30 Ott 2014 | Chiara Lubich, Ecumenismo, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità
“Meditazioni” (Μελέτες) è la prima raccolta di pensieri e meditazioni di Chiara Lubich ad essere pubblicato, nel 1959. Alle numerose traduzioni esistenti si aggiunge oggi anche il greco. Assieme all’altro titolo, “Saper perdere” (Μάθε να χάνεις), centrato sulla figura di Maria ai piedi della croce, è finalmente avvenuta l’attesa pubblicazione dei primi due titoli tradotti in greco. “Salutiamo l’edizione greca di questo libro, che coincide con il 50°anniversario dell’incontro del Patriarca Atenagora con il Papa Paolo VI a Gerusalemme e ci auguriamo che queste Meditazioni siano una lettura amata e che portino beneficio a quanti cercano la via dell’amore e della pace nel mondo contemporaneo…” scrive il Patriarca Bartolomeo I nella prefazione che arricchisce il volume “Meditazioni”. “Ho conosciuto personalmente da cinque decenni, la memorabile Fondatrice e Presidente del Movimento dei Focolari, Chiara Lubich, quando è stata invitata dal nostro predecessore, l’indimenticabile Patriarca Atenagora, e ho seguito da vicino il suo sincero sforzo per l’unità ed il restauro della comunione fra le Chiese dell’antica e nuova Roma, nell’ambito del dialogo dell’amore…”. È noto l’amore di Chiara Lubich per la chiesa ortodossa: dal 1967 al 1972 sono state 25 udienze col Patriarca Atenagora, rapporti poi continuati con il Patriarca Demetrio e con l’attuale Bartolomeo I.
A Salonicco e ad Atene, in Grecia, il 6 e l’8 ottobre scorso, due eventi hanno dato modo di far conoscere meglio, nella Chiesa ortodossa come in quella cattolica delle due città, la figura di Chiara Lubich. Emblematico il fatto che intorno al tavolo degli oratori sedessero insieme il Metropolita ortodosso Chrisostomos di Messinia, incaricato per i rapporti con la chiesa cattolica in Grecia e membro della commissione teologica bilaterale, padre Kontidis, gesuita, che ha curato la pubblicazione dei libri, Dimitra Koukoura professoressa ortodossa di Omiletica, Florence Gillet, teologa, rappresentante del Centro Chiara Lubich. Nikos Papaxristou, giornalista ortodosso, ha moderato entrambe le presentazioni, con un tocco autobiografico: “La prima volta che ho sentito parlare del Movimento è stato dallo stesso Patriarca Bartolomeo”. Universalità, “femminilità che è di Maria”, profondità spirituale, risvolti ecclesiali e sociali del carisma dell’unità, tra i temi toccati. “In Chiara c’è una profezia che ha dato una nuova svolta al capitolo dell’ecumenismo”, ha affermato il Metropolita Chrisostomos. “L’Ideale di Chiara è a servizio dell’umanità”, continua, e “Chiara ci presenta Maria come vero modello di laica”. Padre Kontidis, ne delinea la figura come “un esempio di spiritualità vivo che si rivolge soprattutto ai laici, aprendo una strada di fede per tante persone…”. Lina Mikelliddou, cipriota, e Anna Kuvala, greca, ortodosse appartenenti al Movimento, hanno dato la loro testimonianza: “Conoscendo questo Ideale – dice Lina – la mia vita è cambiata: ogni persona era candidata all’unità”. Tra i presenti a Salonicco l’Archimandrita Ignathios, rappresentante del Metropolita della città ed il Metropolita Nikiforos, abate del monastero ortodosso Vlatadon. Presenti anche professori di diverse facoltà dell’Università Aristotele della città, tra i quali il prof. Vassiliadis, Decano della Facoltà di Teologia. Il vescovo di Corfù-Zante, Mons. Spiteris, impossibilitato a partecipare, ha inviato un messaggio. Anche ad Atene, presenti diverse personalità della chiesa ortodossa: padre Thomas vicario e rappresentante dell’Arcivescovo Ieronimo, il Metropolita di Syros, Polykantriotis, l’Archimandrita Sotiriadis responsabile della Diakonia (per le opere caritative) del Santo Sinodo ortodosso della Grecia (conferenza episcopale). Della chiesa cattolica erano presenti: il Nunzio apostolico Mons. Adams, il vescovo uscente Mons Foskolos, don Rossolatos, nuovo vescovo nominato di Atene. Un’ulteriore presentazione dei due libri avrà luogo il 31 ottobre, a Nicosia – Cipro. (altro…)
19 Set 2014 | Centro internazionale, Cultura, Dialogo Interreligioso, Ecumenismo, Focolari nel Mondo, Spiritualità

Heinrich Walter, Presidente del Presidio di
Schönstatt con Jesús Moran.
