Oggi voglio sorridere di piรน
Oggi voglio sorridere di piรน
Oggi voglio sorridere di piรน
Vivere la gioia per donarla
Sapersi stupire

Molto giร si รจ detto e si dirร ancora sullโimportanza ecumenica dellโanno 2025. Il 1700ยบ anniversario del Concilio di Nicea รจ solo uno โ anche se fondamentale – dei vari anniversari importanti per tutta la cristianitร che ricorrono questโanno. Perchรฉ รจ fondamentale ricordare Nicea ancora oggi? Qual รจ la sua attualitร ? Per capirlo bene dobbiamo fare un salto indietro nel quarto secolo.
Nel 313 lโimperatore Costantino concordรฒ di dare libertร di culto ai cristiani ponendo fine alle persecuzioni religiose in tutto lโimpero. Piรน tardi, nel 324, Costantino diventรฒ autoritร massima di tutto lโimpero, di occidente e oriente, ma capรฌ che una controversia dottrinale rischiava di scombussolare la pace nel territorio. Decise dunque di convocare un Concilio di tutta la Chiesa per dirimere la questione; lui era, infatti, cosciente che si trattasse di una questione religiosa, ma era anche convinto che lโunitร religiosa fosse un fattore importante per la stabilitร politica. A Nicea arrivarono dai 250 a 318 vescovi da tutte le parti dellโImpero. Lo scopo principale era quello di difendere e confermare la fede e la dottrina tramandata dagli apostoli sulla Persona divina e umana di Gesรน Cristo, contro unโaltra dottrina che serpeggiava tra i cristiani, ossia il pensiero del presbitero Ario di Alessandria dโEgitto e dei suoi sostenitori, che affermavano che Gesรน Cristo non era Dio da sempre ma la prima piรน sublime creatura di Dio.



ร comprensibile che un tale mistero, cioรจ della persona di Gesรน Cristo, rappresentasse una sfida per lโintelligenza umana. Ma allo stesso tempo era piรน forte la testimonianza degli apostoli e di tanti cristiani capaci di morire โpur di difendere questa fede. Perfino tra i vescovi accorsi al Concilio molti portavano ancora i segni delle torture e delle sofferenze subite per tale ragione.
Cosรฌ quel Concilio definรฌ la fede su cui si basa il cristianesimo e che tutte le Chiese cristiane professano, il Dio rivelato da Gesรน Cristo รจ un Dio unico ma non solitario: Padre, Figlio e Spirito Santo sono un unico Dio in tre Persone distinte che esistono da sempre.
Ricordare Nicea oggi รจ dunque di grande importanza e attualitร : un Concilio che ha messo le basi per la struttura sinodale della Chiesa, di cui oggi ricerchiamo maggiore concretizzazione; un Concilio che ha unificato per tutta la Chiesa il giorno della celebrazione della Pasqua (secoli piรน tardi – fino ad oggi – con il cambiamento di calendari, la data รจ poi diventata diversa per le Chiese dโoccidente e dโoriente) e che ha fissato i punti cardini della fede cristiana. In particolare, questo ultimo punto ci interpella oggi in maniera forte. Forse la tendenza di non credere alla divinitร di Gesรน Cristo non รจ mai sparita del tutto. Oggi per molti รจ piรน facile e comodo parlare di Gesรน privilegiando le sue prerogative umane di uomo saggio, esemplare, profeta piuttosto che crederlo Figlio unigenito di Dio, della stessa sostanza del Padre.

Dinanzi a queste sfide possiamo pensare che Gesรน Cristo rivolga anche a noi, oggi, la stessa domanda che ha rivolto un giorno agli apostoli: โE voi chi dite che io sia?โ (Mt 16, 13-17).
Accettare il Credo di Nicea e professarlo insieme dunque, รจ ecumenicamente importante anche perchรฉ la riconciliazione dei cristiani significa riconciliazione non solo con e tra le Chiese nel presente, ma anche con la tradizione della Chiesa primitiva e apostolica.
Considerando il mondo di oggi, con tutte le sue ansie, i suoi problemi e le sue aspettative, ci rendiamo ancora piรน conto di come l’unitร dei cristiani non sia solo un’esigenza evangelica, ma anche un’urgenza storica.
Se vogliamo confessare insieme che Gesรน รจ Dio, allora le Sue Parole, soprattutto quello che Lui ha definito il suo comandamento nuovo, criterio messo da Lui perchรฉ il mondo ci riconosca come Suoi discepoli, acquisteranno un grande valore per noi. Vivere questo comandamento โsarร lโunico modo o sicuramente il piรน efficace per parlare di Dio oggi a chi non crede, per rendere traducibile la Risurrezione di Cristo in categorie comprensibili per lโuomo di oggiโ[1].
Centro โUnoโ
Per approfondire di piรน รจ disponibile il video: Da Nicea camminando insieme verso lโunitร
[1] BENEDETTO XVI, Luce del mondo. Il Papa, la Chiesa e i segni dei tempi. Una conversazione con Peter Seewald, Libreria editrice Vaticana, Cittร del Vaticano 2010, p. 98.
Pregare per la pace
Aperti a chiedere e dare perdono

Oltre 150 delegazioni di tutto il mondo, leaders politici, capi di varie Chiese cristiane, rappresentanti di diverse religioni ed oltre 200.000 fedeli di ogni parte del pianeta hanno partecipato in Vaticano, oggi, 18 maggio 2025, alla celebrazione per lโinizio del ministero di Papa Leone XIV. E proprio dallโincontro con i pellegrini, il Pontefice ha voluto iniziare, percorrendo in auto Piazza San Pietro fino alla fine di via della Conciliazione, in un saluto lungo, gioioso, commosso. Poi la sosta sulla tomba di Pietro del quale รจ chiamato ad essere il successore e lโinizio della celebrazione eucaristica.
Era presente anche un gruppo del centro internazionale dei Focolari in rappresentanza della Presidente del Movimento, Margaret Karram, e del Copresidente Jesรบs Morรกnย che in questi giorni sono in viaggio negli Stati Uniti.
โUnโesperienza di universalitร della Chiesa โ definisce il momento vissuto a Piazza San Pietro Silvia Escandell (Argentina), delegata centrale dei Focolari -. Ho sentito come Papa Leone XIV, sicuramente anche per il suo carisma, raccoglie questa profonda diversitร nellโunitร . Mi ha impressionato come lui abbia fatto leva subito su due parole โamore e unitร โ e tutto il suo discorso lo abbia tracciato su questa sciaโ. โMi ha colpito anche quando โ continua Silvia โ ha fatto riferimento a Pietro al quale Gesรน diceva di gettare le reti e ci ha chiamato a farlo unโaltra volta. Ma sapendo che queste sono le reti del Vangelo, che va incontro ad ogni uomo. Mi sembra un segno di tanta speranza, per la Chiesa e per lโumanitร โ.



Nelle foto: piazza San Pietro gremita di fedeli, un momento della celebrazione ed il gruppo del Centro Internazionale dei Focolari
โPer me oggi รจ stata una forte esperienza in cammino verso il mondo unito โ dice Ray ย Asprerย (Filippine) delegato centrale del Movimento dei Focolari – . Vedere tutta la piazza piena e, soprattutto, ascoltare lโappello del Papa che esprimeva la sua visione di una Chiesa strumento di unitร , mi sembrava che fosse proprio quello che si รจ vissuto qui, in tutta la solennitร , ma anche proprio come esperienza. Si stava insieme da tutto il mondo, intorno al Papa che proclamava che la missione dellaย Chiesa รจ amore e unitร . Ho sentito un richiamo verso lโunitร come un segno dei tempiโ.
E di speranza parla Chiara Cuneo (Italia), consigliera al centro internazionale dei Focolari e co-responsabile del dialogo tra Movimenti e nuove Comunitร nellโambito della Chiesa cattolica. โIn questo mondo, in questo tempo cosรฌ buio โ dice – la speranza รจ una luce che ci guida. Durante la Messa ho pensato che, a volte, ci vuole proprio il deserto, perchรฉ si vedano germogli di speranza. E oggi รจ uno di questi germogli: cโรจ qualcosa che cresceโ.
โAnche le parole del Papa di camminare insieme โ osserva โ sono molto inclusive, veramente ha citato tutti, eravamo tutti dentro, tutti, tutti, tuttiโ.
โHo potuto salutare โ conclude โ insieme a tanti, alcuni fondatori e presidenti di vari Movimenti della Chiesa. Eโ stato un momento di festa, di gioia e di speranza rinnovata per ciascuno. Con il desiderio di continuare questo cammino insieme, augurandoci veramente di volerci sempre piรน bene, come ha detto il Papaโ.
Enno Dijkema (Olanda) รจ consigliere del centro Internazionale dei Focolari e co-direttore del Centro Uno per lโunitร dei cristiani. โCโerano anche tantissimi capi di altre Chiese cristiane – osserva – e il Papa ha proprio detto che vuole essere in dialogo con tutti e vuole essere un servitore dellโunitร della Chiesa di Cristoโ. โSono stato molto toccato โ continua โ anche quando lui ha parlato del suo ministero e lo ha descritto non come sopra tutti, ma sotto, come amore, come servizio che รจ gioia e fede per tutti i cristiani e per tutto il mondo. Davanti a tanti capi di Stato mi รจ sembrata una bella testimonianza, una bella indicazione del โpotereโ inteso come amore, come servizioโ.
Anna Lisa Innocenti
Foto: Vatican Media Live e ยฉ A.L.I.-CSC Audiovisivi
Rimanere in intimitร con Dio
Prontezza nellโaccogliere tutti

Venerdรฌ 9 maggio presso il Focolare meeting point, nel cuore di Roma (Italia) e attraverso una diretta online, si รจ tenuta la premiazione del concorso per le scuole dal titolo โUna cittร non basta. Chiara Lubich cittadina del mondoโ. Il concorso รจ dedicato alla figura della fondatrice del Movimento dei Focolari, una donna che ha saputo unire educazione, politica e dialogo per la pace.
Il tema proposto per la quinta edizione รจ stato: โEsplorare il concetto di pace, in relazione al pensiero di Chiara Lubichโ. Sono pervenuti 118 elaborati (individuali e di gruppo) presentati da 35 Istituzioni scolastiche di 15 Regioni italiane.
Il concorso รจ promosso da New Humanity, Centro Chiara Lubich e Fondazione Museo storico del Trentino ed รจ realizzato in collaborazione con il Ministero italiano dellโIstruzione e del Merito. Si conferma come occasione per docenti ed alunni nel riflettere sui valori della fraternitร , dellโaccoglienza e del dialogo tra culture, temi centrali nel pensiero e nellโazione di Chiara Lubich.



I lavori premiati
Scuola secondaria di II grado
1ยฐ posto: Costruire lโinfinito, dalla classe 5^ A Linguistico, Liceo A. Maffei โ Riva del Garda (Trento). Con immagini pertinenti, le alunne e gli alunni hanno saputo presentare con creativitร la loro riflessione sul tema della pace coniugandolo con elementi caratteristici del pensiero di Chiara Lubich che tanto rilievo ha dato alle relazioni di prossimitร ฬ: dove c’รจ amore c’รจ unitร e dove c’รจ unitร c’รจ pace.
2ยฐ posto ex aequo: Vivere la pace, della classe 2^ H, Liceo classico Quinto Orazio Flacco โ Bari. Nellโelaborato scritto, si apprezza il particolare accento che la riflessione pone sulla pace, come unโopera da vivere quotidianamente. Significativi i riferimenti scelti dal pensiero di Chiara Lubich che lascia unโereditร di fraternitร e impegno concreto per un mondo piรนฬ unito.
2ยฐ posto ex aequo: Sguardo, di Elena Scandarelli 3^ AU, Liceo Maria Ausiliatrice โ Riviera San Benedetto (Padova). In modo semplice ed efficace lโimmagine comunica esplicitamente lโimportanza che Chiara Lubich dร nel saper guardare al Mondo oltre le umane sfide del mondo, vivendole con uno sguardo di speranza.
Scuola secondaria di I grado
1ยฐ posto: 1920-2011, di Alessia Tombacco 3^ C, IC Elisabetta โBettyโ Pierazzo โ Noale (Venezia). Il testo presentato offre unโoriginale riflessione in cui emerge lโattualitร del pensiero di Chiara Lubich e la possibilitร di un incontro vitale con lei, anche in un tempo diverso da quello vissuto da Chiara. Ricca di fiducia nel presente e speranza per il futuro, รจ lโimmagine dellโuomo cellula: portatore di nuove relazioni per un mondo senza frontiere.
2ยฐ posto: Voci di fraternitร , della classe 3^ D, IC Giovanni XXIII โ Villa San Giovanni (Reggio Calabria). Nellโelaborato multimediale si apprezza in modo particolare il coinvolgimento attivo degli allievi, primi testimoni di un frammento di mondo piรน unito e fraterno. Particolarmente significativo il riferimento alla possibilitร di essere โoperatori di paceโ a partire dalle relazioni piรน prossime.
Scuola primaria
1ยฐ posto: Un seme di unitร , Aurora Pellegrino 5^ A, IC Radice-Alighieri โ Catona (Reggio Calabria). La composizione poetica esprime unโoriginale riflessione sul tema della pace alla luce del contributo specifico di Chiara Lubich, donna del dialogo.
2ยฐ posto: Una cittร non basta, classe 4^ A, IC Antonio Gramsci โ Tissi (Sassari). Lโelaborato multimediale presenta, in modo originale ed efficace, spazi e valori di un mondo ideale in cui, con lโamore, si puรฒ superare ogni forma di discriminazione.
Per le menzioni al merito e maggiori approfondimenti sui contenuti degli elaborati, clicca qui
Lorenzo Russo
Dimostrare amicizia
Accogliere e condividere

