13 Mar 2018 | Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
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13 Mar 2018 | Cultura
Los comienzos de la experiencia mística de Chiara Lubich
Este libro da a conocer el corazón del pensamiento y de las intuiciones místicas originarias de Chiara Lubich, sacadas de sus cartas de juventud escritas entre 1943 y 1949, que fueron publicadas por esta editorial en 2010. Escritas con un lenguaje joven y apasionado, desvelan nuevas perspectivas para la mística y la espiritualidad, sorprendentes en una joven maestra de primaria, con una sólida fe formada en la tradicional sociedad católica de Trento. De enorme actualidad porque el mundo está cambiando a gran velocidad y se necesitan testigos para este mundo posmoderno y globalizado, donde el ansia de vida espiritual no ha desaparecido. Si bien se ha quedado fuera de las instituciones afortunadamente no ha muerto tal y como podría vaticinar aquella noche de toda una época que fue el conflictivo siglo XX. Ante un mundo occidental ampliamente secularizado, se abre la esperanza de poder unirse a Dios uniéndose al destino de los hombres y “participando de los designios de Dios sobre la humanidad, trazar sobre la multitud estelas de luz y, al mismo tiempo, compartir con el prójimo la injuria, el hambre, los golpes, las breves alegrías” (Chiara Lubich). Ella, deslumbrada, desvela un rostro de Jesús desconcertante que nos ama hasta el extremo de haber experimentado el alejamiento de Dios-Padre con el cual estaba íntimamente unido: “¡Un Dios abandonado por Dios!”. Para ella la unidad de los hombres en Dios es el fruto de la resurrección de Jesús y desde su experiencia vital nos desvela la experiencia mística de la unidad. “¡Oh, la unidad, qué diviniza belleza!”, exclamaba extasiada. Ella dilata el «Castillo interior» de Teresa de Ávila al «Castillo exterior» y añade a las noches de Juan de la Cruz la «noche de Dios». La contemplación de Dios en medio del mundo, de sus grandes miserias y sus fascinantes conquistas es posible. El encuentro con Dios se puede realizar no solo en la intimidad de la interioridad sino también entre el ruido ensordecedor de las calles, en las luchas por mejorar la sociedad, en las relaciones con todo hombre, en el sufrimiento compartido. Cada vez más autores están descubriendo a CHIARA LUBICH como una de las grandes místicas católicas del siglo XX. Editorial Ciudad Nueva
13 Mar 2018 | Cultura, Focolari nel Mondo, Spiritualità

Maria Voce. Foto © CSC Audiovisivi
Il modello dei nostri rapporti interpersonali e sociali è l’amore trinitario. Dio, pur essendo Uno, non è solo, ma è una realtà d’amore che dice pluralità, modello di ogni convivenza umana: relazioni sociali a immagine della Trinità. Una espressione di queste relazioni può essere la città che Chiara Lubich ha sempre guardato con un interesse particolare. Ogni città ha una “vocazione”, un disegno specifico che può divenire dono, una nota nella sinfonia dell’insieme. È con questo sguardo che lei, nei suoi molti viaggi, come nell’accogliere le numerose onorificenze e cittadinanze onorarie, ha voluto scoprire e far conoscere l’anima di ogni città. Forse anche per questo ha sempre desiderato vedere realizzate piccole cittadelle, laboratori di convivenza umana, bozzetti di mondo unito, testimonianza di come potrebbe essere la società basata sull’amore reciproco del Vangelo, sulla fraternità vissuta. Venticinque le cittadelle del Movimento presenti in tutti i continenti, nei più svariati contesti sociali e culturali, come negli Stati Uniti, nel Cameroun, nelle Filippine, in Germania, Brasile, Argentina, ecc. Chiara Lubich ne è stata l’ispiratrice, ne ha seguito e illuminato gli sviluppi. Il prototipo di esse, la cittadella internazionale di Loppiano, in Toscana, avrà la gioia e l’onore di ricevere il prossimo 10 maggio la visita di Papa Francesco. 
