Disceso dalla montagna, dopo una notte di preghiera, Gesรน sceglie i suoi apostoli. Giunto in un luogo pianeggiante rivolge loro un lungo discorso che inizia con la proclamazione delle Beatitudini.
Nel testo di Luca, a differenza del vangelo di Matteo, esse sono solo quattro e riguardano i poveri, gli affamati, i sofferenti e gli afflitti, con lโaggiunta di altrettanti ammonimenti contro i ricchi, i sazi e gli arroganti[1]. Di questa predilezione di Dio nei confronti degli ultimi, Gesรน ne fa la sua missione quando, nella sinagoga di Nazareth[2], afferma di essere pieno dello Spirito del Signore e di portare ai poveri il lieto annuncio, la liberazione ai prigionieri e la libertร agli oppressi.
Gesรน continua esortando i discepoli ad amare perfino i nemici[3]; messaggio che trova la sua motivazione ultima nel comportamento del Padre celeste: ยซSiate misericordiosi, come il Padre vostro รจ misericordiosoยป (Lc 6, 36).
Tale affermazione รจ anche il punto di partenza di quanto segue: ยซNon giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonatiยป (Lc 6, 37). Poi Gesรน ammonisce tramite unโimmagine volutamente sproporzionata:
ยซPerchรฉ guardi la pagliuzza che รจ nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che รจ nel tuo occhio?ยป.
Gesรน conosce veramente il nostro cuore. Quante volte nella vita di ogni giorno facciamo questa triste esperienza: รจ facile criticare โ anche con rigore โ in un fratello o in una sorella errori e debolezze senza tenere conto che, cosรฌ facendo, ci attribuiamo una prerogativa che appartiene a Dio solo. Il fatto รจ che per โtoglierci la traveโ del nostro occhio ci occorre quellโumiltร che nasce dalla consapevolezza di essere peccatori continuamente bisognosi del perdono di Dio. Solo chi ha il coraggio di accorgersi della propria โtraveโ, di ciรฒ di cui ha personalmente bisogno per convertirsi, potrร comprendere senza giudicare, senza esagerare, le fragilitร e le debolezze proprie e degli altri.
Tuttavia, Gesรน non invita a chiudere gli occhi e a lasciar correre le cose. Lui vuole che i suoi seguaci si aiutino vicendevolmente nel progredire sulla via di una vita nuova. Anche lโapostolo Paolo chiede con insistenza di preoccuparsi degli altri: di correggere gli indisciplinati, di confortare i pusillanimi, di sostenere i deboli, di essere pazienti con tutti[4]. Solo lโamore รจ capace di un simile servizio.
ยซPerchรฉ guardi la pagliuzza che รจ nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che รจ nel tuo occhio?ยป.
Come mettere in pratica questa parola di vita?
Oltre a quanto giร detto, cominciando da questo tempo di Quaresima possiamo chiedere a Gesรน dโinsegnarci a vedere gli altri come li vede lui, come li vede Dio. E Dio vede con gli occhi del cuore perchรฉ il Suo รจ uno sguardo dโamore. Poi, per aiutarci reciprocamente potremmo ripristinare una pratica che fu determinante per il primo gruppo di ragazze dei Focolari a Trento.
ยซAgli inizi โ cosรฌ Chiara Lubich ad un gruppo di amici musulmani โ non era sempre facile vivere la radicalitร dellโamore. [โฆ] Anche fra noi, sui nostri rapporti, poteva posarsi la polvere, e lโunitร poteva illanguidire. Ciรฒ accadeva, ad esempio, quando ci si accorgeva dei difetti, delle imperfezioni degli altri e li si giudicava, per cui la corrente dโamore scambievole si raffreddava. Per reagire a questa situazione abbiamo pensato un giorno di stringere un patto fra noi e lo abbiamo chiamato โpatto di misericordiaโ. Si decise di vedere ogni mattina il prossimo che incontravamo โ a casa, a scuola, al lavoro, ecc. โ nuovo, non ricordandoci affatto dei suoi difetti ma tutto coprendo con lโamore. [โฆ] Era un impegno forte, preso da tutte noi insieme, che aiutava ad essere sempre primi nellโamare, a imitazione di Dio misericordioso, il quale perdona e dimenticaยป[5].
A cura di Augusto Parody Reyes e del team della Parola di Vita
[5] C. Lubich, Lโamore al prossimo, Conversazione con gli amici musulmani, Castel Gandolfo, 1ยฐ novembre 2002. Cf. C. Lubich, LโAmore reciproco, Cittร Nuova, Roma 2013, pp. 89-90
Sembra evidente che siamo fatti per la relazione. Infatti tutta la nostra vita รจ intrecciata di rapporti. Ma a volte rischiamo di rovinarli con giudizi duri o superficiali.
Lungo la storia troviamo molteplici immagini che fanno anche parte del linguaggio comune. Cosรฌ, nella tradizione antica troviamo unโespressione molto conosciuta che dice: โPerchรฉ guardi la pagliuzza che รจ nell’occhio di tuo fratello e non ti accorgi della trave che รจ nel tuo occhio?โ[1]; altrettanto proverbiale รจ lโimmagine delle due bisacce: una davanti agli occhi, con i difetti degli altri, che vediamo facilmente e lโaltra sulla schiena, con i nostri difetti, che quindi facciamo fatica a riconoscere[2] o, come dice un proverbio cinese, โl’uomo รจ cieco ai propri difetti, ma ha occhi d’aquila per quelli degli altriโ.
Questo non significa accettare quanto accade, indiscriminatamente. Di fronte allโingiustizia, alla violenza o alla sopraffazione non possiamo chiudere gli occhi. Bisogna impegnarsi per il cambiamento, incominciando a guardare innanzitutto a noi stessi, ascoltando con sinceritร la propria coscienza per scoprire cosa dobbiamo migliorare. Solo cosรฌ potremo chiederci come aiutare concretamente gli altri, anche con consigli e correzioni.
Ci vuole โun altro punto di vistaโ che offra una prospettiva diversa dalla mia, arricchendo la mia โveritร โ e aiutandomi a non incorrere nella autoreferenzialitร e in quegli errori di valutazione che in fondo, fanno parte della nostra natura umana. ย
Cโรจ una parola che puรฒ sembrare antica, ma che si arricchisce di significati sempre nuovi: misericordia, da vivere innanzitutto verso noi stessi e poi verso gli altri. Infatti, solo se siamo capaci di accettare e perdonare i nostri limiti saremo in grado di accogliere le debolezze e gli errori degli altri. Anzi, quando ci accorgiamo che inconsciamente ci sentiamo superiori e in dovere di giudicare, diventa indispensabile essere disposti a fare โil primo passoโ verso lโaltro per evitare di incrinare la relazione.
Chiara Lubich racconta ad un gruppo di musulmani la sua esperienza nella piccola casa di Trento in cui iniziรฒ la sua avventura con poche prime compagne. Non tutto era semplice e non mancavano incomprensioni: โNon era sempre facile vivere la radicalitร dellโamore. [โฆ] Anche fra noi, sui nostri rapporti, poteva posarsi la polvere, e lโunitร poteva illanguidire. Ciรฒ accadeva, ad esempio, quando ci si accorgeva dei difetti, delle imperfezioni degli altri e li si giudicava, per cui la corrente dโamore scambievole si raffreddava. Per reagire a questa situazione abbiamo pensato un giorno di stringere un patto fra noi e lo abbiamo chiamato โpatto di misericordiaโ. Si decise di vedere ogni mattina il prossimo che incontravamo โ a casa, a scuola, al lavoro, ecc. โ nuovo, non ricordandoci affatto dei suoi difetti ma tutto coprendo con lโamore [โฆ][3]. Un vero e proprio โmetodoโ che vale la pena di mettere in pratica nei gruppi di lavoro, in famiglia, nelle assemblee di ogni genere.
ยฉ Foto di Cottonbro studio – Pexels
LโIDEA DEL MESE รจ attualmente prodotta dal “Centro del Dialogo con persone di convinzioni non religiose” del Movimento dei Focolari. Si tratta di un’iniziativa nata nel 2014 in Uruguay per condividere con gli amici non credenti i valori della Parola di Vita, cioรจ la frase della Scrittura che i membri del Movimento si impegnano a mettere in atto nella vita quotidiana. Attualmente LโIDEA DEL MESE viene tradotta in 12 lingue e distribuita in piรน di 25 paesi, con adattamenti del testo alle diverse sensibilitร culturali.dialogue4unity.focolare.org
[3] C. Lubich, Lโamore al prossimo, Conversazione con gli amici musulmani, Castel Gandolfo, 1ยฐ novembre 2002. Cf. C. Lubich, ย LโAmore reciproco, Cittร Nuova, Roma 2013, pp. 89-90.
Caro papa Francesco, forse non ricorda, ma ci siamo conosciuti il 26 settembre 2014, quando Lei ha ricevuto in udienza privata una delegazione del Movimento dei Focolari. Ne facevo parte anchโio, Luciana Scalacci di Abbadia san Salvatore, in rappresentanza delle culture non religiose che pure hanno casa tra i Focolari. Sono una di quelle persone che, come mi ha detto una volta Jesus Moran, ยซhanno aiutato Chiara Lubich ad aprire nuove piste per il carisma dellโunitร ยป. Sono una persona non credente che ha ricevuto tanto dal Movimento.
In quella giornata straordinaria, ho avuto il privilegio di scambiare con Lei alcune parole che non dimenticherรฒ mai, e che riporto.
Luciana: ยซSantitร , quando Lei ha assunto la carica di vescovo di Roma, io le ho scritto una lettera, pur sapendo che Lei non avrebbe avuto opportunitร di leggerla, con quante lettere riceve, maย era importante per me farle giungere il mio affetto e il mio augurio, perchรฉ io, Santitร , non mi riconosco in nessuna fede religiosa, ma da piรน di 20 anni faccio parte delย Movimento dei Focolari che mi ha ridato la speranza che รจ ancora possibile costruire un mondo unitoยป.
Papa: ยซPreghi per me, anzi lei non รจ credente, non prega,ย mi pensi, mi pensi fortemente, mi pensi sempre, ne ho bisognoยป.
Luciana: ยซMa guardi Santitร , cheย a modo mio io prego per Leiยป.
Papa: ยซEcco,ย una preghiera laicaย e mi pensi fortemente, ne ho bisognoยป.
Luciana: ยซSantitร , in salute, con coraggio, con forza!ย La Chiesa cattolica e il mondo intero abbiamo bisogno di Lei. La Chiesa cattolica ha bisogno di Leiยป.
Papa: ยซMi pensi fortementeย e preghi laicamente per meยป.
Ora, caro papa Francesco, Lei รจ in un letto di ospedale, e anche io sono nella stessa condizione. Entrambi davanti alla fragilitร della nostra umanitร . Volevo assicurarle che non smetto di pensarla e pregare laicamente per Lei. Lei preghi cristianamente per me. Con affetto
La Presidente dei Focolari, Margaret Karram, ha fatto pervenire al Santo Padre un messaggio assicurando la sua affettuosa vicinanza e fervente preghiera.
โChiedo alla Madonna di farle sentire il Suo materno amore e quella tenerezza che lei sempre ci raccomanda di avere per il bene di ogni prossimo e di ogni popoloโ ha scritto la Presidente.
โInfinitamente riconoscenti per la sua vita tutta donata a Dio e al bene dellโumanitร โ ha aggiunto – le mando lโabbraccio di tutto il Movimento dei Focolari nel mondo, che prega e offre costantemente per leiโ.
Margaret, perchรฉ hai scelto la prossimitร come tema dellโanno per il Movimento dei Focolari?
Mi sono chiesta in quale mondo viviamo. E mi sembra che in questo momento della storia ci sia tanta solitudine e tanta indifferenza. E poi cโรจ una escalation di violenza, di guerre che portano tanto dolore in tutto il mondo. Inoltre, ho pensato alla tecnologia che ci ha connesso in modi mai conosciuti prima, ma allo stesso tempo ci rende sempre piรน individualisti. In un mondo come questo penso che la prossimitร possa essere un antidoto; un aiuto per superare questi ostacoli e curare questi โmaliโ che ci rendono distanti gli uni dagli altri.
Da dove possiamo cominciare?
Da mesi faccio questa domanda a me stessa. Mi sembra che dobbiamo ri-imparare ad avvicinarci alle persone, ri-imparare a guardare e trattare tutti come fratelli e sorelle. Sentivo che prima di tutto dovevo fare un esame di coscienza sullโatteggiamento mio. Le persone che avvicino ogni giorno, sono fratelli, sono sorelle per me? O sono indifferente verso di loro o addirittura li considero nemici? Mi sono fatta tante domande. Ho scoperto che alle volte voglio evitare una persona, perchรฉ forse mi darร fastidio o mi disturberร o mi vorrร dire delle cose difficili. Per tutto questo ho intitolato la mia riflessione sulla prossimitร che ho presentato a metร novembre ai responsabili del Movimento dei Focolari cosรฌ: โChi sei tu per me?โ
Potresti dirci alcune delle idee principali che hai sviluppato sotto questo titolo?
Volentieri. Accenno a quattro pensieri. La prima prossimitร che la nostra anima sperimenta รจ quella al contatto con Dio. ร lui stesso che si trasmette ai prossimi anche attraverso di noi. Il desiderio di amare lโaltro รจ un movimento che da Dio in me vuole puntare a Dio nellโaltro.
Un secondo pensiero: La prossimitร รจ dinamica. Chiede unโapertura completa, cioรจ accogliere le persone senza riserve; entrare nel loro modo di vedere le cose. Non siamo fatti in serie! Ognuno di noi รจ unico, con un carattere, una mentalitร , una cultura, una vita e una storia diversi. Riconoscere e rispettare questo chiede di uscire dai nostri schemi mentali e personali.
Parlavi di un terzo aspetto …
Sรฌ. Il terzo aspetto che voglio sottolineare รจ che prossimitร non coincide necessariamente con vicinanza, con lโessere simili, con lโappartenenza ad uno stesso orizzonte culturale. La parabola del Buon Samaritano (Luca 10,25-37) lo esprime molto bene. Mi ha colpito lโatteggiamento del Samaritano: Lโuomo che era caduto tra i briganti era una persona sconosciuta a lui, persino era di un altro popolo. Era una persona distante sia per cultura sia per tradizione. Perรฒ il Samaritano si รจ fatto prossimo. Questo รจ il punto chiave per me. Ognuno ha la sua dignitร , al di lร del popolo e della cultura da cui proviene o del suo carattere. Il Samaritano non si รจ avvicinato solo per vedere se questa persona era ferita per poi allontanarsi o casomai chiamare aiuto. Si รจ fatto prossimo e ha curato la persona. Il quarto aspetto …
… sarebbe …
…lasciarci ferire. Affinchรฉ la prossimitร possa portare frutto chiede a ciascuno di noi di non aver paura e di lasciarci ferire dallโaltro.
E ciรฒ significa: lasciarci mettere in discussione, esporci a delle domande alle quali non abbiamo risposte; essere disposti a mostrarci vulnerabili; presentarci forse deboli e incapaci. Lโeffetto di un tale atteggiamento puรฒ essere sorprendente. Pensi che un ragazzo di nove anni mi ha scritto che per lui prossimitร vuol dire โalzare il cuore dellโaltroโ. Non รจ questo un effetto meraviglioso della prossimitร ? Alzare il cuore dellโaltro.
Cosa cambierebbe allโinterno del Movimento dei Focolari se vivessimo bene la prossimitร ?
Se la viviamo veramente bene cambieranno tante cose. Io lo auguro, lo spero e prego che sia cosรฌ. Perรฒ voglio anche sottolineare che tantissimi nel Movimento dei Focolari vivono giร la prossimitร . Quante iniziative ci sono, quanti progetti a favore della pace e per lโaiuto ai poveri. Abbiamo addirittura aperto focolari per dare assistenza e accoglienza agli immigrati o per la cura della natura.
E cosa dovrebbe cambiare?
La qualitร delle relazioni fra le persone. Alle volte รจ piรน facile trattare bene le persone esterne al Movimento e piรน difficile fra di noi che facciamo parte della stessa famiglia. Rischiamo di vivere tra di noi dei rapporti โdi buona educazioneโ: non ci facciamo del male, perรฒ, mi chiedo, รจ un rapporto autentico questo?
Cosรฌ mi auguro che, al di lร dei progetti, la prossimitร diventi uno stile di vita quotidiano; che ci chiediamo piรน volte durante la giornata: “Sto vivendo questa prossimitร ? Come la vivo?” Una espressione importante della prossimitร รจ il perdono. Essere misericordiosi verso gli altri โ e verso noi stessi.
Quale messaggio contiene per la societร ?
La prossimitร non รจ solo un atteggiamento religioso o spirituale, ma anche civile e sociale. In qualsiasi ambito รจ possibile viverla. Nellโambito dellโeducazione per esempio o della medicina, persino nella politica, dove forse รจ piรน difficile. Se la viviamo bene, possiamo avere una influenza positiva sui rapporti lร dove siamo.
E per la Chiesa?
La Chiesa esiste perchรฉ con la venuta di Gesรน, Dio si รจ fatto prossimo. La Chiesa, le Chiese allora sono chiamate a testimoniare una prossimitร vissuta. Di recente la Chiesa Cattolica ha vissuto il Sinodo. Ho potuto partecipare alle due sessioni in Vaticano. Eravamo piรน di 300 persone, ognuno di una cultura diversa. Cosa abbiamo fatto? Un esercizio di sinodalitร , un esercizio di ascolto, di conoscenza profonda, di accoglienza del pensiero dellโaltro, delle sue sfide e dei suoi dolori. Sono tutte caratteristiche della prossimitร .
Il titolo del Sinodo era โCamminare insiemeโ. Questo cammino ha coinvolto tantissime persone in tutto il mondo. Il logo del Sinodo esprimeva il desiderio di allargare la tenda della Chiesa affinchรฉ nessuno si senta escluso. Mi sembra che questo sia il vero senso della prossimitร : che non si escluda nessuno; che tutti si sentano accolti, sia chi frequenta la Chiesa, sia chi non si riconosce in essa o chi si รจ addirittura allontanato per vari motivi.
Vorrei accennare un attimo ai limiti della prossimitร . Come viverla bene?
ร una domanda importante. Ci sono limiti alla prossimitร ? Come prima risposta direi che non dovrebbero esserci limiti.
Perรฒ?
Non possiamo essere sicuri che ciรฒ che per noi o ciรฒ che per me รจ vicinanza e solidarietร lo sia per lโaltro. E in una relazione non puรฒ mai mancare il rispetto della libertร e della coscienza dellโaltro. Queste due cose sono essenziali in ogni rapporto. Per questo รจ importante che quando ci avviciniamo a una persona, sia sempre fatto con delicatezza, e non come una cosa imposta. ร l’altro che decide quanta e che tipo di prossimitร vuole.
Cโรจ da imparare, vero?
Assolutamente. Abbiamo commesso parecchi errori. Pensando di voler bene allโaltro, lo abbiamo ferito. Nello slancio di comunicare la nostra spiritualitร abbiamo costruito dei rapporti in cui lโaltro non sempre si รจ sentito libero. Alle volte mi sembra che con la buona intenzione di amare una persona, l’abbiamo schiacciata. Non abbiamo avuto abbastanza delicatezza e rispetto della coscienza dellโaltro, della libertร dellโaltro, del tempo dellโaltro. E questo ha portato a certe forme di paternalismo e anche di abusi.
Senzโaltro รจ una situazione dolorosissima che stiamo affrontando e dove le vittime hanno una importanza unica, veramente unica. Perchรฉ da soli non riusciamo a capire sufficientemente cosa รจ successo. Sono le vittime ad aiutarci a comprendere gli errori che abbiamo commesso e fare i passi necessari perchรฉ queste cose non accadano piรน.
