Movimento dei Focolari
โ€œRimarishunโ€: dialoghiamo. Unโ€™opzione interculturale in America Latina

โ€œRimarishunโ€: dialoghiamo. Un’opzione interculturale in America Latina

In America Latina ci sono 826 popoli indigeni, con una popolazione di circa 50 milioni, l’8% della popolazione totale, e si stima che altri 200 vivano in isolamento volontario. In questo contesto, fin dall’arrivo del Movimento dei Focolari in queste terre, รจ stata data importanza alla ricerca del dialogo tra persone e gruppi appartenenti alle tre grandi matrici culturali che compongono la regione: le culture originarie del continente americano, le culture ispano-portoghesi-francesi e le culture africane delle popolazioni che furono portate nelle Americhe. I numerosi membri del Movimento che appartengono a questi gruppi etnici ne sono la prova.

Un centinaio di persone, in rappresentanza di quasi tutti i Paesi dell’America Latina e dei Caraibi, si sono riunite ad Atuntaqui, nel nord dell’Ecuador, dal 1ยฐ al 4 maggio 2025, per partecipare al โ€œRimarishunโ€, un’esperienza di interculturalitร  basata su un esercizio di dialogo tra la cosmovisione andina e caraibica dei popoli nativi e il carisma dell’Unitร . Questo spazio รจ nato qualche anno fa in Ecuador e si sta gradualmente diffondendo in tutti i Paesi dell’America Latina.

โ€œSiamo consapevoli del dolore che, nel corso della storia, ha segnato le nostre relazioni come latinoamericani – spiegano – a causa del razzismo e della separazione che hanno ostacolato la relazione simmetrica tra le culture e hanno portato alla rottura delle relazioni tra persone di diversi gruppi culturali, dando origine a rapporti sociali ingiusti. Per questo, in Ecuador, nel 2017, abbiamo dato vita a un percorso di fraternitร , che in lingua quichwa chiamiamo โ€œRimarishunโ€ (Dialoghiamo), facendo dell’interculturalitร  un’opzione di vita e utilizzando il dialogo fraterno come metodoโ€.

Il Congresso, concepito come un viaggio, un โ€œpellegrinaggioโ€ vitale, รจ iniziato con il trasferimento dei partecipanti nella comunitร  quichua di Gualapuro. รˆ stato subito chiaro che l’obiettivo era quello di creare spazi interculturali che costruiscano ponti tra gruppi di popoli, nazionalitร  o culture diverse, dove fondamentale รจ incontrare l’altro, accogliersi e prendersi cura l’uno dell’altro come fratelli e sorelle. Manuel Lema, della comunitร  quichua, ha dato il benvenuto ai partecipanti sotto una grande tenda allestita per l’occasione: โ€œPossiamo generare un modo di pensare diverso, di vedere il mondo in modi diversi, ma, allo stesso tempo, essere unoโ€. E Jesรบs Morรกn, Copresidente dei Focolari, arrivato dallโ€™Italia per partecipare al Congresso con un piccolo gruppo del Consiglio generale dei Focolari, portando a tutti il saluto della presidente Margaret Karram, ha aggiunto: โ€œStiamo costruendo qualcosa di nuovo. Di fronte a una societร  ipersviluppata, scopriamo qui che esiste una saggezza piรน profonda che proviene dai popoli nativiโ€.  Cosรฌ tutti saliti sulla collina per partecipare al โ€œGuatchacaramโ€, il rito di ringraziamento alla Madre Terra. Piรน tardi, dopo aver condiviso il pranzo, tutto diventa momento di festa che esprime fraternitร : musica, danze, balli. Alla fine della giornata, sono stati piantati alcuni alberi in memoria di coloro che hanno dato impulso a questo dialogo e che non sono piรน tra noi, tra cui uno dedicato a Papa Francesco.

Un’altra tappa di questo viaggio รจ stata la visita alla casa del vescovo Leonidas Proaรฑo (1910-1988), โ€œl’apostolo degli indiosโ€. La sua dedizione alle popolazioni indigene piรน povere e sfruttate รจ un forte esempio di interculturalitร . In questo ambiente cominciarono a svilupparsi le โ€œmingasโ€, gruppi per sentire e pensare insieme, intendendo la reciprocitร  come principio centrale della relazione, su vari temi: economia, ecologia, educazione, spiritualitร , cultura, razzismo.

Vengono condivisi, con grande rispetto e tenendo conto delle diversitร , i riti degli afro-discendenti dei Caraibi e del Centro America e il rito maya, che si collegano al profondo rispetto per la natura, la โ€œMadre Terraโ€ e il trascendente. E in questo contesto, la condivisione di testimonianze come quella dei focolari nei territori dei popoli indigeni, delle scuole per il recupero delle conoscenze e della cultura ancestrale, o del sistema matematico amerindiano, permettono l’arricchimento reciproco.

La โ€œperegrinazioneโ€ prosegue presso l’Universitร  Cattolica dell’Ecuador a Ibarra per un momento aperto alla comunitร  accademica e al pubblico. Alla tavola rotonda partecipano Custodio Ferreira (Brasile), laureato in pedagogia e didattica, specializzato in storia dell’Africa, che parla delle โ€œferite della realtร โ€: โ€œil razzismo che esiste oggi in tutta l’America Latina e nei Caraibi รจ una ferita aperta che sanguina. La sua guarigione e il suo risanamento richiedono un dialogo fraterno e, in questo senso, l’interculturalitร , come sperimentato da Rimarishum, รจ una risposta concreta per avviare questo processo di guarigioneโ€.

Osvaldo Barreneche (Argentina), dottore in storia, responsabile del Centro dei Focolari per il dialogo con la cultura contemporanea, ha parlato di โ€œfraternitร  e cura della terra attraverso alcuni scritti di Papa Francescoโ€.

Jesus Moran (Spagna), Copresidente del Movimento dei Focolari, che ha vissuto in America Latina per 27 anni, afferma: โ€œQuesto lavoro di interculturalitร  รจ molto importante e viene portato avanti con ammirevole fedeltร  in varie parti dell’America Latina. Per noi che siamo cristiani, significa che nelle culture native possiamo scoprire aspetti della rivelazione di Cristo che finora non sono stati sufficientemente messi in luceโ€.

Maydy Estrada Bayona (Cuba), dottore in Scienze filosofiche e docente presso l’Universitร  dell’Avana, ha portato i presenti nella โ€œCosmovisione afro-caraibicaโ€. Monica Montes (Colombia), dottore in Filologia ispanica, docente e ricercatore presso l’Universitร  di La Sabana, si riferisce alla โ€œFraternitร  e cura dal pensiero latinoamericanoโ€. Jery Chavez Hermosa (Bolivia), fondatore, nella cittร  di Cordoba, in Argentina, dell’organizzazione di migranti andini di cultura aymara, quechua e guaranรฌ, ha concluso con una presentazione dinamica che ha coinvolto tutti i presenti.

L’incontro si chiude con una S. Messa inculturata, con danze, canti tipici e tamburi in una chiesa decorata con fiori e petali di rosa, celebrata da Mons. Adalberto Jimรฉnez, vescovo del Vicariato di Aguarico, che ha partecipato attivamente all’incontro. Il Padre Nostro รจ stato recitato in 12 lingue in successione, a dimostrazione dell’interculturalitร  vissuta in questi giorni.

Nella sua omelia, il vescovo Adalberto, partendo dal racconto evangelico della moltiplicazione dei pani, invita tutti a guardare al futuro: โ€œQuesto Gesรน, questo Dio che ci unisce nei diversi nomi, nei diversi riti, รจ la storia che dobbiamo raccontare, i riti della vita, dell’unitร . Oggi ce ne andiamo con un po’ piรน di luce, che รจ fuoco, che illumina. Eโ€™ quello che ci hanno lasciato Chiara Lubich e Papa Francesco, che sono presenti e ci chiamano a curare l’interculturalitร . Grazie Rimarishunโ€.

Carlos Mana

Foto: ยฉ Carlos Mana – Ivan Izurieta

Gioia e gratitudine di Margaret Karram, Presidente del Movimento dei Focolari per lโ€™elezione di Papa Leone XIV

Gioia e gratitudine di Margaret Karram, Presidente del Movimento dei Focolari per lโ€™elezione di Papa Leone XIV

A nome del Movimento dei Focolari in tutto il mondo esprimo la mia profonda gioia per lโ€™elezione di Papa Leone XIV come nuovo Pontefice della Chiesa Cattolica. Ringraziamo Dio per aver accolto le preghiere di tanti e guidato con il suo Spirito i lavori dei Cardinali nellโ€™individuare il successore di Pietro in un tempo come quello attuale che presenta gravi sfide per lโ€™umanitร .

Assicuriamo sin dโ€™ora al Santo Padre la nostra filiale vicinanza, la nostra preghiera e il nostro impegno ad essere costruttori di pace, come lui ha piรน volte sottolineato nella sua prima benedizione. 

Oggi il mondo ha estremo bisogno di pace, di luce e di speranza. Per questo gli promettiamo di continuare ad impegnarci, insieme alle comunitร  ecclesiali in cui siamo inseriti, a portare a tutti lโ€™amore di Dio; ad essere aperti al dialogo, per essere โ€œun solo popolo sempre in paceโ€, testimoniando che l’unitร  chiesta da Gesรน nel suo Testamento รจ piรน forte di ogni divisione. 

Ci impegniamo inoltre ad incarnare sempre piรน fedelmente il cammino sinodale, per poterlo applicare anche nei vari ambiti della societร ; a dare il nostro contributo affinchรฉ la Chiesa sia una casa aperta ed accogliente per ogni uomo e donna e per le nuove generazioni, soprattutto per chi รจ piรน fragile, piรน soffre ed รจ emarginato, per offrire a tutti il messaggio sempre nuovo di Cristo.  

Auguri, Papa Leone XIV, con tutto il nostro affetto!

Margaret Karram – Presidente del Movimento dei Focolari

Scaricare qui la dichiarazione della Presidente

Foto ยฉ Vatican Media

Sulla stessa barca: un viaggio verso la pace

Sulla stessa barca: un viaggio verso la pace

Qualche settimana fa, ho preso parte al progetto MED25, una nave-scuola per la pace. Eravamo 20 giovani provenienti da tutto il Mediterraneo โ€” Nord, Sud, Est e Ovest โ€” a bordo di una barca chiamata โ€œBel Espoirโ€. Siamo partiti da Barcellona, e il meteo non era come previsto, quindi ci siamo fermati a Ibiza prima di raggiungere Ceuta, e da lรฌ abbiamo viaggiato via terra fino a Tetouan, per poi tornare a Malaga. Non รจ stato solo un viaggio โ€” รจ stato un percorso dentro le vite, le menti e le culture degli altri.

Vivere su una barca con cosรฌ tante persone diverse รจ stato bellissimo, ma non sempre facile. Ogni giorno abbiamo dovuto dividerci i compiti: cucinare, servire i pasti, pulire, lavare i piatti. Ci alternavamo in squadre, cosรฌ ognuno ha sperimentato il ritmo completo della vita a bordo. Abbiamo anche imparato a navigare โ€” cosa che allโ€™inizio รจ stata un poโ€™ folle. Vorrei poter dire che alla fine รจ diventato tutto naturale, ma in realtร  รจ stato piรน difficile del previsto. Si inizia a capire quanto lavoro di squadra serva, realmente, per andare avanti.

Ma non eravamo lรฌ solo per cucinare e navigare. Eravamo lรฌ per parlare โ€” per parlare davvero. Abbiamo affrontato otto grandi temi: cultura, educazione, ruolo delle donne, religione, ambiente, migrazione, tradizioni cristiane e, naturalmente, la pace. Non erano discussioni teoriche. Erano tematiche profondamente personali. Abbiamo condiviso i nostri punti di vista e a volte ci siamo scontrati. A volte le discussioni si accendevano. Ci sono stati momenti di frustrazione. Alcune conversazioni si sono trasformate in veri e propri litigi.

Ma ecco la veritร  โ€” su una barca non puoi semplicemente andartene. Non puoi tornare a casa e dormirci su. Vivi insieme. Mangi insieme. Navighi insieme. Sei letteralmente sulla stessa barca. Questo cambia tutto. Rende impossibile restare arrabbiati a lungo. Dovevamo parlarne. Dovevamo ascoltarci, e a volte dovevamo ammettere di avere torto.

Questa, per me, รจ stata la parte piรน potente di questa esperienza. Ho capito che la maggior parte dei conflitti โ€” tra persone o tra Paesi โ€” non nasce dallโ€™odio. Nasce dalla mancanza di conoscenza, dagli stereotipi, dalla disinformazione. E proprio come noi abbiamo avuto la possibilitร  di conoscerci su quella barca, anche il mondo puรฒ farlo. Se noi siamo riusciti a superare anni di incomprensioni in sole due settimane insieme, immaginate cosa sarebbe possibile se le persone fossero davvero disposte ad ascoltarsi.

Ho anche scoperto tante cose inaspettate. Come il fatto che la Quaresima venga celebrata in modo diverso in Europa rispetto al Medio Oriente. O come la religione giochi un ruolo completamente diverso nella politica e nella vita pubblica, a seconda di dove ci si trova. In Europa, spesso รจ una questione privata, mentre in molti Paesi mediorientali, la religione plasma le leggi, le politiche e la vita quotidiana. Non erano solo nozioni โ€” ho sentito la differenza attraverso le persone con cui ho vissuto.

Ciรฒ che mi ha colpito di piรน รจ stato che, nonostante tutte le nostre differenze, avevamo cosรฌ tanto in comune. Abbiamo riso tanto. Abbiamo ballato. Abbiamo avuto il mal di mare insieme. Abbiamo anche avuto lโ€™occasione di digiunare insieme, visto che eravamo nel periodo della Quaresima e del Ramadan. Abbiamo fatto arte, letto libri, scherzato, pregato in tante lingue diverse allo stesso tempo, scoperto religioni come il Cristianesimo, lโ€™Islam, lโ€™Induismo, lโ€™Ebraismo, dormito sotto il cielo aperto, e condiviso momenti silenziosi e sacri. E attraverso tutto questo, ho capito che la pace non รจ qualcosa di lontano o irraggiungibile. รˆ qualcosa di molto umano. รˆ caotica, e richiede impegno. Ma รจ possibile.

Sono tornata cambiata. Non perchรฉ credo che ora abbiamo risolto tutti i nostri problemi, ma perchรฉ ora credo che la pace non sia un sogno โ€” รจ una scelta. Una scelta che inizia davvero con il vedere e ascoltare lโ€™altro.

E se 20 sconosciuti sono riusciti a farlo su una barca in mezzo al mare, allora cโ€™รจ speranza anche per il resto del mondo.

Bertha El Hajj, giovane ambasciatrice di pace.

Per ascoltare questa ed altre esperienze clicca su:

A cura di Maria Grazia Berretta

Argentina: impegno per il dialogo interculturale con i popoli originari

Argentina: impegno per il dialogo interculturale con i popoli originari

Agustรญn e Patricia e i loro due figli sono una famiglia argentina. In seguito ad un corso di Sophia ALC, la sede latino-americana dellโ€™Istituto universitario con sede nella cittadella internazionale di Loppiano (Italia), sono andati alla ricerca delle loro radici tra i popoli originari ed รจ nato un forte impegno per il dialogo interculturale.

Arrendersi alla forza dellโ€™amore

Arrendersi alla forza dell’amore

Spesso la vita ci porta in situazioni in cui, a poco a poco e senza volerlo, ci chiudiamo in noi stessi: una discussione, le nostre certezze, il nostro ego o le nostre paure.

Ma a volte basta fermarsi davanti a una domanda semplice fatta di parole semplici, per osservare impreviste possibilitร  di cambiamento: โ€œChi sei tu per me?โ€ o, in altre parole, โ€œChi sono io per te?โ€ Domande che, come dice Margaret Karram, aprono la strada a gesti concreti: โ€œfare il primo passo, ascoltare, non risparmiare tempo, lasciarsi toccare dal doloreโ€[1]. รˆ ovvio: se pensiamo agli altri, non pensiamo a noi stessi, nรฉ alle nostre debolezze, ai fallimenti o alle ferite. Pensare allโ€™altro ci porta a metterci nei suoi panni, in un atteggiamento di reciprocitร : โ€œcome mi sentirei se lโ€™altro mi dicesse quello che io sto dicendo a lui?โ€ oppure โ€œcosa posso fare per lui?โ€

Se le nostre azioni nascono dal desiderio di mettere al primo posto il benessere di chi ci sta accanto, tutto puรฒ acquisire una dimensione piรน grande, fino a poter dire allโ€™altra persona che la amiamo in modo gratuito e senza aspettarci nulla in cambio.

