18 Dic 2015 | Focolari nel Mondo
Dalle 11 a mezzogiorno in tutti i fusi orari, ragazzi di tutto il mondo corrono per la pace (un tratto di strada correndo a piedi o con le biciclette, roller skates, canoe) con un singolare passaggio del testimone, dalla città situata nel fuso orario precedente a un’altra. Come? Con una telefonata, o mettendosi in contatto con un messaggio o almeno “collegandosi idealmente” con gli altri. Alle 12 il Time-Out, un minuto di silenzio o di preghiera per la pace. La giornata in cui si svolge Run4unity verrà definita “Giornata mondiale della Regola d’oro”: vivendola e promuovendola si contribuisce ad edificare silenziosamente, ma efficacemente, un mondo più unito e di Pace. Il sito web http://www.run4unity.net è lo strumento che dà visibilità alla manifestazione mondiale, sempre connesso con i social media permettendo ai ragazzi di essere attivi nella costruzione e diffusione dell’Evento. Quattro sono state le edizioni internazionali: nel 2005, 2008, 2012 e 2015. R4U è un evento unico nel suo genere, perché mette in collegamento ragazzi di tutto il mondo che, nell’arco di 24 ore, da un fuso orario all’altro, si mobilitano per uno stesso obiettivo: l’unità della famiglia umana. Per questo attira naturalmente l’interesse dei mass media, di autorità civili, politiche e religiose. Run4Unity è un evento inserito nella Settimana Mondo Unito ed è parte di United World Project. Info: http://www.run4unity.net/ https://youtu.be/GCoOiWp0tes (altro…)
18 Dic 2015 | Focolari nel Mondo
«L’unità», punto fondante della spiritualità del Movimento dei Focolari, verrà approfondita durante questi giorni, con esperienze di varie città, in cui la spiritualità vissuta porta ad un’incidenza sul proprio territorio. È il caso della comunità di Szeged, in Ungheria, o di Loppiano, nel Valdarno in toscana; e ancora dalla Gran Bretagna sull’ecumenismo, e dal Brasile nel campo sociale, fra le altre. Tra i temi trattati, anche l’aspetto della comunicazione come strumento per arrivare all’unità; dei dialoghi, in particolare in campo ecumenico ed interreligioso; e l’impegno del Movimento dei Focolari per la pace. Tra le presenze annunciate finora, quelle da Paesi Baltici, Belgio, Lussemburgo, Repubblica Ceca, Svizzera, Germania, Libano, Ispano America, Brasile, Canada. Per informazioni e prenotazioni: info@focolare.org www.centromariapoli.org (altro…)
18 Dic 2015 | Focolari nel Mondo
«L’unità», punto fondante della spiritualità del Movimento dei Focolari, verrà approfondita durante questi giorni, con esperienze di varie città, in cui la spiritualità vissuta porta ad un’incidenza sul proprio territorio. È il caso della comunità di Szeged, in Ungheria, o di Loppiano, nel Valdarno toscano; e ancora dalla Gran Bretagna sull’ecumenismo, e dal Brasile nel campo sociale, fra le altre. Tra i temi trattati, anche l’aspetto della comunicazione come strumento per arrivare all’unità; dei dialoghi, in particolare in campo ecumenico ed interreligioso; e l’impegno del Movimento dei Focolari per la pace. Sono annunciate presenze in maggioranza dall’Italia, ma anche da Francia, Ungheria, Grecia e Inghilterra. Un prossimo congresso – sugli stessi temi – si svolgerà dal 3 al 5 marzo. Per informazioni e prenotazioni: info@focolare.org www.centromariapoli.org (altro…)
18 Dic 2015 | Focolari nel Mondo
Una sessantina di Vescovi da varie parti del mondo si ritroveranno a Castel Gandolfo per approfondire la comunione tra loro, condividere esperienze e riflettere sul tema dell’«unità», elemento centrale del carisma dei Focolari. Il programma prosegue, per chi lo desidera, fino al 28 pomeriggio con una visita alla cittadella internazionale di Loppiano. Leggi anche: Vescovi: Chiesa che genera unità (altro…)
18 Dic 2015 | Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Sociale, Spiritualità

Durante i lavori dell’assemblea
