Vedere nuove le persone con cui viviamo
Vedere nuove le persone con cui viviamo
Vedere nuove le persone con cui viviamo
Ogni cinque anni si svolge lโAssemblea generale dellโOpera di Maria, il Movimento dei Focolari.
La prossima si svolgerร dal 1ยฐ al 21 marzo 2026.
Unโoccasione per rispondere alla vocazione dei Focolari: vivere per lโunitร . Si tratta di uno degli eventi piรน importanti: durante lโAssemblea verranno scelti i nuovi dirigenti dei Focolari ed i lavori offriranno lโopportunitร per dialogare su idee, proposte e mozioni che saranno le linee guida del Movimento per il prossimo quinquennio.
Il cammino di preparazione sta iniziando: siamo tutti chiamati a dare il nostro contributo.
Margaret Karram, Presidente dei Focolari, attraverso questo video messaggio ci spiega come possiamo prepararci in maniera sinodale.
Per capire meglio che cosa รจ lโAssemblea, come si svolgerร e come prepararsi a questo importante appuntamento, ecco un video con infografica.
Lโamore dร senso a tutto
Ogni cinque anni si svolge lโAssemblea generale dellโOpera di Maria, il Movimento dei Focolari.
La prossima si svolgerร dal 1ยฐ al 21 marzo 2026.
Unโoccasione per rispondere alla vocazione dei Focolari: vivere per lโunitร . Si tratta di uno degli eventi piรน importanti: durante lโAssemblea verranno scelti i nuovi dirigenti dei Focolari ed i lavori offriranno lโopportunitร per dialogare su idee, proposte e mozioni che saranno le linee guida del Movimento per il prossimo quinquennio.
Il cammino di preparazione sta iniziando: siamo tutti chiamati a dare il nostro contributo.
Vieni fratello esule, abbracciamoci. Dovunque tu sia, comunque ti chiami, qualsiasi cosa tu faccia, mi sei fratello. Che importa a me se la natura e le convenzioni sociali sโimpegnano a staccarti da me, con nomi, specificazioni, restrizioni, leggi?
Il cuore non si frena, la volontร non soffre limiti, eย con uno sforzo dโamore possiamo valicare tutte queste spartizioni e riunirci in famiglia.
Non mi riconosci? La natura ti depose altrove, altrimenti fatto, dentro altri confini, sei forse tedesco, rumeno, cinese, indianoโฆ Sei forse giallo, olivastro, nero, bronzeo, cupreoโฆ ma che importa.
Sei dโuna patria diversa ma che vale? Quando questo piccolo globo tuttora incandescente si consolidรฒ, nessuno poteva immaginare che per quelle escrescenze fortuite degli esseri si sarebbero ammazzati a lungo.
E anche oggi, di fronte ai nostri ordinamenti politici, ti pare che la natura ci chieda il permesso mai nellโesprimersi attraverso i vulcani, i terremoti, le alluvioni? E ti pare che si preoccupi delle nostre disparitร , apparenze e gerarchie?
Fratello ignoto, ama la tua terra, il tuo frammento della comune scorza che ci regge, ma non odiare la mia. Sotto tutti gli orpelli, sotto le classificazioni sociali per quanto codificati, tu sei lโanima che Dio creรฒ sorella alla mia, a quella dโogni altro (unico รจ il Padre), e sei come ogni altro un uomo che soffre e forse fai soffrire, che hai bisogno piรน che facoltร , che oscilli, ti stanchi, hai fame, hai sete, hai sonno, come me, come tutti.
“Fratello ignoto, ama la tua terra, il tuo frammento della comune scorza che ci regge, ma non odiare la mia. (…)
In te riconosco il Signore. Lรฌberati, e sin dโora fratelli che siamo, abbracciamoci.“

Sei un povero pellegrino inseguente un miraggio. Ti credi centro dellโuniverso, e non sei che atomo di questa umanitร che si muove affannosamente tra dolori piรน che tra gioie, da millenni verso millenni.
Sei un nonnulla fratello, dunque uniamo le nostre forze anzichรฉ cercare lo scontro. Non inorgoglire, non separarti, non accentuare i marchi di differenziazione escogitati dallโuomo.
Non frignavi nascendo come me? Non gemerai morendo come me? Lโanima tornerร , qualunque sia lโinvolucro terreno, nuda, eguale. Tu vieni. Da oltre tutti i mari, climi, tutte le leggi, da oltre qualsiasi scompartimento sociale, politico, intellettuale, da oltre tutti i limiti (lโuomo non sa che circoscrivere, suddividere, isolare) tu vieni, fratello.
In te riconosco il Signore. Lรฌberati, e sin dโora fratelli che siamo, abbracciamoci.
Igino Giordani
in: Rivolta cattolica, Cittร Nuova, 1997 (ed. Piero Gobetti, Torino, 1925)
A cura di Elena Merli
Foto: ยฉ CM – CSC Audiovisivi
Scoprire nella giornata lโamore del Padre
Capaci di vicinanza
Martine รจ sul treno della metropolitana di una grande cittร europea; tutti i passeggeri sono concentrati sul proprio cellulare. Connessi virtualmente, ma realmente intrappolati nellโisolamento. Si domanda: ยซMa non siamo piรน capaci di guardarci negli occhi?ยป.
ร esperienza comune, soprattutto nelle societร ricche di beni materiali, ma sempre piรน povere di rapporti umani. Invece il Vangelo torna sempre con la sua proposta originale, creativa, capace di โfare nuove tutte le coseโ[1].
Nel lungo dialogo con il dottore della Legge che gli chiede cosa fare per ereditare la vita eterna[2], Gesรน risponde con la famosa parabola del buon Samaritano: un sacerdote e un levita, figure di rilievo nella societร del tempo, vedono un uomo aggredito dai briganti, sul margine della strada, ma passano oltre.
ยซInvece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassioneยป.
Al dottore della Legge, che conosce bene il comandamento divino dellโamore al prossimo[3], Gesรน propone come modello uno straniero, considerato scismatico e nemico: egli vede il viandante ferito, ma si lascia prendere dalla compassione, un sentimento che nasce da dentro, dal profondo del cuore umano. Perciรฒ interrompe il suo viaggio, gli si avvicina e se ne prende cura.
Gesรน sa che ogni persona umana รจ ferita dal peccato e proprio questa รจ la sua missione: guarire i cuori con la misericordia e il perdono gratuito di Dio, perchรฉ siano a loro volta capaci di vicinanza e condivisione.
ยซ[โฆ] Per imparare a essere misericordiosi come il Padre, perfetti come lui, occorre guardare Gesรน, rivelazione piena dellโamore del Padre. [โฆ] lโamore รจ il valore assoluto che dร senso a tutto il resto [โฆ] che trova la sua espressione piรน alta nella misericordia. Misericordia che aiuta a vedere sempre nuove le persone con le quali viviamo ogni giorno in famiglia, a scuola, al lavoro, senza ricordarci piรน dei loro difetti, degli sbagli; che ci fa non giudicare, ma perdonare i torti subiti. Anzi dimenticarliยป[4].
ยซInvece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassioneยป.
La risposta finale e decisiva si esprime con un invito chiaro: ยซVaโ e anche tu faโ lo stessoยป[5]. ร quello che Gesรน ripete a chiunque accoglie la sua Parola: farsi prossimi, prendendo lโiniziativa di โtoccareโ le ferite delle persone incontrate ogni giorno sulle strade della vita.
Per vivere la prossimitร evangelica, prima di tutto chiediamo a Gesรน di guarirci dalla cecitร dei pregiudizi e dellโindifferenza, che ci impedisce di vedere oltre noi stessi.