Ma a volte possiamo essere invasi dallo scoraggiamento, dalla frustrazione, dalla stanchezza. Il medico statunitense Ira Robert Byock afferma che i momenti di maggiore disperazione nascono quando ci si sente prigionieri di โ€œuna gabbia di rabbia, paura, sfiduciaโ€[2]. In quei momenti, arrendiamoci alla forza dellโ€™amore che tutto puรฒ, che ci libera da ogni legame e ci incoraggia a ricominciare senza paura. Lo esprime cosรฌ il gruppo musicale Gen Rosso in una delle sue canzoni: โ€œRicominciare รจ come dire ancora sรฌ alla vita, per poi liberarsi e volare verso orizzonti senza confini, dove il pensiero non ha paura. E vedere la tua casa diventare grande come il mondo. Ricominciare รจ credere all’amore e sentire che anche nel dolore l’anima puรฒ cantare e non fermarsi maiโ€.

Un atteggiamento di questo genere puรฒ portare a un cambiamento personale, ma anche comunitario, quando condividiamo, in un dialogo sincero e costruttivo, i nostri disagi. In quel clima di vera amicizia, potremo ricostruire un tessuto sociale che sostituisca la rabbia con la riflessione, la paura con la ricerca di nuovi cammini, e la sfiducia con la speranza. Diventeremo cosรฌ un segno di un nuovo modo di costruire la societร .

A volte basta davvero una parola semplice:

โ€œTu per me sei importanteโ€ฆ perchรฉ tu sei tu!โ€

Foto: ยฉPixabay


[1] M. Karram: โ€œProssimitร โ€ – 2024

[2] in: The Economist โ€“ The 2015 Quality of Death Index. Ranking palliative care acrosstheworld

Lโ€™IDEA DEL MESE รจ attualmente prodotta dal “Centro del Dialogo con persone di convinzioni non religiose” del Movimento dei Focolari. Si tratta di un’iniziativa nata nel 2014 in Uruguay per condividere con gli amici non credenti i valori della Parola di Vita, cioรจ la frase della Scrittura che i membri del Movimento si impegnano a mettere in atto nella vita quotidiana. Attualmente Lโ€™IDEA DEL MESE viene tradotta in 12 lingue e distribuita in piรน di 25 paesi, con adattamenti del testo alle diverse sensibilitร  culturali. dialogue4unity.focolare.org

ยซSignore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio beneยป (Gv 21,17).

ยซSignore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio beneยป (Gv 21,17).

Lโ€™ultimo capitolo del Vangelo di Giovanni ci porta in Galilea, sul lago di Tiberiade. Pietro, Giovanni ed altri discepoli, dopo la morte di Gesรน, sono tornati al loro lavoro di pescatori, ma purtroppo la notte รจ stata infruttuosa.

 Il Risorto si manifesta lรฌ, per la terza volta, li esorta a gettare nuovamente le reti e questa volta raccolgono tanti pesci. Poi li invita a condividere il cibo sulla riva. Pietro e gli altri lo hanno riconosciuto, ma non osano rivolgergli la parola.

Gesรน prende lโ€™iniziativa e si rivolge a Pietro, con una domanda molto impegnativa: โ€œSimone di Giovanni, mi ami piรน di costoro?โ€. Il momento รจ solenne: per tre volte Gesรน rinnova la chiamata di Pietro[1] a prendersi cura delle sue pecore, di cui Egli stesso รจ il Pastore[2].

ยซSignore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio beneยป.

Ma Pietro sa di aver tradito e questa tragica esperienza non gli permette di rispondere positivamente alla domanda di Gesรน. Risponde con umiltร : โ€œTu sai che ti voglio beneโ€. 

Durante tutto il dialogo, Gesรน non rinfaccia a Pietro il tradimento, non si dilunga a sottolineare lโ€™errore. Lo raggiunge sul piano delle sue possibilitร , lo porta dentro la sua dolorosa ferita, per sanarla con la sua amicizia. Lโ€™unica cosa che chiede รจ di ricostruire il rapporto nella fiducia reciproca.

E da Pietro sgorga una risposta che รจ un atto di consapevolezza della propria debolezza e, allo stesso tempo, di fiducia illimitata nellโ€™amore accogliente del suo Maestro e Signore:

ยซSignore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio beneยป.

Anche a ciascuno di noi Gesรน fa la stessa domanda: mi ami? Vuoi essere mio amico?

Egli sa tutto: conosce i doni che abbiamo ricevuto da Lui stesso, come pure le nostre debolezze e ferite, a volte sanguinanti. Eppure rinnova la sua fiducia, non nelle nostre forze, ma nellโ€™amicizia con Lui.

In questa amicizia, Pietro troverร  anche il coraggio di testimoniare lโ€™amore per Gesรน fino al dono della vita.

ยซMomenti di debolezza, di frustrazione, di scoraggiamento li passiamo tutti: [โ€ฆ] avversitร , situazioni dolorose, malattie, morti, prove interiori, incomprensioni, tentazioni, fallimenti [โ€ฆ] Proprio chi si sente incapace di superare certe prove che si abbattono sul fisico e sull’anima, e perciรฒ non puรฒ far calcolo sulle sue forze, รจ messo in condizione di fidarsi di Dio. E Lui interviene, attirato da questa confidenza. Dove Lui agisce, opera cose grandi, che appaiono piรน grandi, proprio perchรฉ scaturiscono dalla nostra piccolezzaยป[3].

Nella quotidianitร  possiamo presentarci a Dio cosรฌ come siamo e chiedere la sua amicizia che risana. In questo abbandono fiducioso alla sua misericordia potremo tornare nellโ€™intimitร  con il Signore e riprendere il cammino con Lui.

ยซSignore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio beneยป.

Questa Parola di vita puรฒ diventare anche preghiera personale, la nostra risposta per affidarci a Dio con le nostre poche forze e ringraziarlo per i segni del suo amore:

ยซ[โ€ฆ] Ti voglio bene perchรฉ sei entrato nella mia vita piรน dell’aria nei miei polmoni, piรน del sangue nelle mie vene. Sei entrato dove nessuno poteva entrare, quando nessuno poteva aiutarmi, ogni qualvolta nessuno poteva consolarmi. [โ€ฆ] Dammi d’esserti grata – almeno un po’ – nel tempo che mi rimane, di questo amore che hai versato su di me, e m’ha costretta a dirti: Ti voglio bene.ยป[4].

Anche nei nostri rapporti in famiglia, nella societร  e nella chiesa, possiamo imparare lo stile di Gesรน: amare tutti, amare per primi, โ€œlavare i piediโ€[5] ai nostri fratelli, soprattutto i piรน piccoli e fragili. Impareremo ad accogliere ognuno con umiltร  e pazienza, senza giudicare, aperti a chiedere e accogliere il perdono, per comprendere insieme come camminare fianco a fianco nella vita.

A cura di Letizia Magri e del team della Parola di Vita


ยฉFoto: Canva

[1] Cf. Mt 16,18-19.

[2] Gv 10,14.

[3] C. Lubich, Parola di Vita di luglio 2000, in eadem, Parole di Vita, a cura di Fabio Ciardi, (Opere di Chiara Lubich 5), Cittร  Nuova, Roma, 2017, p. 629.

[4]  Gratitudine, in C. Lubich, La dottrina spirituale, Mondadori 2001, p. 176

[5] Cf. Gv 13,14.

PRIMO MAGGIO DI LOPPIANO 2025: IL CORAGGIO DI FIORIRE

PRIMO MAGGIO DI LOPPIANO 2025: IL CORAGGIO DI FIORIRE

Lโ€™edizione 2025 del tradizionale festival dei giovani nella cittadella dei Focolari mette in scena le fragilitร  e i conflitti vissuti dai giovani di oggi e li trasforma in unโ€™esperienza artistica immersiva e di speranza. Tanti workshop e uno spettacolo finale dal vivo per dire a tutti: ยซYou are born to bloomยป, โ€œSei nato per fiorireโ€.

ยซRicordati che sei nato per fiorire, per essere feliceยป. รˆ questo il messaggio che, nellโ€™anno del Giubileo della speranza, i giovani organizzatori del Primo Maggio di Loppiano (Figline e Incisa Valdarno โ€“ Firenze, Italia) vogliono dare ai loro coetanei che parteciperanno allโ€™edizione 2025 del tradizionale festival che si svolge, dal 1973, nella cittadella internazionale del Movimento dei Focolari, in occasione della Festa dei Lavoratori.

Il tema

Al cuore di โ€œYou are born to bloom, il coraggio di fiorireโ€, questo il titolo della manifestazione, ci sono le fragilitร , le ferite e i conflitti vissuti dai ragazzi e dai giovani di oggi, sublimati in unโ€™esperienza artistica, immersiva e di crescita.

ยซCrediamo che quel conflitto che spesso ci attraversa nelle fasi piรน difficili della vita possa diventare unโ€™opportunitร  per rinascere piรน forti e consapevoli di chi siamo โ€“ spiegano Emily Zeidan, siriana e Marco Dโ€™Ercole, italiano, della squadra internazionale dei giovani organizzatori del festival โ€“. Come ci diceva Papa Francesco, โ€œil conflitto รจ come un labirintoโ€, non dobbiamo avere paura di attraversarlo, perchรฉ i โ€œconflitti ci fanno crescereโ€. Ma โ€œdal labirinto non si puรฒ uscire da soli, si esce in compagnia di un altro che ci aiutiโ€. Cosรฌ, al Primo Maggio di Loppiano, vogliamo ricordare a tutti la bellezza gli uni e degli altri, anche nei momenti di vulnerabilitร ยป.

Un tema di stringente attualitร  quello del 1ยฐ maggio a Loppiano, se si considera che in Italia, 1 minore su 5 soffre di un disturbo mentale (depressione, ritiro sociale, rifiuto scolastico, autolesionismo, ansia, disturbi del comportamento alimentare, tendenze suicide), secondo i dati della Societร  italiana di Neuropsichiatria dellโ€™Infanzia e dellโ€™Adolescenza. Gli under 35, invece, vivono la precarietร  lavorativa, sono sotto retribuiti, subiscono disuguaglianza territoriale e di genere (โ€œGiovani 2024: il bilancio di una generazioneโ€, EURES), non si sentono compresi dagli adulti nelle loro esigenze e nel vissuto, in particolare, quando si parla di paure e fragilitร , aspirazioni e sogni.

ยซPapa Francesco aveva una grande fiducia in noi giovani. Non perdeva occasione per ricordarci che il mondo ha bisogno di noi, dei nostri sogni, di grandi orizzonti verso cui guardare insieme, per โ€œporre le basi della solidarietร  sociale e della cultura dellโ€™incontroโ€ยป, sottolineano Emily e Marco. Per questo โ€œYou are Born to Bloomโ€ sarร  uno spettacolo costruito insieme, dove il pubblico non sarร  solo spettatore ma parte integrante della narrazione: chiunque vi partecipi sarร  chiamato a diventare protagonista dello spettacolo, dando il meglio di sรฉ con gli altri.

Il programma

Al mattino, i partecipanti al festival del Primo Maggio di Loppiano avranno lโ€™opportunitร  di esplorare le proprie fragilitร  e bellezze attraverso workshop dโ€™arte, motivazionali ed esperienziali guidati da psicologi, formatori, counselor, artisti e performer.

Tra questi, anche il Gen Verde International Performing Arts Group preparerร  le giovani e i giovani a salire sul palco e a far parte del cast delle coreografie, dei cori, della compagnia teatrale e della band nello spettacolo finale. I workshop del Gen Verde sono svolti nellโ€™ambito del progetto โ€œM.E.D.I.T.erraNEW: Mediation, Emotions, Dialogue, Interculturality, Talents to foster youth social inclusion in the Mare Nostrumโ€, Erasmus Plus โ€“ Gioventรน โ€“ partenariato di cooperazione.

Il festival culminerร  al pomeriggio con la costruzione collettiva del live show: tutti i partecipanti saranno parte attiva della storia, non ci sarร  distanza tra palco e pubblico.

Tra gli artisti che hanno confermato la loro partecipazione Martinico e la band AsOne.

โ€œYou are born to bloom, il coraggio di fiorireโ€ รจ realizzato grazie al contributo di Fondazione CR Firenze.

Il Primo Maggio di Loppiano รจ un evento della Settimana Mondo Unito 2025 (1-7 maggio 2025), laboratorio ed expo globale di sensibilizzazione alla fraternitร  e alla pace.

Per informazioni e prenotazioni contattare: primomaggio@loppiano.it +39 055 9051102 www.primomaggioloppiano.it

Tamara Pastorelli

Come fratelli

Come fratelli

Un cammino di dialogo e accoglienza radicato nel Vangelo quello condiviso da Papa Francesco con i Focolari. A raccontarlo Maria Voce Emmaus, che รจ stata Presidente del Movimento durante i primi 8 anni del suo pontificato. 

Attivare i sottotitoli e scegliere la lingua desiderata

Foto ยฉ Vatican Media

Vangelo vissuto: far nuove tutte le cose

Vangelo vissuto: far nuove tutte le cose

Accettare il cambiamento

Come โ€œdistributrice di incarichiโ€, in dieci anni ero riuscita, in collaborazione con il nostro parroco, a formare il Consiglio pastorale parrocchiale e il gruppo dei sagrestani. Con il passare del tempo, mi sono resa conto che il mio ruolo si stava ridimensionando. Molte persone, prima meno attive, si sono proposte per svolgere vari incarichi, e io ho scelto di farmi da parte per lasciare loro spazio. Inizialmente ho accettato con serenitร  il mio ruolo piรน defilato. In seguito, perรฒ, sentendomi esclusa, ho capito quanto sia facile legarsi ai propri ruoli, ma anche quanto sia importante saper lasciare andare. A volte, il Signore ci invita a fare un passo indietro per prepararci a qualcosa di nuovo. Non รจ facile, perchรฉ implica accettare il cambiamento e fidarsi. Oggi, pur sentendomi un poโ€™ ai margini, rimango disponibile a dare il mio contributo se e quando mi verrร  richiesto. Sono convinta che ogni servizio, anche il piรน piccolo, abbia un valore e che ogni fase della vita sia unโ€™opportunitร  per crescere nella fede e nellโ€™amore verso gli altri.

(Luciana โ€“ Italia)

Dio mi vede

Mi capitava a volte, quando abitavo a Bruxelles, di andare a messa nella chiesa del Collegio di St. Michel. Per arrivarci, si dovevano percorrere lunghi corridoi con ai due lati una serie infinita di classi. Sopra la porta di ciascuna, un cartello con la scritta: Dio ti vede. Era un mettere in guardia i ragazzi che rifletteva un pensiero del tempo passato, espresso al negativo: โ€œNon fare peccati perchรฉ, anche se gli uomini non ti vedono, Dio ti vedeโ€. Invece a me, forse perchรฉ nato in unโ€™altra epoca o perchรฉ credo nel suo amore, risuonava in maniera positiva: โ€œNon devo fare cose buone davanti agli uomini affinchรฉ mi vedano, per sentirmi dire bravo o essere ringraziato, ma vivere alla presenza di Dioโ€. Nel Vangelo di Matteo 23,1-12 Gesรน, parlando a degli scribi e a dei farisei che amano mettersi in mostra, li invita a non farsi chiamare โ€œmaestriโ€, ad avere unโ€™unica preoccupazione: agire sotto lo sguardo di Dio che legge nei cuori. Ecco, questo mi piace: Dio mi vede, come dicono i cartelli nel collegio; Dio legge nei cuori e questo mi deve bastare.

(G.F.- Belgio)

Fare il primo passo

Per una questione di ereditร  tra mia madre e sua sorella era caduto il silenzio. Non si frequentavano piรน da tempo, e la spaccatura venuta a crearsi non faceva che allargarsi, tanto piรน che noi abitavamo in cittร  e la zia in un paesino di montagna piuttosto distante. Questo stato di cose si รจ protratto fino al giorno in cui ho preso il coraggio a due mani, provocata dalla Parola di Gesรน: ยซSe tu stai per presentare la tua offerta allโ€™altare, e lรฌ ti ricordi che tuo fratello ha qualcosa contro di te, lascia lรฌ la tua offerta davanti allโ€™altare e vaโ€™ prima a riconciliarti con tuo fratello; poi torna e presenta la tua offertaยป. Cercando il momento adatto, ho affrontato lโ€™argomento con la mamma e sono riuscita a convincerla ad accompagnarmi dalla zia. Durante il viaggio eravamo piuttosto silenziose; io poi non facevo che pregare perchรฉ tutto andasse bene. In effetti le cose si sono svolte nel modo piรน semplice: colta di sorpresa, la zia ci ha accolte a braccia aperte. Ma era stato necessario fare noi il primo passo.

