9 Nov 2012 | Centro internazionale, Ecumenismo, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità
Dalla chiesa riformata e dalle chiese libere, metodisti e cattolici, personalità del mondo ecumenico, pastori e pastoresse, parroci, assistenti pastorali, membri di diversi movimenti da tutte le regioni linguistiche della Svizzera. 250 persone, al di là di ogni previsione, affollano la sala dell’Hotel Kreuz a Berna dove, l’8 novembre, si è svolto un simposio ecumenico organizzato dal Movimento dei Focolari dal titolo “Ecumenismo: dove sta andando?”. Al tavolo dei relatori tre ospiti di riguardo: un cardinale, una donna laica, un pastore riformato. Da Roma sono venuti infatti il card. Koch, svizzero, ora presidente del Pontificio consiglio per l’unità dei cristiani e la presidente del Movimento dei Focolari, Maria Voce; a fare gli onori di casa, Gottfried Locher, presidente della Federazione delle chiese evangeliche della Svizzera (Fces) . Le loro relazioni indagano vari aspetti dell’impegno ecumenico con approcci diversi e una convinzione comune forte: il cammino ecumenico è irreversibile ed irrinunciabile, nonostante i segnali di stanchezza che a volte lo caratterizzano, facendolo apparire talora una missione impossibile. “Finché lotteremo per l’unità – afferma la presidente della Comunità di lavoro delle chiese cristiane in Svizzera (Clcc), Rita Famos – siamo sulla via giusta, vuol dire che non abbiamo deposto le armi. Oggi vogliamo stimolare il dialogo fra chi spera sognando, con chi lotta per l’unità”. In effetti uno dei “pericoli” nel cammino ecumenico è quello di “abituarsi alle differenze pensando di stare bene senza l’altra Chiesa”, sostiene Locher. Forse “ci siamo messi comodi”, non troviamo più che “questa divisione è scandalosa”. Da qui il suo invito a “costruire più unità lì dove per ora è possibile”, a partire dalle chiese riformate cantonali spesso tanto indipendenti fra di loro, per trovare più comunione e una voce, un messaggio comune in quanto chiesa riformata Svizzera nei temi importanti. Forte il suo richiamo costante alla forza trasformante della Parola.
Tanti sono i protagonisti di questo percorso che vive ora momenti di entusiasmo, ora fasi di stallo. Fra questi i papi, come ricorda il card. Koch citando la passione ecumenica che ha portato ad esempio Giovanni XXIII ad istituire nel 1960 il segretariato per la promozione dell’unità dei cristiani – l’attuale Pontificio consiglio da lui presieduto -; che ha visto Paolo VI molto vicino al mondo dell’ortodossia di Costantinopoli con la cancellazione, tra l’altro degli anatemi reciproci che hanno “espulso il veleno della scomunica” dopo 900 anni, e lo hanno portato ad incontrare il primate anglicano Ramsey. E poi Giovanni Paolo II coi suoi tanti gesti concreti per l’ecumenismo, fino a Benedetto XVI, che nel suo primo messaggio ha affermato di voler lavorare con tutte le forze per l’unità dei cristiani. Non solo l’ecumenismo promosso dai responsabili delle Chiese, né solo quello portato avanti dai teologi; c’è, ed è vitale, un ecumenismo della base, un ecumenismo della vita, un ecumenismo di popolo. Ed è quello di cui parla Maria Voce che racconta – citando esperienze concrete di bambini e di adulti in diversi paesi – quanto l’accento posto sulla vita della Parola, la fede nella promessa di Gesù di essere presente “dove due o più sono uniti” nel Suo nome (Mt 18,20), l’amore a Gesù crocifisso e abbandonato simbolo di ogni disunità, punti forti della spiritualità dei Focolari, si siano rivelati “ecumenici” attraverso la vita; quanto abbiano aperto, cioè, campi di dialogo fra cristiani di diverse chiese (attualmente 350) che ritrovano ora in un punto, ora nell’altro, aspetti fondamentali del loro credo. Un “ecumenismo dal basso che non si oppone a quello dall’alto. È un tipo di dialogo che può servire come humus, sul quale gli altri possono fiorire e svilupparsi”, sostiene la presidente dei Focolari.
