Il 4 ottobre, giorno di San Francesco d’Assisi termina il periodo del Tempo del Creato, un periodo nel quale si propone di approfondire il dialogo con Dio attraverso la preghiera, associato da azioni concrete per la cura del pianeta. Il Movimento dei Focolari ha sempre sostenuto lโiniziativa partecipando e organizzando eventi in varie parti del mondo. Ecco alcune iniziative del Tempo del creato 2024.
A Leonessa, nel centro Italia, si รจ svolta una passeggiata nella natura. Lโevento, dal titolo Respiri di Natura: insieme per il nostro pianeta, ha visto la partecipazione di grandi e piccoli. Il gruppo di partecipanti รจ partito dal convento dei frati cappuccini, guidati proprio dai frati insieme ai Carabinieri forestali, al Club Alpino Italiano e al prof. Andrea Conte, astrofisico e coordinatore italiano di EcoOne, la rete di Ecologia del Movimento dei Focolari. Lโescursione รจ culminata presso una fonte, dove il prof. Conte ha condotto una suggestiva meditazione sul viaggio di un atomo di carbonio nellโambiente. Conte ha poi mostrato come trasformare i rifiuti comuni in strumenti per esperimenti scientifici, dimostrando come la scienza possa essere divertente e alla portata di tutti.
Di seguito, presso lโAuditorium del paese, sono stati approfonditi temi come la coscienza ambientale, gli effetti del cambiamento climatico e lโimportanza dellโeducazione alla sostenibilitร . Il prof. Luca Fiorani, della commissione internazionale di EcoOne ha offerto unโanalisi approfondita dellโenciclica Laudato Siโdi Papa Francesco, del concetto di ecologia integrale e della sostenibilitร relazionale. La partecipazione numerosa e lโattenzione dimostrata dai presenti sono la testimonianza di un crescente interesse verso tematiche ambientali e di una crescente consapevolezza dellโimportanza di agire per proteggere il nostro pianeta.
In Oceania รจ il quarto anno che la comunitร dei Focolari contribuisce alla preghiera ecumenica per il Tempo del Creato. โAbbiamo pregato e testimoniato con diverse azioni di cura della nostra casa comune – raccontano -. Questo servizio di preghiera รจ il nostro sforzo per dare speranza alla nostra vasta area che si estende per 7.000 km da Perth, nell’Australia occidentale, a Suva, nelle Fiji, la piรน grande nazione insulare nel cuore del Pacificoโ. ร seguita una riflessione a cura di Jacqui Remond, cofondatrice del Movimento Laudato Si’, docente dell’Universitร Cattolica Australiana, che ha parlato della necessitร di cambiare i cuori per una conversione ecologica.
L’arcivescovo Peter Loy Chong, dell’arcidiocesi di Suva, nelle Fiji, non ha potuto raggiungerli perchรฉ stava accogliendo Papa Francesco in Papua Nuova Guinea. Ma ha inviato un messaggio sottolineando in particolare lโimportanza della parola โTagiโ, che significa โil grido dei popoli dell’Oceaniaโ. ร il grido delle piccole isole del Pacifico di fronte al cambiamento climatico, che non ha ancora influenzato il mondo. O meglio: il mondo non ha ancora ascoltato profondamente le voci e in particolare i tempi del grido dei popoli dell’Oceania.
Sono seguite diverse esperienze come la creazione di un giardino di riconciliazione aborigena presso il Centro Mariapoli di St Paul. Qui sono ostati invitati gli studenti di orticoltura e i loro insegnanti che utilizzano il centro per le loro lezioni. Sono tutti migranti ed erano molto interessati a conoscere le importanti piante alimentari indigene.
I giovani di Sydney, Canberra e Melbourne invece si sono uniti con un anziano aborigeno per una passeggiata nel Paese dove hanno imparato a relazionarsi con il creato e a prendersene cura.
In Messico si รจ svolto un corso sulla conversione ecologica e spiritualitร , un dialogo aperto per la cura della Casa Comune. ร stata unโiniziativa del Centro Evangelii Gaudium Messico, dellโUniversitร Sophia ALC insieme al Movimento dei Focolari. Cinque sessioni online โ una a settimana durante il Tempo del Creato – a cura del prof. Lucas Cerviรฑo, focolarino teologo e missiologo. Hanno partecipato in 87 provenienti da diversi Paesi dellโAmerica Latina, dal Messico fino allโArgentina. Ecco alcuni temi affrontati: la crisi e conversione ecologica; metamorfosi del sacro e della spiritualitร ; Dio รจ amore come un tessuto di vita nell’amore; lโascolto del grido della terra e dei poveri come amore a Gesรน abbandonato e crocifisso; lโunitร guardata come fraternitร cosmica per prendersi cura della Casa Comune; Maria come Regina della creazione e la presenza del corpo mistico di Maria.
In Italia infine, nella cittร di Padova, รจ stato inaugurato il โSentiero delle 5C della Laudato Sรฌโ grazie alla rete Nuovi Stili di Vita costituita da associazioni civili, religiose, laiche โ fra cui il Movimento dei Focolari – che hanno a cuore la promozione di stili di vita sobri e rispettosi della natura, dellโeconomia sostenibile e che stimolano le comunitร con iniziative e proposte per realizzare insieme il bene comune.
Il percorso delle 5C รจ stato installato presso unโaiuola dove nel 2011 le cinque Chiese Ecumeniche, (cattolica, ortodossa, luterana, metodista ed evangelica), hanno celebrato la Giornata per la Custodia del Creato, piantando insieme cinque faggi. ร stato anticipato da un breve concerto di un giovane cantautore vicentino che ci ha comunicato la sensibilitร ed il sogno dei giovani di oggi verso un futuro di speranza.
Le 5C evidenziano cinque termini tratti dallโenciclica di papa Francesco: custodire, conversione, comunitร , cura, cambiamento. Lโevento รจ stato vissuto con intensitร ed รจ stato da sprone per propositi di impegno concreto a realizzare un mondo migliore, piรน giusto ed equo, in armonia con la Terra che abitiamo.
Per la terza volta Gesรน, in cammino verso Gerusalemme, prepara i suoi discepoli allโevento drammatico della sua passione e morte, ma proprio quelli che piรน da vicino lo hanno seguito si mostrano incapaci di comprendere.
Anzi, tra gli stessi apostoli si scatena il conflitto: Giacomo e Giovanni chiedono di occupare posti dโonore โnella sua gloriaโ[1], gli altri dieci si indignano, reclamano e il gruppo รจ diviso.
Allora Gesรน, con pazienza, li chiama tutti a sรฉ, e rivela ancora una volta la sconvolgente novitร del suo annuncio:
ยซChi vuole diventare grande tra voi sarร vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarร schiavo di tuttiยป.
In questa frase del vangelo di Marco, cโรจ un crescendo nellโimmagine del servo-schiavo. Gesรน ci guida da un atteggiamento di semplice disponibilitร in un gruppo limitato e rassicurante, ad una totale dedizione verso tutti, senza eccezioni.
Una proposta totalmente alternativa e controcorrente, rispetto alla concezione umana dellโautoritร e del governo, che forse affascinava gli stessi apostoli e contagia anche noi.
Sarร questo il segreto dellโamore cristiano?
ยซUna parola del Vangelo non viene troppo sottolineata da noi cristiani: servire. Ci sembra antiquata, indegna della dignitร dellโuomo che dร e che riceve. Eppure il Vangelo รจ tutto qui, perchรฉ รจ amore. E amare significa servire. Gesรน non รจ venuto per comandare ma per servire. [โฆ] Servire, servirsi a vicenda รจ cristianesimo e chi lo attua semplicemente – e tutti lo possono fare – ha fatto tutto; e non un tutto che rimane a sรฉ stante, ma che, perchรฉ รจ cristianesimo vivo, divampa in incendioยป[2].
ยซChi vuole diventare grande tra voi sarร vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarร schiavo di tuttiยป.
Lโincontro con Gesรน nella sua Parola ci apre gli occhi, come avviene al cieco Bartimeo dei versetti successivi[3]: ci libera dalla ristrettezza dei nostri schemi, ci fa contemplare gli orizzonti di Dio stesso, il suo progetto di โcieli nuovi e terra nuovaโ[4].
Egli, il Signore che lava i piedi[5], contraddice con il suo esempio la rigiditร dei ruoli di servizio che spesso le nostre comunitร civili, e talvolta religiose, riservano a categorie di persone socialmente fragili.
Il servizio cristiano รจ dunque imitare lโesempio di Gesรน, imparare da lui uno stile nuovo di socialitร : farsi prossimo di ogni persona, in qualsiasi condizione umana, sociale o culturale, fino in fondo.
Come suggerisce Giovanni Anziani, pastore metodista della Chiesa Valdese, ยซ[โฆ] accettando di riporre la nostra fiducia e la nostra speranza nel Signore che รจ servo dei molti, la Parola di Dio ci chiede di agire nel nostro mondo e in mezzo a tutte le sue contraddizioni, come operatori della pace e della giustizia, come costruttori di ponti per la riconciliazione tra i popoliยป[6].
Cosรฌ ha vissuto Igino Giordani, scrittore, giornalista, politico e padre di famiglia, in un momento storico segnato dalla dittatura. Per esprimere la sua esperienza, scrive: ยซLa politica รจ โ nel piรน dignitoso senso cristiano โ una ancella e non deve diventare padrone: non farsi abuso, nรฉ dominio e neppure dogma. Qui รจ la sua funzione e la sua dignitร : dโessere servizio sociale, caritร in atto: la prima forma della caritร di patriaยป[7].
Con la testimonianza della sua vita, Gesรน propone una scelta consapevole e libera: non vivere piรน ripiegati su noi stessi e sui nostri interessi, ma โvivere lโaltroโ, con i suoi sentimenti, portando i suoi pesi e condividendo le sue gioie.
Tutti abbiamo piccole o grandi responsabilitร e spazi di autoritร : nel campo politico e sociale, ma anche in famiglia, a scuola, nella comunitร di fede. Approfittiamo dei nostri โposti dโonoreโ per metterci al servizio del bene comune, costruendo relazioni umane giuste e solidali.
A cura di Letizia Magri e del team della Parola di Vita Foto: ยฉ Pixabay
[1] Cf. Mc 10,37. [2] C. Lubich, Servire, in ยซCittร Nuovaยป 17 (1973/12), p. 13. [3] Cf. Mc 10, 46-52. [4] Cf. Is 65, 17 e 66, 22, ripreso in 2 Pt 3,13. [5] Cf. Gv 13,14 [6] https://www.chiesavaldese.org/marco-1043-44/ [7] P. Mazzola (a cura di), Perle di Igino Giordani, Effatร editrice Torino 2019, p. 112.
โServireโ รจ una parola che in molti contesti puรฒ sembrare antiquata. Certamente la servitรน non รจ degna dellโessere umano quando รจ imposta o subita per una situazione di povertร o come discriminazione. Invece lo โspirito di servizioโ, soprattutto quando รจ reciproco in una comunitร di qualsiasi genere, diventa testimonianza di cambiamento dei rapporti sociali che abbatte antichi schemi o nuove gerarchie. Anzi, un servizio vissuto con umiltร caratterizza i veri protagonisti di un autentico progresso. Nitin Nohria, decano senior della Harvard Business School, afferma che in quel futuro che รจ giร iniziato, per essere un buon leader occorrerร imparare lโumiltร . Secondo lui lโumiltร dovrร diventare una parola chiave nei profili dei prossimi aspiranti manager. Non รจ uno sprovveduto. Dice questo perchรฉ si rende conto che lโattuale tendenza a essere sempre piรน competitivi sta producendo risultati opposti alle aspettative. Sta creando persone psicologicamente fragili, bisognose di attenzioni, ossessionate dallโapparenza, narcisiste (1). Del resto, le grandi donne e i grandi uomini si riconoscono dai piccoli gesti, come ricorda anche lโantica saggezza orientale: “Lโalbero piรน grande nasce da un piccolo germoglio. La torre piรน alta nasce da un mucchietto di terra. Un viaggio di mille miglia incomincia con un passo” (2). Per vivere cosรฌ รจ necessaria una scelta consapevole e libera: non vivere piรน ripiegati su noi stessi e sui nostri interessi, ma โvivere lโaltroโ, con i suoi sentimenti, portando i suoi pesi e condividendo le sue gioie. Tutti abbiamo piccole o grandi responsabilitร e spazi di autoritร : nel campo politico e sociale, ma anche in famiglia, a scuola, nella comunitร . Approfittiamo dei nostri โposti dโonoreโ per metterci al servizio del bene comune, costruendo relazioni umane giuste e solidali. Cosรฌ ha vissuto Igino Giordani, scrittore, giornalista, politico e padre di famiglia, in un momento storico segnato dalla dittatura in Italia. Per esprimere la sua esperienza, scrive: “La politica รจ una ancella e non deve diventare padrone: non farsi abuso, nรฉ dominio e neppure dogma. Qui รจ la sua funzione e la sua dignitร : dโessere servizio sociale, caritร (3) in atto: la prima forma della caritร di patria”. Probabilmente รจ stato anche nel rapporto personale con questโuomo radicato nel suo tempo ma anche precursore proiettato oltre le barriere e i muri, che Chiara Lubich ha piรน di una volta ricordato che la politica quando รจ unโesperienza autentica รจ โlโAmore degli Amoriโ, perchรฉ il luogo del piรน autentico e disinteressato servizio allโumanitร nella fraternitร .
(1) Michele Genisio โUmiltร โ (in press) (2) Daodejing,64 (3) Giordani usa la parola caritร non nel senso โassistenzialeโ, come si intende di solito, ma nel senso cristiano, che indica la forma piรน alta di amore.
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LโIDEA DEL MESE รจ attualmente prodotta dal “Centro del Dialogo con persone di convinzioni non religiose” del Movimento dei Focolari. Si tratta di un’iniziativa nata nel 2014 in Uruguay per condividere con gli amici non credenti i valori della Parola di Vita, cioรจ la frase della Scrittura che i membri del Movimento si impegnano a mettere in atto nella vita quotidiana. Attualmente LโIDEA DEL MESE viene tradotta in 12 lingue e distribuita in piรน di 25 paesi, con adattamenti del testo alle diverse sensibilitร culturali. https://dialogue4unity.focolare.org/
Il Centro Mariapoli โLa Sorgenteโ si trova ad Ain Aar, in un luogo di montagna, a 20 chilometri a Nord di Beirut. Come fu nel 2006, lโanno del conflitto militare durato 34 giorni tra Israele e Hezbollah, anche in questi giorni le persone in fuga dalle bombe che stanno devastando il Sud del Paese, arrivano qui, in questa regione a maggioranza cristiana, e chiedono ospitalitร . โEโ normale bussare alla porta del Centro Mariapoli e trovare le porte spalancateโ, racconta R. della comunitร libanese dei Focolari. โPotevamo non accoglierli? Cosa ne sarebbe stato dellโideale di fratellanza del quale ci nutriamo e che dovrebbe essere la nostra caratteristica?โ. Unโesperienza simile era stata vissuta nel 2006. Anche allora, il Libano fu attraversato da grandi spostamenti di famiglie e anche allora, il Focolare aveva accolto nel suo Centro Mariapoli, piรน di un centinaio di amici, famiglie con marito e moglie, nonni, giovani e bambini. โCi siamo conosciuti cosรฌ, e tra noi รจ nato un rapporto da fratelli che ci faceva condividere gioie e dolori, speranze e difficoltร , bisogni e preghiera. In un rapporto semplice e schietto, tessuto nella quotidianitร รจ nata e cresciuta una vera esperienza di fratellanza, senza filtri o pregiudiziโ.
Nessuno si aspettava che la situazione precipitasse cosรฌ, da un momento allโaltro. โI libanesi si stavano preparando al rientro a scuola con uno sguardo di speranza verso questo nuovo annoโ, racconta R. โEppure una burrasca inaspettata si รจ scatenata, implacabile, minacciosa, micidialeโ, con โconseguenze terribili su una popolazione in sete di pace, di giustizia, di strade di dialogoโ. In pochi giorni, anzi ore, azioni belliche hanno colpito quartieri popolari e il popolo รจ sprofondato in โun vero incuboโ. LโUnicef fa sapere che secondo il Ministero della Salute Pubblica, al 25 settembre, quasi 600 persone sono state uccise in Libano, tra cui piรน di 50 bambini e 94 donne, e circa 1.700 altre sono rimaste ferite dal 23 settembre. Gli sfollamenti di massa continuano, raggiungendo circa 201.000 sfollati interni (IDP), secondo i dati dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Oim).
Da domenica anche il Centro Mariapoli โLa Sorgenteโ si รจ gremito di ospiti โarrivati con le loro paure, il trauma vissuto nei loro villaggi o quartieri presi di miraโ. Hanno percorso in macchina 120 chilometri, impiegando dalle 5 alle 8 ore. Le strade sono affollate di auto in fuga dal Sud. Lasciano i villaggi prima di raggiungere le grandi cittร di Tiro e Sidone. Attorno a loro, vedono la distruzione dei recenti bombardamenti. Attualmente sono 128 le persone ospiti al Centro Mariapoli di Ain Aar. Alcuni provengono dal Sud, altri dalle periferie popolari di Beirut colpite dagli ultimi attentati. Non รจ facile: โLa loro presenza solleva interrogativi nella comunitร cristiana della regioneโ, raccontano i focolarini. โCi si chiede: tra loro ci sono membri di Hezbollah che potrebbero minacciare la pace nella regione? Ma il senso di solidarietร รจ piรน forte del sospettoโ. R. aggiunge: โDove potevano chiedere asilo anche questa volta? Dove potevano andare, sapendo di essere accolti senza riserve?โ. Per la comunitร dei focolari, inizia una nuova avventura. Lโaccoglienza viene fatta in coordinamento con le autoritร locali, religiosi e civili.
