23 Mar 2011 | Centro internazionale, Chiesa, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
«L’Islam è una sfida per la Chiesa. Quali sono i contatti del Movimento con i musulmani?», chiede il card. Jean-Claude Turcotte, arcivescovo di Montreal. «Quali autori hanno alimentato il pensiero della vostra fondatrice riguardo alla spiritualità di comunione?», domanda mons. Paul-André Durocher, vescovo di Alexandria-Cornwall, al confine tra l’Ontario e il Quebec. Siamo all’inizio dell’appuntamento e già la riflessione entra nel vivo. L’accogliente Centre International di rue Grenet, in una Montreal imbiancata dalla neve, il 22 marzo ospita un gruppo di sette vescovi della Chiesa canadese che hanno desiderato incontrare Maria Voce e Giancarlo Faletti, durante la loro permanenza nel Paese. Il tema scelto è la spiritualità di comunione, fattore fondativo del carisma di Chiara Lubich.

Esperienza di una giovane
Introdotta dal vescovo di Valleyfield, mons. Luc Cyr, la presidente Voce tratteggia con efficaci pennellate la spiritualità focolarina, sottolineando che «è frutto maturo del carisma dell’unità» e poggiandola su alcuni pilastri: la scoperta di Dio Amore, quale prima scintilla; l’amore al fratello sino a dare la vita, come terreno; l’amore reciproco, cuore del Vangelo, tipico comandamento della spiritualità di comunione; l’unità, da concorrere a realizzare in ogni ambiente; Gesù crocifisso e abbandonato, modello da rivivere per costruire l’unica famiglia umana. Ed ecco, prontamente, le domande dei presuli – dalla secolarizzazione alle nuove generazioni –, che aprono ancora di più all’ascolto dei frutti di una spiritualità di comunione. Giancarlo Faletti, co-presidente dei Focolari, ne illustra alcuni esempi, partendo dall’Anno sacerdotale e giungendo al recente viaggio di Maria Voce in Terra Santa. Le testimonianze successive, offerte da un parroco, una coppia di sposi, una giovane e la titolare di un’azienda dell’Economia di comunione, hanno reso vitale, lineare e vicino l’apporto della spiritualità dell’unità. 
Testimonianza di una coppia di sposi
«L’atteggiamento di reciproca accoglienza e l’umile ascolto hanno permesso un effettivo incontro di comunione tra istituzione e carisma. La gioia sul volto di tutti ne confermava la riuscita», ha commentato Maria Voce. Il giorno precedente, prima di lasciare Toronto, la presidente dei Focolari s’era recata in visita all’arcivescovo, mons. Thomas Collins. L’appuntamento, durato trenta minuti, s’era svolto al sesto piano dell’edificio che ospita gli uffici diocesani. Nel cordiale dialogo, il prelato aveva più volte sottolineato il prezioso apporto offerto dal Movimento alla vita di una diocesi tanto cosmopolita.
Poi, partenza dalla capitale dell’Ontario (anglofona) in vista di Montreal (francofona), Quebec: 540 chilometri in direzione nord-est lungo un’autostrada che corre in mezzo ai boschi e con una visibilità ridotta. Alle porte di Montreal, colpo di scena,: scompare la nebbia. Ed effetti speciali: inizia a nevicare proprio quando Maria Voce e Giancarlo Faletti fanno il loro ingresso in città. Chi poteva immaginare un comitato d’accoglienza così ben organizzato?
Dall’inviato Paolo Lòriga
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23 Mar 2011 | Focolari nel Mondo, Senza categoria
23 Mar 2011 | Chiara Lubich, Chiesa, Cultura, Ecumenismo, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità
Dal Venezuela al Burundi, dall’Australia al Vietnam. In tutte le lingue, di tutte le fedi religiose. Cristiani, ebrei, musulmani. Nunzi apostolici, bambini, giovani, famiglie. Dappertutto si è guardato con gratitudine al carisma lasciato da Chiara sulla terra. Dappertutto in un clima di famiglia si è rinnovato l’impegno a portare avanti il suo sogno, di veder cioè realizzata la preghiera di Gesù al Padre: “che tutti siano uno”. “Da quel 14 marzo 2008 – ha detto a Caracas il nunzio apostolico in Venezuela, mons. Pietro Parolin – questo canto, questo inno di gioia e di gratitudine non si spegnerà più nel cuore e sulle labbra di Chiara Lubich, per tutta l’eternità”. In una messa concelebrata da 4 vescovi e dodici sacerdoti, alla presenza di diversi Movimenti ecclesiali, il nunzio ha indicato la via da seguire. “Se in una città, come in questa città, a Caracas si accendesse il fuoco che Gesù ha portato sulla terra e questo fuoco resistesse per la buona volontà degli abitanti al gelo del mondo, avremmo in poco tempo incendiata dall’amore di Dio, la città”. Dal Perù al San Salvador. E ancora Honduras, Guatemala, Nicaragua. “Nelle omelie delle varie messe – scrivono Martita e Gustavo dal San Salvador – ricorrevano le parole ‘santità’, ‘ carisma per tutta la Chiesa’, segno che la spiritualità è ormai conosciuta ed apprezzata”. Una diffusione che ha varcato i confini della Chiesa cattolica. A Tucuman – in Argentina – Chiara è stata ricordata con un incontro interreligioso al quale hanno partecipato cristiani delle varie chiese, ebrei, musulmani. “Io sono tra coloro che non hanno conosciuto Chiara – ha detto il Rabbino Salomon Nusbaumm – ma che ha conosciuto i suoi frutti. E conoscendo il frutto si può lodare l’albero. Dio Onnipotente accolga Chiara assieme a tutti i giusti”. Da Quito, in Equador, così la comunità del Focolare scrive: “Anche la tragedia in Giappone e il pericolo di tsunami che abbiamo vissuto qui, ci sembravano tutti richiami dell’Eterno Padre a radicarci nell’essenziale”. La comunità di San Josè (Costa Rica) ha invece pensato ad un programma “in piazza” con stand sui frutti del carisma di Chiara e momenti di musica e spettacolo per attirare l’attenzione dei passanti. Partecipazione di popolo alle manifestazioni promosse per l’anniversario di Chiara in Brasile. Dalla Mariapoli Ginetta a Porto Alegre alla Mariapoli Santa Maria (Recife), dove – così scrivono – “in 35 città, con la partecipazione complessiva di 4.273 persone, abbiamo ricordato il terzo anno del suo arrivo in Paradiso”. Un salto d’oceano e arriviamo Cebù, nelle Filippine dove al programma dell’intera giornata è rimasto anche l’arcivescovo della città mons. Josè Palma. Riferendosi alla beatificazione di Chiara Luce Badano, mons. Palma ha parlato anche della futura beatificazione di Chiara, augurandosi che entro due anni venga iniziato il processo. Chiara è stata ricordata anche a Bangkok, in Vietnam, nel Myanmar. E in India nelle città di Mumbai, Bangalore, Delhi e Goa. E alla nunziatura – scrivono da Mumbai – “il nunzio ha iniziato la messa chiedendo la grazia di poter essere tutti come lei, testimonianza dell’amore con forza e coraggio per dare la luce a tutti, come ha fatto lei”. A Medan, in Indonesia, sembra davvero di essere agli ultimi confini della terra. Eppure anche da qui così scrivono: “L’atmosfera era molto bella, si sentiva che Chiara era vivissima e in tutti era tangibile la gioia e la gratitudine di essere stati generati figli suoi e far parte di questa straordinaria famiglia sua”. L’anniversario di Chiara è stato “un momento di Dio” anche in tutta la zona dell’Australia: dalla nuova Caledonia alla Nuova Zelanda, a Perth, Melbourne e Sydney.
E, per finire questo viaggio attorno al pianeta, andiamo in Africa. Da Bujumbura in Burundi così la comunità scrive: “Chiara era con noi, al centro della festa. Toccante la presenza folta e i ritorni di persone che hanno avuto un rapporto con Chiara. Lei passa e attira ancora”. Sono in maggioranza giovani, gli 800 presenti nella Cittadella Piero in Kenia dove tutti parlano di “gioia, rinnovamento, santità aperta a tutti”. “Vogliamo continuare a portare avanti la consegna di Chiara è : offrire le nostre braccia per portare a Dio il nostro pezzo di continente”, scrivono. Anche in alcune città del Congo – Kinshasa (700), Kikwit (2000), Lubumbashi, (400), Goma (200) e Bukavu (100) – il 3° anniversario della partenza di Chiara è ricordato da tanti. Caratteristica comune: una forte presenza di Chiara e una forte spinta a trasformare e santificare l’ambiente dove si vive. Il sindaco del comune di Nzinda ha espresso la sua gratitudine per essere stato invitato: “Ho scoperto la ricchezza e la realtà della vita dell’Opera , essenziale per realizzare la fraternità universale che può rimuovere l’ingiustizia e gli antivalori dalla società congolese”. (altro…)
23 Mar 2011 | Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
Il 24 e 25 marzo 2011 a Parigi con un convegno internazionale alla Sorbona, all’Unesco e all’Academie Française assisteremo all’inaugurazione ufficiale del Cortile dei Gentili. È stato lo stesso Benedetto XVI a volere questo dipartimento permanente per il dialogo tra credenti e non credenti varato in Vaticano nell’ambito del Pontificio Consiglio della Cultura. Prende il nome dall’omonimo cortile che nell’antico Tempio di Gerusalemme ospitava non ebrei, fedeli di altre religioni, agnostici. Il nuovo dipartimento è già operativo. L’Università di Bologna ha organizzato un primo incontro dove a dialogare sono i laici. Il “Cortile dei gentili” non è luogo di confronto istituzionale – non è una trattativa per arrivare a un documento comune -, è luogo di dialogo.
Sede dell’inaugurazione, Parigi, città simbolo della laicità. La nuova fondazione vaticana nasce con il proposito di sollecitare un confronto aperto in materia di fede tra credenti e non credenti. “Il dialogo – spiega Mons. Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio consiglio della cultura, che porta avanti l’iniziativa – presuppone un confronto di argomentazioni rigorose con la propria identità senza sincretismo o concordismi vaghi”. All’iniziativa hanno già aderito molte personalità e intellettuali laici di chiara fama; l’organismo permanente è aperto a tutti, in piena libertà, con rispetto. All’inaugurazione parigina saranno presenti a nome del Movimento dei Focolari Claretta Dal Rì e Franz Kronreif, responsabili del dialogo con persone di convinzioni non religiose. In questi giorni sono nei pieni preparativi di un altro importante appuntamento che coinvolge credenti e non credenti, persone accomunate dallo stesso desiderio di collaborare per concorrere a comporre nella fraternità la famiglia umana. Si tratta di Umanesimo dialogo fraternità –eredità di Chiara Lubich, in programma a Castel Gandolfo dal 1° al 3 aprile prossimi, rivolto ad un pubblico internazionale.
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22 Mar 2011 | Focolari nel Mondo
Viaggio di Maria Voce 16 marzo 2011 a 18 aprile 2011 (altro…)
22 Mar 2011 | Focolari nel Mondo, Senza categoria
22 Mar 2011 | Centro internazionale, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
Com’è tipico di pochi Paesi al mondo, quelli più vasti, le distanze qui in Canada si misurano in ore di aereo. Per esempio, tra Vancouver e Toronto ci sono cinque ore di volo, pari al tragitto tra Roma e La Mecca. Indimenticabile resterà perciò la giornata di domenica 20 marzo, quando si è ritrovata una rappresentanza delle comunità dei Focolari provenienti da tutto il Paese, sia dalle metropoli che dalle città come Whitehorse, a nord, nei territori scarsamente abitati al confine con i ghiacci dell’Alaska. Ecco perché nella sala della Michel Power High School sin dall’inizio regnava un’effervescenza diffusa. Per la prima volta, la delegazione della comunità di Vancouver, all’estremo ovest, incontrava le persone di Toronto o Montreal, estremo est. Per tutti era la prima volta da quando il Movimento è presente in Canada. Un evento storico prodottosi e suggellato dalla presenza della presidente Maria Voce.
Una suggestiva carrellata della vita nelle diverse città ha mostrato i frutti maturati da una presenza ormai pluridecennale e ha fatto prendere maggiore consapevolezza ai seicento presenti di quanto sia radicato nel territorio il Movimento. Un Movimento che accomuna – lo abbiamo visto anche nella festa musicale del pomeriggio – persone provenienti dai contesti più diversi e impegnate in tanti ambiti.
Numerosi gli immigrati – gente coraggiosa che ha saputo ripartire da zero –, che hanno scoperto una famiglia più grande, quella spirituale del Focolare. Ammirevole, allo stesso tempo, il legame di solidarietà sviluppato (a motivo della comune lingua francese) con la lontana isola caraibica di Haiti, forse il Paese più povero al mondo. Numerose sono le opere sociali sostenute in quell’isola da parte delle diverse comunità canadesi.
Al cuore della giornata c’è stato l’atteso incontro con Maria Voce e Giancarlo Faletti. Ottanta minuti di domande e risposte, in cui sono stati affrontati tanti temi, dal dialogo interreligioso al rapporto con i giovani, dal dopo fondatrice alla comunione dei beni. Tutto nell’orizzonte di una società ormai percorsa profondamente dal secolarismo e dal laicismo.
«Il Movimento è nato in un contesto di forte tradizione religiosa, ma è stato inviato dallo Spirito Santo – ha rassicurato il co-presidente Faletti – proprio per questo tempo. Il secolarismo ci sta togliendo sicurezze ma ci invita ad essere la risposta ad un tale fenomeno, a diventare agili annunciatori del Vangelo, portatori di una novità rivoluzionaria». La Messa per il terzo anniversario della partenza di Chiara Lubich, presieduta dal vescovo William McGrattan, è stata il culmine dell’appuntamento. «In questa celebrazione per Chiara – ha sottolineato Maria Voce – festeggiamo con lei il passo che oggi qui in Canada facciamo verso il mondo unito».
Dall’inviato Paolo Lòriga
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22 Mar 2011 | Chiesa, Focolari nel Mondo, Spiritualità
«Approfondire la conoscenza e l’unità con i vostri rispettivi fondatori, nel clima di fraterna carità” questo il percorso che Paolo VI ha indicato nell’udienza pubblica del 14 Aprile 1971, chiamandole: “Religiose aderenti al Movimento dei Focolari”. Da quel momento, ogni anno un folto gruppo di religiose di diverse congregazioni e membri di istituti secolari di varie nazionalità, si incontrano dedicando la loro formazione e il loro aggiornamento alla sempre più profonda comunione tra di loro, unita all’approfondimento dei punti della spiritualità dell’unità. “Presenti fin dai primi tempi del Movimento, – disse Chiara Lubich nella lectio per la Laurea h. c. in Teologia della Vita Consacrata (Roma 2004) – le Religiose, le cui diverse spiritualità si armonizzavano e risplendevano maggiormente nella comune fraternità, ci hanno dato modo di contemplare gli Ordini, le Congregazioni, le Famiglie religiose, come splendide aiuole del magnifico giardino della Chiesa in cui sono fiorite e fioriscono tutte le virtù”. L’incontro a Castel Gandolfo è centrato sul tema della Volontà di Dio. All’approfondimento teologico, spirituale
e sociale seguirà un ricco scambio di esperienze di vita di membri del Movimento di diverse vocazioni. Per poter rispondere alle sfide della società di oggi, ci sarà un approfondimento sul dialogo interreligioso. Momento centrale dell’evento, la celebrazione di ringraziamento che darà solennità alla festa seguita da una carrellata di testimonianze dei primi tempi. Uno speciale momento artistico inviterà tutti a camminare insieme verso la “santità”. (altro…)
21 Mar 2011 | Centro internazionale, Focolari nel Mondo, Spiritualità
More about Maria Voce’s visit to North America – March-April 2011
What expectations do you have in visiting Canada and the U.S. and the Focolare communities here?
Like other trips I’ve made, my greatest desire is to walk in the footsteps of Chiara Lubich and discover with all of you, in the light of that unity that Jesus brings with his presence when we love each other, what new steps need to be taken in order to fulfill God’s plan on each country and the whole continent — a plan that Chiara, prophetically, already intuited.
Chiara visited the U.S. several times. She was struck from the start by its international flavor and by the simplicity that characterizes it, features she thought made this country particularly receptive to the spirit of the movement. I remember that in 1990 in New York City, a few months after the fall of the Berlin Wall and other similar walls in Eastern Europe, she talked about other walls that needed to come down — the walls of materialism, consumerism and hedonism. She prayed that God would hasten the arrival of a united world.
What can the charism of unity offer in these painful times, caused by, among other things, the economic crisis? We will find out. It seems to me that it can help us gain awareness that all peoples need one another, that we will overcome the crisis only if we activate a dynamic exchange of each other’s particular gifts. The specific calling Chiara envisioned for the movement in the U.S. and Canada was to activate a communion of spiritual and material goods, to create community everywhere.
Today it is more urgent than ever to create unity and community. It is a question of survival.
What have you discovered in visits to so many countries? What do you take away from these encounters?
Each visit has profound repercussions, and not for me alone. Here are two examples.