Rappresentanti di altri movimenti cristiani, fratelli e sorelle di varie fedi religiose e non credenti: qualcuno ha fatto un lungo viaggio per partecipare a questo pomeriggio, come Emily Soloff, da Chicago, dell’American Jewish Committee (AJC) e chi ha disdetto gli altri impegni, cogliendo l’importanza del momento, come Padre Heinrich Walter, Presidente del Presidio di Schönstatt. C’è Jurif Pismak, dalla Russia, amico di convinzioni non religiose, che ha raggiunto la sede di Castel Gandolfo, dove dal 1° al 28 settembre è in corso l’Assemblea generale dei Focolari. È la testimonianza di un cammino che ha radici lontane, presente nel mondo e che viene qui in evidenza: “In un’assemblea come la nostra che guarda al futuro, ben ancorata alla fonte, non poteva mancare un momento come questo, un pomeriggio indimenticabile. Con voi siamo più noi stessi”, ha commentato in conclusione il neoeletto copresidente dei Focolari, lo spagnolo Jesús Moran. 
Maria Voce con Gerard Pross, responsabile di una rete di oltre 100 Movimenti evangelici.
I presenti parlano a nome di una rete di dialoghi molto più vasta, “che consideriamo un vero supporto per la costruzione della fraternità universale”, ha affermato Maria Voce. Dentro “Insieme per l’Europa”, ad esempio, ci sono oltre 300 movimenti cristiani, legati da un patto di unità che “articola lo spirituale e il ‘politico’, che fa cadere i pregiudizi per lavorare per la pace”, come ha dichiarato il francese Gérard Testard, che è stato presidente di Fondácio. Con lui, ci sono anche i nomi della prima ora, che hanno cominciato questo cammino con Chiara Lubich 15 anni fa: Thomas Römer dell’Ymca di Monaco e Gerhard Pross responsabile di una rete di oltre 100 movimenti evangelici; Cesare Zucconi e Valeria Martano della Comunità di Sant’Egidio, di ritorno da Anversa dove si è svolto il 28° meeting internazionale per la pace nello spirito di Assisi, portano i saluti di Andrea Riccardi e incoraggiano i Focolari a vivere con ancora più forza questo ideale di fraternità. Dall’Oriente arrivano poi le voci dei monaci buddhisti di tradizione Teravada dalla Thailandia, e dei giapponesi della Risho-Kosei Kai. 
Christina Lee, Mustafa Cenape, Shahrzad Houshmand, Adnane Mokrani, Hiromasa Tanaka, Katsuotishi Mizumo
Insieme, soggetti del dialogo, è la visione che emerge dalle testimonianze dalle voci musulmane del Dr. Adnane Mokrani, e la Prof. Shahrzad Houshmand teologa iraniana che ha confidato la propria esperienza con Chiara Lubich: “Da lei ho imparato la forza di fede universale che arriva al cuore di tutti i credenti, anche al cuore dei musulmani”. Si tratta di una “nuova evangelizzazione che opera non per la conversione formale dei cuori, ma per la conversione profonda delle anime”. La teologa lancia anche un appello all’Assemblea dei Focolari che sarà in udienza dal Papa il 26 settembre: testimoniare a papa Francesco il nostro appoggio per fermare le tragedie in atto, “il sangue di Gesù versato ancora oggi”. Altro tratto distintivo del dialogo: la vita. A sottolinearlo è l’americana Emily Soloff, di fede ebraica: “Vedo un’assemblea infusa di vita. Per me il dialogo con gli ebrei, musulmani, buddhisti, nel focolare è sempre un dialogo di vita”, che parte cioè dall’esperienza di ciascuno, dalla comprensione dell’altro, prima che dal discorso teologico, dottrinale o filosofico. “Mi ha sempre colpita – specifica Lisa Palmieri Billig, anche lei dell’American Jewish Committee – la vostra idea che bisogna essere i primi ad andare verso l’altro, ad offrire amore; voi, offrendo empatia, date già un rimedio al dilagare dell’odio nella società di oggi”.
