Essere strumenti di misericordia
Essere strumenti di misericordia
Essere strumenti di misericordia
Guardare a chi ci sta accanto
Up2Me รจ un programma di formazione edย educazioneย allโaffettivitร e alla sessualitร ย proposto dal Movimento dei Focolari. Nasce nel 2015ย come risposta alle sfide educative per le giovani generazioni del terzo millennio. Oggi รจ diffuso in 35 Paesi di tutto il mondo e offre percorsiย rivolti in maniera specifica ad ogni fascia dโetร :ย i bambini con le loro famiglie, i ragazzi preadolescenti e adolescenti (con un percorso parallelo per i loro genitori) e i giovani.
Approfondiamo il percorso adatto ai bambini, etร 4-8 anni, insieme a Paolo e Teresa Radere che da anni si impegnano nella formazione, in particolare alle nuove generazioni dei Focolari.


Paolo, Teresa, in cosa consiste Up2Me bambini?
ร unโesperienza che i bambini fanno con i loro genitori, un itinerario per la formazione integrale a partire dallo sviluppo delle dimensioni dellโaffettivitร , emotivitร e sessualitร , sollecitando anche la sfera spirituale e lโintelligenza esistenziale, al fine di assumere giร dallโinfanzia uno sguardo aperto e profondo sul mondo e sulle persone. Il percorso punta ad una relazionalitร positiva, aperta creativamente al dialogo, all’accoglienza, al rispetto delle dimensioni di unicitร e irripetibilitร della persona umana, a generare la culla necessaria per un’esperienza di crescita personale e comunitaria, allโapertura allโaltro da noi.
A chi si rivolge?
ร rivolto a tutti i nuclei familiari che abbiano bambini preferenzialmente nella fascia 4-8 anni. Qualora, come avviene in tutte le famiglie, ci siano figli piรน grandi o piรน piccoli, la partecipazione ad Up2Me non รจ un problema ma unโopportunitร , perchรฉ รจ la famiglia tutta che fa unโesperienza. Il percorso si puรฒ offrire anche a bambini di genitori affidatari, separati o genitori single. In questi casi, i bambini saranno accompagnati nel percorso dalla figura adulta che il bambino vive come riferimento (uno dei due genitori naturali o affidatari o entrambi, uno zio, un nonnoโฆ).
Il progetto si puรฒ proporre e svolgere anche in gruppi di famiglia, in parrocchia o in ambito scolastico.
Quali sono gli obiettivi?
Per i bambini lโobiettivo finale รจ quello di fare delle esperienze condivise con i loro genitori e altre figure di riferimento, necessarie per lo sviluppo della loro identitร e per una crescita integrale e armonica. Riconoscere, accogliere ed esprimere in modo adeguato al contesto le emozioni primarie con una valenza positiva; sperimentare una buona ed efficace comunicazione con i genitori; sviluppare l’interioritร , la conoscenza di sรฉ, crescere nella dimensione spirituale – intesa come la capacitร di contemplare e trascendere, imparare a prendersi cura del proprio corpo, degli altri, della natura.



