12 Apr 2011 | Centro internazionale, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità
La Sinagoga Kehilath Anshe Maarav (KAM) di Chicago, costruita nel 1847, ha offerto l’ambiente ideale per l’incontro fra duecento fedeli di diverse religioni, a conclusione delle celebrazioni per il 50° dei Focolari in Nord America. Situata a Hyde Park, sulla 50th Avenue, è stata la prima sinagoga del Mid-West. La sua architettura sembra ispirata da valori di dialogo. L’avvenimento ha raccolto luterani, armeni, presbiteriani, cattolici, ma soprattutto ebrei, musulmani, indù, buddhisti, sikhs e zoroastriani. Una trentina dei presenti si sono alternati sul palco per condividere momenti di comunione spirituale, vissuti nel corso degli ultimi trent’anni nello spirito della fratellanza seminato da Chiara Lubich e dal suo incontro con rappresentanti delle diverse fedi in varie parti del mondo: momenti di profezia che negli anni si sono via via realizzati. Si sono rivissuti con commozione gli incontri fra Chiara Lubich e l’Imam W.D. Mohammed, presso la Moschea Malcolm Shabazz di Harlem nel 1997 e ad Washington D.C. nel 2000, e si è ricordato il patto di amore reciproco, stretto fra i due leaders, ed attuale ancora oggi. Ma anche la rappresentante del Movimento buddhista della Rissho Kosei kai ha ricordato l’incontro del fondatore Nikkyo Niwano con Chiara. Toccanti le testimonianza dei ‘fratelli e sorelle maggiori’: Emily Soloff, direttrice associata per le Relazioni Interreligiose dell’ American Jewish Committee, una delle presentatrici della giornata, ha confessato che momenti di dialogo con membri dei Focolari le ricordano la celebrazione dello shabatt ebraico per la solennità e lo spirito di famiglia che portano. Le ha fatto eco Sister Laila Mohammad, figlia dell’Imam W.D. Mohammad, che ha confessato come l’esperienza di incontro cristiano-musulmano a Roma abbia avuto l’intensità spirituale ed abbia portato i frutti spirituali di un pellegrinaggio alla Mecca.
Il Prof. Donald Mitchell, con l’Imam Mikal Saahir e l’Imam Kareem Irfan, ha proposto l’esperienza di dialogo vissuto fra accademici e leaders religiosi nel corso di un viaggio di studio in Asia. Fondamentali per il successo della missione momenti di condivisione nelle Filippine ed in Thailandia, dove lo spirito della fratellanza universale sperimentato nel centri dei Focolari ha dato speranza e coraggio nel dialogo come soluzione di conflitti con minoranze islamiche nel sud dei due Paesi asiatici. Non sono mancati interventi di giovani che lavorano a progetti di collaborazione sociale per aiutare persone nel bisogno. Al termine del programma, Maria Voce, presidente dei Focolari, ha salutato i presenti insieme al co-Presidente Giancarlo Faletti, rispondendo alle domande proposte da una cristiana, da un musulmano e da una ebrea. È venuto in evidenza come il dialogo in cui sono impegnati i Focolari, parta dal sogno di Chiara Lubich di contribuire all’unità della famiglia umana e come non sia mai solo una parte del Movimento a dialogare, ma tutti, insieme: giovani ed adulti, anziani e bambini. Particolarmente efficace l’intervento di Giancarlo Faletti che ha sottolineato come, da un lato, l’evento odierno sia stato come sfogliare l’album di famiglia, che ha permesso di ritornare a momenti che hanno fatto la storia comune. Dall’altro, ha incoraggiato a non cedere alla nostalgia, ma a crescere nell’amore fra tutti. Infine Maria Voce, ha proposto un’immagine efficace: «Spesso le religioni sono state come sfere che si sfioravano. Ci sono voluti alcuni che hanno avuto il coraggio di bucare queste sfere in modo che le ricchezze dell’una potessero essere condivise dall’altro. Questo il ruolo profetico di Chiara Lubich, Nikkyo Niwano, Dadaji del Movimento Swadhyay, l’imam W.D.Mohammad ed altri. Grazie a loro abbiamo potuto scoprire ricchezze che non conoscevamo. È passata la paura. Ora dobbiamo continuare su questa strada». L’invito finale è accolto con una standing ovation: «Portiamo alle nostre comunità le ricchezze che abbiamo scoperto. Voi aiutate il Focolare ed insieme aiutiamo l’umanità». Roberto Catalano [nggallery id=31]
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11 Apr 2011 | Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
L’emergenza umanitaria generata dal conflitto in Costa d’Avorio, con la presenza di migliaia di profughi e sfollati, vede impegnate nel Paese diverse organizzazioni non governative internazionali che, insieme alla Chiesa locale, si adoperano per offrire, a quanti più possibile, rifugio e assistenza. Nei pressi di Man, a 600 km ad ovest della capitale, sorge una cittadella del Movimento dei Focolari che vuol essere testimonianza stabile di una vita improntata all’amore evangelico e alla fratellanza. In che modo i suoi abitanti sono coinvolti in questo momento nella difficile situazione del Paese? Adriana Masotti lo ha chiesto a Vitoria Franciscati, responsabile della cittadella, da 20 anni in Costa d’Avorio. Siamo coinvolti in modo abbastanza diretto: attualmente Man è diventata una città di accoglienza, perché c’è un fronte ad 80 km da qui, sempre ad Ovest, dove la situazione non è semplice e da dove vengono e son venuti tanti e tanti rifugiati. Vengono, però, anche da giù, dalla capitale: da Abidjan. E noi siamo coinvolti, insieme a tutte le altre forze della diocesi, della città, ad accogliere il più possibile questi rifugiati. Nella Cittadella abbiamo un dispensario, un ambulatorio medico e un centro di lotta alla malnutrizione. E’ aumentato molto il numero degli ammalati e dei bambini lasciati abbandonati molto piccoli, a volte con un nonno o una nonna che non sanno come fare. Quindi, tutto questo lavoro è davvero moltiplicato e va avanti. Siamo anche un punto di riferimento per gli organismi umanitari, che arrivano per lavorare nella regione contro la fame: Medici senza frontiere, Croce Rossa e così via. Nella città manca l’acqua e vengono quindi a prenderla nel nostro pozzo. Spesso manca la corrente e noi abbiamo un generatore che funziona per qualche ora della giornata e che mettiamo a disposizione. C’è, dunque, tanta collaborazione con tutti. Voi siete lontani dalla capitale, ma ci sono alcuni appartenenti alla comunità dei Focolari che vivono proprio ad Abidjan e vicino alla residenza stessa di Gbagbo, che in questo momento, è presa in questi scontri. Qual è la loro esperienza in questi giorni?Laggiù abbiamo dei nostri in tutti i quartieri della città, ma più precisamente nel quartiere accanto alla casa del presidente uscente. Siamo in contatto con loro più volte al giorno e sono decisi e veramente impegnati a vivere e diffondere la vita del Vangelo, ad essere costruttori di pace attraverso la vita dell’amore, perché è l’unica forza capace di disarmare i cuori, che è la cosa più difficile e la cosa più necessaria. Nel Paese si sono formati due blocchi contrapposti, una contrapposizione che c’è anche nelle stesse famiglie. Come vivono questa divisione? Certo, è proprio lì il punto: cominciare da casa, in famiglia. Alcuni ragazzi dicono: “Io non conosco più mio padre, non lo riconosco”, perché la divisione entra, è qualcosa che penetra profondamente. Prima non era così. Gli ivoriani, però, sono anche molto sensibili e sono pronti a cambiare e non sono poi così duri. Quindi, bisogna credere nella loro capacità, essendo un popolo capace di accoglienza, abituato alla convivenza etnica e tra le religioni. Non ci sono mai stati problemi! Allora, qual è il contributo principale che voi sentite di voler dare e vi impegnate a dare alla società ivoriana? Proprio quello della fraternità. La “regola d’oro”: fare agli altri quello che vorreste fosse fatto a voi. È il contributo specifico. Che si concretizza nel quotidiano, cercando ognuno di vivere l’amore verso l’altro, anche se diverso… Sì, proprio così nell’accogliere l’altro che è diverso da me, che pensa diversamente da me. Ed io credo che verranno fuori, dovranno venire fuori, sistemi politici dalle culture, dalle radici culturali africane. E’ però molto importante la preghiera, in questo momento, perché ora i cuori sono diventati duri e allora ci vuole proprio una grazia di Dio. Fonte: Radio Vaticana – Radio Giornale del 10/04/2011 (altro…)
10 Apr 2011 | Centro internazionale, Focolari nel Mondo, Nuove Generazioni
Quando si arriva a Chicago dalla East Coast ci si accorge subito di essere in un altro mondo. La città si stende lungo l’immenso lago Michigan per 50 chilometri, e la panoramica – anche la sera quando atterriamo all’aeroporto Midway nel centro della città – è impressionante con i grattacieli che si stagliano sullo sfondo, moderni ed illuminati. Venti superano i 200 metri d’altezza e 240 arrivano ai 100. Anche qui la popolazione è multietnica, ma diversa da New York e Washington. Colpisce, per esempio, sapere che Chicago, la terza città degli USA con quasi tre milioni di abitanti – arriva a 9 con tutti i sobborghi – è la seconda città polacca del mondo (tanti sono gli emigranti dal Paese europeo) ed ha notevoli gruppi di origine greca e italiana. Le diverse comunità per decenni e, a volte per un secolo, hanno mantenuto identità ben stagliate con quartieri tipici della loro provenienza. Negli ultimi decenni con le nuove generazioni si nota una maggiore integrazione. Alcuni quartieri hanno problemi non indifferenti di ordine pubblico. Spesso si consiglia di non attraversare una certa strada se non si vuole incappare in imprevisti spiacevoli. Ma, qui nell’Illinois e in tutto il Mid-West i valori religiosi e tradizionali sono ancora importanti e le famiglie ci tengono a trasmetterli ai figli. I Focolari sono arrivati a Chicago poco dopo l’apertura negli USA, cinquant’anni fa. Nella zona di Hyde Park fin dal 1966 c’è un Centro Mariapoli alloggiato in una grande mansion – casa in tipico stile americano del XIX secolo – che la diocesi ha messo a disposizione dei Focolari. Accanto, in una casa altrettanto bella, ha sede la comunità femminile. La zona, da due anni, è oggetto di controlli stretti e severi. In fondo alla stessa strada, infatti, abitava Obama, che la prossima settimana, ci dicono, sarà qui. Il focolare maschile a venti minuti di auto – traffico permettendo – si trova in uno dei sobborghi, Berwyn. A poca distanza si trova il River Side North, un’altra cittadina con una sua municipalità ed un suo sindaco. Qui Carol, una volontaria che ha conosciuto il Movimento ancora negli anni ’60, ha dato vita ad un’esperienza coinvolgente. Con un figlio portatore di gravi patologie, Carol, resa particolarmente sensibile alle problematiche legate alla sofferenza, si è guardata attorno ed ha costruito ponti con decine di persone che soffrivano per vari motivi nel suo vicinato. Progressivamente si è creato un vero movimento della cura reciproca, che ha scatenato una rivoluzione sociale, animata da quelli che ormai tutti chiamano l’esercito degli angeli, e sostenuta dall’amministrazione locale. Un vero modello sostenibile di cura reciproca soprattutto nell’ambito di persone vulnerabili sia a livello fisico che morale. Dall’esperienza è nata una vera arte della cura e della premura verso chi soffre. Altre amministrazioni hanno contattato quella di River Side North per una collaborazione alla soluzione di problemi che paiono insormontabili. Anche il Presidente delle Bahamas, venuto a conoscenza dell’esperienza, ha chiesto un contributo per applicare la stessa metodologia all’interno del suo Paese.
Sabato pomeriggio, proprio nella palestra all’interno della sede dell’amministrazione municipale di River Side North, i giovani dei Focolari hanno organizzato un incontro per giovani. Hanno invitato amici e non solo, usando contatti personali, internet e face book. Difficile per tutti loro prevedere quanti sarebbero arrivati. Alla fine il palazzetto era pieno, circa trecento giovani provenienti anche da altri stati vicini. Il programma era coraggioso: una presentazione della vita di Chiara Luce Badano, accompagnata da alcune esperienze dei giovani del Movimento vissute oggi, nei contesti dell’università e del lavoro. Una ragazza, ballerina, è venuta dall’Ohio per l’occasione ed ha offerto un delicatissimo pezzo di danza. Un’altra ha composto una canzone su Chiara Luce e la sua santità.
Proprio da questo ha preso spunto Maria Voce che, salita sul palco per salutare i giovani, ha sottolineato che Dio ancora oggi si rivolge a ciascuno invitando alla santità, e lo fa attraverso persone come Chiara Luce che sottolineano come ci si possa far santi con l’aiuto di altri: la famiglia e gli amici che vivono per gli stessi ideali. La presidente dei Focolari ha concluso con un appello senza mezzi termini: «Vuoi farti santo? Se vuoi perché non lo fai?». La risposta è stata un’ovazione, segno che ha colpito nel segno. Anche oggi c’è voglia di santità nel Mid-West degli USA, come in tutto il mondo.
Roberto Catalano
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9 Apr 2011 | Centro internazionale, Focolari nel Mondo
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Keynote address by Maria Voce:
“Spirituality and Trinitarian Theology in the life and thought of Chiara Lubich”
Where: DePaul University, Chicago, IL
Date: Mon Apr 11
Time: 7:00 PM – 9:00 PM CDT local time
For more information visit: www.worldcath2011.depaul.edu
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Moderator: Peter Casarella, Director, Center for World Catholicism & Intercultural Theology, DePaul University |
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Speaker: Maria Voce, President of the Focolare Movement |
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Respondents |
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Rev. Thomas Norris – Professor Emeritus, St Patrick’s College, Maynooth, Ireland, Member, International Theological Commission |
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David L. Schindler – Provost/Dean and Edouard Cardinal Gagnon Professor of Fundamental Theology, Pontifical John Paul II Institute for Studies on Marriage and Family at the Catholic University of America |
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Download the invitation DePaul – Spirituality and Trinitarian Theology (1.21 MB) |
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8 Apr 2011 | Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
In Croazia, oltre alle messe solenni, animate da cori di giovani, si sono svolte tre giornate in un’atmosfera di grande gioia: nella capitale Zagabria per tutta la regione dove si trova la Cittadella Faro; a Spalato per la Dalmazia, e a Slavonski Brod per la Slavonia. Centrale il tema di Chiara Lubich al Family Fest del 1993: Famiglia, seme di comunione per il terzo millennio, intercalato da esperienze forti della vita delle famiglie, che investono vari settori della società e le sfide che ne nascono. In Slavonia l’amore concreto di una famiglia del Movimento, ha portato alla nascita di una comunita’ che si è presentata con esperienze e canti popolari, contribuendo a creare subito un’atmosfera di grande calore. La giornata di Spalato è stata arricchita dalla presenza dell’arcivescovo mons. Marin Barišić, che in un’intervista, trasmessa poi nella TV locale, ha detto tra l’altro: “Il vostro è’ un carisma ecclesiale che attraverso la fondatrice Chiara Lubich, ha gettato i ponti verso i continenti, le culture diverse. Ha toccato il cuore delle grandi religioni. Questo Movimento parte dal centro del Vangelo e come lievito genera un mondo migliore. Sono contento che cresca di anno in anno e che sempre un maggior numero di famiglie e di giovani riconoscano questa spiritualita’. Fonte: Movimento dei Focolari in Croazia (altro…)
8 Apr 2011 | Centro internazionale, Focolari nel Mondo
«Gli Americani vedono davanti a loro sempre una nuova frontiera da superare. Per questo sono arrivati fin sulla Luna. Non volete arrivare all’unità?» Così Maria Voce ha concluso il suo saluto alla comunità dei Focolari di Washinghton, presso la Catholic University of America dove si sono radunati, nella serata del 7 aprile, circa trecento persone per salutare la Presidente dei Focolari, fermatasi nella capitale statunitense per due giorni arricchiti, soprattutto, dall’incontro con la storia del Paese.

