22 Gen 2016 | Chiara Lubich, Ecumenismo, Focolari nel Mondo, Senza categoria, Spiritualità
«Con i fratelli e sorelle delle varie Chiese, sforzandoci nel vivere insieme il Vangelo, conoscendoci, rafforzando il nostro amore reciproco, abbiamo scoperto quanto siano grandi le ricchezze del nostro patrimonio comune: il Battesimo, l’Antico e Nuovo Testamento, i dogmi dei primi Concili che condividiamo, il Credo (niceno-costantinopolitano), i Padri greci e latini, i martiri e altro ancora, come la vita della grazia, la fede, la speranza, la carità, e tanti altri doni interiori dello Spirito Santo. E oltre a ciò ci unisce la spiritualità dell’unità. Prima vivevamo come se tutto ciò non fosse realmente vero e non ne eravamo coscienti del tutto. Ora ci rendiamo conto che sono invece le condizioni per poter realizzare un dialogo particolare: quello della vita. Per esso noi ci sentiamo già una famiglia; sentiamo di comporre fra noi “un popolo cristiano” che interessa laici, ma non solo, sacerdoti, pastori, vescovi, ecc. Ovviamente, c’è ancora da comporre la piena e visibile comunione fra le nostre Chiese, ma possiamo già essere così. Non è un dialogo della base che si contrappone o giustappone a quello dei cosiddetti vertici o responsabili di Chiesa, ma un dialogo al quale tutti i cristiani possono partecipare. E questo popolo è come un lievito nel movimento ecumenico, che ravviva fra tutti il senso che, essendo cristiani, battezzati, nella possibilità di amarci, tutti possiamo contribuire alla realizzazione del testamento di Gesù. Anzi vogliamo sperare che altre forme di dialogo, come quello della carità, del servizio comune, della preghiera, quello teologico, possano venire potenziate dal “dialogo della vita”». Dal volume CHIARA LUBICH L’unità (a cura di Falmi/Gillet) – Città Nuova 2015 pagg. 89-90 (altro…)
21 Gen 2016 | Focolari nel Mondo, Nuove Generazioni, Spiritualità
«Un contatto della comunità del Movimento dei Focolari, ai confini con la Siria, ci ha messo al corrente della critica situazione che si trovano a vivere. In Siria fa molto freddo adesso, non hanno come riscaldare la casa e gli indumenti adatti per sopportare le basse temperature. Non hanno neanche la possibilità di comprarli, sia per difficoltà economiche sia perché a causa dell’embargo non arriva questo tipo di indumenti. Dopo un rapido confronto tra di noi abbiamo capito che potevamo, e volevamo, fare subito qualcosa per questi fratelli. Tramite un gruppo facebook, che tiene in rete tutti i giovani dei Focolari in Italia, abbiamo allargato questa richiesta d’aiuto a tutti, diffondendola con l’hashtag #riscaldiamolasiria. La soluzione più immediata per andare incontro alle loro esigenze era quella di spedire un pacco con i vestiti adatti. Abbiamo iniziato noi giovani dall’aprire i nostri armadi fino ad organizzare punti di raccolta in tutta Italia per raccogliere gli indumenti. La generosità di ognuno non si è fatta attendere! Con l’aiuto anche della parte adulta del Movimento e di tutte le comunità, nel giro di qualche giorno, molti pacchi stanno raggiungendo la Siria. All’inizio il nostro entusiasmo nell’aiutarli sembrava frenarsi per gli elevati costi di spedizione, ma dalle varie notizie da tutta Italia in tempo reale, siamo riusciti ad identificare la tariffa più economica e sicura. Il nostro aiuto non si vuole fermare qui, continueremo ad essere presenti concretamente per loro con tutti i mezzi a nostra disposizione! Per ora faremo arrivare in Siria il necessario, e il resto andrà a chi ha più bisogno nelle nostre città». Maria Chiara De Lorenzo (altro…)
20 Gen 2016 | Focolari nel Mondo