Per i genitori invece il corso รจ utile nel favorire la crescita nella capacitร di dialogare tra generazioni allโinterno del nucleo familiare, tra famiglie e con la cultura contemporanea per valorizzarne le potenzialitร latenti; approfondire la conoscenza sullo sviluppo socio cognitivo e psicologico del bambino e sul tipo di relazioni che lo favoriscono; comprendere quanto le modalitร di azione e relazione dei genitori con i propri figli influiscono sulla loro crescita e imparare buone pratiche educative per la regolazione emotiva; conoscere lโinfluenza delle nuove tecnologie nella formazione dei bambini e il ruolo dei genitori in esso.
Quali sono i contenuti del percorso?
Dallโesperienza e dallo studio di questi anni e per dare organicitร al cammino abbiamo scelto la metafora di โun viaggio insieme verso la felicitร โ. Si รจ scelto di lavorare sulla educazione emozionale-relazionale dei bambini perchรฉ questa costituisce la base della loro relazione affettiva e sessuale; le emozioni permettono poi di articolare il corpo e la mente per cui favoriscono la crescita personale integrale. Il metodo della formazione esperienziale permette ai genitori e ai bambini di condividere le loro esperienze quotidiane in incontri comunitari, di dialogare, approfondire e illuminare, costruendo cosรฌ un nuovo sapere che nasce dalla propria sapienza e da quella degli altri.
I contenuti sono presentati attraverso una pluralitร di linguaggi: del gioco, del movimento, della sensorialitร , della rappresentazione iconica, della narrazione, delle immagini, della danza come caratteristiche dellโapproccio ai diversi temi.
Lโidea รจ quella di un viaggio in aereo che dร al bambino lโimmagine della continuitร del percorso, il senso dellโattesa e della scoperta, la necessitร di lavoro di preparazione al viaggio. Dopo ogni tappa lโesperienza continua a casa perchรฉ ad ogni nucleo familiare viene consegnata una proposta che aiuti a continuare il dialogo e il clima costruito con lโobiettivo di ricercare gli spazi di crescita come famiglia.
Per maggiori info clicca qui o manda una mail a teresa.radere@focolare.org
Lorenzo Russo
Foto: ยฉ Archivio Up2Me
Valorizzare il positivo
Superare lo scoglio del pregiudizio
Accogliere tutti
Siamo Aureliana e Juliรกn del Paraguay, sposati da 36 anni e abbiamo cinque figli e sei nipoti.
JULIAN: Aureliana aveva 18 anni ed io 19 quando ci siamo sposati. Eravamo molto innamorati ed entusiasti di costruire la nostra vita insieme. I primi cinque anni sono stati molto belli, eravamo ottimi compagni, lavoravamo insieme, ci aiutavamo e ci completavamo bene. Dopo 7 anni di matrimonio, siamo entrati in una crisi molto forte che ci ha quasi portato alla separazione. La comunicazione รจ diventata difficile: non riuscivamo a parlare di noi stessi, della nostra relazione, e questo ci ha gradualmente allontanato. Tuttavia, entrambi avevamo il desiderio di dare il meglio per le nostre figlie e di progredire economicamente. Ognuno viveva a modo suo, litigavamo abbastanza, ma riuscivamo ad andare avanti.
AURELIANA: Quando le nostre figlie hanno raggiunto l’adolescenza una di loro aveva atteggiamenti ribelli e, a 17 anni, รจ rimasta incinta ed รจ andata a convivere. In quel momento abbiamo iniziato a chiedere aiuto per rafforzarci come genitori anche spiritualmente. Frequentavamo le riunioni dei gruppi di famiglie e i ritiri spirituali. Cosรฌ siamo riusciti a superare sfide difficili, mettendo ognuno molta buona volontร .
JULIAN: Avevamo stabilitร economica, una bella famiglia, salute e un’azienda familiare ben posizionata: avevamo tutto! Un giorno ho iniziato ad avere contatti attraverso i social network, con una persona, ci siamo conosciuti e ho iniziato un rapporto extraconiugale con lei. A quel tempo mio padre ammalato era a casa con noi e per nostra figlia รจ stato molto difficile adattarsi alla maternitร ; quindi, Aureliana ha dovuto dividersi in mille pezzi per stare con lei, lavorare e organizzare la casa. Ero molto coinvolto in quella relazione extraconiugale e non aiutavo per niente Aureliana, anzi dicevo che non avevo tempo da dedicare, lei si lamentava ed io mi arrabbiavo. In quel tempo, abbiamo fatto un viaggio insieme in Europa e lรฌ Aureliana ha scoperto che le ero infedele. Tutto รจ crollato, eravamo lontani da tutti, soli tra quattro mura in una stanza d’albergo.
AURELIANA: Mi รจ caduto il mondo addosso! Non sapevo cosa fare, non riuscivo a credere che potesse succedere una cosa del genere. All’inizio sono rimasta zitta, pensando che saremmo riusciti a terminare il viaggio, ma dopo un po’ sono esplosa: ho rotto il silenzio urlando, piangendo e chiedendo una risposta. Lui da parte sua ha cominciato a implorare disperatamente pietร , a chiedere perdono a Dio e a me e questo, nonostante il terribile dolore che provavo, ha toccato il mio cuore. Sapevo che dovevo fare un passo e ho riposto tutta la mia fiducia nell’aiuto di Dio per realizzarlo. Finalmente sono riuscita a vedere il volto di Gesรน crocifisso in Juliรกn. Gli ho offerto le mie braccia e ci siamo un poโ tranquillizzati. Tuttavia, nonostante il passo interiore, spesso ero sopraffatta dal dolore e dalla tristezza.
โร questo che vogliamo annunciare al mondo:
siamo qui per essere ‘uno’ come il Signore ci vuole ‘uno’,
nelle nostre famiglie e lร dove viviamo,
lavoriamo e studiamo: diversi, eppure uno,
tanti, eppure uno, sempre, in ogni circostanza
e in ogni etร della vita. (…)
E non dimentichiamo: dalle famiglie viene generato
il futuro dei popoli.โ
Omelia del Santo Padre Leone XIV
Giubileo delle famiglie, dei nonni e degli anziani
1ยฐ Giugno 2025
JULIAN: Di notte Aureliana non dormiva, piangeva. Le รจ stata diagnosticata una depressione. Io mi sentivo impotente e colpevole. Ho pregato tanto: sentivo che mia moglie e la mia famiglia erano un bene molto prezioso, ma ormai il danno era fatto e dovevo accettare il mio errore, ma anche volevo mettere tutto il mio impegno e la mia fiducia in Dio.
AURELIANA: La nostra famiglia era divisa, i figli non sapevano a chi dare la colpa e si sono ribellati. Poi Juliรกn si รจ ammalato: gli รจ stato trovato un tumore al cervello. Questo fatto mi ha scosso molto e ha quasi rimosso il mio stato depressivo. Ricevuto lโesito della TAC, ci siamo riuniti con i figli e abbiamo cercato la migliore alternativa per l’intervento chirurgico. Sentivamo che l’unitร della famiglia era il bene piรน prezioso, che era al di sopra di ogni avversitร ed io mi sono resa conto che ero di nuovo capace di dare la vita per mio marito e di vivere fino in fondo la mia fedeltร a lui, “nella salute e nella malattia”.
JULIAN: Mi sono sentito amato e sono riuscito a superare due interventi chirurgici al cervello con un recupero in tempi record. Appena dimesso dallโospedale, abbiamo avuto l’opportunitร di partecipare a un incontro per coppie in crisi, perchรฉ ancora avevamo bisogno di guarire le nostre ferite.
AURELIANA: In questo incontro sono riuscita a chiarire tanti dubbi. Abbiamo ricevuto molto affetto dai partecipanti, approfittando della presenza di professionisti e coppie con molti anni di esperienza e abbiamo scoperto una nuova via d’uscita.
JULIAN: Ho capito che la volontร di perdonare รจ una cosa, perรฒ, guarire il trauma richiede un processo; la ferita che le ho causato รจ stata molto profonda e lei aveva bisogno di tempo, di pazienza ed amore da parte mia. Ho ricevuto il dono piรน grande da Dio, che รจ il perdono. Abbiamo rinnovato il nostro matrimonio, Aureliana mi ha detto di nuovo il suo Sร per sempre e abbiamo ricominciato.
AURELIANA: La nostra vita รจ cambiata completamente, dopo 35 anni di matrimonio abbiamo smesso di lottare. Viviamo una vita piena come coppia e possiamo guardarci negli occhi ed amarci come mai prima d’ora.
Foto ยฉ pexels-scottwebb
Ogni giorno accadono avvenimenti terribili, di una tale dimensione da farci sentire impotenti: i migranti che affrontano viaggi di morte in condizioni disperate, le popolazioni che vivono la tragedia quotidiana della guerra o le drammatiche ingiustizie sociali che affliggono il pianeta.
โChe cosa posso fare io?โ: รจ possibile che questa domanda ci paralizzi e ci faccia chiudere in un rassegnato individualismo. La prima sfida per la propria coscienza รจ quella di lasciarsi interrogare proprio da quella domanda. โChe cosa posso fare io?โ
Se lo sono chiesti in Italia i pescatori delle coste di Lampedusa, formando insieme alla gente generosa del posto vere e proprie catene umane, per tendere la mano e cercare di salvare uno alla volta almeno uno (e poi dieci, cento, milleโฆ) dei naufraghi disperati abbandonati alle onde del mar Mediterraneo. Se lo sono chiesto le comunitร ai confini dei luoghi di guerra (in Europa, in Africa, in Asiaโฆ), che hanno aperto le porte delle loro case non in base ad un calcolo politico o economico, ma su una naturale scelta di compassione e accoglienza. Proprio in queste situazioni รจ possibile osservare piccoli o grandi โmiracoliโ quotidiani, che non sono sogni utopici, ma sono i gesti che costruiscono la societร del futuro.
Cercare la speranza, non aspettare che venga a noi: lo sottolinea il prof. Russell Pearce[1] della Fordham School of Law di New York. Ha condotto interviste in due organizzazioni che promuovono il dialogo e la pace tra israeliani e palestinesi โ Parents Circle e Combatants for Peace โ finalizzate a comprendere come i loro membri siano riusciti a mantenere le relazioni reciproche allโindomani del 7 ottobre 2023 e durante la successiva guerra a Gaza.
Perchรฉ questi gruppi hanno mantenuto i loro legami e questi sono addirittura diventati piรน forti? Sia i palestinesi che gli israeliani riferiscono che il loro dialogo รจ stato trasformativo. Dicono che il loro รจ dialogo dโamore. Un partecipante palestinese osserva: ยซLa trasformazione che abbiamo vissuto รจ stata per ognuno di noi unโesperienza molto sacra e ha lasciato nelle nostre anime un impatto e anche un legame profondo. Si tratta di un viaggio e di un processo che trasforma lโaltro in un fratelloยป.
Un israeliano osserva similmente: ยซLavoriamo per costruire la fiducia e diventare una famiglia, anni di un lavoro sacro con tutte le sfide, le dinamiche e i dubbiยป. Conclude Pearce: i saggi ebrei insegnano che ยซse salvi una vita, salvi il mondo interoยป; un palestinese che guida il programma giovanile del Parents Circle ha spiegato: ยซSe cambi una persona, cambi un mondo interoยป.
Diceva Chiara Lubich: ยซLโaspetto piรน visibile dellโunitร รจ la fraternitร . Questa mi sembra certamente la strada piรน adatta per risalire la corrente (…) per raggiungere piรน pienamente la libertร e lโuguaglianza. (โฆ) ร una via valida per chi ha in mano le sorti dellโumanitร , ma anche per le madri di famiglia, per i volontari che portano brani di solidarietร per il mondo, per chi mette a disposizione parte degli utili della propria azienda per eliminare spazi di povertร , per chi non si arrende alla guerra. La fraternitร โdallโaltoโ e quella โdal bassoโ si incontreranno cosรฌ nella paceยป[2]
LโIDEA DEL MESE รจ attualmente prodotta dal “Centro del Dialogo con persone di convinzioni non religiose” del Movimento dei Focolari. Si tratta di un’iniziativa nata nel 2014 in Uruguay per condividere con gli amici non credenti i valori della Parola di Vita, cioรจ la frase della Scrittura che i membri del Movimento si impegnano a mettere in atto nella vita quotidiana. Attualmente LโIDEA DEL MESE viene tradotta in 12 lingue e distribuita in piรน di 25 paesi, con adattamenti del testo alle diverse sensibilitร culturali. dialogue4unity.focolare.org
[1] R. Pearce: โDialogo e Pace sostenibiliโ [Ekklesia-Sentieri di Comunione e Dialogo- n.4 ottobre dicembre 2024].
[2] C. Lubich, No alla sconfitta della pace, in ยซCittร Nuovaยป n. 24/2003
Foto: ยฉ Rineshkumar Ghirao – Unsplash
Siamo in un luogo solitario nei pressi di Betsaida, in Galilea. Gesรน sta parlando del Regno di Dio a una folla numerosa. Il maestro vi si era recato con gli apostoli per farli riposare dopo la lunga missione per quella regione, nella quale avevano predicato la conversione “annunziando dovunque la buona novella e operando guarigioni”[1]. Stanchi, ma col cuore pieno, raccontavano ciรฒ che avevano vissuto.
