Movimento dei Focolari
Co-cittadini di Loppiano: insieme per costruire futuro

Co-cittadini di Loppiano: insieme per costruire futuro

Un ritorno a Loppiano doppo tanti anni, sensazioni e sogni che si risvegliano con l’idea di dar vita a nuovi progetti. È quello che racconta Roberto Brundisini all’apertura del sito web dei co-cittadini di Loppiano.

“Un giorno torno in visita a Loppiano, dove avevo vissuto per qualche tempo anni addietro. E mi accorgo di trovarmi bene, a casa. Mi meraviglio di esserne rimasto lontano così a lungo e penso a tanti che come me hanno perso i contatti con questa realtà. Capisco e comunico che questa è la casa non solo di chi ci abita ma anche di chi la ama. E so che sono tanti.

Foto: Horacio Conde

Si sparge la voce, si riattivano i circuiti spenti e come da un lungo letargo si destano volti antichi e nuovi. Loppiano c’è, è lì, c’è ancora! I sogni che si erano assopiti riprendono vita, con la determinazione dell’umiltà. Perché i sogni che restano nel cassetto fanno la muffa.

Allora, cosa bisogna fare? Ci si domanda. Da dove si comincia?

Ah, ecco- diciamo tra noi- forse possiamo creare una comunità energetica. Giusto! – risponde qualcuno. Forse potremmo impostare un’agricoltura alternativa. Bello! Contribuire al riassetto urbanistico e ambientale della Cittadella secondo i criteri della Laudato si’.

Che sogno! Ci siamo detti: Perché non organizziamo una struttura di accoglienza dove passare un po’ di giorni di relax e riprendere a rieducarci alla natura e ai rapporti umani? Fantastico- continua qualcun’ altro- a me piacerebbe trovare un hub, uno spazio di incontro per scambi culturali tra giovani e magari anche tra artisti. Molto interessante! E se realizzassimo una Webradio dal respiro universale, vista la varietà di competenze, esperienze, conoscenze che molti di noi, sparsi in tutte le latitudini, hanno acquisito in questi anni? Altro sogno! (…)”

In occasione della visita al Centro Internazionale abbiamo intervistato il Presidente dell’Associazione, Alessandro Agostini e uno dei consiglieri, Nicola di Settimo.

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Intervista di Anna Lisa Innocenti e Carlos Mana
Montaggio: Joaquín Masera.

Sito web: https://www.cocittadinidiloppiano.org

Emergenza Medio Oriente: risultati e storie di solidarietà

Emergenza Medio Oriente: risultati e storie di solidarietà

Negli ultimi anni il Medio Oriente ha attraversato una delle fasi più difficili della sua storia recente. Guerre, instabilità politica ed emergenze economiche hanno colpito milioni di persone, costringendo famiglie intere a lasciare le proprie case e mettendo a rischio l’accesso ai beni più essenziali. In questo contesto, i progetti sostenuti attraverso i fondi raccolti per l’Emergenza Medio Oriente del Movimento dei Focolari, portati avanti da AMU e AFN, hanno cercato di offrire risposte concrete ai bisogni più urgenti, raggiungendo complessivamente 3.337 persone, grazie all’utilizzo di 362.754 euro destinati agli interventi umanitari.

Il 7 ottobre 2023 ha segnato l’inizio di una nuova fase del conflitto nella Striscia di Gaza. Secondo le Nazioni Unite, circa il 90% della popolazione è stato costretto a lasciare la propria casa e quasi tutta la popolazione si trova oggi ad affrontare livelli estremi di insicurezza alimentare.

In collaborazione con la rete locale, in particolare con Caritas Giordania e il Patriarcato Latino di Gerusalemme, è stato possibile sostenere 1.750 persone sfollate. Gli interventi hanno riguardato l’acquisto e la distribuzione di beni di prima necessità, il sostegno alimentare e l’accoglienza di centinaia di persone presso due parrocchie. Oltre al cibo e ai medicinali, è stato offerto un luogo sicuro dove trovare riparo e assistenza.

Foto 1: © Caritas Jordan – 2 e 3 © Patriarcato Latino di Gerusalemme

Nel 2024 l’intensificarsi dei conflitti nel sud del Libano ha provocato oltre un milione di sfollati. Molte famiglie hanno dovuto lasciare tutto e cercare rifugio altrove.

Grazie alla collaborazione con l’associazione locale Humanité Nouvelle sono state accolte 195 persone presso il Centro Mariapoli “La Sorgente” e l’Institut de Rééducation Audio-Phonétique (IRAP), nella provincia di Beirut. Qui gli sfollati hanno ricevuto ospitalità, cibo, assistenza medica, vestiti e beni per l’igiene.

