Movimento dei Focolari
Don Foresi: gli anni di lavoro per lโ€™incarnazione del carisma

Don Foresi: gli anni di lavoro per lโ€™incarnazione del carisma

Dopo la pubblicazione della prima parte della biografia di Don Foresi dedicata al periodo iniziale della sua vita, รจ uscita anche la seconda parte dal titolo: โ€œLa regola e lโ€™eccessoโ€ (editrice Cittร  Nuova), delle tre previste, che affronta gli anni dal 1954 al 1962. Che cosa secondo lei, nel presente volume, emerge come nota caratterizzante di questo periodo della vita di Foresi?

Una nota che caratterizza profondamente la vita e lโ€™esperienza di Pasquale Foresi negli anni indicati, si puรฒ esprimere in questo modo: si รจ trattato di uno spirito libero, di una persona animata da una tensione creativa tra carisma e cultura, mossa dallโ€™esigenza di tradurre spiritualmente e operativamente lโ€™ispirazione di Chiara Lubich (il carisma dellโ€™unitร ) e il bisogno, in certo qual modo, di conferirle spessore teologico, filosofico e istituzionale, in un contesto ecclesiale ancora largamente preconciliare. Il libro lo descrive molto bene come continuamente impegnato, accanto alla Lubich, ad โ€œincarnareโ€ il carisma in forme comprensibili alla Chiesa del tempo, al mondo culturale e laico in generale. In tal senso si puรฒ arrivare a definirlo, oltre che un co-fondatore, anche un interprete ecclesiale del carisma, colui che cercava di renderlo โ€œspiegabileโ€ nei codici della Chiesa e che ha provato ad essere il costruttore di ponti tra la dimensione mistica della Lubich e la teologia classica, rendendola accessibile a molti senza annacquarla.

Al tempo stesso Foresi era un intellettuale atipico e un pensatore originale. Pur non lasciando grandi opere sistematiche (non si era dato quello come compito specifico), esercitรฒ un forte impatto sullโ€™Opera di Maria (Movimento dei Focolari), proprio nel lasso di tempo descritto dal volume. Questo secondo libro documenta unโ€™esistenza dinamica, attraversata da un senso di urgenza, come se le parole del Vangelo proprie dello sviluppo del Movimento dei Focolari dovessero essere incarnate โ€œsubitoโ€, senza rimandi.

“Don Foresi, uno spirito libero, di una persona animata da una tensione creativa tra carisma e cultura”.

Il nostro intervistato, il prof. Marco Luppi, ricercatore in Storia Contemporanea presso l’Istituto Universitario Sophia di Loppiano (Italia)

Le oltre 600 pagine del testo affrontano non solo le vicende che riguardano la vita di Foresi nel periodo preso in esame, ma tratteggiano anche la vita e la storia di Chiara Lubich e del Movimento dei Focolari di quegli anni, soffermandosi anche su racconti ed episodi ai quali Foresi non era presente, come lโ€™autore stesso afferma. Perchรฉ secondo lei questa scelta editoriale?

Zanzucchi include eventi e vicende anche non direttamente vissuti da Foresi perchรฉ la sua figura รจ inscindibile dalla storia del Movimento dei Focolari. Raccontare il contesto, i protagonisti e le dinamiche collettive permette di cogliere il significato del contributo di Foresi, inserendolo nella trama viva di unโ€™esperienza comunitaria. Come afferma chiaramente nella sua introduzione, Zanzucchi vede in Foresi non solo un protagonista, ma un co-fondatore, cioรจ uno degli elementi strutturali e costitutivi del Movimento dei Focolari. Di conseguenza la biografia di Foresi รจ inseparabile dalla biografia del Movimento. In altri termini, lโ€™autore adotta una prospettiva che potremmo definire di โ€œbiografia immersaโ€: non una semplice ricostruzione individuale, ma una narrazione relazionale e contestuale, dove il senso della figura di Foresi emerge nel dialogo vivo con altri attori (Chiara Lubich, Igino Giordani, personalitร  di ambito ecclesiale, etc.) e con la storia collettiva del Movimento.

Il lavoro di Michele Zanzucchi รจ la prima biografia su Foresi. Quali sono secondo lei gli aspetti della vita di Foresi che meriterebbero ulteriori approfondimenti ed indagini storiche?

Zanzucchi ama spesso dire che egli non รจ uno storico puro, ma piuttosto un narratore e divulgatore attento e scrupoloso e che quindi in diversi momenti si รจ preso anche qualche licenza, al fine di chiarire qualche passaggio non troppo esplicito. Ma questo รจ certamente un lavoro molto importante ed un primo sforzo di restituirci la personalitร  e il vissuto di Foresi con uno sguardo completo. Si tratta di uno sguardo, e molti altri potranno esserci, attraverso quello stesso spirito critico, aperto a molteplici interpretazioni, che deve animare la ricostruzione della storia di tutto il Movimento dei Focolari e delle sue figure di riferimento. Tra i molti approfondimenti che riguardano possibili future ricerche su Foresi, ne indicherei tre. Una prima sul pensiero teologico e filosofico di Foresi. Zanzucchi evidenzia che Foresi non fu un teologo accademico, ma un โ€œvisionario culturaleโ€, con una produzione sparsa in articoli, discorsi, appunti. Quindi si avverte la mancanza di unโ€™esposizione organica del suo pensiero su temi-chiave come Chiesa, sacramenti, rapporto fede-ragione, etc. Inoltre, andrebbe studiata lโ€™originalitร  del suo pensiero ecclesiologico, che anticipa alcune intuizioni conciliari. Una seconda ricerca potrebbe essere quella sul ruolo โ€œpoliticoโ€ di Foresi e le relazioni con il mondo ecclesiastico romano. Lโ€™autore accenna ripetutamente ai legami di Foresi con la curia vaticana e con alcune personalitร  ecclesiastiche. Tuttavia non รจ ancora ben chiaro quanto peso ebbe Foresi nelle mediazioni politiche o ecclesiali del secondo dopoguerra e quindi sarebbe utile esplorarlo, specialmente nei momenti di tensione con la gerarchia. Infine un terzo, stimolante fronte potrebbe essere la stagione editoriale e il โ€œlaboratorio culturaleโ€ di Cittร  Nuova. Zanzucchi sottolinea il ruolo di Foresi come fondatore, direttore e ispiratore della rivista โ€œCittร  Nuovaโ€. Che tipo di โ€œculturaโ€ cercava di proporre Foresi? Come si posizionava rispetto ad altre testate cattoliche (Civiltร  Cattolica, Lโ€™Osservatore Romano, Il Regno)? Prima o poi servirร  una monografia anche sullโ€™operato di Foresi come editore e giornalista, nel contesto della stampa cattolica del Novecento.

a cura di Anna Lisa Innocenti
Foto: ยฉ Archivio CSC audiovisivi

MilONGa: una rete di volontariato giovanile con impatto globale

MilONGa: una rete di volontariato giovanile con impatto globale

Nel mondo esistono anche luoghi in cui la fraternitร  viene coltivata con uno scopo. Uno di questi รจ MilONGa, un progetto che si รจ affermato come iniziativa chiave nel campo del volontariato internazionale, con lโ€™obiettivo di promuovere la pace e la solidarietร  attraverso azioni concrete.

MilONGa propone unโ€™alternativa concreta: vivere la solidarietร  in prima persona, attraverso esperienze che trascendono i confini culturali, sociali e geografici.

Il suo nome, che sta per โ€œMille organizzazioni non governative attiveโ€, รจ molto piรน di un progetto. รˆ una rete che mette in contatto i giovani con organizzazioni in varie parti del mondo, dando loro lโ€™opportunitร  di impegnarsi attivamente in iniziative sociali, educative, ambientali e culturali. Fin dalla sua nascita, il programma รจ cresciuto tessendo una comunitร  globale che riconosce valori comuni: pace, reciprocitร  e cittadinanza attiva.

Ciรฒ che distingue MilONGa non รจ solo la diversitร  delle sue destinazioni o la ricchezza delle sue attivitร , ma il tipo di esperienza che offre: una profonda immersione nelle realtร  locali, dove ogni volontario non viene per โ€œaiutareโ€, ma per imparare, scambiare e costruire insieme. รˆ un percorso di formazione integrale che trasforma sia chi lo vive sia le comunitร  che lo accolgono.

I Paesi in cui queste esperienze possono essere realizzate sono diversi come i giovani che vi partecipano e coprono diverse latitudini: Messico, Argentina, Brasile, Bolivia, Colombia, Ecuador, Paraguay, Uruguay e Perรน in America, Kenya in Africa, Spagna, Italia, Portogallo e Germania in Europa, Libano e Giordania in Medio Oriente.

In ognuno di essi, MilONGa collabora con organizzazioni locali impegnate nello sviluppo sociale e nella costruzione di una cultura di pace, offrendo ai volontari opportunitร  di servizio che hanno un impatto reale e duraturo.

Dietro MilONGa cโ€™รจ una solida rete di partenariati internazionali. Il progetto รจ sostenuto dal progetto AFR.E.S.H., cofinanziato dallโ€™Unione Europea, che gli permette di consolidare la sua struttura e ampliare il suo impatto. Fa inoltre parte dellโ€™ecosistema di New Humanity, unโ€™organizzazione internazionale impegnata a promuovere una cultura dellโ€™unitร  e del dialogo tra i popoli.

Una storia che lascia un segno

Francesco Sorrenti รจ stato uno dei volontari che si sono recati in Africa con il programma MilONGa. La sua motivazione non era solo il desiderio di โ€œaiutareโ€, ma un bisogno piรน profondo di capire e avvicinarsi a una realtร  che sentiva lontana. โ€œEra qualcosa che mi portavo dentro da anni: una profonda curiositร , quasi unโ€™urgenza di vedere con i miei occhi, per cercare di avvicinarmi a una realtร  che sentivo lontanaโ€, racconta Francesco della sua esperienza in Kenya.

