Nei primi giorni di agosto a Trento, in Italia, si รจ svolta la scuola Foco, un congresso del Movimento dei Focolari per i e le Gen3, la generazione adolescenziale del Movimento.
Hanno partecipato in 350 โ dai 14 ai 17 anni insieme agli assistenti dai 18 anni in su โ, provenienti da 19 nazioni con 12 lingue diverse. Poco piรน di una settimana per approfondire temi adolescenziali, vivere in profonditร il rapporto con Dio, scoprire come lโIdeale dellโunitร e della fratellanza universale รจ possibile viverlo e costruirlo giorno dopo giorno nonostante la minaccia di guerre in varie parti del mondo. Inoltre si รจ svolto il festival dei popoli dove ogni nazione poteva rappresentarsi attraverso canti, balli, vestiti, foto, cibo locale. Un modo per conoscere la cultura dellโaltro e costruire un pezzetto di mondo piรน unito e fraterno.
Ecco alcune testimonianze.
Sofia, Italia: โHo deciso di partecipare alla scuola Foco per avere un rapporto piรน intimo con Gesรน. Da questa scuola ho imparato il modo di amare sempre le persone che mi stanno accanto. Riesco ad affrontare meglio momenti di difficoltร e di dolore sentendomi piรน vicina a Gesรนโ.
Veronika, Croazia: โHo vissuto uno spirito unito che sgorga dal desiderio di pace e di comunitร , che si basa sulla preghiera e sul dialogo con Dio. Dopo aver ascoltato le testimonianze sulla violazione della pace, sulla lotta per mantenere la pace in sรฉ stessi, in famiglia, nel proprio Paese, in me si รจ risvegliato il desiderio di fare di tutto per mantenerla in questi luoghiโ.
Naomi, India: โHo frequentato la Scuola Foco per migliorare la mia relazione con Dio. Al termine ciรฒ che mi sono portata a casa รจ stato il modo in cui posso trarre conforto durante i momenti di difficoltร o di dolore, pensando a Gesรน abbandonato in Croce. Ma ho scoperto anche il potere della riconciliazione attraverso la confessione. Cercherรฒ di usare sempre tutta me stessa per propagare il Vangelo e rendere la mia cittร un luogo d’amoreโ.
Tomรกs Portogallo: โDurante il Festival dei Popoli, sono stato orgoglioso di mostrare il nostro Paese e allo stesso tempo conoscere le culture di altri Paesi. Dopo questa scuola, mi manca tutto quello che ho vissuto lรฌ, ma voglio anche vivere ogni giorno quello che ho imparato lรฌโ.
Emanuel, Croazia: โAlla scuola Foco mi รจ piaciuta la festa dei Popoli. Abbiamo potuto conoscere culture diverse e piatti tradizionali. Lรฌ ho conosciuto tanti amici e provato varie specialitร . Rivivrei volentieri questa esperienza altre 100 volteโ.
Gloria, Brasile: โHo sentito dei cambiamenti nel mio rapporto con Dio. All’inizio non riuscivo a connettermi con Lui e a sentirlo nelle persone, ma so che dopo tutte le esperienze ascoltate e le riflessioni vissute, posso facilmente sentirlo in ogni situazione. Inoltre, ho imparato ad aiutare le persone che non mi piacciono, ad aiutare le persone con problemi e a identificare Dio in ognunoโ.
Sarahi, Messico: โHo capito che, pur vivendo in Paesi diversi e persino in continenti molto lontani, l’Ideale dellโunitร puรฒ essere sempre vissuto. ร stata un’esperienza molto bella soprattutto conoscere la cultura di altri Paesi, il cibo, i loro vestiti, alcune parole e tradizioni. Quello che ho portato via dalla scuola รจ che prima di tutto ho smesso di avere paura della confessione e questo ha fatto crescere la mia fede in Dio. La messa quotidiana mi ha aiutato molto, spero di continuare ad andarci ogni domenica di mia spontanea volontร โ.
Sebastian, Croazia: โMi รจ piaciuto quando abbiamo rappresentato i nostri Paesi alla festa dei popoli: ognuno mostrava qualche tradizione del proprio Paese. Era molto divertente quando la sera giocavamo a calcio e ci si conosceva cosรฌ. Il momento preferito รจ stata la festa finale in cui abbiamo cantato e ci siamo divertiti. La mia vita รจ cambiata dopo la scuola, ora cerco di vivere il Vangelo amando le persone intorno a meโ.
Silvia, Italia: โDopo la scuola la mia vita si รจ stravolta e ho iniziato a vedere il mondo con occhi diversi. ร stata l’esperienza piรน significativa della mia vita e mi ha fatto venire voglia di riuscire ad assomigliare a quello che Chiara Lubich ha sempre voluto dai Genโ.
Anna, Italia: โConsiglio vivamente ai Gen che non hanno ancora frequentato una Scuola Foco di farlo! Vi divertirete un sacco, posso garantireโ.
Jakov, Croazia: โAlla scuola Foco ho capito lโimportanza dell’unitร . Quando sono arrivato, tutti erano accoglienti, sembrava di essere unโunica famiglia. Raramente ho provato questa sensazione prima, forse mai. Inoltre, ho capito come amare e vuol bene tutti, indipendentemente da chi sono e dal loro background. Mi piacerebbe vivere altri incontri di questo tipo, รจ stata un’esperienza indimenticabileโ!
Julia, Brasile: โMi porto a casa l’amore incommensurabile di Gesรน per me e per tutti, cosรฌ come la speranza e la sensazione di volere che un mondo unito diventi realtร . Vedere che Gesรน ama ognuno di noi e poter sentire il suo amore alla Scuola Foco รจ stata una delle esperienze piรน belle che ho fatto e la porterรฒ sicuramente con me. Ho ritrovato la speranza e la fede. Ora la sfida sarร portare l’amore e l’unitร che ho sentito a scuola nel โmondo realeโ, a casa, a scuola, con i miei amici. Ma sono i ricordi e l’amore per ciรฒ che ho imparato in quell’esperienza che mi spingono a non arrendermi e a lottare per un mondo unitoโ!
Maria Teresa, Italia: โHo partecipato alla Scuola Foco poichรฉ sentivo il desiderio di voler conoscere di piรน le origini del movimento dei Focolari. Da questa Scuola porto a casa la speranza di un futuro migliore per la nostra generazione. La mia vita รจ migliorata perchรฉ ho capito che devo guardarla in un’altra prospettiva, fare di ogni ostacolo una pedana di lancio! Essendo molto insicura, ho sempre paura a suonare il violino in pubblico. Quando infatti mi รจ stato proposto di suonare alla scuola ero un poโ turbata. Poi un giorno si รจ parlato di come ognuno di noi possa donare agli altri un suo talento o una propria qualitร , che Chiara Lubich chiama “perla”. Allora ho deciso di donare la mia perla agli altri e mentre suonavo con un’altra Gen, un gruppo di ragazzi e ragazze si รจ avvicinato per accompagnarci con il canto, donandoci supporto. Ho vissuto il passo del Vangelo di Luca (Lc 6,38) โDate e vi sarร datoโ.
Elena, Italia: โAl termine di questa scuola, mi porto a casa ciรฒ che ho capito durante una giornata dedicata a Gesรน nel suo dolore, abbandonato in Croce. Mi ha colpito profondamente anche perchรฉ, grazie alle testimonianze dei Gen, sono riuscita a capire come superare un dolore grazie all’amoreโ.
Tomรกs, Portogallo: โHo portato a casa la scoperta di Gesรน abbandonato, il potere della preghiera, oltre ad essermi confessato. Porterรฒ l’amore di Dio ovunque io vada, ho rafforzato la mia fede, ho imparato molto da questa scuolaโ.
Trieste รจ una cittร situata nel nord-est Italia, al confine con la Slovenia. Storicamente rappresenta un crocevia di culture, lingue, religioni. E oggi รจ uno dei primi punti dโapprodo in Europa per i migranti che transitano per la rotta balcanica. Persone con un bagaglio di sofferenze, guerre, persecuzioni.
A Trieste la comunitร del Movimento dei Focolari, in sinergia con altre istituzioni, si adopera per dare una prima accoglienza ai migranti.
โIl problema piรน grande รจ la percezione del problema stesso – racconta Claudia, della comunitร locale -. Non si tratta infatti di unโemergenza, unโinvasione ingestibile come spesso viene raccontata ma di un fenomeno strutturale che รจ la realtร di questo nostro presente storico. Un flusso continuo di persone in arrivo che, se opportunamente accolte e ridistribuite, possono persino diventare risorsa per la nostra cittร e per il nostro Paese. Se il fenomeno migratorio non viene capito e affrontato con gli strumenti opportuni, รจ destinato a generare diffidenza, paura, insofferenza, rifiutoโ.
Nellโautunno dello scorso anno, in previsione dellโemergenza freddo, il Vescovo di Trieste Mons. Enrico Trevisi ha espresso la volontร di aprire un dormitorio come risposta concreta per lโaccoglienza ai migranti. Un gruppetto di persone dei Focolari hanno risposto allโappello del Vescovo offrendosi come volontari assieme ad altre associazioni cattoliche e a singoli cittadini. โPer noi non si tratta solo di un mero servizio caritatevole – spiega Claudia -, ma lโoccasione di incontrare in ogni prossimo un fratello, una sorella da amare anche nelle piccole cose: un sorriso nellโoffrire il pasto, lo scambio di qualche parola. Spesso questi fratelli ci raccontano pezzi della loro storia, i loro dolori, le loro speranze, ci mostrano le foto dei figli, ma anche si scherza e si condivide il tempo in serenitร . Alcuni di noi, inoltre, hanno seguito piรน da vicino alcuni migranti sia nel caso di un ricovero ospedaliero sia nellโaffiancamento per la redazione del curriculum mirato alla ricerca di un lavoroโ.
Sandra della comunitร dei Focolari aggiunge: โTroviamo il tempo per conoscere i migranti, le loro storie, i loro bisogni. Stanno nascendo piccole e grandi esperienze che ci hanno visto coinvolti nell’aiutare anche fuori dal turno del dormitorio, e queste ci stimolano tantissimo a continuare. I turni ci hanno permesso di donarci con gli altri volontari e scoprire che tanti di loro pur non frequentando associazioni o parrocchie hanno risposto allโappello del Vescovoโ.
โPian piano crescono i rapporti, un segno di unitร anche per la Chiesa locale – aggiunge Claudia -. Questa esperienza, unita alla recente Settimana Sociale dei Cattolici Italiani, alla presenza di Papa Francesco, porterร grande linfa a questa nostra cittร di frontieraโ.
โA Trieste ho conosciuto i migliori volontari, quelli che non si limitano a distribuire cibo – racconta un’ospite del dormitorio diocesano -. Soddisfare la fame dei bisognosi e curare le ferite dei malati sono compiti nobili perchรฉ sono i piรน urgenti e necessari. Esistono perรฒ altri bisogni estremamente importanti per lโessere umano, la salute delle sue emozioni, sintomi dello stato della sua anima. Non รจ una questione individuale o minore, รจ ciรฒ che fa la differenza tra le azioni che hanno un impatto momentaneo e quelle che persistono e permeano lโintera societร โ. โI migliori volontari – continua – lo fanno perchรฉ sono consapevoli che i bisognosi non sono depositari della caritร , siamo persone con una storia che vale la pena ascoltare. Sanno che ogni migrante porta dentro di sรฉ un lutto per le radici perdute, allo stesso tempo una speranza che colpisce contro i muri il sistema e una lotta incessante per la sopravvivenzaโ. โI migliori volontari – conclude – si commuovono di fronte a questa umanitร adolescente e sono incoraggiati ad ascoltare le nostre storie, senza fermarsi davanti alle barriere linguistiche: insegnano lโitaliano, imparano lo spagnolo, usano la tecnologia, rinunciano al loro tempo personale, investono la loro energia nel bene comune, sognano una comunitร in cui tutti possiamo offrire il meglio di noi stessiโ.
La sede di Pedrinhas (SP, Brasile) della Fazenda da Esperanรงa accoglie giovani e adulti che stanno affrontando fasi diverse del recupero dalla tossicodipendenza e da varie forme di dipendenza e disagio sociale. Non poteva esserci posto migliore per ospitare il convegno di UNIRedes, la piattaforma di ONG, progetti sociali, umanitari e di agenzie culturali che si ispirano alla spiritualitร dellโunitร di Chiara Lubich in America Latina. Erano presenti 140 persone di 37 delle 74 organizzazioni partners di UNIRedes, attive in 12 paesi di America Latina e Caraibi.
Scopo del convegno era presentare il lavoro di questi anni a Margaret Karram e Jesรบs Morรกn presenti allโincontro; definire i prossimi passi comuni a tutte le organizzazioni partner e rinsaldare il legame con il Movimento dei Focolari per poter condividere, anche oltre il continente Latino-americano, lโesperienza maturata.
UNIRedes: una rete di reti
Maria Celeste Mancuso, argentina, co-responsabile internazionale del Movimento Umanitร Nuova, spiega che UNIRedes non รจ solo un super progetto solidaristico: โร anche uno spazio che genera una riflessione culturale per individuare le categorie antropologiche ed epistemologiche necessarie per generare una nuova cultura della cura della persona e delle societร latino-americaneโ. ร per questo motivo che anche le agenzie culturali ispirate al carisma dell’unitร come lโIstituto Universitario Sophia (Loppiano, Italia), la sua sede locale, Sophia America Latina e Caraibi (ALC) e il Centro Universitario ASCES UNITA di Caruaru (PE) ne fanno parte a pieno titolo.
