Movimento dei Focolari
Con Papa Leone per il dialogo e la pace

Con Papa Leone per il dialogo e la pace

Il piรน grande Paese africano per superficie nel quale, dei 48 milioni di abitanti, i cristiani sono meno  dell’1%.  Lโ€™Algeria รจ il Paese che papa Leone XIV ha scelto come prima tappa del viaggio in terra africana che lo porterร  poi in Camerun, Angola e Guinea Equatoriale. Vi รจ arrivato 13 aprile 2026 e i suoi primi incontri con la comunitร  algerina hanno messo in evidenza anche la vita e le attivitร  di organizzazioni e iniziative interreligiose, a volte poco conosciute, che operano nel Paese da molti anni.

Una di queste รจ il Movimento dei Focolari, una rete di unitร  spirituale arrivata nell’Algeria a maggioranza musulmana nel 1966. Le sue attivitร  in Algeria sono animate da membri musulmani, per lo piรน donne, che vi partecipano, lavorando in piccoli gruppi in tutto il Paese, sia prestando aiuto presso centri per anziani locali, sia dando ripetizioni agli studenti o studiando insieme a loro.

Lโ€™esperienza di una fede ยซveraยป che ยซnon isola ma apre, unisce ma non confonde, avvicina senza uniformare e fa crescere unโ€™autentica fratellanzaยป รจ stata condivisa in francese da Monia Zergane, musulmana la cui vita si fa ยซsegno di speranza per il nostro mondoยป. Nei servizi della Chiesa cattolica in Algeria, cristiani e musulmani lavorano ยซfianco a fiancoยป, ha riferito la donna, ยซcon le stesse preoccupazioniยป di ยซaccogliere, servire, ascoltare, prendersi cura dei piรน fragili, organizzare, trovare risorse finanziarie e adoperarsi perchรฉ i centri di attivitร  siano luoghi sicuri che preservino la dignitร  delle personeยป. Un servizio ai piรน ยซvulnerabiliยป, che siano donne, bambini, anziani, malati, vissuto ยซinsiemeยป e in grado di creare una ยซfraternitร  realeยป, ha spiegato, forte della convinzione che ยซservire lโ€™uomo รจ anzitutto servire Dioยป. Un impegno, ha rimarcato, che si nutre di tutte le cose ยซbelleยป messe in gioco: competenze, dedizione, pazienza, perdono, compassione e benevolenza.

Fratelli e sorelle che sono stati ยซdโ€™immenso aiuto e confortoยป per Monia nella prova della malattia, quando, ha confidato con gratitudine, ยซho potuto contare sulla loro vicinanza, sulla loro incrollabile solidarietร , sulla loro delicatezza e le loro preghiereยป. In particolare, la vicinanza di una comunitร  del Movimento dei Focolari, e lโ€™impegno quotidiano per mettere in pratica lโ€™amore per il prossimo, ยซmโ€™interpella spesso e mi fa capire che la vita non รจ fatta soprattutto di grandi opere visibili, ma di una comunione vissuta giorno dopo giornoยป, ha riconosciuto. Consapevole che la fratellanza si costruisce anche ยซnei gesti semplici: un sorriso, un saluto che viene dal cuore, una parola benevola, un servizio reso senza aspettarsi nulla in cambio, e nelle piccole cose della vita quotidiana: farsi gli auguri per una festa, condividere un pasto dopo un tempo di digiuno, ascoltare il significato spirituale di una celebrazioneยป.

A cura della redazione

Foto: ยฉ Joaquรญn Masera – CSC Audiovisivi

Libano: la resistenza della solidarietร 

Libano: la resistenza della solidarietร 

Nel vortice delle notizie rapide sulla guerra in Libano, le storie individuali si perdono e i volti umani sbiadiscono dietro i numeri degli sfollati e i rapporti sui bombardamenti. Eppure la realtร , come rivelano le testimonianze sul campo, รจ molto piรน profonda e dolorosa di quanto mostrino i titoli. In questo โ€œtempo di guerraโ€, centinaia di migliaia di libanesi vivono una condizione di sfollamento ripetuto, come se fosse un destino che si rinnova a ogni nuova ondata di violenza. Ma in mezzo a questo buio emergono anche volti umani che cercano di restituire alla vita il suo significato.

Dallโ€™inizio dellโ€™escalation e con lโ€™espansione dei raid aerei e degli ordini di evacuazione, lo sfollamento non รจ piรน un evento eccezionale, ma รจ diventato uno stile di vita. Non vengono piรน evacuate singole aree, ma intere regioni, dal sud alla Beqaa fino al cuore della capitale Beirut. In questo scenario, il numero degli sfollati ha superato il milione, in una delle piรน grandi ondate di sfollamento interno nella storia recente del Paese. Tante le vittime civili.

Dietro questo numero si nascondono perรฒ storie umane che riassumono la tragedia. Zeina Chahine ha condotto alcune interviste per raccontare il dolore delle persone e, allo stesso tempo, la grandezza dellโ€™azione umanitaria che diventa incontro, consolazione e forza collettiva contro lโ€™ingiustizia.

Marwan, uno degli sfollati del sud, riassume lโ€™esperienza con una frase dolorosa: โ€œStiamo appassendo lentamenteโ€. Non รจ solo una metafora, ma la descrizione di una vita che viene consumata gradualmente, in cui lโ€™essere umano perde casa, lavoro e stabilitร  senza perรฒ perdere del tutto la speranzaโ€ฆ che tuttavia si logora. Marwan aggiunge che anche lโ€™idea del ritorno รจ cambiata: non sogna piรน la casa, ma semplicemente il ritorno, in qualsiasi forma possibile.

Nawal racconta invece il momento della fuga forzata: una telefonata nel cuore della notte, pochi minuti per raccogliere ciรฒ che si puรฒ portare, poi la fuga sotto i bombardamenti. โ€œCosa dobbiamo portare con noi?โ€ รจ una domanda che riassume lโ€™impotenza di fronte alla rapiditร  del crollo. Una piccola valigia in cambio di una vita intera lasciata indietro. Anche lei, come molti altri, non ha vissuto lo sfollamento una sola volta, ma piรน e piรน volte, fino a quando il ritorno alla โ€œtabula rasaโ€ รจ diventato parte dellโ€™esperienza stessa.

Anche i bambini e i giovani pagano il prezzo. Suleiman, sedicenne, si ritrova fuori dalla scuola, in un rifugio temporaneo, e riassume la guerra dicendo: โ€œรˆ la mia croce in questa vitaโ€. Parole che mostrano come la guerra non rubi solo il presente, ma anche lโ€™innocenza dellโ€™etร .

Ma accanto a questo dolore vive anche unโ€™altra immagine, non meno presente: quella della solidarietร  umana. Tra scuole trasformate in centri di accoglienza e angoli sovraffollati delle cittร , emergono volontari e iniziative individuali che cercano di colmare il vuoto dellโ€™assenza. Persone che dormono per terra, con una grave mancanza dei beni piรน essenziali, e tentativi graduali di fornire materassi e coperte. Il bisogno non riguarda solo cibo e acqua, ma anche tutto ciรฒ che preserva la dignitร  umana, come i prodotti per lโ€™igiene personaleโ€ฆ perchรฉ anche nello sfollamento lโ€™essere umano ha bisogno di sentirsi dignitoso.

Abir, madre e volontaria, vede lโ€™aiuto come un dovere umano prima di tutto. Dice che ciรฒ che colpisce di piรน รจ โ€œla paura negli occhi delle personeโ€, quellโ€™ansia costante di un futuro incerto. Ma allo stesso tempo osserva anche la forte spinta alla solidarietร : โ€œLe persone corrono ad aiutare, senza chiedere nullaโ€. In un contesto in cui le istituzioni a volte sono limitate, le iniziative individuali diventano la prima linea di difesa dellโ€™umanitร .

Questo incontro tra dolore e solidarietร  rivela una forte contraddizione: la guerra divide le persone, ma allo stesso tempo crea spazi inaspettati di solidarietร . รˆ come se la societร , nei momenti di collasso, riscoprisse se stessa attraverso i suoi individui.