Foto © CSC Audiovisivi
Guardando ad esse, Chiara le indicava come un “piano inclinato” verso chi soffre per dubbi, incertezze, mancanza di futuro. A tutti questo modello di città, diceva, «dà sicurezza e speranza. Una mano tesa verso chi, oggi, cerca la felicità in modo errato, nella droga, nell’erotismo, nella ricchezza… Dice a tutti e dimostra che la vera e perfetta gioia sta nel seguire Gesù. Illumina chi soffre le varie disunità in famiglia o nel proprio ambiente perché offre l’esempio e il segreto dell’unità. Disarma chi è tentato di violenza in tutti i campi perché dimostra, ad esempio, con l’internazionalità dei suoi abitanti, che è con la mitezza, frutto dell’amore, che si può conquistare il mondo». Chi visita queste cittadelle vi trova una casa, una famiglia, una madre: Maria! È lei che forma e informa la socialità di tutto il Movimento dei Focolari. Nel Magnificat Chiara da sempre ci ha indicato un programma di vita e di azione: «la “magna carta” della dottrina sociale cristiana inizia là dove Maria canta: “ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili, ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato a mani vuote i ricchi”. L’abbiamo sperimentato fin dall’inizio del Movimento e continua tutt’ora: c’è chi mette in comune i gioielli, chi terreni, chi beni di ogni tipo, chi i propri bisogni. Scegliendo uno stile di vita sobrio, ci si aiuta tutti ad avere il necessario. Nel Vangelo sta la più alta e travolgente rivoluzione. E forse è nei piani di Dio che anche in quest’epoca, immersa nella soluzione dei problemi sociali, sia la Madonna a dare a noi tutti cristiani una mano per edificare, consolidare, erigere e mostrare al mondo una società nuova in cui riecheggi potente il Magnificat». Vorremmo che la comunione dei beni fra singoli e famiglie si estendesse a città, stati, popoli, continenti, per far strada alla civiltà dell’amore. (altro…)
12 Mar 2018 | Cultura, Focolari nel Mondo, Sociale
«Sono stata anch’io, con mio marito, al congresso per coppie di volontari. 600 persone, 14 lingue. Uno spaccato di società, con partecipanti dai 5 continenti. Ma cominciamo… dall’inizio. Il giorno prima do uno sguardo al programma. Sapevo che, il 3 marzo, il congresso avrebbe visto la felice concomitanza con l’evento dedicato al decimo anniversario della morte di Chiara Lubich. Ma gli altri giorni? La vita di famiglia e di coppia, scandagliata da diverse sfaccettature, sarebbe stata al centro di vari momenti di approfondimento, con la guida di esperti. Siamo sposati da quasi vent’anni e abbiamo due figli di 18 e 16 anni. Superato il “tunnel” delle notti in bianco, dei pannolini e degli asili, finita la fase delle scuole elementari e medie, delle cartine geografiche da disegnare e della storia antica da ripetere, stiamo veleggiando nella loro adolescenza di figli e nella nostra di genitori alla ricerca di un presente sereno e di un futuro che si sgrana giorno per giorno. Un intreccio di affetti, difficoltà e gimcane, stupore davanti alle novità, dolore per gli eventi tristi, a volte avvilimenti e maniche rimboccate per ricominciare, ma anche gioie, passione sociale, gusto per il bello, apertura alle novità e agli imprevisti, corse a ostacoli tra i mille impegni di tutti. Una famiglia normale, insomma. Leggo il programma e mi avvilisco un po’. L’insistenza sui temi della “coppia” mi causa un senso di soffocamento: e il mondo? La realtà del nostro tempo? L’arte, la cultura, le relazioni sociali? Saremo concentrati a guardare solo “dentro”, ad analizzarci ancora e ancora, dopo tanti anni? Sono una volontaria, abituata a guardare “fuori” più che “dentro”, a sognare in grande, ad agire a stretto contatto con la realtà e le fatiche di tutti, cercando di offrire un contributo, come Chiara Lubich ci ha insegnato, per un mondo più unito. Il primo giorno fatico un po’ a “rodare”. Oltretutto mio marito non c’è per impegni di lavoro. E la sera, lo confesso, scappo volentieri all’inaugurazione di una mostra al Vittoriano, nel centro di Roma. È la mia cura per “ossigenare” la mente. Un po’ disillusa affronto il secondo giorno, questa volta in coppia. Provo a fare un “reset” dei miei pensieri e mi metto in gioco, con tutta me stessa. Scopro che mio marito sta facendo lo stesso sforzo. Questo atteggiamento mutato ci fa cogliere gli interventi che si susseguono con occhi nuovi. È come se per la prima volta ricevessimo delle chiavi di lettura per rinnovare dal di dentro il “nostro” sì, pronunciato tanti anni fa, e la nostra famiglia, il mattoncino con cui anche noi componiamo la società, in questo momento storico. Non posso essere una brava mamma e una professionista e dare il mio piccolo contributo se non a partire dal rapporto con il mio primo e unico compagno di vita, dalla rinnovata unità tra noi. Come sta in piedi una casa se le sue fondamenta non sono profonde, solide, forti, sane?
