Dio abita nel cuore della persona
Dio abita nel cuore della persona
Dio abita nel cuore della persona
Offrire accoglienza a chi incontro
Aprire la porta del cuore alla gioia

Sono Letรญcia Alves e vivo nel nord del Brasile, a Parรก.
Nel 2019 ho partecipato al โProgetto Amazzoniaโ e per 15 giorni io e un gruppo di volontari abbiamo dedicato le nostre vacanze a vivere con le popolazioni della bassa Amazzonia, nella cittร di รbidos.
Prima di intraprendere questa avventura, mi chiedevo se sarei stata in grado di dedicarmi completamente a questa esperienza, ambientata in una realtร cosรฌ diversa dalla mia. Durante il progetto abbiamo visitato alcune comunitร fluviali che vivono sulle rive del Rio delle Amazzoni e tutti ci hanno accolto con un amore impareggiabile.
Abbiamo fornito servizi di assistenza sanitaria, legale e familiare, ma la cosa piรน importante รจ stata ascoltare profondamente e condividere le vite, le storie e le difficoltร di coloro che abbiamo incontrato. Le storie erano le piรน diverse: la mancanza di acqua potabile, il bambino che aveva uno spazzolino per tutta la famiglia o anche il figlio che voleva uccidere la madre… Piรน ascoltavamo, piรน capivamo il significato della nostra presenza lรฌ.
“La sfida urgente
di proteggere la nostra casa comune
comprende lo sforzo
di unire TUTTA la famiglia umana”
LS, 13

E tra tante storie, ho potuto vedere quanto possiamo fare la differenza nella vita delle persone: quanto il solo ascolto faccia la differenza, quanto una bottiglia d’acqua potabile faccia la differenza.
Il progetto รจ stato piรน che speciale. Abbiamo potuto piantare un seme d’amore in mezzo a tanto dolore e “costruire insieme” ci ha fatto crescere. Quando Gesรน รจ presente tra noi, tutto diventa stimolante, pieno di luce e di gioia.
Non รจ stato qualcosa che ho vissuto per 15 giorni e poi รจ finito, ma รจ stata un’esperienza che ha davvero trasformato la mia vita, ho sentito una forte presenza di Dio e questo mi ha dato la forza di abbracciare i dolori dell’umanitร che ho intorno a me in questa costruzione quotidiana di un mondo unito.
Mi chiamo Francisco. Sono nato a Juruti, in Amazzonia, un paese vicino a รbidos. Mi ha sorpreso sapere che persone provenienti da varie parti del Brasile stavano attraversando il Paese per donarsi e prendersi cura della mia gente e ho voluto unirmi a loro.
Ciรฒ che mi ha colpito di piรน รจ stata la felicitร di tutti, dei volontari e della gente del posto, che pur vivendo con pochi beni materiali, ha sperimentato la grandezza dell’amore di Dio.

Dopo l’esperienza del progetto Amazzonia a รbidos, sono tornato a Juruti con una nuova prospettiva e il desiderio di continuare questa missione, ma nella mia cittร . Lรฌ ho visto gli stessi bisogni che avevo trovato a รbidos. Questo desiderio non รจ diventato solo mio, ma di tutta la nostra comunitร , che ha sposato la causa. Insieme abbiamo pensato e dato vita al progetto Amazonia nella comunitร di Sรฃo Pedro, con l’obiettivo di ascoltare e rispondere al โgridoโ di chi ha piรน bisogno, che spesso non viene ascoltato. Abbiamo scelto una comunitร della terraferma, abbiamo iniziato a monitorare i loro bisogni e poi siamo andati alla ricerca di professionisti volontari.
Con la collaborazione di diverse persone, abbiamo portato la vita del Vangelo, l’assistenza medica, l’assistenza psicologica, le medicine e le cure dentistiche a tutta quella comunitร . Soprattutto, abbiamo cercato di fermarci ad ascoltare le difficoltร e le gioie di chi incontravamo.
Ho una certezza: per costruire un mondo piรน fraterno e unito, siamo chiamati ad ascoltare le grida di chi soffre intorno a noi e ad agire, con la certezza che ogni cosa fatta con amore non รจ piccola e puรฒ cambiare il mondo!
Vedere il video
Annunciare lโamore reciproco

LโEuropa continua a far parlare di sรฉ, al centro di tensioni internazionali e di accesi dibattiti il cui esito incide sulla vita dei suoi cittadini: quasi mezzo miliardo quelli dellโUnione Europea. Pace versus difesa, guerra o pace commerciale, le scelte sullโenergia, le politiche di sviluppo e la giustizia sociale, identitร e diversitร , apertura e confini: i temi in agenda sono numerosi e, di fronte ai cambiamenti dello scenario interno ed esterno โ prima di tutto la guerra in Ucraina -, la rilettura e lโattualizzazione della profezia di Robert Schuman e dei padri fondatori รจ non solo attuale, ma necessaria.
Sono passati 75 anni da quando lโallora ministro degli esteri francese, il 9 maggio 1950, pronunciรฒ il suo rivoluzionario discorso a Parigi, ponendo leย basi per il processo di integrazioneย europea. Il 15 maggio 2025, nella sede del Parlamento Europeo a Bruxelles, un panel di esperti, esponenti di vari Movimenti cristiani e giovani attivisti, hanno dato voce alla visione dellโunitร europea come strumento di pace.
Chiese e Movimenti diversi da vari Paesi dโEuropa
Lโevento si รจ svolto perย iniziativa diย Insieme per lโEuropa (IpE)ย insieme ad alcuni europarlamentari, su invito della parlamentare slovaccaย Miriam Lexmannย โ ย assente per motivi familiari โ e ha riunito nella mattinata del 15 maggio, un centinaio di persone da Belgio, Italia, Germania, Olanda, Slovacchia, Austria, Francia, Grecia, Romania. Sono presenti cristiani cattolici, ortodossi e delle Chiese della Riforma; rappresentanti della Comunitร Immanuel, YMCA, Focolari, Schoenstatt, SantโEgidio, Quinta Dimensione, Comunitร Papa Giovanni XXIII: la varietร tipica della rete diย IpE. A darle voce รจ il moderatore diย Insieme,ย Gerhard Pross, testimone degli inizi: โPer noi รจ importante esprimereย la forza della fede nel plasmare la societร . Tuttavia, non siamo interessati al potere o al dominio, ma a portare la speranza, lโamore e la forza della riconciliazione e dellโinsieme insiti nel Vangeloโ.
Studenti liceali e universitari vivono unโesperienza europea tra dialogo, istituzioni e spiritualitร
Tra il pubblico โ e tra i relatori โ spicca la forte componente giovanile: in 20 dal liceo Spojenรก ลกkola Svรคtรก rodina di Bratislava. Studiano cittadinanza attiva e diritto europeo. Sono a Bruxelles con i loro professori, per unโesperienza che puรฒ segnare il loro percorso professionale e di vita. Tra loro, Maria Kovaleva: โIo vengo dalla Russia e per me lโEuropa significa poter essere qui, indipendentemente dalla mia provenienza o dalla situazione politica nel mio Paese o in Slovacchia, e parlare liberamente โ proprio qui, nel cuore dellโEuropa. Per me lโEuropa รจ sempre stata un luogo in cui non importa quale religione o nazionalitร si abbia. Tutti hanno il diritto di parlare, e di parlare senza censure. Questo รจ il tipo di Europa che Robert Schuman sognavaโ.
Peter, 16 anni, si dice sinceramente stupito, trovandosi per la prima volta in un luogo istituzionale dove vengono prese decisioni importanti. ร il rappresentante degli studenti e quanto vissuto a Bruxelles รจ per lui unโispirazione per il futuro, in cui attraverso il management o lโimpegno in politica possa svolgere un ruolo di leadership.
Samuel ha 17 anni. Definisce questi giorni โunโesperienza straordinaria per scoprire qualcosa in piรน sul resto dellโEuropa, come funziona la politica, come lavora il Parlamento; penso di poter parlare a nome di tutta la classe: รจ stato straordinario!โ.
Unโaltra rappresentanza studentesca arriva dallโItalia. Sono 10 studenti di scienze politiche e relazioni internazionali della LUMSA, a Roma. Daniele, primo anno di scienze politiche, รจ colpito particolarmente dal momento del pomeriggio: la preghiera ecumenica nella โChapel for Europeโ. โMi piace il lavoro di Chiara Lubich, creare ponti per riunire tutti, e si vedeva lโimpegno in ciascuno dei presenti. Non รจ un incontro tra sognatori, ma una ricerca concreta che porta a qualcosa di solidoโ. Per Diego รจ un momento in cui la memoria viene rinnovata e porta alla continuitร . ร ispirato dalla mondialitร che si respira a Bruxelles, โun punto di inizio per sviluppi futuriโ e ha particolarmente apprezzato gli interventi degli europarlamentari.

