7 Apr 2011 | Focolari nel Mondo, Spiritualità
Una ragazza nella classe dove insegnavo, era sempre chiusa in se stessa. Mi avevano detto che aveva l’Aids. Che cosa potevo fare per lei? Ho cominciato a portarla a casa a volte, alla fine della giornata. Mi sono accorta che era in preda alla disperazione. Così un giorno ho deciso di chiamare suo padre, che non avevo mai incontrato prima. Ero sicura che si sarebbe potuto fare qualche cosa per lei. Quando l’ho incontrato, ho ascoltato una storia tragica: 20 anni di abuso di droga, la prigione, la morte della madre… Il giorno successivo ho ricevuto un suo biglietto: “Ho capito che lei, a scuola, vuol bene a mia figlia.” Con molta attenzione, sono riuscita ad avvicinarmi sempre di più a lei. Attraverso il coinvolgimento di altri, è nata una catena di solidarietà. Abbiamo trovato mille modi diversi, insieme con gli altri insegnanti, per farla diventare parte attiva nella vita scolastica. Sembrava che tornasse pian piano alla vita. Un giorno è venuta da me e mi ha posto questa domanda: “Cosa succede quando moriamo?” Ho sentito di poter condividere con lei ciò che è il tesoro della mia vita. Le ho raccontato del paradiso, dell’amore, della mia esperienza con Gesù. Alla fine mi ha detto: “Anch’io voglio vivere così”. Questo è stato un momento di luce speciale per lei e per me. Il suo dolore, così misterioso, aveva uno scopo. Fonte: http://www.focolare.se (altro…)
7 Apr 2011 | Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
“Vi mandiamo i calorosi saluti dalla Germania, dove, ormai per tradizione, ci troviamo a vivere questa incancellabile esperienza, unica nella sua dimensione, con i ragazzi delle scuole tedesche medie e superiori”. Così scrive alla nostra redazione Tomek Mikusinski del Gen Rosso a nome di tutto il gruppo che dopo la tournée tedesca nei prossimi giorni arriverà nella Repubblica Ceca. La prima tappa è stata Heidelberg, dove 200 giovani in preparazione alla cresima hanno offerto liberamente una parte delle loro vacanze invernali per partecipare a “Forti senza violenza”, il collaudato progetto educativo di prevenzione della violenza, che vede collaborare il Gen Rosso con le scuole medie e superiori di alcuni paesi europei.
Finora sono stati circa 500.000 i giovani che vi hanno partecipato. Riconosciuto e finanziato anche dall’Unione Europea, il progetto prende le mosse proprio dal musical del gruppo, Streetlight, che racconta la vera storia di Charles Moates, cresciuto nel ghetto di Chicago negli anni sessanta. Per la sua scelta di vivere per l’ideale di un mondo unito, si è sempre opposto alla violenza. Per questo perderà la vita nel 1969. Il progetto, muovendo dalla sua figura, si propone oggi di trasmettere valori che aiutino i ragazzi a combattere la violenza, l’emarginazione, il bullismo e le varie forme di disagio che molti teenagers vivono nei grandi agglomerati urbani. Il risultato del lavoro con i giovani di Heidelberg è stata una serata alla Eppelheimer Rhein-Neckar-Halle, alla presenza di circa 1.100 spettatori paganti. Grande novità di questa tournée è il “Doku-workshop”, un laboratorio che ha come obiettivo quello di documentare tutto ciò che succede durante la settimana e di preparare allo spettacolo il pubblico fin dal suo ingresso in sala, attraverso la proiezione di foto e interviste che raccontano la quotidianità del Gen Rosso e del suo lavoro in tour.
E così, dopo Heidelberg, è stata la volta di Bonn, con 13 workshop e oltre 500 partecipanti. Poi di Dortmund, in una scuola a forte presenza multietnica. E poi ancora a Colonia, dove speciale è stato il lavoro con giovani studenti ipoacustici o completamente non udenti.“Sono orgogliosa dei miei studenti”- ha dichiarato Sigrid Bauschulte, direttrice della Scuola LVR-Johann-Joseph-Gronewald -, “perché rappresentare un musical nonostante i problemi di udito è ovviamente una sfida grande. Ringrazio agli ideatori di questo vitale progetto e per la grande opportunità data ai miei studenti”. “Gen Rosso, dovete assolutamente andare avanti con questo progetto, perché fa troppo bene a noi giovani!”– scrive uno dei partecipanti sulla pagina Facebook del gruppo, a conferma della bontà di un’idea che sta contagiando sempre più studenti in tutta Europa. (altro…)
6 Apr 2011 | Non categorizzato
Molto partecipate le 24 messe solenni celebrate in varie città – Teresina, Belém, Porto Velho, Parintins, Manaus e Abaetetuba – alla fine delle quali con dvd, power point e altri mezzi, si è presentata Chiara Lubich e il suo carisma. I Vescovi che hanno preseduto le celebrazioni eucaristiche, hanno testimoniato il contributo di Chiara alla Chiesa e all’umanità. Interessati anche i mezzi di comunicazione. Quattro interviste in programmi distinti nella TV cattolica regionale, e in altre due TV locali e sei interviste alle radio locali. Tre quotidiani hanno pubblicato articoli su Chiara cosi come il sito dell’arcidiocesi di Porto Velho e quello della camera dei deputati dello stato dell’Amazonas. A livello istituzionale varie iniziative. Nella camera dei deputati dello stato dell’Amazonas, a Manaus, ci sono state due sessioni solenni, una per l’occasione del giorno internazionale della donna e l’altra per evidenziare il contributo di Chiara alla politica, con grande ed entusiastica partecipazione dei deputati. A Brasilia, Il senatore Wellington Dias di Teresina (Piauí), che partecipa al Movimento Politico per l’Unità, ha pronunciato un discorso in onore di Chiara, alla Plenaria del Senato della Repubblica Federativa del Brasile, il 18 marzo 2011. Ne riportiamo alcuni brani: “Vorrei fare un omaggio ad una donna speciale: l’italiana Chiara Lubich, una delle personalità più importanti del XX secolo. Ha preceduto i tempi, quando ancora non si capiva bene la parola unità, costruendo ponti e consolidando dialoghi imprescindibili negli ambiti religioso, sociale, politico ed economico. Ha contribuito con il suo carisma ad aumentare la fraternità universale. Chiara nutriva un grande amore per il Brasile e il suo popolo, dove si è recata molte volte ed ha avuto ispirazioni brillanti. Nel 1991, ha lanciato il Progetto Economia di Comunione, che cerca una risposta ai grandi problemi sociali del nostro popolo che subito si è consolidata e si è diffusa. Oggi è un modello di solidarietà e di servizio ai più poveri in tutto il mondo. Nel 1998, inoltre, Chiara è stata ammessa nell’ordine del Cruzeiro do Sul, nella graduatoria di gran ufficiale, il maggior riconoscimento del governo brasiliano a stranieri che si distinguono per le iniziative di promozione umana nel nostro Paese. Vorrei esprimerle la mia gratitudine, per tutto ciò che ha generato nella vita di migliaia di persone in tutto il mondo e principalmente in Brasile”. Alla conclusione della settimana, il 19 marzo, c’è stata una giornata alla Mariapoli Gloria (Belem), che ha presentato il contributo del pensiero di Chiara sull’educazione. Erano presenti tra gli altri, alcuni educatori di Benevides, che hanno presentato i sorprendenti risultati dell’utilizzo del dado dell’amore nelle loro scuole. Viva la partecipazione degli allievi con esperienze e presentazioni artistiche. Tutti erano incantati dal carisma di Chiara che risponde alle sfide dell’educazione oggi. (altro…)
5 Apr 2011 | Focolari nel Mondo
Discorso di Chiara Lubich ai focolarini e alle focolarine Loppiano, 22 giugno 1981 © Centro Chiara Lubich (altro…)
5 Apr 2011 | Focolari nel Mondo
Non so cosa vi fa venire in mente la parola “possibili”. A me una cosa sola: queste 40 ragazze che ho qui davanti a me che sono possibili focolarine. Nella vita si possono fare tante scelte, anche tante scelte belle. Loro hanno deciso di venire a passare insieme un tempo che è stato chiamato: “un tempo per la vita”, con motto molto preciso: Eccomi, cioè sono pronta a tutto. Devo dire che sono stati anche per me giorni vivificanti. Il Signore Dio, infatti, ha una grande fantasia. Le loro storie sono una più bella dell’altra, ancora acerbe, ancora da svilupparsi, ma l’inizio promette. Micarla di Recife, nord est del Brasile, è venuta per cercare la verità e trovarla, perchè sempre è stato il suo chiodo fisso. Oggi è felice! Grisel di Mendoza, 27anni, ama le rivoluzioni ed ha trovato in Maria di Nazareth la più grande rivoluzionaria della storia. “Volevo essere come lei” ci dice. “Cosa mi affascina nella vocazione al focolare? Vedo uomini e donne realizzati, dispensatori di Dio. Donare a Dio tutta la mia vita è stata la logica conseguenza: se Lui mi ama d’amore infinito, come posso non dargli tutto?”. Vida, 24 anni, della Lituania: “ Ho avuto tanti dubbi, dubbi all’ordine del giorno: ce la si può fare a seguire Dio tutta la vita o piuttosto non dovrei farmi una famiglia? Ciò che mi ha ridato pace e certezza è stata la libertà che continuo a sperimentare nel dire il mio sì a Lui: libertà di amare il mondo intero”.
Emma è messicana: “Non è facile seguire Gesù – ci confida – tutto sembra remare contro ad una vita spesa per Dio: dalla comunicazione, ad alcune pratiche educative, ai valori che vengono divulgati. Viene in mente che se non si fanno esperienze ‘al limite’ ci si annoia. Questo mi ha fatto sentire di dare di più a Dio, perché niente mi bastava e niente mi saziava”. Per lei la vita in un focolare è come una corsa sulle montagne russe: un percorso mozzafiato, affascinante, a volte tortuoso ma con lo sguardo fisso sulla meta: a faccia a faccia con Dio. “Questo è ciò che desidero di più”. Priscilia di Ginevra, 23 anni, studia storia e letteratura francese. È qui per capire se Dio veramente la chiama, perché vorrebbe dare tutto a Lui con radicalità per vivere un’avventura “che per me non ha pari: contribuire a costruire un mondo unito”. Conclude: “Ho trovato la conferma che questa è la mia strada. Voglio vivere come sposa di Dio fin d’ora”. Nuam viene da un villaggio del Sud Est Asiatico. È rimasta affascinata dalla vita semplice e profondissima che vedeva vissuta in un focolare. Poi, nel 2005, durante un concerto del Genrosso, “proprio quelle canzoni cantate in una lingua che non conoscevo mi hanno trasmesso Dio, il suo amore e sentivo che dovevo fare qualcosa per rispondergli. Ora sento che voglio darGli tutto per portare Gesù a tutti, fare la mia parte perché l’umanità sia sempre più una sola famiglia. E l’Ideale dell’unità mi aiuta ad allargare il cuore sul mondo intero”. Mi torna alla mente parte del commento di Chiara alla “Parola di Vita” del mese di marzo che ci aiutava a fare la Volontà di Dio. Scrive Chiara Lubich: “Diciamolo prima di ogni azione: Avvenga, sia fatta. E compiremo attimo dopo attimo, tassello per tassello, il meraviglioso unico irrepetibile mosaico della nostra vita che il Signore da sempre ha pensato per ciascuna di noi”. Ora nella sala accanto c’è una quarantina di ragazzi che vogliono anche loro dare tutto a Dio ed hanno cose meravigliose da raccontare. Aspettatevi il loro articolo. Ma adesso dobbiamo andare a raggiungere i gruppi che vanno a visitare la cittadella di Loppiano. Auguri a queste meravigliose creature! Sharry S. (altro…)
5 Apr 2011 | Focolari nel Mondo
5 Apr 2011 | Cultura, Focolari nel Mondo, Spiritualità
Il mondo dello sport interseca il sociale a molti livelli: dalla politica all’economia, dalla salute alla comunicazione e così via. L’obiettivo primario di Sportmeet è quello di contribuire, quindi, ad una cultura dello sport improntata alla fraternità universale alla cui radice si pone la “regola d’oro” presente in tutte le culture: “Fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te”. Su questa base, gli obiettivi ed i metodi che Sportmeet persegue sono oggi condivisi da persone delle più diverse convinzioni, culture e religioni. Per questo gli atleti, gli operatori ed i professionisti dello sport legati a Sportmeet, si sono fatti promotori di numerose iniziative di carattere sportivo a valenza sociale. Si tratta di progetti continuativi, piccoli e grandi, aperti in diverse parti del mondo, in particolare nei paesi in via di sviluppo, nei paesi in guerra, in situazioni di grave disagio sociale.