Scatta โ come dโaltronde in queste ore in tutto il Paese โ una โgaraโ di solidarietร . Dal parroco, ai fedeli della parrocchia, ai volontari. Cโรจ chi si prende cura dei ragazzi organizzando per loro attivitร e partite di calcio. Chi si occupa degli aiuti necessari per lโaccoglienza. โLe persone arrivano scioccate, preoccupate per il loro futuro, con negli occhi lo spettacolo apocalittico delle case distrutte, dei campi bruciati, ma anche di notizie di conoscenti, parenti, vicini, amici o allievi che sono stati uccisi negli attacchi e non rivedranno mai piรน. Insieme ci stringiamo calandoci a vivere nellโattimo presente, con la fede che ci ha permesso durante secoli di attraversare le avversitร โ.
Il Centro โLa Sorgenteโ punta ad essere, insieme a tanti luoghi disseminati nel Paese, vere โoasi di paceโ. โLa speranza, lโaugurio piรน profondo รจ che presto si possa tornare a casa. Tanto sangue versato deve far fiorire il deserto dei cuori. Speriamo che questo calvario che stiamo vivendo, apra una breccia nella coscienza dei potenti e di tutti sullโevidenza che la guerra รจ una sconfitta per tutti, come ripete Papa Francesco. Ma soprattutto crediamo e speriamo che da questo crogiolo di dolore possa emergere dal Libano un messaggio di fratellanza possibile per lโintera Regioneโ.
Maria Chiara Biagioni Fonte: AgenSir Foto: Focolari Libano
Il Seminario, alla sua seconda edizione dopo la prima realizzata nel 2017 presso lโUniversitร Federale di Paraiba a Joao Pessoa, ha riunito 15 lavori accademici realizzati da ricercatori di sei universitร , attorno alla Cattedra Chiara Lubich di Fraternitร e Umanesimo presso lโUniversitร Cattolica di Pernambuco (Unicap). Sono stati due giorni di presentazioni e dialogo, introdotti da un caloroso saluto del Vice-Rettore prof. Delmar Araรบjo Cardoso, e seguiti da una diretta streaming per unโaudience complessiva di circa 350 persone.
Lโevento, realizzato con il sostegno del Centro Chiara Lubich, si รจ svolto prevalentemente in lingua portoghese ed รจ stato apprezzato in modo particolare per lโapertura a una dimensione internazionale; per il consistente e qualificato contributo di relatori; per la prospettiva interdisciplinare che ha riunito, attorno al tema del linguaggio, relazioni non solo nellโambito della linguistica ma anche del diritto, della pedagogia, della comunicazione, della sociologia, dellโarchitettura.
Ne emergeva, in estrema sintesi, come un linguaggio ispirato dallโamore, di cui Chiara Lubich ha saputo realizzare un modello efficace, puรฒ contribuire a costruire un mondo di pace e fraternitร .
Anna Maria Rossi
(1) La Scuola Abbร รจ un Centro di vita e di studio voluto e fondato da Chiara Lubich nel 1990. Eโ composto da membri del Movimento dei Focolari, uniti nel nome di Gesรน ed esperti in varie discipline, il cui scopo รจ lโenucleazione e lโelaborazione della dottrina contenuta nel carisma dellโunitร .
Link al II Seminario Linguistico, Filologia e Letteratura:
โSiamo convinti che la cooperazione del mondo cristiano sia essenziale. La celebrazione comune della Pasqua del 2025 da parte di tutti i cristiani, insieme agli eventi dell’anniversario del Primo Concilio di Nicea, possa servire come punto di partenza significativo per assumere insieme le sfide dellโumanitร e promuovere azioni congiunte. Ci auguriamo di poter organizzare un incontro di rappresentanti del mondo cristiano, con la vostra presenza, nel luogo in cui originariamente si tenne il concilio di Niceaโ.
ร con queste parole che il gruppo ecumenico โPasqua Together 2025โ (PT2025), che riunisce realtร e comunitร di diverse confessioni cristiane, si รจ recato prima ad Istanbul (Turchia), in udienza dal Patriarca Ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I, poi in Vaticano da Papa Francesco, rispettivamente il 14 e il 19 settembre scorsi.
Ai due leader cristiani il gruppo ha chiesto che la celebrazione comune della Risurrezione il prossimo anno non sia unโeccezione, ma diventi consuetudine per tutte le Chiese cristiane: un passo ulteriore verso lโunitร , in preparazione al prossimo Secondo Millennio della Redenzione nel 2033, in cui ricorreranno i 2000 anni della risurrezione di Cristo.
โPasqua Together 2025โ รจ nato proprio in vista della prossima eccezionale ricorrenza che, nel 2025, vedrร la data della Pasqua coincidere sui calendari Gregoriano e Giuliano: cristiani delle chiese dโOccidente e ortodossi, quindi, la celebreranno nello stesso giorno. Inoltre, si ricorderanno i 1700 anni del Concilio Ecumenico di Nicea che ha promulgato il Simbolo della fede (il Credo) e trattato il tema della data della Pasqua.
Il gruppo รจ composto da rappresentanti di diverse chiese cristiane e movimenti politici e sociali cristiani, come l’Assemblea Interparlamentare Ortodossa (I.A.O.) che ne รจ stata la promotrice; il progetto “Insieme per l’Europa”, il movimento “Jesus Christ 2033” e il โCentro Unoโ del Movimento dei Focolari. Da due anni il gruppo sta percorrendo una strada comune che li ha portati a firmare una dichiarazione congiunta che sancisce lโimpegno a lavorare affinchรฉ tutte le chiese cristiane arrivino a celebrare insieme lโevento pasquale. Oltre al Patriarca di Costantinopoli e al Santo Padre, il documento รจ stato precedentemente consegnato al Segretario generale del Consiglio Ecumenico delle Chiese, il Rev. Jerry Pillay e al giร Segretario generale della Alleanza Evangelica Mondiale, il Vescovo Thomas Schirrmacher. Contatti con altri leader cristiani sono in preparazione.
Il Patriarca Bartolomeo I ha annunciato che una commissione congiunta composta da quattro membri ortodossi e quattro cattolici-romani sta giร lavorando alla stesura del programma per la celebrazione del 1700ยฐ anniversario del primo Concilio ecumenico proprio ad Iznick โ il nome turco dellโantica Nicea โ dove si รจ giร recata per esaminarne la fattibilitร . Ha informato che il sindaco della cittร รจ favorevole e pronto a collaborare. Naturalmente lโinvito รจ stato esteso a Papa Francesco e questo sarebbe il loro tredicesimo incontro.
Il Patriarca ha anche sottolineato che la data della Pasqua non รจ una questione di dogma o di fede, ma รจ frutto di un calcolo astronomico.
Anche Papa Francesco, nel suo intervento ha ribadito che โla Pasqua non accade per nostra iniziativa o per un calendario o un altro. Lโevento Pasquale รจ avvenuto perchรฉ Dio โha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perchรฉ chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eternaโ. Non dimentichiamo il primato di Dio, il suo โprimerearโ, il suo aver fatto il primo passo. Non chiudiamoci nei nostri schemi, nei nostri progetti, nei nostri calendari, nella โnostraโ Pasqua. La Pasqua รจ di Cristo!โ
Anche il Papa invita a condividere, progettare e โcamminare insiemeโ e lancia un invito: quello di โripartire, come gli apostoli, da Gerusalemme, luogo dal quale lโannuncio stesso della Risurrezione si รจ diffuso nel mondoโ. Il Papa esorta a tornare lรฌ โa pregare il Principe della Pace perchรฉ ci doni, oggi, la sua paceโ.
Un invito che fa eco a quanto giร aveva espresso il Patriarca ecumenico Bartolomeo I che aveva esortato il gruppo PT2025 a promuovere azioni per difendere i diritti umani e una convivenza pacifica per tutti i popoli, pregando cosรฌ: โImploriamo il Signore di illuminare i cuori dei responsabili e di guidarli sulla via della giustizia e dell’amore, affinchรฉ possiamo sanare queste divisioni e ristabilire l’unitร che รจ al centro della nostra fede”.
Stefania Tanesini Foto: ยฉ Vatican Media e Centro Uno
Sono passati 75 anni dal giorno in cui Chiara Lubich stilรฒ lo scritto โHo un solo sposo sulla terraโ, qui riproposto. Uno scritto destinato a diventare fin dagli inizi un vero e proprio Manifesto programmatico per Chiara e per chi lโavrebbe seguita facendo propria la spiritualitร dellโunitร .
Il manoscritto autografo, conservato nellโArchivio Chiara Lubich (in AGMF) e vergato su un unico foglio fronte-retro, registra la data di composizione: 20-9-49. Pubblicato per la prima volta nel 1957 in modo non integrale e con alcune varianti sulla rivista โCittร Nuovaโ, รจ stato poi riproposto in altre pubblicazioni di scritti chiariani, fino ad essere assunto, finalmente in modo integrale e corrispondente al manoscritto originario, in Il grido (Cittร Nuova, Roma 2000), libro che Chiara Lubich ha voluto scrivere personalmente โcome un canto dโamoreโ dedicato proprio a Gesรน Abbandonato.
Il brano nasce come una sorta di pagina di diario, scritta di getto. Considerando la particolare intensitร lirica che lo permea, potrebbe essere definito un โinno sacroโ. Tale definizione appare opportuna se si tiene conto che il termine โinnoโ ha origine nel greco hymnos. La parola, pur essendo di etimologia discussa, ha comunque una stretta relazione con lโantico Hymฤn, il dio greco del matrimonio in onore del quale si cantava. Dโaltra parte, la dimensione sponsale in questo componimento รจ piรน che mai presente, anche se – e proprio perchรฉ – ci muoviamo in un contesto fortemente mistico. ร proprio un โcantoโ dโamore a Gesรน Abbandonato.
Il contesto di composizione ci riporta allโestate del 1949, quando Chiara, con le sue prime compagne, e i due primi focolarini, si trova in montagna โ nella valle del Primiero, in Trentino-Alto Adige – per un periodo di vacanza. Si unisce alla comitiva, per alcuni giorni, anche Igino Giordani (Foco), che aveva avuto la possibilitร di conoscere Chiara in Parlamento poco tempo prima, nel settembre del 1948, ed era rimasto affascinato dal suo Carisma.
Si tratta di unโestate definita da Chiara stessa โluminosaโ, dal momento che – ripercorrendone le tappe – non esiterร ad affermare che proprio in quel periodo capisce meglio โmolte veritร della fede, e in particolare chi era per gli uomini e per il creato Gesรน Abbandonato, che tutto aveva ricapitolato in sรฉโ. โLโesperienza รจ stata cosรฌ forte – rileva – da farci pensare che la vita sarebbe stata sempre cosรฌ: luce e Cieloโ (Il grido, pp. 55-56). Ma arriva il momento – sollecitato proprio da Foco – di โscendere dalle montagneโ per andare incontro allโumanitร che soffre, e abbracciare Gesรน Abbandonato in ogni espressione di dolore, in ogni โabbandonoโ. Come Lui. Solo per amore.
Scrive allora: โHo un solo sposo sulla terra: Gesรน Abbandonatoโ.
Maria Caterina Atzori
20-9-49
Ho un solo sposo sulla terra: Gesรน Abbandonato; non ho altro Dio fuori di Lui. In Lui รจ tutto il Paradiso con la Trinitร e tutta la terra con lโUmanitร .
Perciรฒ il suo รจ mio e nullโaltro.
E suo รจ il Dolore universale e quindi mio.
Andrรฒ per il mondo cercandolo in ogni attimo della mia vita.
Ciรฒ che mi fa male รจ mio.
Mio il dolore che mi sfiora nel presente. Mio il dolore delle anime accanto (รจ quello il mio Gesรน). Mio tutto ciรฒ che non รจ pace, gaudio, bello, amabile, serenoโฆ in una parola: ciรฒ che non รจ Paradiso. Perchรฉ anchโio ho il mio Paradiso ma รจ quello nel cuore dello Sposo mio. Non ne conosco altri. Cosรฌ per gli anni che mi rimangono: assetata di dolori, di angosce, di disperazioni, di malinconie, di distacchi, di esilio, di abandoni, di strazi, di โฆ tutto ciรฒ che รจ Lui e Lui รจ il Peccato, lโInferno.
Cosรฌ prosciugherรฒ lโacqua della tribolazione in molti cuori vicini e – per la comunione collo Sposo mio onnipotente – lontani.
Passerรฒ come Fuoco che consuma ciรฒ che ha da cadere e lascia in piedi solo la Veritร .
Ma occorre esser come Lui: esser Lui nel momento presente della vita.
Chiara Lubich Il grido (Cittร Nuova, Roma 2000, pp. 55-56)
Sono arrivati in moto, a due a due, perchรฉ questo รจ il mezzo piรน comune per raggiungere la localitร di Manono, nella provincia del Katanga, nel sud-est della Repubblica Democratica del Congo. Erano 92 i sacerdoti che si sono dati appuntamento in questa cittร provenienti da 8 diocesi della provincia ecclesiastica di Lubumbashi per uno dei periodici ritiri organizzati dal Movimento dei Focolari. Lโinvito a farlo lรฌ era stato fatto dal Vescovo di Manono, Mons. Vincent de Paul Kwanga Njubu, colpito della testimonianza dei suoi sacerdoti che in passato avevano partecipato a questo genere di ritiri a Lubumbashi.
Anche il Vescovo di Kongolo, Mons. Oscar Ngoy wa Mpanga, una diocesi a 300 Km da Manono, colpito dallo stesso fatto โ giovani sacerdoti che avevano partecipato a ritiri simili organizzati per seminaristi – ha chiesto a tutti i sacerdoti della sua diocesi di unirsi a questo ritiro. Sono arrivati in 43. La stampa locale ha definito il ritiro โindimenticabileโ. A conclusione, il Vescovo ha voluto offrire a tutti un pranzo che poi i partecipanti hanno condiviso con lโospedale della cittร , con grande gioia dei malati.
I membri della comunitร dei Focolari di Lubumbashi hanno pensato a tutta la parte organizzativa (trasportando anche le pentole per cucinare) ed il programma era affidato ad alcuni membri del Centro internazionale del Movimento.
La cittร di Manono si trova a 800 km da Lubumbashi, รจ la terza cittร del Congo e rappresenta una risorsa mineraria di importanza globale per la presenza di litio e di altri minerali. Purtroppo perรฒ la popolazione non beneficia di queste risorse. Intere famiglie trascorrono le giornate nella ricerca di minerali, i bambini lasciano la scuola per dedicarsi a questo lavoro. Cโรจ un grande sfruttamento e i materiali vengono comprati a bassissimo prezzo. Cโรจ persino un villaggio nel quale stanno cadendo le case, perchรฉ si cercano minerali anche sotto di esse. La situazione nella regione รจ critica: devastata nel passato da un conflitto che ha distrutto infrastrutture civili e religiose, ha strutture sanitarie e scuole in rovina, con un tasso di frequenza scolastica inferiore al 30%. La malnutrizione e l’insicurezza alimentare colpiscono gravemente i bambini, con un 15% di loro affetti da malnutrizione. Il Vescovo di Manono ha voluto questo ritiro proprio in questo luogo: รจ la prima volta che anche sacerdoti di altre diocesi vi arrivano. Anche per questo, la presenza di un cosรฌ grande numero di presuli รจ stata salutata in unโaria di festa. Durante la Messa domenicale il parroco della cattedrale ha chiesto a tutti i parrocchiani di portare acqua, che qui รจ un bene raro e prezioso, ai partecipanti al ritiro come segno di amore e di accoglienza. Poi sono iniziati i giorni di incontro vero e proprio: temi spirituali, meditazioni sui consigli evangelici e approfondimenti sulla sinodalitร . Divisi in piccoli gruppi, molti sono stati i momenti di comunione di vita, di scambio di testimonianze, di conoscenza, di condivisione, di fratellanza.
La spiritualitร di comunione, la scoperta di Dio Amore, un nuovo stile di pastorale โsinodaleโ che โlibera da schemi preconfezionati e ci apre allโamore reciprocoโ come qualcuno diceva, sono stati tra i punti che piรน hanno colpito tutti.
Tornando a Lubumbashi, alcuni membri dei Focolari hanno potuto salutare alcuni Vescovi delle varie diocesi, presenti lรฌ per un incontro della Conferenza Episcopale, i quali hanno ringraziato calorosamente per il contributo che questi ritiri danno alla vita delle loro diocesi. In particolare il Vescovo di Manono ha ringraziato per โlโapporto dato alla vita spirituale dei sacerdoti e dei laici, e ad una comunione tra preti che trabocca sulla vita dei laici e permette di vivere lโamore reciproco e di mettere in pratica la parola di Dioโ. LโArcivescovo di Lubumbashi, Mons. Fulgence Muteba Mugalu, appena nominato Presidente della Conferenza Episcopale, ha ringraziato anche lui calorosamente per questi ritiri che si fanno da diversi anni auspicando che si continui questa formazione che porta tanti frutti.
Dopo il ritiro, alcuni dei membri del Centro internazionale si sono recati a Goma, nel Nord-est del Congo, dove i focolarini hanno organizzato due scuole di formazione a cui hanno partecipato 12 giovani seminaristi e 12 sacerdoti, รจ stato presente per una celebrazione liturgica anche il Vescovo di Goma, Mons. Willy Ngumbi Ngengele. Diversi degli invitati non hanno potuto partecipare, per lโintensificarsi degli scontri vicino alla cittร . In Congo ci sono 7 milioni di rifugiati, tra cui 1,7 milioni nella provincia di Kivu nord dove si trova Goma. Nellโincontro si รจ approfondita la conoscenza della spiritualitร dellโunitร e della sinodalitร . Nel programma, la visita ad una parrocchia circondata da migliaia di rifugiati dove il parroco dร una testimonianza di Vangelo vissuto molto forte. Anche la visita al โCentre Pรจre Quintardโ, tenuto dal Movimento e situato in mezzo a 2 grandi campi di rifugiati, dove si fa un servizio di promozione, educazione e sviluppo sociale, รจ stata una forte testimonianza per tutti i presenti. Diversi lo hanno visto come un faro di speranza ed hanno chiesto che simili attivitร venissero fatte anche nelle loro parrocchie.