Virginia Osorio, uruguayana, una delle iniziatrici del progetto, ne spiega le origini: โI continui cambiamenti politici ed economici dei nostri Paesi rendevano le nostre organizzazioni sempre piรน fragili e isolate. Con UNIRedes abbiamo ritrovato un luogo in cui rafforzarci a vicenda e condividere sofferenze e speranze. Lโultimo nostro progetto รจ stato per il Genfest: centinaia di giovani hanno fatto volontariato presso molte delle nostre organizzazioni, vivendo sulla propria pelle esperienze di fraternitร e vicinanza ai piรน poveriโ.
La radice comune: โmorire per la propria genteโ
La prima radice di UNIRedes non si fonda su analisi geopolitiche o economiche: bisogna tornare allโinizio degli anni โ70 quando anche i Gen, i giovani dei Focolari, come molti dei loro coetanei in tanti paesi, volevano cambiare il mondo e portare uguaglianza, giustizia, dignitร .
Chiara Lubich, che li incontrava frequentemente, aveva supportato e confermato la necessitร di fare una rivoluzione sociale pacifica, specialmente in America Latina, continente che vedeva identificato con questa speciale vocazione. Diceva ai giovani dei Focolari che: โOgnuno deve sentire che dobbiamo morire sรฌ per lโumanitร , ma bisogna che troviamo il nostro Gesรน Abbandonato locale per morire per la nostra genteโ[1].
โร cosรฌ che molti sono andati nelle periferie delle cittร , nelle favelas, ovunque la povertร toglieva dignitร alle personeโ โ racconta Gilvan David, brasiliano, del gruppo latino-americano di articolazione di UNIRedes. โSono nate le prime NGO e nel frattempo tentavamo di strutturarci, ma non bastava: โVoi venite da noi โ ci dicevano i poveri โ perรฒ poi andate via e ci lasciate soliโ. Per rispondere a questo grido abbiamo iniziato ad operare in rete con le politiche pubbliche locali e nello stesso periodo, anche diversi sacerdoti che vivevano la spiritualitร dellโunitร hanno fondato progetti sociali: Frei Hans con la Fazenda da Esperanรงa, padre Renato Chiera con la Casa do Menor e altriโ.
Unโ โunicaโ America Latina
โPoi sono nati i primi gruppi di organizzazioni โ continua Gilvan David โ โSumรก Fraternidadโ, che raccoglieva i progetti di alcuni paesi di lingua spagnola; lโassociazione civile โPromocion Integral de la Personaโ (PIP) in Messico e le organizzazioni sociali brasiliane continuavano a crescere, trovando la propria identitร e spazio di servizio. Non sono stati anni facili, ma abbiamo cominciato vari percorsi in diversi territori della America Latina per sostenerne lโimpegno sociale che poi sono confluiti in UNIRedes. Ci siamo riuniti diverse volte, ma lโincontro fondativo รจ stato nel 2014, presenti anche Emmaus Maria Voce e Giancarlo Faletti, allora Presidente e Co-presidente del Movimento dei Focolari. Emmaus in quellโoccasione disse: โVoi date al Movimento una nuova visibilitร ฬ, un nuovo senso alla sua azione, siete una testimonianza per chi vi guarda da fuori; date visibilitร completa al Carisma attraverso azioni concreteโ. Direi che รจ stato allora che ci siamo riconosciuti come realtร unica per tutta lโAmerica Latina: ci siamo ritrovati abbracciati dal Carisma dellโunitร โ.
Sono stati molti e di sostanza i contributi che hanno costruito questo convegno, insieme alla presentazione delle diverse organizzazioni partner.
Juan Esteban Belderrain: dalla disuguaglianza alla speranza
Il politologo argentino Juan Esteban Balderrain ha analizzato la piaga della disuguaglianza di cui lโAmerica Latina detiene il primato mondiale. โSi tratta di costruire una visione di questo continente che parta dalla speranza e questo รจ possibile perchรฉ, se guardiamo alla radice piรน profonda del problema della disuguaglianza, troviamo la perdita del riferimento a quel Dio che รจ amore e che ci aiuta a capire che siamo fratelli e sorelle gli uni degli altri e con la natura, che รจ anche espressione del suo Amore. Riferendosi al XX secolo, Paolo VI disse che quello era un tempo benedetto poichรฉ esigeva da tutti la santitร . Penso che queste parole valgano anche per il nostroโ.
Padre Vilson Groh: la โmistica degli occhi apertiโ
Da oltre 40 anni Padre Vilson vive nel โmorroโ, una favela di Florianopolis (Santa Catarina, Brasile), portando avanti progetti sociali soprattutto per i giovani. Ha parlato della โmistica degli occhi apertiโ: โDobbiamo portare le nostre organizzazioni nelle cantine oscure delle nostre periferie; essere lรฌ una speranza. Il Genfest ha portato la prospettiva dellโโinsiemeโ, che papa Francesco promuove. Questo richiede un cammino paziente, resiliente; domanda di essere saldi nella ricerca del bene comune. Lโunitร รจ superiore al conflitto, dice sempre il papa, e lโunitร รจ pluralitร . Portiamo la diversitร dentro le nostre organizzazioni: il carisma dellโunitร รจ una porta affinchรฉ Cristo piagato apra spaziโ.
Vera Araujo: America Latina costruttrice di fraternitร
Lโintervento della sociologa brasiliana si รจ concentrato su una visione positiva che sa riconoscere il patrimonio culturale e umano latino-americano e lo offre in dono al mondo.
โUNIRedes ha origine nel carisma di Chiara Lubich e puรฒ trasformarsi in un’incredibile opportunitร anche per il resto del mondo: l’unitร vista non solo come valore religioso, ma anche come forza capace di comporre efficacemente la famiglia umana, realizzando un’interazione tra la molteplicitร delle persone, preservando le distinzioni nel contesto delle realtร sociali. Qui il carisma dell’unitร offre una soluzione non facile, ma un senso, un significato, una Persona: Cristo Abbandonato sulla croce.
โE, per bene amare, โ dice Chiara โ non vedere nelle difficoltร e storture e sofferenze del mondo solo mali sociali cui portare rimedio, ma scorgere in esse il volto di Cristo, che non disdegna di nascondersi sotto ogni miseria umanaโ [2]
Susana Nuin Nรบรฑez: il cammino dei popoli e dei movimenti sociali
La sociologa uruguayana ha descritto il cammino e la ricchezza sociale, politica, economica dei popoli del continente e di alcuni movimenti sociali. โQueste reti con le loro piรน svariate fisionomie, con i loro sviluppi nelle pratiche sociali o nel mondo accademico, agiscono in modo complementare, generando un indiscutibile tessuto socio-culturale dal multiforme carattere comunitario di cui lโAmerica Latina รจ portatriceโ. Sottolinea poi la peculiaritร di UNIRedes che da oltre dieci anni รจ un soggetto sociale che cura, rivoluziona, trasforma e influisce a partire dal Vangelo e dalla parola dellโunitร .
Margaret Karram e Jesรบs Morรกn: UNIRedes รจ parte del Movimento dei Focolari
โChi vuole vivere il Vangelo in questa regione รจ sempre in crisi perchรฉ vede disuguaglianze costantementeโ โ evidenzia Jesรบs. โLโunitร non puรฒ non assumere questa realtร . Come facciamo lโunitร in questo continente, senza tener presente gli scartati dalla societร ? Quello che voi fate come UNIRedes deve informare tutto il Movimento in questa regione; non รจ credibile il suo lavoro per lโunitร se non avviene anche attraverso le opere sociali. Certo, non saremo noi a risolvere i problemi sociali. Lโunica cosa che possiamo fare รจ far sรฌ che la gente si converta allโamore. Se tocchiamo i cuori, qualcuno coglierร lo spirito e nella libertร capirร come vivere il Vangeloโ.
Margaret incoraggia UNIRedes ad andare avanti: โOra bisogna capire come far arrivare a tutti nel mondo la vostra vita e il vostro esempio. Citando una conversazione di Chiara Lubich del 1956, ha ribadito che nel suo impegno sociale il Movimento non deve dimenticare che la chiave per la soluzione dei problemi che il Carisma dellโunitร offre sta nella novitร della reciprocitร piรน che nella giustizia. Promuove la condivisione, il mettere in comune tra tutti quel poco o tanto di cui si dispone per creare un Bene Comune maggiore che, oltre a risolvere i problemi sociali, produce quella realizzazione umana e spirituale che accade solo nella comunione tra tutti. Infine Margaret lancia una proposta: โAggiungere un nuovo articolo nella vostra Carta dei principi e degli impegni: un patto solenne di fraternitร da proporre a chi vuol far parte di UNIRedes: siamo qui per testimoniare lโamore reciproco e solo se avremo questo amore, il mondo crederร โ.
โUNIRedes ci parla di speranzaโ โ conclude M. Celeste Mancuso. โร una proposta trasversale e sinodale di rete organizzativa che puรฒ ispirare modelli simili per quelle periferie esistenziali di altre parti del nostro vasto mondo. Cosรฌ si potrร pensare di costruire reti globali di fraternitร che promuovano il bene comuneโ.
Stefania Tanesini
[1] Chiara Lubich alla โScuola Genโ, Rocca di Papa (Roma, Italia), 15 maggio 1977
[2] Chiara Lubich, Para uma civilizaรงรฃo da unidade. Discurso proferido no Congresso โUma cultura de paz para a unidade dos povosโ, Castelgandolfo, (Roma) 11-12 de junho de 1988
Un giorno una persona che collabora con il nostro centro aveva ricevuto in dono un paio di scarpe sportive nuove n. 43. Ma a chi sarebbero potute servire? Quello stesso giorno veniamo a sapere che un ragazzo di 14 anni che conosciamo aveva proprio bisogno di quelle scarpe e di quel numero! Lui รจ il figlio di unโamica che in quel periodo era in ospedale. Anche lโaltra figlia quel giorno era venuta nel nostro centro ed avevamo saputo che necessitavano di vestiti e medicine. Ci aveva fatto sapere che le sarebbe stato utile un telefonino per stare in contatto con la mamma in ospedale. Eโฆnoi ne avevamo ricevuto uno alcuni giorni prima! Fa impressione vedere come cโรจ sempre โQualcunoโ che ci fornisce giusto quelle cose ad hoc che poi possiamo donare!
Un letto in due minuti
Eravamo ai saluti finali di una domenica trascorsa โin famigliaโ (si fa per dire perchรฉ attorniati da centinaia di persone) con attivitร per raccogliere fondi per i nostri giovani. Un amico venezuelano tra i primi conosciuti anni fa, mi aveva presentato un giovane di 18 anni: Jesรบs. Mi aveva giร raccontato qualcosa di quanto vissuto da quando aveva lasciato il Venezuela a 16 anni, da solo! Due anni di avventure sufficienti per fare un film dโazione, con tanti momenti di sospensione. Da quindici giorni era in Perรน. Parlando con lui scopro che dorme su un materassino per terra! Diligentemente aveva programmato col primo stipendio (aveva infatti trovato subito lavoro in Perรน) di risolvere il problema documenti e poi pensare al letto. In quel momento non avevo soluzioni, ma ci siamo ripromessi di rimanere in contatto. Poco dopo averlo salutato incontro una nostra collaboratrice che, senza sapere nulla delle esigenze di Jesus, mi chiede: โAllora, con quel letto cosa facciamo?โ. โMa come? Lo hai ancora?โ domando sorpreso. โSรฌ!โ mi dice. Richiamo subito Jesรบs che stava lasciando il Centro. Ci ha raggiunto immediatamente e, alla notizia che giร cโera il letto per lui, fortissima รจ stata la luce che ho visto nei suoi occhi. Non erano passati due minuti da quando gli avevo detto che avrei cercato di trovare una soluzione!
Ecografie gratis
Molti dei migranti che arrivano nel nostro centro hanno bisogno di cure mediche e, a volte, anche di accertamenti diagnostici. Eโ di qualche tempo fa un’altra benedizione dal Cielo: un centro medico vicino a noi ci ha offerto la possibilitร di realizzare ecografie gratis. Vogliono dare questa possibilitร a coloro che non hanno come pagare questi esami. Davvero un regalo per tanti dei nostri pazienti.
Il Condominio Espiritual Uirapuru (CEU) รจ una realtร nata a Fortaleza (Brasile) alcuni anni fa, la scelta dellโunitร tra carismi รจ alla base della vita comunitaria. Sono 23 le realtร che qui convivono e collaborano per il recupero, la protezione e la valorizzazione della dignitร umana.
In questo incrocio di Paesi dove confluiscono i fiumi Iguaรงu e Paranร , cโรจ la frontiera piรน trafficata dellโAmerica Latina; lโarea รจ caratterizzata da una grande diversitร culturale e dalla presenza secolare dei popoli indigeni, come il grande popolo Guaranรญ. Il turismo รจ la maggior risorsa economica di questa regione in cui la gente arriva soprattutto per visitare le Cascate dellโIguaรงu che sono le piรน estese al mondo, con una larghezza di 7.65 Km e sono considerate una delle sette meraviglie naturali del pianeta.
Nel suo messaggio di benvenuto, Tamara Cardoso Andrรฉ, Presidente del Centro per i Diritti Umani e la Memoria Popolare di Foz do Iguaรงu (CDHMP-FI) spiega che in questo luogo si vuol dare un significato diverso ai confini nazionali: โVogliamo che la nostra triplice frontiera diventi sempre piรน un luogo di integrazione, una terra che tutti sentano propria, come la intendono i popoli originari che non conoscono barriereโ.