La gente, perรฒ, avendolo saputo, li raggiunge. Gesรน accoglie tutti: ascolta, parla, cura. La folla aumenta. La sera si avvicina e la fame si fa sentire. Gli apostoli se ne preoccupano e propongono al maestro una soluzione logica e realistica: ยซCongeda la folla, perchรฉ vada nei villaggi per alloggiare e trovare ciboยป. Dopotutto Gesรน aveva fatto giร tantoโฆ Ma egli risponde:
ยซVoi stessi date loro da mangiareยป.
Rimangono allibiti. ร improponibile: hanno solo cinque pani e due pesci per alcune migliaia di persone; non รจ possibile trovare il necessario nella piccola Betsaida, e non ne avrebbero i soldi per comprarlo.
Gesรน vuole aprir loro gli occhi. I bisogni e i problemi delle persone lo toccano e si adopera per darne soluzione. Lo fa partendo dalla realtร e valorizzando quello che c’รจ. ร vero, ciรฒ che hanno รจ poco, ma li chiama a una missione: essere strumenti della misericordia di Dio che pensa ai suoi figli. Il Padre interviene, e tuttavia “ha bisogno” di loro.
Il miracolo “ha bisogno” della nostra iniziativa e della nostra fede, e poi la farร crescere.
ยซVoi stessi date loro da mangiareยป.
All’obiezione degli apostoli, quindi, Gesรน risponde facendosi carico, ma chiede loro di fare tutta la propria parte, anche se piccola. Non la disdegna. Non risolve il problema al posto loro; il miracolo avviene, ma richiede la loro partecipazione con tutto quello che hanno e che hanno potuto procurare, messo a disposizione di Gesรน per tutti. Questo implica un certo sacrificio e fiducia in lui.
Il maestro parte da ciรฒ che ci accade per insegnarci a occuparci insieme gli uni degli altri. Di fronte alle necessitร degli altri non valgono le scuse (“non รจ compito nostro”, “non posso farci nulla”, “devono arrangiarsi come facciamo tutti…”). Nella societร che Dio ha pensato sono beati coloro che danno da mangiare agli affamati, che vestono i poveri, che visitano chi รจ in necessitร [2].
ยซVoi stessi date loro da mangiareยป.
La narrazione di questo episodio richiama l’immagine del banchetto descritto nel libro di Isaia, offerto da Dio stesso a tutte le genti, quando Egli ยซasciugherร le lacrime su ogni voltoยป[3]. Gesรน fa sedere a gruppi di cinquanta, come nelle grandi occasioni. Da Figlio, si comporta come il Padre, e ciรฒ sottolinea la sua divinitร .
Lui stesso darร tutto, fino a farsi cibo per noi, nell’eucarestia, il nuovo banchetto della condivisione.
Di fronte alle tante necessitร sorte durante la pandemia del covid-19, la comunitร dei Focolari di Barcellona ha creato un gruppo, attraverso i social network, nel quale si condividono le necessitร e si mettono in comune beni e risorse. Ed รจ impressionante vedere come circolano mobili, cibo, medicine, elettrodomestici… Perchรฉ ยซda soli possiamo fare pocoยป, dicono, ยซma insieme si puรฒ fare moltoยป. Ancora oggi il gruppo “Fent famรญlia” aiuta a far sรฌ che, come nelle prime comunitร cristiane, nessuno tra loro sia bisognoso[4].
A cura di Silvano Malini e del team della Parola di Vita
[1] Lc 9, 6.
[2]Cf. Mt 25, 35-40.
[3]Is 25, 8.
[4]Cf. At 4, 34.
ยฉFoto di Congerdesign – Pixabay
Gioia!
Amore scambievole
Un messaggio
ร il compleanno di un amico molto caro con il quale abbiamo condiviso ideali, gioie e dolori. Ma รจ da molto tempo che non gli scrivo e che non ci vediamo. Sono un poโ titubante: potrei inviargli un messaggio, ma non so come lo prenderร . Mi incoraggia la Parola di Vita: โSignore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio beneโ (Gv 21,17). Poco dopo arriva la sua risposta: โChe gioia ricevere il tuo salutoโ. E inizia un dialogo: i messaggi vanno e vengono. Mi racconta di lui. ร soddisfatto del suo lavoro, ha un ottimo stipendio e mi confida di avere il desiderio di venire a farmi visita. Lo incoraggio e mi metto a disposizione per accoglierlo e organizzare il suo soggiorno. Un motivo in piรน per averlo presenteโฆ e non attendere un altro anno per mandargli un messaggio.
(C. A.- Italia)
Schiacciata dallโorgoglio
A Miguel riuscivo a perdonare le serate trascorse in osteria, ma non lโinfedeltร confessata un giorno. Io ero la brava moglie e madre, io la vittima. Da quando perรฒ frequentava padre Venancio e altre persone della parrocchia, mio marito sembrava un altro: era piรน presente in casa, piรน affettuoso con me, che invece rimanevo scostante ogni qualvolta mi proponeva di leggere insieme il Vangelo per provare a metterlo in pratica. Una volta perรฒ, perchรฉ era il suo compleanno, acconsentii ad accompagnarlo ad un incontro di famiglie. Fu il primo di altri. Un giorno una frase mi fece riflettere: ยซCostruire la paceยป. Come farlo io, che nel frattempo mi ero scoperta egoista, piena di miserie e di rancori? Lโorgoglio mโimpediva di chiedere perdono a Miguel, mentre lui in 28 anni di matrimonio me lโaveva chiesto piรน volte. Cercavo tuttavia il momento piรน adatto per farlo. Finchรฉ in un incontro col gruppo di famiglie, chiesto aiuto a Dio, riuscii raccontare la nostra esperienza di coppia e a chiedere perdono a Miguel. In quel giorno sentii rinascere un amore nuovo, vero, per lui.
(R. โ Messico)
La cura per il prossimo
Da quando trascorro un periodo a LโAvana, immerso fino al collo nei problemi di sopravvivenza degli abitanti del nostro barrio alle prese con la grave crisi economica del Paese, non mi sono ancora abituato ai puntuali interventi della Provvidenza. Fra i tanti, questo che รจ lโultimo. Precedentemente, da una persona che fa parte della nostra comunitร ero stato avvisato dellโarrivo di una consistente donazione di farmaci validi, tutti relativi alla cura delle malattie nervose. Sono andato a ritirarli un poโ perplesso perchรฉ non rientravano nelle categorie di farmaci richiesti dai poveri che ci frequentano. Poi perรฒ mi sono ricordato che una volta al mese, il lunedรฌ mattina, uno psichiatra viene a visitare gratis le persone del barrio che necessitano di cure. Cosรฌ, alla prima occasione, lโho contattato, portandogli lโelenco dei medicinali. Man mano che lo scorreva, il volto gli si illuminava: ยซSono proprio quelli che cercavo!ยป, ha esclamato stupefatto.
(R.Z. โ Cuba)
ย A cura di Maria Grazia Berretta
(tratto da Il Vangelo del Giorno, Cittร Nuova, anno Xโ n.1ยฐ maggio-giugno 2025)
Foto: ยฉMohamed Hassan – Wรคlz / Pixabay
Essere sempre famiglia
Non fermarsi di fronte agli insuccessi
“Beati gli operatori di pace, perchรฉ saranno chiamati figli di Dio”. (Mt 5,9)
Sai chi sono gli operatori di pace di cui parla Gesรน?
Non sono quelli che chiamiamo pacifici, che preferiscono la tranquillitร , che non sopportano le dispute e si manifestano per natura loro conciliante ma spesso rivelano un recondito desiderio di non essere disturbati, di non voler avere noie.
Gli operatori di pace non sono nemmeno quelle brave persone che, fidandosi di Dio, non reagiscono quando sono provocate o offese. Gli operatori di pace sono coloro che amano tanto la pace da non temere di intervenire nei conflitti per procurarla a coloro che sono in discordia. [โฆ]
Puรฒ essere portatore di pace chi la possiede in sรฉ stesso.
Occorre essere portatore di pace anzitutto nel proprio comportamento di ogni istante, vivendo in accordo con Dio e facendo la sua volontร .
Gli operatori di pace si sforzano poi di creare legami, di stabilire rapporti fra le persone, appianando tensioni, smontando lo stato di guerra fredda che incontrano in tanti ambient di famiglia, di lavoro, di scuola, di sport, fra le nazioni, ecc. [โฆ]
La televisione, il giornale, la radio t dicono ogni giorno come il mondo รจ un immenso ospedale e le nazioni sono spesso grandi malate che avrebbero estremo bisogno di operatori di pace per sanare rapporti spesso tesi e insostenibili che rappresentano minacce di guerra, quando essa non รจ giร in atto. [โฆ]
La pace รจ un aspetto caratteristico dei rapporti tipicamente cristiani che il credente cerca di instaurare con le persone con le quali sta in contatto o che incontra occasionalmente: sono rapporti di sincero amore senza falsitร nรฉ inganno, senza alcuna forma di implicita violenza o di rivalitร , o di concorrenza, o di egocentrismo.
Lavorare e stabilire simili rapporti nel mondo รจ un fatto rivoluzionario. Le relazioni, infatti, che normalmente esistono nella societร , sono di tutt’altro tenore e, purtroppo, rimangono spesso immutate.
Gesรน sapeva che la convivenza umana era tale e per questo ha chiesto ai suoi discepoli di far sempre il primo passo senza aspettare l’iniziativa o la risposta dell’altro, senza pretendere la reciprocitร : “Io vi dico: amate i vostri nemici… Se date il saluto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario?”. [โฆ]
Gesรน รจ venuto a portare la pace. Tutto il suo messaggio e comportamento sono orientate in questo senso.
Ma proprio questo rapporto nuovo, stabilito con le persone, smaschera spesso i rapporti sociali falsi, rivela la violenza nascosta nelle relazioni fra gli uomini.
All’uomo non piace che si scopra questa veritร e c’รจ il rischio, in casi estremi, che risponda con l’odio e la violenza contro colui che osa disturbare la convivenza e le strutture esistenti.
Gesรน, il portatore di pace, รจ stato ucciso dalla violenza dell’uomo. [โฆ] “Beati gli operatori di pace, perchรฉ saranno chiamati figli di Dio”.
Come vivrai allora questa Parola?
Anzitutto diffondendo nel mondo l’amore. [โฆ] Poi interverrai con prudenza quando, attorno a te, la pace รจ minacciata. Non di rado basta ascoltare con amore, fino in fondo, le part in lite e una soluzione di pace รจ trovata.
E per sgonfiare tensioni, che possono nascere fra persone, un mezzo da non disprezzare รจ lo humour. Dice un testo rabbinico: “Il regno futuro appartiene a coloro che scherzano volentieri perchรฉ sono operatori di pace fra gli uomini che litigano”.
Ancora non ti darai pace finchรฉ rapporti interrotti, spesso per un nonnulla, non siano ristabiliti.
Forse potrai essere operatore di pace dando vita, in seno a qualche ente o associazione di cui fai parte, ad iniziative particolari dirette a sviluppare una maggiore coscienza della necessitร della pace. [โฆ]
L’importante รจ che tu non sta fermo a veder passare i pochi giorni che hai a disposizione senza concludere qualcosa per i tuoi prossimi, senza prepararti convenientemente alla vita che t attende.
Chiara Lubich
(da Parole di Vita, Opere di Chiara Lubich, Citta Nuova Editrice, Roma 2017, pp. 196-197)
Essere leali
Sono Anibelka Gรณmez, volontaria del Movimento dei Focolari di Santiago de los Caballeros (Repubblica Dominicana), insegnante e attuale direttrice di una scuola pubblica.
L’istruzione non รจ solo un diritto, ma un potente strumento per trasformare le nostre comunitร . Come educatori, abbiamo il potere di influenzare la costruzione di una societร piรน giusta e fraterna. Quindi, dentro di me รจ nata a un certo punto una grande preoccupazione: come posso contribuire a costruire il โsognoโ dellโunitร che Gesรน ha chiesto al Padre ? Quali azioni concrete posso intraprendere per garantire che l’educazione sia un motore di cambiamento verso la pace nelle nostre comunitร ?
Cosรฌ l’anno scorso รจ nata l’idea di fare qualcosa che andasse oltre i confini della nostra scuola. Sapendo che le forze erano poche, ma credendo nel potere di Gesรน che ha promesso di essere presente tra coloro che si amano, abbiamo organizzato il congresso internazionale dal titolo: โFavorire la pedagogia della paceโ a Santiago de los Caballeros. Abbiamo deciso di preparare questo congresso basandoci sull’amore reciproco tra gli organizzatori, membri dei Focolari della Repubblica Dominicana e di Porto Rico. Hanno partecipato 140 insegnanti, psicologi, direttori e professionisti dell’educazione, con una rappresentanza di 55 centri educativi, tra cui la Scuola Cafรฉ con Leche di Santo Domingo, una scuola nella quale ci si impegna a vivere lโarte di amare proposta da Chiara Lubich.



