L’Europa unita per un mondo unito
https://vimeo.com/41479144
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Martin Wagner, CVJM München (l) e Gabriele Deutschmann, CVJM Esslingen intervistano il Vescovo evangelico luterano Heinrich Bedford-Strohm, e il Card.Reinhard Marx, presidente della Conferenza Episcopale Tedesca (C) IPE, Foto: Haaf
Appello per la Natura e l’Umanità «Sollecitati dalle prese di posizione dei nostri leader – ricordiamo, ad esempio, l’istituzione della Giornata di Preghiera per la Protezione del Creato (Patriarca Demetrio, 1989), l’Evangelical Climate Initiative (2006) e l’enciclica Laudato si’ (Papa Francesco, 2015); Riconoscendo il debito che noi, popoli di antica tradizione cristiana, abbiamo contratto con i poveri della Terra e le generazioni future a causa dell’inquinamento della Biosfera, frutto innanzitutto del nostro progresso irresponsabile nei recenti secoli passati; Consapevoli che l’allarme per il cambiamento climatico può diventare un’opportunità di nuovo sviluppo integrale per tutti i popoli; Noi cristiani, aperti al contributo di tutte le persone di qualsiasi convinzione, ci impegniamo nella preghiera e nell’azione per evitare la distruzione della natura e una nuova guerra mondiale, aderendo alle seguenti dieci sfide:
Come?
Possiamo raggiungere questi obiettivi se cominciamo ora, prima che sia troppo tardi. In particolare, potremo contribuire a far sì che i gas serra non superino valori pericolosi, come previsto dall’Accordo di Parigi e raccomandato dalla comunità scientifica». EcoOne (www.ecoone.org/) Civiltà dell’amore (www.civiltadellamore.org/) (altro…)
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Gulu, al nord dell’Uganda, è la seconda città del Paese, dopo la capitale, Kampala. Molti vi si trasferiscono per studio o lavoro, e tra questi anche Gloria Mukambonera, che opera nel campo dell’informatica. Quando nel 2013 è arrivata a Gulu, si è messa in contatto con la locale comunità dei Focolari, cercando chi condividesse il suo stesso ideale di pace che affonda le radici nel Vangelo vissuto. «Lì ho trovato una vera famiglia – racconta – , dove poter condividere le gioie e i dolori. Cerchiamo di vivere anche la comunione dei beni, seguendo l’esempio dei primi cristiani, secondo le possibilità di ciascuno. Il ricavato lo utilizziamo per chi è nel bisogno e per curare i membri malati della comunità». È un’esperienza che porta a guardare i bisogni di chi sta attorno, e non mancano, anche per i segni della guerra che ancora si trascinano. «Un giorno – racconta Gloria – un sacerdote ci ha chiesto di andare a trovare le persone di una parrocchia a 4 ore di distanza, perché – ci ha spiegato – c’erano dei conflitti inter-tribali e noi potevamo cercare di aiutare le persone a riconciliarsi. Ci ha suggerito di raccontare loro del nostro impegno a vivere il Vangelo e delle esperienze di pace e di unità che ne nascono. In particolare abbiamo donato la nostra testimonianza sul perdono, di come ci siamo aiutati a superare le divisioni tra di noi attraverso “l’arte di amare” che nasce dal Vangelo. C’è stato un incontro del tutto speciale con i giovani del posto. Abbiamo letto insieme la Parola di Vita e condiviso le esperienze nel cercare di metterla in pratica, aprendoci poi alla comunione; quindi, canzoni, giochi e spettacoli teatrali… Nel dialogo aperto che ne è seguito si poteva percepire il loro desiderio di iniziare a vivere riconciliati». Una possibilità di «diventare costruttori di pace», come ha invitato a fare il Vescovo, «scegliendo la via dell’amore evangelico per essere in grado di ricostruire il Paese, dopo la distruzione causata dalla guerra negli anni precedenti».
