Costruire relazioni di fiducia
Costruire relazioni di fiducia
Costruire relazioni di fiducia
Foto di copertina: ยฉ C.Mendes – CSC Audiovisivi
Ascoltare la voce della coscienza
Lo vuoi tu? Lo voglio anchโio!
Caritร operosa
Accogliere
Rispettare gli altri
Collaborare con chi incontro
Riempire la giornata di atti di solidarietร

Il piรน grande Paese africano per superficie nel quale, dei 48 milioni di abitanti, i cristiani sono meno dell’1%. LโAlgeria รจ il Paese che papa Leone XIV ha scelto come prima tappa del viaggio in terra africana che lo porterร poi in Camerun, Angola e Guinea Equatoriale. Vi รจ arrivato 13 aprile 2026 e i suoi primi incontri con la comunitร algerina hanno messo in evidenza anche la vita e le attivitร di organizzazioni e iniziative interreligiose, a volte poco conosciute, che operano nel Paese da molti anni.
Una di queste รจ il Movimento dei Focolari, una rete di unitร spirituale arrivata nell’Algeria a maggioranza musulmana nel 1966. Le sue attivitร in Algeria sono animate da membri musulmani, per lo piรน donne, che vi partecipano, lavorando in piccoli gruppi in tutto il Paese, sia prestando aiuto presso centri per anziani locali, sia dando ripetizioni agli studenti o studiando insieme a loro.
Lโesperienza di una fede ยซveraยป che ยซnon isola ma apre, unisce ma non confonde, avvicina senza uniformare e fa crescere unโautentica fratellanzaยป รจ stata condivisa in francese da Monia Zergane, musulmana la cui vita si fa ยซsegno di speranza per il nostro mondoยป. Nei servizi della Chiesa cattolica in Algeria, cristiani e musulmani lavorano ยซfianco a fiancoยป, ha riferito la donna, ยซcon le stesse preoccupazioniยป di ยซaccogliere, servire, ascoltare, prendersi cura dei piรน fragili, organizzare, trovare risorse finanziarie e adoperarsi perchรฉ i centri di attivitร siano luoghi sicuri che preservino la dignitร delle personeยป. Un servizio ai piรน ยซvulnerabiliยป, che siano donne, bambini, anziani, malati, vissuto ยซinsiemeยป e in grado di creare una ยซfraternitร realeยป, ha spiegato, forte della convinzione che ยซservire lโuomo รจ anzitutto servire Dioยป. Un impegno, ha rimarcato, che si nutre di tutte le cose ยซbelleยป messe in gioco: competenze, dedizione, pazienza, perdono, compassione e benevolenza.
Fratelli e sorelle che sono stati ยซdโimmenso aiuto e confortoยป per Monia nella prova della malattia, quando, ha confidato con gratitudine, ยซho potuto contare sulla loro vicinanza, sulla loro incrollabile solidarietร , sulla loro delicatezza e le loro preghiereยป. In particolare, la vicinanza di una comunitร del Movimento dei Focolari, e lโimpegno quotidiano per mettere in pratica lโamore per il prossimo, ยซmโinterpella spesso e mi fa capire che la vita non รจ fatta soprattutto di grandi opere visibili, ma di una comunione vissuta giorno dopo giornoยป, ha riconosciuto. Consapevole che la fratellanza si costruisce anche ยซnei gesti semplici: un sorriso, un saluto che viene dal cuore, una parola benevola, un servizio reso senza aspettarsi nulla in cambio, e nelle piccole cose della vita quotidiana: farsi gli auguri per una festa, condividere un pasto dopo un tempo di digiuno, ascoltare il significato spirituale di una celebrazioneยป.
A cura della redazione
Foto: ยฉ Joaquรญn Masera – CSC Audiovisivi

Nel vortice delle notizie rapide sulla guerra in Libano, le storie individuali si perdono e i volti umani sbiadiscono dietro i numeri degli sfollati e i rapporti sui bombardamenti. Eppure la realtร , come rivelano le testimonianze sul campo, รจ molto piรน profonda e dolorosa di quanto mostrino i titoli. In questo โtempo di guerraโ, centinaia di migliaia di libanesi vivono una condizione di sfollamento ripetuto, come se fosse un destino che si rinnova a ogni nuova ondata di violenza. Ma in mezzo a questo buio emergono anche volti umani che cercano di restituire alla vita il suo significato.
Dallโinizio dellโescalation e con lโespansione dei raid aerei e degli ordini di evacuazione, lo sfollamento non รจ piรน un evento eccezionale, ma รจ diventato uno stile di vita. Non vengono piรน evacuate singole aree, ma intere regioni, dal sud alla Beqaa fino al cuore della capitale Beirut. In questo scenario, il numero degli sfollati ha superato il milione, in una delle piรน grandi ondate di sfollamento interno nella storia recente del Paese. Tante le vittime civili.
Dietro questo numero si nascondono perรฒ storie umane che riassumono la tragedia. Zeina Chahine ha condotto alcune interviste per raccontare il dolore delle persone e, allo stesso tempo, la grandezza dellโazione umanitaria che diventa incontro, consolazione e forza collettiva contro lโingiustizia.
Marwan, uno degli sfollati del sud, riassume lโesperienza con una frase dolorosa: โStiamo appassendo lentamenteโ. Non รจ solo una metafora, ma la descrizione di una vita che viene consumata gradualmente, in cui lโessere umano perde casa, lavoro e stabilitร senza perรฒ perdere del tutto la speranzaโฆ che tuttavia si logora. Marwan aggiunge che anche lโidea del ritorno รจ cambiata: non sogna piรน la casa, ma semplicemente il ritorno, in qualsiasi forma possibile.
Nawal racconta invece il momento della fuga forzata: una telefonata nel cuore della notte, pochi minuti per raccogliere ciรฒ che si puรฒ portare, poi la fuga sotto i bombardamenti. โCosa dobbiamo portare con noi?โ รจ una domanda che riassume lโimpotenza di fronte alla rapiditร del crollo. Una piccola valigia in cambio di una vita intera lasciata indietro. Anche lei, come molti altri, non ha vissuto lo sfollamento una sola volta, ma piรน e piรน volte, fino a quando il ritorno alla โtabula rasaโ รจ diventato parte dellโesperienza stessa.
Anche i bambini e i giovani pagano il prezzo. Suleiman, sedicenne, si ritrova fuori dalla scuola, in un rifugio temporaneo, e riassume la guerra dicendo: โร la mia croce in questa vitaโ. Parole che mostrano come la guerra non rubi solo il presente, ma anche lโinnocenza dellโetร .
Ma accanto a questo dolore vive anche unโaltra immagine, non meno presente: quella della solidarietร umana. Tra scuole trasformate in centri di accoglienza e angoli sovraffollati delle cittร , emergono volontari e iniziative individuali che cercano di colmare il vuoto dellโassenza. Persone che dormono per terra, con una grave mancanza dei beni piรน essenziali, e tentativi graduali di fornire materassi e coperte. Il bisogno non riguarda solo cibo e acqua, ma anche tutto ciรฒ che preserva la dignitร umana, come i prodotti per lโigiene personaleโฆ perchรฉ anche nello sfollamento lโessere umano ha bisogno di sentirsi dignitoso.
Abir, madre e volontaria, vede lโaiuto come un dovere umano prima di tutto. Dice che ciรฒ che colpisce di piรน รจ โla paura negli occhi delle personeโ, quellโansia costante di un futuro incerto. Ma allo stesso tempo osserva anche la forte spinta alla solidarietร : โLe persone corrono ad aiutare, senza chiedere nullaโ. In un contesto in cui le istituzioni a volte sono limitate, le iniziative individuali diventano la prima linea di difesa dellโumanitร .
Questo incontro tra dolore e solidarietร rivela una forte contraddizione: la guerra divide le persone, ma allo stesso tempo crea spazi inaspettati di solidarietร . ร come se la societร , nei momenti di collasso, riscoprisse se stessa attraverso i suoi individui.
E nonostante le differenze nelle opinioni e nelle appartenenze, il punto comune rimane il sentimento di sradicamento e il rifiuto della guerra e delle sue tragedie. Con il passare del tempo, anche la forma della speranza cambia: da โse Dio vuole torneremo a trovare le nostre caseโ a semplicemente โse Dio vuole torneremoโ. Una speranza che si riduce, ma non si spegne.
Resta sospesa sulle labbra di tutti la domanda: โDomani dove andremo?โ. Non รจ una domanda su una destinazione precisa, ma sul destino stesso.
Eppure, nonostante tutto il dolore, queste testimonianze rivelano una veritร duplice: la guerra ferisce profondamente lโessere umano, sรฌ, ma non riesce a cancellarne lโumanitร . Tra una tenda e un rifugio, tra perdita e nostalgia, nasce unโaltra forma di resistenza: la resistenza della solidarietร .
Cosรฌ, mentre alcuni appassiscono lentamente, altri li annaffiano con quanto possono di solidarietร , mantenendo la vita possibile. Perchรฉ la fede nella fratellanza umana รจ una realtร che abbiamo interiorizzato vivendo e praticando, tramandata dai nostri padri e dai nostri nonni, fino a diventare sangue nelle nostre vene e parte della nostra civiltร .
Elaborato da Rima Saikali
Al Madina Al Jadida
Eโ attiva lโemergenza Medio Oriente. Ogni contributo permette di portare sollievo alle tante famiglie colpite dal flagello della guerra: molte hanno perso la casa, altre cercano rifugio in strutture che aprono le porte nonostante risorse sempre piรน limitate.
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Foto: ยฉPexels-Mohamad-Mekawi
Condividere il nostro superfluo

