Maria, maestra di vita

Foto: Pixabay

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Cosa spinge un gruppo di giovani, dai 18 ai 34 anni, provenienti dalle tre regioni linguistiche della Svizzera, a trascorrere alcuni giorni in montagna insieme a otto focolarini e focolarine, una coppia di focolarini sposati e un sacerdote? “Il focolare dietro le quinte”, un fine settimana nella splendida cornice delle Alpi del Vallese, non solo per godere della natura, ma anche per porsi, in un ambiente ideale, una serie di domande essenziali sulla vita trascorsa e quella futura, quando la prima è molto più breve della seconda. E tra queste: Qual è la mia strada? Una domanda spesso di non facile risposta, se formulata quando vi è la straordinaria e spesso irripetibile possibilità di scegliere a 360 gradi, tra tutte le strade possibili. Per intraprenderne consapevolmente una – hanno pensato gli organizzatori – è di aiuto abbassare il volume del frastuono quotidiano e trovare uno spazio dove sia più facile ascoltare un suggerimento, spesso sussurrato all’orecchio del cuore. «Da qui l’idea di trascorrere un week end insieme, dove ci si possa esprimere con libertà e sincerità, e dove Gesù – se vuole – possa parlare nell’intimo a ognuno. Un mix di approfondimento e vita in comune, fatto di passeggiate, giochi, pulizie, cucina, preghiera, per esprimere al meglio la bellezza e anche la “normalità” di seguirlo anche oggi».
“Dietro le quinte” della vita del focolare vi è una chiamata personale di Dio a realizzare una convivenza di laici, vergini e sposati (secondo il loro stato), pienamente immersi nel mondo, ma forti della presenza spirituale di Gesù tra loro, frutto dell’amore reciproco. Una “presenza” che vogliono portare dovunque, con l’obiettivo e l’orizzonte dell’unità tra le persone e i popoli, in un mondo più fraterno e unito, nel rispetto delle diversità. Alcuni dei giovani presenti non avevano mai approfondito questa possibilità, altri avevano già deciso di formarsi una famiglia, altri ancora non si erano mai posti la domanda. Ma comune a tutti era il desiderio di approfondire un rapporto personale con Dio e conoscere lo specifico di questa particolare forma di convivenza sul modello della famiglia di Nazareth, nata dal carisma di Chiara Lubich. “Siete in mezzo a tutti, non avete un convento che vi protegga, ma come fate?” “Bello, ma non è troppo faticoso?” “Cosa significa oggi seguire Gesù?”. Tante le domande spontanee e molte le risposte, a partire dalle esperienze personali e dagli scritti, meditati insieme, sulla spiritualità evangelica dell’unità.
Kati e Istvan, sposati, hanno condiviso le proprie gioie, difficoltà e le scelte fondamentali della loro famiglia. «Sono rimasto molto colpito dalla profondità dei temi che abbiamo toccato pur non conoscendoci» ha detto un giovane. «Sono venuta con tante domande e ho ricevuto tante risposte», ha concluso una ragazza, di ritorno in città. Peter, sacerdote, ha commentato: «Un week end inaspettato. Alcuni dei ragazzi hanno espresso il desiderio di continuare a confrontarci anche dopo. Questo, secondo me, è stato il messaggio più bello dei due giorni trascorsi insieme: viviamo per voi e con voi, nell’incertezza sulla scelta della propria strada, ma nella certezza di non essere più soli a cercarla». (altro…)

