4 Giu 2015 | Chiara Lubich, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
Con una cerimonia tenutasi sabato 30 maggio, è stata intitolata a Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei focolari e cittadina onoraria di Rimini, la rotatoria posta tra via Savonarola, viale Giacomo Matteotti e via dei Mille, prospiciente il complesso universitario “Navigare Necesse”. “Atto d’attenzione a una figura importante legata alla nostra città – ha detto l’assessore ai Servizi Generali del Comune di Rimini Irina Imola che ha aperto la cerimonia -. Ringrazio per questo tutte le autorità presenti e i tanti che dall’opera di Chiara Lubich hanno tratto insegnamento e conforto.” Nel 1997 la Municipalità di Rimini volle conferire a Chiara Lubich la Cittadinanza onoraria “per la sua opera di costruzione – si legge tra le motivazioni espresse dal Consiglio Comunale della città – di una civiltà dell’amore, della tolleranza e della solidarietà tra i popoli.” Fonte: Altarimini online (altro…)
23 Mag 2015 | Chiara Lubich, Cultura, Focolari nel Mondo, Spiritualità
Maggio 1995. Cittadella internazionale di Loppiano (Italia). È sera. Un gruppo di persone di convinzioni ed estrazioni culturali diverse discute animatamente, durante la cena. Sono stati insieme l’intera giornata per verificare se è possibile capirsi, accettarsi e stimarsi tra cristiani e non credenti, superando paletti ideologici e preconcetti millenari. La frequentazione tra persone così diverse per linguaggio e convinzioni, è iniziata fin dal 1978 con l’istituzione da parte di Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari, del “Centro per il dialogo con i non credenti”, nell’ambito della più vasta esperienza che portano avanti i Focolari. L’incontro a Loppiano è quindi un bilancio e una sfida a guardarsi in faccia per certificare che sì, stimarsi è possibile. Negli anni, infatti, si è diventati addirittura “amici”, per cui confrontarsi e stare insieme, oltre a uno stimolo, è diventato un piacere. A questa cena, però, manca uno di loro, forse il più attivo di tutti: Ugo Radica, focolarino un po’ speciale, ha avuto un’idea. È andato ad appostarsi vicino alla casa di Chiara che dovrebbe arrivare quella sera a Loppiano. La sua paziente attesa alla fine è premiata: ecco la macchina. Ugo si avvicina. Chiara, stupita, abbassa il finestrino e chiede: «Ugo, cosa ci fai qui?». Risponde deciso: «Sono con un gruppo di amici di convinzioni diverse. Perché non vieni a trovarci domani? Penso sarebbe importante per loro avere uno scambio direttamente con te». Chiara è incerta, ma poi accetta. Chiede che vengano preparate alcune domande a cui lei risponderà. Ugo ritorna dagli altri, entusiasta.

Loppiano, 7 maggio 1995: L’incontro con Chiara Lubich
E così il giorno dopo, 7 maggio 1995, Chiara Lubich passa mezz’ora con alcuni di quelli che saranno poi le colonne di un’esperienza davvero speciale, delicata eppure forte, di dialogo tra persone che normalmente fanno fatica a parlarsi e stimarsi. Il cosiddetto “quarto dialogo” del Movimento dei Focolari nasce ufficialmente lì, in quella mezz’ora, con quelle risposte ad un piccolo gruppetto a cui Chiara parla di rispetto reciproco, di “non proselitismo” (concetto quasi rivoluzionario a quei tempi!), di amore reciproco possibile tra uomini di idee e culture diverse. Un’esperienza entusiasmante, da portare avanti e diffondere con tenacia e convinzione perché, se il fine del Movimento è “che tutti siano uno”, senza i non credenti mancherebbe una parte essenziale ed insostituibile dell’umanità. Quella sera Tito, uno degli amici capitato a Loppiano proprio all’ultimo momento, telefona alla moglie, “cattolica doc”, che fa parte del Movimento da tanto tempo, per annunciarle, tutto allegro, che mentre lei in tutti quegli anni non è riuscita a vedere Chiara neanche da lontano, lui ci ha addirittura parlato di persona!
Maggio 2015, vent’anni dopo. Si fa festa, di nuovo a Loppiano. Una commemorazione nostalgica? No. Armando, Morena, Tito, Dolores, Piero, Luciana, Roberto, Silvano e tanti altri si alternano sul palco per ricordare quei momenti, fare un bilancio dei vent’anni passati e organizzare i prossimi venti. Se una cosa è chiara a tutti, è quanto sia prezioso questo tipo di dialogo. A
l contrario dei momenti di scambio tra credenti, un incontro del “quarto dialogo” non si sa mai come andrà a finire. Ma proprio questo è garanzia di autenticità, perché ognuno deve per forza mettere in campo tutto se stesso, pronto ad offrire la propria idea ma anche ad accogliere quella dell’altro in uno scambio difficile, ma fruttuoso. Un dialogo che negli anni, non senza difficoltà, è diventato internazionale, toccando moltissimi Paesi, ma la cui diffusione i presenti sentono come una responsabilità ancora più urgente. Uno stile di vita da vivere prima di tutto tra i membri del Movimento, per offrirlo poi a tutta l’umanità. (altro…)
16 Mag 2015 | Chiara Lubich, Chiesa, Spiritualità
Audio mp3 “Ma Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amati, da morti che eravamo per i peccati, ci ha fatti rivivere con Cristo” (Ef 2, 45).
