Entrare nella logica della gratuitร
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Portiamo dentro di noi un tesoro prezioso
Il dialogo รจ fruttuoso

Gratitudine e riconoscenza a Dio. Queste parole possono racchiudere la moltitudine di messaggi giunti da tutto il mondo per Paolo Rovea. Il 3 luglio 2025 in un incidente in montagna, Paolo ha concluso la sua vita terrena. Sposato con Barbara, hanno cinque figli: Stefano, Federico, Francesco, Miriam e Marco.
Era il 1975 quando ha conosciuto lโIdeale dellโunitร del Movimento dei Focolari. โHa cambiato radicalmente la mia vitaโ diceva. In quellโanno partecipa al Genfest a Roma, tornando col desiderio di vivere al cento per cento coi gen, i giovani dei focolari; e per 14 anni si impegna senza risparmiare tempo e forze, facendo del Vangelo il suo stile di vita.
Con Barbara, anche lei una gen, iniziano a progettare di mettere su famiglia. Coppie di fidanzati o di giovani famiglie iniziano a vederli sempre piรน come punti di riferimento. Scrive una di loro: โCon grandissimo dolore per questa perdita, siamo profondamente grati per lโamore, la stima, la fiducia ricevuti da Paolo. Grati per i tanti anni di straordinarie โpazzieโ di tutti insieme. Con Barbara egli ha segnato la storia di Famiglie Nuove – diramazione dei Focolari per il supporto alle famiglie -, la storia di tante coppie, tra cui la nostraโ.
Paolo si afferma sempre piรน anche nella sua professione, con competenza e sensibilitร . Si era laureato in medicina allโUniversitร di Torino (Italia), con specializzazione in oncologia e radioterapia oncologica. Nella stessa universitร era docente in un master pluriennale. Aveva lavorato come medico ospedaliero divenendo poi responsabile del reparto di Oncologia e Radioterapia Oncologica a Torino, fino alla pensione arrivata nel 2021. Aveva anche conseguito un Master e frequentato corsi di perfezionamento in Bioetica.
Nel 1989 sente che Dio lo chiama sulla strada del focolare e si confida con Danilo Zanzucchi, uno dei primi focolarini sposati: โSono in un momento molto importante per la mia vita: il lavoro come medico dovrebbe diventare definitivo; 5 mesi fa mi sono sposato. (โฆ ) Ringrazio Dio di tutti i doni che mi ha dato: prima di tutto per lโIdeale delโunitร (โฆ), per la mia famiglia (โฆ) la vita gen (โฆ); per Barbara, mia moglie, con la quale sto vivendo dei mesi bellissimi (โฆ) Ti assicuro che parto con un rinnovato desiderio di santitร su questa strada cosรฌ unica che รจ il focolareโ.
Una vita che ha le sue radici in una crescita costante del suo rapporto con Dio.
Molti ricordano come Paolo raramente dicesse di no a una richiesta o esigenza; era accanto a chiunque avesse bisogno con amore concreto. I suoi talenti e la sua professionalitร erano al servizio di chi gli era accanto: se cโera da cantare o suonare, cantava e suonava, se cโera da scrivere un testo, scriveva, se cโera da dare un consulto medico era pronto, se cโera da dare un consiglio, lo dava con distacco, incoraggiando i timorosi e spronando gli incerti. La sua capacitร di farsi vicino alla vita di ognuno che gli passava accanto, fa sรฌ che nel tempo sia percepito da tanti ome un vero fratello, uno di famiglia, un amico fedele.

“Ringrazio Dio di tutti i doni che mi ha dato:
prima di tutto per lโIdeale dellโunitร (โฆ),
per la mia famiglia (โฆ) la vita gen (โฆ);
per Barbara, mia moglie, con la quale
sto vivendo dei mesi bellissimi (โฆ)
Ti assicuro che parto con un rinnovato
desiderio di santitร su questa strada
cosรฌ unica che รจ il focolare”.
Lโimpegno di Paolo e Barbara nei Focolari va crescendo soprattutto allโinterno di Famiglie Nuove (FN). Uno dei campi che tanto li appassiona รจ lโeducazione allโaffettivitร e alla sessualitร . ร grazie a loro che nel 2011, in sinergia con le diverse agenzie formative del Movimento dei Focolari nasce un itinerario in tal senso, Up2Me, alla cui base vi รจ la visione antropologica tipica dei Focolari.
Maria e Gianni Salerno, responsabili di Famiglie Nuove raccontano: โPur conoscendoci con Paolo e Barbara giร da quando eravamo giovani, abbiamo lavorato a stretto contatto, quotidianamente, negli ultimi 10 anni, alla Segreteria Internazionale di Famiglie Nuove. La passione, la generositร , la creativitร , l’impegno instancabile con cui Paolo portava avanti ogni cosa, sempre attento ai rapporti con ognuno, restano per noi una testimonianza grandissima e sono stati sempre uno sprone ad andare avanti insieme, per cercare sempre piรน e sempre meglio di essere al servizio delle famiglie nel mondo. Spesso, nel confrontarci con lui su come affrontare le sfide della famiglia oggi, per poter essere sempre piรน prossimi a tutti, suggeriva idee innovative, utili per stare al passo con i tempi e con le necessitร delle persone. Ha viaggiato con Barbara tanto e ha lasciato ovunque nel mondo una scia di luceโ.
โTante delle nuove iniziative di Famiglie Nuove – continuano i Salerno – sono state suggerite e coordinate da lui, insieme a Barbara. Il programma Up2me, Formato Famiglia, un programma di confronto e crescita con altre famiglie nella cittadella internazionale dei Focolari di Loppiano e non ultima la Loppiano Family Experience, una scuola di tre settimane per animatori di Famiglie Nuove che provengono da tutto il mondo, sempre a Loppiano. Pur nel dolorosissimo distacco, sappiamo che possiamo contare sul suo insostituibile sostegno, che ora, dal Cielo, sarร ancora piรน forteโฆโ
Grazie Paolo!
Lorenzo Russo
Evitare atteggiamenti di superioritร

