Movimento dei Focolari
Dalla ‘Terra dei Cedri’

Dalla ‘Terra dei Cedri’

Domenica 23 maggio si è svolta la terza fase delle elezioni municipali, in Libano. Un momento importante per la stabilità politica e sociale del Paese che ha visto impegnati nel lavoro per il bene comune anche alcuni membri del Movimento dei Focolari in varie parti del paese. Tredici di loro sono stati eletti. L’impegno a portare il carisma dell’unità anche in politica ha sempre fatto parte della storia del Movimento dei Focolari, soprattutto per la presenza – a fianco di Chiara Lubich – di un parlamentare italiano, Igino Giordani. Il 2 maggio 1996 nasce il “Movimento politico per l’unità”, a cui oggi aderiscono politici, parlamentari, sindaci e amministratori locali, di tutto il mondo. Pur facendo parte di schieramenti diversi, si riconoscono in uno scopo comune:  fare della fraternità universale una fondamentale categoria politica, tradurla in fatti, in diritti e doveri, sostanziarne la partecipazione politica, rivedere in questa luce gli assetti istituzionali e internazionali. Anche in Libano, i membri del Focolari hanno vissuto le tappe di preparazione alle elezioni come “occasione – scrivono – per allacciare rapporti sinceri e disinteressati con gente di ogni schieramento politico”. Ciò che li ha spinti a buttarsi nella tornata elettorale è stato “il desiderio di impegnarsi per le proprie città o villaggi e di portare soprattutto uno stile nuovo di rapporti nei propri comuni”. Sono stati eletti un sindaco, un vice sindaco e vari membri di diverse giunte comunali, tutti impegnati a “mettere al primo posto il bene comune e ad aiutarci reciprocamente per essere fedeli a questo scopo; abbiamo oggi una possibilità in più per attuare l’Esortazione Apostolica di Giovanni Paolo II”. Nel 1997, infatti, Giovanni Paolo II fece un viaggio indimenticabile in quel Paese, e parlando ai giovani nella Basilica di Nostra Signora del Libano ad Harissa, consegnò loro una sfida: “è vostro compito – disse – costruire dei ponti tra le persone, tra le famiglie e tra le diverse comunità. Nella vita quotidiana, vi auguro di porre gesti di riconciliazione, per passare dalla diffidenza alla fiducia! E’ vostro compito anche far sì che ogni libanese, in particolare ogni giovane, possa partecipare alla vita sociale, nella casa comune. Così nascerà una nuova fraternità e si intrecceranno solidi legami, poiché per la costruzione del Libano l’arma principale e determinante è quella dell’amore”. (altro…)

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Una chance di riscatto

In Germania dal 26 aprile al 21 maggio, il Gen Rosso ha svolto un tour particolare. “Forti senza violenza” è il titolo del progetto di prevenzione del bullismo e della violenza giovanile creato dal Gen Rosso insieme all’Associazione Starkmacher. 2 giorni di spettacolo preceduti da 3 giorni di workshops (Musica, Hip-hop, scenografia, luci, suono, teatro, canto… ) per preparare 250 studenti in ogni città della tournée a salire sul palco a fianco del Gen Rosso in alcune scene del Musical Streetlight: un’azione non tanto “per” i giovani, ma “con” i giovani. 26-30 aprile 2010 – “Come se non attendessero altro”. Bordesholm, città al confine con la Danimarca. Accolto dalle autorità della città e dal Rotary Club quale sponsor, il Gen Rosso ha svolto il Progetto in una scuola preparata dall’equipe di Starkmacher. “Bullismo e violenza giovanile – la direttrice della scuola è stata chiara – qui viaggiano per internet”. Da qui una prima strategia – si legge sul reportage del Gen Rosso – Non parliamo di violenza. Si parte insieme ai 250 studenti ricordandosi di vivere gli uni per gli altri nella cultura del dare: ascolto, pazienza, aiuto. La risposta è immediata. Tra i ragazzi c’è Karim, un tipo difficile, con atteggiamenti di sfida. Gradualmente si impegna e alla fine ci confida: “Questo progetto è un tesoro. Ricordatevi di me!”.  3000 persone partecipano ai 2 spettacoli, entusiaste, incredule al vedere con quale senso di responsabilità e di donazione ogni studente sia diventato “protagonista” del messaggio di fratellanza lanciato dal palco insieme al Gen Rosso. 3-7 maggio: Solingen, città industriale rinomata per le sue acciaierie. Forte presenza multi-etnica: Turchia, Est europeo, Italia, Curdistan… problemi di integrazione. “Siamo in due scuole con giovani di famiglie immigrate da 32 paesi. Studenti con talenti e valori nascosti – prosegue il Gen Rosso – ci accolgono con simpatia, senza ben sapere cosa li attende. Lavorano con impegno, con un desiderio di riscatto: mostrare il massimo delle loro potenzialità. Diamo loro fiducia”. Ai 2 spettacoli nella Konzert Halle accorrono 2000 persone. Ci sono anche il sindaco e gli sponsors Caritas-Colonia e Xenos. “Un’esperienza che i ragazzi non dimenticheranno più!” dice una personalità. 10-15 maggio: Monaco. Nell’ambito del Kirchentag ecumenico al Gen Rosso viene offerto lo spazio nell’Event Arena per rappresentare il progetto, dopo 3 giorni di preparazione insieme alla scuola ‘Hauptschule Impel’ con l’80% di famiglie immigrate. Il 15 maggio: Streetlight. La sala è al completo: 1500 persone seguono con entusiasmo. Visibile è la soddisfazione  dei professori: “Molti  ragazzi sono stati una vera rivelazione. Chi si sarebbe aspettato che alcuni di loro venissero fuori con tale responsabilità, impegno, spirito di donazione. Faremo di tutto per mantenere e coltivare questo ‘nuovo’ clima della scuola!”. 17-21 maggio: ‘Protagonisti e messaggeri’.  Altenkirchen (Bonn), scuola di 840 studenti,  ambiente rurale, sereno, aria meno aggressiva. Dopo 3 giorni di lavoro scatta un nuovo rapporto fra gli  studenti fra gli studenti e anche fra gli insegnanti. Uno di loro dice: “Tra non molto vado in pensione e grazie al vostro progetto ho capito perché 35 anni fa ho scelto di essere insegnante”. Poi… Streetlight e testimonianze di sorpresa, aiuto scambievole, serietà, gioia… Una personalità commentava: “Un messaggio chiaro che arriva al cuore di tanti, cui aderiscono i Cristiani ma anche i molti Musulmani presenti in scena col Gen Rosso. E tutti diventano ‘protagonisti e messaggeri”. (altro…)

Giugno 2010

ascolta l'audio della Parola di vita

Leggendo questa Parola di Gesù vengono in rilievo due tipi di vita: la vita terrena che si costruisce in questo mondo, e la vita soprannaturale data da Dio, attraverso Gesù, vita che non finisce con la morte e che nessuno può togliere.
Di fronte all'esistenza, allora, si possono avere due atteggiamenti: o attaccarsi alla vita terrena, considerandola come l'unico bene, e saremo  portati a pensare a noi stessi, alle nostre cose, alle creature; ci chiuderemo nel nostro guscio, affermando solo il proprio io, e troveremo come conclusione alla fine, inevitabilmente, solo la morte. Oppure, diversamente, credendo che abbiamo ricevuto da Dio un'esistenza ben più profonda e autentica, avremo il coraggio di vivere in modo da meritare questo dono fino al punto di saper sacrificare la nostra vita terrena per l'altra.

"Chi avrà trovato la sua vita, la perderà: e chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà"

Quando Gesù ha detto queste parole pensava al martirio. Noi, come ogni cristiano, dobbiamo essere pronti, per seguire il Maestro e rimanere fedeli al Vangelo, a perdere la nostra vita, morendo – se necessario – anche di morte violenta, e con la grazia di Dio ci sarà data con ciò la vera vita. Gesù per primo ha "perso la sua vita" e l'ha ottenuta glorificata. Egli ci ha preavvertito di non temere "quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l'anima" .
Oggi ci dice:

"Chi avrà trovato la sua vita, la perderà: e chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà"

Se leggi attentamente il Vangelo, vedrai che Gesù torna su questo concetto per ben sei volte. Ciò sta a dimostrare che importanza esso abbia e in quale considerazione Gesù lo tenga.
Ma l'esortazione a perdere la propria vita non è per Gesù soltanto un invito a sostenere anche il martirio. E' una legge fondamentale della vita cristiana.
Occorre esser pronti a rinunciare a fare di se stessi l'ideale della vita, a rinunciare alla nostra indipendenza egoistica. Se vogliamo essere veri cristiani dobbiamo fare di Cristo il centro della nostra esistenza. E cosa Cristo vuole da noi? L'amore per gli altri. Se faremo nostro questo suo programma, avremo certamente perso noi stessi e trovato la vita.
E questo non vivere per sé, non è certamente, come qualcuno può pensare, un atteggiamento rinunciatario e passivo. L'impegno del cristiano è sempre assai grande e il suo senso di responsabilità è totale.

"Chi avrà trovato la sua vita, la perderà: e chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà"

Fin da questa terra si può fare l'esperienza che nel dono di se stessi, nell'amore vissuto, cresce in noi la vita. Quando avremo speso la nostra giornata al servizio degli altri, quando avremo saputo trasformare il lavoro quotidiano, magari monotono e duro, in un gesto d'amore, proveremo la gioia di sentirci più realizzati.

