Vivere con pazienza le difficoltร
Vivere con pazienza le difficoltร
Vivere con pazienza le difficoltร

โร molto toccante che i bambini di Roma pensino allโIRAP (Istituto di riabilitazione audio fonetico). Questa somma รจ preziosa, soprattutto per il gesto che nasce dal cuore dei bambini.
Abbiamo scelto di vivere questo trimestre allโIRAP cercando di essere โscintille di vitaโ nel cuore della morte che ci circonda. Questo dono รจ per noi proprio una scintilla di vita: ci fa sentire che non siamo soli e che, dietro a questo gesto, ci sono sforzi concreti, volti di bambini gioiosi, mani che si sono uniteโฆ Tutto questo รจ seme di vita e di fraternitร che ci tocca profondamente. Grazie!
Stiamo vivendo momenti difficili, sรฌ, ma continuiamo ad aggrapparci alla speranza e a scegliere sempre la vita. ร davvero andare controcorrente rispetto a ciรฒ che si vive oggi in Libano. Sono sforzi continui, che dobbiamo sempre ricominciare, perchรฉ nulla รจ mai acquisito.
Oggi la parola โpaceโ, in Libano, sembra perdere il suo significato. Molti non ci credono piรน, e a volte nemmeno noi. Anche il Time Out, il momento di preghiera quotidiano per la pace che coinvolge il mondo, a un certo punto mi sembrava inutile. Come continuare a crederci, se io stessa, non ci credevo piรน?
ร stato necessario andare piรน in profonditร per riscoprire il vero senso della pace: prima di tutto la pace interiore, che รจ una sfida in un contesto di guerra, violenza e ostilitร . Non lasciarsi scivolare nellโodio verso il nemico, superare la rabbia davanti alle ingiustizie, strappare dallโanima tutto ciรฒ che puรฒ corromperlaโฆ รจ una lotta continua.
Alla Risurrezione, il saluto di Gesรน agli apostoli โ โLa pace sia con voiโ โ ha risuonato in modo nuovo nella mia anima, e ho riscoperto che รจ Lui la nostra vera pace.
Lโimpegno attivo per gli altri รจ una via dโuscita: ci libera dallโisolamento e ci rende piรน forti”.
IRAP (Institut de Rรฉรฉducation Audio-Phonรฉtique)
A cura di Maria Grazia Berretta
ร attiva lโemergenza Medio Oriente. Ogni contributo permette di portare sollievo alle tante famiglie colpite dal flagello della guerra: molte hanno perso la casa, altre cercano rifugio in strutture che aprono le porte nonostante risorse sempre piรน limitate.
Per inviare il proprio contributo fare click qui
Immagini della festa di raccolta fondi organizzata dai Ragazzi per lโUnitร di Roma (ยฉJoaquรญn Masera)
Immedesimarsi con la vita degli altri
Testimoniare insieme lโamore di Dio
Mettere in pratica la caritร

ร da oggi in libreria lโultimo volume, tra quelli finora pubblicati, che raccoglie quanto lasciato scritto da Chiara Lubich sulla sua esperienza mistica: Paradiso โ49. Un testo per molti aspetti singolare, che certo non mancherร di suscitare una vivace recezione. Soprattutto perchรฉ, per la prima volta, mette a disposizione del grande pubblico, senza veli e selezioni, la sorgente ultima dellโavventura cristiana che ha fatto di Chiara una protagonista della seconda metร del secolo scorso e oltre. Consegnandoci unโereditร che resta in gran parte da esplorare e implementare.
Sรฌ, la sorgente ultima: che non รจ frutto di una sua immaginazione โ per quanto geniale โ e neppure soltanto di unโoriginale ispirazione che le รจ stata concessa. Ma รจ qualcosa di piรน e di diverso. Qualcosa โ scrive il filosofo Jean-Luc Marion โ che viene dโailleurs: da quellโโaltroveโ che in Gesรน ci รจ stato dato una volta per sempre โda dentroโ e โda sottoโ la storia che viviamo, con le sue magnifiche e incredibili espressioni e sorprese e con le sue drammatiche e conturbanti prove.
La vicenda della Chiesa lungo i secoli ben conosce questo riproporsi sempre nuovo di Gesรน, come da lui stesso promesso: “Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”. Un evento ogni volta imprevedibile e sorprendente. Perchรฉ opera dello Spirito che “รจ come il vento che soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai di dove viene e dove va”. E che pure si fa riconoscibile e apprezzabile.
Il Paradiso โ49, ancora una volta e in forma inedita, รจ di tutto questo testimonianza disarmata e fedele. In ciรฒ va schiettamente riconosciuto il suo primo valore. E non possiamo non essere immensamente grati a Chiara che alla fine โ non senza prima essersi voluta accuratamente garantire della cosa in conformitร alla fede della Chiesa โ abbia voluto farne dono. Perchรฉ lโha ritenuta cosa preziosa e se nโรจ riconosciuta responsabile: come di un dono, appunto, fatto da Dio non solo per lei ma per tutti. Di qui un secondo valore di queste pagine: quello che sono destinate a rivestire per lโOpera di Maria. Che รจ stata forgiata nel suo DNA carismatico proprio grazie agli eventi che vi sono testimoniati: per essere โlโotre nuovoโ destinato a custodire e riversare con generositร il โvino nuovoโ dello Spirito cosรฌ comunicato. A servizio del cammino del Vangelo nella storia.
Di qui, infine, il terzo e forse risolutivo valore di questo scritto: rendere fruibile la risorsa decisiva che lโevento di Gesรน rappresenta oggi per noi. Il cristianesimo โ รจ stato detto โ ha ancora da fiorire. E in questo sfidante tornante epocale, nel dialogo fraterno che i discepoli di Gesรน son chiamati a vivere con tutti coloro che cercano la veritร e servono la giustizia: no, davvero, ancora non ci siamo detti tutto.
Piero Coda
Foto di copertina: ยฉ Horacio Conde – CSC Audiovisivi
Aprirsi allโamore di Dio
Essere artigiani di pace
Non restare indifferenti