Nelle immagini: Congresso Internazionale “Favorire la pedagogia della pace” (Foto: Anibelka Gรณmez)
Per la realizzazione di questo grande evento, la provvidenza di Dio si รจ manifestata attraverso l’aiuto, il sostegno e la collaborazione del direttore Rafael Liriano e del consigliere Ysmailin Collado del Distretto Educativo 08-04, dell’Associazione Nazionale dei Direttori (ASONADEDI), di alcuni imprenditori e della comunitร di Santiago, che ci hanno aiutato nella logistica.
Grazie a questo congresso, si รจ risvegliato l’interesse a conoscere meglio le proposte e le iniziative educative del Movimento dei Focolari, come il Dado della Pace e la Metodologia โ6×1โ (sei passi per un obiettivo). Per questo motivo, dopo qualche mese si รจ tenuto il seminario โCultura della pace e metodologia 6×1โ. Vi hanno partecipato 20 scuole rappresentate dai loro presidi e dagli insegnanti, con l’obiettivo di moltiplicarlo per gli insegnanti di altre scuole.


A sinistra: Workshop su FormaT, alla destra: Workshop sul Dado della Pace e Metodologia “6 x 1” (Foto: Anibelka Gรณmez)
Questo workshop ha sottolineato lโurgenza tra i partecipanti di implementare nelle scuole la novitร del Dado della Pace e della Metodologia 6×1. Alcuni presidi e insegnanti hanno affermato che l’attuazione di questi programmi aiuterร i bambini a promuovere una cultura di pace per il bene di una societร migliore. Inoltre, per dare continuitร a questo progetto, รจ nata la proposta di realizzare la formazione FormaT, un corso on line rivolto ai formatori che accompagnano bambini, adolescenti e giovani in vari ambienti educativi. L’obiettivo รจ condividere esperienze, competenze e strumenti per la formazione e l’accompagnamento. Questo programma รจ tenuto on line dalla Colombia, con la partecipazione di tutti gli insegnanti di 14 centri educativi. La formazione si svolge ogni mese a partire da settembre, รจ composta da 9 moduli e si concluderร con la consegna di un diploma ai partecipanti.
L’implementazione di questi moduli ha creato un forte legame tra le scuole, tanto che nel periodo quaresimale abbiamo organizzato un ritiro con coloro che partecipano a FormaT, seguito da un fine settimana con i presidi partecipanti. ร impressionante per noi vedere come Gesรน moltiplica i talenti, tocca i cuori e i frutti vanno al di lร di quanto possiamo immaginare dando vita a esperienze di unitร .
Anibelka Gรณmez
Foto di copertina: ยฉ Alicja-Pixabay
Dio abita nel cuore della persona
Offrire accoglienza a chi incontro
Aprire la porta del cuore alla gioia
Sono Letรญcia Alves e vivo nel nord del Brasile, a Parรก.
Nel 2019 ho partecipato al โProgetto Amazzoniaโ e per 15 giorni io e un gruppo di volontari abbiamo dedicato le nostre vacanze a vivere con le popolazioni della bassa Amazzonia, nella cittร di รbidos.
Prima di intraprendere questa avventura, mi chiedevo se sarei stata in grado di dedicarmi completamente a questa esperienza, ambientata in una realtร cosรฌ diversa dalla mia. Durante il progetto abbiamo visitato alcune comunitร fluviali che vivono sulle rive del Rio delle Amazzoni e tutti ci hanno accolto con un amore impareggiabile.
Abbiamo fornito servizi di assistenza sanitaria, legale e familiare, ma la cosa piรน importante รจ stata ascoltare profondamente e condividere le vite, le storie e le difficoltร di coloro che abbiamo incontrato. Le storie erano le piรน diverse: la mancanza di acqua potabile, il bambino che aveva uno spazzolino per tutta la famiglia o anche il figlio che voleva uccidere la madre… Piรน ascoltavamo, piรน capivamo il significato della nostra presenza lรฌ.
“La sfida urgente
di proteggere la nostra casa comune
comprende lo sforzo
di unire TUTTA la famiglia umana”
LS, 13

E tra tante storie, ho potuto vedere quanto possiamo fare la differenza nella vita delle persone: quanto il solo ascolto faccia la differenza, quanto una bottiglia d’acqua potabile faccia la differenza.
Il progetto รจ stato piรน che speciale. Abbiamo potuto piantare un seme d’amore in mezzo a tanto dolore e “costruire insieme” ci ha fatto crescere. Quando Gesรน รจ presente tra noi, tutto diventa stimolante, pieno di luce e di gioia.
Non รจ stato qualcosa che ho vissuto per 15 giorni e poi รจ finito, ma รจ stata un’esperienza che ha davvero trasformato la mia vita, ho sentito una forte presenza di Dio e questo mi ha dato la forza di abbracciare i dolori dell’umanitร che ho intorno a me in questa costruzione quotidiana di un mondo unito.
Mi chiamo Francisco. Sono nato a Juruti, in Amazzonia, un paese vicino a รbidos. Mi ha sorpreso sapere che persone provenienti da varie parti del Brasile stavano attraversando il Paese per donarsi e prendersi cura della mia gente e ho voluto unirmi a loro.
Ciรฒ che mi ha colpito di piรน รจ stata la felicitร di tutti, dei volontari e della gente del posto, che pur vivendo con pochi beni materiali, ha sperimentato la grandezza dell’amore di Dio.

Dopo l’esperienza del progetto Amazzonia a รbidos, sono tornato a Juruti con una nuova prospettiva e il desiderio di continuare questa missione, ma nella mia cittร . Lรฌ ho visto gli stessi bisogni che avevo trovato a รbidos. Questo desiderio non รจ diventato solo mio, ma di tutta la nostra comunitร , che ha sposato la causa. Insieme abbiamo pensato e dato vita al progetto Amazonia nella comunitร di Sรฃo Pedro, con l’obiettivo di ascoltare e rispondere al โgridoโ di chi ha piรน bisogno, che spesso non viene ascoltato. Abbiamo scelto una comunitร della terraferma, abbiamo iniziato a monitorare i loro bisogni e poi siamo andati alla ricerca di professionisti volontari.
Con la collaborazione di diverse persone, abbiamo portato la vita del Vangelo, l’assistenza medica, l’assistenza psicologica, le medicine e le cure dentistiche a tutta quella comunitร . Soprattutto, abbiamo cercato di fermarci ad ascoltare le difficoltร e le gioie di chi incontravamo.
Ho una certezza: per costruire un mondo piรน fraterno e unito, siamo chiamati ad ascoltare le grida di chi soffre intorno a noi e ad agire, con la certezza che ogni cosa fatta con amore non รจ piccola e puรฒ cambiare il mondo!
Vedere il video
Annunciare lโamore reciproco
LโEuropa continua a far parlare di sรฉ, al centro di tensioni internazionali e di accesi dibattiti il cui esito incide sulla vita dei suoi cittadini: quasi mezzo miliardo quelli dellโUnione Europea. Pace versus difesa, guerra o pace commerciale, le scelte sullโenergia, le politiche di sviluppo e la giustizia sociale, identitร e diversitร , apertura e confini: i temi in agenda sono numerosi e, di fronte ai cambiamenti dello scenario interno ed esterno โ prima di tutto la guerra in Ucraina -, la rilettura e lโattualizzazione della profezia di Robert Schuman e dei padri fondatori รจ non solo attuale, ma necessaria.
Sono passati 75 anni da quando lโallora ministro degli esteri francese, il 9 maggio 1950, pronunciรฒ il suo rivoluzionario discorso a Parigi, ponendo leย basi per il processo di integrazioneย europea. Il 15 maggio 2025, nella sede del Parlamento Europeo a Bruxelles, un panel di esperti, esponenti di vari Movimenti cristiani e giovani attivisti, hanno dato voce alla visione dellโunitร europea come strumento di pace.
Chiese e Movimenti diversi da vari Paesi dโEuropa
Lโevento si รจ svolto perย iniziativa diย Insieme per lโEuropa (IpE)ย insieme ad alcuni europarlamentari, su invito della parlamentare slovaccaย Miriam Lexmannย โ ย assente per motivi familiari โ e ha riunito nella mattinata del 15 maggio, un centinaio di persone da Belgio, Italia, Germania, Olanda, Slovacchia, Austria, Francia, Grecia, Romania. Sono presenti cristiani cattolici, ortodossi e delle Chiese della Riforma; rappresentanti della Comunitร Immanuel, YMCA, Focolari, Schoenstatt, SantโEgidio, Quinta Dimensione, Comunitร Papa Giovanni XXIII: la varietร tipica della rete diย IpE. A darle voce รจ il moderatore diย Insieme,ย Gerhard Pross, testimone degli inizi: โPer noi รจ importante esprimereย la forza della fede nel plasmare la societร . Tuttavia, non siamo interessati al potere o al dominio, ma a portare la speranza, lโamore e la forza della riconciliazione e dellโinsieme insiti nel Vangeloโ.
Studenti liceali e universitari vivono unโesperienza europea tra dialogo, istituzioni e spiritualitร
Tra il pubblico โ e tra i relatori โ spicca la forte componente giovanile: in 20 dal liceo Spojenรก ลกkola Svรคtรก rodina di Bratislava. Studiano cittadinanza attiva e diritto europeo. Sono a Bruxelles con i loro professori, per unโesperienza che puรฒ segnare il loro percorso professionale e di vita. Tra loro, Maria Kovaleva: โIo vengo dalla Russia e per me lโEuropa significa poter essere qui, indipendentemente dalla mia provenienza o dalla situazione politica nel mio Paese o in Slovacchia, e parlare liberamente โ proprio qui, nel cuore dellโEuropa. Per me lโEuropa รจ sempre stata un luogo in cui non importa quale religione o nazionalitร si abbia. Tutti hanno il diritto di parlare, e di parlare senza censure. Questo รจ il tipo di Europa che Robert Schuman sognavaโ.
Peter, 16 anni, si dice sinceramente stupito, trovandosi per la prima volta in un luogo istituzionale dove vengono prese decisioni importanti. ร il rappresentante degli studenti e quanto vissuto a Bruxelles รจ per lui unโispirazione per il futuro, in cui attraverso il management o lโimpegno in politica possa svolgere un ruolo di leadership.
Samuel ha 17 anni. Definisce questi giorni โunโesperienza straordinaria per scoprire qualcosa in piรน sul resto dellโEuropa, come funziona la politica, come lavora il Parlamento; penso di poter parlare a nome di tutta la classe: รจ stato straordinario!โ.
Unโaltra rappresentanza studentesca arriva dallโItalia. Sono 10 studenti di scienze politiche e relazioni internazionali della LUMSA, a Roma. Daniele, primo anno di scienze politiche, รจ colpito particolarmente dal momento del pomeriggio: la preghiera ecumenica nella โChapel for Europeโ. โMi piace il lavoro di Chiara Lubich, creare ponti per riunire tutti, e si vedeva lโimpegno in ciascuno dei presenti. Non รจ un incontro tra sognatori, ma una ricerca concreta che porta a qualcosa di solidoโ. Per Diego รจ un momento in cui la memoria viene rinnovata e porta alla continuitร . ร ispirato dalla mondialitร che si respira a Bruxelles, โun punto di inizio per sviluppi futuriโ e ha particolarmente apprezzato gli interventi degli europarlamentari.

