24 Set 2012 | Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
4 giorni per dare voce ad economia, cultura, territorio e politica, ai giovani. Molti i ‘fatti di cittadinanza attiva’ raccontati al LoppianoLab, in un programma che si è snodato attraverso laboratori, seminari, testimonianze di imprenditori, spazio all’Economia di Comunione, alle scuole di partecipazione politica del Movimento politico per l’unità, all’Istituto Universitario Sophia. Zoom su “cosa fanno e cosa pensano i focolarini dopo Chiara Lubich”, con la presentazione in anteprima del libro-intervista a Maria Voce: “La scommessa di Emmaus”. Le prime cifre di questa terza edizione parlano di 3.000 partecipanti da tutte le regioni italiane, cui aggiungere i 5.000 collegamenti alle dirette streaming di vari momenti del programma e quanti sono passati da Loppiano solo per un giorno. Una redazione social ha permesso al pubblico dei social network (soprattutto nella fascia 18-34) di partecipare e interagire: 300.000 i contatti. Quali i temi principali affrontati in questi giorni? Legge elettorale, intercultura, legalità, arte, sviluppo sostenibile e molto altro nei 15 laboratori, confluiti nel pomeriggio di sabato nell’evento “Italia Europa. Un unico cantiere tra giovani, lavoro, innovazione”. Vivace il confronto che ne è seguito con gli esperti su economia, formazione ed Europa dove i giovani hanno offerto il proprio contributo per la rinascita dell’Italia. E sui rapporti tra le generazioni, la giornalista Tiziana Ferrario ha ribadito l’importanza di crescere insieme, giovani e adulti, in un reciproco scambio tra passione ed esperienza. “C’è bisogno di più Europa dei cittadini – ha dichiarato Paolo Ponzano, consigliere speciale Commissione Europea. Gli ha fatto eco Stefano Zamagni, economista, richiamando la necessità a livello nazionale di una forma più matura di democrazia deliberativa, dove i cittadini partecipino quotidianamente alla gestione della cosa pubblica.
Momento clou dei 4 giorni è stata la doppia intervista a Maria Voce, presidente dei Focolari, appena nominata uditrice al prossimo sinodo dei Vescovi sulla Nuova Evangelizzazione, che ha risposto alle provocazioni di Lucetta Scaraffia (Osservatore Romano) e Marco Politi (Il Fatto quotidiano), sulle grandi questioni della chiesa e della società: il ruolo della donna, l’impegno dei laici cattolici, la visibilità dei Focolari oggi, il problema ecumenico, il dialogo interreligioso e i rapporti con i “diversamente credenti”. A LoppianoLab cittadini, esperti, professionisti hanno raccontato l’Italia della crisi ma anche quella della risalita, con un unico comune denominatore: la passione per la partecipazione civile. Affollato il laboratorio “Lo stallo dei partiti. La politica dei tecnici. E i cittadini?” dove si è affrontata la questione della legge elettorale, tema molto caldo in Italia. In piena sintonia il seminario delle Scuole di partecipazione politica, oggi 24 in tutta la penisola, 500 i giovani coinvolti. “Dateci educatori veri e vi daremo un mondo migliore” è il titolo del laboratorio nel quale si è ribadita la centralità del fatto educativo come risorsa per il futuro.