(A.G. โ€“ Italia)

A cura di Maria Grazia Berretta

(tratto da Il Vangelo del Giorno, Cittร  Nuova, anno Xโ€“ n.1ยฐ marzo-aprile 2025)

ยฉFoto: Gerson Rodriguez – Pixabay

Papa Francesco: la Chiesa รจ il Vangeloโ€ฏย 

Papa Francesco: la Chiesa รจ il Vangeloโ€ฏย 

Un Papa che ha sognato e ci ha fatto sognareโ€ฆche cosa? che – lo ha detto una volta lui stesso – โ€œla Chiesa รจ il Vangeloโ€. Non nel senso che il Vangelo รจ proprietร  esclusiva della Chiesa. Ma nel senso che Gesรน di Nazaret, colui che รจ stato crocifisso fuori dallโ€™accampamento come fosse un maledetto e che Dio Abbร  ha invece risuscitato dai morti come Figlio primogenito tra molti fratelli e sorelle, continua qui ed ora, attraverso coloro che si riconoscono nel suo nome, a portare la buona notizia che il Regno di Dio รจ venuto e sta venendoโ€ฆ per tutti, a cominciare dagli โ€œultimiโ€ che dal Vangelo sono raggiunti per ciรฒ che sono agli occhi di Dio: i โ€œprimiโ€. Davvero, e non per modo di dire. Ecco il Vangelo che la Chiesa annuncia e contribuisce a fare storia, quanto piรน dal Vangelo si fa trasformare. Come accadde, sin dal principio, a Pietro e Giovanni quando, salendo al tempio, incontrarono alla porta detta โ€œBellaโ€ lโ€™uomo che era storpio dalla nascita. Fissarono insieme lo sguardo su di lui, che a sua volta li guardรฒ negli occhi. E Pietro gli disse: โ€œnon possiedo nรฉ argento nรฉ oro, ma quello che ho te lo dรณ: nel nome di Gesรน Cristo, il Nazareno, cammina!โ€.  

Il Vangelo di Gesรน e la missione della Chiesa. Spendersi perchรฉ ci si alzi in piedi e si cammini. Cosรฌ il Padre ci pensa, ci vuole e ci accompagna. Jorge Maria Bergoglio – con tutta la forza e la fragilitร  della sua umanitร , che ce lโ€™ha fatto sentire fratello – รจ per questo che ha speso la sua vita e il suo servizio come Vescovo di Roma. Da quella  prima apparizione dalla loggia di San Pietro, quando si รจ inchinato chiedendo che il Popolo di Dio invocasse per lui la benedizione, allโ€™ultima, il giorno di Pasqua, quando con voce flebile ha impartito la benedizione del Cristo risorto scendendo poi nella piazza per incrociare il suo sguardo con lo sguardo della gente. Il suo sogno รจ stato quello di una Chiesa โ€œpovera e dei poveriโ€. Nello spirito del Vaticano II che ha richiamato la Chiesa al suo unico modello, Gesรน: che โ€œha spogliato se stesso, facendosi servoโ€. 

Il nome di Francesco che ha scelto dice lโ€™anima di ciรฒ che ha voluto fare, e prima essere: testimone del Vangelo โ€œsine glossaโ€, e cioรจ senza commenti e senza accomodamenti. Perchรฉ il Vangelo non รจ nรฉ un orpello, nรฉ un tappabuchi, nรฉ  un analgesico: รจ annuncio di veritร  e di vita, di gioia, di giustizia, di pace e fraternitร . Ecco il programma di riforma della Chiesa nella Evangelii gaudium, ed ecco i manifesti di un nuovo umanesimo planetario nella Laudato sรฌ e nella Fratelli tutti. Ecco il Giubileo della misericordia ed ecco il Giubileo della speranza. Ecco il documento sulla fratellanza universale siglato ad Abu Dhabi col grande Iman di Al Ahzar ed ecco le innumerevoli occasioni dโ€™ incontro vissute con i membri delle diverse fedi e convinzioni. Ecco lโ€™opera instancabile a difesa degli scartati, dei migranti, delle vittime di abusi. Ecco il rifiuto categorico della guerra. 

Francesco ha avuto ben chiaro che il Vangelo non basta farlo tornare a parlare, con tutta la sua carica sovversiva, nellโ€™areopago complesso e persino contraddittorio del nostro tempo. Occorre qualcosa di piรน: perchรฉ non ci troviamo solo in unโ€™epoca di cambiamenti, ma siamo in mezzo al guado di un cambiamento dโ€™epoca. Occorre guardare con uno sguardo nuovo. Quello con cui ci ha guardato e ci guarda, dal Padre, Gesรน. Lo sguardo che, con accenti teneri e accorati, รจ descritto nel suo testamento spirituale e teologico, lโ€™enciclica Dilexit nos. รˆ lo sguardo – semplice e radicale – dellโ€™amare il prossimo come sรฉ e dellโ€™amarsi gli uni gli altri in una reciprocitร  libera, gratuita, ospitale, aperta a tutti, tutti, tutti. Il processo sinodale in cui la Chiesa cattolica – e, per la loro parte, tutte le altre Chiese – รจ stata convocata indica la strada da percorrere in questo nostro terzo millennio: al di lร  di una figura di Chiesa clericale, gerarchica, al maschile… Una strada nuova perchรฉ antica come il Vangelo. Una strada non facile, costosa e irta di ostacoli. Ma una grande profezia, affidata alla nostra creativa e tenace responsabilitร . 

Grazie Francesco! Il tuo corpo ora riposerร  accanto a Colei che ti ha accompagnato passo passo, come madre, nel tuo santo viaggio. Tu, con lei, accompagna ora tutti noi, dal grembo di Dio, nel cammino che ci attende.  

Piero Coda

Foto: ยฉ CSC Audiovisivi

 

Papa Francesco: Tutto in Cristo

Papa Francesco: Tutto in Cristo

รˆ con profonda emozione che scrivo queste righe su Papa Francesco dopo il suo โ€œvoloโ€ verso il Padre. Mi tornano alla mente, solleciti e pieni di significato, i tanti momenti in cui ho potuto stringergli la mano e sentire il calore del suo sorriso, la tenerezza del suo sguardo, la forza delle sue parole, il battito del suo cuore pronto a un’accoglienza paterna. E faccio fatica a credere che questi incontri non avranno piรน un โ€œdomaniโ€ o un โ€œdi nuovoโ€ nella mia storia.  

Non intendo fare una sintesi tematica del pontificato di Francesco. A tal fine, basterร  passare in rassegna i numerosi articoli che sono stati pubblicati in questi giorni, soprattutto il numero speciale dell’Osservatore Romano โ€“ a poche ore dalla sua morte โ€“ e le valutazioni piรน o meno esaurienti che sicuramente saranno pubblicate a breve. 

Ciรฒ che mi muove dall’interno รจ trovare quel filo d’oro che tesse la sua missione alla guida della Chiesa, cercare di sintonizzarmi con il centro del suo cuore e della sua anima. E, da lรฌ, rivivere il rapporto che ha avuto con l’Opera di Maria in questi dodici anni. 

Per farlo, ho meditato a fondo sui suoi ultimi interventi, perchรฉ sento che รจ qui che Papa Francesco ha dato il meglio di sรฉ e dove si trova la chiave di tutto il suo pensiero e di tutte le sue azioni. 

Nel testo che ha preparato per la Messa di Pasqua, c’รจ una citazione del grande teologo Henri de Lubac โ€“ francese e gesuita pure lui โ€“ che non puรฒ essere semplicemente retorica: ยซdovrร  esserci sufficiente di comprendere questo: il cristianesimo รจ Cristo. No, veramente, non cโ€™รจ nientโ€™altro che questoยป

A mio avviso, se vogliamo capire Francesco, dobbiamo riferirci a questo assoluto: Cristo, e solo Cristo, tutto Cristo. Da esso possiamo visualizzare il contenuto profondo delle sue encicliche ed esortazioni apostoliche, la scelta dei suoi viaggi, le sue opzioni preferenziali, il senso delle riforme che ha intrapreso, i suoi gesti, le sue parole, le sue omelie, i suoi incontri, soprattutto il suo amore per gli esclusi, per gli scartati, per le donne, per gli anziani, per i bambini e per il creato. 

โ€œNo, veramente, non cโ€™รจ nient’altroโ€. Ecco perchรฉ si puรฒ dire โ€“ usando un pleonasmo โ€“ che il cattolicesimo di Papa Francesco รจ semplicemente un โ€œcattolicesimo cristianoโ€. L’impulso di novitร  che ha voluto dare alla Chiesa poggia su questo orientamento: la trasparenza di Cristo. In virtรน di ciรฒ, in molte occasioni si รจ spinto ben oltre il politicamente corretto, o meglio, l’ecclesialmente corretto, senza paura di essere frainteso, e senza paura di sbagliare, addirittura cosciente delle sue โ€œcontradizioniโ€. Infatti, in un’intervista a un giornale spagnolo ha detto che ciรฒ che augurava al suo successore era di non commettere i suoi stessi errori. 

A causa di questa centralitร  cristologica, possiamo riconoscere di aver davvero vissuto โ€“ senza quasi rendercene conto โ€“ con un Papa profondamente mistico. Del resto, รจ cosรฌ che Papa Francesco ha pensato e vissuto la Chiesa: non come organizzazione religiosa, nรฉ come distributrice di sacramenti, tanto meno come centro di potere economico, sociale o politico, ma come popolo di Dio, corpo di Cristo, che dร  ospitalitร  all’umanitร  nell’umanitร  Sua. Chiesa, quindi, aperta all’umanitร , al servizio, perchรฉ Gesรน รจ โ€œil cuore del mondoโ€. 

Ridurre Francesco a un riformatore sociale o a un Papa di rottura mostra una tremenda cecitร . Spesso ho fissato il suo volto quando intercalava i commenti nei suoi messaggi, ad esempio all’Angelus domenicale. Lรฌ, con la semplicitร  di un pastore che ama appassionatamente il suo gregge, appariva la sua sintonia col divino, la sua sapienza, la sua fede cristallina e immediata, la sua profonda umiltร . 

Dalla centralitร  di Cristo derivano, a mio modesto avviso, i due pilastri fondamentali del suo magistero: la misericordia e la speranza. La misericordia รจ l’espressione del sapersi come credenti radicati nella storia, personale e collettiva, con tutti i suoi drammi; la speranza manifesta la tensione escatologica e salvifica che la determina. Secondo il pensiero del Papa, c’รจ misericordia perchรฉ c’รจ speranza; ed รจ la speranza che ci dร  un cuore di misericordia. Infatti, nell’omelia preparata per la Veglia pasquale di quest’anno, Francesco afferma che โ€œCristo risorto รจ la svolta definitiva della storia umanaโ€. Gli importanti messaggi sociali ed ecologici di Papa Francesco vengono fraintesi se non si tiene conto di questa tensione escatologica incentrata sul Risorto. 

Il rapporto di Francesco con il Movimento dei Focolari รจ stato intenso nei dodici anni del suo pontificato. Ad esso ha rivolto dieci discorsi ufficiali: ai partecipanti alle Assemblee del 2014 e del 2021; a tutti i membri in occasione dell’80ยฐ anniversario della nascita del movimento; alla comunitร  accademica dell’Istituto Universitario Sophia; alle famiglie-focolari; ai partecipanti all’incontro dei vescovi di diverse Chiese; ai partecipanti all’incontro sull’โ€œeconomia di comunioneโ€; ai partecipanti all’incontro interreligioso “One Human Family”; ai cittadini della cittadella di Loppiano; alla Mariapoli di Roma-Villaggio per la terra. Inoltre, in un’occasione, concesse un’udienza privata a Maria Voce, prima presidente dell’Opera di Maria dopo Chiara, e al sottoscritto.ย 

Ciรฒ che emerge da questi incontri รจ un grande amore e una toccante sollecitudine pastorale di Papa Francesco verso il movimento. Nella virtuosa circolaritร  ecclesiale tra doni gerarchici e carismatici, possiamo affermare che, da un lato, il Papa ha saputo cogliere, apprezzare ed evidenziare il dono che il carisma dell’unitร , con la sua enfasi sulla spiritualitร  di comunione e le sue realizzazioni concrete in ambiti ecclesiali e civili molto diversi, rappresenta per il processo sinodale che tutta la Chiesa sta vivendo in vista di una nuova evangelizzazione; dall’altro, ha identificato con estrema luciditร  le sfide e i passi che il movimento deve necessariamente compiere se vuole rimanere fedele al carisma originario, sapendo attraversare con umiltร  l’inevitabile crisi della post-fondazione, trasformandola in un tempo di grazia e di nuove opportunitร . 

Papa Francesco รจ stato per il mondo un messaggio di fraternitร  a tutto campo radicato in Cristo e aperto a tutti. La fraternitร  รจ lโ€™unico futuro possibile. Noi, popolo dellโ€™unitร , dobbiamo fare tesoro di questa ereditร  con umiltร , energia e responsabilitร .  

Jesรบs Morรกn

Foto ยฉ Vatican Media 

GRAZIE PAPA FRANCESCO

GRAZIE PAPA FRANCESCO

Con profondo dolore ho appreso del ritorno alla casa del Padre del nostro amatissimo Papa Francesco. Insieme alla Chiesa tutta Lo ridoniamo a Dio, colmi di gratitudine per lo straordinario esempio e dono dโ€™amore che รจ stato per ogni persona e popolo. 

Sono tanti i momenti, durante lโ€™intero pontificato, in cui il Santo Padre รจ stato pastore vicino e amorevole anche per il Movimento dei Focolari: ci ha sempre accolti e guidati a testimoniare il Vangelo con coraggio e radicalitร . 

Dei tanti momenti vissuti con lui, non dimenticheremo le sue parole allโ€™Assemblea Generale dei Focolari, ricevuta in udienza nel 2021: 

โ€œrimanete sempre in ascolto del grido dโ€™abbandono di Cristo in croce, che manifesta la misura piรน alta dellโ€™amore. La grazia che ne deriva รจ in grado di suscitare in noi, deboli e peccatori, risposte generose e a volte eroiche; รจ in grado di trasformare le sofferenze e persino le tragedie in fonte di luce e di speranza per lโ€™umanitร โ€.

Infine, non posso non testimoniare anche lโ€™amore e lโ€™attenzione personale del Papa per me, per le sofferenze del mio popolo in Terra Santa e la gratitudine immensa di avermi chiamata a partecipare al Sinodo sulla sinodalitร  dove Lui stesso ci ha aperto le porte della Chiesa sinodale che ora sta muovendo i suoi passi in tutto il mondo.

Insieme a tutto il Movimento dei Focolari nel mondo mi unisco alla preghiera della Chiesa universale e di tutti gli uomini e le donne di buona volontร , certa che la Madonna โ€œSalus Populi Romaniโ€, a cui era tanto devoto, lo accoglierร  in Cielo a braccia aperte. 

Margaret Karram

Scaricare qui la Dichiarazione della Presidente

Un segno di unitร 

Un segno di unitร 

Questโ€™anno 2025 la festa di Pasqua
รจ celebrata lo stesso giorno da tutte le Chiese cristiane.ย 
Gli auguri per questa festa
della Presidente dei Focolari Margaret Karram
insieme ad alcuni rappresentanti di varie Chiese.

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Foto @ Pixabay

Giubileo: giovani, famiglie e santitร 

Giubileo: giovani, famiglie e santitร 

Da 30 maggio al 1ยฐ giugno secondo il calendario dei grandi eventi del Giubileo della Speranza 2025, รจ previsto il Giubileo delle famiglie, dei bambini, dei nonni e degli anziani; e dal 28 luglio al 3 agosto il Giubileo dei giovani. Saranno due grandi eventi che porteranno a Roma migliaia di persone da tutto il mondo.

Il Movimento dei Focolari per lโ€™occasione propone alcuni itinerari per approfondire la spiritualitร  dellโ€™unitร  e la vita di alcuni testimoni di speranza. In particolare per i giovani รจ stato realizzato un percorso a tappe in giro per lโ€™Italia dal titolo Giovani e Santitร . Per avere maggiori dettagli abbiamo intervistato Paola Torelli e Lais Alexandre Pessoa dei Centri giovanili del Movimento.

Partiamo dal Giubileo dei giovani: come nasce lโ€™idea del percorso โ€œGiovani e Santitร โ€?

Il Giubileo dei giovani รจ un’opportunitร  unica per mettersi in cammino, sia fisicamente a Roma che in altri luoghi giubilari nel mondo. Questo percorso non รจ solo un viaggio attraverso luoghi, ma soprattutto unโ€™esperienza di incontro con Dio e con tanti testimoni di speranza, la cui vita puรฒ aiutarci a crescere nella fede e nella speranza. Da qui nasce lโ€™idea di Giovani e Santitร , per tutti i giovani che parteciperanno al Giubileo dei giovani a fine luglio, offrendo un cammino accompagnato da testimoni di speranza.  