Photo: H. Brehm / K. Brand / M. Bacher
Lโappello degli europarlamentari ai giovani e ai Movimenti
Erano presenti infatti nella mattinata, Antonella Sberna (Conservatori e Riformisti europei), vice-presidente del Parlamento Europeo e responsabile per lโattuazione dellโarticolo 17 TFUE, Leoluca Orlando e Cristina Guarda (Verdi). โSiete lโesempio di che cosa lโUE puรฒ fare per i nostri popoli e le nostre civiltร โ, afferma la vicepresidente, rivolgendosi a Insieme per lโEuropa. E invita i giovani presenti a โessere critici, ma appassionatiโ, a โstudiare bene lโEuropaโ, per essere โinsieme al servizio per correggere ciรฒ che non ci piace e garantire pace nei nostri confini, come esempio di unione dei popoli nel rispetto delle sovranitร โ.
Leoluca Orlando invita a โcogliere il progetto di futuro che stava nellโazione di Schumann, coltivando una memoria inquietaโ e ricorda il principio di fraternitร , che fa superare le storiche polarizzazioni tra destra e sinistra su libertร ed uguaglianza. E come esempio di fraternitร riporta โlโesperienza profetica di unitร tra cattolici e luterani, grazie allโintuizione di Chiara Lubich, a Ottmaring, in Baviera, un luogo nel cuore della Guerra dei Trentโanniโ.
Per Cristina Guarda, pace รจ la parola chiave: โCome Movimenti cristiani vi chiedo di essere parte di questa discussione, e di richiedere la nostra coerenza nella ricerca della pace. E quindi fare scelte giuste e votare correttamente, per rispettare la paceโ.
Accompagnare lโEuropa a realizzare la sua vocazione
Ed รจ proprio ad un progetto di pace che la Dichiarazione di Schuman aspira: Jeff Fountain, dello Schuman Centre, offre una lettura delle fondamenta spirituali della Dichiarazione, del suo โcoraggioso discorso di tre minutiโ: โil suo progetto non era solo politico o economico. Letta a un livello piรน profondo, la Dichiarazione Schuman rivela che il progetto รจ profondamente morale, spirituale, radicato nei valori del cuoreโ. โLe istituzioni che ha contribuito a ispirare โ per quanto imperfette โ sono una difesa contro il ritorno alla politica del dominio e dellโesclusione, della paura e dellโodioโ.
Ma chi dovrebbe dare unโanima allโEuropa? Invita a riflettere Alberto Lo Presti. โNon dovremmo aspettarci che tale anima sia prodotta dalle istituzioni politiche europee e trasmessa ai suoi cittadini. Non vorrei vivere in una societร nella quale lโistituzione mi inculca, nel cervello, una visione del mondo. A fare cosรฌ, di solito, sono le organizzazioni politiche totalitarie che anche qui in Europa abbiamo ben conosciuto: per esempio il nazi-fascismo e il comunismo. Si vedrร lโanima dellโUnione Europea quando tale anima sarร visibile nelle scelte quotidiane dei suoi cittadini. Come Insieme per lโEuropa vogliamo accompagnare lโEuropa alla realizzazione della sua vocazioneโ.
Maria Chiara De Lorenzo
(da https://www.together4europe.org/)
Oggi voglio sorridere di piรน
Vivere la gioia per donarla
Sapersi stupire

Molto giร si รจ detto e si dirร ancora sullโimportanza ecumenica dellโanno 2025. Il 1700ยบ anniversario del Concilio di Nicea รจ solo uno โ anche se fondamentale – dei vari anniversari importanti per tutta la cristianitร che ricorrono questโanno. Perchรฉ รจ fondamentale ricordare Nicea ancora oggi? Qual รจ la sua attualitร ? Per capirlo bene dobbiamo fare un salto indietro nel quarto secolo.
Nel 313 lโimperatore Costantino concordรฒ di dare libertร di culto ai cristiani ponendo fine alle persecuzioni religiose in tutto lโimpero. Piรน tardi, nel 324, Costantino diventรฒ autoritร massima di tutto lโimpero, di occidente e oriente, ma capรฌ che una controversia dottrinale rischiava di scombussolare la pace nel territorio. Decise dunque di convocare un Concilio di tutta la Chiesa per dirimere la questione; lui era, infatti, cosciente che si trattasse di una questione religiosa, ma era anche convinto che lโunitร religiosa fosse un fattore importante per la stabilitร politica. A Nicea arrivarono dai 250 a 318 vescovi da tutte le parti dellโImpero. Lo scopo principale era quello di difendere e confermare la fede e la dottrina tramandata dagli apostoli sulla Persona divina e umana di Gesรน Cristo, contro unโaltra dottrina che serpeggiava tra i cristiani, ossia il pensiero del presbitero Ario di Alessandria dโEgitto e dei suoi sostenitori, che affermavano che Gesรน Cristo non era Dio da sempre ma la prima piรน sublime creatura di Dio.



ร comprensibile che un tale mistero, cioรจ della persona di Gesรน Cristo, rappresentasse una sfida per lโintelligenza umana. Ma allo stesso tempo era piรน forte la testimonianza degli apostoli e di tanti cristiani capaci di morire โpur di difendere questa fede. Perfino tra i vescovi accorsi al Concilio molti portavano ancora i segni delle torture e delle sofferenze subite per tale ragione.
Cosรฌ quel Concilio definรฌ la fede su cui si basa il cristianesimo e che tutte le Chiese cristiane professano, il Dio rivelato da Gesรน Cristo รจ un Dio unico ma non solitario: Padre, Figlio e Spirito Santo sono un unico Dio in tre Persone distinte che esistono da sempre.
Ricordare Nicea oggi รจ dunque di grande importanza e attualitร : un Concilio che ha messo le basi per la struttura sinodale della Chiesa, di cui oggi ricerchiamo maggiore concretizzazione; un Concilio che ha unificato per tutta la Chiesa il giorno della celebrazione della Pasqua (secoli piรน tardi – fino ad oggi – con il cambiamento di calendari, la data รจ poi diventata diversa per le Chiese dโoccidente e dโoriente) e che ha fissato i punti cardini della fede cristiana. In particolare, questo ultimo punto ci interpella oggi in maniera forte. Forse la tendenza di non credere alla divinitร di Gesรน Cristo non รจ mai sparita del tutto. Oggi per molti รจ piรน facile e comodo parlare di Gesรน privilegiando le sue prerogative umane di uomo saggio, esemplare, profeta piuttosto che crederlo Figlio unigenito di Dio, della stessa sostanza del Padre.

Dinanzi a queste sfide possiamo pensare che Gesรน Cristo rivolga anche a noi, oggi, la stessa domanda che ha rivolto un giorno agli apostoli: โE voi chi dite che io sia?โ (Mt 16, 13-17).
Accettare il Credo di Nicea e professarlo insieme dunque, รจ ecumenicamente importante anche perchรฉ la riconciliazione dei cristiani significa riconciliazione non solo con e tra le Chiese nel presente, ma anche con la tradizione della Chiesa primitiva e apostolica.
Considerando il mondo di oggi, con tutte le sue ansie, i suoi problemi e le sue aspettative, ci rendiamo ancora piรน conto di come l’unitร dei cristiani non sia solo un’esigenza evangelica, ma anche un’urgenza storica.
Se vogliamo confessare insieme che Gesรน รจ Dio, allora le Sue Parole, soprattutto quello che Lui ha definito il suo comandamento nuovo, criterio messo da Lui perchรฉ il mondo ci riconosca come Suoi discepoli, acquisteranno un grande valore per noi. Vivere questo comandamento โsarร lโunico modo o sicuramente il piรน efficace per parlare di Dio oggi a chi non crede, per rendere traducibile la Risurrezione di Cristo in categorie comprensibili per lโuomo di oggiโ[1].
Centro โUnoโ
Per approfondire di piรน รจ disponibile il video: Da Nicea camminando insieme verso lโunitร
[1] BENEDETTO XVI, Luce del mondo. Il Papa, la Chiesa e i segni dei tempi. Una conversazione con Peter Seewald, Libreria editrice Vaticana, Cittร del Vaticano 2010, p. 98.
Pregare per la pace
Aperti a chiedere e dare perdono

Oltre 150 delegazioni di tutto il mondo, leaders politici, capi di varie Chiese cristiane, rappresentanti di diverse religioni ed oltre 200.000 fedeli di ogni parte del pianeta hanno partecipato in Vaticano, oggi, 18 maggio 2025, alla celebrazione per lโinizio del ministero di Papa Leone XIV. E proprio dallโincontro con i pellegrini, il Pontefice ha voluto iniziare, percorrendo in auto Piazza San Pietro fino alla fine di via della Conciliazione, in un saluto lungo, gioioso, commosso. Poi la sosta sulla tomba di Pietro del quale รจ chiamato ad essere il successore e lโinizio della celebrazione eucaristica.
Era presente anche un gruppo del centro internazionale dei Focolari in rappresentanza della Presidente del Movimento, Margaret Karram, e del Copresidente Jesรบs Morรกnย che in questi giorni sono in viaggio negli Stati Uniti.
โUnโesperienza di universalitร della Chiesa โ definisce il momento vissuto a Piazza San Pietro Silvia Escandell (Argentina), delegata centrale dei Focolari -. Ho sentito come Papa Leone XIV, sicuramente anche per il suo carisma, raccoglie questa profonda diversitร nellโunitร . Mi ha impressionato come lui abbia fatto leva subito su due parole โamore e unitร โ e tutto il suo discorso lo abbia tracciato su questa sciaโ. โMi ha colpito anche quando โ continua Silvia โ ha fatto riferimento a Pietro al quale Gesรน diceva di gettare le reti e ci ha chiamato a farlo unโaltra volta. Ma sapendo che queste sono le reti del Vangelo, che va incontro ad ogni uomo. Mi sembra un segno di tanta speranza, per la Chiesa e per lโumanitร โ.



Nelle foto: piazza San Pietro gremita di fedeli, un momento della celebrazione ed il gruppo del Centro Internazionale dei Focolari
โPer me oggi รจ stata una forte esperienza in cammino verso il mondo unito โ dice Ray ย Asprerย (Filippine) delegato centrale del Movimento dei Focolari – . Vedere tutta la piazza piena e, soprattutto, ascoltare lโappello del Papa che esprimeva la sua visione di una Chiesa strumento di unitร , mi sembrava che fosse proprio quello che si รจ vissuto qui, in tutta la solennitร , ma anche proprio come esperienza. Si stava insieme da tutto il mondo, intorno al Papa che proclamava che la missione dellaย Chiesa รจ amore e unitร . Ho sentito un richiamo verso lโunitร come un segno dei tempiโ.
E di speranza parla Chiara Cuneo (Italia), consigliera al centro internazionale dei Focolari e co-responsabile del dialogo tra Movimenti e nuove Comunitร nellโambito della Chiesa cattolica. โIn questo mondo, in questo tempo cosรฌ buio โ dice – la speranza รจ una luce che ci guida. Durante la Messa ho pensato che, a volte, ci vuole proprio il deserto, perchรฉ si vedano germogli di speranza. E oggi รจ uno di questi germogli: cโรจ qualcosa che cresceโ.
โAnche le parole del Papa di camminare insieme โ osserva โ sono molto inclusive, veramente ha citato tutti, eravamo tutti dentro, tutti, tutti, tuttiโ.
โHo potuto salutare โ conclude โ insieme a tanti, alcuni fondatori e presidenti di vari Movimenti della Chiesa. Eโ stato un momento di festa, di gioia e di speranza rinnovata per ciascuno. Con il desiderio di continuare questo cammino insieme, augurandoci veramente di volerci sempre piรน bene, come ha detto il Papaโ.
Enno Dijkema (Olanda) รจ consigliere del centro Internazionale dei Focolari e co-direttore del Centro Uno per lโunitร dei cristiani. โCโerano anche tantissimi capi di altre Chiese cristiane – osserva – e il Papa ha proprio detto che vuole essere in dialogo con tutti e vuole essere un servitore dellโunitร della Chiesa di Cristoโ. โSono stato molto toccato โ continua โ anche quando lui ha parlato del suo ministero e lo ha descritto non come sopra tutti, ma sotto, come amore, come servizio che รจ gioia e fede per tutti i cristiani e per tutto il mondo. Davanti a tanti capi di Stato mi รจ sembrata una bella testimonianza, una bella indicazione del โpotereโ inteso come amore, come servizioโ.
Anna Lisa Innocenti
Foto: Vatican Media Live e ยฉ A.L.I.-CSC Audiovisivi
Rimanere in intimitร con Dio
Prontezza nellโaccogliere tutti