"Chi avrà trovato la sua vita, la perderà: e chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà"

Seguendo i comandi di Gesù, che sono tutti imperniati sull'amore, dopo questa breve esistenza troveremo anche quella eterna.
Ricordiamo quale sarà il giudizio di Gesù nell'ultimo giorno. Egli dirà a quelli che stanno alla sua destra: "Venite, benedetti… perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare…; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito…" .
Per farci partecipi dell'esistenza che non passa, guarderà unicamente se avremo amato il prossimo e riterrà fatto a sé quanto abbiamo fatto ad esso.
Come vivremo allora questa Parola? Come perderemo sin da oggi la nostra vita per trovarla?
Preparandoci al grande e decisivo esame per il quale siamo nati.
Guardiamoci attorno e riempiamo la giornata di atti di amore. Cristo si presenta a noi nei nostri figli, nella moglie, nel marito, nei compagni di lavoro, di partito, di svago, ecc. Facciamo del bene a tutti. E non dimentichiamo quelli di cui veniamo a conoscenza ogni giorno sui giornali o attraverso amici o per mezzo della televisione… Facciamo per tutti qualcosa, secondo le nostre possibilità. E quando quelle ci sembrassero esaurite, potremo ancora pregare per loro. E' amore che vale.

Chiara Lubich

Dalla ‘Terra dei Cedri’

Mai più violenza

Time-out, ore 12, in Thailandia. Un minuto di preghiera per la pace, per coloro che hanno perso la vita, per la amata nazione piombata in uno stato di guerriglia e fuoco che ha seminato morte, distruzione e paura. Vi si uniscono anche persone di altre religioni perché il bene della pace è un bene universale. Ecco cosa scrivono Elena Oum e Chun Boc Tay, Delegati per il Movimento dei Focolari in Thailandia: “La situazione attuale è di grandissima preoccupazione per tutti noi. Continuiamo a credere nella preghiera potente e il nostro appuntamento del “time-out”, un momento di preghiera per la pace per la nostra amatissima nazione. Questo appuntamento è divenuto interreligioso e internazionale dato che tanti dei nostri cari amici di altre religioni si sono uniti a noi nel chiedere il dono della pace. Mentre preghiamo, i nostri pensieri vanno a quelli che hanno perso la vita e alle loro famiglie che soffrono, e a tutte le persone che soffrono in un modo o un altro per via delle circostanze attuali. Mentre preghiamo, chiediamo a Dio Onnipotente di dare luce e sapienza a quelli che hanno ruoli di responsabilità e influenza perché prendano decisioni giuste dettate dal bene comune. Niente più sacrificio di vita e nessuna violenza di qualsiasi tipo! Mentre preghiamo, vogliamo metterci nelle mani di Dio come strumenti del Suo amore in un modo concreto, anche l’atto d’amore più piccolo. Solo l’amore può lenire le piaghe e aiutare a superare i problemi di ogni genere, passati e futuri. Cosa possiamo fare di concreto? Amare tutti. Essere i primi ad amare. Ad esempio, visitare una famiglia che soffre per offrire il nostro sostegno materiale e spirituale. Fare atti d’amore dovunque siamo, per costruire “ponti”, per superare le divisioni. Perdonare e riconciliarsi. Tutte queste sono qualità dell’amore cristiano. Tutte le religioni portano lo stesso messaggio. Abbiamo la cosiddetta “Regola d’oro” in comune. “Fate agli altri ciò che volete che gli altri facciano a voi” e “Non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te”. Cerchiamo di fare in modo che la nostra nazione diventi nuovamente “la terra del sorriso”! Facciamo la nostra parte. Dio farà la sua. Nel Suo amore immenso, Lui trasformerà ogni sfortuna in un bene maggiore. Contribuiamo alla realizzazione della preghiera di Gesù: “Che tutti siano uno”. Siamo veramente fratelli e sorelle di una grande famiglia!”. (altro…)

Dalla ‘Terra dei Cedri’

Insieme, con il Papa

“Insieme alle varie espressioni del laicato, vogliamo esprimere al Papa la nostra piena condivisione della sua passione, di quella Passio Christi, Passio hominis che si fa carico delle sofferenze, difficoltà e peccati della Chiesa e dell’umanità.
Vogliamo accogliere la sua voce che ci chiama ad un amore più grande, e, come membra vive di un unico corpo, vogliamo essere con Lui quella mano   che conduce ad una nuova vita, ad una nuova speranza.
Con la preghiera e l’impegno rinnovato a testimoniare nel quotidiano la forza rinnovatrice del Vangelo”
.

Con queste espressioni della sua presidente, Maria Voce, il Movimento dei Focolari aderisce all’iniziativa di preghiera con e per il Papa, promossa dalla Consulta Nazionale delle Aggregazioni Laicali (CNAL), alla quale sarà presente il presidente della Cei, card. Angelo Bagnasco unitamente a vescovi e sacerdoti.

Domenica 16 maggio in piazza san Pietro, i Focolari saranno presenti con una significativa partecipazione.
L'appuntamento è alle ore 11 per un momento di riflessione e preghiera in preparazione al Regina Coeli con il Papa.
Prevista una liturgia della Parola intonata all’Ascensione (festività del giorno) e al mese di maggio, dedicato a Maria. 

comunicato stampa CNAL

note operative

Dalla ‘Terra dei Cedri’

La cittadella immersa nel verde

A 35 kilometri da Parigi sorge l’incipiente cittadella dei Focolari in Francia, immersa nel verde, nel Parco d’Arny (Bruyères-le-Châtel). Una popolazione molto varia composta da poco più di un milione di persone, su un territorio rurale, ma dotato d’industrie di alta tecnologia. La presenza della cattedrale, di una grande moschea e un importante pagoda, danno l’idea delle diversità religiose degli abitanti. Mons. Dubost, vescovo del posto, aveva avuto l’occasione di incontrare personalmente Chiara Lubich a Roma durante il Sinodo; ora accoglie calorosamente Maria Voce e Giancarlo Faletti. Per il presule, la cittadella è una “chance” per la diocesi e si augura che si moltiplichino questi “luoghi di vita” che testimoniano l’amore di Dio. Si sottolinea l’importanza culturale della presenza sul territorio dell’Editrice Nouvelle Cité. La giornata prosegue con la visita, a Parigi, della magnifica cattedrale Notre Dame, centro spirituale della capitale. A sera, l’incontro con i giovani in un clima di famiglia. Piovono le domande: come vivere in una società dove il tempo diventa una cosa rara? Maria Voce risponde: “Avere la libertà di colui che si sa amato da Dio e agisce di conseguenza”. E, dopo sottolineando l’importanza del rispetto verso tutti, al di là delle proprie convinzioni, ha incoraggiato i giovani a vivere nella libertà di figli di Dio che spinge a osare e a rischiare, aperti sul futuro. La visita della “Cittadella”, in ogni suo particolare, si svolge il giorno dopo, 12 maggio. Dopo aver visitato il villaggio di Bruyères-le-Chatêl e ammirato la magnifica chiesa di St Didier del XI secolo, Maria Voce e Giancarlo iniziano il giro, con un caffè caldo, dalla così detta “casa del guardiano”, dove ci sono due appartamenti ristrutturati che permettono di accogliere persone di passaggio. Si continua dalla “grande casa”, che accoglie il focolare femminile e una famiglia che si è trasferita nella cittadella nascente. Si prosegue dai locali dell’Editrice Nouvelle Cité: la tipografia, la redazione, i locali dell’amministrazione e spedizione, ecc. Maria Voce parla benissimo il francese per cui il contatto diretto con gli impiegati è semplice e immediato. Alla conclusione della visita, la presidente dei Focolari afferma con forza la sua certezza: la “Cittadella d’Arny” deve essere una vetrina, un “expo” di Dio, non tanto per le costruzioni, ma per la testimonianza dell’amore reciproco che si vive, e che deve risplendere anche oltre la Francia. Al di là della giornata cupa, ora risplende un altro sole su Arny, in particolare per tutti quelli impegnati nel promettente progetto della cittadella nascente. (altro…)

Incontri a Parigi: 10 maggio

Parigi, 10 maggio 2010 Giornata incominciata sotto la protezione di Maria al santuario della Medaglia Miracolosa (rue du Bac). Nel 1830, Maria appare a Catherine Labouré, novizia delle Suore della Carità, e le affida il compito di realizzare una medaglia promettendole di dare abbondanti grazie a quelli che gliele domanderanno. Qualche anno dopo un’epidemia di colera si abbatte sulla capitale e per via dei miracoli che avvengono in merito a questa medaglia, essa è riconosciuta nel mondo intero sotto il nome della Medaglia Miracolosa. La cappella che le è consacrata diventa un luogo di pellegrinaggio popolare nella capitale (più di 2 milioni di visitatori all’anno). Giancarlo Faletti e Jean-Louis Hôte celebrano la messa in questo santuario per proseguire questo “accompagnamento” di Maria iniziato a Lourdes e continuato a Notre-Dame de Fourvière. Centro d’Accoglienza della Stampa Straniera Un’ora più tardi, cambio di scena, con l’accoglienza ufficiale al Centro d’Accoglienza della Stampa Straniera”  (CAPE) vicino ai Champs-Elysées. Maria Voce racconta il suo percorso in un modo molto vivo e in un francese … impeccabile. Poi risponde alle domande. Anche se non sono numerosi i giornalisti, questo momento è molto importante perché è una riconoscenza nel mondo dei media. La conferenza stampa è disponibile in audio sul sito del CAPE. (Seguiranno un’intervista su Radio Notre Dame e un articolo sulla “Vie”). Episcopato di Francia e Nunziatura All’inizio del pomeriggio una tinta più ecclesiale con la visita al Cardinale Vingt-Trois, arcivescovo di Parigi e Presidente della Conferenza Episcopale Francese. Maria Voce è molto soddisfatta di questo incontro, breve ma molto diretto nel rapporto. (è stata solo un quarto d’ora perché i vescovi erano riuniti per il Consiglio permanente). Ha aggiornato il cardinale della sua ultima visita al Papa. Durante la visita della casa della Conferenza dei vescovi francesi c’è l’occasione di salutare, nei corridoi e nel giardino, Mons. Hippolyte Simon (vescovo di Clermont e Delegato della Conferenza dei vescovi di Francia alla COMETE (Commissione dei vescovadi della Comunità europea), Mons.  Grallet (arcivescovo di Strasburgo) e ancora Xavier Monmarché (Pax Christi) con il quale si sono già tessuti legami per  via di Insieme per l’Europa. Poi la visita alla Nunziatura con la calorosa accoglienza del nunzio, Mon. Luigi Ventura che conosce bene il movimento : un “cafè all’italiana”  offerto in segno di benvenuta. Incontro con  sacerdoti, volontari e Consigli zona In fine pomeriggio, Maria Voce e Giancarlo incontrano il gruppo dei sacerdoti venuti da varie regioni. Poco numerosi ma dinamici, riconosciuti ed apprezzati nelle loro diocesi, a loro sono affidati a volte dei compiti importanti. Si sono poi aggiunti i centri dei volontari /e partecipando ad un profondo dialogo e scambio reciproco. La sera incontro con i membri del Consiglio di zona (una quarantina di persone) che danno un panorama del lavoro nell’insieme della zona.  Panorama ricco e diversificato. Maria Voce coglie l’occasione per insistere sull’importanza del Consiglio di zona “cuore d’un territorio da dove tutto deve partire”. Il Consiglio di zona dunque non è un organo amministrativo che organizza per il meglio un calendario ma un centro che, grazie all’amore reciproco fra i membri, è all’ascolto dello Spirito Santo per comprendere le azioni necessarie al territorio affidato. Un ultimo regalo : Maria Voce ha portato nei suoi bagagli il video di qualche minuto realizzato in occasione della sua visita a Benedetto XVI in seguito al suo viaggio in Asia.

