30 Mag 2012 | Chiesa, Famiglie, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
“La famiglia: il lavoro e la festa”. È questo il motto del VII Incontro Mondiale delle Famiglie, che si svolge dal 30 maggio al 3 giugno 2012, a Milano. Promosso dalla Santa Sede attraverso il Pontificio Consiglio per la Famiglia e l’Arcidiocesi di Milano, l’organizzazione del Convegno mobilita decine di Associazioni, Opere e Movimenti attivi nel campo della famiglia. I lavori si sono aperti il 30 maggio col Congresso teologico-pastorale, con un’introduzione del prof. Luigino Bruni, dell’Università Bicocca di Milano, sul tema portante dell’evento. Nella serata del 1° giugno, il concerto alla Scala col maestro D. Barenboim. Le famiglie del Movimento dei focolari collaborano fin dall’inizio all’organizzazione dell’evento, sia come membri del Pontificio Consiglio per la Famiglia, sia per una presenza di lunga data nelle istituzioni religiose e civili lombarde attive nel campo familiare. In preparazione al comune incontro serale con Benedetto XVI, si sono date appuntamento la mattina del sabato 2 giugno al Carroponte di Sesto San Giovanni, da cui poi raggiungeranno insieme l’aeroporto di Bresso. In programma il “raccontarsi delle famiglie, aspettando il Papa”. L’incontro prevede la partecipazione e l’intervento della presidente dei Focolari Maria Voce e dei coniugi Anna Maria e Danilo Zanzucchi, tra gli iniziatori del movimento Famiglie Nuove. Per Benedetto XVI quest’edizione dell’Incontro Mondiale delle Famiglie è “un’occasione privilegiata per ripensare il lavoro e la festa nella prospettiva di una famiglia unita e aperta alla vita, ben inserita nella società e nella Chiesa, attenta alla qualità delle relazioni oltre che all’economia dello stesso nucleo familiare”. Comunicato Stampa Dirette radiotelevisive (altro…)
30 Mag 2012 | Dialogo Interreligioso, Spiritualità
Buddhisti di diverse tradizioni e cristiani animati dalla spiritualità di comunione si stanno incontrando da lunedì presso il Centro Mariapoli di Castelgandolfo. Il convegno (28-31 maggio), organizzato dal Movimento dei focolari in collaborazione con diverse organizzazioni buddhiste della Thailandia e del Giappone, propone una riflessione sulle rispettive Scritture e in particolare sui criteri e le modalità dell’interpretazione dei testi, con un accento particolare sulla messa in pratica nella vita quotidiana. Il simposio, il quinto in ordine di tempo dopo quelli che si sono tenuti nel 2004 e nel 2008 a Castelgandolfo e nel 2006 e 2010 rispettivamente a Osaka in Giappone e a Chiang Mai in Thailandia, raccoglie partecipanti provenienti da Thailandia, Sri Lanka, Giappone, Corea, Taiwan, Inghilterra, Usa, Svizzera, Austria e Italia. La varietà non sta solo nella provenienza geografica, ma anche in quella delle varie appartenenze. Fra i buddhisti, infatti, sono presenti monaci e laici della tradizione Theravada e di quella Mahayana, e fra i cristiani ci sono rappresentanti della Comunione anglicana e delle Chiese riformate. Nel corso degli anni, fra i partecipanti a questi convegni è venuta maturando una profonda fiducia reciproca, che permette ora di affrontare l’argomento delle Scritture con apertura e senza fraintendimenti. Si tratta di un esame che non vuole limitarsi al semplice confronto fra studiosi, sebbene gli interventi avranno un indubbio valore accademico. Il titolo stesso, infatti, indica che l’approfondimento dei testi è finalizzato alla loro messa in pratica per contribuire alla pace e all’armonia universale. Il convegno di Castelgandolfo vede anche la presenza di S.E. il card. Tauran, presidente del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso, e della presidente del Movimento dei focolari, Maria Voce. di Roberto Catalano Fonte: Città Nuova online (altro…)
28 Mag 2012 | Focolari nel Mondo, Spiritualità
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28 Mag 2012 | Focolari nel Mondo, Spiritualità
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27 Mag 2012 | Chiara Lubich, Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
La Spagna ha una lunga storia. Nel 218 a.C. l’Impero Romano mette le basi per un’unità culturale e territoriale tra le popolazioni celtiche e iberiche, insediatesi già da alcuni secoli. Il popolo Basco, però, nella zona nord-occidentale del Paese, non subisce questo influsso. La lingua latina evolve al castigliano – lingua ufficiale –, al catalano e al galiziano, che insieme al basco costituiscono le tre altre lingue co-ufficiali. Nei secoli successivi, l’Islam arriverà a conquistare quasi tutta la Penisola. La convivenza delle culture musulmana, cristiana ed ebraica (anche loro presenti) ha determinato le condizioni necessarie per la trasmissione del patrimonio scientifico e culturale dell’antichità e della scienza araba all’Occidente cristiano. Oggi la Spagna si presenta come una società che vuol tenere conto della diversità di queste culture, raccolta nella Costituzione, ma che ha ancora tante sfide da risolvere, come le forti tensioni tra le comunità autonome e lo Stato. Una società che ha avuto negli ultimi anni un grande sviluppo economico e sociale, ma che subisce ora le conseguenze dell’attuale crisi economica e sociale.

Una delle prime Mariapoli a Seo d’Urgell
Il Movimento dei Focolari arriva a Barcellona nel 1959, attraverso Piero Pasolini, focolarino italiano. “C’è tanto di Dio in questa nazione – dirà – e mi pare che Egli l’ami d’un amore tutto particolare”. In seguito, molte persone di tutte le età, in tutta Spagna, sono attratte dalla spiritualità dell’unità: si susseguono le Mariapoli a Solsona, Seo d’Urgell, Ávila… Alcuni pionieri lasciano una profonda impronta col loro passaggio in queste terre. Per citarne soltanto alcuni, ricordiamo gli italiani Nunziatina Cilento e Gino Bonadimani, e gli argentini Margarita Bavosi e Carlos Clariá. La vita evangelica dei Focolari s’incarna, negli anni, in molti ambiti sociali e culturali, dando origine al Movimento Politico per l’Unità e ad imprese che aderiscono all’Economia di Comunione. Dalla pubblicazione nel 1964 del primo libro di Chiara Lubich, “Meditazioni”, si sviluppa l’attività editoriale con due riviste: Ciutat Nova (in catalano) e Ciudad Nueva (in castigliano), oltre a numerose collane di libri in diversi settori della spiritualità, teologia, patristica, testimonianza. Attualmente sono 25.000 circa le persone, in Spagna, che a diverso titolo fanno propria la spiritualità dell’unità.
Tappe fondamentali per la vita e lo sviluppo del Movimento dei Focolari in Spagna, sono le due visite di Chiara Lubich nel 1989 e nel 2002: la prima a Santiago de Compostela in occasione della GMG, dove tiene una delle catechesi davanti a migliaia di giovani; la seconda, con visita ad alcune città dove hanno vissuto dei grandi mistici che tanta influenza hanno avuto in lei: Teresa d’Avila, Giovanni della Croce (Segovia) e Ignazio di Loyola (Manresa). Al Monastero di Montserrat, afferma: “I movimenti possono offrire l’esempio della freschezza evangelica e carismatica… Da parte loro, i movimenti possono imparare molto dalla testimonianza della vita consacrata, che custodisce molteplici tesori di sapienza e di esperienza”. Sempre durante quel viaggio, Chiara lancia una sfida a tutte le persone dei Focolari: “Per la Spagna bisogna calcare sull’Unità, perché c’è già la distinzione” (appunto, per la varietà di popoli, culture e lingue). Sorgono così le cittadelle “Loreto” a Castell d’Aro (Girona) e “Castello Esteriore” a Madrid. Cresce il desiderio e la disponibilità per conoscersi e vivere gli uni per gli altri, così come il senso di appartenere alla stessa famiglia. “Castello Esteriore” diventa ben presto uno spazio d’incontro di tutti, dove si rende visibile la testimonianza di unità nella diversità e molteplicità tipica della spiritualità dell’unità. Nel 2011, durante la visita di Maria Voce, presidente dei Focolari, e del copresidente Giancarlo Faletti, lei ricalcherà come “ognuno di questi popoli che formano la Spagna, ha qualcosa da dare a tutti gli altri”, incoraggiando tutti ad essere dono gli uni per gli altri, proprio grazie alla peculiare identità di ciascuno. Visita la pagina della Spagna in Focolare Worldwide! (sotto) Foto della visita di Maria Voce in Spagna nel gennaio 2011 (altro…)
27 Mag 2012 | Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
“La Miniera” è sorta nel 2003 col desiderio di aderire ai principi dell’Economia di Comunione lanciata da Chiara Lubich nel 1991. E’ stata lei a dare il nome al progetto,‘La miniera d’oro’, in riferimento al valore delle persone a cui era rivolto: gli anziani. È con questa consapevolezza che si lavora.“Cerchiamo di far sì che al centro del nostro lavoro non siano gli utili, ma le persone – raccontano Elena Bravo e José Alonso, rispettivamente direttore e amministratore dell’azienda di cui, con Miguel Muñoz e Ana Vera sono stati i fondatori –. Facciamo tutto il possibile affinché ognuno che arriva si senta accolto e valorizzato al di là delle sue condizioni fisiche o psichiche”. L’importanza centrale dell’anziano si vive concretamente in tante occasioni: “Una volta – ricorda José Alonso – uno dei nostri operatori ci ha fatto notare che due dei nostri anziani sarebbero stati meglio in una residenza geriatrica. Anche se in quel momento la perdita di due posti rappresentava un vero problema economico, ci siamo detti:‘Dobbiamo pensare a loro prima dei nostri interessi’, e abbiamo cercato e trovato una nuova residenza”. “Abbiamo attraversato momenti di difficoltà – continua Elena Bravo –, da malattie a problemi familiari, ma l’amore reciproco ci ha fatto sempre andare avanti, facendo, quando necessario, l’uno il lavoro dell’altro”. Ed è vero, tra i 18 lavoratori de La Miniera, si avverte un clima di condivisione e di gioia. Quest’atmosfera si trasmette ai 50 anziani del Centro e a tutti coloro che vengono: “Ultimamente – racconta ancora Elena – sono venuti diversi gruppi di giovani con i loro professori di economia”. “Alcuni di loro – continua José – sono stati colpiti dalla gioia degli anziani, dall’atmosfera di famiglia e dall’entusiasmo dei lavoratori. Proprio le cose che sono importanti per noi”. L
’esistenza e lo sviluppo di La Miniera si devono in gran parte al “suo Socio nascosto”, che non le fa mancare nulla. La divina provvidenza, infatti, arriva proprio nel momento in cui c’è più bisogno: materiale d’ufficio, stoffa, tovaglie, manichini per imparare a vestirsi… e perfino attrezzature specializzate. “Avevamo bisogno di una macchina per sollevare gli anziani – ci dicono – ma non avevamo i soldi per pagarla. Abbiamo deciso di acquistarla comunque, pensando alla fatica svolta dal personale e agli anziani. Il venerdì ci viene consegnata una macchina in prova. La domenica riceviamo una telefonata: il direttore di un centro per disabili psichici, che sa come lavoriamo, ci voleva donare una macchina elettrica. Vado a prenderla e, con nostra sorpresa, era identica a quella che ci avevano lasciato in prova!”. Dopo quasi dieci anni di fedeltà ai principi dell’Economia di Comunione e alla “cultura della legalità”, mettendo sempre al centro del loro agire la persona anche nei momenti difficili, Elena e José possono affermare che “Nonostante tutte le difficoltà, anche condividendo gli utili con i più bisognosi, le aziende EdC crescono e si mantengono sul mercato, pure nei momenti di crisi”. (altro…)
25 Mag 2012 | Centro internazionale, Chiesa, Ecumenismo, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità
“Abbiamo sperimentato che la nostra diversità non è un motivo di divisione, ma rappresenta una molteplicità di doni e una risorsa”. È uno stralcio del Manifesto che è stato letto allo Square Meeting Center di Bruxelles, a conclusione della giornata di Insieme per l’Europa 2012. Più di mille persone riunite a Bruxelles da ogni parte d’Europa e altre decine di migliaia collegate via satellite in 22 Paesi, hanno rivolto un messaggio di speranza, unità e pace all’Europa. “Insieme per l’Europa” ha una caratteristica inedita che la rende originale da tutte le altre manifestazioni europee: è la realizzazione – in contemporanea all’incontro di Bruxelles – di una capillare rete di eventi promossi in altre 144 città di tutta l’Europa. Piccole e grandi manifestazioni realizzate in punti di alto profilo simbolico per i singoli Paesi e città. Hanno avviato percorsi di collaborazione tra movimenti e comunità ecclesiali. Rapporti che aprono oggi spiragli di speranza per future iniziative da promuovere insieme per il bene comune delle comunità locali. Da Breslavia, Polonia, a Belfast, Irlanda. Da Oslo, Norvegia, a Malta. Molteplici sono state le iniziative che hanno coinvolto persone di tutte le età, condizioni e convinzioni.
Ad Augsburg, in Germania, il programma è iniziato con un flashmob nella piazza centrale della città: si sono lanciati in aria sette palloni giganti ognuno contraddistinto da uno dei sette “Si” che hanno caratterizzato fino ad oggi l’impegno dei movimenti e delle comunità per la famiglia, la vita, la pace ed un’economia più equa. A Breslavia, in Polonia, l’iniziativa ha voluto mettere in rilievo il delicato processo di incontro e di riconciliazione tra i popoli della Polonia e della Germania (ferito durante la seconda guerra mondiale) con una manifestazione dal titolo “I cristiani della Germania e Polonia insieme per l’Europa”. Ad Ischia, in Italia, una catena umana “ha abbracciato” il perimetro dell’isola come simbolo insieme di difesa dell’ambiente e di accoglienza. Ancora in Italia, a Firenze, è la Sala dei Cinquecento, a Palazzo Vecchio, ad ospitare il collegamento in diretta con lo Square Meeting Center di Bruxelles. E se, per una parte dei Movimenti e Comunità cristiane il percorso di fraternità di “Insieme per l’Europa” ha un’esperienza di anni, per altri l’edizione del 2012 è stata l’occasione di provare dal vivo il significato di conoscersi meglio e di lavorare insieme. Così si esprime una coppia di Laudau, in Germania: “Bruxelles 2012 è stata la scusa per conoscerci meglio, interessarci di Movimenti dei quali prima non conoscevamo nemmeno il nome. Si sente grande entusiasmo e voglia di concentrare le nostre forze per rinforzare l’anima cristiana dell’Europa cominciando dalla nostra città”.
Sono queste storie di collaborazione e di fraternità che danno oggi la possibilità di credere che è possibile dare all’Europa quella speranza di cui Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio, parlava nel suo intervento a Bruxelles: “La più grande miseria europea è la mancanza di speranza”. Per questo “si deve generare un clima di simpatia e di solidarietà, un senso del destino comune deve risorgere, reti sociali debbono rinascere”. “Insieme per l’Europa – ha sottolineato Maria Voce nel suo discorso – è un’impresa affascinante: abbiamo la possibilità, anche attraverso la manifestazione di oggi, di testimoniare alle donne ed agli uomini del nostro tempo che abitare la terra in uno spirito di comunione apre un futuro di fraternità e di pace ai singoli, ai popoli, al nostro continente e all’umanità intera”.
Flickr photostream: www.flickr.com/photos/together-for-europe/
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23 Mag 2012 | Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Nuove Generazioni
23 maggio 1992: il giudice italiano Giovanni Falcone muore in un attentato mafioso insieme alla moglie e agli uomini della scorta. 57 giorni dopo, il 19 luglio, un altro giudice, Paolo Borsellino, che come lui indagava sulle connessioni tra mafia e politica, muore in un secondo attentato. Quelle tristi vicende segnano un risveglio civile, a partire dalle nuove generazioni, che oggi vive una nuova fase. In occasione del 20° anniversario della strage, arrivano a Palermo con le navi della legalità 2000 studenti. Varie sono le iniziative che coinvolgono la città, fra queste quella dei Ragazzi per l’Unità, gli adolescenti dei Focolari, che hanno diffuso nelle piazze e all’Albero Falcone (l’albero cresciuto di fronte alla casa del giudice, e diventato ormai un simbolo), durante la commemorazione solenne, un loro messaggio dove si presenta la “Regola d’oro” come fondamento della cultura della legalità. «La nostra parola d’ordine è la Regola d’Oro, presente in tutti i libri sacri delle più grandi Religioni del mondo e alla base del Diritto Naturale», si legge nel manifesto.
- Nel Vangelo essa dice: “Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro” (Mt 7,12)
- Nell’Antico Testamento: “Ciò che per te è odioso non farlo al tuo compagno. Questa è l’intera Legge” (31° Sabbat, Talmud Babilonese)
- Nel Corano: “Nessuno di voi è un credente finché non ama suo fratello come ama se stesso” (Profeta Muhammed, 13° dei 40 Hadiths Nawawi)
- Nel Libro sacro dei Buddisti: “Non ferire gli altri in maniera che tu non debba ritrovarti ferito” (The Buddha, Uadanavarga 5, 18).