Nel condominio
Salivo le scale di casa quando mi รจ venuta in mente lโinquilina di fronte a me con grossi problemi di salute. Non riuscivo mai a trovare un poโ di tempo per lei e anche stavolta ero tentata di rinviare, ma il pensiero di farlo a Gesรน mi ha dato la spinta. Lasciata la signora contentissima di aver fatto quattro chiacchiere con me, sono stata trattenuta da alcuni inquilini che, vedendomi, volevano sentire anche il mio parere su una vecchia questione del condominio rimasta irrisolta. Avrei voluto tagliar corto, dovevo ancora preparare il pranzo, ma mi sono fermata ad ascoltare le ragioni dellโuno e dellโaltro; al tempo stesso, cercavo una soluzione che riportasse lโarmonia nello stabile, ma nessuna mi sembrava praticabile. Forse quello che potevo fare era solamente amare, ascoltandoli. Alla fine hanno trovato loro stessi quella che andava bene per tutti. Dopo i saluti, come a ringraziarmi, uno di loro รจ tornato indietro e mi ha regalato un medaglione. Ma piรน importante per me era aver trovato con quelle persone un rapporto che prima non cโera.
(Fulvia โ Italia)
Dieci anni dopo
Quella sera trovai mia moglie affaccendata a lavare i piatti. Come dirle che la valvola mitralica che mi teneva in vita non funzionava, che bisognava operare di nuovo a distanza di dieci anni? La prima volta cโera stato lo strazio per la separazione, per i bambini che giร vedevo orfaniโฆ Poi lโaccettazione e finalmente la serenitร , disposto a โpartireโ in qualsiasi momento. Infine lโoperazione, dolorosa, perรฒ con un buon recupero. Ma il dono piรน grande era stato sentire Dio sempre vicino a noi, proprio attraverso la conseguente limitazione fisica. Intanto, contrariamente ai pronostici dei medici, si era prolungato il miracolo di una mezza salute stabile. Ora perรฒ, dโimprovviso, le palpitazioni e il senso di spossatezza mi avevano fatto tornare alla realtร . Tuttavia non persi la calma, diedi un bacio ad Adita e accennai a certe analisi che il medico mi aveva prescritto. Era sufficiente perchรฉ lei comprendesse. Mi guardรฒ con un sorriso. Anchโio le sorrisi. Era il nostro โsรฌโ a ciรฒ che Dio ci chiedeva. Non dovevamo far altro che abbandonarci ancora a lui.
(Annibale โ Argentina)
Non รจ piรน solo
Fin da adolescente avevo unโattenzione speciale per i poveri, gli ammalati, i soli. Tanti ne ho conosciuti, fra i quali una signora con due figli, emarginati da tutti, perchรฉ con problemi psichici. Venuta a mancare lei, essi rimasero ancora piรน soli, ma continuarono a considerarmi come una persona di famiglia: infatti di tanto in tanto andavo a trovarli, con aiuti vari. Piรน tardi anche uno di loro andรฒ a raggiungere la mamma in Cielo. Rimase F., il fratello, considerato dai vicini di casa una persona inavvicinabile perchรฉ violento. Non usciva mai da casa, nรฉ potevo farmi accompagnare nelle mie visite perchรฉ non accettava nessuno. Vera immagine di Gesรน Crocifisso, decisi di andare a trovarlo. Prima perรฒ telefonai ad unโamica di venirmi a cercare se non lโavessi richiamata dopo 30 minuti. Grande fu la gioia di F. nel vedermi in casa sua, senza nessun timore: per lui era il regalo piรน grande mai ricevuto avere qualcuno con cui parlare. Da allora, quasi tutte le sere, mi manda un messaggio. Io rispondo cercando di infondergli speranza. Adesso F. non รจ piรน solo.
(G. โ Italia)
A cura di Maria Grazia Berretta
(tratto da Il Vangelo del Giorno, Cittร Nuova, anno Xโ n.1ยฐ luglio-agosto 2025)
Foto ยฉ Mihaly-Koles-Unsplash
Gratitudine
Testimoni di speranza
Intensificare la preghiera
Fare il primo passo verso lโaltro/a
Lโamore non calcola!
Porsi al servizio di ogni persona

