Movimento dei Focolari
I ragazzi alla Scuola Foco

I ragazzi alla Scuola Foco

Nei primi giorni di agosto a Trento, in Italia, si รจ svolta la scuola Foco, un congresso del Movimento dei Focolari per i e le Gen3, la generazione adolescenziale del Movimento.

Hanno partecipato in 350 โ€“ dai 14 ai 17 anni insieme agli assistenti dai 18 anni in su โ€“, provenienti da 19 nazioni con 12 lingue diverse. Poco piรน di una settimana per approfondire temi adolescenziali, vivere in profonditร  il rapporto con Dio, scoprire come lโ€™Ideale dellโ€™unitร  e della fratellanza universale รจ possibile viverlo e costruirlo giorno dopo giorno nonostante la minaccia di guerre in varie parti del mondo. Inoltre si รจ svolto il festival dei popoli dove ogni nazione poteva rappresentarsi attraverso canti, balli, vestiti, foto, cibo locale. Un modo per conoscere la cultura dellโ€™altro e costruire un pezzetto di mondo piรน unito e fraterno.

Ecco alcune testimonianze.

Sofia, Italia: โ€œHo deciso di partecipare alla scuola Foco per avere un rapporto piรน intimo con Gesรน. Da questa scuola ho imparato il modo di amare sempre le persone che mi stanno accanto. Riesco ad affrontare meglio momenti di difficoltร  e di dolore sentendomi piรน vicina a Gesรนโ€.

Veronika, Croazia: โ€œHo vissuto uno spirito unito che sgorga dal desiderio di pace e di comunitร , che si basa sulla preghiera e sul dialogo con Dio. Dopo aver ascoltato le testimonianze sulla violazione della pace, sulla lotta per mantenere la pace in sรฉ stessi, in famiglia, nel proprio Paese, in me si รจ risvegliato il desiderio di fare di tutto per mantenerla in questi luoghiโ€.

Naomi, India: โ€œHo frequentato la Scuola Foco per migliorare la mia relazione con Dio. Al termine ciรฒ che mi sono portata a casa รจ stato il modo in cui posso trarre conforto durante i momenti di difficoltร  o di dolore, pensando a Gesรน abbandonato in Croce. Ma ho scoperto anche il potere della riconciliazione attraverso la confessione. Cercherรฒ di usare sempre tutta me stessa per propagare il Vangelo e rendere la mia cittร  un luogo d’amoreโ€.

Tomรกs Portogallo: โ€œDurante il Festival dei Popoli, sono stato orgoglioso di mostrare il nostro Paese e allo stesso tempo conoscere le culture di altri Paesi. Dopo questa scuola, mi manca tutto quello che ho vissuto lรฌ, ma voglio anche vivere ogni giorno quello che ho imparato lรฌโ€.


Emanuel, Croazia: โ€œAlla scuola Foco mi รจ piaciuta la festa dei Popoli. Abbiamo potuto conoscere culture diverse e piatti tradizionali. Lรฌ ho conosciuto tanti amici e provato varie specialitร . Rivivrei volentieri questa esperienza altre 100 volteโ€.

Gloria, Brasile: โ€œHo sentito dei cambiamenti nel mio rapporto con Dio. All’inizio non riuscivo a connettermi con Lui e a sentirlo nelle persone, ma so che dopo tutte le esperienze ascoltate e le riflessioni vissute, posso facilmente sentirlo in ogni situazione. Inoltre, ho imparato ad aiutare le persone che non mi piacciono, ad aiutare le persone con problemi e a identificare Dio in ognunoโ€.

Sarahi, Messico: โ€œHo capito che, pur vivendo in Paesi diversi e persino in continenti molto lontani, l’Ideale dellโ€™unitร  puรฒ essere sempre vissuto. รˆ stata un’esperienza molto bella soprattutto conoscere la cultura di altri Paesi, il cibo, i loro vestiti, alcune parole e tradizioni. Quello che ho portato via dalla scuola รจ che prima di tutto ho smesso di avere paura della confessione e questo ha fatto crescere la mia fede in Dio. La messa quotidiana mi ha aiutato molto, spero di continuare ad andarci ogni domenica di mia spontanea volontร โ€.

Sebastian, Croazia: โ€œMi รจ piaciuto quando abbiamo rappresentato i nostri Paesi alla festa dei popoli: ognuno mostrava qualche tradizione del proprio Paese. Era molto divertente quando la sera giocavamo a calcio e ci si conosceva cosรฌ. Il momento preferito รจ stata la festa finale in cui abbiamo cantato e ci siamo divertiti. La mia vita รจ cambiata dopo la scuola, ora cerco di vivere il Vangelo amando le persone intorno a meโ€.

Silvia, Italia: โ€œDopo la scuola la mia vita si รจ stravolta e ho iniziato a vedere il mondo con occhi diversi. รˆ stata l’esperienza piรน significativa della mia vita e mi ha fatto venire voglia di riuscire ad assomigliare a quello che Chiara Lubich ha sempre voluto dai Genโ€.

Anna, Italia: โ€œConsiglio vivamente ai Gen che non hanno ancora frequentato una Scuola Foco di farlo! Vi divertirete un sacco, posso garantireโ€.

Jakov, Croazia: โ€œAlla scuola Foco ho capito lโ€™importanza dell’unitร . Quando sono arrivato, tutti erano accoglienti, sembrava di essere unโ€™unica famiglia. Raramente ho provato questa sensazione prima, forse mai. Inoltre, ho capito come amare e vuol bene tutti, indipendentemente da chi sono e dal loro background. Mi piacerebbe vivere altri incontri di questo tipo, รจ stata un’esperienza indimenticabileโ€!


Julia, Brasile: โ€œMi porto a casa l’amore incommensurabile di Gesรน per me e per tutti, cosรฌ come la speranza e la sensazione di volere che un mondo unito diventi realtร . Vedere che Gesรน ama ognuno di noi e poter sentire il suo amore alla Scuola Foco รจ stata una delle esperienze piรน belle che ho fatto e la porterรฒ sicuramente con me. Ho ritrovato la speranza e la fede. Ora la sfida sarร  portare l’amore e l’unitร  che ho sentito a scuola nel โ€œmondo realeโ€, a casa, a scuola, con i miei amici. Ma sono i ricordi e l’amore per ciรฒ che ho imparato in quell’esperienza che mi spingono a non arrendermi e a lottare per un mondo unitoโ€!

Maria Teresa, Italia: โ€œHo partecipato alla Scuola Foco poichรฉ sentivo il desiderio di voler conoscere di piรน le origini del movimento dei Focolari. Da questa Scuola porto a casa la speranza di un futuro migliore per la nostra generazione. La mia vita รจ migliorata perchรฉ ho capito che devo guardarla in un’altra prospettiva, fare di ogni ostacolo una pedana di lancio! Essendo molto insicura, ho sempre paura a suonare il violino in pubblico. Quando infatti mi รจ stato proposto di suonare alla scuola ero un poโ€™ turbata. Poi un giorno si รจ parlato di come ognuno di noi possa donare agli altri un suo talento o una propria qualitร , che Chiara Lubich chiama “perla”. Allora ho deciso di donare la mia perla agli altri e mentre suonavo con un’altra Gen, un gruppo di ragazzi e ragazze si รจ avvicinato per accompagnarci con il canto, donandoci supporto. Ho vissuto il passo del Vangelo di Luca (Lc 6,38) โ€œDate e vi sarร  datoโ€.

Elena, Italia: โ€œAl termine di questa scuola, mi porto a casa ciรฒ che ho capito durante una giornata dedicata a Gesรน nel suo dolore, abbandonato in Croce. Mi ha colpito profondamente anche perchรฉ, grazie alle testimonianze dei Gen, sono riuscita a capire come superare un dolore grazie all’amoreโ€.

Tomรกs, Portogallo: โ€œHo portato a casa la scoperta di Gesรน abbandonato, il potere della preghiera, oltre ad essermi confessato. Porterรฒ l’amore di Dio ovunque io vada, ho rafforzato la mia fede, ho imparato molto da questa scuolaโ€.

Lorenzo Russo

Trieste e lโ€™accoglienza ai migranti

Trieste e lโ€™accoglienza ai migranti

Trieste รจ una cittร  situata nel nord-est Italia, al confine con la Slovenia. Storicamente rappresenta un crocevia di culture, lingue, religioni. E oggi รจ uno dei primi punti dโ€™approdo in Europa per i migranti che transitano per la rotta balcanica. Persone con un bagaglio di sofferenze, guerre, persecuzioni.

A Trieste la comunitร  del Movimento dei Focolari, in sinergia con altre istituzioni, si adopera per dare una prima accoglienza ai migranti.

โ€œIl problema piรน grande รจ la percezione del problema stesso – racconta Claudia, della comunitร  locale -. Non si tratta infatti di unโ€™emergenza, unโ€™invasione ingestibile come spesso viene raccontata ma di un fenomeno strutturale che รจ la realtร  di questo nostro presente storico. Un flusso continuo di persone in arrivo che, se opportunamente accolte e ridistribuite, possono persino diventare risorsa per la nostra cittร  e per il nostro Paese. Se il fenomeno migratorio non viene capito e affrontato con gli strumenti opportuni, รจ destinato a generare diffidenza, paura, insofferenza, rifiutoโ€.  

Nellโ€™autunno dello scorso anno, in previsione dellโ€™emergenza freddo, il Vescovo di Trieste Mons. Enrico Trevisi ha espresso la volontร  di aprire un dormitorio come risposta concreta per lโ€™accoglienza ai migranti. Un gruppetto di persone dei Focolari hanno risposto allโ€™appello del Vescovo offrendosi come volontari assieme ad altre associazioni cattoliche e a singoli cittadini. โ€œPer noi non si tratta solo di un mero servizio caritatevole – spiega Claudia -, ma lโ€™occasione di incontrare in ogni prossimo un fratello, una sorella da amare anche nelle piccole cose: un sorriso nellโ€™offrire il pasto, lo scambio di qualche parola. Spesso questi fratelli ci raccontano pezzi della loro storia, i loro dolori, le loro speranze, ci mostrano le foto dei figli, ma anche si scherza e si condivide il tempo in serenitร . Alcuni di noi, inoltre, hanno seguito piรน da vicino alcuni migranti sia nel caso di un ricovero ospedaliero sia nellโ€™affiancamento per la redazione del curriculum mirato alla ricerca di un lavoroโ€.

Sandra della comunitร  dei Focolari aggiunge: โ€œTroviamo il tempo per conoscere i migranti, le loro storie, i loro bisogni. Stanno nascendo piccole e grandi esperienze che ci hanno visto coinvolti nell’aiutare anche fuori dal turno del dormitorio, e queste ci stimolano tantissimo a continuare. I turni ci hanno permesso di donarci con gli altri volontari e scoprire che tanti di loro pur non frequentando associazioni o parrocchie hanno risposto allโ€™appello del Vescovoโ€.

โ€œPian piano crescono i rapporti, un segno di unitร  anche per la Chiesa locale – aggiunge Claudia -. Questa esperienza, unita alla recente Settimana Sociale dei Cattolici Italiani, alla presenza di Papa Francesco, porterร  grande linfa a questa nostra cittร  di frontieraโ€.

โ€œA Trieste ho conosciuto i migliori volontari, quelli che non si limitano a distribuire cibo – racconta un’ospite del dormitorio diocesano -. Soddisfare la fame dei bisognosi e curare le ferite dei malati sono compiti nobili perchรฉ sono i piรน urgenti e necessari. Esistono perรฒ altri bisogni estremamente importanti per lโ€™essere umano, la salute delle sue emozioni, sintomi dello stato della sua anima. Non รจ una questione individuale o minore, รจ ciรฒ che fa la differenza tra le azioni che hanno un impatto momentaneo e quelle che persistono e permeano lโ€™intera societร โ€. โ€œI migliori volontari – continua – lo fanno perchรฉ sono consapevoli che i bisognosi non sono depositari della caritร , siamo persone con una storia che vale la pena ascoltare. Sanno che ogni migrante porta dentro di sรฉ un lutto per le radici perdute, allo stesso tempo una speranza che colpisce contro i muri il sistema e una lotta incessante per la sopravvivenzaโ€. โ€œI migliori volontari  – conclude – si commuovono di fronte a questa umanitร  adolescente e sono incoraggiati ad ascoltare le nostre storie, senza fermarsi davanti alle barriere linguistiche: insegnano lโ€™italiano, imparano lo spagnolo, usano la tecnologia, rinunciano al loro tempo personale, investono la loro energia nel bene comune, sognano una comunitร  in cui tutti possiamo offrire il meglio di noi stessiโ€.

Lorenzo Russo

UNIRedes: speranza per lโ€™America Latina e per il mondo

UNIRedes: speranza per lโ€™America Latina e per il mondo

La sede di Pedrinhas (SP, Brasile) della Fazenda da Esperanรงa accoglie giovani e adulti che stanno affrontando fasi diverse del recupero dalla tossicodipendenza e da varie forme di dipendenza e disagio sociale. Non poteva esserci posto migliore per ospitare il convegno di UNIRedes, la piattaforma di ONG, progetti sociali, umanitari e di agenzie culturali che si ispirano alla spiritualitร  dellโ€™unitร  di Chiara Lubich in America Latina. Erano presenti 140 persone di 37 delle 74 organizzazioni partners di UNIRedes, attive in 12 paesi di America Latina e Caraibi.

Scopo del convegno era presentare il lavoro di questi anni a Margaret Karram e Jesรบs Morรกn presenti allโ€™incontro; definire i prossimi passi comuni a tutte le organizzazioni partner e rinsaldare il legame con il Movimento dei Focolari per poter condividere, anche oltre il continente Latino-americano, lโ€™esperienza maturata.

UNIRedes: una rete di reti

Maria Celeste Mancuso, argentina, co-responsabile internazionale del Movimento Umanitร  Nuova, spiega che UNIRedes non รจ solo un super progetto solidaristico: โ€œรˆ anche uno spazio che genera una riflessione culturale per individuare le categorie antropologiche ed epistemologiche necessarie per generare una nuova cultura della cura della persona e delle societร  latino-americaneโ€. รˆ per questo motivo che anche le agenzie culturali ispirate al carisma dell’unitร  come lโ€™Istituto Universitario Sophia (Loppiano, Italia), la sua sede locale, Sophia America Latina e Caraibi (ALC) e il Centro Universitario ASCES UNITA di Caruaru (PE) ne fanno parte a pieno titolo.