Africa and Asia were the first two continents I visited, and I was deeply touched by the wealth of values I found there that here in the West we have come to consider obsolete. While in the West the virus of individualism spreads, when I went to Cameroon in 2009 I saw how natural communal life is for Africans. I was struck by their religiosity: they experience their religious celebrations as integral to their lives, and their whole lives are a celebration. I saw this in Asia too: South Korea, Japan, the Philippines, Thailand and Pakistan. I was fascinated most of all by their sense of the sacred, their sensitivity to the divine. I also saw great gentleness, exquisite hospitality and an exceptional capacity to bear very painful situations.
To encounter and truly appreciate these values, among other things, helps us Westerners to free ourselves of the sense of superiority we unconsciously harbor, which truly melts away when we enter their culture with them. You find that your own sense of humanity becomes richer, that you are on your way to acquiring a global mind open to all cultures. And this is needed more than ever in our contemporary world, which in spite of evidence to the contrary is actually speeding toward unity.
You have given special attention to the youth. Why is this, and what do you hope for in meeting them?
I give special attention to the young people because I’m more and more convinced that they have tremendous potential and that they are asking us to listen, and to allow them to be the agents of a change we all very much want.
In the last few months it has been in the news every day: young people are taking center stage in country after country all over the world. They have the courage to take to the streets and say “no” to the myriad forms of corruption and injustice and to ask for bread and knowledge. And they are forcing people to pay attention.
Let me give you an example that took place in Spain last January when I was there. The young people there asked me to engage in dialogue with them during an event they entitled, “Positive revolution: protagonists in our world.” It wasn’t a last-minute thing. In the months that led up to it we had numerous exchanges via Skype on how to structure the encounter. My role was mainly to encourage them to offer their own answers to the questions that trouble young people today — and they found those answers by putting the Gospel into practice. They themselves were able to come up with the innovative language needed to communicate these answers effectively: they used music, workshops and exchanges of experiences in an event marked by a festive atmosphere, which lasted 12 hours!
I proposed to the many youth gathered there to aim high, to be love in action for everyone they meet in order to successfully carry out the positive revolution they want, and I felt that my words were hitting home. I am sure I can expect this and more from the youth here in North America.
How do you manage to follow such a vast movement, so that the Focolare remains faithful to Chiara Lubich’s inspiration and legacy?
The first “word” that comes to mind is “For them I sanctify myself” (Jn 17:19). I feel very strongly at this time that a renewed commitment to strive for holiness is what is needed. This was emphasized by the beatification of Chiara Luce Badano [an 18-year-old Focolare member], and by Pope Benedict XVI himself when he received me in an audience.
I often think back to the small group formed by Chiara and the first people who followed her. They lived love. They communicated God’s tremendous attractiveness with their very being and with words of life.
This strengthens in me the belief that the closer we get to God, the more we are faithful to Jesus crucified and forsaken — who has the power to “dry up the waters of tribulation,” as Chiara wrote, in those who are close to us, in ourselves and in the many difficult situations we encounter — then the more we contribute to unity, to the fulfillment of God’s plan for the movement to the benefit of the world, keeping the presence of Jesus alive in our midst.
We also have to keep in mind the principle of communicating vessels. Look how many all over the world have by now climbed aboard the train of what we call the holy journey of life (see Ps 84:6). Look how much suffering has been transformed into love by people in hospitals and by those who are close to the end of this journey.
As early as the 1950s, Chiara used to say that this is the way to create that “system of spiritual pulleys that will lift up the world.” Together we will carry everything ahead.
Clare Zanzucchi
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20 Mar 2011 | Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
La faccenda sorprendente è stato leggere lo stupore sui volti dei giovani del Movimento. Gran parte di coetanei venuti per la prima volta ad un incontro con la spiritualità dell’unità si erano infatti messi ordinatamente in fila per parlare con Maria Voce. In modo spontaneo si sono recati da lei dopo averla sentita rispondere alle loro domande. E non si è trattato di un saluto dettato dalla buona educazione. A spingerli è stato il desiderio di riferire subito qualcosa di intimo che questa signora dai capelli bianchi, dell’età della loro nonna, aveva saputo toccare dentro di loro. «Grazie di avermi dato il senso del dolore», confidava uno studente di origine filippina. «Hai spiegato in modo così semplice che posso superare la sofferenza con l’amore, che ho detto: “Ce la posso fare”», ha soggiunto Cheryl, capelli biondi e occhi celesti, mentre una ragazza afro-canadese: «La vita che ci hai proposto è radicale, ma tu ci hai dato un grande incoraggiamento». Da qui, la meraviglia. Alma e Len ci dicono: «Non abbiamo mai visto nulla del genere. Non è proprio della cultura canadese andare a riferire i propri stati d’animo».
La sala del St. Joseph’s College ha visto arrivare un centinaio di ragazzi anche da Vancouver, sulla costa pacifica, e da Calgary, distante quattro ore di aereo. Ma ne valeva la pena. Il filo conduttore dell’incontro è stato la presentazione della vita di Chiara Luce Badano, da poco proclamata beata. Il titolo non consentiva scampo: “Eroi di oggi, santi di domani. Te la senti?”. Una proposta esigente ad ogni latitudine, ma che qui in Canada mette con le spalle al muro, perché significa andare contro tutto. Qui la secolarizzazione ha ridotto in qualche decennio la pratica religiosa dall’80 per cento a meno del 10. Qui una donna può abortire per qualunque ragione in qualsiasi momento della gravidanza; è stato legalizzato dal 2005 il matrimonio di coppie dello stesso sesso; la religione e i suoi simboli sono sempre più estromessi dallo spazio pubblico; i mezzi di comunicazione si mostrano intolleranti verso la fede e i credenti; i diritti fondamentali della libertà religiosa e persino della coscienza sono messi in questione dai tribunali. Eppure Maria Voce, davanti alla domanda se è possibile trasformare la società, non ha badato a mezze misure. «Se non cambiate voi il mondo, non lo cambia nessuno – ha messo subito in chiaro -. La società ci induce a pensare: se avessi di più, sarei più felice. Ho invece l’impressione che i giovani hanno tante cose, ma non la felicità, perché non scoprono che ciò che dà la felicità è l’amore».
La presidente aveva acceso il fuoco. «Nella giornata di oggi avete sperimentato l’amore evangelico. Adesso non accontentatevi di meno. Non tornate indietro. Non rischiate di chiudere la porta a Dio». E ancora: «Lui ha fiducia in voi. Voi avete fatto questa esperienza, oggi. Portatela agli altri. Il futuro del Canada dipende da voi. E non sentitevi soli, perché i giovani degli altri Paesi sono i vostri supporter. Insieme è possibile cambiare il mondo». La consegna è data. E quelli in fila sono andati a dire che ci stanno a questa donna che non conoscevano un’ora prima. Poi, un abbraccio o due baci, e un’istantanea per non dimenticare. Mentre esplode l’allegria cosmopolita di questi ragazzi durante la foto corale con Maria Voce e il co-presidente Giancarlo Faletti.
Dall’inviato Paolo Lòriga
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19 Mar 2011 | Chiara Lubich, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
La fraternità, l’urgenza del dialogo, l’attenzione agli ultimi, l’impellenza della legalità. Il terzo anniversario della dipartita di Chiara per il cielo, è servito alle comunità dei Focolari presenti in Italia per affrontare temi che stanno a cuore del popolo italiano alla luce della spiritualità di comunione.
A Brescia, per esempio si è deciso di ricordare la fondatrice del Movimento dei Focolari con una tavola rotonda dal titolo “Chiara Lubich, una vita per l’unità. La sfida della fraternità”, presenti don Vincenzo Zani e il prof. Martin Nkafu. A Milano è stato il cardinale arcivescovo Dionigi Tettamanzi a presiedere una santa messa nella basilica di Sant’Ambrogio. Ma in tutte le più improntanti città della Lombardia hanno ricordato Chiara a tre anni dalla sua partenza per il cielo. Anche Roma ha reso omaggio alla Lubich, puntando alle grandi vie di dialogo aperte dal suo carisma. “Chiara Lubich, una donna in dialogo. Spunti di dialogo interreligioso e con il mondo della cultura contemporanea”: è il titolo di un incontro che si è svolto nel prestigioso Palazzo della Cancelleria. Hanno preso la parola due donne: una ebrea – Lisa Palmieri Billig dell’American Jewish Committee e una musulmana, Shahrzad Houshmand, docente di studi islamici alla Università Gregoriana. Concerti, messe, presentazioni di libri, incontri a tema. Addirittura un itinerario cittadino alla scoperta de “La Roma di Chiara” guidato da Oreste Paliotti. Così la capitale ha reso omaggio a Chiara con un fitto programma che si è dipanato per tutta la città. “Questa proposta di eventi a distanza di tre anni dalla dipartita di Chiara Lubich – spiegano i promotori delle varie iniziative – desidera mettere in luce ed insieme dare rilievo alla vita della comunità romana dei Focolari che è presente capillarmente negli ambienti più diversi e nei vari municipi e quartieri di questa città” (www.romaamor.it). Anche nel centro dell’Italia, molti e capillari sono stati gli avvenimenti organizzati in Abruzzo e in Sardegna. E sempre rimanendo nel Lazio, sono stati 18 gli eventi messi in programma per ricordare Chiara. Anche qui messe, incontri di comunità, presentazioni di libri e tavole rotonde a tema si sono svolti in modo capillare, anche nei più piccoli centri cittadini della regione. Da Poggio Mirteto e Tuscania fino al litorale romano. (altro…)
18 Mar 2011 | Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
Ad accogliere Maria Voce e il co-presidente Giancarlo Faletti il 16 marzo all’aeroporto internazionale di Toronto c’era una festosa rappresentanza del Movimento. La consegna di un elegante bouquet di fiori bianchi e gialli e lo sventolio di una bandiera canadese con la tipica foglia rossa di acero hanno costituito il momento culminante del primo saluto. Poi sono seguiti tanti calorosi abbracci. I tratti somatici così diversi indicavano che anche la comunità del Focolare era uno spaccato fedele della multietnica e multiculturale società canadese. Qui vivono numerosi immigrati provenienti da oltre 150 Paesi. Tanti popoli, tutti accolti da una nazione ospitale, che nel 1976 ha modificato la legge che limitava i flussi dai Paesi non europei. L’immane tragedia del Giappone è perciò qui vissuta con particolare partecipazione, proprio perché tanti figli del Paese del Sol levante vivono qui da molti anni e fanno parte integrante della popolazione. Altrettanto accade quando vengono colpiti da avvenimenti tristi altri Paesi qui rappresentati dai rispettivi emigrati. Questa accoglienza manifesta l’autentico essere del popolo canadese, con i suoi 34 milioni di abitanti, il 90 per cento dei quali vive concentrato entro la fascia – ampia solo 160 chilometri – che corre lungo la sterminata linea di confine con gli Stati Uniti, anche se con i suoi 10 milioni di chilometri quadrati è il Paese più esteso dopo la Russia. In fatto di convivenza e di integrazione tra popoli, razze, culture e religioni diverse, il Canada si pone inevitabilmente come un laboratorio di tutto rispetto, cui guardano sempre più numerosi Paesi ormai investiti da consistenti flussi migratori alimentati da miseria, guerra, regimi oppressivi.
Con i suoi quasi cinque milioni di abitanti appartenenti ad oltre cento gruppi etnici la cosmopolita Toronto costituisce un ottimo luogo di atterraggio per una prima conoscenza del Canada. La presidente Maria Voce l’ha attraversata il giorno successivo prima di dirigersi verso uno spettacolo naturale di indubbio fascino, distante dalla città solo 140 chilometri: le cascate del Niagara, ammirate in una giornata di calda luce. «È una nazione che definirei serena, da queste mie prime impressioni – ha commentato la donna che è succeduta alla fondatrice Chiara Lubich, scomparsa il 14 marzo del 2008 -. Gli ampi spazi, le distese a perdita d’occhio, la natura affascinante, la cordialità della gente, la convivenza delle diversità ne fanno un Paese che esprime un senso radicato di pace». I cattolici canadesi sono circa 13 milioni, poco oltre il 43 per cento della popolazione, ma c’è in atto un incalzante processo di secolarizzazione che tende a bandire la religione ed ogni suo simbolo dallo spazio pubblico, a produrre intolleranza nei mass media e rendere non facile il rapporto tra Stato e Chiesa. In questo contesto in radicale trasformazione si inserisce la presenza del Movimento dei focolari e del carisma dell’unità. Nel 1961 sostano per la prima volta a Toronto – giusto 50 anni fa – Silvana Veronesi, una delle compagne degli inizi di Chiara, e Giò Vernuccio, che incontrano un piccolo gruppo di persone. Ma è nel 1964 che prende avvio la comunità focolarina, sostenuta nel 1967 dall’arrivo del focolare femminile e due anni dopo da quello maschile. Questi gli inizi. Ben conosciuti dalla comunità canadese, che attende di incontrare nei prossimi giorni Maria Voce e Giancarlo Faletti.
Dall’inviato Paolo Lòriga
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18 Mar 2011 | Chiara Lubich, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
Argentina: donna della pace
Buenos Aires – La “Women’s Peace network”, rete di donne per la pace nel mondo, e la “Ruef”, rete di Università per lo studio della Fraternità, renderanno omaggio a Chiara Lubich il 29 marzo presso l’Auditorium della Camera dei Deputati. Questo evento si svolge nel mese internazionale della donna, in occasione del terzo anniversario della sua morte. Chiara Lubich è una delle 1000 donne per la pace che questa organizzazione ha proposto per il Premio Nobel della Pace nel 2005. L’omaggio consisterà nella presentazione di una Tavola Rotonda, a cui parteciperanno rappresentanti di spicco della vita politica e sociale della Repubblica Argentina. Hanno confermato la loro presenza: Cristina Perceval María, sotto-segretario Nazionale dei Diritti Umani; Stolbizer Margarita, deputata della Nazione e Shalom Hector, direttore della Fondazione Anna Frank in Argentina. Ciascuno dei relatori tratteggerà alcuni aspetti della vita e del carisma di Chiara Lubich e della sua opera dal suo impegno per i diritti umani a quello in politica e nel mondo dell’educazione. L’evento ha ottenuto il patrocinio del Senato e della Camera dei Deputati della Repubblica Argentina. Rosario, Resistencia, Santa Fe, Posadas, Corrientes hanno voluto ricordare Chiara con una serie di inziative culturali e celebrazioni eucaristiche che si sono svolte nelle cattedrali presiedute dalle autorità religiose locali. Il comune di Resistencia ha voluto rendere omaggio a Chiara con una targa posta in una piazza della città con la scritta: “Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari, donna del dialogo interreligioso e interculturale”. Il 29 marzo si terrà sempre a Resistencia una Conferenza patrocinata dalla città, su “Chiara: donna del Dialogo”. Il 31 marzo si svolgerà invece a Rosario, presso l’Università, una Conferenza su “La Fraternità, principo dimenticato”, dove prenderanno la parola due docenti e alla quale sono invitati i politici e sindaci della zona.
Cuba: donna di frontiera
Anche l’isola di Cuba ha ricordato Chiara. A La Habana, il 14 marzo, si è celebrata una Messa solenne, presieduta dal cardinale Jaime Ortega y Alamino. Una messa è stata celebrata anche nella Chiesa di San Francesco di Assisi, recentemente restaurata, dopo la quale si è tenuto una concerto della “Camerata Vocale Sine Nomine”.
Venezuela: donna d’arte
“Guardo l’umanità attraverso gli occhi di Dio”. Questo il titolo della seconda “Biennale di Arte” dedicata a Chiara Lubich organizzata dalla Università Cattolica “Cecilio Acosta” (UNICA) a Maracaibo. La manifestazione si è svolta sabato 12 marzo ed ha proposto alla riflessione e all’ispirazione degli artisti, il testo scritto da Chiara Lubich nel 1949: “La Resurrezione di Roma”. La Biennale è un concorso aperto a tutte le discipline ed espressioni artistiche: dalla pittura, scultura, disegno, alla incisione su xilografia e linoleum. L’evento si è concluso con assegnazioni di premi, borse di studio e menzioni particolari. (altro…)
17 Mar 2011 | Chiara Lubich, Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
“Guardare l’umanità con gli occhi di Dio”: questa la frase di Chiara Lubich che è servita da spunto ai tanti artisti presenti lo scorso sabato 12 marzo alla Biennale d’arte di Maracaibo. Nel 1949, Chiara Lubich, guardando alla Roma con le ferite ancora aperte della guerra, sentì di poter vedere il mondo, l’umanità attraverso l’amore di Dio, vederlo con gli occhi di Dio presente dentro di lei. Da questa esperienza spirituale nascerà un prezioso testo intitolato “La resurrezione di Roma”, dove si invita ogni persona a scoprire come la presenza di Dio dentro di noi possa trasformare la realtà che ci circonda. Tale testo è stato offerto ad ogni artista perché lo usasse come base per la propria creazione.