Il complesso internazionale artistico femminile Gen Verde torna con un nuovo album di canzoni inedite, brani musicali nuovi, pezzi riarrangiati e anche alcuni dei brani che sono stati lanciati negli ultimi anni.
โTutto parla di te โ Preghiera in musicaโ รจ il titolo del nuovo album della band nata dal Carisma dellโunitร del Movimento dei Focolari.
โTutto ci parla di Dio: la natura che ci circonda, lโaria che respiriamo, le persone che ci passano accanto, le gioie e le difficoltร , i momenti di profonda felicitร , ma anche quelli di buio e di dolore dei quali Gesรน si รจ preso carico sulla croce. Questo album รจ frutto di unโesperienza centrale per il Gen Verde. Ogni sua nota, ogni parola e ogni silenzio vuole esprimere il loro rapporto con Dio, il cuore di tutto quello che il Gen Verde รจ e faโ, queste le parole che descrivono lโalbum e che sintetizzano il motivo e lโanima dellโopera.
Nancy Uelmen (Stati Uniti), cantante, pianista e compositrice del Gen Verde afferma: โCome dice Chiara Lubich, la fondatrice dei Focolari: โLa preghiera: รจ il respiro dellโanima, lโossigeno di tutta la nostra vita spirituale, lโespressione del nostro amore a Dio, il carburante di ogni nostra attivitร โ (Chiara Lubich, Cercando le cose di lassรน). Cosรฌ vogliamo invitare tutti a fare un viaggio interiore insieme, guidato da ogni brano dellโalbum, sperando che possa essere uno strumento di preghiera in musica, cosรฌ come lo รจ per noiโ.
Comโรจ nata lโidea di questo album?
โPer noi piรน che un album รจ unโesperienza molto speciale โ ribadisce Nancy -, perchรฉ siamo andate al cuore del Gen Verde, per quello che รจ e che fa. ร ciรฒ che ispira la nostra musica: il nostro rapporto con Dio. Abbiamo voluto quindi creare un album sulla preghiera e la musica, attraverso canzoni e alcuni brani strumentali, per esprimere il nostro cuore e tutto quello che siamo e facciamo. Lโidea รจ di percorrere un viaggio interiore: ogni brano parla di un aspetto del rapporto che si puรฒ vivere con Dio e lโuno con lโaltro. Come afferma il titolo, possiamo trovare Dio ovunque – nella natura, nel prossimo, nel nostro cuore โ, quindi questo album รจ come un viaggio che puรฒ aiutarci a scoprire questa presenza. ร il frutto di unโesperienza centrale per noiโ.
Il Gen Verde ha sede a Loppiano, la cittadella dei Focolari vicino Firenze (Italia) ed รจ composto da venti focolarine di 14 Paesi diversi. Un mix di internazionalitร , una palestra continua nellโamare la cultura, le tradizioni e i diversi tipi di musica che caratterizzano i membri del team. Da oltre 50 anni la band viaggia in giro per il mondo per testimoniare che pace, fraternitร , dialogo e unitร sono possibili. Ora, con questo nuovo progetto, il viaggio รจ allโinterno di ognuno di noi per ritrovare sรฉ stessi, Dio e gli altri.
L’album รจ disponibile dal 6 giugno su tutte le piattaforme digitali (Spotify, YouTube, Apple Music, Amazon music, Deezer, Tidal). Lโalbum fisico, che contiene un libretto con le parole delle canzoni e anche delle meditazioni per aiutare alla preghiera, รจ disponibile sul sito Made in Loppiano.
Lorenzo Russo
Riscoprire il valore dellโaltro/a
Spingersi verso i sofferenti
Donare la vita per Dio e i prossimi
Coraggio nel superare i pregiudizi

Il 16 luglio รจ un giorno significativo per il Movimento dei Focolari. Ricorre infatti l’anniversario del Patto di unitร fra Chiara Lubich, fondatrice dei Focolari e Igino Giordani, da lei considerato co-fondatore del Movimento. Era il 16 luglio 1949.โฏ
Ecco il messaggio che la Presidente dei Focolari, Margaret Karram, ha indirizzato, per questa ricorrenza, a tutti gli appartenenti al Movimento dei Focolari nel mondo.โฏ

Per approfondire lโorigine ed il significato del Patto di unitร , clicca qui.โฏ
Perdere tempo per il prossimo

Un uomo, uno sposo, un padre; professionista instancabile, cristiano: sono solo alcune delle caratteristiche che descrivono la persona di Giulio Ciarrocchi, focolarino sposato che, giorni fa, dopo anni di malattia, รจ salito al cielo. Un esempio di grande fiducia in quel disegno che Dio aveva pensato per lui.
Giulio nasce a Brooklyn (USA) da papร Andrea e mamma Romilda. Ad attenderlo c’รจ anche la sorellina Maria Teresa. Dopo un anno tutta la famiglia rientra a Petritoli, ridente centro delle Marche, una regione del centro Italia. Giulio andrร poi a studiare a Fermo, una cittร vicina. Il padre, corista del Metropolitan ed alcuni dischi incisi come solista, gli trasmette la passione del canto, che lo porterร ย in gioventรน a comporre canzoni. E’ il 1969, nel bel mezzo della contestazione giovanile. Racconta lui stesso: โTutto era in discussione dentro di me. Contestavo apertamente tutto e tutti, niente mi soddisfacevaโ.ย A 22 anni conosce la spiritualitร dell’unitร di Chiara Lubich: โuna luce fortissima che aprรฌ i miei occhi all’amore evangelico- raccontava. Cominciai dalle cose apparentemente semplici, come salutare le persone: l’altro non era piรน uno sconosciuto: Gesรน viveva in lui. Prima frequentavo solo persone che avevano i miei stessi interessi. Ora mi accorgevo che c’erano anche i poveri, gli emarginati. Ricordo una vecchina poverissima, da tutti evitata perchรฉ diceva sempre le stesse cose e non si lavava mai. Adesso quando l’incontravo la salutavo, le davo un passaggio in macchina accompagnandola dove doveva andare. Quando si ammalรฒ andavo tutti i giorni a trovarla in ospedale finchรฉ morรฌ. O quel ragazzo disabile, rifiutato dalla famiglia, che proprio in quei giorni era ricoverato per aver tentato il suicidio. Gli mostrai amicizia, lo aiutai a poco a poco ad avere fiducia nella vita, a riallacciare il rapporto con i familiari, a trovare un lavoro. Provavo una tale gioia, una tale libertร , che tutto il resto quasi scomparivaโ.
Per Giulio seguono anni di forte impegno nel Movimento Gen, la realtร giovanile del Movimento dei Focolari, che lo porta a fare del Vangelo il suo stile di vita. E’ affascinato dai valori nei quali crede e per i quali si spende con gli altri giovani: la giustizia, l’uguaglianza, l’amicizia.
Laureatosi in Economia, a 26 anni conosce Pina. Si sposano e mettono su casa ad Ancona (Marche). Dopo tre anni giunge loro una proposta: trasferirsi a Grottaferrata (Roma) per dare una mano nella Segreteria Internazionale di Famiglie Nuove. Giulio fa un concorso in una banca a Roma e, appena lo vince, insieme a Pina e le piccole Francesca e Chiara (Sara nascerร piรน tardi) arrivano a Grottaferrata. E’ il 1979.