“Chiara Lubich ha capito fin dal primo momento che l’unità si fa con gli altri, non contro gli altri, e non poteva lasciare via la parte di mondo che non si riconosce in nessuna fede religiosa”, a parlare è Luciana Scalacci, non credente, che si dice “fortunata ad essere stata invitata all’Assemblea”. In queste settimane ha partecipato infatti a varie fasi dei lavori. Esorta, ricordando l’insegnamento di Chiara, a tenere presenti sempre le altre culture. I vari interventi sono stati “perle preziose che arricchiscono il patrimonio di cui siamo insieme depositari”, ha affermato la presidente Maria Voce. Un patrimonio da “custodire insieme e moltiplicarlo a vantaggio dell’umanità”, sottolineando – a ridosso dell’elezione dei nuovi dirigenti del Movimento dei Focolari – che questo cammino si fa insieme. E conclude con un’immagine: “l’abbraccio di Chiara che contiene tutti, e porta tutti a Dio; un abbraccio che, per la presenza di tutti voi, oggi si è fatto visibile”. (altro…)
18 Set 2014 | Chiesa, Cultura, Dialogo Interreligioso, Ecumenismo, Famiglie, Focolari nel Mondo, Nuove Generazioni
“Domenica prossima, con l’aiuto di Dio, mi recherò in Albania. Ho deciso di visitare questo Paese perché ha tanto sofferto a causa di un terribile regime ateo e ora sta realizzando una pacifica convivenza tra le sue diverse componenti religiose. (…) Chiedo a tutti di accompagnarmi con la preghiera (…)”. Papa Francesco ha ricordato ai fedeli il suo viaggio apostolico del 21 settembre all’udienza del mercoledì con queste parole che racchiudono il duplice scopo di questa “visita lampo”: memoria e dialogo, in un paese che dopo 50 anni di sofferta dittatura sta ora vivendo una fiorente stagione di dialogo e collaborazione interreligosa, pur in condizioni sociali ed economiche di seria indigenza e disoccupazione. Le minoranze cattolica e ortodossa (insieme costituiscono circa il 26% della popolazione, oltre ad un folto gruppo di diverse Chiese evangeliche) vivono buoni rapporti ecumenici tra loro e interreligiosi con la maggioranza musulmana. Per questo il Papa desidera portare la riflessione della Chiesa e dell’umanità su una collaborazione interreligiosa che funziona, mentre il terrore e le violenze continuano ad imperversare in Medio Oriente. Anche in Albania è presente una comunità dei Focolari che sta collaborando attivamente nella preparazione di questo viaggio con gioia e grande attesa. Sono circa 200 persone di tutte le età e vocazioni. Sono cattolici, ortodossi ed anche musulmani, molti dei quali giovani, che partecipano alle Mariapoli, l’appuntamento annuale caratteristico dei Focolari. “Recentemente la comunità ha svolto attività ecologiche, aspetto tanto sentito quanto trascurato nel nostro Paese, – racconta una delle focolarine di Tirana –. Stiamo cercando di comunicare una cultura del rispetto per l’ambiente. Durante l’ultima Mariapoli che si svolgeva in una città di mare, abbiamo dedicato mezza giornata alla pulizia della spiaggia. In un’altra occasione abbiamo ripulito un grande parco della capitale e ridipinto i cestini dei rifiuti in un’altra area verde”.
