3 Gen 2014 | Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità
Intimità in famiglia Da noi c’è l’abitudine di togliere il presepio il giorno dell’Epifania. Per concludere il periodo natalizio abbiamo invitato i nostri figli. È stata una serata molto bella: abbiamo parlato di onestà, di solidarietà… Si è creato fra noi un clima così bello che davanti al presepio abbiamo letto il Vangelo del giorno, riscoprendo sfumature che non avevamo ancora notato. Presenti i più piccoli, abbiamo parlato del significato della festa, poi ciascuno ha espresso un’intenzione per il nuovo anno, un augurio. Ci siamo riproposti di cercare anche durante l’anno altri momenti per ricreare quell’intimità fra di noi. Sembrerebbe scontato per una famiglia, ma per noi è stata una scoperta e la serata è finita fra canti dolcissimi per glorificare e ringraziare Dio. (M.M. – Libano)
Elina la badante Mia madre aveva avuto un incidente e da una situazione di indipendenza, nonostante l’età avanzata, ora aveva bisogno di un’assistenza continua che né io né mia sorella potevamo offrirle. Per questo avevamo assunto Elina, una giovane dell’est Europa che, tra l’altro, in questo modo risolveva i suoi problemi. Ma la mamma non riusciva ad accettarla. Per aiutarle a costruire un “ponte” tra loro, ho cercato di sfruttare le piccole occasioni: tradurre per la mamma lo slavo di Elina, spiegare all’una le necessità dell’altra, evidenziare il più possibile il positivo di ognuna. Cominciava a nascere un certo rapporto quando ho scoperto che ad Elina stava scadendo il permesso di soggiorno. Bisognava sistemarla legalmente presso la mamma. Per quattro mesi ho bussato alle porte delle più diverse istituzioni; alla fine tutto è stato messo in regola. La mamma ha pian piano trovato in lei un’amica, quasi una figlia; a sua volta Elina ha trovato una famiglia, e in seguito ha fatto venire in Italia il figlio. Ora si sente felice. (A. P. – Italia) Scarpe da ginnastica Da due settimane mio figlio non partecipava alle lezioni di educazione fisica perché non aveva le scarpe da ginnastica. Non avevamo i soldi per comprarle e con tutta la buona volontà non riuscivo a risparmiare il denaro necessario nemmeno per acquistare le più economiche. Un giorno mi sono venute in mente le parole del Vangelo: «chiedete ed otterrete…», ed ho chiesto a Dio che mi aiutasse a risparmiare per comprare le scarpe a mio figlio. La mia emozione è stata grande quando, proprio quel giorno, il ragazzo è arrivato dalla scuola con un paio di scarpe da ginnastica, più un altro paio di scorta: gliele avevano comprate con i fondi del progetto di sostegno a distanza in cui siamo inseriti. Come non scorgere in quel fatto la risposta dell’amore concreto di Dio, proprio nel momento in cui ne avevo più bisogno, per rendere felice anche mio figlio? (E.B. – Bolivia) Fonte: Il Vangelo del giorno, gennaio 2014, Città Nuova Editrice. (altro…)
2 Gen 2014 | Chiara Lubich, Dialogo Interreligioso, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Nuove Generazioni, Spiritualità
Una testimonianza presentata al congresso gen 2013. «Per molto tempo abbiamo pensato che non sarebbe stato possibile rapportarsi con giovani cristiani in un modo così profondo, ma le cose che vengono da Dio non possono essere in disaccordo. Siamo musulmani, di cultura e di convinzione. Veniamo da un Paese, l’Algeria, in cui la quasi totalità è musulmana, dove il contatto con altre religioni è molto raro, o meglio assente. Certo, introdurre nella nostra vita un Movimento con connotazione cristiana diventava una grande sfida. Prima perché le nostre culture sono diverse, diversità coltivate soprattutto da delle dottrine politiche e storiche, e che sono in più infiorate nel quotidiano da molti ostacoli di ordine sociale e culturale. Come potevamo prendere un tale impegno senza che la nostra fede religiosa venisse turbata? Qual era dunque questa idea per la quale noi saremmo pronti a tanti sacrifici? Non erano domande banali. La nostra è un’esperienza ricca e inedita. Entravamo con prudenza in una via che ci attirava piano piano, e scoprivamo che potevamo superare le discordanze.