Il 18 marzo 2025 ci ha lasciati Luciana Scalacci, una donna straordinaria, testimonianza viva di impegno concreto e fattivo nel dialogo a 360ยฐ. Luciana, sposata con Nicola, entrambi di convinzioni non religiose, hanno sempre sentito che il dialogo รจ un aspetto fondamentale nella societร contemporanea caratterizzata da tante forme di divisioni e conflitto. โIo e mio marito siamo non credenti โ ha raccontato qualche anno fa Luciana durante un incontro dei Focolari -, o meglio, non credenti in Dio, perchรฉ noi crediamo nellโuomo e nelle sue potenzialitร โ.
Luciana era nata ad Abbadia San Salvatore, un paese italiano in provincia di Siena. Si รจ sempre spesa, fin da bambina, per gli ultimi, i piรน deboli, trasmettendo a chiunque valori di onestร , integrazione, uguaglianza. Con il marito si sono impegnati in campo politico e sindacale in una militanza di sinistra incentrata sempre sui valori della giustizia, del dialogo, della libertร . Lโincontro con il Movimento dei Focolari รจ avvenuto grazie alla figlia Mascia.
โUn giorno – racconta Luciana โ nostra figlia ci scrive una lettera, dove ci dice in sintesi: โcari genitori ho trovato un posto dove mettere in pratica i valori che voi mi avete sempre trasmessoโ. Aveva conosciuto il Movimento dei Focolariโ. Cosรฌ, per capire meglio la decisione della figlia, Luciana e Nicola decidono di partecipare ad una giornata organizzata dai Focolari. โEra un incontro tra persone di convinzioni diverse, ma noi non lo sapevamo. Pertanto per non creare equivoci, tenemmo subito a precisare la nostra posizione politica e religiosa. La risposta fu: โe chi vi ha chiesto nulla!โ. Avemmo cosรฌ subito lโimpressione di trovarci in un ambiente dove cโera rispetto per le idee degli altri, trovammo unโapertura che non avevamo mai incontrato in altre associazioni o movimenti religiosiโ.
Da quel momento e negli anni a venire, il contributo di Luciana Scalacci per il Movimento dei Focolari รจ stato essenziale. Era il 1995 quando incontrรฒ per la prima volta Chiara Lubich, fondatrice dei Focolari. Accanto a lei si รจ sempre spesa per far nascere e approfondire il dialogo con persone di convinzioni non religiose, che ha preso forza proprio grazie anche allโintelligenza illuminata di Luciana.
Dal 2000 ha fatto parte della Commissione internazionale del dialogo con persone di convinzioni non religiose contribuendo cosรฌ allโorganizzazione di convegni come In dialogo per la pace, Coscienza e povertร , Donne e uomini verso una societร solidale e tanti altri. Luciana aveva trovato una sintonia piena con lโIdeale dellโunitร , nellโincontro personale con Chiara e con la comunitร dei Focolari. Raccontava ad unโamica: โQuesto dialogo (tra persone di diverse convinzioni) รจ nato non per convertire i non credenti, ma perchรฉ con Chiara avevamo capito che il mondo unito si fa con tutti. Che tutti siano uno. Se ne escludiamo anche solo uno, non siamo piรน tuttiโ.



Il 26 settembre 2014 durante una udienza concessa ai Focolari, saluta Papa Francesco. โIn quella giornata straordinaria, ho avuto il privilegio di scambiare con Lei alcune parole che non dimenticherรฒ maiโ ha raccontato questโanno in una lettera che ha indirizzato al Papa mentre lui era ricoverato al Policlinico Gemelli. โOra, caro papa Francesco, Lei รจ in un letto di ospedale, e anche io sono nella stessa condizione. Entrambi davanti alla fragilitร della nostra umanitร . Volevo assicurarle che non smetto di pensarla e pregare laicamente per Lei. Lei preghi cristianamente per meโ.
Tante le lacrime di gratitudine e profondissime le parole di ringraziamento nel giorno del suo funerale. Una fra tutte, Vita Zanolini, focolarina e amica di Luciana e Nicola. โLuciana: amica, sorella, compagna nelle frontiere del nuovo, ma nel rispetto della storia e delle radici, maestra di vita e molto altro. โ ha detto Vita ricordandola -. Pensando a lei, alla sua libertร , vengono in mente cieli luminosi e tersi, di colore intenso; una sorgente limpida che nel dolce e silenzioso scorrere, si fa anche cascata tumultuosa. Un camino acceso in una casa accogliente che dice un cuore sempre aperto. Ma anche un menรน raffinato e ricco con ricette buonissime e sempre creative. Resilienza, rispetto, ascolto, tenacia in tutte le sfumatureโ.
โAnni fa – continua Vita – in uno dei convegni sul dialogo qualcuno ha posto una domanda, un po’ originale: โQual รจ la differenza tra un credente e un non credente?โ E la risposta di Luciana, forse inaspettata per molti: โI credenti credono in Dio, i non credentiโฆ Dio crede in loroโ. E penso possiamo dire che Luciana non ha deluso o disatteso questa fede di Dio in lei!โ
Gli ultimi giorni di vita terrena Luciana li ha trascorsi in un hospice dovโera ricoverata. Era sempre vigilissima e attiva nel comunicare quanto aveva in cuore, con una forza straordinaria che contrastava con il poco fiato, ha fatto le sue raccomandazioni (anche minacciando scherzosamente) intercalate al racconto e ricordo di tante esperienze vissute insieme. โEra come se ci passasse il testimone – racconta ancora Vita -. Prima di salutarci lโabbraccio รจ stato struggente e nello stesso tempo molto sereno, con il sapore dellโeternitร โ.
Il 13 giugno 2025 si รจ svolto al centro internazionale un incontro dedicato a Luciana. Attraverso numerose testimonianze da vari Paesi si รจ messa in luce, come diceva il titolo, โLโereditร di Lucianaโ cioรจ il prezioso e determinante contributo che lei ha saputo imprimere al percorso di dialogo portato avanti dal Movimento dei Focolari, in particolare con e tra persone di convinzioni non religiose. Di seguito il video dell’evento.
Lorenzo Russo
Essere fiduciosi

In America Latina ci sono 826 popoli indigeni, con una popolazione di circa 50 milioni, l’8% della popolazione totale, e si stima che altri 200 vivano in isolamento volontario. In questo contesto, fin dall’arrivo del Movimento dei Focolari in queste terre, รจ stata data importanza alla ricerca del dialogo tra persone e gruppi appartenenti alle tre grandi matrici culturali che compongono la regione: le culture originarie del continente americano, le culture ispano-portoghesi-francesi e le culture africane delle popolazioni che furono portate nelle Americhe. I numerosi membri del Movimento che appartengono a questi gruppi etnici ne sono la prova.
Un centinaio di persone, in rappresentanza di quasi tutti i Paesi dell’America Latina e dei Caraibi, si sono riunite ad Atuntaqui, nel nord dell’Ecuador, dal 1ยฐ al 4 maggio 2025, per partecipare al โRimarishunโ, un’esperienza di interculturalitร basata su un esercizio di dialogo tra la cosmovisione andina e caraibica dei popoli nativi e il carisma dell’Unitร . Questo spazio รจ nato qualche anno fa in Ecuador e si sta gradualmente diffondendo in tutti i Paesi dell’America Latina.
โSiamo consapevoli del dolore che, nel corso della storia, ha segnato le nostre relazioni come latinoamericani – spiegano – a causa del razzismo e della separazione che hanno ostacolato la relazione simmetrica tra le culture e hanno portato alla rottura delle relazioni tra persone di diversi gruppi culturali, dando origine a rapporti sociali ingiusti. Per questo, in Ecuador, nel 2017, abbiamo dato vita a un percorso di fraternitร , che in lingua quichwa chiamiamo โRimarishunโ (Dialoghiamo), facendo dell’interculturalitร un’opzione di vita e utilizzando il dialogo fraterno come metodoโ.



Il Congresso, concepito come un viaggio, un โpellegrinaggioโ vitale, รจ iniziato con il trasferimento dei partecipanti nella comunitร quichua di Gualapuro. ร stato subito chiaro che l’obiettivo era quello di creare spazi interculturali che costruiscano ponti tra gruppi di popoli, nazionalitร o culture diverse, dove fondamentale รจ incontrare l’altro, accogliersi e prendersi cura l’uno dell’altro come fratelli e sorelle. Manuel Lema, della comunitร quichua, ha dato il benvenuto ai partecipanti sotto una grande tenda allestita per l’occasione: โPossiamo generare un modo di pensare diverso, di vedere il mondo in modi diversi, ma, allo stesso tempo, essere unoโ. E Jesรบs Morรกn, Copresidente dei Focolari, arrivato dallโItalia per partecipare al Congresso con un piccolo gruppo del Consiglio generale dei Focolari, portando a tutti il saluto della presidente Margaret Karram, ha aggiunto: โStiamo costruendo qualcosa di nuovo. Di fronte a una societร ipersviluppata, scopriamo qui che esiste una saggezza piรน profonda che proviene dai popoli nativiโ. Cosรฌ tutti saliti sulla collina per partecipare al โGuatchacaramโ, il rito di ringraziamento alla Madre Terra. Piรน tardi, dopo aver condiviso il pranzo, tutto diventa momento di festa che esprime fraternitร : musica, danze, balli. Alla fine della giornata, sono stati piantati alcuni alberi in memoria di coloro che hanno dato impulso a questo dialogo e che non sono piรน tra noi, tra cui uno dedicato a Papa Francesco.
Un’altra tappa di questo viaggio รจ stata la visita alla casa del vescovo Leonidas Proaรฑo (1910-1988), โl’apostolo degli indiosโ. La sua dedizione alle popolazioni indigene piรน povere e sfruttate รจ un forte esempio di interculturalitร . In questo ambiente cominciarono a svilupparsi le โmingasโ, gruppi per sentire e pensare insieme, intendendo la reciprocitร come principio centrale della relazione, su vari temi: economia, ecologia, educazione, spiritualitร , cultura, razzismo.



Vengono condivisi, con grande rispetto e tenendo conto delle diversitร , i riti degli afro-discendenti dei Caraibi e del Centro America e il rito maya, che si collegano al profondo rispetto per la natura, la โMadre Terraโ e il trascendente. E in questo contesto, la condivisione di testimonianze come quella dei focolari nei territori dei popoli indigeni, delle scuole per il recupero delle conoscenze e della cultura ancestrale, o del sistema matematico amerindiano, permettono l’arricchimento reciproco.
La โperegrinazioneโ prosegue presso l’Universitร Cattolica dell’Ecuador a Ibarra per un momento aperto alla comunitร accademica e al pubblico. Alla tavola rotonda partecipano Custodio Ferreira (Brasile), laureato in pedagogia e didattica, specializzato in storia dell’Africa, che parla delle โferite della realtร โ: โil razzismo che esiste oggi in tutta l’America Latina e nei Caraibi รจ una ferita aperta che sanguina. La sua guarigione e il suo risanamento richiedono un dialogo fraterno e, in questo senso, l’interculturalitร , come sperimentato da Rimarishum, รจ una risposta concreta per avviare questo processo di guarigioneโ.
Osvaldo Barreneche (Argentina), dottore in storia, responsabile del Centro dei Focolari per il dialogo con la cultura contemporanea, ha parlato di โfraternitร e cura della terra attraverso alcuni scritti di Papa Francescoโ.
Jesus Moran (Spagna), Copresidente del Movimento dei Focolari, che ha vissuto in America Latina per 27 anni, afferma: โQuesto lavoro di interculturalitร รจ molto importante e viene portato avanti con ammirevole fedeltร in varie parti dell’America Latina. Per noi che siamo cristiani, significa che nelle culture native possiamo scoprire aspetti della rivelazione di Cristo che finora non sono stati sufficientemente messi in luceโ.