Anche i Movimenti Famiglie Nuove e Ragazzi per l’Unità sono presenti con il sostegno a distanza di una sessantina di bambini e l’azione Schoolmates che ha assicurato gli studi ad un gruppo di ragazzi. “L’arrivo del Pontefice è un evento storico per il nostro Paese – spiega Nikoleta, – e gli siamo infinitamente riconoscenti per averlo scelto per primo tra le terre balcaniche. Lui arriva per rafforzare la fede nella Chiesa d’Albania e i messaggi di pace che porterà, il suo sostegno, sono per noi di eccezionale importanza”. Reegjina riferisce poi che in questi mesi c’è stata una grande preparazione nelle parrocchie e nelle comunità con incontri per conoscere più in profondità il pensiero di Papa Francesco, momenti di preghiera e raccolte di contributi economici per sostenere le spese dell’evento. Ciascuno donava qualcosa secondo le proprie possibilità. Donika, giornalista pubblicista, afferma che questa visita non è importante solo per i cattolici, ma anche per persone di altre religioni “o per chi, come me, non ha un riferimento religioso. I valori che lui porta sono universali, senza eccezione di razza, nazione o fede. Il suo è un cuore buono e grande, che tende a costruire l’uomo più che a convertirlo ed offre speranza. E questo è il dono più importante che il Papa possa offrire all’Albania”. (altro…)
8 Set 2014 | Centro internazionale, Cultura, Dialogo Interreligioso, Ecumenismo, Focolari nel Mondo, Spiritualità
«Alle elezioni della Presidente, del Copresidente e dei componenti eletti del Consiglio generale saranno premessi tre giorni di ritiro spirituale, affinché gli elettori, uniti nel nome di Gesù […] siano docili alla grazia dello Spirito Santo, così che la loro scelta sia per il maggior bene dell’Opera»: sta scritto negli Statuti generali del Movimento dei Focolari. Una sfida notevole, considerata la grande varietà dei partecipanti: focolarini, famiglie, giovani, religiosi e sacerdoti. Sono invitati anche alcuni vescovi, in rappresentanza dei vescovi “amici” dei Focolari. Bella e nutrita la presenza ecumenica con la partecipazione di cristiani di varie Chiese. Inoltre, a nome dei tanti fedeli di altre religioni che fanno parte dei Focolari ci sono anche Metta, buddista e Racim, musulmano. Il gruppo di persone di convinzioni non religiose, giunto negli ultimi giorni, esprime anch’esso l’universalità del Carisma dell’unità.
I tre giorni di ritiro spirituale sono stati definiti da tanti necessari, affinché le scelte in campo siano frutto di un discernimento collettivo. Si è poi presentato un punto della spiritualità dell’unità: “L’Eucarestia mistero di comunione” che verrà offerto alla riflessione di tutti gli appartenenti ai Focolari. Un argomento potenzialmente “scomodo”, se considerato nell’ottica ecumenica o interreligiosa, ma che è divenuto spunto per un dialogo profondo tra tutti. Ha preceduto la presentazione del tema la lettura della preghiera di Gesù per l’unità (Gv 17), fatta da un gruppo di focolarine e focolarini delle varie Chiese presenti. Alcuni di loro hanno poi commentato il tema: «Per Lutero l’Eucarestia è un mistero – spiega Heike, luterana – quindi già dal titolo mi sento ‘a casa’. Rimane ancora qualcosa che ci divide, ma secondo me più del 90% possiamo viverlo insieme». Cathy, della Chiesa anglicana, confidava che: «Il non poter partecipare all’unica mensa mi dà l’occasione di riconoscere ed accettare il dolore della divisione, e quindi di amare di più». Metta, buddista tailandese, si sente parte della famiglia dei Focolari. «Come posso vivere io questo punto della spiritualità? – si chiede – Ho capito che devo purificarmi ogni giorno, essere nulla, per accogliere i fratelli». E c’è anche Racim, giovane musulmano algerino, che racconta che quanto Chiara dice sull’Eucarestia gli ricorda un Hadit del Profeta in cui si dice che Dio entra nel cuore e nel corpo di ciascuno.
Luoghi privilegiati per un confronto a tutto campo su temi e sfide presenti e future sono i gruppi di lavoro – oltre una trentina – composti da partecipanti diversi per provenienza, età e vocazione. Sono vere e proprie sessioni di dialogo e confronto quotidiano, che danno voce al popolo dei Focolari. Molto partecipati anche i momenti di dialogo in plenaria: si condividono storie, testimonianze e sfide nei diversi contesti nazionali e culturali. Jean Paul, burundese, studia in Algeria e racconta la sfida quotidiana che comporta il suo essere minoranza cristiana in un Paese al 90% musulmano. Esprime la sua soddisfazione per l’attenzione che Maria Voce ha rivolto anche a loro, i giovani presenti all’Assemblea.
