Orientare la vita a Dio
Orientare la vita a Dio
Orientare la vita a Dio
Sperare senza stancarsi
Oggi sono stati eletti i 20 Consiglieri e Consigliere generali del Movimento dei Focolari, che nel nuovo mandato accompagneranno la Presidente nel suo servizio.
Secondo quanto stabilito negli Statuti generali, essi, insieme alla Presidente e al Copresidente, hanno il compito di rappresentare l’intero Movimento e di manifestarne l’unità.
Saranno poi chiamati a svolgere i compiti che la Presidente affiderà loro, in particolare la cura degli aspetti concreti della vita del Movimento (riassunti nei “sette colori”) e l’accompagnamento delle suddivisioni geografiche (le “zone”). Ciascuno, nel proprio incarico, avrà a cuore l’unità dell’intera famiglia dei Focolari, custodendola e promuovendola in ogni passo.
Entrano oggi in questo servizio dopo aver ricevuto i due terzi dei voti degli aventi diritto e rimarranno in carica per cinque anni.
Stefania Tanesini
con il team Comunicazione Multimedia e Servizi linguistici

Foto: © CSC Audiovisivi
Negli ultimi anni il Medio Oriente ha attraversato una delle fasi più difficili della sua storia recente. Guerre, instabilità politica ed emergenze economiche hanno colpito milioni di persone, costringendo famiglie intere a lasciare le proprie case e mettendo a rischio l’accesso ai beni più essenziali. In questo contesto, i progetti sostenuti attraverso i fondi raccolti per l’Emergenza Medio Oriente del Movimento dei Focolari, portati avanti da AMU e AFN, hanno cercato di offrire risposte concrete ai bisogni più urgenti, raggiungendo complessivamente 3.337 persone, grazie all’utilizzo di 362.754 euro destinati agli interventi umanitari.
Gaza: sostegno agli sfollati
Il 7 ottobre 2023 ha segnato l’inizio di una nuova fase del conflitto nella Striscia di Gaza. Secondo le Nazioni Unite, circa il 90% della popolazione è stato costretto a lasciare la propria casa e quasi tutta la popolazione si trova oggi ad affrontare livelli estremi di insicurezza alimentare.
In collaborazione con la rete locale, in particolare con Caritas Giordania e il Patriarcato Latino di Gerusalemme, è stato possibile sostenere 1.750 persone sfollate. Gli interventi hanno riguardato l’acquisto e la distribuzione di beni di prima necessità, il sostegno alimentare e l’accoglienza di centinaia di persone presso due parrocchie. Oltre al cibo e ai medicinali, è stato offerto un luogo sicuro dove trovare riparo e assistenza.



Foto 1: © Caritas Jordan – 2 e 3 © Patriarcato Latino di Gerusalemme
Libano: accoglienza e sostegno alla popolazione
Nel 2024 l’intensificarsi dei conflitti nel sud del Libano ha provocato oltre un milione di sfollati. Molte famiglie hanno dovuto lasciare tutto e cercare rifugio altrove.
Grazie alla collaborazione con l’associazione locale Humanité Nouvelle sono state accolte 195 persone presso il Centro Mariapoli “La Sorgente” e l’Institut de Rééducation Audio-Phonétique (IRAP), nella provincia di Beirut. Qui gli sfollati hanno ricevuto ospitalità, cibo, assistenza medica, vestiti e beni per l’igiene.
Particolare attenzione è stata dedicata ai bambini e ai ragazzi: sono state organizzate 7 classi per 39 studenti fino ai 15 anni, permettendo loro di continuare il percorso scolastico anche durante lo sfollamento. Attività ricreative, momenti di condivisione e iniziative promosse da giovani volontari hanno contribuito a creare spazi di speranza in una situazione segnata dall’incertezza.
Sempre in Libano è stato portato avanti il progetto SOSTENIAMOLibano, nato per aiutare le persone a sostenere il costo delle cure in un sistema sanitario sempre più fragile. Il progetto ha raggiunto 112 beneficiari, offrendo contributi per l’acquisto di farmaci, supporto psicologico e sostegno per cure ospedaliere.
Un ulteriore intervento ha riguardato il sostegno ai piccoli produttori agricoli locali. Attraverso l’iniziativa “From All Lebanon to All Lebanon” sono stati acquistati prodotti agroalimentari e artigianali da piccoli produttori e distribuiti alle famiglie sfollate dell’area metropolitana di Beirut. Questo progetto ha coinvolto 80 persone, contribuendo sia al sostegno alimentare sia alla tutela delle attività economiche locali.



Foto: © Focolari Libano
Siria: sostegno alle famiglie in difficoltà
Dopo oltre quattordici anni di guerra, la Siria continua a vivere una situazione estremamente fragile. Nel 2024, durante una fase di transizione politica, molte famiglie si sono trovate improvvisamente senza accesso al denaro a causa della chiusura temporanea delle banche.
Grazie alla rete locale del Movimento dei Focolari è stato possibile offrire un sostegno economico a 305 famiglie presenti ad Aleppo, Damasco, Homs e in altre città, raggiungendo circa 1.200 persone. Il contributo ha permesso loro di affrontare le spese più urgenti legate ai bisogni quotidiani, come cibo, medicine e beni di prima necessità.
Un segno concreto di vicinanza
Oltre ai numeri, questi progetti raccontano soprattutto storie di solidarietà e di collaborazione tra realtà locali e internazionali. L’obiettivo non è stato solo rispondere all’emergenza immediata, ma anche rafforzare i legami di comunità e sostenere la resilienza delle persone coinvolte.
A cura di Coordinamento Emergenze del Movimento dei Focolari
Per offrire un contributo per la Emergenza Medio Oriente fare click qui
Foto di copertina: © Patriarcato Latino di Gerusalemme
Prendersi cura della casa comune
Sostenersi a vicenda
Ringraziare Dio per i doni che ci fa
T’ho trovato in tanti luoghi, Signore!
T’ho sentito palpitare nel silenzio altissimo d’una chiesetta alpina, nella penombra del tabernacolo di una cattedrale vuota, nel respiro unanime d’una folla che ti ama e riempie le arcate della tua chiesa di canti e di amore.
T’ho trovato nella gioia. Ti ho parlato al di là del firmamento stellato, mentre a sera, in silenzio, tornavo dal lavoro a casa.
Ti cerco e spesso ti trovo.
Ma dove sempre ti trovo è nel dolore.
Un dolore, un qualsiasi dolore, è come il suono della campanella che chiama la sposa di Dio alla preghiera. Quando l’ombra della croce appare, l’anima si raccoglie nel tabernacolo del suo intimo e scordando il tintinnio della campana Ti vede e Ti parla.
Sei Tu che mi vieni a visitare. Sono io che ti rispondo: “Eccomi Signore, Te voglio, Te ho voluto”.
E in quest’incontro l’anima mia non sente il suo dolore, ma è come inebriata dal tuo amore: soffusa di Te, impregnata di Te: io in Te, Tu in me, affinché siamo uno.
E poi riapro gli occhi alla vita, alla vita meno vera, divinamente agguerrita, per condurre la Tua guerra.
Chiara Lubich
in Meditazioni, Città Nuova Edizioni, Roma, 2020, p. 75
Foto: Bruno Kraler by Pexels
Andiamo avanti insieme
All’indomani della conferma della loro elezione, Margaret Karram e Roberto Almada rilanciano un impegno comune: ravvivare i rapporti, superare l’indifferenza e camminare insieme per la pace.
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“Con la grazia di Dio e il vostro aiuto, accetto. Mi ha estremamente toccato il Salmo 94 della liturgia di oggi: ‘Ascoltate oggi la voce del Signore, non indurite il cuore’. A questa nuova chiamata rinnovo il mio ‘sì’, la mia piena adesione a Dio insieme a tutti voi, al servizio della Chiesa, del Movimento e dell’umanità”.
