17 Gen 2018 | Chiesa, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
Da due giorni Papa Francesco è nella “loro” terra, dove la sera del 15 gennaio, dopo l’atterraggio all’Aeroporto di Santiago, ha avuto inizio un viaggio che toccherà in una settimana due Paesi del Sudamerica. «Desidero incontrarvi, guardarvi negli occhi, vedere i vostri volti» aveva detto Papa Francesco prima di partire. Circa 15 mila volontari sono all’opera, offrendo i loro talenti, tempo e impegno per prestare un servizio fondamentale nei diversi eventi che avverranno durante la prima tappa in terra cilena. «Questa esperienza rompe i limiti di un compito affidatoci: è, infatti, l’espressione sincera di un impegno che segnerà per sempre la nostra vita», hanno detto alcuni di loro. «In controtendenza rispetto all’apatia espressa da alcuni mezzi di comunicazione, i giovani del Cile offrono una nota di entusiasmo ed emozione per la venuta del Papa», ben espressa dalla canzone composta per l’occasione da Claudio González Carrasco, della comunità dei Focolari di Temuco (sud del Cile). Accolto dalla Presidente uscente, Michelle Bachelet, il Papa ha poi proseguito verso la Nunziatura apostolica, dove soggiornerà in questa tappa. Tra i numerosi momenti fondamentali del viaggio in Cile vi sarà l’incontro con le popolazioni mapuches cilene, in lotta per la salvaguardia della propria identità, e la Messa del 17 gennaio per i popoli indigeni della regione. (altro…)
16 Gen 2018 | Chiara Lubich, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità
Il 20 gennaio 2018, nell’anno in cui Palermo è stata scelta come capitale italiana della cultura, ricorre il 20° anniversario del conferimento della cittadinanza onoraria a Chiara Lubich. Una occasione per guardare ai processi che questo evento ha contribuito ad innescare per la diffusione della fraternità, dell’accoglienza e della pace. “Palermo vuole essere un luogo dove è possibile dialogare, dove il carisma dell’unità possa essere il fondamento della vita. Per questo Chiara Lubich è nostra concittadina”, aveva affermato allora il Sindaco Leoluca Orlando. Sarà lo stesso sindaco, vent’anni dopo, a ricordare l’avvenimento e il suo significato ancora attualissimo nella storica aula consiliare del Palazzo delle Aquile, alla presenza di autorità civili e religiose. Seguirà una serata presso i Cantieri Culturali della Zisa, con una rappresentazione teatrale ispirata al romanzo “Vento di scirocco…a Palermo” di Roberto Mazzarella, giornalista e scrittore palermitano prematuramente scomparso, sull’amore per la propria città e l’impegno politico improntato alla fraternità. (altro…)
16 Gen 2018 | Famiglie, Focolari nel Mondo
«Diverse circostanze ci indicavano che ormai non potevamo più restare nel nostro Paese, il Venezuela. Armando era stato licenziato e una lettera arrivata dal Perù ci apriva degli spiragli. Sembrava che Dio ci chiamasse lì». Con queste parole comincia il racconto di Ofelia e Armando, costretti a lasciare in patria i figli Daniel e Felix, per trovare casa, lavoro e un futuro per tutti in un altro Paese. «Senza un soldo abbiamo cominciato a prepararci. Ci è anche arrivata una somma per affrontare le spese del viaggio. Lasciare il proprio Paese è traumatico. Nostra figlia l’aveva già fatto ad ottobre, ma al confine le avevano tolto il computer e i soldi. Con queste premesse siamo partiti verso il confine». Armando e Ofelia lasciano tutto, ma portano con sé una foto di Domenico Mangano: persona di grande fede, impegnato con la comunità dei Focolari, nel centro Italia, e politico combattivo, morto nel 2001 e di cui, recentemente è stata aperta la causa di beatificazione. «Abbiamo chiesto a lui di occuparsi del nostro viaggio». «Attraversare il confine, incredibilmente, non ha comportato particolari difficoltà. Siamo passati quasi come fossimo invisibili, e una giovane donna, come un angelo, ci ha indicato