Il terzo giorno rinnoviamo tutti insieme, solennemente, il nostro “sì” per sempre, nella cornice del Santuario del Divino Amore. Non un atto formale, ma sostanziale e libero, con 598 testimoni. Nel pomeriggio, mentre gradualmente si riempie la sala che accoglierà l’evento del decennale, mi siedo per caso accanto a due dei partecipanti. Una coppia, al congresso come noi. Non li avevo mai visti ancora. Poche battute di presentazione. Vengo a sapere che da due anni hanno perso un figlio. Esce una sua foto: un ragazzo splendido, occhi chiari, barba castana. Aveva solo 25 anni, era nel fiore della giovinezza. Gli occhi si velano di lacrime. In quella mamma scorgo le sembianze della Madre, raffigurata da Michelangelo nella celebre Pietà. Ecco cos’è una famiglia. Un baluardo, una roccia. Eroiche fondamenta della società, senza le quali tutto può crollare. Occorreva fermarsi e focalizzarsi sulla coppia. Certo che occorreva». Chiara Favotti (altro…)
10 Mar 2018 | Cultura
“En los últimos años ha salido a la luz el triste fenómeno de los abusos sobre niños y adolescentes que involucró a muchas instituciones, incluso figuras eclesiásticas que se mancharon con esta horrible culpa, lo cual impuso que se hiciera un profundo examen de conciencia. Después de haber condenado claramente estos hechos dolorosos, el papa Francisco instituyó, el 22 de marzo de 2014, la “Pontificia Comisión para la Tutela de los Menores”, con el objetivo de proponer las iniciativas más oportunas para la protección de los niños, adolescentes y de los adultos vulnerables, a fin de que estos crímenes no se repitan en la Iglesia. En esta perspectiva, el Movimiento de los Focolares también instituyó una Comisión para la Promoción del Bienestar y la Protección de los Niños y Adolescentes y redactó Líneas Guía a tal efecto. Los principios que derivan de ellas pueden ser aplicados en todas las actividades que los educadores llevan a cabo con niños y adolescentes en los ambientes educativos, en las asociaciones lúdicas y deportivas, en las comunidades parroquiales de todo el mundo. Se trata de una loable iniciativa, fruto de un largo trabajo de preparación con expertos y educadores que trabajan en contacto con las jóvenes generaciones. El presente volumen afronta el argumento con gran claridad y desde varios puntos de vista, considerando los aspectos psicológicos de la violencia, los derechos del niño, las legislaciones en materia de protección de niños y adolescentes, la postura de la Iglesia Católica y sobre todo los aspectos pedagógicos. Considero que se trata de una opción inteligente y constructiva la de proponer programas de formación y sensibilización destinados en particular a los formadores y educadores, que actúan en contextos sociales y culturales muy variados.” (Del “Prólogo” a cargo de A. Vincenzo Zani, Secretario de la Congregación para la Educación Católica) Vídeo de la presentación del libro. Editorial Ciudad Nueva
9 Mar 2018 | Chiara Lubich, Cultura, Ecumenismo
Dopo l’inaugurazione solenne della Cattedra Ecumenica Internazionale Patriarca Athenagoras-Chiara Lubich avvenuta lo scorso 14 dicembre all’Istituto Universitario Sophia di Loppiano, con i messaggi di augurio e di sprone di papa Francesco e del Patriarca Ecumenico Bartolomeo I, i lavori entrano ora nel vivo con un ciclo di lezioni dal 5 al 27 marzo su “L’ecclesiologia della Chiesa Ortodossa”. Sono co-titolari S.E. Maximos Vgenopoulos, Metropolita di Selyvria, e il Prof. Piero Coda. La Cattedra, un unicum nel panorama accademico e culturale internazionale, vede la luce a 50 anni dal primo incontro tra il Patriarca Athenagoras I e Chiara Lubich. Vuole rivisitare e attualizzare l’eredità di quell’incontro, secondo quanto il Patriarca allora confidò a Chiara: «È una gran cosa conoscersi; siamo vissuti isolati, senza avere fratelli, senza avere sorelle, per molti secoli, come orfani! I primi dieci secoli del cristianesimo sono stati per i dogmi e per l’organizzazione della Chiesa. Nei dieci secoli seguenti abbiamo avuto gli scismi, la divisione. La terza epoca, questa, è quella dell’amore». Nel saluto di apertura pronunciato il 5 marzo scorso Piero Coda, Preside di Sophia, richiamandosi alla metodologia specifica del cammino di studio e di vita dell’Istituto, basata sull’impegno a vivere l’amore reciproco secondo il comandamento nuovo di Gesù, ha affermato: «Vogliamo prepararci con competenza e con stupore a essere servitori e testimoni di un ecumenismo che scaturisce dall’amore della Santissima Trinità, principio, forma e meta di ogni unità nella ricchezza e bellezza della diversità. Solo così possiamo ricevere scambievolmente i doni che gli uni offrono agli altri, attingendo ai tesori inestimabili di grazia custoditi dalle Tradizioni delle nostre Chiese. Solo così possiamo colmare con l’amore le distanze che ancora ci separano. Solo così possiamo arricchirci vicendevolmente. Solo così possiamo giungere con la grazia di Dio alla piena e visibile unità». Sullo sfondo della crisi degli equilibri politici, sociali e religiosi sia nel Vicino e Medio Oriente sia tra le due sponde del Mediterraneo, l’istituzione della Cattedra assume una rilevanza culturale e sociale sul piano internazionale, proponendo l’attivazione di laboratori di studio e di ricerca per le nuove generazioni. Suoi obiettivi specifici sono studiare il significato culturale, rivisitare le tappe storiche e sviscerare le implicazioni esistenziali e sociali del cammino ecumenico verso la piena unità delle Chiese, nello scambio delle ricchezze spirituali, teologiche e culturali dell’Oriente e dell’Occidente cristiani. Inoltre, offrire un luogo e percorsi di formazione accademicamente qualificati a coloro che vogliano prepararsi per offrire il proprio contributo di pensiero, dialogo e vita alla promozione dell’unità tra la Chiesa Ortodossa e la Chiesa Cattolica a servizio dell’incontro tra i popoli e le culture. In allegato il programma (altro…)