La sua esperienza in Kenya รจ stata segnata da momenti che lo hanno trasformato. Uno di questi รจ stata la visita a Mathare, una baraccopoli di Nairobi. โ€œQuando uno di loro mi ha detto: โ€˜Guarda, qui รจ dove vivono i miei genitori. Io sono nato qui, i miei figli sono nati qui. Mia moglie lโ€™ho conosciuta qui e probabilmente moriremo quiโ€™, ho provato un fortissimo senso di impotenza. Ho capito che prima di fare qualcosa era necessario fermarsi. Che non ero lรฌ per sistemare le cose, ma per guardare, anzichรฉ girarmi dallโ€™altra parteโ€.

Ha anche sperimentato momenti di luce nel suo lavoro con i bambini di una scuola locale. โ€œLa gioia di questi bambini era contagiosa, fisica. Non cโ€™era bisogno di molte parole: bastava essere lรฌ, giocare, condividere. รˆ stato allora che ho capito che non si tratta di fare grandi cose, ma semplicemente di essere presentiโ€, racconta.

A due anni dalla sua esperienza, Francesco ne sente ancora lโ€™impatto. โ€œIl mio modo di vedere le cose รจ cambiato: ora do piรน valore a ciรฒ che conta davvero e ho imparato ad apprezzare la semplicitร . Questa esperienza mi ha lasciato anche una forma di forza, una tenacia interiore. Ti rimane una sorta di resilienza, come quella che ho visto negli occhi di chi, allโ€™alba, voleva fare tutto anche se non aveva nullaโ€.

Incontri che moltiplicano lโ€™impegno

Nellโ€™aprile 2025, la MilONGa ha partecipato al congresso internazionale โ€œSolidarity in Action, Builders of Peaceโ€ (โ€œSolidarietร  in azione, costruttori di paceโ€), che si รจ svolto nella cittร  di Porto, in Portogallo. Lโ€™incontro, organizzato congiuntamente da AMU (Azione per un Mondo Unito)New Humanity NGO e Movimento dei Focolari del Portogallo, ha riunito giovani leader di tutto il mondo legati ai programmi Living Peace International e MilONGa.

Per tre giorni, Porto si รจ trasformata in un laboratorio di dialogo e azione, dove i giovani partecipanti hanno scambiato esperienze, condiviso buone pratiche e costruito strategie comuni per rafforzare il loro ruolo di agenti di pace. MilONGa ha svolto un ruolo chiave, non solo attraverso la partecipazione attiva dei suoi volontari, ma anche creando sinergie con altre reti giovanili impegnate nella trasformazione sociale.

Uno dei momenti piรน significativi del congresso รจ stato lo spazio del laboratorio collaborativo, dove i partecipanti hanno immaginato e progettato progetti concreti con impatto locale e globale.

MilONGa non si definisce solo per quello che fa, ma per lโ€™orizzonte che propone: un mondo piรน giusto, piรน unito, piรน umano. Un mondo dove la solidarietร  non รจ uno slogan, ma una pratica quotidiana; dove la pace non รจ unโ€™utopia, ma una responsabilitร  condivisa.

Manuel Nacinovich

Rinascere dal buio: un chiamata allโ€™unitร 

Rinascere dal buio: un chiamata allโ€™unitร 

Provengo da un contesto familiare di divisione, sono nata dalla relazione extra-coniugale di mio padre.  Per questo lui ha tenuto segreta la mia esistenza e, per molto tempo, ho sperimentato, soprattutto da bambina, un temporaneo abbandono da parte sua.

 Sentivo che la mia storia aveva qualcosa che rimaneva come oscuro. Quello che non sapevo era che Gesรน avrebbe iniziato un processo di conversione radicale nella vita di mio padre, che lo avrebbe portato a diventare un pastore pentecostale.

La mia storia e il senso di abbandono avrebbero potuto senza dubbio essere un motivo per allontanarmi dalla fede. Tuttavia, non รจ quello che รจ successo. Di fronte all’esperienza dell’abbandono, non potevo che interrogarmi su quell’amore che, anche di fronte al dolore di una bambina, aveva raggiunto la vita di mio padre. A volte mi chiedevo: โ€œChe tipo di amore รจ questo, capace di attraversare il dolore che sto provando?โ€.  A 16 anni, durante una crociera per il diploma della scuola, ho trovato quell’amore.  Una sera, seduta in cima alla nave, la voce del Signore ha parlato chiaramente al mio cuore: โ€œNon sei nata per fare quello che fanno i tuoi amici, Mayara, tu sei miaโ€. Grazie a ciรฒ che รจ iniziato lรฌ, sono diventata una giovane pentecostale convinta. 

A 19 anni sono entrata alla Pontificia Universitร  Cattolica di San Paolo (Brasile) per studiare teologia. In una storia che solo lo Spirito puรฒ scrivere, sono diventata presidente del Centro accademico e della Commissione studentesca di teologia dello Stato di San Paolo. Ero molto amica di alcuni seminaristi, e ho avuto contatti con varie diocesi, ordini religiosi, alcuni i sacerdoti  visitavano spesso la mia casa. All’inizio mia madre scherzava: โ€œNon avrei mai immaginato di avere cosรฌ tanti sacerdoti in casa mia, Mayaraโ€.

Per mezzo di questa esperienza ho deciso di scrivere la mia tesi finale sull’unitร  dei cristiani, ma quando ho iniziato a pensare a quale strada intraprendere, sono successe molte cose che mi hanno portata a riflettere sulla mia storia familiare; ho attraversato un profondo processo di perdono e riconciliazione. E cosรฌ, mentre perdonavo, scrivevo. In ogni momento, la mia memoria mi ricordava quanto potesse far male avere una famiglia divisa, ma รจ stato in questi momenti che il Signore mi ha anche chiesto: โ€œE la mia famiglia, la Chiesaโ€? Potevo, ed ho sentito che era necessario, unire il mio abbandono a quello di Gesรน.

Ho deciso di scrivere la mia tesi finale sull’unitร  dei cristiani (…) e sono successe molte cose che mi hanno portata a riflettere sulla mia storia familiare; ho attraversato un profondo processo di perdono e riconciliazione”.

Nella foto: Mayara durante il Congresso Ecumenico
a Castel Gandolfo nel mese di marzo 2025

Partendo dal patrimonio comune della Sacra Scrittura, ho concluso questa sofferta tappa scrivendo sul tema: โ€œLo Spirito e la Sposa dicono: vieni! La figura della Sposa come risposta profetica all’unitร  della Chiesaโ€. รˆ stato questo passo a condurmi al dialogo cattolico-pentecostale: alla Commissione per l’unitร  Rinnovamento carismatico cattolico- SP e alla Missione Siamo uno. Fondata da laici nel contesto di una comunitร  cattolica (Coraรงรฃo Novo-RJ), la Missione Siamo uno si basa su una lettera di intenti firmata da leader cattolici ed evangelici nella quale si definiscono i quattro pilastri del cammino di dialogo: rispetto delle identitร  confessionali, ecclesialitร , non proselitismo e cultura dell’incontro.  Nel calendario ufficiale della cittร  di Rio de Janeiro  c’รจ perfino una settimana intitolata โ€œSettimana Siamo unoโ€ e siamo stati sorpresi di ricevere il riconoscimento di Patrimonio culturale e immateriale.  In pratica, la Missione riunisce leader evangelici, cattolici e pentecostali con uno scopo comune: proclamare l’unitร  dei cristiani. Il dialogo teologico รจ stato reso possibile dalla creazione di un Gruppo di lavoro (GdL) cattolico-pentecostale nazionale. Il suo obiettivo รจ riflettere teologicamente e pastoralmente sull’esperienza carismatico-pentecostale, a partire dalla realtร  latino-americana. Recentemente abbiamo pubblicato il primo rapporto, frutto dei nostri incontri, sui doni dello Spirito Santo. Nel 2022 รจ iniziato il lavoro della Missione Giovani Siamo uno, un gruppo in cui mi trovo totalmente coinvolta con tutto il mio cuore e il mio servizio. Per questi motivi, vedo la Missione Siamo uno come un segno di speranza. In primo luogo, per tutta la comunione che ho sperimentato e, in secondo luogo, perchรฉ la mia storia personale si intreccia senza dubbio con essa.

Incaricati di essere โ€œpellegrini della speranzaโ€, vorrei concludere questa condivisione con una frase che mio padre dice quando racconta la storia della nostra famiglia. Ripete innumerevoli volte che รจ nata tra dolori e ferite, ma inondata dall’amore infinito di Dio: โ€œla tribolazione รจ diventata vocazioneโ€. Quando mio padre intravede questa realtร , cita sempre la lettera di  S. Paolo ai Romani: โ€œDove abbondรฒ il peccato, sovrabbondรฒ la grazia di Dioโ€ (Rm 5,20). Parafrasando questo testo biblico, in questa โ€œSettimana di preghiera per l’unitร  dei cristiani 2025โ€, nell’anno del Giubileo e della celebrazione di tanti anniversari importanti come il Concilio di Nicea, mi dร  coraggio e mi fa pensare che: in mezzo a tante ferite abbondanti lungo la storia della Chiesa, Dio fa certamente sovrabbondare la sua speranza.

Mayara Pazetto
Foto: ยฉ CSC Audivisivi

Up2Me Bambini: una nuova opportunitร  di formazione

Up2Me Bambini: una nuova opportunitร  di formazione

Up2Me รจ un programma di formazione edย educazioneย allโ€™affettivitร  e alla sessualitร ย proposto dal Movimento dei Focolari. Nasce nel 2015ย come risposta alle sfide educative per le giovani generazioni del terzo millennio. Oggi รจ diffuso in 35 Paesi di tutto il mondo e offre percorsiย rivolti in maniera specifica ad ogni fascia dโ€™etร :ย i bambini con le loro famiglie, i ragazzi preadolescenti e adolescenti (con un percorso parallelo per i loro genitori) e i giovani.

