Movimento dei Focolari
Vangelo vissuto: โ€œNella sua povertร  ha messoย tutto quello che aveva per vivereโ€ (Mcย 12,44)

Vangelo vissuto: โ€œNella sua povertร  ha messoย tutto quello che aveva per vivereโ€ (Mcย 12,44)

Stamattina, mentre facevo la spesa al supermercato, sono passata vicino ad un grande carrello dove una commessa accumulava cartoni ed ho notato due di essi erano a terra.

Nel timore di esserne stata io, inavvertitamente, a farli cadere, ho chiesto scusa, poi ho raccolto i cartoni e li ho sistemati sul carrello.

La commessa mi ha ringraziato dicendo di non preoccuparmi. Poi, facendo un commento ad alta voce ha aggiunto: ยซรˆ rara la gentilezza!ยป. Un’altra persona che si trovava a passare lรฌ vicino ha confermato: ยซรˆ proprio vero!ยป. Al che la commessa le ha raccontato, a moโ€™ di spiegazione, cosa era successo.

Quanto a me, ero contenta, anche perchรฉ questo piccolo episodio mi ha fatto tornare in mente una frase sentita tempo fa e che mi aveva colpita: invitava a โ€œseminare la gentilezzaโ€. Mi รจ sembrata una โ€œcarezzaโ€ di Dio.

G.S. โ€“ Italia (*)

Ho un fratello, cristiano cattolico, che ha sposato una donna tedesca della Chiesa evangelica. Quando si sono stabiliti in Italia, il rapporto tra mia madre e mia cognata non รจ stato facile, anche se lei non si era opposta a che i figli venissero educati nella Chiesa cattolica. Quanto a me, cercavo di farmi โ€œmediatriceโ€ tra lei e mamma. Anche mia cognata soffriva per questa incomprensione, sanata tuttavia poco prima che nostra madre morisse. Da tempo, condivido quotidianamente con lei, tramite whatsapp, il โ€œPensiero del giornoโ€ che ci aiuta a vivere quotidianamente lโ€™amore evangelico. Un giorno invitava ad โ€œessere misericordiosiโ€, con questa breve frase di commento: โ€œLa misericordia รจ un amore che sa accogliere ogni prossimo, specie il piรน povero e bisognoso. Un amore che non misura, abbondante, universale, concretoโ€. Immediata รจ stata la sua risposta: โ€œSe ti ho fatto star male in qualche circostanza negli anni passati, perdonamiโ€. Stupita, le ho risposto a mia volta: โ€œAnchโ€™io ti chiedo scusaโ€. E lei: โ€œNon ricordo nessun episodio per il quale dovrei scusartiโ€ฆโ€.

C. โ€“ Italia (*)

Una persona molto cara mi ha chiesto di scrivere qualcosa sulla mia esperienza di insegnante per una sua conoscente di un altro Paese che stava facendo un progetto sull’educazione ai valori.

Ho capito che era un’opportunitร  per trasformare in testimonianza e โ€œannuncioโ€ quella che, in qualche modo, รจ stata, nel corso della mia vita, la mia risposta personale alla โ€œchiamataโ€ a vivere secondo gli insegnamenti del Vangelo come insegnante e come madre.

La stesura ha richiesto molte ore di scrittura, cancellazione, correzione, riscrittura, ricordando aspetti che avrei potuto aggiungere, eliminandone altri che mi sembravano irrilevanti e, soprattutto, filtrando ogni parola con amore. Ho cercato di mettermi al posto della persona per cui stavo scrivendo, perchรฉ, anche se non la conoscevo, potevo amare Gesรน in lei.

L’ho inviato alla mia amica, con la consapevolezza che forse non era proprio quello di cui aveva bisogno, ma pronta a cambiare tutto.

Con mia grande sorpresa, lei mi ha risposto: โ€œHo giร  inviato la tua lettera ed  รจ piaciuta moltoโ€. Senza dubbio non era lo scritto in sรฉ che piaceva, ma l’opera che Dio ha fatto in me e che, condivisa, poteva essere una piccola luce per gli altri.

E, naturalmente, le altre cose che dovevo fare in quei giorni sono state facilmente risolte, poichรฉ ci sono stati dei cambiamenti di programma che mi hanno lasciato il tempo libero per farle.

C.M. โ€“ Argentina

A cura di Carlos Mana
Foto ยฉ StockSnap-Pixabay

(*) Da โ€œIl Vangelo del giornoโ€ novembre-dicembre, Cittร  Nuova, Roma 2024.

โ€œResurrectionโ€

โ€œResurrectionโ€

Il 30 settembre 2024 il Focolare Meeting Point ha ospitato la delegazione coreana della Lee Tae Seok Foudation, insieme al regista Soo-Hwan Goo che ha presentato ai partecipanti il documentario intitolato โ€œResurrectionโ€.ย 
โ€œResurrezioneโ€ racconta la storia di John Lee Tae Seok, noto anche come โ€œFr. Jollyโ€ (don Allegro), salesiano coreano che ha dedicato la sua vita alla cura dei piรน poveri e sofferenti, specialmente in Sud Sudan, e la storia di una settantina dei suoi studenti a un decennio dopo la sua morte.
Nonostante la sua vita purtroppo breve, Fr. John Lee, ha lasciato un segno indelebile nel cuore delle persone che ha incontrato, grazie al suo impegno come medico, educatore e uomo di fede. La sua ereditร  continua a ispirare migliaia di persone in tutto il mondo.

Chiesa, volto di speranza

Chiesa, volto di speranza

Vivere la Chiesa nella sua dimensione comunitaria attraverso il metodo sinodale. Questo uno dei messaggi scaturiti dal Convegno ecclesiale organizzato dal Movimento dei Focolari di Italia e Albania che si รจ tenuto a inizio novembre presso il Centro Mariapoli di Castel Gandolfo in Italia. Un evento che ha visto la partecipazione di un migliaio di persone, di diverse etร  e vocazioni, che aderiscono alla spiritualitร  dei Focolari, ma anche referenti di altre associazioni.

Cristiana Formosa e Gabriele Bardo, responsabili dei Focolari in Italia e Albania hanno messo in luce il percorso compiuto finora insieme ad altre realtร  della Chiesa italiana. รˆ nato tutto da โ€œun profondo dialogo cresciuto nel tempo, tra sacerdoti e laici; un lavorare insieme, persone di tutte le diramazioni dellโ€™Opera di Maria (ovvero Mov. dei Focolari); una valorizzazione crescente di tutti quelli che a vario titolo operano nella chiesa locale e negli organismi diocesani e nazionali. [โ€ฆ] Sentiamo che in questi ultimi anni รจ molto cresciuta questa sensibilitร  allโ€™interno del Movimento e sia a livello nazionale che locale si collabora molto di piรน con altri Movimenti e Associazioni ecclesialiโ€.

Nella prima giornata, il prof. Vincenzo Di Pilato, docente di Teologia fondamentale e coordinatore Accademico del Centro Evangelii Gaudium ha messo in rilievo (testo) la figura di Maria come Madre di Dio e Madre dellโ€™umanitร , evidenziando la radice trinitaria dellโ€™incarnazione e la dimensione sociale di Maria.

A seguire il Card. Giuseppe Petrocchi ha approfondito la realtร  dellโ€™essere Chiesa oggi, sottolineando come occorre avere una bussola valoriale per capire come muoversi, quale chiesa essere e come essere chiesa. Bisogna studiare e amare il contesto socioculturale del territorio in cui si agisce e guardare i segni dei tempi: cosa il Signore ci chiede oggi.

Spazio quindi a varie esperienze su progetti educativi rivolti alle persone emarginate, sulle nuove generazioni, la fraternitร  universale, lโ€™opzione dei โ€œpoveriโ€ per una sinodalitร  inclusiva.

La seconda giornata si รจ arricchita con la presenza della Dott.ssa Linda Ghisoni, Sottosegretario del Dicastero per i Laici, la Famiglia, Vita, la quale ha portato il saluto e lโ€™incoraggiamento del Prefetto del Dicastero il Card. Kevin Joseph Farrell. La dott.ssa Ghisoni ha donato una riflessione meditativa dal titolo โ€œDimensione mariana: una Chiesa dal volto sinodaleโ€. Ripercorrendo la vita di Maria ha affermato che anche noi dobbiamo โ€œfidarci di Dio che รจ fedele. A noi, lontano da ogni trionfalismo, stare in piedi davanti alle situazioni piรน dure della nostra societร , della nostra famiglia, del nostro movimento. A noi non vergognarci se sembriamo appartenenti ad un gruppo di falliti, se abbiamo tra noi dei pusillanimi, e accogliere la chiamata ad una sempre nuova generativitร , annunciando con la vicinanza, la cura, l’ascolto, con intelligenza, attenzione e dialogo, che Dio รจ fedele, รจ vicino, รจ misericordiosoโ€.

E ha ricordato le parole che il Cardinale Farrell ha indirizzato al Movimento dei Focolari nellโ€™80ยฐ della sua nascita: โ€œLโ€™ideale che Chiara (Lubich) vi ha trasmesso rimane sempre attuale, anche nel mondo secolarizzato di oggi, cosรฌ diverso da quello degli inizi dellโ€™Opera. Il vostro carisma contiene in sรฉ una grande carica vitale, ma come dice spesso il Santo Padre: โ€˜non รจ un pezzo da museoโ€ฆ bisogna che entri in contatto con la realtร , con le persone, con le loro inquietudini e i loro problemi. E cosรฌ, in questo incontro fecondo con la realtร , il carisma cresce, si rinnova e anche la realtร  si trasforma, si trasfigura attraverso la forza spirituale che tale carisma porta con sรฉโ€™โ€.

Con Marina Castellitto e Carlo Fusco si รจ approfondito il tema sullโ€™universale vocazione alla santitร , attraverso le figure di alcuni membri dei Focolari per i quali รจ stata avviata la causa di beatificazione.

A seguire lโ€™esperienza della Settimana Sociale dei cattolici italiani tenutasi a Trento nel mese di luglio 2024. โ€œQuei giorni sono stati unโ€™esperienza di ascolto e approfondimento del qui ed ora del nostro tempo: interrogarci sul nostro essere comunitร  di credenti nella piรน vasta comunitร  ecclesiale e quindi politica come storia e trama di relazioni umaneโ€ ha affermato Argia Albanese presidente del Movimento politico per lโ€™unitร  (Mppu) Italia.

La giornata รจ proseguita con lโ€™esperienza della Consulta Nazionale delle Aggregazioni Laicali (CNAL) alla presenza della segretaria dott.ssa Maddalena Pievaioli. La Consulta รจ il luogo nel quale esse vivono in forma unitaria il rapporto con lโ€™Episcopato Italiano offrendo la ricchezza delle loro associazioni e accogliendone fattivamente i programmi e le indicazioni pastorali. Lโ€™augurio รจ che si possa sempre piรน diffondere questa realtร  allโ€™interno delle Associazioni. 

A chiudere la condivisione di alcune buone pratiche come il  Centro Evangelii Gaudium, le esperienze del Movimento Diocesano di Pesaro e Fermo e approfondimenti sul dialogo ecumenico e su quello interreligioso, sul dialogo con persone di convinzioni non religiose e su quello con il mondo della cultura.

Lโ€™ultimo giorno ha visto la partecipazione di Margaret Karram e Jesรบs Morรกn, Presidente e Copresidente del Movimento dei Focolari. Margaret ha raccontato la sua recente esperienza al Sinodo in quanto convocata tra nove personalitร  in qualitร  di invitati speciali. โ€œIl Sinodo, con i suoi 368 partecipanti, tra vescovi e laici, di cui 16 delegati fraterni di altre Chiese cristiane, ci ha offerto un esempio perfetto della dimensione universale di questa speranza โ€“ ha affermato Margaret โ€“. Venivamo da 129 nazioni e ciascuno di noi era portatore della propria realtร : di pace, di guerra, di povertร , di benessere, di migrazione, di gioie e dolori di ogni genere. Per questo direi che il primo messaggio forse il piรน importante, รจ la dimensione profondamente missionaria del Sinodo. [โ€ฆ] E la prima lezione che abbiamo imparato รจ: camminare insieme, testimoniare insieme, abbiamo bisogno gli uni degli altri. La seconda lezione รจ stata la pratica spirituale del discernimento che richiede: libertร  interiore, umiltร , fiducia reciproca, apertura alla novitร โ€. (โ€ฆ) La nostra responsabilitร  รจ โ€œquella di farsi portatori di sinodalitร  in ogni ambito: quello ecclesiale in primis, basti pensare a quanti tra noi, e qui sarete moltissimi! sono impegnati nella propria Chiesa locale. Ma, noi membri dellโ€™Opera di Maria, non possiamo limitarci solo a questo ambito, siamo un Movimento laico e questa laicitร  รจ essenziale, viene dal Carisma e non possiamo perderla. Il Sinodo ha sottolineato in moltissime occasioni che dobbiamo โ€˜allargare la nostra tendaโ€™ per includere proprio tutti, specialmente quelli che si sentono fuoriโ€.

Jesรบs Morรกn ha tenuto una meditazione-riflessione sullโ€™essere oggi Chiesa di speranza. โ€œLa speranza  – ha affermato – ci fa superare la paura. La speranza va unita alla fede e allโ€™amore, le tre sorelle della vita teologale. La speranza รจ una virtรน comunitaria, ci libera dallโ€™isolamento dellโ€™angoscia e ci lancia verso il โ€œnoiโ€; un โ€œnoiโ€ che diviene amore concreto al fratelloโ€.

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Lorenzo Russo
Photo: FocolarItalia

Chiamati alla speranza

Chiamati alla speranza

โ€œDare unโ€™anima allโ€™Europaโ€. Questo in sintesi lโ€™obiettivo di Insieme per lโ€™Europa, la rete cristiana che oggi raggruppa piรน di 300 Movimenti, Organizzazioni e Comunitร  cristiane dellโ€™Europa occidentale e orientale. Un segno di speranza soprattutto in tempi di conflitti e crisi.

Il 31 ottobre scorso Insieme per lโ€™Europa (IpE) ha celebrato il suo 25ยฐ anniversario dalla nascita. Lo stesso giorno del 1999 ad Ausburg in Germania, ci fu lโ€™evento capostipite con la firma congiunta cattolico-luterana dellaย Dichiarazione sulla giustificazioneย che sanava una profonda spaccatura tra le due Chiese da oltre 500 anni. Negli anni a seguire si รจ costruito un dialogo sempre piรน profondo, basato sul perdono reciproco sino ad arrivare allโ€™evento storico del patto di amore scambievoleย (dicembre 2001) nella chiesa luterana di Monaco gremita da oltre 600 persone.ย 

Tra i primi promotori della rete IpE ci sono Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari, Andrea Riccardi, fondatore della Comunitร  di Santโ€™Egidio, altri fondatori di movimenti e comunitร  cattoliche italiane ed evangelico-luterane tedesche, decisi fin da subito a camminare insieme.

Questโ€™anno, dal 31 ottobre al 2 novembre piรน di 200 rappresentanti della rete IpE si sono riuniti a Graz-Seckau in Austria, per lโ€™evento annuale dal titolo โ€œChiamati alla speranzaโ€, in rappresentanza di 52 Movimenti, Comunitร  e Organizzazioni provenienti da 19 Paesi europei. Presenti cristiani ortodossi, cattolici, protestanti, riformati e membri delle Chiese libere, leader spirituali e laici, autoritร  civili e politiche.

Tra loro il Vescovo Wilhelm Krautwaschl della Diocesi ospitante, il Vescovo Joszef Pร l della Diocesi Timisoara (Romania), il Copresidente del Movimento dei Focolari Jesรบs Morรกn, Reinhardt Schink, responsabile dellโ€™Alleanza Evangelica in Germania, Markus Marosch della Tavola Rotonda (Austria), Mรกrk Aurรฉl Erszegi del Ministero degli Esteri ungherese, il giร  Primo ministro della Slovenia Alojz Peterle e il giร  Primo ministro della Slovacchia Eduard Heger. Ha partecipato al convegno anche una delegazione dellโ€™Interparliamentary Assembly on Orthodoxie con il Segretario generale Maximos Charakopoulos (Grecia) e lโ€™Advisor Kostantinos Mygdalis.

Gerhard Pross (CVJM Esslingen), moderatore di Ipe e testimone dellโ€™inizio, in occasione del 25ยฐanniversario ha evidenziato nel suo discorso di apertura i tanti momenti di grazia vissuti in questi anni. Anche il vescovo Christian Krause, che nel 1999 era presidente della Federazione luterana mondiale e fu cofirmatario della โ€œDichiarazione congiunta sulla dottrina della giustificazioneโ€, attraverso un messaggio ha sottolineato l’importanza di questo percorso insieme.

โ€œVista l’attuale situazione in Europa, sono arrivato qui scoraggiato e depresso โ€“ afferma uno dei presenti -. Ma questi giorni mi riempiono di nuovo coraggio e speranzaโ€. Gli fa eco una signora ucraina: โ€œEssere ambasciatori di riconciliazione, questo mi porto dallโ€™incontro di Insieme per lโ€™Europa. Vivo in un Paese in guerra, dove ancora non si puรฒ parlare di riconciliazione. Ma sento che si puรฒ essere ambasciatori, perchรฉ un ambasciatore รจ per definizione un diplomatico, non impone, porge e preparaโ€ฆ Questa รจ la missione che sento di dover portare lรฌ dove vivo. E proverรฒ a farlo cercando di essere, come ha detto Jesรบs Morรกn: โ€œartigiano di una nuova culturaโ€.