©CSC
La serata ha presentato uno spaccato fantasmagorico di razze, culture, gruppi etnici e colori, vera immagine di questa città, capitale degli USA, ma, soprattutto, sede di momenti che hanno fatto la storia dell’America e del mondo. Basta pensare alla Dichiarazione d’Indipendenza, ai discorsi di Abramo Lincoln e a quelli più vicini a noi, che molti ricordano, di Martin Luther King e John F.Kennedy: ‘I have a dream’ e ‘la nuova frontiera’. Maria Voce con Giancarlo Faletti aveva visitato in mattinata i punti storici della capitale, cogliendo i valori che hanno costruito questo popolo fatto di popoli: la semplicità, la concretezza, l’umiltà, la capacità di perdonare, l’apertura alla novità, l’ottimismo, la possibilità di fare sempre qualcosa anche quando le porte si chiudono. «Sono tutti doni straordinari – ha sottolineato Maria Voce – contributi dei molti popoli, venuti in queste terre a cercare un benessere che non avevano nei loro Paesi, magari a cercare l’oro in Colorado, ma soprattutto in cerca della libertà.» E la libertà in America si vive nell’aria che si respira e nel profondo del cuore di ognuno che ha scelto di vivere nel ‘nuovo mondo’. «Avete raggiunto il sogno della libertà. Forse però si può fare qualcosa per l’unità che pure avete raggiunto, in un certo senso, perché siete molti popoli uniti» – ha continuato la presidente del Movimento. Dai contatti avuti in questi giorni, però, confessa di aver percepito il rammarico di tanti per vivere in un ambiente troppo individualista. Maria Voce dice di aver colto nella musica – e la cosa sorprende molti in sala – l’anima americana. Gli spirituals, il jazz, il rock e il rap esprimono, con una sincerità più forte delle parole, l’anelito profondo di unità di questo popolo. «Qui la spiritualità dell’unità può fare qualcosa per realizzare il vostro sogno. […] Dio ha mandato anche qui il carisma dell’unità. E’ un dono che non può lasciarmi indifferente se l’ho ricevuto». 
©CSC
Tutta la serata aveva mostrato come i presenti, nelle loro diversità etniche e religiose, provenissero da tutti gli angoli del mondo: Europa, Asia, Medio Oriente, Africa. Coloratissima la presenza di una trentina di camerunesi Bangwa, con la Mafua Cristina, in questi giorni negli USA. Preziosa quella di un gruppo di musulmani afro-americani, guidati dall’imam Talib Sharif che ricorda come, nel 2000, quando Chiara Lubich lanciò l’operazione Washington fra i Focolari e gli afro-americani di religione musulmana, prestava servizio militare. L’incontro lo coinvolse profondamente al punto che, uscendo per andare alla stazione e tornare in caserma, si trovò a cercare con lo sguardo la gente del Focolare. Non la trovava, ma sapeva di aver costruito qualcosa che sarebbe continuato nel rapporto che Chiara e l’Imam W.D.Mohammed avevano stabilito e coltivato. Stasera ha testimoniato con altri fratelli e sorelle musulmani afro-americani che quel rapporto si è rafforzato ed è cresciuto nel tempo. Uno sguardo alla sala, alla conclusione delle due ore d’incontro, fa capire come qui alla Catholic University of America si sia sperimentato quanto può essere vero il sogno espresso dal sigillo dei documenti del governo degli USA: E pluribus unum, da molti uno. «Non significa essere tutti uguali, ma uniti» ha precisato Maria Voce. Dall’inviato Roberto Catalano
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7 Apr 2011 | Cultura, Dialogo Interreligioso, Focolari nel Mondo, Spiritualità
La Fordham University, istituzione accademica di primissimo piano fondata e gestita dai gesuiti, ha due campus entrambi a New York. Quello principale si trova nel Bronx mentre quello di Manhattan, costruito all’inizio degli anni ’60 in pieno boom economico, accoglie la Fordham School of Law. E’ più piccolo, ma si trova nel cuore di una delle zone magiche della Grande Mela: il Lincoln Centre, con la New York Philarmonic, il Ballet Accademy. Anche Broadway non è distante, solo alcuni blocchi. Cultura ed arte fanno parte di questo angolo della Grande Mela.
Proprio alla Fordham, il 5 aprile si è svolta una giornata di riflessione accademica su La Spiritualità dell’unità: un dono per i nostri tempi. Si sono alternati studiosi di diverse discipline: teologi, studiosi di religioni, esperti di morale, ma i protagonisti sono stati, soprattutto, un gruppo di giuristi di vari settori: avvocati, giudici e professori di giurisprudenza di questa ed altre università. Quello che ha dato valore alle loro presentazioni non è stata solo la preparazione accademica di primissimo piano, ma la comunanza di valori e di prospettive che hanno dimostrato di avere nello scoprire la dimensione di comunione del diritto. Diritto e comunione è, infatti, il titolo del loro progetto, che, dopo anni di impegno, spesso contro corrente, a favore della persona e delle relazioni interpersonali, ha trovato un’espressione di primissimo piano nella realizzazione di questo simposio, in cui hanno presentato con colleghi di diverse università come la spiritualità di comunione possa costituire un paradigma di riferimento anche per coloro che lavorano nell’ambito giuridico. Si tratta di un gruppo con provenienze molto diverse: Russell Pearce, e Ian Weinstein, entrambi Professori di Diritto, sono ebrei, Amy Uelmen e Greg Louis, sono, invece, cattolici. Altri collaborano a distanza: Deborah Cantrell, per esempio, professoressa di Diritto all’Università del Colorado, è buddista, David Shaheed, giudice della Corte Suprema di Marion Contry a Indianapolis, è musulmano afro-americano.
La giornata è stata scandita da quattro tavole rotonde, che hanno toccato la spiritualità dell’unità, un’economia basata sulla comunione piuttosto che su semplici interessi egoistici, la questione etica e la realizzazione personale e la categoria di amore del prossimo in ambito giuridico. Ha concluso i lavori un intervento di Maria Voce, presidente dei Focolari, che ha risposto a domande dei presenti, esigenti ed impegnative, che hanno svariato dall’economia al campo giuridico, dal dialogo interreligioso ed interculturale alla teologia morale e al ruolo della donna nella Chiesa. La presidente non si è tirata indietro: ha tracciato suggerimenti precisi sulla ricerca di giustizia e verità nell’ambito giuridico, ha incoraggiato a lavorare per una collocazione di valori e categorie, che sembrano aliene ad ambiti, per così dire, umani, ma che ne costituiscono invece l’essenza imprescindibile. Si tratta di lavorare per trovare anche una collocazione a termini che, spesso, prestano il fianco a potenziali malintesi o a comprensioni parziali, come quello chiave di ‘fraternità’. Ha parlato della necessità di continuare il dialogo, dialogando: si tratta della vera metodologia per arrivare ad accettare le differenze e a superarle. Oltre ad aver sottolineato come è nella relazione che si costruisce la propria identità, non ha avuto timore di riflettere sulla attuale situazione della donna nella Chiesa e sulla necessità che, al di là dei ruoli dei sessi, sia la leadership dell’amore a prevalere. Soprattutto, Maria Voce ha incoraggiato tutti a continuare a testimoniare l’unità nella diversità. «So che non è facile – ha detto – chissà quanti momenti di scoraggiamento e di delusione avete provato, ma vi ringrazio perche la vita di questa vostra cellula all’interno della Fordham University ha permesso di trovare anche qui una strada verso la fratellanza universale.» Dall’inviato Roberto Catalano [nggallery id=26]
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7 Apr 2011 | Focolari nel Mondo
7 Apr 2011 | Focolari nel Mondo
7 Apr 2011 | Focolari nel Mondo
Insegnante di servizi sociali ed economia domestica e poi, a cinquant’anni, i focolari e una nuova vita accanto a Chiara Lubich. Ecco, in sintesi, i cento luminosissimi anni di Maria Gloria. Dopo cento anni, Maria Gloria ha ancora lo stesso sguardo, lo stesso sorriso e la stessa semplicità e solennità. E non mancano nemmeno lucidità e voglia di sorridere. Alle focolarine che le chiedevano, lo scorso 13 marzo, giorno del suo centesimo compleanno, «riusciremo anche noi a raggiungere la tua età?», rispondeva immancabilmente: «per fortuna succede a pochi!» Sfogliando le pagine della sua vita si scopre che Marie Louise Celine Huille proviene da una famiglia numerosa, di 9 figli di cui tre sono diventati religiosi. Ha cominciato a lavorare a 21 anni prima come insegnante di Economia Domestica a Parigi (un lavoro con un’ accezione ben più importante di quella che potremmo darle noi oggi), poi come direttrice e insegnante presso istituti di servizio sociale in Francia, Portogallo, Marocco, Stati Uniti… Si è prodigata, dunque, con successo, per trovare nuovi sistemi per semplificare il lavoro femminile e, con un’ amica ha elaborato un progetto, a quei tempi rivoluzionario: applicare ai lavori domestici i principi dell’organizzazione scientifica del lavoro in fabbrica. Nell’agosto del ’63, a 50 anni, conosce il Movimento dei Focolari. Una svolta e una rivoluzione per la sua vita, già di per se impegnata e preziosa. Con la freschezza di una ragazzina, entra in focolare, ricevendo da Chiara il suo nuovo nome, come particolare imitazione della Madre di Dio. Nel momento in cui l’allora Cardinale di Stato, Jean Marie Villot – francese anch’esso – chiede a Chiara Lubich alcune collaboratrici, lei non ha dubbi ad inviare anche Maria Gloria.
Questa avventura piena di sorprese prosegue poi presso la casa di Chiara stessa. Alla morte del Cardinale, infatti, Maria Gloria e le altre collaboratrici vengono chiamate a continuare il loro compito a Rocca di Papa, nel focolare di Chiara, fino alla fine della sua vita. In quegli anni, confortata dalla straordinaria esperienza di vita che Maria Gloria aveva, Chiara ascolta spesso i suoi consigli. In particolare, con lei scopre non solo la bellezza, ma anche l’utilità delle cose realmente pregiate e fatte con amore. A festeggiare un secolo vissuto in maniera così straordinaria, il 13 marzo, presso la ‘Casa Verde‘ che ospita le focolarine più anziane e dove lei vive attualmente, anche il sindaco di Rocca di Papa, Pasquale Boccia che le ha donato un prezioso libro di fotografie del suo comune e una pergamena ricordo che porta scritto: “Maria Gloria, una donna che per le donne e per gli altri è rimasta giovane, distribuendo nel tempo talenti e energie con l’ammirevole scopo di scoprire e far scoprire le bellezze della creazione, trasferendole nei semplici gesti quotidiani.” (altro…)
7 Apr 2011 | Focolari nel Mondo, Spiritualità
Una ragazza nella classe dove insegnavo, era sempre chiusa in se stessa. Mi avevano detto che aveva l’Aids. Che cosa potevo fare per lei? Ho cominciato a portarla a casa a volte, alla fine della giornata. Mi sono accorta che era in preda alla disperazione. Così un giorno ho deciso di chiamare suo padre, che non avevo mai incontrato prima. Ero sicura che si sarebbe potuto fare qualche cosa per lei. Quando l’ho incontrato, ho ascoltato una storia tragica: 20 anni di abuso di droga, la prigione, la morte della madre… Il giorno successivo ho ricevuto un suo biglietto: “Ho capito che lei, a scuola, vuol bene a mia figlia.” Con molta attenzione, sono riuscita ad avvicinarmi sempre di più a lei. Attraverso il coinvolgimento di altri, è nata una catena di solidarietà. Abbiamo trovato mille modi diversi, insieme con gli altri insegnanti, per farla diventare parte attiva nella vita scolastica. Sembrava che tornasse pian piano alla vita. Un giorno è venuta da me e mi ha posto questa domanda: “Cosa succede quando moriamo?” Ho sentito di poter condividere con lei ciò che è il tesoro della mia vita. Le ho raccontato del paradiso, dell’amore, della mia esperienza con Gesù. Alla fine mi ha detto: “Anch’io voglio vivere così”. Questo è stato un momento di luce speciale per lei e per me. Il suo dolore, così misterioso, aveva uno scopo. Fonte: http://www.focolare.se (altro…)
7 Apr 2011 | Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
“Vi mandiamo i calorosi saluti dalla Germania, dove, ormai per tradizione, ci troviamo a vivere questa incancellabile esperienza, unica nella sua dimensione, con i ragazzi delle scuole tedesche medie e superiori”. Così scrive alla nostra redazione Tomek Mikusinski del Gen Rosso a nome di tutto il gruppo che dopo la tournée tedesca nei prossimi giorni arriverà nella Repubblica Ceca. La prima tappa è stata Heidelberg, dove 200 giovani in preparazione alla cresima hanno offerto liberamente una parte delle loro vacanze invernali per partecipare a “Forti senza violenza”, il collaudato progetto educativo di prevenzione della violenza, che vede collaborare il Gen Rosso con le scuole medie e superiori di alcuni paesi europei.
Finora sono stati circa 500.000 i giovani che vi hanno partecipato. Riconosciuto e finanziato anche dall’Unione Europea, il progetto prende le mosse proprio dal musical del gruppo, Streetlight, che racconta la vera storia di Charles Moates, cresciuto nel ghetto di Chicago negli anni sessanta. Per la sua scelta di vivere per l’ideale di un mondo unito, si è sempre opposto alla violenza. Per questo perderà la vita nel 1969. Il progetto, muovendo dalla sua figura, si propone oggi di trasmettere valori che aiutino i ragazzi a combattere la violenza, l’emarginazione, il bullismo e le varie forme di disagio che molti teenagers vivono nei grandi agglomerati urbani. Il risultato del lavoro con i giovani di Heidelberg è stata una serata alla Eppelheimer Rhein-Neckar-Halle, alla presenza di circa 1.100 spettatori paganti. Grande novità di questa tournée è il “Doku-workshop”, un laboratorio che ha come obiettivo quello di documentare tutto ciò che succede durante la settimana e di preparare allo spettacolo il pubblico fin dal suo ingresso in sala, attraverso la proiezione di foto e interviste che raccontano la quotidianità del Gen Rosso e del suo lavoro in tour.