cosa dovevamo fare. Dopo un solo controllo dei nostri bagagli siamo passati, senza la calca di persone che si erano affollate al confine nei giorni precedenti. Quasi non ci potevamo credere. Abbiamo pensato che era per l’aiuto di Domenico, e ci siamo affidati nuovamente a lui. Per un contrattempo siamo arrivati a Quito e abbiamo trascorso la notte nel Focolare femminile. Alcune persone della comunità del posto ci hanno portato a cena e il giorno a fare una passeggiata. Dopo sette giorni di viaggio siamo riusciti finalmente ad arrivare a Lima». A Lima, Ofelia e Armando ricevono ospitalità a casa di Elba e Mario, oltre a indumenti, una borsa di cibo, dei soldi. «Abbiamo visitato entrambi i focolari, siamo andati al Centro Fiore per aiutare a preparare il pranzo di Natale che i membri della comunità di Lima offrono alle ragazze salvate dalla schiavitù bianca, che sono ospitate dalle suore. Erano felici. Abbiamo ritrovato anche Silvano e Nilde, che prima di noi avevano lasciato il Venezuela. Siamo stati accolti da tutti con molto amore, ci sentiamo come una vera famiglia». «Il giorno di Natale una famiglia ci ha invitato a casa loro, e dopo il pranzo abbiamo fatto una passeggiata. Ora chiediamo a Dio di aiutarci a trovare una casa e un lavoro. Abbiamo vissuto molte cose e sappiamo che Domenico e Chiara Lubich continuano ad aiutarci da lassù. Una notte, mentre dormivamo – continua Ofelia – una ragazza a piedi nudi e con una bambina piccola in braccio ha bussato alla nostra porta. Non è casa nostra, ma abbiamo deciso ugualmente di aprirle, perché era Gesù stesso in lei che sembrava interpellarci. Era la vicina del piano di sopra, suo marito era ubriaco e la maltrattava. Ci disse che prima d’ora non aveva mai osato bussare ad un’altra porta del condominio, ma ci aveva notati qualche giorno prima, mentre scendevamo le scale, e in cuor suo aveva pensato che si poteva fidare di noi. Ora era lì, davanti a noi. Armando è andato a parlare con il marito, mentre io cercavo di consolare la giovane donna. Dopo qualche giorno lei è potuta rientrare nel suo appartamento e ora Armando e quell’uomo sono in continuo contatto. Siamo felici di aver amato Gesù in quella famiglia. Quanto a noi, Dio ci guiderà per capire cosa vuole da noi». Ma con una rinnovata speranza: «Siamo certi che il taglio con la nostra famiglia, il nostro Paese e gli amici porterà i suoi frutti». Gustavo Clariá (altro…)
15 Gen 2018 | Focolari nel Mondo, Nuove Generazioni, Spiritualità
Sono nata e cresciuta a Macau, una ex-colonia portoghese che ora fa parte della Cina Continentale. Qui, durante una Mariapoli, ho conosciuto l’Ideale di unità. Macau è una piccola città che si può visitare in poche ore, e per questo l’invito a partecipare ad un Genfest che si sarebbe svolto dopo qualche tempo a Roma, insieme a migliaia di giovani di tutto il mondo, mi attirava molto, anche se non avevo la minima idea di cosa fosse. Avevamo da poco cominciato a sperimentare questonuovo stile di vita, insieme ad altre ragazze. Alcune focolarine venivano spesso a trovarci e ci portavano le notizie e le esperienze del Vangelo vissuto. Quel mondo che prima conoscevo solo dalle lezioni di geografia, ora, con l’Ideale dell’unità che accomunava persone di tutte le latitudini, diventava per me più piccolo e più vicino. Siamo arrivati a Roma alcuni giorni prima dell’inizio del Genfest. Alloggiavamo in una casa che ospitava giovani giunti per l’occasione dalle Filippine, da Hong Kong, dall’Australia e dall’America Latina. Come avremmo comunicato tra noi? Mi chiedevo. Noi asiatiche eravamo un po’ timide, e oltretutto non parlavamo la loro lingua. Invece mi resi conto che non c’era bisogno di parlare, ci accomunava la stessa gioia. Tra tutti è nata subito una forte intesa e dopo un paio di giorni eravamo già come un’unica famiglia. Lì abbiamo saputo che il titolo del Genfest era: “Per un Mondo Unito”.