Foz do Iguaรงu, ultima tappa
ร qui che si conclude il viaggio di Margaret Karram e Jesรบs Morรกn – presidente e co-presidente del Movimento dei Focolari – in Brasile. Lo hanno percorso da Nord a Sud: dallโAmazzonia brasiliana, passando per Fortaleza, Aparecida, la Mariapoli Ginetta a Vargem Grande Paulista, la Fazenda da Esperanรงa a Pedrinhas e Guaratinguetร (SP), fino a Foz do Iguaรงu. Qui la famiglia โallargataโ della comunitร tri-nazionale dei Focolari celebra la sua giovane storia e racconta il contributo di unitร che offre a questo luogo: lโabbraccio di tre popoli che la spiritualitร dellโunitร riunisce in uno, superando i confini nazionali, pur mantenendo ciascuno la propria spiccata identitร culturale. Per lโoccasione sono presenti anche il Card. Adalberto Martinez, arcivescovo di Asuncion (Paraguay), il vescovo del luogo Mons. Sรฉrgio de Deus Borges, Mons. Mario Spaki, vescovo di Paranavaรญ e Mons. Anuar Battisti, vescovo emerito di Maringรก. ร presente anche un gruppo della comunitร islamica di Foz con cui ci sono da tempo rapporti di amicizia fraterna.
Popoli con radici comuni
Arami Ojeda Aveiro, studentessa di Mediazione Culturale presso lโUniversitร Federale di Integrazione Latino-americana (UNILA) illustra il cammino storico di questi popoli e le gravi ferite che si sono accumulate lungo i secoli. Il conflitto tra Paraguay da una parte, e Argentina, Brasile e Uruguay dallโaltra (1864-1870) รจ stato uno dei piรน sanguinosi dellโAmerica del Sud in termini di vite umane, con conseguenze sociali e politiche per tutta la regione. Dโaltra parte, sono molti anche i fattori culturali in comune, come la musica, la gastronomia, le tradizioni popolari derivanti dalla stessa radice culturale indigena, come la Yerba Mate Guaranรฌ, bevanda tipica dei tre popoli.
La cultura Guaranรฌ รจ una delle piรน ricche e rappresentative dellโAmerica del sud; รจ una testimonianza viva della resilienza e della capacitร di adattamento di un popolo che ha saputo conservare la sua identitร nei secoli con una cosmogonia unica, dove la connessione con la natura e il rispetto delle tradizioni sono fondamentali e possono essere una grande ricchezza per tutta lโumanitร .
โPer questo โ conclude Arami Ojeda Aveiro โ la regione della tripla frontiera non rappresenta solo un confine geografico, ma uno spazio multiculturale e di cooperazione che rafforza tutta lโareaโ.
La comunitร โtri-nazionaleโ dei Focolari
Tra tutte le comunitร dei Focolari nel mondo, questa presenta un carattere unico: โSarebbe impossibile sentirci una sola famiglia se guardassimo solo alle nostre storie nazionaliโ โ racconta una giovane argentina. Monica, paraguaiana, una delle pioniere della comunitร insieme a Fatima Langbeck, brasiliana, racconta che tutto รจ iniziato con una sua preghiera quotidiana: โโSignore, aprici il cammino perchรฉ possiamo stabilire una presenza piรน solida del Focolare e che il Tuo carisma dellโunitร fiorisca tra di noiโ. Dal 2013 siamo unโunica comunitร e vogliamo scrivere unโaltra storia per questa terra, che testimoni che la fraternitร รจ piรน forte di pregiudizi e ferite secolari. Ci unisce la parola dellโunitร di Chiara Lubich, quando ha detto che la vera socialitร supera lโintegrazione, perchรฉ รจ amore reciproco in atto, come annunciato nel Vangelo. Le nostre peculiaritร e differenze ci fanno piรน attenti gli uni agli altri e le ferite delle nostre storie nazionali ci hanno insegnato a perdonarciโ.
I contributi artistici dicono la vitalitร e lโattualitร delle radici culturali dei popoli che abitano questa zona. Ci sono i canti della comunitร argentina arrivata dal โlitoralโ, dalla costa; poi โEl Sapukaiโ, la ritmatissima danza paraguaiana che si balla con (fino a) tre bottiglie sul capo; la rappresentanza del popolo Guaranรฌ intona un canto nella propria lingua che loda la โgrande madreโ, la foresta, che va protetta, produce buoni frutti e dร vita a tutte le creature.
Don Valdir Antรดnio Riboldi, sacerdote della diocesi di Foz, che ha conosciuto i Focolari nel 1976 continua il racconto per iscritto: โI Focolari di Curitiba in Brasile e di Asuncion in Paraguay hanno iniziato a promuovere eventi che coinvolgevano persone delle tre nazioni vicine, unโesperienza che chiamavamo โFocolare tri-nazionaleโ. Anche la vita ecclesiale qui si muove sulla linea della comunione, promuovendo iniziative congiunte tra le diverse diocesiโ.
ร chiaro che la vita di questa regione e della comunitร dei Focolari locale non parla solo allโAmerica Latina, ma al mondo intero. E dice che รจ possibile camminare insieme, essendo diversi: รจ la spiritualitร dellโunitร che entra in contatto con la parte piรน profonda dellโidentitร di persone e popoli, facendo fiorire la comune umanitร e fratellanza.
La parola a Margaret Karram e Jesรบs Morรกn
โMi sono sentita abbracciata non da uno, ma da tre popoli โ ha detto Margaret Karram. Per tutta la vita ho sognato di vivere in un mondo senza frontiere. Qui mi รจ sembrato di veder realizzato questo mio desiderio profondo, per questo mi sento parte di voi. Siete la conferma che solo lโamore toglie ogni ostacolo ed elimina le frontiereโ.
โHo vissuto in America Latina 27 anni โ ha continuato Jesรบs Morรกn โ ma non sono mai venuto in questa zona. Avete vissuto tanti dolori: il popolo Guaranรฌ รจ stato espropriato delle sue terre e disperso. Quel che state facendo oggi รจ importante anche se piccolo: non possiamo riscrivere la storia, ma possiamo andare avanti e sanare le ferite, accogliendo il grido di Gesรน abbandonato. Le ferite si sanano creando relazioni interregionali anche con i popoli originali perchรฉ di fatto sono gli unici realmente โtri-nazionaliโ. Anche loro hanno ricevuto la luce di Cristo; non dimentichiamo lโopera di evangelizzazione e promozione umana che i Gesuiti hanno fatto in questa regione con โlas Reducionesโ dal โ600 al โ700. Oggi siamo collegati a questa storia, a tutto quello che la Chiesa fa e sappiamo che lโunitร รจ la risposta in questo mondo che necessita di unโanima e di braccia per fare una vera globalizzazione allโaltezza della dignitร umanaโ.
Alla fine, riprendendo la parola, Margaret condivide quanto vissuto in questo mese: โQuesto viaggio ha aumentato in me la fede, la speranza e la caritร . In Amazzonia, ai confini del mondo, la โfedeโ รจ emersa potente: ho incontrato persone che credono fortemente che tutto รจ possibile, anche le cose piรน difficili. Loro sognano e realizzano! Vorrei avere anche solo un pizzico della loro fede, come dice il Vangelo: โSe avrete fede pari a un granello di senape, direte a questo monte: ยซSpostati da qui a lร ยป, ed esso si sposterร , e nulla vi sarร impossibileโ (Mt 17,20). Da lรฌ mi porto questa fede che sposta le montagne e il coraggio di sognare cose grandi. Poi, la parola del Genfest non puรฒ che essere โsperanzaโ: abbiamo vissuto questa esperienza insieme: tutto il Movimento era impegnato con i giovani e per i giovani. ร stato anche un evento ecumenico e interreligioso che ha dato molta speranza.
E per ultima la โcaritร โ, che oggi ho visto qui tra voi e che abbiamo toccato con mano nelle molte organizzazioni sociali con cui siamo venuti a contatto in questo mese: la Fazenda da Esperanรงa; i tanti movimenti e nuove comunitร ecclesiali con cui ci siamo incontrati a Fortaleza; lโincontro di UniRedes che raccoglie tutte le organizzazioni sociali e le agenzie culturali dellโAmerica Latina che si ispirano al carisma dellโunitร (di cui scriveremo a parte). Tutto questo dice โcaritร โ, perchรฉ ogni realtร sociale nasce dallโamore al prossimo, dal voler dare la vita per la propria gente.
Da questa frontiera parte una speranza per tutte le comunitร dei Focolari nel mondo e anche oltre. Nel dicembre scorso avevo suggerito il progetto โMediterraneo della fraternitร โ, dove raccogliere tutte le azioni giร in corso e quelle che emergeranno, per costruire la pace in quella regione che tanto soffre per la guerra. Anche da qui potrebbe partire un progetto di โfraternitร per lโAmerica Latinaโ che puรฒ essere allargato a tutti i suoi Paesi, lo affidiamo a Maria!โ.
Un lungo viaggio per celebrare i 70 anni dalla creazione del Consiglio Generale dei Cristiani di Hong Kong, dove poco piรน del 10 % dei 7 milioni e mezzo di abitanti si professa cristiano..
Una delegazione composta da 24 persone di diverse tradizioni cristiane: cattolica, anglicana, luterana, metodista e pentecostale, hanno intrapreso un pellegrinaggio ecumenico facendo tappa in Germania, Svizzera e Italia, visitando cittร come Wittenberg, Augusta, Ottmaring, Ginevra, Trento e infine Roma per rivedere il passato senza pregiudizio e stabilire un nuovo rapporto fra tutti i membri. โUnโopportunitร per conoscere meglio la Chiesa altrui. Cโera tanta condivisione, tanto amore reciproco e ci siamo sentiti fratelli e sorelle in Cristo, sua unica Chiesa!โ, afferma Theresa Kung.
Accolti nella cittadella ecumenica di Ottmaring (Germania), al Centro Mariapoli โChiara Lubichโ di Trento (Italia) e al Centro Internazionale del Movimento dei Focolari a Rocca di Papa (Italia), il gruppo ha avuto modo di conoscere il carisma dellโunitร che anima i Focolari e apprezzare il lavoro di dialogo tra varie Chiese che si svolge da anni nellโambito del Movimento, un โdialogo della vitaโ che significa, come ebbe a dire il Rev. Hoi Hung Lin of Tsung Tsin Mission: โRispettare le differenze di valori degli altri, dare prioritร al dialogo e cercare sempre di stabilire relazioni fraterne tra le persone, tra i gruppi etnici e nelle diverse situazioni culturaliโ.
A Roma, il gruppo รจ stato ricevuto presso il Dicastero per la Promozione dellโUnitร dei Cristiani in un incontro di scambio sul lavoro svolto a livello mondiale.
Come ultimo appuntamento, il 22 maggio 2024 sono stati ricevuti da Papa Francesco in udienza privata. Dopo i saluti e le presentazioni del Cardinale Stephen Chow SJ, Vescovo cattolico di Hong Kong, e del Rev.do Ray Wong, Presidente del Consiglio Cristiano di Hong Kong, il Santo Padre si รจ rivolto ai presenti sottolineando l’importanza di โlavorare insieme, perchรฉ tutti crediamo in Gesรน Cristo; pregare insieme, pregare per lโunitร โ. Il Papa ha inoltre ricordato l’amicizia cristiana che deriva dal Battesimo comune. โAbbiamo lo stesso Battesimo e questo ci fa cristiani. Nemici, ne abbiamo tanti fuori. Siamo amici! Nemici, fuori; qui, amiciโ[1].
In questi giorni ho visto alla televisione delle giovanissime atlete, per la maggior parte dei paesi dellโEst, che si esibivano in meravigliosi esercizi di ginnastica artistica. Erano maยญgnifiche nei loro ripetuti salti mortali, negli avvitamenti, in ogni mosยญsa. Quale perfezione! Quanta armonia e quanta grazia! Possedevano perfettamente il loro fisico, tanto che gli esercizi piรน difficili parevano naturali. Sono le prime del mondo.
Piรน volte, mentre le ammiravo, avvertivo dentro di me un presยญsante invito (forse dello Spirito Santo). Era come se Qualcuno mi dicesse: Anche tu, anche voi, dovete diventare campioni del mondo. Campioni in che cosa? Nellโamare Dio. Ma sai quanto allenamento รจ occorso a queste ragazze? Lo sai che, giorno dopo giorno, per ore e ore, ripetono gli stessi esercizi, senza arrendersi mai? Anche tu, anche voi, dovete fare altrettanto. Quando? Nellโattimo presente. Sempre, senza fermarsi mai. E mi nasceva in cuore un grandissimo desiderio di lavorare, momento per momento, per arrivare alla perยญfezione.
Carissimi, dice san Francesco di Sales che non cโรจ indole cosรฌ buoยญna che a forza di ripetuti atti viziosi non possa acquistare il vizio. E allora, si puรฒ pensare che non vi รจ indole cosรฌ cattiva che a forza di atti virtuosi non possa acquistare la virtรน. E quindi: coraggio! Se ci alleniamo, diverremo campioni del mondo nellโamare Dio.
(โฆ)
Quale la Parola detta da Dio al nostro Movimento? Lo sappiamo: Unitร . E allora, dobbiamo diventare campioni dโunitร con Dio, con la sua volontร nellโattimo presente, e di unitร col prossimo, con ogni prossimo che incontriamo durante la giornata.
Alleniamoci senza perdere minuti preziosi. Ci attende, non la medaglia dโoro, ma il Paradiso.