E così, dopo Heidelberg, è stata la volta di Bonn, con 13 workshop e oltre 500 partecipanti. Poi di Dortmund, in una scuola a forte presenza multietnica. E poi ancora a Colonia, dove speciale è stato il lavoro con giovani studenti ipoacustici o completamente non udenti.“Sono orgogliosa dei miei studenti”- ha dichiarato Sigrid Bauschulte, direttrice della Scuola LVR-Johann-Joseph-Gronewald -, “perché rappresentare un musical nonostante i problemi di udito è ovviamente una sfida grande. Ringrazio agli ideatori di questo vitale progetto e per la grande opportunità data ai miei studenti”. “Gen Rosso, dovete assolutamente andare avanti con questo progetto, perché fa troppo bene a noi giovani!”– scrive uno dei partecipanti sulla pagina Facebook del gruppo, a conferma della bontà di un’idea che sta contagiando sempre più studenti in tutta Europa. (altro…)
6 Apr 2011 | Non categorizzato
Molto partecipate le 24 messe solenni celebrate in varie città – Teresina, Belém, Porto Velho, Parintins, Manaus e Abaetetuba – alla fine delle quali con dvd, power point e altri mezzi, si è presentata Chiara Lubich e il suo carisma. I Vescovi che hanno preseduto le celebrazioni eucaristiche, hanno testimoniato il contributo di Chiara alla Chiesa e all’umanità. Interessati anche i mezzi di comunicazione. Quattro interviste in programmi distinti nella TV cattolica regionale, e in altre due TV locali e sei interviste alle radio locali. Tre quotidiani hanno pubblicato articoli su Chiara cosi come il sito dell’arcidiocesi di Porto Velho e quello della camera dei deputati dello stato dell’Amazonas. A livello istituzionale varie iniziative. Nella camera dei deputati dello stato dell’Amazonas, a Manaus, ci sono state due sessioni solenni, una per l’occasione del giorno internazionale della donna e l’altra per evidenziare il contributo di Chiara alla politica, con grande ed entusiastica partecipazione dei deputati. A Brasilia, Il senatore Wellington Dias di Teresina (Piauí), che partecipa al Movimento Politico per l’Unità, ha pronunciato un discorso in onore di Chiara, alla Plenaria del Senato della Repubblica Federativa del Brasile, il 18 marzo 2011. Ne riportiamo alcuni brani: “Vorrei fare un omaggio ad una donna speciale: l’italiana Chiara Lubich, una delle personalità più importanti del XX secolo. Ha preceduto i tempi, quando ancora non si capiva bene la parola unità, costruendo ponti e consolidando dialoghi imprescindibili negli ambiti religioso, sociale, politico ed economico. Ha contribuito con il suo carisma ad aumentare la fraternità universale. Chiara nutriva un grande amore per il Brasile e il suo popolo, dove si è recata molte volte ed ha avuto ispirazioni brillanti. Nel 1991, ha lanciato il Progetto Economia di Comunione, che cerca una risposta ai grandi problemi sociali del nostro popolo che subito si è consolidata e si è diffusa. Oggi è un modello di solidarietà e di servizio ai più poveri in tutto il mondo. Nel 1998, inoltre, Chiara è stata ammessa nell’ordine del Cruzeiro do Sul, nella graduatoria di gran ufficiale, il maggior riconoscimento del governo brasiliano a stranieri che si distinguono per le iniziative di promozione umana nel nostro Paese. Vorrei esprimerle la mia gratitudine, per tutto ciò che ha generato nella vita di migliaia di persone in tutto il mondo e principalmente in Brasile”. Alla conclusione della settimana, il 19 marzo, c’è stata una giornata alla Mariapoli Gloria (Belem), che ha presentato il contributo del pensiero di Chiara sull’educazione. Erano presenti tra gli altri, alcuni educatori di Benevides, che hanno presentato i sorprendenti risultati dell’utilizzo del dado dell’amore nelle loro scuole. Viva la partecipazione degli allievi con esperienze e presentazioni artistiche. Tutti erano incantati dal carisma di Chiara che risponde alle sfide dell’educazione oggi. (altro…)
5 Apr 2011 | Focolari nel Mondo
Discorso di Chiara Lubich ai focolarini e alle focolarine Loppiano, 22 giugno 1981 © Centro Chiara Lubich (altro…)
5 Apr 2011 | Focolari nel Mondo
Non so cosa vi fa venire in mente la parola “possibili”. A me una cosa sola: queste 40 ragazze che ho qui davanti a me che sono possibili focolarine. Nella vita si possono fare tante scelte, anche tante scelte belle. Loro hanno deciso di venire a passare insieme un tempo che è stato chiamato: “un tempo per la vita”, con motto molto preciso: Eccomi, cioè sono pronta a tutto. Devo dire che sono stati anche per me giorni vivificanti. Il Signore Dio, infatti, ha una grande fantasia. Le loro storie sono una più bella dell’altra, ancora acerbe, ancora da svilupparsi, ma l’inizio promette. Micarla di Recife, nord est del Brasile, è venuta per cercare la verità e trovarla, perchè sempre è stato il suo chiodo fisso. Oggi è felice! Grisel di Mendoza, 27anni, ama le rivoluzioni ed ha trovato in Maria di Nazareth la più grande rivoluzionaria della storia. “Volevo essere come lei” ci dice. “Cosa mi affascina nella vocazione al focolare? Vedo uomini e donne realizzati, dispensatori di Dio. Donare a Dio tutta la mia vita è stata la logica conseguenza: se Lui mi ama d’amore infinito, come posso non dargli tutto?”. Vida, 24 anni, della Lituania: “ Ho avuto tanti dubbi, dubbi all’ordine del giorno: ce la si può fare a seguire Dio tutta la vita o piuttosto non dovrei farmi una famiglia? Ciò che mi ha ridato pace e certezza è stata la libertà che continuo a sperimentare nel dire il mio sì a Lui: libertà di amare il mondo intero”.
Emma è messicana: “Non è facile seguire Gesù – ci confida – tutto sembra remare contro ad una vita spesa per Dio: dalla comunicazione, ad alcune pratiche educative, ai valori che vengono divulgati. Viene in mente che se non si fanno esperienze ‘al limite’ ci si annoia. Questo mi ha fatto sentire di dare di più a Dio, perché niente mi bastava e niente mi saziava”. Per lei la vita in un focolare è come una corsa sulle montagne russe: un percorso mozzafiato, affascinante, a volte tortuoso ma con lo sguardo fisso sulla meta: a faccia a faccia con Dio. “Questo è ciò che desidero di più”. Priscilia di Ginevra, 23 anni, studia storia e letteratura francese. È qui per capire se Dio veramente la chiama, perché vorrebbe dare tutto a Lui con radicalità per vivere un’avventura “che per me non ha pari: contribuire a costruire un mondo unito”. Conclude: “Ho trovato la conferma che questa è la mia strada. Voglio vivere come sposa di Dio fin d’ora”. Nuam viene da un villaggio del Sud Est Asiatico. È rimasta affascinata dalla vita semplice e profondissima che vedeva vissuta in un focolare. Poi, nel 2005, durante un concerto del Genrosso, “proprio quelle canzoni cantate in una lingua che non conoscevo mi hanno trasmesso Dio, il suo amore e sentivo che dovevo fare qualcosa per rispondergli. Ora sento che voglio darGli tutto per portare Gesù a tutti, fare la mia parte perché l’umanità sia sempre più una sola famiglia. E l’Ideale dell’unità mi aiuta ad allargare il cuore sul mondo intero”. Mi torna alla mente parte del commento di Chiara alla “Parola di Vita” del mese di marzo che ci aiutava a fare la Volontà di Dio. Scrive Chiara Lubich: “Diciamolo prima di ogni azione: Avvenga, sia fatta. E compiremo attimo dopo attimo, tassello per tassello, il meraviglioso unico irrepetibile mosaico della nostra vita che il Signore da sempre ha pensato per ciascuna di noi”. Ora nella sala accanto c’è una quarantina di ragazzi che vogliono anche loro dare tutto a Dio ed hanno cose meravigliose da raccontare. Aspettatevi il loro articolo. Ma adesso dobbiamo andare a raggiungere i gruppi che vanno a visitare la cittadella di Loppiano. Auguri a queste meravigliose creature! Sharry S. (altro…)
5 Apr 2011 | Focolari nel Mondo
5 Apr 2011 | Cultura, Focolari nel Mondo, Spiritualità
Il mondo dello sport interseca il sociale a molti livelli: dalla politica all’economia, dalla salute alla comunicazione e così via. L’obiettivo primario di Sportmeet è quello di contribuire, quindi, ad una cultura dello sport improntata alla fraternità universale alla cui radice si pone la “regola d’oro” presente in tutte le culture: “Fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te”. Su questa base, gli obiettivi ed i metodi che Sportmeet persegue sono oggi condivisi da persone delle più diverse convinzioni, culture e religioni. Per questo gli atleti, gli operatori ed i professionisti dello sport legati a Sportmeet, si sono fatti promotori di numerose iniziative di carattere sportivo a valenza sociale. Si tratta di progetti continuativi, piccoli e grandi, aperti in diverse parti del mondo, in particolare nei paesi in via di sviluppo, nei paesi in guerra, in situazioni di grave disagio sociale.
A tali progetti Sportmeet dà il proprio sostegno culturale, economico e di risorse umane perché possano avere solidità e continuità. In questa prospettiva si pone il congresso, il cui obiettivo è riconoscere responsabilità e dignità nuove allo sport, superandone l’aspetto spettacolare e riscoprendone la capacità di essere agente di cambiamento sociale e culturale, in grado, appunto, di “muovere le persone” e “muovere le idee”, di ricreare nuovi rapporti e relazioni positive, con la convinzione che cambiare lo sport è contribuire a cambiare la società. Sono in programma riflessioni di esperti, testimonianze, tavole rotonde, workshop e giochi sportivi. Fra i relatori, docenti provenienti da una dozzina di università italiane ed europee di diverse discipline, nell’ambito delle scienze dello sport; manager, psicologi, insegnanti, amministratori, allenatori ed atleti. Da segnalare, fra gli altri, Gianni Rivera, responsabile del settore giovanile e scolastico della Federcalcio italiana, Valerio Bianchini e Marco Calamai, allenatori professionisti di basket, Oreste Perri, atleta e poi commissario tecnico della canoa olimpica italiana, oggi sindaco di Cremona. Il convegno è aperto a sportivi, allenatori ed istruttori, insegnanti, dirigenti, amministratori, docenti e studenti nel campo delle scienze motorie ed è valido ai fini della formazione del personale della scuola italiana in base al decreto MIUR 992/2005. Sul sito www.sportmeet.org sono disponibili il programma, la scheda di partecipazione e lo spot del congresso. (altro…)
4 Apr 2011 | Focolari nel Mondo
4 Apr 2011 | Sociale
Messaggio rivolto da Chiara Lubich alla Giornata del Movimento Umanità Nuova
Roma (EUR), 20/03/1983(…) Il nostro Movimento – come sappiamo – è sorto perché un piccolo numero di persone, una cellula di umanità si è imbattuta in una sorgente, s’è lasciata imbevere da una polla di acqua viva: una nuova, più profonda comprensione della buona novella: Dio è Amore! Dio ci ama. Dio ama tutti gli uomini. Nella nostra vita, anche in quella concreta di tutti i giorni, con i suoi problemi e progetti, coi suoi dolori e le sue gioie, noi non siamo soli. Se lo vogliamo, se l’accogliamo, può giocarvi questa Presenza superiore e straordinaria, in grado di aiutare in maniera imprevista, di arricchire e di sublimare il nostro vivere quotidiano in tutte le sue manifestazioni. Un Padre, una Provvidenza divina è sopra di noi e ci segue. Certamente questa fede nell’amore di Dio non è assente, nemmeno oggi, dal cuore di molti. Tuttavia non se ne traggono spesso tutte le conseguenze e si conduce la propria vita, si costruisce la città terrena, si vuole rinnovare il mondo, come se in questo sforzo dovessimo far tutto da noi. (…) Una delle più grandi convinzioni, che s’è fatto, ad esempio, il nostro Movimento in questi quarant’anni di vita, convinzione suffragata dall’esperienza quotidiana, è questa: vivere secondo la Buona Novella, scatenare nel mondo la rivoluzione evangelica è sinonimo di scatenare anche la più potente rivoluzione sociale. Ci sono oggi dislivelli sociali nel mondo? Ci sono ancora, su due fronti, i ricchi e i poveri? Noi crediamo, come Maria, – e l’abbiamo visto per grazia di Dio realizzarsi in più posti del nostro pianeta – che la legge del Vangelo praticata sa veramente arricchire di beni quanti hanno fame e “rimandare a mani vuote i ricchi” (Lc.l,53). Noi siamo testimoni di come la beatitudine della povertà (cf. Lc.6,20) e la minaccia del “guai a voi, o ricchi” di Gesù (Lc.6,24), prese sul serio, possono dare una solenne spinta per ristabilire gli equilibri sociali. Abbiamo oggi il problema della disoccupazione, degli anziani, degli emarginati, degli handicappati, della fame, i molti problemi nel Terzo Mondo? Non ammonisce forse tutta la storia cristiana che la pagina del Vangelo riguardante l’esame finale di ogni cristiano “Ho avuto fame e mi hai dato da mangiare…” (Mt. 25,35 ss) ha offerto straordinarie soluzioni? Non abbiamo forse sperimentato anche noi che, messa in atto, con impegno quotidiano, secondo le esigenze attuali e con metodi consoni al nostro tempo, può risolvere molti di questi problemi? E il “dare”, che il Vangelo domanda (“Date e vi sarà dato”) e che assicura la promessa di “misure piene, pigiate e traboccanti” (cf. Lc. 6,38), che il nostro Movimento tante volte ha costatato, non è anch’esso un atteggiamento concreto che può sollevare chi è nella miseria, nella fame, nella solitudine, bisognoso di ogni cosa? E’ un’esperienza quotidiana poi che “chiedendo”, come il Vangelo insegna, si ottiene (cf. Lc.11,10); che “il resto” (e questo resto può essere per gli uni: la salute, per altri: il posto di lavoro, per altri ancora: la casa, o un figlio, o quanto necessita) viene in sovrappiù (cf. Mt. 6,33). L’abbiamo costatato con i nostri occhi poi, tante volte, a gloria di Dio, quel “centuplo”, che Cristo ha promesso a quanti si staccano da ogni cosa per Lui (cf. Mt. 19,23). (…) E se arriva qui, per il poco che, con la grazia di Dio si fa, per il poco che si ama, perché non può arrivare dappertutto?
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4 Apr 2011 | Chiara Lubich
W kilku miastach zaprezentowano nową edycję książki Każda chwila jest darem. W Katowicach prof. Krzysztof Wieczorek z Uniwersytetu Śląskiego, odnosząc się do historii, filozofii, literatury i kultury ukazał znaczenie myśli Lubich dotyczącej chwili obecnej. Program ubogacony przerywnikami muzycznymi zakończył się lekturą kilku fragmentów książki w wykonaniu dwójki młodych ludzi.
W Lublinie odbyło się sympozjum, które zbiegło się z 15-tą rocznicą przyznania Chiarze Lubich pierwszego doktoratu Honoris Causa w dziedzinie Nauk Społecznych przez Katolicki Uniwersytet Lubelski im. Jana Pawła II. Obecni byli: Rektor – prof. S. Wilk, Dziekan WNS – prof. A. Sekowski, Wice-Dziekan Wydziału Teologicznego – prof. M. Chmielewski, Biskup – M. Cislo, prof. A. Biela oraz liczni profesorowie i studenci. Z tej okazji prof. Bennie Callebaut (I.U. Sophia) przedstawił Wyższą Szkołę Sophia w Loppiano k. Florencji.