Storie di lotta e speranza hanno illuminato il laboratorio sulla legalità, come quella di Salvatore Cantone, imprenditore impegnato in prima linea con un’associazione anti-racket e Giuseppe Gatti, magistrato anti mafia e sotto scorta, che hanno messo in luce che solo dalla fraternità può nascere una nuova legalità. Comunic@ando, il workshop sui media, ha presentato un ventaglio di iniziative: laboratori civici, uso critico dei media, fino ad un progetto europeo che ha visto giovani italiani in partnership con altri coetanei di altre quattro nazioni. Al Polo Lionello, nell’ambito di LoppianoLab, si è svolta la 3ª convention nazionale di Economia di Comunione. Novità di quest’anno, la nascita di AIPEC, l’associazione italiana delle imprese EdC, e la voce dei giovani: bilancio di un anno e mezzo di attività dell’incubatore di impresa del Polo, che ha sostenuto l’avvio di 52 idee imprenditoriali; il progetto Policoro, risposta alla disoccupazione giovanile nel sud Italia. Concluso l’evento, ora i laboratori civili ‘riaprono’ sul territorio. La partecipazione attiva è la chiave per guardare al 2013. Flickr Photostream (altro…)
22 Set 2012 | Centro internazionale, Cultura
Nella presentazione in prima nazionale del libro-intervista: Maria Voce in dialogo con Paolo Lòriga e Michele Zanzucchi, “La scommessa di Emmaus, cosa fanno e cosa pensano i focolarini nel dopo Chiara Lubich” (Città Nuova Ed.) Maria Voce, presidente dei Focolari ha dialogato con Lucetta Scaraffia (Osservatore Romano) e Marco Politi (Il Fatto Quotidiano). Ne è risultato uno scambio intenso e appassionato sulle grandi questioni della chiesa e della società: il ruolo della donna, l’impegno dei laici cattolici, la visibilità dei Focolari oggi, il problema ecumenico, il dialogo interreligioso e i rapporti con i “diversamente credenti”. Di fronte ad una sala gremita – 3.000 persone da tutta Italia e tantissimi collegati in streaming – Maria Voce ha invitato i membri dei Focolari ad un impegno totalitario: “E’ questo il momento di offrire il nostro modo di evangelizzare, la nostra testimonianza, la nostra vita, la nostra parola, senza temere di trovare una resistenza. Sono convinta che Dio conduce la storia, e allora di cosa abbiamo paura? Non ci teniamo a farci pubblicità, desideriamo piuttosto che le persone conoscano quel tanto di incisività positiva che riusciamo a mettere nelle realtà umane”. Leggi tutto – Comunicato Stampa 22 settembre 2012
Ulteriori informazioni: Servizio Informazione Focolari Articoli nella stampa: “Il carisma non finisce con la nascita in cielo della fondatrice” Zenit 22/09/2012 Né femminista né sinodista, ma vera Focolarina. Maria Voce mostra che “la scommessa di Emmaus” è vinta Zenit 23/09/2012 (altro…)
22 Set 2012 | Chiesa, Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
Giovani che hanno deciso di impegnare le loro energie per annunciare il Vangelo con la musica. Sono i complessi Eis (Unità, in greco) e Hope (Speranza) di Teramo e Fermo (Italia). S’identificano con il Movimento Diocesano dei Focolari e sono diventati strumenti di animazione delle loro diocesi; hanno incontrato ormai migliaia di persone. «Hope nasce nel 1995 – ci racconta Fabio – in occasione dell’incontro “Eurhope” dei giovani europei con Giovanni Paolo II. Un’esperienza indimenticabile seguita da tante altre occasioni in cui Hope ha dato e continua a dare il proprio contributo nella diocesi di Fermo e non solo». «Eis, invece, ha solo 3 anni di vita – spiega Alice –. È nato da un campo estivo di giovani della diocesi di Teramo ed ha già incontrato più di 4.500 persone in 17 spettacoli». Come vi fate conoscere?
«La fama dei complessi si costruisce da sè – è Alice a parlare –. Qualcuno colpito dallo spettacolo ci invita alla sua città; magari un giornalista scrive un articolo, una radio locale chiede un’intervista… ed i concerti si susseguono dalle sale parrocchiali ai palchi delle piazze per l’intera cittadinanza. I blog dei due complessi sono pieni di adesioni entusiaste da giovani e giovanissimi. Non solo adesioni, ma spesso occasioni di incontro e perfino dei veri cambi di rotta nella propria vita!» Ma i “complessi non vogliono essere una fabbrica di eventi”, ci tengono a chiarire. «Prima di tutto – afferma Fabio – puntiamo ad essere un gruppo unito, in cui ogni componente cerca di vivere mettendo alla base di tutto l’amore scambievole. E poi facciamo quello che c’è da fare: Preparare lo spettacolo, mettere insieme le idee di ognuno, spendere il tempo per le numerosissime prove…». Immaginiamo che non sarà tutto facile…?