Un bilancio a 10 anni dal Summit mondiale sulla società dell’informazione (Tunisi 2005): costruire una società dell’informazione incentrata sulla persona, inclusiva ed orientata allo sviluppo, contribuire al raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, trovare forme di finanziamento adeguate per uno sviluppo equo delle infrastrutture di comunicazione, individuare meccanismi condivisi ed efficaci di gestione di internet. Come si è andati avanti su questi punti nell’ultimo decennio? A questa domanda ha provato a rispondere l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, nel Meeting dedicato al “WSIS+10”, sulla società dell’informazione, al quartier generale delle Nazioni Unite a New York, lo scorso 15 e 16 dicembre. Il lavoro di valutazione è stato complesso, con il contributo di tanti analisti ed ha portato ad un documento finale adottato all’unanimità dalle delegazioni dei vari paesi. Ne parliamo con l’ing. Cesare Borin, della delegazione di New Humanity, ONG legata al Movimento dei Focolari, che ha partecipato al Forum. New Humanity dal 1987 gode dello Status Consultivo Speciale all’ONU presso l’ECOSOC e dal 2005 dello Status Consultivo Generale. Dal 2008 è riconosciuta come partner dell’UNESCO. «A partire dal WSIS di Ginevra (2003) e Tunisi (2005) il lavoro delle Nazioni Unite ha adottato un approccio aperto alla collaborazione di vari attori, inclusa quella società civile di cui New Humanity è parte, il settore privato, i governi e le organizzazioni internazionali. Già a Tunisi abbiamo partecipato in un bel gruppo di NetOne, in collaborazione con i progetti sperimentali di ESA e Alcatel; come New Humanity abbiamo anche poi curato la traduzione in italiano e portoghese dei documenti finali. Negli anni successivi abbiamo partecipato a vari IGF (i Forum sul Governo di Internet, nati proprio dal WSIS) sempre a nome di New Humanity, stabilendo contatti con varie persone». 
Con Fadi Chehade, presidente di ICANN (in mezzo), organizzazione no profit che gestisce l’assegnazione dei nomi di dominio di Internet.
E oggi? Quale il contributo di New Humanity sui temi specifici trattati? «Come delegazione eravamo presenti in sei: io italiano, la brasiliana Maria Luiza Bigati, la messicana Maria del Rocio Ortega, entrambe ingegneri informatici, Betsy Dugas degli Stati Uniti anche ingegnere informatico, Joe Klock e Anne Marie Cottone della rappresentanza permanente di New Humanity presso la sede ONU di New York». New Humanity nei mesi precedenti ha inviato un proprio contribuito al documento finale: il documento è frutto di una mediazione che ha raccolto grandi questioni attuali come il terrorismo, la tutela dei diritti umani, la protezione delle libertà individuali. Mettere a confronto le grandi differenze di sensibilità che ciascun paese sottolinea, e trovare un punto comune condiviso, rappresenta un grande risultato. Il WSIS è divenuto un luogo di dialogo, pur faticoso, ma che permettere di individuare nuove forme di “governance”». L’ONG internazionale New Humanity ha lavorato per oltre dieci anni a progetti di sviluppo delle capacità delle comunità più povere dell’Africa Sub-sahariana, dell’Asia e dell’America Latina… «L’accesso all’informazione è divenuto uno dei diritti fondanti dell’uomo del nostro millennio. Poter esserne inclusi è importante come rispondere a bisogni essenziali come l’istruzione e la salute. Nei nostri progetti abbiamo provato ad avere sempre come obiettivo primario un pieno coinvolgimento delle comunità locali a cui essi sono destinati, a conferma che i principi espressi non sono una mera speranza». (altro…)
17 Dic 2015 | Centro internazionale, Chiesa, Dialogo Interreligioso, Focolari nel Mondo, Spiritualità