«Vivere la Regola d’Oro nelle nostre città significa anche vivere la legalità», continua l’appello dei Ragazzi per l’Unità. L’impegno quindi a non accettare raccomandazioni, a reagire agli atti di bullismo, a cercare di essere partecipi alla vita della propria città, rifiutando ogni atteggiamento ‘mafioso’ e la corruzione. La loro aspirazione è ad una legalità «che abbia sempre a mente il più piccolo e l’ultimo delle nostre comunità», «che abbia a mente il sangue dei martiri che è stato versato in questi anni nelle nostre terre», nel desiderio che questo messaggio possa arrivare ai Ragazzi per l’Unità di tutta Italia e a più ragazzi e persone possibili per essere insieme «la risposta e il frutto di questo sangue dei martiri per costruire un futuro migliore per il nostro paese e per il mondo». A conclusione di questo percorso sulla pace e la legalità i Ragazzi per l’Unità invitano, il prossimo 2 giugno, tutti i ragazzi di Palermo e di varie città della Sicilia ad un appuntamento in un luogo simbolico: il quartiere Brancaccio. Lì dove il sacerdote ucciso dalla mafia, Padre Pino Puglisi, ha dato la vita per la sua gente, nella difficile missione rieducativa. Alla scuola media “Puglisi” verrà donato il materiale scolastico raccolto in quel giorno. (altro…)
22 Mag 2012 | Chiesa, Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
A “Insieme per l’Europa” non poteva mancare l’economia. Ed infatti nella prestigiosa sede del Parlamento Europeo, a Pace de Luxembourg, nella sala dedicata ad Alcide De Gasperi, padre nobile e cofondatore di quella che sarebbe stata l’Unione Europea, si danno appuntamento una schiera di esperti, politici, imprenditori, giovani, cittadini per il convegno: “Economia: un affare di dono”. Certo la posta in gioco è alta: l’attuale, folle corso della finanza malata ha perso la direzione del Bene Comune. Hendrik Opdebeeck, professore di Filosofia e di Economia presso l’Università di Anversa e membro del Centro di Etica in apertura dei lavori declina in sette punti il concetto di responsabilità e lo coniuga con libertà, alterità, incontro con gli altri, responsabilità delle Istituzioni globali, giustizia, limiti dell’economia di mercato, globalizzazione. Le recenti elezioni francesi e greche, con le loro pur diverse tensioni sociali, pongono secondo il docente una domanda: distribuire quote di reddito secondo il merito con la visione del liberalismo o concedere a tutti la loro parte in conformità al loro bisogno, secondo la logica socialista? Nell’attuale società europea gli aspetti economici, sociali, legali e finanziari rischiano di prendere forma in strutture organizzate egocentriche e irresponsabili sia a livello nazionale che a livello internazionale e globale. Da questo punto di vista l’Europa in crisi, deve guardare ad un altro, paradigma futuro importante: la responsabilità.
Luigino Bruni, associato di Economia all’Università Bicocca di Milano e all’Istituto Universitario Sophia di Loppiano, offre un’analisi lucida e senza sconti all’attuale crisi, ma anche una proposta: l’Economia di Comunione. Evidenzia che l’Economia fin dal suo nascere ha trovato forza ed ispirazione anche dai carismi, dalle comunità monastiche che hanno saputo creare laboratori vivi dai quali sono emerse le prime categorie e le prime istituzioni che diedero vita all’economia di mercato. «Ed è innegabile che se l’umanesimo anche cristiano – ha proseguito – con la sua charitas e la sua charis, hanno svolto un ruolo decisivo». Ma più che di un processo all’economia è la finanza sempre più speculativa ad essere sul banco degli imputati. Per Bruni urge «fare qualcosa» e richiamare dalla marginalità l’azione pubblica dei carismi fatta di reciprocità, gratuità-dono, bene comune. Come? Riportando la finanza e l’economia nelle piazze perché «è troppo rischioso lasciarle ai soli addetti ai lavori». Ripartire dai poveri e rilanciare l’idea di un nuovo patto sociale e aver fiducia che i cambiamenti epocali possono essere frutto anche di una minoranza profetica, come è già avvenuto. Infine i giovani: loro possono ridare una svolta all’economia e alla finanza. Dalle proposte si passa poi a definire azioni puntuali che possono essere esplicitate a livello europeo: moratoria sulla pubblicità rivolta ai bambini che devono essere tolti dalle mani dei ricercatori di profitti, moratoria sul gioco d’azzardo, una Tobin Tax o qualcosa di simile perché anche la finanza, ad alto rischio speculativo paghi un giusto prezzo, infine un rafforzamento, anche con adeguati strumenti legislativi, dell’economia sociale e civile in Europa. Alla presenza del vice presidente del Parlamento Europeo, l’ungherese Laslo Surjan, responsabile del dialogo con le Chiese sono state esplicitate “buone prassi” economiche: tre imprese, una belga e due croate hanno raccontato come tradurre questi principi del dono in uno scambio commerciali dove “investitori”, soci, lavoratori, pur in ruoli diversi hanno un valore paritario. Jan De Volder della Comunità di Sant’Egidio belga ha raccontato della “rivolta della gratuità” mentre Claude Matz di Azione Mondo Unito (AMU) del Lussemburgo ha mostrato le azioni di sviluppo intraprese negli anni. Steve Vanackere, vice primo ministro federale e ministro dell’Economia del Belgio ha concluso i lavori evidenziando alcune criticità delle proposte per stimolare un dialogo ancora più serrato con l’attuale sistema economico e ha sfidato la politica a dare «non solo risposte, ma risposte giuste». Rivolgendosi poi al professor Bruni sull’importanza delle minoranze profetiche, ha ribadito: « questa sala lo è». di Paolo De Maina (pubblicato su Cittanuova.it il 13/05/2012) (altro…)
21 Mag 2012 | Centro internazionale, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità
E finalmente, nel pomeriggio di sabato 19, l’atteso incontro con Maria Voce e Giancarlo Faletti per la grande festa comune. L’appuntamento a pochi chilometri dalla capitale, presso il Multiversum di Schwechat, moderna struttura multi-funzionale che ospita concerti, eventi culturali e sportivi, fiere. Circa settecento i convenuti dalle nove regioni dell’Austria. Nel loro saluto iniziale, i responsabili nazionali del Movimento dei focolari, Maria Magerl e Andreas Amann, hanno espresso gioia, ma soprattutto gratitudine verso Dio, per Chiara Lubich e per la spiritualità dell’unità che, alla vita di molti, ha dato nuovo senso, profondità e pienezza. E gratitudine anche a quanti in questo cinquantennio hanno contribuito, ciascuno dal suo posto, allo sviluppo del Movimento. Motivo di particolare gioia in questa celebrazione era la presenza, talvolta dopo anni di assenza, di molti “costruttori e compagni di viaggio di una volta”. Nella prima parte dell’incontro, attraverso foto storiche e testimonianze anche filmate, quasi sfogliando un album di famiglia, sono state passate in rassegna le tappe fondamentali della storia dei Focolari in Austria. Per giungere al 2001, anno in cui Chiara ha trascorso dieci giorni in Austria, dando importanti indicazioni sui campi d’azione nei quali impegnare le forze della comunità focolarina. Una videoregistrazione con stralci del suo discorso al congresso dei sindaci “1000 città per l’Europa” (Innsbruck), ha fatto rivivere a molti dei presenti quell’evento così speciale. Ha chiuso questa retrospettiva il ricordo colmo di gratitudine dei tanti membri del Movimento d’ogni età e vocazione già arrivati nella Patria celeste. È seguito l’”oggi” dei Focolari in Austria, a cominciare dalla presentazione della Mariapoli permanente Giosi e del Centro Mariapoli Am Spiegeln. Tra i “tesori di famiglia”, la testimonianza di Reinhard Domig: vittima, nell’agosto 2008, di una feroce rapina nel suo ufficio postale, ha perdonato il suo assalitore. Diverse le esperienze di “dialogo” all’interno della Chiesa cattolica, nel rapporto con cristiani di altre Chiese, ma anche con fedeli di altre fedi (musulmani soprattutto) e con persone di convinzione non religiosa, come da anni ormai è in atto con membri del Partito comunista. È un dialogo soprattutto della vita, attraverso lo scambio e la partecipazione ad azioni comuni come progetti d’integrazione per bisognosi o di pedagogia. Altre iniziative, a livello più culturale, riguardano gli ambiti dell’economia, dell’ecologia, dello sport e della comunicazione. Dai più giovani abbiamo sentito illustrare i Social Day per senzatetto, anziani e bambini di rifugiati, la staffetta mondiale per la pace Run4unity e le azioni per consentire a dieci ragazzi indonesiani di partecipare al prossimo Genfest di Budapest. E tutto per un unico scopo: contribuire alla fratellanza in un Paese sempre più pluralistico come l’Austria. A questo punto, in risposta al desiderio di molti di conoscerla personalmente, Maria Voce ha preso la parola per un breve saluto. La festa è continuata dal palco con canzoni, giochi e altri numeri artistici; a seguire un ricco buffet.
La mattina di domenica 20, nuovo appuntamento al Multiversum, stavolta con i più impegnati della comunità. Il programma prevedeva, dopo una Messa animata dai canti dei gen, un incontro-dialogo con Maria Voce e Giancarlo Faletti. Semplici, illuminanti, incoraggianti le loro risposte ad alcune domande poste da giovani e adulti su argomenti riguardanti per lo più la testimonianza da offrire tra le sfide odierne per incidere più efficacemente nei vari ambiti della società. Tra la gioia comune, esplosa in un grande applauso, la presidente dei Focolari ha concluso con un augurio: «L’idea che la nostra è una vita, non una organizzazione, mi ha accompagnato sempre in questi anni e mi ha fatto capire cos’è la libertà dei figli di Dio. Non so se è una cosa azzardata, ma vorrei farvi un augurio di libertà, che vuol dire: liberarvi anche dal desiderio di essere efficienti, dall’esigenza di far bene le cose, dal ricordo di cose andate non come avreste desiderato, dalla situazione storica. Liberarvi, per avere la felicità di poter dire di sì a Dio e sapere che lui aspetta la vostra collaborazione, per fare di questa vostra Austria “ideale” un esempio di libertà vera, profonda; libertà che viene anche dal riconoscere e accettare i propri limiti, dal pensare che nonostante questi limiti possiamo fare qualcosa di buono (questo è ancora più difficile!), dal credere che al di là di essi e con essi agisce Dio. Agisce se gli diciamo di sì. E porta quel fuoco che dice la Parola di vita di questo mese che volge ormai al termine, ma abbiamo ancora un po’ di giorni per continuare l’incendio. Questo è il mio augurio: che siate liberi di appiccare il fuoco!». Dall’inviato Oreste Paliotti (altro…)
21 Mag 2012 | Ecumenismo, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
Entre os dias 20 e 27 de maio as igrejas cristãs do Hemisfério Sul realizam a Semana de Oração pela Unidade dos Cristãos, com o tema “Todos seremos transformados pela vitória de nosso Senhor Jesus Cristo”. A proposta é refletir sobre o que significa vencer e perder, destacando, principalmente, a diferença entre vitória e triunfalismo e as perdas em um contexto mais amplo do que o esportivo. O tema deste ano prega que a vitória se dará através do serviço, da ajuda mútua, da promoção da autoestima de todos, da fraternidade entre as Igrejas que se unem para socorrer os necessitados. O tema de 2012 foi preparado por representantes das igrejas Ortodoxa, Católica Romana e dos Antigos Católicos e Protestantes em atividade na Polônia. No Brasil, as iniciativas são coordenadas pelo Conselho Nacional de Igrejas Cristãs (Conic), que celebra 30 anos de caminhada na promoção das relações ecumênicas entre Igrejas cristãs. O Conic prevê a realização de celebrações ecumênicas para ressaltar a fraternidade entre as igrejas e a luta comum contra a injustiça, a desunião, a violência e o rancor. Os membros do Movimento dos Focolares no Brasil estão inseridos nas atividades da Semana de Oração pela Unidade dos Cristãos e fomentam o ecumenismo em diversas oportunidades. No extremo sul do Brasil, há, por exemplo, o Centro Mariápolis Arnold, que tem como timbre peculiar a promoção do diálogo ecumênico. Nas proximidades do Centro Mariápolis encontram-se instaladas as sedes nacionais da Igreja Luterana, da Igreja Episcopal do Brasil e da Igreja Metodista. Para mais informações sobre a Semana de Oração pela Unidade dos Cristãos no Brasil: www.conic .org.br (altro…)
21 Mag 2012 | Cultura, Dialogo Interreligioso, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
El mundo de Ana Autor: Casa de Ana Frank
Ana Frank (1929-1945) se ha convertido, a lo largo de los años, en un símbolo de la esperanza opuesta a la violencia y el odio que causaron una de las mayores tragedias del siglo XX: la shoá perpetrada por el nacionalsocialismo. La voz, los sueños, los temores e interrogantes de Ana se ven reflejados en las páginas de su famoso Diario, que ha recorrido el mundo entero. En esta oportunidad, el Centro Ana Frank Argentina y la editorial Ciudad Nueva presentan El mundo de Ana, un libro a todo color, con fotografías e información que ilustran la vida cotidiana de la familia Frank y los sucesos más importantes de los tiempos de la guerra. Una propuesta para la reflexión sobre los peligros del antisemitismo, la discriminación y el racismo en todas sus manifestaciones.
La corta vida de Ana Frank
Documental en DVD y Sugerencias para el trabajo en el aula
En el documental “La corta vida de Ana Frank” se cuenta la historia de su vida a través de citas, de fotos únicas de los álbumes de la familia Frank y de extractos de películas históricas. También incluye las únicas secuencias fílmicas de Ana Frank. Esta película está destinada a un público joven y adulto, y no sólo cuenta la historia de Ana Frank, su diario, su familia, los anexos secretos, sino también de la Segunda Guerra Mundial y la persecución a los judíos, lo cual lo convierte en una excelente herramienta en la educación acerca del Holocausto. Acompaña una guía educativa para el trabajo en el aula.
Datos del autor:
Datos del Autor La Casa de Ana Frank es una organización independiente encargada de preservar la Casa de Atrás, el lugar donde Ana Frank estuvo escondida durante la Segunda Guerra Mundial y donde escribió su diario. El recuerdo de Ana Frank intenta ser una fuente de inspiración para todas las personas, para motivarlas a reflexionar sobre los peligros del antisemitismo, el racismo y la discriminación, y la importancia de la libertad, la igualdad de derechos y la democracia. La Casa de Ana Frank desarrolla proyectos educativos en más de 50 países del mundo, muchos de ellos en América Latina. El Centro Ana Frank Argentina es el primero en América Latina y abrió sus puertas el 12 de junio de 2009 en oportunidad de la conmemoración del 80° natalicio de Ana Frank.
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21 Mag 2012 | Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Sociale
Con i suoi 93 milioni di abitanti di 70 dialetti, sparsi in un arcipelago di oltre 7 mila isole, le Filippine – unico Paese cattolico nel sud-est asiatico – è tra i più popolati del mondo. Nonostante la ricchezza umana e le risorse naturali, gran parte della popolazione vive in condizioni di povertà. La sua struttura sociale potrebbe essere paragonata ad una piramide: l’80% della ricchezza è in mano al 5% della popolazione, e la classe media è quasi inesistente. Manila, la capitale, conta 19 milioni di abitanti, emigrati in gran parte dalle varie provincie del paese in cerca di un lavoro migliore, che difficilmente si trova. I filippini sono un popolo molto ospitale, gioioso, generoso, che sa sopportare, e dare valore alla sofferenza, grazie alla sua radice cristiana. Già dal 1966 ha accolto lo spirito del Movimento dei focolari, che pian piano è penetrato in moltissimi ambienti, sia religiosi che civili. I suoi membri, oggi circa 5.000 i più vicini e oltre 100.000 gli aderenti e simpatizzanti, hanno influito e continuano a farlo in varie e diverse circostanze della vita del Paese.
Chiara Lubich ha visitato le Filippine due volte: nel 1982, quando ha sottolineato quale “pozzo di petrolio spirituale” fossero le Filippine per il resto dell’Asia, grazie alla grande e matura presenza di cristiani; e nel 1997 quando ha ricevuto dall’Università di Santo Tomas a Manila la laurea honoris causa in Teologia, prima donna e laica a ricevere tale onorificenza, conferimento che ha permesso di stabilire rapporti di collaborazione con l’Università, particolarmente nel campo dell’Economia di Comunione. In questa stessa università nel 2012, in occasione del 4° anniversario della morte di Chiara, si sono radunati 2000 giovani, per l’evento URL: United in the Revolution of Love, a sottolineare il suo rapporto privilegiato con le nuove generazioni. I centri dei focolari sono presenti a Manila, Cebu e Davao e le varie comunità del Movimento sono sparse in tante delle migliaia di isole, e accomunate dallo stesso stile di vita, nonostante le distanze, sperimentano un vero spirito di famiglia, così consono alla cultura locale. LaMariapoli Pacedi Tagaytay, una delle cittadelle, fondata da Chiara Lubich nel 1982, è testimone della possibilità di un amore concreto e reciproco anche tra amici musulmani, alcuni indù e buddisti. È sede della School for Oriental Religions, che tiene periodicamente corsi di formazione per imparare a dialogare nel rispetto reciproco. Non manca inoltre una vivace comunione di vita con i fratelli delle altre chiese e comunità ecclesiali cristiane. Da sottolineare la partecipazione di molti sacerdoti e seminaristi alla vita del Focolare, nonché di parecchi amici vescovi, grazie alla scuola per sacerdoti di Tagaytay. La presidente dei Focolari Maria Voce (che ha visitato le Filippine dal 17 al 31 gennaio 2010, nel corso di un lungo viaggio in Asia) è intervenuta al 2° congresso nazionale del clero, con una testimonianza sulla “chiamata alla santità”, davanti a 5.500 sacerdoti, 87 vescovi e religiosi di 54 congregazioni. Lo spirito dei Focolari si è affermato anche come possibile risposta ai diversi problemi sociali. Da notare l’esperienza dei 6 centri di Bukas Palad, che raggiunge migliaia di poveri dei barrios di Manila e delle provincie dov’è presente, il Pag-asa Social Center a Tagaytay, Sulyap ng Pag-asa, la Focolare Carpentry, di Cainta, uno dei principali progetti sviluppati dall’AMU nelle Filippine, che ha formato al lavoro centinaia di giovani. E poi il sostegno a distanza, in collaborazione con Famiglie Nuove, che permette di aiutare oltre 1.800 bambini. Numerose le esperienze di azioni concrete nelle città e nei villaggi, dagli aiuti dopo le calamità naturali – come dopo il tifone Ondoy del 2010 – agli interventi in favore di leggi più giuste. È il caso della comunità di Antipolo, una città di poco più di mezzo milione di abitanti, all’estrema periferia dalla capitale, impegnata in una campagna di sensibilizzazione al fine di proteggere la famiglia e la vita, in risposta ad un decreto sulla cosiddetta ‘salute riproduttiva’.