E nonostante le differenze nelle opinioni e nelle appartenenze, il punto comune rimane il sentimento di sradicamento e il rifiuto della guerra e delle sue tragedie. Con il passare del tempo, anche la forma della speranza cambia: da โ€œse Dio vuole torneremo a trovare le nostre caseโ€ a semplicemente โ€œse Dio vuole torneremoโ€. Una speranza che si riduce, ma non si spegne.

Resta sospesa sulle labbra di tutti la domanda: โ€œDomani dove andremo?โ€. Non รจ una domanda su una destinazione precisa, ma sul destino stesso.

Eppure, nonostante tutto il dolore, queste testimonianze rivelano una veritร  duplice: la guerra ferisce profondamente lโ€™essere umano, sรฌ, ma non riesce a cancellarne lโ€™umanitร . Tra una tenda e un rifugio, tra perdita e nostalgia, nasce unโ€™altra forma di resistenza: la resistenza della solidarietร .

Cosรฌ, mentre alcuni appassiscono lentamente, altri li annaffiano con quanto possono di solidarietร , mantenendo la vita possibile. Perchรฉ la fede nella fratellanza umana รจ una realtร  che abbiamo interiorizzato vivendo e praticando, tramandata dai nostri padri e dai nostri nonni, fino a diventare sangue nelle nostre vene e parte della nostra civiltร .

Elaborato da Rima Saikali
Al Madina Al Jadida

Eโ€™ attiva lโ€™emergenza Medio Oriente. Ogni contributo permette di portare sollievo alle tante famiglie colpite dal flagello della guerra: molte hanno perso la casa, altre cercano rifugio in strutture che aprono le porte nonostante risorse sempre piรน limitate.

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Foto: ยฉPexels-Mohamad-Mekawi

Istituto Universitario Sophia: nuova offerta formativa

Istituto Universitario Sophia: nuova offerta formativa

Lโ€™Istituto Universitario Sophia lancia una nuova offerta formativa per lโ€™anno accademico 2026/2027, segnando un passaggio decisivo nella crescita dellโ€™istituzione e nellโ€™ampliamento del suo progetto accademico internazionale. La nuova proposta, infatti, offre un percorso universitario completo (3+2) integrando due cicli di studio pienamente strutturati: il Baccalaureato in Filosofia e Scienze Umane (Laurea Triennale, interclasse L-5/L-24) e la Licenza in Filosofia, Economia di Comunione e Ambiente (Laurea Magistrale, classe LM-78).

La nuova proposta accademica dellโ€™Istituto Universitario Sophia nasce da una convinzione semplice e radicale: il sapere non รจ un insieme di informazioni ma uno strumento concreto per cambiare il mondo.

โ€œIn questo cambiamento dโ€™epoca caratterizzato da incertezza e frammentazione โ€“ afferma il Rettore Declan J. Oโ€™Byrne โ€“, con la nuova offerta formativa, Sophia conferma la propria missione, assumendo un ruolo strategico nella formazione di persone capaci di unire pensiero critico, competenze interdisciplinari, progettuali e responsabilitร  verso il bene comune, per porre le basi di un altro futuro, agendo nellโ€™ambito della sostenibilitร  integrale, dellโ€™economia, della progettazione sociale, territoriale e dellโ€™innovazioneโ€.

Grazie alla collaborazione istituzionale con lโ€™Universitร  degli Studi di Perugia (Italia), entrambi i percorsi permettono il conseguimento di un doppio titolo accademico, ecclesiastico e statale, con piena validitร  nellโ€™ordinamento universitario italiano e riconoscimento internazionale.

Il Baccalaureato in Filosofia e Scienze Umane โ€“ Laurea Triennale (L-5/L-24) โ€“ รจ un corso di laurea che offre una formazione interdisciplinare centrata sulla comprensione della persona nelle sue dimensioni cognitive, emotive, relazionali e sociali. Prepara a proseguire negli studi, ad accedere ai percorsi per lโ€™insegnamento e ad assumere ruoli educativi, sociali, progettuali e culturali.

La Licenza in Filosofia, Economia di Comunione e Ambiente โ€“ Laurea Magistrale (LM-78) โ€“ sviluppa il metodo interdisciplinare di Sophia nei contesti dellโ€™economia, della sostenibilitร  integrale e della governance, formando figure professionali capaci di comprendere e accompagnare processi economici, sociali e organizzativi. Il corso di laurea promuove una riflessione critica sui modelli economici contemporanei e orienta alla ricerca di soluzioni etiche e sostenibili, in particolare, nei campi dellโ€™ecologia, dello sviluppo delle cittร , delle organizzazioni e delle comunitร .

Il focus su Economia di Comunione ed Economia Civile rende questo percorso unico nel panorama accademico italiano e internazionale, offrendo agli studenti strumenti per comprendere e trasformare i sistemi economici contemporanei, per contribuire concretamente alla costruzione di economie sostenibili, inclusive e generative. La formazione proposta prepara professionisti capaci di guidare processi di responsabilitร  sociale dโ€™impresa, di sviluppare progetti di innovazione sostenibile, di lavorare nella rigenerazione dei territori, di assumere ruoli in imprese, enti pubblici e del terzo settore orientati allo sviluppo umano e alla sostenibilitร  integrale, di contribuire alla costruzione di modelli economici resilienti e adatti a scenari complessi.

Sono inoltre attivi i dottorati di ricerca in Scienze Umane e in Cultura dellโ€™Unitร , che completano lโ€™offerta accademica dellโ€™Istituto.

Con il prossimo anno accademico, Sophia inaugura anche una nuova sede didattica a Firenze (presso lโ€™Istituto affiliato alla Facoltร  Teologica dellโ€™Italia Centrale), che ospiterร  le attivitร  del Baccalaureato. La scelta di Firenze consente lโ€™accesso alle opportunitร  accademiche, professionali e culturali di una delle cittร  universitarie piรน prestigiose dโ€™Europa.

La Laurea Magistrale rimane radicata nel campus internazionale di Loppiano, che offre un ambiente internazionale e interculturale in cui studenti provenienti da numerosi Paesi hanno lโ€™opportunitร  di condividere studio, vita quotidiana ed esperienze formative.

Uno degli elementi distintivi della vita accademica a Sophia รจ il rapporto studentiโ€‘docenti, pari a circa 1:5. Questo permette un accompagnamento personalizzato, un dialogo continuo e un ambiente di studio che valorizza la relazione come parte integrante del processo formativo. Il modello Sophia supera la logica delle lezioni frontali affollate e favorisce una didattica interattiva, centrata sulla persona, sulla qualitร  dei contenuti e sulla crescita delle competenze critiche, relazionali e progettuali.

La qualitร  della vita accademica a Sophia รจ anche garantita dalla possibilitร  di vivere unโ€™esperienza di studio personalizzata e aperta al mondo, grazie alla rete selezionata di partner che supporta le attivitร  didattiche e offre opportunitร  concrete di tirocinio e inserimento professionale in contesti internazionali, tra cui: ASCES-UNITA, Sophia ALC (America Latina), Together for a New Africa, Economia di Comunione Corea, Ethos Capital e Consulus.

Maggiori informazioni sul sito Sophiauniversity.org

A cura della Redazione
Foto: ยฉ Istituto Universitario Sophia

Vangelo Vissuto: โ€œResta con noi, perchรฉ si fa seraโ€ (Lc 24,29)

Vangelo Vissuto: โ€œResta con noi, perchรฉ si fa seraโ€ (Lc 24,29)

ยฉ Tolga Deniz Aran by Pexels

Mongomo รจ una piccola cittร  della Guinea Equatoriale, alla frontiera col Gabon. Scrive suor Maria: โ€œรˆ un grande dono per la nostra comunitร  la permanenza con la gente di qui, cosรฌ aperta alla Parola di Dio. Ogni mese lโ€™aspettano con ansia nei villaggi vicini. La domenica, dato che non cโ€™รจ quasi mai un sacerdote per celebrare la Santa Messa, si ritrovano con qualcuna di noi per sentirsi spiegare la Parola. Si riuniscono in piรน di cinquecento. Agli incontri in parrocchia a Mongomo, invece, riescono a partecipare soltanto una cinquantina. Bisogna tener conto del fatto che non hanno orologi, nรฉ nozione della data, per cui รจ molto difficile combinare degli appuntamenti, sicchรฉ le loro presenze non sono fisse. A volte poi devono percorrere (ovviamente a piedi) dieci, venti chilometri per arrivare. รˆ commovente costatare che mai si stancano di sentir parlare di Dio. Vorrei che li sentiste raccontare come mettono in pratica il Vangelo: sono esperienze semplici, concreteโ€ฆ cโ€™รจ da convertirsi a sentirle. Piรน volte ho sentito qualcuno di loro ripetere che la Parola di Dio gli รจ necessaria come il ciboโ€.