LโIstituto Universitario Sophia lancia una nuova offerta formativa per lโanno accademico 2026/2027, segnando un passaggio decisivo nella crescita dellโistituzione e nellโampliamento del suo progetto accademico internazionale. La nuova proposta, infatti, offre un percorso universitario completo (3+2) integrando due cicli di studio pienamente strutturati: il Baccalaureato in Filosofia e Scienze Umane (Laurea Triennale, interclasse L-5/L-24) e la Licenza in Filosofia, Economia di Comunione e Ambiente (Laurea Magistrale, classe LM-78).
La nuova proposta accademica dellโIstituto Universitario Sophia nasce da una convinzione semplice e radicale: il sapere non รจ un insieme di informazioni ma uno strumento concreto per cambiare il mondo.
โIn questo cambiamento dโepoca caratterizzato da incertezza e frammentazione โ afferma il Rettore Declan J. OโByrne โ, con la nuova offerta formativa, Sophia conferma la propria missione, assumendo un ruolo strategico nella formazione di persone capaci di unire pensiero critico, competenze interdisciplinari, progettuali e responsabilitร verso il bene comune, per porre le basi di un altro futuro, agendo nellโambito della sostenibilitร integrale, dellโeconomia, della progettazione sociale, territoriale e dellโinnovazioneโ.
Grazie alla collaborazione istituzionale con lโUniversitร degli Studi di Perugia (Italia), entrambi i percorsi permettono il conseguimento di un doppio titolo accademico, ecclesiastico e statale, con piena validitร nellโordinamento universitario italiano e riconoscimento internazionale.
Il Baccalaureato e la Licenza
Il Baccalaureato in Filosofia e Scienze Umane โ Laurea Triennale (L-5/L-24) โ รจ un corso di laurea che offre una formazione interdisciplinare centrata sulla comprensione della persona nelle sue dimensioni cognitive, emotive, relazionali e sociali. Prepara a proseguire negli studi, ad accedere ai percorsi per lโinsegnamento e ad assumere ruoli educativi, sociali, progettuali e culturali.
La Licenza in Filosofia, Economia di Comunione e Ambiente โ Laurea Magistrale (LM-78) โ sviluppa il metodo interdisciplinare di Sophia nei contesti dellโeconomia, della sostenibilitร integrale e della governance, formando figure professionali capaci di comprendere e accompagnare processi economici, sociali e organizzativi. Il corso di laurea promuove una riflessione critica sui modelli economici contemporanei e orienta alla ricerca di soluzioni etiche e sostenibili, in particolare, nei campi dellโecologia, dello sviluppo delle cittร , delle organizzazioni e delle comunitร .
Il focus su Economia di Comunione ed Economia Civile rende questo percorso unico nel panorama accademico italiano e internazionale, offrendo agli studenti strumenti per comprendere e trasformare i sistemi economici contemporanei, per contribuire concretamente alla costruzione di economie sostenibili, inclusive e generative. La formazione proposta prepara professionisti capaci di guidare processi di responsabilitร sociale dโimpresa, di sviluppare progetti di innovazione sostenibile, di lavorare nella rigenerazione dei territori, di assumere ruoli in imprese, enti pubblici e del terzo settore orientati allo sviluppo umano e alla sostenibilitร integrale, di contribuire alla costruzione di modelli economici resilienti e adatti a scenari complessi.
Sono inoltre attivi i dottorati di ricerca in Scienze Umane e in Cultura dellโUnitร , che completano lโofferta accademica dellโIstituto.



Due sedi nel cuore della Toscana
Con il prossimo anno accademico, Sophia inaugura anche una nuova sede didattica a Firenze (presso lโIstituto affiliato alla Facoltร Teologica dellโItalia Centrale), che ospiterร le attivitร del Baccalaureato. La scelta di Firenze consente lโaccesso alle opportunitร accademiche, professionali e culturali di una delle cittร universitarie piรน prestigiose dโEuropa.
La Laurea Magistrale rimane radicata nel campus internazionale di Loppiano, che offre un ambiente internazionale e interculturale in cui studenti provenienti da numerosi Paesi hanno lโopportunitร di condividere studio, vita quotidiana ed esperienze formative.
La forza della relazione accademica: un docente ogni cinque studenti
Uno degli elementi distintivi della vita accademica a Sophia รจ il rapporto studentiโdocenti, pari a circa 1:5. Questo permette un accompagnamento personalizzato, un dialogo continuo e un ambiente di studio che valorizza la relazione come parte integrante del processo formativo. Il modello Sophia supera la logica delle lezioni frontali affollate e favorisce una didattica interattiva, centrata sulla persona, sulla qualitร dei contenuti e sulla crescita delle competenze critiche, relazionali e progettuali.
Una rete di partner di valore
La qualitร della vita accademica a Sophia รจ anche garantita dalla possibilitร di vivere unโesperienza di studio personalizzata e aperta al mondo, grazie alla rete selezionata di partner che supporta le attivitร didattiche e offre opportunitร concrete di tirocinio e inserimento professionale in contesti internazionali, tra cui: ASCES-UNITA, Sophia ALC (America Latina), Together for a New Africa, Economia di Comunione Corea, Ethos Capital e Consulus.
Maggiori informazioni sul sito Sophiauniversity.org
A cura della Redazione
Foto: ยฉ Istituto Universitario Sophia
Imparare da tutti
Essere misericordiosi
Annunciare lโamore di Dio

Si ringrazia Vatican Media per la gentile concessione delle immagini e delle foto dell’Udienza.
Portare la pace nei nostri ambienti
Credere allโAmore