Approfondiamo il percorso adatto ai bambini, etร  4-8 anni, insieme a Paolo e Teresa Radere che da anni si impegnano nella formazione, in particolare alle nuove generazioni dei Focolari.

Paolo, Teresa, in cosa consiste Up2Me bambini?

รˆ unโ€™esperienza che i bambini fanno con i loro genitori, un itinerario per la formazione integrale a partire dallo sviluppo delle dimensioni dellโ€™affettivitร , emotivitร  e sessualitร , sollecitando anche la sfera spirituale e lโ€™intelligenza esistenziale, al fine di assumere giร  dallโ€™infanzia uno sguardo aperto e profondo sul mondo e sulle persone. Il percorso punta ad una relazionalitร  positiva, aperta creativamente al dialogo, all’accoglienza, al rispetto delle dimensioni di unicitร  e irripetibilitร  della persona umana, a generare la culla necessaria per un’esperienza di crescita personale e comunitaria, allโ€™apertura allโ€™altro da noi.

A chi si rivolge?

รˆ rivolto a tutti i nuclei familiari che abbiano bambini preferenzialmente nella fascia 4-8 anni. Qualora, come avviene in tutte le famiglie, ci siano figli piรน grandi o piรน piccoli, la partecipazione ad Up2Me non รจ un problema ma unโ€™opportunitร , perchรฉ รจ la famiglia tutta che fa unโ€™esperienza. Il percorso si puรฒ offrire anche a bambini di genitori affidatari, separati o genitori single. In questi casi, i bambini saranno accompagnati nel percorso dalla figura adulta che il bambino vive come riferimento (uno dei due genitori naturali o affidatari o entrambi, uno zio, un nonnoโ€ฆ).

Il progetto si puรฒ proporre e svolgere anche in gruppi di famiglia, in parrocchia o in ambito scolastico.

Quali sono gli obiettivi?

Per i bambini lโ€™obiettivo finale รจ quello di fare delle esperienze condivise con i loro genitori e altre figure di riferimento, necessarie per lo sviluppo della loro identitร  e per una crescita integrale e armonica. Riconoscere, accogliere ed esprimere in modo adeguato al contesto le emozioni primarie con una valenza positiva; sperimentare una buona ed efficace comunicazione con i genitori; sviluppare l’interioritร , la conoscenza di sรฉ, crescere nella dimensione spirituale – intesa come la capacitร  di contemplare e trascendere, imparare a prendersi cura del proprio corpo, degli altri, della natura.

Per i genitori invece il corso รจ utile nel favorire la crescita nella capacitร  di dialogare tra generazioni allโ€™interno del nucleo familiare, tra famiglie e con la cultura contemporanea per valorizzarne le potenzialitร  latenti; approfondire la conoscenza sullo sviluppo socio cognitivo e psicologico del bambino e sul tipo di relazioni che lo favoriscono; comprendere quanto le modalitร  di azione e relazione dei genitori con i propri figli influiscono sulla loro crescita e imparare buone pratiche educative per la regolazione emotiva; conoscere lโ€™influenza delle nuove tecnologie nella formazione dei bambini e il ruolo dei genitori in esso.

Quali sono i contenuti del percorso?

Dallโ€™esperienza e dallo studio di questi anni e per dare organicitร  al cammino abbiamo scelto la metafora di โ€˜un viaggio insieme verso la felicitร โ€™. Si รจ scelto di lavorare sulla educazione emozionale-relazionale dei bambini perchรฉ questa costituisce la base della loro relazione affettiva e sessuale; le emozioni permettono poi di articolare il corpo e la mente per cui favoriscono la crescita personale integrale. Il metodo della formazione esperienziale permette ai genitori e ai bambini di condividere le loro esperienze quotidiane in incontri comunitari, di dialogare, approfondire e illuminare, costruendo cosรฌ un nuovo sapere che nasce dalla propria sapienza e da quella degli altri.

I contenuti sono presentati attraverso una pluralitร  di linguaggi: del gioco, del movimento, della sensorialitร , della rappresentazione iconica, della narrazione, delle immagini, della danza come caratteristiche dellโ€™approccio ai diversi temi.

Lโ€™idea รจ quella di un viaggio in aereo che dร  al bambino lโ€™immagine della continuitร  del percorso, il senso dellโ€™attesa e della scoperta, la necessitร  di lavoro di preparazione al viaggio. Dopo ogni tappa lโ€™esperienza continua a casa perchรฉ ad ogni nucleo familiare viene consegnata una proposta che aiuti a continuare il dialogo e il clima costruito con lโ€™obiettivo di ricercare gli spazi di crescita come famiglia.

Per maggiori info clicca qui o manda una mail a teresa.radere@focolare.org

Lorenzo Russo
Foto: ยฉ Archivio Up2Me

Famiglia: perdonare ed essere perdonati

Famiglia: perdonare ed essere perdonati

Siamo Aureliana e Juliรกn del Paraguay, sposati da 36 anni e abbiamo cinque figli e sei nipoti.

JULIAN: Aureliana aveva 18 anni ed io 19 quando ci siamo sposati. Eravamo molto innamorati ed entusiasti di costruire la nostra vita insieme. I primi cinque anni sono stati molto belli, eravamo ottimi compagni, lavoravamo insieme, ci aiutavamo e ci completavamo bene. Dopo 7 anni di matrimonio, siamo entrati in una crisi molto forte che ci ha quasi portato alla separazione. La comunicazione รจ diventata difficile: non riuscivamo a parlare di noi stessi, della nostra relazione, e questo ci ha gradualmente allontanato. Tuttavia, entrambi avevamo il desiderio di dare il meglio per le nostre figlie e di progredire economicamente. Ognuno viveva a modo suo, litigavamo abbastanza, ma riuscivamo ad andare avanti.

AURELIANA: Quando le nostre figlie hanno raggiunto l’adolescenza una di loro aveva atteggiamenti ribelli e, a 17 anni, รจ rimasta incinta ed รจ andata a convivere. In quel momento abbiamo iniziato a chiedere aiuto per rafforzarci come genitori anche spiritualmente. Frequentavamo le riunioni dei gruppi di famiglie e i ritiri spirituali. Cosรฌ siamo riusciti a superare sfide difficili, mettendo ognuno molta buona volontร .

JULIAN: Avevamo stabilitร  economica, una bella famiglia, salute e un’azienda familiare ben posizionata: avevamo tutto!  Un giorno ho iniziato ad avere contatti attraverso i social network, con una persona, ci siamo conosciuti e ho iniziato un rapporto extraconiugale con lei. A quel tempo mio padre ammalato era a casa con noi e per nostra figlia รจ stato molto difficile adattarsi alla maternitร ; quindi, Aureliana ha dovuto dividersi in mille pezzi per stare con lei, lavorare e organizzare la casa. Ero molto coinvolto in quella relazione extraconiugale e non aiutavo per niente Aureliana, anzi dicevo che non avevo tempo da dedicare, lei si lamentava ed io mi arrabbiavo. In quel tempo, abbiamo fatto un viaggio insieme in Europa e lรฌ Aureliana ha scoperto che le ero infedele. Tutto รจ crollato, eravamo lontani da tutti, soli tra quattro mura in una stanza d’albergo.

AURELIANA: Mi รจ caduto il mondo addosso! Non sapevo cosa fare, non riuscivo a credere che potesse succedere una cosa del genere. All’inizio sono rimasta zitta, pensando che saremmo riusciti a terminare il viaggio, ma dopo un po’ sono esplosa: ho rotto il silenzio urlando, piangendo e chiedendo una risposta. Lui da parte sua ha cominciato a implorare disperatamente pietร , a chiedere perdono a Dio e a me e questo, nonostante il terribile dolore che provavo, ha toccato il mio cuore. Sapevo che dovevo fare un passo e ho riposto tutta la mia fiducia nell’aiuto di Dio per realizzarlo. Finalmente sono riuscita a vedere il volto di Gesรน crocifisso in Juliรกn. Gli ho offerto le mie braccia e ci siamo un poโ€™ tranquillizzati. Tuttavia, nonostante il passo interiore, spesso ero sopraffatta dal dolore e dalla tristezza.


โ€œรˆ questo che vogliamo annunciare al mondo:
siamo qui per essere ‘uno’ come il Signore ci vuole ‘uno’,
nelle nostre famiglie e lร  dove viviamo,
lavoriamo e studiamo: diversi, eppure uno,
tanti, eppure uno, sempre, in ogni circostanza
e in ogni etร  della vita. (…)
E non dimentichiamo: dalle famiglie viene generato
il futuro dei popoli.โ€


Omelia del Santo Padre Leone XIV
Giubileo delle famiglie, dei nonni e degli anziani
1ยฐ Giugno 2025

JULIAN: Di notte Aureliana non dormiva, piangeva. Le รจ stata diagnosticata una depressione. Io mi sentivo impotente e colpevole. Ho pregato tanto: sentivo che mia moglie e la mia famiglia erano un bene molto prezioso, ma ormai il danno era fatto e dovevo accettare il mio errore, ma anche volevo mettere tutto il mio impegno e la mia fiducia in Dio.

AURELIANA: La nostra famiglia era divisa, i figli non sapevano a chi dare la colpa e si sono ribellati. Poi Juliรกn si รจ ammalato: gli รจ stato trovato un tumore al cervello. Questo fatto mi ha scosso molto e ha quasi rimosso il mio stato depressivo. Ricevuto lโ€™esito della TAC, ci siamo riuniti con i figli e abbiamo cercato la migliore alternativa per l’intervento chirurgico. Sentivamo che l’unitร  della famiglia era il bene piรน prezioso, che era al di sopra di ogni avversitร  ed io mi sono resa conto che ero di nuovo capace di dare la vita per mio marito e di vivere fino in fondo la mia fedeltร  a lui, “nella salute e nella malattia”.