Jean Michel Merlin

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Viagem de Bento XVI a Portugal

Queremos ouvir a sua voz que nos chama a um Amor maior e, como membros de um único corpo, deixar-nos conduzir por Ele para uma nova Vida e uma nova Esperança.

Seguimos a par e passo e estaremos presentes em todas as etapas da sua estadia em Portugal, assegurando a nossa mais firme e plena unidade.

Rezamos e intensificamos a vida evangélica do amor recíproco para testemunhar ao mundo a radicalidade e a força renovadora do Evangelho.
 

(De uma nota do Serviço de Informações dos Focolares, em Portugal)

 www.focolares.org.pt

Dalla ‘Terra dei Cedri’

Oriente e occidente verso una nuova civiltà

Al Vaticano II partecipò anche un buddista invitato da Paolo VI. Nikkyo Niwano, fondatore del Rissho Kosei-kai, da allora guardò il cristianesimo con occhi diversi. Benedetto XVI nell’ultima udienza generale ha incontrato un gruppo di giovani buddisti giapponesi dell’associazione fondata da Niwano, ospiti dei giovani focolarini. A questi giovani buddisti e cattolici impegnati in un simposio sulla pace, il Papa ha raccomandato:  “Continuate così“. Nel frattempo altri importanti incontri si erano svolti in Asia tra cristiani ed esponenti di religioni orientali. Ecco il racconto di uno di questi, quasi un diario di viaggio del presidente del movimento cattolico dei Focolari che è andata con un messaggio di Papa Ratzinger al quale ne ha poi riferito l’esito. Nel solco di Chiara Lubich, la fondatrice, che in Asia di viaggi del dialogo e dell’amicizia tra le religioni ne ha fatti parecchi. Guardando a un futuro diverso e possibile per l’oriente e l’occidente. leggi l’articolo in pdf – Oriente e occidente verso una nuova civiltà Pubblicato su L’Osservatore Romano – 9 maggio 2010

Dalla ‘Terra dei Cedri’

Parigi accoglie Maria Voce

Domenica 9 maggio. Una folla arriva al teatro di Boulogne-Billancourt, nella periferia ovest di Parigi. Sono 600 persone che vengono dalle regioni del nord della Francia, dalla Vandea all’Alsazia, senza dimenticare quelli della capitale e dintorni e i rappresentanti di varie nazioni, tra cui spicca un numeroso gruppo del Camerun. Il programma alterna momenti di esplosione di gioia, di silenzio e di ascolto. Si presenta a Maria Voce e a Giancarlo Faletti la diversità e la ricchezza degli impegni dei Focolari in queste regioni. Per esempio, in Alsazia, varie iniziative per favorire l’incontro fra persone di diversi partiti politici alla ricerca d’un bene comune; la regione Ovest presenta il suo lavoro con le diverse chiese e comunità ecclesiali nel progetto “Insieme per l’Europa”, che ha visto la partecipazione di 800 persone; l’Ile de France racconta di un’esperienza di fraternità fra bambini di diverse etnie e culture; mentre un professore della periferia Nord di Parigi parla del lavoro con i suoi allievi per cambiare il clima di violenza che regna nella scuola mettendo in pratica i punti “dell’arte d’amare”. La loro esperienza si diffonde in altre scuole; infine, il lavoro realizzato attorno alla cittadella di Arny, nell’ambito dell’Economia di Comunione, dà un tocco di speranza nel mondo economico così disorientato. Nella seconda parte del programma, Maria Voce risponde alle domande su diversi argomenti che le rivolgono, in un clima di grande gioia e libertà. Canti, coreografie, animati da un gruppo di giovani, hanno trascinato la sala in una festosa danza finale. La giornata del 10 incomincia sotto la protezione di Maria al santuario della Medaglia Miracolosa. luogo di pellegrinaggio popolare per milioni di visitatori all’anno. Quindi, conferenza di stampa presso il Centro d’Accoglienza della Stampa Estera (CAPE), vicino agli Champs-Elysées. Nel primo pomeriggio, la visita al Cardinale Vingt-Trois, arcivescovo di Parigi e Presidente della Conferenza Episcopale Francese. Maria Voce lo aggiorna della sua ultima visita al Papa; poi, in Nunziatura, accolta calorosamente dal nunzio, Mons. Luigi Ventura, con un “caffè all’italiana” in segno di benvenuto. A fine pomeriggio, Maria Voce e Giancarlo Faletti incontrano un gruppo di sacerdoti del movimento venuti da varie regioni: dinamici, riconosciuti ed apprezzati nelle loro diocesi. A loro sono affidati, a volte, dei compiti importanti. La giornata si conclude con i dirigenti del movimento (una quarantina) che forniscono agli ospiti un panorama ricco e diversificato del lavoro che i Focolari svolgono in Francia. Maria Voce coglie l’occasione per insistere sull’importanza di questo “cuore d’un territorio da dove tutto deve partire”, grazie all’amore reciproco fra i membri e all’ascolto dello Spirito Santo, per comprendere le iniziative da portare avanti. Fonte: www.focolari.fr (altro…)

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SMU 2010: esplosione di vitalità

Creatività, impegno nel sociale, ma soprattutto un obiettivo forte, comune: testimoniare insieme che costruire un mondo unito è possibile. Ecco cosa c’è dietro alle migliaia di iniziative che dal 1° al 9 maggio, sono state promosse in contemporanea in tutto il mondo dai giovani del Movimento dei Focolari, dando vita ad una manifestazione planetaria che da dieci anni prende il nome di “Settimana mondo Unito”.

Chiara Lubich aveva lasciato una consegna: “offrire al mondo, in questo processo verso l'unità che lo investe, un'anima. E quest'anima è l'amore. Dovete scatenare attorno a voi, in tutti i Paesi in cui vivete, la rivoluzione dell'amore”.

I giovani hanno preso sul serio queste parole. Cineforum, gare gastronomiche, tornei di calcio e di pallavolo, tavole rotonde sui temi di attualità che più stanno a cuore ai giovani. Ma anche iniziative nei quartieri più a rischio delle città, nei luoghi della sofferenza e dell’abbandono. Dall’Argentina alla Tanzania.  In tutte le lingue con locandine di tutti colori. E tante, tantissime foto e riprese video.  Basta fare un giro veloce sul sito web http://settimanamondounito2010.blogspot.com/ per rendersi conto di che cosa sono stati capaci di fare i giovani  in questa settimana.

“United World: let’s face the challenge”. L’iniziativa era partita con questo slogan il 1 maggio con una diretta web da Esztergom, una città al confine tra Ungheria e Slovacchia, e si è conclusa con una nuova diretta Internet il 9 maggio da Mumbay, in India. Anche qui, in questa città dell’India, i giovani hanno organizzato iniziative sotto il segno dell’arte, della danza, dello sport, dell’impegno per le persone più disagiate. Lo stesso hanno fatto a Goa e a New Delhi.

A Coimbatore, i giovani hanno aderito all’iniziativa “Arms Down”, promossa dall’Organizzazione “Religioni per la Pace”. Si tratta di una petizione lanciata a livello mondiale e volta a chiedere  agli Stati di ridurre la corsa agli armamenti nucleari e convenzionali e le spese militari, utilizzando gli stessi fondi per combattere la povertà e promuovere lo sviluppo. Fino ad oggi, nella sola India si sono raccolte 300 mila firme. Hanno aderito all’iniziativa persone di tutte le età, secondo l’insegnamento di Gandhi che diceva: “sii il cambiamento che vorresti vedere!”. L’obiettivo finale  è raggiungere in tutto il mondo 50 milioni di sottoscrizioni.

La diretta da Mumbay è proseguita con collegamenti dall’Argentina, dalla Tanzania. Dal Cile, i giovani hanno raccontato come il Paese sta affrontando la ricostruzione, dopo il violentissimo terremoto che lo ha colpito nella notte del 27 febbraio scorso.

“Andate dunque avanti in questa direzione!”. E’ stato l’incoraggiamento di Maria Voce, presidente del Movimento dei Focolari, al termine della Settimana. Ed ha aggiunto: “In questi anni i Giovani per un Mondo Unito di tutti i continenti hanno svolto iniziative per promuovere l'unità ad ogni livello, e tanti passi sono stati fatti. Voi ne siete una conferma. Formate una rete mondiale, che ¬- grazie anche al vostro impegno – diverrà sempre più fitta per alimentare o far sbocciare dovunque l'anelito alla fratellanza universale!”.

