16 Nov 2015 | Chiesa, Cultura, Ecumenismo, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo

© Thomas Mandl
Dal 12 al 14 novembre si sono radunati in Olanda un centinaio di rappresentanti e dirigenti della rete “Insieme per l’Europa”. A conclusione e come risposta agli attentati terroristi a Parigi, hanno pubblicato la seguente dichiarazione: «Con orrore abbiamo appreso notizia dei drammatici attentati a Parigi. Eravamo riuniti a Marienkroon, in Olanda, più di 100 rappresentanti di Movimenti e Comunità cristiane di diverse Chiese e confessioni, provenienti da 13 Paesi europei. L’Europa è per noi il continente in cui persone di culture e religioni diverse sono benvenute e possono vivere unite nella libertà e nella pace. Abbiamo interrotto il nostro lavoro per un momento di silenzio e per pregare insieme. Gli avvenimenti ci stimolano a impegnarci ancora più intensamente per i valori dell’Europa. A questo ci chiama e ci impegna anche la nostra fede cristiana. Siamo vicini alle famiglie delle vittime e siamo solidali con i politici che in questi giorni devono prendere decisioni difficili. Viviamo in Europa come amici e sperimentiamo in queste ore un profondo legame con tutti i francesi. Ci impegniamo più che mai a pregare per la pace, a viverla e a diffonderla là dove siamo. Vogliamo vivere ancora di più e più profondamente l’amore reciproco e la fiducia, e trarne forza. Attraverso un volto umano e la fedeltà ai suoi valori, l’Europa continuerà a sperare e a condividere un futuro comune».
“Insieme per l‘Europa” è una rete internazionale di oltre 300 Movimenti e Comunità cristiane di tutta l’Europa. Ha il suo inizio nel 1999 e ne fanno parte cristiani evangelici, cattolici, anglicani, ortodossi come pure membri di chiese libere e di nuove comunità. 70 Movimenti / Comunità costituiscono il gruppo degli “Amici di Insieme per l‘Europa”.
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31 Ott 2015 | Cultura, Ecumenismo, Focolari nel Mondo, Spiritualità
È nello spirito di un fecondo lavoro ecumenico che si è svolto nella cittadina tedesca di Zwochau lo scorso 12 settembre, un incontro a cui hanno partecipato circa 80 cristiani di diverse denominazioni.
Già nella sua visita a Zwochau nel 2013 la presidente del Movimento dei Focolari, Maria Voce, aveva espresso il desiderio di conoscere meglio Martin Lutero e i fedeli luterani; e più di recente, dallo scambio di lettere del maggio scorso tra il cardinale Marx – presidente della conferenza episcopale della chiesa cattolica in Germania – e il vescovo Bedford Strohm – responsabile del consiglio della chiesa evangelica in Germania -, era stata avanzata la proposta di portare avanti iniziative congiunte in vista dei 500 anni dalla Riforma di cui si farà memoria nel 2017. Due i filoni di riflessione pensati per la giornata. Il primo, guidato dal teologo luterano Florian Zobel, ha avuto al centro la figura di Lutero e la sua vita, evidenziandone anche diversi aspetti poco noti e concludendo con le parole di Papa Benedetto XVI, secondo cui “Per Lutero la teologia non era una questione accademica, ma la lotta interiore con se stesso. […] La domanda: Qual è la posizione di Dio nei miei confronti, come mi trovo io davanti a Dio? […] Penso che questo sia il primo appello che dovremmo sentire nell’incontro con Martin Lutero”. Il secondo, tenuto dal teologo cattolico e ricercatore su Lutero Hubertus Blaumeiser, è stato incentrato sulla spiritualità del monaco riformatore e, in particolare, sulla “teologia della croce” e il significato di “Riforma” che ne consegue: “Non solamente una trasformazione, un cambiamento o miglioramento secondo i propri piani personali – ha affermato –, ma un nuovo inizio, partendo dalle radici. Vale a dire il ritorno alla Scrittura, […] cioè al vangelo della grazia di Dio e alla nuova scelta di una vita con e per Cristo Crocifisso”. Nel pomeriggio si è poi tenuta una tavola rotonda moderata da Hermann Schweers, con il pastore luterano Axel Meissner di Schkeuditz e con il vescovo emerito Joachim Reinelt di Dresda: numerosi e sentiti sono stati gli interventi del pubblico, toccando temi quali l’importanza del lavoro ecumenico in una società non credente e il significato di Riforma oggi. La giornata si è poi conclusa con una celebrazione ecumenica.