Poi impariamo dal Samaritano la capacitร di compassione, che lo spinge a mettere in gioco la sua stessa vita. Imitiamo la sua prontezza a fare il primo passo verso lโaltro e la disponibilitร ad ascoltarlo, a fare nostro il suo dolore, liberi dai giudizi e dallโansia di โperdere tempoโ.
ร lโesperienza di una giovane coreana: ยซHo cercato di aiutare unโadolescente che non era della mia cultura e che non conoscevo bene. Eppure, anche se non sapevo cosa e come fare, ho preso il coraggio di provarci. E con sorpresa ho notato, che โ offrendo quellโaiuto โ io stessa mi sono ritrovata โguaritaโ nelle mie ferite interioriยป.
Questa Parola ci offre la chiave dโoro per realizzare lโumanesimo cristiano: ci rende consapevoli della comune umanitร , in cui si riflette lโimmagine di Dio, e ci insegna a superare con coraggio la categoria della โvicinanzaโ fisica e culturale. In questa prospettiva, รจ possibile allargare i confini del โnoiโ fino allโorizzonte del โtuttiโ e ritrovare i fondamenti stessi della vita sociale.
A cura di Letizia Magri e del team della Parola di Vita
Foto ยฉ John-Lockwood – Unsplash
[1] Cf. Ap 21,5.
[2] Cf. Lc 10, 25-37.
[3] Dt 6,5; Lv 19,18.
[4] C. Lubich, Parola di Vita giugno 2002, in eadem, Parole di Vita, a cura di Fabio Ciardi, (Opere di Chiara Lubich 5), Cittร Nuova, Roma, 2017, p.659.
[5] Lc 10,37.
Quotidianamente osserviamo intorno a noi tante sofferenze che possono farci sentire impotenti, se non si aprono squarci di umanitร . A volte, perรฒ, la risposta viaggia su WhatsApp, come รจ accaduto a una piccola comunitร cittadina dellโItalia che vuole vivere lโunitร : โโฆnellโospedale dove lavoro cโรจ un giovane, straniero, che รจ completamente solo e sta morendo. Forse qualcuno potrebbe passare qualche minuto con lui, per dare un poโ di dignitร a questa situazione?โ ร una scossa: le risposte si susseguono rapide. Il messaggio di chi รจ stato presente nelle ultime ore dice: โAl suo capezzale abbiamo visto subito che lโassistenza รจ puntuale, attenta e amorevole e che quindi non avevamo nulla da fare di concreto se non stare lรฌ. Nรฉ lui, ormai in coma, poteva giovare della nostra presenzaโ.
Inutile? In quelle poche ore una piccola comunitร , dentro e fuori dallโOspedale, ha accompagnato e dato senso. Chissร se una mamma lo potrร piangere nel suo Paese. Sicuramente il suo โpassaggioโ non รจ stato vano per chi ha potuto voler bene a quel giovane, non piรน sconosciuto. La compassione รจ un sentimento che nasce da dentro, dal profondo del cuore umano. Rende capaci di interrompe il proprio viaggio pieno di impegni e appuntamenti frenetici della giornata e prendere lโiniziativa per avvicinarsi e offrire uno sguardo di cura, senza paura di โtoccareโ le ferite.
Lo spiega con incisiva semplicitร Chiara Lubich: โImmaginiamo di essere nella sua situazione e trattiamolo come vorremmo esser trattati noi al posto suo. Lui ha fame? Ho fame io โ pensiamo. E diamogli da mangiare. Subisce ingiustizia? Sono io che la subisco! E diciamogli parole di conforto e condividiamo le sue pene e non diamoci pace finchรฉ non sarร illuminato e sollevato. Vedremo lentamente cambiare il mondo attorno a noiโ1.
Ce lo conferma anche la saggezza africana con un proverbio ivoriano: โChi accoglie uno straniero ospita un messaggero”.
Questa Idea ci offre una chiave per realizzare lโumanesimo piรน autentico: ci rende consapevoli della comune umanitร , in cui si riflette la dignitร connaturata ad ogni uomo e ogni donna, e ci insegna a superare con coraggio la categoria della โvicinanzaโ fisica e culturale. In questa prospettiva, รจ possibile allargare i confini del โnoiโ fino allโorizzonte del โtuttiโ e ritrovare i fondamenti stessi della vita sociale. Ed รจ importante curare noi stessi, con lโaiuto degli amici con cui camminiamo insieme, quando ci sembra di soccombere alle sofferenze che ci circondano. Ricordando che -come dice lo psichiatra psicoterapeuta Roberto Almada- โse i buoni abbandonano la battaglia a causa della stanchezza, la nostra comune umanitร correrร il maggiore dei rischi: lโimpoverimento valorialeโ2.
1. Chiara Lubich, L’arte di amare, Cittร Nuova, p. 60
2. R. Almada, Il burnout del buon samaritano, Effatร editrice, 2016
Foto: ยฉ Alexandra_Koch en Pixabay
LโIDEA DEL MESE รจ attualmente prodotta dal โCentro del Dialogo con persone di convinzioni non religioseโ del Movimento dei Focolari. Si tratta di unโiniziativa nata nel 2014 in Uruguay per condividere con gli amici non credenti i valori della Parola di Vita, cioรจ la frase della Scrittura che i membri del Movimento si impegnano a mettere in atto nella vita quotidiana. Attualmente LโIDEA DEL MESE viene tradotta in 12 lingue e distribuita in piรน di 25 paesi, con adattamenti del testo alle diverse sensibilitร culturali. dialogue4unity.focolare.org
Lasciarsi โferireโ dalla compassione
Lavorare per un mondo unito
Lavorare per il mondo unito
Il 29 giugno 1967 papa Paolo VI aveva invitato il Patriarca Athenagoras a inviare a Roma qualche rappresentante. Da allora i responsabili delle due Chiese si scambiano visite: il 29 giugno, festa dei santi Pietro e Paolo, viene a Roma una delegazione del Patriarcato di Costantinopoli, e qualche volta รจ venuto il Patriarca stesso, mentre il 30 novembre, giorno di Sant’Andrea, va al Patriarcato una delegazione del Vaticano a nome del Papa. San Pietro, vescovo di Roma, e Sant’Andrea, secondo la Tradizione, fondatore della sede episcopale di Costantinopoli, erano fratelli, queste visite sono un richiamo per queste due Chiese che si vedono sorelle a impegnarsi per la riconciliazione e rafforzare i vincoli di solidarietร .
In questa festa che ha quindi anche un valore nel cammino di unitร tra le Chiese, pubblichiamo un video con alcune impressioni raccolte a conclusione del Convegno dal titolo Called to hope โ Key players of dialogue (Chiamati alla speranza, protagonisti del dialogo) promosso dal Centro Uno, la segreteria internazionale per lโunitร dei cristiani del Movimento dei Focolari, al quale hanno partecipato 250 persone di 40 Paesi e 20 Chiese cristiane, con oltre 4000 nel mondo che hanno seguito lโevento via streaming.
Attivare i sottotitoli e scegliere la lingua desiderata (Versione internazionale)
Testimoniare lโamore
Capaci di amare
Partire dal cuore
Io non capivo come si potesse generare alla vita un giovane, farlo consumare negli studi e nei sacrifici, al fine di maturarlo per una operazione, in cui lui avrebbe dovuto ucยญcidere gente a lui estranea, sconosciuta, innocente, ed egli a sua volta avrebbe dovuto farsi uccidere da gente alla quale non aveva fatto alcun male. Vedevo lโassurditร , la stupiditร , e sopra tutto il peccato della guerra: peccato reso piรน acuto dai pretesti con cui la guerra si cercava e dalla futilitร con cui si decideva.