Maydy Estrada Bayona (Cuba), dottore in Scienze filosofiche e docente presso l’Universitร dell’Avana, ha portato i presenti nella โCosmovisione afro-caraibicaโ. Monica Montes (Colombia), dottore in Filologia ispanica, docente e ricercatore presso l’Universitร di La Sabana, si riferisce alla โFraternitร e cura dal pensiero latinoamericanoโ. Jery Chavez Hermosa (Bolivia), fondatore, nella cittร di Cordoba, in Argentina, dell’organizzazione di migranti andini di cultura aymara, quechua e guaranรฌ, ha concluso con una presentazione dinamica che ha coinvolto tutti i presenti.
L’incontro si chiude con una S. Messa inculturata, con danze, canti tipici e tamburi in una chiesa decorata con fiori e petali di rosa, celebrata da Mons. Adalberto Jimรฉnez, vescovo del Vicariato di Aguarico, che ha partecipato attivamente all’incontro. Il Padre Nostro รจ stato recitato in 12 lingue in successione, a dimostrazione dell’interculturalitร vissuta in questi giorni.
Nella sua omelia, il vescovo Adalberto, partendo dal racconto evangelico della moltiplicazione dei pani, invita tutti a guardare al futuro: โQuesto Gesรน, questo Dio che ci unisce nei diversi nomi, nei diversi riti, รจ la storia che dobbiamo raccontare, i riti della vita, dell’unitร . Oggi ce ne andiamo con un po’ piรน di luce, che รจ fuoco, che illumina. Eโ quello che ci hanno lasciato Chiara Lubich e Papa Francesco, che sono presenti e ci chiamano a curare l’interculturalitร . Grazie Rimarishunโ.
Carlos Mana
Foto: ยฉ Carlos Mana – Ivan Izurieta
Ricostruire i rapporti
Il bene vince sempre
Ascoltare la voce del cuore
Sanare le ferite che incontriamo negli altri

A nome del Movimento dei Focolari in tutto il mondo esprimo la mia profonda gioia per lโelezione di Papa Leone XIV come nuovo Pontefice della Chiesa Cattolica. Ringraziamo Dio per aver accolto le preghiere di tanti e guidato con il suo Spirito i lavori dei Cardinali nellโindividuare il successore di Pietro in un tempo come quello attuale che presenta gravi sfide per lโumanitร .
Assicuriamo sin dโora al Santo Padre la nostra filiale vicinanza, la nostra preghiera e il nostro impegno ad essere costruttori di pace, come lui ha piรน volte sottolineato nella sua prima benedizione.
Oggi il mondo ha estremo bisogno di pace, di luce e di speranza. Per questo gli promettiamo di continuare ad impegnarci, insieme alle comunitร ecclesiali in cui siamo inseriti, a portare a tutti lโamore di Dio; ad essere aperti al dialogo, per essere โun solo popolo sempre in paceโ, testimoniando che l’unitร chiesta da Gesรน nel suo Testamento รจ piรน forte di ogni divisione.
Ci impegniamo inoltre ad incarnare sempre piรน fedelmente il cammino sinodale, per poterlo applicare anche nei vari ambiti della societร ; a dare il nostro contributo affinchรฉ la Chiesa sia una casa aperta ed accogliente per ogni uomo e donna e per le nuove generazioni, soprattutto per chi รจ piรน fragile, piรน soffre ed รจ emarginato, per offrire a tutti il messaggio sempre nuovo di Cristo.
Auguri, Papa Leone XIV, con tutto il nostro affetto!
Margaret Karram – Presidente del Movimento dei Focolari
Scaricare qui la dichiarazione della Presidente
Foto ยฉ Vatican Media
Eccomi!

Attivare i sottotitoli e scegliere la lingua desiderata
Nellโunitร รจ la forza
Coinvolgersi per fare la differenza

Qualche settimana fa, ho preso parte al progetto MED25, una nave-scuola per la pace. Eravamo 20 giovani provenienti da tutto il Mediterraneo โ Nord, Sud, Est e Ovest โ a bordo di una barca chiamata โBel Espoirโ. Siamo partiti da Barcellona, e il meteo non era come previsto, quindi ci siamo fermati a Ibiza prima di raggiungere Ceuta, e da lรฌ abbiamo viaggiato via terra fino a Tetouan, per poi tornare a Malaga. Non รจ stato solo un viaggio โ รจ stato un percorso dentro le vite, le menti e le culture degli altri.
Vivere su una barca con cosรฌ tante persone diverse รจ stato bellissimo, ma non sempre facile. Ogni giorno abbiamo dovuto dividerci i compiti: cucinare, servire i pasti, pulire, lavare i piatti. Ci alternavamo in squadre, cosรฌ ognuno ha sperimentato il ritmo completo della vita a bordo. Abbiamo anche imparato a navigare โ cosa che allโinizio รจ stata un poโ folle. Vorrei poter dire che alla fine รจ diventato tutto naturale, ma in realtร รจ stato piรน difficile del previsto. Si inizia a capire quanto lavoro di squadra serva, realmente, per andare avanti.
Ma non eravamo lรฌ solo per cucinare e navigare. Eravamo lรฌ per parlare โ per parlare davvero. Abbiamo affrontato otto grandi temi: cultura, educazione, ruolo delle donne, religione, ambiente, migrazione, tradizioni cristiane e, naturalmente, la pace. Non erano discussioni teoriche. Erano tematiche profondamente personali. Abbiamo condiviso i nostri punti di vista e a volte ci siamo scontrati. A volte le discussioni si accendevano. Ci sono stati momenti di frustrazione. Alcune conversazioni si sono trasformate in veri e propri litigi.
Ma ecco la veritร โ su una barca non puoi semplicemente andartene. Non puoi tornare a casa e dormirci su. Vivi insieme. Mangi insieme. Navighi insieme. Sei letteralmente sulla stessa barca. Questo cambia tutto. Rende impossibile restare arrabbiati a lungo. Dovevamo parlarne. Dovevamo ascoltarci, e a volte dovevamo ammettere di avere torto.
Questa, per me, รจ stata la parte piรน potente di questa esperienza. Ho capito che la maggior parte dei conflitti โ tra persone o tra Paesi โ non nasce dallโodio. Nasce dalla mancanza di conoscenza, dagli stereotipi, dalla disinformazione. E proprio come noi abbiamo avuto la possibilitร di conoscerci su quella barca, anche il mondo puรฒ farlo. Se noi siamo riusciti a superare anni di incomprensioni in sole due settimane insieme, immaginate cosa sarebbe possibile se le persone fossero davvero disposte ad ascoltarsi.



Ho anche scoperto tante cose inaspettate. Come il fatto che la Quaresima venga celebrata in modo diverso in Europa rispetto al Medio Oriente. O come la religione giochi un ruolo completamente diverso nella politica e nella vita pubblica, a seconda di dove ci si trova. In Europa, spesso รจ una questione privata, mentre in molti Paesi mediorientali, la religione plasma le leggi, le politiche e la vita quotidiana. Non erano solo nozioni โ ho sentito la differenza attraverso le persone con cui ho vissuto.
Ciรฒ che mi ha colpito di piรน รจ stato che, nonostante tutte le nostre differenze, avevamo cosรฌ tanto in comune. Abbiamo riso tanto. Abbiamo ballato. Abbiamo avuto il mal di mare insieme. Abbiamo anche avuto lโoccasione di digiunare insieme, visto che eravamo nel periodo della Quaresima e del Ramadan. Abbiamo fatto arte, letto libri, scherzato, pregato in tante lingue diverse allo stesso tempo, scoperto religioni come il Cristianesimo, lโIslam, lโInduismo, lโEbraismo, dormito sotto il cielo aperto, e condiviso momenti silenziosi e sacri. E attraverso tutto questo, ho capito che la pace non รจ qualcosa di lontano o irraggiungibile. ร qualcosa di molto umano. ร caotica, e richiede impegno. Ma รจ possibile.
Sono tornata cambiata. Non perchรฉ credo che ora abbiamo risolto tutti i nostri problemi, ma perchรฉ ora credo che la pace non sia un sogno โ รจ una scelta. Una scelta che inizia davvero con il vedere e ascoltare lโaltro.
E se 20 sconosciuti sono riusciti a farlo su una barca in mezzo al mare, allora cโรจ speranza anche per il resto del mondo.
Bertha El Hajj, giovane ambasciatrice di pace.
Per ascoltare questa ed altre esperienze clicca su:
A cura di Maria Grazia Berretta
Ascoltare attentamente, parlare consapevolmente

Agustรญn e Patricia e i loro due figli sono una famiglia argentina. In seguito ad un corso di Sophia ALC, la sede latino-americana dellโIstituto universitario con sede nella cittadella internazionale di Loppiano (Italia), sono andati alla ricerca delle loro radici tra i popoli originari ed รจ nato un forte impegno per il dialogo interculturale.
Imparare e crescere per superare i limiti
Promuovere la pace attraverso lo sport
Piccoli gesti, grandi effetti
Accogliere le differenze, cercare ciรฒ che ci unisce

Spesso la vita ci porta in situazioni in cui, a poco a poco e senza volerlo, ci chiudiamo in noi stessi: una discussione, le nostre certezze, il nostro ego o le nostre paure.
Ma a volte basta fermarsi davanti a una domanda semplice fatta di parole semplici, per osservare impreviste possibilitร di cambiamento: โChi sei tu per me?โ o, in altre parole, โChi sono io per te?โ Domande che, come dice Margaret Karram, aprono la strada a gesti concreti: โfare il primo passo, ascoltare, non risparmiare tempo, lasciarsi toccare dal doloreโ[1]. ร ovvio: se pensiamo agli altri, non pensiamo a noi stessi, nรฉ alle nostre debolezze, ai fallimenti o alle ferite. Pensare allโaltro ci porta a metterci nei suoi panni, in un atteggiamento di reciprocitร : โcome mi sentirei se lโaltro mi dicesse quello che io sto dicendo a lui?โ oppure โcosa posso fare per lui?โ
Se le nostre azioni nascono dal desiderio di mettere al primo posto il benessere di chi ci sta accanto, tutto puรฒ acquisire una dimensione piรน grande, fino a poter dire allโaltra persona che la amiamo in modo gratuito e senza aspettarci nulla in cambio.
Ma a volte possiamo essere invasi dallo scoraggiamento, dalla frustrazione, dalla stanchezza. Il medico statunitense Ira Robert Byock afferma che i momenti di maggiore disperazione nascono quando ci si sente prigionieri di โuna gabbia di rabbia, paura, sfiduciaโ[2]. In quei momenti, arrendiamoci alla forza dellโamore che tutto puรฒ, che ci libera da ogni legame e ci incoraggia a ricominciare senza paura. Lo esprime cosรฌ il gruppo musicale Gen Rosso in una delle sue canzoni: โRicominciare รจ come dire ancora sรฌ alla vita, per poi liberarsi e volare verso orizzonti senza confini, dove il pensiero non ha paura. E vedere la tua casa diventare grande come il mondo. Ricominciare รจ credere all’amore e sentire che anche nel dolore l’anima puรฒ cantare e non fermarsi maiโ.
Un atteggiamento di questo genere puรฒ portare a un cambiamento personale, ma anche comunitario, quando condividiamo, in un dialogo sincero e costruttivo, i nostri disagi. In quel clima di vera amicizia, potremo ricostruire un tessuto sociale che sostituisca la rabbia con la riflessione, la paura con la ricerca di nuovi cammini, e la sfiducia con la speranza. Diventeremo cosรฌ un segno di un nuovo modo di costruire la societร .
A volte basta davvero una parola semplice:
โTu per me sei importanteโฆ perchรฉ tu sei tu!โ
Foto: ยฉPixabay
[1] M. Karram: โProssimitร โ – 2024
[2] in: The Economist โ The 2015 Quality of Death Index. Ranking palliative care acrosstheworld
LโIDEA DEL MESE รจ attualmente prodotta dal “Centro del Dialogo con persone di convinzioni non religiose” del Movimento dei Focolari. Si tratta di un’iniziativa nata nel 2014 in Uruguay per condividere con gli amici non credenti i valori della Parola di Vita, cioรจ la frase della Scrittura che i membri del Movimento si impegnano a mettere in atto nella vita quotidiana. Attualmente LโIDEA DEL MESE viene tradotta in 12 lingue e distribuita in piรน di 25 paesi, con adattamenti del testo alle diverse sensibilitร culturali. dialogue4unity.focolare.org
La pace inizia con me