Virginia Osorio, uruguayana, una delle iniziatrici del progetto, ne spiega le origini: โ€œI continui cambiamenti politici ed economici dei nostri Paesi rendevano le nostre organizzazioni sempre piรน fragili e isolate. Con UNIRedes abbiamo ritrovato un luogo in cui rafforzarci a vicenda e condividere sofferenze e speranze. Lโ€™ultimo nostro progetto รจ stato per il Genfest: centinaia di giovani hanno fatto volontariato presso molte delle nostre organizzazioni, vivendo sulla propria pelle esperienze di fraternitร  e vicinanza ai piรน poveriโ€.

La radice comune: โ€œmorire per la propria genteโ€

La prima radice di UNIRedes non si fonda su analisi geopolitiche o economiche: bisogna tornare allโ€™inizio degli anni โ€™70 quando anche i Gen, i giovani dei Focolari, come molti dei loro coetanei in tanti paesi, volevano cambiare il mondo e portare uguaglianza, giustizia, dignitร .

Chiara Lubich, che li incontrava frequentemente, aveva supportato e confermato la necessitร  di fare una rivoluzione sociale pacifica, specialmente in America Latina, continente che vedeva identificato con questa speciale vocazione. Diceva ai giovani dei Focolari che: โ€œOgnuno deve sentire che dobbiamo morire sรฌ per lโ€™umanitร , ma bisogna che troviamo il nostro Gesรน Abbandonato locale per morire per la nostra genteโ€[1].

โ€œรˆ cosรฌ che molti sono andati nelle periferie delle cittร , nelle favelas, ovunque la povertร  toglieva dignitร  alle personeโ€ โ€“ racconta Gilvan David, brasiliano, del gruppo latino-americano di articolazione di UNIRedes. โ€œSono nate le prime NGO e nel frattempo tentavamo di strutturarci, ma non bastava: โ€˜Voi venite da noi โ€“ ci dicevano i poveri โ€“ perรฒ poi andate via e ci lasciate soliโ€™. Per rispondere a questo grido abbiamo iniziato ad operare in rete con le politiche pubbliche locali e nello stesso periodo, anche diversi sacerdoti che vivevano la spiritualitร  dellโ€™unitร  hanno fondato progetti sociali: Frei Hans con la Fazenda da Esperanรงa, padre Renato Chiera con la Casa do Menor e altriโ€.

Unโ€™ โ€œunicaโ€ America Latina

โ€œPoi sono nati i primi gruppi di organizzazioni โ€“ continua Gilvan David โ€“ โ€˜Sumรก Fraternidadโ€™, che raccoglieva i progetti di alcuni paesi di lingua spagnola; lโ€™associazione civile โ€˜Promocion Integral de la Personaโ€™ (PIP) in Messico e le organizzazioni sociali brasiliane continuavano a crescere, trovando la propria identitร  e spazio di servizio. Non sono stati anni facili, ma abbiamo cominciato vari percorsi in diversi territori della America Latina per sostenerne lโ€™impegno sociale che poi sono confluiti in UNIRedes. Ci siamo riuniti diverse volte, ma lโ€™incontro fondativo รจ stato nel 2014, presenti anche Emmaus Maria Voce e Giancarlo Faletti, allora Presidente e Co-presidente del Movimento dei Focolari. Emmaus in quellโ€™occasione disse: โ€˜Voi date al Movimento una nuova visibilitร ฬ€, un nuovo senso alla sua azione, siete una testimonianza per chi vi guarda da fuori; date visibilitร  completa al Carisma attraverso azioni concreteโ€™. Direi che รจ stato allora che ci siamo riconosciuti come realtร  unica per tutta lโ€™America Latina: ci siamo ritrovati abbracciati dal Carisma dellโ€™unitร โ€.

Sono stati molti e di sostanza i contributi che hanno costruito questo convegno, insieme alla presentazione delle diverse organizzazioni partner.

Juan Esteban Belderrain: dalla disuguaglianza alla speranza

Il politologo argentino Juan Esteban Balderrain ha analizzato la piaga della disuguaglianza di cui lโ€™America Latina detiene il primato mondiale. โ€œSi tratta di costruire una visione di questo continente che parta dalla speranza e questo รจ possibile perchรฉ, se guardiamo alla radice piรน profonda del problema della disuguaglianza, troviamo la perdita del riferimento a quel Dio che รจ amore e che ci aiuta a capire che siamo fratelli e sorelle gli uni degli altri e con la natura, che รจ anche espressione del suo Amore. Riferendosi al XX secolo, Paolo VI disse che quello era un tempo benedetto poichรฉ esigeva da tutti la santitร . Penso che queste parole valgano anche per il nostroโ€.

Padre Vilson Groh: la โ€œmistica degli occhi apertiโ€

Da oltre 40 anni Padre Vilson vive nel โ€œmorroโ€, una favela di Florianopolis (Santa Catarina, Brasile), portando avanti progetti sociali soprattutto per i giovani. Ha parlato della โ€œmistica degli occhi apertiโ€: โ€œDobbiamo portare le nostre organizzazioni nelle cantine oscure delle nostre periferie; essere lรฌ una speranza. Il Genfest ha portato la prospettiva dellโ€™โ€œinsiemeโ€, che papa Francesco promuove. Questo richiede un cammino paziente, resiliente; domanda di essere saldi nella ricerca del bene comune. Lโ€™unitร  รจ superiore al conflitto, dice sempre il papa, e lโ€™unitร  รจ pluralitร . Portiamo la diversitร  dentro le nostre organizzazioni: il carisma dellโ€™unitร  รจ una porta affinchรฉ Cristo piagato apra spaziโ€.

Vera Araujo: America Latina costruttrice di fraternitร 

Lโ€™intervento della sociologa brasiliana si รจ concentrato su una visione positiva che sa riconoscere il patrimonio culturale e umano latino-americano e lo offre in dono al mondo.

โ€œUNIRedes ha origine nel carisma di Chiara Lubich e puรฒ trasformarsi in un’incredibile opportunitร  anche per il resto del mondo: l’unitร  vista non solo come valore religioso, ma anche come forza capace di comporre efficacemente la famiglia umana, realizzando un’interazione tra la molteplicitร  delle persone, preservando le distinzioni nel contesto delle realtร  sociali. Qui il carisma dell’unitร  offre una soluzione non facile, ma un senso, un significato, una Persona: Cristo Abbandonato sulla croce.

โ€œE, per bene amare, โ€“ dice Chiara โ€“ non vedere nelle difficoltร  e storture e sofferenze del mondo solo mali sociali cui portare rimedio, ma scorgere in esse il volto di Cristo, che non disdegna di nascondersi sotto ogni miseria umanaโ€ [2]

Susana Nuin Nรบรฑez: il cammino dei popoli e dei movimenti sociali

La sociologa uruguayana ha descritto il cammino e la ricchezza sociale, politica, economica dei popoli del continente e di alcuni movimenti sociali. โ€œQueste reti con le loro piรน svariate fisionomie, con i loro sviluppi nelle pratiche sociali o nel mondo accademico, agiscono in modo complementare, generando un indiscutibile tessuto socio-culturale dal multiforme carattere comunitario di cui lโ€™America Latina รจ portatriceโ€. Sottolinea poi la peculiaritร  di UNIRedes che da oltre dieci anni รจ un soggetto sociale che cura, rivoluziona, trasforma e influisce a partire dal Vangelo e dalla parola dellโ€™unitร .  

Margaret Karram e Jesรบs Morรกn: UNIRedes รจ parte del Movimento dei Focolari

โ€œChi vuole vivere il Vangelo in questa regione รจ sempre in crisi perchรฉ vede disuguaglianze costantementeโ€ โ€“ evidenzia Jesรบs.  โ€œLโ€™unitร  non puรฒ non assumere questa realtร . Come facciamo lโ€™unitร  in questo continente, senza tener presente gli scartati dalla societร ? Quello che voi fate come UNIRedes deve informare tutto il Movimento in questa regione; non รจ credibile il suo lavoro per lโ€™unitร  se non avviene anche attraverso le opere sociali. Certo, non saremo noi a risolvere i problemi sociali. Lโ€™unica cosa che possiamo fare รจ far sรฌ che la gente si converta allโ€™amore. Se tocchiamo i cuori, qualcuno coglierร  lo spirito e nella libertร  capirร  come vivere il Vangeloโ€.


Margaret incoraggia UNIRedes ad andare avanti: โ€œOra bisogna capire come far arrivare a tutti nel mondo la vostra vita e il vostro esempio. Citando una conversazione di Chiara Lubich del 1956, ha ribadito che nel suo impegno sociale il Movimento non deve dimenticare che la chiave per la soluzione dei problemi che il Carisma dellโ€™unitร  offre sta nella novitร  della reciprocitร  piรน che nella giustizia. Promuove la condivisione, il mettere in comune tra tutti quel poco o tanto di cui si dispone per creare un Bene Comune maggiore che, oltre a risolvere i problemi sociali, produce quella realizzazione umana e spirituale che accade solo nella comunione tra tutti. Infine Margaret lancia una proposta: โ€œAggiungere un nuovo articolo nella vostra Carta dei principi e degli impegni: un patto solenne di fraternitร  da proporre a chi vuol far parte di UNIRedes: siamo qui per testimoniare lโ€™amore reciproco e solo se avremo questo amore, il mondo crederร โ€.

โ€œUNIRedes ci parla di speranzaโ€ โ€“ conclude M. Celeste Mancuso. โ€œรˆ una proposta trasversale e sinodale di rete organizzativa che puรฒ ispirare modelli simili per quelle periferie esistenziali di altre parti del nostro vasto mondo. Cosรฌ si potrร  pensare di costruire reti globali di fraternitร  che promuovano il bene comuneโ€.

Stefania Tanesini


[1] Chiara Lubich alla โ€œScuola Genโ€, Rocca di Papa (Roma, Italia), 15 maggio 1977

[2] Chiara Lubich, Para uma civilizaรงรฃo da unidade. Discurso proferido no Congresso โ€œUma cultura de paz para a unidade dos povosโ€, Castelgandolfo, (Roma) 11-12 de junho de 1988

Vangelo vissuto: โ€œSignore, รจ bello per noi stare quiโ€ (Mt 17,4)

Vangelo vissuto: โ€œSignore, รจ bello per noi stare quiโ€ (Mt 17,4)

Al momento giusto

Un giorno una persona che collabora con il nostro centro aveva ricevuto in dono un paio di scarpe sportive nuove n. 43. Ma a chi sarebbero potute servire? Quello stesso giorno veniamo a sapere che un ragazzo di 14 anni che conosciamo aveva proprio bisogno di quelle scarpe e di quel numero!  Lui รจ il figlio di unโ€™amica che in quel periodo era in ospedale. Anche lโ€™altra figlia quel giorno era venuta nel nostro centro ed avevamo saputo che necessitavano di vestiti e medicine. Ci aveva fatto sapere che le sarebbe stato utile un telefonino per stare in contatto con la mamma in ospedale. Eโ€ฆnoi ne avevamo ricevuto uno alcuni giorni prima! Fa impressione vedere come cโ€™รจ sempre โ€œQualcunoโ€ che ci fornisce giusto quelle cose ad hoc che poi possiamo donare!

Un letto in due minuti

Eravamo ai saluti finali di una domenica trascorsa โ€œin famigliaโ€ (si fa per dire perchรฉ attorniati da centinaia di persone) con attivitร  per raccogliere fondi per i nostri giovani. Un amico venezuelano tra i primi conosciuti anni fa, mi aveva presentato un giovane di 18 anni: Jesรบs. Mi aveva giร  raccontato qualcosa di quanto vissuto da quando aveva lasciato il Venezuela a 16 anni, da solo! Due anni di avventure sufficienti per fare un film dโ€™azione, con tanti momenti di sospensione. Da quindici giorni era in Perรน. Parlando con lui scopro che dorme su un materassino per terra! Diligentemente aveva programmato col primo stipendio (aveva infatti trovato subito lavoro in Perรน) di risolvere il problema documenti e poi pensare al letto. In quel momento non avevo soluzioni, ma ci siamo ripromessi di rimanere in contatto. Poco dopo averlo salutato incontro una nostra collaboratrice che, senza sapere nulla delle esigenze di Jesus, mi chiede: โ€œAllora, con quel letto cosa facciamo?โ€. โ€œMa come? Lo hai ancora?โ€ domando sorpreso.  โ€œSรฌ!โ€ mi dice. Richiamo subito Jesรบs che stava lasciando il Centro. Ci ha raggiunto immediatamente e, alla notizia  che giร  cโ€™era il letto per lui, fortissima รจ stata la luce che ho visto nei suoi occhi. Non erano passati due minuti da quando gli avevo detto che avrei cercato di trovare una soluzione!

Ecografie gratis

Molti dei migranti che arrivano nel nostro centro hanno bisogno di cure mediche e, a volte, anche di accertamenti diagnostici. Eโ€™ di qualche tempo fa un’altra benedizione dal Cielo: un centro medico vicino a noi ci ha offerto la possibilitร  di realizzare ecografie gratis. Vogliono dare questa possibilitร  a coloro che non hanno come pagare questi esami. Davvero un regalo per tanti dei nostri pazienti.

Silvano R. โ€“ Perรน

CEU: fiori diversi di uno stesso giardino

CEU: fiori diversi di uno stesso giardino

Il Condominio Espiritual Uirapuru (CEU) รจ una realtร  nata a Fortaleza (Brasile) alcuni anni fa, la scelta dellโ€™unitร  tra carismi รจ alla base della vita comunitaria. Sono 23 le realtร  che qui convivono e collaborano per il recupero, la protezione e la valorizzazione della dignitร  umana.

Ana Clara Giovani

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VIDEO: attivare i sottotitoli nella lingua desiderata

Dalla comunitร  โ€œtri-nazionaleโ€ un futuro di fraternitร  per lโ€™America Latina

Dalla comunitร  โ€œtri-nazionaleโ€ un futuro di fraternitร  per lโ€™America Latina

In questo incrocio di Paesi dove confluiscono i fiumi Iguaรงu e Paranร , cโ€™รจ la frontiera piรน trafficata dellโ€™America Latina; lโ€™area รจ caratterizzata da una grande diversitร  culturale e dalla presenza secolare dei popoli indigeni, come il grande popolo Guaranรญ. Il turismo รจ la maggior risorsa economica di questa regione in cui la gente arriva soprattutto per visitare le Cascate dellโ€™Iguaรงu che sono le piรน estese al mondo, con una larghezza di 7.65 Km e sono considerate una delle sette meraviglie naturali del pianeta.

Nel suo messaggio di benvenuto, Tamara Cardoso Andrรฉ, Presidente del Centro per i Diritti Umani e la Memoria Popolare di Foz do Iguaรงu (CDHMP-FI) spiega che in questo luogo si vuol dare un significato diverso ai confini nazionali: โ€œVogliamo che la nostra triplice frontiera diventi sempre piรน un luogo di integrazione, una terra che tutti sentano propria, come la intendono i popoli originari che non conoscono barriereโ€.