Nel suo intervento,Jesรบs Morรกn aveva infatti affermato: โ€œLe cose non cambiano da un giorno allโ€™altro, sono importanti gli artigiani, gli agricoltori di una nuova cultura, che con pazienza lavorano e seminano, sperano. (โ€ฆ) L’insieme di cui stiamo parlando non รจ un insieme nel senso di un’unione. A differenza dell’unione, l’unitร  considera i partecipanti come persone. Il suo obiettivo รจ la comunitร …. L’unitร  trasforma le persone coinvolte, perchรฉ le raggiunge nella loro essenza senza attaccare la loro individualitร . L’unitร  รจ piรน di un impegno comune: รจ essere uniti, uno nell’impegno. Mentre nell’unione la diversitร  รจ fonte di conflitto, nell’unitร  รจ pegno di ricchezza. L’unitร , in definitiva, si riferisce a qualcosa che sta al di lร  dei partecipanti, che li trascende e che quindi non รจ fatto, ma ricevuto come un donoโ€.

Durante lโ€™incontro i partecipanti hanno solennemente rinnovato il Patto dellโ€™amore reciproco, base dellโ€™impegno comune, pregando in quattro lingue: โ€œGesรน vogliamo amarci come tu ci hai amatoโ€.

Lโ€™evento si รจ concluso con lโ€™idea di poter svolgere un grande evento nel 2027 con lo scopo di inviare un potente segnale di unitร  e speranza all’Europa.

โ€œSono sicura che il lavoro, la vita, l’amore e la sofferenza porteranno il positivo in Europa – scrive una signora dallโ€™Olanda a conclusione della manifestazione -. รˆ molto importante essere ambasciatori di riconciliazione. (โ€ฆ) Gli artigiani sono importanti e gettano un seme della speranzaโ€โ€.

Lorenzo Russo

Valencia (Spagna): dopo la DANA, la solidarietร 

Valencia (Spagna): dopo la DANA, la solidarietร 

La provincia spagnola di Valencia ha subรฌto, alcuni giorni fa, uno dei piรน grandi disastri naturali della sua storia, dopo che forti piogge hanno causato massicce inondazioni – la DANA – nelle cittร  e nei paesi della regione.

Al momento si contano 214 morti e 32 persone ancora disperse. Si stima che siano state colpite 800.000 persone, un terzo degli abitanti della provincia di Valencia. Circa 2000 piccoli locali commerciali sono stati invasi da acqua e fango e hanno perso tutto. Le automobili navigavano, come se fossero barchette di carta, per le strade ammucchiandosi l’una sull’altra. Non รจ ancora stato stilato lโ€™elenco di quante famiglie abbiano perso la fonte del loro sostentamento. Un grande disastro aggravato dalla proroga indefinita delle opere pubbliche necessarie per evitare che si verifichino vere e proprie inondazioni come queste.

Un grande disastro che, perรฒ, รจ stato affiancato da una grande solidarietร . Nei giorni successivi, quando le acque hanno iniziato a ritirarsi ed hanno reso visibile l’accumulo di fango che ricopriva tutto, migliaia di volontari, per lo piรน giovani, hanno iniziato ad arrivare nella zona del disastro camminando con pale e scope per mettersi al lavoro.

“Questa รจ stata, e continua ad essere, una tragedia immensa. Molto al di lร  di quanto avremmo potuto immaginare. Non riuscivamo a credere che stesse succedendo”, afferma Josรฉ Luis Guinot, oncologo medico e presidente dell’Associazione Viktor E. Frankl di Valencia per il supporto emotivo nella malattia, nella sofferenza, nella morte e in qualsiasi perdita vitale. รˆ stato convocato dal Consiglio comunale per collaborare a un centro di assistenza sanitaria e di supporto creato per l’occasione, per “ascoltare e accogliere coloro che hanno bisogno di raccontare cosa รจ successo loro e cosa stanno vivendo”.

Il dott. Guinot racconta che qualche giorno dopo, partecipando alla Messa domenicale, gli fa male sentire che si prega solo per i morti, per le persone colpite dall’alluvione, senza proporre nient’altro. Poi riflette e pensa “Attenzione, non basta solo pregare, anche se dobbiamo pregare molto. รˆ necessario stare vicino alle persone per dare speranza. Eโ€™ lรฌ noi come cristiani, come Movimento dei Focolari, dobbiamo dare quella speranza al di lร  delle cose molto dure che viviamo. Ma insieme e uniti รจ il modo in cui possiamo aiutare a uscire da questa situazione”.

In una delle localitร  colpite, una famiglia dei Focolari con bambini piccoli ha avuto la casa allagata. Non ci sono state conseguenze gravi, ma nulla di ciรฒ che avevano รจ piรน utilizzabile: lavatrice, frigorifero, tutti gli elettrodomestici, i mobili… L’aiuto delle altre famiglie non si รจ fatto attendere: chi ha lavato tutti i loro vestiti, chi ha regalato loro una lavatrice nuova…

Eugenio รจ un membro dei Focolari che ha una disabilitร  dovuta alla poliomielite. Per anni รจ stato impegnato nella Federazione degli Sport Adattati di Valencia, di cui รจ stato il Presidente. Ha molti problemi di mobilitร  e nei giorni successivi all’alluvione non รจ stato in grado di muoversi. Ma, con il telefono a portata di mano, da casa ha mobilitato le associazioni locali dei disabili che si sono organizzate per chiedere aiuto. “Dobbiamo dare idee, aiutare a creare solidarietร , generare donazioni”, chiarisce Josรฉ Luis Guinot e cosรฌ queste associazioni hanno reperito sedie a rotelle per coloro ai quali lโ€™alluvione le ha rese inutilizzabili. ย 

“Penso che sia un allarme per l’intera societร . รˆ noto che in Spagna stiamo vivendo un periodo di conflitto politico molto polarizzato”, riflette Josรฉ Luis. “Ma c’รจ un’altra societร  di persone, ci sono tanti giovani che pensiamo siano sempre attaccati ai social network e che invece, ora sono lรฌ, nel fango, e ci chiedono una societร  della solidarietร , un mondo unito, una societร  dove la fraternitร  sia sentita. Questo messaggio, fino ad ora, non era stato accettato bene dai politici. Ma ora nessuno lo puรฒ mettere in discussione”.

Con la comunitร  dei Focolari si incontreranno il prossimo fine settimana, per pensare e pianificare insieme, passati questi giorni di emergenza, il servizio che possono fornire. Perchรฉ “tra due o tre mesi ci sarร  bisogno di sostegno emotivo, di sentirsi parte di qualcosa, di una comunitร  o di una parrocchia… Lรฌ avremo un compito molto grande: usare molto il telefono, essere in grado di andare a trovare le persone, lasciare che ci raccontino, incoraggiarle sapendo che รจ molto difficile quello che vivono, ma che siamo al loro fianco”. Un compito in cui tutti possono e devono essere coinvolti, come dice Josรฉ Luis: “Anche se non puoi muoverti da casa, se sei vecchio, se hai bambini piccoli… hai la possibilitร  di parlare con i tuoi vicini, di fare telefonate e dare un incoraggiamento. Trasmettere senso di comunitร โ€ฆA coloro che stanno soffrendo per la perdita di persone care, di beni essenziali, non spiegherรฒ nulla, darรฒ loro un abbraccio e dirรฒ: โ€˜Vi aiuteremo a trovare la forza di andare avantiโ€™”.

La comunitร  dei Focolari ha lanciato una campagna di raccolta fondi insieme alla Fundaciรณn Igino Giordani, fondi che saranno gestiti sul posto per aiutare le vittime. I danni materiali e le perdite sono innumerevoli. Chi รจ sopravvissuto si รจ trovato senza piรน letti, tavoli, frigoriferi, lavatrici, automobili, materiali di lavoro…

I contributi di solidarietร  possono essere erogati attraverso:
Fundaciรณn Igino Giordani
CaixaBank: ES65 2100 5615 7902 0005 6937
Proprietario: Fundaciรณn Igino Giordani
Concetto: Emergencia DANA Espaรฑa
Se desideri detrarre la tua donazione, invia i tuoi dati fiscali a info@fundaciongiordani.org

Carlos Mana
Foto: ยฉ UME/via fotos Publicas

Valencia (Spagna): dopo la DANA, la solidarietร 

Valรชncia (Espanha): depois da DANA, a solidariedade

A provรญncia espanhola de Valรชncia sofreu hรก alguns dias um dos maiores desastres naturais de sua histรณria, depois que fortes chuvas causaram inundaรงรตes massivas โ€“ a DANA โ€“ nas cidades da regiรฃo.

Atรฉ o momento, somam-se 214 mortos e 32 pessoas ainda desaparecidas. Estima-se que 800.000 pessoas tenham sido atingidas, um terรงo dos habitantes da provรญncia de Valรชncia. Cerca de 2000 pequenos comรฉrcios locais foram invadidos pelas รกguas e lama e perderam tudo. Os carros boiavam, como se fossem barquinhos de papel, pelas ruas amontoando-se uns sobre os outros. Ainda nรฃo foi feita uma lista de quantas famรญlias perderam sua fonte de sustento. Um grande desastre agravado pela prorrogaรงรฃo indefinida de obras pรบblicas necessรกrias para evitar que ocorram inundaรงรตes como essas.

Um grande desastre que, porรฉm, foi cercado de uma grande rede de solidariedade. Nos dias seguintes, quando a รกgua comeรงou a baixar e pรดde-se ver o acรบmulo de lama que cobria tudo, milhares de voluntรกrios, principalmente jovens, comeรงaram a chegar ร  regiรฃo do desastre caminhando com pรกs e vassouras para comeรงar a trabalhar.

โ€œEsta foi e continua sendo uma tragรฉdia imensa. Muito alรฉm do que poderรญamos imaginar. Nรฃo conseguรญamos acreditar que estivesse acontecendoโ€, afirma Josรฉ Luis Guinot, mรฉdico oncologista e presidente da Associaรงรฃo Viktor E. Frankl, de Valรชncia, para o apoio emocional durante a doenรงa, o sofrimento, a morte e qualquer perda vital. Foi convocado pelo Conselho municipal para colaborar com um centro de assistรชncia sanitรกria e de apoio criado para a ocasiรฃo, para โ€œescutar e acolher aqueles que precisam contar o que aconteceu com eles e o que estรฃo vivendoโ€.

O doutor Guinot conta que alguns dias depois, ao participar da missa dominical, sentiu-se mal ao ouvir as oraรงรตes somente pelos falecidos, pelas pessoas atingidas pelas inundaรงรตes, sem propor algo. Assim, refletiu: โ€œAtenรงรฃo, nรฃo basta apenas orar, mesmo que devamos rezar muito. ร‰ necessรกrio ficar perto das pessoas para dar esperanรงa. E ali nรณs, como cristรฃos, como Movimento dos Focolares, devemos dar aquela esperanรงa apesar das coisas difรญceis que vivemos. Mas juntos e unidos รฉ o modo como podemos ajudar a sair desta situaรงรฃoโ€.

Em um dos locais atingidos, uma famรญlia do Movimento dos Focolares com crianรงas pequenas teve a casa alagada. Nรฃo houve consequรชncias graves, mas nada do que tinham presta mais: mรกquina de lavar, geladeira, todos os eletrodomรฉsticos, os mรณveis… A ajuda das outras famรญlias nรฃo tardou: lavaram suas roupas, deram uma mรกquina de lavar nova…

Eugenio รฉ um membro do Movimento dos Focolares que tem uma deficiรชncia devido ร  poliomielite. Durante anos se dedicou ร  Federaรงรฃo dos Esportes Adaptados de Valรชncia, da qual foi presidente. Tem muitos problemas de mobilidade e, nos dias seguintes ร  enchente, nรฃo pรดde se mover. Mas, com o telefone ao alcance das mรฃos, mobilizou de sua casa associaรงรตes locais de pessoas com deficiรชncia que se organizaram para pedir ajuda. โ€œDevemos dar ideias, ajudar a criar solidariedade, gerar doaรงรตesโ€, esclarece Josรฉ Luis Guinot, e, assim, essas associaรงรตes encontraram cadeiras de rodas para aqueles que perderam as suas nas enchentes.

โ€œAcho que รฉ um alarme para toda a sociedade. ร‰ notรกvel que na Espanha estamos vivendo um perรญodo de conflito polรญtico muito polarizadoโ€, reflete Josรฉ Luis. โ€œMas hรก outra sociedade de pessoas, hรก muitos jovens que pensamos que estรฃo sempre grudados nas redes sociais e que, em vez disso, agora estรฃo ali, na lama, e nos pedem uma sociedade solidรกria, um mundo unido, uma sociedade em que a fraternidade seja sentida. Esta mensagem, atรฉ agora, nรฃo havia sido aceita bem pelos polรญticos. Mas agora nenhum deles pode discutirโ€.

A comunidade do Movimento dos Focolares se encontrarรก no prรณximo fim de semana para pensar e fazer planos juntos, passados esses dias emergenciais, sobre o serviรงo que podem oferecer. Porque โ€œdaqui a dois ou trรชs meses serรก necessรกrio um suporte emocional, sentir-se parte de algo, de uma comunidade ou de uma parรณquia… E ali teremos uma grande missรฃo: usar muito o telefone, estar prontos a ir ao encontro das pessoas, deixar que nos contem, encorajรก-las sabendo que o que estรฃo vivendo รฉ muito difรญcil, mas que estamos ao lado delasโ€. Uma tarefa na qual todos podem e devem se envolver como diz Josรฉ Luis: “Mesmo se nรฃo puder sair de casa, se for idoso, se tiver crianรงas pequenas… tem a possibilidade de falar com seus vizinhos, de telefonar e encorajar. Transmitir um senso de comunidade… Para aqueles que estรฃo sofrendo pela perda de pessoas queridas, de bens essenciais, nรฃo explicarei nada, darei a eles um abraรงo e direi: โ€˜Ajudaremos vocรชs a encontrar as forรงas para continuarโ€™”. .

A comunidade do Movimento dos Focolares lanรงou uma campanha de arrecadaรงรฃo de fundos com a Fundaciรณn Igino Giordani, fundos esses que serรฃo administrados no local para ajudar as vรญtimas. Os danos materiais e as perdas sรฃo incontรกveis. Quem sobreviveu se encontrou sem cama, mesa, geladeira, lavadoras, carros, materiais de trabalho…

As contribuiรงรตes de solidariedade podem ser feitas pela:
Fundaciรณn Igino Giordani
CaixaBank: ES65 2100 5615 7902 0005 6937
Titular: Fundaciรณn Igino Giordani
Titular: Emergencia DANA Espaรฑa
Se desejar deduzir a sua doaรงรฃo, envie seus dados fiscais para info@fundaciongiordani.org

Carlos Mana
Foto: ยฉ UME/via fotos Publicas

A che serve la guerra?

A che serve la guerra?

La pace รจ il risultato di un progetto: un progetto di fraternitร  fra i popoli, di solidarietร  con i piรน deboli, di rispetto reciproco. Cosรฌ si costruisce un mondo piรน giusto, cosรฌ si accantona la guerra come pratica barbara appartenente alla fase oscura della storia del genere umano. Tanti anni sono passati dalla prima pubblicazione di questo scritto, che risulta ancora oggi molto attuale, in un momento in cui il mondo รจ dilaniato da conflitti efferati. La storia, ci dice Giordani, potrebbe insegnarci moltoโ€ฆ

La guerra รจ un omicidio in grande, rivestito di una specie di culto sacro, come lo era il sacrificio dei primogeniti al dio Baal: e ciรฒ a motivo del terrore che incute, della retorica onde si veste e degli interessi che implica. Quando lโ€™umanitร  sarร  progredita spiritualmente, la guerra verrร  catalogata accanto ai riti cruenti, alle superstizioni della stregoneria e ai fenomeni di barbarie.

Essa sta allโ€™umanitร , come la malattia alla salute, come il peccato allโ€™anima: รจ distruzione e scempio e investe anima e corpo, i singoli e la collettivitร .

Secondo Einstein, lโ€™uomo avrebbe bisogno di odiare e distruggere: e la guerra lo soddisferebbe. Ma non รจ cosรฌ: i piรน degli uomini, interi popoli, non mostrano questo bisogno. Comunque lo reprimono. Ragione e religione poi lo condannano.

โ€œTutte le cose appetiscono la paceโ€, secondo san Tommaso. Difatti tutte appetiscono la vita. Solo i matti e glโ€™incurabili possono desiderar la morte. E morte รจ la guerra. Essa non รจ voluta dal popolo; รจ voluta da minoranze alle quali la violenza fisica serve per assicurarsi vantaggi economici o, anche, per soddisfare passioni deteriori. Soprattutto oggi, con il costo, i morti e le rovine, la guerra si manifesta una โ€œinutile strageโ€. Strage, e per di piรน inutile. Una vittoria sulla vita, e che sta divenendo un suicidio dellโ€™umanitร .

[โ€ฆ] Lโ€™ingegno umano, destinato a ben altri scopi, ha escogitato e introdotto oggi strumenti di guerra di tale potenza da destare orrore nellโ€™animo di qualunque persona onesta, soprattutto perchรฉ non colpiscono soltanto gli eserciti, ma spesso travolgono ancora i privati cittadini, i fanciulli, le donne, i vecchi, i malati, e insieme, gli edifici sacri e i piรน insigni monumenti di arte! Chi non inorridisce al pensiero che nuovi cimiteri si aggiungeranno a quelli tanto numerosi del recente conflitto e nuove fumanti rovine di borghi e cittร  accumuleranno altri tristissimi ruderi? Chi finalmente non trema pensando come la distruzione di nuove ricchezze, conseguenza inevitabile della guerra, possa aggravare ulteriormente quella crisi economica, da cui sono travagliati quasi tutti i popoli, e specialmente le classi piรน umili?โ€ [1]. [โ€ฆ]

Lโ€™inutilitร  fu ribadita da Pio XII nel 1951: โ€œTutti hanno manifestato con la medesima energica chiarezza il loro orrore della guerra, e la loro convinzione che questa non รจ, e ora meno che mai, un mezzo proprio a dirimere i conflitti e a ristabilire la giustizia. A questo possono riuscire solo delle intese liberamente e lealmente consentite. Che se potesse esser questione di guerre popolari โ€“ nel senso che esse rispondono ai voti e alla volontร  delle popolazioni โ€“, ciรฒ non sarebbe mai se non nel caso dโ€™una ingiustizia cosรฌ flagrante e cosรฌ distruttiva dei beni essenziali di un popolo da rivoltare la coscienza di tutta una nazioneโ€ [2].

