3 Dic 2016 | Chiesa, Focolari nel Mondo, Spiritualità

Da sinistra: Jorge López e Alberto García (Regnum Chisti), Jesús Morán (Focolari)
“L’attualizzazione del proprio Carisma” – si erano detti i rappresentanti di Regnum Christi e dei Focolari in seguito all’incontro tra Movimenti e Nuove Comunità lo scorso febbraio a Paray Le Monial (Francia) – “è un compito necessario, essenziale. Un impegno per poter rispondere alle sfide della contemporaneità”. Il dialogo si è poi allargato sull’urgenza di individuare nuovi e più efficaci approcci con la cultura, oggi in continuo cambiamento. L’intensità con cui queste sollecitazioni sono state avvertite da ambedue i Movimenti, è risultata tale da fissare un’intera giornata da trascorrere insieme per condividere le proprie esperienze e chiedere insieme una particolare protezione dello Spirito per individuare giuste direzioni. Gli intenti che hanno condotto all’incontro del 26 novembre a Rocca di Papa (Roma) fra 22 rappresentanti di Regnum Christi e 29 dei Focolari non erano dunque né lo studio di nuove strategie, né il ricorso ad esperti. Semplicemente l’auspicio di uno scambio tra fratelli, una comunione da cuore a cuore nella sinodalità, perché più ci si apre gli uni agli altri, più si intensifica la presenza dello Spirito. Una comunione fatta di preghiera, di dialoghi fraterni, di comunicazioni, anch’esse offerte come dono. A mons. Vincenzo Zani, Segretario della Congregazione per l’Educazione Cattolica, è stata affidata la relazione principale. Egli, traendo spunto dai testi magisteriali, ha tracciato un percorso di evangelizzazione della cultura basato sulla “mistica della fraternità” (cf. E.G.) e sulla forza trasformatrice dei carismi. “La loro coessenzialità al carisma petrino” – ha spiegato – “li fa capaci di rafforzare l’invito della Chiesa ad una visione positiva della cultura, in quanto “la grazia suppone la cultura” (E.G.115). 
Da sinistra: D. Edoardo Robles Gil, direttore generale Legionari di Cristo-Regnum Christi, Jesús Morán e Mons. Vincenzo Zani.
Altri punti-luce sono stati i due interventi sull’attualizzazione del Carisma. Jesús Morán copresidente dei Focolari, ha parlato di “fedeltà creativa”: “Lo Spirito è sempre novità e continua a fare storia”. Occorre essere perfettamente radicati nella tradizione, ha ribadito Morán, ma “esserlo nell’oggi”. Jorge López, membro del Comitato Generale e Responsabile generale dei laici consacrati di Regnum Christi, ha ricordato che “il soggetto autorizzato all’attualizzazione del Carisma è la Chiesa. E noi lo siamo in quanto Chiesa”. Ha poi confidato che, “paradossalmente, è proprio la nostra povertà a renderci più atti a compiere la nostra missione, sul modello della Vergine”. Interessanti anche le esperienze di evangelizzazione della cultura: quattro progetti – due presentati da Regnum Christi e due dai Focolari – rispondenti a sfide cruciali dell’oggi nel campo dell’educazione. Due le costanti: lavorare insieme facendo rete, e il rapporto fra cultura e vissuto. Plastica ed efficace l’immagine condivisa da Marta Rodriguez, direttrice dell’Istituto della Donna (Ateneo Pontificio Regina Apostolorum): “Il ponte tra Gesù Cristo e la cultura secolarizzata è il cuore delle persone. Dobbiamo guardare gli altri dal cuore di Cristo, nell’offerta a Dio della nostra vita”. Il dialogo è continuato anche durante il pranzo, accrescendo così la conoscenza fraterna. A conclusione del pomeriggio, uno scambio in plenaria. Nulla di preordinato. Ed è forse proprio per questo che Qualcuno ha potuto prenderne in mano