Sono queste le prime parole di Margaret Karram, a pochi minuti dall’elezione a Presidente del Movimento dei Focolari, il 12 marzo 2026, per un secondo mandato quinquennale.
È stata rieletta dai 261 partecipanti aventi diritto al voto, in rappresentanza delle comunità dei Focolari dei cinque continenti, che dall’1 al 21 marzo partecipano all’Assemblea generale.
Il nuovo Copresidente è Roberto Almada, focolarino sacerdote argentino, eletto anch’egli con la maggioranza dei due terzi. Succede a Jesús Morán che ha terminato il secondo ed ultimo mandato (in base al Decreto del Dicastero per il laici, la famiglia e la vita dell’11.06.2021).
“Accetto questa elezione con la grazia di Dio e con la protezione della Madonna – ha dichiarato Almada – e ce la metterò tutta, con le forze, l’intelligenza e il cuore; potete contare su di me!”.
Le elezioni sono state confermate dal Dicastero Laici, Famiglia e Vita, quale autorità competente della Santa Sede, secondo quanto previsto dagli Statuti generali del Movimento dei Focolari (Opera di Maria, artt. 79 e 88).
Margaret Karram, una vita nel segno del dialogo

Margaret Karram è la terza presidente dei Focolari, dopo la fondatrice, Chiara Lubich. Succede nel 2021 a Maria Voce, deceduta il 20 giugno scorso.
Araba cristiana, nata ad Haifa in Israele, si è formata in un contesto multireligioso, maturando fin da giovane un forte impegno per il dialogo tra culture e fedi diverse. Negli Stati Uniti si è laureata in Ebraismo all’American Jewish University di Los Angeles, per poi assumere incarichi di responsabilità nel Movimento in Terra Santa, lavorando parallelamente per 14 anni al Consolato generale d’Italia a Gerusalemme.
Riconosciuta a livello internazionale per il suo contributo al dialogo interreligioso – premi Mount Zion (2013) e Santa Rita (2016) – ha partecipato all’Invocazione per la Pace nei Giardini Vaticani nel 2014 con Papa Francesco e i presidenti israeliano e palestinese. Eletta nel 2021 Presidente dei Focolari per un primo mandato, ha intensificato l’azione del Movimento nel dialogo ecumenico e interreligioso. Ha incontrato il Patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I e ha partecipato come invitata al recente Sinodo della Chiesa cattolica.
Nel 2023 è stata nominata Membro del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita. Ha compiuto viaggi in Asia, nelle Americhe, in Europa e nel Pacifico per incontrare le comunità dei Focolari e organizzazioni impegnate nel dialogo tra le Religioni. Tra le tappe più recenti: il Genfest 2024 in Brasile, il forum per la pace negli Stati Uniti nel 2025 e la conferenza internazionale per i dieci anni della Laudato si’. Autrice con Monica Mondo del volume Per non sfiorarci invano (2023, Ed. Francescane), nel 2025 ha pubblicato Prossimità, via alla pace – Pagine di vita (Ed. Città Nuova), dedicato alla cultura della fraternità e del dialogo.
Roberto Almada è il nuovo Copresidente dei Focolari

Roberto Almada è un focolarino sacerdote argentino, medico psichiatra e psicoterapeuta. Dottore in filosofia, è stato tra i promotori della Scuola di Logoterapia in Uruguay e Paraguay. Fa parte del gruppo che coordina percorsi di accompagnamento spirituale e psicologico presso l’Istituto Universitario Sophia per l’America Latina e i Caraibi e presso l’Istituto Logos di Caserta (Italia). La sua attività pastorale si è concentrata in ambito familiare attraverso il Movimento Famiglie Nuove, dove segue progetti di accompagnamento alle coppie.
Autore del libro El cansancio de los buenos sulle dinamiche del burnout, tradotto in varie lingue (in Italia: “Il burnout del buon samaritano”, Ed. Effatà) e coautore di Desafío Parejas, entrambi pubblicati da Ciudad Nueva. È stato collaboratore del Centro internazionale dei focolarini a Rocca di Papa (Italia) dal 1999 al 2009 e Consigliere per lo stesso Centro dal 2014 al 2021. Fino al 2026 ha vissuto a Buenos Aires, impegnato per il Movimento del Cono Sud negli ambiti dell’evangelizzazione, accompagnando comunità locali dove ha facilitato processi di riorganizzazione e coesione, e dello studio.
Ha maturato notevole esperienza nell’ambito ecclesiale e formativo in diversi Paesi dell’America Latina, tra cui Colombia, El Salvador, Cile, Uruguay, Paraguay e Argentina; accompagnando presbiteri, comunità religiose e docenti cattolici attraverso corsi ed esercizi spirituali, con particolare attenzione al sostegno nei momenti di stanchezza pastorale e alla riscoperta del senso della missione. Ha anche lavorato nell’accompagnamento dei giovani e in ambito sociale con persone migranti.
Cosa fa la Presidente del Movimento dei Focolari
Secondo gli Statuti generali, la Presidenza sarà sempre affidata a una focolarina consacrata a voti perpetui: una scelta che richiama una presidenza laica e femminile, voluta dalla fondatrice Chiara Lubich e confermata da San Giovanni Paolo II. La Presidente è chiamata ad accompagnare con spirito di unità”, le comunità dei Focolari presenti in 150 Paesi che abbracciano il messaggio evangelico della fraternità universale nel contesto di una pluralità culturale, sociale e religiosa. Tra i suoi compiti figurano la guida e l’orientamento di un movimento che affronta le sfide locali e globali del nostro tempo e chiamato in particolare a sanare le fratture personali e sociali dell’esistenza umana. Gli Statuti richiamano anche lo stile con cui la Presidente deve esercitare la sua responsabilità: una leadership fondata sul servizio e sulla carità evangelica, secondo l’invito di Gesù a farsi servo di tutti (cfr. Mc 10,44). A lei è chiesto di essere costruttrice di ponti, promotrice dell’unità e testimone del messaggio centrale della spiritualità dei Focolari, facendosene portavoce con coerenza e dedizione.
Il ruolo del Copresidente
Il Copresidente – eletto tra i focolarini sacerdoti del Movimento dei Focolari – è innanzitutto chiamato a operare in stretta collaborazione con la Presidente, condividendo con lei le decisioni e contribuendo a garantire il discernimento e la coesione del Movimento. Accanto a questo ruolo primario, il Copresidente collabora nella guida generale dell’Opera, offrendo il suo apporto alle questioni più rilevanti, vigilando sulla piena conformità della vita del Movimento alla fede e alla dottrina della Chiesa.
L’Assemblea dei Focolari continua
Nei prossimi giorni l’Assemblea è chiamata ad eleggere anche il nuovo organo direttivo dei Focolari, si tratta dei Consiglieri generali che saranno i più stretti collaboratori della Presidente e a discutere proposte di modifica agli Statuti generali.
Il 21 marzo i partecipanti e osservatori dell’Assemblea saranno ricevuti in udienza privata da Papa Leone XIV.
Stefania Tanesini
Mettersi in dialogo
Nutrire lo spirito
Mostrare con l’agire che accogliamo l’altro/a
Con profondità e realismo per orientare il futuro
L’Assemblea generale è entrata nel vivo con un intenso lavoro di dialogo e co-elaborazione. Dal 6 all’11 marzo si stanno approfondendo nove tematiche emerse dalle proposte ricevute da persone e comunità del Movimento in tutto il mondo. I lavori si svolgono in 30 gruppi, guidati da facilitatori secondo la metodologia della Conversazione nello Spirito, che promuove ascolto e discernimento. Stanno emergendo proposte e linee di azione condivise, discusse in plenaria che poi verranno sottoposte al voto dell’Assemblea.
Governance, partecipazione e responsabilità – Emergono l’esigenza di una partecipazione più ampia, corresponsabile e intergenerazionale, e una governance più sinodale e trasparente. Si riflette anche sui rapporti tra Centro Internazionale, aree geografiche e comunità locali e sul significato della leadership alla luce del Carisma dell’unità.
