8 Mag 2014 | Focolari nel Mondo, Nuove Generazioni, Spiritualità
Ubuntu: io sono perché noi siamo. È su questo concetto cardine di tante culture africane che si incentra il progetto Sharing with Africa. Dal 27 aprile al 4 maggio si sono riuniti a Nairobi un centinaio di giovani da 29 nazioni. Ma cosa è più precisamente l’Ubuntu? Il professor Justus Mbae, decano dell’Università Cattolica dell’Africa dell’Est, lo ha spiegato in un dialogo senza orologio: «Ogni situazione o cosa che ci riguarda personalmente viene dopo la comunità, perché l’individuo è parte di essa ed è attraverso la relazione con le altre persone che la compongono che lui diventa una persona». Nella cittadella dei Focolari, in Kenya, a Sharing with Africa, i giovani si scambiano anche progetti e storie per rispondere alle sfide dei propri Paesi. Sorprendono la creatività e l’impegno, capaci di interrogare anche le istituzioni pubbliche. Il loro manifesto si ispira a un discorso di Chiara Lubich, fondatrice dei Focolari, che suggerisce i passi per cambiare la propria città: scegliere amici che condividono il progetto, scegliere gli ultimi e soccorrerli nelle loro necessità e chiedere con fede a Dio ciò che manca. Così si gettano le fondamenta di una città nuova e si allarga il proprio sguardo al mondo.
Benedicto è un giovane infermiere all’ospedale di Iringa (Tanzania). Nel suo Paese, il sangue è davvero un bene prezioso. La sua ordinaria carenza nelle strutture pubbliche è una delle cause di mortalità. Un giorno nel reparto di maternità tante mamme vengono rimandate a casa: nel laboratorio non c’è nessuna sacca di sangue. Benedicto lo confida ai giovani dei Focolari con cui da tempo condivide un cammino spirituale e di attenzione alle necessità di chi è ultimo. La soluzione arriva proprio dal gruppo. Perché non proporre una raccolta pubblica di sangue? «È vero che nel nostro Paese abbiamo poco da condividere, la miseria è talvolta schiacciante. Ma il sangue lo possediamo tutti, è dentro di noi». E così parte una lettera di richiesta e in poche ore si raccolgono 22 sacche. Il capo del laboratorio confessa di non aver mai visto una tale generosità. Era il 2010. Negli ultimi 4 anni l’iniziativa si è estesa al punto di essere un riferimento ufficiale per le istituzioni sanitarie del Paese e in gennaio i giovani della Ruaha University a Iringa e quelli dell’istituto islamico di Dar el Salaam sono diventati donatori volontari.
Questo è solo uno degli 800 “frammenti di fraternità”, raccolti dal 2012 ad oggi. Li chiamano così per sottolineare che seppur piccole, sono azioni in grado di generare cambiamento e novità. Il resto si trova nell’Atlante della Fraternità, la novità di questa 17° edizione della Settimana Mondo Unito, appuntamento annuale che mostra alle istituzioni internazionali le iniziative che rendono possibile la fraternità fra gli uomini. Apertura ufficiale da Nairobi il 1° maggio, con venti minuti di live streaming che hanno collegato il mondo intero a Sharing with Africa. Maria Voce, presidente dei Focolari, nel suo messaggio di augurio si è congratulata per il “caparbio coraggio” con cui si è lavorato al progetto “immersi nelle vicende complesse del mondo contemporaneo” e all’Atlante, consapevole che si lavora ad “un immane cantiere, ma si tratta del “sogno di un Dio”, come Chiara Lubich amava definirlo. E ciò è anche una garanzia. La fraternità universale non è utopia, anzi: se esige il cammino faticoso dell’umanità ne è pure la prospettiva inarrestabile”. Obiettivo di questo nuovo anno sarà quello di coinvolgere le delegazioni nazionali dell’Unesco nel riconoscimento ufficiale della Settimana Mondo Unito per il contributo offerto all’unità della famiglia umana. A tutti i Giovani per un Mondo Unito: buon lavoro! (altro…)
6 Mag 2014 | Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità
http://vimeo.com/94003054 In Ungheria la convivenza tra zigani e ungheresi è un problema attuale. Le notizie di cronaca in genere riportano fatti di violenza, che provocano diffidenza nelle persone e spostano l’attenzione dalle reali problematiche politiche ed economiche. Siamo a Ózd, tra le città a più alta concentrazione di zigani. Qui abitano anche alcuni membri dei Focolari, che hanno dato vita ad una comunità di ungheresi e zigani che insieme vivono il Vangelo. «Leggiamo le Parole di vita mensili, proviamo a metterle in pratica e impariamo anche tante cose sull’amore: come donarlo, come rapportarci con altre persone, come comunicare», racconta Fonágy. Mentre Holy confessa: « Sono andata tra loro con un po’ di paura, perché non ero mai stata nelle loro case e non sapevo se mi avrebbero accolta. Quando hanno visto che prendevo in braccio i bambini con amore, è stato tutto più semplice. Ho sentito che mi avevano accolta». Secondo le statistiche, in questa regione la disoccupazione è al 16%. Famiglie composte anche da 6 persone, vivono con uno stipendio mensile di 230 euro, quando un chilo di pane e un litro di latte costano 3 euro. Eppure ci si aiuta a vicenda. «Aiuto», racconta Jacskán «nel senso che quando avanza qualche soldo, mentre altri parenti non ne hanno, oppure se ho del cibo in casa, condivido con chi non ne ha». A causa della povertà alcuni prima non avevano neanche coraggio di andare in chiesa, sentendosi rifiutati. Oggi invece anche loro aiutano in parrocchia. «Nella nostra vita non c’è tristezza – conclude Fonágy – c’è solo gioia. Vedo tutte queste situazioni come una prova che dobbiamo affrontare fino alla fine. Anche Gesù ha dovuto superare delle prove. Anche noi ne abbiamo, grandi o piccole, ma le superiamo». (altro…)
5 Mag 2014 | Chiara Lubich, Spiritualità
“Cosa risponderesti a chi sostiene l’impossibilità di un dialogo vero ed autentico tra culture e religioni diverse?” È la domanda rivolta a Chiara durante un convegno di amici musulmani nel 2002. (altro…)
5 Mag 2014 | Centro internazionale, Chiara Lubich, Chiesa, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità
Il Movimento dei Focolari esprime la propria sentita vicinanza all’Ordine dei Frati Minori Cappuccini per la dipartita di P. Casimiro Bonetti. La Provvidenza di Dio ha voluto legare la sua persona agli albori del Movimento dei Focolari. Fu lui, infatti, che il 7 dicembre 1943, accolse la consacrazione a Dio di Chiara Lubich. Fu lui che in diverse circostanze si rivelò strumento di Dio.Si pensi alla risposta data a Chiara, avendone colto la generosità: “Si ricordi signorina: Dio la ama immensamente!”. O al pensiero da lui espresso il 24 gennaio 1944 a proposito del momento più doloroso della passione di Gesù, che a suo parere era da individuare quando Egli gridò: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?” (Mt 27,46). Tali affermazioni, di cui egli stesso si è poi stupito riconoscendole frutto dell’agire dello Spirito Santo, hanno avuto nell’anima di Chiara Lubich una risonanza particolare. Grazie al carisma da Dio a lei donato, esse, insieme ad altre intuizioni da lei avute, sono divenute nel tempo fondamenti della spiritualità dell’unità che anima la vita del Movimento dei Focolari. Conservando vivo il ricordo di P. Casimiro Bonetti, insieme a quanti in diverse maniere fanno parte del Movimento dei Focolari, assicuro la comune preghiera per lui con gratitudine e riconoscenza. Maria Voce Presidente del Movimento dei Focolari (altro…)
5 Mag 2014 | Chiesa, Focolari nel Mondo, Spiritualità
Dal 23 al 26 aprile, nella cittadella di Loppiano, un centinaio di giovani consacrate e consacrati, provenienti da 36 nazioni e appartenenti a 56 famiglie religiose, si sono ritrovati attorno al motto: Sì! Scegliamo il Vangelo! Un meeting preparato con entusiasmo da tempo, in vista dell’anno 2015 dedicato alla vita consacrata, ma anche quale tappa di un cammino che, al di là della diversità dei carismi, è condiviso da quanti hanno messo la loro vita alla sequela del Vangelo. Prima giornata: dedicata ad un approfondimento teologico (curato da p. Alessandro Clemenzia, docente di teologia Trinitaria), con momenti di confronto, dialogo, condivisone delle proprie esperienze di vita e incontro con gli abitanti di Loppiano. Visita alla cittadella, Messa nel Santuario, cena nelle comunità-focolari e nelle famiglie. Quattro le sfide affrontate nei workshop del secondo giorno: rapporto tra Vangelo, studio e vita; Vangelo e spirito di povertà; rapporti comunitari; Chiesa povera per i poveri. Visita all’Istituto Universitario Sophia e serata di festa con i giovani della cittadella.