«Certo, non è semplice – chiarisce subito Fabio –. Ma ogni volta cerchiamo di ricominciare, esprimendo le nostre idee e, allo stesso tempo, pronti ad accantonarle se non servono. Ci interessa che tutto nasca dall’unità del gruppo, unità che rende Gesù presente tra noi (Mt 18,20)». Hope e Eis attualmente propongono due diversi musical sulla vita di Chiara Luce Badano, una giovane dei Focolari beatificata nel 2010. Gli spettacoli propongono una figura moderna, imitabile; una giovane che ha saputo fare della sua vita un meraviglioso “ricamo”, arrivando ad accettare la malattia e la morte a 18 anni come amore di Dio per sè e la sua famiglia. «Le impressioni che ci lasciano scritte sono forti – racconta Alice –. A Giulianova, ad esempio, la figura di Chiara Luce è riuscita a tener desta l’attenzione di una città intera sulla santità». Chiara Lubich propose la musica ai giovani, alla fine degli anni ’60, come strumento di evangelizzazione. E nacquero i più noti complessi internazionali Gen Rosso e Gen Verde. Nacquero anche complessi di giovani impegnati nelle parrocchie o nelle diocesi, come “Gen 70”, nella parrocchia di Vallo Torinese (Piemonte). Per una delle sue componenti, Maria Orsola (scomparsa all’età di 15 anni) è in corso il processo di beatificazione. (altro…)
22 Set 2012 | Cultura, Focolari nel Mondo, Spiritualità
19 Maggio 1973: è sabato e la cittadella di Loppiano è, come sempre da nove anni a questa parte, in piena attività per accogliere i visitatori che durante questo weekend verranno a conoscere la “Mariapoli”. Apparentemente è un giorno come un altro, in realtà la data è storica. Viene costituita infatti in questo giorno la Cooperativa Loppiano Prima, che nasce per offrire una testimonianza di Vangelo vissuto attraverso un’esperienza di lavoro concreto. Detta così sembra una passeggiata, ma le origini di questa particolare azienda affondano in un terreno tutto “oro” e tutto “fango”. Per il secondo nel senso letterale del termine. Loppiano era già nata da alcuni anni. Su quelle colline toscane l’entusiasmo e la gioia certamente non mancavano e i ragazzi si industriavano in ogni modo pur di realizzare il loro sogno: dare visibilità all’ideale di un “mondo unito”, grazie ai rapporti fra gli abitanti della cittadella, fatta di internazionalità, diversità, e allo stesso tempo intrisa di un’armonia difficile da trovare altrove. Certo non era facile perchè i sassolini da togliere nel cuore di ciascuno, per mentalità, etnia e cultura, erano tanti. Ma c’erano ben altri sassi, molto più visibili e altrettanto pesanti: erano quelli dei terreni abbandonati da anni che rendevano il paesaggio inospitale, i trasporti un po’ difficili, le condizioni di vita non proprio comodissime. Ci sarebbe stato bisogno di qualcuno competente per lavorare le terre, risistemare le case, fare in modo che quella tenuta agricola assumesse davvero l’aspetto di una città. Anche se in miniatura.
Questo appello, lanciato a tutto il Movimento dei Focolari, venne accolto con particolare entusiasmo dai Volontari e dalle Volontarie di Dio in tutto il mondo: alcuni di loro, residenti nelle valli bergamasche (nord Italia), con generosità e ancor più fede partirono, lasciando lavoro e attività ben avviate per trasferirsi con famiglia e figli piccoli a Loppiano. Senza alcuna sicurezza di lavoro e di casa, cominciarono a ristrutturare alcuni casolari e, con sacrifici e duro lavoro, iniziarono la costruzione della cittadella e la coltivazione dei terreni circostanti. Una pazzia, vista da parenti e amici; eppure, grazie a queste prime famiglie, Loppiano spalancò le sue porte sul mondo, rendendo concreta un’avventura spirituale e umana oggi conosciuta e stimata nei cinque continenti. Si trattava d’incarnare nel lavoro concreto di ogni giorno la spiritualità del Movimento dei Focolari e di mantenere il rispetto nei confronti della natura e di conseguenza per l’uomo. Di conseguenza, in questi anni non sono mai stati usati prodotti di sintesi su tutte le coltivazioni, facendo tesoro invece dei processi fisici, conseguendo l’ottenimento della certificazione biologica su tutti i terreni.
