19 Ago 2011 | Chiara Lubich, Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Nuove Generazioni, Spiritualità
All’interno del vasto programma culturale predisposto per questa Giornata Mondiale della Gioventù, un evento che, secondo alcuni mezzi di comunicazione, è “essenziale”: il musical “Life, love, light” sulla vita della Beata Chiara Luce Badano. 50 giovani dei Focolari si sono proposti un obiettivo molto ambizioso: offrire questo musical – che era stato presentato solo nella Sala Paolo VI in coincidenza con la beatificazione della giovane italiana – come risposta alle parole di Papa Benedetto XVI: “Vi invito a conoscerla : la sua vita è stata breve, ma il messaggio è grande… Diciannove anni pieni di vita, d’amore, di fede. I suoi ultimi due anni, pieni di dolore, ma sempre con amore e luce, una luce che irradiava attorno a lei, nata dal suo intimo: dal suo cuore pieno di Dio!” Mesi di preparazione, impegno, insieme ad una forte, profonda, esperienza di Dio… e quello che sembrava una sfida raggiungibile solo con un “miracolo” ieri sera, presso l’Auditorium “Pilar García Peña” (Madrid), era una splendida realtà. Dilettanti fino a pochi mesi fa, ieri sera sul palco sono stati dei veri professionisti. Prima dello spettacolo una gen del gruppo della coreografia si è espressa in questi termini: “Vogliamo comunicare che tutti noi possiamo fare il suo stesso cammino. Era una di noi”. L’auditorium, con una capienza di 5000 persone, era completamente pieno e molte persone hanno seguito il musical seduti sul pavimento o in piedi. “Life, love, light“ presenta, con un agile intreccio di coreografie, canzoni e testi, le tappe principali della vita di Chiara Badano: l’infanzia con i genitori, i suoi rapporti con gli amici e con la fondatrice del Movimento dei Focolari, Chiara Lubich, le speranze, le conquiste ed i fallimenti di questa ragazza, fino al momento cruciale della malattia. “Perché, Gesù?” Si domanda davanti a questo dolore immenso e la risposta: “Se lo vuoi Tu, lo voglio anch’io” Un momento speciale, profondo ed emotivo, la testimonianza dal vivo di Maria Teresa e Ruggero Badano, genitori di Chiara e poi Chicca Coriasco, la sua migliore amica. Inoltre, la parola è stata data anche a dei giovani presenti che hanno condiviso le loro esperienze, il loro impegno nel vivere ogni giorno il Vangelo, come Chiara Luce. Il pubblico ha avuto una forte commozione quando si sono letti dei brani di sue lettere rivolte a Chiara Lubich: “Ho scoperto che Gesù abbandonato è la chiave per l’unità con Dio, l’ho scelto come mio primo Sposo e voglio prepararmi per quando arriva. Preferirlo”. Molti hanno sottolineato la bellezza del musical, la magnifica messa in scena, il linguaggio coinvolgente, attuale e moderno. Alcuni giovani presenti che si sono dichiarati non credenti, si sono detti d’accordo con il messaggio “d’amore e di unità” che si voleva trasmettere. “Non posso correre più, e vorrei passarvi la torcia, come alle Olimpiadi … Perché abbiamo una vita sola, e vale la pena spenderla bene.” Queste sono alcune delle ultime frasi di Chiara Luce che rispecchiano quanto vissuto durante la serata di ieri sera: adesso tocca ad ognuno di noi portare questa torcia. Video Clip su YouTube [nggallery id=61] (altro…)
19 Ago 2011 | Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Senza categoria, Spiritualità
Sta per compiere due anni il programma radiofonico “Ciudad Nueva” prodotto dalla redazione argentina della omonima rivista. Si tratta di un programma settimanale, emesso dagli studi di Radio Maria di Buenos Aires, che ha generosamente offerto lo spazio del venerdí dalle 20,00 al 21,30. La struttura del programma é molto semplice ed il formato é quello del magazine. Viene presentata una prima panoramica della attualitá nazionale, internazionale e sportiva grazie alla collaborazione dei giornalisti della rivista che vengono intervistati dai due conduttori, Yanina Dandan e Santiago Durante. Vengono poi affrontati due temi di particolare rilievo e, una volta al mese, si dedica un segmento alla Parola di Vita ed alle esperienze
concrete degli ascoltatori. Il pubblico del programma viene stimato tra i 150.000 ed i 200.000 ascoltatori settimanali, che tra l’altro intervengono molto attivamente sia via telefonica, con sms, mail o con messaggi nel profilo del programma su facebook. Anche se Radio Maria copre gran parte del territorio argentino, molti ascoltatori preferiscono seguire il programma via internet, http://www.radiomaria.org.ar/, ed altri ancora possono scaricarne la registrazione attraverso il portale web del gruppo editoriale Ciudad Nueva Argentina