รˆ qui che si conclude il viaggio di Margaret Karram e Jesรบs Morรกn – presidente e co-presidente del Movimento dei Focolari – in Brasile. Lo hanno percorso da Nord a Sud: dallโ€™Amazzonia brasiliana, passando per Fortaleza, Aparecida, la Mariapoli Ginetta a Vargem Grande Paulista, la Fazenda da Esperanรงa a Pedrinhas e Guaratinguetร  (SP), fino a Foz do Iguaรงu. Qui la famiglia โ€œallargataโ€ della comunitร  tri-nazionale dei Focolari celebra la sua giovane storia e racconta il contributo di unitร  che offre a questo luogo: lโ€™abbraccio di tre popoli che la spiritualitร  dellโ€™unitร  riunisce in uno, superando i confini nazionali, pur mantenendo ciascuno la propria spiccata identitร  culturale. Per lโ€™occasione sono presenti anche il Card. Adalberto Martinez, arcivescovo di Asuncion (Paraguay), il vescovo del luogo Mons. Sรฉrgio de Deus Borges, Mons. Mario Spaki, vescovo di Paranavaรญ e Mons. Anuar Battisti, vescovo emerito di Maringรก. รˆ presente anche un gruppo della comunitร  islamica di Foz con cui ci sono da tempo rapporti di amicizia fraterna.

Arami Ojeda Aveiro, studentessa di Mediazione Culturale presso lโ€™Universitร  Federale di Integrazione Latino-americana (UNILA) illustra il cammino storico di questi popoli e le gravi ferite che si sono accumulate lungo i secoli. Il conflitto tra Paraguay da una parte, e Argentina, Brasile e Uruguay dallโ€™altra (1864-1870) รจ stato uno dei piรน sanguinosi dellโ€™America del Sud in termini di vite umane, con conseguenze sociali e politiche per tutta la regione. Dโ€™altra parte, sono molti anche i fattori culturali in comune, come la musica, la gastronomia, le tradizioni popolari derivanti dalla stessa radice culturale indigena, come la Yerba Mate Guaranรฌ, bevanda tipica dei tre popoli.

La cultura Guaranรฌ รจ una delle piรน ricche e rappresentative dellโ€™America del sud; รจ una testimonianza viva della resilienza e della capacitร  di adattamento di un popolo che ha saputo conservare la sua identitร  nei secoli con una cosmogonia unica, dove la connessione con la natura e il rispetto delle tradizioni sono fondamentali e possono essere una grande ricchezza per tutta lโ€™umanitร .

โ€œPer questo โ€“ conclude Arami Ojeda Aveiro โ€“ la regione della tripla frontiera non rappresenta solo un confine geografico, ma uno spazio multiculturale e di cooperazione che rafforza tutta lโ€™areaโ€.

Tra tutte le comunitร  dei Focolari nel mondo, questa presenta un carattere unico: โ€œSarebbe impossibile sentirci una sola famiglia se guardassimo solo alle nostre storie nazionaliโ€ โ€“ racconta una giovane argentina. Monica, paraguaiana, una delle pioniere della comunitร  insieme a Fatima Langbeck, brasiliana, racconta che tutto รจ iniziato con una sua preghiera quotidiana: โ€œโ€˜Signore, aprici il cammino perchรฉ possiamo stabilire una presenza piรน solida del Focolare e che il Tuo carisma dellโ€™unitร  fiorisca tra di noiโ€™. Dal 2013 siamo unโ€™unica comunitร  e vogliamo scrivere unโ€™altra storia per questa terra, che testimoni che la fraternitร  รจ piรน forte di pregiudizi e ferite secolari. Ci unisce la parola dellโ€™unitร  di Chiara Lubich, quando ha detto che la vera socialitร  supera lโ€™integrazione, perchรฉ รจ amore reciproco in atto, come annunciato nel Vangelo. Le nostre peculiaritร  e differenze ci fanno piรน attenti gli uni agli altri e le ferite delle nostre storie nazionali ci hanno insegnato a perdonarciโ€.

I contributi artistici dicono la vitalitร  e lโ€™attualitร  delle radici culturali dei popoli che abitano questa zona. Ci sono i canti della comunitร  argentina arrivata dal โ€œlitoralโ€, dalla costa; poi โ€œEl Sapukaiโ€, la ritmatissima danza paraguaiana che si balla con (fino a) tre bottiglie sul capo; la rappresentanza del popolo Guaranรฌ intona un canto nella propria lingua che loda la โ€œgrande madreโ€, la foresta, che va protetta, produce buoni frutti e dร  vita a tutte le creature.

Don Valdir Antรดnio Riboldi, sacerdote della diocesi di Foz, che ha conosciuto i Focolari nel 1976 continua il racconto per iscritto: โ€œI Focolari di Curitiba in Brasile e di Asuncion in Paraguay hanno iniziato a promuovere eventi che coinvolgevano persone delle tre nazioni vicine, unโ€™esperienza che chiamavamo โ€˜Focolare tri-nazionaleโ€™. Anche la vita ecclesiale qui si muove sulla linea della comunione, promuovendo iniziative congiunte tra le diverse diocesiโ€.

รˆ chiaro che la vita di questa regione e della comunitร  dei Focolari locale non parla solo allโ€™America Latina, ma al mondo intero. E dice che รจ possibile camminare insieme, essendo diversi: รจ la spiritualitร  dellโ€™unitร  che entra in contatto con la parte piรน profonda dellโ€™identitร  di persone e popoli, facendo fiorire la comune umanitร  e fratellanza.

โ€œMi sono sentita abbracciata non da uno, ma da tre popoli โ€“ ha detto Margaret Karram. Per tutta la vita ho sognato di vivere in un mondo senza frontiere. Qui mi รจ sembrato di veder realizzato questo mio desiderio profondo, per questo mi sento parte di voi. Siete la conferma che solo lโ€™amore toglie ogni ostacolo ed elimina le frontiereโ€.

โ€œHo vissuto in America Latina 27 anni โ€“ ha continuato Jesรบs Morรกn โ€“ ma non sono mai venuto in questa zona. Avete vissuto tanti dolori: il popolo Guaranรฌ รจ stato espropriato delle sue terre e disperso. Quel che state facendo oggi รจ importante anche se piccolo: non possiamo riscrivere la storia, ma possiamo andare avanti e sanare le ferite, accogliendo il grido di Gesรน abbandonato. Le ferite si sanano creando relazioni interregionali anche con i popoli originali perchรฉ di fatto sono gli unici realmente โ€˜tri-nazionaliโ€™. Anche loro hanno ricevuto la luce di Cristo; non dimentichiamo lโ€™opera di evangelizzazione e promozione umana che i Gesuiti hanno fatto in questa regione con โ€œlas Reducionesโ€ dal โ€˜600 al โ€˜700. Oggi siamo collegati a questa storia, a tutto quello che la Chiesa fa e sappiamo che lโ€™unitร  รจ la risposta in questo mondo che necessita di unโ€™anima e di braccia per fare una vera globalizzazione allโ€™altezza della dignitร  umanaโ€.

Alla fine, riprendendo la parola, Margaret condivide quanto vissuto in questo mese: โ€œQuesto viaggio ha aumentato in me la fede, la speranza e la caritร . In Amazzonia, ai confini del mondo, la โ€˜fedeโ€™ รจ emersa potente: ho incontrato persone che credono fortemente che tutto รจ possibile, anche le cose piรน difficili. Loro sognano e realizzano! Vorrei avere anche solo un pizzico della loro fede, come dice il Vangelo: โ€œSe avrete fede pari a un granello di senape, direte a questo monte: ยซSpostati da qui a lร ยป, ed esso si sposterร , e nulla vi sarร  impossibileโ€ (Mt 17,20). Da lรฌ mi porto questa fede che sposta le montagne e il coraggio di sognare cose grandi. Poi, la parola del Genfest non puรฒ che essere โ€˜speranzaโ€™: abbiamo vissuto questa esperienza insieme: tutto il Movimento era impegnato con i giovani e per i giovani. รˆ stato anche un evento ecumenico e interreligioso che ha dato molta speranza.

E per ultima la โ€˜caritร โ€™, che oggi ho visto qui tra voi e che abbiamo toccato con mano nelle molte organizzazioni sociali con cui siamo venuti a contatto in questo mese: la Fazenda da Esperanรงa; i tanti movimenti e nuove comunitร  ecclesiali con cui ci siamo incontrati a Fortaleza; lโ€™incontro di UniRedes che raccoglie tutte le organizzazioni sociali e le agenzie culturali dellโ€™America Latina che si ispirano al carisma dellโ€™unitร  (di cui scriveremo a parte). Tutto questo dice โ€˜caritร โ€™, perchรฉ ogni realtร  sociale nasce dallโ€™amore al prossimo, dal voler dare la vita per la propria gente.

Da questa frontiera parte una speranza per tutte le comunitร  dei Focolari nel mondo e anche oltre. Nel dicembre scorso avevo suggerito il progetto โ€œMediterraneo della fraternitร โ€, dove raccogliere tutte le azioni giร  in corso e quelle che emergeranno, per costruire la pace in quella regione che tanto soffre per la guerra. Anche da qui potrebbe partire un progetto di โ€œfraternitร  per lโ€™America Latinaโ€ che puรฒ essere allargato a tutti i suoi Paesi, lo affidiamo a Maria!โ€.

Stefania Tanesini

Hong Kong: Un pellegrinaggio ecumenico

Hong Kong: Un pellegrinaggio ecumenico

Un lungo viaggio per celebrare i 70 anni dalla creazione del Consiglio Generale dei Cristiani di Hong Kong, dove poco piรน del 10 % dei 7 milioni e mezzo di abitanti si professa cristiano..

Una delegazione composta da 24 persone di diverse tradizioni cristiane: cattolica, anglicana, luterana, metodista e pentecostale, hanno intrapreso un pellegrinaggio ecumenico facendo tappa in Germania, Svizzera e Italia, visitando cittร  come Wittenberg, Augusta, Ottmaring, Ginevra, Trento e infine Roma per rivedere il passato senza pregiudizio e stabilire un nuovo rapporto fra tutti i membri. โ€œUnโ€™opportunitร  per conoscere meglio la Chiesa altrui. Cโ€™era tanta condivisione, tanto amore reciproco e ci siamo sentiti fratelli e sorelle in Cristo, sua unica Chiesa!โ€, afferma Theresa Kung.

Accolti nella cittadella ecumenica di Ottmaring (Germania), al Centro Mariapoli โ€œChiara Lubichโ€ di Trento (Italia) e al Centro Internazionale del Movimento dei Focolari a Rocca di Papa (Italia), il gruppo ha avuto modo di conoscere il carisma dellโ€™unitร  che anima i Focolari e apprezzare il lavoro di dialogo tra varie Chiese che si svolge da anni nellโ€™ambito del Movimento, un โ€œdialogo della vitaโ€ che significa, come ebbe a dire il Rev. Hoi Hung Lin of Tsung Tsin Mission: โ€œRispettare le differenze di valori degli altri, dare prioritร  al dialogo e cercare sempre di stabilire relazioni fraterne tra le persone, tra i gruppi etnici e nelle diverse situazioni culturaliโ€.

A Roma, il gruppo รจ stato ricevuto presso il Dicastero per la Promozione dellโ€™Unitร  dei Cristiani in un incontro di scambio sul lavoro svolto a livello mondiale.

Come ultimo appuntamento, il 22 maggio 2024 sono stati ricevuti da Papa Francesco in udienza privata. Dopo i saluti e le presentazioni del Cardinale Stephen Chow SJ, Vescovo cattolico di Hong Kong, e del Rev.do Ray Wong, Presidente del Consiglio Cristiano di Hong Kong, il Santo Padre si รจ rivolto ai presenti sottolineando l’importanza di โ€œlavorare insieme, perchรฉ tutti crediamo in Gesรน Cristo; pregare insieme, pregare per lโ€™unitร โ€. Il Papa ha inoltre ricordato l’amicizia cristiana che deriva dal Battesimo comune. โ€œAbbiamo lo stesso Battesimo e questo ci fa cristiani. Nemici, ne abbiamo tanti fuori. Siamo amici! Nemici, fuori; qui, amiciโ€[1].

A cura di Carlos Mana


[1] Cfr. http://www.christianunity.va/content/unitacristiani/it/news/2024/2024-05-24-conseil-chretien-de-hong-kong.html

Chiara Lubich: Campioni dโ€™unitร 

Chiara Lubich: Campioni dโ€™unitร 

In questi giorni ho visto alla televisione delle giovanissime atlete, per la maggior parte dei paesi dellโ€™Est, che si esibivano in meravigliosi esercizi di ginnastica artistica. Erano maยญgnifiche nei loro ripetuti salti mortali, negli avvitamenti, in ogni mosยญsa. Quale perfezione! Quanta armonia e quanta grazia! Possedevano perfettamente il loro fisico, tanto che gli esercizi piรน difficili parevano naturali. Sono le prime del mondo.

Piรน volte, mentre le ammiravo, avvertivo dentro di me un presยญsante invito (forse dello Spirito Santo). Era come se Qualcuno mi dicesse: Anche tu, anche voi, dovete diventare campioni del mondo. Campioni in che cosa? Nellโ€™amare Dio. Ma sai quanto allenamento รจ occorso a queste ragazze? Lo sai che, giorno dopo giorno, per ore e ore, ripetono gli stessi esercizi, senza arrendersi mai? Anche tu, anche voi, dovete fare altrettanto. Quando? Nellโ€™attimo presente. Sempre, senza fermarsi mai. E mi nasceva in cuore un grandissimo desiderio di lavorare, momento per momento, per arrivare alla perยญfezione.

Carissimi, dice san Francesco di Sales che non cโ€™รจ indole cosรฌ buoยญna che a forza di ripetuti atti viziosi non possa acquistare il vizio. E allora, si puรฒ pensare che non vi รจ indole cosรฌ cattiva che a forza di atti virtuosi non possa acquistare la virtรน. E quindi: coraggio! Se ci alleniamo, diverremo campioni del mondo nellโ€™amare Dio.

(โ€ฆ)

Quale la Parola detta da Dio al nostro Movimento? Lo sappiamo: Unitร . E allora, dobbiamo diventare campioni dโ€™unitร  con Dio, con la sua volontร  nellโ€™attimo presente, e di unitร  col prossimo, con ogni prossimo che incontriamo durante la giornata.

Alleniamoci senza perdere minuti preziosi. Ci attende, non la medaglia dโ€™oro, ma il Paradiso.