Lโultimo viaggio di Papa Francesco in Asia e Oceania รจ stato finora il piรน lontano, il piรน lungo e probabilmente il piรน impegnativo dal punto di vista fisico che il Papa abbia mai intrapreso. Che significato ha questa visita per le comunitร locali? Lo abbiamo chiesto a Paul Segarra, focolarino della comunitร indonesiana.
Paul, che significato ha avuto la visita del Papa nel tuo Paese?
โQuesto gesto eroico del Papa รจ per me un’immagine dell’amore di Dio che non conosce limiti e raggiunge i suoi figli piรน lontani, che non sono certo i meno apprezzati ai suoi occhi โ racconta – Il Santo Padre si รจ preso il tempo di guardarli con amore, di meravigliarsi delle loro doti, di condividere le loro sofferenze e i loro desideri di giustizia e pace, per poi incoraggiarli ad affrontare insieme le loro sfide e a superare i loro limiti. Ma non ha solo pronunciato parole che hanno ispirato e incoraggiato. Ha anche dimostrato, con l’esempio, la forza nella fede, l’apertura alla fraternitร e la vicinanza nella compassione che invita i suoi ascoltatori ad acquisire. Lo ha fatto attraverso le sue scelte programmate e i suoi gesti spontanei, ha agito e vissuto con il cuoreโ.
โCon la rapida diffusione della notizia del suo arrivo โ racconta ancora Paul Segarra โ molti sono stati anche i commenti, su varie piattaforme social, sul mezzo di trasporto da lui scelto: una sobria berlina bianca, in cui ha preferito sedersi accanto al suo autista invece di occupare il solito sedile posteriore presidenziale. Immagino perchรฉ voleva conversare con il suo autista faccia a faccia. Vedendo questo suo gesto, mi sono reso conto con rammarico che avrei potuto fare lo stesso con l’autista che mi ha portato al mio alloggio a Giacarta la sera stessa. In seguito, perรฒ, i miei viaggi sono diventati innegabilmente piรน piacevoli, perchรฉ ho preso l’abitudine di conoscere i miei autisti attraverso una conversazione amichevoleโ.
Paul, come la comunitร locale dei Focolari ha vissuto questo evento?
โAlcuni membri delle comunitร dei Focolari di Jakarta e Yogyakarta hanno avuto il privilegio di partecipare ad alcuni eventi che hanno visto la presenza del Papa. Nella cattedrale di Jakarta (dedicata a Nostra Signora dell’Assunzione) il Santo Padre ha riconosciuto il lavoro dei catechisti, definendoli โponti del cuore che uniscono tutte le isoleโ. Ci siamo commossi quando ha richiamato la nostra attenzione su una statua della Vergine Maria, e l’ha indicata come modello di fede che accoglie tutti, anche se veglia e protegge il popolo di Dio come Madre della Compassioneโ.
Papa Francesco e lโImam Umar hanno firmato una Dichiarazione congiunta. Che futuro vedete per i cristiani e i musulmani insieme dopo questa firma?
โTomy, uno dei nostri fotografi che ha coperto la visita del Papa alla Moschea di Istiqal e ha sopportato lunghe ore di attesa sotto il caldo della cittร , era visibilmente commosso quando il Santo Padre รจ finalmente arrivato e li ha salutati dalla sua auto. Assumendo una posizione discreta appena fuori dall’ingresso del tunnel sotterraneo e pedonale che collega fisicamente la Grande Moschea alla Cattedrale dall’altra parte della strada, รจ riuscito a catturare il momento in cui Papa Francesco e l’Alto Imam Umar hanno firmato la Dichiarazione di Fraternitร davanti a una piccola folla di vescovi, imam e altre personalitร religiose e diceva che aveva grandi speranze che questa visita possa creare una vera armonia tra tutte le persone di fede. E cos’รจ la fede, se non vedere, agire e vivere con il cuore?โ
Lorenzo Russo Foto: ยฉ Paul Segarra – ยฉTomy Wijaja
Chiara Lubich ne ebbe unโintuizione nel 1977, quando ricevette a Londra il Premio Templeton per il progresso della religione. Da allora la diffusione mondiale dello spirito dei Focolari ha contribuito ad aprire un dialogo con tutte le principali religioni del mondo. Una strada che neppure Chiara aveva immaginato allโinizio, ma che Dio le ha indicato, le ha svelato nel tempo, attraverso eventi, circostanze, quale strada per raggiungere lโunitร . In questo breve stralcio, Chiara, rispondendo a una domanda sul rapporto con le altre religioni, rivela il segreto per costruire la vera fratellanza universale: il cercare ciรฒ che ci unisce nella diversitร . La domanda posta a Chiara รจ letta da Giuseppe Maria Zanghรฌ, uno dei primi focolarini. (Da una risposta di Chiara Lubich all’incontro degli amici musulmani, Castel Gandolfo, 3 novembre 2002)
Giuseppe Maria Zanghรฌ: La domanda รจ questa: “Vorrei chiedere – o vorremmo chiedere -: come si รจ trovata, come ti sei trovata tu, Chiara, con il rapporto con le altre religioni, e cosa senti dentro di te?”
Chiara Lubich: Con il rapporto con gli altri fedeli di altre religioni io mi sono sempre trovata benissimo! Perchรฉ anche se sono diverse c’รจ tanto in comune, abbiamo tanto in comune, e questo ci unisce; la diversitร invece ci attrae, ci incuriosisce. Per cui, per due motivi sono contenta: perchรฉ vengo a conoscere altre cose, mi inculturo nella cultura dell’altro, ma anche perchรฉ trovo fratelli uguali, perchรฉ crediamo in tante cose uguali. La piรน importante – ve l’ho giร detta l’altra volta – รจ la famosa “regola d’oro”, รจ questa frase: “Non fare agli altri ciรฒ che non vorresti fosse fatto a te.” Questa frase รจ presente in tutte le piรน importanti religioni, nelle loro scritture, nei loro libri sacri. E’ anche nel Vangelo per i cristiani. Questa frase vuol dire – non fare agli altri ciรฒ che non vorresti fosse fatto a te -: tratta bene i tuoi fratelli, abbi tanta stima dei tuoi fratelli, ama i tuoi fratelli. E allora quando loro scoprono questa frase nella loro Scrittura, io scopro la stessa frase nella mia Scrittura, io amo, loro amano, ecco che ci amiamo, e questa รจ la base per iniziare la fratellanza universale, la prima cosa, la “regola d’oro”. La seconda domanda: “Che cosa senti dentro di te quando incontri un fratello di un’altra religione o una sorella?”. Sento un grande desiderio subito di fraternizzare, di fare unitร , di trovarmi in un rapporto fraterno. [โฆ]
Il tema dellโascolto e della pratica รจ un tema fondamentale sul quale insiste lโautore del versetto di questo mese. La lettera, infatti, continua: ยซChi invece fissa lo sguardo sulla legge perfetta, la legge della libertร , e le resta fedele, non come un ascoltatore smemorato ma come uno che la mette in pratica, questi troverร la sua felicitร nel praticarlaยป (Gc 1,25). Ed รจ proprio questo impegno di conoscere le Sue parole e di viverle che ci rende liberi e ci dร gioia.
Si potrebbe dire che il versetto biblico di questo mese รจ di per sรฉ il motivo stesso della pratica della Parola di Vita che si รจ diffusa in tutto il mondo. Una volta a settimana, e poi una volta al mese, Chiara Lubich sceglieva una frase compiuta della Scrittura e la commentava. Ci si incontrava, si condividevano i frutti di quanto essa aveva operato attraverso le esperienze di vita, si andava creando una comunitร unita che mostrava in germe i risvolti sociali di cui era capace.
ยซPur nella sua semplicitร , lโiniziativa ha offerto un notevole contributo alla riscoperta della Parola di Dio nel mondo cristiano del Novecentoยป[1], trasmettendo un โmetodoโ per vivere il Vangelo e metterne in comune gli effetti.
ยซSiate di quelli che mettono in pratica la parola e non soltanto ascoltatori illudendo voi stessiยป.
La lettera di Giacomo riprende quanto Gesรน ha annunciato per far vivere e sperimentare la realtร del Regno dei cieli fra di noi: dichiara beato chi ascolta la sua parola e lโosserva; riconosce come madre e fratelli suoi coloro che la ascoltano e la mettono in pratica; la paragona al seme che, se cade sul terreno buono, cioรจ su coloro che la ascoltano con cuore integro e buono e la custodiscono, questi producono frutto con la loro perseveranza.
ยซIn ogni sua Parola Gesรน esprime tutto il suo amore per noi โ scrive Chiara Lubich. Incarniamola, facciamola nostra, sperimentiamo quale potenza di vita sprigiona, se vissuta, in noi e attorno a noi. Innamoriamoci del Vangelo fino al punto da lasciarci trasformare in esso e traboccarlo sugli altri. [โฆ] Toccheremo con mano la libertร da noi stessi, dai nostri limiti, dalle nostre schiavitรน,
non solo, ma vedremo esplodere la rivoluzione dโamore che Gesรน, libero di vivere in noi, provocherร nel tessuto sociale in cui siamo immersiยป[2].
ยซSiate di quelli che mettono in pratica la parola e non soltanto ascoltatori illudendo voi stessiยป.
Come mettere in pratica la parola? Guardiamoci intorno e facciamo di tutto per metterci al servizio di quanti sono in necessitร con piccoli o grandi gesti di cura vicendevole, trasformando le strutture ingiuste della societร , contrastando la violenza, favorendo gesti di pace e di riconciliazione, crescendo nella sensibilitร e nelle azioni a favore del nostro pianeta.
Un’autentica rivoluzione irrompe cosรฌ nella nostra vita e in quella della comunitร in cui viviamo, nellโambiente di lavoro in cui operiamo.
Lโamore si manifesta nelle azioni sociali e politiche che cercano di costruire un mondo migliore. Dallโimpegno di una piccola comunitร dei Focolari verso le persone piรน fragili, nasce in Perรน un Centro per gli anziani intitolato alla fondatrice del Movimento, aperto a Lรกmud, una cittร nellโAmazzonia peruviana, a 2.330 metri sopra il livello del mare.
ยซIl Centro รจ stato inaugurato in piena crisi pandemica e ospita 50 persone anziane e sole. La casa, lโarredamento, le stoviglie e anche il cibo sono arrivati in dono dalla comunitร vicina. ร stata una scommessa, non esente da difficoltร e ostacoli, ma a marzo 2022 il Centro ha celebrato il suo primo anniversario, aprendo le porte alla cittร , con una festa, dove anche le autoritร politiche hanno partecipato. I due giorni di celebrazioni hanno arruolato nuovi volontari, adulti e bambini, che vogliono prendersi cura dei nonni soli, allargando la loro famigliaยป[3].
A cura di Patrizia Mazzola e del team della Parola di vita
[1] C. Lubich, Parole di Vita, Introduzione, a cura di Fabio Ciardi, (Opere di Chiara Lubich 5), Cittร Nuova, Roma 2017, p. 9
[2] Lubich, Parole di Vita, Introduzione, a cura di Fabio Ciardi, (Opere di Chiara Lubich 5), Cittร Nuova, Roma 2017, p. 790
LโIDEA DEL MESE,sulla base di testi della Parola di Vita, รจ nata in Uruguay nellโambito del dialogo fra persone di diverse convinzioni religiose e non religiose, il cui motto รจ โcostruire il dialogoโ. Lo scopo di questa pubblicazione รจ contribuire a promuovere lโideale della fraternitร universale. Attualmente LโIDEA DEL MESE viene tradotta in 12 lingue e distribuita in piรน di 25 Paesi.
Probabilmente avremo sperimentato anche noi quanto sia difficile trasformare in azione quello che in certi momenti sentiamo fortemente nel profondo del cuore e nell’interioritร della coscienza. Un aiuto puรฒ essere quello di vivere insieme un pensiero che guidi le giornate, sapendo che non si รจ da soli e che si fa parte di una rete mondiale. Con questo intento รจ nata in Uruguay, da alcune persone appassionate di dialogo e dellโideale dellโUnitร , lโIdea del Mese.
Intorno a queste intuizioni sono cresciuti gruppi di riflessione e condivisione di esperienze e, ormai, lโappuntamento mensile รจ atteso in tutto il mondo. Potrebbe diventare solo unโabitudine? Un generico buon proposito da divulgare come tanti altri su gruppi virtuali online? Certamente questo รจ il rischio piรน grande per iniziative di questo genere. Non accontentiamoci di parole vuote e di luoghi comuni ripetuti. Gli inglesi hanno il proverbio: โle azioni parlano piรน forte delle paroleโ. Nei Paesi Bassi, il detto: โle chiacchiere non riempiono i buchiโ. Queste espressioni non nascono per caso. Cโรจ una parola che mette al sicuro da questo rischio: la parola รจ โcoerenza”.
Nel libro The Book Of Joy, il Dalai Lama e Desmond Tutu[1]nel loro dialogo evidenziano alcuni punti che possono aiutarci a vivere coerentemente. Innanzitutto: ascoltiamo la nostra coscienza. Ognuno personalmente valuti quali sono i desideri del proprio cuore che sicuramente hanno a che fare con quei valori umani che danno un senso di felicitร . Quindi farsi la domanda: quello che voglio davvero รจ qualcosa solo per me o anche per gli altri? al servizio di pochi o di molti? per ora o per il futuro? A questo punto: dichiarare lโintenzione per questo giorno, con impegni concreti, anche piccoli: โoggi voglio salutare tutti; oggi sarรฒ meno giudicante; oggi piรน paziente…โ
Ma dove trovare il coraggio di fare ciรฒ che dice la coscienza? Bisogna discutere con persone sagge, mettersi alla prova disposti a non aver sempre ragione. Quando la decisione รจ matura, partire insieme. Prendersi regolarmente del tempo per ricalibrare, rinnovare, rafforzare gli obiettivi e non lasciare che delusioni, scarsa collaborazione, abitudini li offuschino o li oscurino.
ร stata questa la testimonianza di un indimenticabile uomo di dialogo – Piero Taiti – quando ha conosciuto lโesperienza del Movimento dei Focolari. I viaggi nella cittadella di Fontem in Africa, il rapporto personale con i โfocolariniโ, persone che sentiva di stimare perchรฉ vivevano prima di parlare e lavoravano con mente aperta fianco a fianco a chi come lui non si riconosceva nella stessa fede religiosa, furono un punto di incontro di valori autenticamente e profondamente umani trovato poi personalmente nellโamicizia con Chiara Lubich. Fino alla fine, come padre di famiglia, sposo, medico, politico e amico fidato di tanti che ne riconoscevano la caratura morale, Piero ha vissuto e trasmesso con i fatti la forza di questo incontro autentico.
Non parole, ma azioni. Questo dร energia a una persona. Questo rende felici dentro. Cosรฌ facendo, si rende un servizio al prossimo.
[1]The Book of Joy: Lasting Happiness in a Changing World, Tenzin Gyatso, the 14th Dalai Lama, and Archbishop Desmond Tutu with Douglas Abram published in 2016 by Cornerstone Publishers
LโIDEA DEL MESE,ย sulla base di testi della Parola di Vita, รจ nata in Uruguay nellโambito del dialogo fra persone di diverse convinzioni religiose e non religiose, il cui motto รจ โcostruire il dialogoโ. Lo scopo di questa pubblicazione รจ contribuire a promuovere lโideale della fraternitร universale.ย Attualmente LโIDEA DEL MESE viene tradotta in 12 lingue e distribuita in piรน di 25 Paesi.
La famiglia ecumenica di tutto il mondo si unisce per ascoltare e prendersi cura della nostra casa comune. Come di consueto il 1ยฐ settembre inizia il Tempo del Creato, un periodo di preghiera e riflessione associato ad azioni concrete per la cura del Pianeta Terra. Evento che si concluderร il 4 ottobre con la festa di San Francesco dโAssisi, patrono dellโecologia amato da molte confessioni cristiane. Il Movimento dei Focolari aderisce allโiniziativa. Dalla Settimana di preghiera per lโunitร dei Cristiani di gennaio scorso ad oggi abbiamo vissuto la fase di โPreparazioneโ per il Tempo del Creato, fondamentale per creare legami e relazioni, rinnovando la gioia di incontrarsi e coltivando i doni della comunione e della pace come Popolo di Dio insieme alla nostra casa comune.
Tema del 2024
Il tema di questโanno รจ Sperare e agire con la Creazione. Dove nasce questo tema? Nella lettera dellโapostolo Paolo ai Romani, lโimmagine biblica raffigura la Terra come una Madre, che geme come durante il parto (Rm 8:22). San Francesco dโAssisi lo aveva capito quando nel suo Cantico delle Creature si riferiva alla Terra come a nostra sorella e nostra madre.
Purtroppo i tempi in cui viviamo dimostrano che non ci rapportiamo alla Terra come a un dono del nostro Creatore, piuttosto come una risorsa da utilizzare.
Puรฒ esserci ancora una speranza?
Certo, deve esserci, insieme ad unโaspettativa per un futuro migliore. Sperare nel contesto biblico non significa restare fermi e silenziosi, ma piuttosto gemere, piangere e lottare attivamente per una nuova vita in mezzo alle difficoltร . Proprio come durante il parto – riprendendo la raffigurazione dellโapostolo Paolo -, attraversiamo un periodo di dolore intenso ma sta nascendo una nuova vita.
La speranza รจ un dono di Dio. Solo attraverso la speranza possiamo realizzare in pienezza il dono della libertร , che insieme alla responsabilitร ci consentono di rendere il mondo un posto migliore. Solo quando collaboriamo con il Creato possono nascere le primizie della speranza.
Sperare e agire
La speranza รจ fiducia che la nostra azione abbia un senso, anche se i risultati di questa azione non si vedono immediatamente. Sappiamo quanto sia urgente unโazione coraggiosa per contenere la crisi climatica ed ecologica, e sappiamo anche che la conversione ecologica รจ un processo lento poichรฉ gli esseri umani sono ostinati a cambiare le loro menti, i loro cuori e il loro modo di vivere. A volte non sappiamo come dovrebbero essere le nostre azioni. Cโรจ molto che possiamo imparare da altre culture e paesi su come sperare e agire insieme al Creato.