Di che cosa posso ridere?
Ho imparato a ridere di me stesso; divento abbastanza ridicolo in certi momenti in cui mi sento fragile. Sono attento allโumorismo delle persone in punto di morte o di fronte ad una tragedia. Questo lโho imparato dal fondatore della Logoterapia, Viktor Frankl.
โ Cosa mi dร fastidio?
Che le persone non capiscano delle cose abbastanza ovvie.
Il motto della mia vita?
ร una frase di Paolo VI: “Beati questi tempi tormentati e paradossali, che quasi ci costringono alla santitร ”. Si puรฒ anche leggere laicamente, cioรจ: sono tempi che ci costringono ad essere integri.
โ Il mio punto forte?
Direi che รจ collegato a questo motto: riesco ad essere sereno in situazioni di crisi. Ho un โottimismo tragicoโ.
โ Il mio punto debole?
Sono un poโ pigro ed inoltre rischio di pregiudicare le situazioni e le persone, ma cerco di fare attenzione a questo e convertirmi.
Cosa mi sta particolarmente a cuore nel mio nuovo servizio?
Umanizzare i rapporti istituzionali. Essere realista. E poi non uscire mai e con nessuno dalla dinamica del dialogo. L’unitร con Margaret.
โ Il mio luogo preferito?
I quartieri semplici e poveri delle cittร latinoamericane dove si puรฒ fare due chiacchiere semplicemente con la gente, magari prendendo insieme un mate!
โ Da cosa traggo forza?
Sono una persona religiosa, popolare, latino-americana. Quando posso o quando ho qualche nodo da sciogliere faccio pellegrinaggi ai santuari mariani ed anche avere immagini dei miei โsanti protettoriโ. Insomma, traggo forza dalla preghiera e poi dallo stare con amici. Vorrei avere sempre tempo per loro.
Anche una buona dormita mi fa star bene! Tutto sembra possibile al mattino.
โ Cosa mi preoccupa?
Che il nostro carisma non sia compreso nella sua grandezza e perciรฒ mi preoccupa se riusciremo a purificarlo dal peccato del โdominioโ e dallโinautenticitร che ha inquinato i nostri rapporti.
Pubblicato originalmente nella rivista Neue Stadt (maggio-giugno 2026)
Foto: ยฉ CSC Audiovisivi
Roberto Almada nato nel 1956 a Rosario, in Argentina, รจ il nuovo Copresidente del Movimento dei Focolari. Ha studiato medicina ed รจ medico specialista in psichiatria. ร inoltre dottore in filosofia e cofondatore della Scuola di Logoterapia in Uruguay e Paraguay. Ha conosciuto il Movimento dei Focolari nel 1976. Da molti anni vive nelle comunitร dei Focolari, tra lโaltro in Uruguay, Paraguay, Argentina e presso il Centro Internazionale di Rocca di Papa. Roberto Almada รจ autore del libro โIl burnout del buon samaritanoโ.
I media ci connettono, il dialogo ci unisce

Il 22 aprile una trentina di leader di Chiese e organizzazioni cristiane mondiali hanno visitato il Centro Internazionale del Movimento dei Focolari a Rocca di Papa. La visita si inseriva nel programma dellโincontro annuale del Comitato Internazionale del Global Christian Forum (GCF โ Forum Cristiano Mondiale), svoltosi a Roma in quei giorni, ed รจ stata unโoccasione significativa di conoscenza reciproca e di dialogo ecumenico.
Lโincontro ha permesso di approfondire la storia, il carisma e lโimpegno del Movimento dei Focolari per lโunitร dei cristiani. Dopo una presentazione introduttiva, si รจ aperto un dialogo intenso e partecipato, animato da numerose domande e riflessioni. Al termine, Margaret Karram, Presidente del Movimento dei Focolari, ha portato un breve saluto, condividendo anche una testimonianza personale che ha suscitato forte risonanza tra i presenti.
I membri del Comitato hanno espresso gratitudine per lโaccoglienza ricevuta e per la luce emersa dallโincontro. La Commissioner Jane Paone dellโEsercito della Salvezza internazionale ha commentato: โPer me รจ stata unโesperienza molto โvibranteโโ: sono stata toccata dalla gioia e dallโospitalitร โ.
Il dott. Hanns Lessing, rappresentante della Comunione Mondiale delle Chiese Riformate, diceva: โMi ha toccato particolarmente come il comandamento evangelico, โAma il tuo prossimo come te stessoโ, possa oggi tradursi in โun invito ad amare lโaltra comunitร ecclesiale come la propriaโ.
Il prof. Dirk Lange della Federazione Luterana Mondiale ha messo in luce il legame profondo tra le storie ascoltate e lโidentitร del Global Christian Forum: โLe storie di fede di Chiara Lubich e di Margaret Karram ci hanno portati al cuore del GCF: costruire relazioni attraverso il dono di sรฉ, nella fiducia che Dio provvede sempre. Lโamore di Dio รจ al centro e lโamore reciproco unisceโ.

Fondato nel 1998 su iniziativa del Consiglio Ecumenico delle Chiese, durante il mandato del allora Segretario generale, il dott. Konrad Raiser, il Global Christian Forum รจ uno spazio ecumenico unico che riunisce tutte le principali correnti del cristianesimo mondiale, comprese le Chiese pentecostali e libere. Il suo carisma specifico รจ la condivisione delle storie di fede personali come via privilegiata per costruire relazioni, superare le distanze storiche e promuovere lโunitร nella diversitร . Come ha sottolineato in questi giorni il dott. David Wells della Pentecostal World Fellowship: โIl GCF favorisce un dialogo che non parte da posizioni dottrinali o politiche, ma dalle personeโ.
Il Comitato Internazionale, composto da circa 30 responsabili ecclesiali โ tra cui dal 2026 anche il Movimento dei Focolari โ ha riflettuto sulle sfide del futuro, in un mondo segnato da crescenti polarizzazioni che attraversano anche le Chiese. ร emersa una domanda centrale: come essere oggi riconciliatori?
Per tutti รจ apparso chiaro che il GCF occupa uno spazio unico nel panorama ecumenico. Come ha aggiunto ancora David Wells, utilizzando una metafora efficace: โIl GCF รจ come un fertilizzante: lavora sotto la superficie. Non sempre si vede subito, ma i suoi frutti emergono nel tempo, orientati verso lโunitร visibileโ.
Si รจ evidenziata cosรฌ una forte consonanza tra lโobiettivo e metodo di dialogo del Global Christian Forum e il carisma e โdialogo della vitaโ del Movimento dei Focolari, aprendo prospettive di collaborazione ricche di speranza per il cammino dellโunitร della Chiesa e dellโintera famiglia umana.
Enno Dijkema
Lavorare per il bene comune
Siamo piรน forti insieme
Dare forma alla speranza