L’ultimo giorno: dialogo a tutto campo con il Card. Braz de Avis, prefetto della Congregazione per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica. “Don João”, come ama farsi chiamare, ha espresso la sua gioia per la presenza numerosa di giovani. “Questa spiritualità di comunione” – ha sottolineato -, “deve entrare in tutti i carismi, essere l’anima di tutti i carismi” e occorre farlo “come esperienza vissuta”. E ha aggiunto: “Dalla gioia vostra e dalla luce che trovate, sentiamo che sta avvenendo” ed è importante ricordare che “un carisma è per la Chiesa, non per un gruppo. Abbiamo bisogno di seguire Gesù insieme…L’altro per me non è solo la mia grande penitenza ma è l’opportunità di sperimentare Dio: posso amare solo se sono vicino a qualcuno…”. E davanti alle difficoltà che questo cammino incontra, occorre – ha aggiunto -, scoprire e capire “il grido di Gesù sulla croce”, perché senza la misura del dare la vita che Gesù ci ha mostrato, “non arriveremo ad amarci”. Incoraggiati dallo stile familiare e diretto del cardinale, è seguito un dialogo partecipato e aperto che ha toccato le tante sfide che le comunità religiose si trovano oggi ad affrontare: “Come continuare l’esperienza sperimentata qui nelle nostre comunità? Come essere veramente liberi pur dentro una struttura e con i voti? Come non vivere da persone ‘ingessate’? Come crescere nello spirito di unità? Come guardare ai dolori delle nostre congregazioni e della Chiesa?, alcune delle domande dei giovani. Dirette anche le risposte Card. Braz de Avis: “Tornando in comunità, non parlare ma amare”; per essere liberi “tornare in Galilea – come dice papa Francesco -, dove Dio ci ha guardati negli occhi la prima volta” e coltivare una “libertà che parte dall’interno… tornando allo stile del Vangelo”. E ancora: “Dove c’è attaccamento al denaro, al potere… non c’è più Chiesa; dobbiamo entrare, come ci invita il Papa, nelle piaghe della Chiesa e dell’umanità… guardare al passato con gratitudine, al futuro con speranza e vivere il presente con passione…”.
Dopo aver aperto il cuore sul suo rapporto fraterno con papa Francesco, ha annunciato i vari appuntamenti per il 2015 e, in particolare, il Convegno mondiale per le/i giovani consacrati dal 23 al 26 settembre 2015, affermando che: “Il Papa vi ama e la nostra Congregazione è la vostra casa”. Più di due ore di immersione nella vita di una Chiesa che si interroga senza sconti sulla propria realtà e sulle sfide della quotidianità, una Chiesa che ha in papa Francesco un motore di un profondo e radicale rinnovamento che diventa stimolo e interpella ciascuno in prima persona, ogni comunità, famiglia, cellula sociale. Conclusione a festa insieme agli abitanti della cittadella raccolti nella celebrazione della S. Messa nel Santuario “Theotokos”, presente anche il Vescovo della Diocesi, mons. Mario Meini. (altro…)
3 Mag 2014 | Chiara Lubich, Focolari nel Mondo, Spiritualità
“Cosa risponderesti a chi sostiene l’impossibilità di un dialogo vero ed autentico tra culture e religioni diverse?” È la domanda rivolta a Chiara durante un convegno di amici musulmani nel 2002. (altro…)