Lโultimo capitolo del Vangelo di Giovanni ci porta in Galilea, sul lago di Tiberiade. Pietro, Giovanni ed altri discepoli, dopo la morte di Gesรน, sono tornati al loro lavoro di pescatori, ma purtroppo la notte รจ stata infruttuosa.
Il Risorto si manifesta lรฌ, per la terza volta, li esorta a gettare nuovamente le reti e questa volta raccolgono tanti pesci. Poi li invita a condividere il cibo sulla riva. Pietro e gli altri lo hanno riconosciuto, ma non osano rivolgergli la parola.
Gesรน prende lโiniziativa e si rivolge a Pietro, con una domanda molto impegnativa: โSimone di Giovanni, mi ami piรน di costoro?โ. Il momento รจ solenne: per tre volte Gesรน rinnova la chiamata di Pietro[1] a prendersi cura delle sue pecore, di cui Egli stesso รจ il Pastore[2].
ยซSignore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio beneยป.
Ma Pietro sa di aver tradito e questa tragica esperienza non gli permette di rispondere positivamente alla domanda di Gesรน. Risponde con umiltร : โTu sai che ti voglio beneโ.
Durante tutto il dialogo, Gesรน non rinfaccia a Pietro il tradimento, non si dilunga a sottolineare lโerrore. Lo raggiunge sul piano delle sue possibilitร , lo porta dentro la sua dolorosa ferita, per sanarla con la sua amicizia. Lโunica cosa che chiede รจ di ricostruire il rapporto nella fiducia reciproca.
E da Pietro sgorga una risposta che รจ un atto di consapevolezza della propria debolezza e, allo stesso tempo, di fiducia illimitata nellโamore accogliente del suo Maestro e Signore:
ยซSignore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio beneยป.
Anche a ciascuno di noi Gesรน fa la stessa domanda: mi ami? Vuoi essere mio amico?
Egli sa tutto: conosce i doni che abbiamo ricevuto da Lui stesso, come pure le nostre debolezze e ferite, a volte sanguinanti. Eppure rinnova la sua fiducia, non nelle nostre forze, ma nellโamicizia con Lui.
In questa amicizia, Pietro troverร anche il coraggio di testimoniare lโamore per Gesรน fino al dono della vita.
ยซMomenti di debolezza, di frustrazione, di scoraggiamento li passiamo tutti: [โฆ] avversitร , situazioni dolorose, malattie, morti, prove interiori, incomprensioni, tentazioni, fallimenti [โฆ] Proprio chi si sente incapace di superare certe prove che si abbattono sul fisico e sull’anima, e perciรฒ non puรฒ far calcolo sulle sue forze, รจ messo in condizione di fidarsi di Dio. E Lui interviene, attirato da questa confidenza. Dove Lui agisce, opera cose grandi, che appaiono piรน grandi, proprio perchรฉ scaturiscono dalla nostra piccolezzaยป[3].
Nella quotidianitร possiamo presentarci a Dio cosรฌ come siamo e chiedere la sua amicizia che risana. In questo abbandono fiducioso alla sua misericordia potremo tornare nellโintimitร con il Signore e riprendere il cammino con Lui.
ยซSignore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio beneยป.
Questa Parola di vita puรฒ diventare anche preghiera personale, la nostra risposta per affidarci a Dio con le nostre poche forze e ringraziarlo per i segni del suo amore:
ยซ[โฆ] Ti voglio bene perchรฉ sei entrato nella mia vita piรน dell’aria nei miei polmoni, piรน del sangue nelle mie vene. Sei entrato dove nessuno poteva entrare, quando nessuno poteva aiutarmi, ogni qualvolta nessuno poteva consolarmi. [โฆ] Dammi d’esserti grata – almeno un po’ – nel tempo che mi rimane, di questo amore che hai versato su di me, e m’ha costretta a dirti: Ti voglio bene.ยป[4].
Anche nei nostri rapporti in famiglia, nella societร e nella chiesa, possiamo imparare lo stile di Gesรน: amare tutti, amare per primi, โlavare i piediโ[5] ai nostri fratelli, soprattutto i piรน piccoli e fragili. Impareremo ad accogliere ognuno con umiltร e pazienza, senza giudicare, aperti a chiedere e accogliere il perdono, per comprendere insieme come camminare fianco a fianco nella vita.
A cura di Letizia Magri e del team della Parola di Vita
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[1] Cf. Mt 16,18-19.
[2] Gv 10,14.
[3] C. Lubich, Parola di Vita di luglio 2000, in eadem, Parole di Vita, a cura di Fabio Ciardi, (Opere di Chiara Lubich 5), Cittร Nuova, Roma, 2017, p. 629.
[4] Gratitudine, in C. Lubich, La dottrina spirituale, Mondadori 2001, p. 176
[5] Cf. Gv 13,14.

Lโedizione 2025 del tradizionale festival dei giovani nella cittadella dei Focolari mette in scena le fragilitร e i conflitti vissuti dai giovani di oggi e li trasforma in unโesperienza artistica immersiva e di speranza. Tanti workshop e uno spettacolo finale dal vivo per dire a tutti: ยซYou are born to bloomยป, โSei nato per fiorireโ.
ยซRicordati che sei nato per fiorire, per essere feliceยป. ร questo il messaggio che, nellโanno del Giubileo della speranza, i giovani organizzatori del Primo Maggio di Loppiano (Figline e Incisa Valdarno โ Firenze, Italia) vogliono dare ai loro coetanei che parteciperanno allโedizione 2025 del tradizionale festival che si svolge, dal 1973, nella cittadella internazionale del Movimento dei Focolari, in occasione della Festa dei Lavoratori.
Il tema
Al cuore di โYou are born to bloom, il coraggio di fiorireโ, questo il titolo della manifestazione, ci sono le fragilitร , le ferite e i conflitti vissuti dai ragazzi e dai giovani di oggi, sublimati in unโesperienza artistica, immersiva e di crescita.
ยซCrediamo che quel conflitto che spesso ci attraversa nelle fasi piรน difficili della vita possa diventare unโopportunitร per rinascere piรน forti e consapevoli di chi siamo โ spiegano Emily Zeidan, siriana e Marco DโErcole, italiano, della squadra internazionale dei giovani organizzatori del festival โ. Come ci diceva Papa Francesco, โil conflitto รจ come un labirintoโ, non dobbiamo avere paura di attraversarlo, perchรฉ i โconflitti ci fanno crescereโ. Ma โdal labirinto non si puรฒ uscire da soli, si esce in compagnia di un altro che ci aiutiโ. Cosรฌ, al Primo Maggio di Loppiano, vogliamo ricordare a tutti la bellezza gli uni e degli altri, anche nei momenti di vulnerabilitร ยป.
Un tema di stringente attualitร quello del 1ยฐ maggio a Loppiano, se si considera che in Italia, 1 minore su 5 soffre di un disturbo mentale (depressione, ritiro sociale, rifiuto scolastico, autolesionismo, ansia, disturbi del comportamento alimentare, tendenze suicide), secondo i dati della Societร italiana di Neuropsichiatria dellโInfanzia e dellโAdolescenza. Gli under 35, invece, vivono la precarietร lavorativa, sono sotto retribuiti, subiscono disuguaglianza territoriale e di genere (โGiovani 2024: il bilancio di una generazioneโ, EURES), non si sentono compresi dagli adulti nelle loro esigenze e nel vissuto, in particolare, quando si parla di paure e fragilitร , aspirazioni e sogni.
ยซPapa Francesco aveva una grande fiducia in noi giovani. Non perdeva occasione per ricordarci che il mondo ha bisogno di noi, dei nostri sogni, di grandi orizzonti verso cui guardare insieme, per โporre le basi della solidarietร sociale e della cultura dellโincontroโยป, sottolineano Emily e Marco. Per questo โYou are Born to Bloomโ sarร uno spettacolo costruito insieme, dove il pubblico non sarร solo spettatore ma parte integrante della narrazione: chiunque vi partecipi sarร chiamato a diventare protagonista dello spettacolo, dando il meglio di sรฉ con gli altri.
Il programma
Al mattino, i partecipanti al festival del Primo Maggio di Loppiano avranno lโopportunitร di esplorare le proprie fragilitร e bellezze attraverso workshop dโarte, motivazionali ed esperienziali guidati da psicologi, formatori, counselor, artisti e performer.
Tra questi, anche il Gen Verde International Performing Arts Group preparerร le giovani e i giovani a salire sul palco e a far parte del cast delle coreografie, dei cori, della compagnia teatrale e della band nello spettacolo finale. I workshop del Gen Verde sono svolti nellโambito del progetto โM.E.D.I.T.erraNEW: Mediation, Emotions, Dialogue, Interculturality, Talents to foster youth social inclusion in the Mare Nostrumโ, Erasmus Plus โ Gioventรน โ partenariato di cooperazione.
Il festival culminerร al pomeriggio con la costruzione collettiva del live show: tutti i partecipanti saranno parte attiva della storia, non ci sarร distanza tra palco e pubblico.
Tra gli artisti che hanno confermato la loro partecipazione Martinico e la band AsOne.
โYou are born to bloom, il coraggio di fiorireโ รจ realizzato grazie al contributo di Fondazione CR Firenze.
Il Primo Maggio di Loppiano รจ un evento della Settimana Mondo Unito 2025 (1-7 maggio 2025), laboratorio ed expo globale di sensibilizzazione alla fraternitร e alla pace.
Per informazioni e prenotazioni contattare: primomaggio@loppiano.it +39 055 9051102 www.primomaggioloppiano.it
Tamara Pastorelli


Un cammino di dialogo e accoglienza radicato nel Vangelo quello condiviso da Papa Francesco con i Focolari. A raccontarlo Maria Voce Emmaus, che รจ stata Presidente del Movimento durante i primi 8 anni del suo pontificato.
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Foto ยฉ Vatican Media

Accettare il cambiamento
Come โdistributrice di incarichiโ, in dieci anni ero riuscita, in collaborazione con il nostro parroco, a formare il Consiglio pastorale parrocchiale e il gruppo dei sagrestani. Con il passare del tempo, mi sono resa conto che il mio ruolo si stava ridimensionando. Molte persone, prima meno attive, si sono proposte per svolgere vari incarichi, e io ho scelto di farmi da parte per lasciare loro spazio. Inizialmente ho accettato con serenitร il mio ruolo piรน defilato. In seguito, perรฒ, sentendomi esclusa, ho capito quanto sia facile legarsi ai propri ruoli, ma anche quanto sia importante saper lasciare andare. A volte, il Signore ci invita a fare un passo indietro per prepararci a qualcosa di nuovo. Non รจ facile, perchรฉ implica accettare il cambiamento e fidarsi. Oggi, pur sentendomi un poโ ai margini, rimango disponibile a dare il mio contributo se e quando mi verrร richiesto. Sono convinta che ogni servizio, anche il piรน piccolo, abbia un valore e che ogni fase della vita sia unโopportunitร per crescere nella fede e nellโamore verso gli altri.
(Luciana โ Italia)
Dio mi vede
Mi capitava a volte, quando abitavo a Bruxelles, di andare a messa nella chiesa del Collegio di St. Michel. Per arrivarci, si dovevano percorrere lunghi corridoi con ai due lati una serie infinita di classi. Sopra la porta di ciascuna, un cartello con la scritta: Dio ti vede. Era un mettere in guardia i ragazzi che rifletteva un pensiero del tempo passato, espresso al negativo: โNon fare peccati perchรฉ, anche se gli uomini non ti vedono, Dio ti vedeโ. Invece a me, forse perchรฉ nato in unโaltra epoca o perchรฉ credo nel suo amore, risuonava in maniera positiva: โNon devo fare cose buone davanti agli uomini affinchรฉ mi vedano, per sentirmi dire bravo o essere ringraziato, ma vivere alla presenza di Dioโ. Nel Vangelo di Matteo 23,1-12 Gesรน, parlando a degli scribi e a dei farisei che amano mettersi in mostra, li invita a non farsi chiamare โmaestriโ, ad avere unโunica preoccupazione: agire sotto lo sguardo di Dio che legge nei cuori. Ecco, questo mi piace: Dio mi vede, come dicono i cartelli nel collegio; Dio legge nei cuori e questo mi deve bastare.
(G.F.- Belgio)
Fare il primo passo
Per una questione di ereditร tra mia madre e sua sorella era caduto il silenzio. Non si frequentavano piรน da tempo, e la spaccatura venuta a crearsi non faceva che allargarsi, tanto piรน che noi abitavamo in cittร e la zia in un paesino di montagna piuttosto distante. Questo stato di cose si รจ protratto fino al giorno in cui ho preso il coraggio a due mani, provocata dalla Parola di Gesรน: ยซSe tu stai per presentare la tua offerta allโaltare, e lรฌ ti ricordi che tuo fratello ha qualcosa contro di te, lascia lรฌ la tua offerta davanti allโaltare e vaโ prima a riconciliarti con tuo fratello; poi torna e presenta la tua offertaยป. Cercando il momento adatto, ho affrontato lโargomento con la mamma e sono riuscita a convincerla ad accompagnarmi dalla zia. Durante il viaggio eravamo piuttosto silenziose; io poi non facevo che pregare perchรฉ tutto andasse bene. In effetti le cose si sono svolte nel modo piรน semplice: colta di sorpresa, la zia ci ha accolte a braccia aperte. Ma era stato necessario fare noi il primo passo.
(A.G. โ Italia)
A cura di Maria Grazia Berretta
(tratto da Il Vangelo del Giorno, Cittร Nuova, anno Xโ n.1ยฐ marzo-aprile 2025)
ยฉFoto: Gerson Rodriguez – Pixabay