Come la peste serve ad appestare, la fame ad affamare, cosรฌ la guerra serve ad ammazzare: per giunta, distrugge i mezzi della vita. รˆ una industria funeraria: una fabbrica di rovine.

Solo un folle puรฒ sperare di dedurre beneficio da una strage: salute da uno svenamento, energia da una polmonite. Il male produce male, come la palma produce il dattero. E la realtร  mostra, anche in questo campo, lโ€™inconsistenza pratica del machiavellico aforisma secondo cui โ€œil fine giustifica i mezziโ€.

Il fine puรฒ essere la giustizia, la libertร , lโ€™onore, il pane: ma i mezzi producono tale distruzione di pane, dโ€™onore, di libertร  e di giustizia, oltre che di vite umane, tra cui quelle di donne, bambini, vecchi, innocenti dโ€™ogni sorta, che annullano tragicamente il fine stesso propostosi.

In sostanza, la guerra non serve a niente, allโ€™infuori di distruggere vite e ricchezze.

Igino Giordani, Lโ€™inutilitร  della Guerra, Cittร  Nuova, Roma, 2003, (terza edizione), p. 3
da https://iginogiordani.info/

Fotos: ยฉ Pixabay y CSC Audiovisivi

[1]ย Pio XII, โ€œMirabile illudโ€, 1950.
[2]ย Allocuzione al Corpo diplomatico, 1-1-1951.

ยซLei โ€“ questa vedova โ€“ nella sua povertร  ha messo nel tesoro tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivereยป (Mc 12,44).

ยซLei – questa vedova – nella sua povertร  ha messo nel tesoro tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivereยป (Mc 12,44).

Siamo alla conclusione del capitolo 12 del Vangelo di Marco. Gesรน รจ nel tempio di Gerusalemme; osserva e insegna. Attraverso il suo sguardo assistiamo ad una scena piena di personaggi: persone che vanno e vengono, addetti al culto, notabili dalle lunghe vesti, ricchi che gettano le proprie laute offerte nel tesoro del tempio.

Ma ecco che si fa avanti una vedova; fa parte di una categoria di persone svantaggiate socialmente ed economicamente. Nel disinteresse generale, getta nel tesoro due spiccioli. Gesรน invece la nota, chiama a sรฉ i discepoli e li istruisce:

ยซLei – questa vedova – nella sua povertร  ha messo nel tesoro tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivereยป.

โ€œIn veritร  vi dicoโ€ฆโ€. Sono le parole che introducono gli insegnamenti importanti; lo sguardo di Gesรน, concentrato sulla vedova povera, ci invita a guardare nella stessa direzione: รจ lei il modello del discepolo.

La sua fede nellโ€™amore di Dio รจ incondizionata; il suo tesoro รจ Dio stesso. E, nel consegnarsi totalmente a Lui, ella desidera anche donare tutto quel che puรฒ per chi รจ piรน povero. Questo fiducioso abbandono al Padre รจ, in certo modo, lโ€™anticipazione dello stesso dono di sรฉ che Gesรน compirร  presto con la sua passione e morte. รˆ quella โ€œpovertร  di spiritoโ€ e โ€œpurezza di cuoreโ€ che Gesรน ha proclamato e vissuto.

Ciรฒ significa ยซporre la nostra fiducia non nelle ricchezze, ma nell’amore di Dio e nella sua provvidenza. [โ€ฆ] Si รจ “poveri in spirito” quando ci si lascia guidare dall’amore verso gli altri. Allora condividiamo e mettiamo a disposizione di quanti sono nel bisogno quello che abbiamo: un sorriso, il nostro tempo, i nostri beni, le nostre capacitร . Avendo tutto donato, per amore, si รจ poveri, ossia si รจ vuoti, nulla, liberi, col cuore puroยป[1].

La proposta di Gesรน rovescia la nostra mentalitร ; al centro dei suoi pensieri รจ il piccolo, il povero, lโ€™ultimo.

ยซLei – questa vedova – nella sua povertร  ha messo nel tesoro tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivereยป.

Questa Parola di vita ci invita prima di tutto a rinnovare la nostra piena fiducia nellโ€™amore di Dio e a confrontarci con il Suo sguardo, per vedere oltre le apparenze, senza giudicare e dipendere dal giudizio degli altri, a valorizzare il positivo di ogni persona.

Ci suggerisce la totalitร  del dono come logica evangelica che edifica una comunitร  pacificata, perchรฉ spinge a prenderci cura gli uni degli altri. Ci incoraggia a vivere il Vangelo nella quotidianitร , senza apparire; a dare con larghezza e fiducia; a vivere con sobrietร , nella condivisione. Ci richiama a porre attenzione agli ultimi, per imparare da loro.

Venant รจ nato e cresciuto in Burundi. Racconta: ยซNel villaggio, la mia famiglia poteva vantare un buon podere, con un buon raccolto. La mamma, conscia che tutto era provvidenza del cielo, raccoglieva le primizie e puntualmente le distribuiva al vicinato, partendo dalle famiglie piรน bisognose, destinando a noi solo una piccola parte di quello che rimaneva. Da questo esempio ho imparato il valore del dono disinteressato. Cosรฌ, ho capito che Dio mi chiedeva di dare a Lui la parte migliore, anzi di dargli tutta la mia vitaยป.

A cura di Letizia Magri e del Team della Parola di Vita


ยฉ Foto di Leonard Mukooli da Pixabay

[1] Cf. C. Lubich, Parola di Vita novembre 2003, in eadem, Parole di Vita, a cura di Fabio Ciardi (Opere di Chiara Lubich 5; Cittร  Nuova, Roma, 2017) p. 704.

La rivoluzione del โ€œdonoโ€

La rivoluzione del โ€œdonoโ€

Quotidianamente siamo bombardati dalle immagini della societร  dellโ€™apparenza. In tutte le nazioni la globalizzazione impone un modello in cui la ricchezza, il potere e la bellezza fisica sembrano essere gli unici valori. Eppure basta fermarsi a osservare le persone che quotidianamente incontriamo nelle nostre cittร  (su un treno, nella metropolitana, per strada) per accorgerci che esiste una realtร  diversa, fatta di piccoli gesti quotidiani di solidarietร , genitori che accompagnano a scuola i figli, infermieri che si alzano allโ€™alba per raggiungere il posto di lavoro accanto alle persone sofferenti, lavoratori che svolgono il loro compito con serietร  e impegno nelle fabbriche, nei negozi, negli uffici. Per non parlare delle tantissime azioni di volontariato.

Cโ€™รจ bisogno di uno sguardo di veritร , capace di andare oltre le apparenze. Uno sguardo che valorizza il positivo di ogni persona rendendosi conto che sono questi piccoli gesti quotidiani che tengono in piedi la societร . E ancora piรน rivoluzionari sono i gesti di coloro che pur vivendo in situazioni al limite della povertร  si rendono conto di poter ancora โ€œdareโ€, accogliere, dividere il pasto o una stanza perchรฉ cโ€™รจ sempre qualcuno che ha โ€œpiรน bisognoโ€. E lo fanno per un senso di giustizia, con un cuore generoso e disinteressato.

Il dono, lo sappiamo, non รจ solo materiale. Chiara Lubich ci diceva: โ€œDiamo sempre; diamo un sorriso, una comprensione, un perdono, un ascolto; diamo la nostra intelligenza, la nostra volontร , la nostra disponibilitร ; diamo il nostro tempo, i nostri talenti, le nostre idee (โ€ฆ), la nostra attivitร ; diamo le nostre esperienze, le capacitร , i nostri beni riesaminati periodicamente perchรฉ nulla si ammucchi e tutto circoli. Dare: sia questa la parola che non ci dร  treguaโ€.[1]

Questโ€™idea dunque รจ un invito ad avere una generositร  che nasce da dentro, dalla purezza di cuori che sanno riconoscere lโ€™umanitร  che soffre specchiandosi nel volto spesso sfigurato dellโ€™altro. Ed รจ proprio in questo dono che ci ritrova piรน liberi e piรน capaci di amare.

รˆ stata lโ€™esperienza di Etty Hillesum, giovane olandese che visse gli ultimi anni in un lager prima di morire a Auschwitz, capace fino allโ€™ultimo di amare la bellezza della vita e di ringraziare per โ€œquesto dono di poter leggere negli altri. A volte le persone sono per me come case con la porta aperta. Io entro e giro per corridoi e stanze, ogni casa รจ arredata in modo un poโ€™ diverso ma in fondo รจ uguale alle altre, di ognuno si dovrebbe fare una dimora consacrataโ€ (โ€ฆ). E lร , in quelle baracche popolate da uomini schiacciati e perseguitati, ho trovato la conferma di questo amoreโ€[2]

La totalitร  del dono รจ una logica che edifica una comunitร  pacificata, perchรฉ spinge a prenderci cura gli uni degli altri. Ci incoraggia a vivere i valori piรน profondi nella quotidianitร , senza apparire. รˆ un cambio di mentalitร  che puรฒ diventare contagioso.

 Venant รจ nato e cresciuto in Burundi. Racconta: โ€œNel villaggio, la mia famiglia poteva vantare un buon podere, con un buon raccolto. La mamma, conscia che tutto era un dono della natura, raccoglieva le primizie e puntualmente le distribuiva al vicinato, partendo dalle famiglie piรน bisognose, destinando a noi solo una piccola parte di quello che rimaneva. Da questo esempio ho imparato il valore del dono disinteressatoโ€.


[1]Collegamento 23 aprile 1992

[2]Etty Hillesum, Diario

ยฉFoto di Mdjanafarislam – Pixabay

Lโ€™IDEA DEL MESEย รจ attualmente prodotta dal โ€œCentro del Dialogo con persone di convinzioni non religioseโ€ del Movimento dei Focolari. Si tratta di unโ€™iniziativa nata nel 2014 in Uruguay per condividere con gli amici non credenti i valori dellaย Parola di Vita, cioรจ la frase della Scrittura che i membri del Movimento si impegnano a mettere in atto nella vita quotidiana. Attualmente Lโ€™IDEA DEL MESE viene tradotta in 12 lingue e distribuita in piรน di 25 paesi, con adattamenti del testo alle diverse sensibilitร  culturali.ย https://dialogue4unity.focolare.org/

Margaret Karram a conclusione del Sinodo

Margaret Karram a conclusione del Sinodo

โ€œEโ€™ stata per me una grazia immensa, un dono di Dio non solo personale, ma per tutto il Movimento dei Focolariโ€ con queste parole della Presidente Margaret Karram apre alcune riflessioni sullโ€™esperienza sinodale e sul documento finale della XVI Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi (2-27 ottobre 2024) โ€œPer una Chiesa sinodale: comunione, partecipazione, missioneโ€. 

Attivare i sottotitoli nella propria lingua

Vangelo vissuto: โ€œChi vuole diventare grande tra voi sarร  vostro servitoreโ€ฆโ€

Vangelo vissuto: โ€œChi vuole diventare grande tra voi sarร  vostro servitoreโ€ฆโ€

Nella sala dโ€™attesa

Qualche mese fa mi รจ stato diagnosticato un tumore. Il medico ha consigliato di iniziare con un trattamento alternativo per poi concludere con la radioterapia.

Arrivato il mio primo giorno del ciclo di radioterapia trovo una grande sala d’attesa, con tanti pazienti, a testa bassa… Presento la tessera magnetica per annunciarmi, in piedi perchรฉ non c’erano piรน sedie, questo รจ stato il momento piรน forte, in cui ho abbracciato e accettato il dolore che questa situazione mi provocava. Il secondo giorno, ho chiesto a Dio di darmi forza e ho iniziato a parlare con uno, due e anche tre pazienti, chiedendo da dove venivano, come era andato il loro viaggio per arrivare poichรฉ venivano da luoghi diversi. Cosรฌ, giorno dopo giorno, la sala di attesa si รจ trasformata n luogo di gioia. Si respirava un’altra aria, l’amore, la pazienza, la temperanza; ci siamo dati dei soprannomi prendendo spunto da personaggi famosi. Il mio ultimo giorno di trattamento, ho portato dolci per tutti, ci siamo messi dei cappelli per scattare foto e infine abbiamo messo la mano destra al centro per fare un patto di fratellanza “finchรฉ morte non ci separi”.

La dottoressa direttrice del servizio mi ha chiamato per darmi il referto che dovevo portare allo specialista che mi segue e mi ha salutato con un abbraccio e un bacio, dicendomi: โ€œCome ci mancherai, ci hai fatto ridere cosรฌ tantoโ€ฆ ti sentivo sempre dal mio ufficioโ€. Allโ€™uscita, mi sono ritrovato nella sala d’attesa e tutti erano in piedi ad applaudirmi, le lacrime hanno cominciato a scendere, ho salutato e, giร  in strada, mi sono detto: “Quanto รจ bello mettere in prattica le parole del Vangelo. Con un poco di amore tutto si trasformaโ€.

J.J.A

Lโ€™impiegato

In fabbrica avevamo bisogno di qualcuno che si occupasse delle pulizie: gli uffici, la cucina, i bagni e gli altri spazi comuni.

Durante il mio orario di lavoro, devo parlare a lungo al cellulare e, ogni volta che posso, ne approfitto per passeggiare, cosรฌ posso passare un po’ di tempo al sole. Un giorno, me ne sono andato determinato a trovare qualcuno della zona che potesse fare le pulizie. A solo mezzo isolato di distanza, c’era un signore anziano alla porta di casa che tagliava lโ€™erba e ne ho approfittato per avvicinarmi, presentarmi e dirgli che cercavamo qualcuno che ci desse una mano con le pulizie. Forse conosceva qualcuno che cercasse lavoro.

Mi ha guardato e mi ha detto che suo figlio poteva svolgere quei compiti. Ho risposto: โ€œVa bene, gli dica di venire domaniโ€. Poi mi ha spiegato che che il ragazzo ha la sclerosi multipla. โ€œGli dica di venire domaniโ€, gli ho ripetuto.

Il giorno dopo รจ arrivato Mauro, un uomo di 36 anni. Mi ha detto che era entrato a far parte di un programma di ricerca in cui gli veniva iniettato un farmaco speciale una volta alla settimana e che questo lo lasciava indebolito il giorno successivo, oltre al fatto che il trattamento non era sempre lo stesso giorno. Mi ha anche detto che era difficile per lui trovare un lavoro proprio a causa di questa difficoltร .

Mauro รจ con noi da cinque mesi. Non solo esegue le operazioni di pulizia concordate, ma si occupa anche del giardino e della manutenzione, tra le altre cose.

La reciprocitร , il dare e il ricevere, la comunione, la valorizzazione della persona รจ il modo in cui voglio vivere e lavorare.

V.C.P.

A cura di Carlos Mana

Foto:ยฉ Truthseeker08 – Pixabay

29 ottobre: festa liturgica beata Chiara Badano

29 ottobre: festa liturgica beata Chiara Badano

Una ragazza innamorata di Dio che, allโ€™etร  di 17 anni scopre di avere un tumore osseo e, anche nella malattia, non smette mai di alimentarsi dellโ€™amore per Dio, piรน forte di ogni altra cosa. โ€œPer te Gesรน, se lo vuoi tu, lo voglio anchโ€™io!โ€

รˆ in quarta elementare quando conosce il Movimento dei Focolari. Entra cosรฌ nel gruppo Gen (Generazione nuova), i e le giovani dei Focolari. Non parla di Gesรน agli altri, lo porta con la sua vita. Dice infatti: โ€œio non devo parlare di Gesรน, glielo devo dareโ€ฆ prima di tutto mettendomi in atteggiamento di ascolto, ma soprattutto col mio modo di amareโ€.

โ€œChiara Luceโ€ รจ il nome che ho pensato per te; ti piace? – le scrive Chiara Lubich, fondatrice dei Focolari in risposta a una sua lettera – รˆ la luce dellโ€™Ideale che vince il mondoโ€ฆโ€.

Chiara Luce parte per il Cielo il 7 ottobre 1990. Pronuncia queste ultime parole: โ€œMamma ciao, sii felice, perchรฉ io lo sonoโ€, a coronamento di una sofferenza vissuta nella luce radiosa della fede. La sua breve vita รจ oggi un esempio per migliaia di ragazzi in tutto il mondo. Allโ€™attenzione della Fondazione, canale ufficiale istituito per mantenere perenne e viva la memoria della beata Chiara e per custodirne i luoghi, continuano ad arrivare molte richieste e segnalazioni che confermano come la Beata Chiara Luce sia conosciuta e amata in tutto il mondo, soprattutto fra i giovani.

Nel giorno del suo compleanno (Chiara nasce il 29 ottobre del 1971) e della ricorrenza liturgica a Sassello (Italia), cittร  natale, si vivrร  una giornata intensa di festa, aperta a tutti, e con la possibilitร  di seguire alcuni appuntamenti in diretta streaming sul sito ufficiale di Chiara Badano: Fondazione Chiara Badano

Nella locandina potete leggere il programma con gli orari (fuso orario utc+1).

Per informazioni e richieste: fondazione@chiarabadano.org

Lorenzo Russo

La rete dei Genfest locali

La rete dei Genfest locali

I giovani del Movimento dei Focolari, insieme al Genfest in Brasile, hanno organizzato anche 44 edizioni locali del Genfest in vari Paesi del mondo. Qui alcune immagini degli eventi nei vari Paesi e alcune brevi testimonianze da Costa dโ€™Avorio, Etiopia, Egitto, Giordania, Slovacchia e dalla Corea.

