30 Mar 2023 | Chiesa, Spiritualità
In unione con la Chiesa universale, la Chiesa in Africa ha celebrato l’Assemblea sinodale continentale che si è riunita ad Addis Abeba, in Etiopia, dall’ 1 al 6 marzo 2023. Alcune impressioni da parte di chi ha partecipato a questo momento così importante per la famiglia del Popolo di Dio. “Comprendere il processo sinodale significa aprire i nostri cuori allo Spirito Santo che ci parla e ascoltarci a vicenda per svolgere al meglio la missione della Chiesa”. Con queste parole, l’arcivescovo di Xai Xai (Mozambico), Mons. Lucio Muandula, vicepresidente del SECAM (Simposio delle Conferenze Episcopali dell’Africa e del Madagascar), ha aperto i lavori dell’Assemblea continentale che ha preso il via ad Addis Abeba (Etiopia) all’inizio di marzo 2023. Oltre duecento delegati, tra cardinali, arcivescovi, vescovi, consacrati, laici, seminaristi, novizi, insieme a rappresentanti di altre fedi, si sono ritrovati insieme per riflettere sul documento della fase continentale del Sinodo sulla sinodalità sperimentando la gioia dell’ascolto e la bellezza di sentirsi parte della grande “famiglia di Dio”. “Abbiamo discusso su vari temi e identificato le chiamate del nostro cammino sinodale per preparare un documento finale che rappresenti l’autentica voce dell’Africa – racconta Mons. Markos Gebremedhin, Vicario Apostolico Jimma-Bonga (Etiopia) e amico del Movimento dei Focolari – è stata un’esperienza di sinodalità vera, un momento di dialogo profondo, di ascolto reciproco e di discernimento, tra le chiese locali e con la Chiesa universale”. Un continente, quello africano, benedetto da ricchi principi e valori, frutto delle tante culture e tradizioni, e radicati nel senso dello spirito comunitario, della famiglia, della solidarietà, dell’inclusione, della convivialità. “Questi principi e valori – continua Mons. Gebremedhin – sono un seme buono e sano per la nascita e la crescita di una Chiesa veramente sinodale in Africa, dove tutte le vocazioni devono essere valorizzate. L’assemblea con grande carità ha sentito il dolore e le sofferenze delle nostre sorelle e dei nostri fratelli in Africa e questa famiglia cammina con coloro che sono più colpiti, in particolare dalla guerra, dalle lotte etniche, dall’intolleranza religiosa, dal terrorismo e da tutte le forme di conflitto, tensione e angoscia”. Tra le tematiche affrontate anche la riflessione sul ruolo fondamentale dei giovani, fonte di energia, passione e creatività per la Chiesa, a quella sulle donne africane, spina dorsale delle comunità, per riconoscere i loro talenti, il loro carisma e il grande contributo che possono portare. Prendere la parola, fare spazio all’altro e costruire insieme, invece, sono state le tre fasi del metodo di lavoro della “conversazione spirituale” indicato ai partecipanti da don Giacomo Costa, consultore della Segreteria generale del Sinodo. “Ho partecipato all’Assemblea come cattolico adulto nominato dalla Conferenza episcopale del Benin – ci racconta Guy Constant, volontario di Dio della comunità dei Focolari. Ci siamo riuniti in piccoli gruppi per confrontarci sull’esperienza personale del cammino della sinodalità durante il primo anno del sinodo. Le relazioni di ciascun gruppo sono poi state presentate in plenaria ed è seguita la presentazione e la riflessione sul documento di sintesi preparato per la fase continentale”. “Invocare lo Spirito Santo per lasciargli guidare il processo e l’intervento di ogni persona – continua Guy Constant – è stato il frutto più bello raccolto. Questo ha permesso di accettare rapidamente e facilmente le proposte degli altri, invece di voler necessariamente imporre le proprie. Il secondo frutto è stato sperimentare un clima di lavoro di vera unità tra noi, con i sacerdoti, vescovi e cardinali senza fare distinzioni. C’è stata molta umiltà nell’accogliere gli interventi di tutti”. Questo percorso di sinodalità sembra aver risvegliato la sete di una Chiesa che vuole tener conto dei pensieri e dei sentimenti di ogni membro, che non cammina da sola, ma che impara dagli altri. Una Chiesa vitale che punta al “noi”. “Ho partecipato all’Assemblea Continentale per il sinodo in Africa come accompagnatrice dei giovani – ci racconta Fidely Tshibidi Musuya, focolarina in Congo, ed è stata davvero un’esperienza unica sentire che anche io ho una voce che può essere ascoltata. Per la prima volta mi sono sentita veramente figlia della Chiesa. Sono nata in una famiglia cristiana cattolica e tante cose erano ovvie per me. Invece questa esperienza mi ha fatto prendere una coscienza nuova sulla mia appartenenza alla Chiesa, che non è solo quella dei vescovi, sacerdoti, religiosi e religiose, ma è davvero la Chiesa di tutti.”