A tali progetti Sportmeet dà il proprio sostegno culturale, economico e di risorse umane perché possano avere solidità e continuità. In questa prospettiva si pone il congresso, il cui obiettivo è riconoscere responsabilità e dignità nuove allo sport, superandone l’aspetto spettacolare e riscoprendone la capacità di essere agente di cambiamento sociale e culturale, in grado, appunto, di “muovere le persone” e “muovere le idee”, di ricreare nuovi rapporti e relazioni positive, con la convinzione che cambiare lo sport è contribuire a cambiare la società. Sono in programma riflessioni di esperti, testimonianze, tavole rotonde, workshop e giochi sportivi. Fra i relatori, docenti provenienti da una dozzina di università italiane ed europee di diverse discipline, nell’ambito delle scienze dello sport; manager, psicologi, insegnanti, amministratori, allenatori ed atleti. Da segnalare, fra gli altri, Gianni Rivera, responsabile del settore giovanile e scolastico della Federcalcio italiana, Valerio Bianchini e Marco Calamai, allenatori professionisti di basket, Oreste Perri, atleta e poi commissario tecnico della canoa olimpica italiana, oggi sindaco di Cremona. Il convegno è aperto a sportivi, allenatori ed istruttori, insegnanti, dirigenti, amministratori, docenti e studenti nel campo delle scienze motorie ed è valido ai fini della formazione del personale della scuola italiana in base al decreto MIUR 992/2005. Sul sito www.sportmeet.org sono disponibili il programma, la scheda di partecipazione e lo spot del congresso. (altro…)
4 Apr 2011 | Focolari nel Mondo
4 Apr 2011 | Sociale
Messaggio rivolto da Chiara Lubich alla Giornata del Movimento Umanità Nuova
Roma (EUR), 20/03/1983(…) Il nostro Movimento – come sappiamo – è sorto perché un piccolo numero di persone, una cellula di umanità si è imbattuta in una sorgente, s’è lasciata imbevere da una polla di acqua viva: una nuova, più profonda comprensione della buona novella: Dio è Amore! Dio ci ama. Dio ama tutti gli uomini. Nella nostra vita, anche in quella concreta di tutti i giorni, con i suoi problemi e progetti, coi suoi dolori e le sue gioie, noi non siamo soli. Se lo vogliamo, se l’accogliamo, può giocarvi questa Presenza superiore e straordinaria, in grado di aiutare in maniera imprevista, di arricchire e di sublimare il nostro vivere quotidiano in tutte le sue manifestazioni. Un Padre, una Provvidenza divina è sopra di noi e ci segue. Certamente questa fede nell’amore di Dio non è assente, nemmeno oggi, dal cuore di molti. Tuttavia non se ne traggono spesso tutte le conseguenze e si conduce la propria vita, si costruisce la città terrena, si vuole rinnovare il mondo, come se in questo sforzo dovessimo far tutto da noi. (…) Una delle più grandi convinzioni, che s’è fatto, ad esempio, il nostro Movimento in questi quarant’anni di vita, convinzione suffragata dall’esperienza quotidiana, è questa: vivere secondo la Buona Novella, scatenare nel mondo la rivoluzione evangelica è sinonimo di scatenare anche la più potente rivoluzione sociale. Ci sono oggi dislivelli sociali nel mondo? Ci sono ancora, su due fronti, i ricchi e i poveri? Noi crediamo, come Maria, – e l’abbiamo visto per grazia di Dio realizzarsi in più posti del nostro pianeta – che la legge del Vangelo praticata sa veramente arricchire di beni quanti hanno fame e “rimandare a mani vuote i ricchi” (Lc.l,53). Noi siamo testimoni di come la beatitudine della povertà (cf. Lc.6,20) e la minaccia del “guai a voi, o ricchi” di Gesù (Lc.6,24), prese sul serio, possono dare una solenne spinta per ristabilire gli equilibri sociali. Abbiamo oggi il problema della disoccupazione, degli anziani, degli emarginati, degli handicappati, della fame, i molti problemi nel Terzo Mondo? Non ammonisce forse tutta la storia cristiana che la pagina del Vangelo riguardante l’esame finale di ogni cristiano “Ho avuto fame e mi hai dato da mangiare…” (Mt. 25,35 ss) ha offerto straordinarie soluzioni? Non abbiamo forse sperimentato anche noi che, messa in atto, con impegno quotidiano, secondo le esigenze attuali e con metodi consoni al nostro tempo, può risolvere molti di questi problemi? E il “dare”, che il Vangelo domanda (“Date e vi sarà dato”) e che assicura la promessa di “misure piene, pigiate e traboccanti” (cf. Lc. 6,38), che il nostro Movimento tante volte ha costatato, non è anch’esso un atteggiamento concreto che può sollevare chi è nella miseria, nella fame, nella solitudine, bisognoso di ogni cosa? E’ un’esperienza quotidiana poi che “chiedendo”, come il Vangelo insegna, si ottiene (cf. Lc.11,10); che “il resto” (e questo resto può essere per gli uni: la salute, per altri: il posto di lavoro, per altri ancora: la casa, o un figlio, o quanto necessita) viene in sovrappiù (cf. Mt. 6,33). L’abbiamo costatato con i nostri occhi poi, tante volte, a gloria di Dio, quel “centuplo”, che Cristo ha promesso a quanti si staccano da ogni cosa per Lui (cf. Mt. 19,23). (…) E se arriva qui, per il poco che, con la grazia di Dio si fa, per il poco che si ama, perché non può arrivare dappertutto?
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4 Apr 2011 | Chiara Lubich
W kilku miastach zaprezentowano nową edycję książki Każda chwila jest darem. W Katowicach prof. Krzysztof Wieczorek z Uniwersytetu Śląskiego, odnosząc się do historii, filozofii, literatury i kultury ukazał znaczenie myśli Lubich dotyczącej chwili obecnej. Program ubogacony przerywnikami muzycznymi zakończył się lekturą kilku fragmentów książki w wykonaniu dwójki młodych ludzi.
W Lublinie odbyło się sympozjum, które zbiegło się z 15-tą rocznicą przyznania Chiarze Lubich pierwszego doktoratu Honoris Causa w dziedzinie Nauk Społecznych przez Katolicki Uniwersytet Lubelski im. Jana Pawła II. Obecni byli: Rektor – prof. S. Wilk, Dziekan WNS – prof. A. Sekowski, Wice-Dziekan Wydziału Teologicznego – prof. M. Chmielewski, Biskup – M. Cislo, prof. A. Biela oraz liczni profesorowie i studenci. Z tej okazji prof. Bennie Callebaut (I.U. Sophia) przedstawił Wyższą Szkołę Sophia w Loppiano k. Florencji.
W krótkim powitaniu na rozpoczęcie Sympozjum, Biskup M. Cislo, powiedział między innymi: “Chiara Lubich, jak Jan Paweł II, Matka Teresa z Kalkuty, należy do pokolenia świętych czasów wielkich przemian (…), w których Duch Święty wzniecił wielki ogień, który nadal płonie … ten ogień miłości, który wciąż płonie także w dziele Chiary Lubich. Jest to niezastąpiony charyzmat również dla naszego Kościoła Lubelskiego. (…) Życzę wszystkim uczestnikom, aby przesłanie Chiary Lubich było źródłem inspiracji dla refleksji osobistej, jak i dla tego wszystkiego, co dotyczy decyzji i codziennych działań”. (altro…)
4 Apr 2011 | Non categorizzato
Con l’inaugurazione delle mostre degli artisti Roberto Cipollone, John Lau Kwok Hung e Antonio Borrelli, si è aperta la IV edizione del “Premio Fraternità-Città di Benevento”, organizzato dal Movimento dei Focolari di Campania, Puglia, Basilicata ed Albania, dall’Amministrazione Comunale del capoluogo sannita, dal Centro “La Pace” di Benevento e dall’Associazione Focus, con il riconoscimento della Presidenza della Repubblica, dalla Presidenza del Consiglio e dell’Unesco. La manifestazione si è svolta in varie sedi della città. Si proponeva di assegnare un riconoscimento a persone, associazioni o enti che si sono particolarmente distinti nella difficile arte del dialogo. I vincitori dell’edizione 2011, scelti da una giuria qualificata, in seguito a segnalazioni giunte da tutta Italia, sono state: la giornalista Manuela Dviri Vitali Norsa, impegnata nel dialogo tra israeliani e palestinesi, per la sezione “Dialogo ecumenico ed interreligioso”; la scrittrice e giornalista Maria Pia Bonanate, per la sezione “Dialogo per una cultura della fraternità”; l’assessore alla cooperazione internazionale della regione Toscana Massimo Toschi, per la sezione “Dialogo in politica”, e il Progetto “Arrevuoto” dell’Associazione Teatro Stabile di Napoli, volto al coinvolgimento artistico di giovani e ragazzi di quartieri a rischio, per la sezione “Dialogo nell’arte”. Il programma della manifestazione (www.premiofraternita.it.) ha visto mostre artistiche, spettacoli teatrali e musicali, proiezioni cinematografiche, workshop e laboratori artistici con il coinvolgimento di bambini, ragazzi e giovani. Tre i Forum realizzati: il primo ha visto persone di confessioni, religioni e culture diverse confrontarsi su “Dialogo e fraternità: l’eredità di Chiara Lubich” a tre anni dalla sua scomparsa. Venerdì 18, si è parlato di “Arte: ponte di dialogo”. Sabato 19, poi, con i premiati delle sezioni cultura, politica e dialogo interreligioso, si è discusso di “Un modello di città per l’Italia del 2061”, cercando di immaginare come la fraternità possa cambiare in meglio la nostra società nei prossimi cinquanta anni. In conclusione, la premiazione, con la consegna della riproduzione dell’opera “Incontri” dello scultore napoletano Antonio Borrelli e delle medaglie del Presidente della Repubblica. Premi anche per gli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado che hanno partecipato al concorso nazionale letterario ed artistico: “La fraternità per una cittadinanza attiva”. Quest’anno si è prevista anche una sinergia con la Fondazione Mediterraneo (www.fondazionemediterraneo.org) che, dal 1996, assegna l’omonimo premio a personalità del mondo politico, culturale e artistico che hanno contribuito, con la loro azione, a ridurre le tensioni e ad avviare un processo di valorizzazione delle differenze culturali e dei valori condivisi nell’area del Grande Mediterraneo. Giovedì 17, infatti, durante il dibattito previsto presso il “Centro la Pace” dei Focolari a Benevento, è stato consegnato il “Premio Mediterraneo Solidarietà Sociale 2011” (edizione speciale per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia) a Diana Pezza Borrelli e ad Alberta Levi Temin, dell’Amicizia Ebraico-Cristiana di Napoli. La scelta del luogo è dettata dal fatto che entrambe le vincitrici sono legate al Premio Fraternità: Diana Pezza Borrelli in quanto rappresentante del Movimento dei Focolari e Alberta Levi Temin per averlo vinto nel 2009. Info: Loreta Somma loretasomma@email.it (altro…)
4 Apr 2011 | Non categorizzato
La festa per l’intitolazione a Chiara Lubich di una nuova Scuola Materna a Bandito, la più popolosa frazione della città piemontese di Bra, sabato 26 marzo ha visto protagonisti i rappresentanti del Consiglio comunale dei ragazzi e i bambini della stessa scuola . Oltre agli Amministratori braidesi, al sen. Michelino Davico, sottosegretario al Ministero degli Interni, e agli Assessori provinciali Roberto Russo e Giuseppe Lauria, il quale ha parlato a cuore aperto delle persone del Movimento come di gente che ha cambiato il suo modo di fare politica. Lo scorso 22 dicembre 2010, la città di Bra aveva aderito, all’unanimità, all’associazione “Città per la fraternità” nata qualche anno fa con l’intento di creare una rete tra comuni ed altri enti locali. Essa ha tra i suoi scopi anche quello di assegnare un premio internazionale per la realizzazione di progetti di fraternità nelle città, e attorno a tale adesione il Sindaco Bruna Sibille aveva voluto improntare questa giornata. E’ difficile rendere l’intensità dell’atmosfera che si è vissuta. Vi ha dato impulso l’ascolto dell’invito lanciato da Chiara Lubich in un suo discorso, pronunciato al Teatro Regio di Torino nel giugno del 2002: vivere la politica come amore, verso i cittadini, ma anche tra i politici stessi La proposta di una politica fondata sulla fraternità è stata poi alla base del convegno pomeridiano, intitolato “Una città per la fraternità”. Sono intervenuti, l’on. Teresio Delfino, parlamentare, sindaci e amministratori da varie parti della provincia (tra essi il sindaco di Cuneo Alberto Valmaggia), e numerosi cittadini del territorio, compresa una delegazione da Genova la cui amministrazione ha aderito anch’essa recentemente all’Associazione. I presenti hanno ripercorso il cammino del rapporto tra la città e la figura di Chiara, a partire dal Convegno di Innsbruck “Mille città per l’Europa” del 2001. In special modo dove lei riconosce ai politici una vera “vocazione” ad amare la propria città e la propria gente, fino a giungere a quella quasi incredibile definizione della politica come ”amore degli amori”. Il sindaco Sibille ha voluto ricordare alcuni spunti concreti di fraternità vissuti dalla comunità cittadina, tra cui una cena in tutti i quartieri, che ha riempito le strade, generando tra i cittadini un clima di famiglia prima mai sperimentato. Se ne sono ricavate 14 borse-lavoro per altrettanti disoccupati. Segnali di forte speranza nel futuro, che è già presente, sono venuti dalle testimonianze offerte dai giovani della Scuola di partecipazione del cuneese e dal gruppo di ragazzi di Bra presenti: hanno riferito di svariate iniziative per “colorare” ambiti grigi della vita cittadina, nelle quali hanno coinvolto gli abitanti e gli stessi amministratori. Il Sindaco, concludendo il pomeriggio, ha rilanciato chiedendo proprio a loro di progettare insieme come continuare a colorare di fraternità la propria città. Forti le impressioni tra i partecipanti. Un’amministratrice: “E’ stata vera scuola di formazione. Finalmente ho capito ciò che da anni cercavo … Ho scoperto che il mio impegno è una vocazione. Un’altra: “Il convegno è stato un’incisiva dimostrazione di quello che può operare la fraternità vissuta a livello di Istituzioni, nei Consigli Comunali, tra Amministrazione e comunità civile, tra Comuni che si “consorziano” in nome di essa”. Fonte: Movimento dei focolari – Piemonte (altro…)
3 Apr 2011 | Focolari nel Mondo
Alla fine sembrava di essere a Broadway, alla conclusione di un musical. Camice nere per uomini e donne, sciarpette gialle o azzurre per le ragazze, danze e una sequenza di canzoni note che raccontavano gioie e ansie, dolori e sogni del popolo statunitense. Il prolungato applauso esprimeva gioia e riconoscenza per «una giornata indimenticabile per tutto il Nord America», come è stato commentato dai presentatori e che ha richiesto mezzo secolo di preparazione. L’appuntamento, svoltosi a 150 chilometri a nord di New York, ha celebrato infatti i 50 anni dell’arrivo del Movimento dei focolari nel Nord America, dove sono convenute 1.300 persone in rappresentanza delle tante comunità diffuse in Canada, Stati Uniti e Caraibi. A condividere la festa anche ebrei e afroamericani musulmani. «È un Paese adatto alla spiritualità del Movimento – affermò Chiara Lubich , quando nel 1964 arrivò negli Usa –, c’è un vero senso dell’internazionalità». Era la sua prima visita. Ne seguirono altre sei, a sottolineare l’importanza strategica che attribuiva a questa parte del continente. Ogni volta che è venuta la fondatrice ha aperto strade nuove, dal dialogo con gli afroamericani musulmani (prima donna a parlare nella moschea Malcom X) alla collaborazione con attori, registi e sceneggiatori di Hollywood.
E dire che non sembrava pronto il tempo per sbarcare nel Nuovo Mondo. La storia andò così. Julia Conley, di Detroit, tornata negli Stati Uniti dopo la Mariapoli di Friburgo del 1960, scrisse a Chiara Lubich e a don Foresi di mandare qualcuno in Usa, che lei avrebbe ospitato. La lettera non produsse effetti, ma la signora (da autentica statunitense) non si perse d’animo e scrisse di nuovo, inviando questa volta anche il denaro per due biglietti aerei. Chiara allora disse: «Questo è un segno di Dio». E mandò Silvana Veronesi, una delle compagne della prima ora, e Giovanna Vernuccio. Nel 1961, a New York torna Giovanna (Giò), con Serenella Silvi (presente in sala e festeggiata) e Antonio Petrilli, che daranno vita ai due focolari. Giocando con gli app – le applicazioni sui telefonini di recente generazione –, i giovani hanno fatto compiere alla sala il giro del Nord America, presentando con foto e racconti in diretta e in video vita e iniziative nei diversi Stati. Potevano mancare gli effetti speciali? Ed ecco che le comunità della Costa Ovest, quella del Pacifico, dove si trova Hollywood, hanno pensato bene di iniziare affidandosi a una sigla, quella d’apertura dei film della Twenty Century Fox, con i riflettori che scrutano il cielo – ricorderete – e l’inconfondibile musichetta, sostituendo al nome della casa produttrice quello di West Coast Focolare.