Chiara Lubich
(da Conversazioni in collegamento telefonico, Cittร Nuova Editrice, Roma 2019, pp 67-68) Foto: ยฉ Ania Klara – Pixabay
Il cambiamento fa sempre paura, soprattutto quando le esperienze che abbiamo vissuto sono state forti e gratificanti. Lo viviamo in tutte le fasi della vita, nei percorsi di studio e lavorativi, in tutte le realtร politiche, sociali e organizzative, in particolare laddove viviamo ruoli di responsabilitร che non vogliamo perdere.
Vorremmo che certe esperienze non finissero mai. Ma questo รจ un inganno. Rimanere nelle โesperienze vere e belleโ non ci fa vivere la vita, perchรฉ la vita stessa รจ cambiamento ed รจ questa la dinamica che la rende affascinante anche quando รจ doloroso.
Lo ha spiegato bene Cicely Saunders, fondatrice del primo hospice moderno, donna straordinaria che come infermiera, assistente sociale e medico ha โinventatoโ un nuovo modo di assistere le persone nei momenti piรน difficili. Il tempo delle esperienze vere, secondo lei รจ un tempo fatto di profonditร piรน che di durata. โLe ore dei rapporti veri sembrano passare in un attimo, mentre le giornate noiose sembrano non passare mai. Ma a distanza di anni, le ore autentiche restano impresse per sempre, le giornate inutili svaniscono in un nullaโ. (1)
Questi momenti veri โ anche quando vissuti nel dolore e nel buio- possono trasformarsi, forse con stupore ed emozione, in occasioni di pace profonda e di luce. Questi passaggi, soprattutto quando accompagnati dal rapporto autentico con gli altri, ci possono aiutare e dare la forza di affrontare le difficoltร , le prove, le sofferenze e le fatiche che incontriamo nel cammino. Ci incoraggiano a ripartire senza paura affrontando con audacia ciรฒ che ci aspetta, andando incontro allโaltro e accogliendo i dolori dellโumanitร intorno a noi, mettendoci a nostra volta in gioco con il desiderio di portare dove manca quella luce e pace che noi stessi abbiamo sperimentato.
Diceva Dietrich Bonhoeffer: โtempo perduto sarebbe un tempo non vissuto in cui avessimo non amato. (2)
Cosa succede quando queste esperienze vere pare che spariscono e non ci sono piรน? Forse questo toglie valore allโesperienza e alle radici? Assolutamente no! Il valore della memoria รจ il fondamento stesso del progresso umano. Inoltre come dice il filosofo George Santayana โChi non ricorda il passato รจ condannato a ripeterloโ.
Cโรจ stato prima di noi chi ha speso la vita per la nostra libertร e la nostra felicitร . Dobbiamo saper ritornare alle esperienze che hanno fondato la nostra vita personale e dei nostri gruppi di appartenenza per avere la forza di ricominciare sempre, anche nei momenti di dubbio, fragilitร e stanchezza.
Cicely Saunders. Premio Templeton 1981
Dietrich Bonhoeffer. โResistenza e resa” lettere e altri scritti dal carcere
Foto di Sasin Tipchai – Pixabay
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LโIDEA DEL MESE รจ attualmente prodotta dal “Centro del Dialogo con persone di convinzioni non religiose” del Movimento dei Focolari. Si tratta di un’iniziativa nata nel 2014 in Uruguay per condividere con gli amici non credenti i valori della Parola di Vita, cioรจ la frase della Scrittura che i membri del Movimento si impegnano a mettere in atto nella vita quotidiana. Attualmente LโIDEA DEL MESE viene tradotta in 12 lingue e distribuita in piรน di 25 paesi, con adattamenti del testo alle diverse sensibilitร culturali. www. dialogue4unity.focolare.org1
ยซSignore, รจ bello per noi stare quiยป (Mt 17, 4).
Gesรน รจ in cammino con i suoi discepoli verso Gerusalemme. Allโannuncio che lร dovrร soffrire, morire e resuscitare, Pietro si ribella, facendosi eco dello sgomento e dellโincomprensione generale. Il maestro allora lo prende con sรฉ, insieme a Giacomo e Giovanni, sale su โun alto monteโ, e lรฌ appare ai tre in una luce nuova e straordinaria: il suo volto โbrilla come il soleโ e con lui conversano Mosรจ ed il profeta Elia. Il Padre stesso fa sentire la sua voce da una nube luminosa e li invita ad ascoltare Gesรน, il suo Figlio prediletto. Di fronte a questa sorprendente esperienza, Pietro non vorrebbe piรน andare via, ed esclama:
ยซSignore, รจ bello per noi stare quiยป.
Gesรน ha invitato i suoi amici piรน stretti a vivere unโesperienza indimenticabile, affinchรฉ la custodiscano sempre dentro di loro.
Anche noi abbiamo forse sperimentato con stupore ed emozione la presenza e lโazione di Dio nella nostra vita, in momenti di gioia, pace e luce che avremmo desiderato non finissero mai. Sono momenti che sperimentiamo spesso con o grazie ad altri. Lโamore reciproco, infatti, attira la presenza di Dio, perchรฉ, come ha promesso Gesรน: ยซDove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loroยป(Mt 18, 20). Talvolta, in questi momenti di intimitร , Lui ci fa vedere noi stessi e leggere gli avvenimenti attraverso il suo sguardo.
Queste esperienze ci sono date per avere la forza di affrontare le difficoltร , le prove e le fatiche che incontriamo nel cammino avendo nel cuore la certezza di essere stati guardati da Dio, che ci ha chiamati a far parte della storia della salvezza.
Una volta discesi dal monte, infatti, i discepoli andranno insieme a Gerusalemme, dove li aspetta una folla piena di speranza ma anche insidie, contrasti, avversione e sofferenze. Lร ยซsaranno dispersi e inviati ai confini della terra per essere testimoni della nostra dimora definitiva, il Regnoยป di Dio (1).
Potranno cominciare a costruire giร quaggiรน la Sua casa tra gli uomini perchรฉ sono stati โa casaโ con Gesรน sulla montagna.
ยซSignore, รจ bello per noi stare quiยป.
ยซAlzatevi e non temeteยป (Mt 17,7), รจ lโinvito di Gesรน al termine di questa straordinaria esperienza. Lo rivolge anche a noi. Come i suoi discepoli e amici, possiamo affrontare con coraggio ciรฒ che ci aspetta.
Fu cosรฌ anche per Chiara Lubich. Dopo un periodo di vacanze talmente ricco di luce da essere definito โil paradiso del 1949โ per la percezione della presenza di Dio nella piccola comunitร con la quale stava trascorrendo un tempo di riposo e per una straordinaria contemplazione dei misteri della fede, anche lei non avrebbe desiderato tornare alla vita di tutti i giorni. Lo fece con nuovo slancio perchรฉ comprese che proprio per quellโesperienza di illuminazione doveva โscendere dal monteโ e mettersi allโopera come strumento di Gesรน nella realizzazione del suo Regno, immettendo il suo amore e la sua luce proprio dove mancavano, anche affrontando fatiche e sofferenze.
ยซSignore, รจ bello per noi stare quiยป.
Quando invece la luce ci viene a mancare, riportiamo al cuore e alla mente i momenti in cui il Signore ci ha illuminato. E se non abbiamo fatto lโesperienza della sua vicinanza, cerchiamola. Occorrerร fare lo sforzo di โsalire sul monteโ per andarGli incontro nei prossimi, per adorarlo nelle nostre chiese, e anche per contemplarlo nella bellezza della natura.
Perchรฉ per noi, Lui cโรจ sempre: basta che camminiamo con Lui e, facendo silenzio, ci mettiamo umilmente in ascolto, come Pietro, Giovanni e Giacomo (2).
A cura di Silvano Malini e del team della Parola di vita
LโIDEA DEL MESEย รจ attualmente prodotta dal โCentro del Dialogo con persone di convinzioni non religioseโ del Movimento dei Focolari. Si tratta di unโiniziativa nata nel 2014 in Uruguay per condividere con gli amici non credenti i valori dellaย Parola di Vita, cioรจ la frase della Scrittura che i membri del Movimento si impegnano a mettere in atto nella vita quotidiana. Attualmente LโIDEA DEL MESE viene tradotta in 12 lingue e distribuita in piรน di 25 paesi, con adattamenti del testo alle diverse sensibilitร culturali.
โIl carisma dellโunitร di Chiara Lubich รจ una di queste grazie per il nostro tempo, che sperimenta un cambiamento di portata epocale e invoca una riforma spiritualeโ.[1]
Sulla pagina web della โMariapoli Ginettaโ, la piรน sviluppata delle tre cittadelle dei Focolari in Brasile, il racconto della sua storia inizia con questa frase di Papa Francesco che evidenzia molto bene ciรฒ che ha caratterizzato gli ultimi anni di questo luogo: un cammino verso un cambiamento organizzativo per testimoniare meglio la fraternitร vissuta nel quotidiano e per rispondere alle necessitร e alle domande delle persone che visitano la cittadella e dellโambiente in cui รจ inserita.
Tutto ciรฒ si รจ concretizzato con lโavvio di un processo di attualizzazione e di una gestione piรน partecipata e meno centralizzata delle diverse realtร che la compongono. Oggi ognuna ha un suo consiglio o comitato di gestione, composto da persone della Mariapoli e da professionisti del settore e che lavorano in sinergia anche con il consiglio della cittadella. โCorresponsabilitร โ รจ una parola chiave della Mariapoli Ginetta, assieme a uno sguardo verso il futuro e alla ricerca continua per attualizzare la mission della cittadella: โaccogliere, formare, testimoniare e irradiareโ.
Nel 2022 la cittadella ha festeggiato 50 anni di vita e da quel primo gruppo di focolarine in una casupola senza luce, ne gas, oggi conta un totale di 454 abitanti che vivono sul suo terreno e nei dintorni.
Negli anni sono passate decine di migliaia di persone: moltissimi giovani che hanno trascorso un periodo o alcuni anni per imparare a vivere la fraternitร nel quotidiano, o per intraprendere la strada di consacrazione a Dio nel Movimento dei Focolari, poi famiglie, sacerdoti, religiosi e visitatori occasionali.
La Mariapoli Ginetta รจ parte della municipalitร di Vargem Grande Paulista che dista appena unโora dalla trafficatissima megalopoli di San Paolo e il cambio di scena quando si arriva รจ totale: molto verde, case, nessun grattacielo, parchi e aree gioco per i bambini; la vivibilitร di un piccolo centro, rispetto ad una metropoli รจ il valore aggiunto di questo luogo. โCi siamo trasferiti 6 anni fa da San Paoloโ โ racconta una giovanissima coppia con tre bambini. Sono una delle quattordici famiglie che negli ultimi anni si sono spostate da diverse cittร per crescere i propri figli โin un luogo in cui imparano a trattare gli altri con amore, dove cโรจ spazio per vivere una vita a misura dโuomoโ. Questo, insieme alla scuola dei giovani che sta per iniziare la sua ottava edizione, sono segni di una rinnovata vitalitร sociale della cittadella.
Corresponsabilitร e gestione partecipata
โOggi nella cittadella ci sono molti degli elementi che compongono una convivenza urbanaโ โ spiegano Iris Perguer e Ronaldo Marques corresponsabili della Mariapoli Ginetta. โCi sono abitazioni, un centro cittร rappresentato dalla struttura del Centro Mariapoli e dalla chiesa di Gesรน Eucaristia, lโEditrice Cidade Nova, un centro audiovisivi, ambulatori medici, atelier vari, la rinomata panetteria e caffetteria โEspiga Douradaโ, i progetti sociali al servizio della popolazione piรน svantaggiata, il โPolo Spartacoโ, unโarea commerciale e produttiva dove le aziende operano secondo i principi di Economia di Comunione, la sezione brasiliana dellโIstituto Universitario โSophia ALCโ (America Latina e Caraibi)โ.
โQuesta nuova modalitร di gestione partecipata che state attuando โ ha commentato Margaret Karram โ รจ unโopportunitร straordinaria di apertura della cittadella ad altri che vogliono contribuire a costruirla, a formarsi e fare unโesperienza di unitร . Devo dirvi che dopo aver partecipato al Genfest mi รจ nata in cuore una grande speranza; ho avuto la forte impressione che in questi giorni Dio abbia bussato nuovamente alla porta del Brasile e chiede di rispondere e sostenere quanto รจ nato nei giovani. Anche questa cittadella, insieme alla Mariapoli Gloria e alla Mariapoli Santa Maria, ha ora una nuova possibilitร e responsabilitร di capire come rispondere; di offrire una testimonianza di vita evangelica vissuta in una comunitร socialeโ.
La seconda generazione del Polo Spartaco
Mariza Preto racconta che anche il Polo imprenditoriale ha intrapreso un coraggioso cammino di sviluppo e apertura.
โNel 2016 un debito accumulato negli anni a causa di mancati pagamenti indicava chiaramente che la sostenibilitร economica del Polo era a rischio. Gli imprenditori erano demotivati, preoccupati perchรฉ allโorizzonte non si vedeva nessuno interessato ad iniziare una nuova attivitร al Polo. Sono stati anni difficili, in cui si sono tentate molte strade, compresa quella di costruire relazioni con gli imprenditori della regione che ha portato alla nascita di eventi comuni e momenti di confronto e incontro. Ma la svolta รจ avvenuta nel 2019 quando durante una fiera espositiva che abbiamo organizzato al Polo, la maggior parte degli espositori erano esterni alla nostra realtร . In quel periodo โEspriโ, la societร di gestione del polo aveva molti capannoni vacanti e una crescente fragilitร finanziaria. ร stato allora che il consiglio del Polo ha deliberato di ammettere imprese e imprenditori che non conoscevano lโEconomia di Comunione ma che volevano agire secondo i suoi principi. Cosรฌ che รจ avvenuta la โrinascitaโ del Polo: ogni azienda che desidera oggi entrare al Polo si sottopone ad un processo di conoscenza della vita aziendale che qui viviamo e aderisce alle linee di gestione di unโimpresa di Economia di Comunioneโ.