Mentre Pina, anche lei focolarina sposata, lavora a tempo pieno alla Segreteria di Famiglie Nuove, Giulio, compatibilmente con il suo lavoro, si rende disponibile in varie attivitร : offrire un aiuto in occasione di incontri internazionali; condividere, insieme a Pina, le loro esperienze di vita, il lavoro di Dio su di loro, non solo ai fidanzati e alle giovani coppie, ma anche durante incontri di formazione del Movimento dei Focolari per ragazzi, giovani e convegni con rappresentanti di varie Chiese. Spesso la loro casa apre le porte per accogliere famiglie da varie parti del mondo di passaggio al centro internazionale dei Focolari, unโesperienza che รจ stata arricchente per tutta la famiglia.
Nel 1993 tutta la Segreteria FN, all’unanimitร , gli chiede di essere lui, con la sua calda empatia e la sua bella presenza, a condurre il Familyfest, l’evento mondiale che si svolgerร al Palaeur di Roma.
Con Pina sono tra i soci fondatori dellโAMU (Azione Mondo Unito) e di AFN (Azione per Famiglie Nuove). Hanno fatto parte per due anni dellโUfficio Nazionale per la Pastorale della famiglia della Conferenza Episcopale Italiana (CEI).
Nel maggio del 1995 improvvisamente tutto cambia. Giulio viene colpito da un ictus. Riesce a farcela solo grazie alla tempestivitร delle cure e alla sua incredibile forza d’animo nell’affrontare lunghi ricoveri ed estenuanti fisioterapie. Dopo alcuni mesi riesce a inviare a degli amici queste parole:
โIl giorno che sono entrato in questa clinica, la lettura della Messa parlava di Abramo invitato da Dio a lasciare la sua terra per andare dove Egli l’avrebbe condotto. Ho sentito per me quell’invito. In tutti questi anni avevo, con impegno e fatica, trovato un equilibrio. Questa malattia aveva distrutto questo equilibrio. Devo trovarne uno nuovo ed ho chiesto a Dio dove vuole condurmi. Dover cominciare tutto daccapo mi aveva un po’ spaventato. Ma Gesรน mi ha dato la risposta e la forza di andare avantiโ.
Lโesperienza della malattia diventa un riscoprire la relazione con il Padre: โSto vivendo una bellissima esperienza di rapporto con Dio e con la comunitร anche se nel dolore fisico, che, perรฒ, ti assicuro, รจ veramente secondario rispetto ai grandi doni che ho ricevutoโ.
Giulio non si รจ mai ripreso, anzi di giorno in giorno le sue condizioni diventano sempre piรน precarie. La sua vita e quella della sua famiglia รจ messa a dura prova, ma la loro unitร , soprattutto quella di coppia, รจ cosรฌ reale ed inscalfibile, cosรฌ gioiosa e feconda che la stessa Lubich ha voluto sigillarla con le parole del Salmo: โIn Lui si rallegrano i nostri cuoriโ (33,21).
Per sette anni con tanta fatica Giulio continua il lavoro in banca per raggiungere la pensione, profondamente grato ai colleghi che sono per lui aiuto e sostegno. Poi finalmente la tregua dal lavoro, ma non dal suo impegno, insieme a Pina, per le famiglie di tutto il mondo, sia lavorando, fino a che ha potuto, sia offrendo e pregando fino alla fine, certo che Pina รจ espressione della realtร di unitร tra loro.
Nel 2007 un’altra sfida. Scrive: โHo ritirato la risposta dell’esame istologico: un carcinoma che dovrรฒ curare con radioterapia. โRipeto il mio sรฌ a Gesรน. Qualcuno potrebbe dire che Dio mi ha preso di mira, dato che da 12 anni vivo giร il mio non facile โdopo ictusโ. Io invece penso di essere molto amato e Lo ringrazio per il privilegio che mi dร di partecipare al suo mistero d’amore per il bene dell’umanitร .โ
Nel maggio 2025 Giulio e Pina hanno festeggiato i 30 anni di malattia. Proprio cosรฌ, festeggiato. E non perchรฉ fosse ormai tutto superato, ma perchรฉ, commenta Giulio, โsono stati anni di grazieโ. Aveva iniziato a perdere gradualmente la memoria ma la sua dimensione spirituale era rimasta vigorosa . โVivo nel presente, dirร il 2 febbraio 2025, e guardo in alto. Gesรน mi dice, non preoccuparti, io sto qui, dietro a teโ. E il 25 giugno, compleanno di Pina, in un momento di luciditร le dice: โHai sempre fatto benissimo, ti auguro di fare sempre meglio!โ Quando l’ultimo giorno sono in attesa del 118 dopo aver recitato insieme tre Ave Maria, Giulio conclude: โMaria, purissima, aiutaci tuโ.
Giulio รจ stato un regalo per tutti coloro che lo hanno incontrato, moltissimi i messaggi di gratitudine arrivati da parenti, colleghi e amici da piรน parti del mondo.
Molti sono i doni di cui Giulio, attraverso la sua esistenza, ha ricolmato gli altri, come raccontano le figlie dopo il funerale:
โQuello che vorremmo condividere รจ la sua capacitร di riconoscere la bellezza. Non quella estetica o superficiale, ma quella che scopri se vai in profonditร , se superi la paura di accogliere lโesistenza con il cuore. Quella bellezza invisibile, ma potente, che si cela tra le trame della vita, che รจ luce nel dolore e gioia nella malattia. Quella bellezza che papร ci ha fatto sperimentare coinvolgendoci nelle sue tante passioni come lโarte, la fotografia, la musica, il teatro, i viaggi e il mareโฆ passioni che oggi sono anche le nostre e che ci permettono di avere uno sguardo aperto e fiducioso verso il mondo proprio come ha fatto lui fino alla fine. Caro papร spesso abbiamo pensato che la vita non รจ stata gentile con te, ma quella gentilezza che non hai ricevuto lโhai donata tu alla tua vita e alla nostra.
In questi ultimi anni il tuo mondo fisico si รจ ristretto eppure il tuo mondo interiore si รจ dilatato, insegnandoci la gratitudine per ogni giorno vissutoโ.
La redazione con la collaborazione di Anna e Alberto Friso
Condividiamo di seguito una video- intervista realizzata dal Centro Santa Chiara audiovisivi a Giulio e sua moglie Pina: Ri-innamorarsi giorno per giorno.
Disponibili allโascolto
Pronti/e ad amare
Saper mettersi in gioco per lโaltro/a
Imparare dagli altri
Guardare oltre noi stessi
โToccareโ le ferite delle persone
Farsi prossimi
Perdonare i torti subiti
Vedere nuove le persone con cui viviamo