(Suor Maria – Guinea Equatoriale)

Ero rimasta particolarmente colpita ascoltando la frase del Vangelo โ€œSe presenti la tua offerta sullโ€™altare e lรฌ ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lรฌ il tuo dono davanti allโ€™altare e vaโ€™ prima a riconciliarti con tuo fratelloโ€ฆโ€. Infatti, non ero in buoni rapporti con una certa signora. Facendomi coraggio, sono andata da lei. Purtroppo, non solo non mi ha ascoltata, ma mi ha mandata via urlando. Demoralizzata, non sapevo cosa fare. Intanto mio figlio aveva ricevuto una lettera da un conoscente che si voleva scusare con lui per via di una piccola incomprensione tra loro capitata qualche giorno prima. Cโ€™era di che sorprendermi: primo, perchรฉ mio figlio รจ cosรฌ piccolo che non sa ancora leggere, per cui ho dovuto leggergli la lettera; secondo, perchรฉ un adulto si scusava cosรฌ seriamente con lui. Da tutto ciรฒ ho tratto la spinta per scrivere a quella signora chiedendole perdono. Giorni dopo ricevo la sua telefonata: โ€œPerdonami tu!โ€. Tornata da lei e chiarito ogni malinteso, piene di gioia, ci siamo riconciliate.

(H.B. โ€“ Germania)

A cura di Maria Grazia Berretta
Foto di copertina: ยฉ Saulo Leite by Pexels

Pasqua: il fondamento della Grande Speranza

Pasqua: il fondamento della Grande Speranza

La speranza cristiana non รจ fuga dal reale. Nasce in un luogo senza luce, nella strettoia di una tomba murata, dove Dio ha giร  rovesciato il giudizio di questo mondo. Proprio per questo osa parlare in un tempo di guerre (Gaza, Kiev, il Darfur, Tehran) e di centinaia di milioni di persone che non sanno come arrivare a domani.

Le nostre giornate sono tessute di attese giuste: salute, un lavoro non precario, un poโ€™ di pace, una giustizia che non sia solo parola. Quando perรฒ diventano tutto il nostro orizzonte o le sacralizziamo come idoli o, alla prima frattura seria, ci rifugiamo nel cinismo e nella rassegnazione.

La Pasqua non cancella queste speranze, le decentra. Le radica in un Altro e, proprio cosรฌ, le preserva. Lโ€™amore piรน forte della morte non ci toglie il peso dellโ€™agire; spezza piuttosto lโ€™ansia di dover salvare il mondo con le nostre sole mani.

Lโ€™ultima parola sulla storia non รจ la nostra, nรฉ quella dei vincitori di turno. รˆ la parola pronunciata sul corpo di Gesรน. E la parola della Pasqua smentisce in anticipo ogni pretesa della morte di essere definitiva. Per Paolo, la risurrezione di Cristo non รจ un episodio isolato nella biografia di Gesรน. รˆ lโ€™apertura di una scena nuova in cui lโ€™umanitร  intera viene trascinata: ยซCome in Adamo tutti muoiono, cosรฌ in Cristo tutti riceveranno la vitaยป (1 Cor 15,22). I Padri hanno seguito questa traccia senza attenuarla: la risurrezione รจ il compimento della natura umana nella sua interezza, non il privilegio di pochi fortunati. In Cristo, Dio contempla giร  la pienezza della famiglia umana: i volti dei rifugiati nel Mediterraneo, di chi attraversa il Sahara, dei civili nascosti nelle cantine del Darfur. Per questo ogni ferita alla dignitร , ogni corpo scartato, non รจ solo ingiustizia sociale; รจ profanazione di unโ€™umanitร  che รจ stata pensata e amata dentro la luce del Risorto stesso. 

ยฉ Mourad Saad Aldin by Pexels.com

Paolo allarga ancora lo sguardo: ยซtutta la creazione geme e soffre le doglie del partoยป (Rm 8,22). Non geme soltanto la coscienza umana, ma il suolo, lโ€™aria, i mari. Nel 2026 il linguaggio delle โ€œdoglieโ€ non suona come pio simbolismo: lo leggiamo nelle alluvioni, nei raccolti incerti, nei villaggi che devono spostarsi perchรฉ lโ€™acqua รจ finita. Questo gemito ha la forma di una protesta; la creazione rifiuta di essere trattata come materiale usa e getta, e la Pasqua le dร  voce. In Cristo risorto, ogni sfruttamento della terra appare giร  come ciรฒ che รจ: una scelta contro il futuro di tutti.

Come si vive, allora, tra un compimento giร  inaugurato e una storia ancora attraversata da troppi fallimenti? Non con la paralisi nรฉ con lโ€™ottimismo di facciata. Si vive sapendo che nulla di ciรฒ che รจ autenticamente buono va perduto: un gesto di accoglienza, una scelta di rinuncia, un lavoro onesto portato avanti in condizioni storte. Benedetto XVI ricorda che ยซogni agire serio e retto dellโ€™uomo รจ speranza in attoยป e include tra questi impegni anche il lavorare per un mondo piรน umano, sostenuto dalla grande speranza che poggia sulle promesse di Dio (Spe Salvi, 35). Possiamo dire di piรน: non รจ aggiunta esterna al Regno, ma ne รจ giร  un frammento visibile. Il compimento appartiene a Dio, e tuttavia Dio si ostina a passare anche attraverso di noi. Quando ci impegniamo per i profughi, per il disarmo, per condizioni di lavoro meno disumane, per una pace concreta e non retorica, non stiamo solo โ€œpreparandoโ€ qualcosa che verrร  dopo. Stiamo lasciando che la vita del Risorto prenda forma, umile e fragile, dentro il nostro tempo.

La speranza pasquale non resta idea o sentimento; prende corpo. La risurrezione dice che le logiche di morte non hanno titolo per decidere lโ€™esito finale, e per questo ogni guerra, ogni sistema di sfruttamento, ogni indifferenza lucida รจ giร  smascherata e privata di ultimo senso dalla tomba vuota. Nel sepolcro di questo mondo, qualcosa รจ giร  cambiato per sempre: la vita ha iniziato a risalire le crepe della storia. Non come consolazione vaga nรฉ come โ€œricompensaโ€ in un altrove indefinito, ma come realtร  che, in Cristo, รจ giร  stata consegnata allโ€™umanitร  e alla creazione intera. Nel giudizio di Dio rivelato a Pasqua โ€“ un giudizio che libera, non che schiaccia โ€“ รจ deciso una volta per tutte che la morte non potrร  vantarsi di avere lโ€™ultima parola su nessuno e su nulla.

Questa รจ la grande speranza.

Buona Pasqua: una speranza che non si chiude in chiesa, ma mette le mani nella storia.

Declan J. Oโ€™Byrne
Instituto Universitario Sophia
Pubblicato originalmente in
Loppiano.it

Foto di copertina: Dettaglio della vetrata del Santuario Maria Theotokos, Loppiano

Occhi di Pasqua

Occhi di Pasqua

Io auguro a noi occhi di Pasqua
capaci di guardare
nella morte fino alla vita,
nella colpa fino al perdono,
nella divisione fino allโ€™unitร ,
nella piaga fino allo splendore,
nellโ€™uomo fino a Dio,
in Dio fino allโ€™uomo,
nellโ€™io fino al tu.
E insieme a questo, tutta la forza della Pasqua!