A 30 anni dalla sua fondazione, oggi il Polo Spartaco si compone di 9 edifici, vi hanno sede 10 aziende per un totale di 90 dipendenti.
โQui lโeconomia di comunione รจ viva โ ha detto Jรฉsus Morรกn. Oltre allโaspetto carismatico, qui si vede quello produttivo che funziona ed รจ in atto il ricambio generazionale degli imprenditori. Tutto questo ci dice che siamo entrati in una nuova fase in cui la profezia di Chiara Lubich รจ viva. Ringraziamo tutti i pionieri, quelli che hanno iniziato e ci hanno creduto e hanno permesso che arrivassimo fino quiโ.
SMFocolari
ร attraverso la SMF, โSociedade Movimento dos Focolariโ che la cittadella si impegna in diverse opere sociali sul territorio. La SMF promuove il rafforzamento della comunitร e l’accesso ai diritti e alle garanzie di protezione, soprattutto per i bambini, i giovani e le donne in situazioni di vulnerabilitร sociale. Le tre Opere Sociali in cui lavorano gli abitanti della Mariapoli Ginetta operano nel campo della prevenzione per giovani in condizione di vulnerabilitร , realizzano percorsi di accompagnamento per le loro famiglie e accolgono persone senza fissa dimora. Questa รจ una goccia nel mare della necessitร di dignitร , lavoro e giustizia di tanta gente e come ha spiegato Sรฉrgio Previdi, vicepresidente di SMF โEโ solo un tassello del progetto culturale basato sulla fraternitร che vogliamo sviluppare sul territorio e nella nostra cittร โ.
Stefania Tanesini
[1] Messaggio del Santo Padre Francesco per lโapertura del convegno internazionale โUn carisma al servizio della Chiesa e dellโumanitร โ in occasione del centenario della nascita della serva di Dio Chiara Lubich
Video in italiano. Attivare i sottotitoli per le altre lingue
Tutta lโesperienza del Genfest โ dalla โFase 1โ fino alla โFase 3โ โ รจ la testimonianza tangibile che voi giovani credete e anzi, state giร lavorando, per costruire un mondo unito. Questi sono stati per tutti noi giorni di grazie straordinarie, abbiamo messo in pratica la โcuraโ in vari modi: nella Fase 1, attraverso il servizio ai poveri, agli emarginati, a chi piรน soffre e lo abbiamo fatto vivendo la reciprocitร , quella comunione tipica del carisma del Movimento dei Focolari; nella Fase 2, nella condivisione di vita, esperienze, ricchezze culturali; e poi, nella Fase 3, abbiamo sperimentato la straordinaria generativitร delle communities, che sono anche uno spazio intergenerazionale di formazione e progetti.
Qualcuno mi ha raccontato della creativitร che ogni “community” ha sviluppato e degli interessanti workshops di cui avete appena raccontato.
โDal Genfest mi porto a casa la mia community โ ha detto uno di voi โ รจ qualcosa di concreto che continua. Una possibilitร per vivere l’esperienza del Genfest nel quotidianoโ.
Vi siete sentiti protagonisti nella costruzione di queste “community” e volete continuare a โgenerareโ idee e progetti. Mi ha dato gioia sapere che qualcuno di voi ha detto di aver riscoperto il senso della sua professione e che ora vuole viverla allโinsegna del mondo unito.
Abbiamo questi giorni camminato insieme, con uno stile che papa Francesco definirebbe โsinodaleโ e non solo tra voi giovani, ma anche con gli adulti; con persone di altri movimenti e comunitร ; con persone di diverse Chiese e religioni e persone che non si riconoscono in un credo religioso. Questa rete ha arricchito moltissimo il Genfest!
ร stata molto bella anche la presenza fra noi di alcuni vescovi che hanno vissuto il Genfest in mezzo a noi.
Ora il Genfest non finisce! Ma continua proprio nelle โUnited World Communitiesโ dove resteremo connessi sia globalmente che localmente.
Sono sicura che quando arriverete nei vostri Paesi e nelle vostre cittร capirete in che, in cosa vorrete impegnarvi, in base ai vostri interessi e ai vostri studi o le vostre professioni: in economia, in dialogo interculturale, nella pace, nella salute, nella politica eccโฆ
In questi giorni avete fatto lโesperienza di vivere โcommunityโ in โunityโ, in unitร ; una realtร che continuerร : sarร questa la vostra palestra in cui imparerete e vi allenerete a vivere la fraternitร .
Quando io avevo la vostra etร mi ha colpito moltissimo un invito che Chiara ha fatto a tutti noi, e lei diceva cosรฌ:
โSe saremo uno, molti saranno uno e il mondo potrร un giorno vivere lโunitร . E allora? Costituire dappertutto cellule di unitร โ (1) โ forse Chiara se fosse viva oggi avrebbe forse chiamato queste cellule di unitร โUnited world communitiesโ โ Lei ci invitava a concentrare in questo tutti i nostri sforzi.
Per questo vorrei chiedervi ora una cosa importante: per favore, per favore non perdete questa occasione, questa occasione unica che abbiamo vissuto qua: Dio ha bussato al cuore di ciascuno di noi e adesso chiama tutti ad essere protagonisti e portatori di unitร nei diversi ambiti in cui vi siete impegnati.
Ieri qualcuno mi ha fermato mentre stavo uscendo e mi ha detto: devo dirti una cosa. Una di voi che รจ qui in sala e mi ha detto: devo dirti una cosa importante, per favore voglio dirti una cosa importante. Ha detto che era la prima volta che partecipava ad un Genfest e che lei non conosceva il Movimento dei Focolari e mi ha detto: io voglio dire a te, dovete fare di piรน perchรฉ questo movimento non รจ conosciuto tanto, bisogna fare di piรน ma non come avete fatto finora. Dovete fare di piรน perchรฉ questo Movimento, questa idea della fraternitร deve essere conosciuta da molti piรน giovani. Allora io ho chiesto a lei se lei ci poteva aiutare e lei si รจ impegnata. Ma adesso spero che tutti noi ci impegniamo a fare questo.
Certo, come avete anche sentito prima, non sarร tutto facile e non possiamo davvero illuderci che le difficoltร non arrivanoโฆ ma in questo Genfest voi stessi avete annunciato: โun Dio diverso, abbandonato sulla croceโ voi avete detto โabbandonato sulla croce tutto divino e tutto umano, che fa domande senza risposteโ รจ per questo che รจ un Dio vicino a tutti noi. Sarร abbracciando ogni dolore, nostro o degli altri, che troveremo la forza di continuare in questo cammino.
Allora andiamo avanti insieme con una nuova speranza, convinti piรน che mai che ormai una strada รจ stata tracciata.
E come uno scrittore cinese Yutang Lin, dice una cosa molto bella: โLa speranza รจ come una strada nei campi: non cโรจ stata mai una strada, ma quando molte persone vi camminano, la strada prende formaโ. Io penso che questa strada in questo Genfest ha preso forma. Allora camminiamo e ci sarร questa strada difronte a noi.
Allora saluto tutti, auguro buona continuazione a chi farร il post-Genfest e buon viaggio a chi torna a casa!
Ciao a tutti!
Margaret Karram
(1) Chiara Lubich, Conversazioni in collegamento telefonico, Cittร Nuova, 2019, p. 64.
Su 112 ettari di terra, 23 organizzazioni – comunitร cattoliche e istituti – hanno scelto di vivere un’esperienza di comunione tra carismi. Da 24 anni, questa esperienza che si svolge a Fortaleza (Brasile) รจ conosciuta come Condominio Espiritual Uirapuru (CEU), acronimo che significa “cielo” in portoghese.
Margaret Karram e Jesรบs Morรกn, Presidente e Copresidente del Movimento di Focolari, in queste settimane in viaggio in Brasile per incontrare le comunitร dei Focolari, hanno fato tappa anche Fortaleza. Qui hanno potuto partecipare a vari incontri con diverse realtร carismatiche della Chiesa. Al CEU hanno incontrato leader di altre comunitร , tra i quali Nelson Giovanelli e Fra Hans della Fazenda da Esperanรงa, Moysรฉs Azevedo della Comunitร Shalom e Daniela Martucci di Nuovi Orizzonti.
Attraverso le organizzazioni che lo compongono, il CEU realizza diverse azioni di supporto e protezione della persona umana, dall’infanzia vulnerabile e ferita da abusi e sfruttamento sessuale fino a giovani e adulti che vivono in strada o soffrono a causa di dipendenze. L’unione dei carismi presenti รจ espressione dell’amore che rende possibile lo sviluppo di attivitร di recupero e valorizzazione della dignitร umana, particolarmente per coloro che sono piรน bisognosi.
“Il CEU รจ la realizzazione del sogno che Chiara Lubich ha promesso a Papa Giovanni Paolo II nel 1998, di lavorare per l’unitร dei Movimenti e delle nuove comunitร ” ricorda Nelson Giovanelli, fondatore della Fazenda da Esperanรงa e neo-eletto presidente del condominio. Il carisma dell’unitร , diffuso da Chiara Lubich, ispira il compimento della missione per le diverse comunitร presenti. Jesรบs Morรกn aggiunge: “Se c’รจ un luogo in cui si puรฒ comprendere l’esperienza della Chiesa รจ qui al CEU. Questa รจ la Chiesa, tanti carismi, piccoli o grandi, ma tutti camminano insieme per la realizzazione del Regno di Dio”.
Gli abitanti del CEU sono 230, tra cui bambini e adolescenti, giovani e adulti in fase di recupero e piรน di 500 volontari. Lo scorso fine settimana, la comunitร Obra Lumen ha organizzato l’incontro โCom Deus Tem Jeitoโ (Con Dio c’รจ una via), che ha recuperato 250 tossicodipendenti dalla strada e li ha inviati a un trattamento terapeutico in varie comunitร partner, come la Fazenda da Esperanรงa. Lo spazio รจ anche il palcoscenico di attivitร culturali che consentono la risocializzazione attraverso l’arte, come il Festival Halleluya della Comunitร Shalom, che riunisce ogni anno piรน di 400.000 persone.
In questi giorni, sempre in Brasile, รจ in corso il Genfest, manifestazione dei Giovani del Movimento dei Focolari. “Insieme per Prendersi Cura” รจ il motto di questa edzione che avrร un evento internazionale in Brasile ed oltre 40 Genfest locali in vari Paesi del mondo. Ognuno inizierร con una prima fase nella quale i giovani faranno esperienze di volontariato e solidarietร in varie organizzazioni sociali. Tra di esse anche il CEU. Qui tra il 12 e il 18 luglio, un gruppo di 60 giovani, partecipanti al GenFest, hanno potuto conoscere le diverse comunitร e svolgere varie attivitร . “Tutte queste comunitร giร svolgono lavoro di cura con persone marginalizzate e in situazione di vulnerabilitร . La nostra proposta era di unirci a loro, come un legame di unitร . Piรน ci donavamo, ci aprivamo agli altri, piรน scoprivamo la nostra essenza”, racconta Pedro รcaro, partecipante del GenFest che ha vissuto al CEU per 4 mesi con giovani di diversi Paesi.
“Quando questa comunione dei carismi infiamma il cuore dei nostri giovani, essi sono capaci di trasformare il mondo. Questo รจ lo scopo di questi eventi che facciamo al CEU, come il GenFest” racconta Moysรฉs Azevedo, fondatore della Comunitร Shalom.
โStart Here and Nowโ, ovvero โInizia qui e oraโ รจ lโultimo singolo della band internazionale Gen Verde. Un inno di unione, forza, coraggio e gioia che vede la partecipazione di due gruppi musicali giovanili: Banda Unitร (Brasile) e AsOne (Italia). โTutti, con le nostre diversitร , siamo invitati ad andare oltre le frontiere per costruire un mondo dove la cura, lโamore, la giustizia e lโinclusione siano la risposta al dolore, allโorrore delle guerre e delle divisioniโ spiega la band.
Cosa cโรจ dietro il brano?
โLa nuova canzone รจ di per sรฉ un’esperienza โoltre i confiniโ per il modo in cui รจ stata prodotta – continua la band -. Le voci sono state incise in tre diverse parti del mondo e anche il video รจ stato girato in tre luoghi diversi: Loppiano e Verona (Italia) e Recife (Brasile)โ.
Il progetto include la partecipazione di due gruppi musicali giovanili che condividono i valori del Gen Verde. Banda Unitร รจ un complesso musicale brasiliano ed AsOne รจ una band di Verona, in Italia. Anche questi stessi gruppi vogliono condividere, attraverso la musica, i valori della pace, del dialogo e della fratellanza universale.
โStart Here and Nowโ ha un mix intergenerazionale e interculturale – continua il Gen Verde -. Questo singolo spicca per il ritmo molto coinvolgente e un testo potente, cantato in diverse lingue, per far emergere il processo creativo ispirato allโinterculturalitร e allโimpegno per la fraternitร universale che si sottolinea nellโevento internazionale Genfestโ.
Il Gen Verde ha suonato questo brano per la prima volta ad Aparecida in Brasile insieme ai complessi musicali Banda Unitร e AsOne il 20 luglio 2024 durante il Genfest, l’evento globale dei giovani del Movimento dei Focolari. Questa edizione ha avuto come titolo: โJuntos para Cuidar – Together to Care โ Insieme per prenderci curaโ.