Un augurio conclusivo?
Mi auguro che questo tema ci possa riportare allโessenza di quello che Gesรน stesso ci ha donato nel Vangelo. Lui ci ha dato tantissimi esempi di che cosa vuol dire vivere la prossimitร .
Cโรจ un pensiero di Chiara Lubich che mi รจ risuonato molto forte pensando a questa tematica. Dice cosรฌ: โCโรจ chi fa le cose โper amoreโ, cโรจ chi fa le cose cercando di โessere lโAmoreโ. Lโamore ci stanzia in Dio e Dio รจ lโAmore. Ma lโAmore che รจ Dio, รจ luce e con la luce si vede se il nostro modo di accostare e servire il fratello รจ conforme al Cuore di Dio, come il fratello lo desidererebbe, come sognerebbe se avesse accanto non noi, ma Gesรน.โ
Grazie di cuore, Margaret, della tua passione per una prossimitร vissuta con decisione e rispetto.
Peter Forst (Pubblicato nella rivista Neu Stadt) Foto: ยฉ Austin Im-CSC Audiovisivi
LโAnno Santo ha le sue radici spirituali nella tradizione ebraica, dove si festeggiava ogni 50 anni un โgiubileoโ che regalava libertร a schiavi e prigionieri. Nella Chiesa cattolica Papa Bonifacio VIII ha proclamato per la prima volta un Anno Santo nel 1300. Da questโinizio una โindulgenzaโ accompagna lโAnno Santo che i fedeli possono ottenere, a determinate condizioni, passando attraverso una โPorta Santaโ.
Tuttavia, i cristiani luterani come me, in genere non si sentono bene di fronte alla parola “indulgenza”, poichรฉ questa li riporta al periodo della Riforma e allo scandalo della vendita delle indulgenze nella Chiesa cattolica. Questa pratica fu proibita giร dal concilio Tridentino e dunque non esiste piรน. Ho notato perรฒ che il termine “indulgenza” รจ ancora oggi carico di malintesi tra i credenti di tutte le confessioni: una delle idee piรน diffuse รจ che l’indulgenza possa perdonare i peccati di qualcuno. Ma secondo l’insegnamento della Chiesa cattolica, non รจ affatto cosรฌ. Il perdono dei peccati avviene – come anche nella Chiesa luterana – tramite la confessione, la penitenza e l’assoluzione da parte di un pastore (o una pastora) che agisce in nome di Gesรน.
Lโindulgenza dal mio punto di vista tocca invece una dimensione psicologica del peccato, ciรฒ che spesso rimane nella memoria (anche dopo lโassoluzione), probabilmente una ferita o un sentimento di paura o tristezza… In ogni caso cโรจ ancora un lavoro psicologico da fare. Nel passaggio attraverso la “Porta Santa” vedo perciรฒ un invito ad aprire una porta nel mio cuore verso la compassione e la riconciliazione, per lasciar andare ciรฒ che mi blocca nel cammino verso la vera libertร e la pace autentica. Si tratta di una decisione consapevole, di un processo che viene avviato. La cosa fondamentale, dal punto di vista cristiano, รจ che il successo di questo processo non dipende da me, ma dalle mani di Colui che tiene il mondo nelle Sue mani. Solo la Sua grazia puรฒ finalmente guarire le ferite nella mia vita o riconciliare l’umanitร .
“Nel passaggio attraverso la ‘Porta Santa’ vedo un invito ad aprire una porta nel mio cuore verso la compassione e la riconciliazione, per lasciar andare ciรฒ che mi blocca nel cammino verso la vera libertร e la pace autentica”.
Per me, il passaggio attraverso questa porta sta dunque a significare simbolicamente la decisione di seguire (sempre di nuovo) Gesรน e intraprendere la via della vita vera. Come Lui dice nel Vangelo di Giovanni (Gv 10,9): “Io sono la porta. Chi entra attraverso di me sarร salvato”! Con mia grande gioia, la bolla di indizione โLa speranza non deludeโ nella quale Papa Francesco annuncia l’Anno Santo 2025, ha una chiara dimensione ecumenica. Essa parte dalla grazia di Dio, di cui tutti gli esseri umani sono partecipi, e definisce l’Anno Santo come “un invito a tutte le Chiese e Comunitร ecclesiali a procedere nel cammino verso lโunitร visibile, a non stancarsi di cercare forme adeguate per corrispondere pienamente alla preghiera di Gesรน: ยดPerchรฉ tutti siano una sola cosa`โ( Gv 17,21).[1]
Il tema della “speranza” per l’Anno Santo 2025 risuona quindi positivamente in tutti i cristiani. La Federazione Luterana Mondiale ha scelto come motto per l’anno 2025 “Condividere la speranza”. E il Consiglio Ecumenico delle Chiese, che rappresenta la maggior parte delle Chiese protestanti e ortodosse, si aspetta un “Anno Ecumenico” lungo il “cammino della giustizia, della riconciliazione e dell’unitร ”. Se dalla buona volontร nascono azioni concrete, allora nell’Anno Santo 2025 potrebbero aprirsi porte per l’ecumenismo, che avvicinano i cristiani separati. โLasciamoci fin dโora attrarre dalla speranza – scrive Papa Francesco – e permettiamo che attraverso di noi diventi contagiosa per quanti la desideranoโ.[2]
Corinna Mรผhlstedt
[1] Papa Francesco, Spes non confundit, Bolla di indizione del Giubileo Ordinario dell’Anno 2025, 9 maggio 2024, 17.] [2] Papa Francesco, ibidem, 25.
Il Movimento dei Focolari รจ promotore ed invita a partecipare al convegno ecumenico internazionale dal titolo: โCalled to hope โ key players of dialogueโ (Chiamati alla speranza โ protagonisti del dialogo) che si svolgerร dal 26 al 29 marzo 2025. In un tempo di divisioni e grandi sfide, come cristiani siamo chiamati insieme a testimoniare la speranza del Vangelo e ad essere protagonisti di dialogo e unitร , impegnandoci a vivere per la pace, a costruire fraternitร , a diffondere speranza. Tavole rotonde, interviste, testimonianze vogliono offrire metodo e spiritualitร al dialogo insieme a buone pratiche e percorsi ecumenici giร in atto. Vedi l’invito
Mi incontro regolarmente in parrocchia con l’รฉquipe sinodale. Siamo sette persone elette per un anno in un’assemblea locale per lavorare allโattuazione del processo sinodale. Ci incontriamo alla fine della giornata, a volte portandoci dietro la stanchezza e le preoccupazioni personali , anche se cerchiamo di non pensarci per metterci al servizio della comunitร .
Ad una riunione, con la scusa della โsettimana della dolcezzaโ che si celebrava in quei giorni, ho portato un torrone a ciascuno. Eravamo tutti felici come bambini, ci siamo rilassati e lโatteggiamento รจ cambiato. Mi sono reso conto che la comunione si costruisce con piccoli gesti.
(C.P. โ Argentina)
Hanno scelto la pace
Marc e Maria Antonia cinquantenni, con sorpresa, ricevono in ereditร dal padrino di Marc, uno zio single che lo amava moltissimo, una piccola azienda di macchinari industriali. Ci pensano molto, ma alla fine decidono di rilevarla invece di venderla, un po’ per preservare i posti di lavoro dei sei dipendenti e un poโ con l’illusione di lavorare in proprio coinvolgendo il loro figlio che ha studiato ingegneria dei materiali.
Nonostante l’entusiasmo, la dedizione e gli sforzi di tutti loro, passano un brutto momento. L’azienda non funziona. Un anno dopo esserne stati al timone, sono costretti a licenziare due dei lavoratori, restituire le macchine che non sono stati in grado di pagare interamente. Hanno anche alcuni debiti con le banche e con la famiglia.
La sera, quando tornano a casa esausti, cominciano a pensare che forse hanno sbagliato, ma non si arrendono, ricominciano e cercano nuovi clienti. A poco a poco, l’azienda si riprende, non ha piรน perdite e possono iniziare a pagare i debiti. Ma quello che resta loro per vivere รจ ben poco.
Passano ancora un periodo molto difficile. Poi arriva un nuovo cliente che si propone di effettuare un ordine ampio e periodico che darebbe loro la tanto attesa tranquillitร economica. Sono molto felici. Ma si rendono conto che quanto dovrebbero produrre serve per unโindustria di armamenti, sono parti di cannoni . Sono sconvolti. Possono chiudere gli occhi e fare finta di nulla? Dopotutto, se non li produce la loro azienda, lo farร qualcun altro.
Parlano molto tra loro e si confrontano anche con Pedro. Trascorrono piรน di una notte insonne. Non vogliono contribuire, nemmeno indirettamente, alla morte violenta di nessuno. Respingono la richiesta.
Dopo questa difficile decisione, incredibilmente lโazienda ha avuto altri lavori ed รจ riuscita ad andare avanti, nonostante le difficoltร .
Stiamo raccogliendo fondi per poter viaggiare dal nostro Paese, le Filippine, a Roma e partecipare al Giubileo dei Giovani. In questi giorni due anziane signore sono venute portandoci alcune monete del loro salvadanaio. Una di loro consegnandoci le monete ci ha detto: “Queste sono state raccolte e conservate per un anno sul piccolo altare che ho in casa”. Il suo dono umile ma profondo, nato dalla fede e dal sacrificio, ci ha lasciato sbalorditi.
Molto conosciuto e concretamente vissuto in tutto il mondo da molti cattolici รจ l’Anno giubilare che, in questo 2025, ha come tema “Pellegrini della speranza”. Milioni di persone visiteranno Roma o visiteranno le chiese giubilari nelle varie Diocesi del mondo sperimentando la grazia della misericordia di Dio attraverso la preghiera per il perdono, il proposito di conversione di vita e il passaggio della porta santa, che vuole ricordare simbolicamente che Cristo รจ โla portaโ. “Pellegrini della speranza” perchรฉ siamo chiamati alla speranza.
Molto meno noto รจ che nel 2025 ricorrono altri due importanti anniversari di grande significato ecumenico: il 1700ยฐ anniversario del Concilio di Nicea e il 60ยฐ anniversario della revoca delle reciproche scomuniche tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa di Costantinopoli.
Perchรฉ un incontro ecclesiale avvenuto 1700 fa รจ ancora cosรฌ importante da celebrare? E perchรฉ quindi Papa Francesco, il Patriarca Ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I e altri leader di varie Chiese hanno scelto di recarsi a Nicea in Turchia il 24 maggio 2025 per una commemorazione congiunta? Ogni domenica, i cristiani di tutte le Chiese professano la stessa fede affermata in quel Concilio. Proprio a Nicea quindi รจ sigillata la base della nostra fede, Dio Uno e Trino, Gesรน Cristo vero Uomo e vero Dio. Nella consapevolezza di questa base comune, pregare per l’unitร , non รจ solo una preghiera per raggiungerla, ma anche una celebrazione di ringraziamento per l’unitร che in realtร รจ giร presente.
Il Concilio di Nicea, in realtร , aveva inoltre fissato una data per celebrare la Pasqua, ma con la modifica del calendario nellโoccidente, attuato da Papa Gregorio XIII, spesso la data di questa festa non coincide per le Chiese orientali e quelle occidentali. Quest’anno, per una fortuita circostanza, le date coincidono: sarร per tutti il 20 aprile 2025. Tanti cristiani nel mondo, tra i quali Papa Francesco ed il Patriarca Bartolomeo, promuovono la creazione di un calendario comune che permetta di far coincidere sempre questa festa al centro della fede cristiana.
Il Movimento dei Focolari coglie l’occasione per celebrare questi anniversari con un convegno ecumenico internazionale dal titolo: โCalled to hope โ key players of dialogueโ (Chiamati alla speranza – protagonisti del dialogo). In un tempo di divisioni e grandi sfide, come cristiani siamo chiamati insieme a testimoniare la speranza del Vangelo e ad essere protagonisti di dialogo e unitร , impegnandoci a vivere per la pace, a costruire fraternitร , a diffondere speranza. Tavole rotonde, interviste, testimonianze vogliono offrire metodo e spiritualitร al dialogo insieme a buone pratiche e percorsi ecumenici giร in atto.
In questo mese di febbraio celebriamo lโXI edizione della Giornata mondiale di preghiera e riflessione contro la tratta di persone che ogni anno cade l’8 febbraio in occasione della festa di Santa Giuseppina Bakhita, la Suora sudanese che da bambina fece la drammatica esperienza di essere vittima della tratta.
Questโanno lโevento si ispira all’invito di Papa Francesco ad essere pellegrini di pace e apostoli di speranza e si inserisce nel quadro degli eventi legati al Giubileo 2025. Il tema scelto รจ: Ambasciatori di speranza: insieme contro la tratta di persone.
Celebrata in tutto il mondo, la Giornata mondiale di preghiera e riflessione contro la tratta di persone รจ stata introdotta da Papa Francesco nel 2015. Il coordinamento, affidato a Talitha Kum, si avvale di una rete di organizzazioni โ fra cui il Movimento dei Focolari โ con l’obiettivo di pregare insieme, riflettere collettivamente sulle realtร della tratta di persone e sostenere le vittime, i sopravvissuti e le popolazioni vulnerabili. In particolare, con questa iniziativa si vuole promuovere e aiutare donne, bambini, migranti, rifugiati e giovani.
Questโanno nella settimana dal 4 al 10 febbraio si susseguono vari eventi volti a sensibilizzare lโargomento. Oltre 100 rappresentanti delle diverse organizzazioni partner โ giovani provenienti da tutto il mondo, sostenitori e attivisti, sopravvissuti, profughi, migranti e personaggi pubblici dell’industria artistica/cinematografica โ si riuniscono a Roma per promuovere un appello di speranza, pace, amore e unitร della Chiesa cattolica con l’intento di guarire le ferite del mondo. Fra i vari appuntamenti, ilย 6 febbraio alleย oreย 16-19 (ora italiana) il Gen Verde parteciperร all’evento โInvocare la speranza e promuovere eventi di guarigioneโย presso la Pontificia Universitร della Santa Croce.
Ma lโevento centrale sarร il pellegrinaggio online previsto per il 7 febbraio dalle ore 11.30 alle 16.30 (ora italiana): una maratona di preghiera e riflessione attraverso tutti i continenti e disponibile in cinque lingue.
Di recente il Dicastero per la Dottrina della fede ha pubblicato la DichiarazioneโDignitas Infinitaโ che fa riferimento alle gravi violazioni della dignitร umana, come la tratta di persone descritta come โun’attivitร ignobile, una vergogna per le nostre societร che si dicono civilizzateโ. Allo stesso modo, sottolinea l’importanza di contrastare fenomeni quali โcommercio di organi e tessuti umani, sfruttamento sessuale di bambini e bambine, lavoro schiavizzato, compresa la prostituzione, traffico di droghe e di armi, terrorismo e crimine internazionale organizzatoโ. Inoltre, menziona le ripercussioni di questo crimine contro l’umanitร . โLa tratta deturpa lโumanitร della vittima, offendendo la sua libertร e dignitร โ.
Attualmente si stima che 50 milioni di persone siano colpite dal fenomeno della schiavitรน moderna a livello globale. Coloro che ne soffrono maggiormente le conseguenze sono le donne e i bambini. Lโanno giubilare e la tematica della speranza, evidenzia l’importanza di promuovere questo valore anche attraverso azioni concrete come la lotta globale contro l’orribile realtร della tratta di persone. Siamo quindi chiamati all’azione, ad essere ambasciatori di speranza, poichรฉ la dignitร e la fraternitร umana che tutti sosteniamo sono in grave pericolo.
Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari, nei suoi discorsi ha piรน volte parlato della vicinanza come la via di Dio per essere prossimo allโumanitร . Come si legge giร a partire dal titolo di questo libro, โLa vicinanzaโ รจ lo stile di Dio, che Gesรน ci ha svelato con la sua vita. ร anche la strada maestra per portare Dio agli uomini e alle donne di oggi. Per conoscerne meglio i contenuti del volume abbiamo intervistato le autrici:Judith Povilus e Lida Ciccarelli.
Lida, Judith: di cosa parla il libro?ย
Lida: โSi tratta di una raccolta di pensieri di Chiara Lubich sul tema dellโamore verso i fratelli secondo la prospettiva della prossimitร . ร un argomento molto caro a Papa Francesco che piรน volte ha sollecitato di prendersi cura del mondo che ci circonda, di essere prossimi dei nostri fratelli e sorelle secondo lo stile di Dio: la vicinanza, appunto.
Judith โPer l’edizione in inglese, ci si chiedeva come tradurre il titolo. E la soluzione risponde un poโ alla tua domanda: Learning closeness from God: imparare da Dio la vicinanza, vedere ed accorgerci come Dio si รจ fatto prossimo a noi per imparare ad essere prossimi a nostra volta a chi ci sta vicinoโ.
Judith Povilus,ย dottore in teologia fondamentale, รจ docente emerito di logica e fondamenti della matematica presso lโIstituto Universitario Sophia (Loppiano, Firenze). ร autrice di: La Presenza di Gesรน tra i suoi nella teologia di oggi (1977); Gesรน in mezzo nel pensiero di Chiara Lubich (1981); Numeri e luce. Sul significato sapienziale della matematica (2013); co-editore di Lโunitร . Uno sguardo dal Paradiso โ49 di Chiara Lubich (2021).
Come si porta Dio ai tempi di oggi dove cโรจ tanta solitudine, indifferenza, guerre e divisioni?ย
Lida: โSe guardiamo attorno a noi ci sono ragioni per essere pessimisti, eppure in quanto cristiani siamo chiamati a testimoniare sempre lโamore di Dio. Per me la strada da seguire รจ quella di Gesรน: la societร di allora non era migliore di quella odierna, tuttavia Gesรน ha donato sempre la vita del cielo. Anche noi, allora, mettiamo amore dove non c’รจ amore, dove c’รจ solitudine facciamoci compagni di vita, dove c’รจ divisione facciamoci strumenti di riconciliazione e unitร โ.
Chi รจ il โvicinoโ a cui portare Dio?ย
Judith: โL’enciclica Fratelli tutti riporta la parabola del buon samaritano dove lo Scriba chiede a Gesรน: chi รจ il mio prossimo? Gesรน gira la domanda e fa capire che tutti sono candidati ad essere mio prossimo. Non ci sono limiti, dipende da me farmi prossimo agli altri. Farsi prossimo รจ un atto performativo. ร molto bella la tua domanda: trovare Dio รจ ciรฒ che ogni essere umano maggiormente attende, anche se non รจ cosciente. Lasciamo dunque vivere Dio in noi, e che sia Lui attraverso il nostro amore a toccare i cuoriโ.
Accade spesso che la diversitร riscontrata sul piano culturale, sociale, politico, sfoci in frammentazioni e polarizzazioni. E aumenta la paura nei confronti dellโaltro. Chiara Lubich con lโideale dellโunitร va in controtendenza a questo fenomeno.
Lida: โร proprio vero, Chiara va in controtendenza. Dentro di noi ha stampato un’idea semplice ma rivoluzionaria: siamo tutti fratelli perchรฉ figli del Padre che รจ nei cieli. Un’idea semplice sรฌ, ma che ci rende liberi e che abbatte il muro delle divisioni. Se la mettiamo in atto, cambia la nostra vita. L’altro, chiunque esso sia, giovane o anziano, della mia stessa idea oppure no, ricco o povero, straniero o del mio stesso paese va guardato con occhi nuovi: tutti sono figli del Padre e tutti, ma proprio tutti, sono amati dal Padre come meโ.
Lida Ceccarelli, laureata in filosofia e teologia morale, รจ docente di Storia della Chiesa e Teologia Spirituale presso lโIstituto internazionale Mystici Corporis (Loppiano-Italia). Giร membro della Commissione per la Spiritualitร presso la Segreteria Generale del Sinodo, รจ Postulatrice presso il Dicastero delle Cause dei Santi.