«Il commento a questa Parola, sottolinea due caratteristiche dell’amore di Dio nei nostri confronti. La prima è che l’amore di Dio ha preso l’iniziativa e ci ha amati quando noi eravamo tutt’altro che amabili (“morti per il peccato”). La seconda è che Dio col suo amore non si è limitato a perdonare i nostri peccati ma, amandoci in modo illimitato, s’è spinto fino a parteciparci la sua stessa vita (“ci ha fatti rivivere con Cristo”). Queste parole e queste considerazioni mi fanno ricordare l’inizio del Movimento, quando Dio ha acceso nel nostro cuore la scintilla del nostro grande ideale. Alla luce, infatti, di questa splendida Parola, mi rendo conto come quella scintilla o quel fuoco non erano che partecipazione all’Amore stesso che è Dio. Forse che noi, allora, nello squallore della guerra e nel deserto che ci circondava, trovavamo qualcun altro che prendesse l’iniziativa di amarci? Non eravamo noi che, per un dono particolare di Dio, accendevamo la fiamma dell’amore in moltissimi cuori col desiderio di farla divampare in tutti? Guardavamo, forse, se i prossimi erano amabili per poterli amare o ci attiravano piuttosto i più poveri nei quali meglio ravvisavamo il volto di Cristo o i peccatori, che più avevano bisogno della sua misericordia? Sì, per un miracolo divino (quei miracoli che succedono ogni volta che s’accende un carisma dello Spirito su questa terra) anche il nostro piccolo cuore poteva affermare d’esser ricco di misericordia. E, come si sa, amare i prossimi non significava per noi semplicemente farsi uno con loro fino a portarli a Dio. Significava coinvolgerli nella nostra rivoluzione d’amore, nel nostro stesso ideale. Tutti candidati all’unità, potevano partecipare e partecipavano di fatto a quella dinamica divina vita che Dio aveva scatenato in un punto della sua Chiesa. Così era allora. Così deve essere anche ora. Certamente i tempi sono cambiati, ma non è difficile ammettere che, se in quei lontani giorni il mondo appariva un deserto per le distruzioni della guerra, non meno deserto è pure ora, anche se per altri motivi. Molti fattori hanno determinato un livellamento della nostra società moderna, per cui si vive in un pericoloso equivoco. Una volta la società era fondamentalmente cristiana e si distingueva molto nettamente il bene dal male. Oggi è diverso: in nome d’una libertà, che non è vera libertà, bene e male, osservanza della legge di Dio e non osservanza sono messi sullo stesso piano. È un nuovo deserto, dove ciò che è stato bombardato non sono solo le case, le chiese, i palazzi, ma le leggi morali e di conseguenza le coscienze. E allora che fare? Siamo senz’armi a combattere la nostra battaglia per portare il perdono e l’amore di Cristo agli uomini quand’essi fanno sì poco calcolo del peccato? No, non siamo senz’armi. Questo mondo sconsacrato ha per noi un volto: è quello di Gesù Abbandonato, in cui il sacro e il divino s’è tutto celato. Egli poi, Dio che si sente abbandonato da Dio, rispecchia ogni situazione negativa. È in nome e per amore di Lui che troveremo la forza di amare ciò che oggi è tanto poco amabile. Con la fiamma accesa nel nostro cuore, prendendo anche noi sempre come il nostro Dio l’iniziativa, avvicineremo quanti incontreremo. E Dio in noi risveglierà, illuminerà le coscienze, susciterà compunzione, ridarà speranza, infiammerà d’entusiasmo sì da mettere in molti il desiderio, da morti che erano, di rivivere con Cristo, di vivere Cristo. Questi tre propositi, dunque: tenere acceso il fuoco nel nostro cuore, amare per primi, amare in modo non limitato ma sconfinato; in modo cioè da portare tutti a vivere il nostro ideale, che è vivere Cristo. Solo a questo livello siamo in linea con quanto la Scrittura ci chiede in questo mese […]». (Chiara Lubich, Rocca di Papa, 3 gennaio del 1985) Fonte: Centro Chiara Lubich (altro…)
9 Mag 2015 | Chiara Lubich, Focolari nel Mondo, Spiritualità
«L’avventura dell’unità»: così Chiara Lubich e le sue prime compagne amavano definire la scelta di Dio come Ideale che le ha portate a vivere per l’unità della famiglia umana. Graziella De Luca era con lei fin dagli albori. Impossibile raccontare in poche righe la sua ricchissima vita che l’ha vista diffondere la spiritualità dell’unità in tanti luoghi e in tanti cuori. «Fuoco sono venuto a portare sulla terra e come vorrei che fosse già acceso» (Lc 12, 49) è la parola di Gesù che Chiara le aveva indicato come mèta e anche per il suo spiccato spirito apostolico che la portava con semplicità ad avvicinare deputati come semplici operai, per raccontare della scoperta che aveva cambiato la sua vita, l’incontro con l’amore di Dio. Graziella De Luca, nata a Trento il 21 marzo 1925, si è spenta il 9 maggio alle 15.35, mentre le focolarine che erano con lei stavano recitando il “Vieni Santo Spirito”; lo scrive la presidente del Movimento dei Focolari Maria Voce per informare le comunità in tutto il mondo. «Ringraziamo Dio della sua vita ricchissima! – continua – Preghiamo per lei, nella gioia di pensarla ora nel seno del Padre, insieme alla Madonna e a tutti i nostri cari. E, con fiducia, le affidiamo l’Opera “in uscita”, certi che ci aiuterà ad incendiare il mondo con l’amore». I funerali saranno trasmessi in diretta internet all’indirizzo: live.focolare.org/graziella (altro…)