Momento centrale della prima settimana è stata la relazione della Presidenza. In essa Maria Voce e Giancarlo Faletti hanno tracciato un bilancio del percorso fatto dal 2008 ad oggi. Tanti gli aspetti toccati: dalla diffusione del pensiero di Chiara Lubich in vari campi, fino alla richiesta alla Chiesa cattolica di aprirne il processo di beatificazione; la distribuzione degli appartenenti ai Focolari per aree geografiche; i dolori vissuti, eco dei mali che affliggono l’intera società; i dialoghi con le chiese, le religioni, la cultura; i giovani; le prospettive per il sessennio che segue e che sono al vaglio dell’Assemblea. Una plenaria è stata dedicata ad una riflessione sul panorama culturale attuale, guidato dalla “Scuola Abba”, centro di studi interdisciplinare dei Focolari. Si è parlato di mondializzazione, tecnologia e ambiente, relazioni umane, della questione di Dio, tematiche presenti nelle oltre 3.000 istanze giunte dai membri del Movimento nel mondo. Molti gli interventi che sono seguiti, come quello di Eddie di Hong Kong sulla ricerca di strade per portare Dio in Oriente, evidenziando la necessità di associare alle parole, più fatti e maggior concretezza di vita. In questa settimana proseguono i lavori di gruppo su sfide culturali e apertura sociale, formazione, vita delle comunità dei Focolari in contesti diversi, famiglia e nuove generazioni, dialogo interreligioso, con la cultura, i rapporti con la Chiesa cattolica e con le altre Chiese. Questa sarà la settimana dell’elezione della Presidente e del Copresidente. (altro…)
6 Set 2014 | Chiesa, Ecumenismo, Focolari nel Mondo, Spiritualità
«Poco dopo la mia elezione a Vescovo della Diocesi di Skara (Svezia), nel 2012, abbiamo deciso di tenere un incontro ecumenico nella sede vescovile in occasione della Pentecoste di quest’anno, giorno in cui ricorrono i 1000 anni della fondazione della diocesi. L’idea, ispirata da Papa Giovanni Paolo II e sollecitata diverse volte anche dal vescovo cattolico Mons. Anders, aveva come scopo di riunire i rappresentanti delle varie chiese e movimenti cristiani, presenti nella diocesi, sull’esempio di ciò che era stato realizzato nel passato nella diocesi cattolica, proprio durante la Pentecoste. Quando ho avanzato la proposta, sono rimasto piacevolmente sorpreso di come nessuno, nel mio nuovo team, si esprimesse negativamente; al contrario – tutti i dirigenti sentivano che questa esperienza sarebbe stata un complemento indispensabile alla nostra celebrazione del millenario. Le reazioni dei membri delle diverse Chiese mostravano, tuttavia, una strada tutta in salita. Molti erano occupati, magari fuori città, inoltre la celebrazione sarebbe coincisa con la Giornata Nazionale Svedese. Una scoperta, per me, è stata che il giorno di Pentecoste riveste un ruolo importante nella tradizione ortodossa, una sorta di “All Souls Day“. Ciò significava che solo un singolo ortodosso avrebbe avuto modo di rappresentare tutta la famiglia della sua chiesa. Abbiamo spedito gli inviti con largo anticipo e richiamato l´attenzione a questo avvenimento diverse volte. Lo sforzo fatto ha prodotto risultati decisamente buoni. L´incontro che ha avuto luogo quest´anno, ha riunito più di 300 cristiani di diverse chiese e diversi Movimenti tra i quali il Movimento dei Focolari. Il tema è stato “Lasciate che parlino mille lingue” (alludendo al libro degli Atti cap. 2 e al nostro 1000° anniversario). Due degli interventi principali sono stati tenuti da teologi svedesi come Ylva Eggehorn e Magnus Malm. La mattina di Pentecoste, quando sono arrivato nella cattedrale in anticipo rispetto all’inizio del programma, c´era già molta gente in chiesa. Con mia grande gioia ho avuto così l’opportunità di salutare conoscenti e persone nuove, compagni di fede. Dopo una breve spiegazione sulla mattinata, ci siamo suddivisi in diversi gruppi, misti, per discutere e riflettere circa l’importanza della preghiera. Così nel pomeriggio, questa volta in base alla città di provenienza. La giornata si è conclusa con una celebrazione nella cattedrale di Skara. Molti sono stati colpiti dalla opportunità di incontrarsi oltre i confini confessionali e constatare che abbiamo veramente tanto in comune. Si può tranquillamente