La prossimitร รจ un concetto centrale sia nelle Chiese cristiane che nelle diverse tradizioni religiose. ร quindi la strada per la fraternitร universale?ย
Lida: โร proprio quello che abbiamo vissuto in questi giorni con un gruppo di giovani musulmani sciiti, studenti del Dr. Mohammad Ali Shomali, Direttore dellโIstituto Internazionale per gli Studi Islamici di Qum in Iran. Questi studenti sono venuti allโUniversitร Sophia, nella cittadella di Loppiano, per un breve corso di cristianesimo. Non abbiamo tanto parlato di fraternitร , ma l’abbiamo vissutaโ.
Judith โA me toccava svolgere anche varie lezioni sulla spiritualitร dell’unitร . Nel parlare di Dio amore ho raccontato la parabola del Figliuol prodigo. Ho detto loro: โQualcuno di voi รจ padre e capisce la profonditร di questo amore โconditoโ di misericordia?โ Sette di loro erano giovani padri di famiglia. Durante una pausa, mi hanno fatto vedere, con gioia ed emozione, le foto dei loro figli. In questo clima, le loro domande spontanee sulla spiritualitร hanno fatto entrare il carisma dell’unitร sempre piรน in profonditร . Con la gioia si scoprivano i punti in comune o si chiarivano le veritร del cristianesimo non capite prima. Ho constatato che la vicinanza, con tutte le sfumature umane e con l’interesse a condividere la vita del prossimo, รจ proprio la strada per condividere il dono del carisma che รจ per tutti, anche per i non cristiani, ed essere insieme costruttori di un mondo piรน fraternoโ.
Che consigli dare al lettore? Quale deve essere lo โsguardoโ verso lโaltro?ย
Lida: โForse se il lettore giร conosce gli scritti di Chiara suggerirei di accostarsi ad essi come se fosse la prima volta. E poi fermarsi appena si รจ colpiti da qualcosa per mettersi in ascolto della Sapienza che sta alla porta e bussa al nostro cuoreโ.
Judith: โSรฌ, infatti gli scritti di Chiara nella parte dellโantologia sono di grande spessore, di vario genere e contenuti. Non si puรฒ leggere tutto dโun fiato. Personalmente ogni volta, meditando su uno scritto o l’altro, scopro nuove intuizioni o nuovi passi da fareโ.
Lida: โDunque, per concludere, quale sguardo avere verso l’altro, verso il prossimo? Quello di Gesรน con il giovane ricco: โfissatolo lo amรฒโ. Come sarร stato il suo sguardo? Uno sguardo amante e gratuito che ti entra dentro e ti dice: tu sei importante per me, io ti amo cosรฌ come seiโ.
Il 23 gennaio, abbiamo vissuto il primo appuntamento di โChiamati ad una sola speranza – Giovani in camminoโ. Un percorso per immergerci nel cuore del Giubileo attraverso le ricchezze dei Carismi.
Ad animare questa prima serata sono stati i giovani di Nuovi Orizzonti e del Movimento dei Focolari, che con canti, momenti di conoscenza, testimonianze profonde e preghiera hanno riempito i cuori di coraggio, amore e speranza.
Insieme abbiamo โcamminatoโ e condiviso la speranza. Grazie a tutti per aver reso questa serata indimenticabile.
A volte ci troviamo di fronte a situazioni in cui รจ difficile esprimere un giudizio, prendere una posizione. Bisognerebbe avere una capacitร di trovare il senso piรน profondo delle cose ed intuire i significati e le prospettive. Cโรจ bisogno di luce, e come i minatori che aprono la strada metro dopo metro con una semplice lanterna, anche noi abbiamo una luce che puรฒ illuminare i nostri passi, uno alla volta. Lo sappiamo: lโamore reciproco รจ una luce potente che ci guida ed รจ un aiuto per il difficile cammino della coscienza personale nei sentieri della vita. Occorre essere in grado di confrontarci con le tante complessitร di vedute e opinioni di coloro che ci stanno accanto o di chi incontriamo quasi per caso. ร importante con tutti mantenere lโautenticitร nel cuore e anche avere la coscienza del limite del nostro punto di vista. Questa apertura mentale e del cuore, frutto dellโamore vero, ci apre ad un dialogo che ascolta cercando il buono che รจ nellโaltro e aprendo la possibilitร di costruire qualcosa insieme. In tema con questa ricerca personale, Timothy Radcliffe, uno dei teologi presenti all’ultimo Sinodo dei vescovi della Chiesa cattolica, ha affermato ai membri del Sinodo che: “la cosa piรน coraggiosa che possiamo fare รจ essere sinceri tra di noi riguardo ai nostri dubbi e alle nostre domande, quelle per le quali non abbiamo risposte chiare. Allora ci avvicineremo come compagni di ricerca, mendicanti della veritร (1)”. In una conversazione con membri dei Focolari, Margaret Karram ha cosรฌ commentato questa riflessione: “Pensandoci, mi sono resa conto, che tante volte non ho avuto il coraggio di dire veramente quello che pensavo: forse per timore di non essere capita, forse per non dire qualcosa completamente diverso dallโopinione della maggioranza“. Per lei, “essere โmendicanti della veritร โ significa avere un sincero atteggiamento di prossimitร , gli uni verso gli altri, in cui tutti insieme cerchiamo il bene” (2). ร anche lโesperienza di Antรญa che partecipa al gruppo artistico โMosaicoโ. Esso รจ nato nel 2017 ed รจ composto da giovani spagnoli di diversa provenienza e cultura che offrono attraverso la loro arte e i loro laboratori la propria esperienza di fraternitร . Antรญa ci racconta: “ร il collegamento con i miei valori: un mondo fraterno, nel quale ciascuno (giovanissimi, inesperti, vulnerabiliโฆ) dona il proprio contributo a questo progetto. โMosaicoโ mi fa credere che un mondo piรน unito non รจ un’utopia, nonostante le difficoltร e il duro lavoro che comporta. Sono cresciuta in un lavoro di squadra, con un dialogo coraggioso e senza barriere, rinunciando alle mie idee che consideravo le migliori. E il risultato รจ che โil beneโ รจ costruito pezzo per pezzo insieme, da tutti noi” (3).
1 Padre Timothy Radcliffe, Meditazione n. 3, Amicizia, Sinodo dei Vescovi, Sacrofano, 2.10.2023. 2 Conversazione con i focolarini, Margaret Karram, Presidente del Movimento dei focolari, Rocca di Papa, 3.02.2024. 3 Mosaico GRLP aderisce al progetto โForti senza violenzaโ che organizza laboratori multidisciplinari con i giovani per tre giorni, cercando di trasmettere valori come la non violenza, la pace e il dialogo attraverso l’arte. Cfr. rivista LAR n. 1, primavera 2024, p. 11.
Foto: ยฉ Comunicazione Loppiano
LโIDEA DEL MESE รจ attualmente prodotta dal “Centro del Dialogo con persone di convinzioni non religiose” del Movimento dei Focolari. Si tratta di un’iniziativa nata nel 2014 in Uruguay per condividere con gli amici non credenti i valori della Parola di Vita, cioรจ la frase della Scrittura che i membri del Movimento si impegnano a mettere in atto nella vita quotidiana. Attualmente LโIDEA DEL MESE viene tradotta in 12 lingue e distribuita in piรน di 25 paesi, con adattamenti del testo alle diverse sensibilitร culturali.
La parola di questo mese รจ tratta da una serie di raccomandazioni finali che l’apostolo Paolo fa alla comunitร dei Tessalonicesi: ยซNon spegnete lo Spirito, non disprezzate le profezie. Vagliate ogni cosa e tenete ciรฒ che รจ buono. Astenetevi da ogni specie di maleยป[1]. Profezia e discernimento, dialogo e ascolto. Queste le indicazioni di Paolo alla comunitร che aveva da poco intrapreso il cammino di fede.
Tra i vari doni dello Spirito, Paolo stimava molto quello della profezia[2]. Il profeta non รจ colui che prevede il futuro ma piuttosto chi ha il dono di vedere e capire la storia personale e collettiva dal punto di vista di Dio.
Ma tutti i doni sono guidati dal dono piรน grande, la caritร , lโamore fraterno[3]. Agostino di Ippona afferma che solo la caritร permette di discernere l’atteggiamento da assumere davanti alle varie situazioni[4].
ยซVagliate ogni cosa, tenete ciรฒ che รจ buonoยป.
Occorre essere in grado di guardare non soltanto ai doni personali ma anche alle tante potenzialitร e complessitร di vedute e opinioni che si aprono davanti a noi in coloro che ci stanno accanto e con i quali ci confrontiamo, magari in persone che incontriamo per caso. ร importante con tutti mantenere lโautenticitร nel cuore e anche avere la coscienza del limite del nostro punto di vista.
Questa parola di vita potrebbe essere un motto da adottare in ogni situazione di dialogo e di confronto. Ascoltare l’altro, non necessariamente per accettare tutto ma sapendo che รจ possibile trovare qualcosa di buono in quello che dice, favorisce un’apertura mentale e del cuore. ร fare il vuoto dentro noi stessi per amore e avere cosรฌ la possibilitร di costruire qualcosa insieme.
ยซVagliate ogni cosa, tenete ciรฒ che รจ buonoยป.
Padre Timothy Radcliffe, uno dei teologi presenti al Sinodo dei Vescovi della Chiesa cattolica, ha affermato che ยซla cosa piรน coraggiosa che possiamo fare in questo sinodo รจ essere sinceri tra di noi riguardo ai nostri dubbi e alle nostre domande, quelle per le quali non abbiamo risposte chiare. Allora ci avvicineremo come compagni di ricerca, mendicanti della veritร ยป[5].
In una conversazione con alcuni focolarini, Margaret Karram ha cosรฌ commentato questa riflessione: ยซPensandoci, mi sono resa conto, che tante volte non ho avuto il coraggio di dire veramente quello che pensavo: forse per timore di non essere capita, forse per non dire qualcosa completamente diverso dallโopinione della maggioranza. Ho capito che, essere โmendicanti della veritร โ significa avere quell’atteggiamento di prossimitร , gli uni verso gli altri, in cui vogliamo tutti quello che Dio vuole, in cui tutti insieme cerchiamo il beneยป[6].
ยซVagliate ogni cosa, tenete ciรฒ che รจ buonoยป.
ร lโesperienza di Antรญa che partecipa al gruppo di arti performative Mosaico, nato in Spagna nel 2017 come Gen Rosso Local Project. Esso รจ composto da giovani spagnoli che offrono attraverso la loro arte e i loro laboratori la propria esperienza di fraternitร .
Antรญa ci racconta: ยซร il collegamento con i miei valori: un mondo fraterno, nel quale ciascuno (giovanissimi, inesperti, vulnerabili…) dona il proprio contributo a questo progetto. Mosaico mi fa credere che un mondo piรน unito non รจ un’utopia, nonostante le difficoltร e il duro lavoro che comporta. Sono cresciuta lavorando in gruppo, con un dialogo a volte che puรฒ sembrare troppo schietto e spesso rinunciando alle mie idee che consideravo le migliori. E il risultato รจ che โil beneโ รจ costruito pezzo per pezzo insieme, da tutti noiยป[7].
A cura di Patrizia Mazzola e del team della Parola di Vita
[1] Ts 5, 19-22. [2] Cf. Giovanni Paolo II, Udienza Generale, 24.06.1992, n.7. [3] Cf. 1 Cor 13. [4] Cf.ย Agostino di Ippona, Ep. Jo. 7, 8. ย [5] Padre Timothy Radcliffe, Meditazione n. 3, Amicizia, Sinodo dei Vescovi, Sacrofano, 2.10.2023. ย [6] Conversazione con i focolarini, Margaret Karram, Presidente del Movimento dei focolari, Rocca di Papa, 3.02.2024. [7] Mosaico GRLP aderisce al progetto Forti senza violenza, che si basa sul portare in nuove cittร laboratori multidisciplinari con i giovani durante tre giorni cercando di trasmettere i valori di non-violenza, pace e dialogo attraverso lโarte.
La cittร di Goma, capoluogo della regione del Nord Kivu (Repubblica Democratica del Congo), รจ stata attaccata ed รจ adesso controllata dal gruppo ribelle armato M23. I conflitti tra le forze governative congolesi e la milizia M23 si sono intensificati dopo lโuccisione del generale Peter Cirimwami, governatore della provincia del Nord Kivu il 25 gennaio 2025.
Il Movimento dei Focolari รจ presente a Goma dal 1982 con una comunitร molto attiva per gli aiuti alle persone in necessitร , e con numerose iniziative al servizio dei poveri e dei rifugiati. Nel 2019 si รจ aperto un focolare femminile. Da 2020 si รจ costruito, con aiuti di diversi enti e persone di buona volontร , un Centro sociale per assicurare aiuti di prima necessitร e accoglienza. Allo stesso tempo si sono avviati percorsi di formazione e di orientamento al lavoro per offrire dignitร e mezzi di sussistenza ai rifugiati, con particolare attenzione alle donne sole con bambini. Tante persone sono state cosรฌ aiutate e, tra queste, ci sono anche quelle che sono arrivate recentemente in un campo per rifugiati nei pressi del โCentre Louis Quintard / Focolariโ. Dal 2023, grazie al supporto dellโAMU, si รจ avviato un progetto di sostegno al microcredito e, da quando si sono intensificati gli scontri, nello scorso febbraio, AMU ha anche supportato la comunitร del Movimento del luogo a fare interventi d’emergenza sul posto, in particolare fornendo acqua potabile e kit dโigiene alle tante persone sfollate che si trovano nei campi profughi della cittร .
La tensione nella regione รจ molto alta e cresce lโapprensione su quanto potrร succedere nei prossimi giorni con la possibilitร di unโescalation del conflitto. Questo potrebbe avere conseguenze drammatiche su una cittร ed una popolazione che giร vivono situazioni difficili a causa di conflitti che durano da oltre trentโanni.
Per questo invitiamo tutti anche a rafforzare la preghiera unendosi al โTime outโ, un minuto di silenzio e preghiera per la pace che proponiamo ogni giorno alle ore 12 locali, oltre a sostenere ogni azione di pace e incoraggiare azioni diplomatiche che cerchino la fine di tutti i conflitti ancora in atto nel mondo.
O ancheย attraverso bonificoย sui seguenti conti correnti:
Azione per un Mondo Unito ETS (AMU)ย IBAN: IT 58 S 05018 03200 000011204344 presso Banca Popolare Etica Codice SWIFT/BIC: ETICIT22XXX
Azione per Famiglie Nuove ETSย | Banca Etica โ filiale 1 di Roma โ Agenzia n. 0 | Codice IBAN: IT 92 J 05018 03200 000016978561 | BIC/SWIFT:ย ETICIT22XXX
Causale: Emergenza Goma
Per tali donazioni sono previsti benefici fiscali in molti Paesi dellโUnione Europea e in altri Paesi del mondo, secondo le diverse normative locali.ย I contribuenti italiani potranno ottenere deduzioni e detrazioni dal reddito, secondo la normativa prevista per le Onlusย
Durante un incontro di vescovi di varie Chiese, amici del Movimento dei Focolari, vicino a Stoccolma (Svezia), nel novembre 2018, il vescovo Krause รจ stato intervistato dalla giornalista irlandese Susan Gately, che gli ha chiesto cosa fosse esattamente l’โecumenismoโ secondo lui. Pubblichiamo – allโindomani della celebrazione, nellโemisfero nord, della Settimana di Preghiera per lโunitร dei cristiani – uno stralcio della riposta del vescovo Krause che aiuta a tratteggiare la sua figura, la sua apertura e la sua passione per il cammino ecumenico.
โChiamati alla speranza โ Protagonisti del dialogoโ รจ il titolo del Convegno Ecumenico che si svolgerร tra il 26 e il 29 marzo 2025 a Castel Gandolfo (Roma, Italia). Per iscriversi o avere piรน informazione scaricare la locandina.
Attivare i sottotitoli e scegliere la lingua desiderata
Il 24 gennaio 1944 Chiara Lubich scoprรฌ quello che diventerร un punto chiave della spiritualitร dellโunitร : Gesรน che sperimenta lโabbandono del Padre sulla croce, espressione massima di dolore, espressione massima di amore.
E proprio Gesรน Abbandonato รจ stato al centro di un momento artistico durante il Genfest 2024, appuntamento internazionale dei giovani dei Focolari. Ne proponiamo alcuni stralci.
Hanno fatto il giro del mondo per diversi giorni le drammatiche immagini degli incendi che hanno devastato unโimmensa area, distruggendo qualsiasi cosa, dagli animali alla vegetazione. Migliaia di edifici sono ormai in cenere e al momento 25 persone sono morte. Moltissime famiglie hanno perso tutto e ci sono ancora 26 dispersi. ร straziante vedere ancora oggi queste immagini di sofferenza. E lโemergenza ancora non รจ finita. Abbiamo contattato la comunitร dei Focolari in zona per sapere come stanno vivendo questa situazione.
โGli incendi in diverse parti del nostro territorio ci danno grande trepidazione giacchรฉ non si riesce ad estinguere completamente i punti di fuoco per il forte vento – scrive Carlos Santos, in focolare a Los Angeles -. La previsione รจ che dureranno ancora per diversi giorni. Tanti sono stati sfollati e tanti hanno perso tutto. Ma vediamo anche una grandissima risposta da molte persone hanno portato cibo, vestiti, soldi e altre donazioni per chi รจ stato colpito dagli incendi. La risposta di caritร รจ stata cosรฌ grande che attraverso la Tv si รจ chiesto di non donare piรน in alcuni territori perchรฉ non c’era piรน posto per quanto arrivato. Giร , la Provvidenza รจ arrivata in abbondanza e in sovrappiรน.
Il fuoco non ha raggiunto le case di nessuna persona della comunitร locale dei Focolari. Ma alcuni hanno dovuto spostarsi, perchรฉ abitavano in aree dove c’era il rischio di incendi.
Il focolare femminile – continua ancora Carlos – ha accolto una famiglia per tre giorni, finchรฉ le autoritร hanno detto che era sicuro ritornare nella loro casa. Anche il nostro focolare maschile si รจ messo a disposizione per accogliere persone in caso abbiano bisogno. Questo ha dato piรน tranquillitร alla comunitร perchรฉ diverse aree della contea di Los Angeles potrebbero avere mandati di evacuazione in caso in cui il vento cambi direzione e sposti il fuoco lรฌ. Alcuni focolarini e focolarine attraverso il proprio lavoro hanno toccato con mano la sofferenza di tante persone e famiglie che hanno perso tutto. Vogliamo accompagnare queste persone, dare conforto ed aiutarle nel trovare una soluzione stabileโ conclude Carlos ringraziando per i tanti messaggi di vicinanza e le preghiere per questa grande sofferenza.
A questo link del sito di Focolare Media, lโorgano di comunicazione dei Focolari in Nord America, potete leggere lโarticolo sul โmiracolo del tabernacoloโ alla chiesa Corpus Christi nella comunitร di Pacific Palisades in California.
โPartiamo dagli ultimi, da coloro che vengono scartati e abbandonati dalla societร โ. Nasce cosรฌ il Centro anziani Hogar โChiara Lubichโ nellโamazzonia peruviana. Un luogo nel quale, grazie alla generositร di una famiglia insieme alla comunitร dei Focolari, si accolgono anziani abbandonati, che hanno bisogno di aiuto, di essere curati, di un pasto caldo o semplicemente del calore di una famiglia.