JULIAN: Mi sono sentito amato e sono riuscito a superare due interventi chirurgici al cervello con un recupero in tempi record. Appena dimesso dallโ€™ospedale, abbiamo avuto l’opportunitร  di partecipare a un incontro per coppie in crisi, perchรฉ ancora avevamo bisogno di guarire le nostre ferite.

AURELIANA: In questo incontro sono riuscita a chiarire tanti dubbi. Abbiamo ricevuto molto affetto dai partecipanti, approfittando della presenza di professionisti e coppie con molti anni di esperienza e abbiamo scoperto una nuova via d’uscita.

JULIAN: Ho capito che la volontร  di perdonare รจ una cosa, perรฒ, guarire il trauma richiede un processo; la ferita che le ho causato รจ stata molto profonda e lei aveva bisogno di tempo, di pazienza ed amore da parte mia. Ho ricevuto il dono piรน grande da Dio, che รจ il perdono. Abbiamo rinnovato il nostro matrimonio, Aureliana mi ha detto di nuovo il suo SรŒ per sempre e abbiamo ricominciato.

AURELIANA:  La nostra vita รจ cambiata completamente, dopo 35 anni di matrimonio abbiamo smesso di lottare. Viviamo una vita piena come coppia e possiamo guardarci negli occhi ed amarci come mai prima d’ora.

Foto ยฉ pexels-scottwebb

Che cosa posso fare io?

Che cosa posso fare io?

Ogni giorno accadono avvenimenti terribili, di una tale dimensione da farci sentire impotenti: i migranti che affrontano viaggi di morte in condizioni disperate, le popolazioni che vivono la tragedia quotidiana della guerra o le drammatiche ingiustizie sociali che affliggono il pianeta.

โ€œChe cosa posso fare io?โ€: รจ possibile che questa domanda ci paralizzi e ci faccia chiudere in un rassegnato individualismo. La prima sfida per la propria coscienza รจ quella di lasciarsi interrogare proprio da quella domanda. โ€œChe cosa posso fare io?โ€

Se lo sono chiesti in Italia i pescatori delle coste di Lampedusa, formando insieme alla gente generosa del posto vere e proprie catene umane, per tendere la mano e cercare di salvare uno alla volta almeno uno (e poi dieci, cento, milleโ€ฆ) dei naufraghi disperati abbandonati alle onde del mar Mediterraneo. Se lo sono chiesto le comunitร  ai confini dei luoghi di guerra (in Europa, in Africa, in Asiaโ€ฆ), che hanno aperto le porte delle loro case non in base ad un calcolo politico o economico, ma su una naturale scelta di compassione e accoglienza. Proprio in queste situazioni รจ possibile osservare piccoli o grandi โ€œmiracoliโ€ quotidiani, che non sono sogni utopici, ma sono i gesti che costruiscono la societร  del futuro.

Cercare la speranza, non aspettare che venga a noi: lo sottolinea il prof. Russell Pearce[1] della Fordham School of Law di New York. Ha condotto interviste in due organizzazioni che promuovono il dialogo e la pace tra israeliani e palestinesi โ€“ Parents Circle e Combatants for Peace โ€“ finalizzate a comprendere come i loro membri siano riusciti a mantenere le relazioni reciproche allโ€™indomani del 7 ottobre 2023 e durante la successiva guerra a Gaza. 

Perchรฉ questi gruppi hanno mantenuto i loro legami e questi sono addirittura diventati piรน forti? Sia i palestinesi che gli israeliani riferiscono che il loro dialogo รจ stato trasformativo. Dicono che il loro รจ dialogo dโ€™amore. Un partecipante palestinese osserva: ยซLa trasformazione che abbiamo vissuto รจ stata per ognuno di noi unโ€™esperienza molto sacra e ha lasciato nelle nostre anime un impatto e anche un legame profondo. Si tratta di un viaggio e di un processo che trasforma lโ€™altro in un fratelloยป. 

Un israeliano osserva similmente: ยซLavoriamo per costruire la fiducia e diventare una famiglia, anni di un lavoro sacro con tutte le sfide, le dinamiche e i dubbiยป. Conclude Pearce: i saggi ebrei insegnano che ยซse salvi una vita, salvi il mondo interoยป; un palestinese che guida il programma giovanile del Parents Circle ha spiegato: ยซSe cambi una persona, cambi un mondo interoยป.

Diceva Chiara Lubich: ยซLโ€™aspetto piรน visibile dellโ€™unitร  รจ la fraternitร . Questa mi sembra certamente la strada piรน adatta per risalire la corrente (…) per raggiungere piรน pienamente la libertร  e lโ€™uguaglianza. (โ€ฆ)  รˆ una via valida per chi ha in mano le sorti dellโ€™umanitร , ma anche per le madri di famiglia, per i volontari che portano brani di solidarietร  per il mondo, per chi mette a disposizione parte degli utili della propria azienda per eliminare spazi di povertร , per chi non si arrende alla guerra. La fraternitร  โ€œdallโ€™altoโ€ e quella โ€œdal bassoโ€ si incontreranno cosรฌ nella paceยป[2]

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Lโ€™IDEA DEL MESE รจ attualmente prodotta dal “Centro del Dialogo con persone di convinzioni non religiose” del Movimento dei Focolari. Si tratta di un’iniziativa nata nel 2014 in Uruguay per condividere con gli amici non credenti i valori della Parola di Vita, cioรจ la frase della Scrittura che i membri del Movimento si impegnano a mettere in atto nella vita quotidiana. Attualmente Lโ€™IDEA DEL MESE viene tradotta in 12 lingue e distribuita in piรน di 25 paesi, con adattamenti del testo alle diverse sensibilitร  culturali. dialogue4unity.focolare.org


[1] R. Pearce: โ€œDialogo e Pace sostenibiliโ€ [Ekklesia-Sentieri di Comunione e Dialogo- n.4 ottobre dicembre 2024].
[2] C. Lubich, No alla sconfitta della pace, in ยซCittร  Nuovaยป n. 24/2003
Foto: ยฉ Rineshkumar Ghirao – Unsplash

ยซVoi stessi date loro da mangiareยป (Lc 9,13).

ยซVoi stessi date loro da mangiareยป (Lc 9,13).

Siamo in un luogo solitario nei pressi di Betsaida, in Galilea. Gesรน sta parlando del Regno di Dio a una folla numerosa. Il maestro vi si era recato con gli apostoli per farli riposare dopo la lunga missione per quella regione, nella quale avevano predicato la conversione “annunziando dovunque la buona novella e operando guarigioni”[1]. Stanchi, ma col cuore pieno, raccontavano ciรฒ che avevano vissuto.   

La gente, perรฒ, avendolo saputo, li raggiunge. Gesรน accoglie tutti: ascolta, parla, cura. La folla aumenta. La sera si avvicina e la fame si fa sentire. Gli apostoli se ne preoccupano e propongono al maestro una soluzione logica e realistica: ยซCongeda la folla, perchรฉ vada nei villaggi per alloggiare e trovare ciboยป. Dopotutto Gesรน aveva fatto giร  tantoโ€ฆ Ma egli risponde:

ยซVoi stessi date loro da mangiareยป.

Rimangono allibiti. รˆ improponibile: hanno solo cinque pani e due pesci per alcune migliaia di persone; non รจ possibile trovare il necessario nella piccola Betsaida, e non ne avrebbero i soldi per comprarlo.  

Gesรน vuole aprir loro gli occhi. I bisogni e i problemi delle persone lo toccano e si adopera per darne soluzione. Lo fa partendo dalla realtร  e valorizzando quello che c’รจ. รˆ vero, ciรฒ che hanno รจ poco, ma li chiama a una missione: essere strumenti della misericordia di Dio che pensa ai suoi figli. Il Padre interviene, e tuttavia “ha bisogno” di loro.  

Il miracolo “ha bisogno” della nostra iniziativa e della nostra fede, e poi la farร  crescere.  

ยซVoi stessi date loro da mangiareยป.

All’obiezione degli apostoli, quindi, Gesรน risponde facendosi carico, ma chiede loro di fare tutta la propria parte, anche se piccola. Non la disdegna. Non risolve il problema al posto loro; il miracolo avviene, ma richiede la loro partecipazione con tutto quello che hanno e che hanno potuto procurare, messo a disposizione di Gesรน per tutti. Questo implica un certo sacrificio e fiducia in lui.    

Il maestro parte da ciรฒ che ci accade per insegnarci a occuparci insieme gli uni degli altri. Di fronte alle necessitร  degli altri non valgono le scuse (“non รจ compito nostro”, “non posso farci nulla”, “devono arrangiarsi come facciamo tutti…”). Nella societร  che Dio ha pensato sono beati coloro che danno da mangiare agli affamati, che vestono i poveri, che visitano chi รจ in necessitร [2].

ยซVoi stessi date loro da mangiareยป.

La narrazione di questo episodio richiama l’immagine del banchetto descritto nel libro di Isaia, offerto da Dio stesso a tutte le genti, quando Egli ยซasciugherร  le lacrime su ogni voltoยป[3]. Gesรน fa sedere a gruppi di cinquanta, come nelle grandi occasioni. Da Figlio, si comporta come il Padre, e ciรฒ sottolinea la sua divinitร .  

Lui stesso darร  tutto, fino a farsi cibo per noi, nell’eucarestia, il nuovo banchetto della condivisione.  

Di fronte alle tante necessitร  sorte durante la pandemia del covid-19, la comunitร  dei Focolari di Barcellona ha creato un gruppo, attraverso i social network, nel quale si condividono le necessitร  e si mettono in comune beni e risorse. Ed รจ impressionante vedere come circolano mobili, cibo, medicine, elettrodomestici… Perchรฉ ยซda soli possiamo fare pocoยป, dicono, ยซma insieme si puรฒ fare moltoยป. Ancora oggi il gruppo “Fent famรญlia” aiuta a far sรฌ che, come nelle prime comunitร  cristiane, nessuno tra loro sia bisognoso[4].  