Il Vangelo, meditato giร abbastanza, mโinsegnava, come dovere inseparabile, di far del bene, non di uccidere; di perยญdonare, non di vendicarmi. E lโuso della ragione mi dava quasi la misura dellโassurditร dโuna operazione, la quale asยญsegnava i frutti della vittoria non a chi aveva ragione, ma a chi aveva cannoni; non alla giustizia, ma alla violenza [โฆ].
Nel ยซmaggio radiosoยป 1915, fui chiamato alle armi. [โฆ]
Quante trombe, quanti discorsi, quante bandiere! Tutta roba che infittiva dentro il mio spirito la repugnanza per quegli scontri, con governi che, incaricati del bene pubblico, attuavano il loro compito ammazzando figli del popolo, a centinaia di migliaia, e distruggendo e lasciando distruggere i beni della nazione: il bene pubblico. Ma quanto tutto ciรฒ mi apparve cretino! E soffrivo per milioni di creature, alle quali si soleva per forza far credere nella santitร di quegli omicidi, santitร attestata anche da ecclesiastici che benediceยญvano cannoni destinati a offendere Dio nel capolavoro della creazione, a uccidere Dio in effige, a realizzare il fratricidio in persona di fratelli, per di piรน battezzati.
โVedevo lโassurditร , la stupiditร ,
e soprattutto il peccato della guerraโฆโ.

Quale recluta fui mandato a Modena, dove cโera una specie di universitร per la formazione di guerrieri e duci. Veยญnendo da Virgilio e Dante, lo studio di certi manuali, dove sโinsegnava a ingannare il nemico per giungere ad ammazยญzarlo, mi fece tale effetto che, con una imprudenza non suยญperabile, scrissi su uno di essi: โ Qui sโimpara la scienza dellโimbecillitร โ. Ben altro concetto avevo io dellโamor di paยญtria. Lo concepivo infatti come amore; e amore vuol dire serยญvizio, ricerca del bene, aumento del benessere, per la produยญzione di una convivenza piรน felice: per la crescita, e non per lo stroncamento, della vita.
Ma ero giovane, e non capivo i ragionamenti degli anziaยญni, i quali non facevano questione di capire: si stordivano con cortei e strillavano slogan per narcotizzarsi.
[โฆ]
Dopo qualche settimana, diplomato a Modena, tornai a casa, per ripartire per il fronte. Abbracciai mia madre e mio padre, i fratelli e le sorelle (lโabbraccio si praticava pochissiยญmo in casa mia) e presi il treno. Dal treno scorsi per la priยญma volta il mare, piรน largo assai dellโAniene; e fu come se avessi assolto uno dei doveri della mia esistenza: e, in tre giorni, raggiunsi la trincea dellโIsonzo nel centoundicesimo Reggimento fanteria.
La trincea! In essa, dalla scuola entrai nella vita, tra le braccia della morte con le salve dei cannoni. [โฆ]
Se cinque o sei colpi sparai, in aria, lo feci per necessitร : mai volli indirizzare la canna del fucile verso le trincee avversarie, per tema di uccidere un fiยญglio di Dio. [โฆ]
Se tutte quelle giornate spese, in fondo alle trincee, a guardare canneti e ciuffi di rovi e nubi annoiate e azzurri splendenti, le avessimo spese a lavorare, si sarebbe prodotta una ricchezza capace di soddisfare tutte le rivendicazioni per cui si faceva la guerra. Certo: ma questo era un ragionamenยญto; e la guerra รจ un antiragionamento.
Igino Giordaniย
Memorie di un cristiano ingenuo, Cittร Nuova 1994, pp.47-53
A cura di Elena Merli
Foto: ยฉ ZU via Fotos Pรบblicas
Ascoltare la voce della coscienza
In occasione del Giubileo dei Giovani, dal 29 luglio al 1ยฐ agosto 2025 i Giovani del Movimento dei Focolari offrono una proposta per i loro coetanei pellegrini che raggiungeranno Roma: quattro giorni di spiritualitร , condivisione, testimonianze, preghiere, catechesi, gioia e cammino insieme!
Un’opportunitร unica per mettersi in cammino attraverso luoghi carichi di storia e di spiritualitร , con tante persone che si incontreranno lungo il cammino, per crescere nella fede e nella speranza.
Per ogni giorno viene proposta una parola chiave, una tappa con un momento di riflessione e preghiera, un approfondimento spirituale legato al carisma dellโunitร con testimonianze e canti, per vivere il Giubileo dei Giovani come un viaggio basato su 4 idee chiave: pellegrinaggio (un cammino), porta santa (un’apertura), speranza (guardare avanti), riconciliazione (fare pace). Per chi lo desidera ci saranno alcune catechesi presso il Focolare meeting point tenute da Tommaso Bertolasi (filosofo), Anna Maria Rossi (linguista) e Luigino Bruni (economista).
Il Pellegrinaggio alle sette chiese.
Lโofferta propone un percorso che segue un itinerario storico che ha accompagnato i pellegrini fin dal XVI secolo: il Pellegrinaggio delle Sette Chiese, ideato da San Filippo Neri. Un cammino di fede e comunione fraterna, fatto di preghiera, canti e riflessioni sulla vita cristiana.
Le tappe di questo pellegrinaggio toccano sette luoghi simbolo di Roma: Basilica di San Sebastiano, Basilica di San Paolo fuori le Mura, Basilica di Santa Maria Maggiore, Basilica di San Pietro, Basilica di San Lorenzo, Basilica di Santa Croce in Gerusalemme, Basilica di San Giovanni in Laterano. 20 Km di percorso totale, unโesperienza vissuta da secoli da migliaia di giovani e adulti. Ed รจ prevista la partecipazione ai grandi eventi del Giubileo dei Giovani: il momento di riconciliazione al Circo Massimo, gli incontri con Papa Leone XIV durante la veglia e la Messa finale nella spianata di Torvergata che รจ stata la location della veglia e la Messa dei Giovani al Giubileo del 2000. Per chi potrร rimanere qualche giorno in piรน, il 4 agosto รจ possibile far visita al Centro Internazionale dei Focolari a Rocca di Papa (Roma).
Molti quindi gli appuntamenti per vivere il Giubileo, scoprire Roma e vivere insieme un momento di fede e spiritualitร . Durante il percorso, i giovani avranno a disposizione un Passaporto del Pellegrino: in ogni chiesa visitata, potranno descrivere, usando una sola parola, ciรฒ che hanno vissuto o che cosa li ha colpiti. Alla fine si avrร cosรฌ un ricordo unico di questa esperienza.
Siete pronti a partire? Buon cammino!
Per maggiori info: sgmu@focolare.org – +39 338 159 3455.
Lorenzo Russo
Lโamore รจ fatto di pazienza
Attivare i sottotitoli e scegliere la lingua desiderata
Aderire al progetto di Dio
Nel luglio 2008 si รจ tenuta la prima Assemblea Generale del Movimento dei Focolari senza la fondatrice. In effetti, Chiara Lubich ci aveva lasciato pochi mesi prima, il 14 marzo. Un’incognita aleggiava nell’atmosfera giร densa di emozioni e interrogativi: chi avrebbe dovuto succedere a Chiara alla guida del Movimento? Sembrava ovvio pensare alle prime compagne di Chiara, ormai anziane, ma ancora in grado di guidare una prima fase post-fondativa, almeno alcune di loro.
Durante la prima sessione dell’Assemblea, Carlos Clariรก, avvocato argentino, consigliere generale, e Marรญa Voce, per molti anni segretaria della delegata centrale Gisella Cagliari, hanno tenuto un discorso di carattere giuridico su un tema rilevante per l’Assemblea. Ricordo che ero seduto accanto al noto teologo Piero Coda. Quando hanno concluso il loro intervento, gli ho detto con una certa sfrontatezza: ยซEcco la nostra nuova presidenteยป. La veritร รจ che il modo in cui aveva spiegato le cose mi aveva impressionato molto.
