18 Ott 2012 | Centro internazionale, Chiesa, Focolari nel Mondo, Spiritualità
Il Movimento dei Focolari – presente nei cinque continenti in 194 Paesi, nei più diversi strati della popolazione, di ogni età, in ambienti religiosi o laici, spesso in zone di frontiera – insieme a tutta la Chiesa si è impegnato con nuovo slancio e ardore nell’evangelizzazione. Convinto dell’importanza di essere evangelizzati per evangelizzare, cura la formazione dei suoi membri affinché possano essere luce, lievito, sale. “Cellule d’ambiente”, formate da due o più in uno stesso luogo, portano la presenza viva del Risorto dovunque, nei caseggiati, nelle fabbriche, nei luoghi di amministrazione pubblica, negli ospedali, nelle scuole e nelle università. A livello territoriale le “comunità locali” rendono visibili nei quartieri e nelle città i rapporti di fraternità suscitati dal Vangelo. Per il suo carisma proprio, quello dell’unità invocata da Gesù nel suo testamento (Gv 17, 21), il Movimento predilige le forme di testimonianza collettiva, come le giornate o manifestazioni internazionali, le Mariapoli e le Cittadelle, dove la legge degli abitanti è il comandamento nuovo. Si serve anche della stampa, come Città Nuova, e dei nuovi media e social networks. Una via privilegiata è quella dei dialoghi: ecumenico, interreligioso, con coloro che non si riconoscono in alcuna convinzione religiosa e con la cultura contemporanea, dove il Movimento offre il suo contributo per illuminare di luce cristiana i vari ambiti culturali della società. (altro…)
11 Ott 2012 | Chiesa, Ecumenismo, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità
Leyland è una simpatica città del Lancashire (GB), nei pressi di Preston, cresciuta rapidamente dopo gli anni ’50 con l’espansione dell’industria automobilistica ed altre industrie. Convivono da trecento anni, cattolici, anglicani, metodisti ed altri cristiani di varie Chiese. “Negli anni ‘80 – racconta John – alcuni della parrocchia di Santa Maria hanno partecipato ad una Mariapoli e ne sono rimasti così bene impressionati che, in seguito, vi hanno invitato altri parrocchiani. Per trovare i fondi per la partecipazione, vendevano panini dopo lo Messa…! Altri, incuriositi, hanno offerto i loro talenti organizzando feste, serate musicali, quiz, produzioni teatrali, che non solo sono serviti a raccogliere fondi, ma anche a radunare i membri della parrocchia. Così, ogni anno il numero dei partecipanti alla Mariapoli è cresciuto e, al ritorno, hanno cercato di vivere nella loro comunità ecclesiale lo spirito di unità sperimentato”.
“L’evangelizzazione non è una teoria – è Leslie che continua – ma un modo di vita che coinvolge tutti: quelli che frequentano regolarmente la Chiesa, quelli che vengono di rado e anche coloro a cui la religione non interessa affatto. Ogni persona viene apprezzata per sè stessa e contribuisce all’impresa comune, come Julie, che non parla e si muove con difficoltà ma che aiuta per le pulizie della parrocchia, dando coraggio e speranza a chi lavora con lei. Julie, che ha trovato la fede da pochi anni, è un simbolo di ciò che succede qui: accogliere tutti, accogliere i poveri ed i bisognosi, prendersi cura dei malati, degli anziani, tutto con spirito di gioia. La Chiesa è aperta a tutti. Una volta ha accolto persino il funerale di un indù, dato che la famiglia non sapeva dove tenerlo. Per l’occasione sono venuti tanti amici e parenti, rimasti colpiti dall’accoglienza che hanno trovato”. “Quest’anno c’erano 200 cresimandi – continua John – e la preparazione ai Sacramenti ha richiesto un lavoro immenso, ma il rapporto d’unità tra gli animatori ha fatto superare tutti gli ostacoli. Come servizio alla popolazione facciamo delle cerimonie speciali per bambini in carrozzella di età pre-scolare e anche per quelli che li curano. Raggiungiamo così tante persone che non frequentano la Chiesa. Con la Società di S. Vincenzo ci prendiamo cura degli anziani, degli ammalati, dei soli, facendo loro compagnia e portando anche aiuto materiali, spesso frutto della comunione con altre parrocchie vicine. Recentemente è stato istituito il ‘Fondo Newman’, sponsorizzato dalla nostra parrocchia con lo scopo di aiutare le persone in necessità. Esso copre, ad esempio, le spese di trasporto scolastico dei bambini che abitano nei dintorni. Gestisce anche la comunione dei beni e la successiva distribuzione di mobili ed indumenti a famiglie in necessità”.