9 Mag 2015 | Chiara Lubich, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Nuove Generazioni, Senza categoria
«In queste ore in cui siamo letteralmente bombardati da violenza, guerre, in mezzo a tanta indifferenza, noi vogliamo testimoniare con forza che c’è un altro mondo, perché c’è!’». Questo l’esordio dal palco dell’Auditorium di Loppiano, dove Nino, Nahomi, Luigi ed Anna hanno condotto con calore e profondità due ore di dialogo con i 1.400 giovani arrivati. La 42° edizione del Meeting dei giovani italiani dei Focolari, si è svolta – come ogni anno – il 1° maggio nella cittadella di Loppiano (Firenze) e ha scelto per titolo: “OUTSIDE, Look, Choose, Be” (Uscire, guardarsi attorno, scegliere, essere). Molte sono state le proposte dei Giovani per un Mondo Unito a sostegno di una cultura della fraternità, come metodo per uscire dall’inerzia personale e sociale ed impegnarsi a cambiare il mondo. Con la Expo dei “Frammenti di Fraternità”, hanno messo in mostra la solidarietà e la partecipazione sociale attraverso una rete di organizzazioni gestite dai giovani. «Mi chiamo Kareem, sono palestinese. Ho 23 anni e mi sono laureato in amministrazione. Dopo la caduta del governo di Arafat sono cominciate le difficoltà per noi cristiani nella striscia di Gaza. Allora eravamo circa 2000 su 1 milione e mezzo di abitanti. Poi siamo molto diminuiti. Sono state anche bombardate due chiese».
È una delle forti testimonianze del 1° maggio. ««La guerra è cominciata nel 2008 –continua Kareem – Un giorno è caduta una bomba molto vicina a me, tanto che per l’esplosione sono stato scaraventato a terra. Tanta distruzione, persone morte! Prima ho provato ad andare da mio padre all’ufficio delle Nazioni Unite, perché mi sembrava il posto più sicuro, ma non è stato possibile. Soltanto dopo 4 ore ho raggiunto casa mia, dovendo passare anche sopra i corpi dei morti. Mia mamma piangeva perché non aveva mie notizie. Abbiamo vissuto 28 giorni in questa costante tensione. Poi, siamo riusciti a lasciare la Striscia di Gaza per andare in Giordania. Con le persone del Focolare, sperimentando una vita fraterna, pian piano ho superato il forte trauma e a credere che con l’amore possiamo costruire un mondo di pace. Da 7 mesi mi trovo a Loppiano. Vivere con giovani di diverse culture e religioni è un’esperienza nuova per me, perché a Gaza non avevamo contatti esterni. Cercando di aprirmi, di accettare gli altri, adesso mi sento a casa, ho trovato quel tesoro che cercavo». «Dopo il terremoto di Haiti del 2010 che ha causato la morte di oltre 220 mila persone, migliaia di haitiani sono emigrati in Brasile». Joao di Florianópolis, a sud del Brasile, apre uno spaccato su una realtà sociale: «Tanti di loro sono laureati, ma non parlando bene il portoghese, trovano lavoro solo come muratori e spesso vengono pagati poco e trattati con disprezzo. Ci siamo domandati cosa potevamo fare. Per avere un primo contatto abbiamo raccolto vestiario e generi alimentari. Non sapevamo come muoverci: loro parlavano francese e dialetto “Kriolo”, e noi non conoscevamo la loro cultura. Ma il desiderio di mettere in pratica quel passaggio del Vangelo “ero straniero e mi hai accolto” ha superato ogni ostacolo. Pian piano ci siamo conosciuti e abbiamo capito quali erano le loro principali difficoltà. La prima era la lingua. Abbiamo iniziato delle lezioni di portoghese, con slide, video e musica. Poi li abbiamo aiutati nelle pratiche per la richiesta di documenti e per l’iscrizione ai corsi tecnici gratuiti del governo, in modo che siano in grado di ottenere un lavoro, una vita migliore. Abbiamo organizzato serate culturali, con piatti, balli e canti tipici della loro terra, siamo andati in spiaggia, e giocato partite di calcio insieme… Vogliamo ora costituire una associazione per sfruttare tutte le possibilità che offrono le istituzioni per favorire il loro inserimento sociale ed culturale. Non è tutto risolto e abbiamo ancora tanto da lavorare, ma ci sembra che un seme di fraternità è stato piantato».