Un viaggio che mi ha arricchito la vita

Un viaggio che mi ha arricchito la vita

Paola Iaccarino Idelson รจ una biologa nutrizionista, esperta in alimentazione. Vive a Napoli, nel sud Italia. Da una segnalazione di una cara amica ho saputo che ha fatto un viaggio in Brasile durante lโ€™estate di questo 2024. Incuriosito, ho provato a cercarla sui social. Sono rimasto meravigliato dalle bellissime foto scattate durante il soggiorno brasiliano e dai racconti intensi, che rivelano unโ€™esperienza profonda. Decido quindi di contattarla per unโ€™intervista.

Paola, da Napoli in Brasile: perchรฉ hai scelto di fare questo viaggio?

รˆ una storia molto lunga. Sono stata in Brasile la prima volta quattordici anni fa a Florianรณpolis. E ci sono stata perchรฉ ho una passione per la lingua brasiliana. Non volevo andarci da turista per cui tramite un’amica medico, sono andata ad aiutare un suo collega da volontaria. Abbiamo affiancato un sacerdote nella sua missione quotidiana. Aveva aperto una scuola per aiutare i ragazzi contro la delinquenza, e avviato unโ€™officina di riparazione per tavole da surf, per offrire un lavoro dignitoso ai giovani del posto.  Per tre settimane ho pesato e misurato lโ€™altezza ai bambini in quella scuola: รจ stata un’esperienza talmente forte, intensa e bella che quando sono poi tornata in Italia ho dovuto rimuoverla dalla mia mente per poter continuare a vivere la mia vita come prima.

E poi? Cosโ€™รจ successo?

L’anno scorso mi sono lasciata con il mio fidanzato al quale non piaceva il Brasile. Cosรฌ mi son detta: ecco, รจ arrivato il momento di riprendere questo sogno. Perรฒ anche stavolta volevo fare unโ€™esperienza non da turista, ma aiutando in qualche modo la comunitร  locale. Ne ho parlato con unโ€™amica focolarina, lei mi ha messo in contatto con la comunitร  dei Focolari in Amazzonia.

Avrei voluto fare volontariato come nutrizionista, il mio mestiere, ma comunque ero disponibile a tutto. Una delle focolarine in Brasile, Leda, mi ha parlato della nave-ospedale โ€œPapa Franciscoโ€ nella quale poter lavorare. Quindi alla fine sono partita nellโ€™agosto 2024. Leda รจ stata un angelo, ha organizzato tutto il mio itinerario mettendomi in contatto con la comunitร  dei Focolari e si รจ presa cura di me per tutto il periodo lรฌ in Brasile.

La nave-ospedale Papa Francisco: cosโ€™hai fatto lรฌ?

Non cโ€™era un compito ben specifico per me che sono esperta in alimentazione. Cโ€™erano una decina di medici, ognuno con il suo ambulatorio. Ho aiutato dove potevo. La sveglia suonava alle 6 del mattino perchรฉ giร  dalle 6,30 arrivavano persone dai villaggi vicini per essere curati. Bisognava fare accoglienza, registrare gli arrivi e gestire lโ€™afflusso. Ho fatto consulenze nutrizionali e ho capito che cโ€™era un problema di sovrappeso e obesitร , soprattutto nelle donne. Mi sono interrogata molto sulle ragioni di quelle condizioni di obesitร , era un problema abbastanza comune in quel posto. Parlando con qualcuno mi sono resa conto che cโ€™รจ un problema di sedentarietร  e di diffusione dellโ€™uso di bevande zuccherate, dolci e carne. 

Hai potuto toccare con mano anche tanta povertร โ€ฆ  

Ho visto persone veramente povere ma molto dignitose, che riescono a far studiare i propri figli. Mi ha molto colpito una famiglia. Sono 10 figli, si vedeva che vivono in condizioni molto povere. Il papร  ha anche qualche problema di salute. Nonostante ciรฒ i genitori sono riusciti a far studiare i figli e una delle figlie sta per diventare fotografa. Una grande dignitร  nonostante quelle condizioni di vita.

Hai visto lโ€™abbondanza della diversitร , dalla natura ai colori della pelle delle persone, dai cibi agli odori ai saporiโ€ฆ  

รˆ stata una delle cose che mi ha colpito di piรน di questo viaggio e che mi porto dietro. Una diversitร  enorme nel modo di vivere, soprattutto nella varietร  incredibile di frutta, verdura, cereali, fiori, piante, i colori dei fiumi, gli animali, le persone. Quando registravo gli arrivi per le visite, nel software cโ€™era da scrivere il colore della pelle e avevo quattro opzioni legate alla diversitร  delle etnie, delle origini, del colore della pelleโ€ฆ Vivere questa diversitร  รจ stata unโ€™esperienza forte e sono convinta che รจ solo una grande ricchezza.

Come la comunitร  dei Focolari ti ha accolta e aiutata in questa esperienza?

รˆ stata fondamentale in tutta la mia esperienza in Brasile. Mi sono sentita accolta in ogni posto dove sono stata. Lโ€™arte di amare tutti lโ€™ho toccata con mano. Ho sempre sentito un amore nei miei confronti, unโ€™apertura molto grande e disinteressata. Mi ha fatto un gran bene, davvero unโ€™accoglienza commovente. 

Sei andata lรฌ per donare tempo e professionalitร  ma hai ricevuto molto di piรน. Ti ha un poโ€™ cambiato la vita questo viaggio? 

Guarda, ho cinquant’anni, non venti. Ma questo perchรฉ lo dico? Perchรฉ a vent’anni, o anche forse a trenta, avevo ancora l’idea di andare in un posto per donare. Adesso mi รจ molto, molto chiaro che la possibilitร  di donarmi mi restituisce qualcosa. Sapevo benissimo che la parola โ€œvolontariatoโ€ includeva tanto. Donare il proprio tempo fa bene. Innanzitutto a chi lo dร . Io sicuramente ho fatto un’esperienza di condivisione con la comunitร  dei Focolari molto forte. Pur non essendo nelle mie conoscenze come spiritualitร , apprezzo tantissimo tutte le altre sue forme di espressione dellโ€™amore concreto. Ritengo sia stata un’esperienza veramente molto, molto, molto bella. Quest’idea di poter vivere insieme, mettendo in comune tutto quello che si ha, รจ l’idea appunto della comunitร . Il poter fare del bene agli altri e vivere con gli altri รจ una cosa che mi piace veramente molto. 

Questo viaggio mi ha arricchito molto. Ha avuto e avrร  un grosso impatto nella mia vita. Mi ha fatto conoscere delle persone meravigliose, realtร  completamente diverse dalla mia. Ho capito che la condivisione รจ realmente possibile.

Sei poi rientrata a Napoli e hai avuto unโ€™accoglienza inaspettata!

Si, effettivamente tante persone che ho incontrato al mio ritorno e che incontro ancora oggi, mi dicono di aver letto i miei diari di viaggio sui social, ringraziandomi per aver condiviso questโ€™esperienza. Sto ricevendo tanti ringraziamenti e varie richieste di sapere di piรน di questo viaggio. Mi รจ quindi venuta lโ€™idea di organizzare una riproduzione di fotografie e mostrarle in una serata evento, dove posso anche raccontare qualcosa in piรน. Questo mi ha colpito molto: viviamo in una societร  dove non cโ€™รจ mai tempo per i rapporti. Sentirmi chiedere di trascorrere del tempo insieme per sapere di piรน della mia esperienza, รจ una cosa bellissima.

In chiusura, avvolgiamo il nastro indietro e guardiamo sia il primo che il secondo viaggio in Brasile: come vivi oggi la tua vita?

La mia prima esperienza brasiliana di tanti anni fa, come dicevo l’ho dovuta rimuovere. Adesso sto facendo un grande sforzo per non rimuovere questโ€™ultimo viaggio, per non dimenticare, per mantenere questa esperienza anche nella mia vita a Napoli e in Italia. Voglio mantenere vivo questo ricordo. Perchรฉ? Perchรฉ ha un senso della vita che mi dร  molta forza e mi gratifica molto.

La prima cosa che ho fatto, tornata a Napoli รจ stato ricontattare la mia maestra di portoghese, che รจ brasiliana, per imparare meglio la lingua. Ma unโ€™altra cosa che vorrei realizzare รจ un gemellaggio tra un asilo napoletano e uno brasiliano che รจ in fase di costruzione. Sarebbe bello aiutare quei bambini mandando zaini e tutto il materiale occorrente. Ma soprattutto vorrei cercare di far condividere le esperienze tra i bambini brasiliani e bambini napoletani.

Lorenzo Russo
(foto: ยฉ Paola Iaccarino Idelson)

Genfest 2024: immagini e testimonianze

Genfest 2024: immagini e testimonianze

Il Genfest 2024, evento internazionale promosso dai giovani dei Focolari, si รจ svolto in Brasile nel mese di luglio e ha visto la partecipazione di oltre 4000 giovani provenienti da ogni parte del mondo. Questa edizione si รจ divisa in tre fasi.

Nella prima i giovani hanno vissuto come volontari in alcune attivitร  sociali in vari Paesi dellโ€™America Latina.

Dopo, nella seconda fase, i giovani si sono ritrovati insieme nella grande arena di Aparecida per vivere due giorni di festa e di condivisione di testimonianze di vita.

Nella fase tre si sono poi divisi in piccole comunitร  in base alla propria esperienza professionale per concretizzare lโ€™ideale dellโ€™unitร  e della fratellanza di Chiara Lubich.

Un laboratorio di sinodalitร 

Un laboratorio di sinodalitร 

Tra poco inizierร  la terza edizione del corso di formazione alla sinodalitร  organizzato dal Centro Evangelii Gaudium dellโ€™Istituto Universitario Sophia. Che bilancio si puรฒ fare?

Siamo alla terza edizione e finora questo corso ha visto centinaia di partecipanti da tutto il mondo e decine di docenti di varie discipline. รˆ un corso interculturale, interlinguistico e interdisciplinare. Le lezioni stesse sono dei mini-laboratori perchรฉ parte integrante di esse sono gli incontri di gruppi.

Grazie alle piattaforme on line รจ possibile seguire il corso da ogni parte del mondo. Lโ€™orario per lโ€™Europa รจ serale (18.00 alle 21.00 ora di Roma) ma cโ€™รจ chi si collega alle 3 del mattino da Singapore e dalla Malesia; chi allโ€™ora di pranzo dalle Americhe.

Abbiamo avuto una buona partecipazione. In tutto 380 iscritti. Gli studenti possono solo seguire le lezioni oppure impegnarsi con degli elaborati finali ed ottenere dei crediti accademici da parte dellโ€™Istituto Universitario Sophia. Lavoriamo in sintonia con la Segreteria generale del Sinodo, che รจ tra i promotori del corso.

Eโ€™ stato interessante per noi ed รจ stato un bellโ€™incoraggiamento che durante la conferenza stampa di presentazione dellโ€™Instrumentum Laboris per la fase dellโ€™Assemblea del Sinodo appena incominciata il 1 ottobre 2024, il cardinale Hollerich abbia affermato: โ€œVorrei ricordare le numerose iniziative di formazione sulla sinodalitร  (โ€ฆ) A livello internazionale ricordiamo il MOOC del Boston College che ha visto la collaborazione di molti esperti del Sinodo o ancora il corso universitario proposto dal Centro Evangelii Gaudium dellโ€™Universitร  Sophia qui in Italia”. (Conferenza stampa del 09-07-20249)

Dopo due anni, quali sono le prospettive che si aprono in questa terza edizione?

Ci sembra che il corso abbia dato un piccolo contributo per aiutare a creare comunitร  di persone impegnate a vivere e diffondere la sinodalitร  lรฌ dove sono. Cโ€™รจ chi la propone alla propria diocesi, organizzando azioni di formazione; chi la vive nella propria parrocchia o comunitร  religiosaโ€ฆ Molto importante lโ€™effetto moltiplicatore del corso e le reti che si stanno creando. Reti che si intrecciano con tante altre di diversi movimenti ecclesiali, Universitร  o della Chiesa stessa.

Particolarmente interessanti sono i laboratori che si realizzano durante il corso e che si possono seguire via zoom o in presenza.

Dopo il primo anno, una studentessa degli USA ha proposto nella sua parrocchia di frequentare il corso dellโ€™anno seguente: si sono iscritti in 12. A fine anno hanno chiesto di fare il laboratorio in presenza a San Antonio. Hanno partecipato 40 persone di varie diocesi e della Oblate School of Theology di San Antonio.

Le azioni di formazione realizzate sono innumerevoli perchรฉ fatte dagli studenti stessi usando il contenuto ed il metodo delle lezioni: in Irlanda per unโ€™intera parrocchia, in Italia in diverse diocesi come anche in Australia, a Sidney; mentre nella Repubblica Democratica del Congo recentemente si รจ fatta unโ€™azione per piรน di un centinaio di sacerdoti di 8 diocesi, e in Angola per tutto il clero della diocesi di Viana.

Su quali temi si svolgerร  il corso che inizierร  tra poco?

Il prossimo corso avrร  inizio il 4 novembre 2024, allโ€™indomani dellโ€™Assemblea, con interventi dello stesso Segretario generale del Sinodo, Mons. Mario Grech e dei sottosegretari, Mons. Luis Marin e Sr. Nathalie Becquart, del teologo Piero Coda e di Margaret Karram, Presidente del Movimento dei Focolari e invitata speciale allโ€™Assemblea sinodale.

I temi del corso saranno quelli emersi dellโ€™Assembla stessa: piste aperte dalla XVI Assemblea ordinaria del Sinodo: nuove pratiche in una Chiesa sinodale e missionaria; iniziazione cristiana e trasmissione della fede in stile sinodale. Si concluderร  con un laboratorio in presenza.

Come mai questo impegno del centro Evangelii Gaudium verso la sinodalitร ? Nel passato vi siete dedicati ad altri temi, come la formazione sugli abusi o la formazione degli operatori pastorali.

Ci sembra che la sinodalitร  non sia uno slogan destinato a passare. La sinodalitร  fa parte dellโ€™essere della Chiesa da sempre, come ben si comprende anche leggendo gli Atti degli Apostoli. Dโ€™altra parte, รจ anche lโ€™attualizzazione di quelle riforme che il Concilio Vaticano II ha indicato per la Chiesa ma che, come si puรฒ capire, hanno fatto e fanno fatica ad attuarsi.

Lo stesso Papa Francesco ha affermato nella celebrazione del Cinquantesimo dellโ€™istituzione del Sinodo dei vescovi, il 17 ottobre 2015: โ€œIl cammino della sinodalitร  รจ il cammino che Dio si aspetta dalla Chiesa del terzo millennioโ€. E il 9 ottobre 2021 lui stesso ha dato avvio al processo sinodale che oggi cerca di farsi strada in tutta la Chiesa.

Da quel momento, ci siamo impegnati nella formazione e nella promozione della sinodalitร  attraverso borse di ricerca, seminari, corsi di formazione e la creazione di reti nel mondo con altre facoltร  e associazioni.

La sinodalitร  รจ anche uno stile che si addice molto alla spiritualitร  di comunione a cui si ispirano il Centro e lโ€™Istituto Universitario Sophia. Il Card. Petrocchi, presidente del Consiglio scientifico del Centro Evangelii Gaudium, afferma che dobbiamo arrivare a โ€œsinodalizzareโ€ la nostra mente, sia come individui, che come gruppo ecclesiale, ma anche come gruppo della societร  civile. Cerchiamo di fare la nostra parte, piccola ma, speriamo, effettiva.

Carlos Mana

Info: ceg@sophiauniversity.org

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Unโ€™anima di pace per il mondo

Unโ€™anima di pace per il mondo

โ€œVoi aspirate, voi lavorate per un mondo unitoโ€ (un mondo di pace e fraternitร ).

โ€œE che cosa fate? Attivitร , che possono anche apparire piccole e sproporzionate, anche se significative nell’intenzione, di fronte all’obiettivo che vi siete proposti. Forse […] qualcuno di voi potrร  pure lavorare direttamente nei vari organismi orientati al mondo unito.

Ma penso che – se tutto ciรฒ sarร  utilissimo – non sarร  nรฉ questo nรฉ quello che vi contribuirร  in modo decisivo.

Sarร  piuttosto offrire al mondo […] un’anima. E quest’anima รจ l’amore. […]

Oggi occorre ‘essere l’amore’ e cioรจ sentire con l’altro, vivere l’altro, gli altri e puntare all’unitร  […] in tutto il pianeta. […]

Costruire, dunque, rapporti di unitร โ€ (di solidarietร ) โ€œche hanno la loro radice nell’amore.

E dovete vivere questo amore anzitutto fra di voi.

E cosรฌ arrivare a realizzarlo con molti, […] fra il popolo, fra coloro che ne regolano i destini, nelle istituzioni, nelle organizzazioni piccole e grandi del mondo… Dovunque. Allora sรฌ che le intenzioni di chi le ha messe in piedi, raggiungeranno lo scopo. E si lavorerร  veramente per un mondo unitoโ€ (un mondo piรน pacifico).

Chiara Lubich

Questo pensiero รจ stato letto da Margaret Karram, Presidente del Movimento dei Focolari, durante Collegamento del 28 settembre 2024. Si puรฒ vedere facendo click qui.

