Movimento dei Focolari

Udienza del Santo Padre ai Vescovi amici del Movimento dei Focolari

Santo Padre, è un’immensa gioia per noi e un dono speciale del Suo amore di padre che La possiamo incontrare, a 25 anni da quando, nel febbraio del 1977, si tenne il primo Convegno di Vescovi amici del Movimento dei Focolari. In quell’anno i Vescovi, riuniti da Mons. Klaus Hemmerle, allora Vescovo di Aquisgrana, erano 12. Oggi sono varie centinaia a ritrovarsi nelle diverse parti del mondo per approfondire la spiritualità di comunione che è fiorita nel Movimento dei Focolari. E Lei, Santità, come fece anche il venerato Papa Paolo VI, ha sempre incoraggiato questo cammino, lo ha orientato con le Sue parole ed ha provveduto perché i Vescovi amici del Movimento dei Focolari fossero innestati nell’Opera di Maria, come una delle sue diramazioni. Per tutto ciò, Santo Padre, La ringraziamo dal più profondo del cuore! Alla luce dell’indimenticabile Messaggio che Lei ci ha rivolto l’anno scorso, nel Convegno attuale abbiamo fissato il nostro sguardo interiore sull’abbandono di Gesù in croce, “mistero di dolore e di amore, da cui nasce e si rinnova costantemente la Chiesa-comunione come icona vivente della Santissima Trinità” (cf. Messaggio 14.2.2001). Attingendo ai ricchi tesori contenuti nella spiritualità dell’unità, ci siamo immersi in questo mistero come via sicura all’unione con Dio e come sorgente di comunione che spalanca i nostri cuori all’intera umanità. Assieme a Chiara Lubich, in apertura del nostro Convegno, abbiamo chiamato alla nostra mente le luminose indicazioni che Lei, Santità, sin dal 1983 ha dato per la grande impresa della “nuova evangelizzazione”; indicazioni che abbiamo trovato ricchissime e che vorremmo attuare nelle nostre Chiese locali con ardore e decisione, consci che non si tratta qui di un’attività soltanto umana, ma di un’opera da svolgere nello Spirito Santo, forti della presenza di Cristo fra noi (cf. Mt 18, 20; 28, 20). Vorremmo portarLe tutta la gioia di questi giorni suscitata dall’unione fraterna e dalle testimonianze di vita, fra cui quella sull’Operazione “Roma-Amor” portata avanti dai Focolari per rinvigorire la presenza cristiana nella città eterna. Esse ci hanno convinti che dalla spiritualità di comunione vissuta può nascere e dilagare nel mondo una vera e propria cultura dell’unità, capace di irrorare dello Spirito di Cristo i vari ambiti della convivenza umana. E’ con questi sentimenti, Santo Padre, che siamo qui ad esprimerLe il nostro affetto e la nostra gratitudine per l’odierno incontro, e che ora ascoltiamo con cuore aperto la Sua preziosa parola.” (altro…)