A cura di Silvano Malini e del team della Parola di Vita


[1] Lc 9, 6.

[2]Cf. Mt 25, 35-40.   

[3]Is 25, 8.

[4]Cf. At 4, 34.

ยฉFoto di Congerdesign – Pixabay

Vangelo vissuto: โ€œSignore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio beneโ€ (Gv 21,17).

Vangelo vissuto: โ€œSignore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio beneโ€ (Gv 21,17).

Un messaggio

รˆ il compleanno di un amico molto caro con il quale abbiamo condiviso ideali, gioie e dolori. Ma รจ da molto tempo che non gli scrivo e che non ci vediamo. Sono un poโ€™ titubante: potrei inviargli un messaggio, ma non so come lo prenderร . Mi incoraggia la Parola di Vita: โ€œSignore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio beneโ€ (Gv 21,17).  Poco dopo arriva la sua risposta: โ€œChe gioia ricevere il tuo salutoโ€. E inizia un dialogo: i messaggi vanno e vengono. Mi racconta di lui. รˆ soddisfatto del suo lavoro, ha un ottimo stipendio e  mi confida di avere il desiderio di venire a farmi visita. Lo incoraggio e mi metto a disposizione per accoglierlo e organizzare il suo soggiorno. Un motivo in piรน per averlo presenteโ€ฆ e non attendere un altro anno per mandargli un messaggio.

(C. A.- Italia)

Schiacciata dallโ€™orgoglio

A Miguel riuscivo a perdonare le serate trascorse in osteria, ma non lโ€™infedeltร  confessata un giorno. Io ero la brava moglie e madre, io la vittima. Da quando perรฒ frequentava padre Venancio e altre persone della parrocchia, mio marito sembrava un altro: era piรน presente in casa, piรน affettuoso con me, che invece rimanevo scostante ogni qualvolta mi proponeva di leggere insieme il Vangelo per provare a metterlo in pratica. Una volta perรฒ, perchรฉ era il suo compleanno, acconsentii ad accompagnarlo ad un incontro di famiglie. Fu il primo di altri. Un giorno una frase mi fece riflettere: ยซCostruire la paceยป. Come farlo io, che nel frattempo mi ero scoperta egoista, piena di miserie e di rancori? Lโ€™orgoglio mโ€™impediva di chiedere perdono a Miguel, mentre lui in 28 anni di matrimonio me lโ€™aveva chiesto piรน volte. Cercavo tuttavia il momento piรน adatto per farlo. Finchรฉ in un incontro col gruppo di famiglie, chiesto aiuto a Dio, riuscii raccontare la nostra esperienza di coppia e a chiedere perdono a Miguel. In quel giorno sentii rinascere un amore nuovo, vero, per lui.

(R. โ€“ Messico)

La cura per il prossimo

Da quando trascorro un periodo a Lโ€™Avana, immerso fino al collo nei problemi di sopravvivenza degli abitanti del nostro barrio alle prese con la grave crisi economica del Paese, non mi sono ancora abituato ai puntuali interventi della Provvidenza. Fra i tanti, questo che รจ lโ€™ultimo. Precedentemente, da una persona che fa parte della nostra comunitร  ero stato avvisato dellโ€™arrivo di una consistente donazione di farmaci validi, tutti relativi alla cura delle malattie nervose. Sono andato a ritirarli un poโ€™ perplesso perchรฉ non rientravano nelle categorie di farmaci richiesti dai poveri che ci frequentano. Poi perรฒ mi sono ricordato che una volta al mese, il lunedรฌ mattina, uno psichiatra viene a visitare gratis le persone del barrio che necessitano di cure. Cosรฌ, alla prima occasione, lโ€™ho contattato, portandogli lโ€™elenco dei medicinali. Man mano che lo scorreva, il volto gli si illuminava: ยซSono proprio quelli che cercavo!ยป, ha esclamato stupefatto.

(R.Z. โ€“ Cuba)

ย A cura di Maria Grazia Berretta
(tratto da Il Vangelo del Giorno, Cittร  Nuova, anno Xโ€“ n.1ยฐ maggio-giugno 2025)

Foto: ยฉMohamed Hassan – Wรคlz / Pixabay

Ricercare la pace: un cammino nelle mani di ciascuno

Ricercare la pace: un cammino nelle mani di ciascuno

“Beati gli operatori di pace, perchรฉ saranno chiamati figli di Dio”. (Mt 5,9)

Sai chi sono gli operatori di pace di cui parla Gesรน?

Non sono quelli che chiamiamo pacifici, che preferiscono la tranquillitร , che non sopportano le dispute e si manifestano per natura loro conciliante ma spesso rivelano un recondito desiderio di non essere disturbati, di non voler avere noie.

Gli operatori di pace non sono nemmeno quelle brave persone che, fidandosi di Dio, non reagiscono quando sono provocate o offese. Gli operatori di pace sono coloro che amano tanto la pace da non temere di intervenire nei conflitti per procurarla a coloro che sono in discordia. [โ€ฆ]

Puรฒ essere portatore di pace chi la possiede in sรฉ stesso.

Occorre essere portatore di pace anzitutto nel proprio comportamento di ogni istante, vivendo in accordo con Dio e facendo la sua volontร .

Gli operatori di pace si sforzano poi di creare legami, di stabilire rapporti fra le persone, appianando tensioni, smontando lo stato di guerra fredda che incontrano in tanti ambient di famiglia, di lavoro, di scuola, di sport, fra le nazioni, ecc. [โ€ฆ]

La televisione, il giornale, la radio t dicono ogni giorno come il mondo รจ un immenso ospedale e le nazioni sono spesso grandi malate che avrebbero estremo bisogno di operatori di pace per sanare rapporti spesso tesi e insostenibili che rappresentano minacce di guerra, quando essa non รจ giร  in atto. [โ€ฆ]

La pace รจ un aspetto caratteristico dei rapporti tipicamente cristiani che il credente cerca di instaurare con le persone con le quali sta in contatto o che incontra occasionalmente: sono rapporti di sincero amore senza falsitร  nรฉ inganno, senza alcuna forma di implicita violenza o di rivalitร , o di concorrenza, o di egocentrismo.

Lavorare e stabilire simili rapporti nel mondo รจ un fatto rivoluzionario. Le relazioni, infatti, che normalmente esistono nella societร , sono di tutt’altro tenore e, purtroppo, rimangono spesso immutate.

Gesรน sapeva che la convivenza umana era tale e per questo ha chiesto ai suoi discepoli di far sempre il primo passo senza aspettare l’iniziativa o la risposta dell’altro, senza pretendere la reciprocitร : “Io vi dico: amate i vostri nemici… Se date il saluto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario?”. [โ€ฆ]

Gesรน รจ venuto a portare la pace. Tutto il suo messaggio e comportamento sono orientate in questo senso.

Ma proprio questo rapporto nuovo, stabilito con le persone, smaschera spesso i rapporti sociali falsi, rivela la violenza nascosta nelle relazioni fra gli uomini.

All’uomo non piace che si scopra questa veritร  e c’รจ il rischio, in casi estremi, che risponda con l’odio e la violenza contro colui che osa disturbare la convivenza e le strutture esistenti.

Gesรน, il portatore di pace, รจ stato ucciso dalla violenza dell’uomo. [โ€ฆ] “Beati gli operatori di pace, perchรฉ saranno chiamati figli di Dio”.

Come vivrai allora questa Parola?

Anzitutto diffondendo nel mondo l’amore. [โ€ฆ] Poi interverrai con prudenza quando, attorno a te, la pace รจ minacciata. Non di rado basta ascoltare con amore, fino in fondo, le part in lite e una soluzione di pace รจ trovata.

E per sgonfiare tensioni, che possono nascere fra persone, un mezzo da non disprezzare รจ lo humour. Dice un testo rabbinico: “Il regno futuro appartiene a coloro che scherzano volentieri perchรฉ sono operatori di pace fra gli uomini che litigano”.

Ancora non ti darai pace finchรฉ rapporti interrotti, spesso per un nonnulla, non siano ristabiliti.

Forse potrai essere operatore di pace dando vita, in seno a qualche ente o associazione di cui fai parte, ad iniziative particolari dirette a sviluppare una maggiore coscienza della necessitร  della pace. [โ€ฆ]

L’importante รจ che tu non sta fermo a veder passare i pochi giorni che hai a disposizione senza concludere qualcosa per i tuoi prossimi, senza prepararti convenientemente alla vita che t attende.

Chiara Lubich

(da Parole di Vita, Opere di Chiara Lubich, Citta Nuova Editrice, Roma 2017, pp. 196-197)

Verso una pedagogia della pace

Verso una pedagogia della pace

Sono Anibelka Gรณmez, volontaria del Movimento dei Focolari di Santiago de los Caballeros (Repubblica Dominicana), insegnante e attuale direttrice di una scuola pubblica.

L’istruzione non รจ solo un diritto, ma un potente strumento per trasformare le nostre comunitร . Come educatori, abbiamo il potere di influenzare la costruzione di una societร  piรน giusta e fraterna. Quindi, dentro di me รจ nata a un certo punto una grande preoccupazione: come posso contribuire a costruire il โ€œsognoโ€ dellโ€™unitร  che Gesรน ha chiesto al Padre ? Quali azioni concrete posso intraprendere per garantire che l’educazione sia un motore di cambiamento verso la pace nelle nostre comunitร ? 

Cosรฌ l’anno scorso รจ nata l’idea di fare qualcosa che andasse oltre i confini della nostra scuola. Sapendo che le forze erano poche, ma credendo nel potere di Gesรน che ha promesso di essere presente tra coloro che si amano, abbiamo organizzato il congresso internazionale dal titolo: โ€œFavorire la pedagogia della paceโ€ a Santiago de los Caballeros. Abbiamo deciso di preparare questo congresso basandoci sull’amore reciproco tra gli organizzatori, membri dei Focolari della Repubblica Dominicana e di Porto Rico. Hanno partecipato 140 insegnanti, psicologi, direttori e professionisti dell’educazione, con una rappresentanza di 55 centri educativi, tra cui la Scuola Cafรฉ con Leche di Santo Domingo, una scuola nella quale ci si impegna a vivere lโ€™arte di amare proposta da Chiara Lubich.