Maria Voce (Emmaus) รจ stata eletta al terzo scrutinio, non senza una certa โsuspenseโ. Iniziava una nuova tappa per l’Opera di Maria. Anche io sono stato eletto come consigliere.
Un pomeriggio, dopo le elezioni, mentre uscivamo dal Centro Mariapoli di Castelgandolfo, Emmaus mi si avvicinรฒ e mi disse piรน o meno queste parole: ยซHo pensato di affidarti la cura degli studi e la cultura nel nuovo consiglio. Sei un uomo di pensiero e mi sono sempre piaciuti i report annuali che facevi quando eri responsabile regionale in America Latinaยป. Durante i sei anni seguenti, il rapporto con lei รจ stato caratterizzato dalla normalitร .
Nell’Assemblea del 2014 Emmaus รจ stata rieletta, mentre i partecipanti hanno riposto la loro fiducia in me come Copresidente. Da quel momento il rapporto si รจ intensificato enormemente, senza perdere la sua normalitร . Ricordo che all’inizio provavo una certa apprensione all’idea di dover lavorare fianco a fianco con una presidente che apparteneva alla generazione immediatamente successiva a quella della prima ora, ma questa sensazione รจ durata poco. Ho sempre percepito da parte sua grande rispetto e considerazione, il che mi ha lasciato molta libertร . Io arrivavo con una manciata di idee nuove e lei mi sosteneva con la sua saggezza ed esperienza. Nei nostri interventi congiunti preparavamo l’essenziale e ci completavamo con semplicitร . Una volta le ho detto: ยซContrariamente a quanto si potrebbe pensare, mi sento sicuro di esporre alcune idee creative solo quando ti ho al mio fiancoยป. Abbiamo fatto lunghi e importanti viaggi in India e in Cina, dove ho potuto constatare la sua capacitร di penetrare nelle situazioni piรน intricate e di relazionarsi con personalitร molto diverse.
Maria Voce, Emmaus, passerร alla storia del Movimento dei Focolari come la prima presidente della fase post-Chiara Lubich. Se pensiamo che quando ha assunto l’incarico erano ancora vivi molti dei primi compagni e compagne di Chiara, possiamo capire la โresilienza spiritualeโ con cui ha operato in quei primi anni; non perchรฉ fossero persone difficili, semplicemente perchรฉ erano i primi, le braccia della fondatrice, persone che in qualche modo erano partecipi del carisma fondante.
Emmaus passerร alla storia del Movimento dei Focolari per essere stata la presidente del โnuovo assettoโ, il primo passo innovativo-organizzativo del Movimento nellโera post-Chiara, in fedeltร creativa al carisma. Nel suo primo mandato, mentre l’assenza di Chiara si faceva sentire e poteva provocare scoraggiamento, ha girato il mondo per confermare i membri e gli aderenti delle comunitร dei Focolari nel loro impegno per un mondo piรน fraterno e unito โ secondo il carisma della fondatrice. Nel secondo mandato ha iniziato a preparare il Movimento alla fase di inevitabile โcrisiโ che si profilava allโorizzonte e che papa Francesco ha identificato come una grande opportunitร . E, a proposito, la grande stima che il papa argentino le ha tributato, facendoglielo notare in ogni occasione, dimostra unโaltra sua caratteristica: il suo spirito ecclesiale.
Ho sempre ammirato in Emmaus la sua sobrietร , la sua libertร interiore, la sua determinazione e la sua capacitร di discernimento, in cui era aiutata da una solida formazione giuridica che la supportava.
Maria Voce passerร alla storia del Movimento come โEmmausโ, ad evocare la centralitร di Gesรน in mezzo ai suoi, un principio assolutamente non negoziabile per lei.
Grazie, Emmaus, per aver detto un โsรฌโ solenne, nel momento piรน difficile della nostra ancora breve storia. Maria ti avrร accolto tra le sue braccia, ti avrร presentato suo Figlio e insieme ti avranno portato nel seno del Padre che รจ stato la fonte perenne della tua ispirazione.
Jesรบs Morรกn
Copresidente del Movimento dei Focolari
Foto @ CSC Audiovisivi
Evidenziare i punti forti del prossimo
Occuparci degli altri
Maria Voce, la prima presidente del Movimento dei Focolari (Opera di Maria) dopo la fondatrice, Chiara Lubich, ci ha lasciati ieri, a 87 anni nella sua casa di Rocca di Papa (Italia), circondata dallโaffetto e dalle preghiere di tanti.
Lo ha annunciato ieri sera Margaret Karram, attuale Presidente a tutti gli appartenenti ai Focolari nel mondo.
In una nota, ha poi espresso lโimmenso dolore che la sua dipartita ha suscitato e il legame fraterno e filiale che la legava a Maria Voce. โCome prima presidente del Movimento dei Focolari, dopo la nostra fondatrice, ha saputo gestire con intelligenza, lungimiranza e la necessaria determinazione il difficile passaggio della nostra Opera dalla fase fondativa a quella post-fondativa. ร riuscita a coniugare la sua luminosa fedeltร al Carisma dellโUnitร con il coraggio di affrontare le numerose sfide di una associazione mondiale come la nostra, che agisce su tanti livelli della vita umana, sociale e istituzionale.
Il nome โEmmausโ, ricevuto come programma di vita da Chiara Lubich, รจ diventato anche programma del suo governo: camminare insieme, in modo sinodale, fidandoci โ nonostante le domande e le perplessitร che possono sorgere lungo il cammino โ della presenza di Dio in mezzo ai suoi.
Quando poi, nel 2021, le sono succeduta alla presidenza dei Focolari, mi ha accompagnata sempre con una vicinanza discreta, ma presente e con i suoi consigli pieni di Sapienza. Oltre alla sua preparazione spirituale, teologica e giuridica era dotata anche di una profonda ed accogliente umanitร e di un umorismo coinvolgente e sempre rispettoso. La sua levatura umana e sapienziale รจ stata riconosciuta dalle piรน varie personalitร religiose e civili: da Papa Benedetto XVI e Papa Francesco; dai leader delle varie Chiese, fino ai rappresentanti delle altre Religioni e culture.
Poche ore prima della sua partenza per lโaltra vita, Jesรบs Morรกn ed io abbiamo potuto visitarla per unโultima volta. Era serena. Mi consola il pensiero che ad attenderla in Cielo cโรจ la Vergine Maria, alla quale era legata da un rapporto molto profondo, direi esistenziale.โ
Jesรบs Morรกn, che ha vissuto accanto a Maria Voce i primi sei anni del suo servizio come Copresidente dei Focolari, riconosce che con la sua elezione รจ iniziata una nuova tappa per i Focolari. Scrive: โEmmaus, passerร alla storia del Movimento non solo come la prima presidente della fase post-Chiara Lubich, ma anche come colei che ha mosso il primo passo innovativo-organizzativo del Movimento nellโera della post fondazione, in perfetta fedeltร creativa al carisma. Nel suo primo mandato, mentre l’assenza di Chiara si faceva sentire e poteva provocare scoraggiamento, ha girato il mondo per confermare i membri e gli aderenti delle comunitร dei Focolari nel loro impegno per un mondo piรน fraterno e unito โ secondo il carisma della fondatrice. Nel secondo mandato, ha iniziato a preparare il Movimento alla fase di inevitabile โcrisiโ che si profilava allโorizzonte e che papa Francesco ha identificato come una grande opportunitร . E, a proposito, la grande stima che il papa argentino le ha tributato, facendoglielo notare in ogni occasione, dimostra unโaltra sua caratteristica: il suo spirito ecclesiale.