Ma il momento culmine doveva ancora venire. Ed ecco salire sul palco Maria Voce e Giancarlo Faletti per un dialogo con i presenti. Settanta minuti di conversazione, rispondendo a undici domande, che hanno toccato temi centrali, dalla paura del dolore e della morte al rapporto tra Vangelo e livelli di benessere, dagli abusi sessuali nella Chiesa Usa al rapporto con i mass media. «Lasciatemi pensare a quelle due ragazze che avevano davanti questa vasta nazione – ha confidato la presidente – e vedere oggi, dopo 50 anni, quanto è cresciuta la famiglia che voi rappresentate». Un attimo di pausa e poi la consegna per ciascuno: «Ecco il mandato di Chiara, quello di essere una Silvana, una Giovanna, che torna nella propria città con la loro stessa ansia di testimoniare il carisma dell’unità». Maria Voce è rimasta colpita dalla semplicità, genuinità e generosità di questo popolo, ma mette adesso in luce l’ottimismo, che in qualsiasi situazione aiuta sempre a trovare un rimedio. E lancia spontaneamente una frase che suona come uno slogan: «Dopo questi 50 anni, c’è ancora qualcosa che si può fare, e noi lo faremo!» Benedetto XVI, nel saluto augurale, aveva sottolineato che «coscienti della marcata dimensione multiculturale del Focolare in Nord America, prega anche perché i legami intessuti con membri delle altre comunità religiose portino frutti abbondanti per il progresso della comprensione reciproca e della solidarietà’ spirituale al servizio dell’intera famiglia umana». Dall’inviato Paolo Lòriga [nggallery id=25]
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2 Apr 2011 | Non categorizzato
A presenziare i due importanti momenti, il 14 marzo 2011, sono stati il sindaco di Foggia, Mongelli e l’assessore alla Pubblica Istruzione, Morlino, accompagnati dal consigliere comunale, Sottile. Il sindaco Mongelli nel suo intervento all’intitolazione della scuola materna ha sottolineato come la particolare predilezione che Chiara ha sempre avuto per le giovani generazioni, abbia fatto emergere una dottrina pedagogica rinnovata e riconosciuta anche a livello internazionale, ricevendo per questa ragione il conferimento di lauree h.c. da parte di prestigiose università. “Una pedagogia dell’unità o pedagogia della comunione – ha affermato – da cui scaturisce una corrente di pensiero che riporta al centro la ‘vocazione educativa’ come espressione della ‘vocazione all’unità’ tra educando ed educatore, tra gli educatori stessi, tra teoria e pratica, tra le diverse pratiche educative. Per Chiara, senza la relazione, anima dell’educazione, non solo l’istruzione ma soprattutto la nostra essenza di persone perderebbe la sua dignità. Intitolarle una scuola significa perciò proporre agli alunni e al territorio in cui la scuola sorge, un modello da imitare: penso che tutti noi siamo veramente fortunati ad avere un così alto esempio da seguire”. “La Lubich ci ha lasciato un grande patrimonio di valori, ha sottolineato Morlino, che si basano sull’amore verso il prossimo e sul rispetto della persona. Sono lieto che Foggia con l’intitolazione della scuola materna Girasole 2 e del parco sia un modo per ricordare, nel tempo, questa importante figura”. Fonte: Puglialive.net (altro…)
2 Apr 2011 | Centro internazionale, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Nuove Generazioni
Da vicino è un’altra faccenda. Infatti, li avevano visti più volte in videoregistrazioni, conoscevano il timbro della loro voce, sapevano della loro semplicità, ma erano pur sempre la presidente e il co-presidente di uno dei movimenti ecclesiali mondiali più numerosi e certamente il più diffuso geograficamente. Dunque era comprensibile – come ha rivelato a metà programma una giovane coordinatrice – che tra i 130 gen statunitensi (i giovani più impegnati della compagine focolarina) l’ansia fosse ai livelli di guardia. Ma poi tutto è scomparso poco dopo l’inizio dell’atteso appuntamento, svoltosi nella cittadella Luminosa (imbiancata da una leggera nevicata), a due ore di auto a nord di New York. «Con la vostra immediatezza ci avete messi a nostro agio e stiamo davvero bene con voi», ha spiegato la ragazza rivolgendosi a Maria Voce e Giancarlo Faletti. Si trattava della prima volta per gli uni e per gli altri e la sintonia è scoccata sin dal primo momento. Tanto che i due ospiti speciali hanno detto all’unisono che immaginavano dal Cielo la fondatrice Chiara Lubich guardare con gioia quei volti giovanili.
Due ore effervescenti, con musica e immagini, confidenze e domande. Due ore lievi ed intense, in cui i giovani hanno messo al corrente della condizione (e dei disagi) della loro età nell’attuale società Usa e delle difficoltà a parlare di Dio e della Chiesa ai coetanei. Particolarmente condizionanti le elevate tasse universitarie (da 10 a 60 mila dollari annui) e la polarizzazione della politica tra democratici e repubblicani. Allo stesso tempo desideravano ricevere pareri e indicazioni, frutto del carisma dell’unità.
«Siete figli di Chiara, ricchi della sua eredità e consapevoli di portarla a tutti: più la si divide, più aumenta. Siete giovani e forti, e la gente, anche se non lo sa, sta aspettando di essere coinvolta nel progetto di unità del mondo», ha detto Maria Voce. «Non perdete il tesoro di Gesù – ha successivamente indicato –. Lui vivo, vero e risorto, vuole essere tra voi e con voi camminare nelle strade della vostre città per annunciare, sanare, consolare». E proprio in questa prospettiva Giancarlo Faletti ha sottolineato il legame vitale con la Parola e l’Eucaristia: «Gesù è di una potenza incredibile ed è vicino alle vostre speranze».
Insomma, il cuore del sogno americano (chiunque ce la può fare) trova una sua alta prospettiva nel mandato spirituale appena ricevuto. Un compito impegnativo, che stimola ed esalta questi giovani dai tratti somatici molto differenziati. Provare a diventare il numero uno è esaltante, ma quante responsabilità vi sono collegate! Cosicché una ragazza di San Antonio dice diretta, rivolgendosi a Maria Voce: «Grazie di aver accettato di essere presidente». Dall’inviato Paolo Lòriga [nggallery id=24]
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1 Apr 2011 | Cultura
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1 Apr 2011 | Famiglie, Focolari nel Mondo
Non nascondono dubbi e paure di fronte al grande passo, ma è anche forte l’entusiasmo nel mettere delle basi solide al rapporto di coppia, dei 460 giovani che, dal 17 al 20 marzo 2011, hanno aderito all’invito di Famiglie Nuove. L’idea di un Corso di preparazione al matrimonio era nata a Chiara Lubich nel ’75. Da allora annualmente si offre ai fidanzati l’occasione di verificare il progetto di una vita insieme per sempre. Il titolo “E’ uno solo l’amore” è anche una proposta: innestare l’amore umano in quello che ha radice in Dio. Ciò fortifica la coppia, stimolando i valori della gratuità, l’iniziativa, la capacità di perdonare. “Ci portiamo via l’arte di amare evangelica come un tesoro, un patrimonio per la vita insieme che ci aspetta.” – diceva una coppia. Traduzioni in 9 lingue per i partecipanti, giunti da diversi paesi europei al Centro Mariapoli di Castelgandolfo: coppie all’inizio del fidanzamento ed altre vicine al matrimonio, alcune già sposate civilmente o conviventi; giovani dei Focolari e di altri Movimenti, alcuni di altre Chiese o non credenti. Tuttavia un unico denominatore: il desiderio di scoprire come l’amore possa mantenersi vivo nel tempo e di approfondire una scelta affascinante, quanto impegnativa dal punto di vista della responsabilità e sempre più difficile per la precarietà del lavoro, l’incertezza di dove e come mettere su casa. Tutto ciò richiede l’essere pronti a mettere in discussione gli equilibri raggiunti ed imparare a fare delle scelte comuni davanti ai bivi che pone la vita. “Sono stati 4 giorni intensissimi!!! – racconta Elena – Anche un po’ duri se vi devo dire la verità perché ci sono alcune questioni da risolvere e armonizzare tra di noi. Durante il convegno le abbiamo affrontate tutte e non senza dolore. Dall’altra parte il corso è stata la più grande benedizione; il fatto di essere “contenuti” da tutto l’Amore che circolava è stato vitale. Stiamo provando a metterci alla scuola “dell’arte di amare….l’avventura è tortuosa, ma entusiasmante!!!”
Le diversità se accolte reciprocamente possono rivelarsi una ricchezza. Nel fidanzamento occorre capire se esse sono incompatibili per la vita in comune, quindi cominciare a riflettere sulla capacità di accogliere l’altro. Questo l’obiettivo di tavole rotonde, testimonianze e dialogo con coppie di sposi ed esperti su un panorama di argomenti a tutto tondo (dalla formazione affettiva, ai rapporti con le famiglie d’origine, il lavoro e l’economia, il sacramento matrimoniale, la comunicazione e la fecondità); incontri di gruppo e laboratori dove nella condivisione si è resa possibile una conoscenza più profonda del partner. (altro…)
1 Apr 2011 | Chiara Lubich, Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
Il 31 marzo, nella cattedrale di Arequipa (Perú), Mons. Javier del Río,vescovo di Arequipa, ha celebrato la S. Messa per Chiara. Lo stesso giorno, durante la celebrazione dei 50 anni dell’università Cattolica, si è reso omaggio a Chiara attraverso una conferenza sull’Economia di Comunione tenuta da Hugo Marroquin Rivera, che aderisce al progetto.
Il Rettore dell’università ha sostenuto personalmente questo evento, scrivendo ai decani responsabili delle diverse facoltà per invitare attraverso di loro i professori e gli allievi. Anche Mons. Pedro Bustamante, professore di Dottrina Sociale all’università, ha invitato i suoi 200 allievi. La radio e la televisione hanno informato la cittadinanza promuovendo la partecipazione a questo grande evento. (altro…)
1 Apr 2011 | Parola di Vita
Ma alla fine Gesù si rimette completamente alla sua volontà:
“Non ciò che io voglio, ma ciò che vuoi tu”.
Gesù sa che la sua passione non è un evento fortuito, né semplicemente una decisione degli uomini, ma un disegno di Dio. Sarà processato e rifiutato dagli uomini, ma il “calice” viene dalle mani di Dio. Gesù ci insegna che il Padre ha un suo disegno d’amore su ciascuno di noi, ci ama di amore personale e, se crediamo a questo amore e se corrispondiamo col nostro amore – ecco la condizione -, egli fa finalizzare ogni cosa al bene. Per Gesù nulla è successo a caso, neppure la passione e la morte. E poi ci fu la Risurrezione, la cui solenne festa celebriamo in questo mese. L’esempio di Gesù, Risorto, deve essere di luce per la nostra vita. Tutto quanto arriva, quanto succede, quello che ci circonda e anche tutto quanto ci fa soffrire dobbiamo saperlo leggere come volontà di Dio che ci ama o una permissione di lui che ancora ci ama. Allora tutto avrà senso nella vita, tutto sarà estremamente utile, anche quello che sul momento ci pare incomprensibile e assurdo, anche quello che, come per Gesù, può farci piombare in un’angoscia mortale. Basterà che, insieme a lui, sappiamo ripetere, con un atto di totale fiducia nell’amore del Padre:
“Non ciò che io voglio, ma ciò che vuoi tu”.
La sua volontà è vivere, ringraziarlo con gioia dei doni della vita, ma a volte non è certamente quella che si pensa: un obiettivo di fronte al quale rassegnarsi, specie quando ci si imbatte nel dolore, né un susseguirsi di atti monotoni disseminati nella nostra esistenza. La volontà di Dio è la sua voce che continuamente ci parla e ci invita, è il modo con cui egli ci esprime il suo amore, per darci la sua pienezza di Vita. Potremmo rappresentarcela con l’immagine del sole i cui raggi sono come la sua volontà su ciascuno di noi. Ognuno cammina su un raggio, distinto dal raggio di chi ci è accanto, ma pur sempre su un raggio di sole, cioè sulla volontà di Dio. Tutti, dunque, facciamo una sola volontà, quella di Dio, ma per ognuno essa è diversa. I raggi poi, quanto più si avvicinano al sole, tanto più si avvicinano tra di loro. Anche noi, quanto più ci avviciniamo a Dio, con l’adempimento sempre più perfetto della divina volontà, tanto più ci avviciniamo fra noi… finché tutti saremo uno. Vivendo così, nella nostra vita ogni cosa può cambiare. Anziché andare da chi piace a noi e amare solo quelli, possiamo avvicinare tutti coloro che la volontà di Dio ci mette accanto. Anziché preferire le cose che più ci piacciono, possiamo attendere a quelle che la volontà di Dio ci suggerisce e preferirle. L’essere tutti proiettati nella divina volontà di quell’attimo (“ciò che vuoi tu”) ci porterà di conseguenza al distacco da tutte le cose e dal nostro io (“non ciò che io voglio”), distacco non tanto cercato di proposito, perché si cerca Dio solo, ma trovato di fatto. Allora la gioia sarà piena. Basta inabissarci nel momento che passa ed adempiere in quell’attimo la volontà di Dio, ripetendo:
“Non ciò che io voglio, ma ciò che vuoi tu”.