Tagaytay, 1997: il sindaco conferisce la cittadinanza onoraria di Tagaytay a Chiara Lubich
Di particolare rilievo l’impegno delle aziende che aderiscono al progetto per un’Economia di Comunione – fra queste le più conosciute sono il Bangko Kabayan (banca rurale), Ancilla (consultancy), APCEI (distribuzione riviste), l’azienda tessile “Filo d’Oro”; dei volontari ospedalieri (Sinag Volunteers) in varie strutture sanitarie pubbliche, di diversi giornalisti nel campo dei media e di una vivace attività a livello educativo. “Ho visto una vera rivoluzione svilupparsi nelle carceri dove da quarant’anni portiamo questo spirito evangelico” – racconta Renè, uno dei primi giovani ad aver conosciuto i focolarini nel 1967, oggi con un viso ormai incorniciato da una barba bianca – “ogni mese decine di carcerati si incontrano per comunicarsi come vivono lo spirito evangelico nella vita da detenuti. Quando escono alcuni vengono accolti dalla comunità dei Focolari ed aiutati a reinserirsi nella società.” Anche Teresa Ganzon faceva parte di quel gruppo di giovani negli anni turbolenti a cavallo fra i sessanta ed i settanta. Con il marito, ed ora anche con due figlie ormai professioniste, porta avanti il già citato Bangko Kabayan, un istituto bancario rurale, che fa parte del progetto dell’Economia di Comunione, con diecimila clienti. L’85% sono donne di ceti poveri: dotate di coraggio ed intraprendenza sono riuscite a costruirsi una dignità sociale grazie al programma di micro-credito della banca. Neanche la recente crisi ha minato la fiducia nel Bangko Kabayan, che, collaborando con altri istituti bancari a livello rurale e persino con alcuni concorrenti, ha contribuito in modo decisivo a salvare l’industria sul territorio in cui opera.
Visita le Filippine in Focolare Worldwide! Dall’archivio fotografico:

Guido Mirti (secondo da sinistra) e Giovanna Vernuccio (ultima a destra) con la prima comunita' del Focolare nelle Filippine
Flickr photostream: Viaggio di Maria Voce nelle Filippine nel 2010
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20 Mag 2012 | Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Sociale
Tacloban City si trova sull’Isola di Leyte, nel Nord Est delle Filippine. In questa città abita Placido Maga, da tutti conosciuto con il nome di “Plas”, che fin dal 1991 vive l’ideale dell’unità, cercando di rendere concreto questo suo impegno nella vita di tutti i giorni. Nel 1996 Placido ha iniziato a lavorare come chitarrista, insegnando a suonare ai bambini di diverse scuole elementari. L’insegnamento diventa così per lui un’opportunità di amare e servire il prossimo. Camminando per le strade di Ormoc, una delle città della sua provincia, Placido scorge alcuni bambini sdraiati sulla strada che utilizzano i cartoni e i giornali come tappeti e riparo. Alcuni non hanno alcun indumento per proteggersi dal freddo. Non hanno niente da mangiare, e dormono quasi sempre a stomaco vuoto. Impressionato dalla situazione, compra un po’ di cibo e decide di tornare: loro, i più dimenticati ma anche i più indifesi della città, stanno trovando un nuovo amico. Gli torna in mente una frase di Chiara Lubich: «Quando diamo qualcosa di noi, mettendo amore in ogni azione, la vita cresce dentro di noi». E la felicità di quella sera, per l’incontro con quei bambini, ne è la prova. Placido mantiene la promessa. Ma sente di dover fare qualcosa di più, di prendersi cura di loro, cercando una sistemazione dignitosa e confortevole. Quell’Ideale ricevuto anni prima, ha ora una possibilità immensa di rendersi attuale, concreto: prendendosi carico delle situazioni ai margini della società, di coloro a cui nessuno pensa. Presenta la questione al Municipio, contatta le Organizzazioni non Governative sul posto. Senza timore di essere deriso o incompreso, continua a cercare una soluzione. Riesce così a coinvolgere nel suo progetto altre persone, e si rende conto che quando l’amore evangelico diventa “regola” della nostra vita, diventiamo tutti più creativi, più coraggiosi e talvolta eroici. Come mettere poi i bambini in condizione di poter dare anch’essi qualcosa? Insegnando a suonare una piccola chitarra, l’Ukelele, e creando così un piccolo repertorio che i bambini presentano in due spettacoli. Oggi i bambini vivono al Centro Lingap, una ex casa di riabilitazione convertita in dormitorio dal Dipartimento della Salute Sociale. Placido continua a visitare i piccoli, insegnando loro non solo a suonare, ma anche a pregare, stando loro vicino. Tratto dal sito: www.umanitanuova.org (altro…)
19 Mag 2012 | Focolari nel Mondo
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19 Mag 2012 | Centro internazionale, Chiara Lubich, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Nuove Generazioni
Il soggiorno in Austria della presidente e del copresidente del Movimento dei focolari ha visto giovedì 17 maggio tre appuntamenti di segno molto diverso ma di grande significato: la visita, che comprendeva anche la Messa e il pranzo, all’abbazia cistercense dell’Heiligenkreuz, cuore mistico della Foresta Viennese; il successivo incontro, all’arcivescovado di Vienna, col card. Christoph Schőnborn; e infine, presso il Centro Mariapoli “Am Spiegeln”, la serata con un folto gruppo di “Giovani per un mondo unito”giunti da varie località del Paese, dal titolo “Let’s Bridge Austria”, una delle tappe introduttive verso il prossimo Genfest di Budapest (31 agosto-2 settembre 2012). Passando in rassegna gli eventi della giornata, il copresidente Giancarlo Faletti ci ha confidato «la profonda impressione provata durante la visita all’Heiligenkreuz, abbazia millenaria legata ad un carisma – quello benedettino – che esprime tutta la sua vitalità attraverso le stesse mura, attraverso la liturgia e attraverso l’accoglienza veramente fraterna ricevuta dall’Abate e dai maggiori responsabili della comunità cistercense».
E la presidente Maria Voce, a proposito del colloquio anch’esso molto aperto e cordiale avuto col primate di Vienna: «Il cardinale ha una grande stima del Movimento per quello che opera in Austria e per la testimonianza data dal Centro Mariapoli; ha anche ringraziato le focolarine e i focolarini di Vienna per aver subito accolto e messo in atto il suo appello per una scuola di formazione a diventare discepoli di Cristo. A mia volta l’ho ringraziato per la possibilità data ai nostri sacerdoti di formare un focolare nella nascente cittadella. Quello della vita in comune tra sacerdoti è un argomento al quale il Cardinale ci è parso particolarmente sensibile, avendo lui molto a cuore la solitudine in cui spesso essi si trovano a vivere. Tra l’altro ha ricordato Chiara Lubich, che aveva visto per la prima volta al Sinodo del ventennio del Vaticano II, a cui lei era stata invitata insieme a madre Teresa di Calcutta. Allora lui era un giovane teologo e non aveva osato avvicinare queste due figure, di cui ammirava tutta la forza carismatica». Entrambi poi, a proposito della effervescente serata trascorsa al Centro Mariapoli – due ore e più di testimonianze, momenti musicali e dialogo tra generazioni –, concordavano: «Ề stato bellissimo, un vero bagno di vitalità. Per apertura e libertà da tanti schemi i giovani si somigliano in ogni parte del mondo. Era interessante guardare i loro occhi, i loro volti, sentirli proiettati verso il futuro ma anche in ascolto di noi, che abbiamo più esperienza alle spalle. Quando il Cardinale ha saputo di loro e del Genfest, era contento: osservava che i giovani hanno bisogno di queste manifestazioni di massa per non sentirsi soli e pochi, ma insieme essere incoraggiati a testimoniare la loro fede in Cristo». Dall’inviato Oreste Paliotti (altro…)
18 Mag 2012 | Centro internazionale, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
Il 2012 segna per il Movimento dei Focolari in Austria una data importante: sono infatti trascorsi cinquant’anni da quando l’Ideale dell’unità, cominciando da Innsbruck, è arrivato in questo piccolo Paese dalla grande storia. Per l’occasione, la presidente Maria Voce e il copresidente Giancarlo Faletti sono venuti per incontrare la comunità austriaca e per festeggiare insieme ad essa questo anniversario. Il programma del 15 maggio prevedeva una visita al Centro Mariapoli Seminarzentrum Am Spiegeln e alla Cittadella Giosi, ambedue nei pressi del castello di Schönbrunn, dimora estiva degli Asburgo a sud di Vienna. Luogo d’incontro per tutti i membri del Movimento, per la sua vicinanza alla capitale, il Centro Mariapoli è anche meta preferita di conferenze e congressi, ma non meno ricercato luogo di vacanza per il turismo. «Strada privilegiata per la nuova evangelizzazione a cui quest’anno la Chiesa ci richiama», ha definito Maria Voce questa moderna struttura immersa nel verde.
Nel pomeriggio la visita alla cittadella intitolata a Giosi Guella, una delle prime focolarine: un centinaio gli abitanti stabili (famiglie, una comunità di sacerdoti, focolarine e giovani) fra cui Gerda e Hans Schwinger. Sulla settantina, ma sempre giovani nello spirito, si sono trasferiti nella cittadella per partecipare attivamente alla sua costruzione, lasciando casa e abitudini per iniziare, da veri pionieri, una nuova avventura. È quanto hanno raccontato nel corso di una festosa serata dedicata alla presentazione della vita che in essa si conduce e della sua irradiazione esterna. «Nel preparare il trasloco – hanno detto fra l’altro – ci siamo resi conto di quante cose si erano accumulate negli anni. Ora dovevamo scegliere quali tenere e quali regalare, in quanto nel nuovo appartamento non ci sarebbe stato più posto per tutte. Certamente non è stato facile il distacco reale da esse (spiritualmente, ci sembrava di averlo sempre avuto presente), e questo ha richiesto ogni volta una soluzione comune. Ma sempre l’effetto è stato di sperimentare una libertà nuova. Ora da tre anni siamo cittadini della Mariapoli Giosi e fin dal primo momento ci siamo sentiti a casa. Questa vita in comune, che comprende attività e momenti diversi, è una crescita continua. Spesso accogliamo persone di passaggio. Siamo anche in contatto con alcune coppie attratte dal nostro stile di vita. Vorremmo donare il nostro tempo soprattutto per costruire rapporti personali autentici». Dall’inviato Oreste Paliotti (altro…)
17 Mag 2012 | Famiglie, Focolari nel Mondo
Alfonso Di Nicola è coordinatore del Progetto Sempre Persona che si occupa dei detenuti e delle loro famiglie. Ecco il suo racconto: «Riflettevo sulla Parola di Vita mercoledì scorso, quando sento che mi arriva un messaggino. Leggo. Era Giorgio che mi diceva che venerdì gli avrebbero staccato la luce se non avesse pagato la bolletta (450 euro!). Era un conguaglio e bisognava pagarlo. Aveva chiesto aiuto al suo datore di lavoro ma non gli aveva dato fiducia. Aveva chiesto in giro ad altri suoi amici, senza nessun risultato… Poiché siamo molto amici, non voleva darmi una preoccupazione. Alla fine però, visto che tutte le porte erano chiuse, si è rivolto a me.
In questi casi attingiamo al fondo del Progetto Sempre Persona che proprio in quei giorni, aveva destinato i pochi mezzi a disposizione, per comprare olio, zucchero e generi di prima necessità per gli ex carcerati. Inoltre pensavo: “Come farà a restituirci i 450 euro, se ne guadagna 800 al mese e ha tre figli da mantenere?”. Giorgio assicurava che alla fine del mese avrebbe restituito il debito ed io che, a dire la verità, ero un po’ incredulo, ho pensato che il garante del prestito me lo avrebbe fatto Gesù. Mi tornavano spesso in mente le Sue parole:“Ho avuto sete e mi avete dissetato… alimentato… assistito… Perché ogni volta che avete fatto tutto questo a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a Me…” (Cf Mt 25, 31 e seg.). Allora sapete cosa è successo? Ho dato a Giorgio i 450 euro! Era Giovedì. Venerdì sera, quando sono tornato dal carcere dove aver fatto vari colloqui con i detenuti, apro il computer per guardare la posta e, con grande sorpresa, vedo una mail che mi invitava ad andare a ritirare un bonifico di 1720 euro, offerte da una signora che avendo ascoltato una nostra testimonianza in una chiesa, desiderava contribuire al Progetto. Il mio Garante, non mi aveva fatto aspettare un mese per restituirmi il prestito, ma solo un giorno, quadruplicando la cifra che poteva poi permetterci di aiutare altri». Alfonso Di Nicola (altro…)
15 Mag 2012 | Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
Per la prima volta in Belgio, il musical Streetlight manda in scena 120 giovani tra i 14 ai 25 anni, di culture diverse (francofoni, fiamminghi, germanofoni e quelli di Bruxelles con una gran varietà di culture). Per diversi mesi precedenti i giovani artisti si sono ritrovati intorno al progetto Togheter 4 Peace (Insieme-per-la-Pace). Questo progetto ha avuto come scopo iniziale quello di superare i muri dell’indifferenza, dell’odio o della paura e di rispettare l’altro nella sua specificità. In questa dinamica, i giovani hanno potuto sperimentare che possono essere «tranquilli» senza rincorrere alla violenza. Gli slogan vissuti in tutto il periodo di preparazione hanno rafforzato ciò per cui i giovani hanno lavorato insieme: 4All, BetheFirst, 4OneAnother, Don’t Stop, (vivo per tutti, essere il primo verso tutti, viviamo uno per l’altro e non fermarti!). Nella fase finale, con l’aiuto del Gen Rosso, i giovani in soli 3 giorni, con entusiasmo si sono lanciati nell’avventura di arte e vita, apprendendo canzoni, danze, scene teatrali e brani musicali e di percussioni, mentre altri ancora si sono presi carico della scenografia. Risultato finale: una sfida riuscita e la gioia straordinaria di aver potuto partecipare alla costruzione e alla rappresentazione del musical «Streetlight» davanti a un pubblico di 1200 persone nelle serate del 12 e 13 maggio 2012 a Bruxelles, nella sala «Tour et Taxi»! Gioia, entusiasmo, foto, lacrime e soprattutto la voglia di vivere e di continuare a incontrarsi per non perdere ciò che abbiamo vissuto: una possibilità di vivere per la fraternità universale e la pace che si può costruire con grandi e piccoli gesti. E per riuscirci i giovani si sono promessi di esercitarsi in questo nuovo «stile di vita» tutti i giorni: nelle loro città, quartieri, scuole, famiglie, forti del loro progetto «Together4peace». Una tematica di grande attualità! Il prossimo appuntamento è già a luglio… Poi il viaggio comune per il Genfest a Budapest…
A questa prima rappresentazione dello spettacolo in Belgio hanno assistito il principe Philippe e la principessa Mathilde. «La loro presenza ha segnato la portata socio-pedagogica del progetto che avrebbe voluto costruire una risposta alle sfide della violenza e delle problematiche d’integrazione nelle città belghe». – hanno scritto i giornali. Si sono trattenuti entrambi a dialogare sia con noi, sia coi giovani, curiosi dei particolari di questo progetto. Tante altre personalità erano presenti tra cui Maria Voce, presidente del Movimento dei Focolari, Jean Kockerols, vescovo ausiliare per la Diocesi di Furba-Bruxelles, il Sig. Steven Vanackere, il Vice-Primo Ministro e anche numerosi rappresentanti di varie religioni radunati per l’occasione di una grande manifestazione “Insieme per l’Europa“, svoltasi in questi giorni a Bruxelles… «Together4peace» il progetto socio-educativo, promosso in co-produzione con il Gen Rosso e in collaborazione con l’associazione tedesca «Starkmacher», ha già dato molti frutti, con le varie realizzazioni, sia in Europa che oltre. Il Movimento dei Focolari in Belgio, promotore del progetto in questa nazione, ha proposto ai giovani di parteciparvi insieme ai compagni di scuola, o al gruppo Scout o del club sportivo in modo che tutta la scuola o il gruppo del quale fanno parte, divengano automaticamente sostenitori del progetto. Una bellissima idea…
Qualche impressione al caldo: Veramente incredibile quello che abbiamo combinato alla Tour&Taxis, semplicemente stupendo!!! Streetlight era assolutamente TOP! Soprattutto i giovani partecipanti l’hanno reso speciale! Il nostro fine settimana di show è stato fantastico! Grazie genrosso, e 120 altri del Together4peace! Il musical è fantastico!!! Grazie a questo progetto ho capito che vivere insieme nella pace è possibile!
Together4peace a Bruxelles è cofinanziato dalla Commissione europea, (http://eacea.ec.europa.eu/culture/index_en.php) come sotto progetto del grande progetto europeo « Arts and Culture reshaping urban life » (www.reshape.eu). Quest’ultimo ha come fine quello di favorire le relazioni tra le persone attraverso l’arte, nel contesto urbano. Incontri artistici hanno già avuto luogo in diverse città, in Germania (Schwerte), Italia (Udine, Venezia) e Repubblica Ceca (Sternberk, Olomouc), con la collaborazione del Gen Rosso. Questi appuntamenti includono tavole rotonde, conferenze e scambi internazionali. Together4peace è un’iniziativa dei Giovani per un Mondo Unito del Movimento dei Focolari in Belgio (focolare.be), in stretta collaborazione col gruppo Gen Rosso (www.genrosso.com) e il Movimento dei Focolari a Solingen (fokolar-bewegung.de).
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15 Mag 2012 | Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
Burgos, Jerez de la Frontera, Granada, Jaen, Madrid, Talaveira de la Reina, Vigo e Canarie. Sono le città che da una parte all’altra della Spagna hanno visto il Gen Verde in scena col nuovo spettacolo, centrato sulla figura di Maria, da cui prende il titolo. “Già dai primi accordi” – scrive Javier Rubio sulla rivista spagnola Ciudad Nueva – “si annuncia il filo che intreccia una sequenza di canzoni ispirate a lei. Ma, più che espressione di una devozione, ciò che lo spettatore percepisce è un continuo passaggio dalla figura di Maria all’esperienza di ogni persona, in modo che la storia della Madre di Gesù tocca quella di ognuno, e gli episodi della sua vita gettano luce sulle vicissitudini del tempo presente”. Dopo una poetica apertura che definisce Maria come stella che orienta l’oscurità, si alternano le tappe della sua vita, e si presenta la Madre con le note e i sentimenti di diverse culture. Ritmi brasiliani, coreani, africani e celtici, compongono un’invocazione unica, come a sottolineare che il legame che unisce le persone è davvero la fraternità. Infine, annota ancora il direttore della rivista spagnola, “sorprende l’intensa congiuntura tra l’esperienza di alcune madri di oggi, e il momento vissuto da Maria ai piedi della croce, dove è stata capace di superare il dolore più acuto e assurdo. L’ultima parola è la Resurrezione del Figlio, che trasforma per sempre Maria nella Madre di tutti”.