Quali sono le proposte del Movimento dei Focolari?

Si propongono alcune tappe in giro per lโ€™Italia

  • Genova per approfondire la conoscenza dei due amici Alberto Michelotti e Carlo Grisolia, oggi servi di Dio (info@albertoecarlo.it)
  • Loppiano (Firenze) nella cittadella internazionale dei Focolari, per incontrare testimoni di speranza di oggi.(accoglienza@loppiano.it)
  • Assisi per scoprire la testimonianza di vita di S. Carlo Acutis, che sarร  canonizzato il 27 aprile 2025 nel contesto del Giubileo degli adolescenti. (Programma ospitalitร  giovani)
  • Roma per un cammino a tappe basato su quattro parole chiave del Giubileo: Pellegrinaggio e Professione della Fede, Porta Santa, Speranza, Riconciliazione. Il percorso si svolgerร  lungo lโ€™itinerario delle Sette Chiese, accompagnato da un itinerario spirituale.
  • 4 agosto, visita al Centro Internazionale dei Focolari (Rocca di Papa). Sarร  possibile partecipare a una visita guidata per un incontro piรน approfondito del carisma dellโ€™unitร  e la storia di vita della fondatrice Chiara Lubich, il cui corpo รจ sepolto lรฌ. (accoglienza@focolare.org)

Si puรฒ scegliere solo una tappa o รจ un unico cammino che comprende tutte le tappe citate?

Le tappe proposte sono indipendenti, ogni gruppo o persona puรฒ scegliere quelle a cui partecipare o, se possibile, fare lโ€™intero percorso. Per ogni tappa sono disponibili contatti di riferimento per il programma e per le visite.

Ci sono anche altre proposte per i giovani?

A Roma ogni mese presso il Focolare Meeting Point cโ€™รจ un appuntamento dal titolo Chiamati ad una sola speranza – Giovani in cammino. Con vari Movimenti e Associazioni che hanno accolto lโ€™invito, offriamo la possibilitร  di nutrire e irrobustire โ€œla speranzaโ€ con scambi di testimonianze, riflessioni, silenzio, preghiera. รˆ unโ€™esperienza di conoscenza reciproca. Preparare questi appuntamenti insieme agli altri Movimenti e Associazioni ci fa crescere ed essere sempre piรน Chiesa.

Passiamo ora al Giubileo delle famiglie, dei bambini, dei nonni e degli anziani di fine maggio: cosa propongono i Focolari?

Ci saranno due eventi previsti per venerdรฌ 30 maggio. Sono dei percorsi interattivi per approfondire il Giubileo della Speranza per famiglie con bambini e ragazzi fino a 12 anni, con riflessioni e giochi adatti a quella fascia dโ€™etร . Il primo si svolgerร  al Centro Internazionale dei Focolari in cui si potranno visitare anche diversi posti significativi, tra i quali, come la casa nella quale ha vissuto Chiara Lubich e la cappella dovโ€™รจ sepolta insieme ai cofondatori del Movimento. Il secondo evento si svolgerร  a Roma in diverse chiese e luoghi significativi, partendo dal Focolare Meeting Point.

Per maggiori info cliccate qui o scrivere a: sgmu@focolare.org.

Lorenzo Russo

Foto: Cittร  di Sassello (Italia) ยฉDavide Papalini

Igino Giordani e lโ€™attualitร  del suo messaggio di pace

Igino Giordani e lโ€™attualitร  del suo messaggio di pace

Guerre, stragi e massacri, forti polarizzazioni, dove anche il pacifismo puรฒ diventare divisivo: questa lโ€™attualitร  in cui siamo immersi.

La figura di Igino Giordani (1894-1980), uomo di pace perchรฉ uomo giusto e coerente, ci dร  oggi qualche spunto per alzare lo sguardo e sperare ancora, tentando un dialogo lร  dove sembra impossibile, per sgretolare ideologie  cristallizzate e assolutismi, per costruire una societร  inclusiva, per rifondare la pace sullโ€™unitร .

Tra i piรน vivi testimoni della cultura della pace del ventesimo secolo, il suo pacifismo attinge direttamente dal Vangelo: uccidere un altro uomo significa assassinare lโ€™essere fatto a immagine e somiglianza di Dio. Giordani anela dunque alla pace, si spende in tutti i modi, dialoga con chiunque per la pace, non si tira indietro nemmeno quando cโ€™รจ da sostenere la ratifica del Patto Atlantico e provvedere alla sicurezza e alla difesa dellโ€™Europa e dellโ€™Italiaโ€ฆ Possiamo dire che il suo รจ un pacifismo a 360ยฐ, senza esclusione di colpi.

Scorriamo qualche suo scritto.

ยซโ€ฆ scoppiรฒย la Prima Guerraย mondiale. [โ€ฆ] Ed esplosero comizi guerยญrafondai in piazza, ai quali io andavo per protestare contro la guerra; tanto che una volta un personaggio da me stimato, ascoltando le mie grida mi ammonรฌ: โ€“ Ma lei vuol farsi amยญmazzare!โ€ฆ

[โ€ฆ] Nel ยซmaggio radiosoยป 1915, fui chiamato alle armi. [โ€ฆ]

La trincea! In essa, dalla scuola entrai nella vita, tra le braccia della morte con le salve dei cannoni. Fango, freddo, sporcizia, attutirono la scoperta amara: che i soldati erano tutti contrari allโ€™omicidio detto guerra, per il fatto che lโ€™omicidio era uccisione dellโ€™uomo: tutti la detestavanoโ€ฆ [โ€ฆ] Stavamo a Oslavia, presso dei ruderi chiamati Pri-Fabrisu: il ricordo dellโ€™agonia (da agone) sofferta in quei luoghi lo raccolsi, piรน tardi, durante la triennale degenza dโ€™ospedale, in un poemetto intitolato I volti dei morti. Rammento lโ€™ultimo verso che diceva: โ€œQuesta malediยญzione della guerraโ€
[2]ยป.

Giordani fu ferito gravemente e, tornato dalla trincea, rimase tre anni nellโ€™ospedale militare di Milano, con danni irreversibili ad una gamba. Il suo dunque รจ un pacifismo che poggia sulla vita vissuta. Impegnato poi nella vita politica, puntรฒ sempre al dialogo con tutti, anche con chi era di un pensiero opposto al suo, convinto che lโ€™uomo รจ sempre da accogliere e comprendere. Non si arroccรฒ mai su posizioni assolute. Cosรฌ racconta il suo intervento in Parlamento a favore del Patto atlantico:

ยซAlla Camera, ricordo un discorso da me tenuto il 16 marzo 1949, [โ€ฆ] sul Patto Atlantico, che da troppi era presentato solo nellโ€™aspetto dโ€™anticomunismo, e cioรจ di allestimento bellico antirusso. [โ€ฆ] Dissi che ogni guerra รจ un fallimento dei cristiani. โ€œSe il mondo fosse cristiano, non ci dovrebbero essere guerreโ€ฆ [โ€ฆ] La guerra โ€“ aggiunsi โ€“ รจ un omicidio, un deicidio (uccisione di Dio in effigie: e cioรจ nellโ€™uomo che รจ sua immagine) e un suicidioโ€[3]ยป.

Il discorso di Giordani venne applaudito da destra e da sinistra: paziente tessitore di rapporti, mise in evidenza la valenza positiva di una scelta da parte dellโ€™Italia che poteva essere interpretata a favore della guerra. Giordani era ben convinto che per la pace bisogna tentare qualsiasi strada, al di lร  degli schieramenti strategici, e si augurava che la politica cristiana fosse in grado di districarsi fra le polarizzazioni in atto per ergersi a forza di pace.

Scrive nel 1953:

ยซLa guerra รจ un omicidio in grande, rivestito di una specie di culto sacro [โ€ฆ]. Essa sta allโ€™umanitร , come la malattia alla salute, come il peccato allโ€™anima: รจ distruzione e scempio e investe anima e corpo, i singoli e la collettivitร .

ย [โ€ฆ] Il fine puรฒ essere la giustizia, la libertร , lโ€™onore, il pane: ma i mezzi producono tale distruzione di pane, dโ€™onore, di libertร  e di giustizia, oltre che di vite umane, tra cui quelle di donne, bambini, vecchi, innocenti dโ€™ogni sorta, che annullano tragicamente il fine stesso propostosi.

In sostanza, la guerra non serve a niente, allโ€™infuori di distruggere vite e ricchezze
[4]ยป.

Giordani ci ricorda dunque che la pace รจ il risultato di un progetto: un progetto di fraternitร  fra i popoli, di solidarietร  con i piรน deboli, di rispetto reciproco. Cosรฌ si costruisce un mondo piรน giusto, anche oggi.

Elena Merli
(Centro Igino Giordani)

Foto ยฉ Archivio CSC Audiovisivi


[1] Igino Giordani, Lโ€™inutilitร  della guerra, Cittร  Nuova, Roma, 2003, (terza edizione), p. 57
[2] Igino Giordani,ย Memorie di un cristiano ingenuo, Cittร  Nuova, Roma 1994, pp.47-51
[3] Idem, p.111
[4] Igino Giordani, Lโ€™inutilitร  della guerra, Cittร  Nuova, Roma, 2003, (terza edizione), p. 3

Resoconto Tutela 2024: una conversione integrale

Resoconto Tutela 2024: una conversione integrale

Pubblichiamo il resoconto dellโ€™anno 2024 sulle attivitร  del Movimento dei Focolari in materia di Tutela della persona ponendo come incipit le parole che Papa Francesco ha indirizzato alla Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori e con le quali, di fatto, ha attualizzato il mandato con cui lโ€™aveva costituita 10 anni fa. Ci sentiamo fortemente chiamati ad adempiere questa โ€œconversione integraleโ€ a cui fa appello il Santo Padre, che non รจ mai del tutto compiuta, ma ci domanda di interrogarci continuamente, di avere uno sguardo umile, sempre attento, protettivo e accogliente per ogni persona. Ci chiede di proseguire con perseveranza sulla strada della formazione e della vicinanza autentica, coscienti della necessitร  di cambiamento, perchรฉ ogni persona si senta sicura, amata e rispettata nei nostri ambienti e nelle diverse attivitร .

Sono tre gli elementi che hanno caratterizzato lo scorso anno dal punto di vista della Tutela, nel Movimento dei Focolari: lโ€™ascolto e il coinvolgimento di vittime e testimoni a vario titolo nei processi di riparazione e di formazione dei responsabili;lโ€™ampliamento dei corsi e degli eventi formativi per tutti i partecipanti e ilproseguimento della costruzione del quadro normativo, con lโ€™attualizzazione del Protocollo per i casi di abuso e la redazione delle Linee guida per i servizi di ascolto ed accoglienza.

Dโ€™importanza fondamentale รจ stato lโ€™incontro, nel novembre scorso, dei dirigenti del Movimento nel mondo con alcune persone, vittime di abusi sessuali o di potere da parte di membri del Movimento dei Focolari. Le vittime hanno raccontato le proprie storie di grande sofferenza e le gravi conseguenze sulla loro vita, sulle comunitร  di cui facevano o fanno tuttโ€™ora parte. Erano presenti anche alcuni membri della famiglia di una delle vittime che hanno offerto la loro testimonianza sulle gravi ricadute che lโ€™abuso ha su tutti i componenti della famiglia. Le parole di un partecipante esprimono bene lโ€™importanza di quel momento: โ€œLโ€™ascolto di queste persone ha segnato un prima e un dopo. Con delicatezza e chiarezza ci hanno detto quanto il Movimento abbia mancato in quello che รจ il cuore del suo carisma: lโ€™unitร , lโ€™amore al prossimo, perchรฉ in molti casi non solo siamo stati in qualche modo co-responsabili degli abusi commessi, ma poi abbiamo anche lasciato sole le persone ad affrontare il loro doloreโ€.

Inoltre, il contributo delle vittime, insieme al coinvolgimento di professionisti in varie discipline, esterni al Movimento, sono stati fondamentali per il lavoro svolto al Centro Internazionale e nei territori per i documenti prodotti e per la formazione alla Tutela delle comunitร  dei Focolari nel mondo, come pure la progettazione e lโ€™apertura di alcuni spazi di ascolto ed accoglienza.

Leggere il Resoconto 2024

(PDF scaricabile)

รˆ stata inoltre istituita una Commissione di studio sugli abusi di potere e spirituali accaduti allโ€™interno del Movimento. Lo scopo รจ approfondirne le cause, per poter cambiare prassi dannose e mettere in atto unโ€™adeguata prevenzione. Lo studio, tuttโ€™ora in corso, si avvale anche della consulenza esterna di specialisti in vari ambiti: psicologico, pedagogico e giuridico. Tale analisi รจ supportata e incoraggiata dal Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita e, nonostante sia nelle sue fasi iniziali, se ne riconosce la grande importanza, poichรฉ รจ evidente che non bastano la creazione e lโ€™applicazione di norme e protocolli, ma occorre approfondire le dinamiche che hanno condotto alle diverse forme di abuso. 

Infine, si sono attualizzati, implementati e prodotti documenti normativi e linee guida (come illustrato di seguito), frutto anche di una proficua collaborazione con la Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori, che ha seguito e promosso i nuovi passi fatti.

                                                                                                                              Stefania Tanesini

[1] Messaggio del Santo Padre Francesco allโ€™Assemblea plenaria della Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori, 25 marzo 2025

Convegno ecumenico: con speranza e coraggio

Convegno ecumenico: con speranza e coraggio

โ€œOggi, piรน che mai, nel mondo in cui viviamo, cosรฌ pieno di divisioni, di tragedie, di conflitti, dove la gente non dialoga, ritrovarsi insieme ha un significato molto grandeโ€, ha detto Margaret Karram, presidente del Movimento dei Focolari, in una intervista pubblicata su News.va durante i giorni del Convegno ecumenico dal titolo Called to hope โ€“ Key players of dialogue (Chiamati alla speranza, protagonisti del dialogo) promosso dal Centro Uno, la segreteria internazionale per lโ€™unitร  dei cristiani del Movimento dei Focolari. Le sue parole esprimono una certezza rimasta nel cuore e nellโ€™esperienza delle 250 persone di 40 Paesi e 20 Chiese cristiane e degli oltre 4000 collegati in tutto il mondo via streaming che hanno partecipato allโ€™evento.

Il Convegno tenutosi al Centro Mariapoli di Castel Gandolfo dal 26 al 29 marzo 2025, si รจ aperto con il contributo di Jesรบs Morรกn, copresidente del Movimento dei Focolari e di Callan Slipper, teologo anglicano che ha affermato: โ€œLโ€™ecumenismo, riparando le nostre interazioni personali allโ€™interno della comunitร  cristiana, permette alla Chiesa di essere sรฉ stessa. Ciรฒ che serve allโ€™umanitร  serve anche a noi. La nostra salute spirituale diminuisce senza di esso, cosรฌ come ogni altra dimensione della vita umana non puรฒ raggiungere il suo compimento senza la riconciliazione portata da Gesรนโ€. E Morรกn ha concluso: โ€œUnitร  piuttosto che unione e cristianesimo come modo di essere piuttosto che come una dottrina, possono essere due percorsi fruttuosi per l’ecumenismo in risposta a ciรฒ che la storia ci richiede oggiโ€.โ€ฏ 

Il convegno ha proposto un metodo per camminare nellโ€™unitร : il dialogo, quello che emerge dalla spiritualitร  dei Focolari, il dialogo della vita, il dialogo del popolo, e quello che emerge dal cosiddetto ecumenismo ricettivo, molto vicino ad esso. La prof.ssa Karen Petersen Finch, statunitense e presbiteriana, con la sua esperienza ha messo in evidenzia lโ€™importanza del dialogo sulla dottrina della fede, normalmente riservato solo ai teologi, ai responsabili delle Chiese e ai comitati ufficiali di dialogo, coinvolge oggi sempre di piรน anche il popolo.