Il momento passato non è più; quello futuro non è ancora in nostro possesso. È come un viaggiatore in treno: per arrivare alla mèta non cammina avanti e indietro, ma sta seduto al suo posto. Così dobbiamo star fermi nel presente. Il treno del tempo cammina da sé. Dio lo possiamo amare soltanto nel presente che ci è dato, pronunciando il proprio “sì” fortissimo, totalitario, attivissimo alla sua volontà. Amiamo dunque quel sorriso da donare, quel lavoro da svolgere, quella macchina da guidare, quel pasto da preparare, quell’attività da organizzare, chi soffre accanto a noi. Neppure la prova o il dolore deve farci paura se, con Gesù, sapremo riconoscervi la volontà di Dio, ossia il suo amore per ognuno di noi. Anzi, potremo pregare così: “Signore, dammi di non temere nulla, perché tutto ciò che succederà non sarà che la tua volontà! Signore, dammi di non desiderare nulla, perché niente è più desiderabile che la tua sola volontà. Che importa nella vita? La tua volontà importa. Dammi di non sgomentarmi di nulla, perché in tutto è la tua volontà. Dammi di non esaltarmi di nulla, perché tutto è tua volontà”. Chiara Lubich
31 Mar 2011 | Centro internazionale, Dialogo Interreligioso, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
Toronto, 21 marzo 2011 «Carissimo Presidente Niwano e carissima sig.ra Yoshie, e carissimi tutti fratelli e sorelle della famiglia della Risshō Kōsei Kai, Con questo saluto vorrei farvi arrivare tutto l’affetto mio e del Movimento dei Focolari, che in questi giorni vive e prega per tutti coloro che in Giappone sono stati colpiti dalla immane tragedia del terremoto e del maremoto e, successivamente, dall’emergenza nucleare. Preghiamo particolarmente per i membri della Rissho Kosei-kai e i loro familiari che hanno perso la vita. Ma anche per tutti voi della regione nord-orientale che avete subito gravi danni fisici e grave perdite. Avvertiamo nel cuore che ciascuno di voi e tutto il popolo del Giappone è stato ed è in questi giorni un vero dono per tutta l’umanità. La testimonianza di ordine, coraggio e dignità con cui vivete questa circostanza ci conforta ed offre un vivo esempio di come affrontare il dolore e la tragedia, anche quando colpiscono all’improvviso portando via tutto. Queste circostanze ci hanno fatto subito ricordare il “tutto crollava” che ha caratterizzato gli inizi della storia del nostro Movimento, sorto, come saprete, durante la seconda guerra mondiale a Trento. Quella distruzione è stata lo sfondo su cui è nata una nuova speranza, una nuova luce per l’umanità. Per questo, insieme a voi, vogliamo mantenere viva la speranza e trasmetterla ad ogni prossimo che ci passa accanto. Siamo pieni di fiducia per la ripresa del vostro Paese in un momento che offre l’occasione di sollecitare comunione e solidarietà sia in Giappone che nel mondo intero, come abbiamo potuto costatare in questi giorni. Personalmente non potrò mai dimenticare la visita che ho fatto l’anno scorso alla vostra sede centrale, l’incontro con molti di voi nella Grande Aula Sacra ed il successivo momento con i vostri giovani. Ci eravamo sentiti veramente tutti una grande famiglia. A distanza di poco più di un anno, anche questo dolore ci fa sentire ancora più profondamente questo legame di fratellanza che ci unisce. Rinnoviamo il nostro impegno congiunto a lavorare per l’unità della famiglia umana, per la quale hanno vissuto i nostri due cari fondatori, Rev. Nikkyo Niwano e Chiara Lubich. Vi saluto ad uno ad uno con tutto il cuore». Maria Voce (Emmaus) (altro…)
31 Mar 2011 | Centro internazionale, Dialogo Interreligioso, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
Toronto, 21 marzo 2011. Maria Voce invia, a tutti i “fratelli e sorelle della famiglia della Rissho Kosei-Kai”, un saluto per far arrivare tutto l’affetto suo e del Movimento dei Focolari, che in questi giorni “vive e prega per tutti coloro che in Giappone sono stati colpiti dalla immane tragedia del terremoto e del maremoto e, successivamente, dall’emergenza nucleare”. “Avvertiamo nel cuore – continua Maria Voce – che ciascuno di voi e tutto il popolo del Giappone è stato ed è in questi giorni un vero dono per tutta l’umanità. La testimonianza di ordine, coraggio e dignità con cui vivete questa circostanza ci conforta ed offre un vivo esempio di come affrontare il dolore e la tragedia, anche quando colpiscono all’improvviso portando via tutto”. Circostanze che nella storia dei Focolari ricordano il “tutto crollava” che ne ha caratterizzato gli inizi durante la seconda guerra mondiale. “Quella distruzione è stata lo sfondo su cui è nata una nuova speranza, una nuova luce per l’umanità”. “Per questo, insieme a voi, – è l’augurio di Maria Voce – vogliamo mantenere viva la speranza e trasmetterla ad ogni prossimo che ci passa accanto”. Ed è un grazie “dal profondo del cuore” quello che ritorna a Maria Voce e a tutti dei Focolari in un video con il messaggio del Presidente Nichiko Niwano, letto dalla figlia Kosho: «Vorrei ringraziarvi profondamente per il messaggio di solidarietà che ci avete mandato con tutto il vostro cuore per questa grande calamità causata dal terremoto. Ci vorrà ancora tanto tempo finché si saprà tutta la situazione. Noi della Risshō Kōsei Kai abbiamo istituito un centro di soccorso, abbiamo iniziato ad aiutare concretamente i posti danneggiati ed abbiamo inviato delle persone sul posto per comprendere meglio le necessità. Nel buddismo si insegna che in questo mondo, tutti sia che vivono a nord o a sud, ad est o ad ovest, sono parte di una unica armoniosa famiglia. Ora, dinanzi a questa calamità senza precedenti, ci verrebbe da scoraggiarci e cadere nel buio, ma proprio in questo momento, vogliamo unirci in un sol cuore, andare avanti e superare le difficoltà con premura e compassione nel cuore. Accogliamo pienamente con l’anima il vostro messaggio di solidarietà e ci impegniamo per le vittime con tutta la nostra forza. Vi chiediamo di aiutarci, di consigliarci e collaborare con noi sempre di più». Fin qui il messaggio di Nichiko Niwano. «Dopo questo disastro – afferma la giovane Kosho – una realtà spaventosa sta davanti ai nostri occhi. In questa tragica situazione però possiamo vedere un filo di luce: ora si sente che i cuori del popolo giapponese si sono uniti».
Fanno eco ancora le parole di Maria Voce: “Siamo pieni di fiducia per la ripresa del vostro Paese in un momento che offre l’occasione di sollecitare comunione e solidarietà sia in Giappone che nel mondo intero, come abbiamo potuto costatare in questi giorni”. E conclude: “Rinnoviamo il nostro impegno congiunto a lavorare per l’unità della famiglia umana, per la quale hanno vissuto i nostri due cari fondatori, Rev. Nikkyo Niwano e Chiara Lubich”. Il ricordo della sua visita dell’anno scorso nel Paese del sol levante è ancora molto vivo, così come l’incontro con molti membri della RKK nella Grande Aula Sacra. (altro…)
31 Mar 2011 | Focolari nel Mondo
30 Mar 2011 | Centro internazionale, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
Qui,
alla “Luminosa”, cittadella dei Focolari per il Nord America, in fatto di accoglienza non sono secondi a nessuno. Per la venuta di Maria Voce e Giancarlo Faletti viene da supporre che abbiano predisposto uno dei più lunghi inverni dell’ultimo periodo in modo che un po’ di neve potesse ancora corredare e rendere più suggestiva la scenografia di boschi e prati lungo le strade e attorno alle abitazioni. Quando poi i due illustri ospiti si sono recati in visita all’edificio ad un piano che accoglie la redazione della rivista Living City e l’editrice New City Press, ecco che un gruppetto di agili cervi è passato a una decina di metri dai visitatori tra lo stupore generale. «Mai successo prima», notavano i residenti. «Potenza dei media», il parere di altri. Lasciata Montréal, la presidente dei Focolari ha raggiunto “Luminosa”, come prima tappa della sua “scoperta” degli Stati Uniti, dopo una giornata di viaggio in auto, comprensiva degli adempimenti alla frontiera, con tanto di foto digitale del volto e di impronte elettroniche delle dieci dita. È la prima volta che la presidente e il co-presidente giungono negli Stati Uniti. Un tripudio di gioia è stata l’accoglienza al loro arrivo nella cittadella, che si trova nella zona di Hyde Park – famosa per aver dato i natali al presidente Roosvelt –, a due ore di auto da New York. Uno striscione colorato di benvenuto con annessi palloncini ha anticipato, all’inizio della strada verso la cittadella, la festa tributata dagli abitanti sotto lo sventolio della bandiera a stelle e strisce degli Usa e il vessillo dei Focolari, grande stella oro in campo azzurro, disegnata proprio qui da Chiara Lubich nel 1990.
La fondatrice dei Focolari ha fatto visita alla cittadella nel 1990 e nel 1997. Segni di vicinanza e di partecipazione ad un progetto che le stava a cuore per questa immensa ed influente nazione. La prima idea fu manifestata da Chiara nell’ottobre 1984. Da allora fu iniziata la ricerca della località più adatta e prese avvio una raccolta di denaro, sostenuta dalla generosità di tanti e da interventi della Provvidenza. Fu inaugurata il 14 settembre ’86, anche se Chiara, all’ultimo momento, non poté intervenire per ragioni di salute. Ma questa assenza assegnò valore profetico al contenuto del messaggio che indirizzò per la solenne occasione. «Avrà una sua bellezza e una sua vocazione», indicava, pur domandandosi: «Sarà ecumenica e vi parteciperanno persone di altre religioni?». E confidava: «Tutto fa capire di sì, perché prima di tutto deve esprimere questo popolo, e come il popolo americano ha saputo comporre in uno persone, gruppi etnici, provenienti da stati e da continenti diversi, così la cittadella degli Usa sarà un bozzetto esemplare anche di quell’unità dei popoli, aspetto sociale della preghiera di Gesù “che tutti siano uno”.
Venticinque anni dopo, su quei 33 ettari sorgono 22 edifici, una piscina all’aperto e un campo sportivo. Gli abitanti sono una cinquantina, da vari Paesi del mondo, e nel periodo estivo sono numerose le presenze prolungate per condividere l’esperienza di una fraternità cosmopolita. Abitazioni per famiglie e per giovani, per sacerdoti e per religiose si alternano alle sedi dei focolari. Al centro della cittadella sorge la chiesa dedicata alla Madonna della Luce. Le diverse sale ospitano incontri sino a 500 persone, dai ragazzi ai vescovi, alle famiglie. Un laghetto e un piccolo corso d’acqua completano il paesaggio, frequentato da una simpatica varietà di animali, tra cui i socievoli scoiattoli. In questa cornice, Maria Voce e Giancarlo Faletti hanno incontrato per due giorni i responsabili del Movimento di Canada, Usa e Caraibi, e Oceania. Da martedì 29 è iniziato un ritiro spirituale per 260 focolarine e focolarini nel Nord America.
Dall’inviato Paolo Lòriga
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30 Mar 2011 | Chiara Lubich, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità
“Siete un popolo nato dal Vangelo, Chiara è nata dalla Parola, lei è stata quell’Eccomi di Maria. Il ‘Sia fatta’ colora tutta la sua vita. Si è lasciata sempre condurre da Dio, l’umile, la disponibile, chiave preziosissima per entrare nel Vangelo”. Queste le parole pronunciate dall’arcivescovo di Cosenza alla messa celebrata in occasione del terzo anniversario della partenza di Chiara per il Cielo. La Regione Calabria ha reso omaggio alla fondatrice del movimento dei Focolari in dieci città diverse, da Locri a Lamezia fino ad Aiello, città natale dell’attuale presidente Maria Voce. Il vescovo di Vibo, così ha detto: “Chiara è un Vangelo vivente, ha penetrato il cuore del Vangelo: il comandamento nuovo. Lei è un matrimonio di umanità e spiritualità”. A Teramo, in Abruzzo, il 15 aprile i due Consigli provinciale e comunale, hanno dedicato un largo a Chiara. Al termine una messa in cattedrale celebrata dal vescovo, mons. Michele Seccia. Anche la città di Foggia, in Puglia, ha voluto dedicarle due importanti momenti. “Con l’intitolazione della scuola materna Girasole 2 e del parco la città ha trovato il modo per ricordare nel tempo questa importante figura, ha sottolineato l’assessore alla Pubblica Istruzione Morlino, la Lubich ci ha lasciato un grande patrimonio di valori che si basano sull’amore verso il prossimo e sul rispetto della persona”. Sempre in Puglia, a Bari si è riflettuto sulla dignità e la missione della donna, rivisitando la condizione femminile attraverso i secoli fino all’Enciclica Mulieris Dignitatem di Papa Giovanni Paolo II. Al centro una conversazione in video di Chiara che delinea il sorgere e l’affermarsi nella Chiesa del profilo mariano accanto a quello petrino. Tra le molte e varie iniziative che hanno percorso l’Italia, la IV edizione del “Premio Fraternità-Città di Benevento”, organizzato dal Movimento dei Focolari di Campania, Puglia, Basilicata ed Albania, dall’Amministrazione Comunale del capoluogo sannita, dal Centro “La Pace” di Benevento e dall’Associazione Focus, con il riconoscimento della Presidenza della Repubblica, dalla Presidenza del Consiglio e dell’Unesco. Tra i Forum realizzati: persone di confessioni, religioni e culture diverse si sono confrontati su “Dialogo e fraternità: l’eredità di Chiara Lubich”.

Inaugurazione della scuola "Chiara Lubich" a Bra
Dal Sud al Nord. Il 3 giugno 2002 Chiara ricevette la cittadinanza onoraria della Città di Bra in provincia di Cuneo in Piemonte. Ora a Bandito, la più popolosa frazione di Bra le è stata intitolata una scuola dell’infanzia e vi si è svolto il Convegno: “Una città per la fraternità”. “ Chiara vive insieme a noi” , con queste parole la sindaco, Bruna Sibille, ha aperto i festeggiamenti. Concludiamo questa breve rassegna con il concerto Festival della Pace e della Fraternità – Omaggio a Chiara Lubich, organizzato dall’Associazione Città per la Fraternità, dai Comuni di Rocca di Papa e Castelgandolfo e dalle loro Corali cittadine svoltosi domenica 20 marzo al Centro Mariapoli di Castelgandolfo che ha visto la presenza di 160 tra coristi e accompagnatori provenienti da tre Stati degli USA e di 4 corali di Roma e dei Castelli Romani . Oltre a Maurizio Colacchi, sindaco di Castelgandolfo era presente Pasquale Boccia, sindaco di Rocca di Papa: «Mi domando: ma Chiara ha bisogno di un nostro omaggio? Mentre, forse, siamo noi ad avere ancora bisogno di un dono di Chiara e mi rivolgo a lei per chiedere che si sviluppi sempre di più quel pavimento sociale che è la Fraternità».
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29 Mar 2011 | Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
Un nutrito gruppo di giovani che si ritrova un sabato mattina per discutere di politica. Può apparire inusuale, ma è accaduto sabato 12 marzo, a Manaus, la laboriosa capitale dello Stato dell’Amazonas, sul Rio delle Amazzoni, una delle città più importanti del nord del Brasile. Terra ricca di bellezze naturali e di folklore, è il punto di partenza per scoprire il favoloso mondo amazzonico brasiliano. Sono le 9 del mattino e il Fórum Hehoch Reis ospita la lezione inaugurale del secondo ciclo della Escola Civita, un originale percorso formativo biennale, promosso dal Movimento politico per l’unità in Brasile e rivolto a giovani fra i 19 e i 29 anni per l’acquisizione di una cittadinanza responsabile ed un approccio consapevole alla vita pubblica. Gli studenti partecipanti non fanno riferimento ad un credo religioso specifico né ad alcun partito politico. Attese esigenti le loro: per una studentessa, Itagiçara Jacauna, “questo spazio formativo offre l’opportunità per conoscere meglio la politica locale”, e per un altro studente, Vitor Kaleb, “vorrei capire quale sarà la proposta politica per le nuove generazioni e spero fortemente in un grande mutamento degli attuali scenari”.