Un Papa che ha sognato e ci ha fatto sognareโฆche cosa? che – lo ha detto una volta lui stesso – โla Chiesa รจ il Vangeloโ. Non nel senso che il Vangelo รจ proprietร esclusiva della Chiesa. Ma nel senso che Gesรน di Nazaret, colui che รจ stato crocifisso fuori dallโaccampamento come fosse un maledetto e che Dio Abbร ha invece risuscitato dai morti come Figlio primogenito tra molti fratelli e sorelle, continua qui ed ora, attraverso coloro che si riconoscono nel suo nome, a portare la buona notizia che il Regno di Dio รจ venuto e sta venendoโฆ per tutti, a cominciare dagli โultimiโ che dal Vangelo sono raggiunti per ciรฒ che sono agli occhi di Dio: i โprimiโ. Davvero, e non per modo di dire. Ecco il Vangelo che la Chiesa annuncia e contribuisce a fare storia, quanto piรน dal Vangelo si fa trasformare. Come accadde, sin dal principio, a Pietro e Giovanni quando, salendo al tempio, incontrarono alla porta detta โBellaโ lโuomo che era storpio dalla nascita. Fissarono insieme lo sguardo su di lui, che a sua volta li guardรฒ negli occhi. E Pietro gli disse: โnon possiedo nรฉ argento nรฉ oro, ma quello che ho te lo dรณ: nel nome di Gesรน Cristo, il Nazareno, cammina!โ.
Il Vangelo di Gesรน e la missione della Chiesa. Spendersi perchรฉ ci si alzi in piedi e si cammini. Cosรฌ il Padre ci pensa, ci vuole e ci accompagna. Jorge Maria Bergoglio – con tutta la forza e la fragilitร della sua umanitร , che ce lโha fatto sentire fratello – รจ per questo che ha speso la sua vita e il suo servizio come Vescovo di Roma. Da quella prima apparizione dalla loggia di San Pietro, quando si รจ inchinato chiedendo che il Popolo di Dio invocasse per lui la benedizione, allโultima, il giorno di Pasqua, quando con voce flebile ha impartito la benedizione del Cristo risorto scendendo poi nella piazza per incrociare il suo sguardo con lo sguardo della gente. Il suo sogno รจ stato quello di una Chiesa โpovera e dei poveriโ. Nello spirito del Vaticano II che ha richiamato la Chiesa al suo unico modello, Gesรน: che โha spogliato se stesso, facendosi servoโ.
Il nome di Francesco che ha scelto dice lโanima di ciรฒ che ha voluto fare, e prima essere: testimone del Vangelo โsine glossaโ, e cioรจ senza commenti e senza accomodamenti. Perchรฉ il Vangelo non รจ nรฉ un orpello, nรฉ un tappabuchi, nรฉ un analgesico: รจ annuncio di veritร e di vita, di gioia, di giustizia, di pace e fraternitร . Ecco il programma di riforma della Chiesa nella Evangelii gaudium, ed ecco i manifesti di un nuovo umanesimo planetario nella Laudato sรฌ e nella Fratelli tutti. Ecco il Giubileo della misericordia ed ecco il Giubileo della speranza. Ecco il documento sulla fratellanza universale siglato ad Abu Dhabi col grande Iman di Al Ahzar ed ecco le innumerevoli occasioni dโ incontro vissute con i membri delle diverse fedi e convinzioni. Ecco lโopera instancabile a difesa degli scartati, dei migranti, delle vittime di abusi. Ecco il rifiuto categorico della guerra.
Francesco ha avuto ben chiaro che il Vangelo non basta farlo tornare a parlare, con tutta la sua carica sovversiva, nellโareopago complesso e persino contraddittorio del nostro tempo. Occorre qualcosa di piรน: perchรฉ non ci troviamo solo in unโepoca di cambiamenti, ma siamo in mezzo al guado di un cambiamento dโepoca. Occorre guardare con uno sguardo nuovo. Quello con cui ci ha guardato e ci guarda, dal Padre, Gesรน. Lo sguardo che, con accenti teneri e accorati, รจ descritto nel suo testamento spirituale e teologico, lโenciclica Dilexit nos. ร lo sguardo – semplice e radicale – dellโamare il prossimo come sรฉ e dellโamarsi gli uni gli altri in una reciprocitร libera, gratuita, ospitale, aperta a tutti, tutti, tutti. Il processo sinodale in cui la Chiesa cattolica – e, per la loro parte, tutte le altre Chiese – รจ stata convocata indica la strada da percorrere in questo nostro terzo millennio: al di lร di una figura di Chiesa clericale, gerarchica, al maschile… Una strada nuova perchรฉ antica come il Vangelo. Una strada non facile, costosa e irta di ostacoli. Ma una grande profezia, affidata alla nostra creativa e tenace responsabilitร .
Grazie Francesco! Il tuo corpo ora riposerร accanto a Colei che ti ha accompagnato passo passo, come madre, nel tuo santo viaggio. Tu, con lei, accompagna ora tutti noi, dal grembo di Dio, nel cammino che ci attende.
Piero Coda
Foto: ยฉ CSC Audiovisivi

ร con profonda emozione che scrivo queste righe su Papa Francesco dopo il suo โvoloโ verso il Padre. Mi tornano alla mente, solleciti e pieni di significato, i tanti momenti in cui ho potuto stringergli la mano e sentire il calore del suo sorriso, la tenerezza del suo sguardo, la forza delle sue parole, il battito del suo cuore pronto a un’accoglienza paterna. E faccio fatica a credere che questi incontri non avranno piรน un โdomaniโ o un โdi nuovoโ nella mia storia.
Non intendo fare una sintesi tematica del pontificato di Francesco. A tal fine, basterร passare in rassegna i numerosi articoli che sono stati pubblicati in questi giorni, soprattutto il numero speciale dell’Osservatore Romano โ a poche ore dalla sua morte โ e le valutazioni piรน o meno esaurienti che sicuramente saranno pubblicate a breve.
Ciรฒ che mi muove dall’interno รจ trovare quel filo d’oro che tesse la sua missione alla guida della Chiesa, cercare di sintonizzarmi con il centro del suo cuore e della sua anima. E, da lรฌ, rivivere il rapporto che ha avuto con l’Opera di Maria in questi dodici anni.
Per farlo, ho meditato a fondo sui suoi ultimi interventi, perchรฉ sento che รจ qui che Papa Francesco ha dato il meglio di sรฉ e dove si trova la chiave di tutto il suo pensiero e di tutte le sue azioni.
Nel testo che ha preparato per la Messa di Pasqua, c’รจ una citazione del grande teologo Henri de Lubac โ francese e gesuita pure lui โ che non puรฒ essere semplicemente retorica: ยซdovrร esserci sufficiente di comprendere questo: il cristianesimo รจ Cristo. No, veramente, non cโรจ nientโaltro che questoยป.
A mio avviso, se vogliamo capire Francesco, dobbiamo riferirci a questo assoluto: Cristo, e solo Cristo, tutto Cristo. Da esso possiamo visualizzare il contenuto profondo delle sue encicliche ed esortazioni apostoliche, la scelta dei suoi viaggi, le sue opzioni preferenziali, il senso delle riforme che ha intrapreso, i suoi gesti, le sue parole, le sue omelie, i suoi incontri, soprattutto il suo amore per gli esclusi, per gli scartati, per le donne, per gli anziani, per i bambini e per il creato.
โNo, veramente, non cโรจ nient’altroโ. Ecco perchรฉ si puรฒ dire โ usando un pleonasmo โ che il cattolicesimo di Papa Francesco รจ semplicemente un โcattolicesimo cristianoโ. L’impulso di novitร che ha voluto dare alla Chiesa poggia su questo orientamento: la trasparenza di Cristo. In virtรน di ciรฒ, in molte occasioni si รจ spinto ben oltre il politicamente corretto, o meglio, l’ecclesialmente corretto, senza paura di essere frainteso, e senza paura di sbagliare, addirittura cosciente delle sue โcontradizioniโ. Infatti, in un’intervista a un giornale spagnolo ha detto che ciรฒ che augurava al suo successore era di non commettere i suoi stessi errori.
A causa di questa centralitร cristologica, possiamo riconoscere di aver davvero vissuto โ senza quasi rendercene conto โ con un Papa profondamente mistico. Del resto, รจ cosรฌ che Papa Francesco ha pensato e vissuto la Chiesa: non come organizzazione religiosa, nรฉ come distributrice di sacramenti, tanto meno come centro di potere economico, sociale o politico, ma come popolo di Dio, corpo di Cristo, che dร ospitalitร all’umanitร nell’umanitร Sua. Chiesa, quindi, aperta all’umanitร , al servizio, perchรฉ Gesรน รจ โil cuore del mondoโ.
Ridurre Francesco a un riformatore sociale o a un Papa di rottura mostra una tremenda cecitร . Spesso ho fissato il suo volto quando intercalava i commenti nei suoi messaggi, ad esempio all’Angelus domenicale. Lรฌ, con la semplicitร di un pastore che ama appassionatamente il suo gregge, appariva la sua sintonia col divino, la sua sapienza, la sua fede cristallina e immediata, la sua profonda umiltร .
Dalla centralitร di Cristo derivano, a mio modesto avviso, i due pilastri fondamentali del suo magistero: la misericordia e la speranza. La misericordia รจ l’espressione del sapersi come credenti radicati nella storia, personale e collettiva, con tutti i suoi drammi; la speranza manifesta la tensione escatologica e salvifica che la determina. Secondo il pensiero del Papa, c’รจ misericordia perchรฉ c’รจ speranza; ed รจ la speranza che ci dร un cuore di misericordia. Infatti, nell’omelia preparata per la Veglia pasquale di quest’anno, Francesco afferma che โCristo risorto รจ la svolta definitiva della storia umanaโ. Gli importanti messaggi sociali ed ecologici di Papa Francesco vengono fraintesi se non si tiene conto di questa tensione escatologica incentrata sul Risorto.
Il rapporto di Francesco con il Movimento dei Focolari รจ stato intenso nei dodici anni del suo pontificato. Ad esso ha rivolto dieci discorsi ufficiali: ai partecipanti alle Assemblee del 2014 e del 2021; a tutti i membri in occasione dell’80ยฐ anniversario della nascita del movimento; alla comunitร accademica dell’Istituto Universitario Sophia; alle famiglie-focolari; ai partecipanti all’incontro dei vescovi di diverse Chiese; ai partecipanti all’incontro sull’โeconomia di comunioneโ; ai partecipanti all’incontro interreligioso “One Human Family”; ai cittadini della cittadella di Loppiano; alla Mariapoli di Roma-Villaggio per la terra. Inoltre, in un’occasione, concesse un’udienza privata a Maria Voce, prima presidente dell’Opera di Maria dopo Chiara, e al sottoscritto.ย
Ciรฒ che emerge da questi incontri รจ un grande amore e una toccante sollecitudine pastorale di Papa Francesco verso il movimento. Nella virtuosa circolaritร ecclesiale tra doni gerarchici e carismatici, possiamo affermare che, da un lato, il Papa ha saputo cogliere, apprezzare ed evidenziare il dono che il carisma dell’unitร , con la sua enfasi sulla spiritualitร di comunione e le sue realizzazioni concrete in ambiti ecclesiali e civili molto diversi, rappresenta per il processo sinodale che tutta la Chiesa sta vivendo in vista di una nuova evangelizzazione; dall’altro, ha identificato con estrema luciditร le sfide e i passi che il movimento deve necessariamente compiere se vuole rimanere fedele al carisma originario, sapendo attraversare con umiltร l’inevitabile crisi della post-fondazione, trasformandola in un tempo di grazia e di nuove opportunitร .
Papa Francesco รจ stato per il mondo un messaggio di fraternitร a tutto campo radicato in Cristo e aperto a tutti. La fraternitร รจ lโunico futuro possibile. Noi, popolo dellโunitร , dobbiamo fare tesoro di questa ereditร con umiltร , energia e responsabilitร .
Jesรบs Morรกn
Foto ยฉ Vatican Media