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Arriva a sorpresa l’annuncio della visita di papa Francesco a Loppiano, cittadella del Movimento dei Focolari, prevista per il 10 maggio 2018. Sarà la presidente Maria Voce ad accoglierlo insieme all’ordinario del luogo, mons. Mario Meini, vescovo di Fiesole. “L’annuncio ha suscitato in me sorpresa e profonda gioia”, ha commentato a caldo Maria Voce. «È un grande onore per il Movimento dei Focolari accogliere un papa tra di noi, in una nostra cittadella. Ma soprattutto è una spinta a intensificare l’impegno a vivere l’amore e l’unità radicati nel Vangelo. È questo soffio di vangelo vissuto che vorremmo papa Francesco possa trovare arrivando a Loppiano. E ora che la notizia comincia a diffondersi nelle comunità del Movimento, questa gioia e quest’impegno saranno condivisi in tutto il mondo». Loppiano è la prima delle cittadelle dei Focolari, sorta nel 1964, sulle colline toscane vicino a Firenze. Attualmente conta circa 850 abitanti: uomini e donne, famiglie, giovani e ragazzi, sacerdoti e religiosi, di 65 nazioni dei cinque continenti. Più di metà degli abitanti vi risiede stabilmente mentre altri partecipano ad una delle 12 scuole internazionali che prevedono una permanenza da 6 a 18 mesi. La componente internazionale e multiculturale, che ha fatto sua la legge dell’amore scambievole, fa di Loppiano un laboratorio di convivenza tra persone diverse per età, condizione sociale, tradizione, cultura e fede religiosa. Vedi la scheda (altro…)
Una risposta immediata All’inizio dell’estate compravamo sempre la legna e il cherosene per l’inverno, ma era già autunno e non avevamo ancora i soldi per assicurarci il riscaldamento. Un giorno, parlandone in famiglia, ci siamo detti: “L’Eterno Padre conosce i nostri bisogni e l’importante è avere fiducia in lui”. Non avevamo neanche finito il discorso quando è arrivato un nostro amico con una busta contenente del denaro, frutto di una colletta. Mai c’era capitato di avere una risposta così immediata di Dio che provvede ai suoi figli! I.S. – Serbia Dalla dentista Un ragazzo della nostra comunità aveva i denti molto rovinati, ma essendo di famiglia povera non poteva curarsi. Un giorno l’abbiamo accompagnato da una dentista ma, arrivati nella clinica dove lavora, ci siamo accorti che era frequentata da persone ricche. Fiduciosi nella provvidenza, siamo entrati lo stesso. Dopo la visita la dottoressa ci ha chiesto se potevamo pagare un lavoro così costoso. Le abbiamo spiegato che, con gli amici, avremmo organizzato una vendita di oggetti e vestiti usati per coprire tutte le spese. La dottoressa, incuriosita, ha voluto saperne di più. “Mi pagherete con quello che avete” ha poi concluso. Mentre uscivamo ci ha richiamato, aggiungendo: “Sapete, ho tanti problemi e mi è venuto in mente che potrei farvi il lavoro gratis se voi in cambio pregherete per me”. Così abbiamo fatto. Tempo dopo la dottoressa ci ha detto che la nostra presenza aveva portato nel suo lavoro una nota di gioia e serenità. G.B. – Filippine Incontri nel carcere Sapendo che ci sono tante persone sole che hanno molto bisogno di qualcuno che stia loro accanto, abbiamo pensato di andare a visitare i malati di un ospedale, i carcerati e i ragazzi di un orfanotrofio. A questi ultimi abbiamo portato oggetti, giochi e vestiti. Poi ci siamo detti: perché non usiamo anche i mezzi di comunicazione per arrivare a più persone possibile? Dalla radio locale abbiamo ottenuto mezz’ora di programma tutto per noi. Tante persone hanno seguito la nostra trasmissione. Quando siamo tornati nel carcere, ci hanno accolto dicendo che, dopo aver sentito alla radio la nostra trasmissione, ci stavano aspettando. Di solito ai ragazzi della nostra età non è consentito di entrare nel carcere, ma per noi avevano fatto un’eccezione. Con canti ed esperienze sul Vangelo abbiamo parlato a un centinaio di detenuti, uomini e donne, e a una decina di guardie. Ci hanno chiesto di tornare. Anche il giornale locale ha dato notizia di questi incontri dentro al carcere. Un gruppo di amici – Uganda La malattia Quando ho saputo che Monique era stata colpita dalla Sla, anche se non ci vedevamo ormai da due anni, sono tornato a farmi vivo con lei per mettermi a sua disposizione. Il nostro era stato un grande amore, ma per vari motivi ci eravamo allontanati. La fede semplice di Monique si scontrava con il mio agnosticismo. Accanto a lei, che accettava serenamente la sua nuova situazione, ho vissuto un vero e proprio capovolgimento mentale. I cristiani lo definirebbero “conversione”. Quando la sua malattia ha raggiunto uno stadio terminale, mi sono trovato cambiato. Non dico di aver trovato la fede, ma il rispetto verso Monique ha creato in me uno spazio nuovo. J. M. – Francia (altro…)