Ogni cinque anni si svolge lโAssemblea generale dellโOpera di Maria, il Movimento dei Focolari.
La prossima si svolgerร dal 1ยฐ al 21 marzo 2026.
Unโoccasione per rispondere alla vocazione dei Focolari: vivere per lโunitร . Si tratta di uno degli eventi piรน importanti: durante lโAssemblea verranno scelti i nuovi dirigenti dei Focolari ed i lavori offriranno lโopportunitร per dialogare su idee, proposte e mozioni che saranno le linee guida del Movimento per il prossimo quinquennio.
Il cammino di preparazione sta iniziando: siamo tutti chiamati a dare il nostro contributo.
Margaret Karram, Presidente dei Focolari, attraverso questo video messaggio ci spiega come possiamo prepararci in maniera sinodale.
Per capire meglio che cosa รจ lโAssemblea, come si svolgerร e come prepararsi a questo importante appuntamento, ecco un video con infografica.
Lโamore dร senso a tutto

Ogni cinque anni si svolge lโAssemblea generale dellโOpera di Maria, il Movimento dei Focolari.
La prossima si svolgerร dal 1ยฐ al 21 marzo 2026.
Unโoccasione per rispondere alla vocazione dei Focolari: vivere per lโunitร . Si tratta di uno degli eventi piรน importanti: durante lโAssemblea verranno scelti i nuovi dirigenti dei Focolari ed i lavori offriranno lโopportunitร per dialogare su idee, proposte e mozioni che saranno le linee guida del Movimento per il prossimo quinquennio.
Il cammino di preparazione sta iniziando: siamo tutti chiamati a dare il nostro contributo.

Vieni fratello esule, abbracciamoci. Dovunque tu sia, comunque ti chiami, qualsiasi cosa tu faccia, mi sei fratello. Che importa a me se la natura e le convenzioni sociali sโimpegnano a staccarti da me, con nomi, specificazioni, restrizioni, leggi?
Il cuore non si frena, la volontร non soffre limiti, eย con uno sforzo dโamore possiamo valicare tutte queste spartizioni e riunirci in famiglia.
Non mi riconosci? La natura ti depose altrove, altrimenti fatto, dentro altri confini, sei forse tedesco, rumeno, cinese, indianoโฆ Sei forse giallo, olivastro, nero, bronzeo, cupreoโฆ ma che importa.
Sei dโuna patria diversa ma che vale? Quando questo piccolo globo tuttora incandescente si consolidรฒ, nessuno poteva immaginare che per quelle escrescenze fortuite degli esseri si sarebbero ammazzati a lungo.
E anche oggi, di fronte ai nostri ordinamenti politici, ti pare che la natura ci chieda il permesso mai nellโesprimersi attraverso i vulcani, i terremoti, le alluvioni? E ti pare che si preoccupi delle nostre disparitร , apparenze e gerarchie?
Fratello ignoto, ama la tua terra, il tuo frammento della comune scorza che ci regge, ma non odiare la mia. Sotto tutti gli orpelli, sotto le classificazioni sociali per quanto codificati, tu sei lโanima che Dio creรฒ sorella alla mia, a quella dโogni altro (unico รจ il Padre), e sei come ogni altro un uomo che soffre e forse fai soffrire, che hai bisogno piรน che facoltร , che oscilli, ti stanchi, hai fame, hai sete, hai sonno, come me, come tutti.
“Fratello ignoto, ama la tua terra, il tuo frammento della comune scorza che ci regge, ma non odiare la mia. (…)
In te riconosco il Signore. Lรฌberati, e sin dโora fratelli che siamo, abbracciamoci.“

Sei un povero pellegrino inseguente un miraggio. Ti credi centro dellโuniverso, e non sei che atomo di questa umanitร che si muove affannosamente tra dolori piรน che tra gioie, da millenni verso millenni.
Sei un nonnulla fratello, dunque uniamo le nostre forze anzichรฉ cercare lo scontro. Non inorgoglire, non separarti, non accentuare i marchi di differenziazione escogitati dallโuomo.
Non frignavi nascendo come me? Non gemerai morendo come me? Lโanima tornerร , qualunque sia lโinvolucro terreno, nuda, eguale. Tu vieni. Da oltre tutti i mari, climi, tutte le leggi, da oltre qualsiasi scompartimento sociale, politico, intellettuale, da oltre tutti i limiti (lโuomo non sa che circoscrivere, suddividere, isolare) tu vieni, fratello.
In te riconosco il Signore. Lรฌberati, e sin dโora fratelli che siamo, abbracciamoci.
Igino Giordani
in: Rivolta cattolica, Cittร Nuova, 1997 (ed. Piero Gobetti, Torino, 1925)
A cura di Elena Merli
Foto: ยฉ CM – CSC Audiovisivi
Scoprire nella giornata lโamore del Padre
Capaci di vicinanza