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Con profondo dolore ho appreso del ritorno alla casa del Padre del nostro amatissimo Papa Francesco. Insieme alla Chiesa tutta Lo ridoniamo a Dio, colmi di gratitudine per lo straordinario esempio e dono dโamore che รจ stato per ogni persona e popolo.
Sono tanti i momenti, durante lโintero pontificato, in cui il Santo Padre รจ stato pastore vicino e amorevole anche per il Movimento dei Focolari: ci ha sempre accolti e guidati a testimoniare il Vangelo con coraggio e radicalitร .
Dei tanti momenti vissuti con lui, non dimenticheremo le sue parole allโAssemblea Generale dei Focolari, ricevuta in udienza nel 2021:
โrimanete sempre in ascolto del grido dโabbandono di Cristo in croce, che manifesta la misura piรน alta dellโamore. La grazia che ne deriva รจ in grado di suscitare in noi, deboli e peccatori, risposte generose e a volte eroiche; รจ in grado di trasformare le sofferenze e persino le tragedie in fonte di luce e di speranza per lโumanitร โ.
Infine, non posso non testimoniare anche lโamore e lโattenzione personale del Papa per me, per le sofferenze del mio popolo in Terra Santa e la gratitudine immensa di avermi chiamata a partecipare al Sinodo sulla sinodalitร dove Lui stesso ci ha aperto le porte della Chiesa sinodale che ora sta muovendo i suoi passi in tutto il mondo.
Insieme a tutto il Movimento dei Focolari nel mondo mi unisco alla preghiera della Chiesa universale e di tutti gli uomini e le donne di buona volontร , certa che la Madonna โSalus Populi Romaniโ, a cui era tanto devoto, lo accoglierร in Cielo a braccia aperte.
Margaret Karram

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Foto @ Pixabay

Una Pasqua di speranza ma, soprattutto, da vivere insieme. A 1700 anni dal Concilio di Nicea, in questo 2025, le varie Chiese cristiane celebrano la Pasqua nel medesimo giorno, domenica 20 aprile.
Una coincidenza meravigliosa che funge da richiamo a tutti i cristiani a compiere un passo decisivo verso lโunitร ; una chiamata a riscoprirsi uniti nella pluralitร .
A fronte di un epoca segnata da continue scissioni, su tutti i fronti, e, piรน che mai in questa occasione che ci avvicina al mistero della Resurrezione, condividiamo alcune parole pronunciate da Chiara Lubich a Palermo nel 1998 su โUna spiritualitร per i dialoghiโ, nello specifico, una โspiritualitร ecumenicaโ.
Un invito diretto a rispondere alla chiamata dellโamore reciproco non singolarmente ma in maniera collettiva; la possibilitร di guardare a quel Gesรน Abbandonato in Croce come a una luce che, pur nellโestremo sacrificio, non solo guida ma diventa strada certa dove poter muovere i nostri passi.
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Foto: ยฉ Carlos Mana – CSC audiovisivi
Da 30 maggio al 1ยฐ giugno secondo il calendario dei grandi eventi del Giubileo della Speranza 2025, รจ previsto il Giubileo delle famiglie, dei bambini, dei nonni e degli anziani; e dal 28 luglio al 3 agosto il Giubileo dei giovani. Saranno due grandi eventi che porteranno a Roma migliaia di persone da tutto il mondo.
Il Movimento dei Focolari per lโoccasione propone alcuni itinerari per approfondire la spiritualitร dellโunitร e la vita di alcuni testimoni di speranza. In particolare per i giovani รจ stato realizzato un percorso a tappe in giro per lโItalia dal titolo Giovani e Santitร . Per avere maggiori dettagli abbiamo intervistato Paola Torelli e Lais Alexandre Pessoa dei Centri giovanili del Movimento.
Partiamo dal Giubileo dei giovani: come nasce lโidea del percorso โGiovani e Santitร โ?
Il Giubileo dei giovani รจ un’opportunitร unica per mettersi in cammino, sia fisicamente a Roma che in altri luoghi giubilari nel mondo. Questo percorso non รจ solo un viaggio attraverso luoghi, ma soprattutto unโesperienza di incontro con Dio e con tanti testimoni di speranza, la cui vita puรฒ aiutarci a crescere nella fede e nella speranza. Da qui nasce lโidea di Giovani e Santitร , per tutti i giovani che parteciperanno al Giubileo dei giovani a fine luglio, offrendo un cammino accompagnato da testimoni di speranza.
Quali sono le proposte del Movimento dei Focolari?
Si propongono alcune tappe in giro per lโItalia

Si puรฒ scegliere solo una tappa o รจ un unico cammino che comprende tutte le tappe citate?
Le tappe proposte sono indipendenti, ogni gruppo o persona puรฒ scegliere quelle a cui partecipare o, se possibile, fare lโintero percorso. Per ogni tappa sono disponibili contatti di riferimento per il programma e per le visite.
Ci sono anche altre proposte per i giovani?
A Roma ogni mese presso il Focolare Meeting Point cโรจ un appuntamento dal titolo Chiamati ad una sola speranza – Giovani in cammino. Con vari Movimenti e Associazioni che hanno accolto lโinvito, offriamo la possibilitร di nutrire e irrobustire โla speranzaโ con scambi di testimonianze, riflessioni, silenzio, preghiera. ร unโesperienza di conoscenza reciproca. Preparare questi appuntamenti insieme agli altri Movimenti e Associazioni ci fa crescere ed essere sempre piรน Chiesa.
Passiamo ora al Giubileo delle famiglie, dei bambini, dei nonni e degli anziani di fine maggio: cosa propongono i Focolari?
Ci saranno due eventi previsti per venerdรฌ 30 maggio. Sono dei percorsi interattivi per approfondire il Giubileo della Speranza per famiglie con bambini e ragazzi fino a 12 anni, con riflessioni e giochi adatti a quella fascia dโetร . Il primo si svolgerร al Centro Internazionale dei Focolari in cui si potranno visitare anche diversi posti significativi, tra i quali, come la casa nella quale ha vissuto Chiara Lubich e la cappella dovโรจ sepolta insieme ai cofondatori del Movimento. Il secondo evento si svolgerร a Roma in diverse chiese e luoghi significativi, partendo dal Focolare Meeting Point.
Per maggiori info cliccate qui o scrivere a: sgmu@focolare.org.
Lorenzo Russo
Foto: Cittร di Sassello (Italia) ยฉDavide Papalini

Guerre, stragi e massacri, forti polarizzazioni, dove anche il pacifismo puรฒ diventare divisivo: questa lโattualitร in cui siamo immersi.
La figura di Igino Giordani (1894-1980), uomo di pace perchรฉ uomo giusto e coerente, ci dร oggi qualche spunto per alzare lo sguardo e sperare ancora, tentando un dialogo lร dove sembra impossibile, per sgretolare ideologie cristallizzate e assolutismi, per costruire una societร inclusiva, per rifondare la pace sullโunitร .
Tra i piรน vivi testimoni della cultura della pace del ventesimo secolo, il suo pacifismo attinge direttamente dal Vangelo: uccidere un altro uomo significa assassinare lโessere fatto a immagine e somiglianza di Dio. Giordani anela dunque alla pace, si spende in tutti i modi, dialoga con chiunque per la pace, non si tira indietro nemmeno quando cโรจ da sostenere la ratifica del Patto Atlantico e provvedere alla sicurezza e alla difesa dellโEuropa e dellโItaliaโฆ Possiamo dire che il suo รจ un pacifismo a 360ยฐ, senza esclusione di colpi.
Scorriamo qualche suo scritto.
ยซโฆ scoppiรฒย la Prima Guerraย mondiale. [โฆ] Ed esplosero comizi guerยญrafondai in piazza, ai quali io andavo per protestare contro la guerra; tanto che una volta un personaggio da me stimato, ascoltando le mie grida mi ammonรฌ: โ Ma lei vuol farsi amยญmazzare!โฆ
[โฆ] Nel ยซmaggio radiosoยป 1915, fui chiamato alle armi. [โฆ]
La trincea! In essa, dalla scuola entrai nella vita, tra le braccia della morte con le salve dei cannoni. Fango, freddo, sporcizia, attutirono la scoperta amara: che i soldati erano tutti contrari allโomicidio detto guerra, per il fatto che lโomicidio era uccisione dellโuomo: tutti la detestavanoโฆ [โฆ] Stavamo a Oslavia, presso dei ruderi chiamati Pri-Fabrisu: il ricordo dellโagonia (da agone) sofferta in quei luoghi lo raccolsi, piรน tardi, durante la triennale degenza dโospedale, in un poemetto intitolato I volti dei morti. Rammento lโultimo verso che diceva: โQuesta malediยญzione della guerraโ[2]ยป.
Giordani fu ferito gravemente e, tornato dalla trincea, rimase tre anni nellโospedale militare di Milano, con danni irreversibili ad una gamba. Il suo dunque รจ un pacifismo che poggia sulla vita vissuta. Impegnato poi nella vita politica, puntรฒ sempre al dialogo con tutti, anche con chi era di un pensiero opposto al suo, convinto che lโuomo รจ sempre da accogliere e comprendere. Non si arroccรฒ mai su posizioni assolute. Cosรฌ racconta il suo intervento in Parlamento a favore del Patto atlantico:
ยซAlla Camera, ricordo un discorso da me tenuto il 16 marzo 1949, [โฆ] sul Patto Atlantico, che da troppi era presentato solo nellโaspetto dโanticomunismo, e cioรจ di allestimento bellico antirusso. [โฆ] Dissi che ogni guerra รจ un fallimento dei cristiani. โSe il mondo fosse cristiano, non ci dovrebbero essere guerreโฆ [โฆ] La guerra โ aggiunsi โ รจ un omicidio, un deicidio (uccisione di Dio in effigie: e cioรจ nellโuomo che รจ sua immagine) e un suicidioโ[3]ยป.
Il discorso di Giordani venne applaudito da destra e da sinistra: paziente tessitore di rapporti, mise in evidenza la valenza positiva di una scelta da parte dellโItalia che poteva essere interpretata a favore della guerra. Giordani era ben convinto che per la pace bisogna tentare qualsiasi strada, al di lร degli schieramenti strategici, e si augurava che la politica cristiana fosse in grado di districarsi fra le polarizzazioni in atto per ergersi a forza di pace.
Scrive nel 1953:
ยซLa guerra รจ un omicidio in grande, rivestito di una specie di culto sacro [โฆ]. Essa sta allโumanitร , come la malattia alla salute, come il peccato allโanima: รจ distruzione e scempio e investe anima e corpo, i singoli e la collettivitร .
ย [โฆ] Il fine puรฒ essere la giustizia, la libertร , lโonore, il pane: ma i mezzi producono tale distruzione di pane, dโonore, di libertร e di giustizia, oltre che di vite umane, tra cui quelle di donne, bambini, vecchi, innocenti dโogni sorta, che annullano tragicamente il fine stesso propostosi.
In sostanza, la guerra non serve a niente, allโinfuori di distruggere vite e ricchezze[4]ยป.
Giordani ci ricorda dunque che la pace รจ il risultato di un progetto: un progetto di fraternitร fra i popoli, di solidarietร con i piรน deboli, di rispetto reciproco. Cosรฌ si costruisce un mondo piรน giusto, anche oggi.
Elena Merli
(Centro Igino Giordani)
Foto ยฉ Archivio CSC Audiovisivi
[1] Igino Giordani, Lโinutilitร della guerra, Cittร Nuova, Roma, 2003, (terza edizione), p. 57
[2] Igino Giordani,ย Memorie di un cristiano ingenuo, Cittร Nuova, Roma 1994, pp.47-51
[3] Idem, p.111
[4] Igino Giordani, Lโinutilitร della guerra, Cittร Nuova, Roma, 2003, (terza edizione), p. 3

Pubblichiamo il resoconto dellโanno 2024 sulle attivitร del Movimento dei Focolari in materia di Tutela della persona ponendo come incipit le parole che Papa Francesco ha indirizzato alla Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori e con le quali, di fatto, ha attualizzato il mandato con cui lโaveva costituita 10 anni fa. Ci sentiamo fortemente chiamati ad adempiere questa โconversione integraleโ a cui fa appello il Santo Padre, che non รจ mai del tutto compiuta, ma ci domanda di interrogarci continuamente, di avere uno sguardo umile, sempre attento, protettivo e accogliente per ogni persona. Ci chiede di proseguire con perseveranza sulla strada della formazione e della vicinanza autentica, coscienti della necessitร di cambiamento, perchรฉ ogni persona si senta sicura, amata e rispettata nei nostri ambienti e nelle diverse attivitร .
2024: ascolto, formazione, regolamentazione
Sono tre gli elementi che hanno caratterizzato lo scorso anno dal punto di vista della Tutela, nel Movimento dei Focolari: lโascolto e il coinvolgimento di vittime e testimoni a vario titolo nei processi di riparazione e di formazione dei responsabili;lโampliamento dei corsi e degli eventi formativi per tutti i partecipanti e ilproseguimento della costruzione del quadro normativo, con lโattualizzazione del Protocollo per i casi di abuso e la redazione delle Linee guida per i servizi di ascolto ed accoglienza.
Dโimportanza fondamentale รจ stato lโincontro, nel novembre scorso, dei dirigenti del Movimento nel mondo con alcune persone, vittime di abusi sessuali o di potere da parte di membri del Movimento dei Focolari. Le vittime hanno raccontato le proprie storie di grande sofferenza e le gravi conseguenze sulla loro vita, sulle comunitร di cui facevano o fanno tuttโora parte. Erano presenti anche alcuni membri della famiglia di una delle vittime che hanno offerto la loro testimonianza sulle gravi ricadute che lโabuso ha su tutti i componenti della famiglia. Le parole di un partecipante esprimono bene lโimportanza di quel momento: โLโascolto di queste persone ha segnato un prima e un dopo. Con delicatezza e chiarezza ci hanno detto quanto il Movimento abbia mancato in quello che รจ il cuore del suo carisma: lโunitร , lโamore al prossimo, perchรฉ in molti casi non solo siamo stati in qualche modo co-responsabili degli abusi commessi, ma poi abbiamo anche lasciato sole le persone ad affrontare il loro doloreโ.
Inoltre, il contributo delle vittime, insieme al coinvolgimento di professionisti in varie discipline, esterni al Movimento, sono stati fondamentali per il lavoro svolto al Centro Internazionale e nei territori per i documenti prodotti e per la formazione alla Tutela delle comunitร dei Focolari nel mondo, come pure la progettazione e lโapertura di alcuni spazi di ascolto ed accoglienza.