Chiara Lubich
Il Genfest si sarebbe svolto in uno stadio all’aperto, perciò ricordo che tutti pregavamo che non piovesse. Si attendevano centinaia di pullman da tutta Europa. Abbiamo saputo che Chiara Lubich, che ancora non conoscevo, desiderava che il Genfest fosse per noi “un momento di Dio”. Più che alla festa, ci portava all’essenziale. Anche se allora non capivo molto l’italiano, mi chiesero di tradurre per i giovani cinesi, filippini e brasiliani. Non è stato facile, anzi per dire la verità, quando il Genfest è cominciato tra l’emozione e le difficoltà ad ascoltare, non sono proprio riuscita a farlo. Quando sul palco è salita Chiara, i 40 mila giovani presenti erano già “un cuor solo e un’anima sola”. Eravamo presi dalla sua presenza e lì ho capito chi fosse. Pur in uno stadio immenso, ciascuno la sentiva vicina, come se parlasse a lui direttamente. Non capivo tutto, ma sentivo che avevamo già intrapreso insieme la strada verso un mondo più unito. Per un ideale così grande, ciascuno si sentiva interpellato in prima persona. Ad un certo punto ha cominciato a piovere. Ma era impressionante vedere che la pioggia non ci disturbava e chi aveva un ombrello lo usava per coprire chi era davanti o accanto. Nonostante non riuscissimo, per cause tecniche, a cogliere appieno quanto veniva detto dal palco, eravamo felici. La presenza di Gesù tra noi, resa possibile per l’amore reciproco, ci trascinava e ci riempiva di gioia. A conclusione del Genfest, tutti i 40 mila presenti siamo ripartiti da lì con la convinzione che iniziavamo a percorrere la stessa strada, quella che Chiara Lubich ci aveva indicato per costruire un mondo unito. Cominciava da subito, amando ogni persona che avremmo incontrato, ogni istante della nostra vita.
Del de Sousa
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12 Gen 2018 | Focolari nel Mondo
Acolhimento: 10h00 sábado Conclusão: 17h00 domingo Em 2018, o encontro de namorados e noivos em preparação para o casamento realiza-se nos fins de semana 20/21 de janeiro e 17/18 de fevereiro, sendo abordadas temáticas diferentes em cada um. Para todos aqueles que participarem nos quatro dias será emitido um certificado de participação (equivalente a CPM). O encontro destina-se todos os casais de namorados, independentemente do tempo de namoro. A impossibilidade da participação num dos encontros não inviabiliza a participação no outro. Informações e inscrições aqui Mais informações: familiasnovas@focolares.pt
12 Gen 2018 | Chiesa, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
«Vengo da voi come pellegrino della gioia del Vangelo, per condividere con tutti “la pace del Signore” e “confermarvi nella stessa speranza”». Inizia così il videomessaggio che Francesco rivolge a quanti lo accoglieranno nel prossimo viaggio in Sudamerica, dal 15 al 22 gennaio. «Desidero incontrarvi, guardarvi negli occhi, vedere i vostri volti e potere, tutti insieme, sperimentare la vicinanza di Dio, la Sua tenerezza e misericordia che ci abbraccia e consola». Il Papa conosce la storia di questi due Paesi «tessuta con impegno e dedizione», e desidera «rendere grazie a Dio per la fede e l’amore per Dio e per i fratelli più bisognosi, specialmente per l’amore che voi avete verso coloro che sono scartati dalla società». Papa Francesco esprime il suo desiderio di «condividere con voi le vostre gioie, tristezze, difficoltà e speranze», la pace che «solo Lui può dare». Una pace che «si basa sulla giustizia e ci permette di incontrare istanze di comunione e di armonia». Il Papa conclude il videomessaggio mettendo «nelle mani della Vergine Santa, Madre d’America, questo Viaggio Apostolico e tutte le intenzioni che portiamo nel nostro cuore, perché Lei, come buona Madre, possa accoglierle e insegnarci il cammino verso Suo Figlio». Ascolta il videomessaggio in spagnolo Leggi il testo completo in italiano (altro…)