Questo originale concorso, organizzato dalla Universidad Catolica Cecilio Acosta, era diretto tanto ad artisti professionisti come ai dilettanti. Inoltre la Biennale era aperta a tutte le discipline ed espressioni artistiche: dalla pittura alla scultura, dal disegno alla litografia, dalle istallazioni all’assemblaggio. Il premio, per la categoria degli artisti professionisti, consisteva nella possibilità di partecipare ad una esperienza di lavoro con l’artista italiano Roberto Cipollone (Ciro) nella cittadella internazionale del Movimento dei Focolari, a Loppiano (Firenze). Il 16 febbraio scorso, nell’auditorium dello stesso Ateneo, decorato con le opere d’arte della prima Biennale, questa iniziativa era stata lanciata con una conferenza della prof.ssa Carmen Mendez, della Universidad Nacional di Costa Rica, intitolata “Verso una nuova cultura artistica”. E, in questa stessa occasione, il rettore Dott. Lombardi aveva affermato che uno dei grandi problemi che affronta attualmente l’umanità è la banalizzazione della vita, il credersi onnipotenti proprio mentre il pianeta è sempre più squilibrato e in pericolo. Per il rettore tanti hanno cercato una soluzione. Una delle più importanti è proprio la via dell’arte, intesa come possibilità di veicolare la spiritualità, la bellezza e la verità. Nel 2003 la stessa università, riconoscendo il contributo spirituale e culturale di Chiara Lubich, decise di concederle un dottorato Honoris Causa, e l’anno successivo di istituire una cattedra che permettesse di approfondire e divulgarne il pensiero e l’opera. Nel 2009 si realizzò, infine, la prima edizione della Biennale d’arte “Chiara Lubich”.
Questa seconda edizione della Biennale, si è svolta nella cornice della centralissima Plaza de la Republica, che si è trasformata, per l’occasione, in uno studio d’arte a cielo aperto, perché gli artisti dovevano produrre in loco e dal vivo le opere in concorso. Oltre ai tanti partecipanti, tantissimi i curiosi che hanno assistito all’evento che ha richiamato l’attenzione dei media locali che ne hanno parlato con entusiasmo. Leggi anche (in spagnolo): http://www.unica.edu.ve/index.php/component/content/article/13-comunidad-unica/862-unica-realizo-la-ii-bienal-de-artes-plasticas-chiara-lubich (altro…)
16 Mar 2011 | Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità
Tocigi, 15 marzo 2011 Carissimi, grazie con tutto il cuore per il vostro amore e saluto! Vi dico subito che io, la mia famiglia e i parenti siamo tutti vivi! Abitiamo a Tocigi, 300 Km a nord di Tokio. L’11 marzo ero con un mio amico a fare le spese, quando all’improvviso è cominciato il terremoto sempre più forte: una scossa del settimo grado della scala sismica giapponese. Nel supermercato quasi tutte le merci sono crollate e poi è andata via la luce! Le lampade al neon sono cadute a pezzi. Siamo usciti fuori, abbiamo aspettato un po’, e poi siamo andati a prendere la macchina al parcheggio. I pilastri erano tutti crepati. La strada era già piena di automobili e di gente. Non funzionavano i semafori. Eravamo presi dal panico. In auto si sentivano ancora le scosse. Dopo quasi un’ ora siamo arrivati a casa. Il tetto era quasi spaccato e si erano formate tante crepe. Nel cimitero le tombe erano tutte rotte. Mio papà e mio fratello, che lavorano al comune, non riuscivano a tornare a casa. Stanno lavorando per i cittadini, cercando di ascoltare la gente, recandosi di casa in casa ad aiutare e andando a visitare gli anziani che abitano da soli, ecc. Ieri sera finalmente sono riusciti a rientrare ma stamane sono già usciti. Un mio amico lavora in una ditta, ma in caso di emergenza fa parte dei pompieri. Ieri con gli altri ha messo dei sacchi di terra per arginare il pericolo continuo delle frane. Sono degli eroi! I nostri vicini si sono rifugiati ieri sera in una scuola elementare vicina a casa mia. I negozi sono chiusi, anche i benzinai sono chiusi: “Tutto esaurito”!. Per quattro giorni abbiamo vissuto senza acqua ed elettricità, solo alle tre del mattino è tornata la luce. Però abbiamo del cibo, letti e la casa! Quando è successo il terremoto, ho ricordato l’ esperienza di Chiara Lubich nella guerra. Crolla tutto, ma rimane Dio. Se ho Dio, ho tutto! Ho fatto un’esperienza davvero profonda. La famiglia del focolare sta bene! I parenti di una focolarina abitano in una città molto danneggiata e lei non riusciva a contattarli, ma oggi ha saputo che tutti stanno bene. Ringraziamo Dio! Nelle zona dell’epicentro abitano alcuni amici miei. Una di loro si è salvata però non sappiamo dove è la sua famiglia…. Lì vicino ci sono le centrali nucleari. Già c’è stata un’esplosione con grande rischio per la radioattività. Le notizie ci stanno dicendo che le vittime aumenteranno. C’è stata anche l’esplosione dell’idrogeno. Da oggi comincia l’interruzione organizzata della corrente elettrica che continuerà fino ad aprile. Fino a questo momento i morti sono più di 7.200 e i dispersi più di 5000. Una città è praticamente scomparsa dopo il passaggio dello tsunami. Una palestra vicina all’epicentro è diventata una camera mortuaria. In questa situazione drammatica, sta nascendo un forte vincolo fra tutti e ci si aiuta reciprocamente. Con i vicini di casa abbiamo scambiato cibi, candele, ecc. Oggi mia mamma si è offerta come volontaria per la città. Grazie ancora per la vostra vicinanza e preghiere! Hiromi Onuki (Redi) (altro…)
16 Mar 2011 | Centro internazionale, Focolari nel Mondo, Spiritualità
Viaggio Canada e Stati Uniti marzo-aprile 2011
I semi della spiritualità dell’unità del Movimento dei focolari sono stati gettati in Nord America ancora negli anni ’50, ma è solo nel 1961 che nasce il Focolare, quando tre giovani coraggiosi arrivano in un quartiere di immigrati a New York con il solo obiettivo di mettere in pratica il Vangelo. Da allora questo stile di vita si è diffuso attraverso il silenzioso sforzo delle centinaia di altre persone che li hanno incontrati e hanno fatto proprio lo scopo del Focolare: contribuire alla realizzazione della preghiera di Gesù “Padre, che tutti siano uno” (Gv, 17, 21). “Sono stata profondamente colpita da questo Paese, ho avuto una bella impressione”– ebbe a scrivere Chiara Lubich nel 1964 durante il suo primo viaggio a New York –“Questo Paese mi sembra particolarmente adatto allo spirito del Focolare. Non c’è aria di superiorità etnica, ma un chiaro senso di internazionalità. Vi è la semplicità. Alla Messa ho pregato per il Movimento in questo continente e spero che Dio ascolti la mia preghiera perché sto pregando per la diffusione del Suo regno… “. Saranno sette in tutto le visite di Chiara Lubich negli Stati Uniti. A dare uno speciale significato a questo 50° anniversario la presidente dei Focolari, Maria Voce, e il co-presidente Giancarlo Faletti visitano il Nord America in un viaggio che durerà un mese, nel corso del quale incontreranno le comunità e gli amici dei Focolari in diverse città di 3 nazioni.
- 19-20 marzo a Toronto: Weekend di dialogo e celebrazione con i membri dei Focolari in tutto il Canada, e messa solenne celebrata dal Vescovo, William McGrattan, nel 3° anniversario dalla partenza di Chiara Lubich
- 21-24 marzo a Montreal: Incontro con i vescovi canadesi. Serata del 23 con la comunità di Montreal.
- 2 Aprile – Poughkeepsie, NY: Incontro con la comunità dei Focolari
- 3 Aprile – New York: Solenne messa di ringraziamento celebrata dall’arcivescovo Timothy Dolan (St. Patrick’s Cathedral)
- 5 Aprile – New York: Evento culturale alla Fordham University
- 7 Aprile – Washington, D.C.: E pluribus unum, programma per una comunità multietnica e multi religiosa che arriva insieme ad essere un solo popolo al servizio dell’unità (Caldwell Hall, The Catholic University of America)
- 9 Aprile – Chicago, Chicago Youth Event: Presentazione della vita di Chiara Luce Badano
- 10 Aprile – Chicago: Meeting interreligioso
- 11 Aprile – Chicago: Spiritualità e teologia trinitaria – presentazione alla DePaul University
- 16 Aprile – Santo Domingo: Celebrazione con le comunità dei Focolari della Repubblica Domenicana e di Porto Rico.
[viaggio-nord-america] (altro…)
16 Mar 2011 | Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
Il mese di Febbraio ha visto crescere l’interesse per l’Economia di Comunione in due città europee. Il 19 Febbraio, a Madrid, si è svolta una serata dedicata a studenti e imprenditori, incentrata sulle opportunità che EdC può offrire alla società spagnola in questo periodo di crisi economica e morale. “Se guardi la vita delle aziende EdC, se vivi veramente la fraternità, senza nasconderti dietro alla gerarchia, se ti esponi all’altro… soffri più ferite, ma hai più benedizioni”, ha detto Luigino Bruni, ordinario di Economia all’Università Bicocca di Milano, in un tema presentato nel luglio 2010 e riproposto ai partecipanti, che hanno apprezzato e colto la novità della scelta EdC: “Una proposta molto, ma molto coraggiosa”, secondo uno degli imprenditori presenti. Il dialogo è continuato a lungo anche durante la cena con la quale si è conclusa serata. Un’altro imprenditore, presente per la prima volta ha poi dichiarato: “…ho capito che essere un imprenditore EdC significa scegliere un nuovo stile di vita…”. Puoi leggere qui gli approfondimenti sulla serata. Il 26 Febbraio invece, a Norimberga si è conclusa la settima edizione del Congresso dei dirigenti cristiani d’azienda, che ha visto Economia di Comunione come uno dei 300 espositori. Titolo del congresso-fiera, unico nel suo genere in Germania, era “Crescere, portando avanti l’azienda con i valori”: 3800 i partecipanti e grande risalto sulla stampa nazionale.
Il 25 Febbraio si è svolta la serata di presentazione dedicata all’Economia di Comunione, che ha messo in rilievo l’importanza per un cristiano della “la cultura del dare” sia rispetto ai clienti, sia nel rapporto di fraternità fra due dirigenti, ma anche nei momenti più difficili per un’azienda: “Ciò, che ho sentito stasera, l’avevo cercato per tutta la mia vita” ha commentato un imprenditore , mentre un’altra partecipante ha dichiarato: “Avete messo in crisi il mio principio di profitto, che ritenevo imprescindibile”. Si è potuto così vivere un piccolo anticipo del prossimo Congresso dedicato ai 20 anni di EdC che si terrà al Centro Incontri di Ottmaring, in Baviera, dal 24.-26. giugno 2011. Puoi leggere qui gli approfondimenti sull’evento. (altro…)
15 Mar 2011 | Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Nuove Generazioni, Sociale, Spiritualità
«Carissimi, vi ringraziamo di cuore a nome di tutta la comunità dei Focolari del Giappone per le preghiere. Non è facile descrivere la tragedia che sta vivendo il popolo giapponese in questo momento. Comunque immaginiamo che abbiate seguito tutte le notizie che dicono continuamente il pericolo della diffusione di radiazioni anche fino a Tokyo, e la probabilità di un altro terremoto. Seguiamo con trepidazione le notizie cercando di vivere momento per momento la volontà di Dio. Come capite, il Giappone adesso ha bisogno di grande aiuto dal mondo. Prima di tutto gli aiuti concreti e urgenti per quelli che hanno perso tutto. Siamo grati a quanti si stanno unendo a questa azione di solidarietà con tutti i nostri nel mondo e con tutte le persone di buona volontà». Da Austin Im, Kumiko (Renata) Kobayashi – (responsabili dei Focolari in Giappone) Conto corrente (È importante specificare la causale della transazione)
- Attraverso la Segreteria Internazionale dei Giovani per un Mondo Unito
Conto intestato a: Pia Associazione Maschile Opera di Maria Indirizzo banca: Intesa San Paolo Filiale Di Grottaferrata Via Delle Sorgenti, 12800046 Grottaferrata (Roma) Italia Codice Iban Per Transazioni Nazionali E Internazionali IBAN IT04 M030 6939 1401 0000 0640 100 BIC BCITITMM
- Attraverso il Focolare di Tokio
Sumitomo Mitsui Banking corporation Nishiogikubo branch Code number : SMBCJPJT Bank account:1227534 Indrizzo di banca:2-3-5 Nishiogikita Suginami-ku Tokyo Japan Tel : 03-3396-4111 Indirizzo e numero di tel. del Focolare di Tokio focolare, 2-31-12, Asagaya-Kita, Suginami-ku, Tokyo, Japan Tel: 03-3330-5619 (altro…)
15 Mar 2011 | Centro internazionale, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità
«Carissime e carissimi tutti dei Focolari in Giappone, qui al Centro, insieme ai nostri del Movimento sparsi nel mondo, seguiamo con trepidazione le gravi notizie che ci giungono dal vostro amato Paese. Il nostro cuore è lì, con voi, in questo momento di grande dolore e sospensione per la prova immane che ha colpito il Giappone… Le cricostanze che state vivendo ci hanno fatto subito pensare a quel “tutto crollava” che ha caratterizzato la storia del nostro Ideale. Sappiamo però che quella generale distruzione è stata lo sfondo su cui è sorta una nuova luce per l’umanità. Per questo non vogliamo smettere di guardare in alto, di credere che Dio Amore tutto permette per un bene maggiore. Con questa certezza, manteniamo viva la speranza e trasmettiamola ad ogni prossimo che ci passa accanto. La testimonianza di serenità e di dignità con cui voi e tutto il popolo giapponese vivete questa circostanza ci conforta e ci fa capire il valore della vostra cultura. Ho molto presente la visita che ho fatto l’anno scorso alla vostra bella comunità, che mi ha dato modo di conoscervi. Ora il condividere con voi questo profondo dolore ci fa sentire ancor più una famiglia, “la famiglia di Chiara”. In questi giorni in cui ricorre il terzo anniversario della sua partenza per il Cielo, la stiamo ricordando dappertutto nel mondo. E lei è viva più che mai fra noi e quindi in modo particolare accanto a voi per proteggervi ed aiutarvi. Siate sicuri delle preghiere mie e di tutto il Movimento. Chiediamo insieme a Dio che porti in Cielo le vittime di questa catastrofe e sostenga i sopravvissuti ad essa, proteggendoli da altri pericoli. Vi saluto ad uno ad uno con affetto, Maria Voce (Emmaus) » (altro…)
15 Mar 2011 | Centro internazionale, Chiesa, Ecumenismo, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
Cosa ha significato per il Movimento dei Focolari in Terra Santa la visita di Maria Voce? Un grande incoraggiamento per tutti. Si sono aperte nuove prospettive e nuovi contatti, in particolare nel mondo civile ed accademico. Si sono raccolti i frutti del lavoro di questi 33 anni di vita del Movimento qui. L’aspetto più importante, però, è stata la speranza che Maria Voce ha donato a tutti coloro che ha incontrato. Una speranza corroborata dallo spirito di amore e di unità tipici dei Focolari. Le sue parole rimangono sigillate nel cuore di ognuno di noi: «Voi siete qui anche per tutto il resto del Movimento dei Focolari. Avete un compito, una missione da svolgere qui che gli altri non possono svolgere. Nel grande mosaico che è il nostro Movimento, io credo che voi siate le piastrelle più preziose. Nessuno vi può sostituire, siete voi che avete questa fortuna e questa grazia». Sono emerse novità nella linea del Movimento in un contesto così complesso?
Senza dubbio un chiaro impegno sui diversi fronti del dialogo. Prima di tutto si tratta di lavorare per promuovere sempre più l’unità fra tutti i movimenti ecclesiali presenti in Terra Santa. Vari vescovi, poi, hanno incoraggiato un impegno del nostro Movimento nell’ambito della pastorale sia giovanile che della famiglia. Inoltre, è emersa l’esigenza di rispondere concretamente alla richiesta, espressa da diverse organizzazioni interreligiose, di una collaborazione concreta per diffondere lo spirito della fratellanza universale e cooperare al bene comune e alla pace fra persone di fedi diverse. Non possiamo dimenticare, infine, i contatti stabiliti sia con il comune di Gerusalemme che con altri comuni dell’Autorità Palestinese. Insomma, si evidenzia sempre più la linea di costruire ponti a tutti i livelli. Maria Voce ha incontrato esponenti della Chiesa cattolica, ma anche di altre chiese cristiane e di altre religioni. Quale il significato di questi contatti? Queste visite sono state molto apprezzate sia da Patriarchi che da Vescovi di altre Chiese. Tutti hanno sottolineato l’importanza del carisma dell’unità, della necessità di una spiritualità solida e profonda anche nel campo dell’ecumenismo. Così ci hanno chiesto di collaborare in vari progetti sia all’interno delle Chiese, sia con organizzazioni interreligiose. C’è una priorità specifica che si può dire sia emersa al termine della visita della presidente?