“Il Consiglio pastorale – continua ancora John – è attento alla popolazione e sostiene tutte le iniziative rivolte alla partecipazione e comunione tra tutti grazie all’aiuto di tanti animatori volontari. Collaboriamo, poi, con altre 10 chiese vicine. Il gruppo ecumenico nato spontaneamente è molto attivo. Quando è morta la moglie di un predicatore laico metodista, la prima persona che hanno chiamato è stato il nostro parroco. Molti cattolici poi sono andati al suo funerale nella Chiesa metodista. Rapporti come questi sono all’ordine del giorno. Fuori della nostra Chiesa – conclude – c’è una scritta in latino che dice: ‘Dove c’è carità e amore, lì c’è Dio’. Tutto un programma! Infatti, vorremmo che la nostra parrocchia sia una scintilla di luce per il mondo che la circonda”. (altro…)
5 Ott 2012 | Cultura, Famiglie, Focolari nel Mondo
«Abitiamo da quindici anni in un condominio. Quattro scale, centoventi appartamenti. Appena sposati, desideravamo impostare rapporti di buon vicinato e magari anche trasmettere con gioia il nostro stile di vita, improntato sul Vangelo vissuto. Ma, lavorando tutto il giorno, non riuscivamo nemmeno a vederli, i nostri vicini. Dopo la nascita dei bambini, abbiamo conosciuto altri genitori con i loro figli al parco o nel cortile condominiale. È nata l’idea di invitare qualcuno di loro a cena, cui sono seguite altre occasioni di festa e scampagnate. L’atmosfera condominiale finalmente cominciava ad acquistare un certo calore. Alle volte i rapporti decollano quando, superato il naturale riserbo, non solo si cerca di dare, ma si trova anche il coraggio di chiedere. Marco un giorno stava passando dei cavi nel nostro appartamento, ma si accorge che da solo non ce l’avrebbe fatta. Con un po’ di umiltà chiede aiuto al dirimpettaio, che accorre con gentilezza inaspettata. Un sabato di agosto particolarmente torrido e afoso rientriamo a mezzanotte. I bambini addormentati sono a peso morto tra le nostre braccia. Davanti alla luce rossa dell’ascensore due coppie sono già in attesa. Non sembrano avere la minima intenzione di lasciar salire prima noi, nonostante il “carico”. Con loro c’erano state discussioni, circa l’inopportunità – a detta loro – di far giocare i bambini – i nostri – nel cortile condominiale. Entrano nell’ascensore. Mentre aspettiamo di salire a nostra volta, l’ascensore si blocca e suona l’allarme. La scala è praticamente deserta, con questo caldo sono tutti fuori città. Che fare? Chiamare i vigili del fuoco o l’assistenza, e poi portare a letto i bambini e stare tranquilli? In fondo non ci hanno trattato molto bene. Però l’aria starà diventando infuocata dentro la cabina dell’ascensore… Marco corre nel locale del motore e con molta fatica riporta l’ascensore al piano, liberando i malcapitati. Una sera siamo a cena fuori con dei nostri vicini. A un certo punto i loro genitori, pure nostri condomini, li chiamano per avvertirli che dal loro appartamento sta uscendo acqua. Ci precipitiamo tutti a casa. Lo sportello della lavatrice si era aperto e l’acqua continuava a caricare all’infinito. Risultato: due centimetri di acqua dappertutto, senza contare quella che stava defluendo giù per le scale dalla porta d’ingresso. La situazione appariva tragica pensando ai possibili danni per i vicini del piano di sotto, che avevano appena messo il parquet. Ci offriamo di far dormire da noi i bambini. Gli uomini cominciano a spingere l’acqua fuori dalbalcone, le donne a raccoglierla nei secchi con gli stracci. Il peggio è evitato, per fortuna. Una sera, mentre riordino il salone, sentiamo urla terribili provenire dal piano di sotto. Sulle prime pensiamo di non immischiarci. Ma poi Marco scende. La porta dell’appartamento è spalancata. Marco con trepidazione entra. Il figlio di 18 anni è trattenuto a terra da due condomini. Il padre barcolla, con lo sguardo perso nel vuoto. La madre si dispera e tra i singhiozzi dice che il ragazzo voleva gettarsi dal balcone. Un altro vicino si tampona la faccia perché aveva ricevuto un pugno dal ragazzo, che nel frattempo continua a sussultare e a imprecare con gli occhi sbarrati e la bava alla bocca. Aiutiamo come possiamo, soprattutto consolando i genitori e aspettando insieme l’ambulanza che avrebbe portato il ragazzo all’ospedale, in overdose di cannabis. Anche questo può accadere in un condominio». (Anna Maria e Marco, Italia) Tratto da Una buona notizia. Gente che crede gente che muove – Città Nuova Editrice, 2012
E nel tuo condominio come va?