Dalla ‘Terra dei Cedri’

“L’essenziale è condividere”

Giovedi 6 maggio 2010 Oggi, visita al Centro Mariapoli di St Pierre de Chartreuse, dove vengono accolte ogni anno più di 2000 persone. Questo Centro è un “gioiello” diceva Emmaus, che porta bene il suo nome “Popolo di Dio”. Nel pomeriggio, Maria Voce e Giancarlo sono stati dall’Abate della Grande Certosa, Don Marcelin. Un incontro-comunione segnato dal ricordo di Chiara. Cambio di scena, dal grande silenzio, si passa al traffico lionese! Eppure la stessa presenza operosa di Dio che si esprime la sera in un incontro di Maria Voce e Giancarlo con un gruppo di dirigenti del movimento del Sud della Francia. Lei sottolinea che “l’essenziale è condividere quello che viviamo interiormente, vivere questa comunione, questo amore reciproco che in seguito permette ad ognuno di discernere con lo Spirito Santo quello che deve o non deve fare, e come lo deve fare”. Venerdì 7 maggio 2010 Lyon, capitale della Gallia. Dopo una breve visita della città, tre momenti significativi segnano il pomeriggio e la serata : Un’intervista di Maria Voce su RCF (radio cattolica francese) dove precisa quale è il carisma proprio di questo movimento e il suo “profilo mariano” in seno alla Chiesa e all’umanità. E un incontro di comunione profonda con il Cardinale Barbarin, durante il quale sono stati evocati particolarmente gli attuali interrogativi della Chiesa, la dimensione ecumenica del movimento dei Focolari e la prossima beatificazione di Chiara Luce Badano. Infine la serata si è conclusa con un incontro con i giovani. Momento di gioia e di grande libertà d’espressione. Maria Voce e Giancarlo hanno risposto a varie domande, tra cui una sull’amore vero “che significa dare e non volere mai niente per se stesso, servire e non servirsi mai dell’altro”. Momento intenso nato dalla vita e dalle esigenze dei giovani,  poi conclusione di festa, foto ricordo e gioia profonda visibile su tutti i volti. Sabato 8 maggio 2010 Al mattino, Maria Voce e Giancarlo, incontrano i membri dei diversi focolari del Sud della Francia. Momento privilegiato di comunione in cui si condividono gioie, dolori, si stringono forti legami d’unità attorno all’unico bene per il quale ognuno ha dato tutto: Dio. Nel pomeriggio, incontro con le comunità: circa 500 persone provenienti dalle regioni di Lyon, Drome-Ardèche, Costa Azzurra, St. Etienne, Montpellier, Toulouse, Aurillac, Corsica, Isola de la Réunion. Dopo una presentazione dei diversi gruppi, tante tematiche che hanno fortemente marcato la regione sono state accennate con delle esperienze, presentate da alcuni testimoni tra cui un musulmano: ingiustizia, condivisione, apertura, tolleranza, integralismo, paura, risposte, sicurezza, crisi, violenze, impegno, stress, verità. In tutti questi campi i membri del Movimento dei Focolari danno – con la loro vita – delle risposte concrete. E Maria Voce ha concluso, in francese, invitando tutti a guardare le persone e gli avvenimenti con lo sguardo di Dio, sapendo riconoscere i miracoli che Lui opera nelle nostre vite e intorno a noi. Una documentazione più ampia, in lingua francese su www.focolari.fr (altro…)

Dalla ‘Terra dei Cedri’

Un premio alla cultura del dare

“Ho avuto una comprensione maggiore della povertà, ma anche di che cos’è la felicità. I più poveri sembravano i più felici. Un giorno ho visto una scritta su un furgoncino ‘Povero, ma felice’ e mi sono chiesta che cosa sia la vera felicità”. E’ la disarmante impressione di una diciottenne statunitense, dopo una settimana di campo di lavoro a Santo Domingo.

Danielle, questo il suo nome, è una delle rappresentanti del Club “Ragazzi per l’Unità” della Incarnate Word Academy , un istituto della città di Houston. Club che ha ricevuto, lo scorso 11 aprile, il premio “Charity in action”, per il lavoro svolto nel sociale nei più vari ambiti, e conferito dal Capitolo del Santuario dell'Immacolata Concezione di Washington DC.

All'insegna della cosiddettaRegola d’oro”, le ragazze del Club si sono attivate per rispondere alla richiesta di aiuto che proviene dagli “ultimi” della città: immigrati, senzatetto, anziani soli in case di riposo, e altro ancora.

Mettendo in moto la fantasia, che a quell'età certamente non manca, le ragazze hanno organizzato anche una grande raccolta di fondi da inviare nei paesi in necessità economica e per sostenere il Progetto Schoolmates, la cui azione si concretizza dando a tanti ragazzi, che altrimenti non l'avrebbero, la possibilità di studiare attraverso la costituzione di un fondo di solidarietà.

Ma non è tutto. Attraverso il Progetto Schoolmates, i ragazzi imparano a conoscere e apprezzare le peculiarità di altre culture, “entrano” nel modo di vivere dei loro coetanei nel mondo, facendo propri anche i drammi che si vivono soprattutto nei paesi più poveri.

E' anche per questo che alcune settimane fa, dieci di loro sono volate per una settimana a Santo Domingo, per portare il loro messaggio di unità a tanti giovani che vivono situazioni di disagio. Dal 13 al 20 Marzo, sull'isola caraibica si è realizzato un campo di lavoro presso la scuola elementare “Cafè con Leche”, grazie al quale sono stati raccolti oltre 10.000 dollari che l'istituto potrà utilizzare per rispondere alle necessità, anche educative, dei bambini del posto.

In sette giorni le ragazze hanno insegnato inglese, hanno giocato, hanno organizzato attività manuali tra cui la costruzione di un dado dell’amore per ogni bambino; ma soprattutto hanno imparato a voler bene all'altro, a rinunciare alle proprie comodità (una settimana senza cellulare né tv), a costruire un dialogo con chi è diverso, creando quella reciprocità che è premessa di fraternità e che fa intravedere le soluzioni più adatte alle necessità di tutti.

Dalla ‘Terra dei Cedri’

Francia, 2ª tappa

Prima di lasciare Lourdes alla volta di Toulouse, Maria Voce condivide le sue riflessioni: “Abbiamo voluto incominciare questo viaggio in Francia da Lourdes e non  poteva essere diversamente. E Maria, sede della sapienza, ci invita a guardare tutti questi miracoli che avvengono intorno a noi, non solo guarigioni fisiche, ma tutti questi ritorni a Dio, tutte queste piccole conversioni nelle nostre vite. Chissà quanti miracoli vedremo durante questo viaggio. Ma, come Maria alla Visitazione, bisogna aspettare ancora un po’. Il seme è piantato e germoglierà.” A Toulouse, ha incontrato i membri del movimento dei Focolari che hanno potuto liberarsi dal lavoro un mercoledì pomeriggio, circa 120 persone. Accoglienza calorosa e festosa. I vari gruppi si presentano rapidamente. Quanta diversità! Un po’ alla volta, attraverso diverse pennellate storiche, sociologiche, politiche, religiose, si staglia un quadro della regione. Poi Maria Voce e Giancarlo Faletti rispondono a qualche domanda, fra queste: “Come amare tutti quelli che ci hanno conosciuto e che a volte perdiamo di vista ?”Amare senza aspettarsi niente di ritorno né la riconoscenza dagli uomini, ma Dio risponde sempre. Due ore d’incontri densi ed è già il momento di partire per Lyon. (a cura di Jean-Marie Dessaivre, traduzione nostra) (altro…)

Parola di vita di maggio 2010

Nell'ultimo discorso di Gesù, l'amore è al centro: l'amore del Padre per il Figlio, l'amore per Gesù che è osservanza dei suoi comandamenti.
Coloro che ascoltavano Gesù non facevano fatica a riconoscere nelle sue parole un'eco dei Libri sapienziali: "l'amore è osservanza delle sue leggi"  e "facilmente è contemplata – la Sapienza – da chi l'ama" . E soprattutto quel manifestarsi a chi lo ama trova il suo parallelo veterotestamentario in Sap 1,2, dove si dice che il Signore si manifesterà a coloro che credono in lui.
Ora il senso di questa Parola, che proponiamo, è: chi ama il Figlio è amato dal Padre, ed è riamato dal Figlio che si manifesta a lui.

"Chi mi ama sarà amato dal Padre mio e anch'io lo amerò e mi manifesterò a lui" (Gv 14,21)

Tale manifestazione di Gesù chiede però di amare.
Non si concepisce un cristiano che non abbia questo dinamismo, questa carica d'amore nel cuore. Un orologio non funziona, non dà l'ora – e si può dire che non è neppure un orologio – se non è carico. Così un cristiano, che non è sempre nella tensione di amare, non merita il nome di cristiano.

E questo perché tutti i comandamenti di Gesù si riassumono in uno solo: in quello dell'amore per Dio e il prossimo, nel quale vedere e amare Gesù.
L'amore non è mero sentimentalismo ma si traduce in vita concreta, nel servizio ai fratelli, specie quelli che ci stanno accanto, cominciando dalle piccole cose, dai servizi più umili.
Dice Charles de Foucauld: "Quando si ama qualcuno, si è molto realmente in lui, si è in lui con l'amore, si vive in lui con l'amore, non si vive più in sé, si è 'distaccati' da sé, 'fuori' di sé" .
Ed è per questo amore che si fa strada in noi la sua luce, la luce di Gesù, secondo la sua promessa: "A chi mi ama … mi manifesterò a lui" . L'amore è fonte di luce: amando si comprende di più Dio che è amore.
E questo fa sì che si ami ancora di più e si approfondisca il rapporto con i prossimi.

Questa luce, questa conoscenza amorosa di Dio è dunque il suggello, la riprova del vero amore. E la si può sperimentare in vari modi, perché in ciascuno di noi la luce assume un colore, una sua tonalità. Ma ha delle caratteristiche comuni: ci illumina sulla volontà di Dio, ci dà pace, serenità, e una comprensione sempre nuova della Parola di Dio. E' una luce calda che ci stimola a camminare nella via della vita in modo sempre più sicuro e spedito. Quando le ombre dell'esistenza ci rendono incerto il cammino, quando addirittura fossimo bloccati dall'oscurità, questa Parola del Vangelo ci ricorderà che la luce s'accende con l'amore e che basterà un gesto concreto d'amore anche piccolo (una preghiera, un sorriso, una parola), a darci quel barlume che ci permette di andare avanti.