E’ difficile dire che sia emersa una priorità specifica perchè tutto è stato importante. Maria Voce ha visto la necessità di rinforzare la presenza del focolare, secondo la richiesta rivoltale da varie personalità. Ha, poi, valorizzato il progetto “Sui passi di Gesù”, per l’accoglienza e l’animazione di gruppi di pellegrini, incoraggiando ad andare avanti col contributo di tutto il Movimento in Terra Santa. Infine, un cenno riguardo al nostro terreno presso la chiesa di San Pietro in Gallicantu, adiacente alla ‘scaletta’, dove, secondo la tradizione, Gesù pregò il Padre chiedendo l’unità di tutti gli uomini e che Chiara Lubich aveva sognato potesse un giorno ospitare un focolare. Maria Voce ci ha confidato: «Nonostante le difficoltà, non rinunciamo; e non rinunciamo perché fa parte della nostra spiritualità in un certo senso, del nostro carisma». Per ora, si è vista la possibilità di proporre lo sviluppo di un ampio parco che potrebbe essere utilizzato per raduni all’aperto o per altre circostanze. A cura di Roberto Catalano [Terra Santa] (altro…)
14 Mar 2011 | Focolari nel Mondo
https://youtu.be/V2ScqMIo3cs?list=PL0rV3NuSXcd4JZcoNrsNUYOtee_DvBtX9 14 MARZO 2011: RICORDANDO CHIARA LUBICH A LOPPIANO Un video per ripercorrere le sue visite alla cittadella: dai primi anni ’60 fino al 2003. Loppiano era per Chiara il primo luogo in cui il suo ideale d’unità a 360° aveva preso forma e concretezza permanente: dall’urbanistica, alle scuole di formazione per i membri del movimento, ad un nuovo stile di fare economia, ad una cultura nuova che trae linfa e forza da oltre 60 anni di vita cristiana incentrata sul comandamento che Gesù chiamò suo: “Che tutti siano uno”. Sfogliando l’album, si scopre che Chiara c’è stata ben 37 volte: per fondare, far nascere, crescere e sviluppare strade, case, aziende; per accogliere i nuovi cittadini che continuamente sono andati ad arricchirne il tessuto sociale; per incoraggiare e mantenere vivo lo spirito di fraternità universale che costituisce il valore aggiunto della cittadella. E come non ricordare l’ultima volta di Chiara a Loppiano? Era il 15 maggio 2003, in occasione della posa della prima pietra del Santuario Maria Theotokos. Loppiano per lei era soprattutto “casa”, nel senso più completo del termine che indica piena condivisione di vita: in oltre 40 anni ha incontrato praticamente tutti i suoi cittadini, instaurando con ciascuno rapporti personali. Ma le sue relazioni non si limitavano di certo ai confini della cittadella: Chiara aveva il mondo davanti agli occhi e nel cuore. Oggi, a Loppiano, come nelle tante comunità dei Focolari sparse nel mondo, Chiara continua a parlare a tutti e lo fa attraverso i suoi cittadini, i visitatori e quanti vi si fermano anche solo per poche ore, per poi tornare alla propria quotidianità e portarvi i colori della fraternità.
13 Mar 2011 | Chiara Lubich, Ecumenismo, Spiritualità
Sono stati più di mille i presenti al Teatro sociale di Trento per la giornata ecumenica internazionale dedicata a Chiara Lubich, a tre anni dalla sua dipartita. “Chiara Lubich. Una vita, un carisma per l’unità dei cristiani” è il titolo della manifestazione che ha visto, il 12 marzo, partecipanti di oltre venti chiese: tra loro anche un cardinale e vescovi, un metropolita e pastori, oltre a politici ed esponenti del mondo della cultura. Nei palchetti, in platea e sulla scena i volti dell’ortodossia russa e di quella greca si mescolavano alle testimonianze di anglicani, siro-ortodossi, copti ortodossi, cattolici, riformati; le musiche dell’estremo oriente si intrecciavano alle nenie del mondo arabo, ma la passione proposta da Chiara Lubich, da oltre cinquant’anni, per quel “Tutti siano uno”, era condivisa oltre le differenze. “La parola di Dio, vissuta – ha ricordato Maria Voce presidente del Movimento dei focolari – univa nei primi tempi cristiani di chiese diverse. Vivendo insieme il Vangelo ci avviciniamo l’uno all’altro”. E ha ribadito la forte valenza ecumenica di alcune frasi del Vangelo, che negli anni, proprio perché “tradotte in vita hanno immesso nuova linfa al cammino ecumenico”. Numerosi i messaggi fatti pervenire dalle autorità religiose delle varie chiese che hanno assunto toni ben più familiari, come quello di Bartolomeo I, patriarca di Costantinopoli. Il suo saluto ha i toni affettuosi che connotano la lunga amicizia che lega il patriarcato ai Focolari: “Chiara ci ha insegnato un metodo nel ricomporre la fraternità, rapporti di condivisione genuina che sanno allontanare le diffidenze”. “La quotidianità di rapporti, la diffusione capillare del dialogo sono stati un contributo fondamentale al movimento ecumenico” ha sottolineato il cardinale Koch, presidente del Pontificio consiglio per l’unità dei cristiani, che ha voluto esprimere una sua preoccupazione: “la contrapposizione che talvolta si manifesta tra l’ecumenismo dall’alto e l’ecumenismo dal basso”. Criticità alla quale ha fatto eco Maria Voce: “ecumenismo di base e di vertice è necessario che camminino insieme. Se i passi teologici non sono accompagnati da relazioni di base vere e reciproche, questi passi non avranno grande efficacia, mentre se c’è un ecumenismo di base gli effetti saranno duraturi e importanti”. Il dialogo può avere risvolti anche nella vita dei politici, e lo ha sottolineato a più riprese Alessandro Andreatta, sindaco di Trento: “Non possiamo non metterci alla scuola di quest’esperienza, – ha detto -, Chiara ha saputo confrontarsi con tutti e questo è un invito anche per noi amministratori,”. Alcuni effetti politici e sociali dell’esperienza ecumenica sono stati spiegati da Eli Folonari (che è stata per molti anni accanto a Chiara), e da Gerard Pross (Germania) del movimento Ymca, letto da Gunther Rattey, presentando il progetto “Insieme per”: un contributo di anima e di testimonianze che cristiani di tante chiese stanno dando da circa 10 anni per un’Europa più unita. Da oggi al Centro Mariapoli di Cadine (Trento), un incontro ecumenico internazionale, (la 58° scuola ecumenica) con 400 persone (dall’Europa dell’Est e dell’Ovest, all’Asia, dal Medio Oriente all’America Latina) approfondirà la vita della Parola e i temi della giornata: un momento celebrativo per il Centro Uno – la segreteria ecumenica del Movimento dei focolari – che festeggia il 50° di attività ecumenica e un’occasione per rafforzare il dialogo della vita. Sempre a Trento, il giornalista Franco de Battaglia ha presentato il suo libro A Trento con Chiara Lubich, dedicato ai luoghi dove il Movimento dei Focolari è nato. Una specie di guida per angoli, magari insignificanti della città, ma che sono stati invece culla della spiritualità dell’unità. A cura di Maddalena Maltese Link: Tante Chiese un solo popolo (altro…)
11 Mar 2011 | Focolari nel Mondo
Language: ITALIAN ONLY (altro…)
11 Mar 2011 | Chiara Lubich, Spiritualità
«Questo Carisma… io parlo tanto di Amore, ma è stato un Carisma di Luce. Mi ha fatto vedere, in un momento importante della nostra vita all’inizio – era la festa di Cristo Re, mi ricordo – e c’era scritto nella Messa: “Chiedete e vi darò in eredità tutte le genti”. Ricordo che noi sentivamo già, io dicevo alle mie compagne: “Arriveremo in tutto il mondo!” E adesso ci siamo. E abbiamo pregato lì insieme di poter essere strumenti per portare questo spirito d’amore, di luce in tutto il mondo. Ora, io ero continuamente sotto l’azione di questa luce che mi illuminava su come dovevamo muoverci, su come dovevamo fare, su quello che doveva essere, non so, il nostro modo di lavorare, di pregare, di studiare, di comunicare, il nostro modo di avere le case, il nostro modo di vestire… Io avevo sempre luce su… all’inizio soprattutto su queste cose, poi su tutta l’espansione, tutti i continenti, su come doveva organizzarsi questo Movimento, come doveva essere soprattutto un popolo. E si è tutto realizzato quello… ma io prevedevo già i primi tempi. Io dicevo alle mie compagne ancora nel primo focolare: “Ci sarà un’arte nuova, una politica nuova, ci sarà tutto rinnovato. E’ per questo che non mi sono accorta quando è finita la guerra, perché ero piena di questo Carisma che traboccavo su tutto il Movimento. E sopra il mio pensare, si è come… sistemata una luce che era un po’ il mio pensare, un po’… il pensare di un Altro. Ma è stata una cosa così leggera il passaggio… Non è che Dio ti schianta, perché la grazia eleva la natura, non la distrugge. Perciò anche tutto quello che c’era di preparato in me, è servito, e la grazia l’ha elevato. Non è che mi spavento, no! Naturalmente… mi dicono qualche volta: “Chi sa che responsabilità?…” Non sento nessuna responsabilità, perché le ha Lui! E anche adesso sai, è tutta luce. Dio mi guida, sono guidata da Lui, da questo Carisma che è un dono dello Spirito Santo. Io vedo. Vedo e dico e comunico e poi si realizza, ma non è merito mio, è merito che Dio mi ha preso come strumento è Lui che sceglie. Noi dovevamo realizzare quella preghiera che Gesù dice: “Che tutti siano una cosa sola”, che tutti siano una famiglia, che tutti siano… e si sta realizzando. Naturalmente, quando io sarò nell’altra Vita, gli altri porteranno avanti. Se dovessi lasciare in testamento un’eredità, lascerei a tutti Gesù in mezzo. Amatevi a vicenda come Gesù ci ha amati, siate pronti a morire l’uno per l’altro, siate una famiglia. Questo direi, basta, è tutto qua». Tratto da: Faccia a Faccia – Intervista a Chiara Lubich di Sandra Hogget, Charisma Production 2002. Montaggio video: Centro Santa Chiara Audiovisivi Copyright: Centro Santa Chiara Audiovisivi – Charisma Productions (altro…)
11 Mar 2011 | Centro internazionale, Chiara Lubich, Focolari nel Mondo, Senza categoria, Spiritualità
«Carissime e carissimi, un saluto di cuore a tutte e a tutti, e specialmente alle autorità civili e religiose che insieme a voi partecipano alle celebrazioni del 3° anniversario della partenza di Chiara per il cielo. Le manifestazioni che si svolgono per l’occasione in molte parti del mondo sono le più varie: in alcune città si dedicano a lei strade, scuole, parchi; in altre vengono celebrate S. Messe presiedute anche da vescovi o cardinali; in altre ancora si realizzano incontri grandi e piccoli, promossi capillarmente negli ambienti più diversi. Di particolare rilievo a Trento, sua città natale, si svolge il 12 marzo una giornata ecumenica internazionale dal titolo: “Chiara Lubich: Una Vita, un Carisma per l’unità dei cristiani”, organizzata insieme al nostro Centro Uno che festeggia il 50° di attività. Tutto in ringraziamento a Dio per il dono della feconda vita di Chiara. Lei, infatti, promuovendo l’amore reciproco tra singoli e popoli, ha aperto dialoghi a tutti i livelli per contribuire alla realizzazione della pace e dell’unità della famiglia umana. Ne sono testimoni le tante persone che vivono in tutto il pianeta la “spiritualità di comunione” che lei ci ha lasciato in eredità. Il mio più sentito augurio affinché le celebrazioni di questo 3° anniversario segnino per ognuno di noi un rinnovato impegno di vivere perché si realizzi il desiderio di Chiara: ‘Verrò verso di te, mio Dio (….), con il mio sogno più folle: portarti il mondo fra le braccia’. Sono con tutti voi nel ricordo di Chiara, presente e viva più che mai.» Maria Voce – Emmaus Rocca di Papa, 9 marzo 2011 (altro…)
11 Mar 2011 | Centro internazionale, Chiara Lubich, Ecumenismo, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità
“Il tempo presente domanda a ciascuno di noi amore, unità, comunione, solidarietà. E chiama anche le Chiese a ricomporre l’unità lacerata da secoli… E’ il primo e necessario passo verso la fraternità universale con tutti gli altri uomini e donne del mondo”. (Chiara Lubich) Sabato 12 marzo è Trento ad ospitare la Giornata ecumenica internazionale su “Chiara Lubich: un carisma, una vita per l’unità dei cristiani”. L’evento si inserisce nel quadro delle manifestazioni che si svolgeranno in molte città d’Italia e del mondo per ricordare la fondatrice del Movimento dei Focolari nel terzo anniversario della sua morte avvenuta il 14 marzo 2008.
Alla giornata del 12, a Trento, “cerniera” tra la grande civiltà latina e quella germanica, terra natale di Chiara Lubich, a dare il benvenuto ai partecipanti sono le autorità civili e religiose della città: il sindaco Alessandro Andreatta e l’arcivescovo Luigi Bressan. Presenti persone provenienti da 36 Paesi e di circa 20 Chiese. Sono previste traduzioni simultanee in 17 lingue. La manifestazione – ripresa dall’emittente Telepace in diretta televisiva satellitare e in un collegamento internet http://live.focolare.org/20110312/ (9.50-12.30 e 15.00-17.40 ore locali) – si svolge al Teatro Sociale, collegato in diretta con il teatro ridotto ed una sala tenda allestita appositamente nell’attigua piazza C. Battisti. Alla Giornata sono previsti messaggi del Patriarca Bartolomeo I di Istanbul, del card. Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per l’Unità dei cristiani, e del Rev. Olaf Tveit, segretario generale del Consiglio Ecumenico delle Chiese. E una riflessione, offerta dalla presidente del Movimento dei focolari Maria Voce. Un’ occasione, questa giornata, per approfondire lo specifico contributo del carisma di Chiara Lubich all’unità tra i cristiani quale passo necessario e doveroso verso la fraternità universale. Il programma prevede l’articolarsi di testimonianze, riflessioni e contributi musicali, da parte di cristiani di molte Chiese e di diverse aree geografiche e culturali, dalla Cina al Sudafrica, dall’Egitto e Libano a Cuba, dall’Europa dell’Est e dell’Ovest.