Tanti sono i dialoghi esistenti fra le Chiese, tanti i tipi di dialogo, diversi i livelli raggiunti. E le difficoltà, che non mancano, spesso fanno vedere lontana la meta del testamento di Gesù realizzato. A volte si perde di vista la strada da intraprendere, ci si allontana più che avvicinarsi. In sala viene ricordato che Gesù, nella sua preghiera, non ha comandato l’unità: l’ha chiesta al Padre. Quello a cui noi cristiani siamo dunque chiamati è collaborare con passione e pazienza; ma l’unità è un dono di Dio da invocare insieme. Così come insieme dobbiamo sentire il dolore della divisione, insieme riconoscere la colpa della disunità, insieme lavorare perché “tutti siano uno”. Una società sempre più scristianizzata esige la testimonianza e l’impegno di cristiani uniti. Anche questa è convinzione comune. di Aurora Nicosia, inviata (Fonte: Città Nuova online) (altro…)
7 Nov 2012 | Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità

(da sinistra) Maria-Goretti con le focolarine
in Burundi
«Ho perso la mamma, uno zio e sua moglie all’inizio della guerra del 1993. Tutti e tre sono stati uccisi da persone del nostro stesso quartiere che conoscevamo bene. Papà ha preso con noi i nostri cugini rimasti orfani. Tutti insieme eravamo in 14 e il babbo non ha mai fatto differenza tra noi. Per tenerci uniti nostro padre ha deciso di non risposarsi. Essendo la più grande, l’aiutavo perché i più piccoli non sentissero troppo la mancanza della mamma. Alla mia proposta di fare giustizia nei confronti di chi aveva ucciso i nostri, papà ci ha sempre aiutato a perdonare e ci ha spiegato cosa significasse per lui la riconciliazione. Ha incoraggiato i miei fratelli a iniziare un “club”: un’associazione di giovani per promuovere la pace e la riconciliazione. Questo club ha contribuito tanto a riappacificare gli animi nel nostro quartiere e nel nostro Comune.
Adesso vivo in Italia. Quando, in primavera è giunta la notizia del suo ricovero in ospedale, mi è venuta l’idea di scrivere e di comunicarlo ad alcuni per chiedere preghiere. Poi è stato trasferito nel reparto di terapia intensiva, così mi sono affrettata per tornare in Burundi. Arrivata lì l’ho trovato molto sofferente; i miei fratelli facevano di tutto per lui; ho pensato allora a tutto il suo amore per noi figli, all’amore manifestato in tanti modi a tante persone, compresi quelli che avevano ucciso i nostri genitori, alla Parola di Vita che stavamo vivendo: “A chi ha sarà dato e sarà nell’abbondanza; e a chi non ha sarà tolto anche quello che ha” (Mt 13,12), e a Gesù sulla croce. Un giorno dopo il mio arrivo, papà è partito serenamente per il Paradiso, come se mi avesse aspettato. Ripensando in seguito alle parole del nostro arcivescovo durante la messa del funerale –in cui ricordava i loro colloqui riguardo alla riconciliazione e alla pace – mi si è confermato, come ci ricordava Chiara Lubich, che il Paradiso è una casa che abiteremo lassù, ma che costruiamo già da questa terra». Maria-Goretti (Burundi) (altro…)
6 Nov 2012 | Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità
Su invito del Nunzio, Mons. Joseph Spiteri, Marilu, Ala Maria e Rey, focolarini dell’India, hanno passato dodici giorni in Sri Lanka dove hanno trovato una piccola, ma viva, comunità dei focolari e ciò nonostante i nove anni trascorsi dall’ultima visita. Infatti, solo l’anno scorso si è conclusa in questo paese una terribile guerra di cui si avvertono ancora gli strascichi.