Quest’anno il 1ยฐ settembre รจ una domenica, siamo tutti invitati a celebrare lโinizio del Tempo del Creato nei nostri rispettivi Paesi e comunitร .
ร una tensione continua perchรฉ la nostra natura ama se stessa.
Spesso la cronaca registra sciagure, terremoti, cicloni che fanno vittime, feriti, senza casa. Ma una cosa รจ esser uno di loro e unโaltra cosa รจ esser noi.
E anche se la provvidenza ci offre qualcosa per correre in loro soccorso, noi non siamo mai i danneggiati.
Domani potrร esser lโinverso: io su un letto (se mi รจ dato un letto!) di morte e gli altri fuori al sole a godersi, come possono, la vita.
Tutto quanto Cristo ci ha comandato supera la natura.
Ma anche il dono che egli ci ha fatto, quello menzionato alla saยญmaritana, รจ di natura non umana. Cosรฌ che lโaggancio col dolore del fratello, con la gioia e con le preoccupazioni dellโaltro, รจ possibile perยญchรฉ abbiamo in noi la caritร che รจ di natura divina.
Con questo amore, e cioรจ quello cristiano, il fratello puรฒ esser veramente confortato e domani io da lui.
E in tal modo รจ possibile vivere, chรฉ altrimenti la vita umana saยญrebbe assai dura, difficile, anzi alle volte parrebbe impossibile.
L’edizione del Diario di Chiara Lubich รจ stata curata da Fabio Ciardi. Vi invitiamo a vedere lโintervista da noi realizzata al momento della presentazione.
Nei primi giorni di agosto a Trento, in Italia, si รจ svolta la scuola Foco, un congresso del Movimento dei Focolari per i e le Gen3, la generazione adolescenziale del Movimento.
Hanno partecipato in 350 โ dai 14 ai 17 anni insieme agli assistenti dai 18 anni in su โ, provenienti da 19 nazioni con 12 lingue diverse. Poco piรน di una settimana per approfondire temi adolescenziali, vivere in profonditร il rapporto con Dio, scoprire come lโIdeale dellโunitร e della fratellanza universale รจ possibile viverlo e costruirlo giorno dopo giorno nonostante la minaccia di guerre in varie parti del mondo. Inoltre si รจ svolto il festival dei popoli dove ogni nazione poteva rappresentarsi attraverso canti, balli, vestiti, foto, cibo locale. Un modo per conoscere la cultura dellโaltro e costruire un pezzetto di mondo piรน unito e fraterno.
Ecco alcune testimonianze.
Sofia, Italia: โHo deciso di partecipare alla scuola Foco per avere un rapporto piรน intimo con Gesรน. Da questa scuola ho imparato il modo di amare sempre le persone che mi stanno accanto. Riesco ad affrontare meglio momenti di difficoltร e di dolore sentendomi piรน vicina a Gesรนโ.
Veronika, Croazia: โHo vissuto uno spirito unito che sgorga dal desiderio di pace e di comunitร , che si basa sulla preghiera e sul dialogo con Dio. Dopo aver ascoltato le testimonianze sulla violazione della pace, sulla lotta per mantenere la pace in sรฉ stessi, in famiglia, nel proprio Paese, in me si รจ risvegliato il desiderio di fare di tutto per mantenerla in questi luoghiโ.
Naomi, India: โHo frequentato la Scuola Foco per migliorare la mia relazione con Dio. Al termine ciรฒ che mi sono portata a casa รจ stato il modo in cui posso trarre conforto durante i momenti di difficoltร o di dolore, pensando a Gesรน abbandonato in Croce. Ma ho scoperto anche il potere della riconciliazione attraverso la confessione. Cercherรฒ di usare sempre tutta me stessa per propagare il Vangelo e rendere la mia cittร un luogo d’amoreโ.
Tomรกs Portogallo: โDurante il Festival dei Popoli, sono stato orgoglioso di mostrare il nostro Paese e allo stesso tempo conoscere le culture di altri Paesi. Dopo questa scuola, mi manca tutto quello che ho vissuto lรฌ, ma voglio anche vivere ogni giorno quello che ho imparato lรฌโ.
Emanuel, Croazia: โAlla scuola Foco mi รจ piaciuta la festa dei Popoli. Abbiamo potuto conoscere culture diverse e piatti tradizionali. Lรฌ ho conosciuto tanti amici e provato varie specialitร . Rivivrei volentieri questa esperienza altre 100 volteโ.
Gloria, Brasile: โHo sentito dei cambiamenti nel mio rapporto con Dio. All’inizio non riuscivo a connettermi con Lui e a sentirlo nelle persone, ma so che dopo tutte le esperienze ascoltate e le riflessioni vissute, posso facilmente sentirlo in ogni situazione. Inoltre, ho imparato ad aiutare le persone che non mi piacciono, ad aiutare le persone con problemi e a identificare Dio in ognunoโ.
Sarahi, Messico: โHo capito che, pur vivendo in Paesi diversi e persino in continenti molto lontani, l’Ideale dellโunitร puรฒ essere sempre vissuto. ร stata un’esperienza molto bella soprattutto conoscere la cultura di altri Paesi, il cibo, i loro vestiti, alcune parole e tradizioni. Quello che ho portato via dalla scuola รจ che prima di tutto ho smesso di avere paura della confessione e questo ha fatto crescere la mia fede in Dio. La messa quotidiana mi ha aiutato molto, spero di continuare ad andarci ogni domenica di mia spontanea volontร โ.
Sebastian, Croazia: โMi รจ piaciuto quando abbiamo rappresentato i nostri Paesi alla festa dei popoli: ognuno mostrava qualche tradizione del proprio Paese. Era molto divertente quando la sera giocavamo a calcio e ci si conosceva cosรฌ. Il momento preferito รจ stata la festa finale in cui abbiamo cantato e ci siamo divertiti. La mia vita รจ cambiata dopo la scuola, ora cerco di vivere il Vangelo amando le persone intorno a meโ.
Silvia, Italia: โDopo la scuola la mia vita si รจ stravolta e ho iniziato a vedere il mondo con occhi diversi. ร stata l’esperienza piรน significativa della mia vita e mi ha fatto venire voglia di riuscire ad assomigliare a quello che Chiara Lubich ha sempre voluto dai Genโ.
Anna, Italia: โConsiglio vivamente ai Gen che non hanno ancora frequentato una Scuola Foco di farlo! Vi divertirete un sacco, posso garantireโ.
Jakov, Croazia: โAlla scuola Foco ho capito lโimportanza dell’unitร . Quando sono arrivato, tutti erano accoglienti, sembrava di essere unโunica famiglia. Raramente ho provato questa sensazione prima, forse mai. Inoltre, ho capito come amare e vuol bene tutti, indipendentemente da chi sono e dal loro background. Mi piacerebbe vivere altri incontri di questo tipo, รจ stata un’esperienza indimenticabileโ!
Julia, Brasile: โMi porto a casa l’amore incommensurabile di Gesรน per me e per tutti, cosรฌ come la speranza e la sensazione di volere che un mondo unito diventi realtร . Vedere che Gesรน ama ognuno di noi e poter sentire il suo amore alla Scuola Foco รจ stata una delle esperienze piรน belle che ho fatto e la porterรฒ sicuramente con me. Ho ritrovato la speranza e la fede. Ora la sfida sarร portare l’amore e l’unitร che ho sentito a scuola nel โmondo realeโ, a casa, a scuola, con i miei amici. Ma sono i ricordi e l’amore per ciรฒ che ho imparato in quell’esperienza che mi spingono a non arrendermi e a lottare per un mondo unitoโ!
Maria Teresa, Italia: โHo partecipato alla Scuola Foco poichรฉ sentivo il desiderio di voler conoscere di piรน le origini del movimento dei Focolari. Da questa Scuola porto a casa la speranza di un futuro migliore per la nostra generazione. La mia vita รจ migliorata perchรฉ ho capito che devo guardarla in un’altra prospettiva, fare di ogni ostacolo una pedana di lancio! Essendo molto insicura, ho sempre paura a suonare il violino in pubblico. Quando infatti mi รจ stato proposto di suonare alla scuola ero un poโ turbata. Poi un giorno si รจ parlato di come ognuno di noi possa donare agli altri un suo talento o una propria qualitร , che Chiara Lubich chiama “perla”. Allora ho deciso di donare la mia perla agli altri e mentre suonavo con un’altra Gen, un gruppo di ragazzi e ragazze si รจ avvicinato per accompagnarci con il canto, donandoci supporto. Ho vissuto il passo del Vangelo di Luca (Lc 6,38) โDate e vi sarร datoโ.
Elena, Italia: โAl termine di questa scuola, mi porto a casa ciรฒ che ho capito durante una giornata dedicata a Gesรน nel suo dolore, abbandonato in Croce. Mi ha colpito profondamente anche perchรฉ, grazie alle testimonianze dei Gen, sono riuscita a capire come superare un dolore grazie all’amoreโ.
Tomรกs, Portogallo: โHo portato a casa la scoperta di Gesรน abbandonato, il potere della preghiera, oltre ad essermi confessato. Porterรฒ l’amore di Dio ovunque io vada, ho rafforzato la mia fede, ho imparato molto da questa scuolaโ.
Trieste รจ una cittร situata nel nord-est Italia, al confine con la Slovenia. Storicamente rappresenta un crocevia di culture, lingue, religioni. E oggi รจ uno dei primi punti dโapprodo in Europa per i migranti che transitano per la rotta balcanica. Persone con un bagaglio di sofferenze, guerre, persecuzioni.
A Trieste la comunitร del Movimento dei Focolari, in sinergia con altre istituzioni, si adopera per dare una prima accoglienza ai migranti.
โIl problema piรน grande รจ la percezione del problema stesso – racconta Claudia, della comunitร locale -. Non si tratta infatti di unโemergenza, unโinvasione ingestibile come spesso viene raccontata ma di un fenomeno strutturale che รจ la realtร di questo nostro presente storico. Un flusso continuo di persone in arrivo che, se opportunamente accolte e ridistribuite, possono persino diventare risorsa per la nostra cittร e per il nostro Paese. Se il fenomeno migratorio non viene capito e affrontato con gli strumenti opportuni, รจ destinato a generare diffidenza, paura, insofferenza, rifiutoโ.
Nellโautunno dello scorso anno, in previsione dellโemergenza freddo, il Vescovo di Trieste Mons. Enrico Trevisi ha espresso la volontร di aprire un dormitorio come risposta concreta per lโaccoglienza ai migranti. Un gruppetto di persone dei Focolari hanno risposto allโappello del Vescovo offrendosi come volontari assieme ad altre associazioni cattoliche e a singoli cittadini. โPer noi non si tratta solo di un mero servizio caritatevole – spiega Claudia -, ma lโoccasione di incontrare in ogni prossimo un fratello, una sorella da amare anche nelle piccole cose: un sorriso nellโoffrire il pasto, lo scambio di qualche parola. Spesso questi fratelli ci raccontano pezzi della loro storia, i loro dolori, le loro speranze, ci mostrano le foto dei figli, ma anche si scherza e si condivide il tempo in serenitร . Alcuni di noi, inoltre, hanno seguito piรน da vicino alcuni migranti sia nel caso di un ricovero ospedaliero sia nellโaffiancamento per la redazione del curriculum mirato alla ricerca di un lavoroโ.
Sandra della comunitร dei Focolari aggiunge: โTroviamo il tempo per conoscere i migranti, le loro storie, i loro bisogni. Stanno nascendo piccole e grandi esperienze che ci hanno visto coinvolti nell’aiutare anche fuori dal turno del dormitorio, e queste ci stimolano tantissimo a continuare. I turni ci hanno permesso di donarci con gli altri volontari e scoprire che tanti di loro pur non frequentando associazioni o parrocchie hanno risposto allโappello del Vescovoโ.
โPian piano crescono i rapporti, un segno di unitร anche per la Chiesa locale – aggiunge Claudia -. Questa esperienza, unita alla recente Settimana Sociale dei Cattolici Italiani, alla presenza di Papa Francesco, porterร grande linfa a questa nostra cittร di frontieraโ.
โA Trieste ho conosciuto i migliori volontari, quelli che non si limitano a distribuire cibo – racconta un’ospite del dormitorio diocesano -. Soddisfare la fame dei bisognosi e curare le ferite dei malati sono compiti nobili perchรฉ sono i piรน urgenti e necessari. Esistono perรฒ altri bisogni estremamente importanti per lโessere umano, la salute delle sue emozioni, sintomi dello stato della sua anima. Non รจ una questione individuale o minore, รจ ciรฒ che fa la differenza tra le azioni che hanno un impatto momentaneo e quelle che persistono e permeano lโintera societร โ. โI migliori volontari – continua – lo fanno perchรฉ sono consapevoli che i bisognosi non sono depositari della caritร , siamo persone con una storia che vale la pena ascoltare. Sanno che ogni migrante porta dentro di sรฉ un lutto per le radici perdute, allo stesso tempo una speranza che colpisce contro i muri il sistema e una lotta incessante per la sopravvivenzaโ. โI migliori volontari – conclude – si commuovono di fronte a questa umanitร adolescente e sono incoraggiati ad ascoltare le nostre storie, senza fermarsi davanti alle barriere linguistiche: insegnano lโitaliano, imparano lo spagnolo, usano la tecnologia, rinunciano al loro tempo personale, investono la loro energia nel bene comune, sognano una comunitร in cui tutti possiamo offrire il meglio di noi stessiโ.
La sede di Pedrinhas (SP, Brasile) della Fazenda da Esperanรงa accoglie giovani e adulti che stanno affrontando fasi diverse del recupero dalla tossicodipendenza e da varie forme di dipendenza e disagio sociale. Non poteva esserci posto migliore per ospitare il convegno di UNIRedes, la piattaforma di ONG, progetti sociali, umanitari e di agenzie culturali che si ispirano alla spiritualitร dellโunitร di Chiara Lubich in America Latina. Erano presenti 140 persone di 37 delle 74 organizzazioni partners di UNIRedes, attive in 12 paesi di America Latina e Caraibi.
Scopo del convegno era presentare il lavoro di questi anni a Margaret Karram e Jesรบs Morรกn presenti allโincontro; definire i prossimi passi comuni a tutte le organizzazioni partner e rinsaldare il legame con il Movimento dei Focolari per poter condividere, anche oltre il continente Latino-americano, lโesperienza maturata.
UNIRedes: una rete di reti
Maria Celeste Mancuso, argentina, co-responsabile internazionale del Movimento Umanitร Nuova, spiega che UNIRedes non รจ solo un super progetto solidaristico: โร anche uno spazio che genera una riflessione culturale per individuare le categorie antropologiche ed epistemologiche necessarie per generare una nuova cultura della cura della persona e delle societร latino-americaneโ. ร per questo motivo che anche le agenzie culturali ispirate al carisma dell’unitร come lโIstituto Universitario Sophia (Loppiano, Italia), la sua sede locale, Sophia America Latina e Caraibi (ALC) e il Centro Universitario ASCES UNITA di Caruaru (PE) ne fanno parte a pieno titolo.
Virginia Osorio, uruguayana, una delle iniziatrici del progetto, ne spiega le origini: โI continui cambiamenti politici ed economici dei nostri Paesi rendevano le nostre organizzazioni sempre piรน fragili e isolate. Con UNIRedes abbiamo ritrovato un luogo in cui rafforzarci a vicenda e condividere sofferenze e speranze. Lโultimo nostro progetto รจ stato per il Genfest: centinaia di giovani hanno fatto volontariato presso molte delle nostre organizzazioni, vivendo sulla propria pelle esperienze di fraternitร e vicinanza ai piรน poveriโ.
La radice comune: โmorire per la propria genteโ
La prima radice di UNIRedes non si fonda su analisi geopolitiche o economiche: bisogna tornare allโinizio degli anni โ70 quando anche i Gen, i giovani dei Focolari, come molti dei loro coetanei in tanti paesi, volevano cambiare il mondo e portare uguaglianza, giustizia, dignitร .
Chiara Lubich, che li incontrava frequentemente, aveva supportato e confermato la necessitร di fare una rivoluzione sociale pacifica, specialmente in America Latina, continente che vedeva identificato con questa speciale vocazione. Diceva ai giovani dei Focolari che: โOgnuno deve sentire che dobbiamo morire sรฌ per lโumanitร , ma bisogna che troviamo il nostro Gesรน Abbandonato locale per morire per la nostra genteโ[1].
โร cosรฌ che molti sono andati nelle periferie delle cittร , nelle favelas, ovunque la povertร toglieva dignitร alle personeโ โ racconta Gilvan David, brasiliano, del gruppo latino-americano di articolazione di UNIRedes. โSono nate le prime NGO e nel frattempo tentavamo di strutturarci, ma non bastava: โVoi venite da noi โ ci dicevano i poveri โ perรฒ poi andate via e ci lasciate soliโ. Per rispondere a questo grido abbiamo iniziato ad operare in rete con le politiche pubbliche locali e nello stesso periodo, anche diversi sacerdoti che vivevano la spiritualitร dellโunitร hanno fondato progetti sociali: Frei Hans con la Fazenda da Esperanรงa, padre Renato Chiera con la Casa do Menor e altriโ.
Unโ โunicaโ America Latina
โPoi sono nati i primi gruppi di organizzazioni โ continua Gilvan David โ โSumรก Fraternidadโ, che raccoglieva i progetti di alcuni paesi di lingua spagnola; lโassociazione civile โPromocion Integral de la Personaโ (PIP) in Messico e le organizzazioni sociali brasiliane continuavano a crescere, trovando la propria identitร e spazio di servizio. Non sono stati anni facili, ma abbiamo cominciato vari percorsi in diversi territori della America Latina per sostenerne lโimpegno sociale che poi sono confluiti in UNIRedes. Ci siamo riuniti diverse volte, ma lโincontro fondativo รจ stato nel 2014, presenti anche Emmaus Maria Voce e Giancarlo Faletti, allora Presidente e Co-presidente del Movimento dei Focolari. Emmaus in quellโoccasione disse: โVoi date al Movimento una nuova visibilitร ฬ, un nuovo senso alla sua azione, siete una testimonianza per chi vi guarda da fuori; date visibilitร completa al Carisma attraverso azioni concreteโ. Direi che รจ stato allora che ci siamo riconosciuti come realtร unica per tutta lโAmerica Latina: ci siamo ritrovati abbracciati dal Carisma dellโunitร โ.