Si ripercorreranno – attraverso le testimonianze di Marco Tecilla e Gabriella Fallacara – i 50 anni di dialogo ecumenico portato avanti dal “Centro Uno”, l’ufficio del Movimento dei Focolari per l’unità dei cristiani fondato da Chiara Lubich e seguito fin dagli inizi da Igino Giordani. La Giornata si colloca all’interno di una Settimana ecumenica internazionale che si sta svolgendo al Centro Mariapoli “Chiara Lubich” di Cadine (Trento) dall’11 al 16 marzo, durante la quale i 400 partecipanti visiteranno anche i luoghi della città che hanno particolare rapporto con la storia degli inizi del Movimento. L’anno scorso, sempre nell’ambito dell’anniversario della dipartita di Chiara Lubich, la fondatrice del Movimento dei Focolari fu ricordata con un evento dal profilo interreligioso a Roma, in Campidoglio. E’ significativo che quest’anno sia proprio Trento ad ospitare tale evento ecumenico, e ciò perché terra natale dei Focolari e perché sede di quel Concilio (1545-1563) che segnò la sua vocazione a diventare “città ponte” e “città del dialogo”. (altro…)
11 Mar 2011 | Chiara Lubich, Spiritualità
Uno dei libri-novità del mese di marzo di Città Nuova, curato da Lucia Abignente, raccoglie pensieri, pagine di diario, lettere e messaggi – in gran parte inediti e custoditi ora al Centro Chiara Lubich –, della fondatrice del Movimento dei focolari attorno ad uno dei temi fondamentali della vita cristiana. La stessa Chiara più volte aveva parlato e scritto della volontà di Dio, proponendola come via di santità per tutti, da vivere in ogni momento della vita. Ma essa è prima di tutto una risposta d’amore dell’uomo a Dio: «A Dio che ci ama immensamente rispondiamo cercando di amarlo immensamente. Noi non avremmo avuto senso nel mondo se non fossimo state una piccola fiamma di questo infinito braciere: amore che risponde all’Amore». Così si era espressa Chiara negli ultimi anni ricordando l’esperienza vissuta con le sue prime compagne alle origini del Movimento, condensando così in brevi parole due momenti fondanti della spiritualità dell’unità: la scoperta di Dio come Amore, la scelta di Lui come l’Ideale di vita e la decisione di compiere – per amarLo – la Sua volontà. Ecco un assaggio di alcuni brani: Realizzarsi come uomini Nel corso di un saluto spontaneo ai giovani del Movimento Gen – Generazione Nuova – partecipanti ad una scuola di formazione e raccoltisi nel giardino della sua casa a Rocca di Papa il 29 settembre 1980, Chiara condivide alcune sue intuizioni sulla volontà di Dio. Ne riportiamo di seguito uno stralcio. «Sappiamo che l’uomo – dice la Scrittura – è stato creato a immagine e somiglianza di Dio. Cosa vuol dire questo? Vuol dire che l’uomo è proprio uomo […], non è qualche altra creatura perché è immagine di Dio, è di fronte a Dio. Dio può dire tu all’uomo. Cioè l’uomo proprio nella sua struttura […] è fatto per guardare a Dio, è stato creato a immagine di Dio. C’è nella nostra carne, nella nostra anima, qualche cosa messo dentro che dice: “Sei per Dio, sei in comunione con Dio, sei fatto per conoscere Dio, sei fatto per amare Dio”. «Noi non saremmo uomini se non fossimo così: siamo quel qualche cosa che è di fronte a Dio. Questa è la struttura dell’uomo, questo è nell’essere dell’uomo. L’uomo è quel tale che è così…. L’uomo è sempre e soltanto un qualche cosa in relazione con Dio, nel suo essere, nella sua struttura. «Ora, come l’uomo nel suo essere, nella sua struttura, è in relazione con Dio, se no non è lui, così l’uomo non può non solo essere ma neanche esistere se non in relazione con Dio. Quindi il vivere, l’andare avanti da quando siamo nati in poi, il fare qualche cosa guardando al disegno che Dio ha su di te, è realizzarsi come uomini, è la realizzazione completa dell’uomo. Mano a mano che segue il piano di Dio su di lui, l’uomo è uomo, l’uomo è felice, l’uomo è libero. «Intuite già adesso un po’ cos’è la volontà di Dio. È ciò che Dio all’inizio, creandoci, ha pensato. Noi possiamo, siccome siamo liberi, anche non seguire questo pensiero di Dio e diventare mezzi uomini mezze bestie perché andiamo fuori da questo binario, in quanto siamo costruiti per essere in relazione con Dio, ma non andiamo avanti nella relazione con Lui. Se invece andiamo avanti così, eccoci in quest’avventura straordinaria, meravigliosa, che è qualche cosa di sbalorditivo! […] «Se vai a fondo e studi ancora, vedi che Gesù (il Vangelo, la Scrittura lo dicono) non ha fatto che la volontà di Dio, perché, a un dato momento, questo Dio, del quale noi siamo creati a immagine, s’è fatto uomo. Allora l’uomo cosa fa? Non occorre che guardi troppo lontano a Dio, basta che guardi a Gesù, perché Dio si è fatto uomo. Allora guarda a Lui e sa come camminare! «Ora, Lui ha detto che soltanto facendo la volontà del Padre suo si ama veramente, che l’amore sta tutto lì. Noi siamo tutti presi dal desiderio di avere Dio come Ideale, di averlo come primo, di amarlo veramente con tutto il cuore; bene, c’è un sistema: basta fare la Sua volontà attimo per attimo con tutto il cuore, tutta la mente e tutte le forze. Allora ami certamente Dio con tutto il cuore, tutta la mente, tutte le forze». (Colloqui con i gen, anni 1975/2000 (edizione riveduta e ampliata), Città Nuova, Roma 2001, pp. 84-87.) Tratto da La volontà di Dio, di Chiara Lubich, Città nuova 2011, pp. 13-19 Altri brani sono disponibili su: http://www.cittanuova.it/contenuto.php?TipoContenuto=web&idContenuto=31983 (altro…)
10 Mar 2011 | Chiara Lubich, Spiritualità
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10 Mar 2011 | Chiara Lubich, Spiritualità
Dalle testimonianze delle sue prime compagne e compagni, che hanno condiviso con lei una lunga avventura spirituale e umana, e da un ampio materiale inedito, Armando Torno traccia una biografia di Chiara Lubich (1920-2008) nella quale dà vita a un racconto cronologico che non vuol essere agiografico né confondere la figura della fondatrice con la sua opera. Per la prima volta, in un libro che tutti potranno leggere, prende forma un’esistenza straordinaria e, al tempo stesso, semplicissima, nella quale il Vangelo è stato il punto di riferimento indiscusso. A distanza di quasi tre anni dalla morte Chiara Lubich – che ricorre il 14 di marzo –, esce la prima biografia “ufficiale” sulla fondatrice del Movimento dei focolari scritta da Armando Torno. Il titolo del libro – PortarTi il mondo fra le braccia. Vita di Chiara –, nasce da un’espressione cara alla Lubich del teologo belga Jacques Leclercq. Varie le presentazioni del nuovo libro edito da Città nuova che si susseguiranno nei prossimi mesi in tutt’Italia. La prima è prevista per il 12 aprile a Roma. Riportiamo da Città Nuova online, la prefazione del volume, a firma dello stesso Autore. «Questa non è una biografia nel senso comune del termine, giacché è nata dal contributo di molte persone e ognuna di esse ne è l’autore. Io non sono mai riuscito a scriverne una e non avevo nemmeno immaginato che un giorno mi sarei cimentato con quella di Chiara Lubich, ma non ce l’ho fatta a lasciar cadere la richiesta che mi è giunta da Città Nuova. Non ho mai conosciuto Chiara, anche se mi sono interessato della sua opera; e non credevo che fosse possibile scrivere una biografia basandosi sulle sole testimonianze. Ho però capito che le prime e i primi compagni della fondatrice del Movimento dei Focolari desideravano affidare a un uomo di comunicazione esterno al Movimento i loro pensieri, qualche piccolo segreto, i ricordi. Sono così nate queste pagine, che non vogliono essere un lavoro scientifico o ricavato dai documenti, ma la storia di una vita attraverso le emozioni rimaste, le testimonianze ancora disponibili e l’amore donato (…). Non è una biografia definitiva, è bene che il lettore lo sappia, tuttavia qui per la prima volta sono state raccolte, confrontate e scelte le voci di coloro che hanno conosciuto Chiara direttamente e che con lei hanno sognato un nuovo spirito cristiano». (Tratto dalla prefazione di Armando Torno, PortarTi il mondo fra le braccia. Vita di Chiara Lubich, Città nuova 2011) http://www.cittanuova.it/libro.php?TipoContenuto=libro&idContenuto=32097 (altro…)
9 Mar 2011 | Chiara Lubich, Ecumenismo, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità
Trento – Sala Filarmonica, via Verdi, 30 (ore 17.30) In libreria c’è un nuovo libro dal titolo “A Trento con Chiara Lubich. Le parole dei luoghi”, editrice Il Margine, a firma di Franco de Battaglia, giornalista e conoscitore della storia di Trento. Un libro nato da una “passeggiata” per Trento sulle vie e le piazze, le case e le chiese che hanno segnato l’esperienza iniziale di Chiara Lubich. Un’ottantina di pagine che per prime narrano l’intrecciarsi della storia di diversi luoghi di Trento con quella personale di Chiara e delle sue prime compagne. Alla presentazione, con l’Autore, porterà la sua testimonianza Eli Folonari che ha vissuto con lei per oltre 50 anni, e responsabile del Centro Chiara Lubich. È una storia che ha inizio a Trento, in via Prepositura, di fronte alla basilica di Santa Maria Maggiore, dove si svolse il Concilio della Controriforma: lì è nata, nel 1920, col nome di Silvia Lubich, quella che sarebbe diventata Chiara, fondatrice del Movimento dei focolari, oggi diffuso in tutto il mondo. Quando, nel settembre 1943, caddero sulla sua città le bombe che uccisero centinaia di civili e distrussero gran numero di abitazioni, l’ospedale, diverse chiese, quell’assurdo scenario di morte spinse con forza la giovane maestra trentina ad interrogarsi: “Ma c’è un ideale che nessuna bomba possa far crollare?”. Nel suo intimo capì: “Sì, c’è un ideale che non passa: Dio”. Lei decise e lo comunicò alle sue primissime compagne: “Facciamo di Dio l’Ideale della nostra vita”. Questa loro scelta iniziale si manifestò giorno dopo giorno come una rivoluzione d’amore che avrebbe portato ad un’apertura crescente, anche in campo ecumenico. Si legge nella presentazione del libro: “Dalla «casetta», il primo focolare, in piazza dei Cappuccini n. 2, al bosco di Gocciadoro, dalle Androne dei poveri alla cattedrale, il giornalista Franco de Battaglia, ricostruisce la mappa della Trento di Chiara Lubich: una guida inconsueta alla scoperta dei luoghi e insieme dell’itinerario esistenziale di una dei leader religiosi più importanti del Novecento”. Da Trento in poi Chiara Lubich è stata un’infaticabile costruttrice dell’unità tra i cristiani e del dialogo interreligioso in tutti i continenti. La sua storia e le sue scelte coinvolgono oggi milioni di persone. L’Autore: Franco de Battaglia è nato a Trento nel 1943. Giornalista, autore di saggi su temi storici e ambientali, tra cui un’«Enciclopedia delle Dolomiti» (Zanichelli), è stato direttoredei quotidiani «Alto Adige» di Trento e Bolzano e del «Corriere delle Alpi» di Belluno. È editorialista del «Trentino» e collaboratore di «Cooperazione Trentina». Ancora in libreria:
- Portarti il mondo fra le braccia – di Armando Torno, editrice Città Nuova
http://www.centrochiaralubich.org/it/notizie/149-in-libreria-portarti-il-mondo-fra-le-braccia.html http://www.cittanuova.it/contenuto.php?TipoContenuto=web&idContenuto=32104
- Intervista ad Armando Torno
http://www.cittanuova.it/video_dett.php?TipoContenuto=video&idContenuto=31010
- Chiara Lubich. La volontà di Dio – a cura di Lucia Abignente, editrice Città Nuova
http://www.centrochiaralubich.org/it/notizie/150-in-libreria-la-volonta-di-dio.html http://www.cittanuova.it/video_dett.php?TipoContenuto=video&idContenuto=31010 (altro…)
8 Mar 2011 | Centro internazionale, Spiritualità
«Stamane ci è stato ricordato che siamo polvere e in polvere ritorneremo. Questa verità elementare spaura e pare lugubre, […] e invece la Chiesa ricorda questo dato di fatto proprio per accrescere la vita. Che se un uomo valuta quello che materialmente è, non dà più tanto idolatrica importanza alle cose materiali: la ricchezza, lo spazio vitale, i territori, le materie prime, i mercati… Li valuta per quel che valgono: mezzi per vivere e non per ammazzare. E se considera la propria polverizzazione imminente, si guarda bene dal tumefarsi in superbia fratricida, dal volersi mettere più su degli altri per avere gli altri ai propri piedi e stare in posizione di metter loro i piedi sul collo […] Se questa verità delle polveri la meditassero tutti gli uomini di Stato, vedrebbero quanto ci si ammazza per niente e quanto stupido è l’odio, quanto scema è la guerra, quanto vitale è la pace, e anche quanto poco Big sono, e sono stati, quei capi che si credettero dei, mentre erano i poveri giullari della Bestia. […] Questi uomini della cui lode o protezione tu spasimi, e delinquenti del cui dominio tu tremi, del cui amore tu ti consumi, anch’essi cadranno, a tuffo, nel gorgo sotterraneo del silenzio: un silenzio troncato solo dal brusio impercettibile della disgregazione cellulare; e là si pareggeranno ricchi e poveri, comandanti e comandati. […] Questo vuol dire che è inutile e grullo onorare il proprio viaggio di tanto bagaglio: ricchezze, ciondoli, titoli, complicazioni castali, amministrative, spade e aggeggi. Meglio esser liberi, andar spediti e spensierati. San Francesco volle esser libero sin della veste: se una ne ebbe, l’ebbe perché gliela donarono. E perciò il giorno delle ceneri è giorno di liberazione: di realismo; messo là a richiamarci alla realtà, che è questa bontà e semplicità e amore, simile all’aria tersa e frizzante dei monti contro l’irrespirabile composizione di afrori e fetori e acido carbonico delle nostre case con stufe, drappi e pettegolezzi. […] Non lugubre è questa ricordanza cineraria; è allietante. Inutile tentar di rimpiattare il capo sotto l’ascella per non vedere: la morte è certa; e stordirsi e negare e far strepiti non serve. Invece proprio perché, per la morte, appare la vanità del tutto, uno non s’affanna più di nulla: s’abbandona alla Provvidenza; e attinge da questo stato d’animo la serenità del figlio in braccio al Padre. […] Dicono: – Un tal rito, con un tal ricordo, umilia. Umiliare vuol dire rimettere sull’humus: sulla terra. C’è chi si tira su, si gonfia, come aerostato pieno di fumo: e messosi sopra, si crede di dover guardare dall’alto in basso la gente, e di tenerla ai piedi. E la Chiesa ricorda che siamo tutti servi l’un dell’altro; e perché possiamo servirci l’un l’altro ci mantiene liberi. La superbia è satanica e porta allo schiavismo. Il tener presenti le nostre colpe ci impedisce di non ritenerci superiori agli altri. L’umiltà è la virtù della democrazia: è la democrazia; come l’orgoglio è lo sparato – o l’apparato – della plutocrazia. […] E dunque, a che serve ammazzarsi pel domani? A ogni giorno la sua croce. Chi si svincola dall’assillo del futuro, e dall’ingombro di ambizioni, è uno libero, che fa speditamente il cammino, non ripromettendosi dalla vita più di quanto dà. […] La durata è breve: stupido quindi perdere il tempo nella zuffa che anticipa la tomba. La quale tomba è una tappa verminosa, dove però non si finisce. Anzi si comincia. E il pensiero che di là da essa s’inizia una vita o una morte immortale sottrae ogni paura alla morte. Essa apre l’accesso alla casa: la casa dove non si pagano più pigioni, non si è assillati più da tasse e se apri la radio non ti tocca più sentire un demagogo squarquoio o un ammazzasette signor di popoli. Solo che l’accesso si concede a chi ha amato e ha perdonato; si nega a chi ha odiato e fatto soffrire. Ché quella è la casa dell’amore: e l’amore, nel suo apice, è la perfetta giustizia». Igino Giordani, Le Feste, SEI, Torino, 1954, pp.62-68 (altro…)
7 Mar 2011 | Focolari nel Mondo, Sociale
«Lo scenario nazionale e internazionale ci scoraggia. I beni civili di uguaglianza, libertà e fraternità esistono, ma dov’è la loro attuazione? Il fatto che siamo qui è già un modo per realizzarli e dimostrare che non sono ideali utopici». Si è aperto con queste parole il convegno “Alla ricerca del bene comune… per custodire il patrimonio dell’umanità”, svoltosi il 5 e 6 marzo a Roma. A pronunciarle, Marcella Ferrari, presidente dell’AMU (Associazione Azione per un Mondo Unito ONLUS), che ha promosso l’evento e celebrava, con l’occasione, venticinque anni di attività. Questa ONG nata nel 1986, si ispira alla spiritualità del Movimento dei focolari e si propone di diffondere la cultura del dialogo e dell’unità tra i popoli, attraverso la realizzazione di progetti di cooperazione allo sviluppo nei cinque continenti e numerose attività di formazione ed educazione allo sviluppo. Per festeggiare l’importante traguardo, l’AMU ha voluto dare voce ad alcune delle realtà del Brasile, Burundi, Libano e paesi d’Europa, con le quali ha collaborato in tutti questi anni. Si sono riuniti insieme rappresentanti di tante comunità ed associazioni che, grazie all’AMU, non hanno usufruito solo di semplici aiuti allo sviluppo, ma hanno beneficiato piuttosto di un sostegno per l’assunzione di una coscienza collettiva dei proprio diritti e delle proprie potenzialità. Agli interventi di professori ed esperti del tema, hanno risposto i circa duecento, tra collaboratori dell’Associazione e semplici cittadini, accorsi all’evento con loro considerazioni e domande. Ne è nata una rinnovata e generale volontà di continuare ad intraprendere la via della tutela dei beni comuni, quali l’ambiente, l’acqua, la flora e la fauna, ma anche i diritti umani, la fraternità e la pace. Tra gli interventi, quello del prof. Luigino Bruni – coordinatore del progetto di Economia di comunione – che ha ricordato come il concetto di bene comune, entrato in crisi nella modernità, vada ora riannunciato da alcune fondamentali ‘minoranze profetiche’ che promuovano il cambiamento e riscoprano l’ideale della fraternità.
Stefano Zamagni, professore di economia politica a Bologna, in un appassionante intervento ha proposto la soluzione comunitaria nella gestione dei beni comuni, chiamando in causa la società civile e l’impresa civile quali strumenti più adatti allo scopo. E poi molti altri contributi: da quello della studiosa Preeyanoot Surinkaew sull’economia nel buddismo, a quello di Rosario Lembo (Presidente del Comitato per il Contratto Mondiale dell’acqua) e Telma Rocha (Fondazione Avina, a tutela dell’acqua in Brasile) sulla salvaguardia dell’acqua; dai prof. Vincenzo Buonomo e Alberto Lo Presti, a Guido Barbera Presidente del CIPSI, coordinamento di circa 40 associazioni di cooperazione internazionale. Sul sito www.amu-it.eu si potranno scaricare i documenti del convegno. (altro…)
4 Mar 2011 | Focolari nel Mondo, Sociale
Water, air, earth, knowledge, technology, cultural diversity, peace, biodiversity, life… all common goods to be safeguarded; a task not only in the hands of governments and international organisations but of each person, family and community.
We are all called to foster a new culture based on interdependence, solidarity, justice and communion through life styles oriented towards the common good.
Is the concept of ‘common good’ the same throughout Asia, Africa and Europe?
These are the issues to be addressed at the convention “For the common good; to treasure the heritage of humankind”, organised by AMU (Azione per un Mondo Unito or Action for a United World), a non-profit organisation, 25 years since its foundation. Participants from Thailand, Lebanon, Burkina Faso, Burundi, Brazil, Germany, Spain (Saturday 5th and Sunday 6th March 2011, Ciampino – Rome).
Lectures and experiences from experts in fair trade, environmental preservation, global citizenship, development aid.
Amongst the guest speakers:
- Guido Barbera, Chairman of CIPSI
- Luigino Bruni, Associate Professor of Economic Politics at Bicocca University, Milan
- Vincenzo Buonomo, full professor of International Law and Dean of Law at di Diritto Internazionale e Preside della Facoltà di Giurisprudenza della Pontifical Lateran University of Rome.