Martine รจ sul treno della metropolitana di una grande cittร europea; tutti i passeggeri sono concentrati sul proprio cellulare. Connessi virtualmente, ma realmente intrappolati nellโisolamento. Si domanda: ยซMa non siamo piรน capaci di guardarci negli occhi?ยป.
ร esperienza comune, soprattutto nelle societร ricche di beni materiali, ma sempre piรน povere di rapporti umani. Invece il Vangelo torna sempre con la sua proposta originale, creativa, capace di โfare nuove tutte le coseโ[1].
Nel lungo dialogo con il dottore della Legge che gli chiede cosa fare per ereditare la vita eterna[2], Gesรน risponde con la famosa parabola del buon Samaritano: un sacerdote e un levita, figure di rilievo nella societร del tempo, vedono un uomo aggredito dai briganti, sul margine della strada, ma passano oltre.
ยซInvece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassioneยป.
Al dottore della Legge, che conosce bene il comandamento divino dellโamore al prossimo[3], Gesรน propone come modello uno straniero, considerato scismatico e nemico: egli vede il viandante ferito, ma si lascia prendere dalla compassione, un sentimento che nasce da dentro, dal profondo del cuore umano. Perciรฒ interrompe il suo viaggio, gli si avvicina e se ne prende cura.
Gesรน sa che ogni persona umana รจ ferita dal peccato e proprio questa รจ la sua missione: guarire i cuori con la misericordia e il perdono gratuito di Dio, perchรฉ siano a loro volta capaci di vicinanza e condivisione.
ยซ[โฆ] Per imparare a essere misericordiosi come il Padre, perfetti come lui, occorre guardare Gesรน, rivelazione piena dellโamore del Padre. [โฆ] lโamore รจ il valore assoluto che dร senso a tutto il resto [โฆ] che trova la sua espressione piรน alta nella misericordia. Misericordia che aiuta a vedere sempre nuove le persone con le quali viviamo ogni giorno in famiglia, a scuola, al lavoro, senza ricordarci piรน dei loro difetti, degli sbagli; che ci fa non giudicare, ma perdonare i torti subiti. Anzi dimenticarliยป[4].
ยซInvece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassioneยป.
La risposta finale e decisiva si esprime con un invito chiaro: ยซVaโ e anche tu faโ lo stessoยป[5]. ร quello che Gesรน ripete a chiunque accoglie la sua Parola: farsi prossimi, prendendo lโiniziativa di โtoccareโ le ferite delle persone incontrate ogni giorno sulle strade della vita.
Per vivere la prossimitร evangelica, prima di tutto chiediamo a Gesรน di guarirci dalla cecitร dei pregiudizi e dellโindifferenza, che ci impedisce di vedere oltre noi stessi.
Poi impariamo dal Samaritano la capacitร di compassione, che lo spinge a mettere in gioco la sua stessa vita. Imitiamo la sua prontezza a fare il primo passo verso lโaltro e la disponibilitร ad ascoltarlo, a fare nostro il suo dolore, liberi dai giudizi e dallโansia di โperdere tempoโ.
ร lโesperienza di una giovane coreana: ยซHo cercato di aiutare unโadolescente che non era della mia cultura e che non conoscevo bene. Eppure, anche se non sapevo cosa e come fare, ho preso il coraggio di provarci. E con sorpresa ho notato, che โ offrendo quellโaiuto โ io stessa mi sono ritrovata โguaritaโ nelle mie ferite interioriยป.
Questa Parola ci offre la chiave dโoro per realizzare lโumanesimo cristiano: ci rende consapevoli della comune umanitร , in cui si riflette lโimmagine di Dio, e ci insegna a superare con coraggio la categoria della โvicinanzaโ fisica e culturale. In questa prospettiva, รจ possibile allargare i confini del โnoiโ fino allโorizzonte del โtuttiโ e ritrovare i fondamenti stessi della vita sociale.
A cura di Letizia Magri e del team della Parola di Vita
Foto ยฉ John-Lockwood – Unsplash
[1] Cf. Ap 21,5.
[2] Cf. Lc 10, 25-37.
[3] Dt 6,5; Lv 19,18.
[4] C. Lubich, Parola di Vita giugno 2002, in eadem, Parole di Vita, a cura di Fabio Ciardi, (Opere di Chiara Lubich 5), Cittร Nuova, Roma, 2017, p.659.
[5] Lc 10,37.