Dieci professori di aree specifiche, quattro tutors e oltre 20 studenti: questa la consistenza della nuova comunità di apprendimento che ha preso l’avvio a Manaus. Fra i docenti, anche alcuni politici, come il deputato statale José Ricardo e l’ambasciatrice Socorro Guedes. All’evento erano presenti, accanto al presidente nazionale del Mppu del Brasile, Sergio Previdi, il vescovo mons. Mario, il vice rettore dell’Università Federale dell’Amazzonia, Hedinaldo Lima, politici, professionisti, ed anche gli ex alunni del precedente ciclo della Escola Civita (avviato nel 2007, e che aveva visto la partecipazione di 25 studenti). La Escola Civita di Manaus è una delle 11 presenti in 10 Stati del Brasile, che contano in tutto più di 100 partecipanti. Il programma include moduli formativi, progetti di azione locale e seminari, nei quali vengono approfonditi temi inerenti la realtà socio-politica brasiliana e geo-politica latino-americana. Il corso si terrà con frequenza settimanale presso l’Università Federale dell’Amazzonia in Adrianópolis. Presenti in vari paesi del mondo (Argentina, Corea, Italia), queste scuole del Mppu, rispettose del contesto socio-politico-culturale in cui sono inserite, mirano ad un obiettivo comune: approfondire e praticare una politica intesa come servizio all’unità della famiglia umana. (altro…)
28 Mar 2011 | Focolari nel Mondo, Nuove Generazioni, Spiritualità
È molto atteso l’appuntamento annuale dei Giovani per un Mondo Unito (GMU) al loro Meeting internazionale. Un gruppo di GMU si è incontrato a Loppiano, cittadella internazionale del Movimento vicino a Firenze, per elaborarne insieme i contenuti. È un percorso iniziato nel Dicembre 2010, e portato avanti con i GMU di varie parti del mondo attraverso contatti via email o messaggi sui social networks in uno scambio vivace di proposte perché il Meeting sia il frutto di una comunione di vita e di diverse sensibilità. Make visible change: l’argomento centrale si snoderà in tre temi portanti: “protagonisti oggi di una cultura di fraternità e di pace”, “alla ricerca di rapporti autentici”, “costruendo ponti …”, dopo aver esplorato l’anno scorso le molte vie per un mondo unito. Il 29 Aprile si aprirà con una diretta internet la quattordicesima edizione della “Settimana Mondo Unito” dove verrà lanciato il Genfest 2012 insieme ad un ventaglio di iniziative per concretizzare nel quotidiano l’impegno dei giovani per la fraternità. Un infuocato messaggio di Chiara Lubich del 1987 unirà in un cuor solo giovani di tutte le latitudini. Il Meeting culminerà il 1° maggio con la partecipazione dei Giovani per un Mondo unito alla Beatificazione di Giovanni Paolo II (http://www.karol-wojtyla.org/). Per info e prenotazioni: sgmu @ focolare.org (altro…)
26 Mar 2011 | Focolari nel Mondo, Senza categoria
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La presidente dei Focolari, Maria Voce, e il co-presidente Giancarlo Faletti visitano il Nord America in un viaggio che durerà un mese, nel corso del quale incontreranno le comunità e gli amici dei Focolari in diverse città di 3 nazioni. |
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Vedi tutti gli articoli – Viaggio Nord America 2011 |
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Programma 19-20 marzo a Toronto: Weekend di dialogo e celebrazione con i membri dei Focolari in tutto il Canada, e messa solenne celebrata dal Vescovo, William McGrattan, nel 3° anniversario dalla partenza di Chiara Lubich 21-24 marzo a Montreal: Incontro con i vescovi canadesi. Serata del 23 con la comunità di Montreal. marzo – “Luminosa”, NY: Incontro con i giovani 2 Aprile – Poughkeepsie, NY: Incontro con la comunità dei Focolari 3 Aprile – New York: Solenne messa di ringraziamento celebrata dall’arcivescovo Timothy Dolan (St. Patrick’s Cathedral) 5 Aprile – New York: Evento culturale alla Fordham University 7 Aprile – Washington, D.C.: E pluribus unum, programma per una comunità multietnica e multi religiosa che arriva insieme ad essere un solo popolo al servizio dell’unità (Caldwell Hall, The Catholic University of America) 9 Aprile – Chicago – incontro per i Giovani: Presentazione della vita di Chiara Luce Badano 10 Aprile – Chicago: Incontro interreligioso 11 Aprile – Chicago: Spiritualità e teologia trinitaria – presentazione alla DePaul University 16 Aprile – Santo Domingo: Celebrazione con le comunità dei Focolari della Repubblica Domenicana e di Porto Rico. (altro…)
26 Mar 2011 | Chiara Lubich, Focolari nel Mondo
Video clip inedito di Chiara a New York 1964 e 1965. Riprese: Eli Folonari Musica: Complesso Genrosso Durata: 3′ 12″ (altro…)
26 Mar 2011 | Dialogo Interreligioso, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo

Nichiko Niwano con Maria Voce
Cari amici di Religions for Peace e delle comunità religiose internazionali, a nome di Religions for Peace in Giappone, vorrei esprimere la mia sincera gratitudine per i vostri messaggi di cordoglio, preoccupazione, e di fattivo supporto a seguito del catastrofico terremoto che abbiamo vissuto in Giappone. Le preghiere, la condivisione dei nostri disagi e sofferenze e la solidarietà generosamente espressa dai leader religiosi appartenenti al network internazionale di religioni per la pace, sono per noi fonte di grande incoraggiamento. Sono veramente grato per questi forti legami di amicizia, che offrono un’ulteriore prova che tutto esiste in uno stato di interrelazione e codipendenza come parte di una grande fonte di vita, e per questo io sono ancora più profondamente grato. Non abbiamo ancora un quadro completo dei danni e della perdita di vite umane, e la situazione rimane pericolosa, ma Religions for Peace/Japan continuerà a fare ogni sforzo possibile per offrire sollievo alle vittime. Ho già invitato tutti i membri Religions for Peace/WCRP Japan a contribuire agli sforzi di prima assistenza, ed i nostri giovani stanno raccogliendo fondi nei luoghi pubblici in tutto il paese. Sono ispirato e incoraggiato dai leader religiosi in tutto il mondo, che hanno mostrato la via per superare ogni tipo di sfida, tra cui i conflitti armati e disastri naturali. Come la gente del Giappone che lavora per superare la recente tragedia, umilmente chiedo che continuiate a offrire intuizioni e cooperazione. Nichiko Niwano, presidente della Risho Kosei Kai e delle Religioni per la Pace/WCRP Giappone – 18 marzo 2011 (altro…)
26 Mar 2011 | Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità
25 Mar 2011 | Cultura
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25 Mar 2011 | Centro internazionale, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità
Nemmeno quelli della città di Québec avevano fretta di andarsene. Eppure dovevano percorrere 250 chilometri per rientrare a casa, non era più così presto nel dopo cena e per di più il termometro era già sceso sotto lo zero. Figurarsi quelli di Ottawa, distanti solo 150 chilometri. E cosa dire dei tanti di Montreal, che giocavano in casa. Anzi, più che dire c’era solo da costatare volti soddisfatti, sorrisi sino alle orecchie, parole entusiaste, piccoli capannelli di persone, dove qui regnava la confidenza, là scoppiava una risata, mentre i lampi dei flash segnalavano il desiderio di immortalare una serata indimenticabile. Oltre trecento persone avevano colto l’unicità dell’appuntamento con Maria Voce e Giancarlo Faletti. Non mancava chi, conosciuti i primi focolarini che arrivarono a Montreal 40 anni fa, aveva inteso tornare per conoscere la donna che aveva sostituito la fondatrice Chiara Lubich e riallacciare un legame mai intimamente reciso. Qua, nella provincia del Québec, la gente è particolarmente aperta ed espansiva, ma la sera del 23 marzo ha dato il meglio di sé. Stéfanie Lamothe, 10 anni, capelli neri lunghi e dolci tratti somatici asiatici, ha il compito di aprire le danze, ovvero di iniziare la sequenza di una decina di quesiti preparati per il dialogo con Maria Voce e Giancarlo Faletti. La domanda è candida e birichina, e la sala sorride. «Chiara è stata la prima a vivere la spiritualità dell’unità e ha fatto nascere tutto nel Movimento. È normale che sia stata presidente. Tu che cosa hai fatto per essere presidente dopo di lei?». L’interpellata ne è divertita e risponde in francese per restare in dialogo diretto con l’adolescente. Alla domanda successiva, Maria Voce spiega che, per esigenze di traduzione e poi per la diffusione del video nel mondo, è necessario che parli in italiano. L’assenso del pubblico le dà il via, ma lei riprende a parlare in francese senza accorgersene. Ilarità tra la gente. Lei si ferma, sorride e decide di non saltare continuamente da una lingua all’altra. Dunque, solo francese, per la gioia dei presenti. Una gioia che trova il culmine alla fine della serata, quando la presidente riferisce la sua valutazione sul Paese. «Sono riconoscente a Dio che mi ha fatto fare questo viaggio in Canada. È Lui che mi ha suggerito l’idea». Poi spiega: «In questa terra c’è apertura, generosità, accoglienza verso le persone più diverse che arrivano qua in condizioni di bisogno. Immagino le difficoltà, ma voi mostrate che si possono superare». Rivolgendosi ai presenti, Maria Voce aggiunge: «È una grande testimonianza, la vostra. Fate vedere legami di famiglia tra persone di culture e popoli diversi. È il dono più bello che fate al Movimento. Il Canada è un trampolino dove si sperimenta l’unità e poi ci si lancia verso gli altri». È una costatazione e, allo stesso tempo, una consegna: «Continuate a fare come già state facendo, con la gioia di avere ricevuto un tale dono da Dio e offrirlo agli altri». L’intenso applauso manifesta la soddisfazione generale e nasconde la commozione di tanti. Nessuno partirà subito, e varie persone si faranno interpreti di una proposta: «Bisogna suggerire a Maria e a Giancarlo di tornare più spesso». Dall’inviato Paolo Lòriga [viaggio nord america] (altro…)
25 Mar 2011 | Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità
L’11 marzo, alle 2:46, stavo preparando la merenda nell’asilo nido dove lavoro. Ho sentito una fortissima scossa tellurica, ed ho subito riunito i bambini per metterci al riparo. Ho aspettato che il terremoto finisse, ma – dato che le scosse non accennavano a terminare – anch’io, che sono abituata ai terremoti, ho cominciato ad aver paura. In questa situazione, tutti abbiamo sentito il desiderio di aiutarci per affrontare insieme qualsiasi cosa sarebbe successa. Verso sera sono arrivati i genitori a prendere i bambini: a causa dei trasporti paralizzati, avevano camminato molto per arrivare, e piangevano dalla gioia di vedere che i loro figli erano al sicuro. Quando tutti i bambini ormai erano tornati a casa, ho tirato un sospiro di sollievo ed ho acceso la TV dell’asilo. In quel momento ho sentito la notizia dello tsunami. Tra le zone colpite c’era anche Miyako, la mia città. Da quel momento, per sei giorni, ho continuato a provare a telefonare a casa, senza riuscirci. Più seguivo le notizie, più mi rendevo conto della portata della sciagura, e più sentivo in me, le sofferenze spirituali e fisiche delle vittime. Era la prima volta che provavo un dolore così grande. Nello stesso tempo, mi sentivo interpellata da Dio dentro di me: “Veramente tu Mi ami? Veramente tu credi al Mio amore?” Ed io: “Sì, Signore, credo al Tuo Amore. Credo al Tuo Amore. Tu lo sai che io ci credo.” E capivo che era arrivato il momento di vivere con coraggio le virtù della fede, della speranza e della carità; che occorreva amare tutti, vivendo pienamente l’amore reciproco”.
Si è confermata in me la fede profonda che tutto quello che Dio permette è sicuramente per un disegno d’amore. Gli ho affidato allora la preoccupazione per la mia famiglia decidendo di fare momento per momento quello che mi sembrava essere la Sua volontà. Ho cercato di portare un clima di serenità al lavoro: sostenere la collega che, a causa dei ritardi dei treni, arrivava al lavoro stanca, dopo 3 ore di viaggio. Prestare indumenti caldi alle colleghe che – per il risparmio energetico – avevano freddo. Soprattutto cercavo di dedicarmi ai bambini che, per il pericolo di nuove scosse, non potevano giocare fuori. Ho sentito la pace ritornare in me! Intanto cercavo di contattare con tutti i mezzi la mia famiglia, ma senza risultato. “Quando c’è stato lo tsunami mia cognata sarà stata al lavoro nel grande magazzino della città; mia nipote sarà stata a scuola, che è vicina al porto” pensavo tra me e me, e mi prendeva la preoccupazione. Ma, proprio in quei momenti, dagli amici mi arrivava una telefonata o una mail che mi sollevavano il cuore. Anche le mie colleghe soffrivano con me e questo mi riempiva di riconoscenza. Nel vangelo del 17 marzo c’era la frase di Gesù: “Chiedete ed otterrete”, proprio nel giorno in cui si celebra l’anniversario della fine della persecuzione dei cristiani nella città di Nagasaki, dopo circa 250 anni. Ho pregato la Madonna di farmi sapere dove era la mia famiglia, e con il cuore pieno di pace sono tornata a casa. Poco dopo è squillato il telefono: era mio padre. “Tutti stiamo bene, anche la casa non è stata sinistrata”, mi ha detto con voce serena . Questa esperienza mi ha insegnato tante cose, in particolare a vivere e ad abbracciare i dolori degli altri ed a trasmettere, attorno a me, l’amore e la luce ricevute da Dio. (altro…)
25 Mar 2011 | Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
“Un’ora di ritardo!” esclama George. Sì, purtroppo, lo schermo nella sala d’attesa dà un messaggio chiaro. Anche se si parla tanto che il 97 per cento dei voli viaggiano in orario, questa volta abbiamo a che fare con il 3 per cento rimanente! Fortunatamente, avevamo calcolato parecchio tempo per raggiungere Manchester, la nostra meta. La gente in coda si cerca una sedia. I bambini sono più rumorosi. Riesco a sentire che la tensione sta lentamente salendo nella sala partenze. Avrei potuto fare qualcosa di sensato, prendere il laptop e ordinare la posta. Da qualche parte, dietro la mia schiena, un bambino comincia a piangere. Non semplicemente piangere, ma strillare. La mia concentrazione è andata! Purtroppo non ho i tappi per le orecchie … Oh che fastidio! Il suono stridulo mi sta dando sui nervi. Sì, ma non è forse la mia occasione? Un invito a praticare un po’ la Parola di vita e a vedere in ogni avvenimento, situazione o persona la volontà di Dio? Ad essere paziente, a non irritarmi ma ad amare? Questo pensiero mi dà pace, e stranamente gli strilli del bambino non mi toccano più. Improvvisamente vedo tutta la scena con occhi diversi: persone che si preoccupano di come tornare a casa, il bambino che ha sentito la tensione, è stanco, ha bisogno di distrazione. Posso fare qualcosa? Idea! Chiudere il computer portatile, prendere un pezzo di carta e una penna fuori della mia valigia e andare dal bambino che piange. Il piccolo si agita sulle braccia del padre. “Posso fare un disegno per te?” La sirena urlante si ferma di colpo. Due grandi occhi neri mi guardano sorpresi. “Guarda, disegno un animale per te. Appena vedi che tipo di animale è, me lo dici”. La penna si muove lentamente sulla carta. “Un elefante!” grida la voce di una bambina dietro di me. E’ la sorella di quattro anni. “Fante” ripete il piccolo. “Esattamente! Ora un altro animale “. “Una farfalla!” “Un treno!” E poi all’improvviso corrono entrambi verso la finestra. Scambio qualche parola con il padre marocchino e, poi, torno al mio posto. “Missione compiuta”. “Avresti dovuto vedere le facce delle persone quando sei andato da loro” dice George: “Hanno sicuramente pensato: chissà mai cosa succederà adesso!” D. R. (Danimarca) (altro…)
25 Mar 2011 | Chiara Lubich, Chiesa, Spiritualità

Chiara Lubich e Giovanni Paolo II (C) CSC
A tre anni dalla scomparsa, è uscita la prima biografia di Chiara Lubich, scritta da Armando Torno per Città Nuova: un libro che sceglie volutamente un tono non agiografico per descrivere quella che è sicuramente una delle più straordinarie esistenze del Novecento. Una narrazione piana, costruita attraverso le testimonianze delle focolarine e dei focolarini che sono stati più vicini alla loro fondatrice. Un racconto che volutamente mette sullo stesso piano le vicende umane e le esperienze mistiche di Chiara; rispettando, in questo modo, il suo carattere riservato, la sua capacità di stare al centro di tutto ma al tempo stesso di scomparire come persona. Mi è capitato di incontrarla personalmente una sola volta, l’8 marzo di qualche anno fa, al Quirinale, dove era arrivata per ricevere un’importante onorificenza dal presidente della Repubblica italiana. Era entrata sorridendo, come sempre, senza preoccuparsi se nessuno dei presenti dava segno di riconoscerla e di darle onore. A me, che le ero andata incontro emozionata, ha riservato un sorriso timido e dolce, e ha declinato con semplicità ogni mio tentativo di far sapere ai responsabili del cerimoniale che era arrivata. 