7 ottobre 2024: giornata di preghiera e digiuno per implorare la pace nel mondo

7 ottobre 2024: giornata di preghiera e digiuno per implorare la pace nel mondo

Nel crescendo di tensioni nella polveriera mediorientale, tra le bombe e i missili che continuano a piombare nella โ€œmartoriataโ€ Ucraina, in mezzo ai tanti piccoli e grandi conflitti che lacerano e affamano i popoli dell’Africa, mentre insomma โ€œi venti della guerra e i fuochi della violenza continuano a sconvolgere interi popoli e nazioniโ€, Papa Francesco chiama alle โ€œarmiโ€ del digiuno e della preghiera โ€“ quelle che la Chiesa indica come potenti – milioni di credenti di tutti i continenti per implorare da Dio il dono della pace in un mondo sullโ€™orlo dellโ€™abisso.

Come giร  aveva fatto per i conflitti in Siria, Repubblica Democratica del Congo e Sud Sudan, Libano, Afghanistan, Ucraina e Terra Santa dal 2013 al 2023, Papa Francesco ha indetto una nuova giornata di orazione e astensione dai cibi per invocare il dono della pace per lunedรฌ 7 ottobre 2024 annunciando anche una sua visita, domenica 6 ottobre 2024, nella Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma per recitare il Rosario e pregare la Madonna, chiedendo la partecipazione di tutti membri del Sinodo.

โ€œNon possiamo che richiamare ancora una volta i governanti e quanti hanno la grave responsabilitร  delle decisioni โ€“ ha scritto il Card. Pierbattista Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme dei Latini in una lettera alla sua Diocesi aderendo allโ€™appello del Papa โ€“ ad un impegno per la giustizia e per il rispetto del diritto di ciascuno alla libertร , alla dignitร  e alla paceโ€. Il Patriarca ha ribadito poi lโ€™importanza dellโ€™impegno di ognuno per costruire la pace nel proprio cuore e nei contesti comunitari, sostenendo โ€œchi รจ nel bisogno, aiutando chi si sta spendendo per alleviare le sofferenze di quanti sono colpiti da questa guerra e promuovere ogni azione di pace, di riconciliazione e di incontro. Ma abbiamo anche bisogno di pregare, di portare a Dio il nostro dolore e il nostro desiderio di pace. Abbiamo bisogno di convertirci, di fare penitenza, di implorare perdonoโ€.

A cura di Carlos Mana
Fonte: vaticannews.va

Foto: ยฉ Pixabay

Tempo del creato, tempo di speranza

Tempo del creato, tempo di speranza

Il 4 ottobre, giorno di San Francesco d’Assisi termina il periodo del Tempo del Creato, un periodo nel quale si propone di approfondire il dialogo con Dio attraverso la preghiera, associato da azioni concrete per la cura del pianeta. Il Movimento dei Focolari ha sempre sostenuto lโ€™iniziativa partecipando e organizzando eventi in varie parti del mondo. Ecco alcune iniziative del Tempo del creato 2024.

A Leonessa, nel centro Italia, si รจ svolta una passeggiata nella natura. Lโ€™evento, dal titolo Respiri di Natura: insieme per il nostro pianeta, ha visto la partecipazione di grandi e piccoli. Il gruppo di partecipanti รจ partito dal convento dei frati cappuccini, guidati proprio dai frati insieme ai Carabinieri forestali, al Club Alpino Italiano e al prof. Andrea Conte, astrofisico e coordinatore italiano di EcoOne, la rete di Ecologia del Movimento dei Focolari. Lโ€™escursione รจ culminata presso una fonte, dove il prof. Conte ha condotto una suggestiva meditazione sul viaggio di un atomo di carbonio nellโ€™ambiente. Conte ha poi mostrato come trasformare i rifiuti comuni in strumenti per esperimenti scientifici, dimostrando come la scienza possa essere divertente e alla portata di tutti.

Di seguito, presso lโ€™Auditorium del paese, sono stati approfonditi temi come la coscienza ambientale, gli effetti del cambiamento climatico e lโ€™importanza dellโ€™educazione alla sostenibilitร . Il prof. Luca Fiorani, della commissione internazionale di EcoOne ha offerto unโ€™analisi approfondita dellโ€™enciclica Laudato Siโ€™di Papa Francesco, del concetto di ecologia integrale e della sostenibilitร  relazionale. La partecipazione numerosa e lโ€™attenzione dimostrata dai presenti sono la testimonianza di un crescente interesse verso tematiche ambientali e di una crescente consapevolezza dellโ€™importanza di agire per proteggere il nostro pianeta.

In Oceania รจ il quarto anno che la comunitร  dei Focolari contribuisce alla preghiera ecumenica per il Tempo del Creato. โ€œAbbiamo pregato e testimoniato con diverse azioni di cura della nostra casa comune – raccontano -. Questo servizio di preghiera รจ il nostro sforzo per dare speranza alla nostra vasta area che si estende per 7.000 km da Perth, nell’Australia occidentale, a Suva, nelle Fiji, la piรน grande nazione insulare nel cuore del Pacificoโ€. รˆ seguita una riflessione a cura di Jacqui Remond, cofondatrice del Movimento Laudato Si’, docente dell’Universitร  Cattolica Australiana, che ha parlato della necessitร  di cambiare i cuori per una conversione ecologica.

L’arcivescovo Peter Loy Chong, dell’arcidiocesi di Suva, nelle Fiji, non ha potuto raggiungerli perchรฉ stava accogliendo Papa Francesco in Papua Nuova Guinea. Ma ha inviato un messaggio sottolineando in particolare lโ€™importanza della parola โ€œTagiโ€, che significa โ€œil grido dei popoli dell’Oceaniaโ€. รˆ il grido delle piccole isole del Pacifico di fronte al cambiamento climatico, che non ha ancora influenzato il mondo. O meglio: il mondo non ha ancora ascoltato profondamente le voci e in particolare i tempi del grido dei popoli dell’Oceania.  

Sono seguite diverse esperienze come la creazione di un giardino di riconciliazione aborigena presso il Centro Mariapoli di St Paul. Qui sono ostati invitati gli studenti di orticoltura e i loro insegnanti che utilizzano il centro per le loro lezioni. Sono tutti migranti ed erano molto interessati a conoscere le importanti piante alimentari indigene.

I giovani di Sydney, Canberra e Melbourne invece si sono uniti con un anziano aborigeno per una passeggiata nel Paese dove hanno imparato a relazionarsi con il creato e a prendersene cura.

In Messico si รจ svolto un corso sulla conversione ecologica e spiritualitร , un dialogo aperto per la cura della Casa Comune. รˆ stata unโ€™iniziativa del Centro Evangelii Gaudium Messico, dellโ€™Universitร  Sophia ALC insieme al Movimento dei Focolari. Cinque sessioni online โ€“ una a settimana durante il Tempo del Creato – a cura del prof. Lucas Cerviรฑo, focolarino teologo e missiologo. Hanno partecipato in 87 provenienti da diversi Paesi dellโ€™America Latina, dal Messico fino allโ€™Argentina. Ecco alcuni temi affrontati: la crisi e conversione ecologica; metamorfosi del sacro e della spiritualitร ; Dio รจ amore come un tessuto di vita nell’amore; lโ€™ascolto del grido della terra e dei poveri come amore a Gesรน abbandonato e crocifisso; lโ€™unitร  guardata come fraternitร  cosmica per prendersi cura della Casa Comune; Maria come Regina della creazione e la presenza del corpo mistico di Maria.

In Italia infine, nella cittร  di Padova, รจ stato inaugurato il โ€œSentiero delle 5C della Laudato Sรฌโ€ grazie alla rete Nuovi Stili di Vita costituita da associazioni civili, religiose, laiche โ€“ fra cui il Movimento dei Focolari – che hanno a cuore la promozione di stili di vita sobri e rispettosi della natura, dellโ€™economia sostenibile e che stimolano le comunitร  con iniziative e proposte per realizzare insieme il bene comune.

Il percorso delle 5C รจ stato installato presso unโ€™aiuola dove nel 2011 le cinque Chiese Ecumeniche, (cattolica, ortodossa, luterana, metodista ed evangelica), hanno celebrato la Giornata per la Custodia del Creato, piantando insieme cinque faggi. รˆ stato anticipato da un breve concerto di un giovane cantautore vicentino che ci ha comunicato la sensibilitร  ed il sogno dei giovani di oggi verso un futuro di speranza.

Le 5C evidenziano cinque termini tratti dallโ€™enciclica di papa Francesco: custodire, conversione, comunitร , cura, cambiamento. Lโ€™evento รจ stato vissuto con intensitร  ed รจ stato da sprone per propositi di impegno concreto a realizzare un mondo migliore, piรน giusto ed equo, in armonia con la Terra che abitiamo.

Lorenzo Russo
Foto: ยฉ Pexels e Focolari Padova

ยซChi vuole diventare grande tra voi sarร  vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarร  schiavo di tuttiยป (Mc 10,43-44)

ยซChi vuole diventare grande tra voi sarร  vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarร  schiavo di tuttiยป (Mc 10,43-44)

Per la terza volta Gesรน, in cammino verso Gerusalemme, prepara i suoi discepoli allโ€™evento drammatico della sua passione e morte, ma proprio quelli che piรน da vicino lo hanno seguito si mostrano incapaci di comprendere.

Anzi, tra gli stessi apostoli si scatena il conflitto: Giacomo e Giovanni chiedono di occupare posti dโ€™onore โ€œnella sua gloriaโ€[1], gli altri dieci si indignano, reclamano e il gruppo รจ diviso.

Allora Gesรน, con pazienza, li chiama tutti a sรฉ, e rivela ancora una volta la sconvolgente novitร  del suo annuncio:

ยซChi vuole diventare grande tra voi sarร  vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarร  schiavo di tuttiยป.

In questa frase del vangelo di Marco, cโ€™รจ un crescendo nellโ€™immagine del servo-schiavo. Gesรน ci guida da un atteggiamento di semplice disponibilitร  in un gruppo limitato e rassicurante, ad una totale dedizione verso tutti, senza eccezioni.

Una proposta totalmente alternativa e controcorrente, rispetto alla concezione umana dellโ€™autoritร  e del governo, che forse affascinava gli stessi apostoli e contagia anche noi.

Sarร  questo il segreto dellโ€™amore cristiano?

ยซUna parola del Vangelo non viene troppo sottolineata da noi cristiani: servire. Ci sembra antiquata, indegna della dignitร  dellโ€™uomo che dร  e che riceve. Eppure il Vangelo รจ tutto qui, perchรฉ รจ amore. E amare significa servire. Gesรน non รจ venuto per comandare ma per servire. [โ€ฆ] Servire, servirsi a vicenda รจ cristianesimo e chi lo attua semplicemente – e tutti lo possono fare – ha fatto tutto; e non un tutto che rimane a sรฉ stante, ma che, perchรฉ รจ cristianesimo vivo, divampa in incendioยป[2].

ยซChi vuole diventare grande tra voi sarร  vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarร  schiavo di tuttiยป.

Lโ€™incontro con Gesรน nella sua Parola ci apre gli occhi, come avviene al cieco Bartimeo dei versetti successivi[3]: ci libera dalla ristrettezza dei nostri schemi, ci fa contemplare gli orizzonti di Dio stesso, il suo progetto di โ€œcieli nuovi e terra nuovaโ€[4].

Egli, il Signore che lava i piedi[5], contraddice con il suo esempio la rigiditร  dei ruoli di servizio che spesso le nostre comunitร  civili, e talvolta religiose, riservano a categorie di persone socialmente fragili.

Il servizio cristiano รจ dunque imitare lโ€™esempio di Gesรน, imparare da lui uno stile nuovo di socialitร : farsi prossimo di ogni persona, in qualsiasi condizione umana, sociale o culturale, fino in fondo.

Come suggerisce Giovanni Anziani, pastore metodista della Chiesa Valdese, ยซ[โ€ฆ] accettando di riporre la nostra fiducia e la nostra speranza nel Signore che รจ servo dei molti, la Parola di Dio ci chiede di agire nel nostro mondo e in mezzo a tutte le sue contraddizioni, come operatori della pace e della giustizia, come costruttori di ponti per la riconciliazione tra i popoliยป[6].

Cosรฌ ha vissuto Igino Giordani, scrittore, giornalista, politico e padre di famiglia, in un momento storico segnato dalla dittatura. Per esprimere la sua esperienza, scrive: ยซLa politica รจ โ€“ nel piรน dignitoso senso cristiano โ€“ una ancella e non deve diventare padrone: non farsi abuso, nรฉ dominio e neppure dogma. Qui รจ la sua funzione e la sua dignitร : dโ€™essere servizio sociale, caritร  in atto: la prima forma della caritร  di patriaยป[7].

Con la testimonianza della sua vita, Gesรน propone una scelta consapevole e libera: non vivere piรน ripiegati su noi stessi e sui nostri interessi, ma โ€œvivere lโ€™altroโ€, con i suoi sentimenti, portando i suoi pesi e condividendo le sue gioie.

Tutti abbiamo piccole o grandi responsabilitร  e spazi di autoritร : nel campo politico e sociale, ma anche in famiglia, a scuola, nella comunitร  di fede. Approfittiamo dei nostri โ€œposti dโ€™onoreโ€ per metterci al servizio del bene comune, costruendo relazioni umane giuste e solidali.

A cura di Letizia Magri e del team della Parola di Vita
Foto: ยฉ Pixabay


[1] Cf. Mc 10,37.
[2] C. Lubich, Servire, in ยซCittร  Nuovaยป 17 (1973/12), p. 13.
[3] Cf. Mc 10, 46-52.
[4] Cf. Is 65, 17 e 66, 22, ripreso in 2 Pt 3,13.
[5] Cf. Gv 13,14
[6] https://www.chiesavaldese.org/marco-1043-44/
[7] P. Mazzola (a cura di), Perle di Igino Giordani, Effatร  editrice Torino 2019, p. 112.

Mettersi a servizio

Mettersi a servizio

โ€œServireโ€ รจ una parola che in molti contesti puรฒ sembrare antiquata. Certamente la servitรน non รจ degna dellโ€™essere umano quando รจ imposta o subita per una situazione di povertร  o come discriminazione.
Invece lo โ€œspirito di servizioโ€, soprattutto quando รจ reciproco in una comunitร  di qualsiasi genere, diventa testimonianza di cambiamento dei rapporti sociali che abbatte antichi schemi o nuove gerarchie. Anzi, un servizio vissuto con umiltร  caratterizza i veri protagonisti di un autentico progresso.
Nitin Nohria, decano senior della Harvard Business School, afferma che in quel futuro che รจ giร  iniziato, per essere un buon leader occorrerร  imparare lโ€™umiltร . Secondo lui lโ€™umiltร  dovrร  diventare una parola chiave nei profili dei prossimi aspiranti manager. Non รจ uno sprovveduto. Dice questo perchรฉ si rende conto che lโ€™attuale tendenza a essere sempre piรน competitivi sta producendo risultati opposti alle aspettative. Sta creando persone psicologicamente fragili, bisognose di attenzioni, ossessionate dallโ€™apparenza, narcisiste (1).
Del resto, le grandi donne e i grandi uomini si riconoscono dai piccoli gesti, come ricorda anche lโ€™antica saggezza orientale: “Lโ€™albero piรน grande nasce da un piccolo germoglio. La torre piรน alta nasce da un mucchietto di terra. Un viaggio di mille miglia incomincia con un passo” (2).
Per vivere cosรฌ รจ necessaria una scelta consapevole e libera: non vivere piรน ripiegati su noi stessi e sui nostri interessi, ma โ€œvivere lโ€™altroโ€, con i suoi sentimenti, portando i suoi pesi e condividendo le sue gioie. Tutti abbiamo piccole o grandi responsabilitร  e spazi di autoritร : nel campo politico e sociale, ma anche in famiglia, a scuola, nella comunitร . Approfittiamo dei nostri โ€œposti dโ€™onoreโ€ per metterci al servizio del bene comune, costruendo relazioni umane giuste e solidali.
Cosรฌ ha vissuto Igino Giordani, scrittore, giornalista, politico e padre di famiglia, in un momento storico segnato dalla dittatura in Italia. Per esprimere la sua esperienza, scrive: “La politica รจ una ancella e non deve diventare padrone: non farsi abuso, nรฉ dominio e neppure dogma. Qui รจ la sua funzione e la sua dignitร : dโ€™essere servizio sociale, caritร  (3) in atto: la prima forma della caritร  di patria”.
Probabilmente รจ stato anche nel rapporto personale con questโ€™uomo radicato nel suo tempo ma anche precursore proiettato oltre le barriere e i muri, che Chiara Lubich ha piรน di una volta ricordato che la politica quando รจ unโ€™esperienza autentica รจ โ€œlโ€™Amore degli Amoriโ€, perchรฉ il luogo del piรน autentico e disinteressato servizio allโ€™umanitร  nella fraternitร .


(1) Michele Genisio โ€œUmiltร โ€ (in press)
(2) Daodejing,64
(3) Giordani usa la parola caritร  non nel senso โ€œassistenzialeโ€, come si intende di solito, ma nel senso cristiano, che indica la forma piรน alta di amore.

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Lโ€™IDEA DEL MESE รจ attualmente prodotta dal “Centro del Dialogo con persone di convinzioni non religiose” del Movimento dei Focolari. Si tratta di un’iniziativa nata nel 2014 in Uruguay per condividere con gli amici non credenti i valori della Parola di Vita, cioรจ la frase della Scrittura che i membri del Movimento si impegnano a mettere in atto nella vita quotidiana. Attualmente Lโ€™IDEA DEL MESE viene tradotta in 12 lingue e distribuita in piรน di 25 paesi, con adattamenti del testo alle diverse sensibilitร  culturali. https://dialogue4unity.focolare.org/

Libano: Centro Mariapoli โ€œLa Sorgenteโ€, porte aperte agli sfollati.

Libano: Centro Mariapoli โ€œLa Sorgenteโ€, porte aperte agli sfollati.