Venerdรฌ 9 maggio presso il Focolare meeting point, nel cuore di Roma (Italia) e attraverso una diretta online, si รจ tenuta la premiazione del concorso per le scuole dal titolo โUna cittร non basta. Chiara Lubich cittadina del mondoโ. Il concorso รจ dedicato alla figura della fondatrice del Movimento dei Focolari, una donna che ha saputo unire educazione, politica e dialogo per la pace.
Il tema proposto per la quinta edizione รจ stato: โEsplorare il concetto di pace, in relazione al pensiero di Chiara Lubichโ. Sono pervenuti 118 elaborati (individuali e di gruppo) presentati da 35 Istituzioni scolastiche di 15 Regioni italiane.
Il concorso รจ promosso da New Humanity, Centro Chiara Lubich e Fondazione Museo storico del Trentino ed รจ realizzato in collaborazione con il Ministero italiano dellโIstruzione e del Merito. Si conferma come occasione per docenti ed alunni nel riflettere sui valori della fraternitร , dellโaccoglienza e del dialogo tra culture, temi centrali nel pensiero e nellโazione di Chiara Lubich.



I lavori premiati
Scuola secondaria di II grado
1ยฐ posto: Costruire lโinfinito, dalla classe 5^ A Linguistico, Liceo A. Maffei โ Riva del Garda (Trento). Con immagini pertinenti, le alunne e gli alunni hanno saputo presentare con creativitร la loro riflessione sul tema della pace coniugandolo con elementi caratteristici del pensiero di Chiara Lubich che tanto rilievo ha dato alle relazioni di prossimitร ฬ: dove c’รจ amore c’รจ unitร e dove c’รจ unitร c’รจ pace.
2ยฐ posto ex aequo: Vivere la pace, della classe 2^ H, Liceo classico Quinto Orazio Flacco โ Bari. Nellโelaborato scritto, si apprezza il particolare accento che la riflessione pone sulla pace, come unโopera da vivere quotidianamente. Significativi i riferimenti scelti dal pensiero di Chiara Lubich che lascia unโereditร di fraternitร e impegno concreto per un mondo piรนฬ unito.
2ยฐ posto ex aequo: Sguardo, di Elena Scandarelli 3^ AU, Liceo Maria Ausiliatrice โ Riviera San Benedetto (Padova). In modo semplice ed efficace lโimmagine comunica esplicitamente lโimportanza che Chiara Lubich dร nel saper guardare al Mondo oltre le umane sfide del mondo, vivendole con uno sguardo di speranza.
Scuola secondaria di I grado
1ยฐ posto: 1920-2011, di Alessia Tombacco 3^ C, IC Elisabetta โBettyโ Pierazzo โ Noale (Venezia). Il testo presentato offre unโoriginale riflessione in cui emerge lโattualitร del pensiero di Chiara Lubich e la possibilitร di un incontro vitale con lei, anche in un tempo diverso da quello vissuto da Chiara. Ricca di fiducia nel presente e speranza per il futuro, รจ lโimmagine dellโuomo cellula: portatore di nuove relazioni per un mondo senza frontiere.
2ยฐ posto: Voci di fraternitร , della classe 3^ D, IC Giovanni XXIII โ Villa San Giovanni (Reggio Calabria). Nellโelaborato multimediale si apprezza in modo particolare il coinvolgimento attivo degli allievi, primi testimoni di un frammento di mondo piรน unito e fraterno. Particolarmente significativo il riferimento alla possibilitร di essere โoperatori di paceโ a partire dalle relazioni piรน prossime.
Scuola primaria
1ยฐ posto: Un seme di unitร , Aurora Pellegrino 5^ A, IC Radice-Alighieri โ Catona (Reggio Calabria). La composizione poetica esprime unโoriginale riflessione sul tema della pace alla luce del contributo specifico di Chiara Lubich, donna del dialogo.
2ยฐ posto: Una cittร non basta, classe 4^ A, IC Antonio Gramsci โ Tissi (Sassari). Lโelaborato multimediale presenta, in modo originale ed efficace, spazi e valori di un mondo ideale in cui, con lโamore, si puรฒ superare ogni forma di discriminazione.
Per le menzioni al merito e maggiori approfondimenti sui contenuti degli elaborati, clicca qui
Lorenzo Russo
Dimostrare amicizia
Accogliere e condividere

Il 18 marzo 2025 ci ha lasciati Luciana Scalacci, una donna straordinaria, testimonianza viva di impegno concreto e fattivo nel dialogo a 360ยฐ. Luciana, sposata con Nicola, entrambi di convinzioni non religiose, hanno sempre sentito che il dialogo รจ un aspetto fondamentale nella societร contemporanea caratterizzata da tante forme di divisioni e conflitto. โIo e mio marito siamo non credenti โ ha raccontato qualche anno fa Luciana durante un incontro dei Focolari -, o meglio, non credenti in Dio, perchรฉ noi crediamo nellโuomo e nelle sue potenzialitร โ.
Luciana era nata ad Abbadia San Salvatore, un paese italiano in provincia di Siena. Si รจ sempre spesa, fin da bambina, per gli ultimi, i piรน deboli, trasmettendo a chiunque valori di onestร , integrazione, uguaglianza. Con il marito si sono impegnati in campo politico e sindacale in una militanza di sinistra incentrata sempre sui valori della giustizia, del dialogo, della libertร . Lโincontro con il Movimento dei Focolari รจ avvenuto grazie alla figlia Mascia.
โUn giorno – racconta Luciana โ nostra figlia ci scrive una lettera, dove ci dice in sintesi: โcari genitori ho trovato un posto dove mettere in pratica i valori che voi mi avete sempre trasmessoโ. Aveva conosciuto il Movimento dei Focolariโ. Cosรฌ, per capire meglio la decisione della figlia, Luciana e Nicola decidono di partecipare ad una giornata organizzata dai Focolari. โEra un incontro tra persone di convinzioni diverse, ma noi non lo sapevamo. Pertanto per non creare equivoci, tenemmo subito a precisare la nostra posizione politica e religiosa. La risposta fu: โe chi vi ha chiesto nulla!โ. Avemmo cosรฌ subito lโimpressione di trovarci in un ambiente dove cโera rispetto per le idee degli altri, trovammo unโapertura che non avevamo mai incontrato in altre associazioni o movimenti religiosiโ.
Da quel momento e negli anni a venire, il contributo di Luciana Scalacci per il Movimento dei Focolari รจ stato essenziale. Era il 1995 quando incontrรฒ per la prima volta Chiara Lubich, fondatrice dei Focolari. Accanto a lei si รจ sempre spesa per far nascere e approfondire il dialogo con persone di convinzioni non religiose, che ha preso forza proprio grazie anche allโintelligenza illuminata di Luciana.
Dal 2000 ha fatto parte della Commissione internazionale del dialogo con persone di convinzioni non religiose contribuendo cosรฌ allโorganizzazione di convegni come In dialogo per la pace, Coscienza e povertร , Donne e uomini verso una societร solidale e tanti altri. Luciana aveva trovato una sintonia piena con lโIdeale dellโunitร , nellโincontro personale con Chiara e con la comunitร dei Focolari. Raccontava ad unโamica: โQuesto dialogo (tra persone di diverse convinzioni) รจ nato non per convertire i non credenti, ma perchรฉ con Chiara avevamo capito che il mondo unito si fa con tutti. Che tutti siano uno. Se ne escludiamo anche solo uno, non siamo piรน tuttiโ.



Il 26 settembre 2014 durante una udienza concessa ai Focolari, saluta Papa Francesco. โIn quella giornata straordinaria, ho avuto il privilegio di scambiare con Lei alcune parole che non dimenticherรฒ maiโ ha raccontato questโanno in una lettera che ha indirizzato al Papa mentre lui era ricoverato al Policlinico Gemelli. โOra, caro papa Francesco, Lei รจ in un letto di ospedale, e anche io sono nella stessa condizione. Entrambi davanti alla fragilitร della nostra umanitร . Volevo assicurarle che non smetto di pensarla e pregare laicamente per Lei. Lei preghi cristianamente per meโ.
Tante le lacrime di gratitudine e profondissime le parole di ringraziamento nel giorno del suo funerale. Una fra tutte, Vita Zanolini, focolarina e amica di Luciana e Nicola. โLuciana: amica, sorella, compagna nelle frontiere del nuovo, ma nel rispetto della storia e delle radici, maestra di vita e molto altro. โ ha detto Vita ricordandola -. Pensando a lei, alla sua libertร , vengono in mente cieli luminosi e tersi, di colore intenso; una sorgente limpida che nel dolce e silenzioso scorrere, si fa anche cascata tumultuosa. Un camino acceso in una casa accogliente che dice un cuore sempre aperto. Ma anche un menรน raffinato e ricco con ricette buonissime e sempre creative. Resilienza, rispetto, ascolto, tenacia in tutte le sfumatureโ.
โAnni fa – continua Vita – in uno dei convegni sul dialogo qualcuno ha posto una domanda, un po’ originale: โQual รจ la differenza tra un credente e un non credente?โ E la risposta di Luciana, forse inaspettata per molti: โI credenti credono in Dio, i non credentiโฆ Dio crede in loroโ. E penso possiamo dire che Luciana non ha deluso o disatteso questa fede di Dio in lei!โ
Gli ultimi giorni di vita terrena Luciana li ha trascorsi in un hospice dovโera ricoverata. Era sempre vigilissima e attiva nel comunicare quanto aveva in cuore, con una forza straordinaria che contrastava con il poco fiato, ha fatto le sue raccomandazioni (anche minacciando scherzosamente) intercalate al racconto e ricordo di tante esperienze vissute insieme. โEra come se ci passasse il testimone – racconta ancora Vita -. Prima di salutarci lโabbraccio รจ stato struggente e nello stesso tempo molto sereno, con il sapore dellโeternitร โ.
Il 13 giugno 2025 si รจ svolto al centro internazionale un incontro dedicato a Luciana. Attraverso numerose testimonianze da vari Paesi si รจ messa in luce, come diceva il titolo, โLโereditร di Lucianaโ cioรจ il prezioso e determinante contributo che lei ha saputo imprimere al percorso di dialogo portato avanti dal Movimento dei Focolari, in particolare con e tra persone di convinzioni non religiose. Di seguito il video dell’evento.
Lorenzo Russo
Essere fiduciosi