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28 Set 2012 | Chiara Lubich, Famiglie, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità
«Da quando ho saputo che l’anno appena trascorso sarebbe stato dedicato a vivere la “Parola” – racconta Maria –, il mio pensiero è tornato a quando, conosciuto il Movimento dei Focolari da ragazza, Chiara Lubich ci aveva incoraggiato a riscrivere, con la nostra vita, il Vangelo. Nel mese di marzo si viveva la frase: “Signore da chi andremo?”( Gv 6,68) e nel commento Chiara afferma che le Parole di Gesù vissute cambiano il nostro modo di pensare e di agire. Erano venuti alcuni operai a fare dei lavori in garage. Una persona del condominio, non essendo al corrente del fatto, si era risentita e aveva inveito contro l’idraulico. Per caso, mi sono trovata in mezzo a questa discussione e ho cercato di riportare la pace. Così prima ho parlato con l’uno, spiegandogli il motivo di questi lavori improvvisi e poi, con l’altro, perché capisse la ragione di questo suo sfogo. La tensione è cessata ed è tornata la serenità». «Una delle nostre figlie – continua Luigi –, con il cambio d’insegnante ha manifestato alcune difficoltà in una delle materie dove era sempre riuscita bene. Il problema era esteso a buona parte della classe, tanto che molti genitori sono intervenuti prendendo posizione contro l’insegnante. Abbiamo pensato di fare qualcosa per aiutare a sciogliere la tensione. La frase del Vangelo «Sono venuto a portare il fuoco sulla terra; e come vorrei che fosse già acceso!» (Lc 12,49), dove Chiara ci invita ad amare ciascuno coi fatti, ci ha aiutato ad avere l’atteggiamento giusto sia con nostra figlia, sia con gli altri genitori, sia con il professore. Ci siamo impegnati inviando lettere, partecipando alle riunioni dei genitori e con la preside, parlando con il professore, ascoltando le ragioni di ognuno e cercando di orientare tutti verso un dialogo costruttivo. Apparentemente questa esperienza non ha avuto un lieto fine perché circa la metà degli alunni della classe ha avuto il debito in questa materia. Ci pare, però, sia stata un’occasione per portare uno spirito diverso nella scuola e, soprattutto, abbiamo condiviso con nostra figlia questa “sconfitta”, aiutandola a superare l’ostacolo, pronti con lei a rispettare questo professore e pregando ogni sera anche per lui». «A maggio, ad una delle nostre figlie è stato diagnosticato un grave tumore – racconta Maria –. È stata una sorpresa: perché Dio ci chiede questo? Eravamo confusi… non era facile superare questo dolore. La Parola ci è stata ancora una volta di aiuto e pian piano abbiamo cercato di aderire a quanto Dio ci chiedeva. Il rapporto con Luigi e con i figli è diventato più forte. Abbiamo sentito l’amore di tanti con i quali abbiamo condiviso questa sospensione. L’operazione è andata bene. Nella stanza di Letizia – sono potuta stare accanto a lei tutto il tempo del ricovero – c’era una signora la cui famiglia abitava lontano. Era a digiuno da parecchi giorni per vie delle cure che stava facendo. La Parola di Vita di quel mese era «Procuratevi non il cibo che perisce, ma quello che dura per la vita eterna, e che il Figlio dell’uomo vi darà» (Gv 6,27). Sentivo che questo cibo potevo offrirglielo attraverso le parole e alcuni piccoli servizi. Un giorno le ho prestato il giornale “Città Nuova”, e dopo poco ho visto che stava leggendo proprio la Parola di Vita». «Con l’estate siamo tornati al nostro paese natale dove ci attendeva una situazione familiare difficile: una zia di Maria bisognosa di tante cure e suo marito malato in ospedale, entrambi anziani e senza figli. Lo zio non conosceva in pieno della gravità del suo male. Gli siamo stati accanto fino al momento della morte. Le ultime notti, poi, le abbiamo trascorse sussurrandogli all’orecchio qualche preghiera. Ci sembra si sia preparato gradualmente all’incontro con Dio». (altro…)