Photo: H. Brehm / K. Brand / M. Bacher
Lโappello degli europarlamentari ai giovani e ai Movimenti
Erano presenti infatti nella mattinata, Antonella Sberna (Conservatori e Riformisti europei), vice-presidente del Parlamento Europeo e responsabile per lโattuazione dellโarticolo 17 TFUE, Leoluca Orlando e Cristina Guarda (Verdi). โSiete lโesempio di che cosa lโUE puรฒ fare per i nostri popoli e le nostre civiltร โ, afferma la vicepresidente, rivolgendosi a Insieme per lโEuropa. E invita i giovani presenti a โessere critici, ma appassionatiโ, a โstudiare bene lโEuropaโ, per essere โinsieme al servizio per correggere ciรฒ che non ci piace e garantire pace nei nostri confini, come esempio di unione dei popoli nel rispetto delle sovranitร โ.
Leoluca Orlando invita a โcogliere il progetto di futuro che stava nellโazione di Schumann, coltivando una memoria inquietaโ e ricorda il principio di fraternitร , che fa superare le storiche polarizzazioni tra destra e sinistra su libertร ed uguaglianza. E come esempio di fraternitร riporta โlโesperienza profetica di unitร tra cattolici e luterani, grazie allโintuizione di Chiara Lubich, a Ottmaring, in Baviera, un luogo nel cuore della Guerra dei Trentโanniโ.
Per Cristina Guarda, pace รจ la parola chiave: โCome Movimenti cristiani vi chiedo di essere parte di questa discussione, e di richiedere la nostra coerenza nella ricerca della pace. E quindi fare scelte giuste e votare correttamente, per rispettare la paceโ.
Accompagnare lโEuropa a realizzare la sua vocazione
Ed รจ proprio ad un progetto di pace che la Dichiarazione di Schuman aspira: Jeff Fountain, dello Schuman Centre, offre una lettura delle fondamenta spirituali della Dichiarazione, del suo โcoraggioso discorso di tre minutiโ: โil suo progetto non era solo politico o economico. Letta a un livello piรน profondo, la Dichiarazione Schuman rivela che il progetto รจ profondamente morale, spirituale, radicato nei valori del cuoreโ. โLe istituzioni che ha contribuito a ispirare โ per quanto imperfette โ sono una difesa contro il ritorno alla politica del dominio e dellโesclusione, della paura e dellโodioโ.
Ma chi dovrebbe dare unโanima allโEuropa? Invita a riflettere Alberto Lo Presti. โNon dovremmo aspettarci che tale anima sia prodotta dalle istituzioni politiche europee e trasmessa ai suoi cittadini. Non vorrei vivere in una societร nella quale lโistituzione mi inculca, nel cervello, una visione del mondo. A fare cosรฌ, di solito, sono le organizzazioni politiche totalitarie che anche qui in Europa abbiamo ben conosciuto: per esempio il nazi-fascismo e il comunismo. Si vedrร lโanima dellโUnione Europea quando tale anima sarร visibile nelle scelte quotidiane dei suoi cittadini. Come Insieme per lโEuropa vogliamo accompagnare lโEuropa alla realizzazione della sua vocazioneโ.
Maria Chiara De Lorenzo
(da https://www.together4europe.org/)
Oggi voglio sorridere di piรน
Vivere la gioia per donarla
Sapersi stupire
Molto giร si รจ detto e si dirร ancora sullโimportanza ecumenica dellโanno 2025. Il 1700ยบ anniversario del Concilio di Nicea รจ solo uno โ anche se fondamentale – dei vari anniversari importanti per tutta la cristianitร che ricorrono questโanno. Perchรฉ รจ fondamentale ricordare Nicea ancora oggi? Qual รจ la sua attualitร ? Per capirlo bene dobbiamo fare un salto indietro nel quarto secolo.
Nel 313 lโimperatore Costantino concordรฒ di dare libertร di culto ai cristiani ponendo fine alle persecuzioni religiose in tutto lโimpero. Piรน tardi, nel 324, Costantino diventรฒ autoritร massima di tutto lโimpero, di occidente e oriente, ma capรฌ che una controversia dottrinale rischiava di scombussolare la pace nel territorio. Decise dunque di convocare un Concilio di tutta la Chiesa per dirimere la questione; lui era, infatti, cosciente che si trattasse di una questione religiosa, ma era anche convinto che lโunitร religiosa fosse un fattore importante per la stabilitร politica. A Nicea arrivarono dai 250 a 318 vescovi da tutte le parti dellโImpero. Lo scopo principale era quello di difendere e confermare la fede e la dottrina tramandata dagli apostoli sulla Persona divina e umana di Gesรน Cristo, contro unโaltra dottrina che serpeggiava tra i cristiani, ossia il pensiero del presbitero Ario di Alessandria dโEgitto e dei suoi sostenitori, che affermavano che Gesรน Cristo non era Dio da sempre ma la prima piรน sublime creatura di Dio.



ร comprensibile che un tale mistero, cioรจ della persona di Gesรน Cristo, rappresentasse una sfida per lโintelligenza umana. Ma allo stesso tempo era piรน forte la testimonianza degli apostoli e di tanti cristiani capaci di morire โpur di difendere questa fede. Perfino tra i vescovi accorsi al Concilio molti portavano ancora i segni delle torture e delle sofferenze subite per tale ragione.
Cosรฌ quel Concilio definรฌ la fede su cui si basa il cristianesimo e che tutte le Chiese cristiane professano, il Dio rivelato da Gesรน Cristo รจ un Dio unico ma non solitario: Padre, Figlio e Spirito Santo sono un unico Dio in tre Persone distinte che esistono da sempre.
Ricordare Nicea oggi รจ dunque di grande importanza e attualitร : un Concilio che ha messo le basi per la struttura sinodale della Chiesa, di cui oggi ricerchiamo maggiore concretizzazione; un Concilio che ha unificato per tutta la Chiesa il giorno della celebrazione della Pasqua (secoli piรน tardi – fino ad oggi – con il cambiamento di calendari, la data รจ poi diventata diversa per le Chiese dโoccidente e dโoriente) e che ha fissato i punti cardini della fede cristiana. In particolare, questo ultimo punto ci interpella oggi in maniera forte. Forse la tendenza di non credere alla divinitร di Gesรน Cristo non รจ mai sparita del tutto. Oggi per molti รจ piรน facile e comodo parlare di Gesรน privilegiando le sue prerogative umane di uomo saggio, esemplare, profeta piuttosto che crederlo Figlio unigenito di Dio, della stessa sostanza del Padre.