Nei momenti della vita in cui ci sentiamo sfiduciati rispetto al futuro o delusi dalle persone piรน vicine, puรฒ accadere qualcosa di improvviso e inatteso, capace di dare senso a tutto e trasformare questo disincanto in gioia e persino in pace nuova dentro e fuori di noi.
A volte si tratta di una esperienza cosรฌ personale e profonda da darci il coraggio di uscire da noi stessi e condividere con gli altri il motivo della nostra gioia, quasi per incoraggiare tutti a riviverla, non solo individualmente ma anche come gruppo. Chissร che questo non possa diventare la nostra missione: portare la gioia che รจ frutto di una trasformazione interiore e che, a sua volta, trasforma il nostro ambiente, rinnovandolo.
Tuttavia, di fronte allโimpulso iniziale, a quella sensazione di poter โconquistare il mondoโ, la realtร รจ difficile da affrontare e gli impegni diventano difficili da mantenere. Dove trovare la forza per non arrendersi ed essere sempre portatori di gioia e pace? Come non lasciarsi vincere quando intorno a noi sembra che lโumanitร abbia fallito come tale?
Puรฒ aiutare avere uno sguardo diverso sulle situazioni, che significa cercare tutto ciรฒ che cโรจ di positivo nelle circostanze, senza ingenuitร , ma andando oltre le apparenze e trovando la forza di non scoraggiarci. Scopriremo che se cambiamo il modo in cui guardiamo le cose, le cose che guardiamo cambiano. Si tratta di impegnarsi in una lotta quotidiana per lโideale di un mondo rinnovato.
Possiamo trovare la forza stringendoci insieme con quelle persone che, come noi, non si rassegnano allo status quo, ma che si uniscono per essere strumenti di cambiamento.
In particolare in questo periodo storico รจ fondamentale guardare innanzitutto dentro di noi, ascoltare la nostra coscienza, che in ogni momento ci suggerirร come agire o quali parole condividere, affinchรฉ il farci vicini agli altri, condividendo le loro aspirazioni, apra strade nuove di rinnovamento della societร .
Foto: ยฉMircea Iancu – Pixabay
Trova il โnoiโ tra โteโ e โmeโ

Dopo essere apparso a Maria di Magdala il mattino di Pasqua, la sera di quello stesso giorno il Risorto si rende presente per la prima volta fra i suoi discepoli. La loro reazione immediata รจ la gioia, arricchita dalla pace, quella vera che solo lui puรฒ dare[1]: ยซPace a voiยป (v. 21). Gioia e pace sono frutti dello Spirito[2]. Difatti Gesรน dice subito loro: ยซRicevete lo Spirito Santoยป (v. 22).
ยซโCome il Padre ha mandato me, anche io mando voiโ. Detto questo soffiรฒ su di loro e disse: โRicevete lo Spirito Santoโยป.
Lo Spirito Santo non solo abilita i discepoli alla stessa missione di Gesรน data dal Padre, ma li โricreaโ quale umanitร nuova. Il gesto del Risorto che soffiรฒ su di loro รจ lo stesso che il Creatore fece nelle narici dellโuomo plasmato con polvere del suolo[3]. Come la creazione รจ opera continua dellโamore del Padre che sostiene lโintero universo, cosรฌ la nuova creazione operata dal Risorto nello Spirito Santo continuamente sostiene lโumanitร in cammino verso il Regno.
La Parola di Vita di questo mese ci ricorda che nella nostra esistenza abbiamo una grande possibilitร : diventare โaltri Gesรนโ. E questo รจ vero per ciascuno singolarmente, ma ancora di piรน comunitariamente. Gesรน parla al plurale ai suoi discepoli: solo insieme, infatti, tutte le membra, con le loro specificitร , possono โripetereโ il corpo mistico di Gesรน.
ยซโCome il Padre ha mandato me, anche io mando voiโ. Detto questo soffiรฒ su di loro e disse: โRicevete lo Spirito Santoโยป.
In quanto figli nel Figlio, abbiamo dunque la stessa vocazione di Gesรน: usciti dal seno del Padre, siamo chiamati a ritornare a Lui, ripetendo nel mondo i suoi gesti e le sue parole, accompagnati dalla grazia dello Spirito Santo. Se ci apriamo a questo dono, anche noi possiamo affermare con Paolo: ยซNon sono piรน io che vivo, ma Cristo vive in meยป[4].
Questa Parola, dunque, ci invita ad approfondire il nostro rapporto con lo Spirito Santo, sia nella preghiera che nella vita di ogni giorno, โascoltando quella voceโ, e ricordandoci che: ยซSenza lo Spirito Santo Dio รจ lontano, Cristo rimane nel passato, il Vangelo รจ lettera morta, la Chiesa รจ una semplice organizzazione, la missione una propaganda.
Ma nello Spirito Santo il cosmo รจ sollevato e geme nella gestazione del Regno, Cristo risorto รจ presente, il Vangelo รจ potenza di vita, la Chiesa significa comunione trinitaria, la missione รจ una Pentecosteยป[5].
ยซโCome il Padre ha mandato me, anche io mando voiโ. Detto questo soffiรฒ su di loro e disse: โRicevete lo Spirito Santoโยป.
Andrea รจ un adolescente in piena crisi esistenziale: i dubbi sul senso della vita, la paura del futuro, le fragilitร che sperimenta gli sembrano montagne insormontabili e si ritrova spesso scoraggiato e infelice. Qualcuno gli suggerisce di parlarne con Chiara Lubich. Poco prima di incontrarla, Andrea sente pronunciare da Chiara sottovoce la parola: ยซSpirito Santoยป โ e capisce che Chiara sta pregando.
Durante il colloquio si sente profondamente compreso, ascoltato e accolto cosรฌ come รจ. E ritrova la pace: non perchรฉ i suoi problemi siano di colpo scomparsi, ma perchรฉ ora cโรจ qualcuno con cui condividerli.
ยซDa Chiara non solo ho ricevuto un aiuto concreto โ confiderร anni dopo โ ma ho anche imparato uno stile: farsi accanto a chi soffre, con delicatezza e comprensione, senza giudicare, proprio come farebbe Gesรนยป.
Questo puรฒ realizzarlo solo lo Spirito Santo, se lo accogliamo e lasciamo operare in noi.
Claudio Cianfaglioni e il team della Parola di Vita
Foto: ยฉ CSC – Audiovisivi
[1] Cf. Gv 14,27.
[2] ยซIl frutto dello Spirito invece รจ amore, gioia, pace, pazienzaโฆยป (Gal 5,22).
[3] Cf. Gen 2,7.
[4] Gal 2,20.
[5] Ignazio, metropolita di Laodicea, Assemblea generale del Consiglio ecumenico delle Chiese, 5 luglio 1968, citato da papa Francesco nellโOmelia della solennitร di Pentecoste, 31 maggio 2020.