Quando si va in bicicletta di notte, se ci si ferma si piomba nel buio, ma se ci si rimette a pedalare la dinamo darà la corrente necessaria per vedere la strada.
Così è nella vita: basta rimettere in moto l'amore, quello vero, quello che dà senza aspettarsi nulla, per riaccendere in noi la fede e la speranza.

Chiara Lubich 

Dalla ‘Terra dei Cedri’

In Ungheria si apre la SMU 2010

(c) 2008 Martin Q - Used with permission -<br /> flickr.com/martinq"Esztergom, una città al confine tra Ungheria e Slovacchia. E’ da lì che prende il via ufficiale la Settimana Mondo Unito 2010, con una diretta internet che metterà in comunicazione giovani da ogni parte del pianeta Terra. E’ da lì che parte il messaggio di pace e fraternità che continua nella settimana in tutto il mondo, per concludere con una nuova diretta il 9 maggio da Mumbay, in India. Con un colpo d’occhio sul blog della Settimana Mondo Unito si coglie la capillarità e l’internazionalità di questa iniziativa: Haiti, Santiago del Chile, Los Angeles, Londrina, nel Paraná in Brasile, Man e Abidjan in Costa d’Avorio, Buenos Aires, Asunción, Lisbona, Bruxelles e varie città in Italia. Torniamo in Ungheria. Perchè proprio Esztergom? I Giovani per un Mondo Unito dell’Ungheria e della Slovacchia hanno voluto prendere di mira uno scopo comune: costruire tra i loro paesi ponti di fraternità. Così raccontano: «I nostri popoli hanno sperimentato nei decenni le sfide e le difficoltà di convivenza, anche perchè sia in un paese che nell’altro vivono minoranze. In queste circostanze però si creano pregiudizi difficili da superare. Insieme vogliamo guardare con coraggio alla realtà e oggi fare insieme un primo passo per metterci l’uno nella pelle dell’altro». Un ponte, un simbolo: negli anni sono nate anche iniziative di avvicinamento. Per esempio nel 2001 è stato ricostruito e inaugurato un ponte che unisce Esztergom (Ungheria) e Sturovo (Slovacchia). Nel 2006 poi le due conferenze episcopali si sono ritrovate per un momento di riconciliazione tra i popoli nella basilica di Esztergom e ogni anno rinnovano questo gesto. Nel 2005 durante la Run4unity (staffetta mondiale per la pace), centinaia di ragazzi ungheresi e slovacchi hanno attraversato di corsa il ponte in segno di fraternità. Un albero, un altro simbolo: insieme alle autorità civili di Esztergom e Sturovo, le due città divenute protagoniste della giornata inaugurale della Settimana Mondo Unito verrà piantato un albero in segno della fraternità che cresce tra le due nazioni. La sfida quotidiana: anche i giovani si impegnano a vivere nel quotidiano la sfida della fraternità: per ascoltare le loro testimonianze segui la diretta internet su http://live.focolare.org “The Esztergom – Štúrovo bridge and a view of Slovakia (c) 2008 Martin Q – Used with permission – flickr.com/martinq” (altro…)

Dalla ‘Terra dei Cedri’

Udienza con il santo Padre

“Un momento speciale e di grande intensità…che mi ha lasciato nell’anima una gioia profonda”, così Maria Voce subito dopo l’incontro avuto con il santo Padre lo scorso venerdì 23 aprile. Al rientro da un lungo viaggio che l’ha portata in diversi paesi asiatici per trovare le comunità del Movimento, all’insegna anche del dialogo interreligioso, la presidente dei Focolari ha riferito al Papa di quanto avvenuto a contatto con queste diverse culture dove il Vangelo diventa speranza per molti. Durante il colloquio si è parlato anche di tanti argomenti riguardanti la vita del Movimento, tra cui la prossima beatificazione della giovane Chiara Luce Badano. Sono 17 le cause di beatificazioni avviate per membri del Movimento, tra cui spicca quella del politico e scrittore Igino Giordani. L’udienza si è conclusa con la benedizione del santo Padre, con l’incarico di estenderla e portare il suo saluto a tutto il Movimento.   L’Oriente e l’Occidente verso una nuova civiltà – Diario di un viaggio in Asia di Maria Voce  – L’Osservatore Romano – 9 maggio 2010 (altro…)

Dalla ‘Terra dei Cedri’

Le Mariapoli in Italia

Sono in corso le "mariapoli" in Italia.

Si tratta degli appuntamenti tipici del Movimento dei Focolari: più giorni insieme, grandi e piccoli, persone delle più varie provenienze, che s'incontrano per vivere un laboratorio di fraternità, alla luce del Vangelo.

Durante i prossimi mesi di maggio, giugno e luglio si svolgeranno una ventina di Mariapoli in tutta Italia, mentre si moltiplicano senza sosta in tante altre parti del mondo.
Su questo sito http://mariapoli.wordpress.com/ sono raccolti tutti i prossimi appuntamenti italiani.
 

Dalla ‘Terra dei Cedri’

Costruendo un sogno

Segui la diretta dall'Ungheria: http://live.focolare.org

DOVE vuoi costruire la Pace? – Quest’anno, al 40° Meeting dei giovani di Loppiano, pace fa rima con economia, cultura, sport, politica e spiritualità.

Testimoni internazionali, esperti, band musicali e tanti giovani daranno vita ad 8 laboratori di pace in altrettante aree del Centro Internazionale di Loppiano, luogo-simbolo e “officina” di uno stile di vita improntato allo scambio tra culture, popoli e religioni. “Vogliamo dire a tutti che siamo al lavoro per un mondo pacificato e fraterno – affermano i giovani organizzatori – e vogliamo coinvolgere quante più persone possibili. Se davvero vogliamo la pace, ce n’è per tutti, si tratta di scegliere dove vogliamo impegnarci”.

S’inizia alle 10.00 con 8 workshop su economia, spiritualità, sport e natura, armonia tra i popoli, dialogo con la cultura contemporanea, fraternità e new media, pace e guerra agli armamenti.

Alcuni esempi: con il workshop dal titolo “Giù le armi. Costruire la pace” si guarderà alla pace sia da un punto di vista internazionale che locale, con un ricco scambio con esperti e la realizzazione di progetti comuni con i giovani del movimento buddista giapponese Risso Kosei Kai.

Il meeting sostiene la campagna ARMS DOWN – GIU’ LE ARMI, per la riduzione degli armamenti nucleari e per la revisione del Trattato di non proliferazione nucleare, in programma entro il 2010, promossa dal Global Youth Network di Religions for Peace.

Si può anche scegliere di partecipare a quello su Natura e sport dove l’ambiente diventa il luogo della pace se siamo tutti in prima fila a proteggerlo e ad adottare uno stile di vita sostenibile.

Quale spazio c’è per la fraternità nei media? Al laboratorio Fraternità tra reale e virtuale si esplorerà il mondo dei social network: pregi e difetti in un mondo, quello della rete, in costante evoluzione.

Alle 12.00 il Meeting di Loppiano si collegherà con numerosi giovani in Portogallo, Ungheria, Roma e centinaia di città del pianeta in cui sono in atto laboratori di fraternità.

Alle 16.30, al Teatro all’aperto prende il via la SETTIMANA MONDO UNITO, l’appuntamento dei Giovani per un mondo unito che da oltre 10 anni promuove iniziative concrete, puntuali e locali per portare avanti “con i muscoli”  una cultura della fraternità.
Saranno i giovani da Burundi, Terra Santa, Europa e da diverse città italiane a raccontare il loro impegno e le iniziative di pace in corso, per offrire al mondo un’anima – come sostiene Chiara Lubich, in un suo messaggio del 1998 ai Giovani per un Mondo Unito – e quest’anima è l’amore evangelico, il solo capace di scatenare ovunque una rivoluzione.

Verrà presentata anche la figura di Chiara Luce Badano, giovane ligure che sarà beatificata il 25 settembre prossimo. Con il suo coraggio contro la malattia e l’inesauribile forza dell’amore, Chiara Luce è oggi un modello per migliaia di giovani in tutto il mondo; la prova di quella rivoluzione planetaria che sarà realtà se si parte col rivoluzionare se stessi.

E non poteva mancare la musica a far da cornice: alle 20.30 saranno le band Skortza di Milano e Progetto Uno da Loppiano ad offrire ai partecipanti un concerto dedicato a tutti i punti della terra che ancora attendono la pace.
 

Dalla ‘Terra dei Cedri’

Let’s face the challenge!