Una giornata รจ stata dedicata ad un pellegrinaggio a Roma con la visita alla Basilica di San Lorenzo martire e allโ€™Abbazia delle Tre Fontane, dove la tradizione colloca il martirio di San Paolo. ย In un clima di raccoglimento questa giornata รฉ stata, come ha detto uno dei partecipanti: โ€œun incontro con i primi martiri della Chiesa indivisa che, con la loro autenticitร  di vita, di fede e con la loro testimonianza ci infondono il coraggio di annunciare Cristo oggiโ€. Poi, nella Basilica di San Paolo fuori le mura, il pellegrinaggio si รจ concluso con una preghiera ecumenica. Lโ€™ecumenismo ha la sua radice biblica nella preghiera, a cominciare da Gesรน. Lui stesso pregando ha chiesto al Padre: โ€œChe tutti siano unoโ€. Le Sue parole, in vari passi delle Scritture, ci invitano a chiedere qualsiasi cosa al Padre โ€œnel suo nome, insieme e concordementeโ€. E cosรฌ, insieme, raccolti in unitร , sacerdoti e laici di tutte le confessioni cristiane presenti hanno chiesto insieme al Padre la pace in ogni angolo della terra e la riconciliazione tra tutti i cristiani.

Tra le tematiche affrontate durante il convegno, anche le significative ricorrenze di questโ€™anno 2025: i 1700 anni del Concilio di Nicea, la Pasqua che sarร  celebrata lo stesso giorno da tutte le Chiese cristiane ed i 60 anni dellโ€™abolizione delle scomuniche tra la Chiesa di Roma e quella di Costantinopoli. Il dott. Martin Illert, rappresentante del Consiglio Ecumenico delle Chiese, in riferimento al Concilio di Nicea ha affermato: โ€œSono convinto che la preghiera e la riflessione comuni ci facciano avanzare sulla via dell’unitร , perchรฉ ricordiamo sia le nostre radici comuni che la nostra missione condivisaโ€. E Mons. Andrea Palmieri del Dicastero per la promozione dellโ€™unitร  dei cristiani ha osservato: โ€œQuesti eventi sono sicuramente importanti, ma (โ€ฆ) alle parole devono seguire decisioni concrete, profetiche. Sono convinto che le riflessioni avviate questโ€™anno contribuiranno alla maturazione di decisioni che potranno segnare il futuro del cammino ecumenicoโ€.

Come puรฒ contribuire la sinodalitร  allโ€™ecumenismo? Se ne รจ parlato in un panel formato da persone che hanno partecipato al Sinodo della Chiesa cattolica: tre delegati fraterni, membri di varie Chiese, un vescovo cattolico e una invitata speciale hanno condiviso lโ€™esperienza vissuta nella quale la partecipazione attiva di tutti ha contribuito al dialogo affettivo e effettivo con una โ€œforte dimensione ecumenica โ€“ come ha detto S. Em. Khajag Barsamian, della Chiesa armena apostolica -, che sottolinea l’unitร , le esperienze spirituali condivise e il rispetto reciproco tra i cristianiโ€. โ€œL’intero Sinodo come esercizio spirituale ha avuto una profonda influenza sulla mia comprensione di me stesso e sul mio ministero, ma anche sulla mia Chiesaโ€, non esita affermare il Rev. Dirk G. Lange, della Federazione Luterana mondiale. Il metodo di lavoro durante il Sinodo, la โ€œConversazione nello Spiritoโ€, per Mons. Brendan Leahy, Vescovo cattolico di Limerick (Irlanda), ha contribuito a rendermi โ€œpiรน attento nel mio lavoro e nel mio ministero ad ascoltare di piรน, riconoscendo il seme della veritร  in ogni personaโ€, mentreper la Dott.ssa Elizabeth Newman, della Alianza Mondiale Battista, la sinodalitร  ha la sua base โ€œsulla consapevolezza, e sulla pratica, che il proprio punto di vista non deve prevalere. Non si deve โ€˜vincereโ€™โ€.  Margaret Karram, Presidente del Movimento dei Focolari, afferma: โ€œNoi sappiamo che la speranza รจ una virtรน e non possiamo perderla. Dobbiamo nutrirla, coltivarla in noi per poterla dare agli altriโ€ e invita tutti ad accrescere la speranza e la fede con โ€œgesti anche piccoli nei confronti del prossimo: gesti di solidarietร , di comunione e di aperturaโ€ฆ solo cosรฌ possiamo sperareโ€.

Una chiamata alla speranza dunque che, durante il convegno, si รจ fatta riflessione e approfondimento, arricchita di segni concreti e testimonianze di vita che illustrano il cammino di azione ecumenica a livello mondiale (Global Christian Forum, JC2033), internazionale (Ikumeni-America Latina, Insieme per lโ€™Europa, John17), locale (da Brasile alle Filippine, dallโ€™Irlanda del nord alla Serbia, dallโ€™Olanda al Venezuela, dalla Germania allโ€™Ugandaโ€ฆ) e che sta coinvolgendo Chiese, sacerdoti e laici, teologi e studiosi, adulti e giovani, singoli e gruppi, tutti veri protagonisti del dialogo.

Carlos Mana

Eโ€™ possibile rivedere lo streaming del Convegno sul canale Youtube di focolare.org

(Foto: ยฉ Javier Garcรญa, Joaquรญn Masera, Carlos Mana – CSC Audiovisivi)

ComunicAzione sinodale nel Giubileo della speranza

ComunicAzione sinodale nel Giubileo della speranza

Da oltre due anni un gruppo di professionisti della comunicazione, su iniziativa di NetOne, la rete internazionale dei comunicatori del Movimento dei Focolari, si riunisce con incontri mensili online per approfondire alcuni temi legati al Sinodo dei vescovi, in particolare su sinodalitร  e comunicazione. Ascolto, silenzio, testimonianza, comunicazione fraterna: sono alcuni degli elementi chiave durante gli incontri. In questi due anni si sono svolti anche due webinar: il primo ad aprile 2024 (potete leggere un approfondimento qui) e il secondo nel mese di febbraio 2025 dal titolo โ€œQuale comunicazione per la sinodalitร ?โ€ (guarda il video). Questo evento รจ stato seguito in varie parti del mondo ed ha visto la partecipazione di numerosi esperti della comunicazione collegati da vari Paesi.

Alessandro Gisotti, vice direttore dei Media Vaticani ha aperto la serie di interventi citando tre termini essenziali per un buon comunicatore: Comunicazione, Azione e Comunitร . โ€œIn questo Anno Santo abbiamo bisogno di una comunicazione sinodale che sappia mettersi in cammino con la gente che verrร  โ€“ ha affermato – per accompagnarla, senza la presunzione di volerla guidare. Ma disponibile ad ascoltarla, accompagnarla, a fare un tratto di strada insiemeโ€.

Dagli Stati Uniti Kim Daniels, docente della Georgetown University di Washington D.C., coordinatrice al Sinodo del Gruppo di studio 3 โ€œLa missione nellโ€™ambiente digitaleโ€. โ€œIl nostro obiettivo – ha spiegato Daniels parlando del gruppo di studio – รจ offrire raccomandazioni attuabili al Santo Padre per il miglioramento della missione della Chiesa in questa cultura digitale, assicurando che essa rimanga saldamente radicata nella nostra chiamata a incontrare le persone ovunque si trovino, conducendole verso una comunione piรน profonda con Cristo e lโ€™uno con lโ€™altroโ€.

Pรกl Tรณth, docente dellโ€™Istituto Universitario Sophia di Loppiano รจ intervenuto dallโ€™Ungheria spiegando che โ€œper sanare le piaghe profonde del mondo globalizzato necessita una collaborazione trasversale anche con quelli che hanno concezioni parzialmente diverse da noi. Lโ€™idea del consenso differenziato promuove un nuovo tipo di rapporto sociale: collaboriamo per la realizzazione di alcuni valori mentre rimaniamo su piattaforme diverse per altriโ€.

Il Sinodo si costruisce partendo dagli ultimi. Questo รจ emerso dallโ€™esperienza di Muriel Fleury e Beatrice Binaghi, rispettivamente responsabile della Comunicazione e incaricata dei Social media presso il Dicastero per lo Sviluppo Umano Integrale. โ€œDar voce a chi non ce lโ€™haโ€ afferma Fleury ricordando che โ€œparlare di chi viene sfruttato o emarginato dai processi dominanti significa far esistere queste persone. Senza queste voci controcorrenti tutto favorirebbe chi domina, perchรฉ tacere vuol dire finire per assecondare chi maltratta, chi schiavizza, chi spreme, chi vuole rendere invisibili tanti, troppi uomini e donneโ€. E Binaghi ha raccontato della rete di collaborazione nata tra i โ€œvescovi di frontieraโ€ responsabili della pastorale migratoria in Colombia, Costa Rica e Panama, soprattutto per affrontare la situazione critica nel Darien da cui ogni giorno passano centinaia di migranti. โ€œIl confronto e la comunicazione hanno creato comunitร , e il lavoro che prima era frammentato ora รจ piรน sinergico e incisivoโ€.

All’attrice Stefania Bogo il compito di dare due momenti di riflessione con la lettura artistica di alcuni passaggi della recente enciclica di Papa Francesco, Dilexit nos e de L’attrattiva del mondo moderno, di Chiara Lubich.

Erica Tossani, della presidenza dellโ€™Assemblea Sinodale della Chiesa italiana, ha spiegato come sia importante ascoltare, che โ€œnon รจ semplicemente unโ€™azione passiva, un silenzio che attende di essere riempito dalle parole altrui. รˆ un atteggiamento attivo che implica attenzione, discernimento e disponibilitร  a lasciarsi interpellare. Senza ascolto la comunicazione si riduce a polarizzazione e contrapposizione sterileโ€.

Fra le esperienze sinodali cโ€™รจ quella di Paolo Balduzzi, inviato della trasmissione A sua immagine del canale italiano Rai 1. โ€œLe storie raccontate – spiega – nascono da un dialogo condiviso con l’intera redazione. Per me ogni intervista รจ un incontro. E la sinodalitร  parte da questo incontro con il mio interlocutore, cioรจ vuol dire entrare nella sua storia, nel suo vissuto e cercare di cogliere insieme quegli aspetti che sono piรน essenziali al raccontoโ€.

La storia di Mariella Matera, blogger di Alumera, uno spazio di evangelizzazione sui social, che racconta il percorso di una comunicatrice affascinata dall’idea di trasmettere il Vangelo attraverso internet. โ€œCome posso essere un piccolo ponte tra il web e Cristo? – si chiede – A Lumera, in dialetto calabrese (sud Italia), รจ il vecchio lume a olio. Cosรฌ come la lampada, finchรฉ ha olio non si spegne, anche io, finchรฉ ho in me lโ€™amore di Cristo, non posso tacereโ€.

In conclusione, Anita Tano, responsabile della comunicazione per United World Project-NetOne Argentina. Lei ha raccontato lโ€™esperienza del Genfest 2024 in Brasile, lโ€™evento giovanile del Movimento dei Focolari dal tema Together to Care. Tra scambi culturali, arte e workshop, lโ€™obiettivo era quello di riconoscere la comunicazione come uno strumento per prendersi cura della “vita di sรฉ stessi, degli altri e del pianeta”. Un messaggio che ha sottolineato la differenza tra lโ€™essere semplicemente “connessi” e lโ€™essere realmente “uniti”.

La diretta รจ stata moderata da Enrico Selleri, conduttore e autore delle emittenti della Chiesa italiana Tv2000 e InBlu2000, e Sara Fornaro, caporedattrice web della rivista italiana Cittร  Nuova ed รจ stata promossa da NetOne insieme alla Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi, il Dicastero per la Comunicazione, il Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, Vatican Media, il Cammino sinodale della Chiesa in Italia, TV2000, InBlu2000 e SIR (della Conferenza Episcopale Italiana), lโ€™Istituto Universitario Sophia, Weca (Associazione dei WebCattolici Italiani), il Gruppo editoriale Cittร  Nuova e la Pontificia Universitร  della Santa Croce.

Per maggiori info e per rimanere in contatto: net4synodcom@gmail.com www.youtube.com/@SynodalCommunicationNetwork

Lorenzo Russo

Foto: ยฉPixabay

Don Enrico Pepe: una vita spesa per lโ€™unitร  e la Chiesaย 

Don Enrico Pepe: una vita spesa per lโ€™unitร  e la Chiesaย 

โ€œPenso che don Pepe, dopo don Silvano Cola, sia stato il sacerdote focolarino piรน carismatico che io abbia conosciutoโ€, cosรฌ un sacerdote dellโ€™Italia alla notizia della morte di don Enrico Pepe avvenuta il 2 marzo 2025 nel focolare sacerdotale a Grottaferrata (Roma). โ€œEra una persona di sguardo puro. Vedeva le persone nella veritร  e anche nella misericordiaโ€, cosรฌ un altro dagli USA. E il card. Joรฃo Braz De Aviz, prefetto emerito del Dicastero per la vita consacrata, nellโ€™omelia del funerale da lui presieduto: โ€œRingrazio il Signore per la cura che ha avuto di noi sacerdoti, aiutando tanti a non smarrire il dono della vita cristiana e del sacerdozio ministeriale, perchรฉ rinforzati dalla ricerca continua dellโ€™unitร  tra noi, con la Chiesa e con lโ€™Opera di Mariaโ€.

Ma chi era don Enrico Pepe? Molto ha raccontato lui stesso nel volume Unโ€™avventura nellโ€™unitร  (CNx 2018).

Enrico nasce il 15 novembre 1932 a Cortino (Teramo, Italia), come primo di nove fratelli e sorelle. Pur fra le ombre della guerra, vive unโ€™infanzia felice. Tornerร  in seguito volentieri in quei luoghi anche per ritrovare il calore dei suoi cari: la โ€œtribรนโ€ Pepe, con 76 tra nipoti e pronipoti.

Alle scuole medie, Enrico sente la vocazione al sacerdozio ed entra in seminario. Vive un momento di dubbio quando una giovane gli manifesta il suo affetto, ma proprio in quella circostanza rinnova con piรน coscienza la sua scelta.

Viene ordinato sacerdote nel 1956 e nel 1958 il vescovo lo manda a Cerchiara, un paese sotto il Gran Sasso, diviso in due fazioni politiche che toccano anche la parrocchia. Don Enrico, con la sua โ€œfurbiziaโ€ evangelica, riesce a farsi strada e la situazione si pacifica.

Nel 1963 conosce il Movimento dei Focolari. Con don Annibale Ferrari si reca ogni quindici giorni da Teramo a Roma da don Silvano Cola nel primo focolare sacerdotale. Un anno dopo gli viene proposto di trasferirsi a Palmares nel Nord Est del Brasile, da dove il vescovo Dom Acacio Rodrigues si รจ rivolto ai Focolari, per via della grave penuria di preti. Nel 1965 don Pepe diventa parroco a Ribeirรฃo, in una zona di monocultura della canna da zucchero con brucianti problemi sociali e morali. Vi risponde con una pastorale illuminata dal Concilio Vaticano II e dal suo buon senso. Nascerร  con gli anni un focolare sacerdotale alla cui vita partecipa spesso anche Dom Acacio.

Dopo alcuni mesi in patria, nel 1969 parte nuovamente per il Brasile, questa volta per dedicarsi interamente al Movimento e portare avanti lo spirito dellโ€™unitร  tra i sacerdoti. Nel 1972 si trasferisce a questo scopo alla Mariapoli Araceli, la cittadella dei Focolari nei pressi di San Paolo.  โ€œLa Chiesa in Brasile โ€“ scriverร  don Pepe anni dopo a papa Francesco โ€“ attraversava allora una crisi tremenda soprattutto nel clero. Insieme ai focolarini e alle focolarine ho iniziato a offrire ai sacerdoti e ai seminaristi diocesani e religiosi la spiritualitร  dellโ€™unitร . Si รจ cosรฌ risvegliata una vita nuova e gioiosa in tante diocesi e congregazioni religioseโ€. Con un frutto inaspettato: โ€œAllโ€™inizio degli anni โ€™80, la Santa Sede ha cominciato a nominare vescovi alcuni sacerdoti che vivevano questa spiritualitร โ€.

Nel 1984 don Pepe viene chiamato al Centro sacerdotale dei Focolari a Grottaferrata (Roma), per prendersi cura, insieme a don Silvano Cola, delle migliaia di sacerdoti che vivono la spiritualitร  dellโ€™unitร  e della vita che fiorisce in parrocchie del mondo intero. Nel tempo libero, raccoglie la vita di Martiri e Santi. Ne nasce un libro dellโ€™editrice Cittร  Nuova talmente apprezzato che gli viene chiesto di ampliarlo a tre volumi.

Nel 2001 scoppia il caso dellโ€™arcivescovo zambiano Milingo. Quando questi si pente, la Santa Sede cerca a chi affidarlo per una ripresa e si rivolge al Movimento dei Focolari. Si assegna a don Pepe questo compito. Anni dopo, il card. Bertone, a suo tempo Segretario del Dicastero per la dottrina della fede, scriverร  a don Pepe: โ€œCi siamo conosciuti in un momento speciale della vita della Chiesa a Roma, senza che ci fossimo mai incontrati, ma abbiamo avvertito una convergenza di ideali, di missione e di trasmissione dellโ€™amore misericordioso di Dio, che hanno sigillato le nostre relazioniโ€.

