Movimento dei Focolari

L’Avventura dell’unità/Anni di sospensione

Gen 4, 2014

Percorrendo la storia dei Focolari, ci soffermiamo sugli anni in cui la Chiesa studiava il movimento, nascente, il quale anticipava alcuni punti essenziali confermati in seguito dal Concilio Vaticano II.

Il card. Bea visita, nel 1965, il Centro Mariapoli di Rocca di Papa

Dal Trentino (nord Italia), quasi impercettibilmente, a fine degli anni ‘40 lo spirito dei Focolari varcò le frontiere della regione, attraverso l’invito ai focolarini di recarsi a Milano, Roma, Firenze, Sicilia, ecc. E, silenziosamente, fiorirono comunità cristiane sul tipo di quella sorta a Trento, dove dopo pochi mesi erano in 500 persone circa ad impegnarsi a vivere lo spirito evangelico a imitazione dei primi cristiani. Ma proprio in quegli anni di straordinario fervore d’irradiazione, la Chiesa cominciò a studiare il nascente movimento con interesse. Fu un lungo periodo di studio e di approfondimento, di sospensioni e dubbi. Furono anni, quelli Cinquanta e i primi Sessanta, vissuti nell’incertezza di un’approvazione che sembrava non arrivare mai. La spiritualità nascente, che trovava le sue radici nella Scrittura, metteva in rilievo parole poco sentite prima del Concilio Vaticano II; come: “unità”, “Gesù in mezzo” alla comunità, “Gesù abbandonato”, ecc. Per di più erano giovani laiche che cercavano di vivere le parole del Vangelo e non solo di leggerle e commentarle, il che appariva “protestante”. E il loro praticare la comunione dei beni per organizzare l’aiuto concreto ai poveri, ai più appariva “comunista”. Per loro, invece, si trattava di vivere come i primi cristiani e trovavano una particolare affinità con i secoli della Chiesa indivisa. Così in quegli anni Quaranta e Cinquanta, senza saperlo, i Focolari tessevano fili invisibili con le maggiori correnti che attraversavano il mondo cristiano e che saranno assunte nel Concilio Vaticano II. L’attenzione al Vangelo si ritrovava in perfetta sintonia con il movimento biblico; il voler vivere per l’unità legava i focolarini al movimento ecumenico (dal 1960). Poi si trovarono pronti, quando la congiuntura religiosa e sociale lo esigerà, al dialogo con fedeli di altre religioni e persone senza riferimento religioso ; e ancora, l’essere nati da una laica, per laici, li faceva essere in piena sintonia con l’emergere del laicato nella Chiesa. Questa nuova passione per l’unità sarà riconosciuta e accolta pienamente nel suo seno dalla Chiesa cattolica che, nel 1962, alla vigilia del Concilio, approvò il Movimento dei Focolari o Opera di Maria, nel suo nucleo centrale.

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