Tre-due-uno, via! Il countdown è iniziato. Dal 1 al 9 maggio parte in contemporanea e in tutto il pianeta, la “Settimana mondo Unito”, iniziativa che i Giovani per un mondo unito (espressione giovanile a vasto raggio del Movimento dei focolari) promuovono dal 1996 per incidere sull’opinione pubblica. Manifestazioni, serate culturali, feste, tornei sportivi. Incontri sui temi che stanno più a cuore ai giovani. Dal disarmo all’accoglienza degli immigrati. Ma anche e soprattutto progetti concreti di solidarietà nei quartieri più a rischio. Il tutto con un unico scopo: diffondere i valori della fraternità, della pace, dell’unità tra i popoli. E dimostrare che la fratellanza universale è possibile. “United World: let’s face the challenge”. E’ lo slogan scelto dai giovani per le manifestazioni del 2010. “Le attività svolte in tutto il mondo dai Giovani per un Mondo Unito – si legge in una delle tante presentazioni delle iniziative apparsa in questi giorni sul giornale americano “Living City  – sono come un mosaico di amore fraterno, dove essi cercano di mettere in pratica il vero significato della parola  “amore” e dove con la parola “fraterno” si cerca di trasmettere un senso di uguaglianza e di fratellanza”. “Il vostro obbiettivo principale – diceva ai giovani Chiara Lubich – è applicare il Vangelo alle realtà terrene per renderlo vivo”. I giovani hanno accolto le sue parole con grande entusiasmo. Per poi accorgersi che si trattava di un messaggio comune a molte altre grandi religioni e leader spirituali. Dal Mahatma Gandhi che diceva: “ Io e te siamo uno. Non posso farti del male senza farmi del male”. Alle sure del Corano dove si legge: “Dai al tuo parente tutto ciò che gli è dovuto, e fai lo stesso con il povero ed il viandante”. Insomma, è l’applicazione della Regola d’Oro, presente in tutte le grandi religioni, che dice: “Fai agli altri quello che vorresti fosse fatto a te” (Lc 6:31). Vari i riferimenti web dove è possibile “collegarsi” alle “locandine” colorate e in tutte le lingue che pubblicizzano progetti e appuntamenti. C’è http://settimanamondounito2010.blogspot.com/ o più semplicemente www.mondounito.net. I giovani amano chiamare le loro iniziative con una espressione che suggerì loro Chiara Lubich, e cioè FRAMMENTI DI FRATERNITÀ. Frammenti perché magari si tratta di un ricovero per anziani, di un asilo, di una scuola. Fraternità perché sono progetti che hanno uno scopo: portare avanti nel mondo in cui si vive e con tutti i mezzi suggeriti dall’amore una cultura di comunione, interdipendenza, di amore tra popoli, etnie e culture diverse. (altro…)

SMU – “un mondo migliore esiste!”

Asia. “Siamo andati in un quartiere molto povero”, scrivono da Tagaytay i Giovani per un mondo unito delle Filippine. “E abbiamo camminato per più di un miglio prima di trovare la sorgente d’acqua che fornisce la zona. L’abbiamo pulita, perché era molto sporca e causa di molte malattie. Questo ci ha dato l’occasione di insegnare ai residenti come tenerla pulita e abbiamo stretto amicizia con molti giovani del posto”. A Karachi, in Pakistan, i giovani fanno spesso visita ad un Residence per malati mentali, “molti dei quali – scrivono i giovani pachistani – sono stati abbandonati dalle loro famiglie”.  Per alcuni “è stata la prima volta che si trovavano faccia a faccia con questa ‘ferita’ della nostra società.  Questo ci ha aperto gli occhi ed i  nostri cuori e ci siamo chiesti: “E se ci fossi io qua al posto loro?”. Africa. A Luanda, in Angola, i giovani hanno scelto di “donare un po’ d’amore” ad alcuni bambini che prima vivevano per strada e ora sono stati accolti in un centro. Una realtà che svela presto storie di abusi e vessazioni. “Molti di loro – raccontano i giovani di Luanda – hanno problemi familiari gravi ed alcuni erano addirittura stati accusati di stregoneria e cacciati di casa, altri avevano subito abusi. Abbiamo iniziato immediatamente ad amarli concretamente: pulendo, lavando…. Abbiamo parlato loro della Regola d’Oro e li abbiamo invitati a metterla in pratica insieme a noi”. Sempre in Africa, a Yaoundé (Cameroon) i giovani hanno visitato nel primo giorno della settimana mondo Unito la Sezione Giovanile del Carcere della città, dove si trovano 250 ragazzi tra i 10 ed i 17 anni. Ci siamo presentati e abbiamo raccontato loro in cosa crediamo, poi abbiamo condiviso con loro quanto avevamo portato: patatine, panini, popcorn”. Nord Brasile. Le piogge torrenziali hanno fatto straripare i nostri fiumi, inondando le aree circostanti e causando perdite umane e materiali. I giovani si danno da fare. “In molte città – scrivono dal Brasile – abbiamo organizzato raccolte di cose di prima necessità, vestiti e medicine per portarle a chi era rimasto senza niente. Centinaia di giovani hanno collaborato con grande entusiasmo per mettere su una rete di solidarietà”. A Manaus, regione Amazzonica del Brasile, i giovani hanno organizzato un evento con 700 giovani all’interno della struttura “Fattorie della speranza” (per giovani che stanno lottando contro la tossicodipendenza). “E’ stato un momento molto speciale ed una occasione per mostrare a questi giovani che un mondo migliore esiste e che loro possono esserne  parte”. A cura dei Giovani per un Mondo Unito (altro…)

Dalla ‘Terra dei Cedri’

Riconoscenza e curiosità in ambasciata

Palazzo Borromeo, una bellezza della romanità più squisita, poco appariscente all’esterno, deliziosamente antico all’interno. È la sede dell’ambasciata d’Italia presso la Santa Sede. È qui che l’ambasciatore Zanardi Landi ha invitato prelati e colleghi, oltre ad una rappresentanza al massimo livello del Movimento dei Focolari, per commemorare la fondatrice a due anni dalla sua scomparsa e per offrire qualche chiave di lettura per conoscere questa realtà ecclesiale e sociale ai numerosi ambasciatori e funzionari d’ambasciata intervenuti, fra cui quelli di Austria, Bosnia-Erzegovina, Burundi, Egitto, Francia, Germania, Macedonia, Serbia, Uruguay, e un rappresentante dell’ambasciata degli Stati Uniti. In tutto più di cento persone. Zanardi Landi ha raccontato ai presenti il suo contatto col focolare, avvenuto a Belgrado – «non ero scusabile, ma non conoscevo minimamente i Focolari, la maggior realtà ecclesiale al mondo» –, e proseguito nel nativo Friuli dove, incontrando alcuni imprenditori dell’Economia di Comunione aveva trovato «apertura e fantasia nell’inventare nuovi mezzi di comunicazione e di comunione». Il card. Stanislaw Rylko, presidente del Pontificio consiglio per i laici, presente all’appuntamento assieme al suo omologo del Pontificio consiglio per la famiglia, card. Ennio Antonelli, ha voluto ricordare «l’itinerario grande di Chiara Lubich, capace di far vivere il Vangelo in tutta la sua bellezza… nell’anelito a dare risposte alle domande dell’umanità». Ha ricordato il «genio femminile che in Chiara Lubich si è espresso con una forza e  un fascino possenti». Concludendo con una definizione della fondatrice: «Esempio luminoso di che cosa significhi essere carità vissuta». Piero Coda, preside dell’Istituto Universitario Sophia di Loppiano, ha accompagnato i presenti alla scoperta del dialogo, «cosa antica e cosa nuova» che in Chiara Lubich s’è fatto «consapevolezza storica e disciplina di vita», provando quanto oggi esso sia «ineludibile» per una presenza cristiana nel mondo, «non esercizio tattico ma pratica di vera umanità». In questo contesto sono stati quindi presentati due aspetti caratterizzanti il movimento: il dialogo interreligioso e l’Economia di Comunione. La cerimonia si è conclusa con l’intervento della Presidente del Movimento, Maria Voce, che ha ricordato come «il messaggio di unità della famiglia umana, a cui Chiara ha sempre fermamente creduto, lavorando instancabilmente in vista di un mondo unito e solidale, risulta sempre più forte ed attuale». Un messaggio intriso dell’amore insegnato da Gesù, perseguito attraverso quella “arte di amare” che Chiara Lubich ha “inventato”. E ha concluso così: «Se l’arcivescovo di Melbourne, mons. Denis Hart, riconoscente per quanto il movimento opera nella sua diocesi e impressionato dalla sua dimensione planetaria, ci ha detto: “Voi siete gli ambasciatori dell’amore di Cristo nel mondo”, ci piace sentirci vicini a loro nell’irradiazione di questo messaggio di fraternità fino ad abbracciare tutta la famiglia umana». di Michele Zanzucchi (altro…)

Dalla ‘Terra dei Cedri’

Two successors meet face to face

He was waiting for her at the lift and as soon as she arrived she was greeted with great warmth and affection by Mons Julian Carròn at the Sacred Heart Institute in the Lambrate area of Milan. It was in the church of this institute that the mortuary chapel for Don Luigi Giussani was prepared after his death on 22 February 2005.

Called to Milan by the founder in September 2004, the Spanish priest, who had just turned 60, was appointed President by the Central Diaconate of the Fraternity of Communion and Liberation on 19 March 2005. On 8 March 2008 his appointment was confirmed for a further six years.

They hadn’t seen each other since October 2008, when they had both been invited by Benedict XVI to participate at the Synod of Bishops on the Word of God. The President of the Focolare was in Milan for the Ambrosian celebration of the second anniversary of the death of Chiara Lubich, and wanted to meet with the leader of CL. At the end of the meeting they were happy to answer the same questions. 

INTERVIEW: A meeting between presidents of movements is always important. What was the special significance of today’s meeting?

CARRÒN: ‘It’s great to have the opportunity to acknowledge that the thing that unites us more than anything else is gratitude for our faith, for our charisms that make us live much more intensely, and for the companionship we give each other in living our own charism in order to reach fulfilment in life. In this way, each one living according to the way the Lord has called us, we can make our particular contribution to serving the church.’

VOCE: ‘There was a special experience of communion between our charisms today. That same communion that united Chiara and Don Giussani and goes back to that historic meeting of movements convened by John Paul II in Rome in 1998. That meeting gave us great joy because it showed two charisms that were different but both working to build communion in the Church at all levels. To acknowledge this together and to rejoice in the works of the other is very important. Today more than ever.’

Your presidency has a unique and historic characteristic: you are the first successors of your respective founders. Have you felt at all crushed by the legacy you have been left?

CARRÒN: ‘ I am more and more aware that the work is somebody else’s. I try very simply to serve this work in the best way possible with my characteristics, which are different to Don Giussani’s.’ 
VOCE: ‘The work is God’s work, and in order to build the Focolare Movement God used a unique creature, Chiara. Though she has now left this work behind God continues to take it ahead through the inspiration we continue to receive from her through her spirituality, her writings, the example of her life, just as Mons Carròn can say about Don Giussani. The work of God is entrusted to us in this moment, but – as we were just saying – it is God who has entrusted it to us and we try to carry out this role as the first successors as best we can.’