Necessaria come il cibo

Mongomo รจ una piccola cittร della Guinea Equatoriale, alla frontiera col Gabon. Scrive suor Maria: โร un grande dono per la nostra comunitร la permanenza con la gente di qui, cosรฌ aperta alla Parola di Dio. Ogni mese lโaspettano con ansia nei villaggi vicini. La domenica, dato che non cโรจ quasi mai un sacerdote per celebrare la Santa Messa, si ritrovano con qualcuna di noi per sentirsi spiegare la Parola. Si riuniscono in piรน di cinquecento. Agli incontri in parrocchia a Mongomo, invece, riescono a partecipare soltanto una cinquantina. Bisogna tener conto del fatto che non hanno orologi, nรฉ nozione della data, per cui รจ molto difficile combinare degli appuntamenti, sicchรฉ le loro presenze non sono fisse. A volte poi devono percorrere (ovviamente a piedi) dieci, venti chilometri per arrivare. ร commovente costatare che mai si stancano di sentir parlare di Dio. Vorrei che li sentiste raccontare come mettono in pratica il Vangelo: sono esperienze semplici, concreteโฆ cโรจ da convertirsi a sentirle. Piรน volte ho sentito qualcuno di loro ripetere che la Parola di Dio gli รจ necessaria come il ciboโ.
(Suor Maria – Guinea Equatoriale)
Riconciliazione
Ero rimasta particolarmente colpita ascoltando la frase del Vangelo โSe presenti la tua offerta sullโaltare e lรฌ ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lรฌ il tuo dono davanti allโaltare e vaโ prima a riconciliarti con tuo fratelloโฆโ. Infatti, non ero in buoni rapporti con una certa signora. Facendomi coraggio, sono andata da lei. Purtroppo, non solo non mi ha ascoltata, ma mi ha mandata via urlando. Demoralizzata, non sapevo cosa fare. Intanto mio figlio aveva ricevuto una lettera da un conoscente che si voleva scusare con lui per via di una piccola incomprensione tra loro capitata qualche giorno prima. Cโera di che sorprendermi: primo, perchรฉ mio figlio รจ cosรฌ piccolo che non sa ancora leggere, per cui ho dovuto leggergli la lettera; secondo, perchรฉ un adulto si scusava cosรฌ seriamente con lui. Da tutto ciรฒ ho tratto la spinta per scrivere a quella signora chiedendole perdono. Giorni dopo ricevo la sua telefonata: โPerdonami tu!โ. Tornata da lei e chiarito ogni malinteso, piene di gioia, ci siamo riconciliate.
(H.B. โ Germania)
A cura di Maria Grazia Berretta
Foto di copertina: ยฉ Saulo Leite by Pexels
Ringraziare per i doni ricevuti
Ricominciare

La speranza cristiana non รจ fuga dal reale. Nasce in un luogo senza luce, nella strettoia di una tomba murata, dove Dio ha giร rovesciato il giudizio di questo mondo. Proprio per questo osa parlare in un tempo di guerre (Gaza, Kiev, il Darfur, Tehran) e di centinaia di milioni di persone che non sanno come arrivare a domani.
Le nostre giornate sono tessute di attese giuste: salute, un lavoro non precario, un poโ di pace, una giustizia che non sia solo parola. Quando perรฒ diventano tutto il nostro orizzonte o le sacralizziamo come idoli o, alla prima frattura seria, ci rifugiamo nel cinismo e nella rassegnazione.
La Pasqua non cancella queste speranze, le decentra. Le radica in un Altro e, proprio cosรฌ, le preserva. Lโamore piรน forte della morte non ci toglie il peso dellโagire; spezza piuttosto lโansia di dover salvare il mondo con le nostre sole mani.
Lโultima parola sulla storia non รจ la nostra, nรฉ quella dei vincitori di turno. ร la parola pronunciata sul corpo di Gesรน. E la parola della Pasqua smentisce in anticipo ogni pretesa della morte di essere definitiva. Per Paolo, la risurrezione di Cristo non รจ un episodio isolato nella biografia di Gesรน. ร lโapertura di una scena nuova in cui lโumanitร intera viene trascinata: ยซCome in Adamo tutti muoiono, cosรฌ in Cristo tutti riceveranno la vitaยป (1 Cor 15,22). I Padri hanno seguito questa traccia senza attenuarla: la risurrezione รจ il compimento della natura umana nella sua interezza, non il privilegio di pochi fortunati. In Cristo, Dio contempla giร la pienezza della famiglia umana: i volti dei rifugiati nel Mediterraneo, di chi attraversa il Sahara, dei civili nascosti nelle cantine del Darfur. Per questo ogni ferita alla dignitร , ogni corpo scartato, non รจ solo ingiustizia sociale; รจ profanazione di unโumanitร che รจ stata pensata e amata dentro la luce del Risorto stesso.

ยฉ Mourad Saad Aldin by Pexels.com
Paolo allarga ancora lo sguardo: ยซtutta la creazione geme e soffre le doglie del partoยป (Rm 8,22). Non geme soltanto la coscienza umana, ma il suolo, lโaria, i mari. Nel 2026 il linguaggio delle โdoglieโ non suona come pio simbolismo: lo leggiamo nelle alluvioni, nei raccolti incerti, nei villaggi che devono spostarsi perchรฉ lโacqua รจ finita. Questo gemito ha la forma di una protesta; la creazione rifiuta di essere trattata come materiale usa e getta, e la Pasqua le dร voce. In Cristo risorto, ogni sfruttamento della terra appare giร come ciรฒ che รจ: una scelta contro il futuro di tutti.
Come si vive, allora, tra un compimento giร inaugurato e una storia ancora attraversata da troppi fallimenti? Non con la paralisi nรฉ con lโottimismo di facciata. Si vive sapendo che nulla di ciรฒ che รจ autenticamente buono va perduto: un gesto di accoglienza, una scelta di rinuncia, un lavoro onesto portato avanti in condizioni storte. Benedetto XVI ricorda che ยซogni agire serio e retto dellโuomo รจ speranza in attoยป e include tra questi impegni anche il lavorare per un mondo piรน umano, sostenuto dalla grande speranza che poggia sulle promesse di Dio (Spe Salvi, 35). Possiamo dire di piรน: non รจ aggiunta esterna al Regno, ma ne รจ giร un frammento visibile. Il compimento appartiene a Dio, e tuttavia Dio si ostina a passare anche attraverso di noi. Quando ci impegniamo per i profughi, per il disarmo, per condizioni di lavoro meno disumane, per una pace concreta e non retorica, non stiamo solo โpreparandoโ qualcosa che verrร dopo. Stiamo lasciando che la vita del Risorto prenda forma, umile e fragile, dentro il nostro tempo.
La speranza pasquale non resta idea o sentimento; prende corpo. La risurrezione dice che le logiche di morte non hanno titolo per decidere lโesito finale, e per questo ogni guerra, ogni sistema di sfruttamento, ogni indifferenza lucida รจ giร smascherata e privata di ultimo senso dalla tomba vuota. Nel sepolcro di questo mondo, qualcosa รจ giร cambiato per sempre: la vita ha iniziato a risalire le crepe della storia. Non come consolazione vaga nรฉ come โricompensaโ in un altrove indefinito, ma come realtร che, in Cristo, รจ giร stata consegnata allโumanitร e alla creazione intera. Nel giudizio di Dio rivelato a Pasqua โ un giudizio che libera, non che schiaccia โ รจ deciso una volta per tutte che la morte non potrร vantarsi di avere lโultima parola su nessuno e su nulla.
Questa รจ la grande speranza.
Buona Pasqua: una speranza che non si chiude in chiesa, ma mette le mani nella storia.
Declan J. OโByrne
Instituto Universitario Sophia
Pubblicato originalmente in Loppiano.it
Foto di copertina: Dettaglio della vetrata del Santuario Maria Theotokos, Loppiano
Gioia!