Nel dialogo fra persone di diverse culture e orientamenti religiosi, un tema ricorrente รจ quello della domanda: โsi puรฒ sempre sperare? E in che cosa?โ. Una domanda che risuona in modo piรน intenso nei momenti di difficoltร e di fronte alle sconfitte o alle sofferenze piรน lancinanti, ma anche di fronte alle delusioni di unโideale o di un insieme di valori che ci avevano affascinato. ร proprio in questi momenti di dubbio che siamo spinti a riconsiderare le nostre convinzioni, i valori e le credenze in cui abbiamo riposto la nostra speranza. E con essi trovare la forza di affrontarli e far emergere la grandezza dell’essere umano, capace di cadere e rialzarsi, di vivere la debolezza in modo consapevole, senza inutili aspettative miracolistiche. Credere รจ molto piรน che sperare una soluzione ai nostri problemi, รจ piuttosto un impulso che permette di continuare a camminare. La vita, proprio in quei momenti, puรฒ misteriosamente diventare dono autentico. Credere in un impegno che dร senso alla vita non รจ come accettare un contratto che si firma una volta e poi non si guarda piรน, ma รจ un fatto che trasforma e permea ogni scelta quotidiana. Un piccolo aiuto a vivere in questo modo รจ quello di non pensare alle situazioni estreme, che non possono che farci paura e bloccarci, ma di affrontare le piccole difficoltร di ogni giorno, condividendole con i nostri amici. In questo modo, se non ci perdiamo d’animo, scopriremo che ogni giorno puรฒ offrirci una nuova opportunitร per credere e per dare speranza a chi ci sta vicino. ร la forza dell’amicizia che cerca il bene dell’altro. Quando tutto va bene, รจ piรน facile sentirsi forti e coraggiosi. Ma รจ quando viviamo lโesperienza delle vulnerabilitร che possiamo costruire qualcosa che non passa e che resterร anche dopo di noi. ร la convinzione che si acquisisce quando si รจ condivisa la vita con qualcuno che ha creduto al di lร di tutto, che ha lottato e sofferto e che รจ diventato vicino a tutti con il suo amore. Queste persone, dopo aver concluso la loro vita su questa terra, lasciano una tale impronta e la loro memoria รจ cosรฌ viva che -misteriosamente- ci fa dire, anche al di lร del nostro riferimento religioso o non religioso: โio credo, ci credo. Continuiamo insieme!โ.
Foto ยฉSasin Tipchai – Pixabay
LโIDEA DEL MESE รจ attualmente prodotta dal โCentro del Dialogo con persone di convinzioni non religioseโ del Movimento dei Focolari. Si tratta di unโiniziativa nata nel 2014 in Uruguay per condividere con gli amici non credenti i valori dellaย Parola di Vita, cioรจ la frase della Scrittura che i membri del Movimento si impegnano a mettere in atto nella vita quotidiana. Attualmente LโIDEA DEL MESE viene tradotta in 12 lingue e distribuita in piรน di 25 paesi, con adattamenti del testo alle diverse sensibilitร culturali. dialogue4unity.focolare.org
Gesรน sta arrivando a Betania, dove Lazzaro รจ morto da quattro giorni. Informata, la sorella Marta corre speranzosa al suo incontro. Gesรน voleva molto bene a lei, a sua sorella Maria e a Lazzaro, sottolinea il Vangelo[1]. Pur nel dolore, Marta manifesta al Signore la sua fiducia in Lui, convinta che se fosse stato presente prima della morte del fratello questi sarebbe ancora vivo, ma che anche adesso qualsiasi sua richiesta a Dio sarebbe stata esaudita. ยซTuo fratello risusciterร ยป (Gv 11,23), afferma allora Gesรน.
ยซCredi tu questo?ยป
Dopo aver chiarito che si riferisce al ritorno di Lazzaro alla vita fisica qui ed ora e non solo a quella che attende il credente dopo la morte, Gesรน chiede a Marta lโadesione della fede e non solo per realizzare uno dei suoi miracoli โ che lโevangelista Giovanni definisce โsegniโ โ ma per donare a lei, come a tutti i credenti, una vita nuova e la resurrezione. ยซIo sono la risurrezione e la vitaยป (Gv 11,25), afferma Gesรน. E la fede che le chiede รจ un rapporto personale con lui, unโadesione attiva e dinamica. Credere non รจ come accettare un contratto che si firma una volta e poi non si guarda piรน, ma รจ un fatto che trasforma e permea la vita quotidiana.ย
ยซCredi tu questo?ยป
Gesรน invita a vivere una vita nuova qui ed ora. Ci invita a sperimentarla ogni giorno, sapendo che, come abbiamo riscoperto a Natale, lui stesso ce l’ha portata, cercandoci per primo e venendo tra di noi.
Come rispondere alla sua domanda? Guardiamo a Marta, la sorella di Lazzaro.
In dialogo con Gesรน le scaturisce una professione di fede piena in lui. Lโoriginale greco la esprime con ancora maggiore forza. Lโ โio credoโ da lei pronunciato significa โsono giunta a credereโ, โcredo fermamenteโ che ยซtu sei il Cristo, il Figlio di Dio che deve venire nel mondoยป[2], con tutte le conseguenze. ร una convinzione maturata nel tempo, provata nelle diverse circostanze che ha affrontato nella vita.
Il Signore rivolge la sua domanda anche a me. Anche a me chiede una fiducia generosa in lui, e lโadesione al suo stile di vita, fondato sullโamore generoso e concreto verso tutti. La perseveranza maturerร la mia fede, che si rafforzerร nel constatare giorno dopo giorno la veritร delle parole di Gesรน messe in pratica, e che non mancherร di esprimersi nel mio agire quotidiano verso tutti. Intanto, possiamo far nostra la preghiera degli apostoli a Gesรน: ยซAumenta la nostra fedeยป (Lc 17, 6).
ยซCredi tu questo?ยป
ยซUna delle mie figlie aveva perso il lavoro insieme a tutti i suoi colleghi, poichรฉ il governo aveva chiuso lโagenzia pubblica dove lavoravanoยป, racconta Patricia, dal Sudamerica. ยซCome forma di protesta, avevano organizzato un accampamento davanti alla sede. Io cercavo di sostenerli partecipando ad alcune loro attivitร , portando loro del cibo o semplicemente fermandomi a parlare con loro.ย
Il Giovedรฌ Santo, un gruppo di sacerdoti che li accompagnava ha deciso di celebrare una cerimonia nella quale si offrivano anche spazi di ascolto, si รจ letto il Vangelo e si รจ realizzato il gesto della lavanda dei piedi, in ricordo di quanto fatto da Gesรน. La maggioranza dei presenti non erano persone religiose. Tuttavia, รจ stato un momento di profonda unione, di fraternitร e di speranza. Si sono sentiti abbracciati ed, emozionati, ringraziavano quei sacerdoti che li accompagnavano nellโincertezza e nella sofferenzaยป.
Questa parola di Gesรน รจ stata scelta come guida per la Settimana di Preghiera per lโUnitร dei Cristiani 2025. Preghiamo allora e adoperiamoci affinchรฉ il nostro credere comune sia motore della ricerca della fraternitร con tutti: รจ la proposta e il desiderio di Dio per lโumanitร , ma richiede la nostra adesione. La preghiera e lโazione saranno efficaci se nascono da questa confidenza in Dio e dal nostro agire di conseguenza.
A cura di Silvano Malini e del team della Parola di Vita.
Pace, accoglienza, coraggio, giustizia, dialogo, speranza, solidarietร , insieme, fraternitร , unitร : parole che esprimono il nostro impegno planetario, forte, concreto che inizia da piccoli gesti quotidiani, affinchรฉ tacciano le armi e cessino tutti i conflitti, in ogni angolo del mondo.
โSeminate, per favore, anzitutto il Vangelo che รจ Buona Notizia, per essere credibili in un tempo lacerato da discordie e conflitti, dove la pace sembra ormai un sogno irraggiungibileโ. Un invito forte che Papa Francesco ha rivolto alle famiglie focolare attraverso una lunga lettera. Il 27 ottobre 2024 al Centro Mariapoli di Castel Gandolfo (Italia), Margaret Karram, Presidente dei Focolari incontrando proprio le famiglie focolare giovani ha letto loro il messaggio ricevuto dal Papa: una bella sorpresa indirizzata proprio a loro. Le famiglie focolare hanno la caratteristica di avere entrambi i coniugi focolarini sposati. Nel mondo oggi sono 130 le famiglie focolare giovani che si uniscono alle tante famiglie che vivono la spiritualitร dellโunitร che contraddistingue il Movimento dei Focolari.
Lโincontro di ottobre a Castel Gandolfo รจ stata lโultima tappa di un percorso formazione in sei tappe realizzate in differenti regioni del mondo: Polonia, Filippine, Libano, Guatemala, Portogallo. Allโultima hanno partecipato 55 famiglie provenienti da diversi Paesi.
Nella lunga lettera il Papa spiega di essere stato informato โdell’importante lavoro all’interno del Movimento a favore di nuclei familiari che hanno intrapreso un singolare percorso di formazioneโ. E ringrazia la Presidente โper avermi reso partecipe di questa entusiasmante esperienza di fede vissuta da numerose coppie di varie nazionalitร e espressioni religiose. Sono particolarmente lieto nel sapere che con gioia portate avanti il vostro apostolato in svariati contesti umani e sociali e con grande passione vi impegnate a creare armonia e concordiaโ.
Papa Francesco chiede poi a Margaret Karram di portare la sua spirituale vicinanza alle famiglie, esortando ciascuno a divenire strumento di amore, manifestando la ricchezza della fraternitร sincera e amorevole. Un pensiero lo rivolge quindi alle famiglie in crisi โche hanno smarrito il coraggio di custodire la bellezza del Sacramento ricevutoโ, e anche ai giovani a โnon avere paura del matrimonio e delle fragilitร โ.
Significativa anche la data nella quale il Papa lโha voluta scrivere: 26 luglio 2024, memoria dei Santi Gioacchino e Anna, i genitori della Vergine Maria. Un gesto non a caso per i destinatari della lettera: le famiglie.
โCare famiglie, ritornando nelle vostre case, – prosegue il Pontefice – ravvivate il focolare domestico con la preghiera costante, porgete l’orecchio alla voce dello Spirito Santo che guida, illumina e sostiene il cammino della vita, aprite a quanti bussano alla porta per essere ascoltati e consolati, offrite sempre il vino della letizia e condividete il pane buono della comunione. La Santa Famiglia di Nazareth sia fonte di ispirazione e di speranza nei momenti di prova, perchรฉ possiate essere ovunque artefici di unitร a servizio della Chiesa e dell’umanitร โ.
Margaret Karram, al termine della lettura ha affermato: โIo l’ho letta tante volte e veramente, come voi, mi sono commossa. Ho detto: questo รจ un amore immenso del Papa per voi, proprio per voiโ.
Un dono prezioso esteso a tutte le famiglie nel mondo, come stella cometa per il cammino di ciascuno.
[โฆ] Essere convinti che, perchรฉ sia realtร la civiltร dell’amore, bisogna far irrompere nel mondo una corrente d’amore che lo invada; senza di essa ogni cosa rimane a livello di sogno, รจ segnata giร dalla fine. [โฆ] L’amore. Insegnare ad amare. Ma sa veramente amare chi sa d’essere sinceramente amato. ร una costatazione umana questa, ma che non vale meno nel campo soprannaturale. Sapere dโessere amati. Da chi? Da Colui che รจ l’Amore. Bisogna aprire gli occhi a piรน nostri fratelli possibile affinchรฉ vedano, scoprano quale fortuna essi possiedono, spesso senza saperlo. Non sono soli su questa terra. C’รจ l’Amore; hanno un Padre che non abbandona i figli al loro destino, ma li vuol accompagnare, custodire, aiutare. ร un Padre che non carica pesi troppo gravosi sulle spalle altrui, ma รจ il primo a portarli. Nel caso nostro: che non lascia alla sola iniziativa degli uomini il rinnovamento della societร , ma รจ il primo che se ne prende cura. Bisogna che gli uomini sappiano questo e ricorrano a lui consci che nulla gli รจ impossibile. Credere dunque d’essere amati da Dio per poter lanciarsi con maggior fede nell’avventura dell’amore e lavorare insieme a lui alla Nuova Umanitร . Poi mettere al centro dei nostri interessi l’uomo e condividere con lui sventure e successi, beni spirituali e materiali. E, per bene amare, non vedere nelle difficoltร e storture e sofferenze del mondo solo mali sociali cui portare rimedio, ma scorgere in esse il volto di Cristo, che non disdegna di nascondersi sotto ogni miseria umana. ร lui la molla che fa scattare le migliori energie del nostro essere – specie di noi cristiani – in favore dell’uomo. E giacchรฉ l’amore di cui parliamo non รจ certo solo filantropia, nรฉ solo amicizia, nรฉ pura solidarietร umana, ma soprattutto รจ dono che viene dall’Alto, mettersi nella migliore disposizione per acquisirlo, nutrirsi e vivere della Parola di Dio. [โฆ] E ognuno nel suo piccolo o grande mondo quotidiano, in famiglia, in ufficio, in fabbrica, nel sindacato, nel vivo dei problemi locali e generali, nelle istituzioni pubbliche della cittร o di piรน ampie dimensioni, fino all’O.N.U., sia veramente costruttore di pace, testimone dell’amore, fattore di unitร .
Quasi 9.000 chilometri di distanza da Loppiano (Italia), sede del gruppo internazionale Gen Rosso. Per la prima volta la band รจ atterrata in Mongolia, il Paese dellโAsia orientale racchiuso fra Russia e Cina. Su invito del Prefetto Apostolico cardinale Giorgio Marengo che guida la giovane e vivace Chiesa cattolica in Mongolia – circa 1.500 battezzati su tre milioni e mezzo di abitanti -, come una tappa di preparazione delle comunitร al Giubileo della Chiesa Cattolica del 2025. โUna Chiesa giovane, fatta di giovani, ha bisogno di un linguaggio giovane per parlare alla gente – ha confidato il cardinale -. Sono cresciuto con i canti del Gen Rosso. Poi una persona mi ha proposto di contattarvi per farvi venire qui in Mongolia. Lโho pensata come unโottima opportunitร di fare animazione missionaria stile Gen Rosso, che รจ particolarmente adatto ad una realtร come la Mongolia dove la Chiesa รจ allโinizio. Il linguaggio dellโarte, dei testi del Gen Rosso hanno un orizzonte molto ampio e quindi mi รจ sembrata unโoccasione dโoroโ.
Dal 23 novembre al 2 dicembre 2024 il Gen Rosso ha incontrato alcune centinaia di persone, per lo piรน giovani che hanno partecipato a vari workshop in diverse discipline artistiche – danza hip hop, broadway, party dance e canto corale -, per terminare con un concerto che si รจ tenuto il primo dicembre nella capitale Ulan Bator.
โAbbiamo pensato ad un concerto โpartecipatoโ a cui hanno contribuito anche i giovani del posto che abbiamo incontrato nei primi giorni della nostra permanenza in Mongolia – racconta la band -. Lo scopo? Favorire lo scambio culturale fra i giovani e prepararli per animare tutti insieme il concerto del 1 dicembre. Abbiamo cantato principalmente in inglese, qualcosa in italiano e almeno una strofa della canzone โSperanza di Paceโ (Hopes of Peace) in lingua mongola. Il desiderio รจ stato quello di contribuire a promuovere una cultura di pace e fraternitร , fondata sui valori della condivisione e dellโunitร โ.
Fra i vari appuntamenti, gli incontri con i bambini dellโorfanotrofio, con i senza fissa dimora e con alcune famiglie nomadi. โUna grande emozione poter stare con loro, cantare le canzoni insieme ai bambini, dare speranza a queste persone, ma anche conoscere le loro culture e tradizioniโ commentano Emanuele Chirco ed Adelson Oliveira del Gen Rosso. A seguire, si รจ tenuto un incontro con giovani artisti del posto per promuovere attraverso la musica e lโarte una cultura di pace e fraternitร . La band, nata nel 1966 a Loppiano su ispirazione di Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari, diffonde infatti proprio questi valori attraverso la musica. Prima di ripartire, il Gen Rosso รจ stato anche ricevuto dallโAmbasciatrice dโItalia in Mongolia, dott.ssa Giovanna Piccarreta.
Il viaggio del Gen Rosso รจ stato una tappa importante per la comunitร locale. Qui nel 2002, quando Papa Giovanni Paolo II eresse la Prefettura, la Chiesa mongola contava poco piรน di un centinaio di fedeli e pochi religiosi e sacerdoti. Il cardinale Giorgio Marengo รจ arrivato nel 2003 come missionario della Consolata. La comunitร dei credenti continua, pian piano, a crescere. Nel 2023 lo storico viaggio di Papa Francesco per portare un messaggio di speranza.
โร stata una bella esperienza di amicizia con il Gen Rosso, dove si sentiva questo comune denominatore che รจ Gesรน che ci unisce โ commenta il card. Marengo al termine del tour -. Ci siamo subito sentiti in sintonia. Mi porto anche la bellezza nel vedere come i vari membri della band si rapportano fra di loro in unโattenzione fraterna. E la certezza che quando sarebbero saliti sul palco avrebbero offerto unโesperienza di bellezza, di profonditร per far riflettere le personeโ.
Lorenzo Russo
Per informazioni e prossimi appuntamenti del Gen Rosso: www.genrosso.com
In un mondo segnato da guerre, crisi e polarizzazione, il dialogo e la cooperazione rimangono le uniche vie per la pace. Con questa convinzione, l’ONG New Humanity ha aderito al Forum Globale dell’Alleanza delle Civiltร delle Nazioni Unite (UNAOC) che ha convocato il suo Gruppo di Amici a Cascais, in Portogallo, dal 25 al 27 novembre. Con il tema “Uniti nella pace: ripristinare la fiducia, rimodellare il futuro โ Riflettere su due decenni di dialogo per l’umanitร ”, l’evento ha riunito diverse parti interessate, tra cui leader religiosi, accademici, giovani, media e rappresentanti della societร civile. Tra i partecipanti di alto profilo c’erano Antรณnio Guterres, Segretario Generale delle Nazioni Unite, Marcelo Rebelo de Sousa, Presidente del Portogallo, il Re Felipe di Spagna, diversi ministri degli Esteri in carica e precedenti primi ministri dei paesi europei.
L’ONG New Humanity del Movimento dei Focolari e membro del Consiglio Consultivo Multireligioso dell’UNAOC ha sottolineato l’impegno dell’organizzazione per promuovere una societร giusta e unita, dove le fedi sono spazi di incontro e collaborazione. Radicata in decenni di iniziative popolari, New Humanity collega l’azione locale con la diplomazia internazionale per affrontare le sfide globali e promuovere la pace. Questa partecipazione ha sottolineato l’importanza degli sforzi multilaterali per ripristinare la fiducia e rimodellare un futuro di armonia e collaborazione tra le istituzioni internazionali, le organizzazioni religiose e il settore privato.
Il nostro impegno
Durante il Global Forum, Ana Clara Giovani e Andrรฉ Correia, rappresentanti dei giovani del Movimento dei Focolari, insieme a Maddalena Maltese, principale rappresentante dell’ONG New Humanity a New York, hanno presentato il documento “Insieme per prendersi cura โ Per la nostra famiglia umana e la nostra casa comune”. Questo documento rappresenta un impegno da parte dei Giovani per un Mondo Unito (Y4UW) nei confronti del Patto per il Futuro, approvato dalle Nazioni Unite lo scorso settembre.
Al Genfest 2024, un raduno di 4.000 giovani provenienti da tutto il mondo tenutosi in Brasile, sono stati lanciati otto hub di innovazione per promuovere l’unitร della famiglia umana e prendersi cura della nostra casa comune. Le otto Comunitร Mondo Unito hanno consolidato e sviluppato proposte e progetti ispirati alla spiritualitร dell’unitร del Movimento dei Focolari, in linea con i principi della Dichiarazione delle Nazioni Unite sui Diritti Umani e del Patto per il Futuro dell’ONU. Queste iniziative si concentrano su aree quali lo sviluppo sostenibile, l’azione per il clima, la promozione della pace e dei diritti umani, il dialogo interculturale, la coesione sociale e l’empowerment dei giovani.