Chiara Lubich

(da Conversazioni in collegamento telefonico, Cittร  Nuova Editrice, Roma 2019, pp 67-68)
Foto: ยฉ Ania Klara – Pixabay

Ripartire senza nostalgia

Ripartire senza nostalgia

Il cambiamento fa sempre paura, soprattutto quando le esperienze che abbiamo vissuto sono state forti e gratificanti. Lo viviamo in tutte le fasi della vita, nei percorsi di studio e lavorativi, in tutte le realtร  politiche, sociali e organizzative, in particolare laddove viviamo ruoli di responsabilitร  che non vogliamo perdere.

Vorremmo che certe esperienze non finissero mai. Ma questo รจ un inganno. Rimanere nelle โ€œesperienze vere e belleโ€ non ci fa vivere la vita, perchรฉ la vita stessa รจ cambiamento ed รจ questa la dinamica che la rende affascinante anche quando รจ doloroso.

Lo ha spiegato bene Cicely Saunders, fondatrice del primo hospice moderno, donna straordinaria che come infermiera, assistente sociale e medico ha โ€œinventatoโ€ un nuovo modo di assistere le persone nei momenti piรน difficili. Il tempo delle esperienze vere, secondo lei รจ un tempo fatto di profonditร  piรน che di durata. โ€œLe ore dei rapporti veri sembrano passare in un attimo, mentre le giornate noiose sembrano non passare mai. Ma a distanza di anni, le ore autentiche restano impresse per sempre, le giornate inutili svaniscono in un nullaโ€. (1)

Questi momenti veri โ€“ anche quando vissuti nel dolore e nel buio- possono trasformarsi, forse con stupore ed emozione, in occasioni di pace profonda e di luce. Questi passaggi, soprattutto quando accompagnati dal rapporto autentico con gli altri, ci possono aiutare e dare la forza di affrontare le difficoltร , le prove, le sofferenze e le fatiche che incontriamo nel cammino. Ci incoraggiano a ripartire senza paura affrontando con audacia ciรฒ che ci aspetta, andando incontro allโ€™altro e accogliendo i dolori dellโ€™umanitร  intorno a noi, mettendoci a nostra volta in gioco con il desiderio di portare dove manca quella luce e pace che noi stessi abbiamo sperimentato.

Diceva Dietrich Bonhoeffer: โ€œtempo perduto sarebbe un tempo non vissuto in cui avessimo non amato. (2)

Cosa succede quando queste esperienze vere pare che spariscono e non ci sono piรน? Forse questo toglie valore allโ€™esperienza e alle radici? Assolutamente no! Il valore della memoria รจ il fondamento stesso del progresso umano. Inoltre come dice il filosofo George Santayana โ€œChi non ricorda il passato รจ condannato a ripeterloโ€.

Cโ€™รจ stato prima di noi chi ha speso la vita per la nostra libertร  e la nostra felicitร . Dobbiamo saper ritornare alle esperienze che hanno fondato la nostra vita personale e dei nostri gruppi di appartenenza per avere la forza di ricominciare sempre, anche nei momenti di dubbio, fragilitร  e stanchezza.

  1. Cicely Saunders. Premio Templeton 1981
  2. Dietrich Bonhoeffer. โ€œResistenza e resa” lettere e altri scritti dal carcere 

Foto di Sasin Tipchai – Pixabay

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Lโ€™IDEA DEL MESE รจ attualmente prodotta dal “Centro del Dialogo con persone di convinzioni non religiose” del Movimento dei Focolari. Si tratta di un’iniziativa nata nel 2014 in Uruguay per condividere con gli amici non credenti i valori della Parola di Vita, cioรจ la frase della Scrittura che i membri del Movimento si impegnano a mettere in atto nella vita quotidiana. Attualmente Lโ€™IDEA DEL MESE viene tradotta in 12 lingue e distribuita in piรน di 25 paesi, con adattamenti del testo alle diverse sensibilitร  culturali. www. dialogue4unity.focolare.org1

ยซSignore, รจ bello per noi stare quiยป (Mt 17, 4).

ยซSignore, รจ bello per noi stare quiยป (Mt 17, 4).

ยซSignore, รจ bello per noi stare quiยป (Mt 17, 4).

Gesรน รจ in cammino con i suoi discepoli verso Gerusalemme. Allโ€™annuncio che lร  dovrร  soffrire, morire e resuscitare, Pietro si ribella, facendosi eco dello sgomento e dellโ€™incomprensione generale. Il maestro allora lo prende con sรฉ, insieme a Giacomo e Giovanni, sale su โ€œun alto monteโ€, e lรฌ appare ai tre in una luce nuova e straordinaria: il suo volto โ€œbrilla come il soleโ€ e con lui conversano Mosรจ ed il profeta Elia. Il Padre stesso fa sentire la sua voce da una nube luminosa e li invita ad ascoltare Gesรน, il suo Figlio prediletto. Di fronte a questa sorprendente esperienza, Pietro non vorrebbe piรน andare via, ed esclama:

ยซSignore, รจ bello per noi stare quiยป.

Gesรน ha invitato i suoi amici piรน stretti a vivere unโ€™esperienza indimenticabile, affinchรฉ la custodiscano sempre dentro di loro. 

Anche noi abbiamo forse sperimentato con stupore ed emozione la presenza e lโ€™azione di Dio nella nostra vita, in momenti di gioia, pace e luce che avremmo desiderato non finissero mai. Sono momenti che sperimentiamo spesso con o grazie ad altri. Lโ€™amore reciproco, infatti, attira la presenza di Dio, perchรฉ, come ha promesso Gesรน: ยซDove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loroยป(Mt 18, 20). Talvolta, in questi momenti di intimitร , Lui ci fa vedere noi stessi e leggere gli avvenimenti attraverso il suo sguardo.

Queste esperienze ci sono date per avere la forza di affrontare le difficoltร , le prove e le fatiche che incontriamo nel cammino avendo nel cuore la certezza di essere stati guardati da Dio, che ci ha chiamati a far parte della storia della salvezza.

Una volta discesi dal monte, infatti, i discepoli andranno insieme a Gerusalemme, dove li aspetta una folla piena di speranza ma anche insidie, contrasti, avversione e sofferenze. Lร  ยซsaranno dispersi e inviati ai confini della terra per essere testimoni della nostra dimora definitiva, il Regnoยป di Dio (1). 

Potranno cominciare a costruire giร  quaggiรน la Sua casa tra gli uomini perchรฉ sono stati โ€œa casaโ€ con Gesรน sulla montagna.

ยซSignore, รจ bello per noi stare quiยป.

ยซAlzatevi e non temeteยป (Mt 17,7), รจ lโ€™invito di Gesรน al termine di questa straordinaria esperienza. Lo rivolge anche a noi. Come i suoi discepoli e amici, possiamo affrontare con coraggio ciรฒ che ci aspetta. 

Fu cosรฌ anche per Chiara Lubich. Dopo un periodo di vacanze talmente ricco di luce da essere definito โ€œil paradiso del 1949โ€ per la percezione della presenza di Dio nella piccola comunitร  con la quale stava trascorrendo un tempo di riposo e per una straordinaria contemplazione dei misteri della fede, anche lei non avrebbe desiderato tornare alla vita di tutti i giorni. Lo fece con nuovo slancio perchรฉ comprese che proprio per quellโ€™esperienza di illuminazione doveva โ€œscendere dal monteโ€ e mettersi allโ€™opera come strumento di Gesรน nella realizzazione del suo Regno, immettendo il suo amore e la sua luce proprio dove mancavano, anche affrontando fatiche e sofferenze.

ยซSignore, รจ bello per noi stare quiยป.

Quando invece la luce ci viene a mancare, riportiamo al cuore e alla mente i momenti in cui il Signore ci ha illuminato. E se non abbiamo fatto lโ€™esperienza della sua vicinanza, cerchiamola. Occorrerร  fare lo sforzo di โ€œsalire sul monteโ€ per andarGli incontro nei prossimi, per adorarlo nelle nostre chiese, e anche per contemplarlo nella bellezza della natura. 

Perchรฉ per noi, Lui cโ€™รจ sempre: basta che camminiamo con Lui e, facendo silenzio, ci mettiamo umilmente in ascolto, come Pietro, Giovanni e Giacomo (2).

A cura di Silvano Malini e del team della Parola di vita

1 T. Radcliffe, OP, seconda meditazione ai partecipanti allโ€™assemblea generale del Sinodo dei Vescovi, Sacrofano, 1ยฐ ottobre 2023: https://www.vaticannews.va/it/vaticano/news/2023-10/testi-meditazioni-padre-radclifferitiro-sacrofano-sinodo.html.
2 Cf. Mt 17, 6.
Foto: ยฉ Steven Weirather – Pixabay

โ€”Scarica la Parola di Vita per bambiniโ€”

Lโ€™IDEA DEL MESEย รจ attualmente prodotta dal โ€œCentro del Dialogo con persone di convinzioni non religioseโ€ del Movimento dei Focolari. Si tratta di unโ€™iniziativa nata nel 2014 in Uruguay per condividere con gli amici non credenti i valori dellaย Parola di Vita, cioรจ la frase della Scrittura che i membri del Movimento si impegnano a mettere in atto nella vita quotidiana. Attualmente Lโ€™IDEA DEL MESE viene tradotta in 12 lingue e distribuita in piรน di 25 paesi, con adattamenti del testo alle diverse sensibilitร  culturali.

Mariapoli Ginetta e Polo Spartaco: il coraggio del cambiamento

Mariapoli Ginetta e Polo Spartaco: il coraggio del cambiamento

โ€œIl carisma dellโ€™unitร  di Chiara Lubich รจ una di queste grazie per il nostro tempo, che sperimenta un cambiamento di portata epocale e invoca una riforma spiritualeโ€.[1]

Sulla pagina web della โ€œMariapoli Ginettaโ€, la piรน sviluppata delle tre cittadelle dei Focolari in Brasile, il racconto della sua storia inizia con questa frase di Papa Francesco che evidenzia molto bene ciรฒ che ha caratterizzato gli ultimi anni di questo luogo: un cammino verso un cambiamento organizzativo per testimoniare meglio la fraternitร  vissuta nel quotidiano e per rispondere alle necessitร  e alle domande delle persone che visitano la cittadella e dellโ€™ambiente in cui รจ inserita.

Tutto ciรฒ si รจ concretizzato con lโ€™avvio di un processo di attualizzazione e di una gestione piรน partecipata e meno centralizzata delle diverse realtร  che la compongono. Oggi ognuna ha un suo consiglio o comitato di gestione, composto da persone della Mariapoli e da professionisti del settore e che lavorano in sinergia anche con il consiglio della cittadella. โ€œCorresponsabilitร โ€ รจ una parola chiave della Mariapoli Ginetta, assieme a uno sguardo verso il futuro e alla ricerca continua per attualizzare la mission della cittadella: โ€œaccogliere, formare, testimoniare e irradiareโ€.

Nel 2022 la cittadella ha festeggiato 50 anni di vita e da quel primo gruppo di focolarine in una casupola senza luce, ne gas, oggi conta un totale di 454 abitanti che vivono sul suo terreno e nei dintorni.

Negli anni sono passate decine di migliaia di persone: moltissimi giovani che hanno trascorso un periodo o alcuni anni per imparare a vivere la fraternitร  nel quotidiano, o per intraprendere la strada di consacrazione a Dio nel Movimento dei Focolari, poi famiglie, sacerdoti, religiosi e visitatori occasionali.

La Mariapoli Ginetta รจ parte della municipalitร  di Vargem Grande Paulista che dista appena unโ€™ora dalla trafficatissima megalopoli di San Paolo e il cambio di scena quando si arriva รจ totale: molto verde, case, nessun grattacielo, parchi e aree gioco per i bambini; la vivibilitร  di un piccolo centro, rispetto ad una metropoli รจ il valore aggiunto di questo luogo. โ€œCi siamo trasferiti 6 anni fa da San Paoloโ€ โ€“ racconta una giovanissima coppia con tre bambini. Sono una delle quattordici famiglie che negli ultimi anni si sono spostate da diverse cittร  per crescere i propri figli โ€œin un luogo in cui imparano a trattare gli altri con amore, dove cโ€™รจ spazio per vivere una vita a misura dโ€™uomoโ€. Questo, insieme alla scuola dei giovani che sta per iniziare la sua ottava edizione, sono segni di una rinnovata vitalitร  sociale della cittadella.

โ€œOggi nella cittadella ci sono molti degli elementi che compongono una convivenza urbanaโ€ โ€“ spiegano Iris Perguer e Ronaldo Marques corresponsabili della Mariapoli Ginetta. โ€œCi sono abitazioni, un centro cittร  rappresentato dalla struttura del Centro Mariapoli e dalla chiesa di Gesรน Eucaristia,  lโ€™Editrice Cidade Nova, un centro audiovisivi, ambulatori medici, atelier vari, la rinomata panetteria e caffetteria โ€œEspiga Douradaโ€, i progetti sociali al servizio della popolazione piรน svantaggiata, il โ€œPolo Spartacoโ€, unโ€™area commerciale e produttiva dove le aziende operano secondo i principi di Economia di Comunione, la sezione brasiliana dellโ€™Istituto Universitario โ€œSophia ALCโ€ (America Latina e Caraibi)โ€.

โ€œQuesta nuova modalitร  di gestione partecipata che state attuando โ€“ ha commentato Margaret Karram โ€“ รจ unโ€™opportunitร  straordinaria di apertura della cittadella ad altri che vogliono contribuire a costruirla, a formarsi e fare unโ€™esperienza di unitร . Devo dirvi che dopo aver partecipato al Genfest mi รจ nata in cuore una grande speranza; ho avuto la forte impressione che in questi giorni Dio abbia bussato nuovamente alla porta del Brasile e chiede di rispondere e sostenere quanto รจ nato nei giovani. Anche questa cittadella, insieme alla Mariapoli Gloria e alla Mariapoli Santa Maria, ha ora una nuova possibilitร  e responsabilitร  di capire come rispondere; di offrire una testimonianza di vita evangelica vissuta in una comunitร  socialeโ€.   

Mariza Preto racconta che anche il Polo imprenditoriale ha intrapreso un coraggioso cammino di sviluppo e apertura.