Ibanda, si trova invece nell’Uganda occidentale. Anche lì da anni vive un gruppo animato dalla spiritualità dei Focolari, e il lavoro che si fa è di trasformare se stessi per trasformare l’ambiente intorno, a partire dal carcere. «È cambiato radicalmente il nostro modo di guardare le cose e anche il modo di agire, soprattutto l’atteggiamento negativo nei confronti dei carcerati», racconta Sara Matziko. «La frase del Vangelo: «Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro» (Mt 7,12) ci ha incoraggiati ad andare a trovarli e a pregare insieme a loro. Ci siamo resi conto che da tanti anni, alcuni non ricevevano i sacramenti. Il sacerdote della nostra comunità è venuto con noi e ha potuto svolgere questo importante servizio». Lentamente hanno vinto così la diffidenza da parte dei parenti, si è costruito un rapporto d’amicizia, fino ad andare insieme a visitare i reclusi. Durante queste visite conoscono un giovane, Ambrogio, che, dopo aver scontato la sua pena, voleva continuare a studiare. «L’abbiamo aiutato a completare il liceo», racconta ancora Sara. «Vivere la Parola di Vita giorno dopo giorno, ha migliorato il rapporto tra di noi e con tutta la comunità. Anche il Parroco ci accompagna in questo percorso che cerchiamo di condividere anche con le altre comunità parrocchiali. Alcuni di noi hanno avuto la possibilità di partecipare all’incontro internazionale dell’Economia di Comunione che si è svolto in Kenya, nella cittadella “Mariapoli Piero” (27/31 maggio 2015). Ci ha aiutati ad andare avanti nei progetti in corso». (altro…)
L’esito del recente referendum britannico è uno dei molti sintomi della frammentazione dell’Europa, ulteriore conferma che non bastano misure funzionali a dare senso e convinzione ad una comune appartenenza. Tempo di crisi che richiama nuove riflessioni e proposte coraggiose. Momento propizio per Insieme per l’Europa, chiaro segno pubblico di rinnovamento del continente, con la tappa a Monaco di Baviera dal 30 giugno al 2 luglio 2016. Chi conosce Insieme per l’Europa sa che non è un evento, ma un cammino di unità nella diversità che, iniziato nel 1999, coinvolge un numero sempre crescente – ad oggi oltre 300 – di Movimenti e Comunità di varie Chiese di diverse paesi d’Europa, consapevoli di far parte di una minoranza fiduciosa. Un processo che, attraverso l’incontro e la riconciliazione, ha prodotto i suoi effetti: Comunità e Movimenti provano il gusto dell’incontrarsi, si scoprono complementari, la reciproca fiducia cambia le persone. Programma. Il 30 giugno e il 1º luglio un Congresso al Circus-Krone-Bau per 1.500 responsabili e collaboratori, articolato in 36 forum e tavole rotonde. Tra le partecipazioni qualificate, quella del cardinale Peter Turkson. Il 2 luglio una manifestazione alla centrale Karlsplatz (Stachus) di Monaco, aperta alla cittadinanza. Sono previsti, tra gli altri, gli interventi del Segretario generale del Consiglio ecumenico delle Chiese Olav Fykse Tveit, dei cardinali cattolici Kurt Koch e Reinhard Marx, dei vescovi evangelici Frank Otfried July e Heinrich Bedford-Strohm, del metropolita ortodosso Serafim Joanta, in rappresentanza delle varie Chiese. Per i Movimenti e Comunità intervengono Maria Voce (Movimento dei Focolari), Gerhard Pross (YMCA Esslingen), Andrea Riccardi (Sant’Egidio), Michelle Moran (ICCRS), Walter Heidenreich (FCJG Lüdenscheid), P. Heinrich Walter (Movimento Schoenstatt). Attiva, convinta e creativa la partecipazione dei giovani fin dalla preparazione. Papa Francesco e il Patriarca ecumenico Bartolomeo I saranno presenti attraverso videomessaggi personali. Una diretta internet in 7 lingue permetterà di seguire il programma (www.together4europe.org). Nelle tematiche che si affronteranno, fra cui integrazione e riconciliazione, solidarietà con i più deboli, sostenibilità e tutela ambientale, cristiani e musulmani in dialogo, matrimonio e famiglia, economia, si vuole mettere a fuoco una responsabilità che va oltre l’Europa, perché essa, per dirla con Maria Voce, «ha da donare al mondo l’esperienza di questi duemila anni di cristianesimo, che ha fatto maturare idee, cultura, vita, azioni che servono per il mondo di oggi e che, purtroppo, finora non sono venute tanto in rilievo». L’edizione di Monaco poggia su un consistente percorso di riflessione, dibattito e condivisione di approcci e esperienze. Di rilievo la tavola rotonda a Ginevra il 21 aprile scorso, organizzata dal Consiglio Ecumenico delle Chiese e dal Movimento dei Focolari, dal titolo: «Europa, quale identità, quali valori». In quell’occasione, Pasquale Ferrara, diplomatico e docente universitario, ha sostenuto come oggi in Europa, più che parlare di riferimenti alle proprie radici cristiane, occorra produrre insieme «frutti cristiani». E presentare come parte della soluzione «la “regola d’oro”, che ci invita a fare agli altri ciò che vorremmo fosse fatto a noi stessi». Tale regola – ha affermato Ferrara – «non è solo un valore etico, ma assume una dimensione politica, in quanto si tratta di ripensare la natura ed il carattere della comunità politica». Insieme per l’Europa appare uno dei soggetti capaci di interpretare questa dimensione, ispirando e motivando persone di diverse generazioni e comunità, appartenenti in maniera trasversale ai popoli dell’Europa, ad incarnare nel quotidiano i valori di giustizia, accoglienza, riconciliazione, pace. Un tassello per mettere in piedi quella «Europa protagonista» che, nelle parole di papa Francesco al Parlamento europeo del novembre 2014, «contempla il cielo e persegue degli ideali, guarda e difende e tutela l’uomo, cammina sulla terra sicura e salda, prezioso punto di riferimento per tutta l’umanità». La manifestazione a Monaco ha il patrocinio dell’Unesco, del Consiglio d’Europa, del Parlamento Europeo e della Commissione Europea. Comunicato stampa SIF (altro…)