Dinanzi a queste sfide possiamo pensare che Gesรน Cristo rivolga anche a noi, oggi, la stessa domanda che ha rivolto un giorno agli apostoli: โE voi chi dite che io sia?โ (Mt 16, 13-17).
Accettare il Credo di Nicea e professarlo insieme dunque, รจ ecumenicamente importante anche perchรฉ la riconciliazione dei cristiani significa riconciliazione non solo con e tra le Chiese nel presente, ma anche con la tradizione della Chiesa primitiva e apostolica.
Considerando il mondo di oggi, con tutte le sue ansie, i suoi problemi e le sue aspettative, ci rendiamo ancora piรน conto di come l’unitร dei cristiani non sia solo un’esigenza evangelica, ma anche un’urgenza storica.
Se vogliamo confessare insieme che Gesรน รจ Dio, allora le Sue Parole, soprattutto quello che Lui ha definito il suo comandamento nuovo, criterio messo da Lui perchรฉ il mondo ci riconosca come Suoi discepoli, acquisteranno un grande valore per noi. Vivere questo comandamento โsarร lโunico modo o sicuramente il piรน efficace per parlare di Dio oggi a chi non crede, per rendere traducibile la Risurrezione di Cristo in categorie comprensibili per lโuomo di oggiโ[1].
Centro โUnoโ
Per approfondire di piรน รจ disponibile il video: Da Nicea camminando insieme verso lโunitร
[1] BENEDETTO XVI, Luce del mondo. Il Papa, la Chiesa e i segni dei tempi. Una conversazione con Peter Seewald, Libreria editrice Vaticana, Cittร del Vaticano 2010, p. 98.
Pregare per la pace
Aperti a chiedere e dare perdono
Oltre 150 delegazioni di tutto il mondo, leaders politici, capi di varie Chiese cristiane, rappresentanti di diverse religioni ed oltre 200.000 fedeli di ogni parte del pianeta hanno partecipato in Vaticano, oggi, 18 maggio 2025, alla celebrazione per lโinizio del ministero di Papa Leone XIV. E proprio dallโincontro con i pellegrini, il Pontefice ha voluto iniziare, percorrendo in auto Piazza San Pietro fino alla fine di via della Conciliazione, in un saluto lungo, gioioso, commosso. Poi la sosta sulla tomba di Pietro del quale รจ chiamato ad essere il successore e lโinizio della celebrazione eucaristica.
Era presente anche un gruppo del centro internazionale dei Focolari in rappresentanza della Presidente del Movimento, Margaret Karram, e del Copresidente Jesรบs Morรกnย che in questi giorni sono in viaggio negli Stati Uniti.
โUnโesperienza di universalitร della Chiesa โ definisce il momento vissuto a Piazza San Pietro Silvia Escandell (Argentina), delegata centrale dei Focolari -. Ho sentito come Papa Leone XIV, sicuramente anche per il suo carisma, raccoglie questa profonda diversitร nellโunitร . Mi ha impressionato come lui abbia fatto leva subito su due parole โamore e unitร โ e tutto il suo discorso lo abbia tracciato su questa sciaโ. โMi ha colpito anche quando โ continua Silvia โ ha fatto riferimento a Pietro al quale Gesรน diceva di gettare le reti e ci ha chiamato a farlo unโaltra volta. Ma sapendo che queste sono le reti del Vangelo, che va incontro ad ogni uomo. Mi sembra un segno di tanta speranza, per la Chiesa e per lโumanitร โ.



Nelle foto: piazza San Pietro gremita di fedeli, un momento della celebrazione ed il gruppo del Centro Internazionale dei Focolari
โPer me oggi รจ stata una forte esperienza in cammino verso il mondo unito โ dice Ray ย Asprerย (Filippine) delegato centrale del Movimento dei Focolari – . Vedere tutta la piazza piena e, soprattutto, ascoltare lโappello del Papa che esprimeva la sua visione di una Chiesa strumento di unitร , mi sembrava che fosse proprio quello che si รจ vissuto qui, in tutta la solennitร , ma anche proprio come esperienza. Si stava insieme da tutto il mondo, intorno al Papa che proclamava che la missione dellaย Chiesa รจ amore e unitร . Ho sentito un richiamo verso lโunitร come un segno dei tempiโ.
E di speranza parla Chiara Cuneo (Italia), consigliera al centro internazionale dei Focolari e co-responsabile del dialogo tra Movimenti e nuove Comunitร nellโambito della Chiesa cattolica. โIn questo mondo, in questo tempo cosรฌ buio โ dice – la speranza รจ una luce che ci guida. Durante la Messa ho pensato che, a volte, ci vuole proprio il deserto, perchรฉ si vedano germogli di speranza. E oggi รจ uno di questi germogli: cโรจ qualcosa che cresceโ.
โAnche le parole del Papa di camminare insieme โ osserva โ sono molto inclusive, veramente ha citato tutti, eravamo tutti dentro, tutti, tutti, tuttiโ.
โHo potuto salutare โ conclude โ insieme a tanti, alcuni fondatori e presidenti di vari Movimenti della Chiesa. Eโ stato un momento di festa, di gioia e di speranza rinnovata per ciascuno. Con il desiderio di continuare questo cammino insieme, augurandoci veramente di volerci sempre piรน bene, come ha detto il Papaโ.
Enno Dijkema (Olanda) รจ consigliere del centro Internazionale dei Focolari e co-direttore del Centro Uno per lโunitร dei cristiani. โCโerano anche tantissimi capi di altre Chiese cristiane – osserva – e il Papa ha proprio detto che vuole essere in dialogo con tutti e vuole essere un servitore dellโunitร della Chiesa di Cristoโ. โSono stato molto toccato โ continua โ anche quando lui ha parlato del suo ministero e lo ha descritto non come sopra tutti, ma sotto, come amore, come servizio che รจ gioia e fede per tutti i cristiani e per tutto il mondo. Davanti a tanti capi di Stato mi รจ sembrata una bella testimonianza, una bella indicazione del โpotereโ inteso come amore, come servizioโ.
Anna Lisa Innocenti
Foto: Vatican Media Live e ยฉ A.L.I.-CSC Audiovisivi
Rimanere in intimitร con Dio
Prontezza nellโaccogliere tutti
Venerdรฌ 9 maggio presso il Focolare meeting point, nel cuore di Roma (Italia) e attraverso una diretta online, si รจ tenuta la premiazione del concorso per le scuole dal titolo โUna cittร non basta. Chiara Lubich cittadina del mondoโ. Il concorso รจ dedicato alla figura della fondatrice del Movimento dei Focolari, una donna che ha saputo unire educazione, politica e dialogo per la pace.
Il tema proposto per la quinta edizione รจ stato: โEsplorare il concetto di pace, in relazione al pensiero di Chiara Lubichโ. Sono pervenuti 118 elaborati (individuali e di gruppo) presentati da 35 Istituzioni scolastiche di 15 Regioni italiane.
Il concorso รจ promosso da New Humanity, Centro Chiara Lubich e Fondazione Museo storico del Trentino ed รจ realizzato in collaborazione con il Ministero italiano dellโIstruzione e del Merito. Si conferma come occasione per docenti ed alunni nel riflettere sui valori della fraternitร , dellโaccoglienza e del dialogo tra culture, temi centrali nel pensiero e nellโazione di Chiara Lubich.



I lavori premiati
Scuola secondaria di II grado
1ยฐ posto: Costruire lโinfinito, dalla classe 5^ A Linguistico, Liceo A. Maffei โ Riva del Garda (Trento). Con immagini pertinenti, le alunne e gli alunni hanno saputo presentare con creativitร la loro riflessione sul tema della pace coniugandolo con elementi caratteristici del pensiero di Chiara Lubich che tanto rilievo ha dato alle relazioni di prossimitร ฬ: dove c’รจ amore c’รจ unitร e dove c’รจ unitร c’รจ pace.
2ยฐ posto ex aequo: Vivere la pace, della classe 2^ H, Liceo classico Quinto Orazio Flacco โ Bari. Nellโelaborato scritto, si apprezza il particolare accento che la riflessione pone sulla pace, come unโopera da vivere quotidianamente. Significativi i riferimenti scelti dal pensiero di Chiara Lubich che lascia unโereditร di fraternitร e impegno concreto per un mondo piรนฬ unito.
2ยฐ posto ex aequo: Sguardo, di Elena Scandarelli 3^ AU, Liceo Maria Ausiliatrice โ Riviera San Benedetto (Padova). In modo semplice ed efficace lโimmagine comunica esplicitamente lโimportanza che Chiara Lubich dร nel saper guardare al Mondo oltre le umane sfide del mondo, vivendole con uno sguardo di speranza.
Scuola secondaria di I grado
1ยฐ posto: 1920-2011, di Alessia Tombacco 3^ C, IC Elisabetta โBettyโ Pierazzo โ Noale (Venezia). Il testo presentato offre unโoriginale riflessione in cui emerge lโattualitร del pensiero di Chiara Lubich e la possibilitร di un incontro vitale con lei, anche in un tempo diverso da quello vissuto da Chiara. Ricca di fiducia nel presente e speranza per il futuro, รจ lโimmagine dellโuomo cellula: portatore di nuove relazioni per un mondo senza frontiere.
2ยฐ posto: Voci di fraternitร , della classe 3^ D, IC Giovanni XXIII โ Villa San Giovanni (Reggio Calabria). Nellโelaborato multimediale si apprezza in modo particolare il coinvolgimento attivo degli allievi, primi testimoni di un frammento di mondo piรน unito e fraterno. Particolarmente significativo il riferimento alla possibilitร di essere โoperatori di paceโ a partire dalle relazioni piรน prossime.
Scuola primaria
1ยฐ posto: Un seme di unitร , Aurora Pellegrino 5^ A, IC Radice-Alighieri โ Catona (Reggio Calabria). La composizione poetica esprime unโoriginale riflessione sul tema della pace alla luce del contributo specifico di Chiara Lubich, donna del dialogo.
2ยฐ posto: Una cittร non basta, classe 4^ A, IC Antonio Gramsci โ Tissi (Sassari). Lโelaborato multimediale presenta, in modo originale ed efficace, spazi e valori di un mondo ideale in cui, con lโamore, si puรฒ superare ogni forma di discriminazione.
Per le menzioni al merito e maggiori approfondimenti sui contenuti degli elaborati, clicca qui
Lorenzo Russo
Dimostrare amicizia
Accogliere e condividere
Il 18 marzo 2025 ci ha lasciati Luciana Scalacci, una donna straordinaria, testimonianza viva di impegno concreto e fattivo nel dialogo a 360ยฐ. Luciana, sposata con Nicola, entrambi di convinzioni non religiose, hanno sempre sentito che il dialogo รจ un aspetto fondamentale nella societร contemporanea caratterizzata da tante forme di divisioni e conflitto. โIo e mio marito siamo non credenti โ ha raccontato qualche anno fa Luciana durante un incontro dei Focolari -, o meglio, non credenti in Dio, perchรฉ noi crediamo nellโuomo e nelle sue potenzialitร โ.
Luciana era nata ad Abbadia San Salvatore, un paese italiano in provincia di Siena. Si รจ sempre spesa, fin da bambina, per gli ultimi, i piรน deboli, trasmettendo a chiunque valori di onestร , integrazione, uguaglianza. Con il marito si sono impegnati in campo politico e sindacale in una militanza di sinistra incentrata sempre sui valori della giustizia, del dialogo, della libertร . Lโincontro con il Movimento dei Focolari รจ avvenuto grazie alla figlia Mascia.
โUn giorno – racconta Luciana โ nostra figlia ci scrive una lettera, dove ci dice in sintesi: โcari genitori ho trovato un posto dove mettere in pratica i valori che voi mi avete sempre trasmessoโ. Aveva conosciuto il Movimento dei Focolariโ. Cosรฌ, per capire meglio la decisione della figlia, Luciana e Nicola decidono di partecipare ad una giornata organizzata dai Focolari. โEra un incontro tra persone di convinzioni diverse, ma noi non lo sapevamo. Pertanto per non creare equivoci, tenemmo subito a precisare la nostra posizione politica e religiosa. La risposta fu: โe chi vi ha chiesto nulla!โ. Avemmo cosรฌ subito lโimpressione di trovarci in un ambiente dove cโera rispetto per le idee degli altri, trovammo unโapertura che non avevamo mai incontrato in altre associazioni o movimenti religiosiโ.
Da quel momento e negli anni a venire, il contributo di Luciana Scalacci per il Movimento dei Focolari รจ stato essenziale. Era il 1995 quando incontrรฒ per la prima volta Chiara Lubich, fondatrice dei Focolari. Accanto a lei si รจ sempre spesa per far nascere e approfondire il dialogo con persone di convinzioni non religiose, che ha preso forza proprio grazie anche allโintelligenza illuminata di Luciana.
Dal 2000 ha fatto parte della Commissione internazionale del dialogo con persone di convinzioni non religiose contribuendo cosรฌ allโorganizzazione di convegni come In dialogo per la pace, Coscienza e povertร , Donne e uomini verso una societร solidale e tanti altri. Luciana aveva trovato una sintonia piena con lโIdeale dellโunitร , nellโincontro personale con Chiara e con la comunitร dei Focolari. Raccontava ad unโamica: โQuesto dialogo (tra persone di diverse convinzioni) รจ nato non per convertire i non credenti, ma perchรฉ con Chiara avevamo capito che il mondo unito si fa con tutti. Che tutti siano uno. Se ne escludiamo anche solo uno, non siamo piรน tuttiโ.