Nelle immagini: Congresso Internazionale “Favorire la pedagogia della pace” (Foto: Anibelka Gรณmez)

Per la realizzazione di questo grande evento, la provvidenza di Dio si รจ manifestata attraverso l’aiuto, il sostegno e la collaborazione del direttore Rafael Liriano e del consigliere Ysmailin Collado del Distretto Educativo 08-04, dell’Associazione Nazionale dei Direttori (ASONADEDI), di alcuni imprenditori e della comunitร  di Santiago, che ci hanno aiutato nella logistica.

Grazie a questo congresso, si รจ risvegliato l’interesse a conoscere meglio le proposte e le iniziative educative del Movimento dei Focolari, come il Dado della Pace e la Metodologia โ€œ6×1โ€ (sei passi per un obiettivo). Per questo motivo, dopo qualche mese si รจ tenuto il seminario โ€œCultura della pace e metodologia 6×1โ€. Vi hanno partecipato 20 scuole rappresentate dai loro presidi e dagli insegnanti, con l’obiettivo di moltiplicarlo per gli insegnanti di altre scuole.

A sinistra: Workshop su FormaT, alla destra: Workshop sul Dado della Pace e Metodologia “6 x 1” (Foto: Anibelka Gรณmez)

Questo workshop ha sottolineato lโ€™urgenza  tra i partecipanti di implementare nelle scuole la novitร  del Dado della Pace e della Metodologia 6×1. Alcuni presidi e insegnanti hanno affermato che l’attuazione di questi programmi aiuterร  i bambini a promuovere una cultura di pace per il bene di una societร  migliore. Inoltre, per dare continuitร  a questo progetto, รจ nata la proposta di realizzare la formazione FormaT, un corso on line rivolto ai formatori che accompagnano bambini, adolescenti e giovani in vari ambienti educativi. L’obiettivo รจ condividere esperienze, competenze e strumenti per la formazione e l’accompagnamento. Questo programma รจ tenuto on line dalla Colombia, con la partecipazione di tutti gli insegnanti di 14 centri educativi. La formazione si svolge ogni mese a partire da settembre, รจ composta da 9 moduli e si concluderร  con la consegna di un diploma ai partecipanti.

L’implementazione di questi moduli ha creato un forte legame tra le scuole, tanto che nel periodo quaresimale abbiamo  organizzato un ritiro con coloro che partecipano a FormaT, seguito da un fine settimana con i presidi partecipanti.  รˆ impressionante per noi vedere come Gesรน moltiplica i talenti, tocca i cuori e i frutti vanno al di lร  di quanto possiamo immaginare dando vita a esperienze di unitร .

Anibelka Gรณmez
Foto di copertina: ยฉ Alicja-Pixabay

A 10 anni della Laudato Siโ€™ il โ€œprogetto Amazoniaโ€

A 10 anni della Laudato Siโ€™ il โ€œprogetto Amazoniaโ€

Sono Letรญcia Alves e vivo nel nord del Brasile, a Parรก.

Nel 2019 ho partecipato al โ€œProgetto Amazzoniaโ€ e per 15 giorni io e un gruppo di volontari abbiamo dedicato le nostre vacanze a vivere con le popolazioni della bassa Amazzonia, nella cittร  di ร“bidos.

Prima di intraprendere questa avventura, mi chiedevo se sarei stata in grado di dedicarmi completamente a questa esperienza, ambientata in una realtร  cosรฌ diversa dalla mia. Durante il progetto abbiamo visitato alcune comunitร  fluviali che vivono sulle rive del Rio delle Amazzoni e tutti ci hanno accolto con un amore impareggiabile.

Abbiamo fornito servizi di assistenza sanitaria, legale e familiare, ma la cosa piรน importante รจ stata ascoltare profondamente e condividere le vite, le storie e le difficoltร  di coloro che abbiamo incontrato. Le storie erano le piรน diverse: la mancanza di acqua potabile, il bambino che aveva uno spazzolino per tutta la famiglia o anche il figlio che voleva uccidere la madre… Piรน ascoltavamo, piรน capivamo il significato della nostra presenza lรฌ.

E tra tante storie, ho potuto vedere quanto possiamo fare la differenza nella vita delle persone: quanto il solo ascolto faccia la differenza, quanto una bottiglia d’acqua potabile faccia la differenza.

Il progetto รจ stato piรน che speciale. Abbiamo potuto piantare un seme d’amore in mezzo a tanto dolore e “costruire insieme” ci ha fatto crescere. Quando Gesรน รจ presente tra noi, tutto diventa stimolante, pieno di luce e di gioia.

Non รจ stato qualcosa che ho vissuto per 15 giorni e poi รจ finito, ma รจ stata un’esperienza che ha davvero trasformato la mia vita, ho sentito una forte presenza di Dio e questo mi ha dato la forza di abbracciare i dolori dell’umanitร  che ho intorno a me in questa costruzione quotidiana di un mondo unito.

Mi chiamo Francisco. Sono nato a Juruti, in Amazzonia, un paese vicino a ร“bidos. Mi ha sorpreso sapere che persone provenienti da varie parti del Brasile stavano attraversando il Paese per donarsi e prendersi cura della mia gente e ho voluto unirmi a loro.

Ciรฒ che mi ha colpito di piรน รจ stata la felicitร  di tutti, dei volontari e della gente del posto, che pur vivendo con pochi beni materiali, ha sperimentato la grandezza dell’amore di Dio.

Dopo l’esperienza del progetto Amazzonia a ร“bidos, sono tornato a Juruti con una nuova prospettiva e il desiderio di continuare questa missione, ma nella mia cittร . Lรฌ ho visto gli stessi bisogni che avevo trovato a ร“bidos. Questo desiderio non รจ diventato solo mio, ma di tutta la nostra comunitร , che ha sposato la causa. Insieme abbiamo pensato e dato vita al progetto Amazonia nella comunitร  di Sรฃo Pedro, con l’obiettivo di ascoltare e rispondere al โ€œgridoโ€ di chi ha piรน bisogno, che spesso non viene ascoltato. Abbiamo scelto una comunitร  della terraferma, abbiamo iniziato a monitorare i loro bisogni e poi siamo andati alla ricerca di professionisti volontari.

Con la collaborazione di diverse persone, abbiamo portato la vita del Vangelo, l’assistenza medica, l’assistenza psicologica, le medicine e le cure dentistiche a tutta quella comunitร . Soprattutto, abbiamo cercato di fermarci ad ascoltare le difficoltร  e le gioie di chi incontravamo.

Ho una certezza: per costruire un mondo piรน fraterno e unito, siamo chiamati ad ascoltare le grida di chi soffre intorno a noi e ad agire, con la certezza che ogni cosa fatta con amore non รจ piccola e puรฒ cambiare il mondo!

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Bruxelles: a 75 anni dalla Dichiarazione Schuman

Bruxelles: a 75 anni dalla Dichiarazione Schuman

Lโ€™Europa continua a far parlare di sรฉ, al centro di tensioni internazionali e di accesi dibattiti il cui esito incide sulla vita dei suoi cittadini: quasi mezzo miliardo quelli dellโ€™Unione Europea. Pace versus difesa, guerra o pace commerciale, le scelte sullโ€™energia, le politiche di sviluppo e la giustizia sociale, identitร  e diversitร , apertura e confini: i temi in agenda sono numerosi e, di fronte ai cambiamenti dello scenario interno ed esterno โ€“ prima di tutto la guerra in Ucraina -, la rilettura e lโ€™attualizzazione della profezia di Robert Schuman e dei padri fondatori รจ non solo attuale, ma necessaria.

Sono passati 75 anni da quando lโ€™allora ministro degli esteri francese, il 9 maggio 1950, pronunciรฒ il suo rivoluzionario discorso a Parigi, ponendo leย basi per il processo di integrazioneย europea. Il 15 maggio 2025, nella sede del Parlamento Europeo a Bruxelles, un panel di esperti, esponenti di vari Movimenti cristiani e giovani attivisti, hanno dato voce alla visione dellโ€™unitร  europea come strumento di pace.

Lโ€™evento si รจ svolto perย iniziativa diย Insieme per lโ€™Europa (IpE)ย insieme ad alcuni europarlamentari, su invito della parlamentare slovaccaย Miriam Lexmannย โ€“ ย assente per motivi familiari โ€“ e ha riunito nella mattinata del 15 maggio, un centinaio di persone da Belgio, Italia, Germania, Olanda, Slovacchia, Austria, Francia, Grecia, Romania. Sono presenti cristiani cattolici, ortodossi e delle Chiese della Riforma; rappresentanti della Comunitร  Immanuel, YMCA, Focolari, Schoenstatt, Santโ€™Egidio, Quinta Dimensione, Comunitร  Papa Giovanni XXIII: la varietร  tipica della rete diย IpE. A darle voce รจ il moderatore diย Insieme,ย Gerhard Pross, testimone degli inizi: โ€œPer noi รจ importante esprimereย la forza della fede nel plasmare la societร . Tuttavia, non siamo interessati al potere o al dominio, ma a portare la speranza, lโ€™amore e la forza della riconciliazione e dellโ€™insieme insiti nel Vangeloโ€.

Tra il pubblico โ€“ e tra i relatori โ€“ spicca la forte componente giovanile: in 20 dal liceo Spojenรก ลกkola Svรคtรก rodina di Bratislava. Studiano cittadinanza attiva e diritto europeo. Sono a Bruxelles con i loro professori, per unโ€™esperienza che puรฒ segnare il loro percorso professionale e di vita. Tra loro, Maria Kovaleva: โ€œIo vengo dalla Russia e per me lโ€™Europa significa poter essere qui, indipendentemente dalla mia provenienza o dalla situazione politica nel mio Paese o in Slovacchia, e parlare liberamente โ€“ proprio qui, nel cuore dellโ€™Europa. Per me lโ€™Europa รจ sempre stata un luogo in cui non importa quale religione o nazionalitร  si abbia. Tutti hanno il diritto di parlare, e di parlare senza censure. Questo รจ il tipo di Europa che Robert Schuman sognavaโ€.