Lungo gli anni, con nostra grande sorpresa l’accoglienza reciproca si faceva in modo spontaneo e naturale, e prendevamo coscienza che stavamo approfondendo anche la nostra religione. Infatti, condividendo gli stessi principi si allargava in noi all’infinito la dimensione dell’umanità. Ben oltre le parole è con gli atti che noi ci siamo impegnati, andando continuamente oltre le limitazioni proprie di un ambiente che necessita ancora di molto amore e apertura. Ogni difficoltà rappresenta per noi un nuovo motivo per continuare. Oggi, ci incontriamo in varie città d’Algeria, distanti anche qualche centinaio di chilometri. Il rapporto tra di noi, musulmani e cristiani, sembra arricchirsi con l’esperienza di ciascuno, aiutati dai gen di tutto il mondo. Pensiamo che la più grande missione affidata oggi all’uomo sia quella di lavorare perché possiamo vivere tutti insieme, oltre le convinzioni religiose, di cultura, perché l’amore oltrepassa ogni diversità». (altro…)
30 Dic 2013 | Chiara Lubich, Dialogo Interreligioso, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Nuove Generazioni, Spiritualità
«Mi chiamo Num, nato in Thailandia e sono un gen buddhista. Faccio il musicista e pittore di professione. Attualmente impartisco lezioni di computer a dei disabili. Come vedete i miei capelli sono molto corti perché ho appena terminato un’esperienza come monaco buddhista. Secondo la nostra tradizione, infatti, un giovane spende un periodo di tempo come monaco presso un monastero. Sfortunatamente questa pratica non è più così sentita al giorno d’oggi. Come gen, io voglio conoscere di più la mia religione e vivere meglio la mia vita spirituale. Così ho deciso di essere ordinato monaco. La cerimonia di ordinazione è stata molto significativa per me. I focolarini ed i gen erano presenti per quest’importante occasione. Ho sentito molto la loro vicinanza in quest’esperienza.
Avevo più tempo per pregare, iniziando molto presto, alle 4.30 del mattino. Andavo fuori, con gli altri monaci, per la questua, per cercare cibo, subito dopo le preghiere del mattino. Ho scoperto che le persone hanno fiducia nei monaci e che li rispettano tanto. Ho capito com’è importante questa fiducia e noi monaci dovremmo essere fedeli agli insegnamenti del Buddha, in modo da conservare questa fiducia che la gente ha in noi. Ho imparato tanto attraverso gli insegnamenti del buddhismo, soprattutto dai monaci più anziani . E anche se ero nel monastero, sentivo che gli altri gen erano uniti con me. Ho incontrato i gen attraverso uno dei miei amici buddhisti . Lui ha conosciuto l’ideale dei gen attraverso un monaco buddista del suo stesso villaggio. Quando li ho incontrati per la prima volta ho notato subito che si rapportavano in un modo molto amichevole, come fratelli e sorelle, anche se erano e siamo tutti molto diversi; anche di religioni diverse.
Che cosa significa essere un gen buddhista? Abbiamo molte cose in comune con i cristiani, come cercare di essere persone impegnate e buone, per esempio, ed anche nella scelta di fare del bene agli altri. Posso vivere come un gen dovunque, in ogni momento e, soprattutto, amare tutte le persone che incontro aiutando a costruire rapporti di fratellanza con tutti. Noi gen buddhisti cerchiamo di vivere l’ideale dell’unità ogni giorno, di amare e di costruire l’unità dove siamo. Insieme ai gen cristiani facciamo tante attività in favore del bene della società. Per esempio, delle iniziative per raccogliere fondi per aiutare le vittime delle catastrofi naturali. Ora stiamo lavorando per aiutare quelle del tifone nelle Filippine. Andiamo avanti insieme!». (altro…)
28 Dic 2013 | Focolari nel Mondo, Spiritualità