Chiara Lubich, Gerusalemme 1956 (C) CSC
La biografia rispetta questo suo atteggiamento umile e ritroso, profondamente disponibile al contatto umano ma del tutto indifferente alla notorietà, e alla ribalta che pure le spettava. A tal punto che si coglie l’importanza di Chiara nella storia del Novecento quasi più dalla cronologia comparata, molto ben fatta, che si trova in appendice al volume e che dà conto della ricchezza delle forme di aggregazione da lei create all’interno del mondo cattolico, della sua straordinaria capacità di costruire momenti di incontro e di vero dialogo con esponenti e fedeli di altre religioni, della fecondità spirituale che ha segnato la sua vita interiore. Una fecondità che ha sempre condiviso con le sorelle e i fratelli più vicini, e poi con tutti coloro che rivelavano disponibilità all’ascolto, consapevole che i tempi in cui si trovava a vivere richiedevano un’immediata condivisione di quanto lei, strumento di Gesù, arrivava a comprendere illuminata dallo Spirito Santo. Illuminazioni che nascevano dalla lettura continua della Sacra Scrittura: “Ogni volta che Chiara apriva il Vangelo vi scopriva la profondità di quelle parole di vita eterna che mai prima aveva trovato”. In questo modo, Chiara ha anticipato quello che la cultura cattolica avrebbe poi scoperto: l’ingresso nel linguaggio spirituale della parola amore, fino a quel momento riservata più che altro ai discorsi mondani; l’idea della spiritualità dell’unità, che si trasforma in una appassionata forma di dialogo tra le religioni e in una risposta alla “notte culturale” dell’umanità. Senza mai preoccuparsi che fosse ricordato il suo ruolo precorritore. La proposta di una nuova evangelizzazione, secondo le sue parole, “non significa soltanto che il mondo secolarizzato” ne ha bisogno, ma anche che “l’evangelizzazione va fatta in maniera nuova”. E alla ricerca di questa maniera nuova dedica tutte le sue energie: gli incontri, anche quelli apparentemente secondari, si trasformano grazie a lei in nuove vie e nuovi progetti, allargando sempre più la rete dei coinvolgimenti nel suo ideale: la santità a portata di tutti. Il suo movimento si apre a tutti gli ambiti, in un’ottica universale, con particolare attenzione alla cultura e ai media, mentre la sua vita interiore dà un nuovo impulso agli studi teologici. Ma certamente l’aspetto di novità più forte che ha segnato la sua vicenda è proprio il suo essere donna, una donna che dà un accento fortemente femminile a ogni sua opera: basti pensare al nome più conosciuto del movimento da lei fondato (ufficialmente Opera di Maria) che evoca il focolare, spazio tradizionalmente femminile. Comincia circondandosi di donne, che sanno poi aprirsi alla necessaria presenza maschile, e dà disposizioni che a presiedere il movimento sia sempre una donna. 
Chiara Lubich con i fon di Fontem e Fonjumetaw nel 2000 - (C) CSC
Anche la spiritualità dell’Opera prende una forma femminile, rappresentando la presenza mistica di Maria nella Chiesa. In questo modo, con la sua straordinaria esperienza, Chiara – che parla alle assemblee dei vescovi, è ascoltata dai Papi, viene accolta con gli onori di un capo di Stato nei Paesi che visita – realizza quello che i tempi richiedono anche alla Chiesa: riconoscere l’importanza del ruolo delle donne. Ma lo ottiene senza rivendicare diritti, senza nessuna asprezza. Lo ottiene dimostrando di sapersi meritare quell’autorità che le viene riconosciuta, come è stato per le grandi sante nella storia della Chiesa. La sua importanza nel cattolicesimo del Novecento è anche la prova di una rivoluzione femminile compiuta nel silenzio e nella modestia. Rimane il compito di prenderne atto. di Lucetta Scaraffia Fonte: L’Osservatore Romano 25 marzo 2011 (altro…)
25 Mar 2011 | Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Sociale

La comunità dei Focolari in Egitto
Si sono recati nel Paese arabo per incoraggiare il nuovo impegno che come cittadini gli egiziani si stanno prendendo, ma soprattutto per portare il calore e il sostegno di tutto il Movimento sparso nel mondo alla comunità egiziana in un momento storico di straordinaria intensità. “Sono al settimo cielo dopo aver dato per la prima volta il mio voto. Nella mia fabbrica ci sono tanti operai, probabilmente appartenenti all’organizzazione dei ‘Fratelli musulmani’, e sapevo che il loro voto sarebbe stato contrario al mio… Siccome la fabbrica chiude dopo la chiusura delle urne, quando non ci sono più autobus ho sentito la spinta a portarli io al seggio, facendo due viaggi con la mia macchina. Non ho voluto indottrinarli, l’unico mio consiglio è stato: votare per il bene del Paese.” Ecco una delle testimonianze che ci arrivano dalla comunità de Il Cairo a ridosso del recente referendum costituzionale, che racconta la vivacità di un popolo che si sta riscoprendo protagonista del proprio cambiamento. Lucia Fronza Crepaz e Franco Pizzorno sono appena rientrati da un viaggio durato quattro giorni nel Paese arabo: li abbiamo incontrati nella sede della segreteria centrale del Movimento Umanità Nuova, di cui sono corresponsabili. Un viaggio organizzato in poco tempo e forse non previsto: com’è maturata la scelta di partire per l’Egitto? FP: “In effetti abbiamo deciso venerdì 11 Marzo e cinque giorni dopo eravamo già sul posto. L’occasione è stata una lettera che ci è arrivata dalla comunità dei Focolari presente a Il Cairo: il racconto della situazione che stanno vivendo ci ha fatto capire che era necessario far sentire loro l’appoggio e il calore di tutto il Movimento sparso nel mondo. Oltre al fatto che c’era una precisa richiesta di aiuto per formare al vivere sociale una comunità da troppi anni oppressa e che sta riscoprendo solo ora la sua identità di popolo”. Che situazione avete trovato al vostro arrivo? LFC: “Questa richiesta è nata dal senso di responsabilità che anche i membri del Movimento hanno sentito verso il loro Paese. Abbiamo trovato uno splendido fermento, tipico di chi finalmente, dopo anni di dittatura, può respirare e pensare; c’è un grande entusiasmo nella gente che è cosciente di farsi carico delle sorti della propria nazione, a cominciare dalla propria strada, dal proprio quartiere: la domanda era “come fare?”. Abbiamo portato le esperienze e le riflessioni maturate in questi anni in tutto il mondo e, assieme a loro, cercato di capire come ci si possa muovere, ognuno nell’ambiente dove opera, con la fraternità nel cuore, nella mente, e nella forza delle braccia”. Rientrati a Roma, cosa rimane di questo viaggio? LFC: “Il senso di una scommessa vinta, se pensiamo che loro stessi si sono scoperti pronti più di quanto pensassero. Ci ha colpito molto un fatto: il Movimento dei focolari lì può attuare la sua vocazione, quella di mettersi dentro la ferita fra cristiani e musulmani. I Focolari hanno scelto la loro frontiera che è quella di credere nella possibilità di rapporto tra questi due gruppi, nonostante le ferite profondissime che secoli di storia e di incomprensioni vorrebbero vedere vincenti. Chi vive lì per la fraternità universale è chiamato a stare dentro questa piaga e a dare un contributo fattivo al suo risanamento”. FP: “E in questo percorso penso sia fondamentale puntare sulle nuove generazioni e sulla possibilità di una nuova fiducia nelle istituzioni, che con il tempo dovrà maturare. Abbiamo visto nella comunità del Movimento e particolarmente nei giovani, grande gioia, sicurezza e voglia di fare, pur nelle difficoltà che vivono da sempre e che li rendono particolarmente sensibili a vivere per la fraternità universale”.
A cura di Paolo Balduzzi
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24 Mar 2011 | Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
Come già da vari mesi abbiamo preannunciato sul sito, nel ventesimo anniversario dell’Economia di Comunione lanciata da Chiara Lubich in Brasile nel maggio 1991, si svolgerà presso la Mariapoli Ginetta, l’Assemblea Internazionale EdC. E’ un evento importante, preparato con cura e atteso dal dicembre del 2007, quando ne fu preannunciata la realizzazione alla fine dell’ultimo Congresso internazionale Edc di Castelgandolfo. programma invito Assemblea Internazionale Edc Sono invitate a partecipare all’Assemblea persone già coinvolte dal progetto, i responsabili e i protagonisti dell’EdC: imprenditori, lavoratori, ricercatori e studenti appassionati di EdC. Per iscriversi (entro il 31 marzo 2011) occorre compilare l’apposita scheda sul sito http://www.cmginetta.org.br. (vedi precisazione in basso)1. L’evento sarà di festa e di riflessione, approfondimento e comprensione dei passi da fare in vista dello sviluppo futuro: dal 2011 al 2031, per continuare a
credere in una Economia di Comunione, a viverla, a farla crescere oltre tutti i muri, a piantare alberi che coltiviamo oggi e che porteranno frutti domani. Le quattro giornate dell’Assemblea saranno caratterizzate al mattino da un tema principale tenuto ogni giorno da un relatore diverso: ne sono protagonisti: Alberto Ferrucci (20 anni di EdC:una storia d’amore tra cielo e terra), Vera Araujo (Quale idea di persona alla radice dell’EdC?), Genevieve Sanze (Le sfide dello sviluppo e delle povertà) e Luigino Bruni (In cammino verso il 2031); seguirà poi ogni giorno un Panel su argomenti specifici: Imprenditore e impresa, Povertà e sviluppo, Aspetti istituzionali e dimensione culturale: a seguire esperienze e best practices. Nel pomeriggio lavori di gruppo, dialogo, tavole rotonde, una visita al Polo Spartaco. In questi mesi sono in fase di preparazione alcuni documenti che verranno portati all’attenzione dell’Assemblea: La carta d’identità Edc, le nuove Linee per condurre una impresa Edc ed il documento, rivolto alla società civile ed al mondo politico, “Per un nuovo agire economico di comunione“. Parallelamente all’ Assemblea, un gruppo internazionale di studiosi sta organizzando un workshop di ricerca dal titolo: EoC Research Workshop – Economy of Communion: Towards a new economic culture. Recent Research. Il termine per la presentazione elettronica del call for paper è il 4 aprile 2011.
La giornata conclusiva del 29 maggio sarà invece aperta a tutti: per chi partecipa SOLO a quest’ultima giornata il link per iscriversi, a condizioni agevolate entro il 20 aprile e a condizioni standard dopo quella data, è invece questo: iscrizioni giornata aperta 1 – Nota importante per le iscrizioni all’Assemblea: Attenzione! L’unica scheda valida per registrarsi per l’intero periodo è quella protetta da password sul sito della Mariapoli Ginetta:http://www.cmginetta.org.br! I referenti delle commissioni locali Edc hanno accesso all’area riservata dove è disponibile la password per accedere alla scheda di registrazione. L’altra scheda di cui si trova il link qui sopra, alla quale si accede senza password, serve per prenotarsi unicamente alla giornata aperta conclusiva e va utilizzata da chi partecipa solo a quel giorno! (altro…)
23 Mar 2011 | Centro internazionale, Chiesa, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
«L’Islam è una sfida per la Chiesa. Quali sono i contatti del Movimento con i musulmani?», chiede il card. Jean-Claude Turcotte, arcivescovo di Montreal. «Quali autori hanno alimentato il pensiero della vostra fondatrice riguardo alla spiritualità di comunione?», domanda mons. Paul-André Durocher, vescovo di Alexandria-Cornwall, al confine tra l’Ontario e il Quebec. Siamo all’inizio dell’appuntamento e già la riflessione entra nel vivo. L’accogliente Centre International di rue Grenet, in una Montreal imbiancata dalla neve, il 22 marzo ospita un gruppo di sette vescovi della Chiesa canadese che hanno desiderato incontrare Maria Voce e Giancarlo Faletti, durante la loro permanenza nel Paese. Il tema scelto è la spiritualità di comunione, fattore fondativo del carisma di Chiara Lubich.

Esperienza di una giovane
Introdotta dal vescovo di Valleyfield, mons. Luc Cyr, la presidente Voce tratteggia con efficaci pennellate la spiritualità focolarina, sottolineando che «è frutto maturo del carisma dell’unità» e poggiandola su alcuni pilastri: la scoperta di Dio Amore, quale prima scintilla; l’amore al fratello sino a dare la vita, come terreno; l’amore reciproco, cuore del Vangelo, tipico comandamento della spiritualità di comunione; l’unità, da concorrere a realizzare in ogni ambiente; Gesù crocifisso e abbandonato, modello da rivivere per costruire l’unica famiglia umana. Ed ecco, prontamente, le domande dei presuli – dalla secolarizzazione alle nuove generazioni –, che aprono ancora di più all’ascolto dei frutti di una spiritualità di comunione. Giancarlo Faletti, co-presidente dei Focolari, ne illustra alcuni esempi, partendo dall’Anno sacerdotale e giungendo al recente viaggio di Maria Voce in Terra Santa. Le testimonianze successive, offerte da un parroco, una coppia di sposi, una giovane e la titolare di un’azienda dell’Economia di comunione, hanno reso vitale, lineare e vicino l’apporto della spiritualità dell’unità. 
Testimonianza di una coppia di sposi
«L’atteggiamento di reciproca accoglienza e l’umile ascolto hanno permesso un effettivo incontro di comunione tra istituzione e carisma. La gioia sul volto di tutti ne confermava la riuscita», ha commentato Maria Voce. Il giorno precedente, prima di lasciare Toronto, la presidente dei Focolari s’era recata in visita all’arcivescovo, mons. Thomas Collins. L’appuntamento, durato trenta minuti, s’era svolto al sesto piano dell’edificio che ospita gli uffici diocesani. Nel cordiale dialogo, il prelato aveva più volte sottolineato il prezioso apporto offerto dal Movimento alla vita di una diocesi tanto cosmopolita.