In America Latina ci sono 826 popoli indigeni, con una popolazione di circa 50 milioni, l’8% della popolazione totale, e si stima che altri 200 vivano in isolamento volontario. In questo contesto, fin dall’arrivo del Movimento dei Focolari in queste terre, รจ stata data importanza alla ricerca del dialogo tra persone e gruppi appartenenti alle tre grandi matrici culturali che compongono la regione: le culture originarie del continente americano, le culture ispano-portoghesi-francesi e le culture africane delle popolazioni che furono portate nelle Americhe. I numerosi membri del Movimento che appartengono a questi gruppi etnici ne sono la prova.
Un centinaio di persone, in rappresentanza di quasi tutti i Paesi dell’America Latina e dei Caraibi, si sono riunite ad Atuntaqui, nel nord dell’Ecuador, dal 1ยฐ al 4 maggio 2025, per partecipare al โRimarishunโ, un’esperienza di interculturalitร basata su un esercizio di dialogo tra la cosmovisione andina e caraibica dei popoli nativi e il carisma dell’Unitร . Questo spazio รจ nato qualche anno fa in Ecuador e si sta gradualmente diffondendo in tutti i Paesi dell’America Latina.
โSiamo consapevoli del dolore che, nel corso della storia, ha segnato le nostre relazioni come latinoamericani – spiegano – a causa del razzismo e della separazione che hanno ostacolato la relazione simmetrica tra le culture e hanno portato alla rottura delle relazioni tra persone di diversi gruppi culturali, dando origine a rapporti sociali ingiusti. Per questo, in Ecuador, nel 2017, abbiamo dato vita a un percorso di fraternitร , che in lingua quichwa chiamiamo โRimarishunโ (Dialoghiamo), facendo dell’interculturalitร un’opzione di vita e utilizzando il dialogo fraterno come metodoโ.



Il Congresso, concepito come un viaggio, un โpellegrinaggioโ vitale, รจ iniziato con il trasferimento dei partecipanti nella comunitร quichua di Gualapuro. ร stato subito chiaro che l’obiettivo era quello di creare spazi interculturali che costruiscano ponti tra gruppi di popoli, nazionalitร o culture diverse, dove fondamentale รจ incontrare l’altro, accogliersi e prendersi cura l’uno dell’altro come fratelli e sorelle. Manuel Lema, della comunitร quichua, ha dato il benvenuto ai partecipanti sotto una grande tenda allestita per l’occasione: โPossiamo generare un modo di pensare diverso, di vedere il mondo in modi diversi, ma, allo stesso tempo, essere unoโ. E Jesรบs Morรกn, Copresidente dei Focolari, arrivato dallโItalia per partecipare al Congresso con un piccolo gruppo del Consiglio generale dei Focolari, portando a tutti il saluto della presidente Margaret Karram, ha aggiunto: โStiamo costruendo qualcosa di nuovo. Di fronte a una societร ipersviluppata, scopriamo qui che esiste una saggezza piรน profonda che proviene dai popoli nativiโ. Cosรฌ tutti saliti sulla collina per partecipare al โGuatchacaramโ, il rito di ringraziamento alla Madre Terra. Piรน tardi, dopo aver condiviso il pranzo, tutto diventa momento di festa che esprime fraternitร : musica, danze, balli. Alla fine della giornata, sono stati piantati alcuni alberi in memoria di coloro che hanno dato impulso a questo dialogo e che non sono piรน tra noi, tra cui uno dedicato a Papa Francesco.
Un’altra tappa di questo viaggio รจ stata la visita alla casa del vescovo Leonidas Proaรฑo (1910-1988), โl’apostolo degli indiosโ. La sua dedizione alle popolazioni indigene piรน povere e sfruttate รจ un forte esempio di interculturalitร . In questo ambiente cominciarono a svilupparsi le โmingasโ, gruppi per sentire e pensare insieme, intendendo la reciprocitร come principio centrale della relazione, su vari temi: economia, ecologia, educazione, spiritualitร , cultura, razzismo.



Vengono condivisi, con grande rispetto e tenendo conto delle diversitร , i riti degli afro-discendenti dei Caraibi e del Centro America e il rito maya, che si collegano al profondo rispetto per la natura, la โMadre Terraโ e il trascendente. E in questo contesto, la condivisione di testimonianze come quella dei focolari nei territori dei popoli indigeni, delle scuole per il recupero delle conoscenze e della cultura ancestrale, o del sistema matematico amerindiano, permettono l’arricchimento reciproco.
La โperegrinazioneโ prosegue presso l’Universitร Cattolica dell’Ecuador a Ibarra per un momento aperto alla comunitร accademica e al pubblico. Alla tavola rotonda partecipano Custodio Ferreira (Brasile), laureato in pedagogia e didattica, specializzato in storia dell’Africa, che parla delle โferite della realtร โ: โil razzismo che esiste oggi in tutta l’America Latina e nei Caraibi รจ una ferita aperta che sanguina. La sua guarigione e il suo risanamento richiedono un dialogo fraterno e, in questo senso, l’interculturalitร , come sperimentato da Rimarishum, รจ una risposta concreta per avviare questo processo di guarigioneโ.
Osvaldo Barreneche (Argentina), dottore in storia, responsabile del Centro dei Focolari per il dialogo con la cultura contemporanea, ha parlato di โfraternitร e cura della terra attraverso alcuni scritti di Papa Francescoโ.
Jesus Moran (Spagna), Copresidente del Movimento dei Focolari, che ha vissuto in America Latina per 27 anni, afferma: โQuesto lavoro di interculturalitร รจ molto importante e viene portato avanti con ammirevole fedeltร in varie parti dell’America Latina. Per noi che siamo cristiani, significa che nelle culture native possiamo scoprire aspetti della rivelazione di Cristo che finora non sono stati sufficientemente messi in luceโ.



Maydy Estrada Bayona (Cuba), dottore in Scienze filosofiche e docente presso l’Universitร dell’Avana, ha portato i presenti nella โCosmovisione afro-caraibicaโ. Monica Montes (Colombia), dottore in Filologia ispanica, docente e ricercatore presso l’Universitร di La Sabana, si riferisce alla โFraternitร e cura dal pensiero latinoamericanoโ. Jery Chavez Hermosa (Bolivia), fondatore, nella cittร di Cordoba, in Argentina, dell’organizzazione di migranti andini di cultura aymara, quechua e guaranรฌ, ha concluso con una presentazione dinamica che ha coinvolto tutti i presenti.
L’incontro si chiude con una S. Messa inculturata, con danze, canti tipici e tamburi in una chiesa decorata con fiori e petali di rosa, celebrata da Mons. Adalberto Jimรฉnez, vescovo del Vicariato di Aguarico, che ha partecipato attivamente all’incontro. Il Padre Nostro รจ stato recitato in 12 lingue in successione, a dimostrazione dell’interculturalitร vissuta in questi giorni.
Nella sua omelia, il vescovo Adalberto, partendo dal racconto evangelico della moltiplicazione dei pani, invita tutti a guardare al futuro: โQuesto Gesรน, questo Dio che ci unisce nei diversi nomi, nei diversi riti, รจ la storia che dobbiamo raccontare, i riti della vita, dell’unitร . Oggi ce ne andiamo con un po’ piรน di luce, che รจ fuoco, che illumina. Eโ quello che ci hanno lasciato Chiara Lubich e Papa Francesco, che sono presenti e ci chiamano a curare l’interculturalitร . Grazie Rimarishunโ.
Carlos Mana
Foto: ยฉ Carlos Mana – Ivan Izurieta
Ricostruire i rapporti
Il bene vince sempre
Ascoltare la voce del cuore
Sanare le ferite che incontriamo negli altri

A nome del Movimento dei Focolari in tutto il mondo esprimo la mia profonda gioia per lโelezione di Papa Leone XIV come nuovo Pontefice della Chiesa Cattolica. Ringraziamo Dio per aver accolto le preghiere di tanti e guidato con il suo Spirito i lavori dei Cardinali nellโindividuare il successore di Pietro in un tempo come quello attuale che presenta gravi sfide per lโumanitร .
Assicuriamo sin dโora al Santo Padre la nostra filiale vicinanza, la nostra preghiera e il nostro impegno ad essere costruttori di pace, come lui ha piรน volte sottolineato nella sua prima benedizione.
Oggi il mondo ha estremo bisogno di pace, di luce e di speranza. Per questo gli promettiamo di continuare ad impegnarci, insieme alle comunitร ecclesiali in cui siamo inseriti, a portare a tutti lโamore di Dio; ad essere aperti al dialogo, per essere โun solo popolo sempre in paceโ, testimoniando che l’unitร chiesta da Gesรน nel suo Testamento รจ piรน forte di ogni divisione.
Ci impegniamo inoltre ad incarnare sempre piรน fedelmente il cammino sinodale, per poterlo applicare anche nei vari ambiti della societร ; a dare il nostro contributo affinchรฉ la Chiesa sia una casa aperta ed accogliente per ogni uomo e donna e per le nuove generazioni, soprattutto per chi รจ piรน fragile, piรน soffre ed รจ emarginato, per offrire a tutti il messaggio sempre nuovo di Cristo.
Auguri, Papa Leone XIV, con tutto il nostro affetto!
Margaret Karram – Presidente del Movimento dei Focolari
Scaricare qui la dichiarazione della Presidente
Foto ยฉ Vatican Media
Eccomi!