Sono stati molti e di sostanza i contributi che hanno costruito questo convegno, insieme alla presentazione delle diverse organizzazioni partner.
Juan Esteban Belderrain: dalla disuguaglianza alla speranza
Il politologo argentino Juan Esteban Balderrain ha analizzato la piaga della disuguaglianza di cui lโAmerica Latina detiene il primato mondiale. โSi tratta di costruire una visione di questo continente che parta dalla speranza e questo รจ possibile perchรฉ, se guardiamo alla radice piรน profonda del problema della disuguaglianza, troviamo la perdita del riferimento a quel Dio che รจ amore e che ci aiuta a capire che siamo fratelli e sorelle gli uni degli altri e con la natura, che รจ anche espressione del suo Amore. Riferendosi al XX secolo, Paolo VI disse che quello era un tempo benedetto poichรฉ esigeva da tutti la santitร . Penso che queste parole valgano anche per il nostroโ.
Padre Vilson Groh: la โmistica degli occhi apertiโ
Da oltre 40 anni Padre Vilson vive nel โmorroโ, una favela di Florianopolis (Santa Catarina, Brasile), portando avanti progetti sociali soprattutto per i giovani. Ha parlato della โmistica degli occhi apertiโ: โDobbiamo portare le nostre organizzazioni nelle cantine oscure delle nostre periferie; essere lรฌ una speranza. Il Genfest ha portato la prospettiva dellโโinsiemeโ, che papa Francesco promuove. Questo richiede un cammino paziente, resiliente; domanda di essere saldi nella ricerca del bene comune. Lโunitร รจ superiore al conflitto, dice sempre il papa, e lโunitร รจ pluralitร . Portiamo la diversitร dentro le nostre organizzazioni: il carisma dellโunitร รจ una porta affinchรฉ Cristo piagato apra spaziโ.
Vera Araujo: America Latina costruttrice di fraternitร
Lโintervento della sociologa brasiliana si รจ concentrato su una visione positiva che sa riconoscere il patrimonio culturale e umano latino-americano e lo offre in dono al mondo.
โUNIRedes ha origine nel carisma di Chiara Lubich e puรฒ trasformarsi in un’incredibile opportunitร anche per il resto del mondo: l’unitร vista non solo come valore religioso, ma anche come forza capace di comporre efficacemente la famiglia umana, realizzando un’interazione tra la molteplicitร delle persone, preservando le distinzioni nel contesto delle realtร sociali. Qui il carisma dell’unitร offre una soluzione non facile, ma un senso, un significato, una Persona: Cristo Abbandonato sulla croce.
โE, per bene amare, โ dice Chiara โ non vedere nelle difficoltร e storture e sofferenze del mondo solo mali sociali cui portare rimedio, ma scorgere in esse il volto di Cristo, che non disdegna di nascondersi sotto ogni miseria umanaโ [2]
Susana Nuin Nรบรฑez: il cammino dei popoli e dei movimenti sociali
La sociologa uruguayana ha descritto il cammino e la ricchezza sociale, politica, economica dei popoli del continente e di alcuni movimenti sociali. โQueste reti con le loro piรน svariate fisionomie, con i loro sviluppi nelle pratiche sociali o nel mondo accademico, agiscono in modo complementare, generando un indiscutibile tessuto socio-culturale dal multiforme carattere comunitario di cui lโAmerica Latina รจ portatriceโ. Sottolinea poi la peculiaritร di UNIRedes che da oltre dieci anni รจ un soggetto sociale che cura, rivoluziona, trasforma e influisce a partire dal Vangelo e dalla parola dellโunitร .
Margaret Karram e Jesรบs Morรกn: UNIRedes รจ parte del Movimento dei Focolari
โChi vuole vivere il Vangelo in questa regione รจ sempre in crisi perchรฉ vede disuguaglianze costantementeโ โ evidenzia Jesรบs. โLโunitร non puรฒ non assumere questa realtร . Come facciamo lโunitร in questo continente, senza tener presente gli scartati dalla societร ? Quello che voi fate come UNIRedes deve informare tutto il Movimento in questa regione; non รจ credibile il suo lavoro per lโunitร se non avviene anche attraverso le opere sociali. Certo, non saremo noi a risolvere i problemi sociali. Lโunica cosa che possiamo fare รจ far sรฌ che la gente si converta allโamore. Se tocchiamo i cuori, qualcuno coglierร lo spirito e nella libertร capirร come vivere il Vangeloโ.
Margaret incoraggia UNIRedes ad andare avanti: โOra bisogna capire come far arrivare a tutti nel mondo la vostra vita e il vostro esempio. Citando una conversazione di Chiara Lubich del 1956, ha ribadito che nel suo impegno sociale il Movimento non deve dimenticare che la chiave per la soluzione dei problemi che il Carisma dellโunitร offre sta nella novitร della reciprocitร piรน che nella giustizia. Promuove la condivisione, il mettere in comune tra tutti quel poco o tanto di cui si dispone per creare un Bene Comune maggiore che, oltre a risolvere i problemi sociali, produce quella realizzazione umana e spirituale che accade solo nella comunione tra tutti. Infine Margaret lancia una proposta: โAggiungere un nuovo articolo nella vostra Carta dei principi e degli impegni: un patto solenne di fraternitร da proporre a chi vuol far parte di UNIRedes: siamo qui per testimoniare lโamore reciproco e solo se avremo questo amore, il mondo crederร โ.
โUNIRedes ci parla di speranzaโ โ conclude M. Celeste Mancuso. โร una proposta trasversale e sinodale di rete organizzativa che puรฒ ispirare modelli simili per quelle periferie esistenziali di altre parti del nostro vasto mondo. Cosรฌ si potrร pensare di costruire reti globali di fraternitร che promuovano il bene comuneโ.
Stefania Tanesini
[1] Chiara Lubich alla โScuola Genโ, Rocca di Papa (Roma, Italia), 15 maggio 1977
[2] Chiara Lubich, Para uma civilizaรงรฃo da unidade. Discurso proferido no Congresso โUma cultura de paz para a unidade dos povosโ, Castelgandolfo, (Roma) 11-12 de junho de 1988
Un giorno una persona che collabora con il nostro centro aveva ricevuto in dono un paio di scarpe sportive nuove n. 43. Ma a chi sarebbero potute servire? Quello stesso giorno veniamo a sapere che un ragazzo di 14 anni che conosciamo aveva proprio bisogno di quelle scarpe e di quel numero! Lui รจ il figlio di unโamica che in quel periodo era in ospedale. Anche lโaltra figlia quel giorno era venuta nel nostro centro ed avevamo saputo che necessitavano di vestiti e medicine. Ci aveva fatto sapere che le sarebbe stato utile un telefonino per stare in contatto con la mamma in ospedale. Eโฆnoi ne avevamo ricevuto uno alcuni giorni prima! Fa impressione vedere come cโรจ sempre โQualcunoโ che ci fornisce giusto quelle cose ad hoc che poi possiamo donare!
Un letto in due minuti
Eravamo ai saluti finali di una domenica trascorsa โin famigliaโ (si fa per dire perchรฉ attorniati da centinaia di persone) con attivitร per raccogliere fondi per i nostri giovani. Un amico venezuelano tra i primi conosciuti anni fa, mi aveva presentato un giovane di 18 anni: Jesรบs. Mi aveva giร raccontato qualcosa di quanto vissuto da quando aveva lasciato il Venezuela a 16 anni, da solo! Due anni di avventure sufficienti per fare un film dโazione, con tanti momenti di sospensione. Da quindici giorni era in Perรน. Parlando con lui scopro che dorme su un materassino per terra! Diligentemente aveva programmato col primo stipendio (aveva infatti trovato subito lavoro in Perรน) di risolvere il problema documenti e poi pensare al letto. In quel momento non avevo soluzioni, ma ci siamo ripromessi di rimanere in contatto. Poco dopo averlo salutato incontro una nostra collaboratrice che, senza sapere nulla delle esigenze di Jesus, mi chiede: โAllora, con quel letto cosa facciamo?โ. โMa come? Lo hai ancora?โ domando sorpreso. โSรฌ!โ mi dice. Richiamo subito Jesรบs che stava lasciando il Centro. Ci ha raggiunto immediatamente e, alla notizia che giร cโera il letto per lui, fortissima รจ stata la luce che ho visto nei suoi occhi. Non erano passati due minuti da quando gli avevo detto che avrei cercato di trovare una soluzione!
Ecografie gratis
Molti dei migranti che arrivano nel nostro centro hanno bisogno di cure mediche e, a volte, anche di accertamenti diagnostici. Eโ di qualche tempo fa un’altra benedizione dal Cielo: un centro medico vicino a noi ci ha offerto la possibilitร di realizzare ecografie gratis. Vogliono dare questa possibilitร a coloro che non hanno come pagare questi esami. Davvero un regalo per tanti dei nostri pazienti.
Il Condominio Espiritual Uirapuru (CEU) รจ una realtร nata a Fortaleza (Brasile) alcuni anni fa, la scelta dellโunitร tra carismi รจ alla base della vita comunitaria. Sono 23 le realtร che qui convivono e collaborano per il recupero, la protezione e la valorizzazione della dignitร umana.
In questo incrocio di Paesi dove confluiscono i fiumi Iguaรงu e Paranร , cโรจ la frontiera piรน trafficata dellโAmerica Latina; lโarea รจ caratterizzata da una grande diversitร culturale e dalla presenza secolare dei popoli indigeni, come il grande popolo Guaranรญ. Il turismo รจ la maggior risorsa economica di questa regione in cui la gente arriva soprattutto per visitare le Cascate dellโIguaรงu che sono le piรน estese al mondo, con una larghezza di 7.65 Km e sono considerate una delle sette meraviglie naturali del pianeta.
Nel suo messaggio di benvenuto, Tamara Cardoso Andrรฉ, Presidente del Centro per i Diritti Umani e la Memoria Popolare di Foz do Iguaรงu (CDHMP-FI) spiega che in questo luogo si vuol dare un significato diverso ai confini nazionali: โVogliamo che la nostra triplice frontiera diventi sempre piรน un luogo di integrazione, una terra che tutti sentano propria, come la intendono i popoli originari che non conoscono barriereโ.
Foz do Iguaรงu, ultima tappa
ร qui che si conclude il viaggio di Margaret Karram e Jesรบs Morรกn – presidente e co-presidente del Movimento dei Focolari – in Brasile. Lo hanno percorso da Nord a Sud: dallโAmazzonia brasiliana, passando per Fortaleza, Aparecida, la Mariapoli Ginetta a Vargem Grande Paulista, la Fazenda da Esperanรงa a Pedrinhas e Guaratinguetร (SP), fino a Foz do Iguaรงu. Qui la famiglia โallargataโ della comunitร tri-nazionale dei Focolari celebra la sua giovane storia e racconta il contributo di unitร che offre a questo luogo: lโabbraccio di tre popoli che la spiritualitร dellโunitร riunisce in uno, superando i confini nazionali, pur mantenendo ciascuno la propria spiccata identitร culturale. Per lโoccasione sono presenti anche il Card. Adalberto Martinez, arcivescovo di Asuncion (Paraguay), il vescovo del luogo Mons. Sรฉrgio de Deus Borges, Mons. Mario Spaki, vescovo di Paranavaรญ e Mons. Anuar Battisti, vescovo emerito di Maringรก. ร presente anche un gruppo della comunitร islamica di Foz con cui ci sono da tempo rapporti di amicizia fraterna.
Popoli con radici comuni
Arami Ojeda Aveiro, studentessa di Mediazione Culturale presso lโUniversitร Federale di Integrazione Latino-americana (UNILA) illustra il cammino storico di questi popoli e le gravi ferite che si sono accumulate lungo i secoli. Il conflitto tra Paraguay da una parte, e Argentina, Brasile e Uruguay dallโaltra (1864-1870) รจ stato uno dei piรน sanguinosi dellโAmerica del Sud in termini di vite umane, con conseguenze sociali e politiche per tutta la regione. Dโaltra parte, sono molti anche i fattori culturali in comune, come la musica, la gastronomia, le tradizioni popolari derivanti dalla stessa radice culturale indigena, come la Yerba Mate Guaranรฌ, bevanda tipica dei tre popoli.
La cultura Guaranรฌ รจ una delle piรน ricche e rappresentative dellโAmerica del sud; รจ una testimonianza viva della resilienza e della capacitร di adattamento di un popolo che ha saputo conservare la sua identitร nei secoli con una cosmogonia unica, dove la connessione con la natura e il rispetto delle tradizioni sono fondamentali e possono essere una grande ricchezza per tutta lโumanitร .
โPer questo โ conclude Arami Ojeda Aveiro โ la regione della tripla frontiera non rappresenta solo un confine geografico, ma uno spazio multiculturale e di cooperazione che rafforza tutta lโareaโ.
La comunitร โtri-nazionaleโ dei Focolari
Tra tutte le comunitร dei Focolari nel mondo, questa presenta un carattere unico: โSarebbe impossibile sentirci una sola famiglia se guardassimo solo alle nostre storie nazionaliโ โ racconta una giovane argentina. Monica, paraguaiana, una delle pioniere della comunitร insieme a Fatima Langbeck, brasiliana, racconta che tutto รจ iniziato con una sua preghiera quotidiana: โโSignore, aprici il cammino perchรฉ possiamo stabilire una presenza piรน solida del Focolare e che il Tuo carisma dellโunitร fiorisca tra di noiโ. Dal 2013 siamo unโunica comunitร e vogliamo scrivere unโaltra storia per questa terra, che testimoni che la fraternitร รจ piรน forte di pregiudizi e ferite secolari. Ci unisce la parola dellโunitร di Chiara Lubich, quando ha detto che la vera socialitร supera lโintegrazione, perchรฉ รจ amore reciproco in atto, come annunciato nel Vangelo. Le nostre peculiaritร e differenze ci fanno piรน attenti gli uni agli altri e le ferite delle nostre storie nazionali ci hanno insegnato a perdonarciโ.
I contributi artistici dicono la vitalitร e lโattualitร delle radici culturali dei popoli che abitano questa zona. Ci sono i canti della comunitร argentina arrivata dal โlitoralโ, dalla costa; poi โEl Sapukaiโ, la ritmatissima danza paraguaiana che si balla con (fino a) tre bottiglie sul capo; la rappresentanza del popolo Guaranรฌ intona un canto nella propria lingua che loda la โgrande madreโ, la foresta, che va protetta, produce buoni frutti e dร vita a tutte le creature.
Don Valdir Antรดnio Riboldi, sacerdote della diocesi di Foz, che ha conosciuto i Focolari nel 1976 continua il racconto per iscritto: โI Focolari di Curitiba in Brasile e di Asuncion in Paraguay hanno iniziato a promuovere eventi che coinvolgevano persone delle tre nazioni vicine, unโesperienza che chiamavamo โFocolare tri-nazionaleโ. Anche la vita ecclesiale qui si muove sulla linea della comunione, promuovendo iniziative congiunte tra le diverse diocesiโ.
ร chiaro che la vita di questa regione e della comunitร dei Focolari locale non parla solo allโAmerica Latina, ma al mondo intero. E dice che รจ possibile camminare insieme, essendo diversi: รจ la spiritualitร dellโunitร che entra in contatto con la parte piรน profonda dellโidentitร di persone e popoli, facendo fiorire la comune umanitร e fratellanza.
La parola a Margaret Karram e Jesรบs Morรกn
โMi sono sentita abbracciata non da uno, ma da tre popoli โ ha detto Margaret Karram. Per tutta la vita ho sognato di vivere in un mondo senza frontiere. Qui mi รจ sembrato di veder realizzato questo mio desiderio profondo, per questo mi sento parte di voi. Siete la conferma che solo lโamore toglie ogni ostacolo ed elimina le frontiereโ.
โHo vissuto in America Latina 27 anni โ ha continuato Jesรบs Morรกn โ ma non sono mai venuto in questa zona. Avete vissuto tanti dolori: il popolo Guaranรฌ รจ stato espropriato delle sue terre e disperso. Quel che state facendo oggi รจ importante anche se piccolo: non possiamo riscrivere la storia, ma possiamo andare avanti e sanare le ferite, accogliendo il grido di Gesรน abbandonato. Le ferite si sanano creando relazioni interregionali anche con i popoli originali perchรฉ di fatto sono gli unici realmente โtri-nazionaliโ. Anche loro hanno ricevuto la luce di Cristo; non dimentichiamo lโopera di evangelizzazione e promozione umana che i Gesuiti hanno fatto in questa regione con โlas Reducionesโ dal โ600 al โ700. Oggi siamo collegati a questa storia, a tutto quello che la Chiesa fa e sappiamo che lโunitร รจ la risposta in questo mondo che necessita di unโanima e di braccia per fare una vera globalizzazione allโaltezza della dignitร umanaโ.
Alla fine, riprendendo la parola, Margaret condivide quanto vissuto in questo mese: โQuesto viaggio ha aumentato in me la fede, la speranza e la caritร . In Amazzonia, ai confini del mondo, la โfedeโ รจ emersa potente: ho incontrato persone che credono fortemente che tutto รจ possibile, anche le cose piรน difficili. Loro sognano e realizzano! Vorrei avere anche solo un pizzico della loro fede, come dice il Vangelo: โSe avrete fede pari a un granello di senape, direte a questo monte: ยซSpostati da qui a lร ยป, ed esso si sposterร , e nulla vi sarร impossibileโ (Mt 17,20). Da lรฌ mi porto questa fede che sposta le montagne e il coraggio di sognare cose grandi. Poi, la parola del Genfest non puรฒ che essere โsperanzaโ: abbiamo vissuto questa esperienza insieme: tutto il Movimento era impegnato con i giovani e per i giovani. ร stato anche un evento ecumenico e interreligioso che ha dato molta speranza.