Il Centro Mariapoli โ€œLa Sorgenteโ€ si trova ad Ain Aar, in un luogo di montagna, a 20 chilometri a Nord di Beirut. Come fu nel 2006, lโ€™anno del conflitto militare durato 34 giorni tra Israele e Hezbollah, anche in questi giorni le persone in fuga dalle bombe che stanno devastando il Sud del Paese, arrivano qui, in questa regione a maggioranza cristiana, e chiedono ospitalitร . โ€œEโ€™ normale bussare alla porta del Centro Mariapoli e trovare le porte spalancateโ€, racconta R. della comunitร  libanese dei Focolari. โ€œPotevamo non accoglierli? Cosa ne sarebbe stato dellโ€™ideale di fratellanza del quale ci nutriamo e che dovrebbe essere la nostra caratteristica?โ€. Unโ€™esperienza simile era stata vissuta nel 2006. Anche allora, il Libano fu attraversato da grandi spostamenti di famiglie e anche allora, il Focolare aveva accolto nel suo Centro Mariapoli, piรน di un centinaio di amici, famiglie con marito e moglie, nonni, giovani e bambini. โ€œCi siamo conosciuti cosรฌ, e tra noi รจ nato un rapporto da fratelli che ci faceva condividere gioie e dolori, speranze e difficoltร , bisogni e preghiera. In un rapporto semplice e schietto, tessuto nella quotidianitร  รจ nata e cresciuta una vera esperienza di fratellanza, senza filtri o pregiudiziโ€.

Nessuno si aspettava che la situazione precipitasse cosรฌ, da un momento allโ€™altro. โ€œI libanesi si stavano preparando al rientro a scuola con uno sguardo di speranza verso questo nuovo annoโ€, racconta R. โ€œEppure una burrasca inaspettata si รจ scatenata, implacabile, minacciosa, micidialeโ€, con โ€œconseguenze terribili su una popolazione in sete di pace, di giustizia, di strade di dialogoโ€. In pochi giorni, anzi ore, azioni belliche hanno colpito quartieri popolari e il popolo รจ sprofondato in โ€œun vero incuboโ€. Lโ€™Unicef fa sapere che secondo il Ministero della Salute Pubblica, al 25 settembre, quasi 600 persone sono state uccise in Libano, tra cui piรน di 50 bambini e 94 donne, e circa 1.700 altre sono rimaste ferite dal 23 settembre. Gli sfollamenti di massa continuano, raggiungendo circa 201.000 sfollati interni (IDP), secondo i dati dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Oim).

Da domenica anche il Centro Mariapoli โ€œLa Sorgenteโ€ si รจ gremito di ospiti โ€œarrivati con le loro paure, il trauma vissuto nei loro villaggi o quartieri presi di miraโ€. Hanno percorso in macchina 120 chilometri, impiegando dalle 5 alle 8 ore. Le strade sono affollate di auto in fuga dal Sud. Lasciano i villaggi prima di raggiungere le grandi cittร  di Tiro e Sidone. Attorno a loro, vedono la distruzione dei recenti bombardamenti. Attualmente sono 128 le persone ospiti al Centro Mariapoli di Ain Aar. Alcuni provengono dal Sud, altri dalle periferie popolari di Beirut colpite dagli ultimi attentati. Non รจ facile: โ€œLa loro presenza solleva interrogativi nella comunitร  cristiana della regioneโ€, raccontano i focolarini. โ€œCi si chiede: tra loro ci sono membri di Hezbollah che potrebbero minacciare la pace nella regione? Ma il senso di solidarietร  รจ piรน forte del sospettoโ€. R. aggiunge: โ€œDove potevano chiedere asilo anche questa volta? Dove potevano andare, sapendo di essere accolti senza riserve?โ€. Per la comunitร  dei focolari, inizia una nuova avventura. Lโ€™accoglienza viene fatta in coordinamento con le autoritร  locali, religiosi e civili.

Scatta โ€“ come dโ€™altronde in queste ore in tutto il Paese โ€“ una โ€œgaraโ€ di solidarietร . Dal parroco, ai fedeli della parrocchia, ai volontari. Cโ€™รจ chi si prende cura dei ragazzi organizzando per loro attivitร  e partite di calcio. Chi si occupa degli aiuti necessari per lโ€™accoglienza. โ€œLe persone arrivano scioccate, preoccupate per il loro futuro, con negli occhi lo spettacolo apocalittico delle case distrutte, dei campi bruciati, ma anche di notizie di conoscenti, parenti, vicini, amici o allievi che sono stati uccisi negli attacchi e non rivedranno mai piรน. Insieme ci stringiamo calandoci a vivere nellโ€™attimo presente, con la fede che ci ha permesso durante secoli di attraversare le avversitร โ€.

Il Centro โ€œLa Sorgenteโ€ punta ad essere, insieme a tanti luoghi disseminati nel Paese, vere โ€œoasi di paceโ€. โ€œLa speranza, lโ€™augurio piรน profondo รจ che presto si possa tornare a casa. Tanto sangue versato deve far fiorire il deserto dei cuori. Speriamo che questo calvario che stiamo vivendo, apra una breccia nella coscienza dei potenti e di tutti sullโ€™evidenza che la guerra รจ una sconfitta per tutti, come ripete Papa Francesco. Ma soprattutto crediamo e speriamo che da questo crogiolo di dolore possa emergere dal Libano un messaggio di fratellanza possibile per lโ€™intera Regioneโ€.

Maria Chiara Biagioni
Fonte: AgenSir
Foto: Focolari Libano

Linguaggio e Fraternitร : il contributo di Chiara Lubich

Linguaggio e Fraternitร : il contributo di Chiara Lubich

Il Seminario, alla sua seconda edizione dopo la prima realizzata nel 2017 presso lโ€™Universitร  Federale di Paraiba a Joao Pessoa, ha riunito 15 lavori accademici realizzati da ricercatori di sei universitร , attorno alla Cattedra Chiara Lubich di Fraternitร  e Umanesimo presso lโ€™Universitร  Cattolica di Pernambuco (Unicap). Sono stati due giorni di presentazioni e dialogo, introdotti da un caloroso saluto del Vice-Rettore prof. Delmar Araรบjo Cardoso, e seguiti da una diretta streaming per unโ€™audience complessiva di circa 350 persone.

Lโ€™evento, realizzato con il sostegno del Centro Chiara Lubich, si รจ svolto prevalentemente in lingua portoghese ed รจ stato apprezzato in modo particolare per lโ€™apertura a una dimensione internazionale; per il consistente e qualificato contributo di relatori; per la prospettiva interdisciplinare che ha riunito, attorno al tema del linguaggio, relazioni non solo nellโ€™ambito della linguistica ma anche del diritto, della pedagogia, della comunicazione, della sociologia, dellโ€™architettura.

Ne emergeva, in estrema sintesi, come un linguaggio ispirato dallโ€™amore, di cui Chiara Lubich ha saputo realizzare un modello efficace, puรฒ contribuire a costruire un mondo di pace e fraternitร .

Anna Maria Rossi

(1) La Scuola Abbร  รจ un Centro di vita e di studio voluto e fondato da Chiara Lubich nel 1990. Eโ€™ composto da membri del Movimento dei Focolari, uniti nel nome di Gesรน ed esperti in varie discipline, il cui scopo รจ lโ€™enucleazione e lโ€™elaborazione della dottrina contenuta nel carisma dellโ€™unitร .

12/08/24 โ€“ Mattina:ย https://www.youtube.com/watch?v=W7bZbiZz_T4
12/08/24 โ€“ Pomeriggio:ย https://www.youtube.com/watch?v=R65O526wQCE

13/08/24 โ€“ Mattina:ย https://www.youtube.com/watch?v=JTnP2OF87xY
13/08/24 โ€“ Pomeriggio:ย https://www.youtube.com/watch?v=rGtpHakqrvs

Verso la celebrazione della Pasqua insieme

Verso la celebrazione della Pasqua insieme

โ€œSiamo convinti che la cooperazione del mondo cristiano sia essenziale. La celebrazione comune della Pasqua del 2025 da parte di tutti i cristiani, insieme agli eventi dell’anniversario del Primo Concilio di Nicea, possa servire come punto di partenza significativo per assumere insieme le sfide dellโ€™umanitร  e promuovere azioni congiunte. Ci auguriamo di poter organizzare un incontro di rappresentanti del mondo cristiano, con la vostra presenza, nel luogo in cui originariamente si tenne il concilio di Niceaโ€.

รˆ con queste parole che il gruppo ecumenico โ€œPasqua Together 2025โ€ (PT2025), che riunisce realtร  e comunitร  di diverse confessioni cristiane, si รจ recato prima ad Istanbul (Turchia), in udienza dal Patriarca Ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I, poi in Vaticano da Papa Francesco, rispettivamente il 14 e il 19 settembre scorsi.

Ai due leader cristiani il gruppo ha chiesto che la celebrazione comune della Risurrezione il prossimo anno non sia unโ€™eccezione, ma diventi consuetudine per tutte le Chiese cristiane: un passo ulteriore verso lโ€™unitร , in preparazione al prossimo Secondo Millennio della Redenzione nel 2033, in cui ricorreranno i 2000 anni della risurrezione di Cristo.

 โ€œPasqua Together 2025โ€ รจ nato proprio in vista della prossima eccezionale ricorrenza che, nel 2025, vedrร  la data della Pasqua coincidere sui calendari Gregoriano e Giuliano: cristiani delle chiese dโ€™Occidente e ortodossi, quindi, la celebreranno nello stesso giorno. Inoltre, si ricorderanno i 1700 anni del Concilio Ecumenico di Nicea che ha promulgato il Simbolo della fede (il Credo) e trattato il tema della data della Pasqua.

Il gruppo รจ composto da rappresentanti di diverse chiese cristiane e movimenti politici e sociali cristiani, come l’Assemblea Interparlamentare Ortodossa (I.A.O.) che ne รจ stata la promotrice; il progetto “Insieme per l’Europa”, il movimento “Jesus Christ 2033” e il โ€œCentro Unoโ€ del Movimento dei Focolari. Da due anni il gruppo sta percorrendo una strada comune che li ha portati a firmare una dichiarazione congiunta che sancisce lโ€™impegno a lavorare affinchรฉ tutte le chiese cristiane arrivino a celebrare insieme lโ€™evento pasquale. Oltre al Patriarca di Costantinopoli e al Santo Padre, il documento รจ stato precedentemente consegnato al Segretario generale del Consiglio Ecumenico delle Chiese, il Rev. Jerry Pillay e al giร  Segretario generale della Alleanza Evangelica Mondiale, il Vescovo Thomas Schirrmacher. Contatti con altri leader cristiani sono in preparazione.

Il Patriarca Bartolomeo I ha annunciato che una commissione congiunta composta da quattro membri ortodossi e quattro cattolici-romani sta giร  lavorando alla stesura del programma per la celebrazione del 1700ยฐ anniversario del primo Concilio ecumenico proprio ad Iznick โ€“ il nome turco dellโ€™antica Nicea โ€“ dove si รจ giร  recata per esaminarne la fattibilitร . Ha informato che il sindaco della cittร  รจ favorevole e pronto a collaborare. Naturalmente lโ€™invito รจ stato esteso a Papa Francesco e questo sarebbe il loro tredicesimo incontro.

Il Patriarca ha anche sottolineato che la data della Pasqua non รจ una questione di dogma o di fede, ma รจ frutto di un calcolo astronomico.

Anche Papa Francesco, nel suo intervento ha ribadito che โ€œla Pasqua non accade per nostra iniziativa o per un calendario o un altro. Lโ€™evento Pasquale รจ avvenuto perchรฉ Dio โ€œha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perchรฉ chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eternaโ€. Non dimentichiamo il primato di Dio, il suo โ€˜primerearโ€™, il suo aver fatto il primo passo. Non chiudiamoci nei nostri schemi, nei nostri progetti, nei nostri calendari, nella โ€œnostraโ€ Pasqua. La Pasqua รจ di Cristo!โ€

Anche il Papa invita a condividere, progettare e โ€œcamminare insiemeโ€ e lancia un invito: quello di โ€œripartire, come gli apostoli, da Gerusalemme, luogo dal quale lโ€™annuncio stesso della Risurrezione si รจ diffuso nel mondoโ€. Il Papa esorta a tornare lรฌ โ€œa pregare il Principe della Pace perchรฉ ci doni, oggi, la sua paceโ€.

Un invito che fa eco a quanto giร  aveva espresso il Patriarca ecumenico Bartolomeo I che aveva esortato il gruppo PT2025 a promuovere azioni per difendere i diritti umani e una convivenza pacifica per tutti i popoli, pregando cosรฌ: โ€œImploriamo il Signore di illuminare i cuori dei responsabili e di guidarli sulla via della giustizia e dell’amore, affinchรฉ possiamo sanare queste divisioni e ristabilire l’unitร  che รจ al centro della nostra fede”.

Stefania Tanesini
Foto: ยฉ Vatican Media e Centro Uno

โ€œHo un solo sposo sulla terraโ€

โ€œHo un solo sposo sulla terraโ€

Sono passati 75 anni dal giorno in cui Chiara Lubich stilรฒ lo scritto โ€œHo un solo sposo sulla terraโ€, qui riproposto. Uno scritto destinato a diventare fin dagli inizi un vero e proprio Manifesto programmatico per Chiara e per chi lโ€™avrebbe seguita facendo propria la spiritualitร  dellโ€™unitร .

Il manoscritto autografo, conservato nellโ€™Archivio Chiara Lubich (in AGMF) e vergato su un unico foglio fronte-retro, registra la data di composizione: 20-9-49. Pubblicato per la prima volta nel 1957 in modo non integrale e con alcune varianti sulla rivista โ€œCittร  Nuovaโ€, รจ stato poi riproposto in altre pubblicazioni di scritti chiariani, fino ad essere assunto, finalmente in modo integrale e corrispondente al manoscritto originario, in Il grido (Cittร  Nuova, Roma 2000), libro che Chiara Lubich ha voluto scrivere personalmente โ€œcome un canto dโ€™amoreโ€ dedicato proprio a Gesรน Abbandonato.

Il brano nasce come una sorta di pagina di diario, scritta di getto. Considerando la particolare intensitร  lirica che lo permea, potrebbe essere definito un โ€œinno sacroโ€. Tale definizione appare opportuna se si tiene conto che il termine โ€œinnoโ€ ha origine nel greco hymnos. La parola, pur essendo di etimologia discussa, ha comunque una stretta relazione con lโ€™antico Hymฤ“n, il dio greco del matrimonio in onore del quale si cantava. Dโ€™altra parte, la dimensione sponsale in questo componimento รจ piรน che mai presente, anche se – e proprio perchรฉ – ci muoviamo in un contesto fortemente mistico. รˆ proprio un โ€œcantoโ€ dโ€™amore a Gesรน Abbandonato.

Il contesto di composizione ci riporta allโ€™estate del 1949, quando Chiara, con le sue prime compagne, e i due primi focolarini, si trova in montagna โ€“ nella valle del Primiero, in Trentino-Alto Adige – per un periodo di vacanza. Si unisce alla comitiva, per alcuni giorni, anche Igino Giordani (Foco), che aveva avuto la possibilitร  di conoscere Chiara in Parlamento poco tempo prima, nel settembre del 1948, ed era rimasto affascinato dal suo Carisma.

Si tratta di unโ€™estate definita da Chiara stessa โ€œluminosaโ€, dal momento che – ripercorrendone le tappe – non esiterร  ad affermare che proprio in quel periodo capisce meglio โ€œmolte veritร  della fede, e in particolare chi era per gli uomini e per il creato Gesรน Abbandonato, che tutto aveva ricapitolato in sรฉโ€. โ€œLโ€™esperienza รจ stata cosรฌ forte – rileva – da farci pensare che la vita sarebbe stata sempre cosรฌ: luce e Cieloโ€ (Il grido, pp. 55-56). Ma arriva il momento – sollecitato proprio da Foco – di โ€œscendere dalle montagneโ€ per andare incontro allโ€™umanitร  che soffre, e abbracciare Gesรน Abbandonato in ogni espressione di dolore, in ogni โ€œabbandonoโ€. Come Lui. Solo per amore.

Scrive allora: โ€œHo un solo sposo sulla terra: Gesรน Abbandonatoโ€.  

Maria Caterina Atzori

20-9-49

Ho un solo sposo sulla terra: Gesรน Abbandonato; non ho altro Dio fuori di Lui. In Lui รจ tutto il Paradiso con la Trinitร  e tutta la terra con lโ€™Umanitร .

Perciรฒ il suo รจ mio e nullโ€™altro.

E suo รจ il Dolore universale e quindi mio.

Andrรฒ per il mondo cercandolo in ogni attimo della mia vita.

Ciรฒ che mi fa male รจ mio.

Mio il dolore che mi sfiora nel presente. Mio il dolore delle anime accanto (รจ quello il mio Gesรน). Mio tutto ciรฒ che non รจ pace, gaudio, bello, amabile, serenoโ€ฆ in una parola: ciรฒ che non รจ Paradiso. Perchรฉ anchโ€™io ho il mio Paradiso ma รจ quello nel cuore dello Sposo mio. Non ne conosco altri. Cosรฌ per gli anni che mi rimangono: assetata di dolori, di angosce, di disperazioni, di malinconie, di distacchi, di esilio, di abandoni, di strazi, di โ€ฆ tutto ciรฒ che รจ Lui e Lui รจ il Peccato, lโ€™Inferno.

Cosรฌ prosciugherรฒ lโ€™acqua della tribolazione in molti cuori vicini e – per la comunione collo Sposo mio onnipotente – lontani.

Passerรฒ come Fuoco che consuma ciรฒ che ha da cadere e lascia in piedi solo la Veritร .

Ma occorre esser come Lui: esser Lui nel momento presente della vita.

