Movimento dei Focolari
Volontari, contemplativi in mezzo al mondo

Congo: Vangelo vissuto fra conflitti armati

Nord-Kivu (RDC). Gli abitanti di Rutshuru fino alla sconfitta dei ribelli vivevano, in pratica, come fossero ostaggi. Liberati dalla loro presenza, un centinaio di membri del Movimento dei Focolari si sono potuti incontrare dopo tanto tempo a Rutshuru (Nord-Kivu). In occasione della Mariapoli, sono arrivati anche da Goma e Kinshasa. Scrivono: “Ora, un po’ alla volta, la paura e la tensione sui visi degli abitanti fanno posto ad una nuova speranza”. J. S. lavora in un ospedale come infermiera. Nel suo reparto di ortopedia ha visto arrivare feriti di guerra e casi di grande emergenza. Ecco il suo racconto: «Una sera abbiamo ricevuto nel nostro ospedale una donna. Stavano per nascere due gemelli e la mamma sanguinava molto. Siccome era un caso molto urgente, è stata ammessa direttamente in sala operatoria. I medici hanno fatto di tutto per salvare lei e i suoi due figli. Ma purtroppo quello che si temeva è accaduto: la donna è morta dopo pochi giorni dalla nascita di due figli, una bambina e un bambino. Il padre si è detto incapace di farli crescere senza la loro madre, e poi non aveva i mezzi necessari. Quando il dottore è venuto nel nostro reparto ortopedico e ci ha dato questa informazione, ho sentito una profonda pietà per questi bambini. Mi sono ricordata del punto della spiritualità dell’unità che cerchiamo di vivere in tutto il Movimento quest’anno: l’amore al fratello; e questi bimbi mi sembravano un volto sofferente di Gesù in persona. Mi sono detta che occorreva subito fare qualcosa. Ho pensato: “Cinque mesi fa ho avuto una figlia, perciò non riesco a prendere più di uno dei bambini”. Ma non avevo ancora parlato con mio marito, il quale ovviamente doveva essere d’accordo. Perciò sono andata a casa ed ho proposto ai miei questa adozione. Tutti hanno aderito con gioia! Anche la nostra piccola figlia, vedendo l’altra bambina, non ha più voluto essere allattata al seno… L’abbiamo preso come un segno di benvenuto, da parte sua, alla nuova sorellina. Tre giorni dopo, spinta dal mio esempio, un’altra infermiera si è offerta di adottare l’altro bambino. La mia gioia era immensa! Insieme siamo andate in Comune per regolarizzare le due adozioni. Alla bambina arrivata nella nostra famiglia abbiamo dato il nome: “Speranza”». A confermaMons.Théophile Kaboy, vescovo di Goma, commentava nell’omelia durante la Messa a conclusione della Mariapoli: “L’odio e la morte non hanno mai l’ultima parola”. (altro…)

Volontari, contemplativi in mezzo al mondo

Repubblica Centrafricana: un’insegnante controcorrente

«Sono insegnante in una scuola primaria cattolica», scrive Eliane della Repubblica Centrafricana, «e, da quando conosco la spiritualità dell’unità, ho sentito di dover mettere in pratica il Vangelo, anche quando ciò comporta andare contro corrente rispetto ai comuni e diffusi modi di fare». «Quando sul nostro Paese si è profilata la minaccia della guerriglia – prosegue – ho proposto ai miei alunni di fare insieme il “Time Out”, un momento di preghiera in cui, uniti a tanti altri in tutto il mondo, chiediamo il dono della pace, lì dove si combatte e nel cuore di ogni uomo. Così ogni giorno, anche noi ci fermiamo e preghiamo”». I bambini della sua scuola hanno l’abitudine di acquistare dall’insegnante creta o gesso per i lavori da svolgere. Eliane dà a ciascuno quanto deve, mentre un altro insegnante invece di dare un bastoncino di gesso a testa al costo di 25 franchi, lo divide a metà così da avere un guadagno che poi usa per comprare il proprio pranzo. Notando il comportamento di Eliane, il collega gliene chiede il motivo: «Gli ho fatto capire che questo modo di agire non era corretto perché i bambini meritano la giustizia ed anche perché Gesù ha detto: “Tutto quello che avete fatto a uno di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”(Mt. 25,40)». Anche il prefetto agli studi viene a conoscenza dello stile di vita di Eliane, ed è per lei una nuova occasione di esprimere le sue convinzioni. «Dopo un po’ di tempo – racconta – lui e sua moglie mi hanno chiesto di fare da madrina alla loro figlia più piccola. Ho accettato con gioia ed ora sento di far realmente parte della loro famiglia». Successivamente, i colleghi propongono il nome di Eliane come candidata per l’elezione della delegazione del personale, sotto la supervisione dell’Ispettore del Lavoro. Oggi svolge questo ruolo che consiste nel mediare e vigilare sul buon andamento della scuola e mantenere il rispetto dei diritti e dei doveri da parte di tutti. Ad Eliane viene anche affidato il segretariato di una associazione di solidarietà che raggruppa le donne che gravitano attorno alla scuola, con lo scopo di formare le giovani in materia di prevenzione di malattie ed igiene personale. Anche questo gruppo di Solidarietà delle Donne decide di aderire al “Time Out”. «Oggi, – conclude Eliane – molte voci si innalzano per chiedere la Pace non solo per l’Africa Centrale ma per il mondo intero». (altro…)