La Cooperativa conta più di 4000 soci sparsi in tutto il mondo che, anche attraverso le quote sociali e il consumo dei prodotti, contribuiscono allo sviluppo dell’azienda e, indirettamente, anche a quello di tutta la cittadella. Nel 1991, lanciando in Brasile il progetto dell’Economia di Comunione, Chiara Lubich ha indicato la Cooperativa Loppiano Prima quale prodromo dell’EdC stessa. Loppiano oggi è bella, bellissima, con i suoi prati, le case, le strade, l’acqua corrente per tutti. Ma ci sono voluti la fede e il coraggio dei pionieri, la maggior parte ancora presenti, alcuni già in Cielo, senza i quali niente sarebbe stato possibile, nemmeno la realizzazione di quella profezia di cui ha parlato una volta Igino Giordani (Foco) in un messaggio inviato alla Cooperativa: «Voi testimoniate e gridate il Vangelo semplicemente con il lavoro e la comunione dei beni… E siete le primizie di una società da molti concepibile solo a parole eppure da tutti sognata. Per voi e grazie a voi il mondo di domani è già cominciato…». (fine prima parte… continua)
Sito Web Terre di Loppiano: http://www.terrediloppiano.com Catalogo prodotti
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21 Set 2012 | Cultura, Focolari nel Mondo
Pensiamo di fare cosa gradita, fornendo alcune informazioni utili, per chi non potrà essere fisicamente presente all’edizione di LoppianoLab 2012, ma che desidera ugualmente seguire, almeno in parte, il variegato evento. Il programma che si svolgerà nell’Auditorium della cittadella di Loppiano il pomeriggio del 22 settembre, che include il dialogo/intervista a Maria Voce, presidente del Movimento dei Focolari, verrà trasmesso in streaming su: www.loppiano.it Inoltre, sono attivi anche i canali sociali di LoppianoLab 2012: Facebook | Twitter | Google+ Infine, ecco il programma completo
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20 Set 2012 | Centro internazionale, Cultura, Focolari nel Mondo, Spiritualità
Non si regge una società senza giustizia; pure, per la società vale ancora di più la carità, che supera la giustizia senza annullarla. La giustizia fonda la società, la carità la nutrisce; una è il cervello, l’altra è il cuore; uno lo scheletro, l’altra il sangue. Roma col suo diritto arrivò molto innanzi nel cammino della civiltà: – dà a ciascuno il suo -; ma non arrivò dove giunse Cristo, che disse: – dà agli altri anche il tuo -. La giustizia dice: – non rubare la roba altrui -. La carità intima: – dà a chi ha bisogno la roba tua -. Cioè con la giustizia diamo ad altri ciò che è loro; con la carità ad essi diamo anche quello che è nostro. È quindi non solo un ristabilimento dell’equilibrio preesistente o presupposto, ma un accrescimento e miglioramento di esso, verso un’equità a cui il diritto non arriva. Un padrone che dà all’operaio la mercede pattuita, resta nella giustizia; ma se al salario, che è insufficiente alla famiglia, aggiunge più di quanto ha pattuito, entra nella carità. Quella non toglie: ma questa aggiunge. Insomma nel diritto, come è codificato e come è inteso, si può morire di fame e d’abbandono; nella carità no: finché c’è uno che mangia e vive, dà del suo pane e del suo aiuto anche agli altri. E se la forza della giustizia tiene gli uomini al loro posto freddamente, come articoli in casella, la forza della carità li lega in una solidarietà familiare, rompendo i setti divisori e facendo circolare calore e sorriso. Forza espansiva e coesiva, più ricca e più nutriente della giustizia, la carità non si contenta di mantenere ciascuno al suo posto nel mondo, essa tende a fare nel mondo un posto per tutti – una famiglia – sempre aperta e pronta a ricreare le fonti della vita e della speranza. Perciò mentre la Giustizia fu rappresentata con le bilance in mano e la benda agli occhi, la Carità ha invece gli occhi bene aperti per vedere anche dove lo sguardo dei distratti e dei felici non arriva; e non sta a misurare quello che dà, e offre a piene mani, senza ragionar troppo sui meriti della persona – del fratello – a cui dà. Questo servizio – questo prodigarsi per i fratelli, questo trasferire loro la nostra fortuna, le nostre forze e il nostro sangue, sì da far della nostra vita la loro vita – al solito, nella identificazione cristiana, è un servizio reso, attraverso i fratelli, a Cristo stesso; e – per la reversibilità del corpo mistico – un servizio, il più vero, il più cospicuo, reso a noi stessi. Facciamo i nostri interessi facendo gli interessi degli altri: servendo. Il padre serve i figli, il cittadino serve la comunità, il prete serve i fedeli, chi comanda serve chi obbedisce, e così via; e tutti siam serviti da Cristo, che dà la vita per tutti. Questo amore nasce nell’ordine della grazia: ma lì non si ferma. Si è cristiani, si è fratelli, si è nella Chiesa, sempre: quindi ogni società, anche civile, anche economica, se composta di cristiani, è inclusa in questo ciclo del divino, e ne beneficia. Animata dalla carità, semplifica i propri problemi umani e cospira alla soluzione dei problemi eterni. Questa è la carità vista come grande virtù sociale. E Cristo è un debitore il quale paga il cento per uno. Può dare un’eternità per una modesta – e magari sudicia – carta moneta.
La società cristiana, Città Nuova, 2010, pp.98-101.
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