Poi, partenza dalla capitale dell’Ontario (anglofona) in vista di Montreal (francofona), Quebec: 540 chilometri in direzione nord-est lungo un’autostrada che corre in mezzo ai boschi e con una visibilità ridotta. Alle porte di Montreal, colpo di scena,: scompare la nebbia. Ed effetti speciali: inizia a nevicare proprio quando Maria Voce e Giancarlo Faletti fanno il loro ingresso in città. Chi poteva immaginare un comitato d’accoglienza così ben organizzato?
Dall’inviato Paolo Lòriga
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23 Mar 2011 | Focolari nel Mondo, Senza categoria
23 Mar 2011 | Chiara Lubich, Chiesa, Cultura, Ecumenismo, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità
Dal Venezuela al Burundi, dall’Australia al Vietnam. In tutte le lingue, di tutte le fedi religiose. Cristiani, ebrei, musulmani. Nunzi apostolici, bambini, giovani, famiglie. Dappertutto si è guardato con gratitudine al carisma lasciato da Chiara sulla terra. Dappertutto in un clima di famiglia si è rinnovato l’impegno a portare avanti il suo sogno, di veder cioè realizzata la preghiera di Gesù al Padre: “che tutti siano uno”. “Da quel 14 marzo 2008 – ha detto a Caracas il nunzio apostolico in Venezuela, mons. Pietro Parolin – questo canto, questo inno di gioia e di gratitudine non si spegnerà più nel cuore e sulle labbra di Chiara Lubich, per tutta l’eternità”. In una messa concelebrata da 4 vescovi e dodici sacerdoti, alla presenza di diversi Movimenti ecclesiali, il nunzio ha indicato la via da seguire. “Se in una città, come in questa città, a Caracas si accendesse il fuoco che Gesù ha portato sulla terra e questo fuoco resistesse per la buona volontà degli abitanti al gelo del mondo, avremmo in poco tempo incendiata dall’amore di Dio, la città”. Dal Perù al San Salvador. E ancora Honduras, Guatemala, Nicaragua. “Nelle omelie delle varie messe – scrivono Martita e Gustavo dal San Salvador – ricorrevano le parole ‘santità’, ‘ carisma per tutta la Chiesa’, segno che la spiritualità è ormai conosciuta ed apprezzata”. Una diffusione che ha varcato i confini della Chiesa cattolica. A Tucuman – in Argentina – Chiara è stata ricordata con un incontro interreligioso al quale hanno partecipato cristiani delle varie chiese, ebrei, musulmani. “Io sono tra coloro che non hanno conosciuto Chiara – ha detto il Rabbino Salomon Nusbaumm – ma che ha conosciuto i suoi frutti. E conoscendo il frutto si può lodare l’albero. Dio Onnipotente accolga Chiara assieme a tutti i giusti”. Da Quito, in Equador, così la comunità del Focolare scrive: “Anche la tragedia in Giappone e il pericolo di tsunami che abbiamo vissuto qui, ci sembravano tutti richiami dell’Eterno Padre a radicarci nell’essenziale”. La comunità di San Josè (Costa Rica) ha invece pensato ad un programma “in piazza” con stand sui frutti del carisma di Chiara e momenti di musica e spettacolo per attirare l’attenzione dei passanti. Partecipazione di popolo alle manifestazioni promosse per l’anniversario di Chiara in Brasile. Dalla Mariapoli Ginetta a Porto Alegre alla Mariapoli Santa Maria (Recife), dove – così scrivono – “in 35 città, con la partecipazione complessiva di 4.273 persone, abbiamo ricordato il terzo anno del suo arrivo in Paradiso”. Un salto d’oceano e arriviamo Cebù, nelle Filippine dove al programma dell’intera giornata è rimasto anche l’arcivescovo della città mons. Josè Palma. Riferendosi alla beatificazione di Chiara Luce Badano, mons. Palma ha parlato anche della futura beatificazione di Chiara, augurandosi che entro due anni venga iniziato il processo. Chiara è stata ricordata anche a Bangkok, in Vietnam, nel Myanmar. E in India nelle città di Mumbai, Bangalore, Delhi e Goa. E alla nunziatura – scrivono da Mumbai – “il nunzio ha iniziato la messa chiedendo la grazia di poter essere tutti come lei, testimonianza dell’amore con forza e coraggio per dare la luce a tutti, come ha fatto lei”. A Medan, in Indonesia, sembra davvero di essere agli ultimi confini della terra. Eppure anche da qui così scrivono: “L’atmosfera era molto bella, si sentiva che Chiara era vivissima e in tutti era tangibile la gioia e la gratitudine di essere stati generati figli suoi e far parte di questa straordinaria famiglia sua”. L’anniversario di Chiara è stato “un momento di Dio” anche in tutta la zona dell’Australia: dalla nuova Caledonia alla Nuova Zelanda, a Perth, Melbourne e Sydney.
E, per finire questo viaggio attorno al pianeta, andiamo in Africa. Da Bujumbura in Burundi così la comunità scrive: “Chiara era con noi, al centro della festa. Toccante la presenza folta e i ritorni di persone che hanno avuto un rapporto con Chiara. Lei passa e attira ancora”. Sono in maggioranza giovani, gli 800 presenti nella Cittadella Piero in Kenia dove tutti parlano di “gioia, rinnovamento, santità aperta a tutti”. “Vogliamo continuare a portare avanti la consegna di Chiara è : offrire le nostre braccia per portare a Dio il nostro pezzo di continente”, scrivono. Anche in alcune città del Congo – Kinshasa (700), Kikwit (2000), Lubumbashi, (400), Goma (200) e Bukavu (100) – il 3° anniversario della partenza di Chiara è ricordato da tanti. Caratteristica comune: una forte presenza di Chiara e una forte spinta a trasformare e santificare l’ambiente dove si vive. Il sindaco del comune di Nzinda ha espresso la sua gratitudine per essere stato invitato: “Ho scoperto la ricchezza e la realtà della vita dell’Opera , essenziale per realizzare la fraternità universale che può rimuovere l’ingiustizia e gli antivalori dalla società congolese”. (altro…)
23 Mar 2011 | Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
Il 24 e 25 marzo 2011 a Parigi con un convegno internazionale alla Sorbona, all’Unesco e all’Academie Française assisteremo all’inaugurazione ufficiale del Cortile dei Gentili. È stato lo stesso Benedetto XVI a volere questo dipartimento permanente per il dialogo tra credenti e non credenti varato in Vaticano nell’ambito del Pontificio Consiglio della Cultura. Prende il nome dall’omonimo cortile che nell’antico Tempio di Gerusalemme ospitava non ebrei, fedeli di altre religioni, agnostici. Il nuovo dipartimento è già operativo. L’Università di Bologna ha organizzato un primo incontro dove a dialogare sono i laici. Il “Cortile dei gentili” non è luogo di confronto istituzionale – non è una trattativa per arrivare a un documento comune -, è luogo di dialogo.
Sede dell’inaugurazione, Parigi, città simbolo della laicità. La nuova fondazione vaticana nasce con il proposito di sollecitare un confronto aperto in materia di fede tra credenti e non credenti. “Il dialogo – spiega Mons. Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio consiglio della cultura, che porta avanti l’iniziativa – presuppone un confronto di argomentazioni rigorose con la propria identità senza sincretismo o concordismi vaghi”. All’iniziativa hanno già aderito molte personalità e intellettuali laici di chiara fama; l’organismo permanente è aperto a tutti, in piena libertà, con rispetto. All’inaugurazione parigina saranno presenti a nome del Movimento dei Focolari Claretta Dal Rì e Franz Kronreif, responsabili del dialogo con persone di convinzioni non religiose. In questi giorni sono nei pieni preparativi di un altro importante appuntamento che coinvolge credenti e non credenti, persone accomunate dallo stesso desiderio di collaborare per concorrere a comporre nella fraternità la famiglia umana. Si tratta di Umanesimo dialogo fraternità –eredità di Chiara Lubich, in programma a Castel Gandolfo dal 1° al 3 aprile prossimi, rivolto ad un pubblico internazionale.
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22 Mar 2011 | Focolari nel Mondo
Viaggio di Maria Voce 16 marzo 2011 a 18 aprile 2011 (altro…)
22 Mar 2011 | Focolari nel Mondo, Senza categoria
22 Mar 2011 | Centro internazionale, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
Com’è tipico di pochi Paesi al mondo, quelli più vasti, le distanze qui in Canada si misurano in ore di aereo. Per esempio, tra Vancouver e Toronto ci sono cinque ore di volo, pari al tragitto tra Roma e La Mecca. Indimenticabile resterà perciò la giornata di domenica 20 marzo, quando si è ritrovata una rappresentanza delle comunità dei Focolari provenienti da tutto il Paese, sia dalle metropoli che dalle città come Whitehorse, a nord, nei territori scarsamente abitati al confine con i ghiacci dell’Alaska. Ecco perché nella sala della Michel Power High School sin dall’inizio regnava un’effervescenza diffusa. Per la prima volta, la delegazione della comunità di Vancouver, all’estremo ovest, incontrava le persone di Toronto o Montreal, estremo est. Per tutti era la prima volta da quando il Movimento è presente in Canada. Un evento storico prodottosi e suggellato dalla presenza della presidente Maria Voce.
Una suggestiva carrellata della vita nelle diverse città ha mostrato i frutti maturati da una presenza ormai pluridecennale e ha fatto prendere maggiore consapevolezza ai seicento presenti di quanto sia radicato nel territorio il Movimento. Un Movimento che accomuna – lo abbiamo visto anche nella festa musicale del pomeriggio – persone provenienti dai contesti più diversi e impegnate in tanti ambiti.
Numerosi gli immigrati – gente coraggiosa che ha saputo ripartire da zero –, che hanno scoperto una famiglia più grande, quella spirituale del Focolare. Ammirevole, allo stesso tempo, il legame di solidarietà sviluppato (a motivo della comune lingua francese) con la lontana isola caraibica di Haiti, forse il Paese più povero al mondo. Numerose sono le opere sociali sostenute in quell’isola da parte delle diverse comunità canadesi.
Al cuore della giornata c’è stato l’atteso incontro con Maria Voce e Giancarlo Faletti. Ottanta minuti di domande e risposte, in cui sono stati affrontati tanti temi, dal dialogo interreligioso al rapporto con i giovani, dal dopo fondatrice alla comunione dei beni. Tutto nell’orizzonte di una società ormai percorsa profondamente dal secolarismo e dal laicismo.
«Il Movimento è nato in un contesto di forte tradizione religiosa, ma è stato inviato dallo Spirito Santo – ha rassicurato il co-presidente Faletti – proprio per questo tempo. Il secolarismo ci sta togliendo sicurezze ma ci invita ad essere la risposta ad un tale fenomeno, a diventare agili annunciatori del Vangelo, portatori di una novità rivoluzionaria». La Messa per il terzo anniversario della partenza di Chiara Lubich, presieduta dal vescovo William McGrattan, è stata il culmine dell’appuntamento. «In questa celebrazione per Chiara – ha sottolineato Maria Voce – festeggiamo con lei il passo che oggi qui in Canada facciamo verso il mondo unito».
Dall’inviato Paolo Lòriga
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22 Mar 2011 | Chiesa, Focolari nel Mondo, Spiritualità
«Approfondire la conoscenza e l’unità con i vostri rispettivi fondatori, nel clima di fraterna carità” questo il percorso che Paolo VI ha indicato nell’udienza pubblica del 14 Aprile 1971, chiamandole: “Religiose aderenti al Movimento dei Focolari”. Da quel momento, ogni anno un folto gruppo di religiose di diverse congregazioni e membri di istituti secolari di varie nazionalità, si incontrano dedicando la loro formazione e il loro aggiornamento alla sempre più profonda comunione tra di loro, unita all’approfondimento dei punti della spiritualità dell’unità. “Presenti fin dai primi tempi del Movimento, – disse Chiara Lubich nella lectio per la Laurea h. c. in Teologia della Vita Consacrata (Roma 2004) – le Religiose, le cui diverse spiritualità si armonizzavano e risplendevano maggiormente nella comune fraternità, ci hanno dato modo di contemplare gli Ordini, le Congregazioni, le Famiglie religiose, come splendide aiuole del magnifico giardino della Chiesa in cui sono fiorite e fioriscono tutte le virtù”. L’incontro a Castel Gandolfo è centrato sul tema della Volontà di Dio. All’approfondimento teologico, spirituale
e sociale seguirà un ricco scambio di esperienze di vita di membri del Movimento di diverse vocazioni. Per poter rispondere alle sfide della società di oggi, ci sarà un approfondimento sul dialogo interreligioso. Momento centrale dell’evento, la celebrazione di ringraziamento che darà solennità alla festa seguita da una carrellata di testimonianze dei primi tempi. Uno speciale momento artistico inviterà tutti a camminare insieme verso la “santità”. (altro…)
21 Mar 2011 | Centro internazionale, Focolari nel Mondo, Spiritualità
More about Maria Voce’s visit to North America – March-April 2011
What expectations do you have in visiting Canada and the U.S. and the Focolare communities here?
Like other trips I’ve made, my greatest desire is to walk in the footsteps of Chiara Lubich and discover with all of you, in the light of that unity that Jesus brings with his presence when we love each other, what new steps need to be taken in order to fulfill God’s plan on each country and the whole continent — a plan that Chiara, prophetically, already intuited.
Chiara visited the U.S. several times. She was struck from the start by its international flavor and by the simplicity that characterizes it, features she thought made this country particularly receptive to the spirit of the movement. I remember that in 1990 in New York City, a few months after the fall of the Berlin Wall and other similar walls in Eastern Europe, she talked about other walls that needed to come down — the walls of materialism, consumerism and hedonism. She prayed that God would hasten the arrival of a united world.
What can the charism of unity offer in these painful times, caused by, among other things, the economic crisis? We will find out. It seems to me that it can help us gain awareness that all peoples need one another, that we will overcome the crisis only if we activate a dynamic exchange of each other’s particular gifts. The specific calling Chiara envisioned for the movement in the U.S. and Canada was to activate a communion of spiritual and material goods, to create community everywhere.
Today it is more urgent than ever to create unity and community. It is a question of survival.
What have you discovered in visits to so many countries? What do you take away from these encounters?
Each visit has profound repercussions, and not for me alone. Here are two examples.
Africa and Asia were the first two continents I visited, and I was deeply touched by the wealth of values I found there that here in the West we have come to consider obsolete. While in the West the virus of individualism spreads, when I went to Cameroon in 2009 I saw how natural communal life is for Africans. I was struck by their religiosity: they experience their religious celebrations as integral to their lives, and their whole lives are a celebration. I saw this in Asia too: South Korea, Japan, the Philippines, Thailand and Pakistan. I was fascinated most of all by their sense of the sacred, their sensitivity to the divine. I also saw great gentleness, exquisite hospitality and an exceptional capacity to bear very painful situations.
To encounter and truly appreciate these values, among other things, helps us Westerners to free ourselves of the sense of superiority we unconsciously harbor, which truly melts away when we enter their culture with them. You find that your own sense of humanity becomes richer, that you are on your way to acquiring a global mind open to all cultures. And this is needed more than ever in our contemporary world, which in spite of evidence to the contrary is actually speeding toward unity.
You have given special attention to the youth. Why is this, and what do you hope for in meeting them?
