Movimento dei Focolari
La caduta delle farfalle

La caduta delle farfalle

La caduta della FarfallaLa storia VERA di una giovane donna malata di bulimia salvata dall’amore del suo ragazzo. Il breve saggio dello psicologo sottolinea la centralità dell’amore e delle relazioni nella cura. IL VOLUME – Come le farfalle. Leggere, sensibili e destinate ad una rapida fine. Sono le persone colpite da disturbi alimentari. Così è la protagonista del racconto. Una giovane donna bulimica colpita da un arresto cardiaco causato da ipopotassiemia. Ispirato alla storia vera della protagonista e dell’autore (compagni dal 2012), attraverso la voce di lui, le sue emozioni, i suoi pensieri e ricordi, si narrano i giorni della degenza e del recupero. Come in un film si ripercorrono le infernali tappe che hanno portato alla degenerazione della malattia: la morte della madre, la problematicità dei rapporti familiari, l’incomprensione e l’esclusione. A vincere sarà la forza dell’amore, la lotta per la libertà dalla sofferenza. L’AUTORE – Alessandro Mazzochel nasce nel 1987 ai piedi del Montello (TV), dove tuttora vive. Ha accompagnato gli studi in Giurisprudenza dell’Università di Padova (tesi sull’Ars combinatoria da Lullo a Leibniz) alla passione per la scrittura, il teatro, lo studio umanistico e la storia dell’arte. Fra le varie esperienze letterarie, ha pubblicato, come coautore, La notte scende ancora (Roma 2008) e un racconto nella raccolta Mio papà me lo voleva comprare (Roma 2013). Dal 2006 è Assessore alla Cultura del Comune di Volpago. SAGGIO DI: Pasquale Ionata, laureato in psicologia, diplomato in Psicoterapie Brevi (S.I.N.A.PSI.), specializzato in Ipnosi (C.I.I.C.S), EMDR (EMDR Italia), PNL (NLP Italy), iscritto all’Ordine degli Psicologi e all’Albo degli Psicoterapeuti. Collabora al periodico quindicinale «Città Nuova» e alla rivista culturale «Nuova Umanità. È autore per Città Nuova tra l’altro di Ottimismo (1997), Armonia cercasi (2001), Il cielo nella mente (2003), Nati per amare (2006), Diventa ciò che sei. Il potere curativo delle parole (2012) LA COLLANA Passaparola affronta attraverso racconti autobiografici temi scottanti e dolorosi della quotidianità: adolescenza, crisi di coppia, malattia, dipendenze, lutto, anoressia, trauma. Drammi, ferite e problemi attuali nei quali il lettore può ritrovarsi. Storie scritte con uno stile agile, piacevole e avvincente. Nella seconda parte del volume un esperto rilegge il racconto e fornisce chiavi di lettura utili, indicazioni pratiche, e prospettive concrete. CITTÀ NUOVA EDITRICE

La Pietra della follia

La Pietra della follia

LaPietradellaFolliaIL VOLUME – Nella riflessione scientifica attuale sull’essere umano ci sono questioni scomode e ancora irrisolte. Vere e proprie pietre d’inciampo…L’aborto è veramente traumatico? Internet ci rende più felici? Come ha modificato la nostra capacità di relazionarci? L’omosessualità e la fede cosa hanno da dirsi? Quali problematiche ha creato la legge Basaglia sulla chiusura dei manicomi? Sono solo alcune delle questioni spinose affrontate nel volume. Questioni che non trovano risposte definitive, ma piuttosto spunti di riflessione. Duplice è il filo che lega i capitoli, ognuno dei quali se, da una parte, si sofferma su temi “scottanti” della psicologia contemporanea, dall’altra ripercorre il cammino di uno psichiatra credente, quale è Cantelmi, che è intervenuto su tali temi, talvolta in modo perfino pionieristico, con competenza e a fronte di una intensa attività clinica, ma anche con fermezza di valori, talvolta mettendo in discussione le stesse attese della comunità scientifica. L’AUTORE – Chiara D’Urbano, Psicologa e Psicoterapeuta, si è specializzata in Psicologia clinica e Psicoterapia Psicoanalitica, ed è dottore in Giurisprudenza. Collabora con Tonino Cantelmi nell’attività clinica e di ricerca e con l’ITCI, l’Istituto di Terapia Cognitivo-Interpersonale. È autrice con lui di articoli di attualità scientifica, insegna presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum e collabora, nella ricerca e nella docenza, con l’Istituto di Studi Superiori sulla Donna. Membro dell’Associazione Italiana Psicologi e Psichiatri Cattolici (AIPPC), opera in particolare nella formazione e nell’accompagnamento psicoterapeutico nell’ambito della vita sacerdotale e consacrata e nelle problematiche di coppia. È autrice e curatrice del blog www.blogvitaconsacrata.com. LA COLLANA – La collana Idee/Psicologia si propone di offrire una riflessione attenta sul panorama delle idee, sistemi ed opere che formano i principali punti di riferimento della cultura e del pensiero contemporanei, sia nel campo filosofico che in quello delle scienze umane. Con la finalità prevalente di individuare, con un metodo di dialogo costruttivo, i valori che sono alla base di ogni autentica promozione umana. DATI TECNICI ISBN 978-88-311-0191-2 f.to 13×20 pp. 224 prezzo: € 14,00