16 Ago 2011 | Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Nuove Generazioni
Nel contesto della Giornata Mondiale della Gioventù, il complesso internazionale Gen Rosso si è esibito, il 13 agosto, davanti a più di 30.000 giovani che sono arrivati in Spagna da tutto il mondo per la preparazione, insieme ai giovani catalani e di tutta la Spagna, della XXVI edizione del grande evento giovanile già in corso. “La maggioranza dei giovani che sono passati in questi giorni di convivenza a Barcellona – scrivono i musicisti del Gen Rosso – provengono della Francia, Italia, Germania, Rep. Ceca, Polonia, Belgio…; ma anche dell’Australia, Indonesia, Brasile, Canada, Uganda, Syria…”. Il cardinale di Barcellona, Luis Martinez Sistach aveva appena lanciato una sfida ai giovani: “Essere presenti da tutte le parti, amando tutte le persone senza distinzione alcuna, ma con un amore preferenziale per i poveri”, incoraggiandoli ad imitare Gesù seguendo l’esempio di Maria. «“Amare le persone senza distinzione alcuna” – dicono quelli del Gen Rosso – ci è sembrato l’ottimo biglietto d’ingresso per il nostro concerto serale» La band non è nuova alle Giornate mondiali della gioventù, chiediamo a l oro cosa si attendono da questa fatta a Madrid: “ Oggi tanti giovani reagiscono contro un sistema che non pensa a loro; la GMG è un’altra espressione di ribellione, ma non contro qualcosa o qualcuno ma a favore dei valori evangelici che Gesù ci ha lasciato”.
Reduci da tournèe in Cuba, Giamaica, Cina, Marocco… chiediamo una loro breve impressione: “Ci sarebbe tanto da dire… ma facciamo solo un ‘sms’! Un denominatore comune che abbiamo trovato, anche qui, è quello di costatare che un mondo unito è possibile, che non è un’utopia. Abbiamo trovato giovani in questi paesi così diversi, eppure disponibilissimi a condividere i nostri valori e a sommarsi all’ideale della fratellanza universale”. Il concerto che avete presentato è nuovo: “Dimensione indelebile”. Di cosa tratta e cosa vorreste trasmettere agli spettatori? «Come sempre, il Gen Rosso cerca di donare la sua identità attraverso i concerti. “Dimensione indelebile” ha qualcosa di più: vuole trasmettere i mille segni rimasti nell’anima a contatto diretto con tantissimi giovani di tutto il mondo. Molti di loro sono entrati a far parte della nostra vita e noi della loro. Questa “dimensione” arriva anche al cuore dello spettatore». Un giornale catalano, all’indomani del concerto del 13, ha sottolineato l’internazionalità del gruppo, vissuta nella fraternità, come l’elemento più necessario ai tempi di oggi per la costruzione di una società coesa. “Resta il cuore pieno di gratitudine a Dio – conclude il Gen Rosso – per averci donato questo primo momento così bello con i giovani a Barcellona. Abbiamo trovato una Chiesa giovane e viva! Ora ci aspetta Madrid!”. (altro…)
16 Ago 2011 | Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Nuove Generazioni, Senza categoria
“Nelle sue ormai venti edizioni – secondo lo scrittore e storico Ciro Raia – il Palio, andando molto oltre i giochi tra i rioni, ha sempre costruito un percorso di riflessione e di proposta centrato sul territorio e la città. Ne testimoniano i titoli di ciascuna delle edizioni: “La città viva, costruiamola insieme”, “La città sul monte”, “Raccontami un nuovo mattino”. È in questa terra di contrasti, fra sofferenze e speranze, che i Giovani per un Mondo Unito hanno, ancora una volta, condiviso le attese e la rassegnazione della propria gente, le paure e gli slanci generosi, spesso spezzati da tristi avvenimenti di cronaca. In questi anni il Palio è cresciuto connotandosi come uno degli appuntamenti più attesi ed amati. Un atto di coraggio, di liberazione e di cambiamento, un segno per rendere “viva” la città realizzando una rete di legami forti che facciano comunità al cui interno accoglienza e condivisione si coniugano con apertura e legalità. Insieme al Palio, da 21 anni i Giovani per un Mondo Unito animano, durante tutto l’anno, un centro giovanile permanente, “Centro Vita”, che promuove innumerevoli iniziative a sostegno dei ragazzi e dei giovani, nelle aree del disagio, disoccupazione e devianza; nello sport e tempo libero, nei quartieri e nelle scuole.