Il Pastore Jens-Martin Kruse. Foto: Harald Krille
Anche in Italia, comunque, il cammino ecumenico non è certo fermo: papa Francesco visiterà la Chiesa di Cristo – “casa” dei luterani di Roma – il prossimo 15 novembre, accolto dal pastore Jens-Martin Kruse, che in un’intervista all’agenzia Sir ha definito il papa: “Il nostro vescovo. Non in senso giuridico ma in senso simbolico. Noi luterani di Roma abbiamo sempre avuto un rapporto molto vicino con i Papi. Anche in questo momento, molto difficile per il mondo, secondo me il Papa è il portavoce dei cristiani”. (altro…)
29 Ott 2015 | Chiesa, Ecumenismo, Focolari nel Mondo
«Tra un mese riceverò a Costantinopoli i vescovi amici del Movimento»: è lo stesso Patriarca Ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I ad annunciare alla stampa il prossimo Convegno di Vescovi di Varie Chiese amici dei Focolari che si svolgerà a Istanbul dal 25 al 30 novembre prossimi. L’occasione dell’annuncio è un’intervista rilasciata subito dopo il conferimento del dottorato honoris causa in Cultura dell’unità il 26 ottobre scorso a Loppiano, da parte dell’Istituto Universitario Sophia. «Avremo una riunione a Halki – continua – nella scuola di teologia e lì avremo l’occasione di ricordare tutti insieme Chiara Lubich e pregare per il riposo della sua anima e per esprimere le nostre esperienze e la nostra volontà di lavorare per l’unità delle Chiese. Noi, come chiesa di Costantinopoli, siamo felici, siamo pronti ad accoglierli, a scambiare le nostre esperienze e ricambiare il bacio della pace tra Oriente e Occidente». (altro…)
28 Ott 2015 | Chiara Lubich, Chiesa, Cultura, Ecumenismo, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità

© CSC Audiovisivi
«Sono molto contento di essere qui nella cittadella di Loppiano. La ragione è che sono stato nominato dottore honoris causa e sono venuto per la cerimonia. Nello stesso tempo è una bellissima coincidenza: la cittadella di Loppiano celebra 50 anni della sua fondazione da parte di Chiara Lubich, di venerata memoria. Ed io come amico del Movimento dei Focolari partecipo alla gioia di questo anniversario. È normale e naturale che mi senta felice e commosso di avere il primo dottorato honoris causa che l’Istituto universitario Sophia ha voluto conferire a qualcuno. Sono il primo e ne sono felice! Ma la mia gioia e la mia felicità più grande e sentita, più che per il dottorato è per il messaggio che il Papa Francesco, mio fratello molto amato, ha voluto indirizzarmi. Attraverso questo il Papa ha voluto onorarmi ancora una volta. La sua alta persona ha voluto esprimere anche in questa occasione la determinazione di lavorare sempre di più per l’unità delle nostre chiese sorelle. Da parte del Patriarcato ecumenico, sono felice di poter assicurare Sua Santità, e voi tutti che mi ascoltate, della simile determinazione della nostra Chiesa di Costantinopoli per far progredire il dialogo ecumenico in genere, ma particolarmente tra la chiesa ortodossa e la chiesa cattolica. Perché noi siamo delle Chiese sorelle, abbiamo tante cose in comune, siamo molto più vicini che con altre chiese e denominazioni cristiane e perciò dobbiamo avanzare. Questo era il messaggio che il Papa ci ha dato venendo a Costantinopoli l’anno scorso per la nostra festa patronale. Questo è il desiderio comune che abbiamo espresso a Gerusalemme nel maggio 2014 quando ci siamo incontrati in Terra Santa per celebrare e sottolineare il 50° anniversario dell’incontro storico dei nostri predecessori. 
© CSC Audiovisivi
Già all’inizio del suo Pontificato, quando ho avuto la gioia di essere presente al suo insediamento e abbiamo avuto una mezz’ora di incontro privato, ci siamo detti che dobbiamo lavorare e pregare intensamente per l’unità delle nostre chiese, per la ricomposizione dell’unità del corpo di Cristo che è la Chiesa. Questa sera avverto la sua determinazione, rinnovata attraverso il suo messaggio e mi sento felicissimo! Tornerò a Istanbul più forte, più sicuro che a Roma ho un fratello che desidera tanto lavorare con noi e pregare per far accelerare l’unità delle nostre Chiese». Stiamo avvicinandoci ai 50 anni del primo incontro tra il Patriarca Athenagoras e Chiara Lubich ad Istanbul. Era il 13 giugno 1967… «Uno degli ideali del Movimento dei Focolari è l’unità della Chiesa. Chiara e i suoi collaboratori hanno lavorato molto. Lei ha visitato 23 volte Athenagoras a Costantinopoli. Poi ha incontrato Dimitrios e poi me. Nel 2008, ho visitato Chiara nell’ospedale Gemelli pochi giorni prima della sua morte. Sono sicuro che stasera Chiara è con noi, senz’altro è con noi, con la sua presenza spirituale e con la sua preghiera. Si rallegra con noi e prega per l’unità delle nostre Chiese. Tra un mese riceverò a Costantinopoli i vescovi amici del Movimento. Avremo una riunione a Halki nella scuola di teologia e lì avremo l’occasione di ricordare tutti insieme Chiara e pregare per il riposo della sua anima e per esprimere le nostre esperienze e la nostra volontà di lavorare per l’unità delle Chiese. Noi, come chiesa di Costantinopoli, siamo felici, siamo pronti ad accoglierli, a scambiare le nostre esperienze e ricambiare il bacio della pace tra Oriente e Occidente».