W krótkim powitaniu na rozpoczęcie Sympozjum, Biskup M. Cislo, powiedział między innymi: “Chiara Lubich, jak Jan Paweł II, Matka Teresa z Kalkuty, należy do pokolenia świętych czasów wielkich przemian (…), w których Duch Święty wzniecił wielki ogień, który nadal płonie … ten ogień miłości, który wciąż płonie także w dziele Chiary Lubich. Jest to niezastąpiony charyzmat również dla naszego Kościoła Lubelskiego. (…) Życzę wszystkim uczestnikom, aby przesłanie Chiary Lubich było źródłem inspiracji dla refleksji osobistej, jak i dla tego wszystkiego, co dotyczy decyzji i codziennych działań”. (altro…)
4 Apr 2011 | Non categorizzato
Con l’inaugurazione delle mostre degli artisti Roberto Cipollone, John Lau Kwok Hung e Antonio Borrelli, si è aperta la IV edizione del “Premio Fraternità-Città di Benevento”, organizzato dal Movimento dei Focolari di Campania, Puglia, Basilicata ed Albania, dall’Amministrazione Comunale del capoluogo sannita, dal Centro “La Pace” di Benevento e dall’Associazione Focus, con il riconoscimento della Presidenza della Repubblica, dalla Presidenza del Consiglio e dell’Unesco. La manifestazione si è svolta in varie sedi della città. Si proponeva di assegnare un riconoscimento a persone, associazioni o enti che si sono particolarmente distinti nella difficile arte del dialogo. I vincitori dell’edizione 2011, scelti da una giuria qualificata, in seguito a segnalazioni giunte da tutta Italia, sono state: la giornalista Manuela Dviri Vitali Norsa, impegnata nel dialogo tra israeliani e palestinesi, per la sezione “Dialogo ecumenico ed interreligioso”; la scrittrice e giornalista Maria Pia Bonanate, per la sezione “Dialogo per una cultura della fraternità”; l’assessore alla cooperazione internazionale della regione Toscana Massimo Toschi, per la sezione “Dialogo in politica”, e il Progetto “Arrevuoto” dell’Associazione Teatro Stabile di Napoli, volto al coinvolgimento artistico di giovani e ragazzi di quartieri a rischio, per la sezione “Dialogo nell’arte”. Il programma della manifestazione (www.premiofraternita.it.) ha visto mostre artistiche, spettacoli teatrali e musicali, proiezioni cinematografiche, workshop e laboratori artistici con il coinvolgimento di bambini, ragazzi e giovani. Tre i Forum realizzati: il primo ha visto persone di confessioni, religioni e culture diverse confrontarsi su “Dialogo e fraternità: l’eredità di Chiara Lubich” a tre anni dalla sua scomparsa. Venerdì 18, si è parlato di “Arte: ponte di dialogo”. Sabato 19, poi, con i premiati delle sezioni cultura, politica e dialogo interreligioso, si è discusso di “Un modello di città per l’Italia del 2061”, cercando di immaginare come la fraternità possa cambiare in meglio la nostra società nei prossimi cinquanta anni. In conclusione, la premiazione, con la consegna della riproduzione dell’opera “Incontri” dello scultore napoletano Antonio Borrelli e delle medaglie del Presidente della Repubblica. Premi anche per gli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado che hanno partecipato al concorso nazionale letterario ed artistico: “La fraternità per una cittadinanza attiva”. Quest’anno si è prevista anche una sinergia con la Fondazione Mediterraneo (www.fondazionemediterraneo.org) che, dal 1996, assegna l’omonimo premio a personalità del mondo politico, culturale e artistico che hanno contribuito, con la loro azione, a ridurre le tensioni e ad avviare un processo di valorizzazione delle differenze culturali e dei valori condivisi nell’area del Grande Mediterraneo. Giovedì 17, infatti, durante il dibattito previsto presso il “Centro la Pace” dei Focolari a Benevento, è stato consegnato il “Premio Mediterraneo Solidarietà Sociale 2011” (edizione speciale per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia) a Diana Pezza Borrelli e ad Alberta Levi Temin, dell’Amicizia Ebraico-Cristiana di Napoli. La scelta del luogo è dettata dal fatto che entrambe le vincitrici sono legate al Premio Fraternità: Diana Pezza Borrelli in quanto rappresentante del Movimento dei Focolari e Alberta Levi Temin per averlo vinto nel 2009. Info: Loreta Somma loretasomma@email.it (altro…)
4 Apr 2011 | Non categorizzato
La festa per l’intitolazione a Chiara Lubich di una nuova Scuola Materna a Bandito, la più popolosa frazione della città piemontese di Bra, sabato 26 marzo ha visto protagonisti i rappresentanti del Consiglio comunale dei ragazzi e i bambini della stessa scuola . Oltre agli Amministratori braidesi, al sen. Michelino Davico, sottosegretario al Ministero degli Interni, e agli Assessori provinciali Roberto Russo e Giuseppe Lauria, il quale ha parlato a cuore aperto delle persone del Movimento come di gente che ha cambiato il suo modo di fare politica. Lo scorso 22 dicembre 2010, la città di Bra aveva aderito, all’unanimità, all’associazione “Città per la fraternità” nata qualche anno fa con l’intento di creare una rete tra comuni ed altri enti locali. Essa ha tra i suoi scopi anche quello di assegnare un premio internazionale per la realizzazione di progetti di fraternità nelle città, e attorno a tale adesione il Sindaco Bruna Sibille aveva voluto improntare questa giornata. E’ difficile rendere l’intensità dell’atmosfera che si è vissuta. Vi ha dato impulso l’ascolto dell’invito lanciato da Chiara Lubich in un suo discorso, pronunciato al Teatro Regio di Torino nel giugno del 2002: vivere la politica come amore, verso i cittadini, ma anche tra i politici stessi La proposta di una politica fondata sulla fraternità è stata poi alla base del convegno pomeridiano, intitolato “Una città per la fraternità”. Sono intervenuti, l’on. Teresio Delfino, parlamentare, sindaci e amministratori da varie parti della provincia (tra essi il sindaco di Cuneo Alberto Valmaggia), e numerosi cittadini del territorio, compresa una delegazione da Genova la cui amministrazione ha aderito anch’essa recentemente all’Associazione. I presenti hanno ripercorso il cammino del rapporto tra la città e la figura di Chiara, a partire dal Convegno di Innsbruck “Mille città per l’Europa” del 2001. In special modo dove lei riconosce ai politici una vera “vocazione” ad amare la propria città e la propria gente, fino a giungere a quella quasi incredibile definizione della politica come ”amore degli amori”. Il sindaco Sibille ha voluto ricordare alcuni spunti concreti di fraternità vissuti dalla comunità cittadina, tra cui una cena in tutti i quartieri, che ha riempito le strade, generando tra i cittadini un clima di famiglia prima mai sperimentato. Se ne sono ricavate 14 borse-lavoro per altrettanti disoccupati. Segnali di forte speranza nel futuro, che è già presente, sono venuti dalle testimonianze offerte dai giovani della Scuola di partecipazione del cuneese e dal gruppo di ragazzi di Bra presenti: hanno riferito di svariate iniziative per “colorare” ambiti grigi della vita cittadina, nelle quali hanno coinvolto gli abitanti e gli stessi amministratori. Il Sindaco, concludendo il pomeriggio, ha rilanciato chiedendo proprio a loro di progettare insieme come continuare a colorare di fraternità la propria città. Forti le impressioni tra i partecipanti. Un’amministratrice: “E’ stata vera scuola di formazione. Finalmente ho capito ciò che da anni cercavo … Ho scoperto che il mio impegno è una vocazione. Un’altra: “Il convegno è stato un’incisiva dimostrazione di quello che può operare la fraternità vissuta a livello di Istituzioni, nei Consigli Comunali, tra Amministrazione e comunità civile, tra Comuni che si “consorziano” in nome di essa”. Fonte: Movimento dei focolari – Piemonte (altro…)
3 Apr 2011 | Focolari nel Mondo
Alla fine sembrava di essere a Broadway, alla conclusione di un musical. Camice nere per uomini e donne, sciarpette gialle o azzurre per le ragazze, danze e una sequenza di canzoni note che raccontavano gioie e ansie, dolori e sogni del popolo statunitense. Il prolungato applauso esprimeva gioia e riconoscenza per «una giornata indimenticabile per tutto il Nord America», come è stato commentato dai presentatori e che ha richiesto mezzo secolo di preparazione. L’appuntamento, svoltosi a 150 chilometri a nord di New York, ha celebrato infatti i 50 anni dell’arrivo del Movimento dei focolari nel Nord America, dove sono convenute 1.300 persone in rappresentanza delle tante comunità diffuse in Canada, Stati Uniti e Caraibi. A condividere la festa anche ebrei e afroamericani musulmani. «È un Paese adatto alla spiritualità del Movimento – affermò Chiara Lubich , quando nel 1964 arrivò negli Usa –, c’è un vero senso dell’internazionalità». Era la sua prima visita. Ne seguirono altre sei, a sottolineare l’importanza strategica che attribuiva a questa parte del continente. Ogni volta che è venuta la fondatrice ha aperto strade nuove, dal dialogo con gli afroamericani musulmani (prima donna a parlare nella moschea Malcom X) alla collaborazione con attori, registi e sceneggiatori di Hollywood.
E dire che non sembrava pronto il tempo per sbarcare nel Nuovo Mondo. La storia andò così. Julia Conley, di Detroit, tornata negli Stati Uniti dopo la Mariapoli di Friburgo del 1960, scrisse a Chiara Lubich e a don Foresi di mandare qualcuno in Usa, che lei avrebbe ospitato. La lettera non produsse effetti, ma la signora (da autentica statunitense) non si perse d’animo e scrisse di nuovo, inviando questa volta anche il denaro per due biglietti aerei. Chiara allora disse: «Questo è un segno di Dio». E mandò Silvana Veronesi, una delle compagne della prima ora, e Giovanna Vernuccio. Nel 1961, a New York torna Giovanna (Giò), con Serenella Silvi (presente in sala e festeggiata) e Antonio Petrilli, che daranno vita ai due focolari. Giocando con gli app – le applicazioni sui telefonini di recente generazione –, i giovani hanno fatto compiere alla sala il giro del Nord America, presentando con foto e racconti in diretta e in video vita e iniziative nei diversi Stati. Potevano mancare gli effetti speciali? Ed ecco che le comunità della Costa Ovest, quella del Pacifico, dove si trova Hollywood, hanno pensato bene di iniziare affidandosi a una sigla, quella d’apertura dei film della Twenty Century Fox, con i riflettori che scrutano il cielo – ricorderete – e l’inconfondibile musichetta, sostituendo al nome della casa produttrice quello di West Coast Focolare.
Ma il momento culmine doveva ancora venire. Ed ecco salire sul palco Maria Voce e Giancarlo Faletti per un dialogo con i presenti. Settanta minuti di conversazione, rispondendo a undici domande, che hanno toccato temi centrali, dalla paura del dolore e della morte al rapporto tra Vangelo e livelli di benessere, dagli abusi sessuali nella Chiesa Usa al rapporto con i mass media. «Lasciatemi pensare a quelle due ragazze che avevano davanti questa vasta nazione – ha confidato la presidente – e vedere oggi, dopo 50 anni, quanto è cresciuta la famiglia che voi rappresentate». Un attimo di pausa e poi la consegna per ciascuno: «Ecco il mandato di Chiara, quello di essere una Silvana, una Giovanna, che torna nella propria città con la loro stessa ansia di testimoniare il carisma dell’unità». Maria Voce è rimasta colpita dalla semplicità, genuinità e generosità di questo popolo, ma mette adesso in luce l’ottimismo, che in qualsiasi situazione aiuta sempre a trovare un rimedio. E lancia spontaneamente una frase che suona come uno slogan: «Dopo questi 50 anni, c’è ancora qualcosa che si può fare, e noi lo faremo!» Benedetto XVI, nel saluto augurale, aveva sottolineato che «coscienti della marcata dimensione multiculturale del Focolare in Nord America, prega anche perché i legami intessuti con membri delle altre comunità religiose portino frutti abbondanti per il progresso della comprensione reciproca e della solidarietà’ spirituale al servizio dell’intera famiglia umana». Dall’inviato Paolo Lòriga [nggallery id=25]
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2 Apr 2011 | Non categorizzato
A presenziare i due importanti momenti, il 14 marzo 2011, sono stati il sindaco di Foggia, Mongelli e l’assessore alla Pubblica Istruzione, Morlino, accompagnati dal consigliere comunale, Sottile. Il sindaco Mongelli nel suo intervento all’intitolazione della scuola materna ha sottolineato come la particolare predilezione che Chiara ha sempre avuto per le giovani generazioni, abbia fatto emergere una dottrina pedagogica rinnovata e riconosciuta anche a livello internazionale, ricevendo per questa ragione il conferimento di lauree h.c. da parte di prestigiose università. “Una pedagogia dell’unità o pedagogia della comunione – ha affermato – da cui scaturisce una corrente di pensiero che riporta al centro la ‘vocazione educativa’ come espressione della ‘vocazione all’unità’ tra educando ed educatore, tra gli educatori stessi, tra teoria e pratica, tra le diverse pratiche educative. Per Chiara, senza la relazione, anima dell’educazione, non solo l’istruzione ma soprattutto la nostra essenza di persone perderebbe la sua dignità. Intitolarle una scuola significa perciò proporre agli alunni e al territorio in cui la scuola sorge, un modello da imitare: penso che tutti noi siamo veramente fortunati ad avere un così alto esempio da seguire”. “La Lubich ci ha lasciato un grande patrimonio di valori, ha sottolineato Morlino, che si basano sull’amore verso il prossimo e sul rispetto della persona. Sono lieto che Foggia con l’intitolazione della scuola materna Girasole 2 e del parco sia un modo per ricordare, nel tempo, questa importante figura”. Fonte: Puglialive.net (altro…)
2 Apr 2011 | Centro internazionale, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Nuove Generazioni
Da vicino è un’altra faccenda. Infatti, li avevano visti più volte in videoregistrazioni, conoscevano il timbro della loro voce, sapevano della loro semplicità, ma erano pur sempre la presidente e il co-presidente di uno dei movimenti ecclesiali mondiali più numerosi e certamente il più diffuso geograficamente. Dunque era comprensibile – come ha rivelato a metà programma una giovane coordinatrice – che tra i 130 gen statunitensi (i giovani più impegnati della compagine focolarina) l’ansia fosse ai livelli di guardia. Ma poi tutto è scomparso poco dopo l’inizio dell’atteso appuntamento, svoltosi nella cittadella Luminosa (imbiancata da una leggera nevicata), a due ore di auto a nord di New York. «Con la vostra immediatezza ci avete messi a nostro agio e stiamo davvero bene con voi», ha spiegato la ragazza rivolgendosi a Maria Voce e Giancarlo Faletti. Si trattava della prima volta per gli uni e per gli altri e la sintonia è scoccata sin dal primo momento. Tanto che i due ospiti speciali hanno detto all’unisono che immaginavano dal Cielo la fondatrice Chiara Lubich guardare con gioia quei volti giovanili.
Due ore effervescenti, con musica e immagini, confidenze e domande. Due ore lievi ed intense, in cui i giovani hanno messo al corrente della condizione (e dei disagi) della loro età nell’attuale società Usa e delle difficoltà a parlare di Dio e della Chiesa ai coetanei. Particolarmente condizionanti le elevate tasse universitarie (da 10 a 60 mila dollari annui) e la polarizzazione della politica tra democratici e repubblicani. Allo stesso tempo desideravano ricevere pareri e indicazioni, frutto del carisma dell’unità.