Famiglia – In un Movimento costituito da vocazioni, età e culture diverse, la famiglia è un tema trasversale. In alcune società le sue sfide sono trascurate: l’Assemblea discute su come riportarla al centro, riconoscendo la ricchezza e la complessità delle diverse situazioni culturali.
Il Movimento dei Focolari nella Chiesa cattolica – Si approfondisce il rapporto con la Chiesa cattolica come scambio di doni: il Carisma dell’unità cresce dentro la Chiesa universale e locale. Al centro del confronto c’è la formazione sul dialogo e le relazioni con le Chiese locali e gli altri Movimenti ecclesiali.
Rapporti tra persone di varie Chiese – L’ecumenismo è una sfida vitale per un Movimento che riunisce in sé persone di tante Chiese cristiane. Si avverte il bisogno di far crescere il senso del “noi”, curando linguaggi e gesti che favoriscano stima e conoscenza reciproche. L’Assemblea si chiede quali scelte formative, culturali e operative possano rafforzare la dimensione ecumenica in ogni ambito.
Pace ed ecologia integrale – Custodire la terra e costruire comunità inclusive sono due aspetti inseparabili. Si lavora per definire meglio l’impegno del Movimento, traducendo i valori in azioni locali e globali: progetti ecologici, percorsi di formazione alla pace e alla riconciliazione di comunità e popoli.
Trasmissione del Carisma – Come parlare oggi del nostro Carisma dell’unità? A chi e con quali linguaggi? In un mondo molto cambiato, emerge la necessità di nuove narrazioni capaci di raggiungere le generazioni di oggi e di domani.
Dialogo e polarizzazione – Il dialogo è una scelta fondamentale in un contesto segnato da divisioni culturali, politiche e religiose anche interne al Movimento. Si riflette su come promuovere percorsi formativi adeguati e una cultura accogliente che ricomponga le fratture.
Vivere l’unità oggi – Formare la coscienza, rispettare la libertà personale e vivere la comunione sono temi molto sentiti. Si esplora come migliorare atteggiamenti, strutture e linguaggi affinché sostengano davvero la dignità e la maturità vocazionale di tutti.
Comunicazione, media e intelligenza artificiale – Le nuove tecnologie aprono opportunità ma anche interrogativi. Si discute di strategie comunicative, dell’uso consapevole dei media, del coinvolgimento dei giovani e degli aspetti etici legati allo sviluppo dell’intelligenza artificiale.
La prossimità che unisce: voci ebraiche e islamiche in dialogo
Ogni giornata si apre con una meditazione o riflessione, guidate anche da persone di diverse Chiese cristiane e di fedeli di altre Religioni. Il 9 marzo, con il Rabbino David Goodman da Gerusalemme e il teologo musulmano Adnane Mokrani, si è approfondito: “La prossimità nella tradizione ebraica e nella tradizione islamica”: una luce preziosa mentre il Medio Oriente e molti popoli vivono gravi sofferenze.
La vicinanza fisica non basta, ha detto il Rabbino Goodman. La vera prossimità nasce quando accogliamo le ferite dell’altro e lasciamo che l’altro entri nelle nostre. In collegamento da Gerusalemme ha inviato un potente messaggio di speranza e riconciliazione: fare all’Assemblea una esperienza di autentica prossimità.
Adnane Mokrani ha sottolineato che Dio ci è sempre vicino, ancor prima che lo invochiamo: ci cerca e ci accompagna anche nel pericolo. La prossimità, ha detto, è ciò che ci rende pienamente umani, perché ci apre alla solidarietà e ci permette di condividere il dolore dell’altro. Ha lasciato l’immagine di un triangolo – Dio, io e il fratello – il cui centro è l’amore.
“Preghiamo perché, in questo tempo di buio, Dio possa rivelare un nuovo passo per l’umanità in cammino”.
Il programma previsto per i prossimi giorni
12-15 marzo – Elezioni della Presidente, del Copresidente e dei consiglieri/e generali;
16 – 20 marzo – Discussioni e votazioni sulle proposte di modifica a Statuti generali e regolamenti;
21 marzo – L’Assemblea generale sarà ricevuta in udienza privata da Papa Leone XIV.
Stefania Tanesini
con il team Comunicazione Multimedia e Servizi linguistici


Foto: © CSC Audiovisivi
Cercare soluzioni di concordia
L’incalzare delle notizie che ci giungono dallo scacchiere del Medio Oriente provoca un crescente sgomento alle tantissime persone che sinceramente vogliono pace e sicurezza per tutti, e non soltanto per alcuni. Purtroppo, gli appelli autorevoli affinché al conflitto armato si lasci nuovamente campo alla diplomazia, e gli appelli alla preghiera per la Pace sembrano vani ed ingenui.
Ma proprio la gravità degli eventi attuali, che malauguratamente si aggiungono e amplificano le altre crisi belliche ed umanitarie, richiede una risposta coraggiosa e profetica da parte di ogni singola persona, di ogni cittadino che abbia a cuore il Bene Comune, e la Pace come primo tra questi beni.
Anche il Movimento dei Focolari che ha comunità che vivono in molte delle aree oggetto dei conflitti, rinnova il proprio impegno a tanti livelli: dagli aiuti di emergenza per le popolazioni più fragili costrette a vivere nell’incertezza e nella paura e private di ogni forma di sostentamento, alle azioni di cittadinanza attiva presso le proprie istituzioni e nella società civile.
Così il Coordinamento Emergenze del Movimento dei Focolari rinnova un appello alla solidarietà per aiutare le migliaia di famiglie in fuga: molte hanno perso la casa, altre cercano rifugio in strutture che riaprono le porte nonostante risorse sempre più limitate. In questo scenario in continuo cambiamento, vogliamo restare accanto a chi soffre, pronti a sostenere iniziative locali di accoglienza e aiuto concreto.
Ogni contributo permetterà di portare sollievo immediato e immaginare, insieme, percorsi di speranza e ricostruzione.
Invitiamo tutti a unirsi a questo impegno: la Pace si costruisce anche così, scegliendo di non voltarsi dall’altra parte.
Si può donare online:
O anche attraverso bonifico sui seguenti conti correnti:
Azione per un Mondo Unito ETS (AMU) IBAN: IT 58 S 05018 03200 000011204344 presso Banca Popolare Etica Codice SWIFT/BIC: ETICIT22XXX
Azione per Famiglie Nuove ETS | Banca Etica – filiale 1 di Roma – Agenzia n. 0 | Codice IBAN: IT 92 J 05018 03200 000016978561 | BIC/SWIFT: ETICIT22XXX
Causale: Emergenza Medio Oriente
Per tali donazioni sono previsti benefici fiscali in molti Paesi dell’Unione Europea e in altri Paesi del mondo, secondo le diverse normative locali. I contribuenti italiani potranno ottenere deduzioni e detrazioni dal reddito, secondo la normativa per gli ETS
Foto gentilmente concessa dal Patriarcato Latino di Gerusalemme
Come un chicco di grano maturo
Dopo quasi tre anni dal suo arrivo, gli accertamenti avevano riscontrato in Elio un tumore con metastasi diffuse. Inutile operare. Spontanea è affiorata in me una domanda: perché è toccato proprio a lui, una persona nel pieno della maturità umana-spirituale, che poteva dare ancora molto nella nostra comunità, dove già la sua presenza saggia e pacata aveva risollevato una situazione incresciosa? Era, il mio, un grido doloroso, quasi di rivolta. Poi, ragionando con i confratelli, abbiamo passato in rassegna alcuni esempi nella Bibbia, da Abramo a Giobbe, senza risposte nell’immediato. Certi accadimenti non si possono spiegare senza la fede. In quei giorni mi è capitato di leggere uno scritto illuminante di san Leone Magno: “La Chiesa è il campo del Signore che si riveste di una messe sempre più ricca, perché i grani che cadono ad uno ad uno rinascono moltiplicati”. Ecco! Solo con questa ottica potevo accettare la partenza per il Cielo di un amico carissimo. Cadeva come un chicco di grano grosso e maturo. Dovevo credere che ne sarebbe nata una spiga bella piena.