https://youtu.be/uZPaxbtD3oY (altro…)
28 Ott 2015 | Chiara Lubich, Cultura, Ecumenismo, Focolari nel Mondo

Piero Coda, Preside dell’Istituto Universitario Sophia, in occasione della consegna del dottorato h. c. in “Cultura dell’Unità” al Patriarca Bartolomeo I. Foto © CSC Audiovisivi
Il Patriarca Bartolomeo I ha percorso la storia del cammino ecumenico, quali secondo lei le parole nuove? «Le parole nuove sono sostanzialmente due: la prima è la parola della fraternità tra Papa Francesco e il Patriarca Bartolomeo. Il messaggio che il Santo Padre ha inviato a Bartolomeo ha toccato profondamente il cuore del Patriarca il quale ha risposto invocando la preghiera ad multos annos per papa Francesco, per portare avanti questo cammino di unità. E la seconda parola nuova che a me ha colpito molto è “l’unità nella diversità”, che tra l’altro è un leitmotiv di molti interventi di papa Francesco, che sottolinea come il Vangelo non è uniformità, ma valorizzazione delle differenze. Esse sono unità proprio nella misura in cui, scaturendo dall’unica sorgente, si mettono in relazione tra di loro, sanno scoprire reciprocamente i doni di cui ciascuno è portatore. Per cui la diversità è il fiore dell’unità, quando è vissuta come relazione, cioè come fraternità, come comunione. Queste sono – mi sembra – due parole molto forti, molto nuove, risuonate con particolare efficacia e sottolineate dalla risonanza che hanno avuto nella grande folla presente – 1400 persone – che hanno sottolineato i passaggi fondamentali degli interventi con applausi nutriti, applausi che venivano dal cuore». In un mondo dove si alzano le barriere in nome della diversità e del non riconoscimento dell’altro, quale responsabilità hanno i cristiani oggi? «Una responsabilità unica, perché è in fondo solo Gesù che ha portato nella storia dell’umanità un modello di unità che sa tenere insieme la differenza e la sa valorizzare. Nessuna visione umana, nessuna ideologia umana è riuscita a tenere insieme unità e diversità. O è andata nell’uniformizzazione o è caduta nell’anarchia. Gesù ci insegna la via, stretta, difficile che alla fine passa anche per la croce, ma porta alla resurrezione, la trasfigurazione delle differenze nell’unità. Questa è la perla del Vangelo, l’unità nella diversità, la comunione, la S.S. Trinità incarnata nelle relazioni con tutti, a cominciare dai poveri, dagli ultimi, come ci ricorda il Papa». Questo suo guardare alla Trinità per capire come orientarsi nella direzione dell’unità nella diversità, fa ricordare fortemente il carisma di Chiara Lubich, della sua visione dei “rapporti trinitari” come paradigma su cui camminare… «L’Istituto universitario Sophia è nato dall’ispirazione di Chiara quando ha avvertito che era giunto il momento che il carisma che le era stato donato da Dio, che aveva fatto nascere l’esperienza così universale del Movimento dei Focolari, diventasse anche espressione culturale. Perché occorrono sempre delle mediazioni, dei paradigmi – come dice papa Francesco, una rivoluzione culturale –, per saper incanalare l’esistenza verso nuove frontiere. Per questo è nato l’Istituto universitario Sophia: una giovane creatura, piccola, che conosce tutti i limiti dell’inizio e delle forze umane, ma che sperimenta anche la grandezza dello Spirito di Dio, del carisma dell’unità, dell’ut unum sint che è la chiave del nostro tempo. Allora il nostro impegno è elaborare culturalmente con profezia, con visione, con concretezza, con realismo, che cosa significa questo paradigma dell’unità nella diversità in politica (la politica della fraternità), in economia (l’Economia di Comunione), a livello filosofico (il rispetto dell’alterità), in tutti i campi. Mi sembra importante questa sintonia così profonda tra quello che ci dice papa Francesco (la mistica del noi, una chiesa in uscita), il Patriarca Bartolomeo (l’unità nella diversità), il carisma dell’unità donato in questo tempo … per camminare insieme. Lo Spirito Santo è un artista, dissemina all’infinito doni di tutti i generi ma ha di mira un progetto ben preciso: oggi è sanare questi conflitti, queste fratture che ci sono nell’umanità, per far germogliare quello che c’è già di positivo e che sono tantissime cose. Quindi deve essere un laboratorio di speranza». Fonte: intervista rilasciata a varie testate, dopo il conferimento del dottorato h.c. al Patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I. (altro…)