«Siete figli di Chiara, ricchi della sua eredità e consapevoli di portarla a tutti: più la si divide, più aumenta. Siete giovani e forti, e la gente, anche se non lo sa, sta aspettando di essere coinvolta nel progetto di unità del mondo», ha detto Maria Voce. «Non perdete il tesoro di Gesù – ha successivamente indicato –. Lui vivo, vero e risorto, vuole essere tra voi e con voi camminare nelle strade della vostre città per annunciare, sanare, consolare». E proprio in questa prospettiva Giancarlo Faletti ha sottolineato il legame vitale con la Parola e l’Eucaristia: «Gesù è di una potenza incredibile ed è vicino alle vostre speranze».
Insomma, il cuore del sogno americano (chiunque ce la può fare) trova una sua alta prospettiva nel mandato spirituale appena ricevuto. Un compito impegnativo, che stimola ed esalta questi giovani dai tratti somatici molto differenziati. Provare a diventare il numero uno è esaltante, ma quante responsabilità vi sono collegate! Cosicché una ragazza di San Antonio dice diretta, rivolgendosi a Maria Voce: «Grazie di aver accettato di essere presidente». Dall’inviato Paolo Lòriga [nggallery id=24]
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1 Apr 2011 | Cultura
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1 Apr 2011 | Famiglie, Focolari nel Mondo
Non nascondono dubbi e paure di fronte al grande passo, ma è anche forte l’entusiasmo nel mettere delle basi solide al rapporto di coppia, dei 460 giovani che, dal 17 al 20 marzo 2011, hanno aderito all’invito di Famiglie Nuove. L’idea di un Corso di preparazione al matrimonio era nata a Chiara Lubich nel ’75. Da allora annualmente si offre ai fidanzati l’occasione di verificare il progetto di una vita insieme per sempre. Il titolo “E’ uno solo l’amore” è anche una proposta: innestare l’amore umano in quello che ha radice in Dio. Ciò fortifica la coppia, stimolando i valori della gratuità, l’iniziativa, la capacità di perdonare. “Ci portiamo via l’arte di amare evangelica come un tesoro, un patrimonio per la vita insieme che ci aspetta.” – diceva una coppia. Traduzioni in 9 lingue per i partecipanti, giunti da diversi paesi europei al Centro Mariapoli di Castelgandolfo: coppie all’inizio del fidanzamento ed altre vicine al matrimonio, alcune già sposate civilmente o conviventi; giovani dei Focolari e di altri Movimenti, alcuni di altre Chiese o non credenti. Tuttavia un unico denominatore: il desiderio di scoprire come l’amore possa mantenersi vivo nel tempo e di approfondire una scelta affascinante, quanto impegnativa dal punto di vista della responsabilità e sempre più difficile per la precarietà del lavoro, l’incertezza di dove e come mettere su casa. Tutto ciò richiede l’essere pronti a mettere in discussione gli equilibri raggiunti ed imparare a fare delle scelte comuni davanti ai bivi che pone la vita. “Sono stati 4 giorni intensissimi!!! – racconta Elena – Anche un po’ duri se vi devo dire la verità perché ci sono alcune questioni da risolvere e armonizzare tra di noi. Durante il convegno le abbiamo affrontate tutte e non senza dolore. Dall’altra parte il corso è stata la più grande benedizione; il fatto di essere “contenuti” da tutto l’Amore che circolava è stato vitale. Stiamo provando a metterci alla scuola “dell’arte di amare….l’avventura è tortuosa, ma entusiasmante!!!”
Le diversità se accolte reciprocamente possono rivelarsi una ricchezza. Nel fidanzamento occorre capire se esse sono incompatibili per la vita in comune, quindi cominciare a riflettere sulla capacità di accogliere l’altro. Questo l’obiettivo di tavole rotonde, testimonianze e dialogo con coppie di sposi ed esperti su un panorama di argomenti a tutto tondo (dalla formazione affettiva, ai rapporti con le famiglie d’origine, il lavoro e l’economia, il sacramento matrimoniale, la comunicazione e la fecondità); incontri di gruppo e laboratori dove nella condivisione si è resa possibile una conoscenza più profonda del partner. (altro…)
1 Apr 2011 | Chiara Lubich, Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
Il 31 marzo, nella cattedrale di Arequipa (Perú), Mons. Javier del Río,vescovo di Arequipa, ha celebrato la S. Messa per Chiara. Lo stesso giorno, durante la celebrazione dei 50 anni dell’università Cattolica, si è reso omaggio a Chiara attraverso una conferenza sull’Economia di Comunione tenuta da Hugo Marroquin Rivera, che aderisce al progetto.
Il Rettore dell’università ha sostenuto personalmente questo evento, scrivendo ai decani responsabili delle diverse facoltà per invitare attraverso di loro i professori e gli allievi. Anche Mons. Pedro Bustamante, professore di Dottrina Sociale all’università, ha invitato i suoi 200 allievi. La radio e la televisione hanno informato la cittadinanza promuovendo la partecipazione a questo grande evento. (altro…)
1 Apr 2011 | Parola di Vita
Ma alla fine Gesù si rimette completamente alla sua volontà:
“Non ciò che io voglio, ma ciò che vuoi tu”.
Gesù sa che la sua passione non è un evento fortuito, né semplicemente una decisione degli uomini, ma un disegno di Dio. Sarà processato e rifiutato dagli uomini, ma il “calice” viene dalle mani di Dio. Gesù ci insegna che il Padre ha un suo disegno d’amore su ciascuno di noi, ci ama di amore personale e, se crediamo a questo amore e se corrispondiamo col nostro amore – ecco la condizione -, egli fa finalizzare ogni cosa al bene. Per Gesù nulla è successo a caso, neppure la passione e la morte. E poi ci fu la Risurrezione, la cui solenne festa celebriamo in questo mese. L’esempio di Gesù, Risorto, deve essere di luce per la nostra vita. Tutto quanto arriva, quanto succede, quello che ci circonda e anche tutto quanto ci fa soffrire dobbiamo saperlo leggere come volontà di Dio che ci ama o una permissione di lui che ancora ci ama. Allora tutto avrà senso nella vita, tutto sarà estremamente utile, anche quello che sul momento ci pare incomprensibile e assurdo, anche quello che, come per Gesù, può farci piombare in un’angoscia mortale. Basterà che, insieme a lui, sappiamo ripetere, con un atto di totale fiducia nell’amore del Padre:
“Non ciò che io voglio, ma ciò che vuoi tu”.
La sua volontà è vivere, ringraziarlo con gioia dei doni della vita, ma a volte non è certamente quella che si pensa: un obiettivo di fronte al quale rassegnarsi, specie quando ci si imbatte nel dolore, né un susseguirsi di atti monotoni disseminati nella nostra esistenza. La volontà di Dio è la sua voce che continuamente ci parla e ci invita, è il modo con cui egli ci esprime il suo amore, per darci la sua pienezza di Vita. Potremmo rappresentarcela con l’immagine del sole i cui raggi sono come la sua volontà su ciascuno di noi. Ognuno cammina su un raggio, distinto dal raggio di chi ci è accanto, ma pur sempre su un raggio di sole, cioè sulla volontà di Dio. Tutti, dunque, facciamo una sola volontà, quella di Dio, ma per ognuno essa è diversa. I raggi poi, quanto più si avvicinano al sole, tanto più si avvicinano tra di loro. Anche noi, quanto più ci avviciniamo a Dio, con l’adempimento sempre più perfetto della divina volontà, tanto più ci avviciniamo fra noi… finché tutti saremo uno. Vivendo così, nella nostra vita ogni cosa può cambiare. Anziché andare da chi piace a noi e amare solo quelli, possiamo avvicinare tutti coloro che la volontà di Dio ci mette accanto. Anziché preferire le cose che più ci piacciono, possiamo attendere a quelle che la volontà di Dio ci suggerisce e preferirle. L’essere tutti proiettati nella divina volontà di quell’attimo (“ciò che vuoi tu”) ci porterà di conseguenza al distacco da tutte le cose e dal nostro io (“non ciò che io voglio”), distacco non tanto cercato di proposito, perché si cerca Dio solo, ma trovato di fatto. Allora la gioia sarà piena. Basta inabissarci nel momento che passa ed adempiere in quell’attimo la volontà di Dio, ripetendo:
“Non ciò che io voglio, ma ciò che vuoi tu”.
Il momento passato non è più; quello futuro non è ancora in nostro possesso. È come un viaggiatore in treno: per arrivare alla mèta non cammina avanti e indietro, ma sta seduto al suo posto. Così dobbiamo star fermi nel presente. Il treno del tempo cammina da sé. Dio lo possiamo amare soltanto nel presente che ci è dato, pronunciando il proprio “sì” fortissimo, totalitario, attivissimo alla sua volontà. Amiamo dunque quel sorriso da donare, quel lavoro da svolgere, quella macchina da guidare, quel pasto da preparare, quell’attività da organizzare, chi soffre accanto a noi. Neppure la prova o il dolore deve farci paura se, con Gesù, sapremo riconoscervi la volontà di Dio, ossia il suo amore per ognuno di noi. Anzi, potremo pregare così: “Signore, dammi di non temere nulla, perché tutto ciò che succederà non sarà che la tua volontà! Signore, dammi di non desiderare nulla, perché niente è più desiderabile che la tua sola volontà. Che importa nella vita? La tua volontà importa. Dammi di non sgomentarmi di nulla, perché in tutto è la tua volontà. Dammi di non esaltarmi di nulla, perché tutto è tua volontà”. Chiara Lubich
31 Mar 2011 | Centro internazionale, Dialogo Interreligioso, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
Toronto, 21 marzo 2011 «Carissimo Presidente Niwano e carissima sig.ra Yoshie, e carissimi tutti fratelli e sorelle della famiglia della Risshō Kōsei Kai, Con questo saluto vorrei farvi arrivare tutto l’affetto mio e del Movimento dei Focolari, che in questi giorni vive e prega per tutti coloro che in Giappone sono stati colpiti dalla immane tragedia del terremoto e del maremoto e, successivamente, dall’emergenza nucleare. Preghiamo particolarmente per i membri della Rissho Kosei-kai e i loro familiari che hanno perso la vita. Ma anche per tutti voi della regione nord-orientale che avete subito gravi danni fisici e grave perdite. Avvertiamo nel cuore che ciascuno di voi e tutto il popolo del Giappone è stato ed è in questi giorni un vero dono per tutta l’umanità. La testimonianza di ordine, coraggio e dignità con cui vivete questa circostanza ci conforta ed offre un vivo esempio di come affrontare il dolore e la tragedia, anche quando colpiscono all’improvviso portando via tutto. Queste circostanze ci hanno fatto subito ricordare il “tutto crollava” che ha caratterizzato gli inizi della storia del nostro Movimento, sorto, come saprete, durante la seconda guerra mondiale a Trento. Quella distruzione è stata lo sfondo su cui è nata una nuova speranza, una nuova luce per l’umanità. Per questo, insieme a voi, vogliamo mantenere viva la speranza e trasmetterla ad ogni prossimo che ci passa accanto. Siamo pieni di fiducia per la ripresa del vostro Paese in un momento che offre l’occasione di sollecitare comunione e solidarietà sia in Giappone che nel mondo intero, come abbiamo potuto costatare in questi giorni. Personalmente non potrò mai dimenticare la visita che ho fatto l’anno scorso alla vostra sede centrale, l’incontro con molti di voi nella Grande Aula Sacra ed il successivo momento con i vostri giovani. Ci eravamo sentiti veramente tutti una grande famiglia. A distanza di poco più di un anno, anche questo dolore ci fa sentire ancora più profondamente questo legame di fratellanza che ci unisce. Rinnoviamo il nostro impegno congiunto a lavorare per l’unità della famiglia umana, per la quale hanno vissuto i nostri due cari fondatori, Rev. Nikkyo Niwano e Chiara Lubich. Vi saluto ad uno ad uno con tutto il cuore». Maria Voce (Emmaus) (altro…)
31 Mar 2011 | Centro internazionale, Dialogo Interreligioso, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
Toronto, 21 marzo 2011. Maria Voce invia, a tutti i “fratelli e sorelle della famiglia della Rissho Kosei-Kai”, un saluto per far arrivare tutto l’affetto suo e del Movimento dei Focolari, che in questi giorni “vive e prega per tutti coloro che in Giappone sono stati colpiti dalla immane tragedia del terremoto e del maremoto e, successivamente, dall’emergenza nucleare”. “Avvertiamo nel cuore – continua Maria Voce – che ciascuno di voi e tutto il popolo del Giappone è stato ed è in questi giorni un vero dono per tutta l’umanità. La testimonianza di ordine, coraggio e dignità con cui vivete questa circostanza ci conforta ed offre un vivo esempio di come affrontare il dolore e la tragedia, anche quando colpiscono all’improvviso portando via tutto”. Circostanze che nella storia dei Focolari ricordano il “tutto crollava” che ne ha caratterizzato gli inizi durante la seconda guerra mondiale. “Quella distruzione è stata lo sfondo su cui è nata una nuova speranza, una nuova luce per l’umanità”. “Per questo, insieme a voi, – è l’augurio di Maria Voce – vogliamo mantenere viva la speranza e trasmetterla ad ogni prossimo che ci passa accanto”. Ed è un grazie “dal profondo del cuore” quello che ritorna a Maria Voce e a tutti dei Focolari in un video con il messaggio del Presidente Nichiko Niwano, letto dalla figlia Kosho: «Vorrei ringraziarvi profondamente per il messaggio di solidarietà che ci avete mandato con tutto il vostro cuore per questa grande calamità causata dal terremoto. Ci vorrà ancora tanto tempo finché si saprà tutta la situazione. Noi della Risshō Kōsei Kai abbiamo istituito un centro di soccorso, abbiamo iniziato ad aiutare concretamente i posti danneggiati ed abbiamo inviato delle persone sul posto per comprendere meglio le necessità. Nel buddismo si insegna che in questo mondo, tutti sia che vivono a nord o a sud, ad est o ad ovest, sono parte di una unica armoniosa famiglia. Ora, dinanzi a questa calamità senza precedenti, ci verrebbe da scoraggiarci e cadere nel buio, ma proprio in questo momento, vogliamo unirci in un sol cuore, andare avanti e superare le difficoltà con premura e compassione nel cuore. Accogliamo pienamente con l’anima il vostro messaggio di solidarietà e ci impegniamo per le vittime con tutta la nostra forza. Vi chiediamo di aiutarci, di consigliarci e collaborare con noi sempre di più». Fin qui il messaggio di Nichiko Niwano. «Dopo questo disastro – afferma la giovane Kosho – una realtà spaventosa sta davanti ai nostri occhi. In questa tragica situazione però possiamo vedere un filo di luce: ora si sente che i cuori del popolo giapponese si sono uniti».