La terza fase di Genfest 2024, svoltasi ad Aparecida (Brasile), ha incluso laboratori organizzati dalle cosiddette United World Communities, luoghi di incontro in cui i giovani possono condividere i loro talenti e le loro passioni. Questeย communitiesย offrono l’opportunitร di scoprire persone di talento, forme concrete di impegno e di avviare azioni e progetti finalizzati alla costruzione di un mondo piรน unito, che mirano a rispondere alle sfide locali e globali del mondo di oggi; ad attivare processi di cambiamento personale e collettivo; a far crescere la fratellanza e la reciprocitร in tutte le dimensioni della vita umana. Una caratteristica importante di questeย communitiesย รจ che sono il frutto del lavoro tra persone di diverse generazioni.ย
Proseguendo le esperienze delle precedenti fasi del Genfest, in questa terza fase i giovani hanno potuto partecipare a laboratori in diversi ambiti, la cui metodologia era basata sulla fraternitร e sul dialogo, come una prova per progetti e azioni che ora possono essere sviluppati nella sfera โglocaleโ (progetti locali con una prospettiva globale). Le attivitร si sono svolte nei settori dell’economia e del lavoro, dell’interculturalitร e del dialogo, della spiritualitร e dei diritti umani, della salute e dell’ecologia, dell’arte e dell’impegno sociale, dell’istruzione e della ricerca, della comunicazione e dei media, della cittadinanza attiva e della politica. Le รฉquipe responsabili della gestione dei laboratori erano composte da giovani e professionisti che hanno lavorato intensamente per mesi per organizzare queste attivitร .
D’ora in poi, le Comunitร avranno un metodo di lavoro che consiste in tre fasi: Imparare, Agire e Condividere. La prima (Imparare) รจ un’esplorazione e un’analisi approfondita dei temi e delle questioni piรน attuali in ogniย community, con l’obiettivo di identificare problemi e presentare soluzioni. La fase successiva (Agire) consiste nella realizzazione di azioni con un impatto principalmente locale, ma con una prospettiva globale. Infine, nella terza fase (Condividere), si propone alla comunitร di promuovere spazi di scambio e dialogo continuo tra le iniziative, con l’obiettivo di rafforzare la rete di collaborazione globale. ร stata creata un’applicazione – la WebAppย ย United World Communities, – che รจ uno strumento per la condivisione di idee, esperienze e notizie, oltre che per la promozione di progetti di collaborazione.
โDio ha visitato il cuore di tuttiโ
Al termine della terza fase del Genfest, leย Communitiesย hanno presentato in modo creativo le loro impressioni e alcuni dei risultati delle attivitร svolte nei giorni precedenti. Da questo lavoro รจ nato il documento โThe United World Community: One Family, One Common Homeโ, che sarร il contributo dei partecipanti del Genfest 2024 al โSummit of the Futureโ delle Nazioni Unite del prossimo settembre. Secondo i giovani che hanno presentato il testo, esso non รจ un documento conclusivo, ma vuole essere un โprogramma di vita e di lavoroโ per le varieย United World Communities, oltre che una testimonianza da presentare al โSummit of the Futureโ.ย ย ย ย ย ย ย
โCon le nostreย communitiesย non vogliamo fare richieste, formulare slogan o lamentarci con i leader politiciโ, hanno detto i giovani. โCerchiamo invece di dare un nome ai nostri sogni comuni, sogni di un mondo unito. Sogni personali e comunitari, che ci guideranno nelle attivitร che svolgeremo nei prossimi anniโ. E hanno concluso: โSperiamo che vivendoli, โinsiemeโ e passo dopo passo, diventino segni di speranza per altriโ.ย ย
Alla conclusione del Genfest 2024 sono intervenuti anche Margaret Karram e Jesรบs Morรกn, Presidente e Copresidente del Movimento dei Focolari. Jesรบs Morรกn ha affermato che, sebbene l’esperienza della cura sia stata la piรน vissuta nella storia dell’umanitร , non quella sulla quale piรน si รจ riflettuto.
Questa situazione ha iniziato a cambiare, come ha dimostrato il Genfest, nel quale รจ emersa la cura come una risposta al bisogno di dignitร umana. In questo senso, ha concluso, รจ importante che i giovani rimangano connessi a questa rete globale di comunitร generative. Margaret Karram, da parte sua, ha detto di aver visto nel corso dell’esperienza del Genfest che i giovani hanno dato una testimonianza tangibile della loro fede e che sono giร in azione per costruire un mondo unito. Per quanto riguarda in particolare la Fase 3, ha sottolineato la ricchezza di questa esperienza per la sua creativitร , l’impronta intergenerazionale e interculturale e il fatto che, attraverso leย communities, c’รจ la possibilitร concreta di vivere la stessa esperienza del Genfest nella propria vita quotidiana. La Karram ha invitato i giovani a sentirsi protagonisti di queste comunitร , il cui fondamento รจ l’unitร . โVi prego di non perdere questa opportunitร unica che stiamo vivendo qui: Dio ha visitato il cuore di ognuno di noi e ora chiama tutti a essere protagonisti e portatori di unitร nei vari ambiti in cui sono coinvoltiโ, ha concluso.ย
Luรญs Henrique Marques
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Abbiamo appena ascoltato storie di pace espresse nelle sfumature piรน varie: canzoni, preghiere, esperienze, progetti concreti.
Tutto questo rafforza in noila fiducia e la speranza che รจ possibile essere costruttori di pace. Papa Francesco dice che bisogna essere ogni giorno โartigiani di paceโ. E per fare questo occorre costanza e pazienza per poter guardare con amore tutti i fratelli e le sorelle che incontriamo sul nostro cammino.
Da questo Genfest abbiamo imparato che la pace inizia da me con piccoli gesti di cura per le persone, per i nostri popoli e per il creato.
Da dove possiamo incominciare allora?
Lโabbiamo detto varie volte in questi giorni: abbattendo tutte le barriere che ci dividono, per vivere per la fraternitร . E questo possiamo farlo:
scoprendo che la nostra comune umanitร รจ piรน importante di tutte le nostre differenze;
poi essendo pronti a perdonare e a fare gesti di riconciliazione. Perchรฉ perdonare significa dire all’altro: “Tu vali molto di piรน delle tue azioni”.
E come abbiamo fatto nella prima fase del Genfest, continuiamo, anche quando torneremo a casa, ad essere artigiani di pace nelle nostre relazioni, facendo il primo passo verso gli altri. Sarร lโamore ad ispirarci cosa fare, da chi andare.
Perdoniamo senza aspettare che sia l’altro a chiedere perdono.
Che questo Genfest sia il momento del nostro SIโ ALLA PACE.
Non dobbiamo sentirci mai piรน soli: in questi giorni abbiamo visto e certamente abbiamo sperimentato la forza dellโโinsiemeโ, Juntos.
Uniamoci a tutti quelli che vivono e lavorano per la pace. Le communities che andremo a costruire nella Fase tre sono giร una via possibile.
Aprite gli occhi a visioni di pace! Parlate un linguaggio di pace! Fate gesti di pace! Perchรฉ la pratica della pace porta alla pace. La pace si rivela e si offre a coloro che realizzano, giorno dopo giorno, tutte quelle forme di pace di cui sono capaci.(*)
Aprire, parlare e agire.
Allora: non diamoci pace finchรฉ non realizzeremo la pace!
Acabamos de escuchar historias de paz expresadas en los mรกs variados matices: canciones, oraciones, experiencias, proyectos concretos.
Todo esto refuerza en nosotros la confianza y la esperanza de que es posible ser constructores de paz. El Papa Francisco dice que tenemos que ser cada dรญa โartesanos de la pazโ. Y para esto necesitamos perseverancia y paciencia para poder mirar con amor a todos los hermanos y hermanas que encontramos en nuestro camino.
En este Genfest hemos aprendido que la paz empieza en mรญ con pequeรฑos gestos de atenciรณn a las personas, a nuestros pueblos y a la creaciรณn.
ยฟEntonces por dรณnde podemos empezar?
Lo hemos dicho varias veces en estos dรญas: derrumbando todas las barreras que nos dividen, para vivir la fraternidad. Y esto podemos hacerlo:
descubriendo que nuestra humanidad comรบn es mรกs importante que todas nuestras diferencias;
– despuรฉs estando dispuestos a perdonar y a hacer gestos de reconciliaciรณn. Porque perdonar significa decirle al otro: โTรบ vales mucho mรกs que tus actosโ.
Y como hicimos en la primera fase del Genfest, continuemos, tambiรฉn cuando regresemos a casa, siendo artesanos de paz en nuestras relaciones, dando el primer paso hacia los demรกs. Serรก el amor el que nos inspire quรฉ hacer, hacia quiรฉn dirigirnos.
Perdonemos sin esperar a que sea la otra persona la que nos pida perdรณn.
Que este Genfest sea el momento de nuestro Sร A LA PAZ.
No debemos sentirnos nunca mรกs solos: en estos dรญas hemos visto y ciertamente experimentado la fuerza de la โuniรณnโ, Juntos.
Unรกmonos a todos los que viven y trabajan por la paz. Las communities que construiremos en la Fase Tres ya son un posible camino a seguir.
ยกAbran los ojos a visiones de paz! ยกHablen un lenguaje de paz! ยกHagan gestos de paz! Porque la prรกctica de la paz lleva a la paz. La paz se revela y se ofrece a los que la realizan, dรญa tras dรญa, todas esas formas de paz de las que son capaces. (*)
Abrir, hablar y actuar.
Entonces: ยกno nos demos paz hasta que no hayamos logrado la paz!
Iniziata il 19 luglio 2024 la seconda fase del Genfest 2024, lโevento ei giovani del Movimento dei Focolari, ha concluso il suo programma il 21 luglio 2024 con la celebrazione della Santa Messa nella Basilica del Santuario Nazionale di Aparecida, ad Aparecida (San Paolo), in Brasile. L’evento centrale del Genfest, che per la prima volta ha avuto la sua versione internazionale nel continente latinoamericano, ha riunito circa 4.000 partecipanti provenienti da oltre 50 Paesi e, fin dall’inizio, รจ stato caratterizzato da una gioia contagiosa. Inoltre, migliaia di persone in tutto il mondo hanno seguito parte del programma in streaming.
Con il tema โInsieme per prendersi curaโ, i giovani riuniti al โCentro eventi Padre Vรญtor Coelho de Almeidaโ hanno promosso un intenso programma che ha unito festa, arte, creativitร e testimonianza, espressione della convinzione che la costruzione della fraternitร universale richieda iniziative concrete per prendersi cura della vita sul pianeta, soprattutto in termini di attenzione alle persone in diverse condizioni di vulnerabilitร e alla natura, come richiesto insistentemente da Papa Francesco.
Cerimonia di apertura
All’inaugurazione i giovani sono stati accolti dall’arcivescovo di Aparecida, Mons. Orlando Brandes; dal nunzio apostolico in Brasile, Mons. Giambattista Diquattro; dal rettore del Santuario di Aparecida, padre Eduardo Catalfo e dalla presidente del Movimento dei Focolari, Margaret Karram, tra le personalitร presenti. Mons. Orlando Brandes ha letto un messaggio inviato dal cardinal Pietro Parolin, Segretario di Stato vaticano, a nome di Papa Francesco. โSappiamo reagire con un nuovo sogno di fraternitร e di amicizia sociale che non si limiti alle paroleโ si legge nel telegramma. Nelle sue parole di saluto ai giovani, Margaret Karram ha sottolineato che โinsieme, i nostri sogni si realizzerannoโ. In seguito, i giovani sono stati accolti da una โfesta latinoamericanaโ con esibizioni artistiche tipiche di diversi Paesi. ร stata un’esplosione di gioia che ha coinvolto tutti.
Secondo giorno
Un momento per trovare strade o, meglio, percorsi, per un mondo unito. Cosรฌ รจ iniziata la seconda giornata della seconda fase del Genfest 2024. Da un lato, i giovani di tutto il mondo hanno raccontato come hanno cercato di costruire relazioni di fraternitร nei loro ambienti. ร il caso, ad esempio, di Adelina, di Rio Grande do Sul (Brasile), che ha dovuto affrontare la tragedia causata dalle piogge che hanno colpito il suo Stato nel mese di maggio 2024, e di Joseph, della Sierra Leone, che รจ stato separato dalla sua famiglia da bambino e reclutato dai miliziani che combattevano le truppe governative del Paese africano con atti di violenza. I momenti artistici hanno richiamato l’attenzione su alcuni grandi temi del mondo di oggi, come l’ecologia e la cittadinanza, mentre i cosiddetti spark changer, specialisti in diverse aree, hanno offerto al pubblico alcune brevi riflessioni che potrebbero portare cambiamenti nel mondo.
Il programma di sabato prevedeva anche una โanteprimaโ della Fase 3 del Genfest: si sono svolti laboratori su temi diversi, sempre nell’ottica della โcuraโ della vita nelle sue diverse espressioni. Infine, un viaggio intorno al mondo con storie di resilienza personale o di azione sociale, ma tutte che avevano come motivazione la fraternitร per โabbracciare l’umanitร e avviare il cambiamentoโ. Hanno concluso il programma del secondo giorno sul palco del Genfest alcuni giovani provenienti da Turchia, Australia, Zimbabwe, Bolivia, Italia e Colombia che hanno raccontato come hanno affrontato o aiutato altri ad affrontare il dolore, quando esso sembra togliere il senso della vita. Le presentazioni, tuttavia, non si sono limitate alle storie personali. Sul palco รจ stata presentata anche un’ampia varietร di iniziative sociali, come Rimarishun, un progetto di incontro tra culture diverse in Ecuador. Dal Brasile si sono presentati anche il Progetto Amazzonia, il Quilombo Rio dos Macacos di Salvador (comunitร afro discendenti) e la Casa do Menor, la cui coreografia ha ricevuto una standing ovation.