Un aspetto sorprendente è il lavoro che il Gen Verde svolge al di fuori dello spettacolo. Si tratta di una serie di workshop, secondo le varie forme artistiche, che mostra già una fotografia di mondo unito, a partire dall’integrazione tra culture che il gruppo dimostra già con la sua stessa internazionalità. Durante la permanenza in ogni città, il gruppo offre infatti un ampio panorama di attività multidisciplinari: canto liturgico, dialogo con gli studenti, o in carcere, e incontri per approfondire i valori universali. L’obiettivo è proporre, attraverso la musica e l’arte, la fraternità come modello di convivenza. E anche in Spagna l’eco delle migliaia di persone che hanno preso parte agli spettacoli e delle centinaia di studenti nei workshop, dimostra che questo obiettivo è vicino. (altro…)
13 Mag 2012 | Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
L’Austria, piccolo paese (84.000 km²) nel centro dell’Europa, ha una ricca storia. I suoi 8,6 milioni di abitanti parlano in gran parte il tedesco, ma ci sono altri 6 gruppi linguistici autoctoni riconosciuti. Oltre il 18% sono immigrati di prima e seconda generazione, di cui 2/3 provenienti dal di fuori dell’Unione Europea. I gruppi più numerosi sono serbi e turchi. Questo si riflette anche nell’apparteneza religiosa. Il 66% sono cattolici; le chiese orientali (6%) e l’Islam (6%) hanno superato i cristiani evangelici (4%); mentre i non credenti (12%) sono la seconda “religione” in Austria, e in forte crescita. L’Austria ha sempre avuto un ruolo di ponte tra Est e Ovest, soprattutto in periodi storici difficili, come al tempo della cortina di ferro. Il territorio presenta una grande varietà topografica: piatte steppe ad Est, alte regioni montane alpine ad Ovest, boschi, colline, laghi e fiumi. È nota la sua ricchezza culturale, specialmente nella musica, nel teatro e non solo.
Un Paese ricco di storia: il primo documento in cui si nomina l’Austria (Ostarrichi) risale al 996. L’Austria attraversa alterne vicende: dagli sfarzi dell’Impero Austro-Ungarico nel 19° secolo (che comprendeva non solo l’Austria e l’Ungheria, ma anche le attuali Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia, Croazia, Bosnia-Erzegovina, e parte dell’Italia, della Romania, Polonia e Ucraina), si passa al crollo della monarchia, e all’annessione dell’ Ostmark al 3° Reich nazista tedesco. Diventato uno dei paesi più poveri d’Europa dopola Seconda Guerra Mondiale, conosce negli anni successivi un grande sviluppo, che lo ha reso fra i paesi più ricchi del mondo. Dal1995 ha aderito all’Unione Europea. I prodromi dei Focolari in Austria risalgono al 1952, con la permanenza temporanea ad Innsbruck di alcuni tra i primi focolarini. La fondazione del primo focolare a Vienna è avvenuta poi nel1962. In questi giorni si ricordano i 50 anni di vita dei Focolari nel Paese mitteleuropeo, e per l’occasione è presente anche la presidente Maria Voce, in visita in Austria per una settimana.
La spiritualità si è diffusa rapidamente tra sacerdoti, giovani e famiglie e nel 1963 ha avuto luogo a Wattens (Tirolo) la prima Mariapoli per i paesi di lingua tedesca. Da allora questa tipica manifestazione dei Focolari è diventata un punto fisso per tanti (da 500 a 1000 persone). La Mariapoli è un’espressione di rilievo del Movimento in Austria, con programmi per tutte le età. La spiritualità collettiva fa nascere in molti luoghi le comunità locali, nelle quali bambini e giovani, persone di tutte le professioni e di diverse appartenenze religiose si sentono a casa. Essi danno così il loro contributo alla fratellanza universale a livello locale. In Austria vi sono attualmente circa 60 comunità locali. I Focolari in Austria si impegnano da decenni nel dialogo ecumenico, mantenendo contatti intensi con membri di varie chiese, specie con l’allora Metropolita greco-ortodosso Michael Staikos. Fra gli appartenenti al Movimento ci sono cristiani orientali ed evangelici. Nel progetto comune “Insieme per l’Europa” convergono movimenti cattolici, cristiani evangelici e membri di Chiese libere. Anche con gruppi di musulmani si è sviluppato un vivo rapporto, nato dapprima con membri della Moschea di Linz. Un progetto-pilota esemplare e continuativo è la cosiddetta “Colazione per le donne” ad Hall nel Tirolo. Nel 2010 ha avuto luogo un convegno di studi cristiano-musulmano in cooperazione con l’Università di Innsbruck, ed è previsto un seguito. Anche con persone di convinzioni non-religiose si è stabilito un dialogo. Tra queste, con i dirigenti del partito comunista austriaco a partire dalla fine degli anni ’90; è nata una cooperazione nell’ambito del Forum Sociale Mondiale ed Europeo.
La nascente cittadella del Movimento in Austria , la “Mariapoli Giosi” è situata nel distretto sud di Vienna. Fra i suoi quasi 100 abitanti: famiglie, una comunità di sacerdoti, focolari e giovani. Il Centro Mariapoli “Am Spiegeln” è luogo di incontro sia per tutti i membri del Movimento, che per iniziative sociali e seminari di economia e sviluppo umano. Con un’attenzione particolare verso le nuove generazioni è nato ARGE-Pedagogia, che organizza fra l’altro congressi europei di pedagogia. Per lo sport è stato sviluppato il dado Sports4peace con le regole del fairplay, usato da scuole e associazioni in diversi Paesi (teamtime.net). Assieme a ragazzi e giovani sono nate diverse attività e convegni: Social-day, Run4unity, peace-worker, campi estivi, musicals e l’annuale festa di fine anno. Chiara Lubich ha visitato l’Austria due volte: nel 1997, ha tenuto uno degli interventi principali sulla spiritualità di riconciliazione durante la seconda Assemblea Ecumenica Europea a Graz; e nel 2001, invitata dall’allora sindaco di Innsbruck e presidente della Camera delle autorità locali presso il Consiglio d’Europa Herwig van Staa, ha parlato della fratellanza in politica al congresso “1000 città per l’Europa”. Poco prima Chiara – su invito del vescovo Paul Iby – aveva incontrato 6000 giovani nella cattedrale di Vienna, assieme al card. Schönborn, durante l’evento “Rufzeichen”. Sito nazionale Austria: www.fokolare.at Visita la nazione dell’Austria in Focolare Worldwide! (altro…)
13 Mag 2012 | Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
Originario di Feldkirch nel Vorarlberg, Reinhard Domig, esperto pasticciere, poi impiegato postale, è sposato con Bernadette. Hanno tre figli e tanti amici. Spesso si ritrova in viaggio, invitato da insegnanti e catechisti a raccontare la propria esperienza di disabile. Con tanti di loro resta in contatto; molti giovani lo riconoscono per strada, chattano con lui su Internet, chiedono il suo consiglio. «Conosco il Movimento dei Focolari dal 1994. È stato uno dei momenti più importanti della mia vita. Da alcuni anni ho fatto mia l‘ “arte di amare”. Il 22 agosto 2008 ero solo nella filiale di Posta dove lavoravo. Ė arrivato un uomo che conoscevo che mi ha pregato di mostrargli un cellulare. Ad un certo punto, ho sentito un coltello puntato dietro la schiena. Gli ho detto: ‘Sono troppo giovane per morire’. Ma lui ha cominciato a colpirmi. Ho pensato che la mia vita fosse finita e, come ultima possibilità di “amare concretamente”, ho detto più volte, mentre lui scappava : ‘Ti perdono!’. Mi sono accasciato davanti alla Posta. Durante l’operazione durata ben undici ore mi è sembrato di vedere una luce meravigliosa, impossibile da descrivere. Gli amici del Movimento si sono presi cura della mia famiglia. Hanno aiutato mia moglie in modo così concreto che lei ha avuto sempre la forza di non lasciarsi andare alla disperazione. Nei giorni successivi la situazione è peggiorata e per i medici non vi era più nulla da fare ma, ad un certo punto, contro tutte le aspettative, ho cominciato a reagire positivamente. Mi sono ritrovato totalmente indifeso. Una volta, per esempio, ho visto una bottiglia di acqua minerale accanto a me e non sono riuscito a dire che avevo molta sete.
Mia moglie, i miei figli, mia madre, i miei fratelli, parenti, conoscenti, colleghi e amici del Movimento dei Focolari, persino da Vienna e nell’Alta Austria, sono venuti a trovarmi ogni giorno. Mi sentivo parte di una grande famiglia in cui tutti sono legati gli uni agli altri dall’Amore. Il personale sanitario era sorpreso che così tante persone venissero a farmi visita e chiedeva se fossi un politico…! Alcuni terapisti sono tuttora in contatto con me. Sono venuti, anche, alcuni amici musulmani che poi, mi hanno invitato in una Moschea per raccontare la mia esperienza. Uno di loro, di origine turca, è venuto da me e mi ha detto che voleva scusarsi per quello che un suo connazionale mi aveva fatto. Lo aveva saputo in Turchia e aveva pregato 3 giorni in Moschea per me. Gesù dice: “Amate i vostri nemici”. Ho cercato di farlo e ho ricevuto tanto amore grazie al mio aguzzino. Amore che vorrei dare a tutti». (altro…)
12 Mag 2012 | Focolari nel Mondo
Promo video – multilingua (altro…)
12 Mag 2012 | Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Nuove Generazioni, Sociale
Flickr foto galleria: http://www.flickr.com/photos/run4unity Dalle ore 15 alle ore 16 (nei diversi fusi orari) migliaia di ragazzi di etnie, culture e religioni diverse saranno protagonisti di gare sportive unite ad azioni all’insegna della pace e della solidarietà. Numerosi gli incontri dei ragazzi con personalità civili e religiose. Il primo start scatta in Nuova Zelanda. Il testimone passerà, ora dopo ora, attraverso i Paesi dell’Asia e del Medio Oriente, in Europa e Africa. Infine attraverserà il continente americano: gli ultimi a partire saranno i ragazzi di Vancouver in Canada. Alcune staffette sono in luoghi segno di pace e di unità: Sydney (Australia) nel Bicenetennial Park passando vicino alla Campana della Pace; Schengen (Lussemburgo) corsa nella località famosa per gli accordi sul superamento delle barriere alle frontiere in molti Paesi d’Europa; Berlino (Germania) staffetta alla Porta di Brandeburgo, segno di unità della Germania; Belfast (Nord Irlanda) ragazzi dell’Irlanda del Nord e della Repubblica d’Irlanda insieme nel parco di Stormont Estate, sede del Parlamento, con politici cattolici e protestanti e di diversi schieramenti. Numerose staffette vedono la partecipazione di ragazzi cristiani appartenenti a diverse Chiese. In vari Paesi Run4unity sarà realizzata da ragazzi di religioni, culture ed etnie diverse che correranno insieme per testimoniare il loro impegno di pace e unità: New Delhi (India) Run4unity toccherà luoghi sacri sikh, indù, musulmani e cristiani con ragazzi delle quattro religioni; Karachi (Pakistan) insieme ragazzi cristiani, musulmani e indù; Cesarea Marittima (Terra Santa) dove saranno insieme ragazzi di religione ebraica, musulmana e cristiana; New York (USA) insieme ragazzi cristiani e musulmani nella Moschea Malcolm Shabazz di Harlem.
Sul sito www.run4unity.net come sulla pagina Facebook e sul canale YouTube aggiornamenti in tempo reale degli eventi in programma con informazioni, foto e video. Sabato 12 maggio sul sito saranno visibili e scaricabili tre brevi trasmissioni (alle 10 – 14 – 20 ora italiana) con notizie e aggiornamenti da varie città dei 5 continenti, realizzati dagli stessi ragazzi. Le attività in programma il 12 maggio si inseriscono nel più vasto progetto “Coloriamo la città” che i Ragazzi per l’unità portano avanti per “colorare” con azioni di solidarietà i luoghi nei quali prevalgono povertà, conflitti, emarginazione, squilibri economici e sociali (www.teens4unity.net). (altro…)
12 Mag 2012 | Chiesa, Cultura, Ecumenismo, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
Per la giornata del 12 maggio, è pressoché definito il mosaico dell’edizione 2012 di “Insieme per l’Europa”, cui aderiscono i giovani e gli adulti di oltre 300 Movimenti e Comunità cristiane. Questa terza edizione internazionale, vuole dar visibilità ad un dinamismo di fraternità che attraversa il continente e che si declina in esperienze e proposte che toccano economia e lavoro, giustizia e pace, integrazione, famiglia, ed altri temi ancora. Momento centrale sarà l’incontro al Square Meeting Centre di Buxelles che, assieme a rappresentanti dei Movimenti e delle Comunità di tutta l’Europa, vedrà riunite personalità del panorama politico, istituzionale e culturale europeo. Parte integrante della giornata sono i 130 eventi realizzati contemporaneamente in altrettante città di tutto il continente, che saranno collegati via satellite e internet con l’incontro di Bruxelles. (leggi tutto)
Sito ufficiale – http://www.together4europe.org
Programma 12 maggio a Bruxelles – http://www.together4europe.org/it/51-ipe-2012/154-programma-12-maggio-2012.html Area Stampa Articoli pubblicati su focolare.org (altro…)
11 Mag 2012 | Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Senza categoria
Palco, luce, colore, danza, musica e molto movimento sono alcune caratteristiche del Progetto “Arts & Culture reshaping urban life – Arte e Cultura per rivitalizzare la città” che adesso arriva nella sua l’ultima tappa in Belgio con “Streetlight – The Musical” del Gen Rosso. Dal 5 al 13 maggio a Bruxelles il gruppo internazionale con i suoi membri di 8 nazionalità mette in rilievo l’importanza della creatività in favore di un mondo unito. Quindi, per 120 giovani che vi partecipano, un’esperienza di unità nella diversità. Bruxelles è una città vivace, crogiolo di nazionalità e culture diverse. In questo bello scenario il Gen Rosso ha svolto nei primi 2 giorni del tour, alcuni workshop rivolti ai giovani in vista della rappresentazione del musical Streetlight su un grande palco nel Tour&Taxi, rinomato palazzetto della città. I giovani provenivano da almeno 3 ceppi linguistici: fiammingo, francese, tedesco, senza contare chi arrivava da più lontano: Medio Oriente, Africa, Asia. Al motto di “l’uno per l’altro” sono così iniziati i lavori di preparazione del musical, nei workshop di danza hip-hop, musica strumentale, Broadway, coro, scenografia e danza brasiliana. “Streetlight – The Musical” racconta un fatto vero accaduto nel ’69 a due giovani, Charles e Jordan, che vivono realtà opposte e che in un importante momento della loro vita vedono le loro storie intrecciarsi. Uno di loro, Charles, con gli amici della Streetlight Band, che attraverso la musica promuove i valori di un mondo unito, sarà nel suo ambiente – un ghetto di Chicago – un segno di contraddizione. Dalle varie impressioni dei giovani raccolte eccone alcune: “Molte lingue diverse, nomi, nazioni, idee ed atteggiamenti, e nonostante tutta questa differenza il nostro cuore batteva uno per l’altro. Non lo dimenticherò mai!” “Vorrei dire grazie, perché prima di venire, mi sentivo non in pace, come un cesto vuoto ma ora mi sento un cesto pieno, pieno di amore e di speranza che vorrei portarmi via. Grazie!” Gli ultimi giorni del tour del Gen Rosso in suolo belga, saranno il 12 e 13 maggio nel quadro dell’evento “Insieme per l’Europa”. Prevista la partecipazione della presidente dei Focolari, Maria Voce. _______________________________________________________________________________________________________________ Together4peace a Bruxelles è cofinanziato dalla Commissione europea, (http://eacea.ec.europa.eu/culture/index_en.php) come sotto progetto del grande progetto europeo « Arts and Culture reshaping urban life » (www.reshape.eu). Quest’ultimo ha come fine quello di favorire le relazioni tra le persone attraverso l’arte, nel contesto urbano. Incontri artistici hanno già avuto luogo in diverse città, in Germania (Schwerte), Italia (Udine, Venezia) e Repubblica Ceca (Sternberk, Olomouc), con la collaborazione del Gen Rosso. Questi appuntamenti includono tavole rotonde, conferenze e scambi internazionali. Together4peace è un’iniziativa dei Giovani per un Mondo Unito del Movimento dei Focolari in Belgio (focolare.be), in stretta collaborazione col gruppo Gen Rosso (www.genrosso.com) e il Movimento dei Focolari a Solingen (fokolar-bewegung.de). (altro…)
11 Mag 2012 | Chiesa, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
«Il Pontificio Consiglio per i Laici è la casa comune di tutti i movimenti ecclesiali, dunque, sentitevi a casa vostra!. Oggi è arrivato il momento in cui questa casa comune arriva a voi». Con queste parole il Card. Rylko, presidente del Pontificio Consiglio per i Laici (PCL) ha salutato il folto gruppo di abitanti della cittadella che l’ha accolto, lo scorso 8 maggio, assieme a tutto lo staff all’Auditorium di Loppiano. Quest’anno, infatti, la tradizionale gita fuori porta del dicastero romano cui fanno capo i movimenti ecclesiali e le nuove comunità sorti in seno alla Chiesa, ha scelto Loppiano come meta per trascorrere una giornata insieme, al di fuori degli impegni lavorativi, e per conoscere più in profondità il carisma dei Focolari. «Chi arriva qui dovrebbe incontrare non tanto un edificio di pietra, ma di uomini, una città bozzetto di un mondo unito, dove si possono vedere fuse, in unità, le diverse razze della terra» – così Joxepi Zubillaga e Stefano Fontolan, responsabili della cittadella, hanno presentato i cittadini di Loppiano: coloro che vi abitano stabilmente e i membri delle 12 scuole di formazione provenienti da tutto il mondo e di diverse vocazioni – giovani, famiglie, focolarini, religiosi e sacerdoti, laici –, che trascorrono nella cittadella un periodo di formazione specifica. Il Card. Rylko ha notato come emerga con particolare intensità la dimensione di città-laboratorio: «Quanta diversità di espressioni e iniziative il carisma di un movimento è capace di generare. Un carisma è una realtà viva che non ha ancora detto l’ultima parola, quindi c’è questa enorme apertura e creatività che non è umana, ma viene dallo Spirito Santo». Il cardinale aveva precedentemente visitato Loppiano alla fine degli anni ’80, quando ancora non erano sorte le ultime realtà, come il santuario Maria Theotokos in cui ha poi celebrato la messa per tutta la cittadella. «Non a caso abbiamo scelto Loppiano come luogo di questa nostra ri-creazione – ha spiegato il Card. Rylko nell’omelia – dove il carisma dell’Opera di Maria viene vissuto in maniera particolarmente intensa. Alle domande del tipo: ‘Cos’è l’Opera di Maria, cosa sono i Movimenti ecclesiali’, Loppiano risponde semplicemente: ‘vieni e vedi’».