E per ultima la โcaritร โ, che oggi ho visto qui tra voi e che abbiamo toccato con mano nelle molte organizzazioni sociali con cui siamo venuti a contatto in questo mese: la Fazenda da Esperanรงa; i tanti movimenti e nuove comunitร ecclesiali con cui ci siamo incontrati a Fortaleza; lโincontro di UniRedes che raccoglie tutte le organizzazioni sociali e le agenzie culturali dellโAmerica Latina che si ispirano al carisma dellโunitร (di cui scriveremo a parte). Tutto questo dice โcaritร โ, perchรฉ ogni realtร sociale nasce dallโamore al prossimo, dal voler dare la vita per la propria gente.
Da questa frontiera parte una speranza per tutte le comunitร dei Focolari nel mondo e anche oltre. Nel dicembre scorso avevo suggerito il progetto โMediterraneo della fraternitร โ, dove raccogliere tutte le azioni giร in corso e quelle che emergeranno, per costruire la pace in quella regione che tanto soffre per la guerra. Anche da qui potrebbe partire un progetto di โfraternitร per lโAmerica Latinaโ che puรฒ essere allargato a tutti i suoi Paesi, lo affidiamo a Maria!โ.
Un lungo viaggio per celebrare i 70 anni dalla creazione del Consiglio Generale dei Cristiani di Hong Kong, dove poco piรน del 10 % dei 7 milioni e mezzo di abitanti si professa cristiano..
Una delegazione composta da 24 persone di diverse tradizioni cristiane: cattolica, anglicana, luterana, metodista e pentecostale, hanno intrapreso un pellegrinaggio ecumenico facendo tappa in Germania, Svizzera e Italia, visitando cittร come Wittenberg, Augusta, Ottmaring, Ginevra, Trento e infine Roma per rivedere il passato senza pregiudizio e stabilire un nuovo rapporto fra tutti i membri. โUnโopportunitร per conoscere meglio la Chiesa altrui. Cโera tanta condivisione, tanto amore reciproco e ci siamo sentiti fratelli e sorelle in Cristo, sua unica Chiesa!โ, afferma Theresa Kung.
Accolti nella cittadella ecumenica di Ottmaring (Germania), al Centro Mariapoli โChiara Lubichโ di Trento (Italia) e al Centro Internazionale del Movimento dei Focolari a Rocca di Papa (Italia), il gruppo ha avuto modo di conoscere il carisma dellโunitร che anima i Focolari e apprezzare il lavoro di dialogo tra varie Chiese che si svolge da anni nellโambito del Movimento, un โdialogo della vitaโ che significa, come ebbe a dire il Rev. Hoi Hung Lin of Tsung Tsin Mission: โRispettare le differenze di valori degli altri, dare prioritร al dialogo e cercare sempre di stabilire relazioni fraterne tra le persone, tra i gruppi etnici e nelle diverse situazioni culturaliโ.
A Roma, il gruppo รจ stato ricevuto presso il Dicastero per la Promozione dellโUnitร dei Cristiani in un incontro di scambio sul lavoro svolto a livello mondiale.
Come ultimo appuntamento, il 22 maggio 2024 sono stati ricevuti da Papa Francesco in udienza privata. Dopo i saluti e le presentazioni del Cardinale Stephen Chow SJ, Vescovo cattolico di Hong Kong, e del Rev.do Ray Wong, Presidente del Consiglio Cristiano di Hong Kong, il Santo Padre si รจ rivolto ai presenti sottolineando l’importanza di โlavorare insieme, perchรฉ tutti crediamo in Gesรน Cristo; pregare insieme, pregare per lโunitร โ. Il Papa ha inoltre ricordato l’amicizia cristiana che deriva dal Battesimo comune. โAbbiamo lo stesso Battesimo e questo ci fa cristiani. Nemici, ne abbiamo tanti fuori. Siamo amici! Nemici, fuori; qui, amiciโ[1].
In questi giorni ho visto alla televisione delle giovanissime atlete, per la maggior parte dei paesi dellโEst, che si esibivano in meravigliosi esercizi di ginnastica artistica. Erano maยญgnifiche nei loro ripetuti salti mortali, negli avvitamenti, in ogni mosยญsa. Quale perfezione! Quanta armonia e quanta grazia! Possedevano perfettamente il loro fisico, tanto che gli esercizi piรน difficili parevano naturali. Sono le prime del mondo.
Piรน volte, mentre le ammiravo, avvertivo dentro di me un presยญsante invito (forse dello Spirito Santo). Era come se Qualcuno mi dicesse: Anche tu, anche voi, dovete diventare campioni del mondo. Campioni in che cosa? Nellโamare Dio. Ma sai quanto allenamento รจ occorso a queste ragazze? Lo sai che, giorno dopo giorno, per ore e ore, ripetono gli stessi esercizi, senza arrendersi mai? Anche tu, anche voi, dovete fare altrettanto. Quando? Nellโattimo presente. Sempre, senza fermarsi mai. E mi nasceva in cuore un grandissimo desiderio di lavorare, momento per momento, per arrivare alla perยญfezione.
Carissimi, dice san Francesco di Sales che non cโรจ indole cosรฌ buoยญna che a forza di ripetuti atti viziosi non possa acquistare il vizio. E allora, si puรฒ pensare che non vi รจ indole cosรฌ cattiva che a forza di atti virtuosi non possa acquistare la virtรน. E quindi: coraggio! Se ci alleniamo, diverremo campioni del mondo nellโamare Dio.
(โฆ)
Quale la Parola detta da Dio al nostro Movimento? Lo sappiamo: Unitร . E allora, dobbiamo diventare campioni dโunitร con Dio, con la sua volontร nellโattimo presente, e di unitร col prossimo, con ogni prossimo che incontriamo durante la giornata.
Alleniamoci senza perdere minuti preziosi. Ci attende, non la medaglia dโoro, ma il Paradiso.
Chiara Lubich
(da Conversazioni in collegamento telefonico, Cittร Nuova Editrice, Roma 2019, pp 67-68) Foto: ยฉ Ania Klara – Pixabay
Il cambiamento fa sempre paura, soprattutto quando le esperienze che abbiamo vissuto sono state forti e gratificanti. Lo viviamo in tutte le fasi della vita, nei percorsi di studio e lavorativi, in tutte le realtร politiche, sociali e organizzative, in particolare laddove viviamo ruoli di responsabilitร che non vogliamo perdere.
Vorremmo che certe esperienze non finissero mai. Ma questo รจ un inganno. Rimanere nelle โesperienze vere e belleโ non ci fa vivere la vita, perchรฉ la vita stessa รจ cambiamento ed รจ questa la dinamica che la rende affascinante anche quando รจ doloroso.
Lo ha spiegato bene Cicely Saunders, fondatrice del primo hospice moderno, donna straordinaria che come infermiera, assistente sociale e medico ha โinventatoโ un nuovo modo di assistere le persone nei momenti piรน difficili. Il tempo delle esperienze vere, secondo lei รจ un tempo fatto di profonditร piรน che di durata. โLe ore dei rapporti veri sembrano passare in un attimo, mentre le giornate noiose sembrano non passare mai. Ma a distanza di anni, le ore autentiche restano impresse per sempre, le giornate inutili svaniscono in un nullaโ. (1)
Questi momenti veri โ anche quando vissuti nel dolore e nel buio- possono trasformarsi, forse con stupore ed emozione, in occasioni di pace profonda e di luce. Questi passaggi, soprattutto quando accompagnati dal rapporto autentico con gli altri, ci possono aiutare e dare la forza di affrontare le difficoltร , le prove, le sofferenze e le fatiche che incontriamo nel cammino. Ci incoraggiano a ripartire senza paura affrontando con audacia ciรฒ che ci aspetta, andando incontro allโaltro e accogliendo i dolori dellโumanitร intorno a noi, mettendoci a nostra volta in gioco con il desiderio di portare dove manca quella luce e pace che noi stessi abbiamo sperimentato.
Diceva Dietrich Bonhoeffer: โtempo perduto sarebbe un tempo non vissuto in cui avessimo non amato. (2)
Cosa succede quando queste esperienze vere pare che spariscono e non ci sono piรน? Forse questo toglie valore allโesperienza e alle radici? Assolutamente no! Il valore della memoria รจ il fondamento stesso del progresso umano. Inoltre come dice il filosofo George Santayana โChi non ricorda il passato รจ condannato a ripeterloโ.
Cโรจ stato prima di noi chi ha speso la vita per la nostra libertร e la nostra felicitร . Dobbiamo saper ritornare alle esperienze che hanno fondato la nostra vita personale e dei nostri gruppi di appartenenza per avere la forza di ricominciare sempre, anche nei momenti di dubbio, fragilitร e stanchezza.
Cicely Saunders. Premio Templeton 1981
Dietrich Bonhoeffer. โResistenza e resa” lettere e altri scritti dal carcere
Foto di Sasin Tipchai – Pixabay
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LโIDEA DEL MESE รจ attualmente prodotta dal “Centro del Dialogo con persone di convinzioni non religiose” del Movimento dei Focolari. Si tratta di un’iniziativa nata nel 2014 in Uruguay per condividere con gli amici non credenti i valori della Parola di Vita, cioรจ la frase della Scrittura che i membri del Movimento si impegnano a mettere in atto nella vita quotidiana. Attualmente LโIDEA DEL MESE viene tradotta in 12 lingue e distribuita in piรน di 25 paesi, con adattamenti del testo alle diverse sensibilitร culturali. www. dialogue4unity.focolare.org1
ยซSignore, รจ bello per noi stare quiยป (Mt 17, 4).
Gesรน รจ in cammino con i suoi discepoli verso Gerusalemme. Allโannuncio che lร dovrร soffrire, morire e resuscitare, Pietro si ribella, facendosi eco dello sgomento e dellโincomprensione generale. Il maestro allora lo prende con sรฉ, insieme a Giacomo e Giovanni, sale su โun alto monteโ, e lรฌ appare ai tre in una luce nuova e straordinaria: il suo volto โbrilla come il soleโ e con lui conversano Mosรจ ed il profeta Elia. Il Padre stesso fa sentire la sua voce da una nube luminosa e li invita ad ascoltare Gesรน, il suo Figlio prediletto. Di fronte a questa sorprendente esperienza, Pietro non vorrebbe piรน andare via, ed esclama:
ยซSignore, รจ bello per noi stare quiยป.
Gesรน ha invitato i suoi amici piรน stretti a vivere unโesperienza indimenticabile, affinchรฉ la custodiscano sempre dentro di loro.
Anche noi abbiamo forse sperimentato con stupore ed emozione la presenza e lโazione di Dio nella nostra vita, in momenti di gioia, pace e luce che avremmo desiderato non finissero mai. Sono momenti che sperimentiamo spesso con o grazie ad altri. Lโamore reciproco, infatti, attira la presenza di Dio, perchรฉ, come ha promesso Gesรน: ยซDove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loroยป(Mt 18, 20). Talvolta, in questi momenti di intimitร , Lui ci fa vedere noi stessi e leggere gli avvenimenti attraverso il suo sguardo.
Queste esperienze ci sono date per avere la forza di affrontare le difficoltร , le prove e le fatiche che incontriamo nel cammino avendo nel cuore la certezza di essere stati guardati da Dio, che ci ha chiamati a far parte della storia della salvezza.
Una volta discesi dal monte, infatti, i discepoli andranno insieme a Gerusalemme, dove li aspetta una folla piena di speranza ma anche insidie, contrasti, avversione e sofferenze. Lร ยซsaranno dispersi e inviati ai confini della terra per essere testimoni della nostra dimora definitiva, il Regnoยป di Dio (1).
Potranno cominciare a costruire giร quaggiรน la Sua casa tra gli uomini perchรฉ sono stati โa casaโ con Gesรน sulla montagna.
ยซSignore, รจ bello per noi stare quiยป.
ยซAlzatevi e non temeteยป (Mt 17,7), รจ lโinvito di Gesรน al termine di questa straordinaria esperienza. Lo rivolge anche a noi. Come i suoi discepoli e amici, possiamo affrontare con coraggio ciรฒ che ci aspetta.
Fu cosรฌ anche per Chiara Lubich. Dopo un periodo di vacanze talmente ricco di luce da essere definito โil paradiso del 1949โ per la percezione della presenza di Dio nella piccola comunitร con la quale stava trascorrendo un tempo di riposo e per una straordinaria contemplazione dei misteri della fede, anche lei non avrebbe desiderato tornare alla vita di tutti i giorni. Lo fece con nuovo slancio perchรฉ comprese che proprio per quellโesperienza di illuminazione doveva โscendere dal monteโ e mettersi allโopera come strumento di Gesรน nella realizzazione del suo Regno, immettendo il suo amore e la sua luce proprio dove mancavano, anche affrontando fatiche e sofferenze.
ยซSignore, รจ bello per noi stare quiยป.
Quando invece la luce ci viene a mancare, riportiamo al cuore e alla mente i momenti in cui il Signore ci ha illuminato. E se non abbiamo fatto lโesperienza della sua vicinanza, cerchiamola. Occorrerร fare lo sforzo di โsalire sul monteโ per andarGli incontro nei prossimi, per adorarlo nelle nostre chiese, e anche per contemplarlo nella bellezza della natura.
Perchรฉ per noi, Lui cโรจ sempre: basta che camminiamo con Lui e, facendo silenzio, ci mettiamo umilmente in ascolto, come Pietro, Giovanni e Giacomo (2).
A cura di Silvano Malini e del team della Parola di vita
LโIDEA DEL MESEย รจ attualmente prodotta dal โCentro del Dialogo con persone di convinzioni non religioseโ del Movimento dei Focolari. Si tratta di unโiniziativa nata nel 2014 in Uruguay per condividere con gli amici non credenti i valori dellaย Parola di Vita, cioรจ la frase della Scrittura che i membri del Movimento si impegnano a mettere in atto nella vita quotidiana. Attualmente LโIDEA DEL MESE viene tradotta in 12 lingue e distribuita in piรน di 25 paesi, con adattamenti del testo alle diverse sensibilitร culturali.
โIl carisma dellโunitร di Chiara Lubich รจ una di queste grazie per il nostro tempo, che sperimenta un cambiamento di portata epocale e invoca una riforma spiritualeโ.[1]
Sulla pagina web della โMariapoli Ginettaโ, la piรน sviluppata delle tre cittadelle dei Focolari in Brasile, il racconto della sua storia inizia con questa frase di Papa Francesco che evidenzia molto bene ciรฒ che ha caratterizzato gli ultimi anni di questo luogo: un cammino verso un cambiamento organizzativo per testimoniare meglio la fraternitร vissuta nel quotidiano e per rispondere alle necessitร e alle domande delle persone che visitano la cittadella e dellโambiente in cui รจ inserita.
Tutto ciรฒ si รจ concretizzato con lโavvio di un processo di attualizzazione e di una gestione piรน partecipata e meno centralizzata delle diverse realtร che la compongono. Oggi ognuna ha un suo consiglio o comitato di gestione, composto da persone della Mariapoli e da professionisti del settore e che lavorano in sinergia anche con il consiglio della cittadella. โCorresponsabilitร โ รจ una parola chiave della Mariapoli Ginetta, assieme a uno sguardo verso il futuro e alla ricerca continua per attualizzare la mission della cittadella: โaccogliere, formare, testimoniare e irradiareโ.
Nel 2022 la cittadella ha festeggiato 50 anni di vita e da quel primo gruppo di focolarine in una casupola senza luce, ne gas, oggi conta un totale di 454 abitanti che vivono sul suo terreno e nei dintorni.
Negli anni sono passate decine di migliaia di persone: moltissimi giovani che hanno trascorso un periodo o alcuni anni per imparare a vivere la fraternitร nel quotidiano, o per intraprendere la strada di consacrazione a Dio nel Movimento dei Focolari, poi famiglie, sacerdoti, religiosi e visitatori occasionali.
La Mariapoli Ginetta รจ parte della municipalitร di Vargem Grande Paulista che dista appena unโora dalla trafficatissima megalopoli di San Paolo e il cambio di scena quando si arriva รจ totale: molto verde, case, nessun grattacielo, parchi e aree gioco per i bambini; la vivibilitร di un piccolo centro, rispetto ad una metropoli รจ il valore aggiunto di questo luogo. โCi siamo trasferiti 6 anni fa da San Paoloโ โ racconta una giovanissima coppia con tre bambini. Sono una delle quattordici famiglie che negli ultimi anni si sono spostate da diverse cittร per crescere i propri figli โin un luogo in cui imparano a trattare gli altri con amore, dove cโรจ spazio per vivere una vita a misura dโuomoโ. Questo, insieme alla scuola dei giovani che sta per iniziare la sua ottava edizione, sono segni di una rinnovata vitalitร sociale della cittadella.
Corresponsabilitร e gestione partecipata
โOggi nella cittadella ci sono molti degli elementi che compongono una convivenza urbanaโ โ spiegano Iris Perguer e Ronaldo Marques corresponsabili della Mariapoli Ginetta. โCi sono abitazioni, un centro cittร rappresentato dalla struttura del Centro Mariapoli e dalla chiesa di Gesรน Eucaristia, lโEditrice Cidade Nova, un centro audiovisivi, ambulatori medici, atelier vari, la rinomata panetteria e caffetteria โEspiga Douradaโ, i progetti sociali al servizio della popolazione piรน svantaggiata, il โPolo Spartacoโ, unโarea commerciale e produttiva dove le aziende operano secondo i principi di Economia di Comunione, la sezione brasiliana dellโIstituto Universitario โSophia ALCโ (America Latina e Caraibi)โ.