Il 26 settembre 2014 durante una udienza concessa ai Focolari, saluta Papa Francesco. โIn quella giornata straordinaria, ho avuto il privilegio di scambiare con Lei alcune parole che non dimenticherรฒ maiโ ha raccontato questโanno in una lettera che ha indirizzato al Papa mentre lui era ricoverato al Policlinico Gemelli. โOra, caro papa Francesco, Lei รจ in un letto di ospedale, e anche io sono nella stessa condizione. Entrambi davanti alla fragilitร della nostra umanitร . Volevo assicurarle che non smetto di pensarla e pregare laicamente per Lei. Lei preghi cristianamente per meโ.
Tante le lacrime di gratitudine e profondissime le parole di ringraziamento nel giorno del suo funerale. Una fra tutte, Vita Zanolini, focolarina e amica di Luciana e Nicola. โLuciana: amica, sorella, compagna nelle frontiere del nuovo, ma nel rispetto della storia e delle radici, maestra di vita e molto altro. โ ha detto Vita ricordandola -. Pensando a lei, alla sua libertร , vengono in mente cieli luminosi e tersi, di colore intenso; una sorgente limpida che nel dolce e silenzioso scorrere, si fa anche cascata tumultuosa. Un camino acceso in una casa accogliente che dice un cuore sempre aperto. Ma anche un menรน raffinato e ricco con ricette buonissime e sempre creative. Resilienza, rispetto, ascolto, tenacia in tutte le sfumatureโ.
โAnni fa – continua Vita – in uno dei convegni sul dialogo qualcuno ha posto una domanda, un po’ originale: โQual รจ la differenza tra un credente e un non credente?โ E la risposta di Luciana, forse inaspettata per molti: โI credenti credono in Dio, i non credentiโฆ Dio crede in loroโ. E penso possiamo dire che Luciana non ha deluso o disatteso questa fede di Dio in lei!โ
Gli ultimi giorni di vita terrena Luciana li ha trascorsi in un hospice dovโera ricoverata. Era sempre vigilissima e attiva nel comunicare quanto aveva in cuore, con una forza straordinaria che contrastava con il poco fiato, ha fatto le sue raccomandazioni (anche minacciando scherzosamente) intercalate al racconto e ricordo di tante esperienze vissute insieme. โEra come se ci passasse il testimone – racconta ancora Vita -. Prima di salutarci lโabbraccio รจ stato struggente e nello stesso tempo molto sereno, con il sapore dellโeternitร โ.
Il 13 giugno 2025 si รจ svolto al centro internazionale un incontro dedicato a Luciana. Attraverso numerose testimonianze da vari Paesi si รจ messa in luce, come diceva il titolo, โLโereditร di Lucianaโ cioรจ il prezioso e determinante contributo che lei ha saputo imprimere al percorso di dialogo portato avanti dal Movimento dei Focolari, in particolare con e tra persone di convinzioni non religiose. Di seguito il video dell’evento.
Lorenzo Russo
Essere fiduciosi
In America Latina ci sono 826 popoli indigeni, con una popolazione di circa 50 milioni, l’8% della popolazione totale, e si stima che altri 200 vivano in isolamento volontario. In questo contesto, fin dall’arrivo del Movimento dei Focolari in queste terre, รจ stata data importanza alla ricerca del dialogo tra persone e gruppi appartenenti alle tre grandi matrici culturali che compongono la regione: le culture originarie del continente americano, le culture ispano-portoghesi-francesi e le culture africane delle popolazioni che furono portate nelle Americhe. I numerosi membri del Movimento che appartengono a questi gruppi etnici ne sono la prova.
Un centinaio di persone, in rappresentanza di quasi tutti i Paesi dell’America Latina e dei Caraibi, si sono riunite ad Atuntaqui, nel nord dell’Ecuador, dal 1ยฐ al 4 maggio 2025, per partecipare al โRimarishunโ, un’esperienza di interculturalitร basata su un esercizio di dialogo tra la cosmovisione andina e caraibica dei popoli nativi e il carisma dell’Unitร . Questo spazio รจ nato qualche anno fa in Ecuador e si sta gradualmente diffondendo in tutti i Paesi dell’America Latina.
โSiamo consapevoli del dolore che, nel corso della storia, ha segnato le nostre relazioni come latinoamericani – spiegano – a causa del razzismo e della separazione che hanno ostacolato la relazione simmetrica tra le culture e hanno portato alla rottura delle relazioni tra persone di diversi gruppi culturali, dando origine a rapporti sociali ingiusti. Per questo, in Ecuador, nel 2017, abbiamo dato vita a un percorso di fraternitร , che in lingua quichwa chiamiamo โRimarishunโ (Dialoghiamo), facendo dell’interculturalitร un’opzione di vita e utilizzando il dialogo fraterno come metodoโ.



Il Congresso, concepito come un viaggio, un โpellegrinaggioโ vitale, รจ iniziato con il trasferimento dei partecipanti nella comunitร quichua di Gualapuro. ร stato subito chiaro che l’obiettivo era quello di creare spazi interculturali che costruiscano ponti tra gruppi di popoli, nazionalitร o culture diverse, dove fondamentale รจ incontrare l’altro, accogliersi e prendersi cura l’uno dell’altro come fratelli e sorelle. Manuel Lema, della comunitร quichua, ha dato il benvenuto ai partecipanti sotto una grande tenda allestita per l’occasione: โPossiamo generare un modo di pensare diverso, di vedere il mondo in modi diversi, ma, allo stesso tempo, essere unoโ. E Jesรบs Morรกn, Copresidente dei Focolari, arrivato dallโItalia per partecipare al Congresso con un piccolo gruppo del Consiglio generale dei Focolari, portando a tutti il saluto della presidente Margaret Karram, ha aggiunto: โStiamo costruendo qualcosa di nuovo. Di fronte a una societร ipersviluppata, scopriamo qui che esiste una saggezza piรน profonda che proviene dai popoli nativiโ. Cosรฌ tutti saliti sulla collina per partecipare al โGuatchacaramโ, il rito di ringraziamento alla Madre Terra. Piรน tardi, dopo aver condiviso il pranzo, tutto diventa momento di festa che esprime fraternitร : musica, danze, balli. Alla fine della giornata, sono stati piantati alcuni alberi in memoria di coloro che hanno dato impulso a questo dialogo e che non sono piรน tra noi, tra cui uno dedicato a Papa Francesco.
Un’altra tappa di questo viaggio รจ stata la visita alla casa del vescovo Leonidas Proaรฑo (1910-1988), โl’apostolo degli indiosโ. La sua dedizione alle popolazioni indigene piรน povere e sfruttate รจ un forte esempio di interculturalitร . In questo ambiente cominciarono a svilupparsi le โmingasโ, gruppi per sentire e pensare insieme, intendendo la reciprocitร come principio centrale della relazione, su vari temi: economia, ecologia, educazione, spiritualitร , cultura, razzismo.