Ha poi proseguito illustrando egli stesso la spiritualità, la storia e gli sviluppi dei Focolari, soffermandosi in particolare sugli inizi e su come Chiara Lubich avesse preso coscienza di ciò che Dio stava operando attraverso di lei. «Con tutta umiltà – ha continuato il cardinale – Chiara aveva detto: ‘Quando Dio prende in mano una creatura per fare sorgere nella Chiesa qualche sua opera, la persona scelta non sa quello che dovrà fare, è uno strumento e questo, penso può essere il caso mio. Io sono nulla, Dio è tutto. Quando l’avventura iniziò a Trento io non avevo un programma, non sapevo nulla, l’idea del Movimento era in Dio, il progetto in Cielo». Ricordando poi come i Focolari siano nati prima del Concilio Vaticano II, ha definito Chiara “apripista di quella nuova stagione aggregativa dei fedeli laici di cui ha parlato il beato Giovanni Paolo II”. Nel pomeriggio la visita del PCL è poi proseguita all’Istituto universitario Sophia, accolti dal preside Mons. Piero Coda e dagli studenti e al Polo imprenditoriale Bonfanti, per un incontro con il progetto di Economia di Comunione e gli imprenditori delle aziende che vi hanno sede. A conclusione della visita, le parole finali dell’omelia del Card. Rylko sono sembrate a tutti quelle che hanno saputo meglio esprimere il senso di questa giornata di comunione profonda vissuta tra la cittadella e il PCL: «Come non ringraziare il Signore per questa nuova primavera dello Spirito generata dal Concilio Vaticano II, che nei movimenti ecclesiali e nelle nuove comunità si manifesta con particolare forza persuasiva. E la nostra missione in quanto Pontificio Consiglio per i Laici è proprio questa: essere collaboratori fedeli e docili di questa grande opera che lo Spirito Santo sta realizzando nella Chiesa dei nostri tempi, grande segno di speranza». (altro…)
11 Mag 2012 | Focolari nel Mondo, Nuove Generazioni
La 15º edizione della Settimana Mondo Unito (SMU) dal titolo “We are ready to bridge” (siamo pronti per costruire ponti) è iniziata il 1° maggio a Loppiano con un collegamento mondiale. In breve, il web è stato invaso da foto, video, notizie, proposte e messaggi da vivere durante i giorni della SMU. La manifestazione si realizza annualmente dal 1996 e lascia sempre il suo timbro nella vita di tanti giovani, coinvolti in azioni di fraternità e di sensibilizzazione dell’opinione pubblica, non solo a livello comunitario, ma prima di tutto personale. Gli echi si sono protratti dalla Siria al Kenya, dal Messico a Singapore, dall’Argentina all’Italia, dalla cittadella di Loppiano a Budapest, la città dei ponti. Questa SMU è stata una tappa fondamentale per il Genfest, che si svolgerà a Budapest dal 31 agosto al 2 settembre 2012, proprio con il titolo “Let’s bridge”(costruiamo ponti). Il momento centrale della SMU è stato il suo primo giorno con una diretta mondiale attraverso il sito ufficiale e anche attraverso i contenuti che man mano venivano diffusi su twitter, facebook, youtube e blog. Ogni giorno migliaia di Giovani per un Mondo Unito (GMU) hanno postato nella rete proposte, che vanno dall’ecologia alla spiritualità. L’anno del Genfest finirà con la 16º SMU in 1° maggio 2013. Facciamo, ora, un giro attorno al mondo per conoscere la risposta creativa di quanti, di diverse culture, hanno aderito all’invito di prendere parte a questa manifestazione. Ecco alcuni flash:
PANAMA – Nella comunità di Pacora, il 29 aprile, 500 i giovani nella giornata di apertura della SMU. Meditazioni di Chiara Lubich, Madre Teresa di Calcutta e Gandhi. È stata presentata anche la vita di Chiara “Luce” Badano. Mons.Yovko Pishtiyski (segretario della Nunziatura Apostolica in Panamá) ha celebrato la S.Messa. BRASILE – I GMU di Manaus hanno preparato una minestra, per portarla nelle prime ore del mattino in centro città per offrirla ai poveri. Così, hanno parlato con tanti di loro, accogliendone le difficoltà. CONGO – A Kinshasa i GMU hanno visitato un centro per disabili, ed è in programma una giornata per i giovani dal titolo “Costruire ponti di fraternità“. TERRA SANTA E ITALIA – I GMU della Terra Santa e dell’Italia si sono impegnati nel Progetto – “Ways of peace” (Vie della pace). Ha partecipato anche un gruppo di giovani della Terra Santa in visita nelle Marche e in Emilia Romagna per costruire ponti tra religioni e culture diverse. ITALIA – A Torino si è svolto “Enjoy the Fluo” Volleyball, un torneo di pallavolo notturno, con una particolarità: si è giocato illuminati solo da alcune lampade che rendono fluorescenti magliette, linee di campo, palla e rete, precedentemente trattati con delle speciali vernici. 7 le squadre iscritte con circa 90 partecipanti, senza contare tutti coloro che sono venuti solo a vedere o a tifare. Sant’Anastasìa (NA) – Insieme all’Associazione “Lucincittà” i GMU hanno organizzato l’evento “Something Bright“, un musical per raccontare la vita di Chiara “Luce” Badano. La serata a cui hanno partecipato circa 500 persone, è stata patrocinata dal Comune. Poggio Mirteto (RI) – I GMU insieme al “Bloccoverde Greenaction” hanno portato avanti interessanti iniziative per il miglioramento e la salvaguardia del verde pubblico.
SVIZZERA – A Montet si è svolta la 3° edizione della “Journée Uni”a cui hanno partecipato 120 giovani della Svizzera francese, con workshop che toccavano argomenti come la risposta cristiana al dolore; che senso dare alla vita; un sguardo sociale e come aiutare un amico in difficoltà. Da questa SMU, che ha messo in luce iniziative già esistenti e ne ha prodotte di nuove, è emerso un progetto che vuole “contare” le azioni di fraternità che si compiono nel mondo. Lo abbiamo chiamato ‘United World Project’. “Vorremmo puntare a creare un osservatorio permanente, che misuri a 360 gradi lo sviluppo delle pratiche di fraternità”, dice Letizia, che fa parte dell’équipe degli organizzatori del Genfest. L’appuntamento che i “Giovani per un mondo unito” hanno avuto con le Nazioni Unite a New York, il 30 aprile, ha incoraggiato ad andare avanti per far sì che questo progetto sia riconosciuto come mattone fondamentale per la pace e lo sviluppo dei popoli.
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The Genfest 2012 project has been funded with support from the European Commission.
This communication reflects the views only of the author, and the Commission cannot be held responsible for any use which may be made of the information contained therein.
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10 Mag 2012 | Chiara Lubich, Dialogo Interreligioso, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità

Serenella Silvi accanto a Chiara Lubich all’uscita della moschea il 18 maggio 1997
«Un momento luminoso nel rapporto tra cristiani e musulmani». Così titola un giornale newyorkese nel dare la notizia di quanto avverrà proprio a New York il prossimo 20 maggio, nella Moschea di Malcolm Shabazz, con l’evento “Our Journey Towards the Excellence of the Human Family”. È il ricordo di quel patto senza precedenti stretto tra due leader: l’Imam W.D. Mohammed, e Chiara Lubich, di lavorare insieme per la realizzazione della fraternità nella famiglia umana. Approfondiamo quanto è successo allora, nel racconto di Serenella Silvi, testimone diretta di quegli eventi. Quel giorno ad Harlem, accanto a Chiara. «18 maggio 1997. Il ricordo di quel giorno rimarrà per sempre nella mia anima. Ero accanto a Chiara quando insieme abbiamo varcato la soglia della Moschea Malcolm Shabazz, entrambe col capo coperto dallo chador. La folla era tanta. Chiara si era preparata con grande impegno. Sentiva che stavamo per vivere un momento molto importante. Entrando l’atmosfera aveva qualcosa d’incredibile, poi durante il suo discorso era come se stesse parlando ad un gruppo di persone che conosceva da anni. Finito il programma, stavamo uscendo insieme, quando improvvisamente mi ha preso sotto braccio. “Vieni”, ha detto, “ho bisogno che tu traduca per me”. L’ho seguita nell’ufficio dell’Imam Izak-El M. Pasha, dove era appena entrato anche l’Imam W.D. Mohammed. “Imam Mohammed”, ha detto Chiara, “facciamo un patto, nel nome dell’unico Dio, di lavorare assiduamente per la pace e l’unità”. La risposta dell’Imam Mohammed è stata immediata. “Questo patto è suggellato per sempre”, ha detto. “Dio mi sia testimone che tu sei mia sorella. Io sono tuo amico e ti aiuterò sempre”. È stato un momento molto forte. Erano due grandi leaders che stavano rispondendo ad una chiamata di Dio, quella di dar vita ad un mondo di pace e di amore, e avevano compreso che, lavorando insieme, avrebbero contribuito a farlo diventare realtà. L’Imam Mohammed e Chiara Lubich provenivano da due culture e da due religioni molto diverse tra loro. Erano a conoscenza l’uno dell’altra, ma quel giorno si incontravano per la prima volta di persona. Nell’invitare Chiara, l’Imam aveva compiuto un grande atto di fiducia, sicuro che lei sarebbe stata in grado di aiutare la sua gente.
Lasciando la stanza, ho tentato di accompagnare Chiara al piccolo ascensore che poteva portarci all’uscita dal terzo piano della moschea dove ci trovavamo. Ma Chiara ha rifiutato. “Lasciami camminare tra queste persone”, ha detto. Già amava i sostenitori dell’Imam W.D. Alcuni di noi, con lei in macchina, commentavano quell’evento quando, d’un tratto, Chiara ha chiesto carta e penna. Voleva scrivere al Movimento dei Focolari nel mondo, che quel giorno era successo qualcosa di importante. Stava cercando le parole adatte, quando le vennero in mente alcune espressioni dei Gen 3, i giovani del Movimento, usate per descrivere il loro recente congresso: “È stato super… è stato mega!”. Imam Pasha aveva preparato l’ambiente con tanta cura e, in seguito, ha continuato a mantenere viva nella sua comunità la realtà vissuta. Da quel giorno in poi, ogni volta che visitavo la Moschea, avevo l’impressione che chiunque incontrassi per la strada sapesse di Chiara, cosa era successo e ci riconoscesse come suoi seguaci. Ci chiedevano sempre come stava, cosa stava facendo, dove viaggiava. Un momento di Dio! Anzi, un grande momento di Dio! Non capita tutti i giorni, e sento che dobbiamo far di tutto perché continui attraverso la nostra vita, per portare avanti i frutti di unità che questo incontro ha generato». Di Serenella Silvi Già editore della rivista americana Living City, Serenella Silvi nel 1997 era co-responsabile del Movimento dei Focolari della regione della Costa Orientale degli Stati Uniti . (altro…)
9 Mag 2012 | Cultura

Siamo lieti di presentarvi Formy, dall’italiano “Formica“, la mascotte del sito Edc. Formy nasce dalla preziosa collaborazione con Vittorio Sedini che da molti anni allieta i lettori di Città Nuova con le sue strisce, da sempre simpatiche, argute e piene di semplice saggezza. Formy da oggi costituirà una rubrica fissa del sito dell’Economia di Comunione, destinata a ragazzi, insegnanti ed educatori, che seguirà la cadenza della newsletter EdC. Formy costituisce una ulteriore iniziativa del Progetto Giovani ed Edc, destinato a far conoscere Economia di Comunione alle giovani generazioni. Tramite Formy si cercherà attraverso il fumetto di raccontare Edc in maniera semplice e diretta ai ragazzi e non solo… Rilanciamo la proposta del sito EdC di far conoscere Formy e diffonderla negli ambienti in cui ciascuno opera. (altro…)
8 Mag 2012 | Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
Dal 7 maggio 2012 il Movimento dei focolari in Brasile ha aperto un nuovo canale di comunicazione: un sito web nazionale interamente dedicato a notizie, attività ed eventi delle comunità brasiliane. Si prevede un volume iniziale di 20.000 visite al mese. Oltre alle informazioni istituzionali, il sito fornisce: notizie delle varie regioni geografiche, calendario degli eventi e link ai numerosi progetti specifici esistenti. Obiettivo: raccogliere in un unico contenitore tutta la ricchezza della vita del Movimento in Brasile, promuovendo lo scambio di esperienze e la conoscenza reciproca tra tutti. Mariana Assis, responsabile dello sviluppo tecnico del sito, racconta: “Lavorare nel nuovo sito nazionale ci dà la possibilità di dare visibilità ai ‘frammenti di fraternità’ che si verificano in ogni angolo del Brasile, dalle grandi metropoli ai piccoli paesi.” Mariana sottolinea, inoltre, che il lavoro si è svolto nello sforzo di creare qualcosa che sia espressione di tutti. “Questo è stato possibile solo grazie ai numerosi apporti offerti dalle persone, anche di contesti culturali molto diversi. Ogni referente è diventato così un collaboratore che fornisce preziose informazioni, dando forma ad un contenuto diversificato e ricco.” Il progetto. Dal 2002 ci sono stati molti tentativi per realizzare un sito web nazionale. In occasione di alcuni eventi importanti a livello mondiale e nazionale come il Family Fest e il 50.mo dei Focolari in Brasile la costruzione del sito è diventata una priorità. Era comune il desiderio di un canale di comunicazione più accessibile e obiettivo per la diffusione delle notizie e della vita del Movimento. Ma solo nel 2011 è nata “l’Agenzia Link”, un centro di comunicazione e tecnologia creata per organizzare la comunicazione del Movimento sulla Rete. E così finalmente si è potuto avviare il progetto tanto atteso. La giornalista Mariele Previdi, responsabile per la redazione dei contenuti, sottolinea le sfide che si aprono con il lancio del sito: “Vogliamo costruire e consolidare la rete di collaboratori e corrispondenti in ogni regione del Paese, in modo che questo strumento possa rappresentare tutte le molteplici espressioni del Movimento dei focolari in Brasile; questo immenso Paese, così complesso e ricco di diversità culturali e geografiche.” L’indirizzo del nuovo sito: www.focolares.org.br/sitenacional (altro…)
8 Mag 2012 | Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità
«L’Istituto Tecnologico del Costa Rica è l’unica università specializzata nell’insegnamento della tecnologia nel nostro paese. Nel 2003 mi è stato chiesto di preparare un corso per la formazione umanistica degli studenti a cui ho dato come titolo: “La cultura dell’alterità: una speranza per il mondo di oggi”. La metodologia del corso vede l’educazione come un processo di trasformazione nella convivenza. L’alterità produce libertà, con la possibilità di ricominciare sempre, sviluppa il senso della vita, l’interrelazionalità e la solidarietà. Ci si basa sulla capacità dell’essere umano di sviluppare “l’intelligenza dell’amore” che fa capire e promuovere iniziative concrete in favore degli altri: prendersi cura di qualcuno, la tenerezza, la simpatia, la comprensione, il servizio. Per raggiungere questo scopo si usano tecniche tradizionali come la lezione magistrale, il teatro, il cineforum, la lettura guidata in gruppo, dove i giovani riflettono sull’attualità e su come possono realizzare azioni positive per gli altri. Il corso si compone di 4 moduli settimanali di 3 ore. Lo hanno già frequentato più di mille alunni. Fuori dall’Istituto gli alunni mettono in pratica quanto apprendono e nella lezione seguente raccontano agli altri come è andata. Mettendo in pratica l’alterità una studentessa ha iniziato a dedicare il suo tempo alla sorella minore affetta da sindrome di Down: hanno parlato, sono state al cinema, a ballare, a mangiare fuori e lei ha scoperto una persona intelligente, con gusti simili ai suoi, con cui era bello stare insieme.
Un’altra: “Ero in autobus, seduta, quando entra una signora piena di borse. All’inizio non volevo cederle il posto perché ero stanca, poi mi sono ricordata che avevo deciso di mettere in pratica quanto imparato a lezione e l’ho fatta sedere. Siamo scese alla stessa fermata e visto che pioveva l’ho accompagnata con l’ombrello fino a casa sua, aiutandola con le borse. Ero felice ed anche lei, tanto che mi ha fatto entrare, invitandomi a prendere il caffè. Da allora siamo diventate amiche”. Con uno dei gruppi andiamo in un ospizio. Ricordo un ragazzo che la settimana dopo questa esperienza ci ha detto: “Non volevo andare perchè non mi trovo bene con gli anziani, ma sono andato per accettare la sfida di vivere l’alterità dove più mi costava. All’inizio è stato difficile, ma vedendo i miei compagni ho preso coraggio. È stato così bello ed ho sentito una pienezza e una felicità cosi grandi che quel giorno non ho sentito la necessità di tirarmi su con la droga come, a volte, faccio”. Questa proposta educativa vuol dare anche, una risposta alla crisi che vivono attualmente i nostri paesi, in tutte le sue dimensioni: economica, politica, sociale, culturale e ambientale; perciò approfondiamo il progetto dell’Economia di Comunione, l’esperienza della politica dell’unità, l’arte in comunione e la protezione dell’ambiente. » (Testimonianza raccontata nel Simposio internazionale sulla fraternità il 4 aprile 2012, presso l’Università Manuela Beltrán di Bogotá, presente Giancarlo Faletti, copresidente del Movimento dei focolari). Paulina Segura è laureata in Antropologia ed ha un dottorato in Mediazione Pedagogica. Ha una formazione attienente a diverse aree del turismo e della pedagogia, ha sviluppato diversi progetti di Ricerca Sociale. Ha tenuto lezione nei seminari diocesani e in diverse università del Costa Rica. (altro…)
7 Mag 2012 | Chiesa, Focolari nel Mondo
“I Movimenti ecclesiali e Nuova evangelizzazione” è il titolo del quarto appuntamento dei membri del Movimento dei Focolari impegnati la comunione e la collaborazione a vari livelli con le realtà carismatiche che arricchiscono la Chiesa. Rappresentanti, provenienti in buona parte dall’Italia, ma non sono mancate anche incaricati dall’Europa: Spagna, Svizzera (alla sua prima partecipazione), Germania e Repubblica Ceca. Non è mancato nemmeno il timbro internazionale grazie alle notizie giunte dall’Argentina e dal Brasile che dicono quanto fermento e quanta spinta c’è ovunque da parte dei laici ad essere contributo fattivo nella Chiesa e nell’umanità. Ribadendo in tal senso il valore dei carismi nella loro peculiarità più autentica: segni dei tempi e risposte alle necessità di ogni epoca. Ne è un esempio anche quanto avvenuto in Centro America, quando a Città del Guatemala si sono riuniti i responsabili di vari movimenti ecclesiali. Tra gli argomenti centrali, l’appuntamento messo in agenda dalla Chiesa cattolica per l’ottobre prossimo con l’Assemblea generale del Sinodo dei Vescovi sul tema: “La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana” approfondito anche attraverso lo studio dei Lineamenta, il documento di lavoro che introduce al Sinodo. Passando in rassegna i punti dei Lineamenta si è visto il coinvolgimento dei Movimenti ecclesiali, ampiamente chiamati in causa quali promotori dell’evangelizzazione e così riproposti in alcuni passaggi: “… La primavera dei movimenti sono il segno visibile di un senso religioso che non si è spento” (n. 8). “(…) Vanno riconosciute come un dono dello Spirito la freschezza e le energie che la presenza di gruppi e movimenti ecclesiali è riuscita a infondere in questo compito di trasmissione della fede” (n. 15).