la regia, facendo sperimentare ai presenti quella “mistica della fraternità” di cui parla papa Francesco nell’Evangelii Gaudium. Esprimendosi con puntualità, essenzialità e apertura totale, uno ad uno sono andati al microfono. In quell’attimo pure il compito di ciascuno affiorava illuminato da quanto lo Spirito aveva fin lì rivelato. Era impossibile distinguere chi appartenesse all’uno o all’altro Movimento. Probabilmente era questo che i primi cristiani sperimentavano quando dicevano di essersi sentiti “un cuor solo e un’anima sola” (At 2,42-48). Tutto era di tutti, nella gratitudine e nella gioia di una reciprocità che trasudava Vangelo. Perfino le domande e i timori che aleggiavano (come educare nell’era digitale; come riuscire a mantener vive identità e missione; ecc.) trovavano risposta negli interventi che andavano susseguendosi. Fiduciosi e consapevoli che i carismi sono per la storia, quindi lo sono anche nel suo divenire tecnologico, in un costante dialogo con l’Eterno e totalmente aperti a chi non ha la fede e ha delle convinzioni diverse. “Insieme” è la condizione essenziale per “uscire”, là dove Dio vorrà. Ciascuno ha bisogno dell’altro, lasciandosi sorprendere da Lui. Anna Friso (altro…)
1 Dic 2016 | Focolari nel Mondo, Nuove Generazioni

Nós gen4 queremos colocar Jesus no centro do nosso Natal.
Podes convidar os teus amigos, meninos e meninas até aos 8 anos.
http://focolares.pt/category/criancas/
1 Dic 2016 | Famiglie, Focolari nel Mondo, Sociale, Spiritualità
A Coroado, periferia di Manaus (capitale dello Stato di Amazonas), il muro di cinta del Centro Sociale Roger Cunha Rodrigues si è fortemente deteriorato per le rovinose piogge degli ultimi tempi. Un muro che separa e protegge il Centro dalla dura realtà di droga e di violenza che si consuma nel quartiere. Nato nei primi anni ‘90 ad opera di alcune persone dei Focolari, esso ha iniziato a funzionare all’insegna dell’accoglienza e dell’inclusione sociale con una scuola materna ed elementare, ma ben presto si è trasformato in un vero e proprio Centro sociale, aperto mattina e pomeriggio. Proprio per garantire a bambini e adolescenti del territorio, attraverso attività educative e ludiche, il diritto fondamentale di una crescita armoniosa e integrale, a supporto delle loro famiglie. Finanziariamente si regge con la generosità di tanti, soprattutto col sostegno a distanza di AFNonlus che, oltre all’istruzione, permette di offrire ai ragazzi nutrizione e prevenzione medica. Sono infatti diverse le attività che via via si susseguono, come lo studio – in collaborazione con la facoltà di Psicopedagogia dell’Università Federale di Amazonas – per individuare e superare le difficoltà di apprendimento di alcuni ragazzi; o il progetto elaborato dagli studenti di Farmacia per far acquisire a bambini e famiglie nozioni di igiene, corretta alimentazione e cura della persona. È stato fatto anche una ricerca sulle malattie infettive mediante prelievi di sangue e conseguente terapia per le patologie riscontrate. Non sono poi mancati programmi di prevenzione alla droga e di contrasto allo sfruttamento del lavoro minorile, mentre ai genitori vengono offerti corsi di formazione professionale in collaborazione con il Centro di Educazione Tecnologica dello Stato dell’Amazonas. «Negli anni – raccontano i referenti del progetto, Jeanne e Carlos –, abbiamo ideato laboratori di narrazione, teatro e alfabetizzazione letteraria. Siamo anche riusciti a realizzare un programma per la formazione di adolescenti e giovani all’affettività e sessualità».