Chiara Lubich
Il grido (Cittร  Nuova, Roma 2000, pp. 55-56)

Fonte: https://chiaralubich.org/

Congo: esperienze di sinodalitร  ย ย 

Congo: esperienze di sinodalitร  ย ย 

Sono arrivati in moto, a due a due, perchรฉ questo รจ il mezzo piรน comune per raggiungere la localitร  di Manono, nella  provincia del Katanga, nel sud-est della Repubblica Democratica del Congo. Erano 92  i sacerdoti che si sono dati appuntamento in questa cittร  provenienti da 8 diocesi della provincia ecclesiastica di Lubumbashi per uno dei periodici ritiri organizzati dal Movimento dei Focolari. Lโ€™invito a farlo lรฌ era stato fatto dal Vescovo di Manono, Mons. Vincent de Paul Kwanga Njubu, colpito della testimonianza dei suoi sacerdoti che in passato avevano partecipato a questo genere di ritiri a Lubumbashi.

Anche il Vescovo di Kongolo, Mons. Oscar Ngoy wa Mpanga, una diocesi a 300 Km da Manono, colpito dallo stesso fatto โ€“ giovani sacerdoti che avevano partecipato a ritiri simili organizzati per seminaristi  – ha chiesto a tutti i sacerdoti della sua diocesi di unirsi a questo ritiro.  Sono arrivati in 43. La stampa locale ha definito il ritiro โ€œindimenticabileโ€. A conclusione, il Vescovo ha voluto offrire a tutti un pranzo che poi i partecipanti hanno condiviso con lโ€™ospedale della cittร , con grande gioia dei malati.

I membri della comunitร  dei Focolari di Lubumbashi hanno pensato a tutta la parte organizzativa (trasportando anche le pentole per cucinare) ed il programma era affidato ad alcuni membri del Centro internazionale del Movimento.

La cittร  di Manono si trova a 800 km da Lubumbashi, รจ la terza cittร  del Congo e rappresenta una risorsa mineraria di importanza globale per la presenza di litio e di altri minerali. Purtroppo perรฒ la popolazione non beneficia di queste risorse. Intere famiglie trascorrono le giornate nella ricerca di minerali, i bambini lasciano la scuola per dedicarsi a questo lavoro. Cโ€™รจ un grande sfruttamento e i materiali vengono comprati a bassissimo prezzo. Cโ€™รจ persino un villaggio nel quale stanno cadendo le case, perchรฉ si cercano minerali anche sotto di esse. La situazione nella regione รจ critica: devastata nel passato da un conflitto che ha distrutto infrastrutture civili e religiose, ha strutture sanitarie e scuole in rovina, con un tasso di frequenza scolastica inferiore al 30%. La malnutrizione e l’insicurezza alimentare colpiscono gravemente i bambini, con un 15% di loro affetti da malnutrizione. Il Vescovo di Manono ha voluto questo ritiro proprio in questo luogo: รจ la prima volta che anche sacerdoti di altre diocesi vi arrivano. Anche per questo, la presenza di un cosรฌ grande numero di presuli รจ stata salutata in unโ€™aria di festa. Durante la Messa domenicale il parroco della cattedrale ha chiesto a tutti i parrocchiani di portare acqua, che qui รจ un bene raro e prezioso, ai partecipanti al ritiro come segno di amore e di accoglienza. Poi sono iniziati i giorni di incontro vero e proprio: temi spirituali, meditazioni sui consigli evangelici e approfondimenti sulla sinodalitร . Divisi in piccoli gruppi, molti sono stati i momenti di comunione di vita, di scambio di testimonianze, di conoscenza, di condivisione, di fratellanza.

La spiritualitร  di comunione, la scoperta di Dio Amore, un nuovo stile di pastorale โ€œsinodaleโ€ che โ€œlibera da schemi preconfezionati e ci apre allโ€™amore reciprocoโ€ come qualcuno diceva, sono stati tra i punti che piรน hanno colpito tutti.

Tornando a Lubumbashi, alcuni membri dei Focolari hanno potuto salutare alcuni Vescovi delle varie diocesi, presenti lรฌ per un incontro della Conferenza Episcopale, i quali hanno ringraziato calorosamente per il contributo che questi ritiri danno alla vita delle loro diocesi. In particolare il Vescovo di Manono ha ringraziato per โ€œlโ€™apporto dato alla vita spirituale  dei sacerdoti e dei laici, e ad una comunione tra preti che trabocca sulla vita dei laici e permette di vivere lโ€™amore reciproco e di mettere in pratica la parola di Dioโ€. Lโ€™Arcivescovo di Lubumbashi, Mons. Fulgence Muteba Mugalu, appena nominato Presidente della Conferenza Episcopale, ha ringraziato anche lui calorosamente per questi ritiri che si fanno da diversi anni auspicando che si continui questa formazione che porta tanti frutti.

Dopo il ritiro, alcuni dei membri del Centro internazionale si sono recati a  Goma, nel Nord-est del Congo, dove i focolarini hanno organizzato due scuole di formazione a cui hanno partecipato 12 giovani seminaristi e 12 sacerdoti, รจ stato presente per una celebrazione liturgica anche il Vescovo di Goma, Mons. Willy Ngumbi Ngengele.  Diversi degli invitati non hanno potuto partecipare, per lโ€™intensificarsi degli scontri vicino alla cittร . In Congo ci sono 7 milioni di rifugiati, tra cui 1,7 milioni nella provincia di Kivu nord dove si trova Goma. Nellโ€™incontro si รจ approfondita la conoscenza della spiritualitร  dellโ€™unitร   e della sinodalitร . Nel programma, la visita ad una parrocchia circondata da migliaia di rifugiati dove il parroco dร  una testimonianza di Vangelo vissuto molto forte. Anche la visita al โ€œCentre Pรจre Quintardโ€, tenuto dal Movimento e situato in mezzo a 2 grandi campi di rifugiati, dove si fa un servizio di promozione, educazione e sviluppo sociale, รจ stata una forte testimonianza per tutti i presenti. Diversi lo hanno visto come un faro di speranza ed hanno chiesto che simili attivitร  venissero fatte anche nelle loro parrocchie.

Anna Lisa Innocenti

Indonesia: la speranza di una piรน grande armonia tra le fedi

Indonesia: la speranza di una piรน grande armonia tra le fedi

Lโ€™ultimo viaggio di Papa Francesco in Asia e Oceania รจ stato finora il piรน lontano, il piรน lungo e probabilmente il piรน impegnativo dal punto di vista fisico che il Papa abbia mai intrapreso. Che significato ha questa visita per le comunitร  locali? Lo abbiamo chiesto a Paul Segarra, focolarino della comunitร  indonesiana.

Paul, che significato ha avuto la visita del Papa nel tuo Paese? 

โ€œQuesto gesto eroico del Papa รจ per me un’immagine dell’amore di Dio che non conosce limiti e raggiunge i suoi figli piรน lontani, che non sono certo i meno apprezzati ai suoi occhi โ€“ racconta – Il Santo Padre si รจ preso il tempo di guardarli con amore, di meravigliarsi delle loro doti, di condividere le loro sofferenze e i loro desideri di giustizia e pace, per poi incoraggiarli ad affrontare insieme le loro sfide e a superare i loro limiti. Ma non ha solo pronunciato parole che hanno ispirato e incoraggiato. Ha anche dimostrato, con l’esempio, la forza nella fede, l’apertura alla fraternitร  e la vicinanza nella compassione che invita i suoi ascoltatori ad acquisire. Lo ha fatto attraverso le sue scelte programmate e i suoi gesti spontanei, ha agito e vissuto con il cuoreโ€.

โ€œCon la rapida diffusione della notizia del suo arrivo โ€“ racconta ancora Paul Segarra โ€“  molti sono stati anche i commenti, su varie piattaforme social, sul mezzo di trasporto da lui scelto: una sobria berlina bianca, in cui ha preferito sedersi accanto al suo autista invece di occupare il solito sedile posteriore presidenziale. Immagino perchรฉ voleva conversare con il suo autista faccia a faccia. Vedendo questo suo gesto, mi sono reso conto con rammarico che avrei potuto fare lo stesso con l’autista che mi ha portato al mio alloggio a Giacarta la sera stessa. In seguito, perรฒ, i miei viaggi sono diventati innegabilmente piรน piacevoli, perchรฉ ho preso l’abitudine di conoscere i miei autisti attraverso una conversazione amichevoleโ€.

Paul, come la comunitร  locale dei Focolari ha vissuto questo evento?

โ€œAlcuni membri delle comunitร  dei Focolari di Jakarta e Yogyakarta hanno avuto il privilegio di partecipare ad alcuni eventi che hanno visto la presenza del Papa. Nella cattedrale di Jakarta (dedicata a Nostra Signora dell’Assunzione) il Santo Padre ha riconosciuto il lavoro dei catechisti, definendoli โ€œponti del cuore che uniscono tutte le isoleโ€. Ci siamo commossi quando ha richiamato la nostra attenzione su una statua della Vergine Maria, e l’ha indicata come modello di fede che accoglie tutti, anche se veglia e protegge il popolo di Dio come Madre della Compassioneโ€.

Papa Francesco e lโ€™Imam Umar hanno firmato una Dichiarazione congiunta. Che futuro vedete per i cristiani e i musulmani insieme dopo questa firma?

โ€œTomy, uno dei nostri fotografi che ha coperto la visita del Papa alla Moschea di Istiqal e ha sopportato lunghe ore di attesa sotto il caldo della cittร , era visibilmente commosso quando il Santo Padre รจ finalmente arrivato e li ha salutati dalla sua auto. Assumendo una posizione discreta appena fuori dall’ingresso del tunnel sotterraneo e pedonale che collega fisicamente la Grande Moschea alla Cattedrale dall’altra parte della strada, รจ riuscito a catturare il momento in cui Papa Francesco e l’Alto Imam Umar hanno firmato la Dichiarazione di Fraternitร  davanti a una piccola folla di vescovi, imam e altre personalitร  religiose e diceva che aveva grandi speranze che questa visita possa creare una vera armonia tra tutte le persone di fede. E cos’รจ la fede, se non vedere, agire e vivere con il cuore?โ€

Lorenzo Russo
Foto: ยฉ Paul SegarraยฉTomy Wijaja

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Chiara Lubich: la base della fratellanza universale

Chiara Lubich: la base della fratellanza universale

Chiara Lubich ne ebbe unโ€™intuizione nel 1977, quando ricevette a Londra il Premio Templeton per il progresso della religione. Da allora la diffusione mondiale dello spirito dei Focolari ha contribuito ad aprire un dialogo con tutte le principali religioni del mondo.
Una strada che neppure Chiara aveva immaginato allโ€™inizio, ma che Dio le ha indicato, le ha svelato nel tempo, attraverso eventi, circostanze, quale strada per raggiungere lโ€™unitร .
In questo breve stralcio, Chiara, rispondendo a una domanda sul rapporto con le altre religioni, rivela il segreto per costruire la vera fratellanza universale: il cercare ciรฒ che ci unisce nella diversitร .
La domanda posta a Chiara รจ letta da Giuseppe Maria Zanghรฌ, uno dei primi focolarini.
(Da una risposta di Chiara Lubich all’incontro degli amici musulmani, Castel Gandolfo, 3 novembre 2002)

Giuseppe Maria Zanghรฌ: La domanda รจ questa: “Vorrei chiedere – o vorremmo chiedere -: come si รจ trovata, come ti sei trovata tu, Chiara, con il rapporto con le altre religioni, e cosa senti dentro di te?”


Chiara Lubich: Con il rapporto con gli altri fedeli di altre religioni io mi sono sempre trovata benissimo! Perchรฉ anche se sono diverse c’รจ tanto in comune, abbiamo tanto in comune, e questo ci unisce; la diversitร  invece ci attrae, ci incuriosisce.
Per cui, per due motivi sono contenta: perchรฉ vengo a conoscere altre cose, mi inculturo nella cultura dell’altro, ma anche perchรฉ trovo fratelli uguali, perchรฉ crediamo in tante cose uguali.
La piรน importante – ve l’ho giร  detta l’altra volta – รจ la famosa “regola d’oro”, รจ questa frase: “Non fare agli altri ciรฒ che non vorresti fosse fatto a te.” Questa frase รจ presente in tutte le piรน importanti religioni, nelle loro scritture, nei loro libri sacri. E’ anche nel Vangelo per i cristiani.
Questa frase vuol dire – non fare agli altri ciรฒ che non vorresti fosse fatto a te -: tratta bene i tuoi fratelli, abbi tanta stima dei tuoi fratelli, ama i tuoi fratelli. E allora quando loro scoprono questa frase nella loro Scrittura, io scopro la stessa frase nella mia Scrittura, io amo, loro amano, ecco che ci amiamo, e questa รจ la base per iniziare la fratellanza universale, la prima cosa, la “regola d’oro”.
La seconda domanda: “Che cosa senti dentro di te quando incontri un fratello di un’altra religione o una sorella?”. Sento un grande desiderio subito di fraternizzare, di fare unitร , di trovarmi in un rapporto fraterno. [โ€ฆ]

ยซSiate di quelli che mettono in pratica la parola e non soltanto ascoltatoriย illudendo voi stessiยป (Gc 1,22)

ยซSiate di quelli che mettono in pratica la parola e non soltanto ascoltatoriย illudendo voi stessiยป (Gc 1,22)

Il tema dellโ€™ascolto e della pratica รจ un tema fondamentale sul quale insiste lโ€™autore del versetto di questo mese. La lettera, infatti, continua: ยซChi invece fissa lo sguardo sulla legge perfetta, la legge della libertร , e le resta fedele, non come un ascoltatore smemorato ma come uno che la mette in pratica, questi troverร  la sua felicitร  nel praticarlaยป (Gc 1,25). Ed รจ proprio questo impegno di conoscere le Sue parole e di viverle che ci rende liberi e ci dร  gioia.

Si potrebbe dire che il versetto biblico di questo mese รจ di per sรฉ il motivo stesso della pratica della Parola di Vita che si รจ diffusa in tutto il mondo. Una volta a settimana, e poi una volta al mese, Chiara Lubich sceglieva una frase compiuta della Scrittura e la commentava. Ci si incontrava, si condividevano i frutti di quanto essa aveva operato attraverso le esperienze di vita, si andava creando una comunitร  unita che mostrava in germe i risvolti sociali di cui era capace.

ยซPur nella sua semplicitร , lโ€™iniziativa ha offerto un notevole contributo alla riscoperta della Parola di Dio nel mondo cristiano del Novecentoยป[1], trasmettendo un โ€œmetodoโ€ per vivere il Vangelo e metterne in comune gli effetti. 

ยซSiate di quelli che mettono in pratica la parola e non soltanto ascoltatori  illudendo voi stessiยป.

La lettera di Giacomo riprende quanto Gesรน ha annunciato per far vivere e sperimentare la realtร  del Regno dei cieli fra di noi: dichiara beato chi ascolta la sua parola e lโ€™osserva; riconosce come madre e fratelli suoi coloro che la ascoltano e la mettono in pratica; la paragona al seme che, se cade sul terreno buono, cioรจ su coloro che la ascoltano con cuore integro e buono e la custodiscono, questi producono frutto con la loro perseveranza.

ยซIn ogni sua Parola Gesรน esprime tutto il suo amore per noi โ€” scrive Chiara Lubich. Incarniamola, facciamola nostra, sperimentiamo quale potenza di vita sprigiona, se vissuta, in noi e attorno a noi. Innamoriamoci del Vangelo fino al punto da lasciarci trasformare in esso e traboccarlo sugli altri. [โ€ฆ] Toccheremo con mano la libertร  da noi stessi, dai nostri limiti, dalle nostre schiavitรน,

non solo, ma vedremo esplodere la rivoluzione dโ€™amore che Gesรน, libero di vivere in noi, provocherร  nel tessuto sociale in cui siamo immersiยป[2].

 ยซSiate di quelli che mettono in pratica la parola e non soltanto ascoltatori  illudendo voi stessiยป.

Come mettere in pratica la parola? Guardiamoci intorno e facciamo di tutto per metterci al servizio di quanti sono in necessitร  con piccoli o grandi gesti di cura vicendevole, trasformando le strutture ingiuste della societร , contrastando la violenza, favorendo gesti di pace e di riconciliazione, crescendo nella sensibilitร  e nelle azioni a favore del nostro pianeta.   

Un’autentica rivoluzione irrompe cosรฌ nella nostra vita e in quella della comunitร  in cui viviamo, nellโ€™ambiente di lavoro in cui operiamo. 

Lโ€™amore si manifesta nelle azioni sociali e politiche che cercano di costruire un mondo migliore. Dallโ€™impegno di una piccola comunitร  dei Focolari verso le persone piรน fragili, nasce in Perรน un Centro per gli anziani intitolato alla fondatrice del Movimento, aperto a Lรกmud, una cittร  nellโ€™Amazzonia peruviana, a 2.330 metri sopra il livello del mare. 

ยซIl Centro รจ stato inaugurato in piena crisi pandemica e ospita 50 persone anziane e sole. La casa, lโ€™arredamento, le stoviglie e anche il cibo sono arrivati in dono dalla comunitร  vicina. รˆ stata una scommessa, non esente da difficoltร  e ostacoli, ma a marzo 2022 il Centro ha celebrato il suo primo anniversario, aprendo le porte alla cittร , con una festa, dove anche le autoritร  politiche hanno partecipato. I due giorni di celebrazioni hanno arruolato nuovi volontari, adulti e bambini, che vogliono prendersi cura dei nonni soli, allargando la loro famigliaยป[3].