Maria Grazia Berretta
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29 Mar 2023 | Famiglie, Focolari nel Mondo, Sociale, Vite vissute
Domus nasce dal desiderio di alcune famiglie argentine di vedere realizzato, come molti, il diritto a possedere una casa propria; sogno reso possibile grazie al progetto di autocostruzione partecipata di alloggi, avviato nel comune di Lincoln (Argentina) nel 2019. Persone di tutte le età, con l’aiuto di professionisti, hanno unito le forze e si sono formate nell’arte della costruzione, generando reciprocità, cittadinanza e comunità fraterna. https://www.youtube.com/watch?v=Fk4RJGw0L6c Copyright 2023 © CSC Audiovisivi – All rights reserved. (altro…)
24 Mar 2023 | Dialogo Interreligioso, Ecumenismo, Nuove Generazioni
“Together – Raduno del Popolo di Dio” è la veglia di preghiera ecumenica che si terrà il 30 settembre 2023 a Roma in vista dell’Assemblea sinodale di ottobre. Damian, cattolico polacco, e Masha, ortodossa russa, sono due giovani del Movimento dei Focolari ed hanno recentemente partecipato all’ incontro di preparazione per l’evento al quale è seguita un’udienza privata con il Papa. Pregare insieme riuniti sotto la stessa tenda per scoprirsi fratelli e sorelle in Cristo. È questo il cuore della veglia di preghiera ecumenica che si svolgerà il 30 settembre 2023 in Piazza San Pietro, evento annunciato durante l’Angelus del 15 gennaio 2023 da Papa Francesco per affidare a Dio i lavori della XVI Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, sul tema della Sinodalità, che si svolgerà in ottobre 2023. Un vero e proprio raduno del Popolo di Dio e l’invito, come spiega anche il nome pensato per questo momento (Together), a camminare insieme; ad “allargare lo spazio della tua tenda”, come indica il versetto di Isaia (cfr. Is 54, 2) scelto per l’occasione. Animata dalla Comunità di Taizé, la veglia, che si svolgerà alla presenza di Papa Francesco e dei rappresentanti di varie Chiese cristiane, nonché molte realtà e organizzazioni, è aperta a tutti, in particolare ai giovani che sono invitati dal venerdì sera fino alla domenica pomeriggio, e saranno accolti per un fine settimana di vera condivisione.
Nel team che si occupa dell’organizzazione di Together ci sono anche Damian Skłodowski, polacco, e Masha Iasinskaia, dalla Russia, due giovani del Movimento dei Focolari che dal 12 al 15 marzo 2023 hanno avuto modo di incontrarsi con tante altre persone per cominciare a portare avanti i lavori. Masha, che momento è stato per te? Questo incontro di preparazione è stato davvero forte per me, soprattutto perché sono rimasta piacevolmente impressionata nel vedere tante persone appartenenti a diverse Chiese, a varie confessioni, lavorare insieme. Io sono ortodossa e, facendo parte da quando sono nata del Movimento dei Focolari, ho sempre vissuto nella normalità del dialogo tra le varie Chiese, ma sono stata felice di sorprendermi questa volta. Ho scoperto che in tantissimi, ciascuno nella propria realtà, sentono questa necessità di fratellanza e lavorano fortemente per raggiungere questo obiettivo nelle loro comunità. Damian, come vi siete suddivisi dal punto di vista organizzativo? Il weekend di Together sarà un cammino a tappe. La mattina del 30 settembre saranno organizzati dei percorsi tematici, laboratori, in varie zone di Roma. Seguirà un tempo dedicato alla preghiera per tutti i giovani adulti nel centro della città e poi la marcia che ci condurrà tutti in Piazza San Pietro. Questo momento di preparazione è stato un modo certamente per conoscerci, fare un po’ brainstorming sui temi e capire come dividere il lavoro tra noi. Io e Masha ci occuperemo di preparare uno dei workshop per la mattina. Masha, in questo contesto che ruolo ha per te la parola “Together”? La prima volta che ho sentito di vivere a pieno questo “insieme” è stato in Ungheria, durante il GenFest del 2012, un raduno che coinvolge i