โBisogna avere il coraggio di avvicinarsi uno all’altro, avere il coraggio dell’incontro.
Questo non รจ semplicemente un motto per la Settimana Mondo Unito, ma una scelta che facciamo tutti noi ogni giorno. E se facciamo cosรฌ questa diventa una via per la paceโ.
Margaret Karram e Roberto Almada, Presidente e Copresidente del Movimento dei Focolari, attraverso una breve chiacchierata, ci invitano a guardare al dialogo con tenacia e sceglierlo concretamente nel quotidiano.
Attivare i sottotitoli e scegliere la lingua desiderata.
Pregare per la pace
Farsi โsempliciโ

Azioni, iniziative, attivitร ed eventi mondiali per generare una rete capace di vivere e testimoniare che la fratellanza universale รจ davvero possibile. ร questo lo slancio che anima la Settimana Mondo Unito (SMU). Supportata da United World Project insieme al Movimento dei Focolari e a Youth for a United World (Y4UW), questa azione globale che ogni anno si svolge dal 1ยฐ al 7 maggio, attraversa i continenti, gli oceani e diventa unโoccasione concreta per trasformare valori come unitร e pace in esperienze condivise.
Persone di culture, etร e contesti diversi, ciascuno nella propria cittร e comunitร , abbracciano questo invito con lโobiettivo di creare spazi di incontro autentico, mettere in rete energie, idee e testimonianze capaci di generare un cambiamento reale.
Lโ edizione di questโ anno propone un tema forte e attuale: #ChooseToDialogue. In un mondo segnato da conflitti e crescenti divisioni, diventa ancora piรน urgente e significativo riscoprire il valore dellโincontro, dellโascolto e della comprensione reciproca. Scegliere il โDialogoโ con coraggio oggi significa opporsi alla logica dello scontro e aprire strade di pace; superare le distanze e trasformare le differenze in opportunitร di unitร . La proposta per questa SMU? Un percorso quotidiano che invita a vivere questa scelta in vari ambiti:
โข 1 maggio โ Intercultura & Dialogo
โข 2 maggio โ Arte & Impegno sociale
โข 3 maggio โ Salute, Sport ed Ecologia
โข 4 maggio โ Economia e Lavoro + Educazione e Ricerca
โข 5 maggio โ Comunicazione e Media
โข 6 maggio โ Cittadinanza Attiva e Politica
โข 7 maggio โ Pace & Diritti Umani
Vari gli strumenti e le proposte messe a disposizione per realizzare tutto questo, dal Time-out, lโinvito ad un momento di silenzio e preghiera condivisa che unisce tutti nel chiedere il dono della pace, allโInspiration Box, documento ricco di idee e suggerimenti da realizzare durante la settimana.
Tra gli appuntamenti da non perdere:
Come organizzare eventi, condividere storie e aderire alla Settimana Mondo Unito 2026?
ร molto semplice! Visita il sito www.unitedworldproject.org, da’ uno sguardo alla sezione ufficiale della Settimana Mondo Unito 2026 e segui i social di United World Project, focolare.org a Youth for a United World o scrivi al contatto week@unitedworldproject.org.
A cura di Maria Grazia Berretta
Vivere la mitezza
Lโamore fa superare la chiusura del cuore
Guardando la natura, lodo il creato