In questi anni diverse generazioni si sono coinvolte in questa “rivoluzione d’amore” nella propria terra e con la propria gente. Una rivoluzione silenziosa ma forte e determinata per abbattere muri e barriere, cogliendo verità e bellezze delle proprie radici. Con il Palio e il Centro Vita, vengono sostenute iniziative di solidarietà aperta ai bisogni dell’umanità vicina e lontana ( Asia, America latina, Africa…). Il tema di quest’anno: “E tutto si rinnova”, si è snodato in tre serate in cui la piazza principale vestita a festa, ha sfoggiato la sua storia angioina con il corteo del Magister Nundinarum e la sua corte; le sue memorie contadine con i giochi popolari: il chirchio, la corsa col sacco, il tiro alla fune, la pignatta, il palo di sapone. “Sono momenti di bisogno – hanno scritto i giovani del Palio al Presidente della Repubblica italiana – , in un periodo di smarrimento generale, di radicalità e di rinnovamento nello stesso tempo; sono momenti che incoraggiano noi giovani a non dover per forza lasciare la nostra terra, a non aver paura della nostra storia, del nostro passato ma anche del nostro presente (…). E’ una sfida che noi accogliamo con gioia e determinazione affinché possiamo essere un piccolo tassello da aggiungere al mosaico del rinnovamento culturale del nostro essere del Sud.”
15 Ago 2011 | Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Sociale, Spiritualità
«Mi chiamo Sandra, sono imprenditrice da 30 anni, attualmente proprietaria e direttrice di tre aziende nel campo artigianale. Lavoro come designer con fibre tropicali dell’Amazzonia, e svolgo una ricerca in quella zona. Sono stata sempre sensibile alle necessità delle persone meno favorite. Direi che fa parte della mia natura dedicarmi a quelli che maggiormente hanno bisogno di aiuto e solidarietà. Già da molto giovane ho lavorato con i detenuti in un carcere; poi, come direttrice di un’azienda. Ho sempre cercato di trasmettere le mie conoscenze per la promozione di altre persone, offrendo una formazione professionale ed occasioni di lavoro. Nel 1999 una tragedia familiare ha mutato completamente la mia vita. Da un momento all’altro quell’”isola” meravigliosa nella quale vivevo è crollata. Mi è mancata la terra sotto i piedi. Ero disperata. In quel momento di grande sofferenza, si è approfondito il rapporto con alcune amiche del focolare, che avevo conosciuto tre anni prima. Ho trovato un grande sostegno da parte loro e a poco a poco ho cominciato a rialzarmi. Avendo conosciuto l’esperienza di Chiara Lubich ho sentito che un riflesso della sua luce mi dava la speranza di trovare un’uscita alla fine di quel tunnel. Ho capito che era un esempio che mi contagiava. Così ho avuto la forza di ricominciare. Nel 2009 ho partecipato al Congresso del Dialogo con persone di convinzioni non religiose alla Mariapoli Ginetta, la cittadella dei Focolari vicina a San Paolo. Mi sono sentita motivata e ho cominciato a collaborare concretamente con loro. Si è aperta la possibilità di aprire un corso per realizzare lavori fatti a mano con fibra di cocco e di palme di “buriti”, piante originarie del Brasile. Venendo da una famiglia di artigiani specialista nell’uso di fibre vegetali, ho cercato di svolgere un lavoro che, oltre a valorizzare la mano d’opera, possa garantire la conservazione dell’ambiente. È nato il progetto Ratan. Attualmente il nostro laboratorio è attivo tre volte la settimana ed è frequentato da un gruppo di 8 giovani. Lo segue una funzionaria della mia azienda ed io ne faccio la supervisione e l’orientamento dei “designs”. Sono prodotti utili alla decorazione, come vassoi, cassette, ecc. utilizzando la tecnica dell’intreccio dei fili. Alla fine dello scorso anno abbiamo vissuto un pomeriggio