Quotidianamente osserviamo intorno a noi tante sofferenze che possono farci sentire impotenti, se non si aprono squarci di umanitร . A volte, perรฒ, la risposta viaggia su WhatsApp, come รจ accaduto a una piccola comunitร cittadina dellโItalia che vuole vivere lโunitร : โโฆnellโospedale dove lavoro cโรจ un giovane, straniero, che รจ completamente solo e sta morendo. Forse qualcuno potrebbe passare qualche minuto con lui, per dare un poโ di dignitร a questa situazione?โ ร una scossa: le risposte si susseguono rapide. Il messaggio di chi รจ stato presente nelle ultime ore dice: โAl suo capezzale abbiamo visto subito che lโassistenza รจ puntuale, attenta e amorevole e che quindi non avevamo nulla da fare di concreto se non stare lรฌ. Nรฉ lui, ormai in coma, poteva giovare della nostra presenzaโ.
Inutile? In quelle poche ore una piccola comunitร , dentro e fuori dallโOspedale, ha accompagnato e dato senso. Chissร se una mamma lo potrร piangere nel suo Paese. Sicuramente il suo โpassaggioโ non รจ stato vano per chi ha potuto voler bene a quel giovane, non piรน sconosciuto. La compassione รจ un sentimento che nasce da dentro, dal profondo del cuore umano. Rende capaci di interrompe il proprio viaggio pieno di impegni e appuntamenti frenetici della giornata e prendere lโiniziativa per avvicinarsi e offrire uno sguardo di cura, senza paura di โtoccareโ le ferite.
Lo spiega con incisiva semplicitร Chiara Lubich: โImmaginiamo di essere nella sua situazione e trattiamolo come vorremmo esser trattati noi al posto suo. Lui ha fame? Ho fame io โ pensiamo. E diamogli da mangiare. Subisce ingiustizia? Sono io che la subisco! E diciamogli parole di conforto e condividiamo le sue pene e non diamoci pace finchรฉ non sarร illuminato e sollevato. Vedremo lentamente cambiare il mondo attorno a noiโ1.
Ce lo conferma anche la saggezza africana con un proverbio ivoriano: โChi accoglie uno straniero ospita un messaggero”.
Questa Idea ci offre una chiave per realizzare lโumanesimo piรน autentico: ci rende consapevoli della comune umanitร , in cui si riflette la dignitร connaturata ad ogni uomo e ogni donna, e ci insegna a superare con coraggio la categoria della โvicinanzaโ fisica e culturale. In questa prospettiva, รจ possibile allargare i confini del โnoiโ fino allโorizzonte del โtuttiโ e ritrovare i fondamenti stessi della vita sociale. Ed รจ importante curare noi stessi, con lโaiuto degli amici con cui camminiamo insieme, quando ci sembra di soccombere alle sofferenze che ci circondano. Ricordando che -come dice lo psichiatra psicoterapeuta Roberto Almada- โse i buoni abbandonano la battaglia a causa della stanchezza, la nostra comune umanitร correrร il maggiore dei rischi: lโimpoverimento valorialeโ2.
1. Chiara Lubich, L’arte di amare, Cittร Nuova, p. 60
2. R. Almada, Il burnout del buon samaritano, Effatร editrice, 2016
Foto: ยฉ Alexandra_Koch en Pixabay
LโIDEA DEL MESE รจ attualmente prodotta dal โCentro del Dialogo con persone di convinzioni non religioseโ del Movimento dei Focolari. Si tratta di unโiniziativa nata nel 2014 in Uruguay per condividere con gli amici non credenti i valori della Parola di Vita, cioรจ la frase della Scrittura che i membri del Movimento si impegnano a mettere in atto nella vita quotidiana. Attualmente LโIDEA DEL MESE viene tradotta in 12 lingue e distribuita in piรน di 25 paesi, con adattamenti del testo alle diverse sensibilitร culturali. dialogue4unity.focolare.org
Lasciarsi โferireโ dalla compassione
Lavorare per un mondo unito
Lavorare per il mondo unito

Il 29 giugno 1967 papa Paolo VI aveva invitato il Patriarca Athenagoras a inviare a Roma qualche rappresentante. Da allora i responsabili delle due Chiese si scambiano visite: il 29 giugno, festa dei santi Pietro e Paolo, viene a Roma una delegazione del Patriarcato di Costantinopoli, e qualche volta รจ venuto il Patriarca stesso, mentre il 30 novembre, giorno di Sant’Andrea, va al Patriarcato una delegazione del Vaticano a nome del Papa. San Pietro, vescovo di Roma, e Sant’Andrea, secondo la Tradizione, fondatore della sede episcopale di Costantinopoli, erano fratelli, queste visite sono un richiamo per queste due Chiese che si vedono sorelle a impegnarsi per la riconciliazione e rafforzare i vincoli di solidarietร .
In questa festa che ha quindi anche un valore nel cammino di unitร tra le Chiese, pubblichiamo un video con alcune impressioni raccolte a conclusione del Convegno dal titolo Called to hope โ Key players of dialogue (Chiamati alla speranza, protagonisti del dialogo) promosso dal Centro Uno, la segreteria internazionale per lโunitร dei cristiani del Movimento dei Focolari, al quale hanno partecipato 250 persone di 40 Paesi e 20 Chiese cristiane, con oltre 4000 nel mondo che hanno seguito lโevento via streaming.
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Testimoniare lโamore
Capaci di amare
Partire dal cuore

Io non capivo come si potesse generare alla vita un giovane, farlo consumare negli studi e nei sacrifici, al fine di maturarlo per una operazione, in cui lui avrebbe dovuto ucยญcidere gente a lui estranea, sconosciuta, innocente, ed egli a sua volta avrebbe dovuto farsi uccidere da gente alla quale non aveva fatto alcun male. Vedevo lโassurditร , la stupiditร , e sopra tutto il peccato della guerra: peccato reso piรน acuto dai pretesti con cui la guerra si cercava e dalla futilitร con cui si decideva.
Il Vangelo, meditato giร abbastanza, mโinsegnava, come dovere inseparabile, di far del bene, non di uccidere; di perยญdonare, non di vendicarmi. E lโuso della ragione mi dava quasi la misura dellโassurditร dโuna operazione, la quale asยญsegnava i frutti della vittoria non a chi aveva ragione, ma a chi aveva cannoni; non alla giustizia, ma alla violenza [โฆ].
Nel ยซmaggio radiosoยป 1915, fui chiamato alle armi. [โฆ]
Quante trombe, quanti discorsi, quante bandiere! Tutta roba che infittiva dentro il mio spirito la repugnanza per quegli scontri, con governi che, incaricati del bene pubblico, attuavano il loro compito ammazzando figli del popolo, a centinaia di migliaia, e distruggendo e lasciando distruggere i beni della nazione: il bene pubblico. Ma quanto tutto ciรฒ mi apparve cretino! E soffrivo per milioni di creature, alle quali si soleva per forza far credere nella santitร di quegli omicidi, santitร attestata anche da ecclesiastici che benediceยญvano cannoni destinati a offendere Dio nel capolavoro della creazione, a uccidere Dio in effige, a realizzare il fratricidio in persona di fratelli, per di piรน battezzati.
โVedevo lโassurditร , la stupiditร ,
e soprattutto il peccato della guerraโฆโ.