Dal 16 al 18 aprile 2026, il Comitato di Orientamento della rete “Insieme per l’Europa” (IpE) si รจ riunito per il suo ritiro annuale, questa volta presso il Centro Schoenstatt di Vienna, Austria, sul Kahlenberg. 26 partecipanti, in rappresentanza di otto tra i Movimenti cristiani che compongono la rete, hanno tracciato un bilancio dell’anno trascorso e definito gli obiettivi per i progetti futuri.
Un aspetto centrale dell’incontro di quest’anno รจ stato lโavvicendamento di alcune persone in seno al Comitato di Orientamento. Questo passaggio รจ stato preparato negli ultimi due anni in un clima di ascolto dello Spirito, per garantire al contempo continuitร e nuovi impulsi.
Margaret Karram, Presidente del Movimento dei Focolari, ha espresso in una lettera il suo profondo ringraziamento ai membri uscenti per il grande impegno profuso negli ultimi decenni nel plasmare IpE. Hanno salutato il gruppo: Gerhard Pross (CVJM Esslingen), co-fondatore di IpE e suo moderatore di lunga data, insieme a Thomas Rรถmer e Walter Kriechbaum (entrambi del CVJM Monaco, impegnati in IpE fin dagli inizi).
Diego Goller (IT) e Ilona Toth (HU), rappresentanti della Presidente del Movimento dei Focolari nel Comitato di Orientamento, hanno dato il benvenuto ai loro successori: Liz Taite (GB), con una lunga esperienza nell’ecumenismo, e Alberto Lo Presti (IT). I compiti di Segretaria Generale saranno assunti da Maria Wienken (DE), affiancata da Elisabeth Danner (A), entrambe del Movimento dei Focolari. Il passaggio di consegne รจ stato celebrato solennemente durante una preghiera serale e suggellato dal “Patto dell’amore reciproco”. Gerhard Pross ha sottolineato la grandezza della missione di IpE e i suoi ricchi frutti, che hanno segnato tappe importanti nella storia della Chiesa, come descritto nel libro โSternstunden der Einheitโ (Momenti salienti di unitร ).
Il ruolo di moderatore di IpE sarร ora ricoperto da un gruppo composto da tre membri dell’attuale Comitato: Suor Nicole Grochowina (Communitรคt Christusbruderschaft Selbitz), P. Raffael Rieger (Movimento di Schรถnstatt) e Matthias Bรผhlmann (Vineyard). “Questo cambiamento non segna solo la fine di un’era, ma anche l’inizio di una nuova fase di collaborazione a livello europeo“, ha commentato uno dei partecipanti.
Un altro membro ha aggiunto: “Le giornate sul Kahlenberg hanno dimostrato che la nostra diversitร รจ la nostra forza. Con il nuovo team diamo un segnale chiaro di continuitร e di nuovi orizzonti”. Un altro partecipante ha sottolineato: “IpE scrive una storia di speranza in questi nostri tempi apparentemente senza speranza. Per questo oggi รจ piรน importante che mai camminare insieme”.
Agenda e prospettive
Un altro punto focale dei colloqui รจ stato il lavoro dei Comitati Nazionali, che stanno assumendo una responsabilitร crescente nel radicare IpE nei rispettivi Paesi.
Sono stati inoltre discussi i prossimi appuntamenti di rilievo:
L’incontro del 2026 del Comitato di Orientamento ha segnato cosรฌ una pietra miliare importante per l’orientamento futuro della rete, che continua a impegnarsi per l’unitร e la fraternitร in tutto il continente.
Beatriz Lauenroth
Foto: gentilezza Insieme per l’Europa
Gettare nel Padre ogni preoccupazione
Oggi meglio di ieri
Portare lโunitร

Primo Pontefice della storia moderna ad avere una conoscenza diretta dellโAfrica, papa Prevost, giร dai tempi in cui era a capo dell’Ordine degli Agostiniani, aveva visitato di persona tutte le regioni dellโAfrica: centrale, meridionale, occidentale, australe!
A bordo dellโaereo papale da Roma ad Algeri Papa Leone XIV ha dichiarato ai giornalisti: โGiร lo scorso maggio avevo detto che nel mio primo viaggio avrei voluto visitare lโAfrica. Molti mi hanno subito suggerito lโAlgeria per via di santโAgostinoโ.
11 giorni, 18 voli, oltre 18.000 km. Algeria, Camerun, Angola, Guinea Equatoriale. 25 discorsi e omelie, otto Messe pubbliche celebrate, incontri con presidenti, vescovi, imam. Il Pontefice, nei suoi interventi, ha messo in evidenza le opere di misericordia della Chiesa attraverso incontri a margine con: detenuti, orfani, anziani ed ha incontrato centinaia di migliaia di fedeli. Il talento poliglotta del Papa รจ stato messo in piena luce, โci ha parlato in francese, portoghese, spagnolo e inglese per entrare in contatto personale con le diverse popolazioni localiโ.
Beati i costruttori di pace
In un discorso storico tenuto alle autoritร in Camerun il 15 aprile, giorno del suo arrivo, Leone ha affrontato in modo diretto il tema della crisi umanitaria, politica e sociale che da un decennio affligge il Paese. Ha descritto il costo umano in termini chiari โ vite perdute, famiglie sfollate, bambini privati dellโistruzione e una generazione di giovani priva di speranza โ lodando al contempo la diversitร culturale e linguistica del Paese come un โtesoroโ piuttosto che un onere.
Una tappa fondamentale del viaggio in Camerun si รจ svolta a Bamenda, cuore di una regione dilaniata dalla violenza separatista da 10 anni. Papa Leone XIV ha presieduto un incontro sulla pace nella Cattedrale di San Giuseppe. Intorno al tavolo, un capo tradizionale, un moderatore presbiteriano, un imam e una suora cattolica. โUn immagine suggestiva che continuerร a nutrire il nostro immaginario per tantissimo tempoโ, ha detto Elisabeth, una cittadina di Bamenda: โun Papa circondato da rappresentanti di diverse fedi e comunitร in una cittร nel cuore di un conflitto in corso, che invoca il dialogo invece della violenza, la riconciliazione invece della vendettaโ.
Il Papa si รจ rivolto allโintera comunitร composta da persone giunte dal Nord-Est e Sud-Est, che avevano fatto tanti chilometri superando paura e ostacoli per essere presenti a questa giornata. Ha ringraziato tutti coloro che scelgono di costruire ponti tutti i giorni e che curano ferite. Ma ha anche lanciato un monito, โa coloro che distorcono le religioni e il nome stesso di Dio per perseguire i propri obiettivi militari, economici e politiciโ. Una denuncia per tutti quelli che- ha affermato il Papa- โspogliano la vostra terra delle sue risorse investono generalmente gran parte dei profitti nelle armi, in una spirale di destabilizzazione e di morte senza fineโ.