Io auguro a noi occhi di Pasqua
capaci di guardare
nella morte fino alla vita,
nella colpa fino al perdono,
nella divisione fino allโunitร ,
nella piaga fino allo splendore,
nellโuomo fino a Dio,
in Dio fino allโuomo,
nellโio fino al tu.
E insieme a questo, tutta la forza della Pasqua!
(Pasqua 1993)
Klaus Hemmerle
(La luce dentro le cose, Cittร Nuova, Roma 1998, pag. 110)
Foto: ยฉ Aakash-Sunuwar by Pexels.com
Accendere la speranza
Non scoraggiarsi

La solitudine, nel silenzio, non spaventi: essa รจ fatta per proteggere, non per spaurire. Comunque, si sfrutti anche un tal soffrire. La grandezza massima del Cristo รจ la croce. Mai fu tanto vicino al Padre e tanto vicino ai fratelli come quando nudo, ferito, gridรฒ dal patibolo: โDio mio, Dio mio, perchรฉ mi hai abbandonato?โ. Con quella sofferenza redense: in quella frattura ricongiunse gli uomini con Dio.
[โฆ] Mettiti ad ascoltare. Mettiti a contemplare, dentro il silenzio nel quale Dio parla. ร questa, nella giornata della vita, lโora serale della contemplazione, quando le creature si raccolgono a fare il bilancio del lavoro compiuto e predispongono lโazione del domani: un domani affondato nellโeternitร . [โฆ] Distacco dal mondo, dunque, e attacco a Dio: non separazione perciรฒ dagli uomini, in quanto fratelli, componenti della stessa famiglia divina e umana.
Igino Giordani
(Stralci da โCittร Nuovaโ XXIII/13 10 luglio 1979, pp.32-33)
Foto: ยฉ Nikolett Emmert by pexels.com
Eccomi!

Questโanno la Settimana Santa la sento in modo particolare.
Ieri, mercoledรฌ santo, la lettura della Passione di Gesรน mi ha toccato particolarmente. Ho risentito (e quanto importante questo) il valore cosรฌ nuovo del dolore nella nostra vita cristiana. Riebbi la chiamata โ vorrei dire โ a questa che fra le vocazioni dโogni giorno, dโogni ora della nostra vita รจ la piรน sublime. Gesรน, lโuomo del dolore: รจ lรฌ il culmine della sua vocazione.
(โฆ) Oggi unโonda di tenerezza mโinvade. ร il giorno del Comanยญdamento nuovo, dellโEucaristia, del sacerdozio, del servizio fraterno.
Quante infinite ricchezze Gesรน ha riservato per lโultimo giorno della sua vita quaggiรน!
Quale desiderio di far dโogni giorno un Giovedรฌ Santo.
Tu Gesรน che ci hai scelto per questa via cosรฌ vicina al tuo cuore, aiutaci a percorrerla bene, ogni giorno, fino in fondo.
Chiara Lubich
(Chiara Lubich, Diario 1964-1980, a cura di Fabio Ciardi, 2023, Cittร Nuova, Roma, p. 324)
Foto ยฉ Vesal by Pixabay
Amore scambievole

La notte รจ simbolo delle tenebre, dellโincognito, della mancanza di quella luce che non
riusciamo a trovare se non abbiamo una lampada e un compagno di viaggio nel cammino. La
notte รจ quella che avvolge il nostro pianeta, ferito e violentato da lotte fratricide, da guerre
che continuano a essere organizzate per la brama di potere e di denaro. La notte รจ quella che
vivono milioni di persone che non hanno piรน voce per gridare le ingiustizie e le sopraffazioni.
E noi? Come continuare a credere in quel mondo rinnovato che non si manifesta secondo le
nostre attese? Come riconoscere i segni di quanto di buono cโรจ nei rapporti di tutti i giorni?
Sono domande alle quali non sempre sappiamo dare una risposta ma che ci sollecitano a
cercare un compagno di viaggio che spesso non vediamo, a riconoscere il bisogno universale
di una spiritualitร che รจ propria dellโessere umano e che puรฒ farsi presente se si vive tra noi
lโamore scambievole.
A volte sono brevi lampi di luce, che brillano nei modi piรน inaspettati, anche attraverso i
social, a illuminare la notte. Come la storia di Chiara Badano e Sara Cornelio, due amiche
attraverso il tempo.
Sara, nata nel 1998, poco piรน che bambina โconosceโ Chiara, morta a 19 anni nel 1990, in uno
dei tanti incontri che raccontano la sua straordinaria storia di vita. La scopre amica,
compagna di sogni, confidente e forte presenza. Sara รจ una ragazza che vive, canta, balla,
studia, ha amici, cresce, affascina. Sara, al tempo stesso, vive la quotidianitร di una malattia
congenita che -non solo figuratamente- โtoglie il fiatoโ. Vive la certezza che โTutto vince
lโAmoreโ (la sua tesina di maturitร ); vive il dono del trapianto di polmone, e diventa ella
stessa dono, che testimonierร con libri, incontri nelle scuole, brani musicali e cortometraggi,
un blog, una rappresentazione teatrale.
Vive la sua stupenda famiglia, lโinnamoramento e lโamore. La sua morte nel 2022, a neanche
24 anni, lascia sgomenti e piรน soli tutti quelli che le hanno voluto bene anche semplicemente
incontrandola su Facebook.
Nel suo trascinante passaggio su questa terra Sara ha in Chiara unโamica sempre vicina che
accompagna, incoraggia, sostiene e che si โsvelaโ nei momenti e nelle occasioni piรน
impensabili: amica che sa โstare accantoโ nella gioia cristallina cosรฌ come nel dolore e nella
solitudine di un ospedale o di una terapia intensiva.
Negli ultimi momenti, di solitudine e debolezza, la presenza di Chiara si fa misteriosamente
silenziosa, quasi sfuggente ma forse proprio per questo piรน autentica e destinata a diventare
amicizia “per sempre”.
Chiara e Sara: uniche, come ogni storia รจ unica.
Foto : ย ยฉ Kanenoriย – Pixabay