Questi progetti e proposte costituiscono il nucleo del documento presentato a Cascais. Si apre con una lettera al Segretario Generale delle Nazioni Unite Antรณnio Guterres, riconoscendo i suoi instancabili sforzi per sostenere la pace e lo sviluppo sostenibile. Tra le proposte chiave vi sono l’istituzione di un Forum giovanile di alto livello per integrare le prospettive dei giovani nel processo decisionale globale e i preparativi per l’80ยฐ anniversario delle Nazioni Unite e la COP 30, che mostrano soluzioni guidate dai giovani per la sostenibilitร urbana e la salute climatica.
Presentato a Miguel รngel Moratinos, Alto Rappresentante dell’UNAOC, e a Felipe Paullier, Alto Rappresentante per gli Affari della Gioventรน, il documento ha ricevuto una risposta entusiasta. Entrambi i leader hanno riconosciuto i contributi di lunga data di New Humanity e hanno espresso interesse ad analizzare ulteriormente le proposte. Questo impegno ha sottolineato il ruolo centrale dei giovani nella definizione delle politiche per un futuro giusto e sostenibile, rafforzando il legame tra le azioni di base e la diplomazia internazionale.
Foto: ยฉ ONU Carlos Porfirio
Passaggi successivi
Per ampliare la portata e l’efficacia di questo lavoro, gli Ambasciatori del Mondo Unito, una rete giovanile, svolgeranno un ruolo fondamentale nel collegare le iniziative popolari alle istituzioni internazionali come le Nazioni Unite, assicurando che le azioni locali abbiano risonanza a livello globale.
New Humanity continua il suo impegno nel collegare le iniziative di base con le organizzazioni importanti, portando avanti la sua missione di promuovere la fraternitร , il dialogo e lo sviluppo sostenibile. I rapporti nati durante il Forum Globale dell’UNAOC saranno fondamentali per rafforzare l’impatto dei nostri progetti e amplificare le voci dei giovani di tutto il mondo.
Ana Clara Giovani e Maddalena Maltese
Per scaricare il documento, in inglese, fare click sull’immagine
(โฆ) Oggi guardando indietro possiamo capire cosa poteva dirci, diversi decenni fa, quel 7 dicembre ’43, anno della nascita del nostro Movimento; afferma che un carisma dello Spirito Santo, una nuova luce รจ scesa in quei giorni sulla terra, luce che nella mente di Dio doveva dissetare l’arsura di questo mondo con l’acqua della Sapienza, riscaldarlo con l’amore divino e dar cosรฌ vita ad un popolo nuovo, nutrito dal Vangelo. Questo anzitutto.
E, poichรฉ Dio รจ concreto nel suo agire, ecco che ha provveduto subito ad assicurarsi il primo mattone per l’edificio – quest’Opera – che sarebbe stata utile al suo intento. E pensa di chiamare me, una ragazza qualunque; e di qui la mia consacrazione a Lui, il mio “sรฌ” a Dio seguito ben presto da tanti altri “sรฌ” di giovani donne e giovani uomini.
Di luce, dunque, parla quel giorno e di donazioni di creature a Dio quali strumenti nelle sue mani per i suoi fini.
Luce e donazione di sรฉ a Dio, due parole estremamente utili allora, in quel tempo di smarrimento generale, di odio reciproco, di guerra. Tempo di tenebra, dove Dio pareva assente nel mondo col suo amore, con la sua pace, con la sua gioia, con la sua guida, e sembrava nessuno si interessasse di Lui.
E luce e donazione di sรฉ a Dio, due parole che anche oggi il Cielo vuole ripeterci, quando sul nostro pianeta si protraggono tante guerre. (โฆ)
Luce che significa Verbo, Parola, Vangelo, ancora tanto poco conosciuto e soprattutto troppo poco vissuto.
Chiara Lubich (Conversazioni, Cittร Nuova, Roma 2019, p. 665) Foto: ยฉ Archivio CSC Audiovisivi
La notizia della morte del vescovo Christian Krause mi รจ giunta proprio mentre stavo iniziando una conferenza zoom con vescovi di varie Chiese amici del Movimento dei Focolari, di cui il vescovo Christian รจ stato un fedele compagno di viaggio per molti anni. Da tempo sapevamo che le sue condizioni di salute si erano aggravate e pregavamo per lui, per cui รจ stato spontaneo dire insieme il โPadre nostroโ, ringraziando Dio per la sua presenza profetica e incoraggiante in mezzo a noi. Era un uomo dal cuore grande e dagli orizzonti ampi.
โVescovi coloratiโ
Ci sarebbe molto da dire sul vescovo Christian. Mentre scrivo ho davanti a me una fotografia che ritrae il cardinale Vlk di Praga (Repubblica Ceca), il cardinale Kriengsak di Bangkok (Thailandia), il dottor Mor Theophilose Kuriakose della Chiesa siro-ortodossa Malankara (India), me, cattolico, e il vescovo Christian Krause mentre camminiamo verso il centro della cittร di Lund (Svezia), vestiti con i nostri abiti ecclesiastici, diretti alla cerimonia nella cattedrale che segna l’inizio del 500ยฐ anniversario della Riforma protestante. L’incontro ecumenico, ospitato dalla Federazione luterana mondiale (LWF) e con la presenza di Papa Francesco, รจ stata la prima volta che cattolici e luterani hanno commemorato insieme la Riforma a livello globale.
La foto mi ricorda la simpatia con cui il vescovo Christian chiamava i vescovi di varie Chiese amici dei Focolari, โvescovi coloratiโ. Era appassionato dell’esperienza della varietร e della diversitร nell’unitร , ispirata da un carisma e da una spiritualitร dellโunitร e sostenuta dal Movimento dei Focolari, un movimento che ha piรน volte messo in rilievo per il suo aspetto prevalentemente laico. I nostri paramenti colorati erano un segno esteriore che indicava la ricchezza piรน profonda dello scambio di doni che abbiamo sperimentato nel dialogo della vita che i vescovi di varie Chiese hanno intrapreso dal 1982 e che il vescovo Klaus Hemmerle e Chiara Lubich, con l’incoraggiamento di Papa Giovanni Paolo II, hanno avviato.
Una giornata storica
Sebbene conoscesse i Focolari fin dagli anni ’80 grazie ai contatti con il vescovo Klaus Hemmerle, l’incontro con Chiara Lubich del 31 ottobre 1999 รจ stato per lui un momento speciale. Un incontro avvenuto nel contesto di quello che senza dubbio รจ stato un momento fondamentale della sua vita: la firma, a nome della LWF, della Dichiarazione congiunta sulla dottrina della giustificazione con la Chiesa cattolica romana, il 31 ottobre 1999 ad Augusta, in Germania. Nel corso degli anni il vescovo Krause ci ha spesso raccontato di quell’evento, indicandone l’importanza come documento firmato prima di entrare nel XXI secolo. Ma gli piaceva anche ricordare che proprio in quell’occasione, nel pomeriggio, un gruppo di fondatori e responsabili di Movimenti e comunitร , evangelici e cattolici, si riunรฌ nella cittadella focolarina di Ottmaring e lanciรฒ il progetto โInsieme per l’Europaโ. L’incontro con Chiara Lubich, quel giorno, gli aprรฌ un varco in un’esperienza ecumenica che egli comprese, forse piรน di molti di noi, per le sue possibilitร e implicazioni profetiche.
Aprire orizzonti
Quando sono diventato vescovo nel 2013, sono entrato molto piรน in contatto con il vescovo Christian nell’ambito dei vescovi di varie Chiese amici del Movimento dei Focolari. Dopo Lund ci incontravamo mensilmente in diversi in tele-conferenza online. L’incontro con Christian ha sempre aperto gli orizzonti, perchรฉ gli piaceva vedere le cose nel quadro generale. Il suo senso dell’umorismo si manifestava nello scintillio dei suoi occhi e nel suo sorriso gentile.
Il vescovo Christian Krause era appassionato della Chiesa, dell’unitร della Chiesa e della necessitร di fare passi avanti. Per lui, la vita non รจ fatta per stare fermi. E se vogliamo migliorare il futuro, dobbiamo essere pronti a sconvolgere il presente! Nel caso dei vescovi amici dei Focolari, il vescovo Christian ci ha esortato ad allargare il cerchio e ad impegnarci per promuovere circoli di dialogo vivo tra i vescovi di varie Chiese del Sud del mondo. ร stato cosรฌ contento che nel settembre 2021, in pieno Covid, siamo riusciti a organizzare un incontro on-line per 180 vescovi di 70 Chiese di tutto il mondo. ร stato un meraviglioso incontro di tre giorni.
Sguardi di speranza
Recentemente sono andato a trovare il vescovo Christian nella casa di cura in cui si era trasferito nelle ultime settimane di vita. La nostra รจ stata una conversazione che ricorderรฒ a lungo. Mi ha parlato della sua gratitudine per l’incontro con il carisma dei Focolari, del sostegno e dell’amicizia che ha sperimentato. Cresciuto nella tradizione del โrisveglioโ (pietistica), l’incontro con il Movimento era in linea con la sua personale convinzione del bisogno di pietร , di spiritualitร .
Non ha nascosto il dolore per il fatto che a volte sembra che il mondo abbia perso la dinamica visionaria della speranza degli anni ’60, quando la missione mondiale e gli orizzonti della pace sembravano avere successo. Doloroso anche per lui il fatto che non fosse ancora possibile ricevere la comunione nella Chiesa cattolica.
Mi ha raccontato, perรฒ, di un avvenimento negli anni โ90 quando Chiara Lubich non stava bene. Mentre era ad un raduno il card. Miloslav Vlk lo invitรฒ a venire con lui e a fare una breve telefonata a Chiara. Sarebbe stata solo una breve telefonata. Cosรฌ, per non farla lunga, il vescovo Christian chiese semplicemente a Chiara: โHai una parola per noi?โ. Chiara non esitรฒ a rispondere: โSempre avanti!โ. Christian ne รจ rimasto molto colpito.
โSempre avantiโ รจ stato lo stimolo che il vescovo Christian ci ha sempre portato. Parlandomi della sua preparazione alla morte, ha manifestato la sua forte fede con la quale sapeva guardare al futuro anche alla morte con speranza. Ha condiviso con me la preghiera presa da una nota poesia di Dietrich Bonhoeffer che lo ispirava in quel ultimo periodo: โRiparati meravigliosamente dalle forze della bontร , guardiamo con fiducia a ciรฒ che puรฒ venire; Dio รจ con noi la sera e il mattino, e di sicuro in ogni nuovo giornoโ.
Bishop Brendan Leahy Vescovo di Limerick (Irlanda)
Il vescovo emerito Christian Krause, era nato il 6 gennaio 1940 a Dallgow-Dรถberitz, nel Brandeburgo (Germania). Aveva studiato teologia in Germania (Marburgo, Heidelberg, Gottinga) e negli Stati Uniti (Chicago). Era stato ordinato pastore della Chiesa evangelica luterana di Hannover nel 1969. Aveva lavorato come assistente presso l’allora Dipartimento di Teologia della Federazione luterana Mondiale a Ginevra (Svizzera) dal 1969 al 1970 e presso la sede del Servizio Cristiano per i Rifugiati del Tanganica a Dar es Salaam, in Tanzania, dal 1970 al 1972. Dal 1972 al 1985 รจ stato responsabile degli affari ecumenici internazionali, ricoprendo il ruolo di segretario esecutivo (Oberkirchenrat) presso la Chiesa evangelica luterana unita di Germania e il Comitato nazionale tedesco della LWF ad Hannover, in Germania. Dal 1985 al 1994 รจ stato segretario generale del Kirchentag evangelico tedesco (Movimento laico della Chiesa protestante). ร stato vescovo della Chiesa evangelica luterana di Brunswick, in Germania, dal 1994 al 2002. Dal 1997 al 2003 รจ stato Presidente della Federazione luterana mondiale (LWF). Eโ morto il 28 novembre a Wolfenbรผttel, in Germania, all’etร di 84 anni. Krause lascia la moglie Gertrud Krause e quattro figli.
Foto: ยฉ Caris Mendez – CSC audiovisivi e Vatican Media – Incontro Vescovi di varie Chiese (Settembre 2021)
Siamo al racconto dellโAnnunciazione. Lโangelo Gabriele si reca da Maria di Nazaret per farle conoscere i piani di Dio su di lei: concepirร e darร alla luce un figlio, Gesรน, che ยซsarร grande e sarร chiamato Figlio dellโAltissimoยป[1]. Lโepisodio si colloca in continuitร con altri eventi dellโAntico Testamento che hanno portato, in donne sterili o molto anziane, a nascite prodigiose i cui figli avrebbero dovuto svolgere un compito importante nella storia della salvezza. Qui, Maria, pur volendo aderire in piena libertร alla missione di diventare la madre del Messia, si domanda come potrร succedere, essendo lei una vergine. Gabriele le garantisce che non sarร opera di uomo: ยซLo Spirito Santo scenderร su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirร con la sua ombraยป[2]. E aggiunge: ยซNulla รจ impossibile a Dioยป[3].
Questa rassicurazione, che sta a significare che nessuna dichiarazione o promessa di Dio rimarrร inadempiuta โ perchรฉ non cโรจ niente di impossibile per lui โ puรฒ anche essere formulata in questo modo: nulla รจ impossibile con Dio. Infatti, la sfumatura del testo greco โcon, o vicino, o insieme a Dioโ, mette in luce la sua vicinanza all’uomo. ร all’essere umano o agli esseri umani che, quando sono insieme a Dio e liberamente aderiscono a lui, nulla รจ impossibile.
ยซNulla รจ impossibile a Dioยป.
Come mettere in pratica questa parola di vita? Innanzitutto, credendo con grande confidenza che Dio puรฒ agire anche dentro e al di lร dei nostri limiti e debolezze, come pure nelle condizioni piรน oscure della vita.
ร stata lโesperienza di Dietrich Bonhoeffer che durante la prigionia che lo condurrร al supplizio, scriveva: ยซDobbiamo immergerci sempre di nuovo nel vivere, parlare, agire, soffrire e morire di Gesรน per riconoscere ciรฒ che Dio promette e adempie. ร certo [โฆ] che per noi non esiste piรน niente di impossibile, perchรฉ nulla di impossibile esiste per Dio; [โฆ] รจ certo che noi non dobbiamo pretendere nulla e che tuttavia possiamo chiedere ogni cosa; รจ certo che nella sofferenza รจ nascosta la nostra gioia e nella morte la nostra vitaโฆ A tutto questo Dio ha detto โsรฌโ ed โamenโ in Cristo. Questo โsรฌโ e questo โamenโ sono il solido terreno sul quale noi stiamoยป[4].
ยซNulla รจ impossibile a Dioยป.
Nel cercare di superare l’apparente โimpossibileโ delle nostre insufficienze, per raggiungere il โpossibileโ di una vita coerente, un ruolo determinante lo svolge la dimensione comunitaria che si sviluppa lร dove i discepoli, vivendo tra loro il comandamento nuovo di Gesรน, si lasciano abitare, singolarmente ed insieme, dalla potenza del Cristo risorto. Scriveva Chiara Lubich nel 1948 ad un gruppo di giovani religiosi: ยซE avanti! Non con la nostra forza, meschina e debole, ma con l’onnipotenza dell’unitร . Ho costatato, toccato con mano che Dio fra noi compie l’impossibile: il miracolo! Se noi resteremo fedeli alla nostra consegna [โฆ] il mondo vedrร l’unitร e con essa la pienezza del Regno di Dioยป[5].
Anni fa, quando ero in Africa, spesso incontravo dei giovani che volevano vivere da cristiani e che mi raccontavano delle molte difficoltร con le quali si scontravano quotidianamente nel loro ambiente, per rimanere fedeli agli impegni della fede e agli insegnamenti del vangelo. Ne parlavamo per ore e, alla fine, arrivavamo sempre alla stessa conclusione: ยซDa soli รจ impossibile ma, insieme, ce la possiamo fareยป. Lo garantisce anche Gesรน stesso quando promette: ยซDove sono due o tre riuniti nel mio nome (nel mio amore), lรฌ sono io in mezzo a loroยป[6]. E con lui tutto รจ possibile.
A cura di Augusto Parody Reyes e del team della Parola di vita
Foto: ยฉSammmie – Pixabay
[1]Lc 1, 32. ย [2] Ibid, 35. [3] Ibid, 37. [4] D. Bonhoeffer, Resistenza e resa, ed. San Paolo, Cinisello Balsamo 1988, p. 474. Dietrich Bonhoeffer (1906-1945) รจ stato un teologo e pastore luterano tedesco, protagonista della resistenza al Nazismo. ย [5] C. Lubich, Lettere dei primi tempi. Cittร Nuova, Roma 2010, p. 164. [6] Cf. Mt 18, 20.
Quando la vita ci presenta scelte impegnative e impreviste, che forse ci possono fare paura, emergono con chiarezza i nostri valori, il desiderio di viverli con coerenza.
Non รจ sempre facile. La risposta, in una situazione che richiede una decisione libera e personale, puรฒ apparire una scommessa difficile da realizzare, quasi un salto nel buio, e abbiamo bisogno della forza di andare oltre ai nostri limiti.
Ma dove possiamo trovare questa forza? Per qualcuno รจ la fede in una dimensione soprannaturale e in un Dio personale che ci ama e ci accompagna. Per tutti puรฒ esserlo la vicinanza di amici, di โcompagni di viaggioโ che ci sostengono con vicinanza e fiducia. Fanno emergere da noi il meglio e ci aiutano a superare l’apparente โimpossibileโ delle nostre insufficienze per raggiungere il โpossibileโ di una vita coerente.
ร la conseguenza della dimensione comunitaria dei rapporti basati sulla reciprocitร . Come disse Chiara Lubich nel 1948, con il linguaggio tipico dellโepoca: ยซE avanti! Non con la nostra forza, meschina e debole, ma con l’onnipotenza dell’unitร . Se noi resteremo fedeli alla nostra consegna [โฆ] il mondo vedrร l’unitร ยป[1].
Andare oltre ai nostri limiti ci apre a nuove opportunitร ed esperienze che altrimenti potrebbero sembrare fuori dal nostro raggio d’azione, permettendoci di credere e testimoniare che ogni speranza รจ possibile.
Ma รจ possibile credere โche tutto รจ possibileโ di fronte allโassurdo del Male? Questa รจ la grande domanda dell’umanitร di oggi e di sempre. Una domanda senza risposta che accomuna tutti, credenti, non credenti, in un cammino di ricerca che si puรฒ percorrere solo insieme. Perchรฉ se il โMaleโ resta un mistero, altrettanto potente รจ la forza del โBeneโ. Non cโรจ una risposta, ma una prospettiva di significato.
Lo ha ricordato in una recente intervista Edith Bruck, a 13 anni deportata a Auschwitz e ancora oggi, novantenne, autentica testimone di pace. Quando la guerra finรฌ, lei e sua sorella si trovarono di fronte a un drammatico dilemma. “Cinque fascisti ungheresi che avevano sostenuto i nazisti ci hanno pregato di aiutarli a tornare a casa clandestinamente, e noi li abbiamo aiutati lungo la strada. Abbiamo condiviso con loro pane e cioccolato. ร stato uno dei momenti piรน intensi che abbia mai vissuto spiritualmente. Stavo trattando come un amico qualcuno che avrebbe potuto uccidere mio padreโ. La decisione non fu facile e lei discusse molto con sua sorella, ma lo fecero perchรฉ pensavano che forse, in questo modo, queste persone non avrebbero mai piรน maltrattato un ebreo[2].