โCari giovani, voi siete i figli prediletti della terra africana!โ
La seconda giornata del Papa in Camerun รจ stata interamente dedicata ai giovani. ร proprio a questa gioventรน, vivace e in movimento, che Leone XIV ha scelto di rivolgersi direttamente nella sua omelia, davanti a 120.000 fedeli allo stadio di Japoma, a Douala e poi di fronte agli studenti dellโUniversitร Cattolica dellโAfrica Centrale. Leone XIV ha moltiplicato gli appelli a resistere allโemigrazione, alla corruzione e alle illusioni del mondo digitale. Con, in filigrana, un messaggio ribadito due volte nello stesso giorno: il futuro del continente si costruirร qui, non altrove.
Il Papa non ha eluso la realtร del Paese nello stadio di Japoma parlando della povertร , sia materiale che spirituale e lanciando un invito ai giovani: โper fare del vostro spirito fiero una profezia del mondo nuovo, prendete come esempio ciรฒ che abbiamo ascoltato negli Atti degli Apostoli. I primi cristiani danno infatti testimonianza coraggiosa del Signore Gesรน davanti a difficoltร e minacceโ, e pensando a come loro hanno perseverato anche tra gli oltraggi ha invitato a โrifiutare ogni forma di abuso e di violenza, che ingannano promettendo guadagni facili e induriscono il cuoreโ. Ha ricordato loro la vera ricchezza del popolo: โla fede, la famiglia, lโospitalitร , il lavoroโ. Per illustrare il suo discorso, Leone XIV ha citato il Beato Floribert Bwana Chui, un martire congolese ucciso nel 2007 per aver rifiutato, in qualitร di doganiere, di far passare una spedizione di medicinali contraffatti. ร presentato come un santo della resistenza alla corruzione, un modello per la gioventรน africana: Il Pontefice ha inoltre continuato dicendo: โSiate la buona novella per il vostro Paeseโ-
Formare โmenti capaci di discernereโ
Nel pomeriggio a Yaoundรฉ, il Papa รจ atteso allโUniversitร Cattolica dellโAfrica Centrale, fiore allโocchiello dellโistruzione superiore della regione, che attira ogni anno oltre 5.000 studenti provenienti in particolare dal Gabon, dal Ciad, dalla Guinea Equatoriale e da altri Paesi. Sono in 8000 ad accogliere il Pontefice con un grande entusiasmo, tipico del mondo universitario.



Di fronte a questa platea di giovani africani, papa Leone ha scelto di parlare di argomenti sensibili, attuali: la corruzione, lโintelligenza artificiale e le sue derive, le migrazioni, ecc.
ร proprio questa tensione tra la tentazione dellโesilio e il dovere verso il proprio Paese che Leone XIV ha posto al centro del suo discorso. โDi fronte a questa tendenza a voler emigrare, che puรฒ far credere che altrove si troverร facilmente un futuro migliore, vi invito innanzitutto a rispondere con un ardente desiderio di servire il vostro Paeseโ, ha detto agli studenti, ricordando loro che lโuniversitร รจ stata fondata trentacinque anni fa proprio per formare โtestimoni di saggezza ed equitร di cui il continente africano ha bisognoโ.
Parlando dellโIntelligenza Artificiale, il Papa ha dichiarato, con insolita gravitร : โQuando la simulazione diventa la norma, viviamo come in bolle impermeabili le une alle altre, ci sentiamo minacciati da chiunque sia diversoโ. La sua conclusione รจ diretta, senza giri di parole: โร cosรฌ che si diffondono la polarizzazione, i conflitti, le paure e la violenza. Non รจ in gioco un semplice rischio di errore, ma una trasformazione del rapporto stesso con la veritร โ.
LโAfrica paga il costo ambientale e umano dellโestrazione del cobalto, minerale indispensabile per le batterie che alimentano i data center e i dispositivi connessi a Internet. Il Papa non ha usato mezzi termini su questo punto: โIl lato nascosto delle devastazioni ambientali e sociali causate dalla corsa sfrenata alle materie prime e alle terre rareโ deve essere denunciato, ha ribadito con forza.
Liliane Mugombozi (Camerun)
Foto: cortesia della Nunziatura Apostolica in Camerun
Costruire relazioni di fiducia
Foto di copertina: ยฉ C.Mendes – CSC Audiovisivi
Ascoltare la voce della coscienza
Lo vuoi tu? Lo voglio anchโio!
Caritร operosa
Accogliere
Rispettare gli altri
Collaborare con chi incontro
Riempire la giornata di atti di solidarietร

Il piรน grande Paese africano per superficie nel quale, dei 48 milioni di abitanti, i cristiani sono meno dell’1%. LโAlgeria รจ il Paese che papa Leone XIV ha scelto come prima tappa del viaggio in terra africana che lo porterร poi in Camerun, Angola e Guinea Equatoriale. Vi รจ arrivato 13 aprile 2026 e i suoi primi incontri con la comunitร algerina hanno messo in evidenza anche la vita e le attivitร di organizzazioni e iniziative interreligiose, a volte poco conosciute, che operano nel Paese da molti anni.
Una di queste รจ il Movimento dei Focolari, una rete di unitร spirituale arrivata nell’Algeria a maggioranza musulmana nel 1966. Le sue attivitร in Algeria sono animate da membri musulmani, per lo piรน donne, che vi partecipano, lavorando in piccoli gruppi in tutto il Paese, sia prestando aiuto presso centri per anziani locali, sia dando ripetizioni agli studenti o studiando insieme a loro.
Lโesperienza di una fede ยซveraยป che ยซnon isola ma apre, unisce ma non confonde, avvicina senza uniformare e fa crescere unโautentica fratellanzaยป รจ stata condivisa in francese da Monia Zergane, musulmana la cui vita si fa ยซsegno di speranza per il nostro mondoยป. Nei servizi della Chiesa cattolica in Algeria, cristiani e musulmani lavorano ยซfianco a fiancoยป, ha riferito la donna, ยซcon le stesse preoccupazioniยป di ยซaccogliere, servire, ascoltare, prendersi cura dei piรน fragili, organizzare, trovare risorse finanziarie e adoperarsi perchรฉ i centri di attivitร siano luoghi sicuri che preservino la dignitร delle personeยป. Un servizio ai piรน ยซvulnerabiliยป, che siano donne, bambini, anziani, malati, vissuto ยซinsiemeยป e in grado di creare una ยซfraternitร realeยป, ha spiegato, forte della convinzione che ยซservire lโuomo รจ anzitutto servire Dioยป. Un impegno, ha rimarcato, che si nutre di tutte le cose ยซbelleยป messe in gioco: competenze, dedizione, pazienza, perdono, compassione e benevolenza.
Fratelli e sorelle che sono stati ยซdโimmenso aiuto e confortoยป per Monia nella prova della malattia, quando, ha confidato con gratitudine, ยซho potuto contare sulla loro vicinanza, sulla loro incrollabile solidarietร , sulla loro delicatezza e le loro preghiereยป. In particolare, la vicinanza di una comunitร del Movimento dei Focolari, e lโimpegno quotidiano per mettere in pratica lโamore per il prossimo, ยซmโinterpella spesso e mi fa capire che la vita non รจ fatta soprattutto di grandi opere visibili, ma di una comunione vissuta giorno dopo giornoยป, ha riconosciuto. Consapevole che la fratellanza si costruisce anche ยซnei gesti semplici: un sorriso, un saluto che viene dal cuore, una parola benevola, un servizio reso senza aspettarsi nulla in cambio, e nelle piccole cose della vita quotidiana: farsi gli auguri per una festa, condividere un pasto dopo un tempo di digiuno, ascoltare il significato spirituale di una celebrazioneยป.
A cura della redazione
Foto: ยฉ Joaquรญn Masera – CSC Audiovisivi

