Operation Unity Washington D.C.
Il cammino che unisce
Una Pasqua di speranza ma, soprattutto, da vivere insieme. A 1700 anni dal Concilio di Nicea, in questo 2025, le varie Chiese cristiane celebrano la Pasqua nel medesimo giorno, domenica 20 aprile.
Una coincidenza meravigliosa che funge da richiamo a tutti i cristiani a compiere un passo decisivo verso l’unità; una chiamata a riscoprirsi uniti nella pluralità.
A fronte di un epoca segnata da continue scissioni, su tutti i fronti, e, più che mai in questa occasione che ci avvicina al mistero della Resurrezione, condividiamo alcune parole pronunciate da Chiara Lubich a Palermo nel 1998 su “Una spiritualità per i dialoghi”, nello specifico, una “spiritualità ecumenica”.
Un invito diretto a rispondere alla chiamata dell’amore reciproco non singolarmente ma in maniera collettiva; la possibilità di guardare a quel Gesù Abbandonato in Croce come a una luce che, pur nell’estremo sacrificio, non solo guida ma diventa strada certa dove poter muovere i nostri passi.
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Foto: © Carlos Mana – CSC audiovisivi
Dialogo: un cammino per cercare il bene
A volte ci troviamo di fronte a situazioni in cui è difficile esprimere un giudizio, prendere una posizione. Bisognerebbe avere una capacità di trovare il senso più profondo delle cose ed intuire i significati e le prospettive.
C’è bisogno di luce, e come i minatori che aprono la strada metro dopo metro con una semplice lanterna, anche noi abbiamo una luce che può illuminare i nostri passi, uno alla volta. Lo sappiamo: l’amore reciproco è una luce potente che ci guida ed è un aiuto per il difficile cammino della coscienza personale nei sentieri della vita.
Occorre essere in grado di confrontarci con le tante complessità di vedute e opinioni di coloro che ci stanno accanto o di chi incontriamo quasi per caso. È importante con tutti mantenere l’autenticità nel cuore e anche avere la coscienza del limite del nostro punto di vista. Questa apertura mentale e del cuore, frutto dell’amore vero, ci apre ad un dialogo che ascolta cercando il buono che è nell’altro e aprendo la possibilità di costruire qualcosa insieme.
In tema con questa ricerca personale, Timothy Radcliffe, uno dei teologi presenti all’ultimo Sinodo dei vescovi della Chiesa cattolica, ha affermato ai membri del Sinodo che: “la cosa più coraggiosa che possiamo fare è essere sinceri tra di noi riguardo ai nostri dubbi e alle nostre domande, quelle per le quali non abbiamo risposte chiare. Allora ci avvicineremo come compagni di ricerca, mendicanti della verità (1)”.
In una conversazione con membri dei Focolari, Margaret Karram ha così commentato questa riflessione: “Pensandoci, mi sono resa conto, che tante volte non ho avuto il coraggio di dire veramente quello che pensavo: forse per timore di non essere capita, forse per non dire qualcosa completamente diverso dall’opinione della maggioranza“. Per lei, “essere ‘mendicanti della verità’ significa avere un sincero atteggiamento di prossimità, gli uni verso gli altri, in cui tutti insieme cerchiamo il bene” (2).
È anche l’esperienza di Antía che partecipa al gruppo artistico “Mosaico”. Esso è nato nel 2017 ed è composto da giovani spagnoli di diversa provenienza e cultura che offrono attraverso la loro arte e i loro laboratori la propria esperienza di fraternità. Antía ci racconta: “È il collegamento con i miei valori: un mondo fraterno, nel quale ciascuno (giovanissimi, inesperti, vulnerabili…) dona il proprio contributo a questo progetto. ‘Mosaico’ mi fa credere che un mondo più unito non è un’utopia, nonostante le difficoltà e il duro lavoro che comporta. Sono cresciuta in un lavoro di squadra, con un dialogo coraggioso e senza barriere, rinunciando alle mie idee che consideravo le migliori. E il risultato è che ‘il bene’ è costruito pezzo per pezzo insieme, da tutti noi” (3).