Durante gli ultimi anni, arrivano grandi sfide per la salute. โ€œIn Brasile โ€“ commenta don Pepe โ€“ ho calpestato tanti aeroporti ed ora mi vedo spesso sulla pista di lancio, pronto allโ€™ultimo volo, il piรน bello, perchรฉ ci porta in Altoโ€.

Hubertus Blaumeiser

Nostalgia dellโ€™infinito

Nostalgia dellโ€™infinito

La nostalgia รจ un sentimento decisivo per gli interrogativi morali, filosofici e spirituali dellโ€™essere umano. Etimologicamente significa “dolore del ritorno”, in senso a volte indeterminato, perchรฉ non รจ tanto rivolto a un passato fatto di luoghi, persone o eventi concreti, quanto a un’emozione profonda che ci fa anelare a un qualcosa di bello, giusto e universale, come se, in fondo, sapessimo di farne parte o di esserne chiamati.

Il tema dellโ€™esilio attraversa la storia del pensiero umano: il viaggio di Ulisse (cantato nell’Odissea di Omero) รจ un viaggio che richiama allโ€™infinito perchรฉ sempre incompiuto ma che comporta una esperienza di saggezza.

(โ€ฆ)

โ€œSempre devi avere in mente Itaca โ€“ raggiungerla sia il pensiero costante. Soprattutto, non affrettare il viaggio; fa che duri a lungo, per anni (โ€ฆ). E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrร  deluso. Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso giร  tu avrai capito ciรฒ che Itaca vuole significareโ€[1]

Ogni racconto di esilio, dalle piรน antiche civiltร  ai giorni nostri, affronta domande esistenziali, fondamentali non solo per quel tempo: esiste un โ€œfiloโ€ che dร  significato alla storia? Questa domanda puรฒ essere rivolta anche a livello personale: Cโ€™รจ un senso di quello che sto vivendo o che ho vissuto? Perchรฉ il male, il dolore, la morte? Sono le domande inespresse ma profondamente rappresentate nelle piรน recenti ricerche sui bisogni autentici dei giovani. Spesso la nostalgia dellโ€™infinito viene raccontata come malinconia, solitudine dellโ€™anima, ricerca di un perchรฉ[2]

Eppure questi interrogativi fanno fatica a emergere: siamo distratti da eventi che ci accadono, dalle mille preoccupazioni che ci attanagliano lโ€™anima, da pensieri che ci importunano. Forse non ci fermiamo abbastanza per scoprire attorno a noi piccole risposte che possano essere un faro che ci aiuti a non smarrire il senso del nostro percorso.

Proviamo allora a cercare in ogni modo le occasioni – in tempi e spazi di ascolto, riflessione, condivisione – e insieme a coloro che condividono con noi il cammino della nostra esistenza: la nostra comunitร , gli amici, i colleghi di lavoro, proviamo a lavorare, a confrontarci senza perdere la fiducia che le cose possano cambiare in meglio. Anche noi ci sentiremo cambiati.

Nelle comunitร  cristiane sparse per il mondo, in questo mese ricorre la Pasqua. Il messaggio dei โ€œtre giorniโ€ รจ forte e continua a interrogare tutte le persone capaci di domande e di dialogo[3]. Il mistero del dolore, la capacitร  di โ€œstareโ€ nelle ferite dellโ€™umanitร , la forza di ricominciare sono i valori presenti in ogni cuore che accompagnano il nostro viaggio attraverso i deserti e guidano la storia e la nostra vita.

ยฉ Foto da StockSnap/Pixabay

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Lโ€™IDEA DEL MESE รจ attualmente prodotta dal “Centro del Dialogo con persone di convinzioni non religiose” del Movimento dei Focolari. Si tratta di un’iniziativa nata nel 2014 in Uruguay per condividere con gli amici non credenti i valori della Parola di Vita, cioรจ la frase della Scrittura che i membri del Movimento si impegnano a mettere in atto nella vita quotidiana. Attualmente Lโ€™IDEA DEL MESE viene tradotta in 12 lingue e distribuita in piรน di 25 paesi, con adattamenti del testo alle diverse sensibilitร  culturali.


[1]Konstandinos P. Kavafis. Poesie, Mondadori, Milano 1961

[2]Istituto Giuseppe Toniolo: Cerco, dunque credo? (Vita e Pensiero, 2024) cura di R. Bichi e P. Bignardi  

[3]Convegno Internazionale โ€œIl senso nel dolore?โ€ (Castel Gandolfo, 2017) https://www.cittanuova.it/senso-neldolore/?ms=006&se=007

โ€œEcco, io faccio una cosa nuova, proprio ora germoglia, non ve ne accorgete?โ€ (Is 43,19).

โ€œEcco, io faccio una cosa nuova, proprio ora germoglia, non ve ne accorgete?โ€ (Is 43,19).

L’esilio in Babilonia e la distruzione del tempio di Gerusalemme avevano creato nel popolo di Israele un trauma collettivo e posto un interrogativo teologico: Dio รจ ancora con noi o ci ha abbandonati? Lo scopo di questa parte del libro di Isaia รจ quello di aiutare il popolo a capire quello che Dio sta operando, a fidarsi di Lui e poter cosรฌ ritornare in patria. Ed รจ proprio nellโ€™esperienza dellโ€™esilio che il volto di Dio creatore e salvatore si rivela.

โ€œEcco, io faccio una cosa nuova, proprio ora germoglia, non ve ne accorgete?โ€.

Isaia ricorda l’amore fedele di Dio per il suo popolo. La Sua fedeltร  rimane costante anche durante il periodo drammatico dell’esilio. Anche se le promesse fatte ad Abramo appaiono irraggiungibili e il patto dell’Alleanza sembra in crisi, il popolo di Israele rimane un luogo particolarmente privilegiato della presenza di Dio nella storia.

Il libro profetico affronta domande esistenziali, fondamentali non solo per quel tempo: chi ha in mano lo svolgersi e il significato della storia? Questa domanda puรฒ essere rivolta anche a livello personale: chi tiene in mano le sorti della mia vita? Qual รจ il senso di quello che sto vivendo o che ho vissuto? 

โ€œEcco, io faccio una cosa nuova, proprio ora germoglia, non ve ne accorgete?โ€.

Dio opera nella vita di ciascuno, costantemente, facendo “cose nuove”. Se non sempre ce ne accorgiamo o riusciamo a capirne il significato e la portata, รจ perchรฉ esse sono ancora germogli o perchรฉ non siamo pronti a riconoscere quello che Egli sta operando. Distratti da eventi che ci accadono, dalle mille preoccupazioni che ci attanagliano lโ€™anima, da pensieri che ci importunano, forse non ci fermiamo abbastanza nellโ€™osservare questi germogli che sono la certezza della Sua presenza. Egli non ci ha mai abbandonato e crea e ricrea in continuazione la nostra vita. 

ยซSiamo noi la โ€œcosa nuovaโ€, la โ€œnuova creazioneโ€ che Dio ha generato. [โ€ฆ] Non guardiamo piรน al passato per rimpiangere ciรฒ che di bello ci รจ successo o per piangere i nostri sbagli: crediamo fortemente allโ€™azione di Dio che puรฒ continuare ad operare cose nuoveยป[1]

โ€œEcco, io faccio una cosa nuova, proprio ora germoglia, non ve ne accorgete?โ€.

Insieme a coloro che condividono con noi il cammino della nostra esistenza, la nostra comunitร , gli amici, i colleghi di lavoro, proviamo a lavorare, a confrontarci e a non perdere la fiducia che le cose possano cambiare in meglio. 

Il 2025 รจ un anno speciale perchรฉ la data della Pasqua ortodossa coincide con quella delle altre denominazioni cristiane. Che questo avvenimento, la festa della Pasqua comune, possa essere una testimonianza della volontร  delle Chiese nel continuare senza sosta un dialogo nel portare avanti insieme le sfide dellโ€™umanitร  e promuovere azioni congiunte. 

 Prepariamoci a vivere quindi questo periodo pasquale con gioia piena, fede e speranza. Cosรฌ come Cristo รจ risorto, anche noi, dopo aver attraversato i nostri deserti, lasciamoci accompagnare in questo viaggio da Colui che guida la storia e la nostra vita.  

A cura di Patrizia Mazzola e del team della Parola di Vita
ยฉFoto di Adina Voicu da Pixabay


[1] C. Lubich, Parola di Vita di marzo 2004, in eadem, Parole di Vita, a cura di Fabio Ciardi (Opere di Chiara Lubich 5; Cittร  Nuova, Roma 2017) pp. 715-716.

Arturo, invisibile

Arturo, invisibile

Era un bellissimo pomeriggio, un clima ideale. Il lungomare di Lima era pieno di gente: intere famiglie che si godevano la spiaggia, genitori e figli che arrivavano con le loro tavole e attrezzature da surf, scuole di surf con i loro insegnanti, turisti e venditori di bibite e gelati da offrire a quello sciame di potenziali acquirenti.

Accompagnavamo un amico del nord del Perรน che era venuto a trovarci. Con Marcelo lo stavamo portando nei luoghi piรน piacevoli e attraenti. All’orizzonte si potevano vedere i surfisti cavalcare abilmente le alte onde dell’Oceano Pacifico, che di pacifico ha ben poco o nulla. Un vero spettacolo! Il sole si stava preparando per l’ultima scena della giornata con una cornice esclusiva, dipingendo il cielo di un infuocato arancione rossastro.

In quel bellissimo contesto, al quale puรฒ accedere solo una determinata classe sociale, tutto andava a gonfie vele. In mezzo alla folla, ho notato un omino magro come uno stecchino che trasportava quattro sacchi con materiale di scarto che lui stesso aveva raccolto: cartone, bottiglie di plastica, vetro… Questo minuscolo essere, completamente invisibile in quell’ambiente, si preparava a salire alcune alte scale, esse conducono alla sopraelevata che attraversa l’autostrada da un lato all’altro, dalla spiaggia alla strada. Sembrava unโ€™invisibile formica con un carico tre volte il suo peso.

In quella folla senza volto, la sua presenza ha attirato tutta la mia attenzione. “Vieni, siediti un po’ accanto a me”, gli ho detto, indicando il posto vuoto alla mia destra della panchina dove ero seduto. Mi ha guardato sorpreso e sorridente. Ha posato i grossi sacchi e si รจ seduto. โ€œCiao, io mi chiamo Gustavo, e tu?โ€. โ€œArturo,โ€ ha risposto con un ampio sorriso che mostrava una bocca sdentata. Mi ha spiegato che veniva da lontano e che doveva andare dall’altra parte dell’autostrada, salendo l’imponente scalinata, per prendere l’autobus che lo avrebbe riportato a casa. Lรฌ, nel suo umile quartiere, avrebbe venduto il materiale di scarto che aveva raccolto. Il suo lavoro quotidiano per sopravvivere, lui e la sua famiglia.

Marcelo gli ha offerto 5 Soles, il prezzo del biglietto dell’autobus. Lo abbiamo salutato stringendo calorosamente la sua mano sudata e augurandogli buona fortuna. Mentre saliva le scale con in mano le borse, ogni tanto ci guardava e ci regalava il suo sorriso sdentato.

In mezzo alla folla senza volto, Arturo รจ diventato la persona piรน importante, colui che ci ha toccato il cuore, che รจ riuscito a commuoverci interiormente, colui che ci ha collegato con le beatitudini, con il modo di vedere di Dio.

Gustavo E. Clariรก

Africa: continente di speranza

Africa: continente di speranza

Il continente africano รจ composto da 54 Stati. Eโ€™ attraversato dall’Equatore e dai tropici del Cancro e del Capricorno, quindi gran parte del territorio รจ situato nella zona torrida ed รจ caratterizzato da deserti, savane e foreste pluviali. รˆ il continente con la piรน grande area interessata da clima arido e caldo. Trenta milioni di kmยฒ con circa mille quattrocento milioni di abitanti.

Jesรบs Morรกn, Copresidente del Movimento dei Focolari, accompagnato da alcuni membri del Centro Internazionale ha visitato alcuni Paesi dellโ€™est e dellโ€™ovest del continente tra il 13 gennaio e il 9 febbraio 2025. Margaret Karram, Presidente del Movimento dei Focolari, si รจ collegata in diretta in nove occasioni, specialmente per le giornate dedicate agli incontri con le comunitร  locali.

โ€œUn viaggio che ricorderemo a lungoโ€ ย ha detto Jesรบs Morรกn. โ€œQuesto viaggio ci รจ rimasto nel cuore โ€“ ha aggiunto Margaret Karram โ€“ tanti lo hanno definito un โ€˜viaggio storicoโ€™. Io ho ancora negli occhi, anche se li ho visti attraverso i collegamenti, i loro volti, i loro sorrisi, la loro decisioneโ€. โ€œMi ha colpito tantissimo la testimonianza delle comunitร  del Movimento nel vivere il Vangelo con radicalitร . Penso che ci possano insegnare moltoโ€.

Costa dโ€™Avorio, Sierra Leone, Kenya, Rwanda, Burundi sono state le tappe di questo viaggio, ma in molti degli incontri hanno partecipato tante altre persone da vari altri Paesi africani.

Impossibile riassumere lโ€™intensitร  e ricchezza di vita incontrata in ogni comunitร . Riproponiamo qui una parte del Collegamento del 15 marzo 2025 nel quale si รจ ripercorso questo viaggio, una immersione nella vita e nella cultura del continente africano.

Chiamati alla speranza, protagonisti del dialogo

Chiamati alla speranza, protagonisti del dialogo

Dal 26 al 29 marzo 2025 presso il Centro Mariapoli di Castel Gandolfo (Italia) si svolgerร  il convegno ecumenico dal titolo Called to hope – Key players of dialogue, (Chiamati alla speranza, protagonisti del dialogo). Promosso dal Centro Uno, la segreteria internazionale per lโ€™unitร  dei cristiani del Movimento dei Focolari, parteciperanno in presenza piรน di 250 fedeli di 20 Chiese cristiane provenienti da oltre 40 Paesi di 4 continenti, tra cui Filippine, Serbia, Bulgaria, Slovacchia, Irlanda, Venezuela, Stati Uniti, etc. Sarร  tradotto in 15 lingue e verrร  diffuso anche via streaming.

Giovedรฌ 27 marzo a Roma, presso la Basilica di San Paolo fuori le mura (ore 16:00), รจ prevista una preghiera ecumenica di riconciliazione e per la pace aperta a tutti.

Nel programma del convegno verranno inoltre approfonditi i tre appuntamenti e anniversari che ricorrono questโ€™anno: nel contesto dellโ€™Anno Giubilare โ€œPellegrini della Speranzaโ€ della Chiesa Cattolica ricorderemo i 1700 anni del Concilio di Nicea, la coincidenza della data della celebrazione della Pasqua per tutte le Chiese, e i 60 anni dallโ€™abolizione delle scomuniche reciproche tra la Chiesa di Roma e la Chiesa di Costantinopoli.

Tra le personalitร  ecumeniche presenti interverranno: Mons. Andrea Palmieri Sotto-segretario del Dicastero vaticano per la promozione dell’unitร  dei cristiani, Mons. Derio Olivero , Presidente commissione episcopale per l’ecumenismo e il dialogo della Conferenza Episcopale Italiana, Prof. Dr. Martin Illert, rappresentante del Concilio ecumenico delle Chiese (CEC), Arcivescovo Khajag Barsamian rappresentante della Chiesa apostolica armena pressoย la Santa Sede, Dott.ssa Natasha Klukach, Director of Research and Operations del Global Christian Forum, Dott. William Wilson (in video messaggio), Presidente della Pentecostal World Fellowship, Dott.ssa Elisabeth Newman dellโ€™Alleanza Battista Mondiale, Dott.ssa Margaret Karram e Dr. Jesus Moran, Presidente e Copresidente del Movimento dei Focolari.

Perchรฉ รจ urgente lavorare per lโ€™ecumenismo?

In questo tempo di divisioni e grandi sfide – guerre, flussi di rifugiati in tutto il mondo, iniqua distribuzione della ricchezza, danni quasi irreversibili all’ecosistema terrestre – come cristiani siamo insieme chiamati a testimoniare la speranza del Vangelo e ad essere protagonisti di dialogo e unitร , impegnandoci a vivere insieme per la pace, a costruire fraternitร , a diffondere speranza. Lโ€™unitร  dei cristiani รจ determinante per riportare la pace ovunque manca.