(G. – Belgio)
Piccoli grandi miracoli
Sono nata in Brasile, ma in seguito ho vissuto per nove anni in un altro Paese dell’America Latina con una inflazione al mille e una povertà diffusa, incentivo alla criminalità. Un giorno, un’amica è venuta da me piangendo perché era stata appena derubata dell’unico stipendio col quale si sostentava la famiglia, essendo il marito disoccupato e avendo quattro i figli. Che potevo fare? Ho cercato soltanto di consolarla, consigliandole di perdonare e pregare perché il ladro si convertisse. Ma lei ha reagito col rispondere che non lo avrebbe mai fatto. “In tal caso – le ho risposto –, pregherò io per lui”. Dopo alcuni giorni, quella stessa amica è tornata a trovarmi, ma stavolta con tutt’altro viso e animo: felice, mi ha raccontato che il ladro doveva essersi veramente pentito perché in un negozio dove lei era conosciuta aveva lasciato la borsa che aveva sottratto. E, cosa sorprendente, lo stipendio era ancora dentro, non mancava nulla.
(T.G.S.C. – Brasile)
In carrozzina
Da molto tempo, a causa di una artrite reumatica, vivo su una carrozzina. Tra ricoveri e interventi, avrò passato in ospedale tre anni della mia vita. Spesse volte, a causa dei dolori atroci, mi ritrovo completamente immobile, incapace perfino di pettinarmi o di afferrare un bicchiere. Tante le cose alle quali tenevo e che invece ho dovuto lasciare. Eppure, sono di indole scherzosa e spesso alla malattia reagisco con qualche nota umoristica. Pian piano, capire la “sapienza della croce” mi ha aiutata ad accogliere il dolore come la forma più sublime dell’amore e ad offrire la mia goccia particolarmente per le persone più provate, per la Chiesa, per l’unità chiesta da Gesù. Ora non chiedo più a Dio “Perché?”, ma solo: “Aiutami, Signore”. Agli altri cerco di non far pesare i miei problemi fisici, e pare che ci riesca abbastanza, tant’è che mi trovano alquanto gioiosa. Tutto coopera al bene se siamo aperti all’amore di Dio. Infatti, in famiglia ognuno ha sentito di dover fare uno scatto in avanti. Gli stessi figli sono maturati in fretta, divenendo più responsabili.
(Branka – Croazia)
A cura di Maria Grazia Berretta
(tratto da Il Vangelo del Giorno, Città Nuova, anno XII– n.1° marzo-aprile 2026)
Foto: © Pexels Shvets-Production
No alla cultura dello scarto
Esplorare nuove vie di prossimità
Oggi voglio dare gioia a chi incontro
Fare di ogni luogo un’oasi, non una fortezza
Dal 2 al 4 marzo l’Assemblea generale dei Focolari ha vissuto il ritiro spirituale. Giorni di ascolto dello Spirito, silenzio personale, preghiera per la pace, ma anche di immersione in alcune delle problematiche globali che affrontiamo, presentate da personalità di varie culture.
Andrea Riccardi, storico italiano, fondatore della Comunità di Sant’Egidio, vede una vera chiamata alla fraternità per i Movimenti nell’attuale situazione mondiale. Chiamata che spesso non sentiamo, forse perché chiusi nei nostri problemi. È solo “uscendo”, in contatto con la realtà, che compiremo la nostra missione. E Vinu Aram, medico, Direttrice del Centro internazionale Shanti Ashram in India, ha sottolineato che, per costruire la pace, c’è bisogno anche di una profonda formazione spirituale.
Dalle ferite che milioni di donne e uomini vivono – povertà, ingiustizia, migrazioni – sono partiti P. Vilson Groh, sacerdote brasiliano, impegnato nelle periferie di Florianópolis (Brasile), ed Emilce Cuda, teologa e docente argentina, Segretario della Pontificia Commissione per l’America Latina. Hanno gettato luce sulle enormi disuguaglianze presenti sul pianeta e parlato di come il lavoro per gli ultimi sia un aspetto imprescindibile della nostra vita, un volto privilegiato di Gesù Abbandonato da cercare e incontrare.
La preziosità di ogni relazione quale fonte di realizzazione e di libertà, è stato il punto focale dell’intervento di Chiara Giaccardi, italiana, sociologa dei processi culturali e comunicativi. Non solo dunque cercare e promuovere l’auto-realizzazione, ma piuttosto, la co-realizzazione, la possibilità di creare insieme qualcosa di nuovo, uno spazio generativo.
Ma parole come relazione e libertà hanno ancora senso nell’era dell’Intelligenza Artificiale, di sistemi sempre più manipolatori? Paolo Ruffini, giornalista italiano, Prefetto del Dicastero per la comunicazione della Santa Sede e Fadi Chehadé, uno dei massimi esperti mondiali in ambito informatico, hanno parlato delle grandi opportunità, delle enormi responsabilità che abbiamo in ogni campo della comunicazione, soprattutto ora che l’Intelligenza Artificiale invade e pervade la nostra vita. Questo non è un invito a non utilizzare le tecnologie, anzi, occorre sostenerne un uso etico e tornare ai rapporti umani, con coraggio, “facendo – come ha ricordato Chehadé citando un insegnamento del padre – delle nostre case, delle nostre comunità, non fortezze, ma oasi”.
La giornata del 5 marzo, è stata interamente dedicata alla Relazione del Quinquennio 2021-2026 presentata in sala dalla Presidente Margaret Karram insieme ad alcune riflessioni del Copresidente Jesús Morán, i cui contenuti sono stati oggetto di dialogo e confronto sia nei gruppi che in plenaria.
A cura di Stefania Tanesini
con il team Comunicazione Multimedia e Servizi linguistici






Foto: © CSC Audiovisivi
Creare spazi di speranza
Ripartire con fiducia
Sono un volontario del Movimento dei Focolari e la scorsa estate, durante una gita in montagna con Anna e Toni, degli amici del nostro gruppo di Famiglie Nuove, è venuto fuori che per molti anni in passato ho lavorato nella compagnia di bandiera italiana come steward di volo. Mi hanno subito chiesto se conoscessi un loro vicino di casa che aveva lavorato nella stessa azienda. Nel sentire il suo nome mi sono subito ricordato di lui nonostante fossero passati 30 anni. Ho appreso da loro che la sua situazione era molto triste. Abbandonato dalla famiglia; affetto da importanti malattie, viveva solo in una grande casa malandata che aveva urgentemente bisogno di riparazioni. Dopo il nostro incontro mi sono reso conto che era necessario dare una mano.
Così, insieme a Toni ed Anna, con mia moglie Rita ed altri abbiamo creato un piano di azione. Abbiamo cominciato con l’aggiustare una porta finestra con i vetri rotti grazie all’aiuto di un nostro amico falegname. Poi siamo passati al montaggio di una porta nuova che dava sulla cantina e abbiamo sistemato la porta del bagno che era stata rosicchiata dal cane. In seguito, è stata aggiustata una porta scorrevole da cui entrava la pioggia e la terrazza da cui penetrava l’acqua all’interno della casa. Abbiamo chiamato una donna delle pulizie, rimesso a posto l’impianto elettrico con l’aiuto di un nostro volontario elettricista che ha anche aggiustato l’impianto di riscaldamento con l’aiuto di Toni. Mia moglie ha dato un tocco delicato adornando il cortile con dei vasi di ciclamino. Insomma, ora Cesare, così si chiama, vive in condizioni più umane e si sente felice perché è circondato da persone che gli vogliono bene. Per il periodo delle feste natalizie è stato degente in ospedale, e non sono mancate le nostre visite.