โ€œNel 2016 un debito accumulato negli anni a causa di mancati pagamenti indicava chiaramente che la sostenibilitร  economica del Polo era a rischio. Gli imprenditori erano demotivati, preoccupati perchรฉ allโ€™orizzonte non si vedeva nessuno interessato ad iniziare una nuova attivitร  al Polo. Sono stati anni difficili, in cui si sono tentate molte strade, compresa quella di costruire relazioni con gli imprenditori della regione che ha portato alla nascita di eventi comuni e momenti di confronto e incontro. Ma la svolta รจ avvenuta nel 2019 quando durante una fiera espositiva che abbiamo organizzato al Polo, la maggior parte degli espositori erano esterni alla nostra realtร . In quel periodo โ€œEspriโ€, la societร  di gestione del polo aveva molti capannoni vacanti e una crescente fragilitร  finanziaria. รˆ stato allora che il consiglio del Polo ha deliberato di ammettere imprese e imprenditori che non conoscevano lโ€™Economia di Comunione ma che volevano agire secondo i suoi principi. Cosรฌ che รจ avvenuta la โ€œrinascitaโ€ del Polo: ogni azienda che desidera oggi entrare al Polo si sottopone ad un processo di conoscenza della vita aziendale che qui viviamo e aderisce alle linee di gestione di unโ€™impresa di Economia di Comunioneโ€.

A 30 anni dalla sua fondazione, oggi il Polo Spartaco si compone di 9 edifici, vi hanno sede 10 aziende per un totale di 90 dipendenti.

โ€œQui lโ€™economia di comunione รจ viva โ€“ ha detto Jรฉsus Morรกn. Oltre allโ€™aspetto carismatico, qui si vede quello produttivo che funziona ed รจ in atto il ricambio generazionale degli imprenditori. Tutto questo ci dice che siamo entrati in una nuova fase in cui la profezia di Chiara Lubich รจ viva. Ringraziamo tutti i pionieri, quelli che hanno iniziato e ci hanno creduto e hanno permesso che arrivassimo fino quiโ€.

รˆ attraverso la SMF, โ€œSociedade Movimento dos Focolariโ€ che la cittadella si impegna in diverse opere sociali sul territorio. La SMF promuove il rafforzamento della comunitร  e l’accesso ai diritti e alle garanzie di protezione, soprattutto per i bambini, i giovani e le donne in situazioni di vulnerabilitร  sociale. Le tre Opere Sociali in cui lavorano gli abitanti della Mariapoli Ginetta operano nel campo della prevenzione per giovani in condizione di vulnerabilitร , realizzano percorsi di accompagnamento per le loro famiglie e accolgono persone senza fissa dimora. Questa รจ una goccia nel mare della necessitร  di dignitร , lavoro e giustizia di tanta gente e come ha spiegato Sรฉrgio Previdi, vicepresidente di SMF โ€œEโ€™ solo un tassello del progetto culturale basato sulla fraternitร  che vogliamo sviluppare sul territorio e nella nostra cittร โ€.

Stefania Tanesini


[1] Messaggio del Santo Padre Francesco per lโ€™apertura del convegno internazionale โ€œUn carisma al servizio della Chiesa e dellโ€™umanitร โ€ in occasione del centenario della nascita della serva di Dio Chiara Lubich

Genfest, la strada prende formaย 

Genfest, la strada prende formaย 

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Tutta lโ€™esperienza del Genfest โ€“ dalla โ€œFase 1โ€ fino alla โ€œFase 3โ€ โ€“ รจ la testimonianza tangibile che voi giovani credete e anzi, state giร  lavorando, per costruire un mondo unito. Questi sono stati per tutti noi giorni di grazie straordinarie, abbiamo messo in pratica la โ€œcuraโ€ in vari modi: nella Fase 1, attraverso il servizio ai poveri, agli emarginati, a chi piรน soffre e lo abbiamo fatto vivendo la reciprocitร , quella comunione tipica del carisma del Movimento dei Focolari; nella Fase 2, nella condivisione di vita, esperienze, ricchezze culturali; e poi, nella Fase 3, abbiamo sperimentato la straordinaria generativitร  delle communities, che sono anche uno spazio intergenerazionale di formazione e progetti.

Qualcuno mi ha raccontato della creativitร  che ogni “community” ha sviluppato e degli interessanti workshops di cui avete appena raccontato.

โ€œDal Genfest mi porto a casa la mia community โ€“ ha detto uno di voi โ€“ รจ qualcosa di concreto che continua. Una possibilitร  per vivere l’esperienza del Genfest nel quotidianoโ€.

Vi siete sentiti protagonisti nella costruzione di queste “community” e volete continuare a โ€œgenerareโ€ idee e progetti. Mi ha dato gioia sapere che qualcuno di voi ha detto di aver riscoperto il senso della sua professione e che ora vuole viverla allโ€™insegna del mondo unito.

Abbiamo questi giorni camminato insieme, con uno stile che papa Francesco definirebbe โ€œsinodaleโ€ e non solo tra voi giovani, ma anche con gli adulti; con persone di altri movimenti e comunitร ; con persone di diverse Chiese e religioni e persone che non si riconoscono in un credo religioso. Questa rete ha arricchito moltissimo il Genfest!

รˆ stata molto bella anche la presenza fra noi di alcuni vescovi che hanno vissuto il Genfest in mezzo a noi.

Ora il Genfest non finisce! Ma continua proprio nelle โ€œUnited World Communitiesโ€ dove resteremo connessi sia globalmente che localmente.  

Sono sicura che quando arriverete nei vostri Paesi e nelle vostre cittร  capirete in che, in cosa vorrete impegnarvi, in base ai vostri interessi e ai vostri studi o le vostre professioni: in economia, in dialogo interculturale, nella pace, nella salute, nella politica eccโ€ฆ

In questi giorni avete fatto lโ€™esperienza di vivere โ€œcommunityโ€ in โ€œunityโ€, in unitร ; una realtร  che continuerร : sarร  questa la vostra palestra in cui imparerete e vi allenerete a vivere la fraternitร . 

Quando io avevo la vostra etร  mi ha colpito moltissimo un invito che Chiara ha fatto a tutti noi, e lei diceva cosรฌ:

โ€œSe saremo uno, molti saranno uno e il mondo potrร  un giorno vivere lโ€™unitร . E allora? Costituire dappertutto cellule di unitร โ€ (1) โ€“ forse Chiara se fosse viva oggi avrebbe forse chiamato queste cellule di unitร  โ€œUnited world communitiesโ€ โ€“ Lei ci invitava a concentrare in questo tutti i nostri sforzi. 

Per questo vorrei chiedervi ora una cosa importante: per favore, per favore non perdete questa occasione, questa occasione unica che abbiamo vissuto qua: Dio ha bussato al cuore di ciascuno di noi e adesso chiama tutti ad essere protagonisti e portatori di unitร  nei diversi ambiti in cui vi siete impegnati.

Ieri qualcuno mi ha fermato mentre stavo uscendo e mi ha detto: devo dirti una cosa. Una di voi che รจ qui in sala e mi ha detto: devo dirti una cosa importante, per favore voglio dirti una cosa importante. Ha detto che era la prima volta che partecipava ad un Genfest e che lei non conosceva il Movimento dei Focolari e mi ha detto: io voglio dire a te, dovete fare di piรน perchรฉ questo movimento non รจ conosciuto tanto, bisogna fare di piรน ma non come avete fatto finora. Dovete fare di piรน perchรฉ questo Movimento, questa idea della fraternitร  deve essere conosciuta da molti piรน giovani. Allora io ho chiesto a lei se lei ci poteva aiutare e lei si รจ impegnata. Ma adesso spero che tutti noi ci impegniamo a fare questo.

Certo, come avete anche sentito prima, non sarร  tutto facile e non possiamo davvero illuderci che le difficoltร  non arrivanoโ€ฆ ma in questo Genfest voi stessi avete annunciato: โ€œun Dio diverso, abbandonato sulla croceโ€ voi avete detto โ€œabbandonato sulla croce tutto divino e tutto umano, che fa domande senza risposteโ€ รจ per questo che รจ un Dio vicino a tutti noi. Sarร  abbracciando ogni dolore, nostro o degli altri, che troveremo la forza di continuare in questo cammino. 

Allora andiamo avanti insieme con una nuova speranza, convinti piรน che mai che ormai una strada รจ stata tracciata. 

E come uno scrittore cinese Yutang Lin, dice una cosa molto bella: โ€œLa speranza รจ come una strada nei campi: non cโ€™รจ stata mai una strada, ma quando molte persone vi camminano, la strada prende formaโ€. Io penso che questa strada in questo Genfest ha preso forma. Allora camminiamo e ci sarร  questa strada difronte a noi.

Allora saluto tutti, auguro buona continuazione a chi farร  il post-Genfest e buon viaggio a chi torna a casa!

Ciao a tutti!

Margaret Karram

(1) Chiara Lubich, Conversazioni in collegamento telefonico, Cittร  Nuova, 2019, p. 64.


 

Un originale condominio

Un originale condominio

Su 112 ettari di terra, 23 organizzazioni – comunitร  cattoliche e istituti – hanno scelto di vivere un’esperienza di comunione tra carismi. Da 24 anni, questa esperienza che si svolge a Fortaleza (Brasile)  รจ conosciuta come Condominio Espiritual Uirapuru (CEU), acronimo che significa “cielo” in portoghese.

Margaret Karram e Jesรบs Morรกn, Presidente e Copresidente del Movimento di Focolari, in queste settimane in viaggio in Brasile per incontrare le comunitร  dei Focolari, hanno fato tappa anche  Fortaleza.  Qui hanno potuto partecipare a vari incontri con diverse realtร  carismatiche della Chiesa. Al CEU hanno incontrato leader di altre comunitร , tra i quali Nelson Giovanelli e Fra Hans della Fazenda da Esperanรงa, Moysรฉs Azevedo della Comunitร  Shalom e Daniela Martucci di Nuovi Orizzonti.

Attraverso le organizzazioni che lo compongono, il CEU realizza diverse azioni di supporto e protezione della persona umana, dall’infanzia vulnerabile e ferita da abusi e sfruttamento sessuale fino a giovani e adulti che vivono in strada o soffrono a causa di dipendenze. L’unione dei carismi presenti รจ espressione dell’amore che rende possibile lo sviluppo di attivitร  di recupero e valorizzazione della dignitร  umana, particolarmente per coloro che sono piรน bisognosi.

“Il CEU รจ la realizzazione del sogno che Chiara Lubich ha promesso a Papa Giovanni Paolo II nel 1998, di lavorare per l’unitร  dei Movimenti e delle nuove comunitร ” ricorda Nelson Giovanelli, fondatore della Fazenda da Esperanรงa e neo-eletto presidente del condominio. Il carisma dell’unitร , diffuso da Chiara Lubich, ispira il compimento della missione per le diverse comunitร  presenti. Jesรบs Morรกn aggiunge: “Se c’รจ un luogo in cui si puรฒ comprendere l’esperienza della Chiesa รจ qui al CEU. Questa รจ la Chiesa, tanti carismi, piccoli o grandi, ma tutti camminano insieme per la realizzazione del Regno di Dio”.

Gli abitanti del CEU sono 230, tra cui bambini e adolescenti, giovani e adulti in fase di recupero e piรน di 500 volontari. Lo scorso fine settimana, la comunitร  Obra Lumen ha organizzato l’incontro โ€œCom Deus Tem Jeitoโ€ (Con Dio c’รจ una via), che ha recuperato 250 tossicodipendenti dalla strada e li ha inviati a un trattamento terapeutico in varie comunitร  partner, come la Fazenda da Esperanรงa. Lo spazio รจ anche il palcoscenico di attivitร  culturali che consentono la risocializzazione attraverso l’arte, come il Festival Halleluya della Comunitร  Shalom, che riunisce ogni anno piรน di 400.000 persone.

In questi giorni, sempre in Brasile, รจ in corso il Genfest, manifestazione dei Giovani del Movimento dei Focolari. “Insieme per Prendersi Cura” รจ il motto di questa edzione che avrร  un evento internazionale in Brasile ed oltre 40 Genfest locali in vari Paesi del mondo. Ognuno inizierร  con una prima fase nella quale i giovani faranno esperienze di volontariato e solidarietร  in varie organizzazioni sociali. Tra di esse anche il CEU. Qui tra il 12 e il 18 luglio, un gruppo di 60 giovani, partecipanti al GenFest, hanno potuto conoscere le diverse comunitร  e svolgere varie attivitร . “Tutte queste comunitร  giร  svolgono lavoro di cura con persone marginalizzate e in situazione di vulnerabilitร . La nostra proposta era di unirci a loro, come un legame di unitร . Piรน ci donavamo, ci aprivamo agli altri, piรน scoprivamo la nostra essenza”, racconta Pedro รcaro, partecipante del GenFest che ha vissuto al CEU per 4 mesi con giovani di diversi Paesi.

“Quando questa comunione dei carismi infiamma il cuore dei nostri giovani, essi sono capaci di trasformare il mondo. Questo รจ lo scopo di questi eventi che facciamo al CEU, come il GenFest” racconta Moysรฉs Azevedo, fondatore della Comunitร  Shalom.

Ana Clara Giovani

โ€œStart Here and Nowโ€ il nuovo brano del Gen Verde

โ€œStart Here and Nowโ€ il nuovo brano del Gen Verde

โ€œStart Here and Nowโ€, ovvero โ€œInizia qui e oraโ€ รจ lโ€™ultimo singolo della band internazionale Gen Verde. Un inno di unione, forza, coraggio e gioia che vede la partecipazione di due gruppi musicali giovanili: Banda Unitร  (Brasile) e AsOne (Italia). โ€œTutti, con le nostre diversitร , siamo invitati ad andare oltre le frontiere per costruire un mondo dove la cura, lโ€™amore, la giustizia e lโ€™inclusione siano la risposta al dolore, allโ€™orrore delle guerre e delle divisioniโ€ spiega la band.

Cosa cโ€™รจ dietro il brano?

โ€œLa nuova canzone รจ di per sรฉ un’esperienza โ€˜oltre i confiniโ€™ per il modo in cui รจ stata prodotta – continua la band -. Le voci sono state incise in tre diverse parti del mondo e anche il video รจ stato girato in tre luoghi diversi: Loppiano e Verona (Italia) e Recife (Brasile)โ€.

Il progetto include la partecipazione di due gruppi musicali giovanili che condividono i valori del Gen Verde. Banda Unitร  รจ un complesso musicale brasiliano ed AsOne รจ una band di Verona, in Italia. Anche questi stessi gruppi vogliono condividere, attraverso la musica, i valori della pace, del dialogo e della fratellanza universale.

โ€œStart Here and Nowโ€ ha un mix intergenerazionale e interculturale – continua il Gen Verde -. Questo singolo spicca per il ritmo molto coinvolgente e un testo potente, cantato in diverse lingue, per far emergere il processo creativo ispirato allโ€™interculturalitร  e allโ€™impegno per la fraternitร  universale che si sottolinea nellโ€™evento internazionale Genfestโ€.

Il Gen Verde ha suonato questo brano per la prima volta ad Aparecida in Brasile insieme ai complessi musicali Banda Unitร  e AsOne il 20 luglio 2024 durante il Genfest, l’evento globale dei giovani del Movimento dei Focolari. Questa edizione ha avuto come titolo: โ€œJuntos para Cuidar – Together to Care โ€“ Insieme per prenderci curaโ€.