Volontari, contemplativi in mezzo al mondo

Venezuela: la mensa popolare di Dominga

Da diversi anni Dominga, una volontaria del Movimento dei Focolari di Valencia (Venezuela), gestisce una mensa popolare per gli anziani del suo quartiere. L’iniziativa è nata per permettere alle persone della terza età in stato di povertà di avere un’alimentazione bilanciata in un ambiente accogliente. Gli anziani arrivano già la mattina e possono stare con gente della loro età, giocare a domino o vedere la televisione, ma, soprattutto, possono stare in un ambiente dove vengono accuditi con cura. Dominga è sempre attenta agli anziani che frequentano la mensa e, quando qualcuno di loro smette di andare, si reca lei personalmente a visitarlo, spesso trovandolo in situazione di degrado e senza la possibilità di muoversi. Ultimamente i generi alimentari per preparare i pasti non arrivavano più con regolarità; tanto che gli anziani volevano organizzarsi per andare a protestare al governo regionale, per far presente che loro qui non ricevano solo cibo, ma vengono ascoltati ed amati personalmente. Nel frattempo è stata nominata da poco, una nuova coordinatrice per le mense. Appena arrivata ha cancellato alcuni anziani dalla lista degli utenti della mensa, affermando che quando ha svolto la sua ispezione questi non erano presenti e quindi si pagava per persone che non ricevevano il servizio. Dominga, spinta dall’amore per queste persone, ha spiegato con fermezza che gli anziani a cui si voleva togliere il servizio erano proprio i più deboli ed i più bisognosi, in quanto avevano gravi problemi di salute e i pasti lei glieli faceva portare a domicilio dai familiari. La lista della coordinatrice sarebbe servita anche per includere gli anziani in una nuova pensione del governo nazionale, quindi cancellarli avrebbe significato una grave ingiustizia. In un’occasione è arrivato alla mensa un indigente desideroso di ricevere del cibo. Naturalmente i pasti vengono dati solo a chi è registrato, ma Dominga non se la sentiva di chiudergli la porta in faccia. Infatti aveva imparato, ascoltando la storia di Chiara Lubich e delle sue prime compagne, che in ogni povero c’è Gesù. Allora l’ha ricevuto a casa sua, dove si è potuto lavare, gli ha offerto dei vestiti puliti ed infine gli ha dato da mangiare. Racconta Dominga: “Un giorno due signori stavano litigando tra loro, cercavo di tranquillizzarli ma non ci riuscivo. Mi è venuta in mente una frase ascoltata in chiesa: “Dove c’è pace e amore, lì c’è Dio”. Gliel’ho detta e subito hanno fatto silenzio e si sono calmati”. In queste ultime settimane ci sono state delle difficoltà con i documenti della Dichiarazione dei Redditi che la mensa, come associazione senza fine di lucro, deve fare. La procedura è piuttosto complicata. Di recente una persona sensibile, venuta a conoscenza di come vengono trattati bene gli anziani nella mensa, si è offerta di aiutarla per sbrigare i complessi documenti, ogni volta che ne avesse avuto bisogno. (altro…)