Ecco uno squarcio del Meeting 2015, ricco di testimonianze e di tante proposte concrete per rispondere alle urgenti necessità di molti. Intanto, una rete di giovani, di associazioni, di organizzazioni, è già attiva da anni in Italia e opera a vari livelli del tessuto sociale, verso quelle che papa Francesco chiama le periferie esistenziali: “Vogliamo portare alla luce questo sottobosco di solidarietà che c’è e sta costruendo un presente e un futuro di pace, ma che non si conosce abbastanza” – spiegano ancora i giovani dei Focolari. (altro…)
6 Mag 2015 | Chiara Lubich, Cultura, Dialogo Interreligioso, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
«In questi giorni anche in Sudafrica ci sono tanti disordini, molta violenza, violazione dei diritti umani … c’è addirittura chi non vuole più altri fratelli di altre nazioni africane nel Paese. Non si capisce come mai questi fuochi di violenza vengano fuori così forti. C’è bisogno proprio di promuovere la tolleranza verso le diversità nei gruppi e nelle comunità, dovunque. I migranti vivono nella paura e tanti sono già rientrati nei loro paesi di origine», scrive Jacira, da Johannesburg. È in questo contesto che si è svolto, nel 7° anniversario della morte di Chiara Lubich (22/01/1920 – 14/03/2008), un seminario dal titolo “Religione a servizio della Pace”. Molto significativo il contributo di Ela Gandhi, nipote del Mahatma, che in più occasioni nei suoi viaggi in Italia è rimasta affascinata dalla figura di Chiara Lubich e dalla spiritualità dell’unità che ampiamente cita nel suo articolato intervento. In esso afferma, tra l’altro: «Riconoscendo come fece Gandhiji che niente si raggiunge quando le persone non hanno lavoro, cibo o dove abitare e di che coprirsi, Chiara ha concepito l’idea dell’Economia di Comunione nella libertà. Aver cura gli uni degli altri è l’eloquente suo forte richiamo!». Spiega ancora: «È l’amore per gli altri in forma di misericordia, l’amore che apre cuori e mani per abbracciare i derelitti, i poveri, coloro che sono gli scartati dalla vita e i peccatori pentiti». «Se pensiamo di praticare con fedeltà la nostra religione perchè allora ci sarebbero lotte, guerre, sopraffazioni e sofferenze perpetrate da uomo contro uomo e indicibili atrocità commesse dall’uomo in questo mondo?», si domanda. E afferma con forza: «Ogni comunità di fedeli si prenda la responsabilità di correggere interpretazioni erronee della propria fede e non di abbandonare la fede». «Qui in Sud Africa, durante gli anni dell’apartheid che si basò su un’erronea interpretazione della Bibbia – secondo Ms Ela Gandhi –, i nostri fratelli e sorelle cristiani convennero insieme per produrre il Kairos Document. Questo documento afferma che “il problema … in Sud Africa non è semplicemente quello di una colpa a livello personale, è un problema di ingiustizia di strutture”». Perciò, conclude: «Oggi quando il mondo ed anche il nostro Paese sperimenta un alto tasso di violenza e di comportamenti folli, di rabbia e distruzione, di povertà e indigenza, è necessario indirizzare nuovamente lo sguardo al nostro concetto di Ubuntu e vedere in quale modo ciascuno di noi può cominciare a introdurre nella sua vita agape, bhavana e molti altri termini simili che si riferiscono all’amore puro così da aiutare a creare un mondo migliore». E oggi più che mai, per dare il proprio contributo i membri dei Focolari, in questo Paese dalle grandi distanze, sono impegnati a raggiungere le comunità più lontane, per condividere e approfondire il messaggio di pace e di unità frutto del Vangelo vissuto. (altro…)