Fanno eco ancora le parole di Maria Voce: “Siamo pieni di fiducia per la ripresa del vostro Paese in un momento che offre l’occasione di sollecitare comunione e solidarietà sia in Giappone che nel mondo intero, come abbiamo potuto costatare in questi giorni”. E conclude: “Rinnoviamo il nostro impegno congiunto a lavorare per l’unità della famiglia umana, per la quale hanno vissuto i nostri due cari fondatori, Rev. Nikkyo Niwano e Chiara Lubich”. Il ricordo della sua visita dell’anno scorso nel Paese del sol levante è ancora molto vivo, così come l’incontro con molti membri della RKK nella Grande Aula Sacra. (altro…)
31 Mar 2011 | Focolari nel Mondo
30 Mar 2011 | Centro internazionale, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
Qui,
alla “Luminosa”, cittadella dei Focolari per il Nord America, in fatto di accoglienza non sono secondi a nessuno. Per la venuta di Maria Voce e Giancarlo Faletti viene da supporre che abbiano predisposto uno dei più lunghi inverni dell’ultimo periodo in modo che un po’ di neve potesse ancora corredare e rendere più suggestiva la scenografia di boschi e prati lungo le strade e attorno alle abitazioni. Quando poi i due illustri ospiti si sono recati in visita all’edificio ad un piano che accoglie la redazione della rivista Living City e l’editrice New City Press, ecco che un gruppetto di agili cervi è passato a una decina di metri dai visitatori tra lo stupore generale. «Mai successo prima», notavano i residenti. «Potenza dei media», il parere di altri. Lasciata Montréal, la presidente dei Focolari ha raggiunto “Luminosa”, come prima tappa della sua “scoperta” degli Stati Uniti, dopo una giornata di viaggio in auto, comprensiva degli adempimenti alla frontiera, con tanto di foto digitale del volto e di impronte elettroniche delle dieci dita. È la prima volta che la presidente e il co-presidente giungono negli Stati Uniti. Un tripudio di gioia è stata l’accoglienza al loro arrivo nella cittadella, che si trova nella zona di Hyde Park – famosa per aver dato i natali al presidente Roosvelt –, a due ore di auto da New York. Uno striscione colorato di benvenuto con annessi palloncini ha anticipato, all’inizio della strada verso la cittadella, la festa tributata dagli abitanti sotto lo sventolio della bandiera a stelle e strisce degli Usa e il vessillo dei Focolari, grande stella oro in campo azzurro, disegnata proprio qui da Chiara Lubich nel 1990.
La fondatrice dei Focolari ha fatto visita alla cittadella nel 1990 e nel 1997. Segni di vicinanza e di partecipazione ad un progetto che le stava a cuore per questa immensa ed influente nazione. La prima idea fu manifestata da Chiara nell’ottobre 1984. Da allora fu iniziata la ricerca della località più adatta e prese avvio una raccolta di denaro, sostenuta dalla generosità di tanti e da interventi della Provvidenza. Fu inaugurata il 14 settembre ’86, anche se Chiara, all’ultimo momento, non poté intervenire per ragioni di salute. Ma questa assenza assegnò valore profetico al contenuto del messaggio che indirizzò per la solenne occasione. «Avrà una sua bellezza e una sua vocazione», indicava, pur domandandosi: «Sarà ecumenica e vi parteciperanno persone di altre religioni?». E confidava: «Tutto fa capire di sì, perché prima di tutto deve esprimere questo popolo, e come il popolo americano ha saputo comporre in uno persone, gruppi etnici, provenienti da stati e da continenti diversi, così la cittadella degli Usa sarà un bozzetto esemplare anche di quell’unità dei popoli, aspetto sociale della preghiera di Gesù “che tutti siano uno”.
Venticinque anni dopo, su quei 33 ettari sorgono 22 edifici, una piscina all’aperto e un campo sportivo. Gli abitanti sono una cinquantina, da vari Paesi del mondo, e nel periodo estivo sono numerose le presenze prolungate per condividere l’esperienza di una fraternità cosmopolita. Abitazioni per famiglie e per giovani, per sacerdoti e per religiose si alternano alle sedi dei focolari. Al centro della cittadella sorge la chiesa dedicata alla Madonna della Luce. Le diverse sale ospitano incontri sino a 500 persone, dai ragazzi ai vescovi, alle famiglie. Un laghetto e un piccolo corso d’acqua completano il paesaggio, frequentato da una simpatica varietà di animali, tra cui i socievoli scoiattoli. In questa cornice, Maria Voce e Giancarlo Faletti hanno incontrato per due giorni i responsabili del Movimento di Canada, Usa e Caraibi, e Oceania. Da martedì 29 è iniziato un ritiro spirituale per 260 focolarine e focolarini nel Nord America.
Dall’inviato Paolo Lòriga
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30 Mar 2011 | Chiara Lubich, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità
“Siete un popolo nato dal Vangelo, Chiara è nata dalla Parola, lei è stata quell’Eccomi di Maria. Il ‘Sia fatta’ colora tutta la sua vita. Si è lasciata sempre condurre da Dio, l’umile, la disponibile, chiave preziosissima per entrare nel Vangelo”. Queste le parole pronunciate dall’arcivescovo di Cosenza alla messa celebrata in occasione del terzo anniversario della partenza di Chiara per il Cielo. La Regione Calabria ha reso omaggio alla fondatrice del movimento dei Focolari in dieci città diverse, da Locri a Lamezia fino ad Aiello, città natale dell’attuale presidente Maria Voce. Il vescovo di Vibo, così ha detto: “Chiara è un Vangelo vivente, ha penetrato il cuore del Vangelo: il comandamento nuovo. Lei è un matrimonio di umanità e spiritualità”. A Teramo, in Abruzzo, il 15 aprile i due Consigli provinciale e comunale, hanno dedicato un largo a Chiara. Al termine una messa in cattedrale celebrata dal vescovo, mons. Michele Seccia. Anche la città di Foggia, in Puglia, ha voluto dedicarle due importanti momenti. “Con l’intitolazione della scuola materna Girasole 2 e del parco la città ha trovato il modo per ricordare nel tempo questa importante figura, ha sottolineato l’assessore alla Pubblica Istruzione Morlino, la Lubich ci ha lasciato un grande patrimonio di valori che si basano sull’amore verso il prossimo e sul rispetto della persona”. Sempre in Puglia, a Bari si è riflettuto sulla dignità e la missione della donna, rivisitando la condizione femminile attraverso i secoli fino all’Enciclica Mulieris Dignitatem di Papa Giovanni Paolo II. Al centro una conversazione in video di Chiara che delinea il sorgere e l’affermarsi nella Chiesa del profilo mariano accanto a quello petrino. Tra le molte e varie iniziative che hanno percorso l’Italia, la IV edizione del “Premio Fraternità-Città di Benevento”, organizzato dal Movimento dei Focolari di Campania, Puglia, Basilicata ed Albania, dall’Amministrazione Comunale del capoluogo sannita, dal Centro “La Pace” di Benevento e dall’Associazione Focus, con il riconoscimento della Presidenza della Repubblica, dalla Presidenza del Consiglio e dell’Unesco. Tra i Forum realizzati: persone di confessioni, religioni e culture diverse si sono confrontati su “Dialogo e fraternità: l’eredità di Chiara Lubich”.

Inaugurazione della scuola "Chiara Lubich" a Bra
Dal Sud al Nord. Il 3 giugno 2002 Chiara ricevette la cittadinanza onoraria della Città di Bra in provincia di Cuneo in Piemonte. Ora a Bandito, la più popolosa frazione di Bra le è stata intitolata una scuola dell’infanzia e vi si è svolto il Convegno: “Una città per la fraternità”. “ Chiara vive insieme a noi” , con queste parole la sindaco, Bruna Sibille, ha aperto i festeggiamenti. Concludiamo questa breve rassegna con il concerto Festival della Pace e della Fraternità – Omaggio a Chiara Lubich, organizzato dall’Associazione Città per la Fraternità, dai Comuni di Rocca di Papa e Castelgandolfo e dalle loro Corali cittadine svoltosi domenica 20 marzo al Centro Mariapoli di Castelgandolfo che ha visto la presenza di 160 tra coristi e accompagnatori provenienti da tre Stati degli USA e di 4 corali di Roma e dei Castelli Romani . Oltre a Maurizio Colacchi, sindaco di Castelgandolfo era presente Pasquale Boccia, sindaco di Rocca di Papa: «Mi domando: ma Chiara ha bisogno di un nostro omaggio? Mentre, forse, siamo noi ad avere ancora bisogno di un dono di Chiara e mi rivolgo a lei per chiedere che si sviluppi sempre di più quel pavimento sociale che è la Fraternità».
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29 Mar 2011 | Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
Un nutrito gruppo di giovani che si ritrova un sabato mattina per discutere di politica. Può apparire inusuale, ma è accaduto sabato 12 marzo, a Manaus, la laboriosa capitale dello Stato dell’Amazonas, sul Rio delle Amazzoni, una delle città più importanti del nord del Brasile. Terra ricca di bellezze naturali e di folklore, è il punto di partenza per scoprire il favoloso mondo amazzonico brasiliano. Sono le 9 del mattino e il Fórum Hehoch Reis ospita la lezione inaugurale del secondo ciclo della Escola Civita, un originale percorso formativo biennale, promosso dal Movimento politico per l’unità in Brasile e rivolto a giovani fra i 19 e i 29 anni per l’acquisizione di una cittadinanza responsabile ed un approccio consapevole alla vita pubblica. Gli studenti partecipanti non fanno riferimento ad un credo religioso specifico né ad alcun partito politico. Attese esigenti le loro: per una studentessa, Itagiçara Jacauna, “questo spazio formativo offre l’opportunità per conoscere meglio la politica locale”, e per un altro studente, Vitor Kaleb, “vorrei capire quale sarà la proposta politica per le nuove generazioni e spero fortemente in un grande mutamento degli attuali scenari”.
Dieci professori di aree specifiche, quattro tutors e oltre 20 studenti: questa la consistenza della nuova comunità di apprendimento che ha preso l’avvio a Manaus. Fra i docenti, anche alcuni politici, come il deputato statale José Ricardo e l’ambasciatrice Socorro Guedes. All’evento erano presenti, accanto al presidente nazionale del Mppu del Brasile, Sergio Previdi, il vescovo mons. Mario, il vice rettore dell’Università Federale dell’Amazzonia, Hedinaldo Lima, politici, professionisti, ed anche gli ex alunni del precedente ciclo della Escola Civita (avviato nel 2007, e che aveva visto la partecipazione di 25 studenti). La Escola Civita di Manaus è una delle 11 presenti in 10 Stati del Brasile, che contano in tutto più di 100 partecipanti. Il programma include moduli formativi, progetti di azione locale e seminari, nei quali vengono approfonditi temi inerenti la realtà socio-politica brasiliana e geo-politica latino-americana. Il corso si terrà con frequenza settimanale presso l’Università Federale dell’Amazzonia in Adrianópolis. Presenti in vari paesi del mondo (Argentina, Corea, Italia), queste scuole del Mppu, rispettose del contesto socio-politico-culturale in cui sono inserite, mirano ad un obiettivo comune: approfondire e praticare una politica intesa come servizio all’unità della famiglia umana. (altro…)
28 Mar 2011 | Focolari nel Mondo, Nuove Generazioni, Spiritualità
È molto atteso l’appuntamento annuale dei Giovani per un Mondo Unito (GMU) al loro Meeting internazionale. Un gruppo di GMU si è incontrato a Loppiano, cittadella internazionale del Movimento vicino a Firenze, per elaborarne insieme i contenuti. È un percorso iniziato nel Dicembre 2010, e portato avanti con i GMU di varie parti del mondo attraverso contatti via email o messaggi sui social networks in uno scambio vivace di proposte perché il Meeting sia il frutto di una comunione di vita e di diverse sensibilità. Make visible change: l’argomento centrale si snoderà in tre temi portanti: “protagonisti oggi di una cultura di fraternità e di pace”, “alla ricerca di rapporti autentici”, “costruendo ponti …”, dopo aver esplorato l’anno scorso le molte vie per un mondo unito. Il 29 Aprile si aprirà con una diretta internet la quattordicesima edizione della “Settimana Mondo Unito” dove verrà lanciato il Genfest 2012 insieme ad un ventaglio di iniziative per concretizzare nel quotidiano l’impegno dei giovani per la fraternità. Un infuocato messaggio di Chiara Lubich del 1987 unirà in un cuor solo giovani di tutte le latitudini. Il Meeting culminerà il 1° maggio con la partecipazione dei Giovani per un Mondo unito alla Beatificazione di Giovanni Paolo II (http://www.karol-wojtyla.org/). Per info e prenotazioni: sgmu @ focolare.org (altro…)
26 Mar 2011 | Focolari nel Mondo, Senza categoria
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La presidente dei Focolari, Maria Voce, e il co-presidente Giancarlo Faletti visitano il Nord America in un viaggio che durerà un mese, nel corso del quale incontreranno le comunità e gli amici dei Focolari in diverse città di 3 nazioni. |
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Vedi tutti gli articoli – Viaggio Nord America 2011 |
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Programma 19-20 marzo a Toronto: Weekend di dialogo e celebrazione con i membri dei Focolari in tutto il Canada, e messa solenne celebrata dal Vescovo, William McGrattan, nel 3° anniversario dalla partenza di Chiara Lubich 21-24 marzo a Montreal: Incontro con i vescovi canadesi. Serata del 23 con la comunità di Montreal. marzo – “Luminosa”, NY: Incontro con i giovani 2 Aprile – Poughkeepsie, NY: Incontro con la comunità dei Focolari 3 Aprile – New York: Solenne messa di ringraziamento celebrata dall’arcivescovo Timothy Dolan (St. Patrick’s Cathedral) 5 Aprile – New York: Evento culturale alla Fordham University 7 Aprile – Washington, D.C.: E pluribus unum, programma per una comunità multietnica e multi religiosa che arriva insieme ad essere un solo popolo al servizio dell’unità (Caldwell Hall, The Catholic University of America) 9 Aprile – Chicago – incontro per i Giovani: Presentazione della vita di Chiara Luce Badano 10 Aprile – Chicago: Incontro interreligioso 11 Aprile – Chicago: Spiritualità e teologia trinitaria – presentazione alla DePaul University 16 Aprile – Santo Domingo: Celebrazione con le comunità dei Focolari della Repubblica Domenicana e di Porto Rico. (altro…)
26 Mar 2011 | Chiara Lubich, Focolari nel Mondo
Video clip inedito di Chiara a New York 1964 e 1965. Riprese: Eli Folonari Musica: Complesso Genrosso Durata: 3′ 12″ (altro…)
26 Mar 2011 | Dialogo Interreligioso, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo

Nichiko Niwano con Maria Voce