Papa Francesco ha riconosciuto, il 18 dicembre 2013, l’esemplarità della vita di Jerzy Ciesielski (12.02.1929 – 9.10.1970), tra i primi ad accogliere e diffondere la spiritualità dei Focolari in Polonia. Nato il 12 febbraio 1929 a Cracovia, Jerzy Ciesielski consegue la laurea in ingegneria civile e, nel 1957, sposa Danuta Plebaczyk. Le nozze sono benedette dal cardinale Karol Wojtyla che accompagna gli sposi nella loro crescita spirituale. Nascono tre figli, Maria, Caterina e Pietro. Jerzy aveva conosciuto Wojtyla mentre era ancora studente presso il Politecnico di Cracovia, e poi dopo aver conseguito il dottorato e la docenza universitaria, entra a far parte di un gruppo di intellettuali che con il Cardinale proseguono un approfondimento culturale e spirituale. Nel 1968, Jerzy entra in contatto con il Movimento dei Focolari. Colpito dall’ amore evangelico che vede vissuto tra i membri della prima comunità, ne abbraccia la spiritualità e, insieme al dott. Giuseppe Santanché, un focolarino italiano arrivato dalla DDR, si recano dal card. Wojtyla con la richiesta della sua benedizione per il nascente Movimento. «Sente la chiamata a donarsi a Dio come focolarino sposato nell’estate del 1969, dopo una ‘settimana di vacanza’ a Zakopane, località turistica sui monti Tatra»: ricorda Anna Fratta, focolarina medico che è stata testimone diretta di alcuni passaggi della vicenda umana e spirituale di Jerzy. La “settimana di vacanza” era una Mariapoli clandestina… Un incidente sul fiume Nilo in Sudan, il 9 ottobre 1970, porta via Jerzy e i figli Caterina e Pietro . Karol Wojtyla presiede i funerali; divenuto Papa, nel libro “Varcare la soglia della speranza”, descriverà Jerzy come un giovane che aspirava decisamente alla santità. «Questo era il programma della sua vita – scriveva Giovanni Paolo II –. Sapeva che era stato “creato per cose più grandi”, ma, allo stesso tempo, non aveva dubbi che la sua vocazione non era il sacerdozio o la vita religiosa». Wojtyla, nel suo scritto, mette particolarmente in luce come il matrimonio e la vita familiare siano stati considerati dal giovane la risposta ad una chiamata di Dio; ed altrettanto il suo impegno professionale, vissuto come servizio. (altro…)
27 Dic 2013 | Chiara Lubich, Chiesa, Focolari nel Mondo, Spiritualità

Chiara Lubich con l’Arcivescovo di Canterbury Donald Coggan (1977)
L’importanza del Concilio Vaticano II per la fondatrice del Movimento dei Focolari. È il sottotitolo del quotidiano della Santa Sede, all’articolo apparso lo scorso 12 dicembre, e di cui proponiamo alcuni stralci: Chiara Lubich e l’amore nella Chiesa. «Chiara Lubich e il Vaticano II: una passione immediata, un legame profondo che segnò per sempre il percorso della fondatrice del Movimento dei Focolari. Così scriveva al pastore luterano Klaus Hess il 13 ottobre 1962, due giorni dopo l’apertura del Concilio: “Carissimo Pfarrer Hess, potrà immaginare con quale esultanza stiamo vivendo a Roma questi giorni dell’apertura del Concilio! Penso che anche Lei avrà seguito con amore quello che la Chiesa cattolica sta facendo”. 
Pfarrer Hess
Chiara lo invita a “respirare con noi quell’atmosfera soprannaturale che già avvolge tutta Roma e conoscere Vescovi o Cardinali che hanno la bontà di visitarci tanto spesso in questi giorni. Continuerebbe così quel dialogo aperto l’anno scorso con tanto risultato e continueremmo ad essere strumenti, magari inutili e infedeli, ma sempre strumenti perché il testamento di Gesù si realizzi fra tutti”». Per Chiara Lubich, continua l’Osservatore Romano il Vaticano II è «il Concilio del dialogo per quella sua grande apertura che non è cedimento di fede, ma comprensione nuova verso le altre Chiese e comunità ecclesiali, possibilità di confrontare le ricchezze che ogni tradizione cristiana ha cercato di conservare, riscoperta di ciò che unisce i cristiani sin da ora». Accanto c’è il «dialogo più vasto con i credenti di altre religioni, e quello planetario con gli uomini di buona volontà, con i non credenti, che ha aperto nuove possibilità alla missione evangelizzatrice della Chiesa». «Parole, queste di Chiara, che sembrano pronunciate oggi, tanto sono attuali, mentre si avvicina – con la richiesta formale firmata a Castel Gandolfo il 7 dicembre dalla presidente Maria Voce in occasione del 70° anniversario del movimento – il processo di canonizzazione della fondatrice dei Focolari. Un atto, ha dichiarato Maria Voce che “invita tutti noi a una santità ancora più grande, a costruirla giorno per giorno nella nostra vita, per contribuire a far emergere quella “santità collettiva”, “santità di popolo” a cui Chiara tendeva». Leggi l’articolo completo (altro…)
24 Dic 2013 | Chiara Lubich, Spiritualità
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