Guerra dei Balcani: Chiara era al nostro fianco

Guerra dei Balcani: Chiara era al nostro fianco

Con la caduta del muro di Berlino sembrava tutto risolto. Nessuno immaginava che i muri della diffidenza, dell’odio, del pregiudizio continuavano ad ergersi nella ex Jugoslavia a ostacolare ciò che per tanti anni le comunità dei Focolari lì presenti avevano cercato di costruire: l’unità tra tutti, nonostante la varietà di etnie, lingue, religioni. Diversità che tutti loro erano giunti a percepire come altrettante ricchezze. L’annunciarsi del conflitto è stato un vero shock, ma anche uno sprone per continuare a credere che pur nell’assurdità di una guerra fratricida, l’immenso amore di Dio non veniva meno. 20160314-02«Era l’agosto ‘91 – racconta a nome della comunità di Zagabria Minka Fabjan, esperta di amministrazione e attiva nel campo dell’Economia di Comunione – e tra mille peripezie un gruppo di noi siamo andati a Katowice (Polonia) perché sapevamo che vi avremmo incontrato Chiara Lubich. Lei lì ci ha invitati a testimoniare il Vangelo con tutti i mezzi possibili, di ‘gridarlo sui tetti’. In Croazia già c’erano le prime avvisaglie di guerra: le scuole chiuse, le autostrade bloccate… Fra questi venti di guerra faceva impressione sentire ripetere alla TV e alle radio i nostri messaggi di pace che, seguendo l’incoraggiamento di Chiara, avevamo inviato alle diverse emittenti. Ciononostante le ostilità continuavano ad intensificarsi. Chiara spesso ci telefonava per sentire come stavamo e per incoraggiarci: “Dimostrate con la vostra vita che l’amore vince tutto”. È stata lei a suggerirci una raccolta di firme per la pace: nelle scuole, davanti le chiese, sulle piazze, in Slovenia, Serbia, ovunque. In Croazia, per via degli allarmi, le raccoglievamo nei rifugi. In pochi giorni abbiamo inviato a vari Capi di Stato 65.000 firme». «Nel frattempo le nostre case si riempivano di profughi: erano i nostri parenti, gli amici, ma anche persone sconosciute. Chiara allora ha invitato il Movimento nel mondo a mobilitarsi per inviare aiuti. Nell’autunno è arrivato il primo camion con viveri e generi di prima necessità, un’azione che durerà per anni. Scantinati, case in costruzione, sede della Croce Rossa, sale di conferenze  sono stati trasformati in magazzini per smistare ciò che arrivava e condividerlo con vicini di casa e profughi, siano stati serbi, musulmani o cristiani. Facevamo anche 300 pacchi al giorno. Con questi aiuti umanitari siamo riusciti ad aiutare regolarmente 7000 persone». «Sentivamo già la stanchezza, quando nel ’93 papa Giovanni Paolo II ha chiesto di aprire i nostri cuori e le nostre case alle donne bosniache che arrivavano a Zagabria dopo le indicibili crudeltà subite nei lager. Sentivamo che Chiara era al nostro fianco così ci siamo mobilitati tutti. Nel Familyfest ’93 abbiamo lanciato in mondovisione una raccolta fondi che ha permesso di dare casa a 50 famiglie profughe e di aiutare più di 150 donne. Attraverso il sostegno a distanza, sono stati soccorsi anche migliaia di bambini. Alcune di queste donne, vittime di stupro, hanno trovato la forza eroica di portare a termine la gravidanza. In Serbia erano state mobilitati 700 uomini, fra cui tanti del Movimento, per essere arruolati nell’esercito federale. Quando Chiara l’ha saputo ci ha invitati tutti a pregare per loro, affinché avessero la forza di opporsi alla violenza e di non sparare. E le preghiere sono state esaudite: ai ‘nostri’ hanno assegnato un servizio civile». La guerra aveva coinvolto anche Kosovo e Belgrado; nonostante ciò Chiara ha voluto recarsi nella vicina Croazia. Alla domanda di un giornalista (Ottone Novosel per Večernji list, il quotidiano lì più diffuso) se aveva una parola per queste popolazioni, Chiara non ha esitato: «Dimostrate che il miracolo dell’unita è possibile anche tra modi  di pensare diversi, tra popoli diversi, tra religioni diverse. È Dio che guida la storia. Questa guerra potrebbe per reazione far suscitare una grande corrente di amore che potrebbe diventare un esempio per tanti e tanti popoli» (12.4.99). Un messaggio, questo della Lubich, di impressionate attualità anche per i tanti conflitti che ancora oggi continuano a deturpare il pianeta e a disonorare la nostra umanità. (altro…)