Lorenzo Russo

La fase 3 di Genfest 2024 si รจ conclusa, ma รจ solo lโ€™inizioโ€ฆ

La fase 3 di Genfest 2024 si รจ conclusa, ma รจ solo l’inizio…

La terza fase di Genfest 2024, svoltasi ad Aparecida (Brasile), ha incluso laboratori organizzati dalle cosiddette United World Communities, luoghi di incontro in cui i giovani possono condividere i loro talenti e le loro passioni. Questeย communitiesย offrono l’opportunitร  di scoprire persone di talento, forme concrete di impegno e di avviare azioni e progetti finalizzati alla costruzione di un mondo piรน unito, che mirano a rispondere alle sfide locali e globali del mondo di oggi; ad attivare processi di cambiamento personale e collettivo; a far crescere la fratellanza e la reciprocitร  in tutte le dimensioni della vita umana. Una caratteristica importante di questeย communitiesย รจ che sono il frutto del lavoro tra persone di diverse generazioni.ย 

Proseguendo le esperienze delle precedenti fasi del Genfest, in questa terza fase i giovani hanno potuto partecipare a laboratori in diversi ambiti, la cui metodologia era basata sulla fraternitร  e sul dialogo, come una prova per progetti e azioni che ora possono essere sviluppati nella sfera โ€œglocaleโ€ (progetti locali con una prospettiva globale). Le attivitร  si sono svolte nei settori dell’economia e del lavoro, dell’interculturalitร  e del dialogo, della spiritualitร  e dei diritti umani, della salute e dell’ecologia, dell’arte e dell’impegno sociale, dell’istruzione e della ricerca, della comunicazione e dei media, della cittadinanza attiva e della politica. Le รฉquipe responsabili della gestione dei laboratori erano composte da giovani e professionisti che hanno lavorato intensamente per mesi per organizzare queste attivitร .

D’ora in poi, le Comunitร  avranno un metodo di lavoro che consiste in tre fasi: Imparare, Agire e Condividere. La prima (Imparare) รจ un’esplorazione e un’analisi approfondita dei temi e delle questioni piรน attuali in ogniย community, con l’obiettivo di identificare problemi e presentare soluzioni. La fase successiva (Agire) consiste nella realizzazione di azioni con un impatto principalmente locale, ma con una prospettiva globale. Infine, nella terza fase (Condividere), si propone alla comunitร  di promuovere spazi di scambio e dialogo continuo tra le iniziative, con l’obiettivo di rafforzare la rete di collaborazione globale. รˆ stata creata un’applicazione – la WebAppย ย United World Communities, – che รจ uno strumento per la condivisione di idee, esperienze e notizie, oltre che per la promozione di progetti di collaborazione.

โ€œDio ha visitato il cuore di tuttiโ€

Al termine della terza fase del Genfest, leย Communitiesย hanno presentato in modo creativo le loro impressioni e alcuni dei risultati delle attivitร  svolte nei giorni precedenti. Da questo lavoro รจ nato il documento โ€œThe United World Community: One Family, One Common Homeโ€, che sarร  il contributo dei partecipanti del Genfest 2024 al โ€œSummit of the Futureโ€ delle Nazioni Unite del prossimo settembre. Secondo i giovani che hanno presentato il testo, esso non รจ un documento conclusivo, ma vuole essere un โ€œprogramma di vita e di lavoroโ€ per le varieย United World Communities, oltre che una testimonianza da presentare al โ€œSummit of the Futureโ€.ย ย ย ย ย ย ย 

โ€œCon le nostreย communitiesย non vogliamo fare richieste, formulare slogan o lamentarci con i leader politiciโ€, hanno detto i giovani. โ€œCerchiamo invece di dare un nome ai nostri sogni comuni, sogni di un mondo unito. Sogni personali e comunitari, che ci guideranno nelle attivitร  che svolgeremo nei prossimi anniโ€. E hanno concluso: โ€œSperiamo che vivendoli, โ€˜insiemeโ€™ e passo dopo passo, diventino segni di speranza per altriโ€.ย ย 

Alla conclusione del Genfest 2024 sono intervenuti anche Margaret Karram e Jesรบs Morรกn, Presidente e Copresidente del Movimento dei Focolari. Jesรบs Morรกn ha affermato che, sebbene l’esperienza della cura sia stata la piรน vissuta nella storia dell’umanitร , non quella sulla quale piรน si รจ riflettuto. 

Questa situazione ha iniziato a cambiare, come ha dimostrato il Genfest, nel quale รจ emersa la cura come una risposta al bisogno di dignitร  umana. In questo senso, ha concluso, รจ importante che i giovani rimangano connessi a questa rete globale di comunitร  generative. Margaret Karram, da parte sua, ha detto di aver visto nel corso dell’esperienza del Genfest che i giovani hanno dato una testimonianza tangibile della loro fede e che sono giร  in azione per costruire un mondo unito. Per quanto riguarda in particolare la Fase 3, ha sottolineato la ricchezza di questa esperienza per la sua creativitร , l’impronta intergenerazionale e interculturale e il fatto che, attraverso leย communities, c’รจ la possibilitร  concreta di vivere la stessa esperienza del Genfest nella propria vita quotidiana. La Karram ha invitato i giovani a sentirsi protagonisti di queste comunitร , il cui fondamento รจ l’unitร . โ€œVi prego di non perdere questa opportunitร  unica che stiamo vivendo qui: Dio ha visitato il cuore di ognuno di noi e ora chiama tutti a essere protagonisti e portatori di unitร  nei vari ambiti in cui sono coinvoltiโ€, ha concluso.ย 

Luรญs Henrique Marques

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Non diamoci pace finchรฉ non realizzeremo la pace!

Non diamoci pace finchรฉ non realizzeremo la pace!

Abbiamo appena ascoltato storie di pace espresse nelle sfumature piรน varie: canzoni, preghiere, esperienze, progetti concreti.

Tutto questo rafforza in noila fiducia e la speranza che รจ possibile essere costruttori di pace. Papa Francesco dice che bisogna essere ogni giorno โ€œartigiani di paceโ€. E per fare questo occorre costanza e pazienza per poter guardare con amore tutti i fratelli e le sorelle che incontriamo sul nostro cammino.

Da questo Genfest abbiamo imparato che la pace inizia da me con piccoli gesti di cura per le persone, per i nostri popoli e per il creato.

Da dove possiamo incominciare allora?

Lโ€™abbiamo detto varie volte in questi giorni: abbattendo tutte le barriere che ci dividono, per vivere per la fraternitร . E questo possiamo farlo:

  • scoprendo che la nostra comune umanitร  รจ piรน importante di tutte le nostre differenze;
  • poi essendo pronti a perdonare e a fare gesti di riconciliazione. Perchรฉ perdonare significa dire all’altro: “Tu vali molto di piรน delle tue azioni”.

E come abbiamo fatto nella prima fase del Genfest, continuiamo, anche quando torneremo a casa, ad essere artigiani di pace nelle nostre relazioni, facendo il primo passo verso gli altri. Sarร  lโ€™amore ad ispirarci cosa fare, da chi andare.  

Perdoniamo senza aspettare che sia l’altro a chiedere perdono.

Che questo Genfest sia il momento del nostro SIโ€™ ALLA PACE.

Non dobbiamo sentirci mai piรน soli: in questi giorni abbiamo visto e certamente abbiamo sperimentato la forza dellโ€™โ€œinsiemeโ€, Juntos

Uniamoci a tutti quelli che vivono e lavorano per la pace. Le communities che andremo a costruire nella Fase tre sono giร  una via possibile.

Aprite gli occhi a visioni di pace!
Parlate un linguaggio di pace!
Fate gesti di pace!
Perchรฉ la pratica della pace porta alla pace.
La pace si rivela e si offre a coloro che realizzano,
giorno dopo giorno,
tutte quelle forme di pace di cui sono capaci.(*)

Aprire, parlare e agire.

Allora: non diamoci pace finchรฉ non realizzeremo la pace!

Margaret Karram

(*) Poesia di Giovanni Paolo II

Non diamoci pace finchรฉ non realizzeremo la pace!

ยกNo nos demos paz hasta que no hayamos logrado la paz!Non diamoci pace finchรฉ non realizzeremo la pace!

Acabamos de escuchar historias de paz expresadas en los mรกs variados matices: canciones, oraciones, experiencias, proyectos concretos.

Todo esto refuerza en nosotros la confianza y la esperanza de que es posible ser constructores de paz. El Papa Francisco dice que tenemos que ser cada dรญa โ€œartesanos de la pazโ€. Y para esto necesitamos perseverancia y paciencia para poder mirar con amor a todos los hermanos y hermanas que encontramos en nuestro camino.

En este Genfest hemos aprendido que la paz empieza en mรญ con pequeรฑos gestos de atenciรณn a las personas, a nuestros pueblos y a la creaciรณn.

ยฟEntonces por dรณnde podemos empezar?

Lo hemos dicho varias veces en estos dรญas: derrumbando todas las barreras que nos dividen, para vivir la fraternidad. Y esto podemos hacerlo:

  • descubriendo que nuestra humanidad comรบn es mรกs importante que todas nuestras diferencias;
  • – despuรฉs estando dispuestos a perdonar y a hacer gestos de reconciliaciรณn. Porque perdonar significa decirle al otro: โ€œTรบ vales mucho mรกs que tus actosโ€.

Y como hicimos en la primera fase del Genfest, continuemos, tambiรฉn cuando regresemos a casa, siendo artesanos de paz en nuestras relaciones, dando el primer paso hacia los demรกs. Serรก el amor el que nos inspire quรฉ hacer, hacia quiรฉn dirigirnos.

Perdonemos sin esperar a que sea la otra persona la que nos pida perdรณn.

Que este Genfest sea el momento de nuestro Sร A LA PAZ.

No debemos sentirnos nunca mรกs solos: en estos dรญas hemos visto y ciertamente experimentado la fuerza de la โ€œuniรณnโ€, Juntos.

Unรกmonos a todos los que viven y trabajan por la paz. Las communities que construiremos en la Fase Tres ya son un posible camino a seguir.

ยกAbran los ojos a visiones de paz!
ยกHablen un lenguaje de paz!
ยกHagan gestos de paz!
Porque la prรกctica de la paz lleva a la paz.
La paz se revela y se ofrece a los que la realizan,
dรญa tras dรญa,
todas esas formas de paz de las que son capaces. (*)

Abrir, hablar y actuar.

Entonces: ยกno nos demos paz hasta que no hayamos logrado la paz!

Margaret Karram

(*) Poesรญa de Juan Pablo II

Al Genfest 2024 conclusa la seconda fase: un sรฌ alla pace

Al Genfest 2024 conclusa la seconda fase: un sรฌ alla pace

Iniziata il 19 luglio 2024 la seconda fase del Genfest 2024, lโ€™evento ei giovani del Movimento dei Focolari, ha concluso il suo programma il 21 luglio 2024 con la celebrazione della Santa Messa nella Basilica del Santuario Nazionale di Aparecida, ad Aparecida (San Paolo), in Brasile. L’evento centrale del Genfest, che per la prima volta ha avuto la sua versione internazionale nel continente latinoamericano, ha riunito circa 4.000 partecipanti provenienti da oltre 50 Paesi e, fin dall’inizio, รจ stato caratterizzato da una gioia contagiosa. Inoltre, migliaia di persone in tutto il mondo hanno seguito parte del programma in streaming.

Con il tema โ€œInsieme per prendersi curaโ€, i giovani riuniti al โ€œCentro eventi Padre Vรญtor Coelho de Almeidaโ€ hanno promosso un intenso programma che ha unito festa, arte, creativitร  e testimonianza, espressione della convinzione che la costruzione della fraternitร  universale richieda iniziative concrete per prendersi cura della vita sul pianeta, soprattutto in termini di attenzione alle persone in diverse condizioni di vulnerabilitร  e alla natura, come richiesto insistentemente da Papa Francesco.

All’inaugurazione i giovani sono stati accolti dall’arcivescovo di Aparecida, Mons. Orlando Brandes; dal nunzio apostolico in Brasile, Mons. Giambattista Diquattro; dal rettore del Santuario di Aparecida, padre Eduardo Catalfo e dalla presidente del Movimento dei Focolari, Margaret Karram, tra le personalitร  presenti. Mons. Orlando Brandes ha letto un messaggio inviato dal cardinal Pietro Parolin, Segretario di Stato vaticano, a nome di Papa Francesco. โ€œSappiamo reagire con un nuovo sogno di fraternitร  e di amicizia sociale che non si limiti alle paroleโ€ si legge nel telegramma. Nelle sue parole di saluto ai giovani, Margaret Karram ha sottolineato che โ€œinsieme, i nostri sogni si realizzerannoโ€. In seguito, i giovani sono stati accolti da una โ€œfesta latinoamericanaโ€ con esibizioni artistiche tipiche di diversi Paesi. รˆ stata un’esplosione di gioia che ha coinvolto tutti.

Un momento per trovare strade o, meglio, percorsi, per un mondo unito. Cosรฌ รจ iniziata la seconda giornata della seconda fase del Genfest 2024. Da un lato, i giovani di tutto il mondo hanno raccontato come hanno cercato di costruire relazioni di fraternitร  nei loro ambienti. รˆ il caso, ad esempio, di Adelina, di Rio Grande do Sul (Brasile), che ha dovuto affrontare la tragedia causata dalle piogge che hanno colpito il suo Stato nel mese di maggio 2024, e di Joseph, della Sierra Leone, che รจ stato separato dalla sua famiglia da bambino e reclutato dai miliziani che combattevano le truppe governative del Paese africano con atti di violenza. I momenti artistici hanno richiamato l’attenzione su alcuni grandi temi del mondo di oggi, come l’ecologia e la cittadinanza, mentre i cosiddetti spark changer, specialisti in diverse aree, hanno offerto al pubblico alcune brevi riflessioni che potrebbero portare cambiamenti nel mondo.

Il programma di sabato prevedeva anche una โ€œanteprimaโ€ della Fase 3 del Genfest: si sono svolti laboratori su temi diversi, sempre nell’ottica della โ€œcuraโ€ della vita nelle sue diverse espressioni. Infine, un viaggio intorno al mondo con storie di resilienza personale o di azione sociale, ma tutte che avevano come motivazione la fraternitร  per โ€œabbracciare l’umanitร  e avviare il cambiamentoโ€. Hanno concluso il programma del secondo giorno sul palco del Genfest alcuni giovani provenienti da Turchia, Australia, Zimbabwe, Bolivia, Italia e Colombia che hanno raccontato come hanno affrontato o aiutato altri ad affrontare il dolore, quando esso sembra togliere il senso della vita. Le presentazioni, tuttavia, non si sono limitate alle storie personali. Sul palco รจ stata presentata anche un’ampia varietร  di iniziative sociali, come Rimarishun, un progetto di incontro tra culture diverse in Ecuador. Dal Brasile si sono presentati anche il Progetto Amazzonia, il Quilombo Rio dos Macacos di Salvador (comunitร  afro discendenti) e la Casa do Menor, la cui coreografia ha ricevuto una standing ovation.