How do you cope with the inevitable comparisons that are made with your own founders that can happen even within your own movements?

CARRÒN: ‘There can be no comparison, because the grace which Don Giussani and Chiara had was theirs alone. We are ‘graced’ and therefore thankful to be able to participate in a grace that has generated us as well. So, in the measure in which we live the desire to be constantly generated, we can collaborate with the continuity of our respective charisms.’
VOCE: ‘It is a delicate moment, because we know that we shouldn’t make comparisons. Others may do so but they are comparisons which are not real; because one is the founder, someone who has been given a charism by God, and the others are followers who take ahead what the charism has brought to life, always thankful to the gift of God of which they are also children.’

What are the risks for a movement after the death of its founder?
 
VOCE: ‘I see a double risk. One is to remain entrenched in something which was necessarily linked to the period of foundation without facing the different situation of humanity, the new challenges, or to try to respond with Chiara to these challenges but in a way not in keeping with history: on the other hand the desire for change which we all have – which is a desire for life – could risk looking at the past as something that should be archived. In this sense the period of the post-founder generation is particularly critical, because it has to witness that we can’t have something new without continuity, that the changes must include and express all the past, of which we are children.’

CARRÒN: ‘Don Giussani used to say: ‘We are often linked to a “how” but not a “what”.’ Obviously each one met the charism through a “how”. Through people, faces, situations. But because of the historic nature of Christianity this “how” has to change. The “how” changes but not the “what”, not the content of what we have met.’

In what way is the Focolare experience particularly relevant to people of our day?

VOCE: ‘Our modern world is so fragmented and disjointed, contacts are countless, and the means of communications allow previously unimaginable possibilities of linking up with others. Yet these contacts often become ever more meaningless, partial and fleeting. This is contrary to what the human heart actually needs which is to feel linked to other hearts. I think that the witness of reciprocal love, of communion, that Christians are able to give is what can give back meaning to the people around us, can help us perceive the beauty of these bonds, which can become lasting and lead to real relationships.’

Yet how?

VOCE: ‘What is needed is supernatural love, which is capable of accepting the other person as he or she is, of not expecting anything, of going beyond thousands of distinctions and differences which mankind displays. I believe that in this sense the movements, precisely because they operate in close contact with all kinds of people in the world, bring such a witness and give back hope. Hope is what mankind needs most today. It is not irrelevant that the Pope has written an encyclical on hope. It seems to me that the movements can be a prophetic sign of hope – each one with its own charism and in communion with the other charisms.

What makes CL’s proposal attractive today?

CARRÒN: ‘More and more we are facing a situation where human nature is diminished – in fact they speak of an educational emergency – in which the obstacles to a human person and his creativity, his desire for learning and developing, are being multiplied. In this context Don Giussani invites us to appeal to what is most genuine in the human person – the heart, the life experience – which will be more and more crucial because, regrettably, as we can see, the tradition of the Church is waning. Therefore we have to appeal to that which no power can take away from a human being, the desire for happiness, the need for beauty and justice.’

So what do you aim for?

CARRÒN: ‘The real challenge that faces us today is that of living our Christian experience in such an appealing way that the hearts of others may be struck and may recognize in that attraction the offer of the possibility of living life more intensely and for making the Christian faith more rational.’

Paolo Lòriga (translated from Città Nuova, Year LIV, n.7, 10 April 2010)

Interesse per l’Economia di Comunione

«Una signora, nervosamente, continuava a girarsi indietro. Una, due, tre, dieci volte al giorno. Gli altri non capivano che cosa avesse. Pensavano a un tic. Da una vita faceva l’operaia nei capannoni dei terzisti del tessile e della calzatura, qui in Val d’Arno.

“Non mi spiegavo – racconta oggi Emanuela Camisciottoli – perché nella nuova ditta dove ero finita non c’avessi sempre alle spalle il caporeparto con il cronometro, che calcolava in quanto tempo realizzavo il capo. E, quasi quasi, non riuscivo nemmeno a intendere perché non m’insultassero. Per me era normale. Si è sempre fatto così. Qui mi chiedevano: per piacere, puoi fare questo? Per piacere, puoi fare quello?». E, sorridendo, conclude:«Ora non mi giro più Il Diavolo si vedrà pure nei dettagli. Forse, però, anche Dio vi ricorre e si nasconde in una gentilezza imprevista.

Emanuela è una delle dodici dipendenti della Fantasy, piccola impresa tessile specializzata in piumoni, culle, paracolpi e pannelli da parete che con altre 24 è ospitata nel polo industriale Lionello Bonfanti, fondato dai focolarini a Incisa in Val d’Arno (Firenze), a pochi chilometri da quella Loppiano che è la principale cittadella del movimento cattolico creato da Chiara Lubich durante la Seconda guerra mondiale, per realizzare gli ideali di unità fra le persone …». (leggi tutto)
 

La cultura come dialogo

Il Teatro Palladium di Roma accoglierà il prossimo 15 aprile l’omaggio che l’Editrice Città Nuova vuole rendere a Chiara Lubich – fondatrice del Movimento dei Focolari, ispiratrice della sua attività editoriale e prima Autrice -, a due anni dalla sua scomparsa.

E’ prevista una tavola rotonda dal titolo “Chiara Lubich: La cultura come dialogo”, per mettere in evidenza la sua “voce rigorosa e limpida nel dibattito contemporaneo, che ha saputo confrontarsi con spirito aperto con il mondo laico e religioso sulla base della supremazia degli ideali umani della fraternità, giustizia e pace fra popoli e nazioni”, come è stato sottolineato dall’Editrice.

Sarà un dialogo fra Mons. Piero Coda – Preside dell’Istituto Universitario Sophia -, il Senatore Sergio Zavoli – Presidente della Commissione di Vigilanza RAI -, e la Prof.ssa Angela Ales Bello, Emerito di Storia della Filosofia contemporanea (Pontificia Università Lateranense). Con gli interventi di Kamel Layachi, Imam della Comunità islamica del Veneto, del Gran Rabbino Marc-Raphaël Guedj di Ginevra e del Pastore dr. Jens-Martin Kruse, Parroco della Chiesa Luterana di Roma.

Alla sera si svolgerà uno spettacolo, “L’attrattiva del tempo moderno”, su brani scelti da Meditazioni di Chiara Lubich; AA.VV., Esperienze; Igino Giordani, Memorie di un cristiano ingenuo. Tre testi che costituiscono il DNA dell’intera storia editoriale di Città Nuova. I protagonisti: gli attori Giorgio Marchesi e Simonetta Solder, la Compagnia di danza Arsmovendi. con Musiche di Murcof. Regia e coreografie di Andrea Cagnetti.

Per informazioni: Ufficio stampa Città Nuova: tel. 06.32.16.212
e-mail: ufficiostampa@cittanuova.it
www.cittanuova.it –  http://cinquantesimo.wordpress.com

Dalla ‘Terra dei Cedri’

Pasqua di Resurrezione

Gesù è fedele alla sua promessa: “dove due o tre sono riuniti nel mio nome, cioè nel mio amore, io sono in mezzo a loro.” Sì, dove due o più sono uniti nel suo amore si fa presente il Risorto, che porta con sé i doni dello Spirito: luce, gioia, pace, amore. È l’esperienza fatta con stupore sin dagli inizi quando a Trento, durante il secondo conflitto mondiale, con le mie prime compagne, avevamo fatto nostro quel comando: “amatevi come io ho amato voi” e avevamo stretto un patto: “io sono pronta a morire per te; io per te …”. Ed è proprio il Risorto che il mondo attende oggi! Attende testimoni che possano dire a tutti in verità: l’abbiamo visto con i sensi dell’anima; l’abbiamo scoperto nella luce con cui ci ha illuminato; l’abbiamo toccato nella pace che ci ha infuso; abbiamo sentito la sua voce in fondo al cuore; abbiamo gustato la sua gioia inconfondibile. Potremmo così assicurare a tutti che Lui è la felicità più piena e far risperare il mondo. Chiara Lubich (altro…)

Dalla ‘Terra dei Cedri’

Parola di vita di aprile 2010

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Gesù pronunciò queste parole in occasione della morte di Lazzaro di Betania, che poi Egli al quarto giorno risuscitò.
Lazzaro aveva due sorelle: Marta e Maria.
Marta, appena seppe che arrivava Gesù, gli corse incontro e gli disse: "Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!". Gesù le rispose: "Tuo fratello risusciterà". Marta replicò: "So che risusciterà nell'ultimo giorno". E Gesù dichiara: "Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morrà in eterno".

"Io sono la risurrezione e la vita".

Gesù vuol fare intendere chi egli è per l'uomo. Gesù possiede il bene più prezioso che si possa desiderare: la Vita, quella Vita che non muore.
Se hai letto il Vangelo di Giovanni, avrai trovato che Gesù ha pure detto: “Come il Padre ha la Vita in se stesso, così ha concesso al Figlio di avere la Vita in se stesso” .
E poiché Gesù ha la Vita, la può comunicare.

"Io sono la risurrezione e la vita".

Anche Marta crede alla risurrezione finale: "So che risusciterà nell'ultimo giorno". 
Ma Gesù, con la sua affermazione meravigliosa: "Io sono la risurrezione e la vita", le fa capire che non deve attendere il futuro per sperare nella risurrezione dei morti. Già adesso, nel presente, egli è per tutti i credenti, quella Vita divina, ineffabile, eterna, che non morirà mai.
Se Gesù è in loro, se egli è in te, non morirai. Questa Vita nel credente è della stessa natura di Gesù risorto e quindi ben diversa dalla condizione umana in cui si trova.
E questa straordinaria Vita, che già esiste anche in te, si manifesterà pienamente nell'ultimo giorno, quando parteciperai, con tutto il tuo essere, alla risurrezione futura.

 
"Io sono la risurrezione e la vita".