Dà gioia sapere che da quei gesti ha ricominciato ad avere fiducia nel genere umano.
Raccolto da Carlos Mana
Foto © Pexels-Ksenia Chernaya
Non essere indifferenti alla povertà
Lasciarsi trasformare dalla presenza di Dio
Implorare la Pace
Silenzio, preghiera, riflessione: oggi, 2 marzo è iniziato il ritiro spirituale dell’Assemblea generale dei Focolari che si concluderà il 4. Momenti “a tu per tu” con Dio e momenti di comunione si alternano in queste giornate nelle quali, sempre più drammatiche, sono le notizie che arrivano, soprattutto dai tanti fronti di guerra. E qui, dove tutto il mondo è rappresentato, le notizie non sono lontane, ma rendono presenti, persone, luoghi, comunità, popoli che soffrono.
Per questo, parte da qui un invito a tutti gli appartenenti al Movimento nel mondo a pregare, attraverso iniziative personali e collettive più varie, per implorare dal Cielo il dono della pace.


Il programma dell’Assemblea generale
Il 5 marzo sarà il giorno della relazione della Presidente sul mandato 2021-2026, mentre dal 6 all11 marzo ci saranno sessioni di lavoro sulle tematiche scelte. Si lavorerà in gruppi attuando la metodologia di dialogo e discernimento chiamata “Conversazione nello Spirito”. Sono previste anche sessioni in plenaria e votazioni su quanto emerso.
Dal 12 al 15 marzo si terranno le elezioni del nuovo Governo Centrale: Presidente, Copresidente e Consiglieri. Dal 16 al 20 marzo il programma prevede discussioni e votazioni sulle proposte di modifica a Statuti generali e Regolamenti. L’Assemblea si concluderà a Roma il 21 marzo: tutti dell’Assemblea saranno ricevuti in udienza da Papa Leone XIV.
A conclusione delle diverse tappe dell’Assemblea vi faremo arrivare brevi aggiornamenti. Il prossimo sarà il 5 marzo, a conclusione delle giornate di ritiro.
Stefania Tanesini
con il team Comunicazione Multimedia e Servizi linguistici
Foto: Time out per la pace durante l’Assemblea © Javier García-CSC Audiovisivi
Ricominciare
“Dichiaro ufficialmente aperta l’Assemblea generale ordinaria dell’Opera di Maria, convocata secondo le modalità previste dallo Statuto generale” con queste parole Margaret Karram, Presidente del Movimento dei Focolari, ha dato il via ai lavori oggi, 1 marzo 2026. Sono 320 i partecipanti all’Assemblea. Presenti i rappresentanti di 8 Chiese cristiane, di varie religioni e culture. Alcuni purtroppo non sono ancora arrivati a causa dell’aggravarsi della situazione di conflitto nell’area del Medio Oriente e del conseguente blocco aereo. E’ a questa regione del mondo che sono andati subito il pensiero e la preghiera di tutta l’Assemblea.
“Dopo una lunga preparazione – ha continuato la Presidente nel suo intervento di apertura – mi sembra di vedere qui presenti non solo voi, ma tutte le nostre comunità del mondo: dai gen4, ai vescovi, agli aderenti, ai giovani; a tutti coloro che in questo momento offrono le loro sofferenze per i motivi più diversi”.
“Sono arrivata qui, questa mattina – ha poi confidato – con un’immensa gioia nel cuore e, allo stesso momento, sento nell’anima, una trepidazione per i momenti sacri e importanti che stiamo iniziando. Saranno certamente giorni impegnativi, ma, più di tutto, il mio augurio più profondo è che questo tempo diventi per tutti noi un’esperienza forte di Dio”.
La meditazione, guidata da Sergio Rondinara , membro della Scuola Abbà, si è focalizzata su come leggere e interpretare la “Premessa ad ogni altra regola” alla luce dell’esperienza di Chiara Lubich. Si tratta della premessa che precede e introduce gli Statuti Generali e che informa anche la varie norme in essi contenute. Parole che sono premessa e norma anche dei lavori assembleari: “La mutua e continua carità che rende possibile l’unità e porta la presenza di Gesù, nella collettività, è per le persone che fanno parte dell’Opera di Maria la base della loro vita in ogni sua aspetto, è la norma delle norme, la premessa di ogni altra regola”
Per tutta la giornata di oggi sono previsti gli adempimenti necessari per lo svolgimento dell’Assemblea. Si è iniziato con la nomina dei 2 moderatori, scelti tra i partecipanti, e con quella della Commissione elettorale, chiamata a vigilare sul corretto funzionamento di tutti i momenti di elezione. Si è proseguito poi con l’approvazione del regolamento e del programma dell’Assemblea.
Stefania Tanesini
Foto: © Javier García-CSC Audiovisivi
“Solo chi cade può rialzarsi” dice un proverbio. Un esempio che al tempo stesso trasmette tenerezza e coraggio è quello dei bambini nelle prime fasi dello sviluppo. Quanta forza di volontà, nei primi passi incerti, nel rialzarsi ogni volta con determinazione, fino a prendere sicurezza e iniziare con movimenti sempre più sicuri… il cammino della vita!
Man mano che uno cresce, tra sfide e difficoltà, rialzarsi ogni volta si fa più difficile. Le prove della vita ci appesantiscono, la paura di perdere le nostre sicurezze (nell’incontro con chi è diverso o non pensa come noi) ci frenano. Non sempre basta la forza di volontà e neanche il desiderio sincero di essere coerenti con i valori e le scelte. In questi momenti difficili poter contare su una mano amica può darci l’impulso di ricominciare senza paura e fare nel profondo della coscienza un silenzio autentico tale da “ricostruirsi” interiormente.
Dice Chiara Lubich: “Chi non passa attraverso la prova? Essa assume i volti del fallimento, della povertà, della depressione, del dubbio, della tentazione […] Fa paura anche la società materialista e individualista che ci circonda, con le guerre, le violenze, le ingiustizie…”. Chiara lo ha mostrato con la sua stessa vita: è proprio in quei momenti di buio e di fatica che è più importante trovare la forza di “ricominciare”, innanzitutto dentro di noi, con la fiducia che “ancora tutto puoi sperare”[1].
È quello che è successo a Emilia della Terra Santa. Lavora come dirigente di un settore del Governo insieme ad ebrei, cristiani, mussulmani e drusi. Dopo il 7 ottobre 2023 capisce che l’amore è l’unica risposta possibile a quel grande dolore e si impegna ad amare tutti coloro che le sono attorno, soprattutto con l’ascolto per poter accogliere nel suo cuore l’altro. Ascoltare con amore e umiltà e capire cosa l’altro ha da dire: sia arabo, che ebreo. Così, con una grande parte dei suoi colleghi, sono arrivati ad essere così reciprocamente aperti da poter parlare liberamente della situazione e questo ha dato coraggio ad altri colleghi di esprimere le proprie paure e dolori mantenendo il gruppo unito e rimanendo nella pace[2].
Sono tante le storie di comunità ferite che non si arrendono, che trovano giorno per giorno, vivendo la reciprocità del condividere tutto, la forza di credere che l’odio non può avere l’ultima parola.
Anche se non saremo noi a vedere i frutti del nostro impegno, ogni volta che ci rialzeremo contribuiremo a formare “uomini nuovi” perché -come diceva Bonhoeffer dal carcere poco prima di morire – “Per chi è responsabile, la domanda ultima non è come me la cavo eroicamente in questo affare ma: quale potrà essere la vita della generazione che viene”.
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[1] “Ricominciare” Gen Rosso
[2]Esperienza raccontata al convegno interreligioso One Human Family nel giugno 2024 a Castelgandolfo, Italia.
Saliti su un alto monte con Gesù, Pietro, Giacomo e Giovanni vedono la gloria del Maestro e odono la voce del Padre che lo riconosce come Figlio.