1 Padre Timothy Radcliffe, Meditazione n. 3, Amicizia, Sinodo dei Vescovi, Sacrofano, 2.10.2023.
2 Conversazione con i focolarini, Margaret Karram, Presidente del Movimento dei focolari, Rocca di Papa, 3.02.2024.
3 Mosaico GRLP aderisce al progetto “Forti senza violenza” che organizza laboratori multidisciplinari con i giovani per tre
giorni, cercando di trasmettere valori come la non violenza, la pace e il dialogo attraverso l’arte. Cfr. rivista LAR n. 1,
primavera 2024, p. 11.
Foto: © Comunicazione Loppiano
L’IDEA DEL MESE è attualmente prodotta dal “Centro del Dialogo con persone di convinzioni non religiose” del Movimento dei Focolari. Si tratta di un’iniziativa nata nel 2014 in Uruguay per condividere con gli amici non credenti i valori della Parola di Vita, cioè la frase della Scrittura che i membri del Movimento si impegnano a mettere in atto nella vita quotidiana. Attualmente L’IDEA DEL MESE viene tradotta in 12 lingue e distribuita in più di 25 paesi, con adattamenti del testo alle diverse sensibilità culturali.
Ikuméni: alla ricerca della solidarietà religiosa
“Ikuméni ha trasformato il modo in cui noi giovani ci relazioniamo gli uni con gli altri, il modo in cui ci guardiamo, il modo in cui possiamo avere unità nella diversità”, dice dal palco del Genfest 2024 ad Aparecida, Edy, peruviano, cattolico, accompagnato di altri 13 giovani di varie Chiese cristiane e Paesi latinoamericani.
Ma cos’è Ikuméni? È un percorso di formazione di quattro mesi in uno stile di leadership basato sull’arte dell’ospitalità, della cooperazione e delle buone pratiche. “Un momento saliente è stato il nostro incontro conclusivo in presenza”, continua Edy. Subito interviene Pablo, salvadoregno, luterano: “Qualcosa che ci ha segnato è imparare a generare insieme iniziative di cooperazione che chiamiamo buone pratiche ecumeniche e interreligiose, lavorando insieme con persone di varie Chiese e di religioni diverse, disposte a servire nelle sfide che affrontiamo oggi nelle nostre città e nelle zone rurali”.
In effetti, Ikuméni offre ai giovani diversi percorsi per la realizzazione delle buone pratiche: è così che sono nate iniziative di cooperazione per la costruzione della pace, la risoluzione dei conflitti, l’ecologia integrale e lo sviluppo sostenibile, le questioni umanitarie e la resilienza, lavorando insieme non solo con persone di varie Chiese, ma anche con la società civile per prendersi cura insieme.
“Nel mio caso abbiamo avviato un’iniziativa per la costruzione della pace nella facoltà di scienze sociali dell’università in cui studio”, racconta Laura Camila, colombiana, che vive a Buenos Aires ed è membro di una comunità ecclesiale pentecostale. E ribadisce, “abbiamo bisogno di lavorare insieme per la pace, ne abbiamo davvero bisogno. Così, in collaborazione con varie Chiese, sono nate iniziative per rafforzare la resilienza creando reti ecumeniche e interreligiose e laboratori per il dialogo e la formazione alla risoluzione dei conflitti”.
L’Itinerario formativo Ikuméni è un programma di borse di studio e quindi non ha alcun costo per i partecipanti che vengono selezionati per partecipare al percorso. Richiede l’impegno di 4 ore settimanali e la partecipazione all’incontro regionale in presenza di Ikuméni. Possono partecipare giovani tra 18 e 35 anni che abbiano concluso l’istruzione secondaria. E’ organizzato da CREAS (Centro Regional Ecuménico de Asesoría y Servicio) con la collaborazione di diverse organizzazioni.
Sono attive le iscrizioni per il laboratorio del 2025. Trovate tutte le informazioni su: https://ikumeni.org/
Vi invitiamo a vedere il nostro servizio girato pochi mesi fa a Buenos Aires in occasione dell’incontro dell’équipe di lavoro.
Carlos Mana
Foto: © Ikuméni