Nella motivazione del premio il riconoscimento al suo lavoro e al lavoro della comunità di Sant’Egidio nella lotta contro l’AIDS, e alla capacità, come donna musulmana, di creare in modo eccezionale ponti tra cristiani e musulmani, dimostrando con la sua vita che una convivenza pacifica e una collaborazione efficace tra cristiani e musulmani è possibile. Tra i presenti alla cerimonia di conferimento anche Annette Schavan, ambasciatrice tedesca presso la Santa Sede, che terrà la Laudatio. In memoria della persona e dell’eredità spirituale del Vescovo cattolico di Aquisgrana, Klaus Hemmerle (1929 – 1994) il Movimento dei Focolari conferisce un premio a personalità che si distinguono come “costruttori di ponti” di dialogo tra le chiese, le religioni e visioni del mondo. Il premio viene assegnato ogni due anni. www.fokolar-bewegung.de Progetto DREAM (altro…)
20 Gen 2016 | Chiesa, Cultura, Dialogo Interreligioso, Famiglie, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Sociale, Spiritualità
Il 2 febbraio padre Susai Alangaram celebrerà i 25 anni del suo sacerdozio. Era sacerdote da sei anni a Tiruchirapally, Tamil Nadu, lo stato più a sud dell’India sull’oceano indiano, quando si è lanciato in un progetto con lo scopo di alleviare dalla povertà i bambini della sua parrocchia. Anni addietro aveva conosciuto il Movimento dei Focolari e si era impegnato a vivere e testimoniare l’unità con altri suoi compagni sacerdoti, in una società paralizzata dal problema delle caste. Con due suoi amici ha iniziato così un progetto di sostegno a distanza per 50 bambini, dandogli il nome di Ilanthalir, che in lingua Tamil significa “teneri germogli”, a ricordare la tenera cura necessaria per la crescita e lo sviluppo di questi bambini. Oggi i bambini poveri in vari villaggi di cinque distretti del Tamil Nadu ricevono il sostegno di Ilanthalir, su un territorio che va da 125km a sud di Tiruchirapally a 70km a nord. Dopo lo tsunami del 2004 sono stati adottati alcuni bambini di due villaggi sulla costa, che ora stanno studiando all’Università.
Il clima nel paese è molto caldo e i monsoni sono imprevedibili, rovinando spesso le coltivazioni e creando povertà tra i contadini. Quest’anno ci sono state alluvioni nel nord e siccità al centro. La povertà è la causa della diffusa analfabetizzazione e del lavoro minorile, essendo la prima preoccupazione di tante famiglie indigenti quella di guadagnare qualcosa per il sostentamento e non quella di educare i figli. Ilanthalir cerca di assicurare ai bambini le prime necessità, sponsorizzando i loro studi fino a quando trovano un impiego e possono così assistere le proprie famiglie. Quest’anno 456 bambini beneficeranno direttamente del sostegno a distanza di Famiglie Nuove e altri 300 riceveranno assistenza da Ilanthalir.
Appartenendo a varie religioni ci si assicura che tutti i bambini festeggino insieme le principali festività come Diwali (la festa della luce), Pongal (la festa della raccolta), Natale, ecc. Il mese di ottobre è dedicato alla cura dell’ambiente, e ogni centro organizza programmi per piantare alberi, pulire luoghi pubblici, ecc. Ciò che colpisce nell’esperienza di Ilanthalir è l’impatto della spiritualità dell’unità in un contesto che altrimenti si presta a favorire una cultura di sopravvivenza e isolamento. La Parola di Vita dei Focolari, un commento che suggerisce come vivere le frasi del Vangelo, viene tradotta in lingua Tamil e diffusa tra i bambini e i loro genitori, che una volta al mese si incontrano a condividere come cercano di viverle rinnovando il loro impegno. Ogni anno si vive insieme una giornata di Mariapoli con circa 300 persone a Tiruchirapally, promuovendo uno scambio fraterno tra tutti. L’impegno dei bambini di Ilanthalir di vivere in questo modo con i loro piccoli atti d’amore li trasforma in agenti di unità nelle loro famiglie e nei loro ambienti, portando nuova speranza per molti.