Guatemala, marzo 2012: Maria Voce incontra i responsabili dei movimenti ecclesiali
Nei Lineamenta si evidenzia, ancora, la centralità ad essere un popolo che annuncia il Vangelo: giovani e famiglie, la coralità dei fedeli, testimoni personali e globali, capaci di diffondere uno stile comunitario che va oltre i propri confini per aprirsi al dialogo con tutti gli uomini: credenti e non, portatori di vita imbevuta di Vangelo negli scenari del mondo. Gli scenari del mondo non hanno potuto far tralasciare quello della politica e a chiudere la prima giornata un momento per guardare all’Europa, all’appuntamento dove Movimenti cattolici e delle varie Chiese cristiane ne sono i promotori: “Insieme per l’Europa” (www.together4europe.org). Quindi, tra dias e video con Igino Giordani per una riflessione su: “Igino Giordani – La politica come profezia”, la visione dell’Europa in Giordani, il quale, pur vivendo negli anni del dopoguerra in cui l’Italia era tutta da rifare, quindi la priorità, allargava il suo sguardo oltre le Alpi per guardare all’Europa nella sua unità arrivando ad includere, in tempi politicamente difficili, anchela Russia. Altri spunti per continuare la riflessione sui Movimenti ecclesiali: “Parole” che evangelizzano sono stati offerti dai testi di Chiara Lubich, scelti per aiutare a capire che ogni movimento nella Chiesa è una parola del Vangelo tradotta in vita. Ne è risultata una ricomprensione della bellezza del “giardino” della Chiesa: far sì che le molte “Parole”, i molti carismi, vivano in comunione fra loro per poi riversarsi positivamente sul piano civile, facendo trapelare tutto il fascino del Vangelo che si fa vita. (altro…)
7 Mag 2012 | Cultura
A quattro anni dalla sua nascita, l’Istituto Universitario Sophia (Loppiano – FI) rinnova l’impianto grafico e contenutistico del suo portale. Con il recente ampliamento della proposta formativa e l’introduzione di nuovi percorsi di specializzazione – sono tre i nuovi corsi di laurea specialistica in Studi politici, Economia e management, Ontologia trinitaria –, anche il sito ne rispecchia ora più fedelmente gli obiettivi: fornire alla donna e all’uomo d’oggi gli strumenti per comprendere e contribuire a ricomporre la complessità dell’epoca moderna. “Abbiamo inteso creare una piattaforma che comunichi nel modo più chiaro possibile ciò che è e che fa Sophia – spiega José Luis Bomfim, brasiliano, designer responsabile del progetto –. Le pagine risultano graficamente più pulite e puntiamo a fornire un’informazione più accessibile per permettere all’utente maggior navigabilità e ricchezza di contenuti, dando ulteriori strumenti per seguire i principali eventi promossi dall’Istituto. E’ stata ottimizzata, inoltre, l’integrazione con i social network quali Facebook e Twitter”. Le novità del portale. Tra le varie novità, una “Media Gallery” più ricca di video e immagini che descrivono al meglio la vita dell’istituto e la pagina di “News ed Eventi” che permetterà a breve la possibilità di registrarsi online e di ricevere una e-mail che ricordi l’appuntamento il giorno precedente. Inoltre, sarà possibile scaricare il calendario degli eventi tramite Google Calendar e risorse simili. Ampio spazio è dedicato all’offerta accademica e alle testimonianze di studenti ed ex studenti (arricchite da contenuti multimediali) così da favorire una miglior comprensione della peculiarità della proposta di Sophia a livello accademico ed esperienziale. Una pagina è inoltre dedicata alla rinnovata sinergia editoriale con la casa editrice Città Nuova: è possibile visionare la versione digitale della Rivista Sophia oltre alle collane di libri pubblicati in collaborazione con Città Nuova e acquistarli online sul sito dell’editore. (altro…)
7 Mag 2012 | Spiritualità
https://youtu.be/KjOGxWP505k (altro…)
7 Mag 2012 | Centro internazionale, Focolari nel Mondo, Spiritualità
«La grandezza di Maria è riflesso della grandezza di Dio: immagine e somiglianza, com’era da attendersi da una creatura che voleva essere solo volontà di Dio in atto. Una grandezza che è tutt’uno con la semplicità. Nulla si riscontra di complicato in lei: tutto è rettilineo e limpido e piano. Non occorrono giri di parole e gesti studiati per accedere a lei. Basta dire il proprio pensiero, che ella dice il suo pensiero, in tutta verità e totalità. Per questo è libera. Libera già delle innumerevoli precauzioni e attenzioni con cui l’uomo si avvicina al suo simile, con dentro un carico di paure e calcoli, di fantasmi e desideri. Maria ama: ed è libera. Ama in Dio, per Iddio: e perciò non ha paure: è libera dalla paura. Non paventa neppure Erode, neppure le guardie del pretorio, neppure la massa scatenata: ella fa la volontà del Padre, e il resto che conta? Se Dio è con lei, chi contro di lei? È così una creatura, la quale ha capito la vita e l’ha vissuta: non ha passato gli anni a coltivare illusioni e ad aspettare occasioni, e a gemere su delusioni, svegliandosi ogni mattina con un’angoscia nuova per addormentarsi la sera con una sconfitta di più. Ella ha colto dall’esistenza quanto di più bello l’esistenza può dare: la fede nell’Eterno; la decisione di vivere minuto per minuto l’unione con l’Eterno; e in quell’unione, in quella convivenza, le persone e le cose si presentano in una luce limpida, e amate perdono la complicazione spettroscopica. Nel suo tratto non si colse alcun segno di compiacenza personale, di amore di sé, di orgoglio o di noia: riceveva da Dio e da Gesù in terra e da Giuseppe il più grande amore e lo ridistribuiva attorno a sé. Per definire la sua condotta, sarebbe bastato dire che amava tutti, amava ciascuno, amava sempre: serva di Dio in persona dei figli di Dio. Fuori di Nazareth, ben pochi la conoscevano; e dentro Nazareth di lei ben pochi parlavano. La sua giornata era fasciata di silenzio. Ma, solitamente, di chi vive nel lavoro, nella castità, nell’adempimento normale del dovere, non si parla: i giornali ridondano delle cronache di scassinatori e killers, di gente, che viola le leggi del pudore, dell’ordine, della libertà. Nelle cronache hanno un posto immensamente maggiore dive e demagoghi, anormali e criminali, — due o trecento nomi più ripetuti — che milioni di madri e di lavoratori, di suore e missionari, la massa umile di cui la società vive. E Maria fu il prototipo di questa vita piena, reale: se per la passione di Gesù sofferse le pene più atroci, per la missione di Gesù, alla quale aveva legato la propria esistenza in terra, ella godè le gioie più elette. Il suo amore per Iddio e per gli uomini la nutrì di estasi: e fu tra quanti ravvicinarono in terra, così come poi tra quanti la ricercarono in cielo, una distributrice di letizia: causa nostrae laetitiae. La gioia era Dio in lei: Dio che dava senso e valore a quanto avveniva a lei: anche alla sofferenza. E questo è il bello: che in Maria e con Maria, la quale mette nel circuito Gesù, e dunque Dio Onnipotente, l’esistenza può divenire un anticipo di paradiso: un’esperienza beatificata dal divino, che vale la pena, anzi la gioia, di vivere.» da: Maria modello perfetto, Città Nuova, 20017, pp.214-219. (altro…)
6 Mag 2012 | Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
Pane fragrante e sale sono i doni che la Russia offre a chi arriva in questa terra sconfinata che si stende dall’Europa all’Asia, dal mar glaciale Artico all’oceano Pacifico. Le ferite della storia sovietica bruciano ancora: ricordi vividi del socialismo e dei suoi tentativi di cancellare Dio, e memoria del sangue versato dai cristiani per restare fedeli alla loro fede. Eppure in questa cupa cortina, che sembrava impenetrabile al mondo, le visite turistiche di alcuni focolarini, il trasferimento di una famiglia ungherese, gli incontri in Occidente con alcuni sacerdoti, hanno silenziosamente diffuso la spiritualità di Chiara Lubich. Oggi ci sono comunità animate da essa fino a oltre gli Urali, in Siberia, a Celiabinsk, Novosibirsk, Omsk, Divnogorsk e Krasnojarsk. Nel ripercorrere le tappe di questa storia – a partire dai primi contatti negli anni ’70 con persone dell’allora Unione Sovietica, da parte di focolarini presenti nella Repubblica Democratica Tedesca – si arriva fino a quando tutta la comunità del movimento si raduna, per la prima volta insieme da tutto il Paese in occasione della visita della Presidente Voce e del copresidente Faletti a Mosca, nel maggio 2011: sono in 200, arrivano da san Pietroburgo a Krasnoyarsk, dopo aver affrontato anche viaggi di 42 ore come chi viene da Celijabinsk, che in treno ha attraversato3.500 km di steppe e foreste. «Arrivata in Russia mi sono trovata immersa in un’unità più profonda con Dio – avrà modo di dire in quei giorni la presidente dei Focolari – e ho ricordato un’espressione, forse studiata in letteratura che diceva: la santa Russia. Mi sono sentita portata da questa vita di santità che si respira in questa nazione, nella storia del suo cristianesimo. E ho capito che il dono per me e per l’umanità che la Russia può fare è questa santità, grazie anche ai martiri, di tutte le chiese».
Le storie dei pionieri affascinano ancora oggi: dai particolari degli appuntamenti segreti, ma anche i ricordi delle persecuzioni, raccontati da Oleg, uno dei seguaci del sacerdote ortodosso Alexander Men`, ucciso nel 1990. Men` aveva creato piccole comunità di studio del Vangelo, con grande apertura ecumenica e tanti dei suoi fedeli si sono avvicinati all’esperienza dei Focolari. Poi c’è la sorpresa della scoperta di una spiritualità evangelica che va oltre le differenze e le diffidenze tra le chiese. Padre Vladimir, sacerdote ortodosso di san Pietroburgo, ricorda che i suoi «pregiudizi sul cattolicesimo, sono stati cancellati dal fascino della vita spirituale del focolare che non conosce le frontiere confessionali e incarna, del cristianesimo, l’amore scambievole nel quotidiano». E tra i pionieri c’è anche chi in questo territorio ha speso forze, entusiasmo, intelligenza, come Eduardo Guedes, il focolarino portoghese, morto nel gennaio 2011 e ricordato con affetto dai tanti che lo hanno conosciuto: senza proclami, in modo mite aveva testimoniato un Dio che non abbandona e non dimentica, ma sa sempre accogliere derelitti e potenti e accrescere in questa “santa Russia”, il desiderio di una santità moderna e per tutti. E ancora Regina Betz, focolarina tedesca, che ha vissuto a Mosca dal 1990 al 2008, intessendo rapporti veri e duraturi con tantissime persone. Dopo il crollo del regime sovietico, si avverte nella società russa una ricerca di identità. In questo cammino il modo di agire del Movimento è sempre stato apprezzato, in particolare nel rapporto con la Chiesa Ortodossa Russa. Nelle manifestazioni dei Focolari partecipano ogni tanto anche rappresentanti ufficiali del Patriarcato di Mosca. Molto importante per la comunità è stata la presenza di Giancarlo Faletti, copresidente del Movimento dei focolari, all’intronizzazione del patriarca Kirill, nel febbraio 2009. È seguito con grande interesse da parte di alcuni membri di associazioni ortodosse il progetto “Insieme per l’Europa”, al quale hanno partecipato dal 2004. La maggioranza dei membri della comunità dei Focolari in Russia è ortodossa. Ci sono tante famiglie, in una società in cui l’istituto familiare è messo a dura prova, e molti giovani, che sanno mettersi in gioco radicalmente per il Vangelo. Una di loro, Nina Vyazovetskaya, in occasione del trigesimo della dipartita di Chiara Lubich, il 18 aprile 2008, nella Basilica di Santa Maria Maggiore, a Roma, così si è espressa: “Vengo da Mosca, appartengo alla Chiesa Ortodossa Russa. Sono medico e sono cresciuta in una famiglia non credente. Nel 1990 mi hanno battezzata un po’ “per caso” perché, con il crollo del comunismo, quello era un periodo dei grandi cambiamenti e tutti cercavano qualcosa di nuovo. Però, dopo quel giorno, non sono mai andata in chiesa. L’incontro con il Movimento dei focolari ha segnato una svolta: ho incontrato Dio e la mia vita è cambiata. Per conoscerlo mi sono rivolta alle focolarine, che sono cattoliche, e mi hanno portato nella mia chiesa ortodossa. Così ho cominciato a scoprire la bellezza e la ricchezza della chiesa, dell’essere cristiana. E adesso ho preso la decisione di seguire Dio, dietro Chiara, nel focolare”. Visita la pagina della Russia in Focolare Worldwide
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5 Mag 2012 | Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Nuove Generazioni, Spiritualità
Si è svolto in Kenya, nella “cittadella Piero” (Nairobi), durante i giorni di Pasqua, il primo congresso internazionale in Africa per le bambine dei Focolari: le gen 4, provenienti dal Rwanda, Uganda, Tanzania, Burundi e Kenya. Come è stato possibile radunare bambine di paesi che fino a poco tempo fa erano in guerra fra loro? Come vincere le distanze con la mancanza di collegamenti? Come trovare i mezzi economici per affrontare le spese? Solo una grande motivazione poteva superare ogni difficoltà: la scoperta del Vangelo fatta da queste bambine e il loro desiderio di ritrovarsi insieme per condividere le esperienze nel metterlo in pratica e la gioia che esso produce.

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‘Il Vangelo, il più bello dei libri’, è stato scelto come focus del congresso, perché frutto di un’esperienza già fatta prima di venire. Infatti, le gen 4 sono abituate a vivere “l’arte d’amare” e cioè tutte le frasi della Scrittura che sottolineano l’amore: ama il prossimo come te stesso, amatevi a vicenda, ama perfino il nemico… Tante gen 4 hanno scritto delle letterine che hanno voluto rivolgere a Gesù: “È stato un grande successo!”; “Sono molto contenta di essere a questo congresso. Gesù aiutami a capire quello che tu aspetti da me”; “Caro Gesù, grazie per tutto quanto hai fatto per me. Ti do tutti i miei atti di amore. Voglio essere come te, aiutami a fare le cose come te”; “Caro Gesù, ho imparato che dobbiamo amare gli altri come noi stessi, che dobbiamo condividere le nostre cose con chi non ha”; “Ho aiutato mia sorella a sistemare i suoi vestiti. Ed io sono stata aiutata dalla mia amica keniana a sistemare i miei vestiti. Così ti ringrazio”; “Grazie di averci dato la vita. Ti amo come non ho amato mai nessuno…” . E si potrebbe continuare a non finire.
La settimana Santa, trascorsa così intensamente nell’amore reciproco, è stata un vero incontro con Gesù: dal Venerdì Santo vissuto con l’atteggiamento di consolarlo in chi soffre, in chi è povero, emarginato… fino al giorno di Pasqua in cui hanno organizzato una grande festa. Alla presenza degli abitanti della cittadella Piero e alcuni genitori di Nairobi, in un clima incandescente di gioia, le Gen4 hanno espresso con danze e canzoni, l’immensa gioia procurata dalla presenza del Risorto in mezzo a loro. Maria Voce, presidente dei Focolari, aveva loro scritto, fra l’altro: “Saranno certamente giorni bellissimi in cui potrete conoscere meglio Gesù e i momenti importanti della Sua vita. Aprite a Lui i vostri cuori, gen 4, e diteGli: ‘Ti voglio bene, Gesù. Grazie di tutto ciò che fai per me e per ognuno. Insegnami ad amare sempre più come fai Tu’. Egli vi aiuterà di sicuro e tornerete a casa felici e pronte a portare ovunque il Suo amore ela Suagioia.” E così è stato. (altro…)
4 Mag 2012 | Cultura, Famiglie
«Dio abita nelle nostre famiglie e abbiamo il grande compito di trasmetterlo ai nostri figli nella vita quotidiana». Così, una delle famiglie che in queste pagine raccontano momenti ed esperienze di semplice quotidianità. Famiglie di tutto il mondo che, giorno per giorno, lasciano entrare il Vangelo nella loro vita e vedono trasformarsi l’ambiente in cui vivono, la realtà in cui sono immersi, i rapporti tra le generazioni. La famiglia, nucleo fondativo della società, oggi si confronta con crisi culturale ed economica, globalizzazione, educazione, rapporto genitori-figli, fede. Sfide epocali che ne segnano la vita quotidianamente. Cosa succede quando il rapporto tra i coniugi, tra genitori e figli, tra le generazioni è illuminato dal Vangelo? Il volume raccoglie spaccati di vita familiare da tutto il mondo. Storie positive, spesso eroiche, che comunicano speranza e ribadiscono il ruolo cruciale che la famiglia svolge nella società.
Il volume – edito da Città Nuova – è patrocinato dal Pontificio consiglio per la Famiglia in vista del VII Incontro Mondiale delle Famiglie (Milano, 30 maggio – 3 giugno 2012).