LโIDEA DEL MESE รจ attualmente prodotta dal “Centro del Dialogo con persone di convinzioni non religiose” del Movimento dei Focolari. Si tratta di un’iniziativa nata nel 2014 in Uruguay per condividere con gli amici non credenti i valori della Parola di Vita, cioรจ la frase della Scrittura che i membri del Movimento si impegnano a mettere in atto nella vita quotidiana. Attualmente LโIDEA DEL MESE viene tradotta in 12 lingue e distribuita in piรน di 25 paesi, con adattamenti del testo alle diverse sensibilitร culturali. dialogue4unity.focolare.org
Foto: ยฉPixabay
[1] Chiara Lubich โLettere dei primi tempiโ. Cittร Nuova Roma 2010 p. 16 [2] Marisol Rojas Cadena SER- articolo su E. Bruck 26/01/2024
โIl concorso รจ stato e continua ad essere un modo per far conoscere Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari, in particolare alle nuove generazioni e ad un pubblico che ha con lei un approccio di carattere culturaleโ, dice Giuliano Ruzzier, insegnante e collaboratore del Centro Chiara Lubich.
Il concorso รจ promosso dal Ministero dellโIstruzione e del Merito, New Humanity e la Fondazione Museo Storico del Trentino. La tematica di questโanno รจ la pace: riflettere sul significato di questa parola, di questa realtร , alla luce del contributo che ci ha lasciato Chiara Lubich. โNel suo vasto patrimonio, considerando gli ambiti in cui lei si รจ espressa in maniera esplicita su questa tematica โ spiega Ruzzier โ abbiamo individuato quattro sotto prospettive a partire delle quali si puรฒ riflettere sulla tematica della paceโ.
Le piste su cui camminare vanno dal dialogo costruttivo tra persone di religione e culture diverse al superamento delle disparitร economiche, dallโimpegno personale per la fraternitร generando relazioni di prossimitร alla diffusione di una cultura di pace. โChiara Lubich ha guardato all’umanitร intera. Noto รจ il suo invito ad โamare la patria altrui come la propriaโโ, continua il professore Giuliano Ruzzier. โSicuramente qualcosa che caratterizza il pensiero e la vita di Chiara รจ il l’accento che dร alle relazioni di prossimitร nella quotidianitร . Come lei ha detto, anche la nostra giornata puรฒ riempirsi di servizi concreti, umili, intelligenti, espressioni del nostro amore. Non c’รจ gesto piccolo che non abbia una ricaduta sul corpo socialeโ.
Il concorso รจ rivolto a bambini delle scuole elementari, ragazzi delle scuole medie e giovani delle scuole superiori. โCome giร รจ successo negli anni scorsi, anche per quest’anno in modo particolare, speriamo una ampia partecipazione anche da parte delle scuole italiane all’estero giacchรฉ la tematica scelta ha una chiara portata internazionaleโ.
Chiediamo a Giuliano Ruzzier, cosa direbbe lui come insegnante ai suoi colleghi per consigliare di partecipare a questo bando. โA me sembra che con questo concorso venga offerta ai ragazzi la possibilitร di riflettere in maniera originale e autonoma su una tematica sicuramente di grande attualitร e importanza come quella della pace. Inoltre, offre anche la possibilitร di confrontarsi con il pensiero significativo di una donna che ha percorso e ha vissuto in maniera particolarmente significativa il โ900. E che si รจ espressa in molteplici formeโ.
Stamattina, mentre facevo la spesa al supermercato, sono passata vicino ad un grande carrello dove una commessa accumulava cartoni ed ho notato due di essi erano a terra.
Nel timore di esserne stata io, inavvertitamente, a farli cadere, ho chiesto scusa, poi ho raccolto i cartoni e li ho sistemati sul carrello.
La commessa mi ha ringraziato dicendo di non preoccuparmi. Poi, facendo un commento ad alta voce ha aggiunto: ยซร rara la gentilezza!ยป. Un’altra persona che si trovava a passare lรฌ vicino ha confermato: ยซร proprio vero!ยป. Al che la commessa le ha raccontato, a moโ di spiegazione, cosa era successo.
Quanto a me, ero contenta, anche perchรฉ questo piccolo episodio mi ha fatto tornare in mente una frase sentita tempo fa e che mi aveva colpita: invitava a โseminare la gentilezzaโ. Mi รจ sembrata una โcarezzaโ di Dio.
G.S. โ Italia (*)
Sanare rapporti
Ho un fratello, cristiano cattolico, che ha sposato una donna tedesca della Chiesa evangelica. Quando si sono stabiliti in Italia, il rapporto tra mia madre e mia cognata non รจ stato facile, anche se lei non si era opposta a che i figli venissero educati nella Chiesa cattolica. Quanto a me, cercavo di farmi โmediatriceโ tra lei e mamma. Anche mia cognata soffriva per questa incomprensione, sanata tuttavia poco prima che nostra madre morisse. Da tempo, condivido quotidianamente con lei, tramite whatsapp, il โPensiero del giornoโ che ci aiuta a vivere quotidianamente lโamore evangelico. Un giorno invitava ad โessere misericordiosiโ, con questa breve frase di commento: โLa misericordia รจ un amore che sa accogliere ogni prossimo, specie il piรน povero e bisognoso. Un amore che non misura, abbondante, universale, concretoโ. Immediata รจ stata la sua risposta: โSe ti ho fatto star male in qualche circostanza negli anni passati, perdonamiโ. Stupita, le ho risposto a mia volta: โAnchโio ti chiedo scusaโ. E lei: โNon ricordo nessun episodio per il quale dovrei scusartiโฆโ.
C. โ Italia (*)
Chiamati e testimoni
Una persona molto cara mi ha chiesto di scrivere qualcosa sulla mia esperienza di insegnante per una sua conoscente di un altro Paese che stava facendo un progetto sull’educazione ai valori.
Ho capito che era un’opportunitร per trasformare in testimonianza e โannuncioโ quella che, in qualche modo, รจ stata, nel corso della mia vita, la mia risposta personale alla โchiamataโ a vivere secondo gli insegnamenti del Vangelo come insegnante e come madre.
La stesura ha richiesto molte ore di scrittura, cancellazione, correzione, riscrittura, ricordando aspetti che avrei potuto aggiungere, eliminandone altri che mi sembravano irrilevanti e, soprattutto, filtrando ogni parola con amore. Ho cercato di mettermi al posto della persona per cui stavo scrivendo, perchรฉ, anche se non la conoscevo, potevo amare Gesรน in lei.
L’ho inviato alla mia amica, con la consapevolezza che forse non era proprio quello di cui aveva bisogno, ma pronta a cambiare tutto.
Con mia grande sorpresa, lei mi ha risposto: โHo giร inviato la tua lettera ed รจ piaciuta moltoโ. Senza dubbio non era lo scritto in sรฉ che piaceva, ma l’opera che Dio ha fatto in me e che, condivisa, poteva essere una piccola luce per gli altri.
E, naturalmente, le altre cose che dovevo fare in quei giorni sono state facilmente risolte, poichรฉ ci sono stati dei cambiamenti di programma che mi hanno lasciato il tempo libero per farle.
C.M. โ Argentina
A cura di Carlos Mana Foto ยฉ StockSnap-Pixabay
(*) Da โIl Vangelo del giornoโ novembre-dicembre, Cittร Nuova, Roma 2024.
Il 30 settembre 2024 il Focolare Meeting Point ha ospitato la delegazione coreana della Lee Tae Seok Foudation, insieme al regista Soo-Hwan Goo che ha presentato ai partecipanti il documentario intitolato โResurrectionโ.ย โResurrezioneโ racconta la storia di John Lee Tae Seok, noto anche come โFr. Jollyโ (don Allegro), salesiano coreano che ha dedicato la sua vita alla cura dei piรน poveri e sofferenti, specialmente in Sud Sudan, e la storia di una settantina dei suoi studenti a un decennio dopo la sua morte. Nonostante la sua vita purtroppo breve, Fr. John Lee, ha lasciato un segno indelebile nel cuore delle persone che ha incontrato, grazie al suo impegno come medico, educatore e uomo di fede. La sua ereditร continua a ispirare migliaia di persone in tutto il mondo.
Vivere la Chiesa nella sua dimensione comunitaria attraverso il metodo sinodale. Questo uno dei messaggi scaturiti dal Convegno ecclesiale organizzato dal Movimento dei Focolari di Italia e Albania che si รจ tenuto a inizio novembre presso il Centro Mariapoli di Castel Gandolfo in Italia. Un evento che ha visto la partecipazione di un migliaio di persone, di diverse etร e vocazioni, che aderiscono alla spiritualitร dei Focolari, ma anche referenti di altre associazioni.
Cristiana Formosa e Gabriele Bardo, responsabili dei Focolari in Italia e Albania hanno messo in luce il percorso compiuto finora insieme ad altre realtร della Chiesa italiana. ร nato tutto da โun profondo dialogo cresciuto nel tempo, tra sacerdoti e laici; un lavorare insieme, persone di tutte le diramazioni dellโOpera di Maria (ovvero Mov. dei Focolari); una valorizzazione crescente di tutti quelli che a vario titolo operano nella chiesa locale e negli organismi diocesani e nazionali. [โฆ] Sentiamo che in questi ultimi anni รจ molto cresciuta questa sensibilitร allโinterno del Movimento e sia a livello nazionale che locale si collabora molto di piรน con altri Movimenti e Associazioni ecclesialiโ.
Nella prima giornata, il prof. Vincenzo Di Pilato, docente di Teologia fondamentale e coordinatore Accademico del Centro Evangelii Gaudium ha messo in rilievo (testo) la figura di Maria come Madre di Dio e Madre dellโumanitร , evidenziando la radice trinitaria dellโincarnazione e la dimensione sociale di Maria.
A seguire il Card. Giuseppe Petrocchi ha approfondito la realtร dellโessere Chiesa oggi, sottolineando come occorre avere una bussola valoriale per capire come muoversi, quale chiesa essere e come essere chiesa. Bisogna studiare e amare il contesto socioculturale del territorio in cui si agisce e guardare i segni dei tempi: cosa il Signore ci chiede oggi.
Spazio quindi a varie esperienze su progetti educativi rivolti alle persone emarginate, sulle nuove generazioni, la fraternitร universale, lโopzione dei โpoveriโ per una sinodalitร inclusiva.
La seconda giornata si รจ arricchita con la presenza della Dott.ssa Linda Ghisoni, Sottosegretario del Dicastero per i Laici, la Famiglia, Vita, la quale ha portato il saluto e lโincoraggiamento del Prefetto del Dicastero il Card. Kevin Joseph Farrell. La dott.ssa Ghisoni ha donato una riflessione meditativa dal titolo โDimensione mariana: una Chiesa dal volto sinodaleโ. Ripercorrendo la vita di Maria ha affermato che anche noi dobbiamo โfidarci di Dio che รจ fedele. A noi, lontano da ogni trionfalismo, stare in piedi davanti alle situazioni piรน dure della nostra societร , della nostra famiglia, del nostro movimento. A noi non vergognarci se sembriamo appartenenti ad un gruppo di falliti, se abbiamo tra noi dei pusillanimi, e accogliere la chiamata ad una sempre nuova generativitร , annunciando con la vicinanza, la cura, l’ascolto, con intelligenza, attenzione e dialogo, che Dio รจ fedele, รจ vicino, รจ misericordiosoโ.
E ha ricordato le parole che il Cardinale Farrell ha indirizzato al Movimento dei Focolari nellโ80ยฐ della sua nascita: โLโideale che Chiara (Lubich) vi ha trasmesso rimane sempre attuale, anche nel mondo secolarizzato di oggi, cosรฌ diverso da quello degli inizi dellโOpera. Il vostro carisma contiene in sรฉ una grande carica vitale, ma come dice spesso il Santo Padre: โnon รจ un pezzo da museoโฆ bisogna che entri in contatto con la realtร , con le persone, con le loro inquietudini e i loro problemi. E cosรฌ, in questo incontro fecondo con la realtร , il carisma cresce, si rinnova e anche la realtร si trasforma, si trasfigura attraverso la forza spirituale che tale carisma porta con sรฉโโ.
Con Marina Castellitto e Carlo Fusco si รจ approfondito il tema sullโuniversale vocazione alla santitร , attraverso le figure di alcuni membri dei Focolari per i quali รจ stata avviata la causa di beatificazione.
A seguire lโesperienza della Settimana Sociale dei cattolici italiani tenutasi a Trento nel mese di luglio 2024. โQuei giorni sono stati unโesperienza di ascolto e approfondimento del qui ed ora del nostro tempo: interrogarci sul nostro essere comunitร di credenti nella piรน vasta comunitร ecclesiale e quindi politica come storia e trama di relazioni umaneโ ha affermatoArgia Albanese presidente del Movimento politico per lโunitร (Mppu) Italia.
La giornata รจ proseguita con lโesperienza della Consulta Nazionale delle Aggregazioni Laicali (CNAL) alla presenza della segretaria dott.ssa Maddalena Pievaioli. La Consulta รจ il luogo nel quale esse vivono in forma unitaria il rapporto con lโEpiscopato Italiano offrendo la ricchezza delle loro associazioni e accogliendone fattivamente i programmi e le indicazioni pastorali. Lโaugurio รจ che si possa sempre piรน diffondere questa realtร allโinterno delle Associazioni.
A chiudere la condivisione di alcune buone pratiche come il Centro Evangelii Gaudium, le esperienze del Movimento Diocesano di Pesaro e Fermo e approfondimenti sul dialogo ecumenico e su quello interreligioso, sul dialogo con persone di convinzioni non religiose e su quello con il mondo della cultura.
Lโultimo giorno ha visto la partecipazione di Margaret Karram e Jesรบs Morรกn, Presidente e Copresidente del Movimento dei Focolari. Margaret ha raccontato la sua recente esperienza al Sinodo in quanto convocata tra nove personalitร in qualitร di invitati speciali. โIl Sinodo, con i suoi 368 partecipanti, tra vescovi e laici, di cui 16 delegati fraterni di altre Chiese cristiane, ci ha offerto un esempio perfetto della dimensione universale di questa speranza โ ha affermato Margaret โ. Venivamo da 129 nazioni e ciascuno di noi era portatore della propria realtร : di pace, di guerra, di povertร , di benessere, di migrazione, di gioie e dolori di ogni genere. Per questo direi che il primo messaggio forse il piรน importante, รจ la dimensione profondamente missionaria del Sinodo. [โฆ] E la prima lezione che abbiamo imparato รจ: camminare insieme, testimoniare insieme, abbiamo bisogno gli uni degli altri. La seconda lezione รจ stata la pratica spirituale del discernimento che richiede: libertร interiore, umiltร , fiducia reciproca, apertura alla novitร โ. (โฆ) La nostra responsabilitร รจ โquella di farsi portatori di sinodalitร in ogni ambito: quello ecclesiale in primis, basti pensare a quanti tra noi, e qui sarete moltissimi! sono impegnati nella propria Chiesa locale. Ma, noi membri dellโOpera di Maria, non possiamo limitarci solo a questo ambito, siamo un Movimento laico e questa laicitร รจ essenziale, viene dal Carisma e non possiamo perderla. Il Sinodo ha sottolineato in moltissime occasioni che dobbiamo โallargare la nostra tendaโ per includere proprio tutti, specialmente quelli che si sentono fuoriโ.
Jesรบs Morรกn ha tenuto una meditazione-riflessione sullโessere oggi Chiesa di speranza. โLa speranza – ha affermato – ci fa superare la paura. La speranza va unita alla fede e allโamore, le tre sorelle della vita teologale. La speranza รจ una virtรน comunitaria, ci libera dallโisolamento dellโangoscia e ci lancia verso il โnoiโ; un โnoiโ che diviene amore concreto al fratelloโ.
โDare unโanima allโEuropaโ. Questo in sintesi lโobiettivo di Insieme per lโEuropa, la rete cristiana che oggi raggruppa piรน di 300 Movimenti, Organizzazioni e Comunitร cristiane dellโEuropa occidentale e orientale. Un segno di speranza soprattutto in tempi di conflitti e crisi.
Il 31 ottobre scorso Insieme per lโEuropa(IpE) ha celebrato il suo 25ยฐ anniversario dalla nascita. Lo stesso giorno del 1999 ad Ausburg in Germania, ci fu lโevento capostipite con la firma congiunta cattolico-luterana dellaย Dichiarazione sulla giustificazioneย che sanava una profonda spaccatura tra le due Chiese da oltre 500 anni. Negli anni a seguire si รจ costruito un dialogo sempre piรน profondo, basato sul perdono reciproco sino ad arrivare allโevento storico del patto di amore scambievoleย (dicembre 2001) nella chiesa luterana di Monaco gremita da oltre 600 persone.ย
Tra i primi promotori della rete IpE ci sono Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari, Andrea Riccardi, fondatore della Comunitร di SantโEgidio, altri fondatori di movimenti e comunitร cattoliche italiane ed evangelico-luterane tedesche, decisi fin da subito a camminare insieme.
Questโanno, dal 31 ottobre al 2 novembre piรน di 200 rappresentanti della rete IpE si sono riuniti a Graz-Seckau in Austria, per lโevento annuale dal titolo โChiamati alla speranzaโ, in rappresentanza di 52 Movimenti, Comunitร e Organizzazioni provenienti da 19 Paesi europei. Presenti cristiani ortodossi, cattolici, protestanti, riformati e membri delle Chiese libere, leader spirituali e laici, autoritร civili e politiche.
Tra loro il Vescovo Wilhelm Krautwaschl della Diocesi ospitante, il Vescovo Joszef Pร l della Diocesi Timisoara (Romania), il Copresidente del Movimento dei Focolari Jesรบs Morรกn, Reinhardt Schink, responsabile dellโAlleanza Evangelica in Germania, Markus Marosch della Tavola Rotonda (Austria), Mรกrk Aurรฉl Erszegi del Ministero degli Esteri ungherese, il giร Primo ministro della Slovenia Alojz Peterle e il giร Primo ministro della Slovacchia Eduard Heger. Ha partecipato al convegno anche una delegazione dellโInterparliamentary Assembly on Orthodoxie con il Segretario generale Maximos Charakopoulos (Grecia) e lโAdvisor Kostantinos Mygdalis.
Gerhard Pross (CVJM Esslingen), moderatore di Ipe e testimone dellโinizio, in occasione del 25ยฐanniversario ha evidenziato nel suo discorso di apertura i tanti momenti di grazia vissuti in questi anni. Anche il vescovo Christian Krause, che nel 1999 era presidente della Federazione luterana mondiale e fu cofirmatario della โDichiarazione congiunta sulla dottrina della giustificazioneโ, attraverso un messaggio ha sottolineato l’importanza di questo percorso insieme.
โVista l’attuale situazione in Europa, sono arrivato qui scoraggiato e depresso โ afferma uno dei presenti -. Ma questi giorni mi riempiono di nuovo coraggio e speranzaโ. Gli fa eco una signora ucraina: โEssere ambasciatori di riconciliazione, questo mi porto dallโincontro di Insieme per lโEuropa. Vivo in un Paese in guerra, dove ancora non si puรฒ parlare di riconciliazione. Ma sento che si puรฒ essere ambasciatori, perchรฉ un ambasciatore รจ per definizione un diplomatico, non impone, porge e preparaโฆ Questa รจ la missione che sento di dover portare lรฌ dove vivo. E proverรฒ a farlo cercando di essere, come ha detto Jesรบs Morรกn: โartigiano di una nuova culturaโ.