Cerimonia di chiusura
Il programma della giornata conclusiva della seconda fase di Genfest 2024 รจ iniziata guardando al passato per pensare al futuro. Sono stati ricordati alcuni dei progetti lanciati all’ultimo Genfest del 2018 e che hanno giร iniziato a dare i loro frutti, anche in senso vero e proprio, come nel caso della piantumazione di alberi in aree soggette a degrado. Sullโesempio di quanto fato nellโultimo Genfest di Manila (Filippine), sono stati presentati alcuni progetti da portare avanti dopo questi giorni.
Il primo progetto partirร con la terza fase del Genfest. Si tratta delle โComunitร del Mondo Unitoโ, che riuniranno i giovani – compresi quelli che non hanno potuto partecipare allโevento ad Aparecida – in gruppi per aree di conoscenza, dall’economia al lavoro, dalla politica alla cittadinanza. I Giovani interessati ai vari ambiti, potranno iscriversi a queste comunitร in base alla loro โpassioneโ, come hanno detto gli organizzatori.
Un importante strumento per la realizzazione di queste comunitร รจ ilProgetto Mondo Unito. Lanciato nel 2012 al Genfest di Budapest (Ungheria), รจ infatti un programma per diffondere la fraternitร su larga scala e riunire le azioni in questa direzione, rendendo possibile la condivisione di esperienze con tanti giovani in tutto il mondo.
Un’altra azione che nasce da questo Genfest, piรน immediata, รจ il lancio di un questionario per raccogliere le proposte dei giovani per il โPatto per il Futuroโ, un manifesto che sarร presentato al Summit del Futuro, un vertice internazionale che sarร organizzato dall’ONU a settembre 2024.
La costruzione di comunitร internazionali richiede il dialogo. Gran parte della sessione รจ stata dedicata a questo tema. La rabina Silvina Chemen e una giovane leader musulmana, Israa Safieddine, hanno raccontato come cercano di costruire il dialogo.
Quattordici giovani latinoamericani di sei Chiese cristiane hanno presentato Ikumรฉni, un laboratorio di buone pratiche ecumeniche e interreligiose. Queste sono tutte iniziative che hanno come scopo ultimo la costruzione della pace, il tema al quale รจ stata dedicata tutta lโultima parte del programma.
L’uruguaiano Carlos Palma ha presentato il progetto Living Peace. Un video di Chiara Lubich ha ricordato come si possa costruire la pace oggi: vivendo l’amore reciproco.
I giovani partecipanti al Genfest con bandiere di tutti i Paesi hanno sfilato infine chiedendo la pace in ogni nazione. Al termine, la Presidente del Movimento dei Focolari, Margaret Karram, ha invitato tutti a essere costruttori di pace, abbattendo le barriere che dividono le persone e prendendo l’iniziativa di perdonare: โChe questo Genfest sia il momento per dire sรฌ alla paceโ, ha concluso.
Luรญs Henrique Marques e Airam Lima Jr. Foto: ยฉ Imprensa Genfest 2004 – CSC Audiovisivi
In una assolata giornata di giugno 2024, oltre 400 ospiti provenienti da tutto il mondo si sono recati a Montet (Svizzera) per salutare la multicolore e internazionale comunitร dei Focolari. Il centro di formazione del Movimento verrร infatti chiuso e la comunitร concentrerร i propri sforzi su altri centri di formazione. Nel corso della seconda metร dell’anno 2024 la maggior parte dei residenti lascerร il piccolo paese della Svizzera francese per unirsi ad altre comunitร .
I responsabili della “Mariapoli Foco”, come รจ chiamata questa cittadella, Maria Regina Piazza e Markus Nรคf hanno illustrato il percorso che ha portato a questo passo: “Per capire questa decisione, bisogna guardare al cammino che il Movimento dei Focolari ha percorso, considerando il calo delle vocazioni alla vita consacrata e le sfide della societร odierna in tutto il mondo”. Si tratta di “ridistribuire le forze e ridurre le strutture per promuovere la vicinanza alle persone dove piรน serve”.
Markus Nรคf – Maria Regina PiazzaMargaret Karram – Jesรบs Morรกn – Celine RuffieuxIon Sauca
Gli ospiti presenti, provenienti dal mondo della politica, della societร e delle Chiese, hanno sottolineato quanto la cittadella abbia plasmato e influenzato positivamente l’area circostante: รจ stata diffusa pace, senso di comunitร , spirito di unitร e fraternitร ed รจ stata data una testimonianza di amore reciproco. In totale, quasi 3.800 persone hanno trascorso parte della loro vita qui nel corso di 43 anni, la maggior parte di esse erano adolescenti e giovani adulti.
In un messaggio di saluto, il Segretario Generale del Consiglio Mondiale delle Chiese di Ginevra, Rev. Prof. Dr. Jerry Pillay, ha ringraziato per le ricche esperienze ecumeniche condivise e vissute insieme durante le visite annuali degli studenti a Ginevra e ha sottolineato che “la vera ereditร del Centro di Montet non รจ la sua struttura fisica, bensรฌ la comunione, le relazioni e i valori evangelici promossiโ.
Cรฉdric Pรฉclard, sindaco di lunga data di Les Montets, al cui Comune appartiene il villaggio di Montet, si รจ molto rammaricato per questa chiusura. Tuttavia, si รจ compiaciuto per il fatto che il “Dado della pace” del parco del Centro dei Focolari sia stato donato al Comune. Questa scultura interattiva incarna e trasmette valori importanti per il Movimento dei Focolari e in realtร ha origine nel villaggio: un gruppo di focolarine l’aveva creato per lavorare con i bambini durante il loro soggiorno a Montet, poi “il dado” si รจ diffuso in tutto il mondo. Un grande modello mobile di esso, si trova oggi in un parco giochi nel centro di Les Montets.
Dr. Vasile-Octavian Mihoc
Nel suo discorso, la Presidente dei Focolari Margaret Karram, presente a Montet insieme al Copresidente Jesรบs Morรกn, non ha nascosto quanto sia stato doloroso per la comunitร internazionale chiudere questo sito. “Sentiamo molto chiaramente che dobbiamo guardare all’umanitร che attende il dono della pace, dell’unitร e che dobbiamo saper cogliere, anche attraverso le circostanze, il desiderio di Dio per noi e per le nostre attivitร e strutture”. La decisione di chiudere la cittadella dei Focolari a Montet non รจ stata presa a cuor leggero. “ร come assistere alla potatura di un albero che ha dato tanti bei frutti per molti anniโ. โMa sappiamo che nulla accade per caso, ma la Divina Provvidenza รจ sempre dietro a tutto”. E ha incoraggiato tutti – ospiti e residenti – a portare l’esperienza acquisita a Montet nel mondo: “Molti di voi sarete destinati ad altre cittร , ad altri Paesi, ad altre comunitร o ritornerete nel vostro Paese e porterete ovunque andrete la preziosa esperienza che avete vissuto qui e che, quindi, non solo continuerร , ma vi porterร una dimensione di amore ancora piรน grande che vi stupirร , perchรฉ sarร nuova”.
Il futuro prevede la vendita della tenuta di 5 ettari. Un comitato guidato da Hugo Fasel, ex direttore della Caritas svizzera, supervisionerร la vendita e farร in modo che l’uso futuro della proprietร sia in linea con i valori del Movimento dei Focolari.
Si arriva a Juruti, nello Stato del Parร , da Santarรฉm, dopo sette ore di motonave, il mezzo piรน veloce. Con fierezza, i suoi abitanti dicono che questa zona รจ il cuore della bassa Amazzonia brasiliana, dove lโunica โstradaโ di collegamento รจ il Rio delle Amazzoni, il โfiume-mareโ, come lo chiamano i nativi. ร infatti il primo fiume al mondo per portata dโacqua e il secondo per lunghezza. ร lui a scandire il tempo, la vita sociale, il commercio e le relazioni tra i circa 23 milioni di abitanti di questa vastissima regione, dove vive il 55,9% della popolazione indigena brasiliana. Oltre ad essere uno degli ecosistemi piรน preziosi del pianeta, gli interessi politici ed economici sono causa di conflitti e violenze che continuano a moltiplicarsi quotidianamente. Qui la dirompente bellezza della natura รจ direttamente proporzionale ai problemi di qualitร della vita e sopravvivenza.
Cura, la parola-chiave per lโAmazzonia
โOsservare e ascoltare รจ la prima cosa che possiamo imparare in Amazzoniaโ spiega Mons. Bernardo Bahlmann O.F.M., Vescovo di รbidos, a Margaret Karram e Jesรบs Morรกn, Presidente e Copresidente dei Focolari, arrivati per conoscere e vivere alcuni giorni con le comunitร dei Focolari della regione. Li accompagnano Marvia Vieira e Aurรฉlio Martins de Oliveira Jรบnior, co-responsabili nazionali del Movimento, insieme a Bernadette Ngabo e รngel Bartol del Centro Internazionale del Movimento.
Il Vescovo parla della cultura differenziata di questa terra, dove caratteristiche native convivono con aspetti del mondo occidentale. La convivenza sociale presenta molte sfide: povertร , mancanza di rispetto dei diritti umani, sfruttamento della donna, distruzione del patrimonio forestale. โTutto questo domanda di ripensare cosa significhi prendersi cura delle ricchezze di questa terra, delle sue tradizioni originarie, del creato, dellโunicitร di ogni persona, per trovare, insieme, una strada nuova verso una cultura piรน integrataโ.
Santarรฉm, dove la Chiesa รจ laica
Un compito impossibile senza il coinvolgimento dei laici, spiega Mons. Ireneu Roman, Vescovo dellโArcidiocesi di Santarรฉm: โsono loro la vera forza della Chiesa amazzonicaโ. Nelle sue comunitร parrocchiali i catechisti sono circa un migliaio e supportano la formazione cristiana, la liturgia della Parola e i progetti sociali. Mons. Roman domanda alla comunitร dei Focolari in Amazzonia di portare il suo contributo specifico: โlโunitร nelle strutture ecclesiali e nella societร , perchรฉ ciรฒ che serve di piรน a questa terra รจ ri-imparare la comunioneโ.
La presenza dei Focolari e il Progetto Amazzonia
La prima comunitร maschile del Focolare รจ arrivata stabilmente a รbidos nel 2020 su richiesta di Mons. Bahlmann e sei mesi fa si รจ aperta quella femminile a Juruti. Oggi in Amazzonia ci sono sette focolarini, tra cui un medico, due sacerdoti, una psicologa e un economista.
โSiamo in Amazzonia per supportare il grande lavoro missionario che la Chiesa svolge con i popoli indigeniโ, spiegano Marvia Vieira e Aurรฉlio Martins de Oliveira Jรบnior. โNel 2003, una delle linee guida della Conferenza Episcopale Brasiliana era incrementare la presenza della Chiesa in questa regione amazzonica, perchรฉ la vastitร del territorio e la mancanza di sacerdoti rendevano difficile un’adeguata assistenza spirituale e umanaโ.
Nasce cosรฌ, 20 anni fa, il โProgetto Amazzoniaโ dove membri del Movimento dei Focolari provenienti da tutto il Brasile si recano per un periodo in luoghi scelti di comune accordo con le Diocesi, per realizzare azioni di evangelizzazione, corsi di formazione per famiglie, giovani, adolescenti e bambini, visite mediche e psicologiche, cure odontoiatriche e altro.
โForse non riusciremo a risolvere i tanti problemi di questa gente โ dice Edson Gallego, focolarino sacerdote del focolare di รbidos e parroco – ma possiamo essere loro vicini, condividere gioie e dolori. ร quello che cerchiamo di fare da quando siamo arrivati, in comunione con le diverse realtร ecclesiali della cittร .โ
Le focolarine spiegano che non รจ sempre facile perdere le proprie categorie mentali: โSpesso ci illudiamo di dare risposte, ma siamo noi che usciamo arricchite da ogni incontro, dalla forte presenza di Dio che emerge ovunque: nella natura, ma soprattutto nelle personeโ.
Costruire la persona e la societร
A Juruti le focolarine collaborano con le realtร della Chiesa che svolgono azioni di promozione umana e sociale. Il โcasuloโ โBom Pastorโ รจ una delle 24 scuole materne della cittร , con una specifica linea pedagogica che forma i bambini alla consapevolezza della propria cultura e tradizioni, al senso comunitario, alla coscienza di sรฉ e dellโaltro. Una scelta importante per una formazione integrale e integrata. Mentre lโOspedale โ9 de Abril na Providรชncia de Deusโ รจ gestito dalla Fraternitร โSรฃo Francisco de Assis na Provรญncia de Deusโ. Serve la popolazione della cittร (51.000 abitanti circa), le localitร vicine e le comunitร fluviali, con una particolare attenzione a chi non puรฒ permettersi di pagare le cure. Le Apostole del Sacro Cuore di Gesรน, invece, animano il Centro di convivenza โMadre Cleliaโ dove accolgono un centinaio di giovani lโanno, creando alternative di formazione professionale e contribuendo allo sviluppo personale, in particolare dei giovani a rischio.