Il programma della giornata conclusiva della seconda fase di Genfest 2024 รจ iniziata guardando al passato per pensare al futuro. Sono stati ricordati alcuni dei progetti lanciati all’ultimo Genfest del 2018 e che hanno giร  iniziato a dare i loro frutti, anche in senso vero e proprio, come nel caso della piantumazione di alberi in aree soggette a degrado. Sullโ€™esempio di quanto fato nellโ€™ultimo Genfest di Manila (Filippine), sono stati presentati alcuni progetti da portare avanti dopo questi giorni.

Il primo progetto partirร  con la terza fase del Genfest. Si tratta delle โ€œComunitร  del Mondo Unitoโ€, che riuniranno i giovani – compresi quelli che non hanno potuto partecipare allโ€™evento ad Aparecida – in gruppi per aree di conoscenza, dall’economia al lavoro, dalla politica alla cittadinanza. I Giovani interessati ai vari ambiti, potranno iscriversi a queste comunitร  in base alla loro โ€œpassioneโ€, come hanno detto gli organizzatori.

Un importante strumento per la realizzazione di queste comunitร  รจ il Progetto Mondo Unito. Lanciato nel 2012 al Genfest di Budapest (Ungheria), รจ infatti un programma per diffondere la fraternitร  su larga scala e riunire le azioni in questa direzione, rendendo possibile la condivisione di esperienze con tanti giovani in tutto il mondo.

Un’altra azione che nasce da questo Genfest, piรน immediata, รจ il lancio di un questionario per raccogliere le proposte dei giovani per il โ€œPatto per il Futuroโ€, un manifesto che sarร  presentato al Summit del Futuro, un vertice internazionale che sarร  organizzato dall’ONU a settembre 2024.

La costruzione di comunitร  internazionali richiede il dialogo. Gran parte della sessione รจ stata dedicata a questo tema. La rabina Silvina Chemen e una giovane leader musulmana, Israa Safieddine, hanno raccontato come cercano di costruire il dialogo.

Quattordici giovani latinoamericani di sei Chiese cristiane hanno presentato Ikumรฉni, un laboratorio di buone pratiche ecumeniche e interreligiose. Queste sono tutte iniziative che hanno come scopo ultimo la costruzione della pace, il tema al quale รจ stata dedicata tutta lโ€™ultima parte del programma.

L’uruguaiano Carlos Palma ha presentato il progetto Living Peace. Un video di Chiara Lubich ha ricordato come si possa costruire la pace oggi: vivendo l’amore reciproco.

I giovani partecipanti al Genfest con bandiere di tutti i Paesi hanno sfilato infine chiedendo la pace in ogni nazione. Al termine, la Presidente del Movimento dei Focolari, Margaret Karram, ha invitato tutti a essere costruttori di pace, abbattendo le barriere che dividono le persone e prendendo l’iniziativa di perdonare: โ€œChe questo Genfest sia il momento per dire sรฌ alla paceโ€, ha concluso.


Luรญs Henrique Marques e Airam Lima Jr.

Foto: ยฉ Imprensa Genfest 2004 – CSC Audiovisivi

Segui la diretta del Genfest 2024

Segui la diretta del Genfest 2024

E’ possibile seguire il Genfest 2024 da Aparecida, Brasile in diretta.

Per accedere al canale Youtube fai click sull’immagine e scegli la lingua (Italiano, Inglese, Spagnolo, Portoghese, Francese)

Orari (Italia)

Sabato 20: dalle 13:45 alle 15:45

dalle 22:00 alle 24:00

Domenica 21: 13:45 alle 15:45

Montet (Svizzera): chiude la cittadella dei Focolari

Montet (Svizzera): chiude la cittadella dei Focolari

In una assolata giornata di giugno 2024, oltre 400 ospiti provenienti da tutto il mondo si sono recati a Montet (Svizzera) per salutare la multicolore e internazionale comunitร  dei Focolari. Il centro di formazione del Movimento verrร  infatti chiuso e la comunitร  concentrerร  i propri sforzi su altri centri di formazione. Nel corso della seconda metร  dell’anno 2024 la maggior parte dei residenti lascerร  il piccolo paese della Svizzera francese per unirsi ad altre comunitร .

I responsabili della “Mariapoli Foco”, come รจ chiamata questa cittadella, Maria Regina Piazza e Markus Nรคf hanno illustrato il percorso che ha portato a questo passo: “Per capire questa decisione, bisogna guardare al cammino che il Movimento dei Focolari ha percorso, considerando il calo delle vocazioni alla vita consacrata e le sfide della societร  odierna in tutto il mondo”. Si tratta di “ridistribuire le forze e ridurre le strutture per promuovere la vicinanza alle persone dove piรน serve”.

Gli ospiti presenti, provenienti dal mondo della politica, della societร  e delle Chiese, hanno sottolineato quanto la cittadella abbia plasmato e influenzato positivamente l’area circostante: รจ stata diffusa pace, senso di comunitร , spirito di unitร  e fraternitร  ed รจ stata data una testimonianza di amore reciproco. In totale, quasi 3.800 persone hanno trascorso parte della loro vita qui nel corso di 43 anni, la maggior parte di esse erano adolescenti e giovani adulti.

In un messaggio di saluto, il Segretario Generale del Consiglio Mondiale delle Chiese di Ginevra, Rev. Prof. Dr. Jerry Pillay, ha ringraziato per le ricche esperienze ecumeniche condivise e vissute insieme durante le visite annuali degli studenti a Ginevra e ha sottolineato che “la vera ereditร  del Centro di Montet non รจ la sua struttura fisica, bensรฌ la comunione, le relazioni e i valori evangelici promossiโ€.

Cรฉdric Pรฉclard, sindaco di lunga data di Les Montets, al cui Comune appartiene il villaggio di Montet, si รจ molto rammaricato per questa chiusura. Tuttavia, si รจ compiaciuto per il fatto che il “Dado della pace” del parco del Centro dei Focolari sia stato donato al Comune. Questa scultura interattiva incarna e trasmette valori importanti per il Movimento dei Focolari e in realtร  ha origine nel villaggio: un gruppo di focolarine l’aveva creato per lavorare con i bambini durante il loro soggiorno a Montet, poi “il dado” si รจ diffuso in tutto il mondo. Un grande modello mobile di esso, si trova oggi in un parco giochi nel centro di Les Montets.

Nel suo discorso, la Presidente dei Focolari Margaret Karram, presente a Montet insieme al Copresidente Jesรบs Morรกn, non ha nascosto quanto sia stato doloroso per la comunitร  internazionale chiudere questo sito. “Sentiamo molto chiaramente che dobbiamo guardare all’umanitร  che attende il dono della pace, dell’unitร  e che dobbiamo saper cogliere, anche attraverso le circostanze, il desiderio di Dio per noi e per le nostre attivitร  e strutture”. La decisione di chiudere la cittadella dei Focolari a Montet non รจ stata presa a cuor leggero. “รˆ come assistere alla potatura di un albero che ha dato tanti bei frutti per molti anniโ€. โ€œMa sappiamo che nulla accade per caso, ma la Divina Provvidenza รจ sempre dietro a tutto”. E ha incoraggiato tutti – ospiti e residenti – a portare l’esperienza acquisita a Montet nel mondo: “Molti di voi sarete destinati ad altre cittร , ad altri Paesi, ad altre comunitร  o ritornerete nel vostro Paese e porterete ovunque andrete la preziosa esperienza che avete vissuto qui e che, quindi, non solo continuerร , ma vi porterร  una dimensione di amore ancora piรน grande che vi stupirร , perchรฉ sarร  nuova”.

Il futuro prevede la vendita della tenuta di 5 ettari. Un comitato guidato da Hugo Fasel, ex direttore della Caritas svizzera, supervisionerร  la vendita e farร  in modo che l’uso futuro della proprietร  sia in linea con i valori del Movimento dei Focolari.

Andrea Fleming

Fonte: Fokolar-Bewegung 
https://fokolar-bewegung.de/nachrichten/fokolar-zentrum-der-franzoesischen-schweiz-schliesst

Amazzonia, terra della cura e del futuroย 

Amazzonia, terra della cura e del futuroย 

Si arriva a Juruti, nello Stato del Parร , da Santarรฉm, dopo sette ore di motonave, il mezzo piรน veloce. Con fierezza, i suoi abitanti dicono che questa zona รจ il cuore della bassa Amazzonia brasiliana, dove lโ€™unica โ€œstradaโ€ di collegamento รจ il Rio delle Amazzoni, il โ€œfiume-mareโ€, come lo chiamano i nativi. รˆ infatti il primo fiume al mondo per portata dโ€™acqua e il secondo per lunghezza. รˆ lui a scandire il tempo, la vita sociale, il commercio e le relazioni tra i circa 23 milioni di abitanti di questa vastissima regione, dove vive il 55,9% della popolazione indigena brasiliana. Oltre ad essere uno degli ecosistemi piรน preziosi del pianeta, gli interessi politici ed economici sono causa di conflitti e violenze che continuano a moltiplicarsi quotidianamente. Qui la dirompente bellezza della natura รจ direttamente proporzionale ai problemi di qualitร  della vita e sopravvivenza.

โ€œOsservare e ascoltare รจ la prima cosa che possiamo imparare in Amazzoniaโ€ spiega Mons. Bernardo Bahlmann O.F.M., Vescovo di ร“bidos, a Margaret Karram e Jesรบs Morรกn, Presidente e Copresidente dei Focolari, arrivati per conoscere e vivere alcuni giorni con le comunitร  dei Focolari della regione. Li accompagnano Marvia Vieira e Aurรฉlio Martins de Oliveira Jรบnior, co-responsabili nazionali del Movimento, insieme a Bernadette Ngabo e รngel Bartol del Centro Internazionale del Movimento. 

Il Vescovo parla della cultura differenziata di questa terra, dove caratteristiche native convivono con aspetti del mondo occidentale. La convivenza sociale presenta molte sfide: povertร , mancanza di rispetto dei diritti umani, sfruttamento della donna, distruzione del patrimonio forestale. โ€œTutto questo domanda di ripensare cosa significhi prendersi cura delle ricchezze di questa terra, delle sue tradizioni originarie, del creato, dellโ€™unicitร  di ogni persona, per trovare, insieme, una strada nuova verso una cultura piรน integrataโ€. 

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Un compito impossibile senza il coinvolgimento dei laici, spiega Mons. Ireneu Roman, Vescovo dellโ€™Arcidiocesi di Santarรฉm: โ€œsono loro la vera forza della Chiesa amazzonicaโ€. Nelle sue comunitร  parrocchiali i catechisti sono circa un migliaio e supportano la formazione cristiana, la liturgia della Parola e i progetti sociali. Mons. Roman domanda alla comunitร  dei Focolari in Amazzonia di portare il suo contributo specifico: โ€œlโ€™unitร  nelle strutture ecclesiali e nella societร , perchรฉ ciรฒ che serve di piรน a questa terra รจ ri-imparare la comunioneโ€. 

La prima comunitร  maschile del Focolare รจ arrivata stabilmente a ร“bidos nel 2020 su richiesta di Mons. Bahlmann e sei mesi fa si รจ aperta quella femminile a Juruti. Oggi in Amazzonia ci sono sette focolarini, tra cui un medico, due sacerdoti, una psicologa e un economista.

โ€œSiamo in Amazzonia per supportare il grande lavoro missionario che la Chiesa svolge con i popoli indigeniโ€, spiegano Marvia Vieira e Aurรฉlio Martins de Oliveira Jรบnior. โ€œNel 2003, una delle linee guida della Conferenza Episcopale Brasiliana era incrementare la presenza della Chiesa in questa regione amazzonica, perchรฉ la vastitร  del territorio e la mancanza di sacerdoti rendevano difficile un’adeguata assistenza spirituale e umanaโ€.

Nasce cosรฌ, 20 anni fa, il โ€œProgetto Amazzoniaโ€ dove membri del Movimento dei Focolari provenienti da tutto il Brasile si recano per un periodo in luoghi scelti di comune accordo con le Diocesi, per realizzare azioni di evangelizzazione, corsi di formazione per famiglie, giovani, adolescenti e bambini, visite mediche e psicologiche, cure odontoiatriche e altro. 

โ€œForse non riusciremo a risolvere i tanti problemi di questa gente โ€“ dice Edson Gallego, focolarino sacerdote del focolare di ร“bidos e parroco – ma possiamo essere loro vicini, condividere gioie e dolori. รˆ quello che cerchiamo di fare da quando siamo arrivati, in comunione con le diverse realtร  ecclesiali della cittร .โ€  

Le focolarine spiegano che non รจ sempre facile perdere le proprie categorie mentali: โ€œSpesso ci illudiamo di dare risposte, ma siamo noi che usciamo arricchite da ogni incontro, dalla forte presenza di Dio che emerge ovunque: nella natura, ma soprattutto nelle personeโ€.

A Juruti le focolarine collaborano con le realtร  della Chiesa che svolgono azioni di promozione umana e sociale. Il โ€œcasuloโ€ โ€œBom Pastorโ€ รจ una delle 24 scuole materne della cittร , con una specifica linea pedagogica che forma i bambini alla consapevolezza della propria cultura e tradizioni, al senso comunitario, alla coscienza di sรฉ e dellโ€™altro. Una scelta importante per una formazione integrale e integrata. Mentre lโ€™Ospedale โ€œ9 de Abril na Providรชncia de Deusโ€ รจ gestito dalla Fraternitร  โ€œSรฃo Francisco de Assis na Provรญncia de Deusโ€. Serve la popolazione della cittร  (51.000 abitanti circa), le localitร  vicine e le comunitร  fluviali, con una particolare attenzione a chi non puรฒ permettersi di pagare le cure. Le Apostole del Sacro Cuore di Gesรน, invece, animano il Centro di convivenza โ€œMadre Cleliaโ€ dove accolgono un centinaio di giovani lโ€™anno, creando alternative di formazione professionale e contribuendo allo sviluppo personale, in particolare dei giovani a rischio.

Anche la comunitร  del Focolare da anni opera in sinergia con le parrocchie e le organizzazioni ecclesiali. Incontrandola, insieme ad altre comunitร  venute da lontano, Margaret Karram ringrazia per la generositร , concretezza evangelica e accoglienza: โ€œAvete rinforzato in tutti noi il senso di essere unโ€™unica famiglia mondiale e anche se viviamo distanti, siamo uniti dallo stesso dono e missione: portare la fraternitร  dove viviamo e in tutto il mondoโ€. 