Nel suo intervento,Jesรบs Morรกn aveva infatti affermato: โLe cose non cambiano da un giorno allโaltro, sono importanti gli artigiani, gli agricoltori di una nuova cultura, che con pazienza lavorano e seminano, sperano. (โฆ) L’insieme di cui stiamo parlando non รจ un insieme nel senso di un’unione. A differenza dell’unione, l’unitร considera i partecipanti come persone. Il suo obiettivo รจ la comunitร …. L’unitร trasforma le persone coinvolte, perchรฉ le raggiunge nella loro essenza senza attaccare la loro individualitร . L’unitร รจ piรน di un impegno comune: รจ essere uniti, uno nell’impegno. Mentre nell’unione la diversitร รจ fonte di conflitto, nell’unitร รจ pegno di ricchezza. L’unitร , in definitiva, si riferisce a qualcosa che sta al di lร dei partecipanti, che li trascende e che quindi non รจ fatto, ma ricevuto come un donoโ.
Durante lโincontro i partecipanti hanno solennemente rinnovato il Patto dellโamore reciproco, base dellโimpegno comune, pregando in quattro lingue: โGesรน vogliamo amarci come tu ci hai amatoโ.
Lโevento si รจ concluso con lโidea di poter svolgere un grande evento nel 2027 con lo scopo di inviare un potente segnale di unitร e speranza all’Europa.
โSono sicura che il lavoro, la vita, l’amore e la sofferenza porteranno il positivo in Europa – scrive una signora dallโOlanda a conclusione della manifestazione -. ร molto importante essere ambasciatori di riconciliazione. (โฆ) Gli artigiani sono importanti e gettano un seme della speranzaโโ.
La provincia spagnola di Valencia ha subรฌto, alcuni giorni fa, uno dei piรน grandi disastri naturali della sua storia, dopo che forti piogge hanno causato massicce inondazioni – la DANA – nelle cittร e nei paesi della regione.
Al momento si contano 214 morti e 32 persone ancora disperse. Si stima che siano state colpite 800.000 persone, un terzo degli abitanti della provincia di Valencia. Circa 2000 piccoli locali commerciali sono stati invasi da acqua e fango e hanno perso tutto. Le automobili navigavano, come se fossero barchette di carta, per le strade ammucchiandosi l’una sull’altra. Non รจ ancora stato stilato lโelenco di quante famiglie abbiano perso la fonte del loro sostentamento. Un grande disastro aggravato dalla proroga indefinita delle opere pubbliche necessarie per evitare che si verifichino vere e proprie inondazioni come queste.
Un grande disastro che, perรฒ, รจ stato affiancato da una grande solidarietร . Nei giorni successivi, quando le acque hanno iniziato a ritirarsi ed hanno reso visibile l’accumulo di fango che ricopriva tutto, migliaia di volontari, per lo piรน giovani, hanno iniziato ad arrivare nella zona del disastro camminando con pale e scope per mettersi al lavoro.
“Questa รจ stata, e continua ad essere, una tragedia immensa. Molto al di lร di quanto avremmo potuto immaginare. Non riuscivamo a credere che stesse succedendo”, afferma Josรฉ Luis Guinot, oncologo medico e presidente dell’Associazione Viktor E. Frankl di Valencia per il supporto emotivo nella malattia, nella sofferenza, nella morte e in qualsiasi perdita vitale. ร stato convocato dal Consiglio comunale per collaborare a un centro di assistenza sanitaria e di supporto creato per l’occasione, per “ascoltare e accogliere coloro che hanno bisogno di raccontare cosa รจ successo loro e cosa stanno vivendo”.
Il dott. Guinot racconta che qualche giorno dopo, partecipando alla Messa domenicale, gli fa male sentire che si prega solo per i morti, per le persone colpite dall’alluvione, senza proporre nient’altro. Poi riflette e pensa “Attenzione, non basta solo pregare, anche se dobbiamo pregare molto. ร necessario stare vicino alle persone per dare speranza. Eโ lรฌ noi come cristiani, come Movimento dei Focolari, dobbiamo dare quella speranza al di lร delle cose molto dure che viviamo. Ma insieme e uniti รจ il modo in cui possiamo aiutare a uscire da questa situazione”.
In una delle localitร colpite, una famiglia dei Focolari con bambini piccoli ha avuto la casa allagata. Non ci sono state conseguenze gravi, ma nulla di ciรฒ che avevano รจ piรน utilizzabile: lavatrice, frigorifero, tutti gli elettrodomestici, i mobili… L’aiuto delle altre famiglie non si รจ fatto attendere: chi ha lavato tutti i loro vestiti, chi ha regalato loro una lavatrice nuova…
Eugenio รจ un membro dei Focolari che ha una disabilitร dovuta alla poliomielite. Per anni รจ stato impegnato nella Federazione degli Sport Adattati di Valencia, di cui รจ stato il Presidente. Ha molti problemi di mobilitร e nei giorni successivi all’alluvione non รจ stato in grado di muoversi. Ma, con il telefono a portata di mano, da casa ha mobilitato le associazioni locali dei disabili che si sono organizzate per chiedere aiuto. “Dobbiamo dare idee, aiutare a creare solidarietร , generare donazioni”, chiarisce Josรฉ Luis Guinot e cosรฌ queste associazioni hanno reperito sedie a rotelle per coloro ai quali lโalluvione le ha rese inutilizzabili. ย
“Penso che sia un allarme per l’intera societร . ร noto che in Spagna stiamo vivendo un periodo di conflitto politico molto polarizzato”, riflette Josรฉ Luis. “Ma c’รจ un’altra societร di persone, ci sono tanti giovani che pensiamo siano sempre attaccati ai social network e che invece, ora sono lรฌ, nel fango, e ci chiedono una societร della solidarietร , un mondo unito, una societร dove la fraternitร sia sentita. Questo messaggio, fino ad ora, non era stato accettato bene dai politici. Ma ora nessuno lo puรฒ mettere in discussione”.
Con la comunitร dei Focolari si incontreranno il prossimo fine settimana, per pensare e pianificare insieme, passati questi giorni di emergenza, il servizio che possono fornire. Perchรฉ “tra due o tre mesi ci sarร bisogno di sostegno emotivo, di sentirsi parte di qualcosa, di una comunitร o di una parrocchia… Lรฌ avremo un compito molto grande: usare molto il telefono, essere in grado di andare a trovare le persone, lasciare che ci raccontino, incoraggiarle sapendo che รจ molto difficile quello che vivono, ma che siamo al loro fianco”. Un compito in cui tutti possono e devono essere coinvolti, come dice Josรฉ Luis: “Anche se non puoi muoverti da casa, se sei vecchio, se hai bambini piccoli… hai la possibilitร di parlare con i tuoi vicini, di fare telefonate e dare un incoraggiamento. Trasmettere senso di comunitร โฆA coloro che stanno soffrendo per la perdita di persone care, di beni essenziali, non spiegherรฒ nulla, darรฒ loro un abbraccio e dirรฒ: โVi aiuteremo a trovare la forza di andare avantiโ”.
La comunitร dei Focolari ha lanciato una campagna di raccolta fondi insieme alla Fundaciรณn Igino Giordani, fondi che saranno gestiti sul posto per aiutare le vittime. I danni materiali e le perdite sono innumerevoli. Chi รจ sopravvissuto si รจ trovato senza piรน letti, tavoli, frigoriferi, lavatrici, automobili, materiali di lavoro…
I contributi di solidarietร possono essere erogati attraverso: Fundaciรณn Igino Giordani CaixaBank: ES65 2100 5615 7902 0005 6937 Proprietario: Fundaciรณn Igino Giordani Concetto: Emergencia DANA Espaรฑa Se desideri detrarre la tua donazione, invia i tuoi dati fiscali a info@fundaciongiordani.org
A provรญncia espanhola de Valรชncia sofreu hรก alguns dias um dos maiores desastres naturais de sua histรณria, depois que fortes chuvas causaram inundaรงรตes massivas โ a DANA โ nas cidades da regiรฃo.
Atรฉ o momento, somam-se 214 mortos e 32 pessoas ainda desaparecidas. Estima-se que 800.000 pessoas tenham sido atingidas, um terรงo dos habitantes da provรญncia de Valรชncia. Cerca de 2000 pequenos comรฉrcios locais foram invadidos pelas รกguas e lama e perderam tudo. Os carros boiavam, como se fossem barquinhos de papel, pelas ruas amontoando-se uns sobre os outros. Ainda nรฃo foi feita uma lista de quantas famรญlias perderam sua fonte de sustento. Um grande desastre agravado pela prorrogaรงรฃo indefinida de obras pรบblicas necessรกrias para evitar que ocorram inundaรงรตes como essas.
Um grande desastre que, porรฉm, foi cercado de uma grande rede de solidariedade. Nos dias seguintes, quando a รกgua comeรงou a baixar e pรดde-se ver o acรบmulo de lama que cobria tudo, milhares de voluntรกrios, principalmente jovens, comeรงaram a chegar ร regiรฃo do desastre caminhando com pรกs e vassouras para comeรงar a trabalhar.
โEsta foi e continua sendo uma tragรฉdia imensa. Muito alรฉm do que poderรญamos imaginar. Nรฃo conseguรญamos acreditar que estivesse acontecendoโ, afirma Josรฉ Luis Guinot, mรฉdico oncologista e presidente da Associaรงรฃo Viktor E. Frankl, de Valรชncia, para o apoio emocional durante a doenรงa, o sofrimento, a morte e qualquer perda vital. Foi convocado pelo Conselho municipal para colaborar com um centro de assistรชncia sanitรกria e de apoio criado para a ocasiรฃo, para โescutar e acolher aqueles que precisam contar o que aconteceu com eles e o que estรฃo vivendoโ.
O doutor Guinot conta que alguns dias depois, ao participar da missa dominical, sentiu-se mal ao ouvir as oraรงรตes somente pelos falecidos, pelas pessoas atingidas pelas inundaรงรตes, sem propor algo. Assim, refletiu: โAtenรงรฃo, nรฃo basta apenas orar, mesmo que devamos rezar muito. ร necessรกrio ficar perto das pessoas para dar esperanรงa. E ali nรณs, como cristรฃos, como Movimento dos Focolares, devemos dar aquela esperanรงa apesar das coisas difรญceis que vivemos. Mas juntos e unidos รฉ o modo como podemos ajudar a sair desta situaรงรฃoโ.
Em um dos locais atingidos, uma famรญlia do Movimento dos Focolares com crianรงas pequenas teve a casa alagada. Nรฃo houve consequรชncias graves, mas nada do que tinham presta mais: mรกquina de lavar, geladeira, todos os eletrodomรฉsticos, os mรณveis… A ajuda das outras famรญlias nรฃo tardou: lavaram suas roupas, deram uma mรกquina de lavar nova…
Eugenio รฉ um membro do Movimento dos Focolares que tem uma deficiรชncia devido ร poliomielite. Durante anos se dedicou ร Federaรงรฃo dos Esportes Adaptados de Valรชncia, da qual foi presidente. Tem muitos problemas de mobilidade e, nos dias seguintes ร enchente, nรฃo pรดde se mover. Mas, com o telefone ao alcance das mรฃos, mobilizou de sua casa associaรงรตes locais de pessoas com deficiรชncia que se organizaram para pedir ajuda. โDevemos dar ideias, ajudar a criar solidariedade, gerar doaรงรตesโ, esclarece Josรฉ Luis Guinot, e, assim, essas associaรงรตes encontraram cadeiras de rodas para aqueles que perderam as suas nas enchentes.
โAcho que รฉ um alarme para toda a sociedade. ร notรกvel que na Espanha estamos vivendo um perรญodo de conflito polรญtico muito polarizadoโ, reflete Josรฉ Luis. โMas hรก outra sociedade de pessoas, hรก muitos jovens que pensamos que estรฃo sempre grudados nas redes sociais e que, em vez disso, agora estรฃo ali, na lama, e nos pedem uma sociedade solidรกria, um mundo unido, uma sociedade em que a fraternidade seja sentida. Esta mensagem, atรฉ agora, nรฃo havia sido aceita bem pelos polรญticos. Mas agora nenhum deles pode discutirโ.
A comunidade do Movimento dos Focolares se encontrarรก no prรณximo fim de semana para pensar e fazer planos juntos, passados esses dias emergenciais, sobre o serviรงo que podem oferecer. Porque โdaqui a dois ou trรชs meses serรก necessรกrio um suporte emocional, sentir-se parte de algo, de uma comunidade ou de uma parรณquia… E ali teremos uma grande missรฃo: usar muito o telefone, estar prontos a ir ao encontro das pessoas, deixar que nos contem, encorajรก-las sabendo que o que estรฃo vivendo รฉ muito difรญcil, mas que estamos ao lado delasโ. Uma tarefa na qual todos podem e devem se envolver como diz Josรฉ Luis: “Mesmo se nรฃo puder sair de casa, se for idoso, se tiver crianรงas pequenas… tem a possibilidade de falar com seus vizinhos, de telefonar e encorajar. Transmitir um senso de comunidade… Para aqueles que estรฃo sofrendo pela perda de pessoas queridas, de bens essenciais, nรฃo explicarei nada, darei a eles um abraรงo e direi: โAjudaremos vocรชs a encontrar as forรงas para continuarโ”. .
A comunidade do Movimento dos Focolares lanรงou uma campanha de arrecadaรงรฃo de fundos com a Fundaciรณn Igino Giordani, fundos esses que serรฃo administrados no local para ajudar as vรญtimas. Os danos materiais e as perdas sรฃo incontรกveis. Quem sobreviveu se encontrou sem cama, mesa, geladeira, lavadoras, carros, materiais de trabalho…
As contribuiรงรตes de solidariedade podem ser feitas pela: Fundaciรณn Igino Giordani CaixaBank: ES65 2100 5615 7902 0005 6937 Titular: Fundaciรณn Igino Giordani Titular: Emergencia DANA Espaรฑa Se desejar deduzir a sua doaรงรฃo, envie seus dados fiscais para info@fundaciongiordani.org
La pace รจ il risultato di un progetto: un progetto di fraternitร fra i popoli, di solidarietร con i piรน deboli, di rispetto reciproco. Cosรฌ si costruisce un mondo piรน giusto, cosรฌ si accantona la guerra come pratica barbara appartenente alla fase oscura della storia del genere umano. Tanti anni sono passati dalla prima pubblicazione di questo scritto, che risulta ancora oggi molto attuale, in un momento in cui il mondo รจ dilaniato da conflitti efferati. La storia, ci dice Giordani, potrebbe insegnarci moltoโฆ
La guerra รจ un omicidio in grande, rivestito di una specie di culto sacro, come lo era il sacrificio dei primogeniti al dio Baal: e ciรฒ a motivo del terrore che incute, della retorica onde si veste e degli interessi che implica. Quando lโumanitร sarร progredita spiritualmente, la guerra verrร catalogata accanto ai riti cruenti, alle superstizioni della stregoneria e ai fenomeni di barbarie.
Essa sta allโumanitร , come la malattia alla salute, come il peccato allโanima: รจ distruzione e scempio e investe anima e corpo, i singoli e la collettivitร .
Secondo Einstein, lโuomo avrebbe bisogno di odiare e distruggere: e la guerra lo soddisferebbe. Ma non รจ cosรฌ: i piรน degli uomini, interi popoli, non mostrano questo bisogno. Comunque lo reprimono. Ragione e religione poi lo condannano.
โTutte le cose appetiscono la paceโ, secondo san Tommaso. Difatti tutte appetiscono la vita. Solo i matti e glโincurabili possono desiderar la morte. E morte รจ la guerra. Essa non รจ voluta dal popolo; รจ voluta da minoranze alle quali la violenza fisica serve per assicurarsi vantaggi economici o, anche, per soddisfare passioni deteriori. Soprattutto oggi, con il costo, i morti e le rovine, la guerra si manifesta una โinutile strageโ. Strage, e per di piรน inutile. Una vittoria sulla vita, e che sta divenendo un suicidio dellโumanitร .
[โฆ] Lโingegno umano, destinato a ben altri scopi, ha escogitato e introdotto oggi strumenti di guerra di tale potenza da destare orrore nellโanimo di qualunque persona onesta, soprattutto perchรฉ non colpiscono soltanto gli eserciti, ma spesso travolgono ancora i privati cittadini, i fanciulli, le donne, i vecchi, i malati, e insieme, gli edifici sacri e i piรน insigni monumenti di arte! Chi non inorridisce al pensiero che nuovi cimiteri si aggiungeranno a quelli tanto numerosi del recente conflitto e nuove fumanti rovine di borghi e cittร accumuleranno altri tristissimi ruderi? Chi finalmente non trema pensando come la distruzione di nuove ricchezze, conseguenza inevitabile della guerra, possa aggravare ulteriormente quella crisi economica, da cui sono travagliati quasi tutti i popoli, e specialmente le classi piรน umili?โ [1]. [โฆ]
Lโinutilitร fu ribadita da Pio XII nel 1951: โTutti hanno manifestato con la medesima energica chiarezza il loro orrore della guerra, e la loro convinzione che questa non รจ, e ora meno che mai, un mezzo proprio a dirimere i conflitti e a ristabilire la giustizia. A questo possono riuscire solo delle intese liberamente e lealmente consentite. Che se potesse esser questione di guerre popolari โ nel senso che esse rispondono ai voti e alla volontร delle popolazioni โ, ciรฒ non sarebbe mai se non nel caso dโuna ingiustizia cosรฌ flagrante e cosรฌ distruttiva dei beni essenziali di un popolo da rivoltare la coscienza di tutta una nazioneโ [2].
Come la peste serve ad appestare, la fame ad affamare, cosรฌ la guerra serve ad ammazzare: per giunta, distrugge i mezzi della vita. ร una industria funeraria: una fabbrica di rovine.
Solo un folle puรฒ sperare di dedurre beneficio da una strage: salute da uno svenamento, energia da una polmonite. Il male produce male, come la palma produce il dattero. E la realtร mostra, anche in questo campo, lโinconsistenza pratica del machiavellico aforisma secondo cui โil fine giustifica i mezziโ.
Il fine puรฒ essere la giustizia, la libertร , lโonore, il pane: ma i mezzi producono tale distruzione di pane, dโonore, di libertร e di giustizia, oltre che di vite umane, tra cui quelle di donne, bambini, vecchi, innocenti dโogni sorta, che annullano tragicamente il fine stesso propostosi.
In sostanza, la guerra non serve a niente, allโinfuori di distruggere vite e ricchezze.
Igino Giordani, Lโinutilitร della Guerra, Cittร Nuova, Roma, 2003, (terza edizione), p. 3 da https://iginogiordani.info/ Fotos: ยฉ Pixabay y CSC Audiovisivi
[1]ย Pio XII, โMirabile illudโ, 1950. [2]ย Allocuzione al Corpo diplomatico, 1-1-1951.
Siamo alla conclusione del capitolo 12 del Vangelo di Marco. Gesรน รจ nel tempio di Gerusalemme; osserva e insegna. Attraverso il suo sguardo assistiamo ad una scena piena di personaggi: persone che vanno e vengono, addetti al culto, notabili dalle lunghe vesti, ricchi che gettano le proprie laute offerte nel tesoro del tempio.
Ma ecco che si fa avanti una vedova; fa parte di una categoria di persone svantaggiate socialmente ed economicamente. Nel disinteresse generale, getta nel tesoro due spiccioli. Gesรน invece la nota, chiama a sรฉ i discepoli e li istruisce:
ยซLei – questa vedova – nella sua povertร ha messo nel tesoro tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivereยป.
โIn veritร vi dicoโฆโ. Sono le parole che introducono gli insegnamenti importanti; lo sguardo di Gesรน, concentrato sulla vedova povera, ci invita a guardare nella stessa direzione: รจ lei il modello del discepolo.
La sua fede nellโamore di Dio รจ incondizionata; il suo tesoro รจ Dio stesso. E, nel consegnarsi totalmente a Lui, ella desidera anche donare tutto quel che puรฒ per chi รจ piรน povero. Questo fiducioso abbandono al Padre รจ, in certo modo, lโanticipazione dello stesso dono di sรฉ che Gesรน compirร presto con la sua passione e morte. ร quella โpovertร di spiritoโ e โpurezza di cuoreโ che Gesรน ha proclamato e vissuto.