Peter, 16 anni, si dice sinceramente stupito, trovandosi per la prima volta in un luogo istituzionale dove vengono prese decisioni importanti. รˆ il rappresentante degli studenti e quanto vissuto a Bruxelles รจ per lui unโ€™ispirazione per il futuro, in cui attraverso il management o lโ€™impegno in politica possa svolgere un ruolo di leadership.

Samuel ha 17 anni. Definisce questi giorni โ€œunโ€™esperienza straordinaria per scoprire qualcosa in piรน sul resto dellโ€™Europa, come funziona la politica, come lavora il Parlamento; penso di poter parlare a nome di tutta la classe: รจ stato straordinario!โ€.

Unโ€™altra rappresentanza studentesca arriva dallโ€™Italia. Sono 10 studenti di scienze politiche e relazioni internazionali della LUMSA, a Roma. Daniele, primo anno di scienze politiche, รจ colpito particolarmente dal momento del pomeriggio: la preghiera ecumenica nella โ€œChapel for Europeโ€. โ€œMi piace il lavoro di Chiara Lubich, creare ponti per riunire tutti, e si vedeva lโ€™impegno in ciascuno dei presenti. Non รจ un incontro tra sognatori, ma una ricerca concreta che porta a qualcosa di solidoโ€. Per Diego รจ un momento in cui la memoria viene rinnovata e porta alla continuitร . รˆ ispirato dalla mondialitร  che si respira a Bruxelles, โ€œun punto di inizio per sviluppi futuriโ€ e ha particolarmente apprezzato gli interventi degli europarlamentari.

Photo: H. Brehm / K. Brand / M. Bacher

Erano presenti infatti nella mattinata,  Antonella Sberna (Conservatori e Riformisti europei), vice-presidente del Parlamento Europeo e responsabile per lโ€™attuazione dellโ€™articolo 17 TFUELeoluca Orlando e Cristina Guarda (Verdi).  โ€œSiete lโ€™esempio di che cosa lโ€™UE puรฒ fare per i nostri popoli e le nostre civiltร โ€, afferma la vicepresidente, rivolgendosi a Insieme per lโ€™Europa. E invita i giovani presenti a โ€œessere critici, ma appassionatiโ€, a โ€œstudiare bene lโ€™Europaโ€, per essere โ€œinsieme al servizio per correggere ciรฒ che non ci piace e garantire pace nei nostri confini, come esempio di unione dei popoli nel rispetto delle sovranitร โ€.

Leoluca Orlando invita a โ€œcogliere il progetto di futuro che stava nellโ€™azione di Schumann, coltivando una memoria inquietaโ€ e ricorda il principio di fraternitร , che fa superare le storiche polarizzazioni tra destra e sinistra su libertร  ed uguaglianza. E come esempio di fraternitร  riporta โ€œlโ€™esperienza profetica di unitร  tra cattolici e luterani, grazie allโ€™intuizione di Chiara Lubich, a Ottmaring, in Baviera, un luogo nel cuore della Guerra dei Trentโ€™anniโ€.

Per Cristina Guarda, pace รจ la parola chiave: โ€œCome Movimenti cristiani vi chiedo di essere parte di questa discussione, e di richiedere la nostra coerenza nella ricerca della pace. E quindi fare scelte giuste e votare correttamente, per rispettare la paceโ€.

Ed รจ proprio ad un progetto di pace che la Dichiarazione di Schuman aspira: Jeff Fountain, dello Schuman Centre, offre una lettura delle fondamenta spirituali della Dichiarazione, del suo โ€œcoraggioso discorso di tre minutiโ€: โ€œil suo progetto non era solo politico o economico. Letta a un livello piรน profondo, la Dichiarazione Schuman rivela che il progetto รจ profondamente morale, spirituale, radicato nei valori del cuoreโ€. โ€œLe istituzioni che ha contribuito a ispirare โ€“ per quanto imperfette โ€“ sono una difesa contro il ritorno alla politica del dominio e dellโ€™esclusione, della paura e dellโ€™odioโ€.

Ma chi dovrebbe dare unโ€™anima allโ€™Europa? Invita a riflettere Alberto Lo Presti. โ€œNon dovremmo aspettarci che tale anima sia prodotta dalle istituzioni politiche europee e trasmessa ai suoi cittadini. Non vorrei vivere in una societร  nella quale lโ€™istituzione mi inculca, nel cervello, una visione del mondo. A fare cosรฌ, di solito, sono le organizzazioni politiche totalitarie che anche qui in Europa abbiamo ben conosciuto: per esempio il nazi-fascismo e il comunismo. Si vedrร  lโ€™anima dellโ€™Unione Europea quando tale anima sarร  visibile nelle scelte quotidiane dei suoi cittadini. Come Insieme per lโ€™Europa vogliamo accompagnare lโ€™Europa alla realizzazione della sua vocazioneโ€.

Maria Chiara De Lorenzo
(da https://www.together4europe.org/)

Il Concilio di Nicea: una pagina storica e attuale della vita della Chiesa

Il Concilio di Nicea: una pagina storica e attuale della vita della Chiesa

Molto giร  si รจ detto e si dirร  ancora sullโ€™importanza ecumenica dellโ€™anno 2025. Il 1700ยบ anniversario del Concilio di Nicea รจ solo uno โ€“ anche se fondamentale – dei vari anniversari importanti per tutta la cristianitร  che ricorrono questโ€™anno. Perchรฉ รจ fondamentale ricordare Nicea ancora oggi? Qual รจ la sua attualitร ? Per capirlo bene dobbiamo fare un salto indietro nel quarto secolo.

Nel 313 lโ€™imperatore Costantino concordรฒ di dare libertร  di culto ai cristiani ponendo fine alle persecuzioni religiose in tutto lโ€™impero. Piรน tardi, nel 324, Costantino diventรฒ autoritร  massima di tutto lโ€™impero, di occidente e oriente, ma capรฌ che una controversia dottrinale rischiava di scombussolare la pace nel territorio. Decise dunque di convocare un Concilio di tutta la Chiesa per dirimere la questione; lui era, infatti, cosciente che si trattasse di una questione religiosa, ma era anche convinto che lโ€™unitร  religiosa fosse un fattore importante per la stabilitร  politica. A Nicea arrivarono dai 250 a 318 vescovi da tutte le parti dellโ€™Impero. Lo scopo principale era quello di difendere e confermare la fede e la dottrina tramandata dagli apostoli sulla Persona divina e umana di Gesรน Cristo, contro unโ€™altra dottrina che serpeggiava tra i cristiani, ossia il pensiero del presbitero Ario di Alessandria dโ€™Egitto e dei suoi sostenitori, che affermavano che Gesรน Cristo non era Dio da sempre ma la prima piรน sublime creatura di Dio.

รˆ comprensibile che un tale mistero, cioรจ della persona di Gesรน Cristo, rappresentasse una sfida per lโ€™intelligenza umana. Ma allo stesso tempo era piรน forte la testimonianza degli apostoli e di tanti cristiani capaci di morire โ€“pur di difendere questa fede. Perfino tra i vescovi accorsi al Concilio molti portavano ancora i segni delle torture e delle sofferenze subite per tale ragione.

Cosรฌ quel Concilio definรฌ la fede su cui si basa il cristianesimo e che tutte le Chiese cristiane professano, il Dio rivelato da Gesรน Cristo รจ un Dio unico ma non solitario: Padre, Figlio e Spirito Santo sono un unico Dio in tre Persone distinte che esistono da sempre.

Ricordare Nicea oggi รจ dunque di grande importanza e attualitร : un Concilio che ha messo le basi per la struttura sinodale della Chiesa, di cui oggi ricerchiamo maggiore concretizzazione; un Concilio che ha unificato per tutta la Chiesa il giorno della celebrazione della Pasqua (secoli piรน tardi – fino ad oggi – con il cambiamento di calendari, la data รจ poi diventata diversa per le Chiese dโ€™occidente e dโ€™oriente) e che ha fissato i punti cardini della fede cristiana. In particolare, questo ultimo punto ci interpella oggi in maniera forte. Forse la tendenza di non credere alla divinitร  di Gesรน Cristo non รจ mai sparita del tutto. Oggi per molti รจ piรน facile e comodo parlare di Gesรน privilegiando le sue prerogative umane di uomo saggio, esemplare, profeta piuttosto che crederlo Figlio unigenito di Dio, della stessa sostanza del Padre.

Iznik, l’antica Nicea, oggi รจ una piccola cittร  della Turchia

Dinanzi a queste sfide possiamo pensare che Gesรน Cristo rivolga anche a noi, oggi, la stessa domanda che ha rivolto un giorno agli apostoli: โ€œE voi chi dite che io sia?โ€ (Mt 16, 13-17).

Accettare il Credo di Nicea e professarlo insieme dunque, รจ ecumenicamente importante anche perchรฉ la riconciliazione dei cristiani significa riconciliazione non solo con e tra le Chiese nel presente, ma anche con la tradizione della Chiesa primitiva e apostolica.

Considerando il mondo di oggi, con tutte le sue ansie, i suoi problemi e le sue aspettative, ci rendiamo ancora piรน conto di come l’unitร  dei cristiani non sia solo un’esigenza evangelica, ma anche un’urgenza storica.