22 Set 2012 | Chiesa, Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
Giovani che hanno deciso di impegnare le loro energie per annunciare il Vangelo con la musica. Sono i complessi Eis (Unità, in greco) e Hope (Speranza) di Teramo e Fermo (Italia). S’identificano con il Movimento Diocesano dei Focolari e sono diventati strumenti di animazione delle loro diocesi; hanno incontrato ormai migliaia di persone. «Hope nasce nel 1995 – ci racconta Fabio – in occasione dell’incontro “Eurhope” dei giovani europei con Giovanni Paolo II. Un’esperienza indimenticabile seguita da tante altre occasioni in cui Hope ha dato e continua a dare il proprio contributo nella diocesi di Fermo e non solo». «Eis, invece, ha solo 3 anni di vita – spiega Alice –. È nato da un campo estivo di giovani della diocesi di Teramo ed ha già incontrato più di 4.500 persone in 17 spettacoli». Come vi fate conoscere?
«La fama dei complessi si costruisce da sè – è Alice a parlare –. Qualcuno colpito dallo spettacolo ci invita alla sua città; magari un giornalista scrive un articolo, una radio locale chiede un’intervista… ed i concerti si susseguono dalle sale parrocchiali ai palchi delle piazze per l’intera cittadinanza. I blog dei due complessi sono pieni di adesioni entusiaste da giovani e giovanissimi. Non solo adesioni, ma spesso occasioni di incontro e perfino dei veri cambi di rotta nella propria vita!» Ma i “complessi non vogliono essere una fabbrica di eventi”, ci tengono a chiarire. «Prima di tutto – afferma Fabio – puntiamo ad essere un gruppo unito, in cui ogni componente cerca di vivere mettendo alla base di tutto l’amore scambievole. E poi facciamo quello che c’è da fare: Preparare lo spettacolo, mettere insieme le idee di ognuno, spendere il tempo per le numerosissime prove…». Immaginiamo che non sarà tutto facile…?
«Certo, non è semplice – chiarisce subito Fabio –. Ma ogni volta cerchiamo di ricominciare, esprimendo le nostre idee e, allo stesso tempo, pronti ad accantonarle se non servono. Ci interessa che tutto nasca dall’unità del gruppo, unità che rende Gesù presente tra noi (Mt 18,20)». Hope e Eis attualmente propongono due diversi musical sulla vita di Chiara Luce Badano, una giovane dei Focolari beatificata nel 2010. Gli spettacoli propongono una figura moderna, imitabile; una giovane che ha saputo fare della sua vita un meraviglioso “ricamo”, arrivando ad accettare la malattia e la morte a 18 anni come amore di Dio per sè e la sua famiglia. «Le impressioni che ci lasciano scritte sono forti – racconta Alice –. A Giulianova, ad esempio, la figura di Chiara Luce è riuscita a tener desta l’attenzione di una città intera sulla santità». Chiara Lubich propose la musica ai giovani, alla fine degli anni ’60, come strumento di evangelizzazione. E nacquero i più noti complessi internazionali Gen Rosso e Gen Verde. Nacquero anche complessi di giovani impegnati nelle parrocchie o nelle diocesi, come “Gen 70”, nella parrocchia di Vallo Torinese (Piemonte). Per una delle sue componenti, Maria Orsola (scomparsa all’età di 15 anni) è in corso il processo di beatificazione. (altro…)