L’ultima conquista ce la raccontano ancora Janine e Carlos: «La crisi economica sta rendendo sempre più difficile la situazione del nostro territorio. Ad esempio, un’istituzione che da quasi 10 anni offriva un corso di informatica ha dovuto interrompere la collaborazione. Alcuni genitori dei bambini stanno perdendo il lavoro. E i mezzi per dipingere il nostro muro di recinzione che aveva assunto un aspetto tetro e addirittura minaccioso, spesso imbrattato da vandali, proprio non c’erano. È nata allora l’idea di rivolgersi al Tribunale di Giustizia di Manaus, proponendo una partnership dal titolo: “Coloriamo il muro”. La proposta, che è stata poi accolta, consisteva nel descrivere con la pittura le esperienze e i valori che viviamo con i bambini nel Centro Sociale e dare un’aria di gioia e di armonia al nostro quartiere. Volevamo che i ragazzi diventassero protagonisti di questo progetto, così abbiamo raccolto i loro disegni affinché venissero riprodotti sul muro di cinta». Il nuovo muro, restaurato e dipinto, è stato inaugurato il 27 ottobre scorso. «È stato per noi un momento di grande gioia – dichiarano Janine e Carlos – perché questo riconoscimento da parte del Tribunale, non solo conforta il lavoro del Centro, ma ci dà la possibilità di portare avanti al meglio il progetto. Ringraziamo in modo particolare anche le tante persone che generosamente ci sostengono nel dare ai bambini e ragazzi quelle opportunità di conoscenza e di sviluppo che permetteranno loro di prendere in mano la propria vita e diventare donne e uomini nuovi». Giovanna Pieroni (altro…)
27 Nov 2016 | Centro internazionale, Chiara Lubich, Focolari nel Mondo, Nuove Generazioni, Spiritualità
«Ho visto con quanto impegno vi siete preparati, e questo mi dà una grandissima gioia, e tranquillità per il futuro del Movimento, perché ho visto che veramente avete preso sul serio la consegna che Chiara (Lubich) passa alla seconda generazione […] con lo stesso slancio» degli inizi del Movimento. Alle numerose domande che i giovani le hanno rivolto sul punto della spiritualità dell’unità scelto per approfondire in quest’anno, Gesù abbandonato, Maria Voce spiega: «Dio ha mandato il Figlio per ricostruire questi legami (di unità tra Dio e l’uomo e tra gli uomini), quindi per fare un’opera grandiosa». E per fare ciò «Gesù non ha scelto di venire con un’armata […], ma ha scelto un mezzo che forse non viene capito subito: ha scelto il mezzo della croce. Ma della croce che voleva dire per Gesù: l’amore fino alla fine, l’amore più grande, prendere su di sé tutti i dolori dell’umanità, tutte le sofferenze, tutte le umiliazioni, proprio per amore! E in quel momento, Gesù ha fatto questa nuova creazione, ha creato questa nuova unità, ha redento l’umanità, cioè ha ristabilito quell’unità che l’umanità aveva perduto con Dio e degli uomini fra di loro, quindi l’opera più grande». «Quindi Gesù abbandonato in quel momento è veramente il Re vittorioso! Non è soltanto quello che soffre; sì, la sofferenza è stata il mezzo che Lui ha scelto, ma perché dimostrava con quella sofferenza l’amore più grande, perché testimoniava agli uomini quanto il Padre li amava, e quanto Lui per amore del Padre e loro era pronto a soffrire. Ora Gesù abbandonato si presenta a noi e ci dice la stessa cosa: “Volete testimoniare a tutto il mondo, a tutti gli uomini l’amore di Dio? Usate il mio stesso mezzo, prendete su di voi le sofferenze, i dolori, i dubbi, le angosce che attraversano l’umanità», creando «sempre di più quei legami che faranno della famiglia umana una vera famiglia di figli di Dio legati fra di loro e legati con il Padre». E riguardo alle domande dei giovani sul proprio futuro, Maria Voce risponde: «Siate generosi con Dio! Se voi sentite veramente che Dio in qualche modo vi chiama, vi dice una parolina in fondo al cuore, non date retta a nient’altro, date retta solamente a questa voce e rispondete di sì […] dopo sarà Lui che vi porterà dove Lui vuole», per realizzare su ciascuno un «piano d’amore che vi darà la massima felicità. Io ve lo auguro con tutto il cuore!». Gustavo Clariá https://vimeo.com/192247283 (altro…)