La strada che va verso il villaggio di Emmaus ci racconta un cammino percorso da due discepoli di Gesรน. Delusi dai sogni, dai progetti, dai momenti forti delle giornate che avevano trascorso con il Maestro, essi tornavano a casa per riprendere la vita che avevano lasciato, quella prima dellโincontro con lui. Erano trascorsi appena tre giorni dalla sua crocifissione, la delusione, la paura e i dubbi regnavano tra i suoi seguaci.
Si allontanavano da Gerusalemme, dal sogno irrealizzato, prendendo le distanze da Cristo e dal suo messaggio, โtristi” perchรฉ avevano in qualche modo giร preso la decisione di abbandonare il progetto per il quale lo avevano seguito.ย
ร la storia di tutti noi quando ci smarriamo davanti a situazioni che ci pongono di scegliere davanti ai tanti bivi e crediamo spesso che la soluzione di tornare indietro, di rinunciare, di rassegnarci sia lโunica risposta al nostro malessere.
ยซA chi di noi lโalbergo di Emmaus non รจ familiare? Chi non ha camminato su questa strada una sera che tutto pareva perduto? Il Cristo era morto in noiโฆ Non esisteva piรน nessun Gesรน sulla terraยป[1].
ยซResta con noi, perchรฉ si fa seraยป.
Durante il cammino uno sconosciuto si unisce ai due mostrandosi ignaro delle vicende appena trascorse. Inizia a porre domande precise, che fanno venir fuori tutta lโamarezza e lo sconforto. Dapprima li ascolta e poi egli inizia a spiegare le Scritture: รจ tutto un dialogo, un incontro che lascia il segno, tanto รจ vero che, anche se ancora non hanno riconosciuto Gesรน, lo pregano di fermarsi con loro perchรฉ si fa sera[2].
ร questa forse una fra le preghiere piรน belle che troviamo nei Vangeli. ร la prima preghiera che dai discepoli sale al Risorto ed รจ commovente questo invito che tutti possiamo rivolgergli perchรฉ Lui rimanga con noi e fra noi.
Gli occhi dei due discepoli si apriranno allo spezzar del pane e la gioia di averlo finalmente riconosciuto li spingerร a tornare a Gerusalemme per annunciare ai loro amici questa resurrezione avvenuta.
ยซResta con noi, perchรฉ si fa seraยป.
ยซForse niente spiega meglio lโesperienza che noi focolarine abbiamo fatto fin dallโinizio, di vivere con Gesรน in mezzo a noi, quanto queste parole, โ scrive Chiara Lubich.
Gesรน รจ sempre Gesรน e anche se รจ solo spiritualmente presente, quando lo รจ, spiega le Scritture, e arde nel petto la sua caritร : la vita. Fa dire con infinita nostalgia, quando lo si รจ conosciuto: โResta con noi, Signore, perchรฉ si fa seraโ: senza di Te รจ notte nera (…)ยป[3].
La notte รจ simbolo delle tenebre, dellโincognito, della mancanza di quella luce che non riusciamo a trovare perchรฉ non crediamo nella Sua presenza che continua ad accompagnarci, sempre.
La notte รจ quella che avvolge il nostro pianeta, ferito e violentato da lotte fratricide, da guerre che continuano a essere organizzate per la brama di potere e di denaro.
La notte รจ quella che vivono milioni di persone che non hanno piรน voce per gridare le ingiustizie e le sopraffazioni.
E noi, come possiamo renderci conto della presenza di Gesรน, che non sempre si manifesta secondo le nostre attese? Come capire che lui cammina con noi e cerca di farci riconoscere i segni della sua presenza? E soprattutto come creare le condizioni perchรฉ egli si manifesti e rimanga con noi?
Sono domande alle quali forse non sappiamo sempre dare una risposta ma che ci sollecitano a non tralasciare la ricerca di Gesรน, a concentrare il nostro sguardo verso un compagno di viaggio che spesso non vediamo, a riconoscere Colui che puรฒ farsi presente se si vive tra noi lโamore scambievole.
La strada di Emmaus รจ simbolo di tutte le nostre strade, รจ la strada dellโincontro con il Signore, รจ la strada che ci ridona la gioia del cuore, ci riporta verso la comunitร per testimoniare insieme che Cristo รจ risorto.
A cura di Patrizia Mazzola e del team della Parola di Vita
Foto: ยฉPexels-Tom Fisk
[1] Franรงois Mauriac, Vita di Gesรน, Mondadori, Milano, 1950, p. 156.
[2] Cfr. Lc 24, 17-29.
[3] Chiara Lubich, Scritti Spirituali/3, Cittร Nuova, Roma 1979, p. 67.
Dio cammina con noi

25 marzo 2026. Ci troviamo nella Sala della Conciliazione del Palazzo Lateranense dove, dopo decenni di contrapposizione, la Chiesa cattolica e lo Stato italiano firmarono nel 1929 i Trattati Lateranensi. In questo stesso storico ambiente si concluse nel 2013 la fase diocesana della Causa di beatificazione di una delle figure spirituali piรน rilevanti del nostro tempo: il Cardinale vietnamita Franรงois-Xavier Nguyแป n Vฤn Thuแบญn.
Sono presenti 220 persone, Cardinali, Vescovi, famigliari, sacerdoti, suore e laici vietnamiti e di altri Paesi. Migliaia di altri sono collegati via streaming in sette lingue sui canali YouTube di Vatican Media. Motivo di questo incontro รจ il 50ยฐ anniversario da quando Nguyแป n Vฤn Thuแบญn, allora giovane Vescovo, nei primi mesi di prigionia iniziata il 15 agosto 1975, รจ riuscito a far pervenire ai suoi fedeli 1001 brevi meditazioni vergate su fogli di vecchi calendari. Lโevento รจ organizzato dalla Causa di Beatificazione del Cardinale vietnamita, insieme al Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale (DSSUI), attore della Causa, in collaborazione con il Dicastero per il Clero, la diocesi di Roma e le edizioni Cittร Nuova.

Papa Leone sottolinea questa ricorrenza con un Messaggio a firma del Card. Parolin, suo Segretario di Stato, auspicando che ยซil significativo evento favorisca la riscoperta della fervida testimonianza di cosรฌ intrepido discepolo del Vangelo e generoso Pastoreยป. Il suo esempio โ afferma โ ยซรจ carico di attualitร poichรฉ ricorda che la speranza cristiana nasce dallโincontro con Cristo e prende forma in una vita donata a Dio e al prossimoยป.
Fa gli onori di casa il Card. Baldassare Reina, Vicario generale del Papa per la diocesi di Roma, il quale ricorda lโattualitร della figura di Nguyแป n Vฤn Thuแบญn allโindomani del Giubileo della speranza, in un tempo in cui il Vangelo si trasmette soprattutto con la testimonianza.



Ma chi era questo Cardinale vietnamita? Risponde con brevi cenni biografici il dott. Waldery Hilgeman, postulatore della Causa di beatificazione. Discendente di una famiglia che nel XIX secolo ha avuto tra i suoi antenati dei martiri, Franรงois-Xavier sin da giovane si sente attratto dallโesempio dei santi e piรน tardi anche da spiritualitร del suo tempo, tra cui i Cursillos e i Focolari. Entra in seminario, diventa sacerdote, consegue il dottorato in diritto canonico. Nel 1967 viene consacrato Vescovo di Nha Trang. Quando nel 1975 Paolo VI lo nomina Arcivescovo coadiutore di Saigon, inizia una lunga prova: arrestato, trascorre tredici anni in prigione, di cui nove in isolamento. Lรฌ ho imparato โ racconta โ ยซa scegliere Dio e non le opere di Dioยป. Comprende che Dio lo vuole in mezzo agli altri prigionieri, quasi tutti non cattolici, presenza di lui e del suo amore, ยซnella fame, nel freddo, nel lavoro faticoso, nellโumiliazione e nellโingiustiziaยป. Liberato nel 1988, dal 1991 vive a Roma, dove Giovanni Paolo II lo nomina dapprima Vicepresidente, poi Presidente dellโallora Pontificio Consiglio per la Giustizia e la Pace e nel 2001 lo crea cardinale.
Elisabeth Nguyแป n, sorella del Cardinale, racconta lโavventurosa storia dei 1001 pensieri. Trafugati dallโarresto domiciliare, ยซiniziarono un viaggio di evangelizzazione da una famiglia allโaltra, da una cellula di prigione allโaltra, prima di attraversare con i boat people gli oceaniยป. Anni dopo ne nasce il libro The Road of Hope (Il cammino della speranza).
Esperienze forti e toccanti, amplificate, a metร incontro, da un brano di pianoforte eseguito virtuosamente da don Carlo Seno: โLa Campanellaโ di Franz Liszt.
Nel corso di appena unโora e mezzo, moderata dal giornalista Alessandro De Carolis di Vatican Media, emergono ulteriori profili di Nguyแป n Vฤn Thuแบญn. Il Card. Lazzaro You Heung-sik, Prefetto del Dicastero per il Clero, parla di lui come ยซevangelizzatore in ogni circostanzaยป riferendo il racconto di un monaco buddista: ยซEra inverno, faceva due gradi sottozero e noi, nel campo di rieducazione, non avevamo abbastanza coperte. Allora il Vescovo usciva ogni giorno piรน volte per raccogliere rami e pezzi di legno per riscaldare di notte il campoโฆ Era quello che noi buddisti chiamiamo un โBo tacโ: un uomo molto santoยป.
Il Card. Luis Antonio Tagle, Prefetto del Dicastero per lโevangelizzazione, ricorda invece come nel 1995 era nata unโamicizia personale con Nguyแป n Vฤn Thuแบญn: ยซMi colpรฌ il fatto che, mentre raccontava esperienze dolorose e persino umilianti, la sua voce rimanesse calma e il suo volto sereno. Non cโera traccia di amarezza nรฉ di odio in lui. Non riuscivo a distogliere lo sguardo dal suo volto radioso e sorridenteยป.
Assieme alla statura spirituale, emerge la spiccata sensibilitร per le questioni mondiali della giustizia e della pace. Ne parla il Card. Michael Czerny sj, Prefetto del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, che per lโoccasione ha pubblicato la traduzione italiana di una nuova biografia di Nguyแป n Vฤn Thuแบญn, scritta da sua sorella Elisabeth insieme al sacerdote belga Stefaan Lecleir.