(Pasqua 1993) 

Klaus Hemmerle
(La luce dentro le cose, Cittร  Nuova, Roma 1998, pag. 110)

Foto: ยฉ Aakash-Sunuwar by Pexels.com

La croce, scrigno di comunione

La croce, scrigno di comunione

La solitudine, nel silenzio, non spaventi: essa รจ fatta per proteggere, non per spaurire. Comunque, si sfrutti anche un tal soffrire. La grandezza massima del Cristo รจ la croce. Mai fu tanto vicino al Padre e tanto vicino ai fratelli come quando nudo, ferito, gridรฒ dal patibolo: โ€œDio mio, Dio mio, perchรฉ mi hai abbandonato?โ€. Con quella sofferenza redense: in quella frattura ricongiunse gli uomini con Dio.

[โ€ฆ] Mettiti ad ascoltare. Mettiti a contemplare, dentro il silenzio nel quale Dio parla. รˆ questa, nella giornata della vita, lโ€™ora serale della contemplazione, quando le creature si raccolgono a fare il bilancio del lavoro compiuto e predispongono lโ€™azione del domani: un domani affondato nellโ€™eternitร . [โ€ฆ] Distacco dal mondo, dunque, e attacco a Dio: non separazione perciรฒ dagli uomini, in quanto fratelli, componenti della stessa famiglia divina e umana. 

Igino Giordani
(Stralci da โ€œCittร  Nuovaโ€ XXIII/13 10 luglio 1979, pp.32-33)

Foto: ยฉ Nikolett Emmert by pexels.com

Ogni giorno un Giovedรฌ Santo

Ogni giorno un Giovedรฌ Santo

Questโ€™anno la Settimana Santa la sento in modo particolare.

Ieri, mercoledรฌ santo, la lettura della Passione di Gesรน mi ha toccato particolarmente. Ho risentito (e quanto importante questo) il valore cosรฌ nuovo del dolore nella nostra vita cristiana. Riebbi la chiamata โ€“ vorrei dire โ€“ a questa che fra le vocazioni dโ€™ogni giorno, dโ€™ogni ora della nostra vita รจ la piรน sublime. Gesรน, lโ€™uomo del dolore: รจ lรฌ il culmine della sua vocazione.

(โ€ฆ) Oggi unโ€™onda di tenerezza mโ€™invade. รˆ il giorno del Comanยญdamento nuovo, dellโ€™Eucaristia, del sacerdozio, del servizio fraterno.

Quante infinite ricchezze Gesรน ha riservato per lโ€™ultimo giorno della sua vita quaggiรน!

Quale desiderio di far dโ€™ogni giorno un Giovedรฌ Santo.

Tu Gesรน che ci hai scelto per questa via cosรฌ vicina al tuo cuore, aiutaci a percorrerla bene, ogni giorno, fino in fondo.

Chiara Lubich
(Chiara Lubich, Diario 1964-1980, a cura di Fabio Ciardi, 2023, Cittร  Nuova, Roma, p. 324)

Foto ยฉ Vesal by Pixabay

Luci nel buio: non siamo soli

Luci nel buio: non siamo soli

La notte รจ simbolo delle tenebre, dellโ€™incognito, della mancanza di quella luce che non
riusciamo a trovare se non abbiamo una lampada e un compagno di viaggio nel cammino. La
notte รจ quella che avvolge il nostro pianeta, ferito e violentato da lotte fratricide, da guerre
che continuano a essere organizzate per la brama di potere e di denaro. La notte รจ quella che
vivono milioni di persone che non hanno piรน voce per gridare le ingiustizie e le sopraffazioni.
E noi? Come continuare a credere in quel mondo rinnovato che non si manifesta secondo le
nostre attese? Come riconoscere i segni di quanto di buono cโ€™รจ nei rapporti di tutti i giorni?
Sono domande alle quali non sempre sappiamo dare una risposta ma che ci sollecitano a
cercare un compagno di viaggio che spesso non vediamo, a riconoscere il bisogno universale
di una spiritualitร  che รจ propria dellโ€™essere umano e che puรฒ farsi presente se si vive tra noi
lโ€™amore scambievole.
A volte sono brevi lampi di luce, che brillano nei modi piรน inaspettati, anche attraverso i
social, a illuminare la notte. Come la storia di Chiara Badano e Sara Cornelio, due amiche
attraverso il tempo.
Sara, nata nel 1998, poco piรน che bambina โ€œconosceโ€ Chiara, morta a 19 anni nel 1990, in uno
dei tanti incontri che raccontano la sua straordinaria storia di vita. La scopre amica,
compagna di sogni, confidente e forte presenza. Sara รจ una ragazza che vive, canta, balla,
studia, ha amici, cresce, affascina. Sara, al tempo stesso, vive la quotidianitร  di una malattia
congenita che -non solo figuratamente- โ€œtoglie il fiatoโ€. Vive la certezza che โ€œTutto vince
lโ€™Amoreโ€ (la sua tesina di maturitร ); vive il dono del trapianto di polmone, e diventa ella
stessa dono, che testimonierร  con libri, incontri nelle scuole, brani musicali e cortometraggi,
un blog, una rappresentazione teatrale.
Vive la sua stupenda famiglia, lโ€™innamoramento e lโ€™amore. La sua morte nel 2022, a neanche
24 anni, lascia sgomenti e piรน soli tutti quelli che le hanno voluto bene anche semplicemente
incontrandola su Facebook.
Nel suo trascinante passaggio su questa terra Sara ha in Chiara unโ€™amica sempre vicina che
accompagna, incoraggia, sostiene e che si โ€œsvelaโ€ nei momenti e nelle occasioni piรน
impensabili: amica che sa โ€œstare accantoโ€ nella gioia cristallina cosรฌ come nel dolore e nella
solitudine di un ospedale o di una terapia intensiva.
Negli ultimi momenti, di solitudine e debolezza, la presenza di Chiara si fa misteriosamente
silenziosa, quasi sfuggente ma forse proprio per questo piรน autentica e destinata a diventare
amicizia “per sempre”.
Chiara e Sara: uniche, come ogni storia รจ unica.

Foto : ย ยฉ Kanenoriย – Pixabay

ยซResta con noi, perchรฉ si fa seraยป (Lc 24,29).

ยซResta con noi, perchรฉ si fa seraยป (Lc 24,29).

La strada che va verso il villaggio di Emmaus ci racconta un cammino percorso da due discepoli di Gesรน. Delusi dai sogni, dai progetti, dai momenti forti delle giornate che avevano trascorso con il Maestro, essi tornavano a casa per riprendere la vita che avevano lasciato, quella prima dellโ€™incontro con lui. Erano trascorsi appena tre giorni dalla sua crocifissione, la delusione, la paura e i dubbi regnavano tra i suoi seguaci.  

Si allontanavano da Gerusalemme, dal sogno irrealizzato, prendendo le distanze da Cristo e dal suo messaggio, โ€œtristi” perchรฉ avevano in qualche modo giร  preso la decisione di abbandonare il progetto per il quale lo avevano seguito.ย 

รˆ la storia di tutti noi quando ci smarriamo davanti a situazioni che ci pongono di scegliere davanti ai tanti bivi e crediamo spesso che la soluzione di tornare indietro, di rinunciare, di rassegnarci sia lโ€™unica risposta al nostro malessere.

ยซA chi di noi lโ€™albergo di Emmaus non รจ familiare? Chi non ha camminato su questa strada una sera che tutto pareva perduto? Il Cristo era morto in noiโ€ฆ Non esisteva piรน nessun Gesรน sulla terraยป[1]

ยซResta con noi, perchรฉ si fa seraยป.

Durante il cammino uno sconosciuto si unisce ai due mostrandosi ignaro delle vicende appena trascorse. Inizia a porre domande precise, che fanno venir fuori tutta lโ€™amarezza e lo sconforto. Dapprima li ascolta e poi egli inizia a spiegare le Scritture: รจ tutto un dialogo, un incontro che lascia il segno, tanto รจ vero che, anche se ancora non hanno riconosciuto Gesรน, lo pregano di fermarsi con loro perchรฉ si fa sera[2]

รˆ questa forse una fra le preghiere piรน belle che troviamo nei Vangeli. รˆ la prima preghiera che dai discepoli sale al Risorto ed รจ commovente questo invito che tutti possiamo rivolgergli perchรฉ Lui rimanga con noi e fra noi.  