Con il Cardinale di Colombo
Mons. Malcolm Ranjith
In questa visita è stato possibile incontrare il Cardinale di Colombo, Mons. Malcolm Ranjith che negli anni settanta aveva conosciuto personalmente Chiara Lubich e che ha mostrato profondo interesse per l’esperienza di dialogo interreligioso che il movimento vive in India, soprattutto per come viene portato avanti il cosiddetto “dialogo della vita”. A tale esperienza si è riferito anche il il Dott. A. T. Ariyaratne, buddista, fondatore del Movimento Gandhiano Sarvodaya Shramadhana, premiato a Coimbatore lo scorso gennaio con il “Defender of Peace”, riconoscimento dato in passato anche a Chiara Lubich. Alcuni suoi collaboratori erano molto contenti di conoscere i rapporti tra il focolare e lo Shanti Ashram in India ed hanno espresso il desiderio che un simile progetto si realizzi con loro nello Sri Lanka. 
La visita al dott. Ariyaratne
Particolarmente bello e familiare è stato l’incontro con la comunità del Movimento composta da 25 persone che avevano conosciuto i Focolari tanti anni prima e che ancora sono animati dal desiderio di viverne la spiritualità. Alcune impressioni. Una ex insegnante: “Sto passando un momento difficile, ma, venendo qui, ho capito che devo essere la prima ad amare”. Una signora venuta per la prima volta:“Vedendo voi così felici non posso rimanere indifferente. Mi avete dato coraggio e comincio a vivere così”. E una suora:“Sentendo le vostre esperienze e vedendovi così vibranti mi avete risvegliato”. Mons. Spiteri, anche lui presente, al termine della riunione ha impartito la benedizione, dicendo: “Adesso che abbiamo conosciuto questa vita, soprattutto in quest’anno della fede, dobbiamo essere la testimonianza viva della parola”. Un altro momento di luce si è vissuto con il vescovo emerito Nicholas Marcus Fernando che, dopo essere stato aggiornato sul lavoro dei Focolari in campo interreligioso, ha commentato:“È l’amore che ci vuole. Prima pensavo che fosse la bontà, ma questo è un concetto astratto. Ci vuole l’amore per il dialogo e per tutto”. (altro…)
4 Nov 2012 | Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Nuove Generazioni, Spiritualità
Il 19 ottobre, in seguito ad un attentato a Beirut, è morto un capo della polizia libanese e sono state distrutte 40 case nel quartiere di Achrafieh. Molte persone sono quindi rimaste senza tetto e sono necessari molti aiuti. Jacques, un Giovane per un Mondo Unito (GMU) che è stato al Genfest di Budapest – una manifestazione che ha radunato nella capitale ungherese oltre 12.000 giovani sotto il titolo di “Let’s bridge” – ha avuto l’idea di realizzare un concerto di raccolta fondi, proprio per chi ha perso la casa e per dare un messaggio di pace. Tutto è partito da una conversazione su WhatsApp … Jacques è anche presidente del Music Club nella sua università. Dopo una chat con alcuni Giovani per un Mondo Unito e altri amici del Music Club si è deciso di fare il concerto. Nel giro di poco oltre 2500 giovani hanno confermato via Facebook la loro presenza. Un tam tam scandito da presenze in tv per parlare del concerto, interviste radio a non finire, articoli sui giornali. Scrivono i GMU del Libano alla vigilia del concerto, organizzato insieme ad altre Ong libanesi: “Sta succedendo qualcosa di molto più grande di noi, ma contiamo sull’aiuto di Dio. Sentiamo che è Lui che sta facendo miracoli, perché in questo momento ci sono troppe divisioni politiche in Libano, diventate ancora più forti dopo l’esplosione. Molti giovani sono disgustati dalle dichiarazioni dei politici. Questo concerto è come una luce in questo grande buio; un messaggio di speranza, di pace ed unità tra i Libanesi. Con questo concerto vogliamo testimoniare il nostro ideale, e che i giovani libanesi sono uniti”.