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4 Mag 2012 | Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità
«Quando circa 4 anni fa, a Fernando era stata diagnosticata la Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA), un brivido aveva attraversato tutta la mia persona – racconta Maria –. Ero sgomenta e piena di paura. Lui intuendo il mio stato d’animo, mi ha sussurrato: “Io sono pronto, vedrai che Dio ci darà la grazia per questo momento prezioso”. Mi sono sentita rinascere: anch’io voglio aderire al disegno d’amore che Dio ha preparato per noi. Così iniziamo quest’avventura. Dopo qualche tempo Fernando viene ricoverato in rianimazione per una crisi respiratoria ma, il nostro modo sereno di affrontare la malattia e l’atteggiamento d’amore che lui aveva verso medici e infermieri, ha fatto si che l’approccio rigidamente professionale divenisse familiare e amorevole. Tutta la famiglia del Movimento dei Focolari e le persone conosciute nell’arco della nostra vita ci stanno vicino. Intorno a noi si sviluppa un’autentica gara d’amore: non ho mai preso un mezzo pubblico, viene organizzato un turno per accompagnarmi in ospedale e per sbrigare le tante pratiche necessarie per attivare l’assistenza domiciliare. Tornati a casa, ho affrontato le difficoltà della vita quotidiana per assistere Fernando giorno e notte, ed ho imparato ad usare gli strumenti necessari a garantire la sua vita. La notte il mio orecchio è sempre vigile e il mio sonno spesso interrotto. Ma, se qualche volta sono un po’ tesa, lo sguardo amoroso di Fernando mi sostiene sempre. In questi quattro anni ho sperimentato continuamente che Dio è Padre e si fa presente ogni giorno nei modi più inaspettati soprattutto attraverso i fratelli: una mattina la dottoressa venuta per l’assistenza mi trova a letto perché stavo male. Allora lei, dopo aver svolto i suoi compiti, prepara il minestrone, carica la lavatrice e imbocca Fernando. Di piccoli fatti così ne accadono ogni giorno. Una domenica avevo finito la scorta dei guanti necessari per i servizi di assistenza, in quel momento arriva la vicina di casa che senza saper nulla mi porta una scatola con cento guanti. Anche le piccole pratiche di ogni giorno trovano una soluzione perché c’è chi suona il campanello e dice: “Hai delle bollette da pagare?”. Fernando non fa mai l’ammalato: con i suoi 87 anni, in lui predominano la gioia e lo slancio verso tutti. Si mantiene aggiornato, e continua a seguire in modo particolare la politica e soprattutto la scuola del Movimento politico per l’unità. Lui che è stato sindaco di Ghilarza (Oristano) per tre mandati e direttore del CED – Centro elaborazione dati della Regione Sardegna -, ha in cuore in modo particolare i giovani ai quali suggerisce di impegnarsi in politica e raccomanda: “Occorre fare la purificazione del pensiero”. Intanto la malattia si evolve e impedisce le azioni più semplici ed elementari ma lui vive questa realtà in una dimensione di cielo, cercando di fare la volontà di Dio con semplicità così come quando sta bene e la sua fede sostiene tutti noi che stiamo attorno. Se qualcuno viene a fargli visita e lo commisera, lui poi mi dice: “Loro parlano di morte, io sento la vita che trabocca!” e non esita a comunicare a credenti e non, la sua esperienza e filosofia di vita: “Mi consegno completamente a Dio come Gesù. Quando ho paura non temo, la paura distrugge la vita”». (altro…)
2 Mag 2012 | Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
Un’iniziativa all’avanguardia in America Latina. Prende il nome di “Progetto Innocenza” e a promuoverlo è la Facoltà di Legge dell’Università Manuela Beltrán di Bogotà (Colombia). Il progetto mira a riaprire gratuitamente casi di persone condannate ingiustamente ma prive delle risorse economiche necessarie per pagarsi la propria difesa. L’iniziativa nasce nel 2007. “I casi che, in genere, più frequentemente affrontiamo – spiega Juan Carlos Cárdenas C., direttore del “Progetto Innocenza” – sono quelli che hanno a che vedere con una negligente o ingiusta identificazione ed individualizzazione degli autori dei delitti. Sono i casi in cui i funzionari giudiziari omettono di fare fedelmente i loro doveri e che per atti di negligenza, poca formazione, mancanza di prove o false testimonianze, ma anche corruzione, si prendono decisioni sbagliate che condannano ingiustamente una persona”. Il “Progetto Innocenza” è composto da una equipe interdisciplinare di lavoro, della quale fanno parte avvocati, psicologi, detective e, naturalmente, studenti di tutte queste aree di studio. Divisi per gruppi di lavoro, i rappresentanti del Progetto Innocenza visitano i Centri penitenziari di Bogotà (maschili e femminili) due volte la settimana. In questi Centri i detenuti si iscrivono in una lista di attesa per essere ricevuti. Non mancano le segnalazioni di innocenza da parte di parenti o amici nonché richieste di aiuto per posta elettronica attraverso la pagina web. Al colloquio partecipano un avvocato professionista, un monitor e generalmente studenti di diritto e psicologia: “non si perde mai di vista il fatto – sottolinea il direttore del Progetto – che potrebbe trattarsi dell’unica opportunità che ha questa persona per essere ascoltata”. “Normalmente – spiega l’avvocato Cárdenas – i detenuti affermano che, nel processo e nella sentenza, c’è stato qualche errore. Per questo motivo è importante avere una formazione professionale seria e profonda. Si parte dal rispetto e dalla convinzione che tutte le sentenze emesse dai giudici, partano da un principio di legalità e di rettitudine. Risulta ancor più difficile allora, dimostrare all’amministrazione della giustizia che si è sbagliata, dopo che ha emesso una sentenza in ultima istanza. Per principio quindi, il nostro impegno non sta nel cercare di identificare il funzionario che ha sbagliato, ma piuttosto nel dimostrare dove e quale sia stato l’errore commesso all’interno di quel processo che ha portato alla condanna di un innocente”.
Al “Progetto Innocenza” arrivano casi come sequestri, omicidi, delitti sessuali, estorsioni, riciclaggio di denaro sporco dietro ai quali però ci sono persone ingiustamente accusate e private della libertà. Come il caso di Manuel Mena, condannato a 17 anni di prigione per un omicidio non commesso. Dopo tre anni e mezzo in prigione, ed un lavoro rigoroso portato avanti dalla equipe dell’Università, per analizzare prove e fatti, la Corte Costituzionale ha annullato la sentenza di condanna ordinando l’immediata scarcerazione. “I detenuti – conclude il professore – sono una parte della popolazione fra le più bisognose di aiuto e solidarietà; non solo gli innocenti, ma anche coloro che vivono un processo di riabilitazione hanno bisogno di una mano amica, di un consiglio, di un ascolto. Anche il mondo della giustizia deve essere rinnovato dal Vangelo e dalla verità e questa iniziativa, per noi che siamo impegnati lì, rappresenta un granello di questo rinnovamento”. (Testimonianza raccontata nel Simposio internazionale sulla fraternità il 4 aprile 2012, presso l’Università Manuela Beltrán, presente Giancarlo Faletti, copresidente del Movimento dei focolari). ___________________________________________________________ Juan Carlos Cárdenas C., direttore del “Progetto Innocenza”, insegna Diritto presso l’Università Manuela Beltrán di Bogotá (Colombia). E’ impegnato nel Movimento dei Focolari da quando, ancor giovane, ha fatto propria la spiritualità di Chiara Lubich. Per altre esperienze in questo campo visita: Comunione e Diritto (altro…)
1 Mag 2012 | Senza categoria
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[:ot]Fit-Testment il-Qadim in-nar huwa xbieha tal-Kelma t’Alla kif imħabbra mill-profeti. Imma anki l-ġustizzja t’Alla hi mxebbha man-nar, il-ġustizzja li biha Alla kien jgħaddi minn ġo nofs il-poplu tiegħu biex isaffih. L-istess il-Kelma ta’ Ġesù. Din hi kelma li tibni, imma fl-istess waqt teqred dak kollu li hu fieragħ, dak li jrid jintemm, dak li hu frugħa. Biex tibqa’ biss il-verità. Ġwanni l-Battista kien qal dan fuq Ġesù: “Hu jgħammidkom bl-Ispirtu s-Santu u n-nar” (Lq 3, 16). B’hekk ħabbar minn qabel il-magħmudija nisranija li bdiet isseħħ dakinhar li niżel l-Ispirtu s-Santu fuq l-appostli u dehru ilsna tan-nar (ara Atti 2, 3). Jiġifieri l-missjoni ta’ Ġesù hi li jwassal in-nar fuq l-art, li hu l-Ispirtu s-Santu li jġedded u jsaffi kollox. “Nar ġejt inqiegħed fuq l-art, u kemm nixtieq li diġà qabad.” Ġesù jagħtina l-Ispirtu. Imma kif jaħdem l-Ispirtu s-Santu ġewwa fina? Jaħdem billi jpoġġi fina l-imħabba – dik l-imħabba li Hu jixtieq li aħna nżommuha dejjem tixgħel f’qalbna. Din x’imħabba hi? Mhijiex xi ħaġa ta’ din id-dinja, limitata. Hi l-imħabba kif insibuha fil-Vanġelu. Hi li tħobb lil kulħadd, l-istess waħda li biha jħobbna l-Missier li hu fis-Sema, li jibgħat ix-xemx u x-xita fuq kulħadd, fuq it-tajbin u l-ħżiena, saħansitra fuq l-għedewwa (ara Mt 5, 45). Din hi mħabba li ma tistenna xejn mingħand ħadd, imma tħobb hi l-ewwel. Hi mħabba li ssir ħaġa waħda ma’ kulħadd: tbati, tifraħ, tinkwieta u tittama ma’ kulħadd. U, jekk ikun hemm bżonn, dan tagħmlu bil-fatti. Għalhekk din mhijiex xi mħabba sentimentali, bil-kliem biss. Din l-imħabba tħobb ’il Kristu li jinsab f’kull wieħed u waħda minn ħutna l-bnedmin; b’hekk niftakru fi kliem Ġesù: “Kull ma għamiltu… għamiltuh miegħi” (Mt 25, 40). Din l-imħabba trid li ħaddieħor jasal biex iħobb huwa wkoll, biex flimkien mal-oħrajn isseħħ l-imħabba reċiproka: jien lilek u inti lili. Din l-imħabba hi espressjoni konkreta li tidher tal-ħajja tagħna tal-Vanġelu. Hija tagħti siwi kbir lill-kelma li mbagħad aħna nistgħu u għandna nwassluha lill-oħrajn. “Nar ġejt inqiegħed fuq l-art, u kemm nixtieq li diġà qabad.” L-imħabba hi bħan-nar. L-importanti li tibqa’ taqbad. Biex isir dan, irridu l-ħin kollu nqabbdu xi ħaġa. L-ewwel u qabel kollox irridu nitfgħu l-jien tagħna ġon-nar. Dan nagħmluh għax meta nħobbu, aħna jkollna f’moħħna lill-oħrajn. Jew ikollna f’moħħna lil Alla, u b’hekk nagħmlu r-rieda tiegħu, jew lill-proxxmu, meta aħna ngħinuh. Jekk inżommu n-nar il-ħin kollu jaqbad, anki jekk ikun nar żgħir, dan jista’ jwassal għal ħuġġieġa kbira. Dan hu n-nar li Ġesù ġab fuq din l-art: nar ta’ mħabba u ta’ sliem, li bih kulħadd ikun aħwa ta’ xulxin.
Chiara Lubich
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30 Apr 2012 | Parola di Vita
«Sono venuto a portare il fuoco sulla terra; e come vorrei che fosse già acceso!» Gesù ci dona lo Spirito. Ma in che modo lo Spirito Santo agisce? Lo fa diffondendo in noi l’amore. Quell’amore che noi, per suo desiderio, dobbiamo mantener acceso nei nostri cuori. E com’è questo amore? Non è terreno, limitato; è amore evangelico. E’ universale come quello del Padre celeste che manda pioggia e sole su tutti, sui buoni e sui cattivi, inclusi i nemici. È un amore che non attende nulla dagli altri, ma ha sempre l’iniziativa, ama per primo. È un amore che si fa uno con ogni persona: soffre con lei, gode con lei, si preoccupa con lei, spera con lei. E lo fa, se occorre, concretamente, a fatti. Un amore quindi non semplicemente sentimentale, non di sole parole. Un amore per il quale si ama Cristo nel fratello e nella sorella, ricordando quel suo: “L’avete fatto a me”[4]. È un amore ancora che tende alla reciprocità, a realizzare, con gli altri, l’amore reciproco. È quest’amore che, essendo espressione visibile, concreta della nostra vita evangelica, sottolinea e avvalora la parola che poi potremo e dovremo offrire per evangelizzare. «Sono venuto a portare il fuoco sulla terra; e come vorrei che fosse già acceso!» L’amore è come un fuoco, l’importante è che rimanga acceso. E, perché ciò sia, occorre bruciare sempre qualcosa. Anzitutto il nostro io egoista, e lo si fa perché, amando, si è tutti protesi verso l’altro: o Dio, compiendo la sua volontà, o il prossimo, aiutandolo. Un fuoco acceso, anche piccolo, se alimentato, può divenire un grande incendio. Quell’incendio di amore, di pace, di fraternità universale che Gesù ha portato sulla terra.
Chiara Lubich
[1] Pubblicata in
Città Nuova, 2001/14, p.37.
30 Apr 2012 | Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
«40 anni di vita, di rapporti tessuti giorno per giorno: questa l’esperienza del Movimento dei focolari di Ischia, che nel 2012 celebra il suo 40° anniversario. A marzo si è dedicata una serata alla figura di Chiara Lubich, attraverso la presentazione della sua biografia, scritta da Armando Torno: “Portarti il mondo tra le braccia”. Una storia iniziata negli anni ‘70 che ripercorriamo nelle sue tappe essenziali legate alla vita di don Raffaele, un giovane sacerdote. Sente parlare dell’esperienza evangelica semplice e concreta di Chiara Lubich e delle sue compagne e si immerge anch’egli subito in questo clima di amore vissuto. Dal 1974 al 1980 si trasferisce a Fontem, in Africa nel cuore della foresta equatoriale, in quello che in pochi anni è diventato un “laboratorio di fraternità”. Tornato ad Ischia per motivi di salute, continua la sua opera sacerdotale; nasce una comunità che vive il Vangelo. Nel 1981 prende il via il primo focolare sacerdotale sull’isola. Nel 1983 don Raffaele viene nominato Parroco di San Domenico nella Ss. Annunziata ad Ischia, antica sede vescovile isolana. La Chiesa parrocchiale è decadente dal punto di vista architettonico, e necessita riparazioni. Davanti a questa urgenza concreta, si avvia un’esperienza che rafforza lo spirito di famiglia tra i parrocchiani, che diventano protagonisti dei lavori in corso, donando tempo ed energie. Si consolida così una comunità viva, fondata sulla presenza di Gesù tra loro. Si iniziano a vedere le prime riappacificazioni tra vicini e addirittura casi di licenziamento dal proprio posto di lavoro…in nero! Proprio in virtù di questi licenziamenti nasce nel 1989 la cooperativa “Arcobaleno”, per riunire imprenditori e lavoratori col desiderio di vivere cristianamente anche la loro attività lavorativa. Dal ‘73 all’80 intanto il Movimento si sviluppa con l’apertura ai ragazzi e ai giovani, e la partecipazione ai Genfest del ‘75 e dell’80. Ad Ischia vengono ospitate le Mariapoli, dall’89 al ‘92, con circa 3000 partecipanti ciascuna, da tutto il centro – sud Italia. Nel ‘96 a Napoli nasce il Movimento Politico per l’Unità, e anche alcune persone di Ischia vi aderiscono, impegnandosi attivamente in politica per cercare di portare anche in questo settore la categoria della fraternità. Nel frattempo fioriscono tante vocazioni sacerdotali. Particolare attenzione viene data tuttora alla lettura e alla meditazione della Parola di Vita mensile e negli ultimi tempi un particolare interesse si è sviluppato per la salvaguardia del creato: in un’isola sempre più sommersa dal fenomeno dell’abusivismo edilizio, i membri del Movimento hanno fatto sentire la loro voce e si sono assunti l’impegno di ripulire periodicamente un tratto dell’isola. Questo l’impegno del Movimento dei focolari che continua nella ferialità di ogni giorno, perché la nostra isola sia un “pezzetto di paradiso” non solo geograficamente parlando». A cura di Francesco Schiano (altro…)
30 Apr 2012 | Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Nuove Generazioni
Rivedi la diretta Foto su Flickr In un tempo attraversato da crisi globalizzate di ogni genere che fanno tremare economie, stili di vita e certezze acquisite riguardo il presente e il futuro, i Giovani per un Mondo Unito dei Focolari (GMU) chiamano a raccolta quanti desiderano essere protagonisti di un vero cambiamento e costruire ponti di fraternità nelle nostre società. E si danno un anno di lavoro, scandito da tappe il cui momento centrale sarà il Genfest di Budapest, dal 31 agosto al 2 settembre 2012. La manifestazione mondiale raccoglierà giovani da oltre 150 Paesi, mossi tutti dalla stessa idea, che è anche esperienza di vita e azione sociale: la fraternità universale. Nella sua 42° edizione, il Meeting di Loppiano, sarà una tappa fondamentale. “Quest’anno il 1° maggio vuole essere orientato al Genfest” – dichiara Jacopo Casprini, della segreteria Giovani per un Mondo Unito e della commissione di lavoro a Loppiano – “e infatti il momento centrale della giornata sarà proprio il collegamento mondiale durante il quale verrà aperto ufficialmente l’anno del Genfest”. Durante il Meeting si aprirà inoltre la Settimana Mondo Unito, appuntamento annuale dei GMU. Il collegamento live streaming mondiale delle 12.00 (GMT +1) permetterà a migliaia di giovani, dalla Siria al Giappone a Nairobi e Sidney, di scambiarsi testimonianze e progetti con i 2000 coetanei presenti a Loppiano, in vista dell’appuntamento a Budapest. Atteso il collegamento con i giovani della Siria e l’annuncio del Progetto United World: rete mondiale di giovani per dar vita a un Osservatorio permanente che “misuri”, a 360 gradi, lo sviluppo di pratiche di fraternità, chiedendo alle Istituzioni internazionali un impegno preciso al riguardo. “Cosa direi ai giovani che verranno a Loppiano e che seguiranno l’evento attraverso le reti sociali del Genfest? – continua Jacopo – “Che la preparazione vede coinvolti tutti i giovani presenti nella cittadella e nei dintorni, il clima che si respira è un clima di gioia, serenità e voglia di rendere questa giornata un momento di vera testimonianza. A tutti i giovani direi solo una cosa: vale davvero la pena vivere per un mondo unito!”. E spiega ancora Rafael, giovane brasiliano, tra gli organizzatori del Genfest: “Nel mondo c’è bisogno di una testimonianza di pace, unità, fraternità universale: non possiamo tirarci indietro. Il titolo del Genfest è “Let’s bridge” e rappresenta appieno il nostro impegno nel costruire ponti fra uomini, fra culture, fra popoli, nelle realtà più diverse”. Il programma del 1° maggio proseguirà nel pomeriggio con workshop tematici condotti da esperti e professionisti: scelte di vita, famiglia oggi, città e convivenza multiculturale, impegno politico e cittadinanza, i temi trattati. Da evidenziare due workshop artistici di musica e danza con il Gruppo internazionale Gen Rosso. Per saperne di più e seguire la diretta in streaming mondiale (attivo dalle ore 11.00 GMT+1): www.genfest.org (cliccando su ‘LIVE’ nella barra del menu principale) www.loppiano.it live.focolare.org
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The Genfest 2012 project has been funded with support from the European Commission.