Certamente Gesù con queste parole non nega che ci sia la morte fisica. Ma essa non implicherà la perdita della Vita vera. La morte resterà per te, come per tutti, un'esperienza unica, fortissima e forse temuta. Ma non significherà più il non senso di un'esistenza, non sarà più l'assurdo, il fallimento della vita, la tua fine. La morte, per te, non sarà più realmente una morte.

"Io sono la risurrezione e la vita".

E quando è nata in te questa Vita che non muore?
Nel battesimo. Lì, pur nella tua condizione di persona che deve morire, hai avuto da Cristo la Vita immortale. Nel battesimo, infatti, hai ricevuto lo Spirito Santo che è colui che ha risuscitato Gesù. 
E condizione per ricevere questo sacramento è la tua fede, che hai dichiarato attraverso i tuoi padrini. Gesù, infatti, nell'episodio della risurrezione di Lazzaro, parlando a Marta, ha precisato: "Chi crede in me, anche se muore vivrà" (…) "Credi tu questo?" .
 "Credere", qui, è un fatto molto serio, molto importante: non implica solo accettare le verità annunciate da Gesù, ma aderirvi con tutto l'essere.
Per avere questa vita, devi dunque dire il tuo sì a Cristo. E ciò significa adesione alle sue parole, ai suoi comandi: viverli. Gesù lo ha confermato: "Se uno osserva la mia parola, non vedrà mai la morte" . E gli insegnamenti di Gesù sono riassunti nell'amore.
Non puoi, quindi, non essere felice: in te è la Vita!

"Io sono la risurrezione e la vita".

In questo periodo in cui ci si prepara alla celebrazione della Pasqua, aiutiamoci a fare quella sterzata, che occorre sempre rinnovare, verso la morte del nostro io perché Cristo, il Risorto, viva sin d'ora in noi.

Chiara Lubich
 

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Dalla ‘Terra dei Cedri’

Sabato Santo

Sabato santo: la Chiesa è già protesa alla risurrezione del Signore. “Ripensare a Maria: al suo immenso dolore per aver partecipato così intimamente alla morte del Figlio, ma anche alla sua speranza nella risurrezione in Lei più viva che mai. È Maria l’icona del mistero cristiano dove la croce e risurrezione sono una sola cosa. E, pur cercando di condividere il suo dolore, portare il pensiero su Gesù risorto, grati, infinitamente grati per tutto ciò che significa per noi e per il mondo, secondo la nostra fede, e non ultimo, perché se Lui è risorto, anche noi tutti risorgeremo.” Chiara Lubich (estratto da un’intervista per la trasmissione Ecclesia-CEI, di Antonella Mazza. Mollens, 27/03/2002) (altro…)

Dalla ‘Terra dei Cedri’

Bruna Tomasi in Cile

Dopo un lungo viaggio, non solo per i 12.000 km da percorrere, ma soprattutto a causa di un guasto aereo, Bruna Tomasi è arrivata a Santiago di Cile. Era stata invitata, ancor prima del terremoto che ha colpito tragicamente il paese latinoamericano, per ricordare e celebrare il secondo anniversario della dipartita di Chiara. Appena arrivata, immediato è stato l’interessamento per i colpiti dal sisma e sulla situazione degli aiuti, scattati l’indomani della tragedia. Il giorno dopo si è recata in un centro del Movimento situato in un settore popolare della capitale, dove si è trovata con un gruppo di giovani dei focolari. Ha donato loro l’esperienza vissuta con Chiara nel sorgere del Movimento, quando “tutto crollava e solo Dio, scoperto come Amore, restava”. Ha sottolineato l’importanza di “non perdere mai l’entusiasmo ed andare avanti salvando innanzitutto l’unità, la concordia, tra di voi”. In lei non erano solo parole, ma realtà vissuta da più di 65 anni. Ma il giorno da tutti atteso, domenica 14 marzo, all’Aula Magna dell’Università Cattolica, dove sono accorso numerosi a conoscerla ed ascoltarla. Con forza, Bruna ha partecipato a tutti l’esperienza di Dio Amore e la novità del carisma dell’unità. Tra i presenti, rappresentanti di altri movimenti ecclesiali, della chiesa ortodossa e della comunità ebrea. Tra le loro impressioni a caldo: “Avevamo bisogno di ascoltare queste parole” (del Mov. Fondacio). “Ci è rimasto impreso l’anelito di santità” (Comunità cattolica Shalom). E’ una giornata indimenticabile per il Movimento dei Focolari in Cile: non solo per questa visita eccezionale di Bruna,  ma anche perché alla Messa conclusiva, dalle mani del Cardinale Francisco Javier Errazurz, Arcivescovo di Santiago, viene ordinato sacerdote il primo focolarino cileno, Juan Ortiz. Il Cardinale, dopo aver ricordato Chiara con parole commosse, ha concluso incoraggiando “a continuare a far crescere il fuoco dell’amore e dell’unità fra di voi, in modo che questo amore attragga sempre più persone a Cristo, affinché sia un faro di luce nella nostra cultura, una presenza interpellante e profetica dell’unità della Chiesa; una testimonianza viva che la fraternità della famiglia umana è più forte dell’egoismo, della inimicizia e dell’indifferenza. L’amore è più forte!”. (altro…)

Dalla ‘Terra dei Cedri’

Venerdì Santo

È proprio con la morte in Croce, il Venerdì Santo, che Gesù ci imparte l’altissima, divina, eroica lezione su cosa sia l’amore. Aveva dato tutto: una vita accanto a Maria nei disagi e nell’obbedienza. Tre anni di predicazione rivelando la Verità, testimoniando il Padre, promettendo lo Spirito Santo e facendo ogni sorta di miracoli d’amore. Tre ore di croce, dalla quale dà il perdono ai carnefici, apre il Paradiso al ladrone, dona a noi la Madre e, finalmente, il suo Corpo e il suo Sangue. Gli rimaneva la divinità. La sua unione col Padre, che l’aveva fatto tanto potente in terra, quale figlio di Dio, e tanto regale in croce, doveva non farsi più sentire, disunirlo in qualche modo da Colui che Egli aveva detto di essere uno con Lui: “Io e il Padre siamo uno” (Gv 10,30). In Lui l’amore era annientato, la luce spenta, la sapienza taceva. Eravamo staccati dal Padre. Era necessario che il Figlio, nel quale noi tutti ci ritrovavamo, provasse il distacco dal Padre. Doveva sperimentare l’abbandono di Dio, perché noi non fossimo mai più abbandonati. Gesù ha saputo superare tale immensa prova riabbandonandosi al Padre “Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito” (Lc 23,46) – ed ha così ricomposto l’unità spezzata degli uomini con Dio e fra loro. Si manifesta a noi ora come rimedio ad ogni disunità, come chiave dell’unità. Tocca ora a noi corrispondere a questa grazia e fare la nostra parte. Poiché Gesù s’è ricoperto di tutti i nostri mali, noi possiamo scoprire dietro ad ogni dolore, ad ogni separazione, lui stesso, un suo volto. Possiamo abbracciare lui in quelle sofferenze, in quelle divisioni, e dirgli il nostro sì come ha fatto lui, rimettendoci alla volontà del Padre. E Lui vivrà in noi – forse ancora doloranti – come Risorto; lo starà a dimostrare la pace che tornerà in noi. Chiara Lubich (altro…)

Eventi in Oceania e nel continente americano

Dal Nord America all’Oceania, le comunità dei Focolari hanno ricordato il 14 marzo, a due anni dalla sua partenza per il Cielo, Chiara Lubich. Messe di ringraziamento, feste e ricevimenti. Ma soprattutto momenti vissuti in famiglia e di profonda comunione. Presenti ovunque rappresentanti  di diverse religioni, segno di una società fortemente multietnica. Nella Mariapoli Luminosa, cittadella del Movimento dei focolari che si trova vicino a New York, il programma si è centrato sull’impatto del carisma dell’unità nel mondo della famiglia. Nel corso della giornata è stato infatti conferito l’annuale Premio Luminosa per l’Unità  ad Howard e Rose Belcher, tra le primissime famiglie del Nord America ad aderire alla spiritualità dei Focolari. Erano presenti anche i musulmani seguaci dell’Imam Warith Deen Mohammed, “felici – scrivono da New York – di essere insieme a noi per ricordare Chiara”.  A celebrare invece la Santa Messa è stato mons. Celestino Migliore, osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite. A Los Angeles, centro del cinema mondiale nonché dello star system  internazionale, la cerimonia non poteva non svolgersi presso il centro del “Family Theater Production” dove la comunità dei Focolari è stata accolta dal suo direttore nazionale, padre Willy Raymond e da mons. Chaffman dell’arcidiocesi di Los Angeles.  Di Chiara è stato ricordato in particolare “la sua capacità di comunicare al massimo, utilizzando per un grande bene, tutti i media”. “Ora più che mai – ha aggiunto padre Raymond – la sua vita continua ad irradiare. Direi che la sua vita è un’unica opera d’arte”. A Washington, nella Basilica dell’Immacolata Concezione, si è ricordata Chiara come “la donna del Vangelo, che con il carisma dell’unità, ha accolto tutti a braccia aperte”. “Un immenso grazie a Chiara” giunge da Chicago dove padre Tom Baima, rettore del Seminario, ha sottolineato l’importanza della “spiritualità comunitaria in una società in cui domina l’individualismo”. Da Vancouver a Montreal fino Toronto. E’ la festa del Canada riunito attorno al carisma  dell’unità. “Chiara – ha detto il vescovo ausiliare di Toronto, mons. André Gazaille – ha dato un contributo importantissimo alla Chiesa, centrato sull’amore”. Con salto planetario, anche le immense isole dell’Oceania, dalla Nuova Caledonia alle isole Fiji a Perth, Sydney, Wellington, Auckland e Melbourne, si sono strette in questo giorno a tutte le comunità dei Focolari sparse nel mondo. L’arcivescovo di Melborne, mons. Dennis Hart, ha affermato: “Voi siete gli ambasciatori dell’amore di Cristo”. (altro…)