Attivare i sottotitoli e scegliere la lingua desiderata
Nellโunitร รจ la forza
Coinvolgersi per fare la differenza

Qualche settimana fa, ho preso parte al progetto MED25, una nave-scuola per la pace. Eravamo 20 giovani provenienti da tutto il Mediterraneo โ Nord, Sud, Est e Ovest โ a bordo di una barca chiamata โBel Espoirโ. Siamo partiti da Barcellona, e il meteo non era come previsto, quindi ci siamo fermati a Ibiza prima di raggiungere Ceuta, e da lรฌ abbiamo viaggiato via terra fino a Tetouan, per poi tornare a Malaga. Non รจ stato solo un viaggio โ รจ stato un percorso dentro le vite, le menti e le culture degli altri.
Vivere su una barca con cosรฌ tante persone diverse รจ stato bellissimo, ma non sempre facile. Ogni giorno abbiamo dovuto dividerci i compiti: cucinare, servire i pasti, pulire, lavare i piatti. Ci alternavamo in squadre, cosรฌ ognuno ha sperimentato il ritmo completo della vita a bordo. Abbiamo anche imparato a navigare โ cosa che allโinizio รจ stata un poโ folle. Vorrei poter dire che alla fine รจ diventato tutto naturale, ma in realtร รจ stato piรน difficile del previsto. Si inizia a capire quanto lavoro di squadra serva, realmente, per andare avanti.
Ma non eravamo lรฌ solo per cucinare e navigare. Eravamo lรฌ per parlare โ per parlare davvero. Abbiamo affrontato otto grandi temi: cultura, educazione, ruolo delle donne, religione, ambiente, migrazione, tradizioni cristiane e, naturalmente, la pace. Non erano discussioni teoriche. Erano tematiche profondamente personali. Abbiamo condiviso i nostri punti di vista e a volte ci siamo scontrati. A volte le discussioni si accendevano. Ci sono stati momenti di frustrazione. Alcune conversazioni si sono trasformate in veri e propri litigi.
Ma ecco la veritร โ su una barca non puoi semplicemente andartene. Non puoi tornare a casa e dormirci su. Vivi insieme. Mangi insieme. Navighi insieme. Sei letteralmente sulla stessa barca. Questo cambia tutto. Rende impossibile restare arrabbiati a lungo. Dovevamo parlarne. Dovevamo ascoltarci, e a volte dovevamo ammettere di avere torto.
Questa, per me, รจ stata la parte piรน potente di questa esperienza. Ho capito che la maggior parte dei conflitti โ tra persone o tra Paesi โ non nasce dallโodio. Nasce dalla mancanza di conoscenza, dagli stereotipi, dalla disinformazione. E proprio come noi abbiamo avuto la possibilitร di conoscerci su quella barca, anche il mondo puรฒ farlo. Se noi siamo riusciti a superare anni di incomprensioni in sole due settimane insieme, immaginate cosa sarebbe possibile se le persone fossero davvero disposte ad ascoltarsi.



Ho anche scoperto tante cose inaspettate. Come il fatto che la Quaresima venga celebrata in modo diverso in Europa rispetto al Medio Oriente. O come la religione giochi un ruolo completamente diverso nella politica e nella vita pubblica, a seconda di dove ci si trova. In Europa, spesso รจ una questione privata, mentre in molti Paesi mediorientali, la religione plasma le leggi, le politiche e la vita quotidiana. Non erano solo nozioni โ ho sentito la differenza attraverso le persone con cui ho vissuto.
Ciรฒ che mi ha colpito di piรน รจ stato che, nonostante tutte le nostre differenze, avevamo cosรฌ tanto in comune. Abbiamo riso tanto. Abbiamo ballato. Abbiamo avuto il mal di mare insieme. Abbiamo anche avuto lโoccasione di digiunare insieme, visto che eravamo nel periodo della Quaresima e del Ramadan. Abbiamo fatto arte, letto libri, scherzato, pregato in tante lingue diverse allo stesso tempo, scoperto religioni come il Cristianesimo, lโIslam, lโInduismo, lโEbraismo, dormito sotto il cielo aperto, e condiviso momenti silenziosi e sacri. E attraverso tutto questo, ho capito che la pace non รจ qualcosa di lontano o irraggiungibile. ร qualcosa di molto umano. ร caotica, e richiede impegno. Ma รจ possibile.
Sono tornata cambiata. Non perchรฉ credo che ora abbiamo risolto tutti i nostri problemi, ma perchรฉ ora credo che la pace non sia un sogno โ รจ una scelta. Una scelta che inizia davvero con il vedere e ascoltare lโaltro.
E se 20 sconosciuti sono riusciti a farlo su una barca in mezzo al mare, allora cโรจ speranza anche per il resto del mondo.
Bertha El Hajj, giovane ambasciatrice di pace.
Per ascoltare questa ed altre esperienze clicca su:
A cura di Maria Grazia Berretta
Ascoltare attentamente, parlare consapevolmente

Agustรญn e Patricia e i loro due figli sono una famiglia argentina. In seguito ad un corso di Sophia ALC, la sede latino-americana dellโIstituto universitario con sede nella cittadella internazionale di Loppiano (Italia), sono andati alla ricerca delle loro radici tra i popoli originari ed รจ nato un forte impegno per il dialogo interculturale.
Imparare e crescere per superare i limiti
Promuovere la pace attraverso lo sport
Piccoli gesti, grandi effetti
Accogliere le differenze, cercare ciรฒ che ci unisce

Spesso la vita ci porta in situazioni in cui, a poco a poco e senza volerlo, ci chiudiamo in noi stessi: una discussione, le nostre certezze, il nostro ego o le nostre paure.
Ma a volte basta fermarsi davanti a una domanda semplice fatta di parole semplici, per osservare impreviste possibilitร di cambiamento: โChi sei tu per me?โ o, in altre parole, โChi sono io per te?โ Domande che, come dice Margaret Karram, aprono la strada a gesti concreti: โfare il primo passo, ascoltare, non risparmiare tempo, lasciarsi toccare dal doloreโ[1]. ร ovvio: se pensiamo agli altri, non pensiamo a noi stessi, nรฉ alle nostre debolezze, ai fallimenti o alle ferite. Pensare allโaltro ci porta a metterci nei suoi panni, in un atteggiamento di reciprocitร : โcome mi sentirei se lโaltro mi dicesse quello che io sto dicendo a lui?โ oppure โcosa posso fare per lui?โ
Se le nostre azioni nascono dal desiderio di mettere al primo posto il benessere di chi ci sta accanto, tutto puรฒ acquisire una dimensione piรน grande, fino a poter dire allโaltra persona che la amiamo in modo gratuito e senza aspettarci nulla in cambio.
Ma a volte possiamo essere invasi dallo scoraggiamento, dalla frustrazione, dalla stanchezza. Il medico statunitense Ira Robert Byock afferma che i momenti di maggiore disperazione nascono quando ci si sente prigionieri di โuna gabbia di rabbia, paura, sfiduciaโ[2]. In quei momenti, arrendiamoci alla forza dellโamore che tutto puรฒ, che ci libera da ogni legame e ci incoraggia a ricominciare senza paura. Lo esprime cosรฌ il gruppo musicale Gen Rosso in una delle sue canzoni: โRicominciare รจ come dire ancora sรฌ alla vita, per poi liberarsi e volare verso orizzonti senza confini, dove il pensiero non ha paura. E vedere la tua casa diventare grande come il mondo. Ricominciare รจ credere all’amore e sentire che anche nel dolore l’anima puรฒ cantare e non fermarsi maiโ.
Un atteggiamento di questo genere puรฒ portare a un cambiamento personale, ma anche comunitario, quando condividiamo, in un dialogo sincero e costruttivo, i nostri disagi. In quel clima di vera amicizia, potremo ricostruire un tessuto sociale che sostituisca la rabbia con la riflessione, la paura con la ricerca di nuovi cammini, e la sfiducia con la speranza. Diventeremo cosรฌ un segno di un nuovo modo di costruire la societร .
A volte basta davvero una parola semplice:
โTu per me sei importanteโฆ perchรฉ tu sei tu!โ
Foto: ยฉPixabay
[1] M. Karram: โProssimitร โ – 2024
[2] in: The Economist โ The 2015 Quality of Death Index. Ranking palliative care acrosstheworld
LโIDEA DEL MESE รจ attualmente prodotta dal “Centro del Dialogo con persone di convinzioni non religiose” del Movimento dei Focolari. Si tratta di un’iniziativa nata nel 2014 in Uruguay per condividere con gli amici non credenti i valori della Parola di Vita, cioรจ la frase della Scrittura che i membri del Movimento si impegnano a mettere in atto nella vita quotidiana. Attualmente LโIDEA DEL MESE viene tradotta in 12 lingue e distribuita in piรน di 25 paesi, con adattamenti del testo alle diverse sensibilitร culturali. dialogue4unity.focolare.org
La pace inizia con me