Un’esperienza straordinaria, a tu per tu con Dio, che permette alla sua creatura di conoscerlo nel suo splendore. Dal timore sono caduti a terra, ma Gesù li tocca e parla loro:
«Alzatevi e non temete».
Il verbo “alzarsi” è lo stesso con cui il Vangelo spesso esprime la Resurrezione, così come “non temete” sono le prime parole che il Risorto, dopo un saluto, rivolge alle donne presso il sepolcro vuoto[1]. Le parole di Gesù, forti e chiare, sono dunque un deciso invito ad una vita nuova, possibile ai discepoli per il tocco della sua mano.
Anche noi a volte siamo frenati dalle nostre paure, appesantiti dalle prove della vita, dalle situazioni senza sbocco. Non possiamo contare solo sulle nostre forze per ritrovare lo slancio della testimonianza, ma piuttosto sulla grazia di Dio che sempre ci precede.
«Chi non passa attraverso la prova? Essa assume i volti del fallimento, della povertà, della depressione, del dubbio, della tentazione […] Fa paura anche la società materialista e individualista che ci circonda, con le guerre, le violenze, le ingiustizie… Davanti a queste situazioni può insinuarsi anche il dubbio: l’amore di Dio dov’è finito? […] Gesù è entrato veramente in ogni dolore, ha preso su di sé ogni nostra prova […] Lui è l’Amore ed è dell’amore cacciare ogni timore. Ogni volta che ci assale una paura, che siamo soffocati da un dolore, possiamo riconoscere la realtà vera che vi è nascosta: è Gesù che si fa presente […] lasciamolo entrare nella nostra vita. E poi continuiamo a vivere quanto Dio vuole da noi, buttandoci ad amare il prossimo. Scopriremo che Gesù è sempre Amore. Potremo così dirgli, come i discepoli: “Tu sei veramente il Figlio di Dio!”» (Mt 14,33) [2].
«Alzatevi e non temete».
Chi ha fatto l’esperienza di incontrare Dio nella vita è stato affascinato dalla sua presenza, toccato e guarito dalla sua Parola. Spesso la testimonianza di una comunità cristiana accompagna in questa divina avventura e dà il coraggio di alzarsi, di uscire da sé stessi, per riprendere il cammino con Gesù e con i fratelli.
Raccogliamo la testimonianza di una giovane siriana: «Alla fine dello scorso anno il mio Paese ha vissuto un momento molto difficile, la mia città è stata colpita da un’ondata di caos e paura. Ero profondamente preoccupata per la mia famiglia, i miei amici e per me stessa. In mezzo a tanta incertezza cercavo di rimanere salda nella speranza in Dio, provando a restare forte nonostante tutto. Prima di questi eventi, con i giovani con cui mi impegno a vivere il Vangelo avevamo pianificato alcuni progetti di sostegno a famiglie bisognose attraverso pacchi alimentari e altre iniziative.
Ma la situazione ci ha costretti a sospendere temporaneamente ogni attività. Dopo alcuni giorni siamo riusciti a riunirci; in quell’incontro abbiamo trovato forza e coraggio gli uni negli altri. Abbiamo deciso di non lasciarci sopraffare dalla paura, ma di mettere la nostra fiducia in Gesù e continuare il cammino che avevamo iniziato. Con fede condivisa, siamo riusciti ad aiutare più di 40 famiglie che avevano realmente bisogno di sostegno. In mezzo a quelle difficoltà, abbiamo sentito che, grazie all’amore di Dio e alla nostra unità, potevamo davvero fare la differenza».
«Alzatevi e non temete».
Dopo essere saliti con Gesù sul monte per incontrare Dio e ascoltare la sua voce, con lui possiamo anche scendere, per «[…] ritornare nella pianura, dove incontriamo tanti fratelli appesantiti da fatiche, malattie, ingiustizie, ignoranze, povertà materiale e spirituale»[3].
Anche come comunità cristiana possiamo soffrire e restare smarriti, ma questa Parola ci spinge a metterci in movimento insieme, per portare a tutti «i frutti dell’esperienza che abbiamo fatto con Dio, condividendo la grazia ricevuta»[4].
A cura di Letizia Magri e del team della Parola di Vita
[1] Mt 28, 10; cf, 28, 5.
[2] C. Lubich, Parola di Vita agosto 2002, in eadem, Parole di Vita, a cura di Fabio Ciardi, (Opere di Chiara Lubich 5), Città Nuova, Roma, 2017, pp. 664-665.
[3] Cfr. Papa Francesco, Angelus 16 marzo 2014
[4] Ibidem.
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Non scoraggiarsi per i fallimenti
Secondo l’articolo 1 del Regolamento dell’Assemblea Generale del Movimento dei Focolari, i partecipanti vivranno questo appuntamento in profonda comunione, per accrescere l’unità in tutto il Movimento ed indirizzarlo alla realizzazione dei suoi fini. L’Assemblea è infatti uno dei momenti più rilevanti per i Focolari e si svolge ogni cinque anni come stabilito dal Decreto del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita (2021).
Si terrà al Centro Mariapoli di Castel Gandolfo (Roma), dove stanno arrivando i 320 partecipanti – tra cui circa 50 osservatori – provenienti da differenti Paesi, culture e contesti ecclesiali e religiosi, accomunati dall’adesione allo spirito e ai valori del Movimento fondato da Chiara Lubich (1920–2008) e riconosciuto dalla Chiesa cattolica come Associazione privata, universale, di diritto pontificio.
Il programma
L’Assemblea si aprirà con tre giorni di ritiro spirituale. Il 5 marzo l’attuale Presidente, Margaret Karram, presenterà la propria relazione di fine mandato, corredata da alcune riflessioni del Copresidente Jesús Morán. Nelle giornate successive si alterneranno sessioni plenarie e lavori in 30 gruppi, dedicati all’approfondimento delle tematiche arrivate dalle comunità dei Focolari di tutto il mondo.
Gli argomenti che orienteranno i lavori avranno al centro la domanda su come attuare il carisma, ossia creare relazioni di fraternità e di unità, nel contesto globale attuale attraverso l’impegno per la pace e la giustizia sociale, il dialogo in un mondo polarizzato, l’uso responsabile delle tecnologie, il dialogo come strumento privilegiato tra Chiese cristiane e con persone di diverse fedi e convinzioni, l’ecologia integrale ed una governance partecipata. Una delle tematiche sarà anche la trasmissione del carisma dei Focolari alle future generazioni del Movimento. Sono previste inoltre sessioni di confronto sulle proposte di modifica degli Statuti Generali e dei Regolamenti delle diverse diramazioni del Movimento.
La giornata del 12 marzo sarà dedicata all’elezione della Presidente e del Copresidente, figure che – in base agli Statuti generali dei Focolari – devono essere confermati dalla Santa Sede. A seguire, il 15 marzo, l’Assemblea procederà all’elezione dei Consiglieri generali, completando così la formazione del nuovo governo del Movimento.
Verso l’Assemblea Generale: un percorso mondiale
In preparazione a questa Assemblea le comunità dei Focolari in 150 Paesi hanno preso parte a un ampio percorso di ascolto e discernimento sinodale, offrendo idee e priorità per il futuro. Ne sono scaturiti centinaia di contributi su temi chiave e sulle sfide che il Movimento sta affrontando al suo interno e nel contesto globale. Le comunità territoriali hanno inoltre espresso preferenze per le candidature al governo del Movimento.
Stefania Tanesini
Foto Centro Mariapoli Castel Gandolfo: © CSC Audiovisivi
Volere il bene dell’altro
Giovedì 5 febbraio, ore 22:00
Christine Schneider-Heinz e Michael Heinz di Eggenburg, in Bassa Austria, leggono sul cellulare un breve messaggio della comunità dei Focolari a Kiev: c’è urgente bisogno di abiti invernali per le persone in Ucraina. Da tempo i due si impegnano a favore dei rifugiati provenienti da diversi Paesi, hanno organizzato alloggi nella loro città e aiutato nella prima assistenza. Subito nascono le prime idee su chi poter coinvolgere.