(PDF scaricabile)
ร stata inoltre istituita una Commissione di studio sugli abusi di potere e spirituali accaduti allโinterno del Movimento. Lo scopo รจ approfondirne le cause, per poter cambiare prassi dannose e mettere in atto unโadeguata prevenzione. Lo studio, tuttโora in corso, si avvale anche della consulenza esterna di specialisti in vari ambiti: psicologico, pedagogico e giuridico. Tale analisi รจ supportata e incoraggiata dal Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita e, nonostante sia nelle sue fasi iniziali, se ne riconosce la grande importanza, poichรฉ รจ evidente che non bastano la creazione e lโapplicazione di norme e protocolli, ma occorre approfondire le dinamiche che hanno condotto alle diverse forme di abuso.
Infine, si sono attualizzati, implementati e prodotti documenti normativi e linee guida (come illustrato di seguito), frutto anche di una proficua collaborazione con la Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori, che ha seguito e promosso i nuovi passi fatti.
Stefania Tanesini
[1] Messaggio del Santo Padre Francesco allโAssemblea plenaria della Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori, 25 marzo 2025

โOggi, piรน che mai, nel mondo in cui viviamo, cosรฌ pieno di divisioni, di tragedie, di conflitti, dove la gente non dialoga, ritrovarsi insieme ha un significato molto grandeโ, ha detto Margaret Karram, presidente del Movimento dei Focolari, in una intervista pubblicata su News.va durante i giorni del Convegno ecumenico dal titolo Called to hope โ Key players of dialogue (Chiamati alla speranza, protagonisti del dialogo) promosso dal Centro Uno, la segreteria internazionale per lโunitร dei cristiani del Movimento dei Focolari. Le sue parole esprimono una certezza rimasta nel cuore e nellโesperienza delle 250 persone di 40 Paesi e 20 Chiese cristiane e degli oltre 4000 collegati in tutto il mondo via streaming che hanno partecipato allโevento.
Il Convegno tenutosi al Centro Mariapoli di Castel Gandolfo dal 26 al 29 marzo 2025, si รจ aperto con il contributo di Jesรบs Morรกn, copresidente del Movimento dei Focolari e di Callan Slipper, teologo anglicano che ha affermato: โLโecumenismo, riparando le nostre interazioni personali allโinterno della comunitร cristiana, permette alla Chiesa di essere sรฉ stessa. Ciรฒ che serve allโumanitร serve anche a noi. La nostra salute spirituale diminuisce senza di esso, cosรฌ come ogni altra dimensione della vita umana non puรฒ raggiungere il suo compimento senza la riconciliazione portata da Gesรนโ. E Morรกn ha concluso: โUnitร piuttosto che unione e cristianesimo come modo di essere piuttosto che come una dottrina, possono essere due percorsi fruttuosi per l’ecumenismo in risposta a ciรฒ che la storia ci richiede oggiโ.โฏ



Il convegno ha proposto un metodo per camminare nellโunitร : il dialogo, quello che emerge dalla spiritualitร dei Focolari, il dialogo della vita, il dialogo del popolo, e quello che emerge dal cosiddetto ecumenismo ricettivo, molto vicino ad esso. La prof.ssa Karen Petersen Finch, statunitense e presbiteriana, con la sua esperienza ha messo in evidenzia lโimportanza del dialogo sulla dottrina della fede, normalmente riservato solo ai teologi, ai responsabili delle Chiese e ai comitati ufficiali di dialogo, coinvolge oggi sempre di piรน anche il popolo.
Una giornata รจ stata dedicata ad un pellegrinaggio a Roma con la visita alla Basilica di San Lorenzo martire e allโAbbazia delle Tre Fontane, dove la tradizione colloca il martirio di San Paolo. ย In un clima di raccoglimento questa giornata รฉ stata, come ha detto uno dei partecipanti: โun incontro con i primi martiri della Chiesa indivisa che, con la loro autenticitร di vita, di fede e con la loro testimonianza ci infondono il coraggio di annunciare Cristo oggiโ. Poi, nella Basilica di San Paolo fuori le mura, il pellegrinaggio si รจ concluso con una preghiera ecumenica. Lโecumenismo ha la sua radice biblica nella preghiera, a cominciare da Gesรน. Lui stesso pregando ha chiesto al Padre: โChe tutti siano unoโ. Le Sue parole, in vari passi delle Scritture, ci invitano a chiedere qualsiasi cosa al Padre โnel suo nome, insieme e concordementeโ. E cosรฌ, insieme, raccolti in unitร , sacerdoti e laici di tutte le confessioni cristiane presenti hanno chiesto insieme al Padre la pace in ogni angolo della terra e la riconciliazione tra tutti i cristiani.



Tra le tematiche affrontate durante il convegno, anche le significative ricorrenze di questโanno 2025: i 1700 anni del Concilio di Nicea, la Pasqua che sarร celebrata lo stesso giorno da tutte le Chiese cristiane ed i 60 anni dellโabolizione delle scomuniche tra la Chiesa di Roma e quella di Costantinopoli. Il dott. Martin Illert, rappresentante del Consiglio Ecumenico delle Chiese, in riferimento al Concilio di Nicea ha affermato: โSono convinto che la preghiera e la riflessione comuni ci facciano avanzare sulla via dell’unitร , perchรฉ ricordiamo sia le nostre radici comuni che la nostra missione condivisaโ. E Mons. Andrea Palmieri del Dicastero per la promozione dellโunitร dei cristiani ha osservato: โQuesti eventi sono sicuramente importanti, ma (โฆ) alle parole devono seguire decisioni concrete, profetiche. Sono convinto che le riflessioni avviate questโanno contribuiranno alla maturazione di decisioni che potranno segnare il futuro del cammino ecumenicoโ.



Come puรฒ contribuire la sinodalitร allโecumenismo? Se ne รจ parlato in un panel formato da persone che hanno partecipato al Sinodo della Chiesa cattolica: tre delegati fraterni, membri di varie Chiese, un vescovo cattolico e una invitata speciale hanno condiviso lโesperienza vissuta nella quale la partecipazione attiva di tutti ha contribuito al dialogo affettivo e effettivo con una โforte dimensione ecumenica โ come ha detto S. Em. Khajag Barsamian, della Chiesa armena apostolica -, che sottolinea l’unitร , le esperienze spirituali condivise e il rispetto reciproco tra i cristianiโ. โL’intero Sinodo come esercizio spirituale ha avuto una profonda influenza sulla mia comprensione di me stesso e sul mio ministero, ma anche sulla mia Chiesaโ, non esita affermare il Rev. Dirk G. Lange, della Federazione Luterana mondiale. Il metodo di lavoro durante il Sinodo, la โConversazione nello Spiritoโ, per Mons. Brendan Leahy, Vescovo cattolico di Limerick (Irlanda), ha contribuito a rendermi โpiรน attento nel mio lavoro e nel mio ministero ad ascoltare di piรน, riconoscendo il seme della veritร in ogni personaโ, mentreper la Dott.ssa Elizabeth Newman, della Alianza Mondiale Battista, la sinodalitร ha la sua base โsulla consapevolezza, e sulla pratica, che il proprio punto di vista non deve prevalere. Non si deve โvincereโโ. Margaret Karram, Presidente del Movimento dei Focolari, afferma: โNoi sappiamo che la speranza รจ una virtรน e non possiamo perderla. Dobbiamo nutrirla, coltivarla in noi per poterla dare agli altriโ e invita tutti ad accrescere la speranza e la fede con โgesti anche piccoli nei confronti del prossimo: gesti di solidarietร , di comunione e di aperturaโฆ solo cosรฌ possiamo sperareโ.



Una chiamata alla speranza dunque che, durante il convegno, si รจ fatta riflessione e approfondimento, arricchita di segni concreti e testimonianze di vita che illustrano il cammino di azione ecumenica a livello mondiale (Global Christian Forum, JC2033), internazionale (Ikumeni-America Latina, Insieme per lโEuropa, John17), locale (da Brasile alle Filippine, dallโIrlanda del nord alla Serbia, dallโOlanda al Venezuela, dalla Germania allโUgandaโฆ) e che sta coinvolgendo Chiese, sacerdoti e laici, teologi e studiosi, adulti e giovani, singoli e gruppi, tutti veri protagonisti del dialogo.