I give special attention to the young people because I’m more and more convinced that they have tremendous potential and that they are asking us to listen, and to allow them to be the agents of a change we all very much want.
In the last few months it has been in the news every day: young people are taking center stage in country after country all over the world. They have the courage to take to the streets and say “no” to the myriad forms of corruption and injustice and to ask for bread and knowledge. And they are forcing people to pay attention.
Let me give you an example that took place in Spain last January when I was there. The young people there asked me to engage in dialogue with them during an event they entitled, “Positive revolution: protagonists in our world.” It wasn’t a last-minute thing. In the months that led up to it we had numerous exchanges via Skype on how to structure the encounter. My role was mainly to encourage them to offer their own answers to the questions that trouble young people today — and they found those answers by putting the Gospel into practice. They themselves were able to come up with the innovative language needed to communicate these answers effectively: they used music, workshops and exchanges of experiences in an event marked by a festive atmosphere, which lasted 12 hours!
I proposed to the many youth gathered there to aim high, to be love in action for everyone they meet in order to successfully carry out the positive revolution they want, and I felt that my words were hitting home. I am sure I can expect this and more from the youth here in North America.
How do you manage to follow such a vast movement, so that the Focolare remains faithful to Chiara Lubich’s inspiration and legacy?
The first “word” that comes to mind is “For them I sanctify myself” (Jn 17:19). I feel very strongly at this time that a renewed commitment to strive for holiness is what is needed. This was emphasized by the beatification of Chiara Luce Badano [an 18-year-old Focolare member], and by Pope Benedict XVI himself when he received me in an audience.
I often think back to the small group formed by Chiara and the first people who followed her. They lived love. They communicated God’s tremendous attractiveness with their very being and with words of life.
This strengthens in me the belief that the closer we get to God, the more we are faithful to Jesus crucified and forsaken — who has the power to “dry up the waters of tribulation,” as Chiara wrote, in those who are close to us, in ourselves and in the many difficult situations we encounter — then the more we contribute to unity, to the fulfillment of God’s plan for the movement to the benefit of the world, keeping the presence of Jesus alive in our midst.
We also have to keep in mind the principle of communicating vessels. Look how many all over the world have by now climbed aboard the train of what we call the holy journey of life (see Ps 84:6). Look how much suffering has been transformed into love by people in hospitals and by those who are close to the end of this journey.
As early as the 1950s, Chiara used to say that this is the way to create that “system of spiritual pulleys that will lift up the world.” Together we will carry everything ahead.
Clare Zanzucchi
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20 Mar 2011 | Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
La faccenda sorprendente è stato leggere lo stupore sui volti dei giovani del Movimento. Gran parte di coetanei venuti per la prima volta ad un incontro con la spiritualità dell’unità si erano infatti messi ordinatamente in fila per parlare con Maria Voce. In modo spontaneo si sono recati da lei dopo averla sentita rispondere alle loro domande. E non si è trattato di un saluto dettato dalla buona educazione. A spingerli è stato il desiderio di riferire subito qualcosa di intimo che questa signora dai capelli bianchi, dell’età della loro nonna, aveva saputo toccare dentro di loro. «Grazie di avermi dato il senso del dolore», confidava uno studente di origine filippina. «Hai spiegato in modo così semplice che posso superare la sofferenza con l’amore, che ho detto: “Ce la posso fare”», ha soggiunto Cheryl, capelli biondi e occhi celesti, mentre una ragazza afro-canadese: «La vita che ci hai proposto è radicale, ma tu ci hai dato un grande incoraggiamento». Da qui, la meraviglia. Alma e Len ci dicono: «Non abbiamo mai visto nulla del genere. Non è proprio della cultura canadese andare a riferire i propri stati d’animo».
La sala del St. Joseph’s College ha visto arrivare un centinaio di ragazzi anche da Vancouver, sulla costa pacifica, e da Calgary, distante quattro ore di aereo. Ma ne valeva la pena. Il filo conduttore dell’incontro è stato la presentazione della vita di Chiara Luce Badano, da poco proclamata beata. Il titolo non consentiva scampo: “Eroi di oggi, santi di domani. Te la senti?”. Una proposta esigente ad ogni latitudine, ma che qui in Canada mette con le spalle al muro, perché significa andare contro tutto. Qui la secolarizzazione ha ridotto in qualche decennio la pratica religiosa dall’80 per cento a meno del 10. Qui una donna può abortire per qualunque ragione in qualsiasi momento della gravidanza; è stato legalizzato dal 2005 il matrimonio di coppie dello stesso sesso; la religione e i suoi simboli sono sempre più estromessi dallo spazio pubblico; i mezzi di comunicazione si mostrano intolleranti verso la fede e i credenti; i diritti fondamentali della libertà religiosa e persino della coscienza sono messi in questione dai tribunali. Eppure Maria Voce, davanti alla domanda se è possibile trasformare la società, non ha badato a mezze misure. «Se non cambiate voi il mondo, non lo cambia nessuno – ha messo subito in chiaro -. La società ci induce a pensare: se avessi di più, sarei più felice. Ho invece l’impressione che i giovani hanno tante cose, ma non la felicità, perché non scoprono che ciò che dà la felicità è l’amore».
La presidente aveva acceso il fuoco. «Nella giornata di oggi avete sperimentato l’amore evangelico. Adesso non accontentatevi di meno. Non tornate indietro. Non rischiate di chiudere la porta a Dio». E ancora: «Lui ha fiducia in voi. Voi avete fatto questa esperienza, oggi. Portatela agli altri. Il futuro del Canada dipende da voi. E non sentitevi soli, perché i giovani degli altri Paesi sono i vostri supporter. Insieme è possibile cambiare il mondo». La consegna è data. E quelli in fila sono andati a dire che ci stanno a questa donna che non conoscevano un’ora prima. Poi, un abbraccio o due baci, e un’istantanea per non dimenticare. Mentre esplode l’allegria cosmopolita di questi ragazzi durante la foto corale con Maria Voce e il co-presidente Giancarlo Faletti.
Dall’inviato Paolo Lòriga
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19 Mar 2011 | Chiara Lubich, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
La fraternità, l’urgenza del dialogo, l’attenzione agli ultimi, l’impellenza della legalità. Il terzo anniversario della dipartita di Chiara per il cielo, è servito alle comunità dei Focolari presenti in Italia per affrontare temi che stanno a cuore del popolo italiano alla luce della spiritualità di comunione.
A Brescia, per esempio si è deciso di ricordare la fondatrice del Movimento dei Focolari con una tavola rotonda dal titolo “Chiara Lubich, una vita per l’unità. La sfida della fraternità”, presenti don Vincenzo Zani e il prof. Martin Nkafu. A Milano è stato il cardinale arcivescovo Dionigi Tettamanzi a presiedere una santa messa nella basilica di Sant’Ambrogio. Ma in tutte le più improntanti città della Lombardia hanno ricordato Chiara a tre anni dalla sua partenza per il cielo. Anche Roma ha reso omaggio alla Lubich, puntando alle grandi vie di dialogo aperte dal suo carisma. “Chiara Lubich, una donna in dialogo. Spunti di dialogo interreligioso e con il mondo della cultura contemporanea”: è il titolo di un incontro che si è svolto nel prestigioso Palazzo della Cancelleria. Hanno preso la parola due donne: una ebrea – Lisa Palmieri Billig dell’American Jewish Committee e una musulmana, Shahrzad Houshmand, docente di studi islamici alla Università Gregoriana. Concerti, messe, presentazioni di libri, incontri a tema. Addirittura un itinerario cittadino alla scoperta de “La Roma di Chiara” guidato da Oreste Paliotti. Così la capitale ha reso omaggio a Chiara con un fitto programma che si è dipanato per tutta la città. “Questa proposta di eventi a distanza di tre anni dalla dipartita di Chiara Lubich – spiegano i promotori delle varie iniziative – desidera mettere in luce ed insieme dare rilievo alla vita della comunità romana dei Focolari che è presente capillarmente negli ambienti più diversi e nei vari municipi e quartieri di questa città” (www.romaamor.it). Anche nel centro dell’Italia, molti e capillari sono stati gli avvenimenti organizzati in Abruzzo e in Sardegna. E sempre rimanendo nel Lazio, sono stati 18 gli eventi messi in programma per ricordare Chiara. Anche qui messe, incontri di comunità, presentazioni di libri e tavole rotonde a tema si sono svolti in modo capillare, anche nei più piccoli centri cittadini della regione. Da Poggio Mirteto e Tuscania fino al litorale romano. (altro…)
18 Mar 2011 | Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
Ad accogliere Maria Voce e il co-presidente Giancarlo Faletti il 16 marzo all’aeroporto internazionale di Toronto c’era una festosa rappresentanza del Movimento. La consegna di un elegante bouquet di fiori bianchi e gialli e lo sventolio di una bandiera canadese con la tipica foglia rossa di acero hanno costituito il momento culminante del primo saluto. Poi sono seguiti tanti calorosi abbracci. I tratti somatici così diversi indicavano che anche la comunità del Focolare era uno spaccato fedele della multietnica e multiculturale società canadese. Qui vivono numerosi immigrati provenienti da oltre 150 Paesi. Tanti popoli, tutti accolti da una nazione ospitale, che nel 1976 ha modificato la legge che limitava i flussi dai Paesi non europei. L’immane tragedia del Giappone è perciò qui vissuta con particolare partecipazione, proprio perché tanti figli del Paese del Sol levante vivono qui da molti anni e fanno parte integrante della popolazione. Altrettanto accade quando vengono colpiti da avvenimenti tristi altri Paesi qui rappresentati dai rispettivi emigrati. Questa accoglienza manifesta l’autentico essere del popolo canadese, con i suoi 34 milioni di abitanti, il 90 per cento dei quali vive concentrato entro la fascia – ampia solo 160 chilometri – che corre lungo la sterminata linea di confine con gli Stati Uniti, anche se con i suoi 10 milioni di chilometri quadrati è il Paese più esteso dopo la Russia. In fatto di convivenza e di integrazione tra popoli, razze, culture e religioni diverse, il Canada si pone inevitabilmente come un laboratorio di tutto rispetto, cui guardano sempre più numerosi Paesi ormai investiti da consistenti flussi migratori alimentati da miseria, guerra, regimi oppressivi.
Con i suoi quasi cinque milioni di abitanti appartenenti ad oltre cento gruppi etnici la cosmopolita Toronto costituisce un ottimo luogo di atterraggio per una prima conoscenza del Canada. La presidente Maria Voce l’ha attraversata il giorno successivo prima di dirigersi verso uno spettacolo naturale di indubbio fascino, distante dalla città solo 140 chilometri: le cascate del Niagara, ammirate in una giornata di calda luce. «È una nazione che definirei serena, da queste mie prime impressioni – ha commentato la donna che è succeduta alla fondatrice Chiara Lubich, scomparsa il 14 marzo del 2008 -. Gli ampi spazi, le distese a perdita d’occhio, la natura affascinante, la cordialità della gente, la convivenza delle diversità ne fanno un Paese che esprime un senso radicato di pace». I cattolici canadesi sono circa 13 milioni, poco oltre il 43 per cento della popolazione, ma c’è in atto un incalzante processo di secolarizzazione che tende a bandire la religione ed ogni suo simbolo dallo spazio pubblico, a produrre intolleranza nei mass media e rendere non facile il rapporto tra Stato e Chiesa. In questo contesto in radicale trasformazione si inserisce la presenza del Movimento dei focolari e del carisma dell’unità. Nel 1961 sostano per la prima volta a Toronto – giusto 50 anni fa – Silvana Veronesi, una delle compagne degli inizi di Chiara, e Giò Vernuccio, che incontrano un piccolo gruppo di persone. Ma è nel 1964 che prende avvio la comunità focolarina, sostenuta nel 1967 dall’arrivo del focolare femminile e due anni dopo da quello maschile. Questi gli inizi. Ben conosciuti dalla comunità canadese, che attende di incontrare nei prossimi giorni Maria Voce e Giancarlo Faletti.
Dall’inviato Paolo Lòriga
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18 Mar 2011 | Chiara Lubich, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
Argentina: donna della pace
Buenos Aires – La “Women’s Peace network”, rete di donne per la pace nel mondo, e la “Ruef”, rete di Università per lo studio della Fraternità, renderanno omaggio a Chiara Lubich il 29 marzo presso l’Auditorium della Camera dei Deputati. Questo evento si svolge nel mese internazionale della donna, in occasione del terzo anniversario della sua morte. Chiara Lubich è una delle 1000 donne per la pace che questa organizzazione ha proposto per il Premio Nobel della Pace nel 2005. L’omaggio consisterà nella presentazione di una Tavola Rotonda, a cui parteciperanno rappresentanti di spicco della vita politica e sociale della Repubblica Argentina. Hanno confermato la loro presenza: Cristina Perceval María, sotto-segretario Nazionale dei Diritti Umani; Stolbizer Margarita, deputata della Nazione e Shalom Hector, direttore della Fondazione Anna Frank in Argentina. Ciascuno dei relatori tratteggerà alcuni aspetti della vita e del carisma di Chiara Lubich e della sua opera dal suo impegno per i diritti umani a quello in politica e nel mondo dell’educazione. L’evento ha ottenuto il patrocinio del Senato e della Camera dei Deputati della Repubblica Argentina. Rosario, Resistencia, Santa Fe, Posadas, Corrientes hanno voluto ricordare Chiara con una serie di inziative culturali e celebrazioni eucaristiche che si sono svolte nelle cattedrali presiedute dalle autorità religiose locali. Il comune di Resistencia ha voluto rendere omaggio a Chiara con una targa posta in una piazza della città con la scritta: “Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari, donna del dialogo interreligioso e interculturale”. Il 29 marzo si terrà sempre a Resistencia una Conferenza patrocinata dalla città, su “Chiara: donna del Dialogo”. Il 31 marzo si svolgerà invece a Rosario, presso l’Università, una Conferenza su “La Fraternità, principo dimenticato”, dove prenderanno la parola due docenti e alla quale sono invitati i politici e sindaci della zona.
Cuba: donna di frontiera
Anche l’isola di Cuba ha ricordato Chiara. A La Habana, il 14 marzo, si è celebrata una Messa solenne, presieduta dal cardinale Jaime Ortega y Alamino. Una messa è stata celebrata anche nella Chiesa di San Francesco di Assisi, recentemente restaurata, dopo la quale si è tenuto una concerto della “Camerata Vocale Sine Nomine”.
Venezuela: donna d’arte
“Guardo l’umanità attraverso gli occhi di Dio”. Questo il titolo della seconda “Biennale di Arte” dedicata a Chiara Lubich organizzata dalla Università Cattolica “Cecilio Acosta” (UNICA) a Maracaibo. La manifestazione si è svolta sabato 12 marzo ed ha proposto alla riflessione e all’ispirazione degli artisti, il testo scritto da Chiara Lubich nel 1949: “La Resurrezione di Roma”. La Biennale è un concorso aperto a tutte le discipline ed espressioni artistiche: dalla pittura, scultura, disegno, alla incisione su xilografia e linoleum. L’evento si è concluso con assegnazioni di premi, borse di studio e menzioni particolari. (altro…)