dire che abbiamo bisogno di comunicare di più gli uni con gli altri. Le comunità rappresentate erano: la chiesa luterana svedese, la chiesa cattolica, la chiesa ortodossa, e alcune chiese libere. Ma a quale chiesa appartenessimo non era importante, l´importante era incontrarsi, stare insieme e condividere le nostre esperienze sulla preghiera e non solo. È stato fondamentale trascorrere questa giornata come fratelli e sorelle e, a prescindere da tutto, con Gesù in mezzo a noi. La giornata ha generato in me nuovi impulsi per il futuro e si può dire che abbiamo fatto un passo, nel cammino verso l’unità e che possiamo continuare a camminare con il Signore crocifisso e risorto! Ribadisco il motto di questa giornata, per raggiungere l´unità della Chiesa, unità nella diversità: “Lasciate che parlino mille lingue”». (altro…)
25 Ago 2014 | Ecumenismo, Focolari nel Mondo

Foto: S. Baldwin/UNHCR
«Ci sono alcuni membri della chiesa evangelica – racconta V. –che lavorano per distribuire i generi di prima necessità alla gente. Abbiamo visto che avevano bisogno di aiuto e ci siamo messi a loro disposizione. Il pastore evangelico era molto grato e noi felici di sentirci più uniti. Per tanti motivi non riesco sempre ad uscire con altri giovani per aiutare le persone in difficoltà. Un giorno, mentre facevo un giro per la scuola dove si trovano le famiglie profughe, ho visto due neonati sdraiati su un materasso per terra. Era buio e faceva caldo. Ho preso uno di loro tra le mie braccia. Quando è arrivata la mamma abbiamo cominciato a parlare e le ho chiesto se avesse bisogno di qualcosa. Lei, ringraziando, mi ha detto quasi con vergogna che aveva bisogno di un pigiama. Era da giorni che dormiva sempre con gli stessi vestiti. Tornando a casa e parlando con la mia famiglia ne abbiamo trovato uno per lei. In un’altra occasione ho incontrato una bambina di una famiglia che conoscevo, da sola, che piangeva. L’ho invitata nella mia stanza e abbiamo giocato insieme per tutta la mattina. Abbiamo anche portato delle matite e quaderni per i numerosi bambini. Si sono divertiti a disegnare e colorare. Abbiamo giocato e pregato insieme. Volevamo far sentire loro che c’è ancora “il Bene” nel mondo e che non devono avere paura. Sento che questo è il nostro ruolo: essere in piedi avendo un forte rapporto con Dio per poter incoraggiare gli altri, dare gioia, amore e pace». «A Qaraqosh, paesino del Nord – dice L. – ho visto un sacerdote insieme ad una suora che pulivano le strade, dopo giorni in cui si era accumulata la sporcizia perché il servizio pubblico non assicurava più la raccolta. Ho coinvolto i miei amici e ci siamo messi ad aiutarli». «Anche a Erbil – aggiunge A. –, dove c’è il maggiore numero di famiglie profughe, ci siamo incontrati con i giovani di Qaraqosh per vedere come organizzarci per aiutare chi ha bisogno. Ci siamo messi in contatto con alcuni sacerdoti ed abbiamo cominciato a distribuire cibo e acqua a tante persone».
Alcuni vorrebbero lasciare il Paese per stare con le loro famiglie che hanno deciso di partire. «Il dolore è grande – dice Aziz –, però nel cuore c’è un grande desiderio di continuare ad amare dovunque ci troveremo a vivere». «Era commovente – racconta R. – vedere alcune famiglie del Movimento che, nonostante avessero perso le loro case e tutto ciò che possedevano, volevano partecipare insieme a tutti i membri dei Focolari nel mondo all’iniziativa dei Giovani per un mondo unito “Sbloccare il dialogo”. Anche loro hanno postato la loro foto nell’apposito profilo social, come un impegno a vivere per la pace, pur in mezzo alla tragedia». «A Baghdad a Bassra non hanno sofferto dell’attuale situazione – conclude R. –, anche se si teme che tocchi anche a loro la stessa sorte se non ci saranno sviluppi nella politica a livello mondiale. In questa situazione, molto dolorosa, ci affidiamo insieme a Dio perché dia speranza e conforto alle migliaia di persone che hanno perso letteralmente tutto, compresa la speranza di un futuro sicuro e sereno». Per chi volesse aiutare per i cristiani dell’Iraq: IBAN JO09 ARAB 1110 0000 0011 1210 9985 98 Account: 0111 210998 0 598 Swiftcode: ARABJOAX100 Causale: Aiuto cristiani in Iraq ARAB Bank – Amman branch Amman – Jordan (altro…)