Anche la comunitร del Focolare da anni opera in sinergia con le parrocchie e le organizzazioni ecclesiali. Incontrandola, insieme ad altre comunitร venute da lontano, Margaret Karram ringrazia per la generositร , concretezza evangelica e accoglienza: โAvete rinforzato in tutti noi il senso di essere unโunica famiglia mondiale e anche se viviamo distanti, siamo uniti dallo stesso dono e missione: portare la fraternitร dove viviamo e in tutto il mondoโ.
Promuovere la dignitร umana
Attraverso un reticolo di canali che si snodano dentro la foresta amazzonica, a unโora di barca da รbidos, si arriva al Mocamboย Quilombo Pauxi, una comunitร indigena di un migliaio di persone afro-discendenti. ร seguita dalla parrocchia di Edson, che cerca di andare almeno una volta al mese per celebrare la Messa e, insieme ai focolarini, condividere, ascoltare, giocare con i bambini. La comunitร รจ composta da circa un migliaio di persone che, pur immerse in una natura paradisiaca, vivono in condizioni particolarmente svantaggiate. Isolamento, lotta per la sopravvivenza, violenza, mancanza di pari diritti, di accesso all’istruzione e alle cure mediche di base, sono le sfide quotidiane che queste comunitร fluviali affrontano. Anche qui, da due anni, la diocesi di รbidos ha attivato il progetto “Forรงa para as mulheres e crianรงas da Amazรดniaโ. ร indirizzato alle donne e allโinfanzia e promuove una formazione integrale della persona in ambito spirituale, sanitario, educativo, psicologico, di sostentamento economico. Una giovane madre racconta con fierezza i suoi progressi nel corso di economia domestica: โHo imparato molto e ho scoperto di avere capacitร e ideeโ.ย
Certamente si tratta di una goccia nel grande mare delle necessitร di questi popoli, โed รจ vero โ riflette Jesรบs Morรกn โ che, da soli, noi non risolveremo mai i tanti problemi sociali. La nostra missione, anche qui in Amazzonia, รจ cambiare i cuori e portare lโunitร nella Chiesa e nella societร . Ha senso quel che facciamo se le persone orientano la loro vita al bene. ร questo il cambiamentoโ.
Accogliere, condividere, imparare: รจ questa la โdinamica evangelicaโ che emerge, ascoltando i focolarini in Amazzonia, dove ciascuna e ciascuno si sente chiamato personalmente da Dio ad essere suo strumento per โascoltare il grido dellโAmazzoniaโ (47-52) โ come scrive Papa Francesco nella straordinaria esortazione post-sinodale Querida Amazonia โ e per contribuire a far crescere una โcultura dellโincontro verso una โpluriforme armoniaโโ (61).
Il 16 luglio del 1949 Chiara Lubich e Igino Giordani strinsero un โPatto di unitร โ. Fu unโesperienza spirituale che dette inizio ad un periodo di luce e di particolare unione con Dio.
E contrassegnรฒ dunque la vita dellโallora prima comunitร dei Focolari, ma anche la storia di tutto il Movimento ed il suo impegno per un mondo piรน fraterno e piรน unito.
A settantacinque anni da quel giorno, un approfondimento su cosa ha significato allora quel Patto e che cosa puรฒ significare oggi continuare ad attuarlo.ย ย ย ย ย
โPace tra i popoli, salvaguardia del pianeta, economie e politiche che mettano al centro la persona, la giustizia e la dignitร : su questo lavoreremo, discuteremo e progetteremo a livello mondiale al Genfestโ. A spiegarlo sono i giovani del Movimento dei Focolari che dal 12 al 24 luglio prossimi, in Brasile, chiameranno a raccolta migliaia di giovani per un evento mondiale. Lo scopo รจ, come dice il titolo: โJuntos para cuidarโ, cioรจ prendersi cura insieme, a livello mondiale, delle persone e dei pezzi di umanitร piรน sofferenti e vulnerabili, al di lร delle differenze culturali, etniche e religiose.
I grandi cambiamenti in atto ci mostrano la necessitร di un nuovo paradigma culturale, basato non sullโindividuo, ma sulla relazione sociale che si apre su tutta lโumanitร attraverso una cultura che promuova la fraternitร universale; che non elimina la complessitร , ma la valorizza, permettendo di comprendere piรน profondamente la storia dellโumanitร e dei popoli.
Ilย Genfest 2024ย si snoderร in tre fasi: volontariato, un evento centrale e la creazione di community suddivise per ambiti dโinteresse, di studio o professionali, per restare connessi e lavorare alla costruzione di un mondo piรน unito sui propri territori. Vuol essere unโesperienza immersiva dove i protagonisti e gli ideatori sono i giovani; ma il dialogo e la collaborazione intergenerazionale saranno un pilastro imprescindibile del cambiamento che si vuole proporre anche alle istituzioni internazionali. Alcuni momenti verranno trasmessiย in streaming mondiale sulย canale YouTube del Genfest 2024.ย
A conclusione, i nuovi step e i progetti nati o in atto, per costruire un mondo in pace e piรน unito verranno raccolti in un documento che verrร presentato al Summit of the Future (22-23 settembre 2024), promosso dalla Nazioni Unite. Conterrร progetti e proposte concrete per un mondo piรน giusto e fraterno, per contribuire agli obiettivi internazionali dellโAgenda ONU 2030.
Chi non potrร partecipare allโevento centrale in Brasile, potrร informarsi su quello piรน vicino a casa propria, perchรฉ ci saranno altri 44 Genfest locali che si svolgeranno in Corea, India, Sri Lanka, Filippine, Pakistan, Vietnam, Giordania, Egitto, Burundi, Tanzania, Angola, Zambia, Kenya, Etiopia, Sud Africa, RD Congo, Costa DโAvorio, Camerun, Burkina Faso, Perรน, Bolivia, Messico, Guatemala, Argentina, Ungheria, Serbia, Cechia, Slovacchia, Germania e Italia.
Juntos para cuidar: il programma
Sperimentare โ la prima settimana del Genfest (12-18 luglio 2024) propone ai partecipanti unโesperienza โimmersivaโ di volontariato in uno dei 40 progetti e organizzazioni che si sono resi disponibili in diversi Paesi dellโAmerica Latina e in altre parti del mondo. Questa azione sarร realizzata in collaborazione con UNIRedes, organismo che riunisce piรน di 50 organizzazioni, iniziative e movimenti sociali di 12 Paesi dellโAmerica Latina e dei Caraibi che promuovono azioni di trasformazione in vari campi (arte e cultura, ambiente, governance democratica, istruzione, lavoro, ecc.) attraverso il protagonismo di tutti gli attori coinvolti.
Celebrare โ Dal 19 al 21 luglio ad Aparecida, allโarena del santuario nazionale, i giovani si riuniranno per lโevento centrale per conoscere esperienze, condividere strategie di pace e fraternitร anche attraverso manifestazioni artistiche e musicali. Lโevento sarร trasmesso in streaming in piรน di 120 Paesi. Un grande festival di idee, pensieri e iniziative che ispirerร migliaia di giovani di diverse culture, etnie e religioni a vivere per un mondo unito.
Imparare e condividere โ La terza fase si svolgerร dal 21 al 24 luglio: i giovani si distribuiranno in gruppi chiamati โcommunitiesโ suddivisi in otto aree dโinteresse: economia e lavoro, intercultura e dialogo, spiritualitร e diritti umani, salute ed ecologia, arte e impegno sociale, istruzione e ricerca, comunicazione e media, cittadinanza attiva e politica.
In questi spazi i giovani potranno imparare, confrontarsi, ideare nuove forme dโimpegno condiviso per diffondere la cultura della fraternitร tramite dei progetti locali con una prospettiva globale, in modo che tornando nei propri Paesi, possano impegnarsi localmente negli ambiti che li appassionano per formarsi al paradigma culturale della fraternitร e della relazionalitร .
Un team internazionale formato da accademici, professionisti, leader e attivisti sociali e politici โ giovani e adulti โ accompagnerร i partecipanti nei dibattiti e nei lavori di gruppo.
Hanno confermato la loro partecipazione, tra gli altri: Luigino Bruni, economista (Italia), Choie Funk, architetto e attivista sociale (Filippine), Jander Manauara, rapper e attivista (Brasile), Carlos Palma, coordinatore di Living Peace (Uruguay), Myrian Vasques, consigliera indigena (Brasile), Silvina Chemen, direttrice Centro per il Dialogo Interreligioso presso seminario rabbinico (Argentina), John Mundell, direttore Piattaforma di Azione Laudato Siโ del Vaticano (Stati Uniti), Nicolas Maggi Berrueta, violinista, Ambasciatore di Pace (Uruguay), Israa Safieddine, educatrice specializzata in istruzione islamica (Stati Uniti).
Il complesso internazionale Gen Rosso ha fatto tappa in Madagascar. Otto date in sette cittร diverse. Tanti chilometri percorsi in questa splendida terra per portare un messaggio di pace e fraternitร attraverso la musica e la danza.
Ci son voluti due giorni di viaggio per percorrere 950 km, dalla capitale Antananarivo alla cittร di Tolear, allโestremo sud dellโIsola.
โLa comunitร del Movimento dei Focolari di Tolear ci ha accolto in festa donandoci tipici copricapo e collane, manifestando la loro gioia con danze tradizionali e canzoni โ racconta Valerio Gentile, booking Internazional del Gen Rosso -. E in un noto ristorante della cittร ci siamo esibiti insieme ad un gruppo locale, il Choeur des Jeunes de Saint Benjamin. Cosรฌ si รจ aperta questa tappa nel sud del Madagascarโ.
Il giorno dopo รจ la volta dei workshop alla scuola Don Bosco e a seguire il concerto nellโanfiteatro. โร stata la giornata piรน bella della mia vitaโ ha esordito una ragazza con le lacrime di commozione. E un giovane insegnante aggiunge: โCi avete tirato fuori dei valori veri per cui vivere; sento che devo impostare la mia vita sugli obiettivi che abbiamo sentito nelle vostre canzoni e che abbiamo condiviso con voi dal palco durante i workshopโ.
โTra i vari laboratori di danza e canto, cโรจ stato quello delle percussioni, improntato in maniera del tutto originale โ spiega Valerio -. Il materiale usato infatti era composto da bottiglie di plastica riciclata e dai bidoni gialli molto comuni in Africa, utilizzati perlopiรน per lโapprovvigionamento di acqua, olio e altro. Strumenti musicali improvvisati tenendo in considerazione soprattutto la salvaguardia del pianetaโ.
Unโaltra tappa significativa presso lโistituto scolastico รcole Pรจre Barrรฉ, dove 300 allievi delle superiori hanno potuto condividere il palco con il Gen Rosso che, nellโinput iniziale lancia il motto da vivere: โmaking space for loveโ, ovvero โfare spazio allโamoreโ.
โNon siamo qui per fare uno spettacolo per voi, ma con voi per tutta la cittร โ esordisce Adelson del Gen Rosso.
Le ore volano e si arriva al concerto finale presso il Jardin de la Mer. Ad aprire lโevento le voci del Choeur des Jeunes de Saint Benjamin. Ma arriva un imprevisto: va via la corrente elettrica e si ferma lโevento. Dopo qualche minuto si riprende e arriva il momento del Gen Rosso. Cโรจ un bel clima festoso in piazza, i giovani presenti rispondono con partecipazione viva.
Ma ritorna il blackout elettrico, proprio quando il tramonto ha lasciato spazio alla notte ed รจ buio totale.
โChe facciamo?โ si chiedono. โDecidiamo di improvvisare con lโaiuto di alcune torce per fare un poโ di luce. Uno dopo lโaltro si susseguono i vari gruppi di giovani che hanno partecipato ai workshop nei giorni precedenti. La creativitร non manca, insieme alla gioia di stare insieme su quel palco. Lo spettacolo sono loro, i giovani di Tolear!โ
โGrazie al Gen Rosso che ci ha fatto scoprire quanta resilienza abbiamo in noiโ racconta un ragazzo. Gli fanno eco altre testimonianze sulla scoperta dei valori autentici della vita, sui propri talenti nascosti, sulla direzione giusta da percorrere nella vita.
โParole che ci danno una forte carica per affrontare lโultima tappa, ad Antananarivo, la Capitale โ afferma Valerio -. Ci attendono alla scuola Fanovozantsoa. Poche ore sono sufficienti per arrivare ad un alto livello di preparazione sia in canto che attraverso la danza di hip-hop, latina o le percussioni. Cosรฌ il concerto del 18 maggio va alla grande tra applausi, abbracci e selfie. Un momento indimenticabile che rimane inciso nel cuore di tuttiโ.
Si conclude il tour con la Santa Messa nel giorno di Pentecoste a Akamasoa, presso la Cittร dellโamicizia, un luogo nato e ideato 30 anni fa da Padre Pedro, missionario argentino che decise di aiutare i poveri migliorando le loro condizioni di vita attraverso un lavoro dignitoso, lโistruzione e i servizi sanitari.
โAbbiamo festeggiato insieme tra la โcolorataโ Messa al mattino nella grande chiesa-palasport e un gioioso spettacolo al pomeriggio nellโanfiteatro allโaperto โ racconta ancora Valerio -. Un concerto insieme a famiglie, giovani, anziani e bambini, con un messaggio di speranza per costruire una nuova societร basata sullโAmoreโ.
โGrazie Madagascar โ dice ancora Valerio a nome del Gen Rosso โ milioni di cuori che battono ogni giorno al ritmo della solidarietร lโuno con lโaltro, resilienza di fronte alle difficoltร , semplicitร , serenitร dโanimo nellโaffrontare le avversitร , leggerezza di vita, umiltร , gioia e pace dellโanima. Da ora tu โviaggiโ con noi come regalo da portare al mondo!โ