โQuesta nuova modalitร di gestione partecipata che state attuando โ ha commentato Margaret Karram โ รจ unโopportunitร straordinaria di apertura della cittadella ad altri che vogliono contribuire a costruirla, a formarsi e fare unโesperienza di unitร . Devo dirvi che dopo aver partecipato al Genfest mi รจ nata in cuore una grande speranza; ho avuto la forte impressione che in questi giorni Dio abbia bussato nuovamente alla porta del Brasile e chiede di rispondere e sostenere quanto รจ nato nei giovani. Anche questa cittadella, insieme alla Mariapoli Gloria e alla Mariapoli Santa Maria, ha ora una nuova possibilitร e responsabilitร di capire come rispondere; di offrire una testimonianza di vita evangelica vissuta in una comunitร socialeโ.
La seconda generazione del Polo Spartaco
Mariza Preto racconta che anche il Polo imprenditoriale ha intrapreso un coraggioso cammino di sviluppo e apertura.
โNel 2016 un debito accumulato negli anni a causa di mancati pagamenti indicava chiaramente che la sostenibilitร economica del Polo era a rischio. Gli imprenditori erano demotivati, preoccupati perchรฉ allโorizzonte non si vedeva nessuno interessato ad iniziare una nuova attivitร al Polo. Sono stati anni difficili, in cui si sono tentate molte strade, compresa quella di costruire relazioni con gli imprenditori della regione che ha portato alla nascita di eventi comuni e momenti di confronto e incontro. Ma la svolta รจ avvenuta nel 2019 quando durante una fiera espositiva che abbiamo organizzato al Polo, la maggior parte degli espositori erano esterni alla nostra realtร . In quel periodo โEspriโ, la societร di gestione del polo aveva molti capannoni vacanti e una crescente fragilitร finanziaria. ร stato allora che il consiglio del Polo ha deliberato di ammettere imprese e imprenditori che non conoscevano lโEconomia di Comunione ma che volevano agire secondo i suoi principi. Cosรฌ che รจ avvenuta la โrinascitaโ del Polo: ogni azienda che desidera oggi entrare al Polo si sottopone ad un processo di conoscenza della vita aziendale che qui viviamo e aderisce alle linee di gestione di unโimpresa di Economia di Comunioneโ.
A 30 anni dalla sua fondazione, oggi il Polo Spartaco si compone di 9 edifici, vi hanno sede 10 aziende per un totale di 90 dipendenti.
โQui lโeconomia di comunione รจ viva โ ha detto Jรฉsus Morรกn. Oltre allโaspetto carismatico, qui si vede quello produttivo che funziona ed รจ in atto il ricambio generazionale degli imprenditori. Tutto questo ci dice che siamo entrati in una nuova fase in cui la profezia di Chiara Lubich รจ viva. Ringraziamo tutti i pionieri, quelli che hanno iniziato e ci hanno creduto e hanno permesso che arrivassimo fino quiโ.
SMFocolari
ร attraverso la SMF, โSociedade Movimento dos Focolariโ che la cittadella si impegna in diverse opere sociali sul territorio. La SMF promuove il rafforzamento della comunitร e l’accesso ai diritti e alle garanzie di protezione, soprattutto per i bambini, i giovani e le donne in situazioni di vulnerabilitร sociale. Le tre Opere Sociali in cui lavorano gli abitanti della Mariapoli Ginetta operano nel campo della prevenzione per giovani in condizione di vulnerabilitร , realizzano percorsi di accompagnamento per le loro famiglie e accolgono persone senza fissa dimora. Questa รจ una goccia nel mare della necessitร di dignitร , lavoro e giustizia di tanta gente e come ha spiegato Sรฉrgio Previdi, vicepresidente di SMF โEโ solo un tassello del progetto culturale basato sulla fraternitร che vogliamo sviluppare sul territorio e nella nostra cittร โ.
Stefania Tanesini
[1] Messaggio del Santo Padre Francesco per lโapertura del convegno internazionale โUn carisma al servizio della Chiesa e dellโumanitร โ in occasione del centenario della nascita della serva di Dio Chiara Lubich
Video in italiano. Attivare i sottotitoli per le altre lingue
Tutta lโesperienza del Genfest โ dalla โFase 1โ fino alla โFase 3โ โ รจ la testimonianza tangibile che voi giovani credete e anzi, state giร lavorando, per costruire un mondo unito. Questi sono stati per tutti noi giorni di grazie straordinarie, abbiamo messo in pratica la โcuraโ in vari modi: nella Fase 1, attraverso il servizio ai poveri, agli emarginati, a chi piรน soffre e lo abbiamo fatto vivendo la reciprocitร , quella comunione tipica del carisma del Movimento dei Focolari; nella Fase 2, nella condivisione di vita, esperienze, ricchezze culturali; e poi, nella Fase 3, abbiamo sperimentato la straordinaria generativitร delle communities, che sono anche uno spazio intergenerazionale di formazione e progetti.
Qualcuno mi ha raccontato della creativitร che ogni “community” ha sviluppato e degli interessanti workshops di cui avete appena raccontato.
โDal Genfest mi porto a casa la mia community โ ha detto uno di voi โ รจ qualcosa di concreto che continua. Una possibilitร per vivere l’esperienza del Genfest nel quotidianoโ.
Vi siete sentiti protagonisti nella costruzione di queste “community” e volete continuare a โgenerareโ idee e progetti. Mi ha dato gioia sapere che qualcuno di voi ha detto di aver riscoperto il senso della sua professione e che ora vuole viverla allโinsegna del mondo unito.
Abbiamo questi giorni camminato insieme, con uno stile che papa Francesco definirebbe โsinodaleโ e non solo tra voi giovani, ma anche con gli adulti; con persone di altri movimenti e comunitร ; con persone di diverse Chiese e religioni e persone che non si riconoscono in un credo religioso. Questa rete ha arricchito moltissimo il Genfest!
ร stata molto bella anche la presenza fra noi di alcuni vescovi che hanno vissuto il Genfest in mezzo a noi.
Ora il Genfest non finisce! Ma continua proprio nelle โUnited World Communitiesโ dove resteremo connessi sia globalmente che localmente.
Sono sicura che quando arriverete nei vostri Paesi e nelle vostre cittร capirete in che, in cosa vorrete impegnarvi, in base ai vostri interessi e ai vostri studi o le vostre professioni: in economia, in dialogo interculturale, nella pace, nella salute, nella politica eccโฆ
In questi giorni avete fatto lโesperienza di vivere โcommunityโ in โunityโ, in unitร ; una realtร che continuerร : sarร questa la vostra palestra in cui imparerete e vi allenerete a vivere la fraternitร .
Quando io avevo la vostra etร mi ha colpito moltissimo un invito che Chiara ha fatto a tutti noi, e lei diceva cosรฌ:
โSe saremo uno, molti saranno uno e il mondo potrร un giorno vivere lโunitร . E allora? Costituire dappertutto cellule di unitร โ (1) โ forse Chiara se fosse viva oggi avrebbe forse chiamato queste cellule di unitร โUnited world communitiesโ โ Lei ci invitava a concentrare in questo tutti i nostri sforzi.
Per questo vorrei chiedervi ora una cosa importante: per favore, per favore non perdete questa occasione, questa occasione unica che abbiamo vissuto qua: Dio ha bussato al cuore di ciascuno di noi e adesso chiama tutti ad essere protagonisti e portatori di unitร nei diversi ambiti in cui vi siete impegnati.
Ieri qualcuno mi ha fermato mentre stavo uscendo e mi ha detto: devo dirti una cosa. Una di voi che รจ qui in sala e mi ha detto: devo dirti una cosa importante, per favore voglio dirti una cosa importante. Ha detto che era la prima volta che partecipava ad un Genfest e che lei non conosceva il Movimento dei Focolari e mi ha detto: io voglio dire a te, dovete fare di piรน perchรฉ questo movimento non รจ conosciuto tanto, bisogna fare di piรน ma non come avete fatto finora. Dovete fare di piรน perchรฉ questo Movimento, questa idea della fraternitร deve essere conosciuta da molti piรน giovani. Allora io ho chiesto a lei se lei ci poteva aiutare e lei si รจ impegnata. Ma adesso spero che tutti noi ci impegniamo a fare questo.
Certo, come avete anche sentito prima, non sarร tutto facile e non possiamo davvero illuderci che le difficoltร non arrivanoโฆ ma in questo Genfest voi stessi avete annunciato: โun Dio diverso, abbandonato sulla croceโ voi avete detto โabbandonato sulla croce tutto divino e tutto umano, che fa domande senza risposteโ รจ per questo che รจ un Dio vicino a tutti noi. Sarร abbracciando ogni dolore, nostro o degli altri, che troveremo la forza di continuare in questo cammino.
Allora andiamo avanti insieme con una nuova speranza, convinti piรน che mai che ormai una strada รจ stata tracciata.
E come uno scrittore cinese Yutang Lin, dice una cosa molto bella: โLa speranza รจ come una strada nei campi: non cโรจ stata mai una strada, ma quando molte persone vi camminano, la strada prende formaโ. Io penso che questa strada in questo Genfest ha preso forma. Allora camminiamo e ci sarร questa strada difronte a noi.
Allora saluto tutti, auguro buona continuazione a chi farร il post-Genfest e buon viaggio a chi torna a casa!
Ciao a tutti!
Margaret Karram
(1) Chiara Lubich, Conversazioni in collegamento telefonico, Cittร Nuova, 2019, p. 64.
Su 112 ettari di terra, 23 organizzazioni – comunitร cattoliche e istituti – hanno scelto di vivere un’esperienza di comunione tra carismi. Da 24 anni, questa esperienza che si svolge a Fortaleza (Brasile) รจ conosciuta come Condominio Espiritual Uirapuru (CEU), acronimo che significa “cielo” in portoghese.
Margaret Karram e Jesรบs Morรกn, Presidente e Copresidente del Movimento di Focolari, in queste settimane in viaggio in Brasile per incontrare le comunitร dei Focolari, hanno fato tappa anche Fortaleza. Qui hanno potuto partecipare a vari incontri con diverse realtร carismatiche della Chiesa. Al CEU hanno incontrato leader di altre comunitร , tra i quali Nelson Giovanelli e Fra Hans della Fazenda da Esperanรงa, Moysรฉs Azevedo della Comunitร Shalom e Daniela Martucci di Nuovi Orizzonti.
Attraverso le organizzazioni che lo compongono, il CEU realizza diverse azioni di supporto e protezione della persona umana, dall’infanzia vulnerabile e ferita da abusi e sfruttamento sessuale fino a giovani e adulti che vivono in strada o soffrono a causa di dipendenze. L’unione dei carismi presenti รจ espressione dell’amore che rende possibile lo sviluppo di attivitร di recupero e valorizzazione della dignitร umana, particolarmente per coloro che sono piรน bisognosi.
“Il CEU รจ la realizzazione del sogno che Chiara Lubich ha promesso a Papa Giovanni Paolo II nel 1998, di lavorare per l’unitร dei Movimenti e delle nuove comunitร ” ricorda Nelson Giovanelli, fondatore della Fazenda da Esperanรงa e neo-eletto presidente del condominio. Il carisma dell’unitร , diffuso da Chiara Lubich, ispira il compimento della missione per le diverse comunitร presenti. Jesรบs Morรกn aggiunge: “Se c’รจ un luogo in cui si puรฒ comprendere l’esperienza della Chiesa รจ qui al CEU. Questa รจ la Chiesa, tanti carismi, piccoli o grandi, ma tutti camminano insieme per la realizzazione del Regno di Dio”.
Gli abitanti del CEU sono 230, tra cui bambini e adolescenti, giovani e adulti in fase di recupero e piรน di 500 volontari. Lo scorso fine settimana, la comunitร Obra Lumen ha organizzato l’incontro โCom Deus Tem Jeitoโ (Con Dio c’รจ una via), che ha recuperato 250 tossicodipendenti dalla strada e li ha inviati a un trattamento terapeutico in varie comunitร partner, come la Fazenda da Esperanรงa. Lo spazio รจ anche il palcoscenico di attivitร culturali che consentono la risocializzazione attraverso l’arte, come il Festival Halleluya della Comunitร Shalom, che riunisce ogni anno piรน di 400.000 persone.
In questi giorni, sempre in Brasile, รจ in corso il Genfest, manifestazione dei Giovani del Movimento dei Focolari. “Insieme per Prendersi Cura” รจ il motto di questa edzione che avrร un evento internazionale in Brasile ed oltre 40 Genfest locali in vari Paesi del mondo. Ognuno inizierร con una prima fase nella quale i giovani faranno esperienze di volontariato e solidarietร in varie organizzazioni sociali. Tra di esse anche il CEU. Qui tra il 12 e il 18 luglio, un gruppo di 60 giovani, partecipanti al GenFest, hanno potuto conoscere le diverse comunitร e svolgere varie attivitร . “Tutte queste comunitร giร svolgono lavoro di cura con persone marginalizzate e in situazione di vulnerabilitร . La nostra proposta era di unirci a loro, come un legame di unitร . Piรน ci donavamo, ci aprivamo agli altri, piรน scoprivamo la nostra essenza”, racconta Pedro รcaro, partecipante del GenFest che ha vissuto al CEU per 4 mesi con giovani di diversi Paesi.
“Quando questa comunione dei carismi infiamma il cuore dei nostri giovani, essi sono capaci di trasformare il mondo. Questo รจ lo scopo di questi eventi che facciamo al CEU, come il GenFest” racconta Moysรฉs Azevedo, fondatore della Comunitร Shalom.
โStart Here and Nowโ, ovvero โInizia qui e oraโ รจ lโultimo singolo della band internazionale Gen Verde. Un inno di unione, forza, coraggio e gioia che vede la partecipazione di due gruppi musicali giovanili: Banda Unitร (Brasile) e AsOne (Italia). โTutti, con le nostre diversitร , siamo invitati ad andare oltre le frontiere per costruire un mondo dove la cura, lโamore, la giustizia e lโinclusione siano la risposta al dolore, allโorrore delle guerre e delle divisioniโ spiega la band.
Cosa cโรจ dietro il brano?
โLa nuova canzone รจ di per sรฉ un’esperienza โoltre i confiniโ per il modo in cui รจ stata prodotta – continua la band -. Le voci sono state incise in tre diverse parti del mondo e anche il video รจ stato girato in tre luoghi diversi: Loppiano e Verona (Italia) e Recife (Brasile)โ.
Il progetto include la partecipazione di due gruppi musicali giovanili che condividono i valori del Gen Verde. Banda Unitร รจ un complesso musicale brasiliano ed AsOne รจ una band di Verona, in Italia. Anche questi stessi gruppi vogliono condividere, attraverso la musica, i valori della pace, del dialogo e della fratellanza universale.
โStart Here and Nowโ ha un mix intergenerazionale e interculturale – continua il Gen Verde -. Questo singolo spicca per il ritmo molto coinvolgente e un testo potente, cantato in diverse lingue, per far emergere il processo creativo ispirato allโinterculturalitร e allโimpegno per la fraternitร universale che si sottolinea nellโevento internazionale Genfestโ.
Il Gen Verde ha suonato questo brano per la prima volta ad Aparecida in Brasile insieme ai complessi musicali Banda Unitร e AsOne il 20 luglio 2024 durante il Genfest, l’evento globale dei giovani del Movimento dei Focolari. Questa edizione ha avuto come titolo: โJuntos para Cuidar – Together to Care โ Insieme per prenderci curaโ.
La terza fase di Genfest 2024, svoltasi ad Aparecida (Brasile), ha incluso laboratori organizzati dalle cosiddette United World Communities, luoghi di incontro in cui i giovani possono condividere i loro talenti e le loro passioni. Questeย communitiesย offrono l’opportunitร di scoprire persone di talento, forme concrete di impegno e di avviare azioni e progetti finalizzati alla costruzione di un mondo piรน unito, che mirano a rispondere alle sfide locali e globali del mondo di oggi; ad attivare processi di cambiamento personale e collettivo; a far crescere la fratellanza e la reciprocitร in tutte le dimensioni della vita umana. Una caratteristica importante di questeย communitiesย รจ che sono il frutto del lavoro tra persone di diverse generazioni.ย
Proseguendo le esperienze delle precedenti fasi del Genfest, in questa terza fase i giovani hanno potuto partecipare a laboratori in diversi ambiti, la cui metodologia era basata sulla fraternitร e sul dialogo, come una prova per progetti e azioni che ora possono essere sviluppati nella sfera โglocaleโ (progetti locali con una prospettiva globale). Le attivitร si sono svolte nei settori dell’economia e del lavoro, dell’interculturalitร e del dialogo, della spiritualitร e dei diritti umani, della salute e dell’ecologia, dell’arte e dell’impegno sociale, dell’istruzione e della ricerca, della comunicazione e dei media, della cittadinanza attiva e della politica. Le รฉquipe responsabili della gestione dei laboratori erano composte da giovani e professionisti che hanno lavorato intensamente per mesi per organizzare queste attivitร .
D’ora in poi, le Comunitร avranno un metodo di lavoro che consiste in tre fasi: Imparare, Agire e Condividere. La prima (Imparare) รจ un’esplorazione e un’analisi approfondita dei temi e delle questioni piรน attuali in ogniย community, con l’obiettivo di identificare problemi e presentare soluzioni. La fase successiva (Agire) consiste nella realizzazione di azioni con un impatto principalmente locale, ma con una prospettiva globale. Infine, nella terza fase (Condividere), si propone alla comunitร di promuovere spazi di scambio e dialogo continuo tra le iniziative, con l’obiettivo di rafforzare la rete di collaborazione globale. ร stata creata un’applicazione – la WebAppย ย United World Communities, – che รจ uno strumento per la condivisione di idee, esperienze e notizie, oltre che per la promozione di progetti di collaborazione.