26 Nov 2016 | Dialogo Interreligioso, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità
L’evento ha riunito 90 partecipanti, fra musulmani e cristiani, provenienti dalla Giordania, Siria, Libano, Grecia, Tunisia, Francia, Italia, Svizzera, Burkina Faso, Canada e Algeria. Sono stati affrontati quattro temi: la sofferenza vista alla luce di Dio; l’ispirazione divina sull’Unità in Chiara Lubich; le difficoltà e le sfide odierne per i musulmani; essere costruttori della fraternità universale. “Insieme” è stato il termine più usato durante il Congresso, evidenziando l’esperienza maturata in seno al Movimento dei Focolari: vivere insieme l’ideale dell’unità, cristiani e musulmani, secondo il carisma che Dio ha dato a Chiara Lubich, nella piena coscienza delle rispettive identità e nel rispetto e accoglienza delle differenze. La profonda esperienza spirituale che lei fece nell’estate 1949, introdotta da Jésus Morán (copresidente del Movimento dei Focolari), è stata accolta dai presenti in un clima di grande fraternità:“Chiara ci porta in Dio Uno, al di là delle singole religioni”, ha detto Jalleh, sciita, d’origine iraniana. E un altro:“Chiara usa immagini comprensibili per parlare della Trinità”. In questo contesto, Rita Moussallem e Roberto Catalano (corresponsabili del dialogo interreligioso dei Focolari), hanno illustrato l’esperienza del Movimento a contatto con le diverse religioni in diverse parti del mondo. “Si potrebbe dire che Dio si è manifestato e ci ha dato un po’ della sua luce”, il commento di uno dei partecipanti. Dopo essere stati immersi nella dimensione dell’unità nata nel contesto cristiano, lo sguardo si è rivolto alla realtà musulmana. Lo studioso Adnane Mokrani, algero-tunisino, professore al PISAI (Pontifico Istituto di Studi arabi e d’Islamistica a Roma), ha parlato della crisi che attraversa oggi l’Islam. Ha invitato il pubblico a non lasciarsi prendere dalle diverse teorie del complotto, a non attribuire la colpa ad altri, a rimettersi in discussione, senza però cadere nello scoraggiamento, perché «la maggioranza delle persone desiderano la pace, forse una maggioranza inattiva … Ma siamo noi, invece – ha affermato con forza – una minoranza attiva che deve fare di tutto affinché questa maggioranza si svegli. È nostro compito».
Amer el Hafi, professore di Religioni comparate all’Università di Amman (Giordania), in collegamento skype, ha detto:“Dio è grande, vuol dire che è più grande delle nostre paure, dei nostri problemi e delle nostre disgrazie: è la chiave della nostra speranza e della nostra vita. Ma purtroppo questa espressione oggi è diventata segno di morte”. Insieme al prof. Adnane Mokrani, hanno risposto ad alcune domande spontanee della sala. Molto apprezzata la presenza dell’arcivescovo emerito d’Algeri, Mons. Henri Teissier, profondo conoscitore della cultura algerina e dell’Islam, e di Mons. Jean Paul Vesco, vescovo di Orano. Questi ha spiegato che «l’amicizia fondata sulla comunione spirituale è l’apice del dialogo fra le religioni, con le loro differenze». I giovani musulmani algerini del Movimento hanno animato l’assemblea con musiche e canti. La visita al mausoleo del mistico Sidi Boumediène, introdotta magistralmente dallo studioso algerino Dr Sari-Ali Hikmet, ha offerto ai congressisti un’immersione nella spiritualità, nell’arte e nella cultura musulmana. Poi è stata la volta della visita al museo El Mechouar, palazzo della dinastia zianide, alla grande Moschea e al moderno Centro Studi Andalusi. Prima di lasciare Tlemcen, Jesús Morán, ha riassunto l’esperienza vissuta: «Si è trattato non solo di andare d’accordo ma di essere uno, di vivere la stessa esperienza di Dio, di condividere ciò che abbiamo di più profondo». Jean-Louis Marechal (altro…)