https://vimeo.com/155416704 (altro…)
18 Gen 2016 | Focolari nel Mondo
Sul sito del Collegamento CH, i giorni precedenti l’appuntamento sarà disponibile il sommario delle notizie. Sullo stesso sito è possibile accedere anche alle edizioni integrali e alle singole notizie dei precedenti Collegamenti CH. https://vimeo.com/154703542 (altro…)
18 Gen 2016 | Centro internazionale, Ecumenismo, Focolari nel Mondo, Spiritualità
Igino Giordani fu un precursore dell’ecumenismo. La sua sensibilità ecumenica nacque quando, nel lontano 1927, si imbarcò su una nave per gli Stati Uniti d’America, per andare a studiare la Biblioteconomia per conto del Vaticano. Qui scoprì ciò che ancora non conosceva: i cristiani di varie denominazioni, e rimase colpito dalla loro religiosità. In molti scritti posteriori Giordani affermò che il dialogo, e quindi il dialogo ecumenico, ha il suo modello nelle relazioni trinitarie, perciò pone tutti sul medesimo piano di amore. La comunione chiama tutti al dialogo, nella stessa misura bisogna donarsi per creare l’unità. «Per eliminare le divisioni, in passato si polemizzava; oggi si preferisce il confronto rispettoso delle idee, si cerca la convergenza, la riconciliazione. Oggi si è meglio compreso che l’unità non è statica, ma dinamica, e cresce in quantità e qualità. Perciò col dialogo, che segna una “svolta storica” innovatrice, finisce la polemica, l’urto, la scomunica, viceversa comincia la comprensione, e l’acquisto delle verità e virtù degli altri. Il dialogo, per il quale si incontrano esponenti di due o più chiese, non è propaganda né accademia. Il possesso della verità non impedisce la penetrazione inesauribile dei misteri, né il reale progresso dei dogmi. Il dogma va approfondito, reinterpretato.
«Il dialogo ecumenico non nasce dalle differenze dottrinali che ci sono tra i due (o più), ma dall’unità che già esiste tra loro, dal patrimonio comune a tutti. Il clima psicologico del dialogo è la simpatia, o meglio, la carità. Dice Maritain: “Una perfetta carità verso il prossimo e una perfetta fedeltà alla verità sono non soltanto compatibili, ma si richiamano a vicenda”. Per la funzione profetica del Popolo di Dio, il cristiano deve comunicare le verità che possiede e lasciarsi comunicare le verità possedute dall’altro. Per tale funzione profetica, il cristiano non deve limitare il dialogo all’aspetto teologico (e farne un lavoro da specialisti). L’unità non è solo un problema tecnico e teologico, è problema di carità. «Gli interlocutori devono trattarsi alla pari. Stima reciproca, niente sottintesi o furberie, niente parole offensive. Tale parità non significa confusione o conguaglio di dottrine. Significa coscienza di appartenere entrambi al Corpo Mistico di Cristo. Devono accettare il pluralismo, riconoscendo ogni legittima diversità. Sono più forti le cose che uniscono i fedeli che quelli che li dividono (Gaudium et spes, 92). Diversamente il dialogo si riduce a monologhi alternati. Tutti i cristiani sono chiamati all’esercizio del dialogo. Possono giovarsi per questo d’ogni incontro (lavoro, turismo, studio, ecc.). Non si ammettono steccati tra una confessione e l’altra: ma si aprono tutte le porte per arrivare all’incontro e al dialogo. L’opera è lunga e difficile, ma Dio la vuole». (altro…)