Vengono condivisi, con grande rispetto e tenendo conto delle diversitร , i riti degli afro-discendenti dei Caraibi e del Centro America e il rito maya, che si collegano al profondo rispetto per la natura, la โMadre Terraโ e il trascendente. E in questo contesto, la condivisione di testimonianze come quella dei focolari nei territori dei popoli indigeni, delle scuole per il recupero delle conoscenze e della cultura ancestrale, o del sistema matematico amerindiano, permettono l’arricchimento reciproco.
La โperegrinazioneโ prosegue presso l’Universitร Cattolica dell’Ecuador a Ibarra per un momento aperto alla comunitร accademica e al pubblico. Alla tavola rotonda partecipano Custodio Ferreira (Brasile), laureato in pedagogia e didattica, specializzato in storia dell’Africa, che parla delle โferite della realtร โ: โil razzismo che esiste oggi in tutta l’America Latina e nei Caraibi รจ una ferita aperta che sanguina. La sua guarigione e il suo risanamento richiedono un dialogo fraterno e, in questo senso, l’interculturalitร , come sperimentato da Rimarishum, รจ una risposta concreta per avviare questo processo di guarigioneโ.
Osvaldo Barreneche (Argentina), dottore in storia, responsabile del Centro dei Focolari per il dialogo con la cultura contemporanea, ha parlato di โfraternitร e cura della terra attraverso alcuni scritti di Papa Francescoโ.
Jesus Moran (Spagna), Copresidente del Movimento dei Focolari, che ha vissuto in America Latina per 27 anni, afferma: โQuesto lavoro di interculturalitร รจ molto importante e viene portato avanti con ammirevole fedeltร in varie parti dell’America Latina. Per noi che siamo cristiani, significa che nelle culture native possiamo scoprire aspetti della rivelazione di Cristo che finora non sono stati sufficientemente messi in luceโ.



Maydy Estrada Bayona (Cuba), dottore in Scienze filosofiche e docente presso l’Universitร dell’Avana, ha portato i presenti nella โCosmovisione afro-caraibicaโ. Monica Montes (Colombia), dottore in Filologia ispanica, docente e ricercatore presso l’Universitร di La Sabana, si riferisce alla โFraternitร e cura dal pensiero latinoamericanoโ. Jery Chavez Hermosa (Bolivia), fondatore, nella cittร di Cordoba, in Argentina, dell’organizzazione di migranti andini di cultura aymara, quechua e guaranรฌ, ha concluso con una presentazione dinamica che ha coinvolto tutti i presenti.
L’incontro si chiude con una S. Messa inculturata, con danze, canti tipici e tamburi in una chiesa decorata con fiori e petali di rosa, celebrata da Mons. Adalberto Jimรฉnez, vescovo del Vicariato di Aguarico, che ha partecipato attivamente all’incontro. Il Padre Nostro รจ stato recitato in 12 lingue in successione, a dimostrazione dell’interculturalitร vissuta in questi giorni.
Nella sua omelia, il vescovo Adalberto, partendo dal racconto evangelico della moltiplicazione dei pani, invita tutti a guardare al futuro: โQuesto Gesรน, questo Dio che ci unisce nei diversi nomi, nei diversi riti, รจ la storia che dobbiamo raccontare, i riti della vita, dell’unitร . Oggi ce ne andiamo con un po’ piรน di luce, che รจ fuoco, che illumina. Eโ quello che ci hanno lasciato Chiara Lubich e Papa Francesco, che sono presenti e ci chiamano a curare l’interculturalitร . Grazie Rimarishunโ.
Carlos Mana
Foto: ยฉ Carlos Mana – Ivan Izurieta
Ricostruire i rapporti
Il bene vince sempre
Ascoltare la voce del cuore
Sanare le ferite che incontriamo negli altri
A nome del Movimento dei Focolari in tutto il mondo esprimo la mia profonda gioia per lโelezione di Papa Leone XIV come nuovo Pontefice della Chiesa Cattolica. Ringraziamo Dio per aver accolto le preghiere di tanti e guidato con il suo Spirito i lavori dei Cardinali nellโindividuare il successore di Pietro in un tempo come quello attuale che presenta gravi sfide per lโumanitร .
Assicuriamo sin dโora al Santo Padre la nostra filiale vicinanza, la nostra preghiera e il nostro impegno ad essere costruttori di pace, come lui ha piรน volte sottolineato nella sua prima benedizione.
Oggi il mondo ha estremo bisogno di pace, di luce e di speranza. Per questo gli promettiamo di continuare ad impegnarci, insieme alle comunitร ecclesiali in cui siamo inseriti, a portare a tutti lโamore di Dio; ad essere aperti al dialogo, per essere โun solo popolo sempre in paceโ, testimoniando che l’unitร chiesta da Gesรน nel suo Testamento รจ piรน forte di ogni divisione.
Ci impegniamo inoltre ad incarnare sempre piรน fedelmente il cammino sinodale, per poterlo applicare anche nei vari ambiti della societร ; a dare il nostro contributo affinchรฉ la Chiesa sia una casa aperta ed accogliente per ogni uomo e donna e per le nuove generazioni, soprattutto per chi รจ piรน fragile, piรน soffre ed รจ emarginato, per offrire a tutti il messaggio sempre nuovo di Cristo.
Auguri, Papa Leone XIV, con tutto il nostro affetto!
Margaret Karram – Presidente del Movimento dei Focolari
Scaricare qui la dichiarazione della Presidente
Foto ยฉ Vatican Media
Eccomi!
Attivare i sottotitoli e scegliere la lingua desiderata
Nellโunitร รจ la forza
Coinvolgersi per fare la differenza
Qualche settimana fa, ho preso parte al progetto MED25, una nave-scuola per la pace. Eravamo 20 giovani provenienti da tutto il Mediterraneo โ Nord, Sud, Est e Ovest โ a bordo di una barca chiamata โBel Espoirโ. Siamo partiti da Barcellona, e il meteo non era come previsto, quindi ci siamo fermati a Ibiza prima di raggiungere Ceuta, e da lรฌ abbiamo viaggiato via terra fino a Tetouan, per poi tornare a Malaga. Non รจ stato solo un viaggio โ รจ stato un percorso dentro le vite, le menti e le culture degli altri.
Vivere su una barca con cosรฌ tante persone diverse รจ stato bellissimo, ma non sempre facile. Ogni giorno abbiamo dovuto dividerci i compiti: cucinare, servire i pasti, pulire, lavare i piatti. Ci alternavamo in squadre, cosรฌ ognuno ha sperimentato il ritmo completo della vita a bordo. Abbiamo anche imparato a navigare โ cosa che allโinizio รจ stata un poโ folle. Vorrei poter dire che alla fine รจ diventato tutto naturale, ma in realtร รจ stato piรน difficile del previsto. Si inizia a capire quanto lavoro di squadra serva, realmente, per andare avanti.
Ma non eravamo lรฌ solo per cucinare e navigare. Eravamo lรฌ per parlare โ per parlare davvero. Abbiamo affrontato otto grandi temi: cultura, educazione, ruolo delle donne, religione, ambiente, migrazione, tradizioni cristiane e, naturalmente, la pace. Non erano discussioni teoriche. Erano tematiche profondamente personali. Abbiamo condiviso i nostri punti di vista e a volte ci siamo scontrati. A volte le discussioni si accendevano. Ci sono stati momenti di frustrazione. Alcune conversazioni si sono trasformate in veri e propri litigi.
Ma ecco la veritร โ su una barca non puoi semplicemente andartene. Non puoi tornare a casa e dormirci su. Vivi insieme. Mangi insieme. Navighi insieme. Sei letteralmente sulla stessa barca. Questo cambia tutto. Rende impossibile restare arrabbiati a lungo. Dovevamo parlarne. Dovevamo ascoltarci, e a volte dovevamo ammettere di avere torto.
Questa, per me, รจ stata la parte piรน potente di questa esperienza. Ho capito che la maggior parte dei conflitti โ tra persone o tra Paesi โ non nasce dallโodio. Nasce dalla mancanza di conoscenza, dagli stereotipi, dalla disinformazione. E proprio come noi abbiamo avuto la possibilitร di conoscerci su quella barca, anche il mondo puรฒ farlo. Se noi siamo riusciti a superare anni di incomprensioni in sole due settimane insieme, immaginate cosa sarebbe possibile se le persone fossero davvero disposte ad ascoltarsi.



Ho anche scoperto tante cose inaspettate. Come il fatto che la Quaresima venga celebrata in modo diverso in Europa rispetto al Medio Oriente. O come la religione giochi un ruolo completamente diverso nella politica e nella vita pubblica, a seconda di dove ci si trova. In Europa, spesso รจ una questione privata, mentre in molti Paesi mediorientali, la religione plasma le leggi, le politiche e la vita quotidiana. Non erano solo nozioni โ ho sentito la differenza attraverso le persone con cui ho vissuto.
Ciรฒ che mi ha colpito di piรน รจ stato che, nonostante tutte le nostre differenze, avevamo cosรฌ tanto in comune. Abbiamo riso tanto. Abbiamo ballato. Abbiamo avuto il mal di mare insieme. Abbiamo anche avuto lโoccasione di digiunare insieme, visto che eravamo nel periodo della Quaresima e del Ramadan. Abbiamo fatto arte, letto libri, scherzato, pregato in tante lingue diverse allo stesso tempo, scoperto religioni come il Cristianesimo, lโIslam, lโInduismo, lโEbraismo, dormito sotto il cielo aperto, e condiviso momenti silenziosi e sacri. E attraverso tutto questo, ho capito che la pace non รจ qualcosa di lontano o irraggiungibile. ร qualcosa di molto umano. ร caotica, e richiede impegno. Ma รจ possibile.
Sono tornata cambiata. Non perchรฉ credo che ora abbiamo risolto tutti i nostri problemi, ma perchรฉ ora credo che la pace non sia un sogno โ รจ una scelta. Una scelta che inizia davvero con il vedere e ascoltare lโaltro.
E se 20 sconosciuti sono riusciti a farlo su una barca in mezzo al mare, allora cโรจ speranza anche per il resto del mondo.
Bertha El Hajj, giovane ambasciatrice di pace.
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A cura di Maria Grazia Berretta
Ascoltare attentamente, parlare consapevolmente
Agustรญn e Patricia e i loro due figli sono una famiglia argentina. In seguito ad un corso di Sophia ALC, la sede latino-americana dellโIstituto universitario con sede nella cittadella internazionale di Loppiano (Italia), sono andati alla ricerca delle loro radici tra i popoli originari ed รจ nato un forte impegno per il dialogo interculturale.