Lโultimo capitolo del Vangelo di Giovanni ci porta in Galilea, sul lago di Tiberiade. Pietro, Giovanni ed altri discepoli, dopo la morte di Gesรน, sono tornati al loro lavoro di pescatori, ma purtroppo la notte รจ stata infruttuosa.
Il Risorto si manifesta lรฌ, per la terza volta, li esorta a gettare nuovamente le reti e questa volta raccolgono tanti pesci. Poi li invita a condividere il cibo sulla riva. Pietro e gli altri lo hanno riconosciuto, ma non osano rivolgergli la parola.
Gesรน prende lโiniziativa e si rivolge a Pietro, con una domanda molto impegnativa: โSimone di Giovanni, mi ami piรน di costoro?โ. Il momento รจ solenne: per tre volte Gesรน rinnova la chiamata di Pietro[1] a prendersi cura delle sue pecore, di cui Egli stesso รจ il Pastore[2].
ยซSignore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio beneยป.
Ma Pietro sa di aver tradito e questa tragica esperienza non gli permette di rispondere positivamente alla domanda di Gesรน. Risponde con umiltร : โTu sai che ti voglio beneโ.
Durante tutto il dialogo, Gesรน non rinfaccia a Pietro il tradimento, non si dilunga a sottolineare lโerrore. Lo raggiunge sul piano delle sue possibilitร , lo porta dentro la sua dolorosa ferita, per sanarla con la sua amicizia. Lโunica cosa che chiede รจ di ricostruire il rapporto nella fiducia reciproca.
E da Pietro sgorga una risposta che รจ un atto di consapevolezza della propria debolezza e, allo stesso tempo, di fiducia illimitata nellโamore accogliente del suo Maestro e Signore:
ยซSignore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio beneยป.
Anche a ciascuno di noi Gesรน fa la stessa domanda: mi ami? Vuoi essere mio amico?
Egli sa tutto: conosce i doni che abbiamo ricevuto da Lui stesso, come pure le nostre debolezze e ferite, a volte sanguinanti. Eppure rinnova la sua fiducia, non nelle nostre forze, ma nellโamicizia con Lui.
In questa amicizia, Pietro troverร anche il coraggio di testimoniare lโamore per Gesรน fino al dono della vita.
ยซMomenti di debolezza, di frustrazione, di scoraggiamento li passiamo tutti: [โฆ] avversitร , situazioni dolorose, malattie, morti, prove interiori, incomprensioni, tentazioni, fallimenti [โฆ] Proprio chi si sente incapace di superare certe prove che si abbattono sul fisico e sull’anima, e perciรฒ non puรฒ far calcolo sulle sue forze, รจ messo in condizione di fidarsi di Dio. E Lui interviene, attirato da questa confidenza. Dove Lui agisce, opera cose grandi, che appaiono piรน grandi, proprio perchรฉ scaturiscono dalla nostra piccolezzaยป[3].
Nella quotidianitร possiamo presentarci a Dio cosรฌ come siamo e chiedere la sua amicizia che risana. In questo abbandono fiducioso alla sua misericordia potremo tornare nellโintimitร con il Signore e riprendere il cammino con Lui.
ยซSignore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio beneยป.
Questa Parola di vita puรฒ diventare anche preghiera personale, la nostra risposta per affidarci a Dio con le nostre poche forze e ringraziarlo per i segni del suo amore:
ยซ[โฆ] Ti voglio bene perchรฉ sei entrato nella mia vita piรน dell’aria nei miei polmoni, piรน del sangue nelle mie vene. Sei entrato dove nessuno poteva entrare, quando nessuno poteva aiutarmi, ogni qualvolta nessuno poteva consolarmi. [โฆ] Dammi d’esserti grata – almeno un po’ – nel tempo che mi rimane, di questo amore che hai versato su di me, e m’ha costretta a dirti: Ti voglio bene.ยป[4].
Anche nei nostri rapporti in famiglia, nella societร e nella chiesa, possiamo imparare lo stile di Gesรน: amare tutti, amare per primi, โlavare i piediโ[5] ai nostri fratelli, soprattutto i piรน piccoli e fragili. Impareremo ad accogliere ognuno con umiltร e pazienza, senza giudicare, aperti a chiedere e accogliere il perdono, per comprendere insieme come camminare fianco a fianco nella vita.
A cura di Letizia Magri e del team della Parola di Vita
ยฉFoto: Canva
[1] Cf. Mt 16,18-19.
[2] Gv 10,14.
[3] C. Lubich, Parola di Vita di luglio 2000, in eadem, Parole di Vita, a cura di Fabio Ciardi, (Opere di Chiara Lubich 5), Cittร Nuova, Roma, 2017, p. 629.
[4] Gratitudine, in C. Lubich, La dottrina spirituale, Mondadori 2001, p. 176
[5] Cf. Gv 13,14.

Lโedizione 2025 del tradizionale festival dei giovani nella cittadella dei Focolari mette in scena le fragilitร e i conflitti vissuti dai giovani di oggi e li trasforma in unโesperienza artistica immersiva e di speranza. Tanti workshop e uno spettacolo finale dal vivo per dire a tutti: ยซYou are born to bloomยป, โSei nato per fiorireโ.
ยซRicordati che sei nato per fiorire, per essere feliceยป. ร questo il messaggio che, nellโanno del Giubileo della speranza, i giovani organizzatori del Primo Maggio di Loppiano (Figline e Incisa Valdarno โ Firenze, Italia) vogliono dare ai loro coetanei che parteciperanno allโedizione 2025 del tradizionale festival che si svolge, dal 1973, nella cittadella internazionale del Movimento dei Focolari, in occasione della Festa dei Lavoratori.
Il tema
Al cuore di โYou are born to bloom, il coraggio di fiorireโ, questo il titolo della manifestazione, ci sono le fragilitร , le ferite e i conflitti vissuti dai ragazzi e dai giovani di oggi, sublimati in unโesperienza artistica, immersiva e di crescita.
ยซCrediamo che quel conflitto che spesso ci attraversa nelle fasi piรน difficili della vita possa diventare unโopportunitร per rinascere piรน forti e consapevoli di chi siamo โ spiegano Emily Zeidan, siriana e Marco DโErcole, italiano, della squadra internazionale dei giovani organizzatori del festival โ. Come ci diceva Papa Francesco, โil conflitto รจ come un labirintoโ, non dobbiamo avere paura di attraversarlo, perchรฉ i โconflitti ci fanno crescereโ. Ma โdal labirinto non si puรฒ uscire da soli, si esce in compagnia di un altro che ci aiutiโ. Cosรฌ, al Primo Maggio di Loppiano, vogliamo ricordare a tutti la bellezza gli uni e degli altri, anche nei momenti di vulnerabilitร ยป.
Un tema di stringente attualitร quello del 1ยฐ maggio a Loppiano, se si considera che in Italia, 1 minore su 5 soffre di un disturbo mentale (depressione, ritiro sociale, rifiuto scolastico, autolesionismo, ansia, disturbi del comportamento alimentare, tendenze suicide), secondo i dati della Societร italiana di Neuropsichiatria dellโInfanzia e dellโAdolescenza. Gli under 35, invece, vivono la precarietร lavorativa, sono sotto retribuiti, subiscono disuguaglianza territoriale e di genere (โGiovani 2024: il bilancio di una generazioneโ, EURES), non si sentono compresi dagli adulti nelle loro esigenze e nel vissuto, in particolare, quando si parla di paure e fragilitร , aspirazioni e sogni.
ยซPapa Francesco aveva una grande fiducia in noi giovani. Non perdeva occasione per ricordarci che il mondo ha bisogno di noi, dei nostri sogni, di grandi orizzonti verso cui guardare insieme, per โporre le basi della solidarietร sociale e della cultura dellโincontroโยป, sottolineano Emily e Marco. Per questo โYou are Born to Bloomโ sarร uno spettacolo costruito insieme, dove il pubblico non sarร solo spettatore ma parte integrante della narrazione: chiunque vi partecipi sarร chiamato a diventare protagonista dello spettacolo, dando il meglio di sรฉ con gli altri.
Il programma
Al mattino, i partecipanti al festival del Primo Maggio di Loppiano avranno lโopportunitร di esplorare le proprie fragilitร e bellezze attraverso workshop dโarte, motivazionali ed esperienziali guidati da psicologi, formatori, counselor, artisti e performer.
Tra questi, anche il Gen Verde International Performing Arts Group preparerร le giovani e i giovani a salire sul palco e a far parte del cast delle coreografie, dei cori, della compagnia teatrale e della band nello spettacolo finale. I workshop del Gen Verde sono svolti nellโambito del progetto โM.E.D.I.T.erraNEW: Mediation, Emotions, Dialogue, Interculturality, Talents to foster youth social inclusion in the Mare Nostrumโ, Erasmus Plus โ Gioventรน โ partenariato di cooperazione.
Il festival culminerร al pomeriggio con la costruzione collettiva del live show: tutti i partecipanti saranno parte attiva della storia, non ci sarร distanza tra palco e pubblico.
Tra gli artisti che hanno confermato la loro partecipazione Martinico e la band AsOne.
โYou are born to bloom, il coraggio di fiorireโ รจ realizzato grazie al contributo di Fondazione CR Firenze.
Il Primo Maggio di Loppiano รจ un evento della Settimana Mondo Unito 2025 (1-7 maggio 2025), laboratorio ed expo globale di sensibilizzazione alla fraternitร e alla pace.
Per informazioni e prenotazioni contattare: primomaggio@loppiano.it +39 055 9051102 www.primomaggioloppiano.it
Tamara Pastorelli


Un cammino di dialogo e accoglienza radicato nel Vangelo quello condiviso da Papa Francesco con i Focolari. A raccontarlo Maria Voce Emmaus, che รจ stata Presidente del Movimento durante i primi 8 anni del suo pontificato.
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Foto ยฉ Vatican Media