Particolare attenzione è stata dedicata ai bambini e ai ragazzi: sono state organizzate 7 classi per 39 studenti fino ai 15 anni, permettendo loro di continuare il percorso scolastico anche durante lo sfollamento. Attività ricreative, momenti di condivisione e iniziative promosse da giovani volontari hanno contribuito a creare spazi di speranza in una situazione segnata dall’incertezza.

Sempre in Libano è stato portato avanti il progetto SOSTENIAMOLibano, nato per aiutare le persone a sostenere il costo delle cure in un sistema sanitario sempre più fragile. Il progetto ha raggiunto 112 beneficiari, offrendo contributi per l’acquisto di farmaci, supporto psicologico e sostegno per cure ospedaliere.

Un ulteriore intervento ha riguardato il sostegno ai piccoli produttori agricoli locali. Attraverso l’iniziativa “From All Lebanon to All Lebanon” sono stati acquistati prodotti agroalimentari e artigianali da piccoli produttori e distribuiti alle famiglie sfollate dell’area metropolitana di Beirut. Questo progetto ha coinvolto 80 persone, contribuendo sia al sostegno alimentare sia alla tutela delle attività economiche locali.

Foto: © Focolari Libano

Dopo oltre quattordici anni di guerra, la Siria continua a vivere una situazione estremamente fragile. Nel 2024, durante una fase di transizione politica, molte famiglie si sono trovate improvvisamente senza accesso al denaro a causa della chiusura temporanea delle banche.

Grazie alla rete locale del Movimento dei Focolari è stato possibile offrire un sostegno economico a 305 famiglie presenti ad Aleppo, Damasco, Homs e in altre città, raggiungendo circa 1.200 persone. Il contributo ha permesso loro di affrontare le spese più urgenti legate ai bisogni quotidiani, come cibo, medicine e beni di prima necessità.

Oltre ai numeri, questi progetti raccontano soprattutto storie di solidarietà e di collaborazione tra realtà locali e internazionali. L’obiettivo non è stato solo rispondere all’emergenza immediata, ma anche rafforzare i legami di comunità e sostenere la resilienza delle persone coinvolte.

A cura di Coordinamento Emergenze del Movimento dei Focolari

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Foto di copertina: © Patriarcato Latino di Gerusalemme

Concluso il cammino Pre-Assembleare

Concluso il cammino Pre-Assembleare

Si è concluso il “Percorso Pre-Assembleare” in preparazione all’Assemblea Generale del Movimento dei Focolari che inizierà il prossimo 1° marzo 2026 a Castel Gandolfo (Italia) con la partecipazione dei rappresentanti scelti nelle diverse aree geografiche, delle diramazioni e movimenti; i membri di diritto (coloro che fanno parte dell’attuale governo, Consiglio Generale e Delegati nelle aree geografiche), e quelli invitati dalla Presidente.

Abbiamo intervistato Cynthia Chammas, giovane di Damasco (Siria) che parteciperà all’Assemblea insieme ad altri giovani come rappresentante del Movimento Gen.

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Foto: © Joaquín Masera – CSC Audiovisivi

Il cammino Pre-Assembleare

Il cammino Pre-Assembleare

È in fase di svolgimento il “Percorso Pre-Assembleare” in preparazione all’Assemblea Generale del Movimento dei Focolari che inizierà il 1° marzo 2026 a Castel Gandolfo (Italia) con la partecipazione dei rappresentanti scelti nelle diverse aree geografiche, delle diramazioni e movimenti; i membri di diritto (coloro che fanno parte dell’attuale governo, Consiglio Generale e Delegati nelle aree geografiche), e quelli invitati dalla Presidente.

Abbiamo intervistato il Prof. Vincenzo Di Pilato, docente di Teologia fondamentale e membro della Commissione Preparatoria dell’Assemblea Generale 2026, riguardo al cammino di preparazione e alla sua personale esperienza.

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Foto di copertina: © Joaquín Masera – CSC Audiovisivi

Il Vangelo che mette al centro “l’altro”

Il Vangelo che mette al centro “l’altro”

Sono un sacerdote anglicano dell’Uganda e ho conosciuto la spiritualità del Movimento dei Focolari quindici anni fa, quando ero in seminario per la formazione ministeriale. Questa ha plasmato in modo integrale me stesso, la mia famiglia e la mia Chiesa poiché esprime in modo ideale due aspetti fondamentali: l’Amore e l’Unità. In nessun punto della Bibbia troviamo una Scrittura che enfatizzi la divisione, la separazione, l’odio, la malizia, il tribalismo, le divisioni denominazionali o la segregazione razziale. Al contrario, la Bibbia invita all’unità e all’amore tra le persone, anche quando esistono delle differenze.
 Siamo chiamati, ad amare soprattutto il prossimo, perché attraverso di lui amiamo Dio. In questo modo ho imparato a vedere Gesù in ogni persona che mi è vicina (cf Mt 25) e ricevo molta pace ogni volta che condivido quel poco che ho con chi ne ha bisogno.