Cari amici di Religions for Peace e delle comunità religiose internazionali, a nome di Religions for Peace in Giappone, vorrei esprimere la mia sincera gratitudine per i vostri messaggi di cordoglio, preoccupazione, e di fattivo supporto a seguito del catastrofico terremoto che abbiamo vissuto in Giappone. Le preghiere, la condivisione dei nostri disagi e sofferenze e la solidarietà generosamente espressa dai leader religiosi appartenenti al network internazionale di religioni per la pace, sono per noi fonte di grande incoraggiamento. Sono veramente grato per questi forti legami di amicizia, che offrono un’ulteriore prova che tutto esiste in uno stato di interrelazione e codipendenza come parte di una grande fonte di vita, e per questo io sono ancora più profondamente grato. Non abbiamo ancora un quadro completo dei danni e della perdita di vite umane, e la situazione rimane pericolosa, ma Religions for Peace/Japan continuerà a fare ogni sforzo possibile per offrire sollievo alle vittime. Ho già invitato tutti i membri Religions for Peace/WCRP Japan a contribuire agli sforzi di prima assistenza, ed i nostri giovani stanno raccogliendo fondi nei luoghi pubblici in tutto il paese. Sono ispirato e incoraggiato dai leader religiosi in tutto il mondo, che hanno mostrato la via per superare ogni tipo di sfida, tra cui i conflitti armati e disastri naturali. Come la gente del Giappone che lavora per superare la recente tragedia, umilmente chiedo che continuiate a offrire intuizioni e cooperazione. Nichiko Niwano, presidente della Risho Kosei Kai e delle Religioni per la Pace/WCRP Giappone – 18 marzo 2011 (altro…)
26 Mar 2011 | Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità
25 Mar 2011 | Cultura
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25 Mar 2011 | Centro internazionale, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità
Nemmeno quelli della città di Québec avevano fretta di andarsene. Eppure dovevano percorrere 250 chilometri per rientrare a casa, non era più così presto nel dopo cena e per di più il termometro era già sceso sotto lo zero. Figurarsi quelli di Ottawa, distanti solo 150 chilometri. E cosa dire dei tanti di Montreal, che giocavano in casa. Anzi, più che dire c’era solo da costatare volti soddisfatti, sorrisi sino alle orecchie, parole entusiaste, piccoli capannelli di persone, dove qui regnava la confidenza, là scoppiava una risata, mentre i lampi dei flash segnalavano il desiderio di immortalare una serata indimenticabile. Oltre trecento persone avevano colto l’unicità dell’appuntamento con Maria Voce e Giancarlo Faletti. Non mancava chi, conosciuti i primi focolarini che arrivarono a Montreal 40 anni fa, aveva inteso tornare per conoscere la donna che aveva sostituito la fondatrice Chiara Lubich e riallacciare un legame mai intimamente reciso. Qua, nella provincia del Québec, la gente è particolarmente aperta ed espansiva, ma la sera del 23 marzo ha dato il meglio di sé. Stéfanie Lamothe, 10 anni, capelli neri lunghi e dolci tratti somatici asiatici, ha il compito di aprire le danze, ovvero di iniziare la sequenza di una decina di quesiti preparati per il dialogo con Maria Voce e Giancarlo Faletti. La domanda è candida e birichina, e la sala sorride. «Chiara è stata la prima a vivere la spiritualità dell’unità e ha fatto nascere tutto nel Movimento. È normale che sia stata presidente. Tu che cosa hai fatto per essere presidente dopo di lei?». L’interpellata ne è divertita e risponde in francese per restare in dialogo diretto con l’adolescente. Alla domanda successiva, Maria Voce spiega che, per esigenze di traduzione e poi per la diffusione del video nel mondo, è necessario che parli in italiano. L’assenso del pubblico le dà il via, ma lei riprende a parlare in francese senza accorgersene. Ilarità tra la gente. Lei si ferma, sorride e decide di non saltare continuamente da una lingua all’altra. Dunque, solo francese, per la gioia dei presenti. Una gioia che trova il culmine alla fine della serata, quando la presidente riferisce la sua valutazione sul Paese. «Sono riconoscente a Dio che mi ha fatto fare questo viaggio in Canada. È Lui che mi ha suggerito l’idea». Poi spiega: «In questa terra c’è apertura, generosità, accoglienza verso le persone più diverse che arrivano qua in condizioni di bisogno. Immagino le difficoltà, ma voi mostrate che si possono superare». Rivolgendosi ai presenti, Maria Voce aggiunge: «È una grande testimonianza, la vostra. Fate vedere legami di famiglia tra persone di culture e popoli diversi. È il dono più bello che fate al Movimento. Il Canada è un trampolino dove si sperimenta l’unità e poi ci si lancia verso gli altri». È una costatazione e, allo stesso tempo, una consegna: «Continuate a fare come già state facendo, con la gioia di avere ricevuto un tale dono da Dio e offrirlo agli altri». L’intenso applauso manifesta la soddisfazione generale e nasconde la commozione di tanti. Nessuno partirà subito, e varie persone si faranno interpreti di una proposta: «Bisogna suggerire a Maria e a Giancarlo di tornare più spesso». Dall’inviato Paolo Lòriga [viaggio nord america] (altro…)
25 Mar 2011 | Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità
L’11 marzo, alle 2:46, stavo preparando la merenda nell’asilo nido dove lavoro. Ho sentito una fortissima scossa tellurica, ed ho subito riunito i bambini per metterci al riparo. Ho aspettato che il terremoto finisse, ma – dato che le scosse non accennavano a terminare – anch’io, che sono abituata ai terremoti, ho cominciato ad aver paura. In questa situazione, tutti abbiamo sentito il desiderio di aiutarci per affrontare insieme qualsiasi cosa sarebbe successa. Verso sera sono arrivati i genitori a prendere i bambini: a causa dei trasporti paralizzati, avevano camminato molto per arrivare, e piangevano dalla gioia di vedere che i loro figli erano al sicuro. Quando tutti i bambini ormai erano tornati a casa, ho tirato un sospiro di sollievo ed ho acceso la TV dell’asilo. In quel momento ho sentito la notizia dello tsunami. Tra le zone colpite c’era anche Miyako, la mia città. Da quel momento, per sei giorni, ho continuato a provare a telefonare a casa, senza riuscirci. Più seguivo le notizie, più mi rendevo conto della portata della sciagura, e più sentivo in me, le sofferenze spirituali e fisiche delle vittime. Era la prima volta che provavo un dolore così grande. Nello stesso tempo, mi sentivo interpellata da Dio dentro di me: “Veramente tu Mi ami? Veramente tu credi al Mio amore?” Ed io: “Sì, Signore, credo al Tuo Amore. Credo al Tuo Amore. Tu lo sai che io ci credo.” E capivo che era arrivato il momento di vivere con coraggio le virtù della fede, della speranza e della carità; che occorreva amare tutti, vivendo pienamente l’amore reciproco”.
Si è confermata in me la fede profonda che tutto quello che Dio permette è sicuramente per un disegno d’amore. Gli ho affidato allora la preoccupazione per la mia famiglia decidendo di fare momento per momento quello che mi sembrava essere la Sua volontà. Ho cercato di portare un clima di serenità al lavoro: sostenere la collega che, a causa dei ritardi dei treni, arrivava al lavoro stanca, dopo 3 ore di viaggio. Prestare indumenti caldi alle colleghe che – per il risparmio energetico – avevano freddo. Soprattutto cercavo di dedicarmi ai bambini che, per il pericolo di nuove scosse, non potevano giocare fuori. Ho sentito la pace ritornare in me! Intanto cercavo di contattare con tutti i mezzi la mia famiglia, ma senza risultato. “Quando c’è stato lo tsunami mia cognata sarà stata al lavoro nel grande magazzino della città; mia nipote sarà stata a scuola, che è vicina al porto” pensavo tra me e me, e mi prendeva la preoccupazione. Ma, proprio in quei momenti, dagli amici mi arrivava una telefonata o una mail che mi sollevavano il cuore. Anche le mie colleghe soffrivano con me e questo mi riempiva di riconoscenza. Nel vangelo del 17 marzo c’era la frase di Gesù: “Chiedete ed otterrete”, proprio nel giorno in cui si celebra l’anniversario della fine della persecuzione dei cristiani nella città di Nagasaki, dopo circa 250 anni. Ho pregato la Madonna di farmi sapere dove era la mia famiglia, e con il cuore pieno di pace sono tornata a casa. Poco dopo è squillato il telefono: era mio padre. “Tutti stiamo bene, anche la casa non è stata sinistrata”, mi ha detto con voce serena . Questa esperienza mi ha insegnato tante cose, in particolare a vivere e ad abbracciare i dolori degli altri ed a trasmettere, attorno a me, l’amore e la luce ricevute da Dio. (altro…)
25 Mar 2011 | Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
“Un’ora di ritardo!” esclama George. Sì, purtroppo, lo schermo nella sala d’attesa dà un messaggio chiaro. Anche se si parla tanto che il 97 per cento dei voli viaggiano in orario, questa volta abbiamo a che fare con il 3 per cento rimanente! Fortunatamente, avevamo calcolato parecchio tempo per raggiungere Manchester, la nostra meta. La gente in coda si cerca una sedia. I bambini sono più rumorosi. Riesco a sentire che la tensione sta lentamente salendo nella sala partenze. Avrei potuto fare qualcosa di sensato, prendere il laptop e ordinare la posta. Da qualche parte, dietro la mia schiena, un bambino comincia a piangere. Non semplicemente piangere, ma strillare. La mia concentrazione è andata! Purtroppo non ho i tappi per le orecchie … Oh che fastidio! Il suono stridulo mi sta dando sui nervi. Sì, ma non è forse la mia occasione? Un invito a praticare un po’ la Parola di vita e a vedere in ogni avvenimento, situazione o persona la volontà di Dio? Ad essere paziente, a non irritarmi ma ad amare? Questo pensiero mi dà pace, e stranamente gli strilli del bambino non mi toccano più. Improvvisamente vedo tutta la scena con occhi diversi: persone che si preoccupano di come tornare a casa, il bambino che ha sentito la tensione, è stanco, ha bisogno di distrazione. Posso fare qualcosa? Idea! Chiudere il computer portatile, prendere un pezzo di carta e una penna fuori della mia valigia e andare dal bambino che piange. Il piccolo si agita sulle braccia del padre. “Posso fare un disegno per te?” La sirena urlante si ferma di colpo. Due grandi occhi neri mi guardano sorpresi. “Guarda, disegno un animale per te. Appena vedi che tipo di animale è, me lo dici”. La penna si muove lentamente sulla carta. “Un elefante!” grida la voce di una bambina dietro di me. E’ la sorella di quattro anni. “Fante” ripete il piccolo. “Esattamente! Ora un altro animale “. “Una farfalla!” “Un treno!” E poi all’improvviso corrono entrambi verso la finestra. Scambio qualche parola con il padre marocchino e, poi, torno al mio posto. “Missione compiuta”. “Avresti dovuto vedere le facce delle persone quando sei andato da loro” dice George: “Hanno sicuramente pensato: chissà mai cosa succederà adesso!” D. R. (Danimarca) (altro…)
25 Mar 2011 | Chiara Lubich, Chiesa, Spiritualità

Chiara Lubich e Giovanni Paolo II (C) CSC
A tre anni dalla scomparsa, è uscita la prima biografia di Chiara Lubich, scritta da Armando Torno per Città Nuova: un libro che sceglie volutamente un tono non agiografico per descrivere quella che è sicuramente una delle più straordinarie esistenze del Novecento. Una narrazione piana, costruita attraverso le testimonianze delle focolarine e dei focolarini che sono stati più vicini alla loro fondatrice. Un racconto che volutamente mette sullo stesso piano le vicende umane e le esperienze mistiche di Chiara; rispettando, in questo modo, il suo carattere riservato, la sua capacità di stare al centro di tutto ma al tempo stesso di scomparire come persona. Mi è capitato di incontrarla personalmente una sola volta, l’8 marzo di qualche anno fa, al Quirinale, dove era arrivata per ricevere un’importante onorificenza dal presidente della Repubblica italiana. Era entrata sorridendo, come sempre, senza preoccuparsi se nessuno dei presenti dava segno di riconoscerla e di darle onore. A me, che le ero andata incontro emozionata, ha riservato un sorriso timido e dolce, e ha declinato con semplicità ogni mio tentativo di far sapere ai responsabili del cerimoniale che era arrivata. 
Chiara Lubich, Gerusalemme 1956 (C) CSC
La biografia rispetta questo suo atteggiamento umile e ritroso, profondamente disponibile al contatto umano ma del tutto indifferente alla notorietà, e alla ribalta che pure le spettava. A tal punto che si coglie l’importanza di Chiara nella storia del Novecento quasi più dalla cronologia comparata, molto ben fatta, che si trova in appendice al volume e che dà conto della ricchezza delle forme di aggregazione da lei create all’interno del mondo cattolico, della sua straordinaria capacità di costruire momenti di incontro e di vero dialogo con esponenti e fedeli di altre religioni, della fecondità spirituale che ha segnato la sua vita interiore. Una fecondità che ha sempre condiviso con le sorelle e i fratelli più vicini, e poi con tutti coloro che rivelavano disponibilità all’ascolto, consapevole che i tempi in cui si trovava a vivere richiedevano un’immediata condivisione di quanto lei, strumento di Gesù, arrivava a comprendere illuminata dallo Spirito Santo. Illuminazioni che nascevano dalla lettura continua della Sacra Scrittura: “Ogni volta che Chiara apriva il Vangelo vi scopriva la profondità di quelle parole di vita eterna che mai prima aveva trovato”. In questo modo, Chiara ha anticipato quello che la cultura cattolica avrebbe poi scoperto: l’ingresso nel linguaggio spirituale della parola amore, fino a quel momento riservata più che altro ai discorsi mondani; l’idea della spiritualità dell’unità, che si trasforma in una appassionata forma di dialogo tra le religioni e in una risposta alla “notte culturale” dell’umanità. Senza mai preoccuparsi che fosse ricordato il suo ruolo precorritore. La proposta di una nuova evangelizzazione, secondo le sue parole, “non significa soltanto che il mondo secolarizzato” ne ha bisogno, ma anche che “l’evangelizzazione va fatta in maniera nuova”. E alla ricerca di questa maniera nuova dedica tutte le sue energie: gli incontri, anche quelli apparentemente secondari, si trasformano grazie a lei in nuove vie e nuovi progetti, allargando sempre più la rete dei coinvolgimenti nel suo ideale: la santità a portata di tutti. Il suo movimento si apre a tutti gli ambiti, in un’ottica universale, con particolare attenzione alla cultura e ai media, mentre la sua vita interiore dà un nuovo impulso agli studi teologici. Ma certamente l’aspetto di novità più forte che ha segnato la sua vicenda è proprio il suo essere donna, una donna che dà un accento fortemente femminile a ogni sua opera: basti pensare al nome più conosciuto del movimento da lei fondato (ufficialmente Opera di Maria) che evoca il focolare, spazio tradizionalmente femminile. Comincia circondandosi di donne, che sanno poi aprirsi alla necessaria presenza maschile, e dà disposizioni che a presiedere il movimento sia sempre una donna. 