Summit dei Leaders religiosi in Canada

Summit dei Leaders religiosi in Canada

Winnipeg (Canada) – 21-23 giugno 2010 Nei giorni scorsi, dal 21 al 23 giugno, si è tenuto a Winnipeg nello stato di Manitoba nel Canada centrale il Summit dei Leaders religiosi, appuntamento ormai tradizionale, che precede il G8 o G20 dei leaders politici. L’iniziativa è stata presa quest’anno dal Canadian Council of Churches. I delegati – un centinaio – provenivano dal continente americano (dall’Equador al Panama, dal Brasile al Canada), dall’Africa (Zambia, Rwanda, Kenya e Sud Africa), da diversi Paesi dell’Europa e dall’Asia (Arabia Saudita, India e Giappone). Erano rappresentate quasi tutte le maggiori tradizioni religiose del mondo: cristiani di molte denominazioni, buddhisti, shintoisti, musulmani, indù e baha’i. Ma soprattutto hanno avuto un ruolo particolare le religioni tradizionali dell’America, che hanno potuto dar voce al loro spirito e, anche, ai drammi vissuti da questi popoli. Particolarmente innovativa e valida la partecipazione di 13 giovani delegati, capaci di creare una tensione positiva e costruttiva fra idealismo giovanile ed esperienza del vissuto, tipica degli adulti. E’ dalla capacità di coniugar in modo positivo queste due dimensioni, che potranno nascere alternative per il mondo di domani. D’altra parte, è emersa la coscienza dei giovani di dover prendere l’iniziativa, come ha sottolineato Kaur, una giovane studentessa sikh: “Come posso chiedere agli altri una soluzione ai problemi se non sono io a cambiare?” Fra i cristiani attiva la partecipazione sia dei Focolari che di Sant’Egidio, impegnati ad assicurare che il messaggio finale potesse davvero rappresentare un contributo dei valori che le religioni portano nel cuore delle società. Il documento finale, nato da tre giorni di lavoro e dibattiti intensi, sottolinea ancora una volta l’urgenza nell’affrontare tre problematiche sempre più prioritarie per il pianeta ed i suoi abitanti: povertà, ambiente e clima e disarmo per una pace davvero sostenibile. I leaders hanno tenuto a insistere che, in un mondo sempre più interconnesso a tutti i livelli, è necessario ascoltare la voce di tutti. Se il G8, ora G20, ha un valore senza dubbio significativo, resta, tuttavia, inconcepibile che 172 altri Paesi non abbiano voce in capitolo e restino inascoltati. Un aspetto importante è la presenza dello spirito della Regola d’Oro che scandisce le proposte presentate, perché, “è un principio di base comune trasversale a tutte le culture e tradizioni di fede ed esige un livello collettivo di cura comune e reciproca”. Questo aspetto trasversale collettivo di interdipendenza non si limita a gruppi e comunità, ma coinvolge anche il rapporto dell’uomo col pianeta. Per questo è fondamentale, affermano i leaders delle fedi del mondo, “prendere decisioni coraggiose necessarie per la necessaria cura del pianeta”. Il messaggio non è solo una richiesta o una serie di aspettative presentate a politici. I protagonisti del Summit hanno voluto sottolineare l’impegno dei presenti come uomini di fede a vivere gli insegnamenti delle religioni. Il messaggio, come ha proposto Aram I, Catholicos di Cilicia della Chiesa Apostolica di Armenia, porta un linguaggio profetico, ma coniuga ad esso quello dell’impegno in prima persona e l’espressione di desideri che accomunano tutti gli uomini e le donne a prescindere dalla fede che seguono: sradicare la povertà, prendersi cura del pianeta e investire nella pace.

Summit dei Leaders religiosi in Canada

Oriente e occidente verso una nuova civiltà

Al Vaticano II partecipò anche un buddista invitato da Paolo VI. Nikkyo Niwano, fondatore del Rissho Kosei-kai, da allora guardò il cristianesimo con occhi diversi. Benedetto XVI nell’ultima udienza generale ha incontrato un gruppo di giovani buddisti giapponesi dell’associazione fondata da Niwano, ospiti dei giovani focolarini. A questi giovani buddisti e cattolici impegnati in un simposio sulla pace, il Papa ha raccomandato:  “Continuate così“. Nel frattempo altri importanti incontri si erano svolti in Asia tra cristiani ed esponenti di religioni orientali. Ecco il racconto di uno di questi, quasi un diario di viaggio del presidente del movimento cattolico dei Focolari che è andata con un messaggio di Papa Ratzinger al quale ne ha poi riferito l’esito. Nel solco di Chiara Lubich, la fondatrice, che in Asia di viaggi del dialogo e dell’amicizia tra le religioni ne ha fatti parecchi. Guardando a un futuro diverso e possibile per l’oriente e l’occidente. leggi l’articolo in pdf – Oriente e occidente verso una nuova civiltà Pubblicato su L’Osservatore Romano – 9 maggio 2010