A cura di Patrizia Mazzola e del team della Parola di vita


[1] C. Lubich, Parole di Vita, Introduzione, a cura di Fabio Ciardi, (Opere di Chiara Lubich 5), Cittร  Nuova, Roma 2017, p. 9

[2] Lubich, Parole di Vita, Introduzione, a cura di Fabio Ciardi, (Opere di Chiara Lubich 5), Cittร  Nuova, Roma 2017, p. 790

[3] Bilancio di Comunione 2022. Movimento dei Focolari, in https://eyut279xk3q.exactdn.com/wp-content/uploads/2024/01/BdC-2022-DialogoIT.pdf p.67


Lโ€™IDEA DEL MESE, sulla base di testi della Parola di Vita, รจ nata in Uruguay nellโ€™ambito del dialogo fra persone di diverse convinzioni religiose e non religiose, il cui motto รจ โ€œcostruire il dialogoโ€. Lo scopo di questa pubblicazione รจ contribuire a promuovere lโ€™ideale della fraternitร  universale.  Attualmente Lโ€™IDEA DEL MESE viene tradotta in 12 lingue e distribuita in piรน di 25 Paesi.

Fatti e non parole. Coerenza

Fatti e non parole. Coerenza

Probabilmente avremo sperimentato anche noi quanto sia difficile trasformare in azione quello che in certi momenti sentiamo fortemente nel profondo del cuore e nell’interioritร  della coscienza. Un aiuto puรฒ essere quello di vivere insieme un pensiero che guidi le giornate, sapendo che non si รจ da soli e che si fa parte di una rete mondiale. Con questo intento รจ nata in Uruguay, da alcune persone appassionate di dialogo e dellโ€™ideale dellโ€™Unitร , lโ€™Idea del Mese. 

Intorno a queste intuizioni sono cresciuti gruppi di riflessione e condivisione di esperienze e, ormai, lโ€™appuntamento mensile รจ atteso in tutto il mondo. Potrebbe diventare solo unโ€™abitudine? Un generico buon proposito da divulgare come tanti altri su gruppi virtuali online? Certamente questo รจ il rischio piรน grande per iniziative di questo genere. Non accontentiamoci di parole vuote e di luoghi comuni ripetuti. Gli inglesi hanno il proverbio: โ€œle azioni parlano piรน forte delle paroleโ€. Nei Paesi Bassi, il detto: โ€œle chiacchiere non riempiono i buchiโ€. Queste espressioni non nascono per caso. Cโ€™รจ una parola che mette al sicuro da questo rischio: la parola รจ โ€œcoerenza”.

Nel libro The Book Of Joy, il Dalai Lama e Desmond Tutu[1]nel loro dialogo evidenziano alcuni punti che possono aiutarci a vivere coerentemente. Innanzitutto: ascoltiamo la nostra coscienza.  Ognuno personalmente valuti quali sono i desideri del proprio cuore che sicuramente hanno a che fare con quei valori umani che danno un senso di felicitร . Quindi farsi la domanda: quello che voglio davvero รจ qualcosa solo per me o anche per gli altri? al servizio di pochi o di molti? per ora o per il futuro? A questo punto: dichiarare lโ€™intenzione per questo giorno, con impegni concreti, anche piccoli: โ€œoggi voglio salutare tutti; oggi sarรฒ meno giudicante; oggi piรน paziente…โ€

Ma dove trovare il coraggio di fare ciรฒ che dice la coscienza? Bisogna discutere con persone sagge, mettersi alla prova disposti a non aver sempre ragione. Quando la decisione รจ matura, partire insieme. Prendersi regolarmente del tempo per ricalibrare, rinnovare, rafforzare gli obiettivi e non lasciare che delusioni, scarsa collaborazione, abitudini li offuschino o li oscurino.

รˆ stata questa la testimonianza di un indimenticabile uomo di dialogo – Piero Taiti – quando ha conosciuto lโ€™esperienza del Movimento dei Focolari. I viaggi nella cittadella di Fontem in Africa, il rapporto personale con i โ€œfocolariniโ€, persone che sentiva di stimare perchรฉ vivevano prima di parlare e lavoravano con mente aperta fianco a fianco a chi come lui non si riconosceva nella stessa fede religiosa, furono un punto di incontro di valori autenticamente e profondamente umani trovato poi personalmente nellโ€™amicizia con Chiara Lubich. Fino alla fine, come padre di famiglia, sposo, medico, politico e amico fidato di tanti che ne riconoscevano la caratura morale, Piero ha vissuto e trasmesso con i fatti la forza di questo incontro autentico.

Non parole, ma azioni. Questo dร  energia a una persona. Questo rende felici dentro. Cosรฌ facendo, si rende un servizio al prossimo.


[1]The Book of Joy: Lasting Happiness in a Changing World, Tenzin Gyatso, the 14th Dalai Lama, and Archbishop  Desmond Tutu  with Douglas Abram published in 2016 by Cornerstone Publishers

Lโ€™IDEA DEL MESE,ย sulla base di testi della Parola di Vita, รจ nata in Uruguay nellโ€™ambito del dialogo fra persone di diverse convinzioni religiose e non religiose, il cui motto รจ โ€œcostruire il dialogoโ€. Lo scopo di questa pubblicazione รจ contribuire a promuovere lโ€™ideale della fraternitร  universale.ย  Attualmente Lโ€™IDEA DEL MESE viene tradotta in 12 lingue e distribuita in piรน di 25 Paesi.

Tempo del Creato

Tempo del Creato

La famiglia ecumenica di tutto il mondo si unisce per ascoltare e prendersi cura della nostra casa comune. Come di consueto il 1ยฐ settembre inizia il Tempo del Creato, un periodo di preghiera e riflessione associato ad azioni concrete per la cura del Pianeta Terra. Evento che si concluderร  il 4 ottobre con la festa di San Francesco dโ€™Assisi, patrono dellโ€™ecologia amato da molte confessioni cristiane. Il Movimento dei Focolari aderisce allโ€™iniziativa. Dalla Settimana di preghiera per lโ€™unitร  dei Cristiani di gennaio scorso ad oggi abbiamo vissuto la fase di โ€œPreparazioneโ€ per il Tempo del Creato, fondamentale per creare legami e relazioni, rinnovando la gioia di incontrarsi e coltivando i doni della comunione e della pace come Popolo di Dio insieme alla nostra casa comune.

Tema del 2024

Il tema di questโ€™anno รจ Sperare e agire con la Creazione. Dove nasce questo tema? Nella lettera dellโ€™apostolo Paolo ai Romani, lโ€™immagine biblica raffigura la Terra come una Madre, che geme come durante il parto (Rm 8:22). San Francesco dโ€™Assisi lo aveva capito quando nel suo Cantico delle Creature si riferiva alla Terra come a nostra sorella e nostra madre.

Purtroppo i tempi in cui viviamo dimostrano che non ci rapportiamo alla Terra come a un dono del nostro Creatore, piuttosto come una risorsa da utilizzare.

Puรฒ esserci ancora una speranza?

Certo, deve esserci, insieme ad unโ€™aspettativa per un futuro migliore. Sperare nel contesto biblico non significa restare fermi e silenziosi, ma piuttosto gemere, piangere e lottare attivamente per una nuova vita in mezzo alle difficoltร . Proprio come durante il parto – riprendendo la raffigurazione dellโ€™apostolo Paolo -, attraversiamo un periodo di dolore intenso ma sta nascendo una nuova vita.

La speranza รจ un dono di Dio. Solo attraverso la speranza possiamo realizzare in pienezza il dono della libertร , che insieme alla responsabilitร  ci consentono di rendere il mondo un posto migliore. Solo quando collaboriamo con il Creato possono nascere le primizie della speranza.

Sperare e agire

La speranza รจ fiducia che la nostra azione abbia un senso, anche se i risultati di questa azione non si vedono immediatamente. Sappiamo quanto sia urgente unโ€™azione coraggiosa per contenere la crisi climatica ed ecologica, e sappiamo anche che la conversione ecologica รจ un processo lento poichรฉ gli esseri umani sono ostinati a cambiare le loro menti, i loro cuori e il loro modo di vivere. A volte non sappiamo come dovrebbero essere le nostre azioni. Cโ€™รจ molto che possiamo imparare da altre culture e paesi su come sperare e agire insieme al Creato.

Quest’anno il 1ยฐ settembre รจ una domenica, siamo tutti invitati a celebrare lโ€™inizio del Tempo del Creato nei nostri rispettivi Paesi e comunitร .

Lorenzo Russo

Chiara Lubich: oltre la natura

Chiara Lubich: oltre la natura

ยซAma il prossimo tuo come te stessoยป (1).

รˆ una tensione continua perchรฉ la nostra natura ama se stessa.

Spesso la cronaca registra sciagure, terremoti, cicloni che fanno vittime, feriti, senza casa. Ma una cosa รจ esser uno di loro e unโ€™altra cosa รจ esser noi.

E anche se la provvidenza ci offre qualcosa per correre in loro soccorso, noi non siamo mai i danneggiati.

Domani potrร  esser lโ€™inverso: io su un letto (se mi รจ dato un letto!) di morte e gli altri fuori al sole a godersi, come possono, la vita.

Tutto quanto Cristo ci ha comandato supera la natura.

Ma anche il dono che egli ci ha fatto, quello menzionato alla saยญmaritana, รจ di natura non umana. Cosรฌ che lโ€™aggancio col dolore del fratello, con la gioia e con le preoccupazioni dellโ€™altro, รจ possibile perยญchรฉ abbiamo in noi la caritร  che รจ di natura divina.

Con questo amore, e cioรจ quello cristiano, il fratello puรฒ esser veramente confortato e domani io da lui.

E in tal modo รจ possibile vivere, chรฉ altrimenti la vita umana saยญrebbe assai dura, difficile, anzi alle volte parrebbe impossibile.

Chiara Lubich

(1) Cf. Lv 19, 18.
Foto: ยฉ Pixabay

(Da Diario 1964-1980, Chiara Lubich, Cittร  Nuova, 2023)

L’edizione del Diario di Chiara Lubich รจ stata curata da Fabio Ciardi. Vi invitiamo a vedere lโ€™intervista da noi realizzata al momento della presentazione.

I ragazzi alla Scuola Foco

I ragazzi alla Scuola Foco

Nei primi giorni di agosto a Trento, in Italia, si รจ svolta la scuola Foco, un congresso del Movimento dei Focolari per i e le Gen3, la generazione adolescenziale del Movimento.

Hanno partecipato in 350 โ€“ dai 14 ai 17 anni insieme agli assistenti dai 18 anni in su โ€“, provenienti da 19 nazioni con 12 lingue diverse. Poco piรน di una settimana per approfondire temi adolescenziali, vivere in profonditร  il rapporto con Dio, scoprire come lโ€™Ideale dellโ€™unitร  e della fratellanza universale รจ possibile viverlo e costruirlo giorno dopo giorno nonostante la minaccia di guerre in varie parti del mondo. Inoltre si รจ svolto il festival dei popoli dove ogni nazione poteva rappresentarsi attraverso canti, balli, vestiti, foto, cibo locale. Un modo per conoscere la cultura dellโ€™altro e costruire un pezzetto di mondo piรน unito e fraterno.

Ecco alcune testimonianze.

Sofia, Italia: โ€œHo deciso di partecipare alla scuola Foco per avere un rapporto piรน intimo con Gesรน. Da questa scuola ho imparato il modo di amare sempre le persone che mi stanno accanto. Riesco ad affrontare meglio momenti di difficoltร  e di dolore sentendomi piรน vicina a Gesรนโ€.

Veronika, Croazia: โ€œHo vissuto uno spirito unito che sgorga dal desiderio di pace e di comunitร , che si basa sulla preghiera e sul dialogo con Dio. Dopo aver ascoltato le testimonianze sulla violazione della pace, sulla lotta per mantenere la pace in sรฉ stessi, in famiglia, nel proprio Paese, in me si รจ risvegliato il desiderio di fare di tutto per mantenerla in questi luoghiโ€.

Naomi, India: โ€œHo frequentato la Scuola Foco per migliorare la mia relazione con Dio. Al termine ciรฒ che mi sono portata a casa รจ stato il modo in cui posso trarre conforto durante i momenti di difficoltร  o di dolore, pensando a Gesรน abbandonato in Croce. Ma ho scoperto anche il potere della riconciliazione attraverso la confessione. Cercherรฒ di usare sempre tutta me stessa per propagare il Vangelo e rendere la mia cittร  un luogo d’amoreโ€.

Tomรกs Portogallo: โ€œDurante il Festival dei Popoli, sono stato orgoglioso di mostrare il nostro Paese e allo stesso tempo conoscere le culture di altri Paesi. Dopo questa scuola, mi manca tutto quello che ho vissuto lรฌ, ma voglio anche vivere ogni giorno quello che ho imparato lรฌโ€.


Emanuel, Croazia: โ€œAlla scuola Foco mi รจ piaciuta la festa dei Popoli. Abbiamo potuto conoscere culture diverse e piatti tradizionali. Lรฌ ho conosciuto tanti amici e provato varie specialitร . Rivivrei volentieri questa esperienza altre 100 volteโ€.

Gloria, Brasile: โ€œHo sentito dei cambiamenti nel mio rapporto con Dio. All’inizio non riuscivo a connettermi con Lui e a sentirlo nelle persone, ma so che dopo tutte le esperienze ascoltate e le riflessioni vissute, posso facilmente sentirlo in ogni situazione. Inoltre, ho imparato ad aiutare le persone che non mi piacciono, ad aiutare le persone con problemi e a identificare Dio in ognunoโ€.

Sarahi, Messico: โ€œHo capito che, pur vivendo in Paesi diversi e persino in continenti molto lontani, l’Ideale dellโ€™unitร  puรฒ essere sempre vissuto. รˆ stata un’esperienza molto bella soprattutto conoscere la cultura di altri Paesi, il cibo, i loro vestiti, alcune parole e tradizioni. Quello che ho portato via dalla scuola รจ che prima di tutto ho smesso di avere paura della confessione e questo ha fatto crescere la mia fede in Dio. La messa quotidiana mi ha aiutato molto, spero di continuare ad andarci ogni domenica di mia spontanea volontร โ€.

Sebastian, Croazia: โ€œMi รจ piaciuto quando abbiamo rappresentato i nostri Paesi alla festa dei popoli: ognuno mostrava qualche tradizione del proprio Paese. Era molto divertente quando la sera giocavamo a calcio e ci si conosceva cosรฌ. Il momento preferito รจ stata la festa finale in cui abbiamo cantato e ci siamo divertiti. La mia vita รจ cambiata dopo la scuola, ora cerco di vivere il Vangelo amando le persone intorno a meโ€.

Silvia, Italia: โ€œDopo la scuola la mia vita si รจ stravolta e ho iniziato a vedere il mondo con occhi diversi. รˆ stata l’esperienza piรน significativa della mia vita e mi ha fatto venire voglia di riuscire ad assomigliare a quello che Chiara Lubich ha sempre voluto dai Genโ€.

Anna, Italia: โ€œConsiglio vivamente ai Gen che non hanno ancora frequentato una Scuola Foco di farlo! Vi divertirete un sacco, posso garantireโ€.

Jakov, Croazia: โ€œAlla scuola Foco ho capito lโ€™importanza dell’unitร . Quando sono arrivato, tutti erano accoglienti, sembrava di essere unโ€™unica famiglia. Raramente ho provato questa sensazione prima, forse mai. Inoltre, ho capito come amare e vuol bene tutti, indipendentemente da chi sono e dal loro background. Mi piacerebbe vivere altri incontri di questo tipo, รจ stata un’esperienza indimenticabileโ€!


Julia, Brasile: โ€œMi porto a casa l’amore incommensurabile di Gesรน per me e per tutti, cosรฌ come la speranza e la sensazione di volere che un mondo unito diventi realtร . Vedere che Gesรน ama ognuno di noi e poter sentire il suo amore alla Scuola Foco รจ stata una delle esperienze piรน belle che ho fatto e la porterรฒ sicuramente con me. Ho ritrovato la speranza e la fede. Ora la sfida sarร  portare l’amore e l’unitร  che ho sentito a scuola nel โ€œmondo realeโ€, a casa, a scuola, con i miei amici. Ma sono i ricordi e l’amore per ciรฒ che ho imparato in quell’esperienza che mi spingono a non arrendermi e a lottare per un mondo unitoโ€!

Maria Teresa, Italia: โ€œHo partecipato alla Scuola Foco poichรฉ sentivo il desiderio di voler conoscere di piรน le origini del movimento dei Focolari. Da questa Scuola porto a casa la speranza di un futuro migliore per la nostra generazione. La mia vita รจ migliorata perchรฉ ho capito che devo guardarla in un’altra prospettiva, fare di ogni ostacolo una pedana di lancio! Essendo molto insicura, ho sempre paura a suonare il violino in pubblico. Quando infatti mi รจ stato proposto di suonare alla scuola ero un poโ€™ turbata. Poi un giorno si รจ parlato di come ognuno di noi possa donare agli altri un suo talento o una propria qualitร , che Chiara Lubich chiama “perla”. Allora ho deciso di donare la mia perla agli altri e mentre suonavo con un’altra Gen, un gruppo di ragazzi e ragazze si รจ avvicinato per accompagnarci con il canto, donandoci supporto. Ho vissuto il passo del Vangelo di Luca (Lc 6,38) โ€œDate e vi sarร  datoโ€.

Elena, Italia: โ€œAl termine di questa scuola, mi porto a casa ciรฒ che ho capito durante una giornata dedicata a Gesรน nel suo dolore, abbandonato in Croce. Mi ha colpito profondamente anche perchรฉ, grazie alle testimonianze dei Gen, sono riuscita a capire come superare un dolore grazie all’amoreโ€.

Tomรกs, Portogallo: โ€œHo portato a casa la scoperta di Gesรน abbandonato, il potere della preghiera, oltre ad essermi confessato. Porterรฒ l’amore di Dio ovunque io vada, ho rafforzato la mia fede, ho imparato molto da questa scuolaโ€.

Lorenzo Russo