Accettare il cambiamento
Come โdistributrice di incarichiโ, in dieci anni ero riuscita, in collaborazione con il nostro parroco, a formare il Consiglio pastorale parrocchiale e il gruppo dei sagrestani. Con il passare del tempo, mi sono resa conto che il mio ruolo si stava ridimensionando. Molte persone, prima meno attive, si sono proposte per svolgere vari incarichi, e io ho scelto di farmi da parte per lasciare loro spazio. Inizialmente ho accettato con serenitร il mio ruolo piรน defilato. In seguito, perรฒ, sentendomi esclusa, ho capito quanto sia facile legarsi ai propri ruoli, ma anche quanto sia importante saper lasciare andare. A volte, il Signore ci invita a fare un passo indietro per prepararci a qualcosa di nuovo. Non รจ facile, perchรฉ implica accettare il cambiamento e fidarsi. Oggi, pur sentendomi un poโ ai margini, rimango disponibile a dare il mio contributo se e quando mi verrร richiesto. Sono convinta che ogni servizio, anche il piรน piccolo, abbia un valore e che ogni fase della vita sia unโopportunitร per crescere nella fede e nellโamore verso gli altri.
(Luciana โ Italia)
Dio mi vede
Mi capitava a volte, quando abitavo a Bruxelles, di andare a messa nella chiesa del Collegio di St. Michel. Per arrivarci, si dovevano percorrere lunghi corridoi con ai due lati una serie infinita di classi. Sopra la porta di ciascuna, un cartello con la scritta: Dio ti vede. Era un mettere in guardia i ragazzi che rifletteva un pensiero del tempo passato, espresso al negativo: โNon fare peccati perchรฉ, anche se gli uomini non ti vedono, Dio ti vedeโ. Invece a me, forse perchรฉ nato in unโaltra epoca o perchรฉ credo nel suo amore, risuonava in maniera positiva: โNon devo fare cose buone davanti agli uomini affinchรฉ mi vedano, per sentirmi dire bravo o essere ringraziato, ma vivere alla presenza di Dioโ. Nel Vangelo di Matteo 23,1-12 Gesรน, parlando a degli scribi e a dei farisei che amano mettersi in mostra, li invita a non farsi chiamare โmaestriโ, ad avere unโunica preoccupazione: agire sotto lo sguardo di Dio che legge nei cuori. Ecco, questo mi piace: Dio mi vede, come dicono i cartelli nel collegio; Dio legge nei cuori e questo mi deve bastare.
(G.F.- Belgio)
Fare il primo passo
Per una questione di ereditร tra mia madre e sua sorella era caduto il silenzio. Non si frequentavano piรน da tempo, e la spaccatura venuta a crearsi non faceva che allargarsi, tanto piรน che noi abitavamo in cittร e la zia in un paesino di montagna piuttosto distante. Questo stato di cose si รจ protratto fino al giorno in cui ho preso il coraggio a due mani, provocata dalla Parola di Gesรน: ยซSe tu stai per presentare la tua offerta allโaltare, e lรฌ ti ricordi che tuo fratello ha qualcosa contro di te, lascia lรฌ la tua offerta davanti allโaltare e vaโ prima a riconciliarti con tuo fratello; poi torna e presenta la tua offertaยป. Cercando il momento adatto, ho affrontato lโargomento con la mamma e sono riuscita a convincerla ad accompagnarmi dalla zia. Durante il viaggio eravamo piuttosto silenziose; io poi non facevo che pregare perchรฉ tutto andasse bene. In effetti le cose si sono svolte nel modo piรน semplice: colta di sorpresa, la zia ci ha accolte a braccia aperte. Ma era stato necessario fare noi il primo passo.
(A.G. โ Italia)
A cura di Maria Grazia Berretta
(tratto da Il Vangelo del Giorno, Cittร Nuova, anno Xโ n.1ยฐ marzo-aprile 2025)
ยฉFoto: Gerson Rodriguez – Pixabay

Un Papa che ha sognato e ci ha fatto sognareโฆche cosa? che – lo ha detto una volta lui stesso – โla Chiesa รจ il Vangeloโ. Non nel senso che il Vangelo รจ proprietร esclusiva della Chiesa. Ma nel senso che Gesรน di Nazaret, colui che รจ stato crocifisso fuori dallโaccampamento come fosse un maledetto e che Dio Abbร ha invece risuscitato dai morti come Figlio primogenito tra molti fratelli e sorelle, continua qui ed ora, attraverso coloro che si riconoscono nel suo nome, a portare la buona notizia che il Regno di Dio รจ venuto e sta venendoโฆ per tutti, a cominciare dagli โultimiโ che dal Vangelo sono raggiunti per ciรฒ che sono agli occhi di Dio: i โprimiโ. Davvero, e non per modo di dire. Ecco il Vangelo che la Chiesa annuncia e contribuisce a fare storia, quanto piรน dal Vangelo si fa trasformare. Come accadde, sin dal principio, a Pietro e Giovanni quando, salendo al tempio, incontrarono alla porta detta โBellaโ lโuomo che era storpio dalla nascita. Fissarono insieme lo sguardo su di lui, che a sua volta li guardรฒ negli occhi. E Pietro gli disse: โnon possiedo nรฉ argento nรฉ oro, ma quello che ho te lo dรณ: nel nome di Gesรน Cristo, il Nazareno, cammina!โ.
Il Vangelo di Gesรน e la missione della Chiesa. Spendersi perchรฉ ci si alzi in piedi e si cammini. Cosรฌ il Padre ci pensa, ci vuole e ci accompagna. Jorge Maria Bergoglio – con tutta la forza e la fragilitร della sua umanitร , che ce lโha fatto sentire fratello – รจ per questo che ha speso la sua vita e il suo servizio come Vescovo di Roma. Da quella prima apparizione dalla loggia di San Pietro, quando si รจ inchinato chiedendo che il Popolo di Dio invocasse per lui la benedizione, allโultima, il giorno di Pasqua, quando con voce flebile ha impartito la benedizione del Cristo risorto scendendo poi nella piazza per incrociare il suo sguardo con lo sguardo della gente. Il suo sogno รจ stato quello di una Chiesa โpovera e dei poveriโ. Nello spirito del Vaticano II che ha richiamato la Chiesa al suo unico modello, Gesรน: che โha spogliato se stesso, facendosi servoโ.
Il nome di Francesco che ha scelto dice lโanima di ciรฒ che ha voluto fare, e prima essere: testimone del Vangelo โsine glossaโ, e cioรจ senza commenti e senza accomodamenti. Perchรฉ il Vangelo non รจ nรฉ un orpello, nรฉ un tappabuchi, nรฉ un analgesico: รจ annuncio di veritร e di vita, di gioia, di giustizia, di pace e fraternitร . Ecco il programma di riforma della Chiesa nella Evangelii gaudium, ed ecco i manifesti di un nuovo umanesimo planetario nella Laudato sรฌ e nella Fratelli tutti. Ecco il Giubileo della misericordia ed ecco il Giubileo della speranza. Ecco il documento sulla fratellanza universale siglato ad Abu Dhabi col grande Iman di Al Ahzar ed ecco le innumerevoli occasioni dโ incontro vissute con i membri delle diverse fedi e convinzioni. Ecco lโopera instancabile a difesa degli scartati, dei migranti, delle vittime di abusi. Ecco il rifiuto categorico della guerra.
Francesco ha avuto ben chiaro che il Vangelo non basta farlo tornare a parlare, con tutta la sua carica sovversiva, nellโareopago complesso e persino contraddittorio del nostro tempo. Occorre qualcosa di piรน: perchรฉ non ci troviamo solo in unโepoca di cambiamenti, ma siamo in mezzo al guado di un cambiamento dโepoca. Occorre guardare con uno sguardo nuovo. Quello con cui ci ha guardato e ci guarda, dal Padre, Gesรน. Lo sguardo che, con accenti teneri e accorati, รจ descritto nel suo testamento spirituale e teologico, lโenciclica Dilexit nos. ร lo sguardo – semplice e radicale – dellโamare il prossimo come sรฉ e dellโamarsi gli uni gli altri in una reciprocitร libera, gratuita, ospitale, aperta a tutti, tutti, tutti. Il processo sinodale in cui la Chiesa cattolica – e, per la loro parte, tutte le altre Chiese – รจ stata convocata indica la strada da percorrere in questo nostro terzo millennio: al di lร di una figura di Chiesa clericale, gerarchica, al maschile… Una strada nuova perchรฉ antica come il Vangelo. Una strada non facile, costosa e irta di ostacoli. Ma una grande profezia, affidata alla nostra creativa e tenace responsabilitร .
Grazie Francesco! Il tuo corpo ora riposerร accanto a Colei che ti ha accompagnato passo passo, come madre, nel tuo santo viaggio. Tu, con lei, accompagna ora tutti noi, dal grembo di Dio, nel cammino che ci attende.
Piero Coda
Foto: ยฉ CSC Audiovisivi

