi gen’s) si può accedere al vasto materiale di consultazione, che raccoglie i numeri della rivista dal ’71 ad oggi, con funzione di archivio e ricerca. Negli anni, gen’s si è sviluppata anche in altre lingue, sia nella versione cartacea che online. In portoghese con Perspectivas de Comunhão, in inglese Being one, Das Prisma in lingua tedesca; e ancora gen’s in India, Argentina e Polonia.



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26 Mar 2013 | Cultura
La “luminosa esperienza” dell’estate 1949 – esperienza spirituale e mistica di profonda unione con Dio alla base del nascente Movimento dei Focolari – viene raccontata da Chiara Lubich con un linguaggio suggestivo in un suo scritto del 1961, pubblicato postumo. Ispirandosi a tale testo il Gruppo di studio dell’area linguistico-letteraria della Scuola Abbà (il Centro Studi interdisciplinare dei Focolari) offre nel presente volume – con la prefazione di Alba Sgarigilia – un primo approfondimento di carattere linguistico-letterario di tale testo che costituisce la prima narrazione in sé completa, pur sintetica, di quanto vissuto dalla Fondatrice in quel periodo da lei chiamato “Paradiso”. «Parlerò e scriverò, comunicherò tutto con tutti i mezzi. (…). Sento in me tanta Luce che non sarebbero sufficienti tanti volumi quanti i fili d’erba del mondo»: così Chiara Lubich si esprimeva, a breve distanza dall’evento del Patto d’unità nell’estate del 1949. Basterebbe questo suo anelito per dare ragione dell’interesse che i suoi scritti hanno suscitato, sotto il profilo linguistico-letterario, in numerosi studiosi del suo pensiero non solo in Italia ma anche in altre nazioni d’Europa, in America Latina e in Asia. “Come frecciate di luce” – ardita immagine tratta dal racconto Paradiso ’49 da lei scritto nel 1961 e qui proposto all’attenzione dei lettori in apertura del libro – dà il titolo a una prima serie di contributi sull’argomento. (altro…)