Il codice distintivo al concerto era il bianco, in segno di pace. All’entrata sono stati distribuiti dei nastri bianchi, proprio come quelli usati durante il Genfest, come segno dell’impegno a costruire la pace. “Il concerto ci ha lasciato una scia di nuovo entusiasmo, sentiamo che il Genfest continua”, scrivono ancora. Un evento importante quindi, all’insegna di quell’United World Project (www.unitedworldproject.org) lanciato a Budapest, e che prende forma attraverso questi piccoli o grandi, come adesso in Libano, frammenti di fraternità che rendono viva la costruzione di un mondo più fraterno anche nei posti più delicati o a più rischio. (altro…)
3 Nov 2012 | Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Nuove Generazioni, Spiritualità
A Sassello, il paese natale di Chiara Luce il 27-28 ottobre tantissimi giovani si sono dati appuntamento per festeggiare la beata ligure: il titolo scelto per il weekend: “Io ho tutto“. Un itinerario di 4 tappe ha portato i giovani in giro per il paese per ascoltare tanti testimoni della vita di Chiara Luce, immergendo i partecipanti in un vero “a tu per tu” con Lei. Il momento più forte, l’incontro con Ruggero e Maria Teresa Badano, che raccontano tanti particolari della sua vita fino ad arrivare al suo volo verso il cielo. Subito dopo l’adorazione eucaristica intervallata da alcuni scritti di Chiara Luce e la visita al cimitero, per andare a “trovarla” e avere un momento di dialogo personale con lei. I giovani di Chiara Luce sono però capaci di passare da momenti di profonda riflessione ad altri di gioiosa ricreazione, vissuti tutti con la stessa intensità e l’anima puntata in alto, come testimonia la festa animata da un giovane dj che chiude la giornata.
La domenica, alla S. Messa sono più di 700 le persone che affollano la chiesa. Nell’omelia il parroco di Sassello invita i giovani ad avere coraggio e fiducia in Dio prendendo esempio da Chiara Luce che un giorno aveva incoraggiato sua mamma dicendole: “fidati di Dio e hai fatto tutto”. Nel pomeriggio il programma continua ed il piccolo teatro della parrocchia non riesce a contenere tutti i presenti, così lo spettacolo sulla vita della beata, offerto dalla compagnia teatrale “Passi di Luce” di Castelfiorentino (FI), deve essere rappresentato per due volte di seguito. Ormai Chiara Luce e l’esempio della sua vita hanno irreversibilmente varcato i confini della Liguria e dell’Italia. Lo testimonia sia la presenza a Sassello di giovani di 33 nazioni diverse, sia il collegamento skype con il Messico, dove nella Cittadella “Il diamante” si trova una cappella dedicata alla Beata Chiara Luce. Laggiù si è svolto un triduo a cui hanno partecipato, nei 3 giorni, 1700 persone; anche lì è stato particolarmente apprezzato il musical con la storia della sua vita. A testimoniare che Chiara Luce è sinonimo di gioia anche a Isernia, in Italia, la beata è stata ricordata con uno spettacolo musicale dal titolo “Siate felici, perché io lo sono”, realizzato dagli artisti di “Azioni musicali” di Loppiano (FI) a cui hanno partecipato oltre 700 persone. L’impressione è che in questi giorni la “fiaccola” di Chiara Luce sia passata a tantissimi giovani, proprio come desiderava lei. (altro…)
31 Ott 2012 | Centro internazionale, Chiesa, Dialogo Interreligioso, Focolari nel Mondo, Spiritualità