ร con profonda emozione che scrivo queste righe su Papa Francesco dopo il suo โvoloโ verso il Padre. Mi tornano alla mente, solleciti e pieni di significato, i tanti momenti in cui ho potuto stringergli la mano e sentire il calore del suo sorriso, la tenerezza del suo sguardo, la forza delle sue parole, il battito del suo cuore pronto a un’accoglienza paterna. E faccio fatica a credere che questi incontri non avranno piรน un โdomaniโ o un โdi nuovoโ nella mia storia.
Non intendo fare una sintesi tematica del pontificato di Francesco. A tal fine, basterร passare in rassegna i numerosi articoli che sono stati pubblicati in questi giorni, soprattutto il numero speciale dell’Osservatore Romano โ a poche ore dalla sua morte โ e le valutazioni piรน o meno esaurienti che sicuramente saranno pubblicate a breve.
Ciรฒ che mi muove dall’interno รจ trovare quel filo d’oro che tesse la sua missione alla guida della Chiesa, cercare di sintonizzarmi con il centro del suo cuore e della sua anima. E, da lรฌ, rivivere il rapporto che ha avuto con l’Opera di Maria in questi dodici anni.
Per farlo, ho meditato a fondo sui suoi ultimi interventi, perchรฉ sento che รจ qui che Papa Francesco ha dato il meglio di sรฉ e dove si trova la chiave di tutto il suo pensiero e di tutte le sue azioni.
Nel testo che ha preparato per la Messa di Pasqua, c’รจ una citazione del grande teologo Henri de Lubac โ francese e gesuita pure lui โ che non puรฒ essere semplicemente retorica: ยซdovrร esserci sufficiente di comprendere questo: il cristianesimo รจ Cristo. No, veramente, non cโรจ nientโaltro che questoยป.
A mio avviso, se vogliamo capire Francesco, dobbiamo riferirci a questo assoluto: Cristo, e solo Cristo, tutto Cristo. Da esso possiamo visualizzare il contenuto profondo delle sue encicliche ed esortazioni apostoliche, la scelta dei suoi viaggi, le sue opzioni preferenziali, il senso delle riforme che ha intrapreso, i suoi gesti, le sue parole, le sue omelie, i suoi incontri, soprattutto il suo amore per gli esclusi, per gli scartati, per le donne, per gli anziani, per i bambini e per il creato.
โNo, veramente, non cโรจ nient’altroโ. Ecco perchรฉ si puรฒ dire โ usando un pleonasmo โ che il cattolicesimo di Papa Francesco รจ semplicemente un โcattolicesimo cristianoโ. L’impulso di novitร che ha voluto dare alla Chiesa poggia su questo orientamento: la trasparenza di Cristo. In virtรน di ciรฒ, in molte occasioni si รจ spinto ben oltre il politicamente corretto, o meglio, l’ecclesialmente corretto, senza paura di essere frainteso, e senza paura di sbagliare, addirittura cosciente delle sue โcontradizioniโ. Infatti, in un’intervista a un giornale spagnolo ha detto che ciรฒ che augurava al suo successore era di non commettere i suoi stessi errori.
A causa di questa centralitร cristologica, possiamo riconoscere di aver davvero vissuto โ senza quasi rendercene conto โ con un Papa profondamente mistico. Del resto, รจ cosรฌ che Papa Francesco ha pensato e vissuto la Chiesa: non come organizzazione religiosa, nรฉ come distributrice di sacramenti, tanto meno come centro di potere economico, sociale o politico, ma come popolo di Dio, corpo di Cristo, che dร ospitalitร all’umanitร nell’umanitร Sua. Chiesa, quindi, aperta all’umanitร , al servizio, perchรฉ Gesรน รจ โil cuore del mondoโ.
Ridurre Francesco a un riformatore sociale o a un Papa di rottura mostra una tremenda cecitร . Spesso ho fissato il suo volto quando intercalava i commenti nei suoi messaggi, ad esempio all’Angelus domenicale. Lรฌ, con la semplicitร di un pastore che ama appassionatamente il suo gregge, appariva la sua sintonia col divino, la sua sapienza, la sua fede cristallina e immediata, la sua profonda umiltร .
Dalla centralitร di Cristo derivano, a mio modesto avviso, i due pilastri fondamentali del suo magistero: la misericordia e la speranza. La misericordia รจ l’espressione del sapersi come credenti radicati nella storia, personale e collettiva, con tutti i suoi drammi; la speranza manifesta la tensione escatologica e salvifica che la determina. Secondo il pensiero del Papa, c’รจ misericordia perchรฉ c’รจ speranza; ed รจ la speranza che ci dร un cuore di misericordia. Infatti, nell’omelia preparata per la Veglia pasquale di quest’anno, Francesco afferma che โCristo risorto รจ la svolta definitiva della storia umanaโ. Gli importanti messaggi sociali ed ecologici di Papa Francesco vengono fraintesi se non si tiene conto di questa tensione escatologica incentrata sul Risorto.
Il rapporto di Francesco con il Movimento dei Focolari รจ stato intenso nei dodici anni del suo pontificato. Ad esso ha rivolto dieci discorsi ufficiali: ai partecipanti alle Assemblee del 2014 e del 2021; a tutti i membri in occasione dell’80ยฐ anniversario della nascita del movimento; alla comunitร accademica dell’Istituto Universitario Sophia; alle famiglie-focolari; ai partecipanti all’incontro dei vescovi di diverse Chiese; ai partecipanti all’incontro sull’โeconomia di comunioneโ; ai partecipanti all’incontro interreligioso “One Human Family”; ai cittadini della cittadella di Loppiano; alla Mariapoli di Roma-Villaggio per la terra. Inoltre, in un’occasione, concesse un’udienza privata a Maria Voce, prima presidente dell’Opera di Maria dopo Chiara, e al sottoscritto.ย
Ciรฒ che emerge da questi incontri รจ un grande amore e una toccante sollecitudine pastorale di Papa Francesco verso il movimento. Nella virtuosa circolaritร ecclesiale tra doni gerarchici e carismatici, possiamo affermare che, da un lato, il Papa ha saputo cogliere, apprezzare ed evidenziare il dono che il carisma dell’unitร , con la sua enfasi sulla spiritualitร di comunione e le sue realizzazioni concrete in ambiti ecclesiali e civili molto diversi, rappresenta per il processo sinodale che tutta la Chiesa sta vivendo in vista di una nuova evangelizzazione; dall’altro, ha identificato con estrema luciditร le sfide e i passi che il movimento deve necessariamente compiere se vuole rimanere fedele al carisma originario, sapendo attraversare con umiltร l’inevitabile crisi della post-fondazione, trasformandola in un tempo di grazia e di nuove opportunitร .
Papa Francesco รจ stato per il mondo un messaggio di fraternitร a tutto campo radicato in Cristo e aperto a tutti. La fraternitร รจ lโunico futuro possibile. Noi, popolo dellโunitร , dobbiamo fare tesoro di questa ereditร con umiltร , energia e responsabilitร .
Jesรบs Morรกn
Foto ยฉ Vatican Media

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Con profondo dolore ho appreso del ritorno alla casa del Padre del nostro amatissimo Papa Francesco. Insieme alla Chiesa tutta Lo ridoniamo a Dio, colmi di gratitudine per lo straordinario esempio e dono dโamore che รจ stato per ogni persona e popolo.
Sono tanti i momenti, durante lโintero pontificato, in cui il Santo Padre รจ stato pastore vicino e amorevole anche per il Movimento dei Focolari: ci ha sempre accolti e guidati a testimoniare il Vangelo con coraggio e radicalitร .
Dei tanti momenti vissuti con lui, non dimenticheremo le sue parole allโAssemblea Generale dei Focolari, ricevuta in udienza nel 2021:
โrimanete sempre in ascolto del grido dโabbandono di Cristo in croce, che manifesta la misura piรน alta dellโamore. La grazia che ne deriva รจ in grado di suscitare in noi, deboli e peccatori, risposte generose e a volte eroiche; รจ in grado di trasformare le sofferenze e persino le tragedie in fonte di luce e di speranza per lโumanitร โ.
Infine, non posso non testimoniare anche lโamore e lโattenzione personale del Papa per me, per le sofferenze del mio popolo in Terra Santa e la gratitudine immensa di avermi chiamata a partecipare al Sinodo sulla sinodalitร dove Lui stesso ci ha aperto le porte della Chiesa sinodale che ora sta muovendo i suoi passi in tutto il mondo.
Insieme a tutto il Movimento dei Focolari nel mondo mi unisco alla preghiera della Chiesa universale e di tutti gli uomini e le donne di buona volontร , certa che la Madonna โSalus Populi Romaniโ, a cui era tanto devoto, lo accoglierร in Cielo a braccia aperte.
Margaret Karram

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Foto @ Pixabay

Una Pasqua di speranza ma, soprattutto, da vivere insieme. A 1700 anni dal Concilio di Nicea, in questo 2025, le varie Chiese cristiane celebrano la Pasqua nel medesimo giorno, domenica 20 aprile.
Una coincidenza meravigliosa che funge da richiamo a tutti i cristiani a compiere un passo decisivo verso lโunitร ; una chiamata a riscoprirsi uniti nella pluralitร .
A fronte di un epoca segnata da continue scissioni, su tutti i fronti, e, piรน che mai in questa occasione che ci avvicina al mistero della Resurrezione, condividiamo alcune parole pronunciate da Chiara Lubich a Palermo nel 1998 su โUna spiritualitร per i dialoghiโ, nello specifico, una โspiritualitร ecumenicaโ.
Un invito diretto a rispondere alla chiamata dellโamore reciproco non singolarmente ma in maniera collettiva; la possibilitร di guardare a quel Gesรน Abbandonato in Croce come a una luce che, pur nellโestremo sacrificio, non solo guida ma diventa strada certa dove poter muovere i nostri passi.
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Foto: ยฉ Carlos Mana – CSC audiovisivi
Da 30 maggio al 1ยฐ giugno secondo il calendario dei grandi eventi del Giubileo della Speranza 2025, รจ previsto il Giubileo delle famiglie, dei bambini, dei nonni e degli anziani; e dal 28 luglio al 3 agosto il Giubileo dei giovani. Saranno due grandi eventi che porteranno a Roma migliaia di persone da tutto il mondo.
Il Movimento dei Focolari per lโoccasione propone alcuni itinerari per approfondire la spiritualitร dellโunitร e la vita di alcuni testimoni di speranza. In particolare per i giovani รจ stato realizzato un percorso a tappe in giro per lโItalia dal titolo Giovani e Santitร . Per avere maggiori dettagli abbiamo intervistato Paola Torelli e Lais Alexandre Pessoa dei Centri giovanili del Movimento.
Partiamo dal Giubileo dei giovani: come nasce lโidea del percorso โGiovani e Santitร โ?
Il Giubileo dei giovani รจ un’opportunitร unica per mettersi in cammino, sia fisicamente a Roma che in altri luoghi giubilari nel mondo. Questo percorso non รจ solo un viaggio attraverso luoghi, ma soprattutto unโesperienza di incontro con Dio e con tanti testimoni di speranza, la cui vita puรฒ aiutarci a crescere nella fede e nella speranza. Da qui nasce lโidea di Giovani e Santitร , per tutti i giovani che parteciperanno al Giubileo dei giovani a fine luglio, offrendo un cammino accompagnato da testimoni di speranza.
Quali sono le proposte del Movimento dei Focolari?
Si propongono alcune tappe in giro per lโItalia

Si puรฒ scegliere solo una tappa o รจ un unico cammino che comprende tutte le tappe citate?
Le tappe proposte sono indipendenti, ogni gruppo o persona puรฒ scegliere quelle a cui partecipare o, se possibile, fare lโintero percorso. Per ogni tappa sono disponibili contatti di riferimento per il programma e per le visite.
Ci sono anche altre proposte per i giovani?
A Roma ogni mese presso il Focolare Meeting Point cโรจ un appuntamento dal titolo Chiamati ad una sola speranza – Giovani in cammino. Con vari Movimenti e Associazioni che hanno accolto lโinvito, offriamo la possibilitร di nutrire e irrobustire โla speranzaโ con scambi di testimonianze, riflessioni, silenzio, preghiera. ร unโesperienza di conoscenza reciproca. Preparare questi appuntamenti insieme agli altri Movimenti e Associazioni ci fa crescere ed essere sempre piรน Chiesa.
Passiamo ora al Giubileo delle famiglie, dei bambini, dei nonni e degli anziani di fine maggio: cosa propongono i Focolari?
Ci saranno due eventi previsti per venerdรฌ 30 maggio. Sono dei percorsi interattivi per approfondire il Giubileo della Speranza per famiglie con bambini e ragazzi fino a 12 anni, con riflessioni e giochi adatti a quella fascia dโetร . Il primo si svolgerร al Centro Internazionale dei Focolari in cui si potranno visitare anche diversi posti significativi, tra i quali, come la casa nella quale ha vissuto Chiara Lubich e la cappella dovโรจ sepolta insieme ai cofondatori del Movimento. Il secondo evento si svolgerร a Roma in diverse chiese e luoghi significativi, partendo dal Focolare Meeting Point.
Per maggiori info cliccate qui o scrivere a: sgmu@focolare.org.
Lorenzo Russo
Foto: Cittร di Sassello (Italia) ยฉDavide Papalini