Se vogliamo confessare insieme che Gesรน รจ Dio, allora le Sue Parole, soprattutto quello che Lui ha definito il suo comandamento nuovo, criterio messo da Lui perchรฉ il mondo ci riconosca come Suoi discepoli, acquisteranno un grande valore per noi. Vivere questo comandamento โ€œsarร  lโ€™unico modo o sicuramente il piรน efficace per parlare di Dio oggi a chi non crede, per rendere traducibile la Risurrezione di Cristo in categorie comprensibili per lโ€™uomo di oggiโ€[1].

Centro โ€œUnoโ€

Per approfondire di piรน รจ disponibile il video: Da Nicea camminando insieme verso lโ€™unitร 


Amore, unitร , missionarietร : in cammino con Papa Leone XIV

Amore, unitร , missionarietร : in cammino con Papa Leone XIV

Oltre 150 delegazioni di tutto il mondo, leaders politici, capi di varie Chiese cristiane, rappresentanti di diverse religioni ed oltre 200.000 fedeli di ogni parte del pianeta hanno partecipato in Vaticano, oggi, 18 maggio 2025, alla celebrazione per lโ€™inizio del ministero di Papa Leone XIV. E proprio dallโ€™incontro con i pellegrini, il Pontefice ha voluto iniziare, percorrendo in auto Piazza San Pietro fino alla fine di via della Conciliazione, in un saluto lungo, gioioso, commosso. Poi la sosta sulla tomba di Pietro del quale รจ chiamato ad essere il successore e lโ€™inizio della celebrazione eucaristica.

Era presente anche un gruppo del centro internazionale dei Focolari in rappresentanza della Presidente del Movimento, Margaret Karram, e del Copresidente Jesรบs Morรกnย  che in questi giorni sono in viaggio negli Stati Uniti.

โ€œUnโ€™esperienza di universalitร  della Chiesa โ€“ definisce il momento vissuto a Piazza San Pietro Silvia Escandell (Argentina), delegata centrale dei Focolari -. Ho sentito come Papa Leone XIV, sicuramente anche per il suo carisma, raccoglie questa profonda diversitร  nellโ€™unitร . Mi ha impressionato come lui abbia fatto leva subito su due parole โ€˜amore e unitร โ€™ e tutto il suo discorso lo abbia  tracciato su questa sciaโ€. โ€œMi ha colpito anche quando โ€“ continua Silvia โ€“ ha fatto riferimento a Pietro al quale Gesรน diceva di gettare le reti e ci ha chiamato a farlo unโ€™altra volta. Ma sapendo che queste sono le reti del Vangelo, che va incontro ad ogni uomo. Mi sembra un segno di tanta speranza, per la Chiesa e per lโ€™umanitร โ€.

Nelle foto: piazza San Pietro gremita di fedeli, un momento della celebrazione ed il gruppo del Centro Internazionale dei Focolari

โ€œPer me oggi รจ stata una forte esperienza in cammino verso il mondo unito โ€“ dice Ray ย Asprerย (Filippine) delegato centrale del Movimento dei Focolari – . Vedere tutta la piazza piena e, soprattutto, ascoltare lโ€™appello del Papa che esprimeva la sua visione di una Chiesa strumento di unitร , mi sembrava che fosse proprio quello che si รจ vissuto qui, in tutta la solennitร , ma anche proprio come esperienza. Si stava insieme da tutto il mondo, intorno al Papa che proclamava che la missione dellaย  Chiesa รจ amore e unitร . Ho sentito un richiamo verso lโ€™unitร  come un segno dei tempiโ€.

E di speranza parla Chiara Cuneo (Italia), consigliera al centro internazionale dei Focolari e co-responsabile del dialogo tra Movimenti e nuove Comunitร  nellโ€™ambito della Chiesa cattolica. โ€œIn questo mondo, in questo tempo cosรฌ buio โ€“ dice –  la speranza รจ una luce che ci guida. Durante la Messa ho pensato che, a volte, ci vuole proprio il deserto, perchรฉ si vedano germogli di speranza. E oggi รจ uno di questi germogli: cโ€™รจ qualcosa che cresceโ€.   

 โ€œAnche le parole del Papa di camminare insieme โ€“ osserva โ€“ sono molto inclusive, veramente ha citato tutti, eravamo tutti dentro, tutti, tutti, tuttiโ€.

โ€œHo potuto salutare โ€“ conclude โ€“ insieme a tanti, alcuni fondatori e presidenti di vari Movimenti della Chiesa.  Eโ€™ stato un momento di festa, di gioia e di speranza rinnovata per ciascuno. Con il desiderio di continuare questo cammino insieme, augurandoci veramente di volerci sempre piรน bene, come ha detto il Papaโ€.

Enno Dijkema (Olanda) รจ consigliere del centro Internazionale dei Focolari e co-direttore del Centro Uno per lโ€™unitร  dei cristiani. โ€œCโ€™erano anche tantissimi capi di altre Chiese cristiane  – osserva – e il Papa ha proprio detto che vuole essere in dialogo con tutti e vuole essere un servitore dellโ€™unitร  della Chiesa di Cristoโ€. โ€œSono stato molto toccato โ€“ continua โ€“ anche quando lui ha parlato del suo ministero e lo ha descritto non come sopra tutti, ma sotto, come amore, come servizio che รจ gioia e fede per tutti i cristiani e per tutto il mondo. Davanti a tanti capi di Stato mi รจ sembrata una bella testimonianza, una bella indicazione del โ€˜potereโ€™ inteso come amore, come servizioโ€.

Anna Lisa Innocenti

Foto: Vatican Media Live e ยฉ A.L.I.-CSC Audiovisivi

Una cittร  non basta. Chiara Lubich cittadina del mondo

Una cittร  non basta. Chiara Lubich cittadina del mondo

Venerdรฌ 9 maggio presso il Focolare meeting point, nel cuore di Roma (Italia) e attraverso una diretta online, si รจ tenuta la premiazione del concorso per le scuole dal titolo โ€œUna cittร  non basta. Chiara Lubich cittadina del mondoโ€. Il concorso รจ dedicato alla figura della fondatrice del Movimento dei Focolari, una donna che ha saputo unire educazione, politica e dialogo per la pace.

Il tema proposto per la quinta edizione รจ stato: โ€œEsplorare il concetto di pace, in relazione al pensiero di Chiara Lubichโ€. Sono pervenuti 118 elaborati (individuali e di gruppo) presentati da 35 Istituzioni scolastiche di 15 Regioni italiane.

Il concorso รจ promosso da New Humanity, Centro Chiara Lubich e Fondazione Museo storico del Trentino ed รจ realizzato in collaborazione con il Ministero italiano dellโ€™Istruzione e del Merito. Si conferma come occasione per docenti ed alunni nel riflettere sui valori della fraternitร , dellโ€™accoglienza e del dialogo tra culture, temi centrali nel pensiero e nellโ€™azione di Chiara Lubich.  

I lavori premiati

Scuola secondaria di II grado

1ยฐ posto: Costruire lโ€™infinito, dalla classe 5^ A Linguistico, Liceo A. Maffei โ€“ Riva del Garda (Trento). Con immagini pertinenti, le alunne e gli alunni hanno saputo presentare con creativitร  la loro riflessione sul tema della pace coniugandolo con elementi caratteristici del pensiero di Chiara Lubich che tanto rilievo ha dato alle relazioni di prossimitร ฬ€: dove c’รจ amore c’รจ unitร  e dove c’รจ unitร  c’รจ pace.

2ยฐ posto ex aequo: Vivere la pace, della classe 2^ H, Liceo classico Quinto Orazio Flacco โ€“ Bari. Nellโ€™elaborato scritto, si apprezza il particolare accento che la riflessione pone sulla pace, come unโ€™opera da vivere quotidianamente. Significativi i riferimenti scelti dal pensiero di Chiara Lubich che lascia unโ€™ereditร  di fraternitร  e impegno concreto per un mondo piรนฬ€ unito.

2ยฐ posto ex aequo: Sguardo, di Elena Scandarelli 3^ AU, Liceo Maria Ausiliatrice โ€“ Riviera San Benedetto (Padova). In modo semplice ed efficace lโ€™immagine comunica esplicitamente lโ€™importanza che Chiara Lubich dร  nel saper guardare al Mondo oltre le umane sfide del mondo, vivendole con uno sguardo di speranza.

Scuola secondaria di I grado

1ยฐ posto: 1920-2011, di Alessia Tombacco 3^ C, IC Elisabetta โ€œBettyโ€ Pierazzo โ€“  Noale (Venezia). Il testo presentato offre unโ€™originale riflessione in cui emerge lโ€™attualitร  del pensiero di Chiara Lubich e la possibilitร  di un incontro vitale con lei, anche in un tempo diverso da quello vissuto da Chiara. Ricca di fiducia nel presente e speranza per il futuro, รจ lโ€™immagine dellโ€™uomo cellula: portatore di nuove relazioni per un mondo senza frontiere.

2ยฐ posto: Voci di fraternitร , della classe 3^ D, IC Giovanni XXIII โ€“ Villa San Giovanni (Reggio Calabria). Nellโ€™elaborato multimediale si apprezza in modo particolare il coinvolgimento attivo degli allievi, primi testimoni di un frammento di mondo piรน unito e fraterno. Particolarmente significativo il riferimento alla possibilitร  di essere โ€œoperatori di paceโ€ a partire dalle relazioni piรน prossime.

Scuola primaria

1ยฐ posto: Un seme di unitร , Aurora Pellegrino 5^ A, IC Radice-Alighieri โ€“ Catona (Reggio Calabria). La composizione poetica esprime unโ€™originale riflessione sul tema della pace alla luce del contributo specifico di Chiara Lubich, donna del dialogo.

2ยฐ posto: Una cittร  non basta, classe 4^ A, IC Antonio Gramsci โ€“ Tissi (Sassari). Lโ€™elaborato multimediale presenta, in modo originale ed efficace, spazi e valori di un mondo ideale in cui, con lโ€™amore, si puรฒ superare ogni forma di discriminazione.

Per le menzioni al merito e maggiori approfondimenti sui contenuti degli elaborati, clicca qui

Lorenzo Russo