Ho sempre ammirato in Emmaus la sua sobrietร , la sua libertร interiore, la sua determinazione e la sua capacitร di discernimento, in cui era aiutata da una solida formazione giuridica che la supportava.
Grazie, Emmaus, per aver detto un โsรฌโ solenne, nel momento piรน difficile della nostra ancora breve storia. Maria ti avrร accolto tra le sue braccia, ti avrร presentato suo Figlio e insieme ti avranno portato nel seno del Padre che รจ stato la fonte perenne della tua ispirazioneโ.
I funerali si terranno lunedรฌ prossimo, 23 giugno 2025, alle ore 15.00 presso il Centro internazionale dei Focolari a Rocca di Papa (Roma), via di Frascati, 306 โ Rocca di Papa (Roma).(*)
Stefania Tanesini
Nota biografica
Maria Voce nasce ad Ajello Calabro (Cosenza โ Italia), il 16 luglio 1937, prima di sette figli. Il padre era medico; la madre, casalinga. Nellโultimo anno di studi di giurisprudenza a Roma (1959) incontra allโuniversitร un gruppo di giovani focolarini e inizia a seguirne la spiritualitร . Terminati gli studi esercita la professione a Cosenza diventando il primo avvocato donna nel foro della cittร . Successivamente compie studi di teologia e di diritto canonico.
Nel 1963 la chiamata di Dio a seguire la strada di Chiara Lubich a cui risponde con immediatezza. Nel Movimento Maria Voce รจ conosciuta come โEmmausโ, un nome che rimanda al noto episodio dei due discepoli in cammino con Gesรน dopo la resurrezione. Lei stessa racconta come Chiara glielo ha proposto: โChiara, confermรฒ un’intuizione che avevo sentito dentro forte: che la mia vita doveva essere spesa perchรฉ chi avesse avuto occasione di incontrarmi facesse l’esperienza di Gesรน in mezzoโ. Da quel momento il suo impegno รจ stato quello di costruire ponti di unitร , fino a meritare la presenza di Dio tra le persone.
Dal โ64 al โ72 รจ nelle comunitร dei Focolari in Sicilia (Italia) a Siracusa e Catania e dal โ72 al โ78 fa parte della segreteria personale di Chiara Lubich.
Nel ’77 Chiara Lubich ha fatto un importante viaggio a Istanbul (Turchia) dove da anni coltivava un rapporto profondo con il Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli. In quegli anni, Maria Voce รจ in focolare proprio in quella cittร e racconta: โEโ stata un’esperienza forte, sia per i contatti preziosi con le varie Chiese, con l’Islam, e sia anche proprio perchรฉ sentivamo che solo Gesรน tra noi ci rendeva forti di fronte ai tanti problemi di quella terraโ.
Ad Istanbul intreccia rapporti a livello ecumenico con lโallora Patriarca di Costantinopoli Demetrio I e numerosi Metropoliti, tra cui lโattuale Patriarca Bartolomeo I, oltre ad esponenti di varie Chiese.
Nel 1988 Chiara chiede ad Emmaus di tornare in Italia per lavorare al Centro Internazionale a Rocca di Papa e per la scuola Abbร , il Centro Studi interdisciplinare dei Focolari della quale diventa membro dal 1995 come esperta in Diritto. Dal 2000 รจ anche corresponsabile della Commissione internazionale di โComunione e dirittoโ, rete di professionisti e studiosi impegnati nel campo della Giustizia. Dal 2002 al 2007 collabora direttamente con Chiara per lโaggiornamento degli Statuti Generali del Movimento.
Il 7 luglio 2008, a pochi mesi dalla morte di Chiara Lubich, viene eletta presidente del Movimento dei Focolari, riconfermata per un secondo mandato il 12 settembre 2014. Ha sempre indicato come stile della sua presidenza lโimpegno a ยซprivilegiare i rapportiยป e a tendere con tutte le forze al fine per cui รจ nato il Movimento: perseguire lโunitร a tutti i livelli, in tutti i campi, percorrendo le vie del dialogo. Lei stessa piรน volte ha ribadito quanto sia importante il dialogo. โSe c’รจ un estremismo della Violenza – affermava nel 2015 alle Nazioni Unite, a New York – adesso si risponde con altrettanta radicalitร ma in modo strutturalmente diverso, cioรจ con l’estremismo del dialogoโ.
Numerosi i viaggi in tutti i continenti per incontrare le comunitร del Movimento sparse nel mondo e proseguire nei contatti con personalitร del mondo civile ed ecclesiale, dellโambito culturale e politico, ecumenico ed interreligioso; tappe importanti per rafforzare i legami di amicizia e collaborazione intrapresi dal Movimento dei Focolari e per incoraggiare gli sviluppi sul cammino della fraternitร tra i popoli.
Durante la sua presidenza, sia con Papa Benedetto XVI che con Papa Francesco, Maria Voce ha avuto incontri e udienze dove emergevano da ambo le parti espressioni di stima e affetto fraterno. Il 23 aprile 2010 papa Benedetto XVI la riceve in udienza privata. A proposito della spiritualitร dei Focolari, il Papa parla di ยซcarisma che costruisce ponti, che fa unitร ยป e invita a continuare nella sua attuazione con amore sempre piรน profondo e nella tensione alla santitร . Nellโottobre del 2008 partecipa e interviene al Sinodo dei Vescovi su โLa Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesaโ. Il 24 novembre 2009 Papa Benedetto la nominaConsultore del Pontificio Consiglio per i Laici ed il 7 dicembre 2011 Consultore del Pontificio Consiglio per la promozione della Nuova Evangelizzazione.
Il 13 settembre 2013 Papa Francesco la riceve in udienza insieme allโallora Copresidente Giancarlo Faletti. Di quel momento Emmaus ricorda: โCi ha subito accolto con una grande accoglienza. Lui mi ha fatto sentire a casa. Ho provato una grande gioia: di sentirmi davanti ad un padre, ma prima di tutto un fratello. Io mi sono sentita sua sorella e questo senso รจ rimasto sempreโ.
E in unโaltra occasione, ha detto: โPapa Francesco ci ha sempre incoraggiato ad andare avanti, ad accogliere i segni dei tempi per attualizzare il carisma – lui diceva – ricevuto per il bene di molti, dandone gioiosa testimonianzaโ. Una di queste occasioni รจ stata la visita del Santo Padre presso la cittadella internazionale di Loppiano (Firenze, Italia) nel 2018. Maria Voce รจ lรฌ ad accoglierlo: โSanto Padre, abbiamo una meta alta, vogliamo โpuntare in altoโ. Vorremmo Fare dellโamore reciproco la legge della convivenza, che vuol dire sperimentare la gioia del Vangelo e sentirsi protagonisti di una nuova pagina di storiaโ.













Vivere con pienezza il presente
Carissimi,
vi scrivo con grande dolore e profonda commozione per annunciarvi che oggi, alle 17.22, Dio ha chiamato a Sรฉ la nostra Emmaus, Maria Voce, la prima presidente del Movimento dei Focolari dopo Chiara Lubich.
Il suo Santo Viaggio si รจ compiuto a Rocca di Papa, nella sua casa, circondata dalle cure e dallโamore delle focolarine del suo focolare e dalla preghiera di tutti noi. Oggi, nel primo pomeriggio, Jesรบs ed io abbiamo potuto visitarla per unโultima volta. Era serena.
Mi lega a Lei un grande affetto e lโimmensa stima per la sua donazione a Dio nellโOpera di Maria fino alla fine.