Venerdì 6 febbraio – ancora prima del caffè del mattino
Partono i primi messaggi e le prime richieste, la prima a un’amica che lavora nella vicina fabbrica di scarpe e che più volte è riuscita a organizzare donazioni di calzature. Alle 10 arriva la conferma per 100 paia di scarpe invernali, compreso il trasporto fino a Eggenburg.
Venerdì 6 febbraio – ore 11:30
Viene pubblicato un messaggio nello stato di whatsapp e inviato un invito a tutti gli amici nei dintorni: consegnare abiti caldi e scarpe per le persone in Ucraina la sera, tra le 18:00 e le 20:00, presso la canonica della parrocchia cattolica.
Venerdì 6 febbraio – ore 18:00
Christine Schneider-Heinz e Michael Heinz hanno già controllato i propri armadi e si dirigono verso la canonica con i primi sacchi, muniti di etichette in inglese e ucraino per poter imballare ed etichettare tutto ciò che arriverà.
Quello che li aspetta è incredibile: assistono a uno spettacolo travolgente di solidarietà e disponibilità. La sindaca aveva condiviso l’appello sull’app comunale, la parrocchia tramite l’app parrocchiale, molti avevano diffuso il messaggio nel proprio stato e in vari gruppi.
Le persone arrivano con singole giacche, con scatole, sacchi e cartoni pieni. Alcuni portano le cose, altri le ricevono, le smistano, le imballano e le etichettano. Giovani di Kharkiv e dell’Afghanistan, donne di Kiev e di Eggenburg lavorano fianco a fianco.
Alcune famiglie tornano direttamente dalla settimana bianca e portano spontaneamente la loro attrezzatura da sci e la biancheria termica. Un uomo si toglie la sua pregiata giacca di piuma, la lascia lì e torna a casa in maniche di camicia. Molti non si conoscono affatto, restano per aiutare e tutti sono felici di poter dare un contributo. Alle 22:30 due minibus sono già carichi.



Sabato 7 febbraio, di primo mattino
I primi due minibus partono per Vienna, dove il materiale viene scaricato nel punto di consegna. Nella canonica di Eggenburg si continua intanto a smistare, etichettare e imballare. Alle 14 parte il terzo minibus verso Vienna.
Le donazioni arrivano da ogni parte e partecipano persone molto diverse tra loro: l’attuale sindaco e due ex sindaci, l’assistente pastorale e un insegnante di tedesco, un pizzaiolo afghano e altri commercianti, genitori con figli e pensionati.
Tra tutti si percepisce una grande cordialità: persone che si abbracciano, ma anche persone che lasciano timidamente le loro borse alla porta e se ne vanno in fretta.
Qualcuno scrive:
“Oh mio Dio, una cosa del genere fa sperare che l’umanità possa ancora raddrizzare la rotta. Si percepisce la volontà di aiutare dopo tutte le notizie da Kiev bombardata e gelida. Poi qualcuno inizia ad aiutare e improvvisamente accade un piccolo miracolo”.
Sabato 7 febbraio, ore 15:00
Più di una tonnellata è stata smistata, imballata, etichettata, caricata e consegnata al punto di raccolta per l’Ucraina. Sono passate 27 ore dall’appello. L’ingresso della canonica è vuoto e in ordine. È stato un sogno? No. Ma forse Eggenburg ha vissuto un piccolo miracolo.
Di Christine Schneider-Heinz
https://fokolar-bewegung.at/nachrichten/die-magie-des-augenblicks
Foto: © Sepp Schachinger, Michael Heinz
Gettare ogni preoccupazione in Dio
Umiltà
Pregare per la pace
Si è concluso il “Percorso Pre-Assembleare” in preparazione all’Assemblea Generale del Movimento dei Focolari che inizierà il prossimo 1° marzo 2026 a Castel Gandolfo (Italia) con la partecipazione dei rappresentanti scelti nelle diverse aree geografiche, delle diramazioni e movimenti; i membri di diritto (coloro che fanno parte dell’attuale governo, Consiglio Generale e Delegati nelle aree geografiche), e quelli invitati dalla Presidente.
Abbiamo intervistato Cynthia Chammas, giovane di Damasco (Siria) che parteciperà all’Assemblea insieme ad altri giovani come rappresentante del Movimento Gen.
Attivare i sottotitoli e scegliere la lingua desiderata.
Foto: © Joaquín Masera – CSC Audiovisivi
Donare un sorriso
Evitare il chiacchiericcio
Allenarsi a vivere il presente
“Ecco, io faccio nuove tutte le cose”.
(…) Non è un sogno, un’utopia, un patetico desiderio, ma una certezza, ripetutamente attestata da Dio nella Bibbia. Sarà la risposta data da Dio alle fatiche con cui i suoi figli avranno lavorato per il suo Regno. Sarà il coronamento della fedeltà con cui i discepoli avranno vissuto la sua Parola. Sarà il pieno dispiegamento della potenza dello Spirito Santo, che Gesù ha immesso nella storia con la sua morte e risurrezione.
Dacché Gesù è venuto sulla terra, questo rinnovamento però, sia pure in mezzo a tante difficoltà, è già cominciato, è già in atto. Fin da adesso tutti coloro che lo lasciano vivere in se stessi – e Gesù vive in noi se mettiamo in pratica la sua Parola – sperimentano questo miracolo della sua grazia, che fa nuove tutte le cose: trasforma la sofferenza in pace e serenità interiore, vince la debolezza, l’odio, l’egoismo, la superbia, l’avarizia ed ogni male; fa passare dalla schiavitù delle passioni e della paura alla gioiosa libertà dei figli di Dio. E non si limita a trasformare l’individuo, ma trasforma attraverso di lui tutta la società.
(…)
Dio vuole infatti rinnovare tutte le cose: la nostra vita personale, l’amicizia, l’amore coniugale, la famiglia; vuole rinnovare la vita sociale, il mondo del lavoro, della scuola, della cultura, dello svago, della sanità, dell’economia, della politica…, in una parola tutti i settori dell’attività umana.
Ma per fare questo egli ha bisogno di noi. Ha bisogno di persone che lascino vivere in se stesse la sua Parola, che siano la sua Parola viva, altri Gesù nei loro ambienti. E giacché parola riassuntiva, pienezza della legge, è la carità, cerchiamo di metterla in pratica, amando i fratelli proprio come noi stessi, senza annacquare la Parola di Dio, senza ridurla.
Avvertiremo un continuo rinnovamento anzitutto nel nostro cuore e lo scopriremo evidente ben presto attorno a noi.
Chiara Lubich
Foto: © Kaike Rocha by Pexels
Accogliere la Volontà di Dio
Tutto vince l’amore
Ho 62 anni, sono irlandese e vivo a Taiwan da tanti anni. Da tempo soffro di fibrosi polmonare, per questo quando ho iniziato a sentirmi più affaticato pensavo fosse solo un peggioramento. Sono andato dal medico quasi con leggerezza. Invece mi sono sentito dire, in modo diretto e senza preparazione: tumore al quarto stadio, già esteso all’altro polmone e forse altrove.
La prima reazione è stata chiamare mia moglie. Lei e mia figlia, che vive con noi a Taiwan, erano accanto al telefono in silenzio. L’altra figlia è in Irlanda. In quel momento non ho avuto paura per me: il pensiero è andato subito a loro, al peso che questa notizia avrebbe messo sulle loro spalle. E insieme è arrivato un rammarico profondo per tutte le volte in cui non ho amato abbastanza, per le ferite lasciate lungo la strada. Mi sembrava troppo tardi per rimediare.