- Rosario Lembo, National Secretary the World Water Contract Campaign
- Alberto Lo Presti, Professor if History and Political Doctrine at Saint Thomas Aquinas Pontifical University – Angelicum, Rome
- Telma Rocha, project developer for Latin America Avina Fondation – Brazil
- Godefroy Sankara, Director and coordinator of Africa pro Mundo – Burkina Faso
- Stefano Zamagni, full professor, Faculty of Economics University of Bologna
Through stands and workshops, experiences on fair trade will be exchanged.
Special attention given to young people and a project on active citizenship “Strong without Violence” that took place in Germany as well as accounts of projects and experiences from Brazil, Lebanon and Burundi.
The convention is open to the public and is aimed at people who work on international solidarity projects, at associations and all those interested in sustainable development.
AMU is recognised by the Italian Ministry of Foreign Affairs for the projects carried out in the developing world and for development education and training.
Born in the Focolare Movement, AMU wishes to spread a culture of dialogue and unity among peoples. Together with the populations involved, AMU is committed to carrying out sustainable activities that lay down foundations for effective development that respects the local social, cultural and economic realities.
For Further Information:
Associazione “Azione per un Mondo Unito – ONLUS – “ (AMU)
tel. : 06 94792170
Patrizia Mazzola mobile. 335.616.54.04
e-mail: eas@amu-it.eu
website: www.amu-it.eu
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3 Mar 2011 | Cultura
180 i giovani giuristi da 13 nazioni a confronto sullo scottante e attualissimo tema del rispetto della dignità di ogni uomo e donna. È il secondo congresso internazionale per il gruppo che già nel 2009 si era riunito a Roma intorno al tema: il diritto alla ricerca della giustizia. In apertura il messaggio di saluto dell’avv. Maria Voce, Presidente dei Focolari (già coordinatrice di Comunione e Diritto), in quei giorni in Terra Santa: “Ci vuole coraggio davanti a queste sfide; un fortissimo impegno, coerenza, uno sguardo che sappia cogliere nel tempo di oggi quei segni che danno la speranza e indicano la strada da percorrere insieme per costruire un mondo dove la dignità umana sia davvero compresa e rispettata”. È la dott.ssa Vera Araujo ad averne dato lettura dopo aver tratteggiato – da sociologa e giurista- il valore della norma per il vivere civile.
Una domanda faceva da sfondo al convegno: esiste una dignità che possa valere quale ‘denominatore comune’, nella sua dimensione universale e particolare per ogni uomo? E quale la sua tutela? La risposta è sembrata affiorare anche attraverso le parole pronunciate nel 2006 dal Vice Presidente della Corte costituzionale italiana, Paolo Maddalena, riportate nella sua relazione dalla prof.ssa Adriana Cosseddu (Università di Sassari): «La dignità individua l’essenza e l’identità dell’uomo in quanto tale. Senza di essa non può esservi eguaglianza né libertà ». A seguire, ha invitato i giovani a guardare alla situazione attuale nell’Africa del Nord: il diffondersi di dimostrazioni e segni di rivolta di vasta parte della popolazione, esposta a gravi difficoltà economiche anche per l’aumento incontrollato dei prezzi dei prodotti di prime necessità, “è la prova che la protezione attesa e le garanzie che si rivendicano sono altrettante richieste di riconoscimento di libertà e dignità”. Su queste basi condivise, si sono svolti i tre intensi e partecipati giorni di Convegno, in cui i giovani sono stati protagonisti.
5 i gruppi di studio, con cui si è entrati nel vivo del dibattito:
- dignità e Costituzioni europee.
- dignità umana e nuove schiavitù
- dignità dell’embrione
- dignità nel sistema penale e carcerario
- dignità umana e diritto ambientale
Alle riflessioni si sono aggiunte le testimonianze di diversi operatori: dall’avvocato penalista al pubblico ministero; dal consulente giuridico al volontario che si spende per i carcerati. Nella mattinata conclusiva il prof. Vincenzo Buonomo (Università del Laterano), introducendo il discorso di Chiara Lubich del 1997 alle Nazioni Unite, ha evidenziato come nell’ordinamento della “comunità degli Stati” trovi uno spazio specifico proprio la dignità umana, definendo profetico e attualissimo il contenuto delle sue parole: “…se più uomini accettassero la sofferenza per amore, la sofferenza che richiede l’amore, essa potrebbe diventare la più potente arma per donare all’umanità la sua più alta dignità”. (altro…)
2 Mar 2011 | Focolari nel Mondo
1 Mar 2011 | Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità
Di gioia e commozione ha parlato nel suo saluto iniziale S.E. Mons. Mario Meini, attuale vescovo di Fiesole per questo avvenimento che è soprattutto: “Accoglienza di una testimonianza, una serva di Dio, una testimone delle parole del Signore…La sua è stata una vita di stimolo e incoraggiamento per il movimento e per tutta la Chiesa. Vogliamo da lei raccogliere il testimone non come tesoro geloso ma come capacità di servizio. A volte i santi ci passano accanto e non ce ne accorgiamo.” E’ l’invito ai presenti a riscoprire il volto quotidiano della santità che si fa servizio al prossimo, anche nella comunità civile ed ecclesiale. “Il soprannaturale naturale, alla portata di tutti”. Così il Card. Paul Poupard, Presidente emerito del Pontificio Consiglio per la Cultura, nella Santa Messa solenne celebrata nel santuario di Maria Theotokos e animata dal Gen Rosso, ha ricordato il suo incontro con Renata Borlone, la cui caratteristica era quella di rendere la santità non una meta per pochi, ma è una vocazione possibile per ogni cristiano, tremendamente necessaria al giorno d’oggi.
Era presente, in rappresentanza della presidente del Movimento, Maria Voce, in questi giorni in Terra Santa, Eli Folonari che ha ricordato con emozione e riconoscenza come le sue prime esperienze di vita di focolare le abbia vissute proprio con Renata nel 1950 a Roma e che fu Chiara Lubich, personalmente, a chiamare Renata nella Cittadella di Loppiano come responsabile. Una giornata straordinaria con la partecipazione di più di 2000 persone provenienti da tutta Italia, nonostante la neve e il maltempo, oltre a tutti quelli che hanno seguito via internet questo evento specialmente nel momento solenne, alle 15.00, quando è avvenuta la chiusura vera e propria del processo, con il sigillo delle tre scatole che raccolgono tutta la documentazione raccolta in questi sette anni di lavoro dal tribunale diocesano, e che ora saranno consegnate a Roma, presso la Congregazione per le cause dei Santi.
La cerimonia è stata densa di significato. Una grande occasione per richiamare all’attenzione di tutti l’importanza di lasciarsi rinnovare dalle parole del Vangelo che sono vita, e che Renata Borlone ha testimoniato fino all’ultimo, fino a farle esclamare che “La morte è vita!” In mattinata, sempre nel santuario, un evento di festa. Officiato dal vescovo emerito di Fiesole S.E. Mons. Luciano Giovannetti, aveva ricevuto il battesimo un’altra Renata che di cognome fa Nembrini, l’ultima nata nella cittadella dei Focolari: quasi un ideale passaggio di consegne. Fare del “proprio cuore” il vero santuario che custodisce il messaggio della Serva di Dio, questo l’augurio fatto ai presenti.
La giornata si è conclusa con un dono speciale: il musical “Maria, fiore dell’umanità” del gruppo internazionale Gen Verde che ha portato tutti a contemplare Maria come figura di donna il cui fascino attraversa i secoli in continua dissolvenza tra la sua e la nostra storia, restituendoci l’immagine della Madre di Gesù come donna del quotidiano e compagna di viaggio. Flickr Foto Gallery (altro…)
28 Feb 2011 | Parola di Vita
“Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto”. Certamente la sua volontà non ci è sempre chiara. Come Maria anche noi dovremo domandare luce per capire quello che Dio vuole. Occorre ascoltare bene la sua voce dentro di noi, in piena sincerità, consigliandoci se occorre con chi può aiutarci. Ma una volta compresa la sua volontà subito vogliamo dirgli di sì. Se, infatti, abbiamo capito che la sua volontà è quanto di più grande e di più bello possa esserci nella nostra vita, non ci rassegneremo a “dover” fare la volontà di Dio, ma saremo contenti di “poter” fare la volontà di Dio, di poter seguire il suo progetto, così che avvenga quello che Lui ha pensato per noi. E’ il meglio che possiamo fare, la cosa più intelligente. Le parole di Maria – “Eccomi, sono la serva del Signore” – sono dunque la nostra risposta d’amore all’amore di Dio. Esse ci mantengono sempre rivolti a Lui, in ascolto, in obbedienza, con l’unico desiderio di compiere il suo volere per essere come Lui ci vuole. A volte tuttavia quello che Lui ci chiede può apparirci assurdo. Ci sembrerebbe meglio fare diversamente, vorremmo essere noi a prendere in mano la nostra vita. Ci verrebbe addirittura voglia di consigliare Dio, di dirgli noi come fare e come non fare. Ma se credo che Dio è amore e mi fido di Lui, so che quanto predispone nella mia vita e nella vita di quanti mi sono accanto è per il mio bene, per il loro bene. Allora mi consegno a Lui, mi abbandono con piena fiducia alla sua volontà e la voglio con tutto me stesso, fino ad essere uno con essa, sapendo che accogliere la sua volontà è accogliere Lui, abbracciare Lui, nutrirsi di Lui. Nulla, lo dobbiamo credere, succede a caso. Nessun avvenimento gioioso, indifferente o doloroso, nessun incontro, nessuna situazione di famiglia, di lavoro, di scuola, nessuna condizione di salute fisica o morale è senza senso. Ma ogni cosa – avvenimenti, situazioni, persone – è portatrice di un messaggio da parte di Dio, ogni cosa contribuisce al compimento del disegno di Dio, che scopriremo a poco a poco, giorno per giorno, facendo come Maria, la volontà di Dio. “Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto”. Come vivere allora questa Parola? Il nostro sì alla Parola di Dio significa concretamente fare bene, per intero, ogni momento, quell’azione che la volontà di Dio ci chiede. Essere tutti lì in quell’opera, eliminando ogni altra cosa, perdendo pensieri, desideri, ricordi, azioni che riguardano altro. Di fronte ad ogni volontà di Dio dolorosa, gioiosa, indifferente, possiamo ripetere: “avvenga di me quello che hai detto”, oppure, come ci ha insegnato Gesù nel “Padre nostro”: “sia fatta la tua volontà”. Diciamolo prima di ogni nostra azione: “avvenga”, “sia fatta”. E compiremo attimo dopo attimo, tassello per tassello, il meraviglioso, unico e irrepetibile mosaico della nostra vita che il Signore da sempre ha pensato per ciascuno di noi. Chiara Lubich
Parola di vita, dicembre 2002, pubblicata in Città Nuova, 2002/22, p.7.
28 Feb 2011 | Centro internazionale, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità
Una settimana intensa, con la coscienza di aver vissuto insieme una forte esperienza spirituale in piena comunione con la locale comunità dei Focolari, che ha rinnovato l’impegno con la sua presenza in questa terra, a costruire ponti di dialogo fra tutti nello spirito della fratellanza universale, all’edificazione della quale tutto il Movimento è impegnato. 25 febbraio – Dopo la visita al Monte delle Beatitudini e al Tabor,
tappa a Nazareth. Ad attendere il Consiglio Generale c’era una folta rappresentanza della comunità dei Focolari di Haifa, Gerusalemme e Betlemme. Nella Basilica, davanti alla Grotta dell’annunciazione, il Card. Miloslaw Vlk, vescovo emerito di Praga, Mons. Giacinto Marcuzzo, vescovo ausiliare del patriarca latino per la Galilea, insieme ai 17 sacerdoti del Consiglio Generale e due sacerdoti del patriarcato, hanno concelebrato la messa in un clima solenne e semplice allo stesso tempo. Mons. Marcuzzo, nel corso dell’omelia, ha ricordato che, in occasione della visita di Benedetto XVI nel 2009, lo striscione di benvenuto al papa portava un titolo significativo: Benvenuto a Nazareth dove tutto è ricominciato. Il Sì di Maria – ha sottolineato – è stato il primo passo di questo nuovo inizio della storia dell’umanità. Alla conclusione Maria Voce, ringraziando tutti, vescovi e comunità dei Focolari, ha rinnovato l’impegno di tutto il Movimento, come Chiara Lubich aveva voluto fissare negli statuti, di vivere come Maria per esserne “una sua presenza” nel mondo! 26 e 27 febbraio – Due giorni a Gerusalemme. Sabato mattina, appuntamento al Kottel, il muro occidentale, noto come il Muro del Pianto, molto frequentato per via dello Shabbat, che ha offerto l’occasione per una spiegazione su vari aspetti dell’Ebraismo e sul significato dello Shabbat. A piedi, poi, il gruppo si è diretto verso il terreno attiguo alla scala romana che unisce la valle del Cedron alla zona in cui si trovava l’entrata del Tempio. Si tratta del luogo dove, secondo la tradizione, Gesù avrebbe pregato il Padre per l’unità fra tutti gli uomini.
Chiara Lubich, ancora nel 1956, in occasione della sua unica visita alla Terra Santa, aveva espresso il desiderio che un giorno potesse esserci un focolare nei pressi di quella scala. I dirigenti locali del Movimento dei focolari hanno spiegato gli sviluppi che hanno portato all’acquisto del terreno proprio accanto alla scala ed i passi che si stanno facendo per ottenere i vari permessi per poterlo trasformare, intanto, in un giardino-parco adatto a momenti di riflessione ed incontro. Dopo aver letto il passo del Vangelo di Giovanni con la preghiera sacerdotale e quanto la Lubich scrisse nel 1956, una foto di gruppo sulla scaletta ha suggellato un momento di forte intensità spirituale. Domenica 27, giornata conclusiva con la messa celebrata nella piccola Grotta degli Apostoli dal Card. Vlk e da Mons. Antonio Franco, Delegato Apostolico per la terra Santa, che ha rivolto ai presenti una meditazione sul significato di questa visita di Maria Voce e del Consiglio Generale in Terra Santa alla luce della spiritualità di comunione di Chiara Lubich. Al termine della visita ai luoghi della passione e morte di Cristo, un ricevimento presso il Centro di Notre Dame ha raccolto attorno alla presidente, al copresidente e a tutto il consiglio, 150 fra membri di movimenti ecclesiali, personalità di varie Chiese presenti a Gerusalemme, ed ebrei e musulmani vicini al Movimento. Maria Voce ha presentato i membri del Consiglio, ringraziando per quanto era stato fatto per questa visita e per le attività che l’hanno accompagnata. Ha assicurato di portare nel cuore momenti vissuti e persone e di essere certa di restare nel cuore di quanti incontrati in Terra Santa. (altro…)
27 Feb 2011 | Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Nuove Generazioni
Per la mostra scientifica che avrà luogo nella sua scuola, Teresa, una gen 4 di Porto Alegre (i gen 4 sono i bambini dai 4 agli 8 anni del Movimento dei Focolari) viene invitata a presentare un lavoro scegliendo fra vari argomenti: inquinamento, alcolismo, ecologia ecc. Non convinta di questi temi, Teresa, d’accordo con la compagna Valentina – anche lei gen 4 – propone alla maestra di fare un lavoro che metta in luce il positivo: l’arte di amare come risposta ai succitati problemi. L’arte di amare è una proposta di vita attinta direttamente dal Vangelo e lanciata da Chiara Lubich. Consiste nell’ “amare tutti”, “amare come sé”, “amare per primi”. “Quella parola – diceva Chiara – la sola, che può fare dell’umanità una famiglia”. La maestra accetta, e le due gen 4 preparano tutto. Il giorno stabilito, sono più di 300 i bambini che presentano i loro lavori. Lo stand di Teresa e Valentina è fra i più visitati! A quanti le chiedono cosa c’entri l’arte di amare con la scienza, Teresa risponde con convinzione che se la gente la vivesse non ci sarebbe più alcolismo, né inquinamento, ecc… Aiutata da una presentazione in power point, illustra con alcune esperienze cosa provoca l’arte di amare se vissuta. Una giornalista passata di lì, molto colpita, pubblica un articolo sul giornale della città soffermandosi particolarmente sulla proposta “alternativa” di Teresa. “Non credo in Dio, ma davanti a queste bambine non posso far a meno di credere all’amore” ha commentato un papà ateo, ed un’altra mamma, con le lacrime agli occhi: “Sento rinascere nel cuore la speranza in un mondo migliore!”. Finita la mostra, la maestra chiede a Teresa di presentare il lavoro alla fiera del libro che si terrà il mese successivo: così Teresa e Valentina, per un giorno intero, in un salone allestito apposta per loro in cui passano a turno tutti i bambini della scuola (dai 4 agli 8 anni), presentano il power point e tirano un dado – “il dado dell’amore” – ai cui lati viene declinata l’arte di amare. Il tutto con l’aiuto del libro “Alla scoperta del dado dell’amore” (che raccoglie esperienze di gen 4 di tutto il mondo). (altro…)
26 Feb 2011 | Centro internazionale, Focolari nel Mondo, Spiritualità
Domenica scorsa sono arrivati in Israele i membri del Consiglio generale dei Focolari per iniziare la prevista settimana di pellegrinaggio con la Presidente Maria Voce ed il Copresidente Giancarlo Faletti, che nel frattempo, avevano concluso la loro visita ufficiale alle comunità del Movimento dei Focolari in Terra Santa. I membri del Consiglio sono stati accolti all’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv da una rappresentanza della locale comunità dei Focolari, con il caratteristico calore di questa cultura. Sono, poi, partiti alla volta della Domus Galilaeae sul Lago di Tiberiade, che ha ospitato i primi giorni della loro permanenza in Terra Santa. La struttura, costruita dal Cammino Neo-Catecumenale, a cavallo del nuovo millennio, è stata benedetta da Giovanni Paolo II, durante la sua storica visita dell’anno 2000, quando proprio nella vallata sottostante il Monte delle Beatitudini aveva celebrato la messa per migliaia di pellegrini. Benedicendo la nascente struttura il Papa aveva detto: «Il Signore vi ha aspettato qui su questa montagna!». Parole significative che oggi campeggiano di fronte all’entrata ed accolgono tutti i visitatori che entrano alla Domus Galilaeae.