Un’esperienza della Chiesa comunione, quella vissuta da Maria Voce al Sinodo, «sia negli interventi in aula, sia nei momenti di scambio fraterno». Lo dichiara lei stessa in un’intervista ad Avvenire a conclusione delle tre settimane di lavoro. «Ho davvero ringraziato Dio di appartenere a una Chiesa così». «Insieme – continua – ci siamo resi conto dei difetti umani che ostacolano la nuova evangelizzazione e abbiamo preso coscienza di purificarsi dal peccato, per ritrovare la radicalità della testimonianza evangelica. Molto si è parlato della credibilità dell’annuncio, data anzitutto dalla coerenza di vita di coloro che sono chiamati ad evangelizzare, a cominciare dai pastori. Tuttavia, dai lavori di queste tre settimane, è emerso che nonostante i peccati degli uomini che hanno inficiato il cammino della Chiesa in diverse parti del mondo, Italia ed Europa comprese, il clima complessivo che si respira nelle nostre comunità non è di avvilimento, perché c’è la certezza che la Chiesa è sostenuta da Dio e dunque anche i nostri errori si possono superare. In definitiva quella scaturita dal Sinodo è una Chiesa più fiduciosa in se stessa, perché più fiduciosa nel Signore». È una valutazione generale questa riportata dal quotidiano cattolico, ma sono vari i temi toccati nelle altre interviste alla presidente dei Focolari. Dal ruolo della donna al Sinodo e nella Chiesa, come nella campagna sui diritti delle donne del Tg2: «Può essere quello dei Focolari un esempio di ‘quote rosa’ nella chiesa?». Maria Voce non si ritrova in questa espressione: “La nostra – afferma – è una presenza ecclesiale, in cui la donna ha il suo ruolo, la presidenza femminile ne è un segno».
Mentre Vatican Insider la interpella sul tema del dialogo con l’Islam, dopo la proiezione in aula sinodale di un video a riguardo che aveva destato alcune perplessità. «È stata un’occasione per mettere al centro questo tema – afferma Maria Voce, ripresa anche dal Washington Post -. Ma è servito a manifestare un volto dialogante della Chiesa, una Chiesa che va incontro agli altri, alle culture e a tutto quello che ci circonda – quindi anche all’Islam, visto come persone che vivono accanto ai cristiani, che hanno i loro stessi problemi e che insieme li possono risolvere». È “con timore” che molti cristiani vedono la crescita dell’islam? «Dio conduce la storia – continua – quindi non dobbiamo aver paura di questi capovolgimenti. Magari l’Islam cresce in una parte del mondo, mentre in un’altra cresce il cristianesimo. L’importante è che l’umanità cresca in umanità, cioè che crescano gli uomini nel loro rapporto con Dio e nella capacità di rapportarsi gli uni con gli altri». I cattolici possono imparare qualcosa dai musulmani? «Ho vissuto per dieci anni in un Paese a maggioranza musulmana, la Turchia. Ho imparato il rispetto per la religione, la fedeltà nell’osservanza dei propri doveri, la capacità di perdonare nel periodo di Ramadan. Magari per noi è solo una parola, ma per loro è un periodo sacro in cui si rimettono i debiti, in cui si rinnovano i rapporti familiari. Soprattutto, penso si possa imparare un atteggiamento di fedeltà a Dio e ai suoi comandamenti».

Intervista con l’agenzia Rome Reports
(video in inglese)
Sull’apporto dei laici e dei movimenti alla nuova evangelizzazione, vertono le domande di Telepace, Rome Reports e Radio Vaticana: «Mi sembra ci sia una grande gioia nel riconoscerci tutti Chiesa – risponde Maria Voce a riguardo -. Anche i pastori se ne stanno rendendo sempre più conto, ma mi sembra che sia anche importante rispettare la specificità dei carismi che ognuno porta perché sono doni di Dio e non si possono mescolare così indifferentemente. Allo stesso tempo bisogna sapere che ognuno di questi doni serve alla costruzione dell’insieme e quindi che quel dono specifico che porta il Movimento dei Focolari, o che porta la Comunità di Sant’Egidio, o che porta il carisma di un vescovo, deve integrarsi con tutti gli altri carismi proprio per la costruzione del Corpo di Cristo che è la Chiesa». Per le altre interviste a Maria Voce sul Sinodo vai a: https://www.focolare.org/area-press-focus/it/news/category/segnalazioni/ (altro…)