Gli occhi dei due discepoli si apriranno allo spezzar del pane e la gioia di averlo finalmente riconosciuto li spingerร  a tornare a Gerusalemme per annunciare ai loro amici questa resurrezione avvenuta.

ยซResta con noi, perchรฉ si fa seraยป.

ยซForse niente spiega meglio lโ€™esperienza che noi focolarine abbiamo fatto fin dallโ€™inizio, di vivere con Gesรน in mezzo a noi, quanto queste parole, โ€” scrive Chiara Lubich.

Gesรน รจ sempre Gesรน e anche se รจ solo spiritualmente presente, quando lo รจ, spiega le Scritture, e arde nel petto la sua caritร : la vita. Fa dire con infinita nostalgia, quando lo si รจ conosciuto: โ€œResta con noi, Signore, perchรฉ si fa seraโ€: senza di Te รจ notte nera (…)ยป[3].  

La notte รจ simbolo delle tenebre, dellโ€™incognito, della mancanza di quella luce che non riusciamo a trovare perchรฉ non crediamo nella Sua presenza che continua ad accompagnarci, sempre. 

La notte รจ quella che avvolge il nostro pianeta, ferito e violentato da lotte fratricide, da guerre che continuano a essere organizzate per la brama di potere e di denaro.

La notte รจ quella che vivono milioni di persone che non hanno piรน voce per gridare le ingiustizie e le sopraffazioni.

E noi, come possiamo renderci conto della presenza di Gesรน, che non sempre si manifesta secondo le nostre attese? Come capire che lui cammina con noi e cerca di farci riconoscere i segni della sua presenza? E soprattutto come creare le condizioni perchรฉ egli si manifesti e rimanga con noi? 

Sono domande alle quali forse non sappiamo sempre dare una risposta ma che ci sollecitano a non tralasciare la ricerca di Gesรน, a concentrare il nostro sguardo verso un compagno di viaggio che spesso non vediamo, a riconoscere Colui che puรฒ farsi presente se si vive tra noi lโ€™amore scambievole. 

La strada di Emmaus รจ simbolo di tutte le nostre strade, รจ la strada dellโ€™incontro con il Signore, รจ la strada che ci ridona la gioia del cuore, ci riporta verso la comunitร  per testimoniare insieme che Cristo รจ risorto.

A cura di Patrizia Mazzola e del team della Parola di Vita

Foto: ยฉPexels-Tom Fisk


[1] Franรงois Mauriac, Vita di Gesรน, Mondadori, Milano, 1950, p. 156.

[2] Cfr. Lc 24, 17-29.

[3] Chiara Lubich, Scritti Spirituali/3, Cittร  Nuova, Roma 1979, p. 67.  

Il cammino della speranza

Il cammino della speranza

25 marzo 2026. Ci troviamo nella Sala della Conciliazione del Palazzo Lateranense dove, dopo decenni di contrapposizione, la Chiesa cattolica e lo Stato italiano firmarono nel 1929 i Trattati Lateranensi. In questo stesso storico ambiente si concluse nel 2013 la fase diocesana della Causa di beatificazione di una delle figure spirituali piรน rilevanti del nostro tempo: il Cardinale vietnamita Franรงois-Xavier Nguyแป…n Vฤƒn Thuแบญn.

Sono presenti 220 persone, Cardinali, Vescovi, famigliari, sacerdoti, suore e laici vietnamiti e di altri Paesi. Migliaia di altri sono collegati via streaming in sette lingue sui canali YouTube di Vatican Media. Motivo di questo incontro รจ il 50ยฐ anniversario da quando Nguyแป…n Vฤƒn Thuแบญn, allora giovane Vescovo, nei primi mesi di prigionia iniziata il 15 agosto 1975, รจ riuscito a far pervenire ai suoi fedeli 1001 brevi meditazioni vergate su fogli di vecchi calendari. Lโ€™evento รจ organizzato dalla Causa di Beatificazione del Cardinale vietnamita, insieme al Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale (DSSUI), attore della Causa, in collaborazione con il Dicastero per il Clero, la diocesi di Roma e le edizioni Cittร  Nuova.

Papa Leone sottolinea questa ricorrenza con un Messaggio a firma del Card. Parolin, suo Segretario di Stato, auspicando che ยซil significativo evento favorisca la riscoperta della fervida testimonianza di cosรฌ intrepido discepolo del Vangelo e generoso Pastoreยป. Il suo esempio โ€“ afferma โ€“ ยซรจ carico di attualitร  poichรฉ ricorda che la speranza cristiana nasce dallโ€™incontro con Cristo e prende forma in una vita donata a Dio e al prossimoยป.

Fa gli onori di casa il Card. Baldassare Reina, Vicario generale del Papa per la diocesi di Roma, il quale ricorda lโ€™attualitร  della figura di Nguyแป…n Vฤƒn Thuแบญn allโ€™indomani del Giubileo della speranza, in un tempo in cui il Vangelo si trasmette soprattutto con la testimonianza.

Ma chi era questo Cardinale vietnamita? Risponde con brevi cenni biografici il dott. Waldery Hilgeman, postulatore della Causa di beatificazione. Discendente di una famiglia che nel XIX secolo ha avuto tra i suoi antenati dei martiri, Franรงois-Xavier sin da giovane si sente attratto dallโ€™esempio dei santi e piรน tardi anche da spiritualitร  del suo tempo, tra cui i Cursillos e i Focolari. Entra in seminario, diventa sacerdote, consegue il dottorato in diritto canonico. Nel 1967 viene consacrato Vescovo di Nha Trang. Quando nel 1975 Paolo VI lo nomina Arcivescovo coadiutore di Saigon, inizia una lunga prova: arrestato, trascorre tredici anni in prigione, di cui nove in isolamento. Lรฌ ho imparato โ€“ racconta โ€“ ยซa scegliere Dio e non le opere di Dioยป. Comprende che Dio lo vuole in mezzo agli altri prigionieri, quasi tutti non cattolici, presenza di lui e del suo amore, ยซnella fame, nel freddo, nel lavoro faticoso, nellโ€™umiliazione e nellโ€™ingiustiziaยป. Liberato nel 1988, dal 1991 vive a Roma, dove Giovanni Paolo II lo nomina dapprima Vicepresidente, poi Presidente dellโ€™allora Pontificio Consiglio per la Giustizia e la Pace e nel 2001 lo crea cardinale.

Elisabeth Nguyแป…n, sorella del Cardinale, racconta lโ€™avventurosa storia dei 1001 pensieri. Trafugati dallโ€™arresto domiciliare, ยซiniziarono un viaggio di evangelizzazione da una famiglia allโ€™altra, da una cellula di prigione allโ€™altra, prima di attraversare con i boat people gli oceaniยป. Anni dopo ne nasce il libro The Road of Hope (Il cammino della speranza).

Esperienze forti e toccanti, amplificate, a metร  incontro, da un brano di pianoforte eseguito virtuosamente da don Carlo Seno: โ€œLa Campanellaโ€ di Franz Liszt.

Nel corso di appena unโ€™ora e mezzo, moderata dal giornalista Alessandro De Carolis di Vatican Media, emergono ulteriori profili di Nguyแป…n Vฤƒn Thuแบญn. Il Card. Lazzaro You Heung-sik, Prefetto del Dicastero per il Clero, parla di lui come ยซevangelizzatore in ogni circostanzaยป riferendo il racconto di un monaco buddista: ยซEra inverno, faceva due gradi sottozero e noi, nel campo di rieducazione, non avevamo abbastanza coperte. Allora il Vescovo usciva ogni giorno piรน volte per raccogliere rami e pezzi di legno per riscaldare di notte il campoโ€ฆ Era quello che noi buddisti chiamiamo un โ€œBo tacโ€: un uomo molto santoยป.