Ciรฒ significa ยซporre la nostra fiducia non nelle ricchezze, ma nell’amore di Dio e nella sua provvidenza. [โฆ] Si รจ “poveri in spirito” quando ci si lascia guidare dall’amore verso gli altri. Allora condividiamo e mettiamo a disposizione di quanti sono nel bisogno quello che abbiamo: un sorriso, il nostro tempo, i nostri beni, le nostre capacitร . Avendo tutto donato, per amore, si รจ poveri, ossia si รจ vuoti, nulla, liberi, col cuore puroยป[1].
La proposta di Gesรน rovescia la nostra mentalitร ; al centro dei suoi pensieri รจ il piccolo, il povero, lโultimo.
ยซLei – questa vedova – nella sua povertร ha messo nel tesoro tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivereยป.
Questa Parola di vita ci invita prima di tutto a rinnovare la nostra piena fiducia nellโamore di Dio e a confrontarci con il Suo sguardo, per vedere oltre le apparenze, senza giudicare e dipendere dal giudizio degli altri, a valorizzare il positivo di ogni persona.
Ci suggerisce la totalitร del dono come logica evangelica che edifica una comunitร pacificata, perchรฉ spinge a prenderci cura gli uni degli altri. Ci incoraggia a vivere il Vangelo nella quotidianitร , senza apparire; a dare con larghezza e fiducia; a vivere con sobrietร , nella condivisione. Ci richiama a porre attenzione agli ultimi, per imparare da loro.
Venant รจ nato e cresciuto in Burundi. Racconta: ยซNel villaggio, la mia famiglia poteva vantare un buon podere, con un buon raccolto. La mamma, conscia che tutto era provvidenza del cielo, raccoglieva le primizie e puntualmente le distribuiva al vicinato, partendo dalle famiglie piรน bisognose, destinando a noi solo una piccola parte di quello che rimaneva. Da questo esempio ho imparato il valore del dono disinteressato. Cosรฌ, ho capito che Dio mi chiedeva di dare a Lui la parte migliore, anzi di dargli tutta la mia vitaยป.
A cura di Letizia Magri e del Team della Parola di Vita
ยฉ Foto di Leonard Mukooli da Pixabay
[1] Cf. C. Lubich, Parola di Vita novembre 2003, in eadem, Parole di Vita, a cura di Fabio Ciardi (Opere di Chiara Lubich 5; Cittร Nuova, Roma, 2017) p. 704.
Quotidianamente siamo bombardati dalle immagini della societร dellโapparenza. In tutte le nazioni la globalizzazione impone un modello in cui la ricchezza, il potere e la bellezza fisica sembrano essere gli unici valori. Eppure basta fermarsi a osservare le persone che quotidianamente incontriamo nelle nostre cittร (su un treno, nella metropolitana, per strada) per accorgerci che esiste una realtร diversa, fatta di piccoli gesti quotidiani di solidarietร , genitori che accompagnano a scuola i figli, infermieri che si alzano allโalba per raggiungere il posto di lavoro accanto alle persone sofferenti, lavoratori che svolgono il loro compito con serietร e impegno nelle fabbriche, nei negozi, negli uffici. Per non parlare delle tantissime azioni di volontariato.
Cโรจ bisogno di uno sguardo di veritร , capace di andare oltre le apparenze. Uno sguardo che valorizza il positivo di ogni persona rendendosi conto che sono questi piccoli gesti quotidiani che tengono in piedi la societร . E ancora piรน rivoluzionari sono i gesti di coloro che pur vivendo in situazioni al limite della povertร si rendono conto di poter ancora โdareโ, accogliere, dividere il pasto o una stanza perchรฉ cโรจ sempre qualcuno che ha โpiรน bisognoโ. E lo fanno per un senso di giustizia, con un cuore generoso e disinteressato.
Il dono, lo sappiamo, non รจ solo materiale. Chiara Lubich ci diceva: โDiamo sempre; diamo un sorriso, una comprensione, un perdono, un ascolto; diamo la nostra intelligenza, la nostra volontร , la nostra disponibilitร ; diamo il nostro tempo, i nostri talenti, le nostre idee (โฆ), la nostra attivitร ; diamo le nostre esperienze, le capacitร , i nostri beni riesaminati periodicamente perchรฉ nulla si ammucchi e tutto circoli. Dare: sia questa la parola che non ci dร treguaโ.[1]
Questโidea dunque รจ un invito ad avere una generositร che nasce da dentro, dalla purezza di cuori che sanno riconoscere lโumanitร che soffre specchiandosi nel volto spesso sfigurato dellโaltro. Ed รจ proprio in questo dono che ci ritrova piรน liberi e piรน capaci di amare.
ร stata lโesperienza di Etty Hillesum, giovane olandese che visse gli ultimi anni in un lager prima di morire a Auschwitz, capace fino allโultimo di amare la bellezza della vita e di ringraziare per โquesto dono di poter leggere negli altri. A volte le persone sono per me come case con la porta aperta. Io entro e giro per corridoi e stanze, ogni casa รจ arredata in modo un poโ diverso ma in fondo รจ uguale alle altre, di ognuno si dovrebbe fare una dimora consacrataโ (โฆ). E lร , in quelle baracche popolate da uomini schiacciati e perseguitati, ho trovato la conferma di questo amoreโ[2]
La totalitร del dono รจ una logica che edifica una comunitร pacificata, perchรฉ spinge a prenderci cura gli uni degli altri. Ci incoraggia a vivere i valori piรน profondi nella quotidianitร , senza apparire. ร un cambio di mentalitร che puรฒ diventare contagioso.
Venant รจ nato e cresciuto in Burundi. Racconta: โNel villaggio, la mia famiglia poteva vantare un buon podere, con un buon raccolto. La mamma, conscia che tutto era un dono della natura, raccoglieva le primizie e puntualmente le distribuiva al vicinato, partendo dalle famiglie piรน bisognose, destinando a noi solo una piccola parte di quello che rimaneva. Da questo esempio ho imparato il valore del dono disinteressatoโ.
LโIDEA DEL MESEย รจ attualmente prodotta dal โCentro del Dialogo con persone di convinzioni non religioseโ del Movimento dei Focolari. Si tratta di unโiniziativa nata nel 2014 in Uruguay per condividere con gli amici non credenti i valori dellaย Parola di Vita, cioรจ la frase della Scrittura che i membri del Movimento si impegnano a mettere in atto nella vita quotidiana. Attualmente LโIDEA DEL MESE viene tradotta in 12 lingue e distribuita in piรน di 25 paesi, con adattamenti del testo alle diverse sensibilitร culturali.ย https://dialogue4unity.focolare.org/
โEโ stata per me una grazia immensa, un dono di Dio non solo personale, ma per tutto il Movimento dei Focolariโ con queste parole della Presidente Margaret Karram apre alcune riflessioni sullโesperienza sinodale e sul documento finale della XVI Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi (2-27 ottobre 2024) โPer una Chiesa sinodale: comunione, partecipazione, missioneโ.
Qualche mese fa mi รจ stato diagnosticato un tumore. Il medico ha consigliato di iniziare con un trattamento alternativo per poi concludere con la radioterapia.
Arrivato il mio primo giorno del ciclo di radioterapia trovo una grande sala d’attesa, con tanti pazienti, a testa bassa… Presento la tessera magnetica per annunciarmi, in piedi perchรฉ non c’erano piรน sedie, questo รจ stato il momento piรน forte, in cui ho abbracciato e accettato il dolore che questa situazione mi provocava. Il secondo giorno, ho chiesto a Dio di darmi forza e ho iniziato a parlare con uno, due e anche tre pazienti, chiedendo da dove venivano, come era andato il loro viaggio per arrivare poichรฉ venivano da luoghi diversi. Cosรฌ, giorno dopo giorno, la sala di attesa si รจ trasformata n luogo di gioia. Si respirava un’altra aria, l’amore, la pazienza, la temperanza; ci siamo dati dei soprannomi prendendo spunto da personaggi famosi. Il mio ultimo giorno di trattamento, ho portato dolci per tutti, ci siamo messi dei cappelli per scattare foto e infine abbiamo messo la mano destra al centro per fare un patto di fratellanza “finchรฉ morte non ci separi”.
La dottoressa direttrice del servizio mi ha chiamato per darmi il referto che dovevo portare allo specialista che mi segue e mi ha salutato con un abbraccio e un bacio, dicendomi: โCome ci mancherai, ci hai fatto ridere cosรฌ tantoโฆ ti sentivo sempre dal mio ufficioโ. Allโuscita, mi sono ritrovato nella sala d’attesa e tutti erano in piedi ad applaudirmi, le lacrime hanno cominciato a scendere, ho salutato e, giร in strada, mi sono detto: “Quanto รจ bello mettere in prattica le parole del Vangelo. Con un poco di amore tutto si trasformaโ.
J.J.A
Lโimpiegato
In fabbrica avevamo bisogno di qualcuno che si occupasse delle pulizie: gli uffici, la cucina, i bagni e gli altri spazi comuni.
Durante il mio orario di lavoro, devo parlare a lungo al cellulare e, ogni volta che posso, ne approfitto per passeggiare, cosรฌ posso passare un po’ di tempo al sole. Un giorno, me ne sono andato determinato a trovare qualcuno della zona che potesse fare le pulizie. A solo mezzo isolato di distanza, c’era un signore anziano alla porta di casa che tagliava lโerba e ne ho approfittato per avvicinarmi, presentarmi e dirgli che cercavamo qualcuno che ci desse una mano con le pulizie. Forse conosceva qualcuno che cercasse lavoro.
Mi ha guardato e mi ha detto che suo figlio poteva svolgere quei compiti. Ho risposto: โVa bene, gli dica di venire domaniโ. Poi mi ha spiegato che che il ragazzo ha la sclerosi multipla. โGli dica di venire domaniโ, gli ho ripetuto.
Il giorno dopo รจ arrivato Mauro, un uomo di 36 anni. Mi ha detto che era entrato a far parte di un programma di ricerca in cui gli veniva iniettato un farmaco speciale una volta alla settimana e che questo lo lasciava indebolito il giorno successivo, oltre al fatto che il trattamento non era sempre lo stesso giorno. Mi ha anche detto che era difficile per lui trovare un lavoro proprio a causa di questa difficoltร .
Mauro รจ con noi da cinque mesi. Non solo esegue le operazioni di pulizia concordate, ma si occupa anche del giardino e della manutenzione, tra le altre cose.
La reciprocitร , il dare e il ricevere, la comunione, la valorizzazione della persona รจ il modo in cui voglio vivere e lavorare.
โIkumรฉni ha trasformato il modo in cui noi giovani ci relazioniamo gli uni con gli altri, il modo in cui ci guardiamo, il modo in cui possiamo avere unitร nella diversitร โ, dice dal palco del Genfest 2024 ad Aparecida, Edy, peruviano, cattolico, accompagnato di altri 13 giovani di varie Chiese cristiane e Paesi latinoamericani.
Ma cosโรจ Ikumรฉni? ร un percorso di formazione di quattro mesi in uno stile di leadership basato sull’arte dell’ospitalitร , della cooperazione e delle buone pratiche. โUn momento saliente รจ stato il nostro incontro conclusivo in presenzaโ, continua Edy. Subito interviene Pablo, salvadoregno, luterano: โQualcosa che ci ha segnato รจ imparare a generare insieme iniziative di cooperazione che chiamiamo buone pratiche ecumeniche e interreligiose, lavorando insieme con persone di varie Chiese e di religioni diverse, disposte a servire nelle sfide che affrontiamo oggi nelle nostre cittร e nelle zone ruraliโ.
In effetti, Ikumรฉni offre ai giovani diversi percorsi per la realizzazione delle buone pratiche: รจ cosรฌ che sono nate iniziative di cooperazione per la costruzione della pace, la risoluzione dei conflitti, l’ecologia integrale e lo sviluppo sostenibile, le questioni umanitarie e la resilienza, lavorando insieme non solo con persone di varie Chiese, ma anche con la societร civile per prendersi cura insieme.
โNel mio caso abbiamo avviato un’iniziativa per la costruzione della pace nella facoltร di scienze sociali dell’universitร in cui studioโ, racconta Laura Camila, colombiana, che vive a Buenos Aires ed รจ membro di una comunitร ecclesiale pentecostale. E ribadisce, โabbiamo bisogno di lavorare insieme per la pace, ne abbiamo davvero bisogno. Cosรฌ, in collaborazione con varie Chiese, sono nate iniziative per rafforzare la resilienza creando reti ecumeniche e interreligiose e laboratori per il dialogo e la formazione alla risoluzione dei conflittiโ.
L’Itinerario formativo Ikumรฉni รจ un programma di borse di studio e quindi non ha alcun costo per i partecipanti che vengono selezionati per partecipare al percorso. Richiede lโimpegno di 4 ore settimanali e la partecipazione allโincontro regionale in presenza di Ikumรฉni. Possono partecipare giovani tra 18 e 35 anni che abbiano concluso l’istruzione secondaria. Eโ organizzato da CREAS (Centro Regional Ecumรฉnico de Asesorรญa y Servicio) con la collaborazione di diverse organizzazioni.
Sono attive le iscrizioni per il laboratorio del 2025. Trovate tutte le informazioni su: https://ikumeni.org/
Vi invitiamo a vedere il nostro servizio girato pochi mesi fa a Buenos Aires in occasione dellโincontro dellโรฉquipe di lavoro.
Una ragazza innamorata di Dio che, allโetร di 17 anni scopre di avere un tumore osseo e, anche nella malattia, non smette mai di alimentarsi dellโamore per Dio, piรน forte di ogni altra cosa. โPer te Gesรน, se lo vuoi tu, lo voglio anchโio!โ
ร in quarta elementare quando conosce il Movimento dei Focolari. Entra cosรฌ nel gruppo Gen (Generazione nuova), i e le giovani dei Focolari. Non parla di Gesรน agli altri, lo porta con la sua vita. Dice infatti: โio non devo parlare di Gesรน, glielo devo dareโฆ prima di tutto mettendomi in atteggiamento di ascolto, ma soprattutto col mio modo di amareโ.
โChiara Luceโ รจ il nome che ho pensato per te; ti piace? – le scrive Chiara Lubich, fondatrice dei Focolari in risposta a una sua lettera – ร la luce dellโIdeale che vince il mondoโฆโ.
Chiara Luce parte per il Cielo il 7 ottobre 1990. Pronuncia queste ultime parole: โMamma ciao, sii felice, perchรฉ io lo sonoโ, a coronamento di una sofferenza vissuta nella luce radiosa della fede. La sua breve vita รจ oggi un esempio per migliaia di ragazzi in tutto il mondo. Allโattenzione della Fondazione, canale ufficiale istituito per mantenere perenne e viva la memoria della beata Chiara e per custodirne i luoghi, continuano ad arrivare molte richieste e segnalazioni che confermano come la Beata Chiara Luce sia conosciuta e amata in tutto il mondo, soprattutto fra i giovani.
Nel giorno del suo compleanno (Chiara nasce il 29 ottobre del 1971) e della ricorrenza liturgica a Sassello (Italia), cittร natale, si vivrร una giornata intensa di festa, aperta a tutti, e con la possibilitร di seguire alcuni appuntamenti in diretta streaming sul sito ufficiale di Chiara Badano:Fondazione Chiara Badano.
Nella locandina potete leggere il programma con gli orari (fuso orario utc+1).
Il 16 ottobre 2024 presso la sede Parlamento Europeo a Bruxelles (Belgio) si รจ tenuta la conferenza finale del progetto DialogUE, un’iniziativa volta a promuovere il dialogo interculturale e interreligioso in Europa. Lโevento รจ stato ospitato dallโeurodeputata Catarina Martins (GUE-NGL) e ha visto la partecipazione di 50 rappresentanti dei partner del progetto, istituzioni europee, leader religiosi e membri della societร civile.
Focus dellโevento รจ stata la presentazione delle raccomandazioni per lโUnione Europea del progetto DialogUE – “Diverse Identitร Alleate, Aperte, per Generare un’Europa Unita” su temi cruciali per lโattuale situazione europea e mondiale, riassunti nella brochure “DialogUE Kit”.
โSi vede a occhio nudo che qualcosa succede quando parlano persone di pace”, ha detto lโeurodeputata Catarina Martins della Sinistra Europea, che ha aperto l’incontro in una sala del parlamento europeo. “E questo รจ proprio un momento di questo tipo. Il dialogo รจ uno strumento potente di paceโ.
Il progetto nasce dallโimpegno pluridecennale di New Humanity, espressione del Movimento dei Focolari, che ha promosso in modo significativo le buone pratiche di dialogo interreligioso e interculturale. L’approccio favorisce il rispetto reciproco e la fiducia, elementi essenziali per un dialogo proficuo e per sforzi collaborativi.
Francisco Canzani, consigliere generale per lโarea di Cultura e Studio del Movimento dei Focolari ha sottolineato nel suo intervento che il dialogo รจ costruito da tre elementi: atteggiamenti, strumenti, metodo. Su quest’ultimo, il metodo del consenso differenziato e del dissenso qualificato, nato all’interno della piattaforma tra cristiani e marxisti DIALOP, รจ oggi fonte di ispirazione e pratica per altri gruppi di dialogo.
Nel 2023 e 2024, il progetto ha coinvolto 4 gruppi di dialogo in 3 aree principali: Comunicazione, Ecologia e Politiche Sociali. I gruppi di dialogo sono stati:
Tra cittadini cristiani attraverso la piattaforma Together4Europe
Tra cristiani e musulmani attraverso il Centro per il Dialogo Interreligioso del Movimento dei Focolari
Tra cristiani e persone che non si riconoscono in un credo religioso, attraverso la piattaforma DIALOP per un dialogo trasversale
Tra cittadini dell’Europa occidentale e orientale attraverso il gruppo di dialogo Multipolare.
Il progetto ha principalmente facilitato la diffusione del significato e delle metodologie necessarie per un dialogo efficace. Ha inoltre riunito esperti internazionali su queste tre sfide chiave, i quali hanno aiutato i partecipanti a comprendere i principali documenti dell’UE su questi argomenti e ad esplorare le diverse dimensioni di ciascun tema.
I gruppi hanno collaborato per identificare principi condivisi e proposte comuni. Il loro lavoro ha portato alla formulazione di raccomandazioni che sono state presentate al Parlamento Europeo.
Il progetto DialogUE โโ รจ stato promosso da un consorzio di 14 organizzazioni della societร civile provenienti da 9 Paesi membri dell’UE.
Tra i risultati principali raggiunti dal progetto: 12 incontri internazionali e una formazione per facilitatori ed esperti; il coinvolgimento diretto di 1.200 cittadini e oltre 10.000 indirettamente; la creazione del “Dialogue Kit”, destinato a educatori, ONG e decisori politici per promuovere il dialogo e la coesione sociale. Questi incontri hanno portato a raccomandazioni condivise per i decisori dell’Unione Europea, volte a promuovere politiche piรน inclusive e sostenibili.
Nel pomeriggio del 16 ottobre, si รจ tenuto un gruppo di discussione ospitato dalla KU Leuven (Universitร di Lovanio) a Bruxelles, durante il quale i partecipanti hanno analizzato alcune buone pratiche emerse dal progetto e hanno discusso su come diffondere ulteriormente queste iniziative attraverso il ‘Dialogue Kit’.
Ana Clara Giovani – Tomaso Comazzi e Luisa Sello Foto: ยฉMarcelo Pardo
I giovani del Movimento dei Focolari, insieme al Genfest in Brasile, hanno organizzato anche 44 edizioni locali del Genfest in vari Paesi del mondo. Qui alcune immagini degli eventi nei vari Paesi e alcune brevi testimonianze da Costa dโAvorio, Etiopia, Egitto, Giordania, Slovacchia e dalla Corea.