Quale recluta fui mandato a Modena, dove cโera una specie di universitร per la formazione di guerrieri e duci. Veยญnendo da Virgilio e Dante, lo studio di certi manuali, dove sโinsegnava a ingannare il nemico per giungere ad ammazยญzarlo, mi fece tale effetto che, con una imprudenza non suยญperabile, scrissi su uno di essi: โ Qui sโimpara la scienza dellโimbecillitร โ. Ben altro concetto avevo io dellโamor di paยญtria. Lo concepivo infatti come amore; e amore vuol dire serยญvizio, ricerca del bene, aumento del benessere, per la produยญzione di una convivenza piรน felice: per la crescita, e non per lo stroncamento, della vita.
Ma ero giovane, e non capivo i ragionamenti degli anziaยญni, i quali non facevano questione di capire: si stordivano con cortei e strillavano slogan per narcotizzarsi.
[โฆ]
Dopo qualche settimana, diplomato a Modena, tornai a casa, per ripartire per il fronte. Abbracciai mia madre e mio padre, i fratelli e le sorelle (lโabbraccio si praticava pochissiยญmo in casa mia) e presi il treno. Dal treno scorsi per la priยญma volta il mare, piรน largo assai dellโAniene; e fu come se avessi assolto uno dei doveri della mia esistenza: e, in tre giorni, raggiunsi la trincea dellโIsonzo nel centoundicesimo Reggimento fanteria.
La trincea! In essa, dalla scuola entrai nella vita, tra le braccia della morte con le salve dei cannoni. [โฆ]
Se cinque o sei colpi sparai, in aria, lo feci per necessitร : mai volli indirizzare la canna del fucile verso le trincee avversarie, per tema di uccidere un fiยญglio di Dio. [โฆ]
Se tutte quelle giornate spese, in fondo alle trincee, a guardare canneti e ciuffi di rovi e nubi annoiate e azzurri splendenti, le avessimo spese a lavorare, si sarebbe prodotta una ricchezza capace di soddisfare tutte le rivendicazioni per cui si faceva la guerra. Certo: ma questo era un ragionamenยญto; e la guerra รจ un antiragionamento.
Igino Giordaniย
Memorie di un cristiano ingenuo, Cittร Nuova 1994, pp.47-53
A cura di Elena Merli
Foto: ยฉ ZU via Fotos Pรบblicas
Ascoltare la voce della coscienza
In occasione del Giubileo dei Giovani, dal 29 luglio al 1ยฐ agosto 2025 i Giovani del Movimento dei Focolari offrono una proposta per i loro coetanei pellegrini che raggiungeranno Roma: quattro giorni di spiritualitร , condivisione, testimonianze, preghiere, catechesi, gioia e cammino insieme!
Un’opportunitร unica per mettersi in cammino attraverso luoghi carichi di storia e di spiritualitร , con tante persone che si incontreranno lungo il cammino, per crescere nella fede e nella speranza.
Per ogni giorno viene proposta una parola chiave, una tappa con un momento di riflessione e preghiera, un approfondimento spirituale legato al carisma dellโunitร con testimonianze e canti, per vivere il Giubileo dei Giovani come un viaggio basato su 4 idee chiave: pellegrinaggio (un cammino), porta santa (un’apertura), speranza (guardare avanti), riconciliazione (fare pace). Per chi lo desidera ci saranno alcune catechesi presso il Focolare meeting point tenute da Tommaso Bertolasi (filosofo), Anna Maria Rossi (linguista) e Luigino Bruni (economista).
Il Pellegrinaggio alle sette chiese.
Lโofferta propone un percorso che segue un itinerario storico che ha accompagnato i pellegrini fin dal XVI secolo: il Pellegrinaggio delle Sette Chiese, ideato da San Filippo Neri. Un cammino di fede e comunione fraterna, fatto di preghiera, canti e riflessioni sulla vita cristiana.
Le tappe di questo pellegrinaggio toccano sette luoghi simbolo di Roma: Basilica di San Sebastiano, Basilica di San Paolo fuori le Mura, Basilica di Santa Maria Maggiore, Basilica di San Pietro, Basilica di San Lorenzo, Basilica di Santa Croce in Gerusalemme, Basilica di San Giovanni in Laterano. 20 Km di percorso totale, unโesperienza vissuta da secoli da migliaia di giovani e adulti. Ed รจ prevista la partecipazione ai grandi eventi del Giubileo dei Giovani: il momento di riconciliazione al Circo Massimo, gli incontri con Papa Leone XIV durante la veglia e la Messa finale nella spianata di Torvergata che รจ stata la location della veglia e la Messa dei Giovani al Giubileo del 2000. Per chi potrร rimanere qualche giorno in piรน, il 4 agosto รจ possibile far visita al Centro Internazionale dei Focolari a Rocca di Papa (Roma).
Molti quindi gli appuntamenti per vivere il Giubileo, scoprire Roma e vivere insieme un momento di fede e spiritualitร . Durante il percorso, i giovani avranno a disposizione un Passaporto del Pellegrino: in ogni chiesa visitata, potranno descrivere, usando una sola parola, ciรฒ che hanno vissuto o che cosa li ha colpiti. Alla fine si avrร cosรฌ un ricordo unico di questa esperienza.
Siete pronti a partire? Buon cammino!
Per maggiori info: sgmu@focolare.org – +39 338 159 3455.
Lorenzo Russo
Lโamore รจ fatto di pazienza

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