ยซIl suo contributo principale a livello mondiale โ precisa il Card. Czerny โ รจ il ruolo svolto nella genesi del Compendio della Dottrina sociale della Chiesa (2004)ยป e riferisce questa vibrante domanda posta dallโArcivescovo vietnamita: ยซDi fronte allโattuale situazione politica ed economica, cโรจ chi si chiede: riusciremo ad attraversare con speranza la soglia del nuovo millennio?ยป. In risposta, citava una nota giornalista che previde โtre fasi catastroficheโ per le societร impoverite: sfruttamento โ esclusione โ eliminazione. ยซQuando penso a tutto questo โ commentava Nguyแป n Vฤn Thuแบญn โ il mio cuore รจ lacerato e vorrei gridare: โimpossibileโยป.
A conclusione dellโincontro, lโattore e giornalista Rosario Tronnolone legge alcuni brani del Cammino della speranza che risuonano come il sigillo dโoro: ยซTu vuoi operare una rivoluzione: rinnovare il mondo. Potrai compiere questa preziosa missione che Dio ti ha affidato, solo con โla potenza dello Spirito Santoโ. Ogni giorno, lรฌ dove vivi, prepara una nuova Pentecoste. Impegnati in una campagna che ha lo scopo di rendere tutti felici. Sacrificati di continuo, con Gesรน, per portare la pace alle anime, sviluppo e prosperitร ai popoli. Tale sarร la tua spiritualitร , discreta e concreta a un tempoยป.
Hubertus Blaumeiser
Foto: ยฉ CM – CSC Audiovisivi
Trasmissione integrale sul Canale YouTube di Vatican Media
Lโamore dร origine alla comunitร

Un vero incoraggiamento pastorale, frutto di una lettura profonda del tempo che stiamo vivendo: questo sono state per noi le parole pronunciate da Leone XIV nellโincontro del 21 marzo scorso, un momento di grazia particolare e gioia profonda che ha lasciato un segno indelebile nei cuori dei 300 partecipanti allโudienza in Vaticano. Avevamo appena terminato lโassemblea generale, che viene convocata ogni cinque anni per eleggere la presidente, il copresidente e il governo dellโOpera di Maria – Movimento dei Focolari, e abbiamo accolto quanto il Papa ci ha detto come un orientamento pieno di sapienza per il futuro e per il servizio che siamo chiamati a rendere oggi alla Chiesa e al mondo.
Il Pontefice ha anzitutto riconosciuto il dono che il carisma di Chiara Lubich rappresenta per la Chiesa: un dono che ha plasmato la vita di tante persone, famiglie, consacrati e sacerdoti, e che continua a generare frutti di comunione, di dialogo e di pace nei contesti piรน diversi. Allo stesso tempo, ha collocato questo dono dentro il dinamismo vivo della storia, ricordandoci che ogni carisma รจ affidato alla responsabilitร di chi lo riceve ed รจ chiamato a incarnarlo in modo sempre nuovo.
Leone XIV ci ha riconfermati nellโessenza del nostro carisma: lโunitร . Unโunitร che non nasce da equilibri organizzativi o da strategie umane, ma che รจ ยซfrutto e riflesso dellโunitร di Cristo con il Padreยป. Per questo โ ci ha ricordato โ essa non puรฒ essere confusa con lโuniformitร di pensiero, di sensibilitร o di stile di vita. Al contrario, lโunitร autenticamente evangelica valorizza le differenze, rispetta la libertร e la coscienza di ciascuno, e si costruisce nellโascolto reciproco e nella ricerca condivisa della volontร di Dio.
In un tempo segnato da profonde polarizzazioni, tensioni sociali e conflitti armati, il Papa ha indicato lโunitร come una vera forza profetica. Un seme semplice, ma potente, capace di contrastare ยซil veleno della divisioneยป che inquina i cuori e le relazioni, attraverso la testimonianza evangelica del dialogo, del perdono e della pace. Questa รจ una chiamata che sentiamo profondamente nostra e che interpella ogni membro del nostro movimento a essere fermento di riconciliazione nei contesti quotidiani.

Con particolare chiarezza, il Santo Padre ha poi indicato una responsabilitร specifica per questa fase post fondazionale, che segue cioรจ la morte della nostra fondatrice, Chiara Lubich. Non si tratta di una stagione ormai conclusa, ma di un tempo che continua e che chiede un discernimento costante, maturo e soprattutto condiviso. Ci ha richiamati a distinguere ciรฒ che รจ essenziale al nostro carisma da ciรฒ che, pur avendo accompagnato la nostra storia, non lo รจ piรน, o ha mostrato nel tempo limiti, ambiguitร e criticitร . Questo discernimento โ ha sottolineato โ non puรฒ essere affidato a pochi, ma coinvolge lโintero corpo del movimento. Il carisma, infatti, รจ un dono dello Spirito Santo, e tutti hanno il diritto e il dovere di sentirsi corresponsabili dellโopera alla quale hanno aderito con dedizione.
Vorrei riportare anche le parole che il nuovo copresidente, don Roberto Almada, ha pronunciato, commentando questa parte del discorso del Santo Padre, cogliendone la grande portata: ha riconosciuto come egli ci abbia parlato โcome un padreโ. Ha poi aggiunto che ci ha incoraggiato nel cammino che abbiamo di fatto intrapreso giร da alcuni anni, di ascolto delle persone che hanno sofferto e di revisione delle prassi, ma allo stesso tempo ci ha chiamato a una conversione piรน profonda.
La conversione a cui il Papa ci chiama parte da un cambiamento personale di mentalitร e dunque non si tratta solo di riformare strutture o istituzioni. Al centro di tutto cโรจ il modo di vivere le relazioni, il rispetto della dignitร della persona e lโesercizio corretto dei ruoli di responsabilitร , vissuti come servizio. In questo senso, il Papa ci ha ricordato che solo uno stile evangelico puรฒ far ยซbrillare la bellezzaยป del Vangelo nelle relazioni e nelle strutture.
Mi ha poi colpito in modo particolare lโinsistenza di Leone XIV sulla caritร , come nutrimento indispensabile dellโunitร . Richiamando la prima lettera ai Corinzi, ha ricordato che la caritร รจ paziente, magnanima, rispettosa, e che senza di essa lโunitร rischia di svuotarsi. In queste parole ho ritrovato il cuore dellโintuizione di Chiara Lubich, che vedeva nellโunitร non solo un ideale spirituale, ma la โrocciaโ su cui poggia tutta la vita del movimento.
Ora inizia per il movimento dei Focolari un nuovo mandato; cinque anni in cui sentiamo che guardare al futuro significa accogliere e operare una vera svolta. Una svolta che chiede conversione personale e comunitaria, un rinnovato ascolto del grido dellโumanitร di oggi e un impegno a testimoniare lโunitร non tanto con le parole quanto con la vita. La nostra assemblea generale che era composta da persone che rappresentavano tutte le vocazioni, moltissime culture, lingue, popoli, ci ha fatto sperimentare la ricchezza di una corresponsabilitร diffusa e un nuovo entusiasmo: segni che lo Spirito continua ad accompagnarci anche in questo passaggio delicato.
Con gratitudine profonda raccogliamo allora lโincoraggiamento del Santo Padre e il suo invito a proseguire nel cammino. Lo facciamo con umiltร e fiducia, certi che, se vivremo lโunitร come dono gratuito e come compito quotidiano, essa potrร contribuire alla missione della Chiesa ed essere sempre piรน fermento di pace per il mondo.
Margaret Karram
Presidente del Movimento dei Focolari
Pubblicato su lโOsservatore romano il 26 marzo 2026
(Traduzioni: Servizi Linguistici del Movimento dei Focolari)
Foto: ยฉ Vatican Media
Mettere in rilievo lโaltro/a
Trasformare i momenti negativi in qualcosa di positivo