Un giorno un sacerdote è venuto a celebrare la Messa in casa nostra. Conosco il Movimento dei Focolari da quando avevo undici anni, e ho sempre vissuto l’offerta di me stesso a Dio durante la consacrazione. Ma quella volta ho capito qualcosa di nuovo: potevo mettere nel calice, insieme a me, anche tutte le persone che avevo ferito. Affidarle a Gesù perché fosse Lui a sanare ciò che io non potevo più riparare. È stato un sollievo immenso. Da allora una grande serenità mi accompagna.
Otto anni fa mia moglie ha avuto un cancro al seno. Abbiamo già attraversato il buio. Allora, come oggi, abbiamo scelto di fidarci dell’amore del Padre. Quando prego il Padre Nostro e dico “sia fatta la tua volontà”, sento che tutta la mia vita è già custodita in cielo. Il futuro non mi appartiene: è nelle mani di Dio. A me spetta solo dire sì.
Ripenso spesso a Loppiano (Italia) dove da giovane ho percepito una chiamata fortissima a seguire Gesù. Col tempo ho capito che era l’invito a riconoscerlo soprattutto nel dolore, in quel volto che il carisma chiama “Gesù Abbandonato”. Anche quando mia moglie era malata, davanti alla croce ho compreso che non basta restare sotto a guardare: bisogna salire con Lui, entrare nel suo abbandono e lasciarsi portare al Padre. Lì si trova casa.
Prima della diagnosi avevo una vita pienissima: insegnavo all’università, seguivo studenti e giovani, accompagnavo famiglie, partecipavo alla vita del Movimento. Ora tutto si è ristretto. Sono in congedo, esco poco per evitare infezioni. Ma succede qualcosa di sorprendente: le persone mi cercano. Mi scrivono da ogni continente, pregano per me. I giovani di Taiwan hanno creato un gruppo per pregare insieme ogni settimana. Pensavo di aver seminato poco; ora vedo che l’amore torna moltiplicato.
Quando parlo apertamente della mia malattia, molti trovano il coraggio di aprire le proprie ferite. La mia debolezza diventa spazio di comunione. È come se, alzato sulla croce, Cristo attirasse a sé i cuori. Questa malattia, che umanamente è una condanna, si rivela un’opportunità di accogliere.
Ci sono dolori che si possono condividere con tutti, e altri che si possono dire solo a Dio, in un profondo dialogo con Lui. So che verranno momenti in cui non avrò neppure la forza di offrire il dolore. Per questo mi preparo così: ripetendo il mio sì. “Non la mia volontà, ma la tua” (Lc 22,42). So di non essere capace di affrontare da solo ciò che verrà. Ma so anche che non sarò solo.
Ho capito in questi mesi che l’amore non è proprietà di chi conosce Gesù o si dice cristiano. In ospedale i medici e gli infermieri che mi curano non condividono la mia fede, eppure amano con una delicatezza e un’attenzione che mi commuovono. Ho visto nei loro gesti quotidiani – una telefonata in più, una spiegazione paziente, una presenza discreta – che l’amore è più grande delle etichette. Quando il dolore lo guardo con gli occhi dell’amore, non resta chiuso nella paura: si trasforma, diventa spazio di speranza, qualcosa di misteriosamente positivo. È come se ogni atto di cura, anche inconsapevole, fosse già un cammino verso Dio, perché l’amore, ovunque si trovi, porta sempre a Lui.
E dentro questa comunione immensa – fatta di famiglia, amici, studenti, giovani, medici che amano senza forse sapere fino in fondo perché – sperimento che tutto è già custodito in un disegno di bene. Io non devo controllarlo né capirlo fino in fondo: posso solo abitarlo, giorno dopo giorno, con gratitudine.
Raccolto da Carlos Mana
Foto © Engin Akyurt-Pexels
Creativi nell’amare il prossimo
Nel 2025 il Movimento dei Focolari ha compiuto ulteriori passi per rendere strutturale e verificabile l’impegno di tutela della persona, con particolare attenzione ai minori e agli adulti in situazione di vulnerabilità. Sono stati tre gli indirizzi su cui si è lavorato:
Sul versante normativo, il Movimento ha redatto e approvato la Policy per la Tutela della Persona nel Movimento dei Focolari, entrata in vigore il primo gennaio 2026. La Policy raccoglie valori, responsabilità e prassi, collega protocolli e linee guida, definisce norme di condotta, criteri per ambienti sicuri e una chiara attenzione alle persone che hanno subito un abuso, prevedendo ascolto, accompagnamento e – nei casi stabiliti – misure di sostegno e riparazione.
Sul piano organizzativo, il 2 settembre 2025 è stato istituito l’Ufficio per la Tutela della Persona, con il compito di coordinare le attività di tutela, monitorare impegni e scadenze, supervisionare le comunicazioni ufficiali e supportare i responsabili territoriali. A supporto vi è il Tavolo di consulenza e azione: un organismo composto da esperti negli ambiti della formazione, della comunicazione, del diritto, dell’accompagnamento a persone che hanno subito abusi. Il suo compito è valutare la coerenza delle azioni intraprese con i valori fondanti del Movimento dei Focolari, proporre orientamenti e piani strategici e favorire la collaborazione con esperti e reti esterne, assicurando un costante aggiornamento sulle normative vigenti e sulle migliori pratiche in materia di tutela.

In dialogo con la Chiesa cattolica, nel biennio 2024–2025 si è sviluppata una collaborazione con la Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori (PCTM). La Commissione ha esaminato il Protocollo per la gestione dei casi d’abuso, formulando diverse osservazioni; ha inoltre richiesto informazioni per includere nel proprio Rapporto annuale 2024 un’analisi delle politiche del Movimento. Le raccomandazioni della PCTM hanno avviato a un percorso di attuazione già in parte completato (tra cui la pubblicazione del Regolamento interno della Commissione Centrale Indipendente e la rendicontazione delle risorse dedicate) e, per la parte restante, in fase di definizione o sviluppo (integrazioni da apportare negli Statuti Generali del Movimento dei Focolari, strumenti informatici e canali istituzionali per la riservatezza dei dati).
L’impegno per una formazione alla tutela integrale della persona è stato illustrato in un primodocumento che offre una sintesi dei corsi e degli interventi nel biennio 2024–2025. I dati mostrano il lavoro per una diffusione sempre più capillare della formazione, il rafforzamento di commissioni e referenti locali, e al contempo, evidenziano alcune criticità su cui è necessario intervenire: continuità della formazione, adattamento interculturale dei materiali e miglioramento dei flussi comunicativi.
L’insieme di questi passaggi – Policy, Ufficio per la Tutela, collaborazione con la PCTM, formazione e trasparenza della rendicontazione – esprime la volontà di proseguire con determinazione sulla via della prevenzione, della responsabilità condivisa e dell’ascolto delle persone che hanno subito un abuso, nella convinzione che la tutela sia parte integrante della missione del Movimento e un servizio al bene comune.
In questa prospettiva le parole che il Santo Padre ha rivolto ai partecipanti al
convegno “Costruire comunità che tutelano la dignità” risuonano anche per i
Focolari come una indicazione da perseguire:
“Apprezzo, pertanto, e incoraggio il vostro proposito di condividere esperienze e percorsi di apprendimento su come prevenire ogni forma di abuso e su come rendere conto, con verità e umiltà, dei cammini di tutela intrapresi. Vi esorto a portare avanti questo impegno affinché le comunità diventino sempre più esempio di fiducia e di dialogo, dove ogni persona sia rispettata, ascoltata e valorizzata.
Là dove si vive la giustizia con misericordia, la ferita si trasforma in feritoia di grazia.”[1]
Stefania Tanesini
Intervista a S. E. Mons. Alí Herrera, Segretario della Pontificia Commissione Tutela Minorum della Chiesa Cattolica
[1] Messaggio del Santo Padre Leone XIV ai partecipanti all’incontro “Costruire Comunità che Tutelano la Dignità”, promosso dalla Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori. Roma, 15 novembre 2025.
Ogni ostacolo un trampolino di lancio