โDio ha visitato il cuore di tuttiโ
Al termine della terza fase del Genfest, leย Communitiesย hanno presentato in modo creativo le loro impressioni e alcuni dei risultati delle attivitร svolte nei giorni precedenti. Da questo lavoro รจ nato il documento โThe United World Community: One Family, One Common Homeโ, che sarร il contributo dei partecipanti del Genfest 2024 al โSummit of the Futureโ delle Nazioni Unite del prossimo settembre. Secondo i giovani che hanno presentato il testo, esso non รจ un documento conclusivo, ma vuole essere un โprogramma di vita e di lavoroโ per le varieย United World Communities, oltre che una testimonianza da presentare al โSummit of the Futureโ.ย ย ย ย ย ย ย
โCon le nostreย communitiesย non vogliamo fare richieste, formulare slogan o lamentarci con i leader politiciโ, hanno detto i giovani. โCerchiamo invece di dare un nome ai nostri sogni comuni, sogni di un mondo unito. Sogni personali e comunitari, che ci guideranno nelle attivitร che svolgeremo nei prossimi anniโ. E hanno concluso: โSperiamo che vivendoli, โinsiemeโ e passo dopo passo, diventino segni di speranza per altriโ.ย ย
Alla conclusione del Genfest 2024 sono intervenuti anche Margaret Karram e Jesรบs Morรกn, Presidente e Copresidente del Movimento dei Focolari. Jesรบs Morรกn ha affermato che, sebbene l’esperienza della cura sia stata la piรน vissuta nella storia dell’umanitร , non quella sulla quale piรน si รจ riflettuto.
Questa situazione ha iniziato a cambiare, come ha dimostrato il Genfest, nel quale รจ emersa la cura come una risposta al bisogno di dignitร umana. In questo senso, ha concluso, รจ importante che i giovani rimangano connessi a questa rete globale di comunitร generative. Margaret Karram, da parte sua, ha detto di aver visto nel corso dell’esperienza del Genfest che i giovani hanno dato una testimonianza tangibile della loro fede e che sono giร in azione per costruire un mondo unito. Per quanto riguarda in particolare la Fase 3, ha sottolineato la ricchezza di questa esperienza per la sua creativitร , l’impronta intergenerazionale e interculturale e il fatto che, attraverso leย communities, c’รจ la possibilitร concreta di vivere la stessa esperienza del Genfest nella propria vita quotidiana. La Karram ha invitato i giovani a sentirsi protagonisti di queste comunitร , il cui fondamento รจ l’unitร . โVi prego di non perdere questa opportunitร unica che stiamo vivendo qui: Dio ha visitato il cuore di ognuno di noi e ora chiama tutti a essere protagonisti e portatori di unitร nei vari ambiti in cui sono coinvoltiโ, ha concluso.ย
Luรญs Henrique Marques
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Abbiamo appena ascoltato storie di pace espresse nelle sfumature piรน varie: canzoni, preghiere, esperienze, progetti concreti.
Tutto questo rafforza in noila fiducia e la speranza che รจ possibile essere costruttori di pace. Papa Francesco dice che bisogna essere ogni giorno โartigiani di paceโ. E per fare questo occorre costanza e pazienza per poter guardare con amore tutti i fratelli e le sorelle che incontriamo sul nostro cammino.
Da questo Genfest abbiamo imparato che la pace inizia da me con piccoli gesti di cura per le persone, per i nostri popoli e per il creato.
Da dove possiamo incominciare allora?
Lโabbiamo detto varie volte in questi giorni: abbattendo tutte le barriere che ci dividono, per vivere per la fraternitร . E questo possiamo farlo:
scoprendo che la nostra comune umanitร รจ piรน importante di tutte le nostre differenze;
poi essendo pronti a perdonare e a fare gesti di riconciliazione. Perchรฉ perdonare significa dire all’altro: “Tu vali molto di piรน delle tue azioni”.
E come abbiamo fatto nella prima fase del Genfest, continuiamo, anche quando torneremo a casa, ad essere artigiani di pace nelle nostre relazioni, facendo il primo passo verso gli altri. Sarร lโamore ad ispirarci cosa fare, da chi andare.
Perdoniamo senza aspettare che sia l’altro a chiedere perdono.
Che questo Genfest sia il momento del nostro SIโ ALLA PACE.
Non dobbiamo sentirci mai piรน soli: in questi giorni abbiamo visto e certamente abbiamo sperimentato la forza dellโโinsiemeโ, Juntos.
Uniamoci a tutti quelli che vivono e lavorano per la pace. Le communities che andremo a costruire nella Fase tre sono giร una via possibile.
Aprite gli occhi a visioni di pace! Parlate un linguaggio di pace! Fate gesti di pace! Perchรฉ la pratica della pace porta alla pace. La pace si rivela e si offre a coloro che realizzano, giorno dopo giorno, tutte quelle forme di pace di cui sono capaci.(*)
Aprire, parlare e agire.
Allora: non diamoci pace finchรฉ non realizzeremo la pace!
Acabamos de escuchar historias de paz expresadas en los mรกs variados matices: canciones, oraciones, experiencias, proyectos concretos.
Todo esto refuerza en nosotros la confianza y la esperanza de que es posible ser constructores de paz. El Papa Francisco dice que tenemos que ser cada dรญa โartesanos de la pazโ. Y para esto necesitamos perseverancia y paciencia para poder mirar con amor a todos los hermanos y hermanas que encontramos en nuestro camino.
En este Genfest hemos aprendido que la paz empieza en mรญ con pequeรฑos gestos de atenciรณn a las personas, a nuestros pueblos y a la creaciรณn.
ยฟEntonces por dรณnde podemos empezar?
Lo hemos dicho varias veces en estos dรญas: derrumbando todas las barreras que nos dividen, para vivir la fraternidad. Y esto podemos hacerlo:
descubriendo que nuestra humanidad comรบn es mรกs importante que todas nuestras diferencias;
– despuรฉs estando dispuestos a perdonar y a hacer gestos de reconciliaciรณn. Porque perdonar significa decirle al otro: โTรบ vales mucho mรกs que tus actosโ.
Y como hicimos en la primera fase del Genfest, continuemos, tambiรฉn cuando regresemos a casa, siendo artesanos de paz en nuestras relaciones, dando el primer paso hacia los demรกs. Serรก el amor el que nos inspire quรฉ hacer, hacia quiรฉn dirigirnos.
Perdonemos sin esperar a que sea la otra persona la que nos pida perdรณn.
Que este Genfest sea el momento de nuestro Sร A LA PAZ.
No debemos sentirnos nunca mรกs solos: en estos dรญas hemos visto y ciertamente experimentado la fuerza de la โuniรณnโ, Juntos.
Unรกmonos a todos los que viven y trabajan por la paz. Las communities que construiremos en la Fase Tres ya son un posible camino a seguir.
ยกAbran los ojos a visiones de paz! ยกHablen un lenguaje de paz! ยกHagan gestos de paz! Porque la prรกctica de la paz lleva a la paz. La paz se revela y se ofrece a los que la realizan, dรญa tras dรญa, todas esas formas de paz de las que son capaces. (*)
Abrir, hablar y actuar.
Entonces: ยกno nos demos paz hasta que no hayamos logrado la paz!
Iniziata il 19 luglio 2024 la seconda fase del Genfest 2024, lโevento ei giovani del Movimento dei Focolari, ha concluso il suo programma il 21 luglio 2024 con la celebrazione della Santa Messa nella Basilica del Santuario Nazionale di Aparecida, ad Aparecida (San Paolo), in Brasile. L’evento centrale del Genfest, che per la prima volta ha avuto la sua versione internazionale nel continente latinoamericano, ha riunito circa 4.000 partecipanti provenienti da oltre 50 Paesi e, fin dall’inizio, รจ stato caratterizzato da una gioia contagiosa. Inoltre, migliaia di persone in tutto il mondo hanno seguito parte del programma in streaming.
Con il tema โInsieme per prendersi curaโ, i giovani riuniti al โCentro eventi Padre Vรญtor Coelho de Almeidaโ hanno promosso un intenso programma che ha unito festa, arte, creativitร e testimonianza, espressione della convinzione che la costruzione della fraternitร universale richieda iniziative concrete per prendersi cura della vita sul pianeta, soprattutto in termini di attenzione alle persone in diverse condizioni di vulnerabilitร e alla natura, come richiesto insistentemente da Papa Francesco.
Cerimonia di apertura
All’inaugurazione i giovani sono stati accolti dall’arcivescovo di Aparecida, Mons. Orlando Brandes; dal nunzio apostolico in Brasile, Mons. Giambattista Diquattro; dal rettore del Santuario di Aparecida, padre Eduardo Catalfo e dalla presidente del Movimento dei Focolari, Margaret Karram, tra le personalitร presenti. Mons. Orlando Brandes ha letto un messaggio inviato dal cardinal Pietro Parolin, Segretario di Stato vaticano, a nome di Papa Francesco. โSappiamo reagire con un nuovo sogno di fraternitร e di amicizia sociale che non si limiti alle paroleโ si legge nel telegramma. Nelle sue parole di saluto ai giovani, Margaret Karram ha sottolineato che โinsieme, i nostri sogni si realizzerannoโ. In seguito, i giovani sono stati accolti da una โfesta latinoamericanaโ con esibizioni artistiche tipiche di diversi Paesi. ร stata un’esplosione di gioia che ha coinvolto tutti.
Secondo giorno
Un momento per trovare strade o, meglio, percorsi, per un mondo unito. Cosรฌ รจ iniziata la seconda giornata della seconda fase del Genfest 2024. Da un lato, i giovani di tutto il mondo hanno raccontato come hanno cercato di costruire relazioni di fraternitร nei loro ambienti. ร il caso, ad esempio, di Adelina, di Rio Grande do Sul (Brasile), che ha dovuto affrontare la tragedia causata dalle piogge che hanno colpito il suo Stato nel mese di maggio 2024, e di Joseph, della Sierra Leone, che รจ stato separato dalla sua famiglia da bambino e reclutato dai miliziani che combattevano le truppe governative del Paese africano con atti di violenza. I momenti artistici hanno richiamato l’attenzione su alcuni grandi temi del mondo di oggi, come l’ecologia e la cittadinanza, mentre i cosiddetti spark changer, specialisti in diverse aree, hanno offerto al pubblico alcune brevi riflessioni che potrebbero portare cambiamenti nel mondo.
Il programma di sabato prevedeva anche una โanteprimaโ della Fase 3 del Genfest: si sono svolti laboratori su temi diversi, sempre nell’ottica della โcuraโ della vita nelle sue diverse espressioni. Infine, un viaggio intorno al mondo con storie di resilienza personale o di azione sociale, ma tutte che avevano come motivazione la fraternitร per โabbracciare l’umanitร e avviare il cambiamentoโ. Hanno concluso il programma del secondo giorno sul palco del Genfest alcuni giovani provenienti da Turchia, Australia, Zimbabwe, Bolivia, Italia e Colombia che hanno raccontato come hanno affrontato o aiutato altri ad affrontare il dolore, quando esso sembra togliere il senso della vita. Le presentazioni, tuttavia, non si sono limitate alle storie personali. Sul palco รจ stata presentata anche un’ampia varietร di iniziative sociali, come Rimarishun, un progetto di incontro tra culture diverse in Ecuador. Dal Brasile si sono presentati anche il Progetto Amazzonia, il Quilombo Rio dos Macacos di Salvador (comunitร afro discendenti) e la Casa do Menor, la cui coreografia ha ricevuto una standing ovation.
Cerimonia di chiusura
Il programma della giornata conclusiva della seconda fase di Genfest 2024 รจ iniziata guardando al passato per pensare al futuro. Sono stati ricordati alcuni dei progetti lanciati all’ultimo Genfest del 2018 e che hanno giร iniziato a dare i loro frutti, anche in senso vero e proprio, come nel caso della piantumazione di alberi in aree soggette a degrado. Sullโesempio di quanto fato nellโultimo Genfest di Manila (Filippine), sono stati presentati alcuni progetti da portare avanti dopo questi giorni.
Il primo progetto partirร con la terza fase del Genfest. Si tratta delle โComunitร del Mondo Unitoโ, che riuniranno i giovani – compresi quelli che non hanno potuto partecipare allโevento ad Aparecida – in gruppi per aree di conoscenza, dall’economia al lavoro, dalla politica alla cittadinanza. I Giovani interessati ai vari ambiti, potranno iscriversi a queste comunitร in base alla loro โpassioneโ, come hanno detto gli organizzatori.
Un importante strumento per la realizzazione di queste comunitร รจ ilProgetto Mondo Unito. Lanciato nel 2012 al Genfest di Budapest (Ungheria), รจ infatti un programma per diffondere la fraternitร su larga scala e riunire le azioni in questa direzione, rendendo possibile la condivisione di esperienze con tanti giovani in tutto il mondo.
Un’altra azione che nasce da questo Genfest, piรน immediata, รจ il lancio di un questionario per raccogliere le proposte dei giovani per il โPatto per il Futuroโ, un manifesto che sarร presentato al Summit del Futuro, un vertice internazionale che sarร organizzato dall’ONU a settembre 2024.
La costruzione di comunitร internazionali richiede il dialogo. Gran parte della sessione รจ stata dedicata a questo tema. La rabina Silvina Chemen e una giovane leader musulmana, Israa Safieddine, hanno raccontato come cercano di costruire il dialogo.
Quattordici giovani latinoamericani di sei Chiese cristiane hanno presentato Ikumรฉni, un laboratorio di buone pratiche ecumeniche e interreligiose. Queste sono tutte iniziative che hanno come scopo ultimo la costruzione della pace, il tema al quale รจ stata dedicata tutta lโultima parte del programma.
L’uruguaiano Carlos Palma ha presentato il progetto Living Peace. Un video di Chiara Lubich ha ricordato come si possa costruire la pace oggi: vivendo l’amore reciproco.
I giovani partecipanti al Genfest con bandiere di tutti i Paesi hanno sfilato infine chiedendo la pace in ogni nazione. Al termine, la Presidente del Movimento dei Focolari, Margaret Karram, ha invitato tutti a essere costruttori di pace, abbattendo le barriere che dividono le persone e prendendo l’iniziativa di perdonare: โChe questo Genfest sia il momento per dire sรฌ alla paceโ, ha concluso.
Luรญs Henrique Marques e Airam Lima Jr. Foto: ยฉ Imprensa Genfest 2004 – CSC Audiovisivi
In una assolata giornata di giugno 2024, oltre 400 ospiti provenienti da tutto il mondo si sono recati a Montet (Svizzera) per salutare la multicolore e internazionale comunitร dei Focolari. Il centro di formazione del Movimento verrร infatti chiuso e la comunitร concentrerร i propri sforzi su altri centri di formazione. Nel corso della seconda metร dell’anno 2024 la maggior parte dei residenti lascerร il piccolo paese della Svizzera francese per unirsi ad altre comunitร .
I responsabili della “Mariapoli Foco”, come รจ chiamata questa cittadella, Maria Regina Piazza e Markus Nรคf hanno illustrato il percorso che ha portato a questo passo: “Per capire questa decisione, bisogna guardare al cammino che il Movimento dei Focolari ha percorso, considerando il calo delle vocazioni alla vita consacrata e le sfide della societร odierna in tutto il mondo”. Si tratta di “ridistribuire le forze e ridurre le strutture per promuovere la vicinanza alle persone dove piรน serve”.
Markus Nรคf – Maria Regina PiazzaMargaret Karram – Jesรบs Morรกn – Celine RuffieuxIon Sauca
Gli ospiti presenti, provenienti dal mondo della politica, della societร e delle Chiese, hanno sottolineato quanto la cittadella abbia plasmato e influenzato positivamente l’area circostante: รจ stata diffusa pace, senso di comunitร , spirito di unitร e fraternitร ed รจ stata data una testimonianza di amore reciproco. In totale, quasi 3.800 persone hanno trascorso parte della loro vita qui nel corso di 43 anni, la maggior parte di esse erano adolescenti e giovani adulti.
In un messaggio di saluto, il Segretario Generale del Consiglio Mondiale delle Chiese di Ginevra, Rev. Prof. Dr. Jerry Pillay, ha ringraziato per le ricche esperienze ecumeniche condivise e vissute insieme durante le visite annuali degli studenti a Ginevra e ha sottolineato che “la vera ereditร del Centro di Montet non รจ la sua struttura fisica, bensรฌ la comunione, le relazioni e i valori evangelici promossiโ.
Cรฉdric Pรฉclard, sindaco di lunga data di Les Montets, al cui Comune appartiene il villaggio di Montet, si รจ molto rammaricato per questa chiusura. Tuttavia, si รจ compiaciuto per il fatto che il “Dado della pace” del parco del Centro dei Focolari sia stato donato al Comune. Questa scultura interattiva incarna e trasmette valori importanti per il Movimento dei Focolari e in realtร ha origine nel villaggio: un gruppo di focolarine l’aveva creato per lavorare con i bambini durante il loro soggiorno a Montet, poi “il dado” si รจ diffuso in tutto il mondo. Un grande modello mobile di esso, si trova oggi in un parco giochi nel centro di Les Montets.
Dr. Vasile-Octavian Mihoc
Nel suo discorso, la Presidente dei Focolari Margaret Karram, presente a Montet insieme al Copresidente Jesรบs Morรกn, non ha nascosto quanto sia stato doloroso per la comunitร internazionale chiudere questo sito. “Sentiamo molto chiaramente che dobbiamo guardare all’umanitร che attende il dono della pace, dell’unitร e che dobbiamo saper cogliere, anche attraverso le circostanze, il desiderio di Dio per noi e per le nostre attivitร e strutture”. La decisione di chiudere la cittadella dei Focolari a Montet non รจ stata presa a cuor leggero. “ร come assistere alla potatura di un albero che ha dato tanti bei frutti per molti anniโ. โMa sappiamo che nulla accade per caso, ma la Divina Provvidenza รจ sempre dietro a tutto”. E ha incoraggiato tutti – ospiti e residenti – a portare l’esperienza acquisita a Montet nel mondo: “Molti di voi sarete destinati ad altre cittร , ad altri Paesi, ad altre comunitร o ritornerete nel vostro Paese e porterete ovunque andrete la preziosa esperienza che avete vissuto qui e che, quindi, non solo continuerร , ma vi porterร una dimensione di amore ancora piรน grande che vi stupirร , perchรฉ sarร nuova”.
Il futuro prevede la vendita della tenuta di 5 ettari. Un comitato guidato da Hugo Fasel, ex direttore della Caritas svizzera, supervisionerร la vendita e farร in modo che l’uso futuro della proprietร sia in linea con i valori del Movimento dei Focolari.