(โฆ) Qual รจ la parola che lo Spirito ha impresso come sigillo su questa casa, sul nostro Movimento, quando il Cielo l’ha pensato e ha dato inizio qui in terra alla sua realizzazione?
Noi lo sappiamo. La parola รจ โunitร โ. Unitร รจ la parola riassuntiva di tutta la nostra spiritualitร . Unitร con Dio, unitร coi fratelli. Anzi: unitร coi fratelli per raggiungere l’unitร con Dio.
Lo Spirito, infatti, ci ha svelato una via tutta nostra, pienamente evangelica per unirci con Dio,
per trovare lui. (โฆ) Noi lo cerchiamo e troviamo passando per il fratello, amando il fratello. Lo troviamo se ci sforziamo di attuare l’unitร col fratello, con ogni fratello: se stabiliamo la presenza di Dio tra noi fratelli. Solo in questo modo abbiamo garantita anche l’unitร con lui, lo troviamo vivo e palpitante nel nostro cuore. Ed รจ poi questa unitร con Dio che spinge, a sua volta, verso i fratelli, che ci aiuta a far sรฌ che il nostro amore per loro non sia fittizio, non insufficiente, non superficiale, ma un amore radicale, pieno, completo, sostanziato di sacrificio, pronto sempre a dare la vita, capace di realizzare l’unitร .
I nostri Statuti mettono l’unitร a base di tutto, come norma di ogni norma, come regola da
attuare prima di ogni altra regola. E la parola unitร per noi รจ la roccia.
Noi non abbiamo significato nella vita se non in questa parola, dove tutto prende senso: ogni nostro atto, ogni preghiera, ogni respiro. E se saremo concentrati su questa parola, se la vivremo il meglio che possiamo, tutto sarร certamente salvo per noi: salvi noi e salva quella porzione di Opera che ci รจ stata affidata.
Verranno forse per l’Opera in futuro, nel suo insieme o in qualche zona,
momenti diversi dal presente, contrassegnato da tante consolazioni, frutti, luce, fuoco.
Potranno venire momenti di buio, di sgomento. Potranno sopraggiungere persecuzioni,
tentazioni. (โฆ) Potranno succedere disgrazie, catastrofiโฆ Ma, se noi saremo saldi sulla roccia
dell’unitร , nulla potrร toccarci, tutto andrร avanti come prima.
Chiara Lubich
in โConversazioni in collegamento telefonicoโ, 2019, Cittร Nuova Editrice, p. 373
Vivere per lโaltro/a
Donarci per il bene di tutti
Amare senza interesse

Un ritorno a Loppiano doppo tanti anni, sensazioni e sogni che si risvegliano con lโidea di dar vita a nuovi progetti. ร quello che racconta Roberto Brundisini allโapertura del sito web dei co-cittadini di Loppiano.
โUn giorno torno in visita a Loppiano, dove avevo vissuto per qualche tempo anni addietro. E mi accorgo di trovarmi bene, a casa. Mi meraviglio di esserne rimasto lontano cosรฌ a lungo e penso a tanti che come me hanno perso i contatti con questa realtร . Capisco e comunico che questa รจ la casa non solo di chi ci abita ma anche di chi la ama. E so che sono tanti.

Si sparge la voce, si riattivano i circuiti spenti e come da un lungo letargo si destano volti antichi e nuovi. Loppiano c’รจ, รจ lรฌ, c’รจ ancora! I sogni che si erano assopiti riprendono vita, con la determinazione dell’umiltร . Perchรฉ i sogni che restano nel cassetto fanno la muffa.
Allora, cosa bisogna fare? Ci si domanda. Da dove si comincia?
Ah, ecco- diciamo tra noi- forse possiamo creare una comunitร energetica. Giusto! – risponde qualcuno. Forse potremmo impostare un’agricoltura alternativa. Bello! Contribuire al riassetto urbanistico e ambientale della Cittadella secondo i criteri della Laudato si’.
Che sogno! Ci siamo detti: Perchรฉ non organizziamo una struttura di accoglienza dove passare un po’ di giorni di relax e riprendere a rieducarci alla natura e ai rapporti umani? Fantastico- continua qualcunโ altro- a me piacerebbe trovare un hub, uno spazio di incontro per scambi culturali tra giovani e magari anche tra artisti. Molto interessante! E se realizzassimo una Webradio dal respiro universale, vista la varietร di competenze, esperienze, conoscenze che molti di noi, sparsi in tutte le latitudini, hanno acquisito in questi anni? Altro sogno! (โฆ)โ
In occasione della visita al Centro Internazionale abbiamo intervistato il Presidente dellโAssociazione, Alessandro Agostini e uno dei consiglieri, Nicola di Settimo.
Attivare i sottotitoli e scegliere la lingua desiderata
Intervista di Anna Lisa Innocenti e Carlos Mana
Montaggio: Joaquรญn Masera.
Impegnarsi verso la sofferenza altrui
Decidere di amare