https://youtu.be/3NphCH00FrQ?t=24 “Bel tempo si spera”, trasmissione dell’emittente cattolica TV2000, ha dedicato la puntata del 14 dicembre ai temi del Giubileo. E lo ha fatto accompagnando i telespettatori in un viaggio fra le cattedrali del mondo, all’indomani dell’apertura delle Porte Sante. Maria Voce era in studio, invitata dalla conduttrice Lucia Ascione. Fra una tappa e l’altra di questo simbolico giro, si avvia un dialogo che spazia su temi più vari, a partire dal significato del Giubileo. «L’anno della misericordia – dichiara Maria Voce – riporta al coraggio di credere che Dio è Amore. Penso che in questo momento in cui sembra che tutto sia diventato relativo, ci sia bisogno proprio di un ritorno all’essenziale, di credere all’Amore». E in un altro passaggio: «Purtroppo la cultura attuale parla di rabbia, di rivendicazioni, di diritti lesi, tutte cose che accendono tristezza, avvilimento. Noi vogliamo portare fiducia, perdono, amore reciproco. Vogliamo guardare al mondo come una famiglia, la famiglia dei figli di Dio. E Dio è misericordia, Dio è Amore». «Mi piace ricordare – continua la presidente – che il Papa non ha spalancato ‘la’ Porta Santa, ma tante porte sante. Anche la porta della cella in un carcere, ha detto Francesco, può essere una Porta Santa. È proprio il segno dell’amore misericordioso del Padre che attende il ritorno di tutti, nessuno escluso». Lucia Ascione ricorda le parole di papa Francesco all’Angelus del giorno prima riguardo al dialogo dei Focolari coi musulmani, Maria Voce afferma: «Questa conciliazione tra persone di fedi diverse che noi sperimentiamo non è nata ieri, ma si costruisce giorno per giorno, nel tempo e dappertutto, attraverso rapporti di amicizia; nel rispetto delle differenze». «Se è così semplice per voi – incalza Ascione – perché è così difficile per il mondo? » Maria Voce: «Il papa ha detto che purtroppo c’è tanto amor proprio. Invece occorre saper andare al di là, essere pronti ad accogliere l’altro anche se è diverso. È un amore che si impara esercitandolo, andando incontro all’altro. Certo, la diversità fa paura, fa paura a tutti. Una paura che si può vincere soltanto con l’amore. Impugnare le armi non porta a nessun risultato». «Lei è stata all’ONU – domanda la conduttrice – e se li è visti tutti davanti. Che ha fatto, presidente? ». «Ho detto loro che bisogna convertirsi, ma non a parole. Che occorre considerare il dialogo non come una delle tante vie, ma come l’unica praticabile. E’ difficile accettare questa visione perché non si è capito lo ‘scandalo della croce’. La misericordia ci fa fare la parte dell’altro, come ha fatto Gesù che è morto per ciascuno di noi». «È l’esperienza – spiega Maria Voce a proposito dei rifugiati – che facciamo quotidianamente con tutti quelli che bussano alle nostre porte. Recentemente sono arrivati 170 minori non accompagnati nella nostra cittadella dell’Olanda e sono stati accolti». E ricordando le parole del comunicato che Maria Voce aveva diffuso dopo i fatti di Parigi, Ascione domanda: «Cosa voleva dire interrogandosi se davvero si era fatto tutto quello che si doveva, per evitare reazioni così violente? » «Tante volte siamo toccati dagli eventi più vicini, dimenticandone altri in luoghi dove la tragedia della guerra si vive quotidianamente. Lì abbiamo le nostre comunità e sappiamo che qualcosa è ancora possibile costruire. Abbiamo medici che di fronte ad un ferito non distinguono se sia cristiano o musulmano; se manca l’acqua chi ha un pozzo lo mette a disposizione di tutti, al di là della religione che praticano. Forse non sappiamo farci le domande giuste. Per questo noi per primi ci siamo interrogati. Forse negli anni non ci siamo interessati fino in fondo. Sapersi fare un esame di coscienza è ciò che può aprire alla speranza. E di fronte a chi soffre, a chi è povero, occorre non aver paura di aprire il cuore. Occorre non aver paura di aprire tasche e portafogli e, vivendo nella sobrietà e nel rispetto del creato, vedere gli altri come fratelli di una stessa famiglia». Rivedi la trasmissione (altro…)