Nel vortice delle notizie rapide sulla guerra in Libano, le storie individuali si perdono e i volti umani sbiadiscono dietro i numeri degli sfollati e i rapporti sui bombardamenti. Eppure la realtร , come rivelano le testimonianze sul campo, รจ molto piรน profonda e dolorosa di quanto mostrino i titoli. In questo โtempo di guerraโ, centinaia di migliaia di libanesi vivono una condizione di sfollamento ripetuto, come se fosse un destino che si rinnova a ogni nuova ondata di violenza. Ma in mezzo a questo buio emergono anche volti umani che cercano di restituire alla vita il suo significato.
Dallโinizio dellโescalation e con lโespansione dei raid aerei e degli ordini di evacuazione, lo sfollamento non รจ piรน un evento eccezionale, ma รจ diventato uno stile di vita. Non vengono piรน evacuate singole aree, ma intere regioni, dal sud alla Beqaa fino al cuore della capitale Beirut. In questo scenario, il numero degli sfollati ha superato il milione, in una delle piรน grandi ondate di sfollamento interno nella storia recente del Paese. Tante le vittime civili.
Dietro questo numero si nascondono perรฒ storie umane che riassumono la tragedia. Zeina Chahine ha condotto alcune interviste per raccontare il dolore delle persone e, allo stesso tempo, la grandezza dellโazione umanitaria che diventa incontro, consolazione e forza collettiva contro lโingiustizia.
Marwan, uno degli sfollati del sud, riassume lโesperienza con una frase dolorosa: โStiamo appassendo lentamenteโ. Non รจ solo una metafora, ma la descrizione di una vita che viene consumata gradualmente, in cui lโessere umano perde casa, lavoro e stabilitร senza perรฒ perdere del tutto la speranzaโฆ che tuttavia si logora. Marwan aggiunge che anche lโidea del ritorno รจ cambiata: non sogna piรน la casa, ma semplicemente il ritorno, in qualsiasi forma possibile.
Nawal racconta invece il momento della fuga forzata: una telefonata nel cuore della notte, pochi minuti per raccogliere ciรฒ che si puรฒ portare, poi la fuga sotto i bombardamenti. โCosa dobbiamo portare con noi?โ รจ una domanda che riassume lโimpotenza di fronte alla rapiditร del crollo. Una piccola valigia in cambio di una vita intera lasciata indietro. Anche lei, come molti altri, non ha vissuto lo sfollamento una sola volta, ma piรน e piรน volte, fino a quando il ritorno alla โtabula rasaโ รจ diventato parte dellโesperienza stessa.
Anche i bambini e i giovani pagano il prezzo. Suleiman, sedicenne, si ritrova fuori dalla scuola, in un rifugio temporaneo, e riassume la guerra dicendo: โร la mia croce in questa vitaโ. Parole che mostrano come la guerra non rubi solo il presente, ma anche lโinnocenza dellโetร .
Ma accanto a questo dolore vive anche unโaltra immagine, non meno presente: quella della solidarietร umana. Tra scuole trasformate in centri di accoglienza e angoli sovraffollati delle cittร , emergono volontari e iniziative individuali che cercano di colmare il vuoto dellโassenza. Persone che dormono per terra, con una grave mancanza dei beni piรน essenziali, e tentativi graduali di fornire materassi e coperte. Il bisogno non riguarda solo cibo e acqua, ma anche tutto ciรฒ che preserva la dignitร umana, come i prodotti per lโigiene personaleโฆ perchรฉ anche nello sfollamento lโessere umano ha bisogno di sentirsi dignitoso.
Abir, madre e volontaria, vede lโaiuto come un dovere umano prima di tutto. Dice che ciรฒ che colpisce di piรน รจ โla paura negli occhi delle personeโ, quellโansia costante di un futuro incerto. Ma allo stesso tempo osserva anche la forte spinta alla solidarietร : โLe persone corrono ad aiutare, senza chiedere nullaโ. In un contesto in cui le istituzioni a volte sono limitate, le iniziative individuali diventano la prima linea di difesa dellโumanitร .
Questo incontro tra dolore e solidarietร rivela una forte contraddizione: la guerra divide le persone, ma allo stesso tempo crea spazi inaspettati di solidarietร . ร come se la societร , nei momenti di collasso, riscoprisse se stessa attraverso i suoi individui.
E nonostante le differenze nelle opinioni e nelle appartenenze, il punto comune rimane il sentimento di sradicamento e il rifiuto della guerra e delle sue tragedie. Con il passare del tempo, anche la forma della speranza cambia: da โse Dio vuole torneremo a trovare le nostre caseโ a semplicemente โse Dio vuole torneremoโ. Una speranza che si riduce, ma non si spegne.
Resta sospesa sulle labbra di tutti la domanda: โDomani dove andremo?โ. Non รจ una domanda su una destinazione precisa, ma sul destino stesso.
Eppure, nonostante tutto il dolore, queste testimonianze rivelano una veritร duplice: la guerra ferisce profondamente lโessere umano, sรฌ, ma non riesce a cancellarne lโumanitร . Tra una tenda e un rifugio, tra perdita e nostalgia, nasce unโaltra forma di resistenza: la resistenza della solidarietร .
Cosรฌ, mentre alcuni appassiscono lentamente, altri li annaffiano con quanto possono di solidarietร , mantenendo la vita possibile. Perchรฉ la fede nella fratellanza umana รจ una realtร che abbiamo interiorizzato vivendo e praticando, tramandata dai nostri padri e dai nostri nonni, fino a diventare sangue nelle nostre vene e parte della nostra civiltร .
Elaborato da Rima Saikali
Al Madina Al Jadida
Eโ attiva lโemergenza Medio Oriente. Ogni contributo permette di portare sollievo alle tante famiglie colpite dal flagello della guerra: molte hanno perso la casa, altre cercano rifugio in strutture che aprono le porte nonostante risorse sempre piรน limitate.
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Foto: ยฉPexels-Mohamad-Mekawi
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LโIstituto Universitario Sophia lancia una nuova offerta formativa per lโanno accademico 2026/2027, segnando un passaggio decisivo nella crescita dellโistituzione e nellโampliamento del suo progetto accademico internazionale. La nuova proposta, infatti, offre un percorso universitario completo (3+2) integrando due cicli di studio pienamente strutturati: il Baccalaureato in Filosofia e Scienze Umane (Laurea Triennale, interclasse L-5/L-24) e la Licenza in Filosofia, Economia di Comunione e Ambiente (Laurea Magistrale, classe LM-78).
La nuova proposta accademica dellโIstituto Universitario Sophia nasce da una convinzione semplice e radicale: il sapere non รจ un insieme di informazioni ma uno strumento concreto per cambiare il mondo.
โIn questo cambiamento dโepoca caratterizzato da incertezza e frammentazione โ afferma il Rettore Declan J. OโByrne โ, con la nuova offerta formativa, Sophia conferma la propria missione, assumendo un ruolo strategico nella formazione di persone capaci di unire pensiero critico, competenze interdisciplinari, progettuali e responsabilitร verso il bene comune, per porre le basi di un altro futuro, agendo nellโambito della sostenibilitร integrale, dellโeconomia, della progettazione sociale, territoriale e dellโinnovazioneโ.
Grazie alla collaborazione istituzionale con lโUniversitร degli Studi di Perugia (Italia), entrambi i percorsi permettono il conseguimento di un doppio titolo accademico, ecclesiastico e statale, con piena validitร nellโordinamento universitario italiano e riconoscimento internazionale.
Il Baccalaureato e la Licenza
Il Baccalaureato in Filosofia e Scienze Umane โ Laurea Triennale (L-5/L-24) โ รจ un corso di laurea che offre una formazione interdisciplinare centrata sulla comprensione della persona nelle sue dimensioni cognitive, emotive, relazionali e sociali. Prepara a proseguire negli studi, ad accedere ai percorsi per lโinsegnamento e ad assumere ruoli educativi, sociali, progettuali e culturali.
La Licenza in Filosofia, Economia di Comunione e Ambiente โ Laurea Magistrale (LM-78) โ sviluppa il metodo interdisciplinare di Sophia nei contesti dellโeconomia, della sostenibilitร integrale e della governance, formando figure professionali capaci di comprendere e accompagnare processi economici, sociali e organizzativi. Il corso di laurea promuove una riflessione critica sui modelli economici contemporanei e orienta alla ricerca di soluzioni etiche e sostenibili, in particolare, nei campi dellโecologia, dello sviluppo delle cittร , delle organizzazioni e delle comunitร .
Il focus su Economia di Comunione ed Economia Civile rende questo percorso unico nel panorama accademico italiano e internazionale, offrendo agli studenti strumenti per comprendere e trasformare i sistemi economici contemporanei, per contribuire concretamente alla costruzione di economie sostenibili, inclusive e generative. La formazione proposta prepara professionisti capaci di guidare processi di responsabilitร sociale dโimpresa, di sviluppare progetti di innovazione sostenibile, di lavorare nella rigenerazione dei territori, di assumere ruoli in imprese, enti pubblici e del terzo settore orientati allo sviluppo umano e alla sostenibilitร integrale, di contribuire alla costruzione di modelli economici resilienti e adatti a scenari complessi.
Sono inoltre attivi i dottorati di ricerca in Scienze Umane e in Cultura dellโUnitร , che completano lโofferta accademica dellโIstituto.