Stefania Tanesini

Argentina: alluvione a Bahรญa Blanca, un miracolo inaspettato

Argentina: alluvione a Bahรญa Blanca, un miracolo inaspettato

Bahรญa Blanca รจ una cittร  situata in riva al mare, proprio dove inizia la Patagonia argentina. Con i suoi 370.000 abitanti, รจ il centro economico, religioso e culturale di una vasta regione. A pochi chilometri di distanza, altre 80.000 persone vivono nella cittร  di Punta Alta. Insieme, hanno un polo petrolchimico molto importante, un gruppo di 7 diversi porti (porto multifunzionale, cerealicolo, per la frutta, la pesca, il gas, il petrolio e i fertilizzanti) e la base principale della Marina argentina.

In questa regione, la piovositร  media in un anno รจ di 650 mm., ma venerdรฌ 7 marzo 2025 sono caduti 400 mm in sole 7 ore. Una tale quantitร  d’acqua, nel suo percorso verso il mare, aumentava la sua velocitร  e distruggeva tutto ciรฒ che incontrava sul suo cammino. Ponti, canali, ferrovie, strade, strade, automobili, case, negozi… e persone.

La popolazione si รจ trovata improvvisamente in una scena dantesca di proporzioni inimmaginabili, come se ci fosse stato uno tsunami. Una brusca interruzione di corrente elettrica ha bloccato anche le comunicazioni telefoniche e in questo modo nessuno aveva idea di come stessero le altre persone, i familiari, gli amici, i colleghi di lavoro.

Tuttavia, qualcosa all’interno di questa comunitร  si รจ risvegliato e l’insieme di tutte le leggi universali si รจ riassunto in un unico verbo: servire.

Man mano che l’acqua e il fango lo permettevano, migliaia di persone hanno cominciato a riversarsi per le strade. Ognuno faceva una prima verifica dei danni nella propria abitazione, ma subito dopo spostava lo sguardo sui vicini, per vedere se avessero bisogno di aiuto. Chi riusciva a sistemare la propria situazione, si rendeva totalmente disponibile ad aiutare gli altri. Siamo stati tutti testimoni e protagonisti di un gigantesco miracolo che si รจ moltiplicato, con meravigliosa creativitร  e forza.

Lโ€™unica cosa che importava era quanto potevamo fare con le nostre mani: aiutare a togliere acqua e fango dalle case, pulire, riordinare, cercare stracci, secchi d’acqua, disinfettante, portare i feriti nei centri sanitari, prendersi cura degli animali domestici, ospitare persone che avevano perso tutto, dare forza, incoraggiare, abbracciare, condividere ogni dolore. Nessuno si lamentava e dicevano: “Per me รจ stato molto difficile, ma accanto a quello che รจ successo agli altri…โ€

Mentre aiutavo alcuni amici, si รจ avvicinata una coppia e ha distribuito empanadas gratuitamente. Altri, qualcosa da bere. Chi aveva un generatore di corrente lo offriva per ricaricare le batterie dei cellulari. Altri mettevano a disposizione pompe per aspirare l’acqua. Un ottico donava gratuitamente gli occhiali a chi li aveva smarriti. Una signora ha distribuito disinfettanti, un medico faceva visite nelle case, un uomo ha offerto i suoi servizi come muratore e un altro come meccanico. Tutto circolava: candele, cibo, vestiti, pannolini, materassi, acqua potabile, scope, mani, ancora mani e ancora mani.

E poi รจ arrivata la solidarietร  di tutto il Paese e della gente di tutto il mondo. In camion, in treno, in autobus, in furgoni… tonnellate di donazioni, che hanno avuto bisogno di piรน volontari per il carico, lo scarico, lo smistamento e la consegna. Volontari che non hanno smesso di moltiplicarsi. E anche denaro, donato con grande generositร . Parrocchie, club, scuole, aziende, tutte le organizzazioni esistenti hanno dato tutto quello che potevano. E anche un altro tipo di organizzazione: i gruppi di amici. Come una sorta di โ€œpattugliaโ€, ogni gruppo di amici ha iniziato ad occuparsi di uno dei settori della cittร  dove si รจ visto che sarebbe stato piรน difficile per gli aiuti governativi arrivare in tempo. Ancora oggi vanno  di casa in casa, di porta in porta e annotano ogni tipo di necessitร . E si occupano di far arrivare ciรฒ che รจ necessario in modo tempestivo.

Tutte le mani di queste persone, anche senza saperlo, senza crederlo o senza immaginarlo, si sono trasformate in “mani divine”. Perchรฉ รจ stato il modo piรน concreto che Dio ha potuto usare per raggiungere chi aveva bisogno. Personalmente ho vissuto momenti di grande preoccupazione perchรฉ non sapevo come stessero i miei fratelli o i miei amici. Volevo raggiungerli, ma era impossibile. Cosรฌ ho deciso di offrire il mio aiuto dove potevo arrivare. In senso figurato l’ho chiamato il mio “metro quadrato”. Piรน tardi sono riuscito a raggiungere i miei cari e ho scoperto che molte altre persone, estranei, avevano aiutato lรฌ, dove io non avevo potuto farlo.

Alcuni giorni dopo, vari settori della cittร  sono ancora invasi dallโ€™acqua. Il dolore e le difficoltร  continuano. Le perdite sono state enormi. E si incontrano ovunque persone con grandi occhiaie e molto dolore ai muscoli, perchรฉ hanno lavorato quasi senza riposo. Ma con il cuore in mano e la pienezza negli occhi, per aver dato tutto per gli altri.

Juan Del Santo (Bahรญa Blanca, Argentina)
Foto: ยฉ Focolari Bahia Blanca

Chiara Lubich: โ€œIl prossimo รจ un altro te stessoโ€

Chiara Lubich: โ€œIl prossimo รจ un altro te stessoโ€

Con quali occhi guardiamo il mondo e i nostri compagni di viaggio nellโ€™avventura della vita? รˆ una questione di vitale importanza, in unโ€™epoca come la nostra segnata da polarizzazione e disaccordi, da solitudine e distanze fra chi ha e chi non ha. Senza dimenticare la presenza sempre piรน pervasiva dellโ€™intelligenza artificiale. Eppure, cresce allo stesso tempo la sete di armonia e di veritร .

Chiara Lubich diceva che tutto dipende con quale โ€œocchioโ€ guardiamo le persone. Se vedo con lโ€™occhio del cuore, che รจ lโ€™occhio dellโ€™Amore, non ci fermeremo alle apparenze, coglieremo invece la realtร  piรน profonda che si cela in ogni essere umano. E dallo sguardo del cuore procede lโ€™agire, la qualitร  della relazione, il farsi prossimi, vicini allโ€™altro (1).

Nel 1961 Chiara scrive:

Guarda il video

  1. Cfr. Vicinanza, lo stile di Dio nella vita e nel pensiero di Chiara Lubich, A cura di Povilus J. e Ciccarelli L., Cittร  Nuova Editrice, Roma, p. 5.
  2. Ibid. pp. 99-100.
โ€œSe Guardo questa Romaโ€ฆโ€

โ€œSe Guardo questa Romaโ€ฆโ€

Una mostra dedicata a Chiara Lubich (1920-2008), testimoneย e ispiratrice del valore universale della fraternitร . Una tappa per chi si reca a Roma. Al centro del percorso espositivo cโ€™รจ il tema della cittร , come luogo privilegiato per la costruzione di relazioni fraterne, aperte sul mondo. Il percorso espositivo multimediale รจ realizzato dal Centro Chiara Lubich con la Fondazione Museo storico del Trentino.

Si puรฒ visitare dal lunedรฌ al venerdรฌ nel orario: 10:00-12:30 e 14:00-17:00. Il sabato tra le 10:00 e le 13:00.

Info

Una umanitร , un pianeta: leadership sinodale

Una umanitร , un pianeta: leadership sinodale

Il Movimento Politico per lโ€™Unitร  insieme allโ€™ONG New Humanity, espressioni del Movimento dei Focolari, con il supporto di Porticus promuovono il progetto politico globale dal titolo โ€œUna umanitร , un pianeta: leadership sinodaleโ€. Rivolto a giovani tra i 18 e i 40 anni con esperienza in rappresentanza politica, leadership governativa o nei movimenti sociali, il programma offre formazione accademica, mentoring personalizzato e un hackathon a Roma con esperti internazionali.

Obiettivo: rafforzare la partecipazione dei giovani politici nei processi di advocacy politica a livello globale, attraverso un percorso di riflessione e azione collaborativa tra leader socio-politici, generando una rete globale di giovani leader provenienti da diversi continenti. Una sfida per superare le attuali crisi (sociali, ambientali, politiche ed economiche) e contribuire a creare una rete di leadership per la generazione e lo sviluppo di strategie politiche a livello internazionale.

Il programma partirร  a fine aprile 2025, la scadenza per la presentazione delle domande รจ il 31 marzo, avrร  la durata di due anni e sarร  totalmente gratuito. Sono previsti contributi di prestigiose istituzioni accademiche e ONG internazionali. Il percorso sarร  misto, sia in presenza che online attraverso moduli interattivi con esperti provenienti da tutto il mondo, tra cui importanti leader politici e professori di rinomate universitร . รˆ previsto un evento di una settimana a Roma โ€“ dal 6 al 12 ottobre 2025 – con ospiti di livello internazionale per co-creare proposte di azioni collaborative a livello globale per risolvere le attuali sfide sociali, ambientali ed economiche.

La lingua non dovrร  essere un ostacolo. Per questo motivo negli incontri sincroni ci saranno traduzioni in spagnolo, portoghese, francese, inglese, italiano o altra lingua in base alle esigenze.

Cosa offre il programma?

รˆ un processo di azione collettiva globale che integra formazione, informazione, relazioni, strumenti e incontri. Offre esperienze e strumenti per aumentare la qualitร  della politica e migliorare lโ€™incidenza sulla trasformazione sociale. Sono previsti spazi di formazione e costruzione collettiva di conoscenze con scambio con docenti ed esperti internazionali, con spazi di riflessione tra i partecipanti. I giovani partecipanti saranno sempre accompagnati da un mentore con esperienza politica per migliorare il proprio progetto politico in ambito sociale, economico e ambientale e saranno inseriti-dal secondo anno-in una rete globale di 600 giovani leader provenienti da diversi continenti.

Al termine sarร  consegnato un diploma formale che attesta la partecipazione al programma.

Per maggiori informazioni cliccare qui o contattare politicalinnovation@mppu.org 

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Lorenzo Russo

Foto: ยฉ Pexels

Vivere il Giubileo abitando a Roma

Vivere il Giubileo abitando a Roma

In questโ€™anno dedicato al Giubileo della speranza i e le Gen4 di Roma โ€“ i bambini del Movimento dei Focolari – hanno iniziato un percorso a tappe per approfondire la storia della cristianitร  e capire come vivere il Giubileo nella loro cittร  che accoglie milioni di pellegrini provenienti da tutto il mondo. Le tappe riguardano le basiliche vaticane a Roma: San Pietro, San Giovanni in Laterano, San Paolo fuori le Mura, Santa Maria Maggiore. Come guida hanno chiesto aiuto a Padre Fabio Ciardi, OMI, professore di teologia spirituale e autore di numerosi libri e pubblicazioni. 

Prima tappa: basilica di San Pietro

Ad ottobre 2024, a due mesi dallโ€™inizio del Giubileo, 33 bambini con altrettanti adulti, prima di entrare in basilica di san Pietro hanno potuto conoscere una realtร  del tutto particolare, situata a fianco della residenza dove alloggia Papa Francesco. รˆ il Dispensario di Santa Marta, un luogo dove il Vangelo si fa carne ogni giorno e si manifesta attraverso lโ€™aiuto a centinaia di mamme e bambini. Unโ€™occasione per spiegare ai Gen4 come si puรฒ vivere concretamente il Giubileo aiutando il prossimo.

โ€œรˆ un vero e proprio consultorio familiare, che ha iniziato questโ€™opera di attenzione ai bambini poveri e alle loro famiglie nel 1922 – spiega Padre Fabio -. Oggi sono oltre 400 i piccoli che, con le loro mamme, sono assistiti gratuitamente da una sessantina di medici volontari. Sono per la maggior parte persone senza permesso di soggiorno, senza assistenza sanitariaโ€. Visite ginecologiche e pediatriche, ma anche visite odontoiatriche per i senzatetto.

Padre Fabio quindi lega il suo racconto con la storia di San Pietro attraverso alcuni disegni. I bambini in solenne silenzio ascoltano la sua voce attraverso le cuffiette: โ€œGesรน incontra Simone il pescatore e lo invita a seguirlo. โ€˜Vieni con me, gli dice, ti farรฒ pescatore di uominiโ€™. E gli dร  un nome nuovo, lo chiama Pietro, che vuol dire pietra, perchรฉ vuole costruire su di lui la sua Chiesaโ€. E via via che il racconto continua, ci si sposta in basilica per pregare sulla tomba di San Pietro. โ€œPietro venne a Roma. Quando Nerone incendiรฒ la cittร  diede la colpa ai cristiani e Pietro fu ucciso nel circo dellโ€™imperatore Caligola che Nerone aveva rinnovatoโ€ฆe finalmente la tomba di san Pietro nella sua basilicaโ€. Cโ€™รจ aria di forte raccoglimento fra i Gen4, nonostante la grande affluenza di turisti in questo sabato pomeriggio romano. Andando verso la Porta Santa si cammina alla scoperta di alcune opere dโ€™arte. โ€œQuesta Madonna era molto cara a Chiara Lubich – racconta Padre Fabio nella navata di destra -: ogni volta che veniva in basilica si fermava qui per pregare Mariaโ€.

La tappa a San Giovanni in Laterano

Arriva cosรฌ la seconda tappa nel mese di gennaio 2025. Stavolta il gruppo รจ piรน corposo: 140 persone fra cui 60 bambini, sempre sotto la guida esperta di Padre Fabio, si sono ritrovati per scoprire la basilica di San Giovanni in Laterano, ricca di sorprese e tesori legati alla storia della cristianitร . Attenti e incuriositi, con le cuffiette alle orecchie, per poco piรน di due ore i Gen4 sono rimasti ad ascoltare lโ€™intenso racconto di Padre Fabio.

โ€œรˆ stato bello raccontare la storia dellโ€™obelisco, รจ stato bello spiegare il significato del chiostro โ€“ scrive Padre Fabio sul suo blog -, รจ stato bello raccontare le storie di san Giovanni Battista e di san Giovanni evangelista e di lasciare che i bambini andassero a scoprire le loro statue nella basilica. รˆ stato bello mostrare lโ€™antica cattedra del Papa e quella attuale, sulla quale si siede per prendere possesso del suo ufficio. รˆ stato bello indicare le reliquie della tavola sulla quale Gesรน ha celebrato lโ€™ultima cena e quella sulla quale Pietro celebrava qua a Roma. รˆ stato bello attraversare insieme la Porta santaโ€ฆรˆ bello stare con i bambini e raccontare cose belleโ€ฆโ€

Ormai i bambini hanno costruito un rapporto speciale con Padre Fabio. Camminano in basilica al suo fianco, gli stringono la mano, gli fanno domande per conoscere qualcosa in piรน. โ€œMa comโ€™รจ il Paradiso?โ€ chiede una Gen4. โ€œImmagina una giornata di scuola impegnativa. Quando finisce, torni a casa e la trovi bella, accogliente, calorosa, con i tuoi genitori, i nonni, gli amici che ti regalano gioia e attenzioni. Ti senti felice in quel momento, giusto? E cosรฌ รจ il Paradiso: un luogo dove si sta bene, dove ci si sente a casa!โ€ Termina anche questa tappa. Si torna a casa felici e consapevoli che il Giubileo deve essere per noi un momento in cui dare speranza e felicitร  ai piรน disagiati, ai nostri poveri, a chi soffre.

Il percorso continua ma le belle occasioni si rinnovano con le altre generazioni

In attesa di proseguire questo percorso con i Gen4, anche i Gen3 (40 ragazzi adolescenti), i Gen2 (30 giovani) e un gruppo di adulti, affascinati dallโ€™esperienza positiva che i bambini stavano vivendo con Padre Fabio, hanno voluto fare lo stesso percorso, sempre guidati da lui.

โ€œPrima i bambini, poi i ragazzi, poi i giovani e gli adulti. San Giovanni in Laterano, San Pietro, San Paolo, e Santa Maria Maggiore. Cosรฌ vivo e faccio vivere il Giubileoโ€ scrive Padre Fabio sul suo blog. โ€œRacconto di storia, di arte, di spiritualitร , perchรฉ รจ tutto intrecciato, umano e divino, passato e presente. Sono monumenti vivi, che parlano ancora dopo centinaia di anni e continuano a narrare cose sempre belleโ€.