Il Card. Luis Antonio Tagle, Prefetto del Dicastero per lโ€™evangelizzazione, ricorda invece come nel 1995 era nata unโ€™amicizia personale con Nguyแป…n Vฤƒn Thuแบญn: ยซMi colpรฌ il fatto che, mentre raccontava esperienze dolorose e persino umilianti, la sua voce rimanesse calma e il suo volto sereno. Non cโ€™era traccia di amarezza nรฉ di odio in lui. Non riuscivo a distogliere lo sguardo dal suo volto radioso e sorridenteยป.

Assieme alla statura spirituale, emerge la spiccata sensibilitร  per le questioni mondiali della giustizia e della pace. Ne parla il Card. Michael Czerny sj, Prefetto del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, che per lโ€™occasione ha pubblicato la traduzione italiana di una nuova biografia di Nguyแป…n Vฤƒn Thuแบญn, scritta da sua sorella Elisabeth insieme al sacerdote belga Stefaan Lecleir.

ยซIl suo contributo principale a livello mondiale โ€“ precisa il Card. Czerny โ€“ รจ il ruolo svolto nella genesi del Compendio della Dottrina sociale della Chiesa (2004)ยป e riferisce questa vibrante domanda posta dallโ€™Arcivescovo vietnamita: ยซDi fronte allโ€™attuale situazione politica ed economica, cโ€™รจ chi si chiede: riusciremo ad attraversare con speranza la soglia del nuovo millennio?ยป. In risposta, citava una nota giornalista che previde โ€œtre fasi catastroficheโ€ per le societร  impoverite: sfruttamento โ€“ esclusione โ€“ eliminazione. ยซQuando penso a tutto questo โ€“ commentava Nguyแป…n Vฤƒn Thuแบญn โ€“ il mio cuore รจ lacerato e vorrei gridare: โ€œimpossibileโ€ยป.

A conclusione dellโ€™incontro, lโ€™attore e giornalista Rosario Tronnolone legge alcuni brani del Cammino della speranza che risuonano come il sigillo dโ€™oro: ยซTu vuoi operare una rivoluzione: rinnovare il mondo. Potrai compiere questa preziosa missione che Dio ti ha affidato, solo con โ€œla potenza dello Spirito Santoโ€. Ogni giorno, lรฌ dove vivi, prepara una nuova Pentecoste. Impegnati in una campagna che ha lo scopo di rendere tutti felici. Sacrificati di continuo, con Gesรน, per portare la pace alle anime, sviluppo e prosperitร  ai popoli. Tale sarร  la tua spiritualitร , discreta e concreta a un tempoยป.

Hubertus Blaumeiser
Foto: ยฉ CM – CSC Audiovisivi

Trasmissione integrale sul Canale YouTube di Vatican Media

Lโ€™invito a una vera svolta

Lโ€™invito a una vera svolta

Un vero incoraggiamento pastorale, frutto di una lettura profonda del tempo che stiamo vivendo: questo sono state per noi le parole pronunciate da Leone XIV nellโ€™incontro del 21 marzo scorso, un momento di grazia particolare e gioia profonda che ha lasciato un segno indelebile nei cuori dei 300 partecipanti allโ€™udienza in Vaticano. Avevamo appena terminato lโ€™assemblea generale, che viene convocata ogni cinque anni per eleggere la presidente, il copresidente e il governo dellโ€™Opera di Maria – Movimento dei Focolari, e abbiamo accolto quanto il Papa ci ha detto come un orientamento pieno di sapienza per il futuro e per il servizio che siamo chiamati a rendere oggi alla Chiesa e al mondo.

Il Pontefice ha anzitutto riconosciuto il dono che il carisma di Chiara Lubich rappresenta per la Chiesa: un dono che ha plasmato la vita di tante persone, famiglie, consacrati e sacerdoti, e che continua a generare frutti di comunione, di dialogo e di pace nei contesti piรน diversi. Allo stesso tempo, ha collocato questo dono dentro il dinamismo vivo della storia, ricordandoci che ogni carisma รจ affidato alla responsabilitร  di chi lo riceve ed รจ chiamato a incarnarlo in modo sempre nuovo.

Leone XIV ci ha riconfermati nellโ€™essenza del nostro carisma: lโ€™unitร . Unโ€™unitร  che non nasce da equilibri organizzativi o da strategie umane, ma che รจ ยซfrutto e riflesso dellโ€™unitร  di Cristo con il Padreยป. Per questo โ€” ci ha ricordato โ€” essa non puรฒ essere confusa con lโ€™uniformitร  di pensiero, di sensibilitร  o di stile di vita. Al contrario, lโ€™unitร  autenticamente evangelica valorizza le differenze, rispetta la libertร  e la coscienza di ciascuno, e si costruisce nellโ€™ascolto reciproco e nella ricerca condivisa della volontร  di Dio.

In un tempo segnato da profonde polarizzazioni, tensioni sociali e conflitti armati, il Papa ha indicato lโ€™unitร  come una vera forza profetica. Un seme semplice, ma potente, capace di contrastare ยซil veleno della divisioneยป che inquina i cuori e le relazioni, attraverso la testimonianza evangelica del dialogo, del perdono e della pace. Questa รจ una chiamata che sentiamo profondamente nostra e che interpella ogni membro del nostro movimento a essere fermento di riconciliazione nei contesti quotidiani.

Con particolare chiarezza, il Santo Padre ha poi indicato una responsabilitร  specifica per questa fase post fondazionale, che segue cioรจ la morte della nostra fondatrice, Chiara Lubich. Non si tratta di una stagione ormai conclusa, ma di un tempo che continua e che chiede un discernimento costante, maturo e soprattutto condiviso. Ci ha richiamati a distinguere ciรฒ che รจ essenziale al nostro carisma da ciรฒ che, pur avendo accompagnato la nostra storia, non lo รจ piรน, o ha mostrato nel tempo limiti, ambiguitร  e criticitร . Questo discernimento โ€” ha sottolineato โ€” non puรฒ essere affidato a pochi, ma coinvolge lโ€™intero corpo del movimento. Il carisma, infatti, รจ un dono dello Spirito Santo, e tutti hanno il diritto e il dovere di sentirsi corresponsabili dellโ€™opera alla quale hanno aderito con dedizione.

Vorrei riportare anche le parole che il nuovo copresidente, don Roberto Almada, ha pronunciato, commentando questa parte del discorso del Santo Padre, cogliendone la grande portata: ha riconosciuto come egli ci abbia parlato โ€œcome un padreโ€. Ha poi aggiunto che ci ha incoraggiato nel cammino che abbiamo di fatto intrapreso giร  da alcuni anni, di ascolto delle persone che hanno sofferto e di revisione delle prassi, ma allo stesso tempo ci ha chiamato a una conversione piรน profonda.

La conversione a cui il Papa ci chiama parte da un cambiamento personale di mentalitร  e dunque non si tratta solo di riformare strutture o istituzioni. Al centro di tutto cโ€™รจ il modo di vivere le relazioni, il rispetto della dignitร  della persona e lโ€™esercizio corretto dei ruoli di responsabilitร , vissuti come servizio. In questo senso, il Papa ci ha ricordato che solo uno stile evangelico puรฒ far ยซbrillare la bellezzaยป del Vangelo nelle relazioni e nelle strutture.

Mi ha poi colpito in modo particolare lโ€™insistenza di Leone XIV sulla caritร , come nutrimento indispensabile dellโ€™unitร . Richiamando la prima lettera ai Corinzi, ha ricordato che la caritร  รจ paziente, magnanima, rispettosa, e che senza di essa lโ€™unitร  rischia di svuotarsi. In queste parole ho ritrovato il cuore dellโ€™intuizione di Chiara Lubich, che vedeva nellโ€™unitร  non solo un ideale spirituale, ma la โ€œrocciaโ€ su cui poggia tutta la vita del movimento.