Carlos Mana
Eโ possibile rivedere lo streaming del Convegno sul canale Youtube di focolare.org
(Foto: ยฉ Javier Garcรญa, Joaquรญn Masera, Carlos Mana – CSC Audiovisivi)
Da oltre due anni un gruppo di professionisti della comunicazione, su iniziativa di NetOne, la rete internazionale dei comunicatori del Movimento dei Focolari, si riunisce con incontri mensili online per approfondire alcuni temi legati al Sinodo dei vescovi, in particolare su sinodalitร e comunicazione. Ascolto, silenzio, testimonianza, comunicazione fraterna: sono alcuni degli elementi chiave durante gli incontri. In questi due anni si sono svolti anche due webinar: il primo ad aprile 2024 (potete leggere un approfondimento qui) e il secondo nel mese di febbraio 2025 dal titolo โQuale comunicazione per la sinodalitร ?โ (guarda il video). Questo evento รจ stato seguito in varie parti del mondo ed ha visto la partecipazione di numerosi esperti della comunicazione collegati da vari Paesi.
Alessandro Gisotti, vice direttore dei Media Vaticani ha aperto la serie di interventi citando tre termini essenziali per un buon comunicatore: Comunicazione, Azione e Comunitร . โIn questo Anno Santo abbiamo bisogno di una comunicazione sinodale che sappia mettersi in cammino con la gente che verrร โ ha affermato – per accompagnarla, senza la presunzione di volerla guidare. Ma disponibile ad ascoltarla, accompagnarla, a fare un tratto di strada insiemeโ.
Dagli Stati Uniti Kim Daniels, docente della Georgetown University di Washington D.C., coordinatrice al Sinodo del Gruppo di studio 3 โLa missione nellโambiente digitaleโ. โIl nostro obiettivo – ha spiegato Daniels parlando del gruppo di studio – รจ offrire raccomandazioni attuabili al Santo Padre per il miglioramento della missione della Chiesa in questa cultura digitale, assicurando che essa rimanga saldamente radicata nella nostra chiamata a incontrare le persone ovunque si trovino, conducendole verso una comunione piรน profonda con Cristo e lโuno con lโaltroโ.
Pรกl Tรณth, docente dellโIstituto Universitario Sophia di Loppiano รจ intervenuto dallโUngheria spiegando che โper sanare le piaghe profonde del mondo globalizzato necessita una collaborazione trasversale anche con quelli che hanno concezioni parzialmente diverse da noi. Lโidea del consenso differenziato promuove un nuovo tipo di rapporto sociale: collaboriamo per la realizzazione di alcuni valori mentre rimaniamo su piattaforme diverse per altriโ.
Il Sinodo si costruisce partendo dagli ultimi. Questo รจ emerso dallโesperienza di Muriel Fleury e Beatrice Binaghi, rispettivamente responsabile della Comunicazione e incaricata dei Social media presso il Dicastero per lo Sviluppo Umano Integrale. โDar voce a chi non ce lโhaโ afferma Fleury ricordando che โparlare di chi viene sfruttato o emarginato dai processi dominanti significa far esistere queste persone. Senza queste voci controcorrenti tutto favorirebbe chi domina, perchรฉ tacere vuol dire finire per assecondare chi maltratta, chi schiavizza, chi spreme, chi vuole rendere invisibili tanti, troppi uomini e donneโ. E Binaghi ha raccontato della rete di collaborazione nata tra i โvescovi di frontieraโ responsabili della pastorale migratoria in Colombia, Costa Rica e Panama, soprattutto per affrontare la situazione critica nel Darien da cui ogni giorno passano centinaia di migranti. โIl confronto e la comunicazione hanno creato comunitร , e il lavoro che prima era frammentato ora รจ piรน sinergico e incisivoโ.
All’attrice Stefania Bogo il compito di dare due momenti di riflessione con la lettura artistica di alcuni passaggi della recente enciclica di Papa Francesco, Dilexit nos e de L’attrattiva del mondo moderno, di Chiara Lubich.
Erica Tossani, della presidenza dellโAssemblea Sinodale della Chiesa italiana, ha spiegato come sia importante ascoltare, che โnon รจ semplicemente unโazione passiva, un silenzio che attende di essere riempito dalle parole altrui. ร un atteggiamento attivo che implica attenzione, discernimento e disponibilitร a lasciarsi interpellare. Senza ascolto la comunicazione si riduce a polarizzazione e contrapposizione sterileโ.
Fra le esperienze sinodali cโรจ quella di Paolo Balduzzi, inviato della trasmissione A sua immagine del canale italiano Rai 1. โLe storie raccontate – spiega – nascono da un dialogo condiviso con l’intera redazione. Per me ogni intervista รจ un incontro. E la sinodalitร parte da questo incontro con il mio interlocutore, cioรจ vuol dire entrare nella sua storia, nel suo vissuto e cercare di cogliere insieme quegli aspetti che sono piรน essenziali al raccontoโ.
La storia di Mariella Matera, blogger di Alumera, uno spazio di evangelizzazione sui social, che racconta il percorso di una comunicatrice affascinata dall’idea di trasmettere il Vangelo attraverso internet. โCome posso essere un piccolo ponte tra il web e Cristo? – si chiede – A Lumera, in dialetto calabrese (sud Italia), รจ il vecchio lume a olio. Cosรฌ come la lampada, finchรฉ ha olio non si spegne, anche io, finchรฉ ho in me lโamore di Cristo, non posso tacereโ.
In conclusione, Anita Tano, responsabile della comunicazione per United World Project-NetOne Argentina. Lei ha raccontato lโesperienza del Genfest 2024 in Brasile, lโevento giovanile del Movimento dei Focolari dal tema Together to Care. Tra scambi culturali, arte e workshop, lโobiettivo era quello di riconoscere la comunicazione come uno strumento per prendersi cura della “vita di sรฉ stessi, degli altri e del pianeta”. Un messaggio che ha sottolineato la differenza tra lโessere semplicemente “connessi” e lโessere realmente “uniti”.
La diretta รจ stata moderata da Enrico Selleri, conduttore e autore delle emittenti della Chiesa italiana Tv2000 e InBlu2000, e Sara Fornaro, caporedattrice web della rivista italiana Cittร Nuova ed รจ stata promossa da NetOne insieme alla Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi, il Dicastero per la Comunicazione, il Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, Vatican Media, il Cammino sinodale della Chiesa in Italia, TV2000, InBlu2000 e SIR (della Conferenza Episcopale Italiana), lโIstituto Universitario Sophia, Weca (Associazione dei WebCattolici Italiani), il Gruppo editoriale Cittร Nuova e la Pontificia Universitร della Santa Croce.
Per maggiori info e per rimanere in contatto: net4synodcom@gmail.com www.youtube.com/@SynodalCommunicationNetwork
Lorenzo Russo
Foto: ยฉPixabay

โPenso che don Pepe, dopo don Silvano Cola, sia stato il sacerdote focolarino piรน carismatico che io abbia conosciutoโ, cosรฌ un sacerdote dellโItalia alla notizia della morte di don Enrico Pepe avvenuta il 2 marzo 2025 nel focolare sacerdotale a Grottaferrata (Roma). โEra una persona di sguardo puro. Vedeva le persone nella veritร e anche nella misericordiaโ, cosรฌ un altro dagli USA. E il card. Joรฃo Braz De Aviz, prefetto emerito del Dicastero per la vita consacrata, nellโomelia del funerale da lui presieduto: โRingrazio il Signore per la cura che ha avuto di noi sacerdoti, aiutando tanti a non smarrire il dono della vita cristiana e del sacerdozio ministeriale, perchรฉ rinforzati dalla ricerca continua dellโunitร tra noi, con la Chiesa e con lโOpera di Mariaโ.

Ma chi era don Enrico Pepe? Molto ha raccontato lui stesso nel volume Unโavventura nellโunitร (CNx 2018).
Enrico nasce il 15 novembre 1932 a Cortino (Teramo, Italia), come primo di nove fratelli e sorelle. Pur fra le ombre della guerra, vive unโinfanzia felice. Tornerร in seguito volentieri in quei luoghi anche per ritrovare il calore dei suoi cari: la โtribรนโ Pepe, con 76 tra nipoti e pronipoti.
Alle scuole medie, Enrico sente la vocazione al sacerdozio ed entra in seminario. Vive un momento di dubbio quando una giovane gli manifesta il suo affetto, ma proprio in quella circostanza rinnova con piรน coscienza la sua scelta.
Viene ordinato sacerdote nel 1956 e nel 1958 il vescovo lo manda a Cerchiara, un paese sotto il Gran Sasso, diviso in due fazioni politiche che toccano anche la parrocchia. Don Enrico, con la sua โfurbiziaโ evangelica, riesce a farsi strada e la situazione si pacifica.
Nel 1963 conosce il Movimento dei Focolari. Con don Annibale Ferrari si reca ogni quindici giorni da Teramo a Roma da don Silvano Cola nel primo focolare sacerdotale. Un anno dopo gli viene proposto di trasferirsi a Palmares nel Nord Est del Brasile, da dove il vescovo Dom Acacio Rodrigues si รจ rivolto ai Focolari, per via della grave penuria di preti. Nel 1965 don Pepe diventa parroco a Ribeirรฃo, in una zona di monocultura della canna da zucchero con brucianti problemi sociali e morali. Vi risponde con una pastorale illuminata dal Concilio Vaticano II e dal suo buon senso. Nascerร con gli anni un focolare sacerdotale alla cui vita partecipa spesso anche Dom Acacio.



Dopo alcuni mesi in patria, nel 1969 parte nuovamente per il Brasile, questa volta per dedicarsi interamente al Movimento e portare avanti lo spirito dellโunitร tra i sacerdoti. Nel 1972 si trasferisce a questo scopo alla Mariapoli Araceli, la cittadella dei Focolari nei pressi di San Paolo. โLa Chiesa in Brasile โ scriverร don Pepe anni dopo a papa Francesco โ attraversava allora una crisi tremenda soprattutto nel clero. Insieme ai focolarini e alle focolarine ho iniziato a offrire ai sacerdoti e ai seminaristi diocesani e religiosi la spiritualitร dellโunitร . Si รจ cosรฌ risvegliata una vita nuova e gioiosa in tante diocesi e congregazioni religioseโ. Con un frutto inaspettato: โAllโinizio degli anni โ80, la Santa Sede ha cominciato a nominare vescovi alcuni sacerdoti che vivevano questa spiritualitร โ.
Nel 1984 don Pepe viene chiamato al Centro sacerdotale dei Focolari a Grottaferrata (Roma), per prendersi cura, insieme a don Silvano Cola, delle migliaia di sacerdoti che vivono la spiritualitร dellโunitร e della vita che fiorisce in parrocchie del mondo intero. Nel tempo libero, raccoglie la vita di Martiri e Santi. Ne nasce un libro dellโeditrice Cittร Nuova talmente apprezzato che gli viene chiesto di ampliarlo a tre volumi.
Nel 2001 scoppia il caso dellโarcivescovo zambiano Milingo. Quando questi si pente, la Santa Sede cerca a chi affidarlo per una ripresa e si rivolge al Movimento dei Focolari. Si assegna a don Pepe questo compito. Anni dopo, il card. Bertone, a suo tempo Segretario del Dicastero per la dottrina della fede, scriverร a don Pepe: โCi siamo conosciuti in un momento speciale della vita della Chiesa a Roma, senza che ci fossimo mai incontrati, ma abbiamo avvertito una convergenza di ideali, di missione e di trasmissione dellโamore misericordioso di Dio, che hanno sigillato le nostre relazioniโ.
Durante gli ultimi anni, arrivano grandi sfide per la salute. โIn Brasile โ commenta don Pepe โ ho calpestato tanti aeroporti ed ora mi vedo spesso sulla pista di lancio, pronto allโultimo volo, il piรน bello, perchรฉ ci porta in Altoโ.
Hubertus Blaumeiser

La nostalgia รจ un sentimento decisivo per gli interrogativi morali, filosofici e spirituali dellโessere umano. Etimologicamente significa “dolore del ritorno”, in senso a volte indeterminato, perchรฉ non รจ tanto rivolto a un passato fatto di luoghi, persone o eventi concreti, quanto a un’emozione profonda che ci fa anelare a un qualcosa di bello, giusto e universale, come se, in fondo, sapessimo di farne parte o di esserne chiamati.
Il tema dellโesilio attraversa la storia del pensiero umano: il viaggio di Ulisse (cantato nell’Odissea di Omero) รจ un viaggio che richiama allโinfinito perchรฉ sempre incompiuto ma che comporta una esperienza di saggezza.
(โฆ)
โSempre devi avere in mente Itaca โ raggiungerla sia il pensiero costante. Soprattutto, non affrettare il viaggio; fa che duri a lungo, per anni (โฆ). E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrร deluso. Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso giร tu avrai capito ciรฒ che Itaca vuole significareโ[1]
Ogni racconto di esilio, dalle piรน antiche civiltร ai giorni nostri, affronta domande esistenziali, fondamentali non solo per quel tempo: esiste un โfiloโ che dร significato alla storia? Questa domanda puรฒ essere rivolta anche a livello personale: Cโรจ un senso di quello che sto vivendo o che ho vissuto? Perchรฉ il male, il dolore, la morte? Sono le domande inespresse ma profondamente rappresentate nelle piรน recenti ricerche sui bisogni autentici dei giovani. Spesso la nostalgia dellโinfinito viene raccontata come malinconia, solitudine dellโanima, ricerca di un perchรฉ[2].
Eppure questi interrogativi fanno fatica a emergere: siamo distratti da eventi che ci accadono, dalle mille preoccupazioni che ci attanagliano lโanima, da pensieri che ci importunano. Forse non ci fermiamo abbastanza per scoprire attorno a noi piccole risposte che possano essere un faro che ci aiuti a non smarrire il senso del nostro percorso.
Proviamo allora a cercare in ogni modo le occasioni – in tempi e spazi di ascolto, riflessione, condivisione – e insieme a coloro che condividono con noi il cammino della nostra esistenza: la nostra comunitร , gli amici, i colleghi di lavoro, proviamo a lavorare, a confrontarci senza perdere la fiducia che le cose possano cambiare in meglio. Anche noi ci sentiremo cambiati.
Nelle comunitร cristiane sparse per il mondo, in questo mese ricorre la Pasqua. Il messaggio dei โtre giorniโ รจ forte e continua a interrogare tutte le persone capaci di domande e di dialogo[3]. Il mistero del dolore, la capacitร di โstareโ nelle ferite dellโumanitร , la forza di ricominciare sono i valori presenti in ogni cuore che accompagnano il nostro viaggio attraverso i deserti e guidano la storia e la nostra vita.
ยฉ Foto da StockSnap/Pixabay
LโIDEA DEL MESE รจ attualmente prodotta dal “Centro del Dialogo con persone di convinzioni non religiose” del Movimento dei Focolari. Si tratta di un’iniziativa nata nel 2014 in Uruguay per condividere con gli amici non credenti i valori della Parola di Vita, cioรจ la frase della Scrittura che i membri del Movimento si impegnano a mettere in atto nella vita quotidiana. Attualmente LโIDEA DEL MESE viene tradotta in 12 lingue e distribuita in piรน di 25 paesi, con adattamenti del testo alle diverse sensibilitร culturali.
[1]Konstandinos P. Kavafis. Poesie, Mondadori, Milano 1961
[2]Istituto Giuseppe Toniolo: Cerco, dunque credo? (Vita e Pensiero, 2024) cura di R. Bichi e P. Bignardi
[3]Convegno Internazionale โIl senso nel dolore?โ (Castel Gandolfo, 2017) https://www.cittanuova.it/senso-neldolore/?ms=006&se=007