Dalla mia elezione come Presidente, la sua vicinanza cosรฌ discreta ma viva, mi ha accompagnata sempre, sostenendomi con i suoi consigli cosรฌ pieni di Sapienza. Era presente nelle piรน varie occasioni, feste, anniversari, viaggi; mi assicurava le sue preghiere, lโofferta della sua vita e spesso mi faceva trovare un dono, un fiore, una sua poesia.
Il nome โEmmausโ, avuto da Chiara, che richiama lโesperienza del Risorto in cammino con noi, ha segnato tutta la sua vita. Affermava infatti: โCome si fa lโOpera di Dio? Con Gesรน in mezzo!โ
Restano stampati nei nostri cuori la sua luminosa fedeltร al Carisma di Chiara, il coraggio nellโaffrontare le numerose sfide e il suo credere nellโunitร , nella comunione.
Innumerevoli sono i riconoscimenti per la sua levatura umana, spirituale e sapienziale da parte delle piรน varie personalitร religiose e civili: da Papa Benedetto XVI e Papa Francesco; dai leader delle varie Chiese, fino ai rappresentanti delle altre Religioni e culture.
I funerali saranno lunedรฌ prossimo, 23 giugno alle 15.00 (ora italiana) presso il Centro Internazionale di Rocca di Papa.
Restiamo uniti nellโamore che lega Cielo e terra!
Margaret Karram
Rocca di Papa, 20 giugno 2025
Uno sguardo nuovo sulla realtร che mi circonda
La guerra รจ un omicidio in grande, rivestito di una specie di culto sacro, come lo era il sacrificio dei primogeniti al dio Baal : e ciรฒ a motivo del terrore che incute, della retorica onde si veste e degli interessi che implica. Quando lโumanitร sarร progredita spiritualmente, la guerra verrร catalogata accanto ai riti cruenti, alle superstizioni della stregoneria e ai fenomeni di barbarie.
Essa sta allโumanitร , come la malattia alla salute, come il peccato allโanima : รจ distruzione e scempio e investe anima e corpo, i singoli e la collettivitร .
[โฆ]
ยซTutte le cose appetiscono la paceยป, secondo san Tommaso. Difatti tutte appetiscono la vita. Solo i matti e glโincurabili possono desiderar la morte. E morte รจ la guerra. Essa non รจ voluta dal popolo; รจ voluta da minoranze alle quali la violenza fisica serve per assicurarsi vantaggi economici o, anche, per soddisfare passioni deteriori. Soprattutto oggi, con il costo, i morti e le rovine, la guerra si manifesta una ยซinutile strageยป. Strage, e per di piรน inutile. Una vittoria sulla vita, e che sta divenendo un suicidio dellโumanitร .

ยซTutte le cose appetiscono la paceยป, secondo san Tommaso.
Difatti tutte appetiscono la vita.
Solo i matti e glโincurabili possono desiderar la morte.
E morte รจ la guerra.
[โฆ] Dicendo che la guerra รจ una ยซ inutile strage ยป, Benedetto XV diede la definizione piรน precisa. Il Card. Schuster la definรฌ ยซ un macello di uomini ยป. Significa regioni intere distrutte, migliaia e migliaia di povera gente senza piรน nรจ casa nรจ averi, ridotti ad errare per la campagna desolata, fintanto che non venga a falciarli di fame o di freddo la morte.
[โฆ] I vantaggi materiali che si possono trarre da una guerra vittoriosa, non riescono mai a compensare i danni che essa importa ; tanto, che si richiedono parecchie generazioni successive per ricostruire stentatamente tutta quella somma di valori spirituali e morali che erano andati distrutti durante un eccesso di frenesie belliche ยป [1]. [โฆ]
Lโingegno umano, destinato a ben altri scopi, ha escogitato e introdotto oggi strumenti di guerra di tale potenza da destare orrore nellโanimo di qualunque persona onesta, soprattutto perchรฉ non colpiscono soltanto gli eserciti, ma spesso travolgono ancora i privati cittadini, i fanciulli, le donne, i vecchi, i malati, e insieme, gli edifici sacri e i piรน insigni monumenti di arte ! Chi non inorridisce al pensiero che nuovi cimiteri si aggiungeranno a quelli tanto numerosi del recente conflitto e nuove fumanti rovine di borghi e cittร accumuleranno altri tristissimi ruderi ? ยป [2]. [โฆ]
A cura di Elena Merli
Igino Giordani, Lโinutilitร della Guerra, Cittร Nuova, Roma, 2003, (terza edizione), p. 3
Foto: Copertina: ยฉ RS via Fotos Pรบblicas, Igino Giordani ยฉ CSC-Audiovisivi
[1] Card. Schuster, messaggio natalizio 1950.
[2] Pio XII, ยซMirabile illudยป, 1950.
Frutto della giustizia รจ la pace
Solidali con tutti
Amare tutti indistintamente
Far prevalere la mitezza
Dio รจ Amore
Dopo la pubblicazione della prima parte della biografia di Don Foresi dedicata al periodo iniziale della sua vita, รจ uscita anche la seconda parte dal titolo: โLa regola e lโeccessoโ (editrice Cittร Nuova), delle tre previste, che affronta gli anni dal 1954 al 1962. Che cosa secondo lei, nel presente volume, emerge come nota caratterizzante di questo periodo della vita di Foresi?
Una nota che caratterizza profondamente la vita e lโesperienza di Pasquale Foresi negli anni indicati, si puรฒ esprimere in questo modo: si รจ trattato di uno spirito libero, di una persona animata da una tensione creativa tra carisma e cultura, mossa dallโesigenza di tradurre spiritualmente e operativamente lโispirazione di Chiara Lubich (il carisma dellโunitร ) e il bisogno, in certo qual modo, di conferirle spessore teologico, filosofico e istituzionale, in un contesto ecclesiale ancora largamente preconciliare. Il libro lo descrive molto bene come continuamente impegnato, accanto alla Lubich, ad โincarnareโ il carisma in forme comprensibili alla Chiesa del tempo, al mondo culturale e laico in generale. In tal senso si puรฒ arrivare a definirlo, oltre che un co-fondatore, anche un interprete ecclesiale del carisma, colui che cercava di renderlo โspiegabileโ nei codici della Chiesa e che ha provato ad essere il costruttore di ponti tra la dimensione mistica della Lubich e la teologia classica, rendendola accessibile a molti senza annacquarla.
Al tempo stesso Foresi era un intellettuale atipico e un pensatore originale. Pur non lasciando grandi opere sistematiche (non si era dato quello come compito specifico), esercitรฒ un forte impatto sullโOpera di Maria (Movimento dei Focolari), proprio nel lasso di tempo descritto dal volume. Questo secondo libro documenta unโesistenza dinamica, attraversata da un senso di urgenza, come se le parole del Vangelo proprie dello sviluppo del Movimento dei Focolari dovessero essere incarnate โsubitoโ, senza rimandi.

“Don Foresi, uno spirito libero, di una persona animata da una tensione creativa tra carisma e cultura”.
Il nostro intervistato, il prof. Marco Luppi, ricercatore in Storia Contemporanea presso l’Istituto Universitario Sophia di Loppiano (Italia)
Le oltre 600 pagine del testo affrontano non solo le vicende che riguardano la vita di Foresi nel periodo preso in esame, ma tratteggiano anche la vita e la storia di Chiara Lubich e del Movimento dei Focolari di quegli anni, soffermandosi anche su racconti ed episodi ai quali Foresi non era presente, come lโautore stesso afferma. Perchรฉ secondo lei questa scelta editoriale?