Due sedi nel cuore della Toscana
Con il prossimo anno accademico, Sophia inaugura anche una nuova sede didattica a Firenze (presso lโIstituto affiliato alla Facoltร Teologica dellโItalia Centrale), che ospiterร le attivitร del Baccalaureato. La scelta di Firenze consente lโaccesso alle opportunitร accademiche, professionali e culturali di una delle cittร universitarie piรน prestigiose dโEuropa.
La Laurea Magistrale rimane radicata nel campus internazionale di Loppiano, che offre un ambiente internazionale e interculturale in cui studenti provenienti da numerosi Paesi hanno lโopportunitร di condividere studio, vita quotidiana ed esperienze formative.
La forza della relazione accademica: un docente ogni cinque studenti
Uno degli elementi distintivi della vita accademica a Sophia รจ il rapporto studentiโdocenti, pari a circa 1:5. Questo permette un accompagnamento personalizzato, un dialogo continuo e un ambiente di studio che valorizza la relazione come parte integrante del processo formativo. Il modello Sophia supera la logica delle lezioni frontali affollate e favorisce una didattica interattiva, centrata sulla persona, sulla qualitร dei contenuti e sulla crescita delle competenze critiche, relazionali e progettuali.
Una rete di partner di valore
La qualitร della vita accademica a Sophia รจ anche garantita dalla possibilitร di vivere unโesperienza di studio personalizzata e aperta al mondo, grazie alla rete selezionata di partner che supporta le attivitร didattiche e offre opportunitร concrete di tirocinio e inserimento professionale in contesti internazionali, tra cui: ASCES-UNITA, Sophia ALC (America Latina), Together for a New Africa, Economia di Comunione Corea, Ethos Capital e Consulus.
Maggiori informazioni sul sito Sophiauniversity.org
A cura della Redazione
Foto: ยฉ Istituto Universitario Sophia
Imparare da tutti
Essere misericordiosi
Annunciare lโamore di Dio

Si ringrazia Vatican Media per la gentile concessione delle immagini e delle foto dell’Udienza.
Portare la pace nei nostri ambienti
Credere allโAmore