Ed i giovani hanno cosรฌ ringraziato Padre Fabio โ€œper aver preparato i nostri cuori a un’esperienza cosรฌ bella, ci hai aiutato a percorrere insieme questa tappa dell’anno santo, con profonditร  e ironia. Ci รจ piaciuta molto l’atmosfera che sei riuscito a creare, suscitando in noi la voglia di visitare insieme altri luoghi romani importanti per i primi cristiani e il desiderio di approfondire il significato di essere pellegrini in cammino verso la meta del Paradisoโ€.

Lorenzo Russo

Istituto Universitario Sophia: inaugurato lโ€™anno accademico 2024-2025

Istituto Universitario Sophia: inaugurato lโ€™anno accademico 2024-2025

Martedรฌ 4 marzo, รจ stato inaugurato il 17.mo anno accademico dellโ€™Istituto Universitario Sophia a Loppiano (Figline e Incisa Valdarno โ€“ FI). La cerimonia si รจ svolta nellโ€™Aula Magna dellโ€™Istituto, alla presenza dellโ€™intera comunitร  accademica e di una rappresentanza della ricca rete di relazioni e collaborazioni che lโ€™Istituto Universitario Sophia, in questi primi 17 anni di vita, ha saputo tessere con le Istituzioni, gli altri atenei e le realtร  del terzo settore.

Sono intervenuti: il Magnifico Rettore Declan Oโ€™Byrne; il Gran Cancelliere dellโ€™Istituto, S. E. Mons. Gherardo Gambelli, Arcivescovo di Firenze; la Vice Gran Cancelliere, la Dott.ssa Margaret Karram, Presidente  del Movimento dei Focolari; il vescovo di Fiesole, S. E. Mons. Stefano Manetti; il sindaco di Figline e Incisa Valdarno, Valerio Pianigiani; Paolo Cancelli, direttore dellโ€™Ufficio sviluppo della Pontificia Universitร  Antonianum; Marco  Salvatori, Presidente  del Centro Internazionale Studenti Giorgio La Pira.

Al centro della cerimonia, la prolusione intitolata โ€œDialogo, religioni, geopoliticaโ€ tenuta da Fabio Petito, Professore di Relazioni internazionali e Direttore della Freedom of Religion or Belief & Foreign Policy Initiative presso l’Universitร  del Sussex, nonchรฉ coordinatore scientifico del Programma Religioni e Relazioni Internazionali del Ministero degli Affari Esteri e ISPI (Istituto per gli studi di Politica Internazionale). Petito ha sottolineato come oggi, ยซla religione sembra essere parte e, a volte, al centro dellโ€™attuale scenario di instabilitร  e crisi internazionaleยป. Tuttavia, sebbene si tratti di un fenomeno meno visibile globalmente, ยซnon si puรฒ negare che nellโ€™ultimo quarto di secolo ci sia stata una significativa crescita dello sforzo dei rappresentanti delle  comunitร  religiose nel rispondere  alla violenza e alle tensioni politiche, attraverso iniziative di dialogo e collaborazione interreligiosaยป. Petito ha cosรฌ sottolineato lโ€™importanza che luoghi come lโ€™Istituto Universitario Sophia possono avere nellโ€™approfondire e diffondere con creativitร  la cultura dellโ€™incontro e ยซfar fiorire piccoli semi di speranza e frutti di unitร  e fratellanza umanaยป.

In pieno stile Sophia, comunitร  accademica internazionale e laboratorio di vita, formazione, studio e ricerca, alla prolusione รจ seguito un momento di dialogo, moderato dal giornalista e vaticanista Andrea Gagliarducci (Eternal Word Television Network e ACI Stampa), che ha visto protagonisti il Gran Cancelliere Mons. Gherardo Gambelli, alla sua prima visita presso lโ€™Istituto, la Vice Gran Cancelliere Dott.ssa Margaret Karram e sei studenti dellโ€™universitร .

Il dialogo, partendo dalle storie personali dei giovani provenienti da Terra Santa, Filippine, Argentina, Kosovo, Sierra Leone e Perรน, ha toccato temi di importanza globale e di scottante attualitร : il valore della diplomazia dal basso per la risoluzione dei conflitti e la ricerca della pace; lโ€™impegno per unโ€™economia piรน giusta ed equa, con lโ€™esperienza di Economy of Francesco; il ruolo dei  giovani  del  Mediterraneo  nella  costruzione  di  una  cultura  dellโ€™incontro;  il  valore  della

riconciliazione e del dialogo interreligioso, in particolare tra cristiani e musulmani con lโ€™esperienza sophiana di Wings of Unity; le speranze dei giovani africani impegnati nel progetto  Together for a New Africa, per il cambiamento e il bene comune del loro continente; le inquietudini e le fragilitร  dei giovani in cerca di una vocazione e realizzazione nel mondo globalizzato.

Lโ€™inaugurazione dellโ€™anno accademico 2024-25 ha evidenziato, una volta di piรน, la capacitร  di questa ancora piccola realtร  accademica di formare giovani preparati ad affrontare la complessitร  del mondo odierno, in una prospettiva trans-disciplinare e di lavorare in sinergia con specialisti di vari campi e Istituzioni per promuovere nella concretezza della vita sociale il dialogo tra le culture, dando impulso alla crescita interiore, intellettuale e sociale delle persone in una dinamica di reciprocitร .

Il Gran Cancelliere dellโ€™Istituto, S. E. Mons. Gherardo Gambelli, Arcivescovo di Firenze: ยซTra gli obiettivi dellโ€™Istituto cโ€™รจ quello di โ€œpromuovere nella concretezza della vita sociale il dialogo tra le culture, dando impulso alla crescita interiore, intellettuale e sociale delle persone in una dinamica di reciprocitร โ€. Diverse parole-chiave emergono in questo progetto: promozione, vita sociale, dialogo, crescita interiore, intellettuale e sociale, reciprocitร . Termini tutti indirizzati verso la crescita personale, rendendo cosรฌ capace il singolo, non solo di saper abitare in modo dignitoso il โ€œnoiโ€ della comunitร  in cui รจ inserito, ma anche di sentirsi sempre piรน abitato da quel โ€œnoiโ€ a cui appartiene. Un โ€œnoiโ€ che non vuole contrapporsi a un ipotetico โ€œvoiโ€, ma che si rende quotidianamente capace di abbracciare tutto ciรฒ che appare con il volto dellโ€™altro, del diverso, dello scartatoยป.

La Vice Gran Cancelliere, Dott.ssa Margaret Karram, Presidente del Movimento dei Focolari: ยซรˆ importante che in unโ€™istituzione come la nostra si metta in risalto il dialogo e il ruolo delle religioni nellโ€™attuale condizione mondiale, dove โ€“ lo stiamo vedendo in questi ultimi giorni โ€“ persone e popoli rischiano di annegare nel disorientamento e nello sconforto. [โ€ฆ] Anche lโ€™Istituto Universitario Sophia, in quanto โ€œcasaโ€ di una cultura che รจ fondata sul Vangelo, รจ impegnato con e nella Chiesa ad offrire risposte e orientamenti alla luce del Carisma dellโ€™unitร . A noi, ora, il compito di andare avanti con coraggio e impegnarci a far sรฌ che venga maggiormente riconosciuto lโ€™apporto di questo Istituto Universitario per la promozione della cultura dellโ€™unitร  che contribuisce a costruire la pace e la fraternitร  tra persone e popoliยป.

Declan Oโ€™Byrne, Magnifico Rettore dellโ€™Istituto Universitario Sophia: ยซInsieme, come comunitร  accademica unita da un ideale comune, continuiamo a costruire Sophia come un faro di sapienza e unitร  nel panorama dell’educazione superiore. Che il nostro impegno collettivo possa continuare a illuminare le menti, ispirare i cuori e trasformare la societร , un passo alla volta, verso quella civiltร  dell’amore a cui tutti aspiriamoยป.

Valerio Pianigiani, sindaco di Figline e Incisa Valdarno: ยซDi fronte a divisioni e violenze che non possono lanciarci indifferenti, il sapere, la conoscenza, la tolleranza e la comprensione del mondo che ci circonda possono essere l’antidoto alla brutalitร  e alle divisioni. Un ponte che aiuta alla comprensione dell’altro, nell’ottica di lavorare tutti insieme e di impegnarsi per un bene comune. Grazie a chi lavora in questo Istituto con passione e impegno ogni giorno, per crescere menti sempre piรน consapevoli anche qui, a Figline e Incisa Valdarno, una comunitร  che cresce fermamente nel valore della pace, della solidarietร  e del dialogoยป.

Stefano Manetti, vescovo di Fiesole: ยซLโ€™impegno di dialogare e comunicare con tutti accorcia le distanze, elimina le emarginazioni, diventa un segno di speranza evangelico di cui abbiamo estremamente bisogno. Auguro pertanto ai docenti, agli studenti di continuare a riscattare gli ultimi, attraverso il dono delle relazioni, la condivisione dei temi culturali, e continuare ad essere โ€œangeli della speranzaโ€ per tutti coloro che incontrate sul vostro camminoยป.

Paolo Cancelli, direttore dellโ€™Ufficio sviluppo della Pontificia Universitร  Antonianum: ยซSiamo convinti che dobbiamo lavorare insieme nella cultura del dialogo come via, nella collaborazione comune come condotta, nella conoscenza reciproca comeย  metodo eย  criterio. [โ€ฆ]ย  Dobbiamo mettere al centro l’umiltร , la vocazione di servire un processo nel quale abbiamo una certezza: nessuno si salva da solo. E proprio in questa logica, che รจ quella della sinfonia delle diversitร , รจ arrivato il momento di mettere in campo i nostri talenti, le nostre emozioni, le nostre volontร , per costruire quella che รจ l’opportunitร  di un futuro diverso. Un futuro nel quale la fratellanza e l’armonia possono in qualche modo accompagnarci in quella sinfonia delle diversitร  che rendono autentica la missione universitaria. Credo che a livello accademico e a livello scientifico, questa si realizzi nellโ€™inter e trans-disciplinarietร . Di fronte abbiamo un poliedro di complessitร  e noi non possiamo risolvere situazioni da soli da un’unica materia. Serve l’idea di stare insiemeยป.

Marco Salvadori, Presidente del Centro Internazionale Studenti Giorgio La Pira: ยซรˆ con grande gioia che porto i saluti del Centro Internazionale Studenti, Giorgio La Pira. L’inaugurazione di un nuovo anno accademico รจ sempre un momento di grande entusiasmo e riflessione. รˆ l’opportunitร  di guardare avanti, di raccogliere le sfide e di contribuire alla costruzione di un mondo piรน giusto e sostenibile attraverso lo studio, l’impegno e la dedizione. Quello che oggi celebriamo non รจ solo l’inizio di un nuovo anno accademico ma la possibilitร  di imparare, di crescere insieme e di costruire legami duraturi tra culture e generazioni. Auguro a tutti, allora, in particolare ai giovani studenti, un anno ricco di scoperte di crescita personale e professionaleยป.

Guatemala: un focolare nel cuore indigeno del Paese

Guatemala: un focolare nel cuore indigeno del Paese

Marta, Lina, Efi e Moria sono quattro donne, quattro focolarine, che nella loro vita hanno percorso strade diverse e che ora hanno trovato un punto di incontro tra sogni, realtร  e lโ€™aver dato la propria disponibilitร  a trasferirsi a Chimaltenango dai loro focolari precedenti, per iniziare lโ€™esperienza di vivere insieme in una cittร  dove povertร , interculturalitร  e fratture tra etnie sono pane quotidiano.

Chimaltenango รจ una cittร  del Guatemala, a 50 km dalla capitale, a 1800 metri sul livello del mare. Quasi 120.000 abitanti di 23 diversi popoli indigeni si sono riuniti lรฌ per poter sopravvivere economicamente.

โ€œSono stata in Argentina per molti anni – esordisce Efi, originaria di Panama. – Poi ho passato qualche anno in Messico e, poco prima della pandemia, sono arrivata in Guatemala dove sono rimasta solo 3 mesi, poi sono dovuta partire per Panama per stare vicino alla mia mamma che si รจ ammalata e poi รจ morta. รˆ stato un anno che mi รจ servito anche per ripensare a tante cose, per fare il punto su quello che avevo vissuto fino a quel momento e per rinnovare la scelta di donazione a Dio fatta anni faโ€. รˆ tornata in Guatemala per questo progetto a Chimaltenango.

โ€œSono cresciuta in un ambiente rurale, con gente molto semplice e il mio sogno รจ sempre stato quello di fare qualcosa per i piรน umili – racconta Efi. – Qui la povertร  รจ molto grande. E ci sono anche le comunitร  indigene, ci sono persone che hanno conosciuto la spiritualitร  del Movimento e che, a causa della pandemia e della realtร  sociale in cui vivono, sono state lasciate ai margini (della societร )โ€.

Lina รจ guatemalteca, di origine Maya, Kaqchikel. Spiega che una delle fratture piรน evidenti รจ tra indigeni e meticci (chiamati anche โ€œladinosโ€ in Guatemala, che comprendono tutti coloro che non sono indigeni). Non ci sono relazioni fraterne, non c’รจ dialogo. โ€œPer me โ€“ dice – รจ sempre stato un obiettivo riuscire a superare quella frattura. Dal momento in cui ho avuto il mio primo contatto con i Focolari, ho pensato che questa fosse la soluzione per la mia cultura, per il mio popolo, per la mia genteโ€. Ricorda il momento del dicembre 2007 quando, al termine del periodo di formazione come focolarina, salutรฒ Chiara Lubich, dicendole: โ€œSono indigena e mi impegno a portare questa luce al mio popolo Kaqchikelโ€. โ€œHo sentito che era un impegno espresso davanti a lei, ma fatto a Gesรนโ€. Al suo ritorno in Guatemala si รจ dedicata con cura all’accompagnamento delle nuove generazioni, sempre con l’obiettivo di generare legami di unitร  sia nelle comunitร  indigene che nella cittร .

Anche Marta รจ guatemalteca. Meticcia. Nei suoi primi anni in focolare ha anche potuto dedicarsi alla diffusione del carisma dell’unitร  nelle comunitร  indigene. In seguito, si รจ occupata della gestione del Centro Mariapoli, la casa per incontri a Cittร  del Guatemala. Un lavoro intenso durato 23 anni che ha visto svilupparsi il processo di riconciliazione nazionale e di rivendicazione dei popoli indigeni, perchรฉ le diverse comunitร  indigene hanno scelto il Centro Mariapoli come luogo di incontro. Poi รจ stata in Messico per un periodo. In quel periodo si parlava di identitร . E la domanda in lei รจ sorta spontanea: โ€œIo che identitร  ho? Quali sono le mie radici?โ€ La risposta lโ€™ha trovata nella Vergine di Guadalupe che, quando apparve in Messico nel 1531, fu raffigurata nel poncho di Juan Diego con caratteristiche somatiche tipiche dei popoli nativi americani. โ€œPer me รจ stato capire che ero meticcia come lei, che ha entrambe le radici e che puรฒ dialogare sia con gli uni che con gli altriโ€.

Moria, che รจ di Chimaltenango, per motivi di salute vive con la sua famiglia e fa parte del focolare cosรฌ come Lidia, una focolarina sposata che vive a Cittร  del Guatemala.  

Storie che si intrecciano fino ad arrivare a stabilirsi in questa cittร  che riunisce tante provenienze, molte culture in un’unica cultura. โ€œIl nostro desiderio รจ quello di stare con la gente, di avvicinarci. Nelle cose semplici, di tutti i giorni – dice Efi – quel saluto, quel sorriso, quel fermarsi, stare con quella signora che non sa nemmeno parlare spagnolo perchรฉ parla la sua lingua e noi non ci capiamoโ€. E racconta: โ€œUn giorno avevo bisogno di comprare del pane. Vado al mercato e le donne che vendono sono sedute su una stuoia di vimini. Se voglio entrare in dialogo con una di loro, mi metto sullo stesso piano, mi chino e, siccome รจ un luogo di commercio, cerco di essere onesta con leiโ€.

โ€œDa quando siamo arrivate ci siamo proposte di riprendere contatto con le persone che in vari momenti hanno conosciuto la spiritualitร  dell’unitร  โ€“ interviene Lina โ€“ per andare a trovarle nelle loro case, portando sempre qualcosa, un frutto, per esempio, come รจ usanza tra questi popoliโ€. In questo modo si crea un circolo di reciprocitร  e si avvicinano al focolare. La loro casa si riempie cosรฌ delle voci delle mamme con i loro figli o anche dei giovani e, a volte, di qualche papร  che prende coraggio e le accompagna. E cosรฌ, senza cercarlo, si crea la comunitร  attorno a questo nuovo focolare nel cuore della cultura indigena del Guatemala.

Carlos Mana
Foto: ยฉ Focolar Chimaltenango