Zanzucchi include eventi e vicende anche non direttamente vissuti da Foresi perchรฉ la sua figura รจ inscindibile dalla storia del Movimento dei Focolari. Raccontare il contesto, i protagonisti e le dinamiche collettive permette di cogliere il significato del contributo di Foresi, inserendolo nella trama viva di unโesperienza comunitaria. Come afferma chiaramente nella sua introduzione, Zanzucchi vede in Foresi non solo un protagonista, ma un co-fondatore, cioรจ uno degli elementi strutturali e costitutivi del Movimento dei Focolari. Di conseguenza la biografia di Foresi รจ inseparabile dalla biografia del Movimento. In altri termini, lโautore adotta una prospettiva che potremmo definire di โbiografia immersaโ: non una semplice ricostruzione individuale, ma una narrazione relazionale e contestuale, dove il senso della figura di Foresi emerge nel dialogo vivo con altri attori (Chiara Lubich, Igino Giordani, personalitร di ambito ecclesiale, etc.) e con la storia collettiva del Movimento.


Il lavoro di Michele Zanzucchi รจ la prima biografia su Foresi. Quali sono secondo lei gli aspetti della vita di Foresi che meriterebbero ulteriori approfondimenti ed indagini storiche?
Zanzucchi ama spesso dire che egli non รจ uno storico puro, ma piuttosto un narratore e divulgatore attento e scrupoloso e che quindi in diversi momenti si รจ preso anche qualche licenza, al fine di chiarire qualche passaggio non troppo esplicito. Ma questo รจ certamente un lavoro molto importante ed un primo sforzo di restituirci la personalitร e il vissuto di Foresi con uno sguardo completo. Si tratta di uno sguardo, e molti altri potranno esserci, attraverso quello stesso spirito critico, aperto a molteplici interpretazioni, che deve animare la ricostruzione della storia di tutto il Movimento dei Focolari e delle sue figure di riferimento. Tra i molti approfondimenti che riguardano possibili future ricerche su Foresi, ne indicherei tre. Una prima sul pensiero teologico e filosofico di Foresi. Zanzucchi evidenzia che Foresi non fu un teologo accademico, ma un โvisionario culturaleโ, con una produzione sparsa in articoli, discorsi, appunti. Quindi si avverte la mancanza di unโesposizione organica del suo pensiero su temi-chiave come Chiesa, sacramenti, rapporto fede-ragione, etc. Inoltre, andrebbe studiata lโoriginalitร del suo pensiero ecclesiologico, che anticipa alcune intuizioni conciliari. Una seconda ricerca potrebbe essere quella sul ruolo โpoliticoโ di Foresi e le relazioni con il mondo ecclesiastico romano. Lโautore accenna ripetutamente ai legami di Foresi con la curia vaticana e con alcune personalitร ecclesiastiche. Tuttavia non รจ ancora ben chiaro quanto peso ebbe Foresi nelle mediazioni politiche o ecclesiali del secondo dopoguerra e quindi sarebbe utile esplorarlo, specialmente nei momenti di tensione con la gerarchia. Infine un terzo, stimolante fronte potrebbe essere la stagione editoriale e il โlaboratorio culturaleโ di Cittร Nuova. Zanzucchi sottolinea il ruolo di Foresi come fondatore, direttore e ispiratore della rivista โCittร Nuovaโ. Che tipo di โculturaโ cercava di proporre Foresi? Come si posizionava rispetto ad altre testate cattoliche (Civiltร Cattolica, LโOsservatore Romano, Il Regno)? Prima o poi servirร una monografia anche sullโoperato di Foresi come editore e giornalista, nel contesto della stampa cattolica del Novecento.
a cura di Anna Lisa Innocenti
Foto: ยฉ Archivio CSC audiovisivi
Condividere i beni
Nel mondo esistono anche luoghi in cui la fraternitร viene coltivata con uno scopo. Uno di questi รจ MilONGa, un progetto che si รจ affermato come iniziativa chiave nel campo del volontariato internazionale, con lโobiettivo di promuovere la pace e la solidarietร attraverso azioni concrete.
MilONGa propone unโalternativa concreta: vivere la solidarietร in prima persona, attraverso esperienze che trascendono i confini culturali, sociali e geografici.
Il suo nome, che sta per โMille organizzazioni non governative attiveโ, รจ molto piรน di un progetto. ร una rete che mette in contatto i giovani con organizzazioni in varie parti del mondo, dando loro lโopportunitร di impegnarsi attivamente in iniziative sociali, educative, ambientali e culturali. Fin dalla sua nascita, il programma รจ cresciuto tessendo una comunitร globale che riconosce valori comuni: pace, reciprocitร e cittadinanza attiva.
Ciรฒ che distingue MilONGa non รจ solo la diversitร delle sue destinazioni o la ricchezza delle sue attivitร , ma il tipo di esperienza che offre: una profonda immersione nelle realtร locali, dove ogni volontario non viene per โaiutareโ, ma per imparare, scambiare e costruire insieme. ร un percorso di formazione integrale che trasforma sia chi lo vive sia le comunitร che lo accolgono.
I Paesi in cui queste esperienze possono essere realizzate sono diversi come i giovani che vi partecipano e coprono diverse latitudini: Messico, Argentina, Brasile, Bolivia, Colombia, Ecuador, Paraguay, Uruguay e Perรน in America, Kenya in Africa, Spagna, Italia, Portogallo e Germania in Europa, Libano e Giordania in Medio Oriente.
In ognuno di essi, MilONGa collabora con organizzazioni locali impegnate nello sviluppo sociale e nella costruzione di una cultura di pace, offrendo ai volontari opportunitร di servizio che hanno un impatto reale e duraturo.
Dietro MilONGa cโรจ una solida rete di partenariati internazionali. Il progetto รจ sostenuto dal progetto AFR.E.S.H., cofinanziato dallโUnione Europea, che gli permette di consolidare la sua struttura e ampliare il suo impatto. Fa inoltre parte dellโecosistema di New Humanity, unโorganizzazione internazionale impegnata a promuovere una cultura dellโunitร e del dialogo tra i popoli.
Una storia che lascia un segno
Francesco Sorrenti รจ stato uno dei volontari che si sono recati in Africa con il programma MilONGa. La sua motivazione non era solo il desiderio di โaiutareโ, ma un bisogno piรน profondo di capire e avvicinarsi a una realtร che sentiva lontana. โEra qualcosa che mi portavo dentro da anni: una profonda curiositร , quasi unโurgenza di vedere con i miei occhi, per cercare di avvicinarmi a una realtร che sentivo lontanaโ, racconta Francesco della sua esperienza in Kenya.
La sua esperienza in Kenya รจ stata segnata da momenti che lo hanno trasformato. Uno di questi รจ stata la visita a Mathare, una baraccopoli di Nairobi. โQuando uno di loro mi ha detto: โGuarda, qui รจ dove vivono i miei genitori. Io sono nato qui, i miei figli sono nati qui. Mia moglie lโho conosciuta qui e probabilmente moriremo quiโ, ho provato un fortissimo senso di impotenza. Ho capito che prima di fare qualcosa era necessario fermarsi. Che non ero lรฌ per sistemare le cose, ma per guardare, anzichรฉ girarmi dallโaltra parteโ.
Ha anche sperimentato momenti di luce nel suo lavoro con i bambini di una scuola locale. โLa gioia di questi bambini era contagiosa, fisica. Non cโera bisogno di molte parole: bastava essere lรฌ, giocare, condividere. ร stato allora che ho capito che non si tratta di fare grandi cose, ma semplicemente di essere presentiโ, racconta.
A due anni dalla sua esperienza, Francesco ne sente ancora lโimpatto. โIl mio modo di vedere le cose รจ cambiato: ora do piรน valore a ciรฒ che conta davvero e ho imparato ad apprezzare la semplicitร . Questa esperienza mi ha lasciato anche una forma di forza, una tenacia interiore. Ti rimane una sorta di resilienza, come quella che ho visto negli occhi di chi, allโalba, voleva fare tutto anche se non aveva nullaโ.