Gesù, in una delle sue ultime preghiere prima dell’ascensione, in Giovanni 17,21, dice: “che siano una cosa sola, come io sono una cosa sola con te, Padre”. Ciò implica che l’Unità dovrebbe essere il nostro obiettivo nella vita. Grazie a questa consapevolezza, ho avuto l’opportunità di incontrare e dialogare con molte persone di diverse denominazioni, come cattolici, ortodossi, luterani   e anche con persone di altre religioni, buddisti e seguaci delle religioni tradizionali, a tutti i livelli e in tutte le fasce d’età. Questo mi ha dato una visione più ampia di come vivere e gestire la vita in modo integrale. Ho sperimentato la gioia di vedere in loro fratelli e sorelle.

Ho anche visto vescovi della Chiesa anglicana dell’Uganda accogliere questa spiritualità attraverso la nostra esperienza, l’espressione della vita e la testimonianza. Attualmente, cinque vescovi sono amici del Movimento, incluso l’Arcivescovo della Chiesa anglicana dell’Uganda. E alcuni di questi hanno anche partecipato alle conferenze ecumeniche internazionali dei vescovi organizzate dal Movimento dei Focolari.

Attualmente abbiamo avviato un gruppo di comunione presso la Uganda Christian University, con l’intento di praticare l’aspetto dell’amore e dell’unità tra i giovani , studenti universitari; allo stesso tempo, trasmettiamo anche il valore di “Ubuntu”[1], all’interno dell’iniziativa Together for a New Africa, alla quale partecipo come tutor di questa seconda edizione. Dopo tutto questo, le persone mi pongono spesso domande alle quali faccio fatica a rispondere: “perché sei sempre felice? Non ti arrabbi mai? Perché sei sempre disponibile? Non hai altre cose da fare? Perché sei così generoso?”, e la mia risposta è sempre stata: “Fate il bene, la ricompensa è in Cielo”.

Dopo i quattro Vangeli del Nuovo Testamento, il quinto Vangelo che tutti dovrebbero leggere è quello del “tu”, nell’altro. Dobbiamo guardare a noi stessi come a una testimonianza viva, affinché nelle nostre opere e azioni si rifletta l’immagine di Dio, facendo agli altri ciò che vorremmo fosse fatto a noi. Mettere in pratica ciò che la Bibbia insegna: amare Dio con tutto il cuore, con tutta la mente e con tutta l’anima, e amare il prossimo come se stessi.

Reverendo Canonico Bwanika Michael Eric


[1] Ubuntu è una parola di origine bantu dell’Africa subsahariana che esprime una filosofia di vita incentrata sulla compassione, il rispetto e l’interdipendenza umana, riassumibile nella massima “Io sono perché noi siamo“, sottolineando che l’individuo si realizza attraverso la comunità, la condivisione e il benessere collettivo.

Venezuela: dai giovani un messaggio di unità e speranza

Venezuela: dai giovani un messaggio di unità e speranza

“Nel mezzo dell’oscurità che oggi viviamo in Venezuela, ricordiamo che non siamo soli. Chiara Lubich scoprì, sotto il fragore delle bombe nel 1943, che c’è un Ideale che niente e nessuno può distruggere: Dio ci ama immensamente”.

Inizia così il Messaggio di speranza e unità che i Gen (giovani che aderiscono alla spiritualità dei Focolari) venezuelani che vivono nel paese e in altre parti del mondo hanno condiviso la sera del 5 gennaio scorso, incontrandosi via web per pregare e e raccontarsi come ognuno vive questo tempo cruciale per tutto il popolo, non dimenticando mai la scelta di amare tutti.  Forte l’esigenza di affrontare insieme questo tempo che hanno definito “sacro”: “non siamo soli perché siamo sostenuti dalla preghiera di tutti coloro che dal Venezuela e dal mondo intero chiedono la Pace”.

Il messaggio prosegue così:

“Oggi la paura vuole paralizzarci, ma la risposta non è l’odio, bensì l’unità. Chiara ci ha insegnato che, quando tutto crolla, l’unica cosa che rimane è l’Amore. Se diventiamo “uno”, se ci prendiamo cura gli uni degli altri e mettiamo Dio come nostra roccia, la paura perde la sua forza.

Non abbiamo paura. Facciamo di questo momento un’opportunità per:

  • avere piena fiducia che Dio è Padre e non ci abbandona, anche quando il panorama è difficile;
  • Diventare “uno”: che il dolore del prossimo sia il nostro. Aiutiamoci, condividiamo il poco o il tanto che abbiamo e abbattiamo i muri dell’indifferenza;
  • Essere costruttori di pace: che la nostra arma sia la solidarietà.

Se restiamo uniti, Gesù è tra noi e dove c’è Lui, la luce finisce per vincere le tenebre.

Forza e fiducia!”.

A cura della Redazione
Foto: Veduta della città di Caracas (Venezuela) © Pixabay