L’incontro di Maria Voce e del Consiglio generale dei Focolari con la comunità neo-catecumenale è stato molto caloroso e caratterizzato anche da momenti di conoscenza reciproca. Il 22 febbraio, Festa della Cattedra di Pietro, le due comunità si sono incontrate per la celebrazione eucaristica. Intanto il Consiglio del Movimento ha trascorso tre giorni e mezzo scanditi da momenti di meditazione e comunione di esperienze e di lavoro intorno alle sfide e alle prospettive che le diverse realtà dei Focolari si trovano ad affrontare oggi nelle varie parti del mondo e nei contesti ecclesiali e sociali dove il Movimento è presente ed opera. E’ venuto sempre più in rilievo il mandato di unità e comunione che Chiara Lubich stessa aveva consegnato al futuro del Movimento. (altro…)
23 Feb 2011 | Chiara Lubich
«Quando dalla costa azzurrissima del Golfo di Beirut contemplavo la città a ridosso di colline e si riprendeva il volo verso il mare, colline, non credevo che Gerusalemme e i luoghi santi avrebbero inciso così sul mio animo». La strada che conduce a Gerusalemme è fiancheggiata da greggi pascolanti. «Ad un tratto ci fu detto di scendere perché le macchine non potevano proseguire, di là bisognava salire a piedi, era una vecchia strada di Gerusalemme, in salita, variata ogni tanto da qualche scaletta di pietra. Quella strada era la via Crucis, quella che Gesù fece allora». Il cortile interno delle torre Antonia, il Litostrotos, è il luogo dove Gesù flagellato, ora il selciato fa da pavimento alla chiesetta detta della Flagellazione, tanti resti dell’epoca incorniciano l’ambiente. «Ecco la scalinata, ancor ben mantenuta, all’aperto sotto il cielo, tra il verde dei prati che la costeggiano e di piante. Qui il Maestro, ormai vicino a morire, con il cuore pieno di tenerezza per i suoi discepoli uscenti dal cielo si, ma ancora fragili e incapaci di comprendere, alzò al Padre la Sua preghiera a nome Suo e di tutti quelli per i quali era venuto, ed era pronto a morire». «Padre santo, custodisci nel tuo nome coloro che mi hai dato, perché siano una cosa sola, come noi. Quand’ero con loro, io conservavo nel tuo nome coloro che mi hai dato e li ho custoditi; nessuno di loro è andato perduto, tranne il figlio della perdizione, perché si adempisse la Scrittura. Ma ora io vengo a te e dico queste cose mentre sono ancora nel mondo, perché abbiano in se stessi la pienezza della mia gioia. Io ho dato a loro la tua parola e il mondo li ha odiati perché essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. Non chiedo che tu li tolga dal mondo, ma che li custodisca dal maligno. Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell’unità e il mondo sappia che tu mi hai mandato e li hai amati come hai amato me». «Il Getsemani e l’orto, splendido giardino mi fecero rimanere raccolta e addolorata nella linda chiesa decorata con gusto, illuminata di viola, che chiude nel cuore una pietra, arrossata ora da una luce, un tempo dal sangue di Gesù. Mi sembrava di vederlo Gesù lì, ma non azzardavo immaginarlo. «Vicino alle mura tombe, tombe e tombe, ancora nella valle di Josafat danno l’impressione di una Risurrezione che non ci fu, perché migliaia di lapidi sono lì per terra in qualche modo, rovesciate, diritte o spezzate e questo è frutto di trascorse guerre. I luoghi mi sono impressi profondamente: Betfage, il Gallicantus, il posto dell’Assunzione della Vergine, il luogo dell’Ascensione. Gerusalemme anche sotto il sole orientale è piena quindi di luce. Ti offre tutt’ora la spianata enorme, spaventosamente vuota, dove una volta si ergeva il magnifico Tempio. Vuota, vuota. Solo una moschea, anche robusta sta lì, incapace di cancellare le parole di Cristo «Di te non rimarrà pietra su pietra». Betania la vidi in pieno sole e salendo le straducole che portano alla tomba di Lazzaro, mi sembrava di udire le parole di Gesù a Marta “Una sola cosa è necessaria”». Signore se tu fossi stato qui il mio fratello non sarebbe morto. Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Marta rispose: «So che risusciterà nella risurrezione l’ultimo giorno» Gesù soggiunse: «Io sono la risurrezione e la vita, chi crede in me quando anche fosse morto, vivrà e chi vive e crede in me non morirà in eterno». Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e si imbatté in ladroni i quali spogliatolo e feritolo se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Ora a caso scendeva per la stessa strada un sacerdote, vide quell’uomo e passò oltre. Così pure un Levita, giunto nelle vicinanze, guardò e tirò avanti. Ma un samaritano che era in viaggio, giunto vicino a lui lo vide e si impietosì, gli si accostò, ne fasciò le piaghe versando sopra olio e vino e collocatolo sulla propria cavalcatura lo condusse all’albergo e si prese cura di lui. Il giorno dopo, trasse fuori due denari e disse all’oste «Prenditi cura di lui e quanto spenderai di più, te lo pagherò al mio ritorno». Chi di questi tre, ti pare, sia stato prossimo per quello che si imbatté nei ladroni? Quegli rispose: quello che gli usò misericordia. E Gesù soggiunse: «Va’ e fa’ tu pure lo stesso». «Volti oscuri sotto turbante bianco o sciolto, uomini rasseganti, o poco rassegnati a quella vita di miseria, volti invisibili coperti di un velo nero, di donne». Gesù viene condotto dallo Spirito nel deserto per essere tentato dal diavolo. “Se sei tu il figlio di Dio, comanda a queste pietre di trasformarsi in pane. Se tu sei il figlio di Dio, gettati giù di qui. Tutte queste cose ti darò, se tu prostandoti dinanzi a me, mi adorerai”. Ma Gesù gli rispose «Va via Satana perche’ sta scritto, adora il tuo Signore Dio tuo e serve a lui solo». In quei giorni Gesù fu battezzato da Giovanni nel Giordano e mentre usciva dall’acqua vide spalancarsi i cieli e lo Spirito scendere sopra di lui, quasi come colomba e dal cielo una voce si fecce udire: «Tu sei il mio figlio prediletto, in te mi sono compiaciuto». Gesù, entrando in Gerico, attraversava la città. Allora Zaccheo corse avanti e salì su un sicomoro per vederlo. “Zaccheo scendi presto, perché oggi mi devo fermare a casa tua”. “Ecco Signore la metà dei miei beni la do ai poveri e se ho frodato qualcuno gli rendo il quarto”. Gesù gli replicò: “Per questa casa oggi, è venuta la salvezza. Il figliolo dell’uomo è venuto infatti a cercare e salvare ciò che era perduto”. E tu Betlemme, terra di Giuda, non sei la più piccola tra le principali città di Giuda perché da te uscirà il condottiero che deve reggere il mio popolo Israele. «Ed ogni pietra diceva una parola, molto piu’ di una parola, cosi che alla fine l’anima era tutta inondata, tutta piena della presenza di Gesù. Ricordo con evidenza d’essermi al settimo giorno scordata letteralmente della mia patria, dei miei conoscenti, dei miei amici, di tutto. Io mi vedevo là, immobile ed estatica, spiritualmente pietrificata tra quelle pietre, senza altro compito che rimanere e adorare. Adorare fissa con l’anima nell’uomo Dio che quelle pietre mi avevano spiegato, svelato, cantato, esaltato». Nota: stralci del diario di Chiara Lubich, alternati a passi del Vangelo ambientati in quei luoghi. Voci fuori campo: Graziella De Luca, Enzo Fondi (altro…)
23 Feb 2011 | Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
«Partendo da Vienna ho visto le immagini della Piazza Tahrir al Cairo. Arrivando a Dakar un giornale riportava in prima pagina l’appello d’un imam a pregare perché si dimetta il presidente 85enne Abdoulaye Wade. Speriamo che si fermi alla preghiera, pensavo. Il giorno dopo la messa d’apertura del forum sociale mondiale nella chiesa dei martiri d’Uganda. La predica del cardinale Théodore-Adrien Sarr aveva nello stesso tempo un forte timbro spirituale e sociale. Denunciava senza mezzi termini la corruzione, e lo faceva in presenza di un ministro e di altre personalità della vita pubblica. I due eventi facevano subito capire il clima altamente politico all’apertura del 11° forum sociale a Dakar (6-11 febbraio). Alla marcia d’apertura i 70.000 partecipanti si dirigevano, però, in grande ordine verso l’università Cheikh Anta Diop. E per tutta la settimana regnava un clima solidale e fraterno, che non è stato minimamente offuscato dalle difficoltà organizzative causate dalle oltre 400 conferenze e meetings quotidiani. Una delle conferenze è stata sostenuta insieme da transform!europe (rete di cultura della sinistra europea) e dai Focolari. Il titolo, “Crisi della civiltà: interpretazioni e alternative dal punto di vista cristiano, interreligioso e marxista”, voleva evidenziare che il fatto religioso ormai non è soltanto tollerato, ma desiderato. Sono state privilegiate le iniziative “di convergenza”, cioè quelle di collaborazione tra diversi partners, sia in senso geografico, sia come visione del mondo. Sul palco, esponenti dei Focolari arrivati dall’Italia, Austria, Francia, Costa d’Avorio, Guinea-Bissau e Senegal – di religione cattolica e musulmana. Da parte di transform!europe erano presenti Marga Ferré (Spagna) e Walter Baier (Austria), promotore dell’idea di preparare insieme questo evento. La sua costatazione finale, condivisa da Marga Ferré: «Ho imparato [dai progetti dei Focolari] che la solidarietà parte dal concreto, iniziando dai più bisognosi. Quindi nessun comunismo, nessun marxismo senza questo senso di empatia! L’opzione per i poveri è più di un semplice amore per il prossimo; vuol dire vedere il mondo con gli occhi dei più bisognosi.» E continuava: «Abbiamo bisogno di un’etica e morale nuova e di sviluppare nel dialogo il senso della vita. Nessuno ha da imporre un’autorità per portare avanti la sua idea e nessuno può dettare la direzione da prendere. Dobbiamo incrementare il dialogo, unendo le forze per cambiare l’etica. E poi, ci vuole un luogo politico e un cambiamento delle leggi economiche.» E concludeva: «Ci vuole proprio l’amore per essere capaci di fare politica, non soltanto in maniera professionale: cioè sapendo solo manovrare i meccanismi della politica. […] Ci vuole dedizione. Senza l’amore nessun cambiamento di strutture funziona. Chiamiamolo come vogliamo: fratellanza, amore, solidarietà.» Durante il forum a Dakar, si è approfondita la conoscenza tra le ONG presenti con la voglia di continuare a collaborare e camminare insieme sulla via intrapresa. Gli organizzatori si sono auspicati che “Dakar si espanda” sull’Africa intera e su tutto il mondo. Un filo di speranza per i poveri? di Franz Kronreif* * Incaricato dei Focolari, insieme a Claretta Dal Rì, per il dialogo con persone senza un riferimento religioso (altro…)
22 Feb 2011 | Focolari nel Mondo
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21 Feb 2011 | Chiara Lubich, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità
Terra Santa, 1956: La pietra divisa
A Gerusalemme le religioni sono varie e le denominazioni cristiane senza numero. Avevo negli occhi e nell’anima la Città Santa, quando entrai a visitare il santo sepolcro. Fummo introdotti nella chiesa che già conteneva il Calvario e, girando a sinistra, ci fu mostrato il luogo, tuttora venerato, dove Gesù venne unto dalle pie donne. Più in là ci fecero entrare in una stanzetta antistante il sepolcro. Finalmente fummo al luogo sacro: ivi ci fu mostrata una pietra lunga un metro e novanta, quella su cui Gesù morto era stato deposto. Dall’alto pendevano varie lampade con luce più o meno pallida: lampade antiche, diverse l’una dall’altra. Ci inginocchiammo e pregammo.