culturale, con la presentazione dei lavori e la vendita di alcuni pezzi. Quest’anno è già iniziata una seconda tappa del corso, con l’ampliamento dei lavori. Essendo un corso professionale, i giovani potranno essere inseriti poi nel mercato del lavoro. Le iscrizioni sono in crescita. Quest’attività è un dono per me. Comprendo che sono anche io a ricevere, e, a volte, molto più di loro. Sento una gioia enorme nel poter collaborare. Da quando ho iniziato a dedicarmi a questo sono rinata, e fintanto che vivrò voglio continuare a lavorare per questa causa». S. G. (altro…)
6 Ago 2011 | Centro internazionale, Cultura, Spiritualità
[…] Masse di giovani oggi si raccolgono per recuperare quel valore della vita, che è la religione, e traggono dalla loro collaborazione energie di rinascita nelle operazioni ordinarie, sociali, minacciate da aberrazioni multiple, come l’uso omicida dell’energia nucleare, le tirannidi e le guerre, la droga e la porno prassi. Si dirà che la nuova coscienza dei giovani è uncinata da corpuscoli, che riducono la fede a un reliquario d’ideologie cariche di programmi di violenza, forma tipica della esteriorizzazione della forza, sotto le pressione della superficialità. Anche questi corpuscoli dai loro guazzabugli di politica e di anarchismo possono apprendere la sostanza della fede già solo osservando il contegno dei vescovi nei paesi minacciati nella libertà, nella vita stessa; di credenti sereni e forti che stanno muovendo una reazione fatta di convinzioni, dopo che la lussuria e il terrore di reggitori violenti e paurosi hanno offerto la dimostrazione più potente che, senza la fede in Dio, non si vive: si muore. Si muore, spiritualmente e spesso anche fisicamente, come si osserva con angoscia in paesi del terzo mondo. Il compito dell’evangelizzazione sta dunque nell’impiantare Dio nell’anima […] Se egli è tutto, anche le nostre azioni nell’esistenza, per i fratelli e per noi stessi, risentono tutte della sua ispirazione. […] La giornata allora non è fatta di soli atti di lavoro e rapporto umano e culto della propria persona; ma è arricchita d’una intima, più alta vita, quella dello spirito, da cui ci viene una dignità pari alla libertà assicurataci dalla figliolanza nostra dall’Onnipotente. Tutta la giornata è un’intima presenza di lui, che ci dà forza nelle prove, gioia nelle fatiche. Da essa nasce una spontanea evangelizzazione, di cui ha più bisogno tanta parte della società, la quale non è atea, ma ignora il Vangelo. […] Anche l’esistenza del cristiano è da lui, come dai più, forse contemplata come esistenza esteriore, per guadagnare, crescere, apprendere, divertirsi e magari anche quale operazione interiore per sviluppare la virtù e appressarsi a Dio. Ma di quanto egli avverte il bisogno d’incanalare tutte le operazioni della giornata verso il rapporto con Dio, e perciò di comporle come modi diversi, di proseguire, l’incarnazione di Cristo, di tanto egli vivrà. Ognuno, anche l’ultima creatura malata, misera, impotente, può dare sanità, arricchire l’umanità, far forza ai fratelli. Così nulla è sprecato: ogni pensiero, ogni parola, ogni atto, entro questa visione della vita creata da Dio, serve a fornire materiale per la costruzione del suo regno; e tutta la giornata assume un valore sacerdotale, di associazione fatta dall’uomo della vita del cielo ai bisogni della terra. […] L’interiorizzazione del cristianesimo nell’anima moderna è perciò, non tanto problema di riforme istituzionali […] quanto problema di “metanoia” e cioè continua rinascita quotidiana nell’approfondimento del mistero di Dio, dove l’anima è immersa in quella sua potenza che è l’amore. Città Nuova, n.13, 10/07/1977, p.29.
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