โSe vuoi restare saldo nella fede, scegli la via della speranza destinata alla tua anima di discepolo di Cristoโ. ร uno dei 1001 pensieri rivolti dallโallora Arcivescovo Franรงois Xavier Nguyแป n Vฤn Thuแบญn ai suoi fedeli, nei lunghi anni della detenzione in carcere a motivo della sua fede: una collezione di riflessioni, moniti, incoraggiamenti, poi raccolti nel volumeย โIl cammino della speranzaโ, considerato ilย โtestamento spiritualeโย del cardinale vietnamita, dichiaratoย Venerabileย da Papa Francesco.ย
In occasione del 50ยฐ Anniversario della stesura del volume, la Causa di Beatificazione del Cardinale Vฤn Thuแบญn e il Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale โ che รจ Attore della Causa – insieme con il Dicastero per il Clero, lโEditrice Cittร Nuova e la Diocesi di Roma, desiderano onorare la memoria del Cardinale vietnamita celebrando un convegno intitolatoย โFranรงois Xavier Nguyแป n Vฤn Thuแบญn. Testimone di speranzaโ.
Lโevento si tiene il prossimo 25 marzo a Roma, presso la Sala dei Trattati Lateranensi, nel Palazzo Apostolico Lateranense, dalle 16.00 alle 17.30 (utc +1).
Sarร presente la Sig.ra รlisabeth Nguyแป n Thแป Thu Hแปng, sorella del Cardinale Vฤn Thuแบญn.
Attraverso la testimonianza di chi lo ha conosciuto, e con brani e musiche tratti dai suoi scritti, il Convegno intende sottolineare lโattualitร della figura del Cardinale Vฤn Thuแบญn: un pastore fedele che seppe trasformare lโesperienza della prigionia in uno spazio di preghiera, perdono e offerta, mostrando come la luce del Vangelo possa vincere ogni oscuritร . Dalle sue parole giunge fino a noi un messaggio di speranza, patrimonio spirituale universale.
Apre i lavori Sua Em.za Cardinale Baldassare Reina, Vicario Generale di Sua Santitร per la Diocesi di Roma. Intervengono Sua Em.zaย Cardinale Michael Czerny, S.J., Prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale;ย Dr.ย Waldery Hilgeman, Postulatore della Causa di Beatificazione del Cardinale Vฤn Thuแบญn; Sua Em.zaย Cardinale Lazzaro You Heung-sik, Prefetto del Dicastero per il Clero; Sua Em.zaย Cardinale Luis Antonio Tagle, Pro-Prefetto del Dicastero per lโEvangelizzazione.
Interviene al pianoforte Don Carlo Seno, presbitero della Diocesi di Milano, Responsabile del Centro di Spiritualitร โVinea meaโ.
Modera lโincontro il giornalista Alessandro De Carolis, di Radio Vaticana – Vatican News.
Nel contesto del Convegno sarร presentata lโedizione in lingua italiana della nuova biografia del Cardinale Vฤn Thuแบญn, redatta dalla sorella รlisabeth, pubblicata da Cittร Nuova Editrice, con Prefazione a firma del Cardinale Michael Czerny.
Lโevento รจ aperto alla stampa, previa richiesta di accredito presso la sala Stampa della Santa Sede, e sarร fruibile via streaming in lingua italiana, con traduzione simultanea in inglese, francese, spagnolo, portoghese, tedesco, vietnamita.
A cura della Causa di Beatificazione del Cardinale Vฤn Thuแบญn
Di seguito i link per seguire l’evento:
IT: https://www.youtube.com/live/WQk9grOvTL0
EN: https://www.youtube.com/live/qr-lYRm1IGY
ES: https://www.youtube.com/live/7mQNE_tFE_4
FR: https://www.youtube.com/live/8xnl5NQ4jx8
DE: https://www.youtube.com/live/ULjKpE22E6s
PT: https://www.youtube.com/live/JSPZWH-Zwu0
VT: https://www.youtube.com/live/8Mx3gnY3wuE
La vita, le opere e la spiritualitร del Cardinale Vฤn Thuแบญn sono illustrate anche nel portale a lui dedicato, in piรน lingue, allโindirizzo https://www.cardinalvanthuan.va/it.html
Lโamore non รจ passivo
Avere uno sguardo attento verso chi incontriamo

Lโarrivo di Papa Leone XIV รจ stato accolto da un applauso caloroso dei 320 partecipanti allโAssemblea Generale dei Focolari ricevuti in Vaticano in udienza. โCon quellโapplauso – ha raccontato il Copresidente neoeletto, Roberto Almada โ abbiamo voluto esprimere la nostra gioia. Mi ha colpito il suo sguardo riconoscente e incoraggiante nei confronti di tutte le componenti del Movimento: sacerdoti, famiglie, giovani, focolariniโ.
Fin dai primi passaggi, Papa Leone XIV ha riportato lโattenzione sulla radice del carisma: โOgnuno di voi รจ stato attratto dal carisma della Serva di Dio Chiara Lubichโ. Lโunitร , ha sottolineato, resta il cuore del dono che lo Spirito Santo offre oggi alla Chiesa e al mondo.
Un popolo della pace chiamato ad essere argine alle barbarie
Il tema della pace ha attraversato con forza il discorso del Santo Padre. Ha riconosciuto che โanche attraverso di voi, Dio si รจ preparato, nei decenni passati, un grande popolo della paceโ, chiamato oggi โa fare da contrappeso e da argine a tanti seminatori di odio che riportano indietro lโumanitร a forme di barbarie e di violenzaโ. Parole che hanno confermato il lavoro dellโAssemblea, che ha riflettuto su come contribuire piรน efficacemente a ricucire legami sociali, superare polarizzazioni, promuovere dialogo e fraternitร nei territori in cui il Movimento รจ presente.
Margaret Karram, rieletta Presidente del Movimento, ha cosรฌ commentato: โIl Papa ha sottolineato ancora quanto oggi, piรน che mai, ci sia bisogno dellโunitร in un mondo diviso e in guerra. Ha rimesso ancor piรน al centro la necessitร di vivere di piรน e meglio la nostra vocazione alla fraternitร . Mi ha poi colpito la riconoscenza del Papa per il lavoro del Movimento in campo ecumenico, interreligioso e in altri ambitiโ.
La responsabilitร della fase postโfondazionale
Un passaggio particolarmente significativo ha riguardato il momento storico che il Movimento sta attraversando. Papa Leone XIV ha ricordato che: โa voi รจ affidata la responsabilitร di tenere vivo il carisma del vostro Movimento nella fase postโfondazionaleโ, una fase che non termina con la generazione immediatamente successiva alla fondatrice, ma che โsi prolunga anche oltreโ. Ha invitato il Movimento a distinguere con luciditร e onestร ciรฒ che appartiene al nucleo essenziale del carisma da ciรฒ che nel tempo puรฒ cambiare. Ha detto con chiarezza che รจ necessario discernere โquali aspetti della vostra vita comune e del vostro apostolato sono essenziali, e perciรฒ vanno mantenutiโ e โquali strumenti e pratiche, benchรฉ in uso da tempo, non sono essenziali al carismaโฆ o hanno presentato aspetti problematici e perciรฒ sono da abbandonareโ.
Le parole del Santo Padre sulla trasparenza โ โcondizione di credibilitร โ e diritto di tutti perchรฉ il carisma รจ un dono condiviso โ hanno dato conferma e forza a un orientamento giร maturato nellโAssemblea. Un Movimento piรน corresponsabile รจ il passo necessario per vivere oggi lโunitร .
Un processo di rinnovamento condiviso: le linee dโindirizzo per i prossimi cinque anni (2026โ2031)
La riflessione sulle sfide e le criticitร avviata dallโAssemblea generale ha evidenziato che alla base di tanti problemi del movimento oggi, sta la necessitร di una comprensione piรน matura dellโunitร , nucleo fondante del Carisma di Chiara Lubich, per questo รจ stato avviato un processo di ripensamento e approfondimento a tutti i livelli.
In questo orizzonte, si intende: lavorare per superare divisioni e polarizzazioni attraverso lโazione delle comunitร dei Focolari che vivono sui territori e nelle โperiferieโ del mondo, in sinergia con quanti condividono il principio evangelico dellโunitร attraverso il dialogo e la collaborazione; sostenere reti impegnate nella promozione della pace e nellโeducazione alla non violenza; sviluppare una visione integrale della cura del pianeta e delle persone; rafforzare famiglie e comunitร come luoghi di prossimitร e sostegno reciproco. Accanto a ciรฒ, diventa essenziale promuovere un uso etico e responsabile delle tecnologie e dellโintelligenza artificiale, coinvolgendo tutte le generazioni, e valorizzare il contributo dei giovani e la ricchezza che nasce dallโincontro tra diverse esperienze e sensibilitร .
Con un approccio fondato sulla qualitร delle relazioni, sulla trasparenza, sulla partecipazione e sulla responsabilitร condivisa, il Movimento rinnova il suo impegno a lavorare affinchรฉ ogni luogo diventi spazio di incontro e collaborazione, a servizio del bene comune e della pace.
Stefania Tanesini
LEGGI QUI IL TESTO INTEGRALE DEL DISCORSO DI PAPA LEONE XIV
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