Un padre francescano, accanto a noi, disse: “Questo primo pezzo di pietra è dei cattolici, quest’altro pezzo lo tengono tuttora i greco-ortodossi”. Anche il sepolcro di Gesù era diviso. Povero Gesù! In quel momento mi passarono nell’anima tutti i traumi e le separazioni che hanno colpito nei secoli la Chiesa, il mistico Corpo di Cristo e un dolore profondo minacciava sommergermi, quando una luce, attraversandomi l’anima, mi ridiede la speranza (…): un giorno, ci riaccosteremo come fratelli con una unità fra noi, non solo nella fede ma in una carità più profonda vissuta fino all’estremo Allora faremo una grande festa senza confronto… Uscii dal sepolcro con qualcosa di molto diverso da prima, nella fiducia, piena di speranza, che quel cielo di Gerusalemme possa riudir un giorno le parole dell’Angelo a Maria Maddalena: “E’ risorto, non è qui”. Le pietre che parlano Emmaus ci accolse in un pomeriggio di sole. Ricordo le pietre della strada dove Gesù era passato in mezzo ai discepoli e l’accoglienza più che fraterna fattaci dai padri francescani di lì. Essi desiderano essere, verso i pellegrini, ospitali come lo furono un giorno i due con Gesù. Ci offrirono di tutto, dopo la visita ai luoghi santi con un sorriso pieno e un cuore largo. Quando salimmo sul taxi, per tornare a Gerusalemme, un sole rosso-dorato ammantava tutto il luogo e la scritta che incornicia il cartello d’entrata “Resta con noi Signore, perché si fa sera”, raccolse tutti i presenti in un sentimento misto di commozione e divina nostalgia. Betania la vidi in pieno sole e, salendo le straducole che portano alla tomba di Lazzaro, mi sembrava riudire le parole di Gesù a Marta: “Una sola è la cosa di cui c’è bisogno…”. Vidi Betfage,con la pietra, venerata tuttora, dove Gesù avrebbe posto il piede per montare sull’asina e avviarsi a Gerusalemme tra gli ulivi e gli osanna della folla. Il Getsemani e l’orto, splendido giardino, mi fecero rimanere raccolta e addolorata nella linda chiesa decorata con gusto, illuminata di viola, che chiude nel cuore una pietra arrossata ora da una luce, un tempo dal sangue di Gesù. Mi sembrava di vedere Gesù ma non azzardavo immaginarlo. Poi il Gallicantus, dove il gallo cantò, e la scaletta ancora ben mantenuta, all’aperto sotto il cielo, tra il verde dei prati che la costeggiano, e di piante. Porta dal Sion al torrente Cedron. Qui il Maestro, ormai vicino a morire, col cuore pieno di tenerezza verso i suoi discepoli, scelti dal Cielo sì, ma ancor fragili e incapaci di comprendere, a nome suo e di tutti quelli per i quali era venuto ed era pronto a morire, alzò al Padre la sua preghiera: “Padre santo, custodisci nel tuo nome coloro che mi hai dato, perché siano una cosa sola come noi”. Lì Gesù aveva invocato il Padre di affiliarci, anche se lontani per colpa nostra, e di affratellarci tra noi, nella più salda, perché divina, unità. Vidi tanti altri posti, seguii tante strade che Gesù aveva fatte, osservai luoghi che Gesù aveva osservato, mi passarono sotto gli occhi pietre, pietre e pietre ancora… E ogni pietra diceva una parola, molto di più di una parola, cosicché, alla fine, l’anima era tutta inondata, tutta piena della presenza di Gesù. Ricordo con evidenza di essermi letteralmente scordata della mia patria, dei miei conoscenti, dei miei amici, di tutto. Io mi vedevo là, immobile ed estatica, spiritualmente pietrificata tra quelle pietre, senz’altro compito che rimanere e adorare. Adorare fissa con l’anima nell’Uomo Dio che quelle pietre mi avevano spiegato, svelato, cantato, esaltato! Un solo pensiero mi smosse e mi fece tornare. C’era anche in Italia un posto che valeva di più di quei luoghi, dove avrei trovato Gesù vivo: era il tabernacolo, ogni tabernacolo con Gesù eucarestia. Stralci tratti da Scritti Spirituali 1 “L’attrattiva del tempo moderno” – 2° ed. 1978 e 3° ed. 1991. (altro…)
19 Feb 2011 | Centro internazionale, Focolari nel Mondo
È nel difficile e purtroppo ben conosciuto contesto dei Territori Palestinesi, che Maria Voce, presidente dei Focolari, si incontra con alcuni politici e amministratori locali, cristiani e musulmani. Fra loro il sindaco di Betlemme, Victor Batarseh, il ministro per il turismo, la signora Khouloud Daibes, il consigliere del presidente per i rapporti con i cristiani del governo palestinese Ziad Al-Bandak. L’iniziativa è della Fondazione Giovanni Paolo II, che dal 2007, da un’idea di padre Ibrahim Faltas, già superiore del convento annesso alla Basilica della Natività in particolare nel periodo dell’ assedio, ha investito notevoli energie – con il contributo di tante istituzioni pubbliche e private soprattutto italiane, quali Cei, Provincia di Trento, Regione Toscana, Acli… – per riuscire, attraverso i suoi programmi, a fornire conoscenze, risorse e infrastrutture per lo sviluppo sia a livello individuale e comunitario della Palestina. Padre Ibrahim sottolinea la straordinaria sintonia che esisteva tra Giovanni Paolo II e Chiara Lubich, «al punto che quest’incontro oggi è più che necessario». Maria Voce ha da parte sua sottolineato la sua gioia di «condividere con chi ha in mano le sorti di questo mondo, i nostri ideali di fraternità». Una fraternità che in politica vuol dire fare in modo che la gente si senta apprezzata e appoggiata da chi gestisce la cosa pubblica. Perché, come diceva Chiara Lubich, «la politica è l’amore degli amori». Il sindaco di Betlemme ha immediatamente voluto notare «come gli ideali dei Focolari siano anche i nostri». Sono spinte che possono portare ad abbattere quei muri che dividono queste terre. Non tanto e non solo i muri materiali, quelli visibili, ma soprattutto quelli invisibili. Padre Ibrahim ne è convinto: «Qui dal dolore immenso del popolo sta nascendo una generazione di giovani responsabili, che vogliono la pace e che sembrano essere capaci anche di gestire il potere. Bisogna però che la comunità internazionale, sia quella civile che quella politica, sia loro vicina, apra spiragli di vera pace e li sostenga, anche grazie ad iniziative come quelle finanziate dalla fondazione, che opera nel campo dell’istruzione, della promozione sportiva e culturale, del giornalismo, dell’artigianato. Certamente le iniziative di una pace che definirei “profonda”, come quelle dei Focolari, sono essenziali per continuare a sperare». di Michele Zanzucchi Fonte Città Nuova online (altro…)
19 Feb 2011 | Centro internazionale, Focolari nel Mondo
«Vale la pena vivere in questa terra». Così cantano i versi di una composizione poetica palestinese, che viene recitata sullo sfondo di un power-point che ripropone gli avvenimenti unici nella storia dell’umanità avvenuti in questa parte di mondo: la nascita di Gesù, il suo battesimo, i suoi miracoli, fino al suo presentarsi ai discepoli di Emmaus. È il pezzo che ha concluso la festa al termine dell’incontro della comunità della Terra Santa con Maria Voce e Giancarlo Faletti. Erano arrivati in tanti da Gerusalemme, Haifa, Nazareth, Ramallah, Gaza (il gruppo è accolto con un calorosissimo applauso) e Betlemme, dove si è tenuto l’incontro nel pomeriggio di sabato 19 febbraio. Proprio quella frase che esprime l’anima palestinese sembra la risposta immediata a quanto poco prima aveva detto la presidente dei Focolari, nel rispondere alla domanda di Ghada di Gaza che chiedeva una parola per chi vive in una situazione così difficile. «Vorrei darvi una parola di speranza. – ha detto Maria Voce – Abbiamo visto la vostra situazione, siete i prediletti. Siete particolarmente nel nostro cuore. L’Opera di Maria è con voi, tutta l’Opera di Maria». Dopo una presentazione di varie esperienze di famiglie, giovani ed adulti provenienti da diverse parti della Terra Santa, alcune immagini hanno accompagnato tutti i presenti nei vari momenti della storia dell’Opera in questa parte di mondo, a partire dalle immagini della visita di Chiara Lubich nel 1956. Si sono visti i primi passi, compiuti a Nazareth, alla fine degli anni ’60, grazie a padre Armando Bortolaso, diventato poi vescovo di Aleppo. Le prime Mariapoli negli anni ’70 con Aletta Salizzoni e Guido Brini ed altri provenienti dal Libano. Poi, l’arrivo dei due focolari nel 1977 e nel 1980 e lo sviluppo dei Focolari tra le tante sofferenze di questi decenni, ma anche con sviluppi e frutti inattesi nel dialogo a diversi livelli. Le domande alla presidente e al copresidente hanno toccato molti punti: dai tipici problemi dei giovani al dolore, dalla scelta della propria strada al desiderio di santità risvegliato dalla beatificazione di Chiara Luce. Soprattutto, però, si sono concentrate sullo specifico di questo mondo: le divisioni fra cristiani, i rapporti con musulmani ed ebrei, la vita di una minoranza, quella cristiana, che si assottiglia sempre più senza un’apparente speranza per il futuro. Una nota di speranza è venuta anche dal Nunzio Apostolico Mons. Antonio Franco, che, dopo essere stato presente per buona parte del programma, ha rivolto alla sala parole calorose: «Vi saluto con affetto. Sapete che vi voglio bene. La presenza della presidente e del copresidente qui significa che avete tutto il Movimento con voi. Ho sperimentato lo stesso quando il Papa è stato con noi. Sentivo la stessa forza. E’ come un passaggio del Signore che vi vuole donare qualcosa. Andiamo avanti rafforzati!» Infine la festa finale, danze e canzoni coinvolgenti, ma anche un messaggio forte che sottolineava il titolo della giornata, che campeggiava nel poster sul palco: Tasselli di un magnifico mosaico. di Roberto Catalano (altro…)
18 Feb 2011 | Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
- Video – Speciale Africa 2011
In questa pagina sono disponibili alcuni video, in varie lingue, relativi alla Scuola Panafricana Edc svoltasi alla Mariapoli Piero di Nairobi dal 23 al 25 gennaio 2011 e alla Conferenza internazionale “Economy of Communion: a New Paradigm for African Development” svoltasi alla Università Cattolica dell’Africa Orientale (CUEA) dal 26 al 28 gennaio 2011.
- Sergio Gironella: la persona al centro Ci ha lasciati domenica 13 febbraio Sergio Gironella, socio fondatore della cooperativa Edc Il Sentiero Servizi di Macerata: “Sergio Gironella, 47 anni e 4 figli ci ha lasciati per un improvviso aggravamento della sua malattia domenica scorsa.” A
parlare è Romano Ruffini che nel 1994 lo aveva coinvolto nell’avventura EdC. “In quell’anno avevo parlato a Sergio dell’Economia di Comunione e lui, che apparteneva al Movimento Neocatecumenale, era rimasto affascinato dal messaggio di Chiara al punto di decidere di licenziarsi dalla società per la quale lavorava per fondare insieme a me la cooperativa Il Sentiero Servizi, a Macerata. C’è da dire che all’epoca non c’era alcuna prospettiva concreta e quel passo fu un vero salto nel buio.”
Francia, scuola di formazione per imprenditori EdC Si è svolta il 12 e 13 febbraio 2011 alla Mariapoli di Arny. 29 persone, 24 imprese rappresentate e parecchi giovani: persino un bel gruppetto di bambini, tutti insieme per vivere un weekend di formazione e comunione.
- Brasile – Sao Paulo, 29/05/2011: iscrizioni online! Il 29 maggio 2011 EdC compie 20 anni, iscrizioni all’evento entro il 20 maggio 2011. A conclusione dei 4 giorni di lavori della prima Assemblea internazionale dell’Economia dei Comunione, e in occasione del 20° del lancio del progetto, il Memorial America Latina ospiterà una grande manifestazione EdC: la Giornata aperta del ventesimo EdC. Sarà l’occasione per festeggiare insieme i primi 20 anni del progetto, ascoltare le conclusioni dei lavori dell’Assemblea col lancio dei suoi documenti, dare le prospettive per il futuro.
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18 Feb 2011 | Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
Il 1° febbraio 2011 il Consiglio Comunale di Genova ha votato l’adesione all’Associazione Città per la Fraternità, con l’impegno “ad individuare metodi e strumenti per incentivare, sia all’interno dell’Amministrazione che nella città, una cultura ispirata ai valori civici del dialogo e della fraternità”. La mozione, approvata da tutti i gruppi consiliari presenti in Consiglio Comunale, era stata presentata da Maria Rosa Biggi, consigliere comunale del PD, che cerca di vivere il suo impegno politico in sintonia con le linee guida del Movimento Politico per l’Unità. L’Assessore Andrea Ranieri ha affermando che questa iniziativa onora Genova. Stima e apprezzamento sono arrivati anche da Beppe Costa (Consigliere Comunale PdL), Matteo Campora (capogruppo PdL) e da Giorgio Guerello, Presidente del Consiglio Comunale, oltre che da molti altri Consiglieri di entrambi gli schieramenti. È significativo che questo passo sia stato compiuto nel decimo anniversario della cittadinanza onoraria ricevuta a Genova da Chiara Lubich, al cui pensiero si ispira l’Associazione Città per la Fraternità, nata nel 2008, e alla quale aderiscono oltre 70 Comuni di estrazioni e schieramenti diversi. L’obiettivo è diffondere nella vita politica, partendo dagli enti locali, il principio di fraternità come metodo concreto per l’affermazione del bene comune. In programma a maggio il convegno sui 150 anni dell’unità d’Italia – che l’Associazione Città per la Fraternità ha deciso di fare a Genova perché “come da Quarto partirono i Mille, così da Genova potrebbe partire un’altra proposta di unità e fraternità”. Sarà l’occasione per coinvolgere tutti in un impegno concreto e dare testimonianza che la fraternità in politica è la risposta più profonda alla crisi del sistema politico attuale che coinvolge anche le nostre città. “Genova città dei diritti – spiega la consigliera Biggi – ha dato la cittadinanza onoraria a Chiara Lubich, la donna che ha posto a fondamento del suo pensiero e del suo impegno sociale la realizzazione del principio di fraternità universale inteso come valore costitutivo di una comunità”. “Nel clima di sfiducia e disorientamento, acuito da una crisi economica strutturale – continua la Biggi – le città sono il luogo privilegiato dove è possibile passare da formulazioni di principi alla concretezza delle buone pratiche, a cominciare dal coinvolgimento dei cittadini in percorsi di scelte condivise e dalla ricostruzione di legami sociali e di reciproche responsabilità. Una rete di Comuni può moltiplicare esperienze concrete e approfondire ricerche e riflessioni politiche nell’ambito della promozione della coesione sociale e nello sviluppo di una cultura della solidarietà”. (altro…)
18 Feb 2011 | Chiesa, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
“Un futuro di comunione tra i carismi ci sta davanti”; “Quando lo Spirito Santo soffia non crea buoni cristiani singoli, ma ci fa un solo corpo in Cristo, l’altro diventa parte dell’identità di ciascuno”. Queste alcune espressioni che esprimono la radice profonda del cammino di comunione tra “nuovi e antichi carismi” iniziato nella Chiesa tridentina dal 2003. Rappresentanti dei Movimenti, religiosi e religiose e Istituti secolari insieme per tracciare strade comuni, donarsi il tesoro della propria esperienza e offrire, con slancio generoso, freschezza ed entusiasmo a portare la Buona Novella. Nel progredire della comunione aumenta anche la partecipazione di numerose congregazioni, fino ad arrivare alle segreterie dell’Unione Superiori Maggiori d’Italia (USMI) e la Conferenza italiana Superiori maggiori (CISM) Quanto è in atto si potrebbe definire un laboratorio: si prega gli uni per gli altri, si condividono difficoltà e dolori, si gode delle esperienze positive, si apprezza il carisma dell’uno perché utile al carisma dell’altro scoprendosi fratelli ingaggiati per lo stesso scopo nella Chiesa e nella società. Infatti, non mancano le occasioni per collaborare per il bene della città. Corale è la gratitudine di ciascuno per lo Spirito Santo, autore nel corso dei secoli di risposte adeguate ad ogni periodo buio dell’umanità. Incoraggiante, inoltre, l’augurio che sigla un album di foto sul cammino di comunione dei Carismi: “Ricordare è dare lode a Dio per il cammino di un laicato che crede, vive, annuncia e testimonia la bellezza del Vangelo”. E’ ormai tradizione ritrovarsi in un appuntamento annuale. “Carismi in comunione per un’unica missione” è il titolo di quello di quest’anno, fissato per il 26 febbraio al Centro Mariapoli di Cadine (TN). Dodici, tra Movimenti, nuove Comunità e Congregazioni religiose, i promotori; relazioni e testimonianze ne tesseranno il programma, cui sarà presente l’arcivescovo Mons. Luigi Bressan. (altro…)
18 Feb 2011 | Centro internazionale, Dialogo Interreligioso, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
Per il testo completo, in italiano, rimandiamo a Città Nuova online. 16 febbraio 2011: all’Università ebraica di Gerusalemme, nella sede dell’Istituto Truman per la pace, Maria Voce tiene una conferenza dal titolo: “Il ruolo del dialogo nel promuovere la pace”.
La presenza di un’ottantina di uditori scelti – tra cui il nunzio mons. Antonio Franco, il vescovo ausiliare di Israele mons. Giacinto Marcuzzo, il rabbino David Rosen, la sig.ra Debbie Weissmann, presidente del ICCJ, rabbini ed accademici ebrei, rappresentanti palestinesi, responsabili di comunità e congregazioni cristiane –, manifesta l’interesse, in particolare di personalità del mondo ebraico, nei confronti del Movimento dei focolari, dopo decenni di presenza in Terra Santa. Una presenza fatta di numerosi e duraturi contatti instauratisi con singoli cristiani, ebrei e musulmani, ma anche con istituzioni e associazioni impegnate nel dialogo interreligioso.
Maria Voce avvia il suo intervento riportando una citazione di Chiara Lubich, del 1969, a un gruppo di giovani: «Girando per il mondo mi sono resa conto che ci sono dei grandi mali. Ho visto l’umanità come un grande Adamo piagato. Ho visto la lotta fra popoli e quindi la minaccia continua di guerra. Ho visto i problemi sociali da risolvere. Ricordo Gerusalemme come una città divisa. E in tutta la zona del Medio Oriente ci sono focolai di guerra, per cui la pace è sempre in pericolo. E allora ho detto: cosa possiamo fare noi, che portiamo l’ideale dell’unità? Dobbiamo fare che questi fratelli si amino, questo corpo deve risanarsi. Qui ci deve essere la salute dell’umanità». Continua allargando il discorso, Maria Voce, presentando il “dialogo della vita” tipico dei Focolari, «che non mette in opposizione gli uomini, ma fa incontrare persone anche di fedi diverse e le rende capaci di aprirsi reciprocamente, di trovare punti in comune e di viverli insieme». Precisando che il dialogo «noi non lo facciamo con le fedi o tra le fedi, ma con le persone, a qualsiasi fede appartengano». Un dialogo presentato come un “segno dei tempi” più che mai attuale, nella “notte culturale” che attraversa gran parte dell’umanità: «Potremmo dire allora che dalla notte culturale, che appare anche come notte del dialogo, può emergere una nuova cultura che parte dalla riscoperta della natura dialogica della persona umana».
Dialogo che ha una dimensione ontologica ed una etica, a cui Chiara Lubich ha dato uno spessore tutto particolare: «Nel dialogo interreligioso puntiamo a vivere anzitutto, dall’una e dall’altra parte, la cosiddetta “regola d’oro” – “fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te” –, che significa amare gli altri. Secondo il Talmud, Hillel la esprimeva in questi termini: “Non fare al prossimo ciò che non vorresti fosse fatto a te: questa è tutta la Torà; il resto è commento. Và e studia”. È una norma, lo sappiamo, presente, con diverse sfumature, nelle nostre tradizioni monoteiste nate in questa parte di mondo. Ma lo è anche nelle altre grandi tradizioni confuciana, buddhista e indù. Tutti, quindi, uomini e donne di buona volontà possiamo viverla nella nostra esistenza quotidiana». Aggiunge Maria Voce: «La pratica della “regola d’oro”, diventata reciproca, ha messo in moto una vera metodologia del dialogo che può essere definita come una “arte di amare”», proposta da Chiara stessa. E conclude: «Questo percorso, non possiamo nascondercelo, è difficile e richiede un grande impegno per superare l’ostacolo, per vincere la tentazione dell’egoismo, del ripiegamento su di sé. È il prezzo per trasformare la ferita in benedizione, la morte in vita, per fare dell’incontro con l’altro il luogo dove fiorisce la pace e la fraternità». E cita ancora Chiara Lubich: «La fraternità non è solo un valore, è un paradigma globale di sviluppo politico, perché motore di processi positivi. Dopo millenni di storia in cui si sono sperimentati i frutti della violenza e dell’odio, abbiamo tutto il diritto oggi di chiedere che l’umanità cominci a sperimentare quali potranno essere i frutti dell’amore». Al termine della conversazione inizia un lungo e profondo dialogo con il pubblico: sul dialogo con persone che non hanno una fede religiosa; sulla serietà di un dialogo che non si riduca a semplice cortesia; sul riconoscimento dell’altro; sulla “regola d’oro” non sempre facilmente applicabile in contesti difficili. «Il messaggio portato da Maria Voce, quello di Chiara Lubich, mette in luce la presenza di Dio nell’altro», commenta in conclusione Rabbi David Rosen. E Rabbi Emile Moatti: «Il dialogo deve penetrare nelle pieghe della storia dei conflitti, per farsi esso stesso storia». di Michele Zanzucchi Fonte: www.cittanuova.it (altro…)