Chiara Lubich con i fon di Fontem e Fonjumetaw nel 2000 - (C) CSC
Anche la spiritualità dell’Opera prende una forma femminile, rappresentando la presenza mistica di Maria nella Chiesa. In questo modo, con la sua straordinaria esperienza, Chiara – che parla alle assemblee dei vescovi, è ascoltata dai Papi, viene accolta con gli onori di un capo di Stato nei Paesi che visita – realizza quello che i tempi richiedono anche alla Chiesa: riconoscere l’importanza del ruolo delle donne. Ma lo ottiene senza rivendicare diritti, senza nessuna asprezza. Lo ottiene dimostrando di sapersi meritare quell’autorità che le viene riconosciuta, come è stato per le grandi sante nella storia della Chiesa. La sua importanza nel cattolicesimo del Novecento è anche la prova di una rivoluzione femminile compiuta nel silenzio e nella modestia. Rimane il compito di prenderne atto. di Lucetta Scaraffia Fonte: L’Osservatore Romano 25 marzo 2011 (altro…)
25 Mar 2011 | Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Sociale

La comunità dei Focolari in Egitto
Si sono recati nel Paese arabo per incoraggiare il nuovo impegno che come cittadini gli egiziani si stanno prendendo, ma soprattutto per portare il calore e il sostegno di tutto il Movimento sparso nel mondo alla comunità egiziana in un momento storico di straordinaria intensità. “Sono al settimo cielo dopo aver dato per la prima volta il mio voto. Nella mia fabbrica ci sono tanti operai, probabilmente appartenenti all’organizzazione dei ‘Fratelli musulmani’, e sapevo che il loro voto sarebbe stato contrario al mio… Siccome la fabbrica chiude dopo la chiusura delle urne, quando non ci sono più autobus ho sentito la spinta a portarli io al seggio, facendo due viaggi con la mia macchina. Non ho voluto indottrinarli, l’unico mio consiglio è stato: votare per il bene del Paese.” Ecco una delle testimonianze che ci arrivano dalla comunità de Il Cairo a ridosso del recente referendum costituzionale, che racconta la vivacità di un popolo che si sta riscoprendo protagonista del proprio cambiamento. Lucia Fronza Crepaz e Franco Pizzorno sono appena rientrati da un viaggio durato quattro giorni nel Paese arabo: li abbiamo incontrati nella sede della segreteria centrale del Movimento Umanità Nuova, di cui sono corresponsabili. Un viaggio organizzato in poco tempo e forse non previsto: com’è maturata la scelta di partire per l’Egitto? FP: “In effetti abbiamo deciso venerdì 11 Marzo e cinque giorni dopo eravamo già sul posto. L’occasione è stata una lettera che ci è arrivata dalla comunità dei Focolari presente a Il Cairo: il racconto della situazione che stanno vivendo ci ha fatto capire che era necessario far sentire loro l’appoggio e il calore di tutto il Movimento sparso nel mondo. Oltre al fatto che c’era una precisa richiesta di aiuto per formare al vivere sociale una comunità da troppi anni oppressa e che sta riscoprendo solo ora la sua identità di popolo”. Che situazione avete trovato al vostro arrivo? LFC: “Questa richiesta è nata dal senso di responsabilità che anche i membri del Movimento hanno sentito verso il loro Paese. Abbiamo trovato uno splendido fermento, tipico di chi finalmente, dopo anni di dittatura, può respirare e pensare; c’è un grande entusiasmo nella gente che è cosciente di farsi carico delle sorti della propria nazione, a cominciare dalla propria strada, dal proprio quartiere: la domanda era “come fare?”. Abbiamo portato le esperienze e le riflessioni maturate in questi anni in tutto il mondo e, assieme a loro, cercato di capire come ci si possa muovere, ognuno nell’ambiente dove opera, con la fraternità nel cuore, nella mente, e nella forza delle braccia”. Rientrati a Roma, cosa rimane di questo viaggio? LFC: “Il senso di una scommessa vinta, se pensiamo che loro stessi si sono scoperti pronti più di quanto pensassero. Ci ha colpito molto un fatto: il Movimento dei focolari lì può attuare la sua vocazione, quella di mettersi dentro la ferita fra cristiani e musulmani. I Focolari hanno scelto la loro frontiera che è quella di credere nella possibilità di rapporto tra questi due gruppi, nonostante le ferite profondissime che secoli di storia e di incomprensioni vorrebbero vedere vincenti. Chi vive lì per la fraternità universale è chiamato a stare dentro questa piaga e a dare un contributo fattivo al suo risanamento”. FP: “E in questo percorso penso sia fondamentale puntare sulle nuove generazioni e sulla possibilità di una nuova fiducia nelle istituzioni, che con il tempo dovrà maturare. Abbiamo visto nella comunità del Movimento e particolarmente nei giovani, grande gioia, sicurezza e voglia di fare, pur nelle difficoltà che vivono da sempre e che li rendono particolarmente sensibili a vivere per la fraternità universale”.
A cura di Paolo Balduzzi
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24 Mar 2011 | Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
Come già da vari mesi abbiamo preannunciato sul sito, nel ventesimo anniversario dell’Economia di Comunione lanciata da Chiara Lubich in Brasile nel maggio 1991, si svolgerà presso la Mariapoli Ginetta, l’Assemblea Internazionale EdC. E’ un evento importante, preparato con cura e atteso dal dicembre del 2007, quando ne fu preannunciata la realizzazione alla fine dell’ultimo Congresso internazionale Edc di Castelgandolfo. programma invito Assemblea Internazionale Edc Sono invitate a partecipare all’Assemblea persone già coinvolte dal progetto, i responsabili e i protagonisti dell’EdC: imprenditori, lavoratori, ricercatori e studenti appassionati di EdC. Per iscriversi (entro il 31 marzo 2011) occorre compilare l’apposita scheda sul sito http://www.cmginetta.org.br. (vedi precisazione in basso)1. L’evento sarà di festa e di riflessione, approfondimento e comprensione dei passi da fare in vista dello sviluppo futuro: dal 2011 al 2031, per continuare a
credere in una Economia di Comunione, a viverla, a farla crescere oltre tutti i muri, a piantare alberi che coltiviamo oggi e che porteranno frutti domani. Le quattro giornate dell’Assemblea saranno caratterizzate al mattino da un tema principale tenuto ogni giorno da un relatore diverso: ne sono protagonisti: Alberto Ferrucci (20 anni di EdC:una storia d’amore tra cielo e terra), Vera Araujo (Quale idea di persona alla radice dell’EdC?), Genevieve Sanze (Le sfide dello sviluppo e delle povertà) e Luigino Bruni (In cammino verso il 2031); seguirà poi ogni giorno un Panel su argomenti specifici: Imprenditore e impresa, Povertà e sviluppo, Aspetti istituzionali e dimensione culturale: a seguire esperienze e best practices. Nel pomeriggio lavori di gruppo, dialogo, tavole rotonde, una visita al Polo Spartaco. In questi mesi sono in fase di preparazione alcuni documenti che verranno portati all’attenzione dell’Assemblea: La carta d’identità Edc, le nuove Linee per condurre una impresa Edc ed il documento, rivolto alla società civile ed al mondo politico, “Per un nuovo agire economico di comunione“. Parallelamente all’ Assemblea, un gruppo internazionale di studiosi sta organizzando un workshop di ricerca dal titolo: EoC Research Workshop – Economy of Communion: Towards a new economic culture. Recent Research. Il termine per la presentazione elettronica del call for paper è il 4 aprile 2011.
La giornata conclusiva del 29 maggio sarà invece aperta a tutti: per chi partecipa SOLO a quest’ultima giornata il link per iscriversi, a condizioni agevolate entro il 20 aprile e a condizioni standard dopo quella data, è invece questo: iscrizioni giornata aperta 1 – Nota importante per le iscrizioni all’Assemblea: Attenzione! L’unica scheda valida per registrarsi per l’intero periodo è quella protetta da password sul sito della Mariapoli Ginetta:http://www.cmginetta.org.br! I referenti delle commissioni locali Edc hanno accesso all’area riservata dove è disponibile la password per accedere alla scheda di registrazione. L’altra scheda di cui si trova il link qui sopra, alla quale si accede senza password, serve per prenotarsi unicamente alla giornata aperta conclusiva e va utilizzata da chi partecipa solo a quel giorno! (altro…)
23 Mar 2011 | Centro internazionale, Chiesa, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
«L’Islam è una sfida per la Chiesa. Quali sono i contatti del Movimento con i musulmani?», chiede il card. Jean-Claude Turcotte, arcivescovo di Montreal. «Quali autori hanno alimentato il pensiero della vostra fondatrice riguardo alla spiritualità di comunione?», domanda mons. Paul-André Durocher, vescovo di Alexandria-Cornwall, al confine tra l’Ontario e il Quebec. Siamo all’inizio dell’appuntamento e già la riflessione entra nel vivo. L’accogliente Centre International di rue Grenet, in una Montreal imbiancata dalla neve, il 22 marzo ospita un gruppo di sette vescovi della Chiesa canadese che hanno desiderato incontrare Maria Voce e Giancarlo Faletti, durante la loro permanenza nel Paese. Il tema scelto è la spiritualità di comunione, fattore fondativo del carisma di Chiara Lubich.

Esperienza di una giovane
Introdotta dal vescovo di Valleyfield, mons. Luc Cyr, la presidente Voce tratteggia con efficaci pennellate la spiritualità focolarina, sottolineando che «è frutto maturo del carisma dell’unità» e poggiandola su alcuni pilastri: la scoperta di Dio Amore, quale prima scintilla; l’amore al fratello sino a dare la vita, come terreno; l’amore reciproco, cuore del Vangelo, tipico comandamento della spiritualità di comunione; l’unità, da concorrere a realizzare in ogni ambiente; Gesù crocifisso e abbandonato, modello da rivivere per costruire l’unica famiglia umana. Ed ecco, prontamente, le domande dei presuli – dalla secolarizzazione alle nuove generazioni –, che aprono ancora di più all’ascolto dei frutti di una spiritualità di comunione. Giancarlo Faletti, co-presidente dei Focolari, ne illustra alcuni esempi, partendo dall’Anno sacerdotale e giungendo al recente viaggio di Maria Voce in Terra Santa. Le testimonianze successive, offerte da un parroco, una coppia di sposi, una giovane e la titolare di un’azienda dell’Economia di comunione, hanno reso vitale, lineare e vicino l’apporto della spiritualità dell’unità. 
Testimonianza di una coppia di sposi
«L’atteggiamento di reciproca accoglienza e l’umile ascolto hanno permesso un effettivo incontro di comunione tra istituzione e carisma. La gioia sul volto di tutti ne confermava la riuscita», ha commentato Maria Voce. Il giorno precedente, prima di lasciare Toronto, la presidente dei Focolari s’era recata in visita all’arcivescovo, mons. Thomas Collins. L’appuntamento, durato trenta minuti, s’era svolto al sesto piano dell’edificio che ospita gli uffici diocesani. Nel cordiale dialogo, il prelato aveva più volte sottolineato il prezioso apporto offerto dal Movimento alla vita di una diocesi tanto cosmopolita.
Poi, partenza dalla capitale dell’Ontario (anglofona) in vista di Montreal (francofona), Quebec: 540 chilometri in direzione nord-est lungo un’autostrada che corre in mezzo ai boschi e con una visibilità ridotta. Alle porte di Montreal, colpo di scena,: scompare la nebbia. Ed effetti speciali: inizia a nevicare proprio quando Maria Voce e Giancarlo Faletti fanno il loro ingresso in città. Chi poteva immaginare un comitato d’accoglienza così ben organizzato?
Dall’inviato Paolo Lòriga
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23 Mar 2011 | Focolari nel Mondo, Senza categoria
23 Mar 2011 | Chiara Lubich, Chiesa, Cultura, Ecumenismo, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità
Dal Venezuela al Burundi, dall’Australia al Vietnam. In tutte le lingue, di tutte le fedi religiose. Cristiani, ebrei, musulmani. Nunzi apostolici, bambini, giovani, famiglie. Dappertutto si è guardato con gratitudine al carisma lasciato da Chiara sulla terra. Dappertutto in un clima di famiglia si è rinnovato l’impegno a portare avanti il suo sogno, di veder cioè realizzata la preghiera di Gesù al Padre: “che tutti siano uno”. “Da quel 14 marzo 2008 – ha detto a Caracas il nunzio apostolico in Venezuela, mons. Pietro Parolin – questo canto, questo inno di gioia e di gratitudine non si spegnerà più nel cuore e sulle labbra di Chiara Lubich, per tutta l’eternità”. In una messa concelebrata da 4 vescovi e dodici sacerdoti, alla presenza di diversi Movimenti ecclesiali, il nunzio ha indicato la via da seguire. “Se in una città, come in questa città, a Caracas si accendesse il fuoco che Gesù ha portato sulla terra e questo fuoco resistesse per la buona volontà degli abitanti al gelo del mondo, avremmo in poco tempo incendiata dall’amore di Dio, la città”. Dal Perù al San Salvador. E ancora Honduras, Guatemala, Nicaragua. “Nelle omelie delle varie messe – scrivono Martita e Gustavo dal San Salvador – ricorrevano le parole ‘santità’, ‘ carisma per tutta la Chiesa’, segno che la spiritualità è ormai conosciuta ed apprezzata”. Una diffusione che ha varcato i confini della Chiesa cattolica. A Tucuman – in Argentina – Chiara è stata ricordata con un incontro interreligioso al quale hanno partecipato cristiani delle varie chiese, ebrei, musulmani. “Io sono tra coloro che non hanno conosciuto Chiara – ha detto il Rabbino Salomon Nusbaumm – ma che ha conosciuto i suoi frutti. E conoscendo il frutto si può lodare l’albero. Dio Onnipotente accolga Chiara assieme a tutti i giusti”. Da Quito, in Equador, così la comunità del Focolare scrive: “Anche la tragedia in Giappone e il pericolo di tsunami che abbiamo vissuto qui, ci sembravano tutti richiami dell’Eterno Padre a radicarci nell’essenziale”. La comunità di San Josè (Costa Rica) ha invece pensato ad un programma “in piazza” con stand sui frutti del carisma di Chiara e momenti di musica e spettacolo per attirare l’attenzione dei passanti. Partecipazione di popolo alle manifestazioni promosse per l’anniversario di Chiara in Brasile. Dalla Mariapoli Ginetta a Porto Alegre alla Mariapoli Santa Maria (Recife), dove – così scrivono – “in 35 città, con la partecipazione complessiva di 4.273 persone, abbiamo ricordato il terzo anno del suo arrivo in Paradiso”. Un salto d’oceano e arriviamo Cebù, nelle Filippine dove al programma dell’intera giornata è rimasto anche l’arcivescovo della città mons. Josè Palma. Riferendosi alla beatificazione di Chiara Luce Badano, mons. Palma ha parlato anche della futura beatificazione di Chiara, augurandosi che entro due anni venga iniziato il processo. Chiara è stata ricordata anche a Bangkok, in Vietnam, nel Myanmar. E in India nelle città di Mumbai, Bangalore, Delhi e Goa. E alla nunziatura – scrivono da Mumbai – “il nunzio ha iniziato la messa chiedendo la grazia di poter essere tutti come lei, testimonianza dell’amore con forza e coraggio per dare la luce a tutti, come ha fatto lei”. A Medan, in Indonesia, sembra davvero di essere agli ultimi confini della terra. Eppure anche da qui così scrivono: “L’atmosfera era molto bella, si sentiva che Chiara era vivissima e in tutti era tangibile la gioia e la gratitudine di essere stati generati figli suoi e far parte di questa straordinaria famiglia sua”. L’anniversario di Chiara è stato “un momento di Dio” anche in tutta la zona dell’Australia: dalla nuova Caledonia alla Nuova Zelanda, a Perth, Melbourne e Sydney.
E, per finire questo viaggio attorno al pianeta, andiamo in Africa. Da Bujumbura in Burundi così la comunità scrive: “Chiara era con noi, al centro della festa. Toccante la presenza folta e i ritorni di persone che hanno avuto un rapporto con Chiara. Lei passa e attira ancora”. Sono in maggioranza giovani, gli 800 presenti nella Cittadella Piero in Kenia dove tutti parlano di “gioia, rinnovamento, santità aperta a tutti”. “Vogliamo continuare a portare avanti la consegna di Chiara è : offrire le nostre braccia per portare a Dio il nostro pezzo di continente”, scrivono. Anche in alcune città del Congo – Kinshasa (700), Kikwit (2000), Lubumbashi, (400), Goma (200) e Bukavu (100) – il 3° anniversario della partenza di Chiara è ricordato da tanti. Caratteristica comune: una forte presenza di Chiara e una forte spinta a trasformare e santificare l’ambiente dove si vive. Il sindaco del comune di Nzinda ha espresso la sua gratitudine per essere stato invitato: “Ho scoperto la ricchezza e la realtà della vita dell’Opera , essenziale per realizzare la fraternità universale che può rimuovere l’ingiustizia e gli antivalori dalla società congolese”. (altro…)