Ora inizia per il movimento dei Focolari un nuovo mandato; cinque anni in cui sentiamo che guardare al futuro significa accogliere e operare una vera svolta. Una svolta che chiede conversione personale e comunitaria, un rinnovato ascolto del grido dellโ€™umanitร  di oggi e un impegno a testimoniare lโ€™unitร  non tanto con le parole quanto con la vita. La nostra assemblea generale che era composta da persone che rappresentavano tutte le vocazioni, moltissime culture, lingue, popoli, ci ha fatto sperimentare la ricchezza di una corresponsabilitร  diffusa e un nuovo entusiasmo: segni che lo Spirito continua ad accompagnarci anche in questo passaggio delicato.

Con gratitudine profonda raccogliamo allora lโ€™incoraggiamento del Santo Padre e il suo invito a proseguire nel cammino. Lo facciamo con umiltร  e fiducia, certi che, se vivremo lโ€™unitร  come dono gratuito e come compito quotidiano, essa potrร  contribuire alla missione della Chiesa ed essere sempre piรน fermento di pace per il mondo.

Margaret Karram
Presidente del Movimento dei Focolari

Pubblicato su lโ€™Osservatore romano il 26 marzo 2026
(Traduzioni: Servizi Linguistici del Movimento dei Focolari)
Foto: ยฉ Vatican Media

Il sigillo dellโ€™unitร 

Il sigillo dellโ€™unitร 

(โ€ฆ) Qual รจ la parola che lo Spirito ha impresso come sigillo su questa casa, sul nostro Movimento, quando il Cielo l’ha pensato e ha dato inizio qui in terra alla sua realizzazione?

Noi lo sappiamo. La parola รจ โ€œunitร โ€.  Unitร  รจ la parola riassuntiva di tutta la nostra spiritualitร . Unitร  con Dio, unitร  coi fratelli. Anzi: unitร  coi fratelli per raggiungere l’unitร  con Dio.

Lo Spirito, infatti, ci ha svelato una via tutta nostra, pienamente evangelica per unirci con Dio,

per trovare lui. (โ€ฆ) Noi lo cerchiamo e troviamo passando per il fratello, amando il fratello. Lo troviamo se ci sforziamo di attuare l’unitร  col fratello, con ogni fratello: se stabiliamo la presenza di Dio tra noi fratelli. Solo in questo modo abbiamo garantita anche l’unitร  con lui, lo troviamo vivo e palpitante nel nostro cuore. Ed รจ poi questa unitร  con Dio che spinge, a sua volta, verso i fratelli, che ci aiuta a far sรฌ che il nostro amore per loro non sia fittizio, non insufficiente, non superficiale, ma un amore radicale, pieno, completo, sostanziato di sacrificio, pronto sempre a dare la vita, capace di realizzare l’unitร .

I nostri Statuti mettono l’unitร  a base di tutto, come norma di ogni norma, come regola da

attuare prima di ogni altra regola. E la parola unitร  per noi รจ la roccia.

Noi non abbiamo significato nella vita se non in questa parola, dove tutto prende senso: ogni nostro atto, ogni preghiera, ogni respiro. E se saremo concentrati su questa parola, se la vivremo il meglio che possiamo, tutto sarร  certamente salvo per noi: salvi noi e salva quella porzione di Opera che ci รจ stata affidata.

Verranno forse per l’Opera in futuro, nel suo insieme o in qualche zona,

momenti diversi dal presente, contrassegnato da tante consolazioni, frutti, luce, fuoco.

Potranno venire momenti di buio, di sgomento. Potranno sopraggiungere persecuzioni,

tentazioni. (โ€ฆ) Potranno succedere disgrazie, catastrofiโ€ฆ Ma, se noi saremo saldi sulla roccia

dell’unitร , nulla potrร  toccarci, tutto andrร  avanti come prima.

Chiara Lubich
in โ€œConversazioni in collegamento telefonicoโ€, 2019, Cittร  Nuova Editrice, p. 373

Co-cittadini di Loppiano: insieme per costruire futuro

Co-cittadini di Loppiano: insieme per costruire futuro

Un ritorno a Loppiano doppo tanti anni, sensazioni e sogni che si risvegliano con lโ€™idea di dar vita a nuovi progetti. รˆ quello che racconta Roberto Brundisini allโ€™apertura del sito web dei co-cittadini di Loppiano.

โ€œUn giorno torno in visita a Loppiano, dove avevo vissuto per qualche tempo anni addietro. E mi accorgo di trovarmi bene, a casa. Mi meraviglio di esserne rimasto lontano cosรฌ a lungo e penso a tanti che come me hanno perso i contatti con questa realtร . Capisco e comunico che questa รจ la casa non solo di chi ci abita ma anche di chi la ama. E so che sono tanti.

Foto: Horacio Conde

Si sparge la voce, si riattivano i circuiti spenti e come da un lungo letargo si destano volti antichi e nuovi. Loppiano c’รจ, รจ lรฌ, c’รจ ancora! I sogni che si erano assopiti riprendono vita, con la determinazione dell’umiltร . Perchรฉ i sogni che restano nel cassetto fanno la muffa.

Allora, cosa bisogna fare? Ci si domanda. Da dove si comincia?

Ah, ecco- diciamo tra noi- forse possiamo creare una comunitร  energetica. Giusto! – risponde qualcuno. Forse potremmo impostare un’agricoltura alternativa. Bello! Contribuire al riassetto urbanistico e ambientale della Cittadella secondo i criteri della Laudato si’.

Che sogno! Ci siamo detti: Perchรฉ non organizziamo una struttura di accoglienza dove passare un po’ di giorni di relax e riprendere a rieducarci alla natura e ai rapporti umani? Fantastico- continua qualcunโ€™ altro- a me piacerebbe trovare un hub, uno spazio di incontro per scambi culturali tra giovani e magari anche tra artisti. Molto interessante! E se realizzassimo una Webradio dal respiro universale, vista la varietร  di competenze, esperienze, conoscenze che molti di noi, sparsi in tutte le latitudini, hanno acquisito in questi anni? Altro sogno! (โ€ฆ)โ€

In occasione della visita al Centro Internazionale abbiamo intervistato il Presidente dellโ€™Associazione, Alessandro Agostini e uno dei consiglieri, Nicola di Settimo.

Attivare i sottotitoli e scegliere la lingua desiderata

Intervista di Anna Lisa Innocenti e Carlos Mana
Montaggio: Joaquรญn Masera.

Sito web: https://www.cocittadinidiloppiano.org

Convegno dedicato al Cardinale Vฤƒn Thuแบญn

Convegno dedicato al Cardinale Vฤƒn Thuแบญn

โ€œSe vuoi restare saldo nella fede, scegli la via della speranza destinata alla tua anima di discepolo di Cristoโ€. รˆ uno dei 1001 pensieri rivolti dallโ€™allora Arcivescovo Franรงois Xavier Nguyแป…n Vฤƒn Thuแบญn ai suoi fedeli, nei lunghi anni della detenzione in carcere a motivo della sua fede: una collezione di riflessioni, moniti, incoraggiamenti, poi raccolti nel volumeย โ€œIl cammino della speranzaโ€, considerato ilย โ€œtestamento spiritualeโ€ย del cardinale vietnamita, dichiaratoย Venerabileย da Papa Francesco.ย 

In occasione del 50ยฐ Anniversario della stesura del volume, la Causa di Beatificazione del Cardinale Vฤƒn Thuแบญn e il Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale โ€“ che รจ Attore della Causa – insieme con il Dicastero per il Clero, lโ€™Editrice Cittร  Nuova e la Diocesi di Roma, desiderano onorare la memoria del Cardinale vietnamita celebrando un convegno intitolatoย โ€œFranรงois Xavier Nguyแป…n Vฤƒn Thuแบญn. Testimone di speranzaโ€.

Lโ€™evento si tiene il prossimo 25 marzo a Roma, presso la Sala dei Trattati Lateranensi, nel Palazzo Apostolico Lateranense, dalle 16.00 alle 17.30 (utc +1).

Sarร  presente la Sig.ra ร‰lisabeth Nguyแป…n Thแป‹ Thu Hแป“ng, sorella del Cardinale Vฤƒn Thuแบญn.