giovani dei Focolari ogni 5 anni. Un evento diverso da quello che organizziamo qui, ma ciò che non potrò mai dimenticare è quel mandato che ci è stato consegnato ad essere “ponti”. Il ponte rappresenta qualcosa che unisce, capace di creare un legame tra noi, tra i nostri Paesi, le nostre Chiese, le nostre differenze, e più saremo uniti più questo ponte sarà incrollabile. Penso che questo essere “insieme” sia una necessità, soprattutto per me, per il mio Paese. Io sono fortunata perché ho avuto la gioia di ricevere questo mandato, ma è necessario farsi testimonianza, diventare davvero ponti e questa veglia può essere una bellissima occasione. Damian, secondo te qual è il punto di partenza per stabilire un vero rapporto di comunione? Il punto di partenza è incontrare davvero l’altro, mettere al centro la persona, conoscersi e chiedersi “come stai?”. Bisogna crearlo quel rapporto. Si, è vero, siamo diversi, ci sono differenze tra le varie Chiese, tra le confessioni, tra le religioni ma anche tra le persone, in generale. Prima di trovare soluzioni o fare grandi discorsi ciò che è importante è l’ascolto. Io, cattolico, e Masha, ortodossa, lo stiamo sperimentando già nella condivisione di questo lavoro e anche durante i pranzi e le cene di questi giorni di preparazione, è stato bello incontrarsi con gli altri in un momento di convivialità, senza troppe pretese, con tanta semplicità. Anche Papa Francesco, nell’accoglierci in udienza privata e ringraziandoci per la nostra disponibilità, ha più volte usato la parola “sinodalità”. È questo il cammino del popolo di Dio: camminiamo, apriamo il nostro cuore, i nostri orecchi per ascoltare, i nostri occhi per vedere e per procedere man mano insieme.
Maria Grazia Berretta
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15 Mar 2023 | Centro internazionale, Sociale
Ad un mese dalle forti scosse di terremoto che hanno colpito Turchia e Siria, un breve report sui contributi raccolti dal Coordinamento Emergenze del Movimento dei Focolari e uno sguardo su una prima fase di intervento avviata in Siria a febbraio, che si concluderà ad agosto. Il 7 febbraio 2023 il Coordinamento Emergenze del Movimento dei Focolari ha avviato una raccolta fondi straordinaria in sostegno della popolazione della Turchia e della Siria, attraverso le ONLUS Azione per un Mondo Unito (AMU) e Azione per Famiglie Nuove (AFN). Attualmente i contributi raccolti corrispondono a circa 580 mila euro e una prima rata di 100 mila euro è già stata inviata in alcune aree siriane colpite dal terremoto. L’intervento, nello specifico andrà in soccorso a circa 2.500 persone e raggiungerà indirettamente fra le 5.000 e le 10.000 persone nelle tre aree terremotate di Aleppo, Latakia e Hama. Ecco alcuni esempi di interventi che saranno portati avanti e che riguardano differenti azioni di assistenza: ASSISTENZA AI BISOGNI PRIMARI
– Fornitura di beni di prima necessità – cibo, coperte, medicinali, vestiti, ecc – alle persone sfollate e ospitate nei centri di accoglienza di fortuna (chiese, moschee…).
– Contributo economico alle famiglie più bisognose; fornitura di servizi medici e ausili per la mobilità post-ricovero, farmaci, sessioni di trattamento fisico e psicologico per persone colpite fisicamente e psicologicamente.
– Distribuzione di pacchi alimentari alle famiglie in condizione di insicurezza alimentare (in collaborazione con altre organizzazioni).
– Supporto economico ai piccoli artigiani per riacquistare o riparare equipaggiamenti e attrezzature perduti e riavviare l’attività lavorativa.
RIABILITAZIONE DELLE ABITAZIONI DANNEGGIATE DAL TERREMOTO
– Copertura dei costi dei sopralluoghi e degli esami di valutazione tecnica sulla stabilità degli edifici da parte di commissioni tecniche di ingegneri.