This communication reflects the views only of the author, and the Commission cannot be held responsible for any use which may be made of the information contained therein.
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29 Apr 2012 | Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo

10 novembre 1989: il giorno dopo la caduta del muro
Dopo la sua riunificazione, nel 1990, la Germania, uno dei Paesi fondatori dell’Unione Europea, si presenta come il paese europeo col maggior numero di abitanti (più di 81 milioni). È un paese ricco di storia, cultura e luoghi da scoprire, uno scrigno che custodisce tesori artistici di enorme valore e una natura varia e suggestiva.Dal punto di vista del prodotto interno lordo, viene considerata tra le economie più forti nel mondo e, dopo la seconda guerra mondiale, ha sviluppato una solida democrazia parlamentare. Sia il passato drammatico della dittatura nazista, sia la divisione del paese in est e ovest durata 40 anni, hanno segnato fortemente il popolo tedesco. Essendo, inoltre, uno dei Paesi della Riforma, con una forte presenza delle Chiese protestanti, accanto alla Chiesa cattolica e alle Chiese ortodosse, ha vissuto il dolore della divisione. Al tempo stesso sta scoprendo le ricchezze insite nelle diverse Chiese e vede profilarsi la possibilità di una testimonianza più incisiva della vita cristiana nella società. Sono più di 30.000 coloro che si definiscono amici del Movimento dei focolari in Germania. Di essi, circa 5000 – adulti, giovani e bambini – si impegnano regolarmente partecipando a gruppi di famiglie, di giovani o sono ad esso legati da interessi ed argomenti specifici. I primi contatti con il Movimento risalgono al 1955. Poco tempo dopo, il vescovo cattolico di Meißen, Mons. Otto Spülbeck e il cardinal Alfred Bengsch di Berlino, chiesero a Chiara Lubich, fondatrice dei Focolari, di mandare dei focolarini anche nella Germania dell’Est. La carenza di medici nella DDR facilitava l’ingresso di stranieri con conoscenze in campo medico e così otto medici, tedeschi e italiani, arrivarono a Berlino e a Lipsia. Con loro c’era anche Natalia Dallapiccola, una focolarina che è stata accanto a Chiara Lubich fin dagli inizi a Trento. Da qui la spiritualità del Movimento dei focolari si è diffusa anche in altri paesi del blocco orientale, soprattutto in Polonia, Cecoslovacchia ed Ungheria. Nella patria della Riforma, anche per il Movimento dei focolari, il dialogo ecumenico si è sempre presentato di primaria importanza. Fin dall’inizio ci sono stati incontri con cristiani evangelici (le fraternità, le suore di Maria a Darmstadt), a cui, negli anni ’60, sono seguiti numerosi altri con personalità e persone appartenenti a Chiese diverse, che, da allora e fino ad oggi, hanno trovato il loro posto nei gruppi del Movimento. Qui trovano ispirazione per la propria vita, e la motivazione a promuovere ed approfondire l’unità tra i cristiani. 
Chiara Lubich: Premio della Pace Augustana 1988 col sindaco di allora: Hans Breuer di Augsburg/a destra
Si sono sviluppate, così, iniziative comuni e intensi percorsi comunitari. Tra questi il Centro di Vita Ecumenica di Ottmaring, nei pressi di Augsburg. I suoi fondatori e conduttori sono membri della Fraternità di vita comune e dei Focolari. Ottmaring diventa così una delle “cittadelle” del Movimento con una forte impronta ecumenica. In essa – costruita con la benedizione delle rispettive autorità ecclesiastiche – vivono stabilmente circa 120 persone impegnate e legate ad essa in modi diversi e, nei mesi estivi, giovani europei, partecipano, per alcuni periodi, alla sua vita, dando luogo, con il loro entusiasmo, anche a manifestazioni come la Jugend Woche. Sempre ad Ottmaring, nel1999, hapreso il via l’iniziativa “Insieme per l’Europa”, rete di più di 300 movimenti e comunità di cristiani evangelici, cattolici, ortodossi, anglicani e di chiese libere. Altri Centri d’incontro si trovano nelle città di Solingen e Zwochau. Un altro campo di azione per gli appartenenti al Movimento, è rappresentato dal dialogo con credenti di altre religioni e con persone senza una fede religiosa. Piattaforme comuni per la realizzazione di questo dialogo si trovano nello sforzo costante per la pace, la giustizia e nelle iniziative sociali. Nella storia dei Focolari altre persone hanno dato un contributo importante, accanto a Chiara Lubich, allo sviluppo del Movimento. Una di queste figure è il vescovo tedesco di Aquisgrana Klaus Hemmerle (1929-1994). Egli diede la spinta decisiva allo sviluppo di una teologia che scaturisce dal carisma di Chiara Lubich e prese parte regolarmente agli incontri del centro di studi interdisciplinari denominato “Scuola Abba”. Diede inoltre vita ad un percorso spirituale tra vescovi cattolici di diverse nazionalità e, in seguito, ad un cammino ecumenico con vescovi di diverse Chiese che si ispirano alla spiritualità dell’unità. Il Movimento dei focolari in Germania ha istituito il premio “Klaus Hemmerle” che viene assegnato a persone che si sono impegnate nel dialogo tra Chiese, religioni e differenti convinzioni. Tra i premiati il Patriarca Bartolomeo I. (altro…)
27 Apr 2012 | Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Nuove Generazioni
Alberto e Carlo sono due giovani genovesi per i quali nel 2008 è stata avviata la causa di beatificazione, originale perché li vede protagonisti insieme. L’amicizia tra di loro e l’amicizia con gli altri è stata uno dei tratti salienti della loro vita: proprio in questo sentimento umano, vissuto cristianamente, la Chiesa ha visto un elemento di santità, soprattutto per la volontà di aiutarsi reciprocamente nel portare a tutti l’ideale evangelico del mondo unito, della fraternità universale. Sul nuovo sito, dedicato a loro, sono disponibili gratuitamente la visione e il download del documentario in italiano “Insieme possiamo”, con la regia di Mario Ponta: un gruppo di ragazzi di oggi, sulle orme di Alberto e Carlo, percorrendo le loro strade, incontrando gli amici di allora, scopre l’autenticità di un’esperienza che è possibile vivere anche oggi. È in fase di elaborazione la versione sottotitolata in varie lingue. Il Comitato Alberto Michelotti e Carlo Grisolia invita tutti a visitare il sito e a lasciare le proprie impressioni: www.albertoecarlo.it (altro…)
24 Apr 2012 | Chiara Lubich, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
«Ciao Chiara! Che gioia vivere con te questo pomeriggio. Ricordi la frase che ti ho scritto quel 16 dicembre a poche ore da quel famoso incidente in motorino – avevo 18 anni – che mi ha portato in fin di vita? “Non me lo sarei mai aspettato che potesse essere così bello essere toccati dall’amore di Dio fino in fondo…”. Lì si svelava, in realtà compiendosi, il mistero della mia vita. Quelle parole erano dense di stupore per la gioia della pace ritrovata, solo per Grazia dell’amore di Dio per me. Ed è questo stupore che, in tutti questi anni, ha nutrito la mia creatività, espressività, socialità, ed anche la mia nuovissima fisicità e corporeità. In uno sviluppo inatteso! Una mattina mentre mi pettinavo, davanti ad uno specchio, col cuore gonfio di gioia, mi sono domandato se fosse più vero che tre quarti del mio corpo non si muovessero o che le mie braccia facessero ancora atti di donazione. Erano vere entrambe le cose ed avevano lo stesso valore. Dunque, in me, c’era l’unità e con essa la percezione della piena integrità psico-fisica. E, pur vivendo nella carne ogni limitazione dipendente dalla mia condizione, non vi era stata frattura della mia identità. Quel giorno mi dissi: “Ogni fibra di ogni muscolo ancora innervato deve servire per amare”. Più tardi, sbigottito ed attonito del perché la gioia fosse in me stabile nonostante le innumerevoli difficoltà, compresi Gesù nel Suo grido: “Dio mio, Dio mio perché anche tu mi hai abbandonato?”. La grande attrazione di quando avevo conosciuto, alcuni anni prima dell’incidente, l’Ideale dell’unità. Mi sembrava che proprio Gesù avesse portato in me l’ “evidenza” della complessità ed è proprio in virtù di questa dinamica che è possibile mettere in una relazione positiva e costruttiva – in un gioco d’amore – limiti e risorse. La condizione di persona con disabilità viene illuminata in una nuovissima visione sapienziale. Perciò questa situazione, ritenuta da tanti solo dolore, dramma, tragedia, degna solo di pietismo, di assistenzialismo e di stucchevole lacrimare, diventa non solo vivibile e piedistallo di santità, ma anche una “vera occasione” di trasformazione di quel sociale che può essere guardato proprio dalla nuova prospettiva culturale che è la disabilità dell’uomo. Sempre che ogni disabilità sia occasione per accogliere Gesù nel Suo grido.
La “Disabilità” – lo dice la dottrina scientifica contemporanea – rappresenta la socializzazione dei problemi, dei bisogni. Questa, conosciuta, accolta, non può che essere amata dalla società, nella modificazione delle proprie strutture, trasformatesi, mutate radicalmente, affinché il sociale sia il luogo dell’accoglienza di Gesù presente in ogni uomo. Di qui la necessità che urbanistica ed architettura – che amo definire scienze madri – riportino Gesù nella “Sua città”, unico luogo delle relazioni. L’ “Handicap”, che nasce sempre come disagio sociale, dal nefasto rapporto tra la disabilità dell’uomo e la società del rifiuto, del “non-amore”, non c’è più, poiché la menomazione è amata da chi ne è il portatore e la disabilità che ne consegue, è amata ed accolta dalla società, non solo rinnovata, ma fattasi tessuto di accoglienza del dolore dell’Uomo-Gesù. Così il dolore della menomazione, amato da chi lo porta ed amato dalla società, sconfigge l’handicap, facendo sì che il dolore diventi, in questa relazione reciproca, un giogo soave e leggero, ma anche fonte di luce e scintilla di vera trasformazione sociale. Sai, Chiara, in questi 42 anni, in ogni dolore, non ho mai trovato una croce vuota, ma ho sempre trovato un uomo di carne sulla croce. Il mio Gesù, il tuo Gesù… Il rivoluzionario di Dio. Arrivederci, Chiara!» ________________________ Beppe Porqueddu è Tecnologo della riabilitazione. Docente per la formazione ed il perfezionamento di medici, operatori della riabilitazione, architetti e tecnici progettisti e persone con disabilità. “Peer Counsellor”. Consulente/progettista di iniziative formative presso pubbliche amministrazioni sui temi dell’accessibilità della città e dell’ambiente naturale. Coordinatore del SIVA (servizio informazione e valutazione ausili) della Fondazione Don Carlo Gnocchi di Roma. Cofondatore ed attuale presidente del “Centro Studi Prisma” di Belluno, per lo studio interdisciplinare degli aspetti tecnici e sociali per l’integrazione delle persone con disabilità. (altro…)
23 Apr 2012 | Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
Il 20 aprile 2012 è stata intitolata, a Cagliari (Sardegna), una strada a Chiara Lubich, su iniziativa di un comitato di cittadini. La dedicazione della strada alla fondatrice del Movimento dei focolari, vicino all’oasi naturalistica dello Stagno di Molentargius (regno dei fenicotteri) è avvenuta con una manifestazione pubblica. È seguito, presso l’Aula consiliare del palazzo Civico di Cagliari, un convegno di studi dal titolo “Chiara Lubich: spiritualità, cultura e dialogo”. Tra i relatori: Piero Coda, teologo, filosofo e preside dell’Istituto universitario Sophia (Loppiano – Firenze); Luigino Bruni, docente di economia politica all’Università Bicocca di Milano e Sharahzad Houshmand, musulmana, docente di studi islamici presso l’Università Gregoriana di Roma. Leggi di più Comune di Cagliari (altro…)
22 Apr 2012 | Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
Il Paraguay, anticamente chiamato “Provincia gigante de las Indias”, nacque dall’incontro non sempre facile dei “conquistadores” spagnoli ed i nativi guaraní. E’, dunque, un paese bilingue. Con una superficie di 406.752 km2, è diviso in due regioni: l’Orientale, desertica; e quella Occidentale, ricca di vegetazione subtropicale. Ha una popolazione di 6 milioni di abitanti. Non possiede coste marittime, ma lo solcano due grande fiumi: il Paraná e il Paraguay. Nel suo sottosuolo scorre l’acquifero guaraní, la riserva d’acqua dolce più grande del pianeta. La capitale, Asunción, con 600.000 abitanti, è una città cosmopolita e ancora a misura d’uomo.
Agli inizi del secolo XVI, il Paraguay si costituisce come principale crocevia verso le altre regioni del continente. Asunción viene chiamata “Madre di città” poiché da qui partono le carovane spagnole per fondare nuove città. Nella seconda metà del XVI secolo, arrivano i francescani, e vi fondano centri abitati all’interno del Paese. La loro influenza è molto grande. Un capitolo importantissimo nella storia del Paraguay è la presenza della Compagnia di Gesù (1609-1768), con le note missioni gesuitiche o “Reducciones”, cittadelle organizzate in base al principio della reciprocità e della ridistribuzione. Di quel momento storico rimangono le rovine di Trinidad, di Jesús, San Ignacio Guazu e altre, oggi dichiarate patrimonio dell’Umanità. L’arte e la musica hanno in quel periodo un grande sviluppo e lasciano come esempio il cosiddetto barocco guaraní. Nel 1811 il Paraguay diviene una nazione indipendente dalla Spagna. La storia paraguaiana è una vicenda continua di grandi momenti tragici, ma anche di grandi eroismi. Il risultato: un popolo semplice, che gioisce ogni giorno dei piccoli atti quotidiani, specie frutto della fede seminata un giorno nel profondo del suo cuore. Il Movimento dei focolari si presenta come una grande famiglia formata da comunità sparse su tutto il territorio nazionale, ben integrate nella vita civile, religiosa e nella cultura del Paese. L’allegria, la profonda religiosità e l’accoglienza tipiche dei paraguayani hanno facilitato la diffusione della spiritualità dei Focolari. L’Ideale dell’unità arriva in Paraguay nel 1964, per mezzo di due sacerdoti che avevano avuto contatti con i Focolari mentre studiavano a Roma. Rientrando in patria diffondono questa nuova spiritualità specie tra i membri delle rispettive parrocchie. I primi aderenti del Movimento partecipano a una “Mariapoli” sulle montagne di Córdoba (Argentina), a 1200 km circa. Ritornano con il cuore “incendiato” da quello che sperimentano in quei giorni, e fanno come Chiara Lubich e le sue prime compagne: scelgono Dio come unico ideale delle loro vite. Si riuniscono con regolarità per leggere la Parola di vita e per comunicarsi le esperienze, frutto della Parola vissuta, e così aiutarsi reciprocamente. Nel novembre del ’64, arriva la prima focolarina, Ada Ungaro (Fiore), e poi Anna Sorlini, per visitare la comunità nascente. L’anno dopo si è già formato un bel gruppo. Uno di loro, Daniel Galeano, sarà il primo focolarino sposato del Paraguay e principale animatore della comunità fino a quando si apriranno i centri focolari. Nel 1967, si organizza la prima Mariapoli del Paraguay, con trecento persone, alla quale partecipano Lia Brunet e Vittorio Sabbione, due dei primi compagni di Chiara.
Dalla vita dell’amore reciproco, sorge spontaneo il desiderio di aiutare i fratelli più bisognosi. Nascono così, nel 1966, le prime iniziative in loro favore, che poi si estendono ad altre città oltre la capitale. Anche i giovani si sentono attratti da questo ideale radicale. Nell’anno 1970, quaranta ragazze partecipano alle “vacanze Gen” in Argentina. Due anni dopo altri giovani si aggiungono. La consegna di Chiara ai gen di “morire per la propria gente” li spinge a mettere in comune i beni materiali e spirituali “perché a nessuno manchi il necessario”. Nel giugno 1981 si inaugura il focolare femminile ad Asunción e nel febbraio del 1988 arrivano anche i focolarini. Nascono le varie vocazioni che costituiscono i pilastri del Movimento: focolarine e focolarini, consacrati e sposati; volontari e volontarie, sacerdoti e seminaristi, religiosi e religiose, giovani ed adolescenti, aderenti e simpatizzanti. A causa delle forti inondazioni, nel 1983 i membri del Movimento prendono contatto con gli abitanti di uno dei quartieri più allagati e poveri di Asunción. Animati dai valori della fraternità e della solidarietà acquistano un terreno a Capiatá (24 km da Asunción) dove una ventina di famiglie vi si trasferiscono, migliorando notevolmente la loro qualità di vita. Attualmente sono 70 le famiglie e “San Miguel de Capiatá” si presenta come un sereno villaggio con attività educative, sanitarie, economiche e ricreative. Nel 2003 viene inaugurato il tanto atteso Centro Mariapoli “Madre dell’Umanità” (18 km dalla capitale), per la formazione dei membri del Movimento ma aperto a tutti. Nell’ambito politico si sviluppa il Movimento politico per l’ Unità (MppU); in quello economico, si diffonde il progetto dell’Economia di Comunione. L’ideale dell’unità penetra anche nell’ambito della Sanità, dell’Educazione, dell’Arte, dei mezzi di Comunicazione, etc. Oggi sono 9.000 circa, fra membri, aderenti e simpatizzanti che vivono la spiritualità dell’unità, appartenenti a tutti i ceti sociali. (altro…)