Incontri che moltiplicano lโimpegno
Nellโaprile 2025, la MilONGa ha partecipato al congresso internazionale โSolidarity in Action, Builders of Peaceโ (โSolidarietร in azione, costruttori di paceโ), che si รจ svolto nella cittร di Porto, in Portogallo. Lโincontro, organizzato congiuntamente da AMU (Azione per un Mondo Unito), New Humanity NGO e Movimento dei Focolari del Portogallo, ha riunito giovani leader di tutto il mondo legati ai programmi Living Peace International e MilONGa.
Per tre giorni, Porto si รจ trasformata in un laboratorio di dialogo e azione, dove i giovani partecipanti hanno scambiato esperienze, condiviso buone pratiche e costruito strategie comuni per rafforzare il loro ruolo di agenti di pace. MilONGa ha svolto un ruolo chiave, non solo attraverso la partecipazione attiva dei suoi volontari, ma anche creando sinergie con altre reti giovanili impegnate nella trasformazione sociale.
Uno dei momenti piรน significativi del congresso รจ stato lo spazio del laboratorio collaborativo, dove i partecipanti hanno immaginato e progettato progetti concreti con impatto locale e globale.
MilONGa non si definisce solo per quello che fa, ma per lโorizzonte che propone: un mondo piรน giusto, piรน unito, piรน umano. Un mondo dove la solidarietร non รจ uno slogan, ma una pratica quotidiana; dove la pace non รจ unโutopia, ma una responsabilitร condivisa.
Manuel Nacinovich
Asciugare le lacrime di chi รจ nella sofferenza
Diffondere nel mondo la fiducia
Farsi carico delle preoccupazioni degli altri
Accordarsi
Provengo da un contesto familiare di divisione, sono nata dalla relazione extra-coniugale di mio padre. Per questo lui ha tenuto segreta la mia esistenza e, per molto tempo, ho sperimentato, soprattutto da bambina, un temporaneo abbandono da parte sua.
Sentivo che la mia storia aveva qualcosa che rimaneva come oscuro. Quello che non sapevo era che Gesรน avrebbe iniziato un processo di conversione radicale nella vita di mio padre, che lo avrebbe portato a diventare un pastore pentecostale.
La mia storia e il senso di abbandono avrebbero potuto senza dubbio essere un motivo per allontanarmi dalla fede. Tuttavia, non รจ quello che รจ successo. Di fronte all’esperienza dell’abbandono, non potevo che interrogarmi su quell’amore che, anche di fronte al dolore di una bambina, aveva raggiunto la vita di mio padre. A volte mi chiedevo: โChe tipo di amore รจ questo, capace di attraversare il dolore che sto provando?โ. A 16 anni, durante una crociera per il diploma della scuola, ho trovato quell’amore. Una sera, seduta in cima alla nave, la voce del Signore ha parlato chiaramente al mio cuore: โNon sei nata per fare quello che fanno i tuoi amici, Mayara, tu sei miaโ. Grazie a ciรฒ che รจ iniziato lรฌ, sono diventata una giovane pentecostale convinta.
A 19 anni sono entrata alla Pontificia Universitร Cattolica di San Paolo (Brasile) per studiare teologia. In una storia che solo lo Spirito puรฒ scrivere, sono diventata presidente del Centro accademico e della Commissione studentesca di teologia dello Stato di San Paolo. Ero molto amica di alcuni seminaristi, e ho avuto contatti con varie diocesi, ordini religiosi, alcuni i sacerdoti visitavano spesso la mia casa. All’inizio mia madre scherzava: โNon avrei mai immaginato di avere cosรฌ tanti sacerdoti in casa mia, Mayaraโ.
Per mezzo di questa esperienza ho deciso di scrivere la mia tesi finale sull’unitร dei cristiani, ma quando ho iniziato a pensare a quale strada intraprendere, sono successe molte cose che mi hanno portata a riflettere sulla mia storia familiare; ho attraversato un profondo processo di perdono e riconciliazione. E cosรฌ, mentre perdonavo, scrivevo. In ogni momento, la mia memoria mi ricordava quanto potesse far male avere una famiglia divisa, ma รจ stato in questi momenti che il Signore mi ha anche chiesto: โE la mia famiglia, la Chiesaโ? Potevo, ed ho sentito che era necessario, unire il mio abbandono a quello di Gesรน.
“Ho deciso di scrivere la mia tesi finale sull’unitร dei cristiani (…) e sono successe molte cose che mi hanno portata a riflettere sulla mia storia familiare; ho attraversato un profondo processo di perdono e riconciliazione”.
Nella foto: Mayara durante il Congresso Ecumenico
a Castel Gandolfo nel mese di marzo 2025

Partendo dal patrimonio comune della Sacra Scrittura, ho concluso questa sofferta tappa scrivendo sul tema: โLo Spirito e la Sposa dicono: vieni! La figura della Sposa come risposta profetica all’unitร della Chiesaโ. ร stato questo passo a condurmi al dialogo cattolico-pentecostale: alla Commissione per l’unitร Rinnovamento carismatico cattolico- SP e alla Missione Siamo uno. Fondata da laici nel contesto di una comunitร cattolica (Coraรงรฃo Novo-RJ), la Missione Siamo uno si basa su una lettera di intenti firmata da leader cattolici ed evangelici nella quale si definiscono i quattro pilastri del cammino di dialogo: rispetto delle identitร confessionali, ecclesialitร , non proselitismo e cultura dell’incontro. Nel calendario ufficiale della cittร di Rio de Janeiro c’รจ perfino una settimana intitolata โSettimana Siamo unoโ e siamo stati sorpresi di ricevere il riconoscimento di Patrimonio culturale e immateriale. In pratica, la Missione riunisce leader evangelici, cattolici e pentecostali con uno scopo comune: proclamare l’unitร dei cristiani. Il dialogo teologico รจ stato reso possibile dalla creazione di un Gruppo di lavoro (GdL) cattolico-pentecostale nazionale. Il suo obiettivo รจ riflettere teologicamente e pastoralmente sull’esperienza carismatico-pentecostale, a partire dalla realtร latino-americana. Recentemente abbiamo pubblicato il primo rapporto, frutto dei nostri incontri, sui doni dello Spirito Santo. Nel 2022 รจ iniziato il lavoro della Missione Giovani Siamo uno, un gruppo in cui mi trovo totalmente coinvolta con tutto il mio cuore e il mio servizio. Per questi motivi, vedo la Missione Siamo uno come un segno di speranza. In primo luogo, per tutta la comunione che ho sperimentato e, in secondo luogo, perchรฉ la mia storia personale si intreccia senza dubbio con essa.
Incaricati di essere โpellegrini della speranzaโ, vorrei concludere questa condivisione con una frase che mio padre dice quando racconta la storia della nostra famiglia. Ripete innumerevoli volte che รจ nata tra dolori e ferite, ma inondata dall’amore infinito di Dio: โla tribolazione รจ diventata vocazioneโ. Quando mio padre intravede questa realtร , cita sempre la lettera di S. Paolo ai Romani: โDove abbondรฒ il peccato, sovrabbondรฒ la grazia di Dioโ (Rm 5,20). Parafrasando questo testo biblico, in questa โSettimana di preghiera per l’unitร dei cristiani 2025โ, nell’anno del Giubileo e della celebrazione di tanti anniversari importanti come il Concilio di Nicea, mi dร coraggio e mi fa pensare che: in mezzo a tante ferite abbondanti lungo la storia della Chiesa, Dio fa certamente sovrabbondare la sua speranza.
Mayara Pazetto
Foto: ยฉ CSC Audivisivi
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