Attraverso un reticolo di canali che si snodano dentro la foresta amazzonica, a unโ€™ora di barca da ร“bidos, si arriva al Mocamboย Quilombo Pauxi, una comunitร  indigena di un migliaio di persone afro-discendenti. รˆ seguita dalla parrocchia di Edson, che cerca di andare almeno una volta al mese per celebrare la Messa e, insieme ai focolarini, condividere, ascoltare, giocare con i bambini. La comunitร  รจ composta da circa un migliaio di persone che, pur immerse in una natura paradisiaca, vivono in condizioni particolarmente svantaggiate. Isolamento, lotta per la sopravvivenza, violenza, mancanza di pari diritti, di accesso all’istruzione e alle cure mediche di base, sono le sfide quotidiane che queste comunitร  fluviali affrontano. Anche qui, da due anni, la diocesi di ร“bidos ha attivato il progetto “Forรงa para as mulheres e crianรงas da Amazรดniaโ€. รˆ indirizzato alle donne e allโ€™infanzia e promuove una formazione integrale della persona in ambito spirituale, sanitario, educativo, psicologico, di sostentamento economico. Una giovane madre racconta con fierezza i suoi progressi nel corso di economia domestica: โ€œHo imparato molto e ho scoperto di avere capacitร  e ideeโ€.ย 

Certamente si tratta di una goccia nel grande mare delle necessitร  di questi popoli, โ€œed รจ vero โ€“ riflette Jesรบs Morรกn โ€“ che, da soli, noi non risolveremo mai i tanti problemi sociali. La nostra missione, anche qui in Amazzonia, รจ cambiare i cuori e portare lโ€™unitร  nella Chiesa e nella societร . Ha senso quel che facciamo se le persone orientano la loro vita al bene. รˆ questo il cambiamentoโ€. 

Accogliere, condividere, imparare: รจ questa la โ€œdinamica evangelicaโ€ che emerge, ascoltando i focolarini in Amazzonia, dove ciascuna e ciascuno si sente chiamato personalmente da Dio ad essere suo strumento per โ€œascoltare il grido dellโ€™Amazzoniaโ€ (47-52) โ€“ come scrive Papa Francesco nella straordinaria esortazione post-sinodale Querida Amazonia โ€“ e per contribuire a far crescere una โ€œcultura dellโ€™incontro verso una โ€˜pluriforme armoniaโ€™โ€ (61).

Stefania Tanesini

Un patto planetario

Un patto planetario

Il 16 luglio del 1949 Chiara Lubich e Igino Giordani strinsero un โ€œPatto di unitร โ€. Fu unโ€™esperienza spirituale che dette inizio ad un periodo di luce e di particolare unione con Dio.

E contrassegnรฒ dunque la vita dellโ€™allora prima comunitร  dei Focolari, ma anche la storia di tutto il Movimento ed il suo impegno per un mondo piรน fraterno e piรน unito. 

A settantacinque anni da quel giorno, un approfondimento su cosa ha significato allora quel Patto e che cosa puรฒ significare oggi continuare ad attuarlo.ย ย ย ย ย 

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Genfest 2024: Insieme per prenderci cura

Genfest 2024: Insieme per prenderci cura

โ€œPace tra i popoli, salvaguardia del pianeta, economie e politiche che mettano al centro la persona, la giustizia e la dignitร : su questo lavoreremo, discuteremo e progetteremo a livello mondiale al Genfestโ€.  A spiegarlo sono i giovani del Movimento dei Focolari che dal 12 al 24 luglio prossimi, in Brasile, chiameranno a raccolta migliaia di giovani per un evento mondiale. Lo scopo รจ, come dice il titolo: โ€œJuntos para cuidarโ€, cioรจ prendersi cura insieme, a livello mondiale, delle persone e dei pezzi di umanitร  piรน sofferenti e vulnerabili, al di lร  delle differenze culturali, etniche e religiose.  

I grandi cambiamenti in atto ci mostrano la necessitร  di un nuovo paradigma culturale, basato non sullโ€™individuo, ma sulla relazione sociale che si apre su tutta lโ€™umanitร  attraverso una cultura che promuova la fraternitร  universale; che non elimina la complessitร , ma la valorizza, permettendo di comprendere piรน profondamente la storia dellโ€™umanitร  e dei popoli. 

Ilย Genfest 2024ย si snoderร  in tre fasi: volontariato, un evento centrale e la creazione di community suddivise per ambiti dโ€™interesse, di studio o professionali, per restare connessi e lavorare alla costruzione di un mondo piรน unito sui propri territori. Vuol essere unโ€™esperienza immersiva dove i protagonisti e gli ideatori sono i giovani; ma il dialogo e la collaborazione intergenerazionale saranno un pilastro imprescindibile del cambiamento che si vuole proporre anche alle istituzioni internazionali. Alcuni momenti verranno trasmessiย in streaming mondiale sulย canale YouTube del Genfest 2024.ย 

A conclusione, i nuovi step e i progetti nati o in atto, per costruire un mondo in pace e piรน unito verranno raccolti in un documento che verrร  presentato al Summit of the Future (22-23 settembre 2024), promosso dalla Nazioni Unite. Conterrร  progetti e proposte concrete per un mondo piรน giusto e fraterno, per contribuire agli obiettivi internazionali dellโ€™Agenda ONU 2030.  

Chi non potrร  partecipare allโ€™evento centrale in Brasile, potrร  informarsi su quello piรน vicino a casa propria, perchรฉ ci saranno altri 44 Genfest locali che si svolgeranno in Corea, India, Sri Lanka, Filippine, Pakistan, Vietnam, Giordania, Egitto, Burundi, Tanzania, Angola, Zambia, Kenya, Etiopia, Sud Africa, RD Congo, Costa Dโ€™Avorio, Camerun, Burkina Faso, Perรน, Bolivia, Messico, Guatemala, Argentina, Ungheria, Serbia, Cechia, Slovacchia, Germania e Italia

Sperimentare โ€“ la prima settimana del Genfest (12-18 luglio 2024) propone ai partecipanti unโ€™esperienza โ€œimmersivaโ€ di volontariato in uno dei 40 progetti e organizzazioni che si sono resi disponibili in diversi Paesi dellโ€™America Latina e in altre parti del mondo. Questa azione sarร  realizzata in collaborazione con UNIRedes, organismo che riunisce piรน di 50 organizzazioni, iniziative e movimenti sociali di 12 Paesi dellโ€™America Latina e dei Caraibi che promuovono azioni di trasformazione in vari campi (arte e cultura, ambiente, governance democratica, istruzione, lavoro, ecc.) attraverso il protagonismo di tutti gli attori coinvolti.  

Celebrare โ€“ Dal 19 al 21 luglio ad Aparecida, allโ€™arena del santuario nazionale, i giovani si riuniranno per lโ€™evento centrale per conoscere esperienze, condividere strategie di pace e fraternitร  anche attraverso manifestazioni artistiche e musicali. Lโ€™evento sarร  trasmesso in streaming in piรน di 120 Paesi. Un grande festival di idee, pensieri e iniziative che ispirerร  migliaia di giovani di diverse culture, etnie e religioni a vivere per un mondo unito. 

Imparare e condividere โ€“ La terza fase si svolgerร  dal 21 al 24 luglio: i giovani si distribuiranno in gruppi chiamati โ€œcommunitiesโ€ suddivisi in otto aree dโ€™interesse: economia e lavoro, intercultura e dialogo, spiritualitร  e diritti umani, salute ed ecologia, arte e impegno sociale, istruzione e ricerca, comunicazione e media, cittadinanza attiva e politica

In questi spazi i giovani potranno imparare, confrontarsi, ideare nuove forme dโ€™impegno condiviso per diffondere la cultura della fraternitร  tramite dei progetti locali con una prospettiva globale, in modo che tornando nei propri Paesi, possano impegnarsi localmente negli ambiti che li appassionano per formarsi al paradigma culturale della fraternitร  e della relazionalitร . 

Un team internazionale formato da accademici, professionisti, leader e attivisti sociali e politici โ€“ giovani e adulti โ€“ accompagnerร  i partecipanti nei dibattiti e nei lavori di gruppo.  

Hanno confermato la loro partecipazione, tra gli altri: Luigino Bruni, economista (Italia), Choie Funk, architetto e attivista sociale (Filippine), Jander Manauara, rapper e attivista (Brasile), Carlos Palma, coordinatore di Living Peace (Uruguay), Myrian Vasques, consigliera indigena (Brasile), Silvina Chemen, direttrice Centro per il Dialogo Interreligioso presso seminario rabbinico (Argentina), John Mundell, direttore Piattaforma di Azione Laudato Siโ€™ del Vaticano (Stati Uniti), Nicolas Maggi Berrueta, violinista, Ambasciatore di Pace (Uruguay), Israa Safieddine, educatrice specializzata in istruzione islamica (Stati Uniti). 

Stefania Tanesiniย 

Genfest_scheda 1:ย Storia, obiettivi e prospettive

Gen Rosso in Madagascar

Gen Rosso in Madagascar

Il complesso internazionale Gen Rosso ha fatto tappa in Madagascar. Otto date in sette cittร  diverse. Tanti chilometri percorsi in questa splendida terra per portare un messaggio di pace e fraternitร  attraverso la musica e la danza.

Ci son voluti due giorni di viaggio per percorrere 950 km, dalla capitale Antananarivo alla cittร  di Tolear, allโ€™estremo sud dellโ€™Isola.

โ€œLa comunitร  del Movimento dei Focolari di Tolear ci ha accolto in festa donandoci tipici copricapo e collane, manifestando la loro gioia con danze tradizionali e canzoni โ€“ racconta Valerio Gentile, booking Internazional del Gen Rosso -. E in un noto ristorante della cittร  ci siamo esibiti insieme ad un gruppo locale, il Choeur des Jeunes de Saint Benjamin. Cosรฌ si รจ aperta questa tappa nel sud del Madagascarโ€.

Il giorno dopo รจ la volta dei workshop alla scuola Don Bosco e a seguire il concerto nellโ€™anfiteatro. โ€œรˆ stata la giornata piรน bella della mia vitaโ€ ha esordito una ragazza con le lacrime di commozione. E un giovane insegnante aggiunge: โ€œCi avete tirato fuori dei valori veri per cui vivere; sento che devo impostare la mia vita sugli obiettivi che abbiamo sentito nelle vostre canzoni e che abbiamo condiviso con voi dal palco durante i workshopโ€.

โ€œTra i vari laboratori di danza e canto, cโ€™รจ stato quello delle percussioni, improntato in maniera del tutto originale โ€“ spiega Valerio -. Il materiale usato infatti era composto da bottiglie di plastica riciclata e dai bidoni gialli molto comuni in Africa, utilizzati perlopiรน per lโ€™approvvigionamento di acqua, olio e altro. Strumenti musicali improvvisati tenendo in considerazione soprattutto la salvaguardia del pianetaโ€.

Unโ€™altra tappa significativa presso lโ€™istituto scolastico ร‰cole Pรจre Barrรฉ, dove 300 allievi delle superiori hanno potuto condividere il palco con il Gen Rosso che, nellโ€™input iniziale lancia il motto da vivere: โ€œmaking space for loveโ€, ovvero โ€œfare spazio allโ€™amoreโ€.

โ€œNon siamo qui per fare uno spettacolo per voi, ma con voi per tutta la cittร โ€ esordisce Adelson del Gen Rosso.

Le ore volano e si arriva al concerto finale presso il Jardin de la Mer. Ad aprire lโ€™evento le voci del Choeur des Jeunes de Saint Benjamin. Ma arriva un imprevisto: va via la corrente elettrica e si ferma lโ€™evento. Dopo qualche minuto si riprende e arriva il momento del Gen Rosso. Cโ€™รจ un bel clima festoso in piazza, i giovani presenti rispondono con partecipazione viva.

Ma ritorna il blackout elettrico, proprio quando il tramonto ha lasciato spazio alla notte ed รจ buio totale.

โ€œChe facciamo?โ€ si chiedono. โ€œDecidiamo di improvvisare con lโ€™aiuto di alcune torce per fare un poโ€™ di luce. Uno dopo lโ€™altro si susseguono i vari gruppi di giovani che hanno partecipato ai workshop nei giorni precedenti. La creativitร  non manca, insieme alla gioia di stare insieme su quel palco. Lo spettacolo sono loro, i giovani di Tolear!โ€

โ€œGrazie al Gen Rosso che ci ha fatto scoprire quanta resilienza abbiamo in noiโ€ racconta un ragazzo. Gli fanno eco altre testimonianze sulla scoperta dei valori autentici della vita, sui propri talenti nascosti, sulla direzione giusta da percorrere nella vita.

โ€œParole che ci danno una forte carica per affrontare lโ€™ultima tappa, ad Antananarivo, la Capitale โ€“ afferma Valerio -. Ci attendono alla scuola Fanovozantsoa. Poche ore sono sufficienti per arrivare ad un alto livello di preparazione sia in canto che attraverso la danza di hip-hop, latina o le percussioni. Cosรฌ il concerto del 18 maggio va alla grande tra applausi, abbracci e selfie. Un momento indimenticabile che rimane inciso nel cuore di tuttiโ€.

Si conclude il tour con la Santa Messa nel giorno di Pentecoste a Akamasoa, presso la Cittร  dellโ€™amicizia, un luogo nato e ideato 30 anni fa da Padre Pedro, missionario argentino che decise di aiutare i poveri migliorando le loro condizioni di vita attraverso un lavoro dignitoso, lโ€™istruzione e i servizi sanitari.

โ€œAbbiamo festeggiato insieme tra la โ€˜colorataโ€™ Messa al mattino nella grande chiesa-palasport e un gioioso spettacolo al pomeriggio nellโ€™anfiteatro allโ€™aperto โ€“ racconta ancora Valerio -. Un concerto insieme a famiglie, giovani, anziani e bambini, con un messaggio di speranza per costruire una nuova societร  basata sullโ€™Amoreโ€.

โ€œGrazie Madagascar โ€“ dice ancora Valerio a nome del Gen Rosso โ€“ milioni di cuori che battono ogni giorno al ritmo della solidarietร  lโ€™uno con lโ€™altro, resilienza di fronte alle difficoltร , semplicitร , serenitร  dโ€™animo nellโ€™affrontare le avversitร , leggerezza di vita, umiltร , gioia e pace dellโ€™anima. Da ora tu โ€˜viaggiโ€™ con noi come regalo da portare al mondo!โ€

Lorenzo Russo