– Supporto economico alle famiglie per lavori di consolidamento delle fondamenta degli edifici e per la ristrutturazione delle abitazioni danneggiate.
– Copertura costi per l’acquisto di strumenti di lavoro degli artigiani (fabbri, idraulici, falegnami, elettricisti) affinché possano riprendere il loro lavoro nelle abitazioni danneggiate.
– Supporto economico per il pagamento delle spese di affitto per chi ha perso la casa o ha bisogno di una residenza temporanea a causa dell’inidoneità della propria abitazione.
SUPPORTO PSICOLOGICO POST TERREMOTO
– Copertura dei costi dell’assistenza domiciliare a persone anziane che vivono sole o rimaste sole.
– Realizzazione di attività e iniziative collettive per il supporto psicologico di gruppo, in particolare presso i centri temporanei di accoglienza.
– Realizzazione di laboratori di formazione al sostegno psicologico per fornire strumenti e metodologie a operatori e volontari attivi nel soccorso.
A cura di Maria Grazia Berretta
Vedi stralcio dal Collegamento – 11 marzo 2023 https://youtu.be/jpwMNGS4Dqo (altro…)
14 Mar 2023 | Chiara Lubich
Il 14 marzo 2008, 15 anni fa, Chiara Lubich concludeva la sua vita terrena. Qualche anno prima, in un Collegamento mondiale citava il breve ma intenso versetto del Salmo 15 (16) “Sei Tu Signore, l’unico mio bene” e invitava le comunità del Movimento nel mondo ad accostarsi a questa preghiera dandole centralità nella vita di tutti i giorni. Dire in particolari circostanze, con rinnovato slancio e totale adesione della mente e del cuore: “Sei Tu, Signore, l’unico mio bene”, è anche un’ottima preghiera. Tutti, infatti, ci accorgiamo che, non di rado, lavorando, scrivendo, parlando, durante il riposo o in quant’altro facciamo, può infilarsi qualche attaccamento anche lieve a noi stessi, a cose, a persone… E accettare ciò è un grosso guaio per la vita spirituale. Dice san Giovanni della Croce: “Che importa che l’uccello sia legato a un filo o a una corda! Per quanto sottile sia il filo, l’uccello resterà legato come alla corda, finché non riuscirà a strapparlo per volare. Lo stesso vale – continua – per l’anima legata a qualche cosa: nonostante tutte le sue virtù non perverrà mai alla libertà dell’unione con Dio” È necessario, perciò, in quelle circostanze, intervenire immediatamente, e niente aiuta di più – è una mia esperienza anche recente – che ridichiarare a Gesù Abbandonato: “Sei Tu, Signore, l’unico mio bene. L’unico. Non ne ho altri”. È una preghiera, penso, importantissima e assai gradita a Dio. Ci aiuta a non impolverarci con le cose terrene. E vivendola si resta impressionati – io lo sono stata e lo sono sempre – di come quell’aggettivo: “unico” – “Sei Tu, Signore, l’unico mio bene” – dia una solenne sterzata alla nostra vita spirituale, come ci raddrizzi immediatamente, quasi fosse sicuro ago della bussola del nostro cammino verso Dio. Questo modo di agire, poi, è molto conforme alla nostra spiritualità, in cui prevale l’aspetto positivo: si vive il bene e così se ne va il male. Non siamo tanto chiamati, infatti, a staccarci da qualcosa (noi stessi, le cose, le persone), ma a riempirci di qualcosa (l’amore a Lui nostro tutto). A noi non piacciono tanto i no, ma i sì. E questa preghiera: “Sei Tu, Signore, l’unico mio bene”, è un modo meraviglioso per vivere da veri cristiani che amano Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima e non a metà. È una maniera sublime ancora per prepararci ad ogni incontro con Lui nelle sue ispirazioni quotidiane; così come al grande incontro con Lui quando, all’alba dell’eterno giorno, nel nostro cuore non varrà che l’amore a Dio e, per Lui, ai fratelli. “Sei Tu, Signore, l’unico mio bene”: quanta sapienza, quanta saggezza, quanta luce, quanta forza, quanto amore, quanta perfezione in queste brevi parole! Il Signore ci dia di sperimentarne tutta la loro potenza.
Chiara Lubich
(Chiara Lubich, Conversazioni in collegamento telefonico, Città Nuova, 2019, pp. 630-632) https://youtu.be/OhayzV1yzCA (altro…)