Attraverso la testimonianza di chi lo ha conosciuto, e con brani e musiche tratti dai suoi scritti, il Convegno intende sottolineare lโ€™attualitร  della figura del Cardinale Vฤƒn Thuแบญn: un pastore fedele che seppe trasformare lโ€™esperienza della prigionia in uno spazio di preghiera, perdono e offerta, mostrando come la luce del Vangelo possa vincere ogni oscuritร . Dalle sue parole giunge fino a noi un messaggio di speranzapatrimonio spirituale universale.

Apre i lavori Sua Em.za Cardinale Baldassare Reina, Vicario Generale di Sua Santitร  per la Diocesi di Roma. Intervengono Sua Em.zaย Cardinale Michael Czerny, S.J., Prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale;ย Dr.ย Waldery Hilgeman, Postulatore della Causa di Beatificazione del Cardinale Vฤƒn Thuแบญn; Sua Em.zaย Cardinale Lazzaro You Heung-sik, Prefetto del Dicastero per il Clero; Sua Em.zaย Cardinale Luis Antonio Tagle, Pro-Prefetto del Dicastero per lโ€™Evangelizzazione.

Interviene al pianoforte Don Carlo Seno, presbitero della Diocesi di Milano, Responsabile del Centro di Spiritualitร  โ€œVinea meaโ€.

Modera lโ€™incontro il giornalista Alessandro De Carolis, di Radio Vaticana – Vatican News.

Nel contesto del Convegno sarร  presentata lโ€™edizione in lingua italiana della nuova biografia del Cardinale Vฤƒn Thuแบญn, redatta dalla sorella ร‰lisabeth, pubblicata da Cittร  Nuova Editrice, con Prefazione a firma del Cardinale Michael Czerny.

Lโ€™evento รจ aperto alla stampa, previa richiesta di accredito presso la sala Stampa della Santa Sede, e sarร  fruibile via streaming in lingua italiana, con traduzione simultanea in inglese, francese, spagnolo, portoghese, tedesco, vietnamita.

A cura della Causa di Beatificazione del Cardinale Vฤƒn Thuแบญn

Di seguito i link per seguire l’evento

IT: https://www.youtube.com/live/WQk9grOvTL0

EN: https://www.youtube.com/live/qr-lYRm1IGY

ES: https://www.youtube.com/live/7mQNE_tFE_4

FR: https://www.youtube.com/live/8xnl5NQ4jx8

DE: https://www.youtube.com/live/ULjKpE22E6s

PT: https://www.youtube.com/live/JSPZWH-Zwu0

VT: https://www.youtube.com/live/8Mx3gnY3wuE

La vita, le opere e la spiritualitร  del Cardinale Vฤƒn Thuแบญn sono illustrate anche nel portale a lui dedicato, in piรน lingue, allโ€™indirizzo https://www.cardinalvanthuan.va/it.html  


Verso unโ€™unitร  piรน matura: il mandato di Papa Leone XIV ai Focolari

Verso unโ€™unitร  piรน matura: il mandato di Papa Leone XIV ai Focolari

Lโ€™arrivo di Papa Leone XIV รจ stato accolto da un applauso caloroso dei 320 partecipanti allโ€™Assemblea Generale dei Focolari ricevuti in Vaticano in udienza. โ€œCon quellโ€™applauso – ha raccontato il Copresidente neoeletto, Roberto Almada โ€“ abbiamo voluto esprimere la nostra gioia. Mi ha colpito il suo sguardo riconoscente e incoraggiante nei confronti di tutte le componenti del Movimento: sacerdoti, famiglie, giovani, focolariniโ€.

Fin dai primi passaggi, Papa Leone XIV ha riportato lโ€™attenzione sulla radice del carisma: โ€œOgnuno di voi รจ stato attratto dal carisma della Serva di Dio Chiara Lubichโ€. Lโ€™unitร , ha sottolineato, resta il cuore del dono che lo Spirito Santo offre oggi alla Chiesa e al mondo.

Il tema della pace ha attraversato con forza il discorso del Santo Padre. Ha riconosciuto che โ€œanche attraverso di voi, Dio si รจ preparato, nei decenni passati, un grande popolo della paceโ€, chiamato oggi โ€œa fare da contrappeso e da argine a tanti seminatori di odio che riportano indietro lโ€™umanitร  a forme di barbarie e di violenzaโ€. Parole che hanno confermato il lavoro dellโ€™Assemblea, che ha riflettuto su come contribuire piรน efficacemente a ricucire legami sociali, superare polarizzazioni, promuovere dialogo e fraternitร  nei territori in cui il Movimento รจ presente.

Margaret Karram, rieletta Presidente del Movimento, ha cosรฌ commentato: โ€œIl Papa ha sottolineato ancora quanto oggi, piรน che mai, ci sia bisogno dellโ€™unitร  in un mondo diviso e in guerra. Ha rimesso ancor piรน al centro la necessitร  di vivere di piรน e meglio la nostra vocazione alla fraternitร . Mi ha poi colpito la riconoscenza del Papa per il lavoro del Movimento in campo ecumenico, interreligioso e in altri ambitiโ€.

Un passaggio particolarmente significativo ha riguardato il momento storico che il Movimento sta attraversando. Papa Leone XIV ha ricordato che: โ€œa voi รจ affidata la responsabilitร  di tenere vivo il carisma del vostro Movimento nella fase postโ€‘fondazionaleโ€, una fase che non termina con la generazione immediatamente successiva alla fondatrice, ma che โ€œsi prolunga anche oltreโ€. Ha invitato il Movimento a distinguere con luciditร  e onestร  ciรฒ che appartiene al nucleo essenziale del carisma da ciรฒ che nel tempo puรฒ cambiare. Ha detto con chiarezza che รจ necessario discernere โ€œquali aspetti della vostra vita comune e del vostro apostolato sono essenziali, e perciรฒ vanno mantenutiโ€ e โ€œquali strumenti e pratiche, benchรฉ in uso da tempo, non sono essenziali al carismaโ€ฆ o hanno presentato aspetti problematici e perciรฒ sono da abbandonareโ€.

Le parole del Santo Padre sulla trasparenza โ€“ โ€œcondizione di credibilitร โ€ e diritto di tutti perchรฉ il carisma รจ un dono condiviso โ€“ hanno dato conferma e forza a un orientamento giร  maturato nellโ€™Assemblea. Un Movimento piรน corresponsabile รจ il passo necessario per vivere oggi lโ€™unitร .

La riflessione sulle sfide e le criticitร  avviata dallโ€™Assemblea generale ha evidenziato che alla base di tanti problemi del movimento oggi, sta la necessitร  di una comprensione piรน matura dellโ€™unitร , nucleo fondante del Carisma di Chiara Lubich, per questo รจ stato avviato un processo di ripensamento e approfondimento a tutti i livelli.

In questo orizzonte, si intende: lavorare per superare divisioni e polarizzazioni attraverso lโ€™azione delle comunitร  dei Focolari che vivono sui territori e nelle โ€œperiferieโ€ del mondo, in sinergia con quanti condividono il principio evangelico dellโ€™unitร  attraverso il dialogo e la collaborazione; sostenere reti impegnate nella promozione della pace e nellโ€™educazione alla non violenza; sviluppare una visione integrale della cura del pianeta e delle persone; rafforzare famiglie e comunitร  come luoghi di prossimitร  e sostegno reciproco. Accanto a ciรฒ, diventa essenziale promuovere un uso etico e responsabile delle tecnologie e dellโ€™intelligenza artificiale, coinvolgendo tutte le generazioni, e valorizzare il contributo dei giovani e la ricchezza che nasce dallโ€™incontro tra diverse esperienze e sensibilitร .

Con un approccio fondato sulla qualitร  delle relazioni, sulla trasparenza, sulla partecipazione e sulla responsabilitร  condivisa, il Movimento rinnova il suo impegno a lavorare affinchรฉ ogni luogo diventi spazio di incontro e collaborazione, a servizio del bene comune e della pace.

Stefania Tanesini

LEGGI QUI IL TESTO INTEGRALE DEL DISCORSO DI PAPA LEONE XIV

Foto: ยฉ Vatican Media