L’esilio in Babilonia e la distruzione del tempio di Gerusalemme avevano creato nel popolo di Israele un trauma collettivo e posto un interrogativo teologico: Dio รจ ancora con noi o ci ha abbandonati? Lo scopo di questa parte del libro di Isaia รจ quello di aiutare il popolo a capire quello che Dio sta operando, a fidarsi di Lui e poter cosรฌ ritornare in patria. Ed รจ proprio nellโesperienza dellโesilio che il volto di Dio creatore e salvatore si rivela.
โEcco, io faccio una cosa nuova, proprio ora germoglia, non ve ne accorgete?โ.
Isaia ricorda l’amore fedele di Dio per il suo popolo. La Sua fedeltร rimane costante anche durante il periodo drammatico dell’esilio. Anche se le promesse fatte ad Abramo appaiono irraggiungibili e il patto dell’Alleanza sembra in crisi, il popolo di Israele rimane un luogo particolarmente privilegiato della presenza di Dio nella storia.
Il libro profetico affronta domande esistenziali, fondamentali non solo per quel tempo: chi ha in mano lo svolgersi e il significato della storia? Questa domanda puรฒ essere rivolta anche a livello personale: chi tiene in mano le sorti della mia vita? Qual รจ il senso di quello che sto vivendo o che ho vissuto?
โEcco, io faccio una cosa nuova, proprio ora germoglia, non ve ne accorgete?โ.
Dio opera nella vita di ciascuno, costantemente, facendo “cose nuove”. Se non sempre ce ne accorgiamo o riusciamo a capirne il significato e la portata, รจ perchรฉ esse sono ancora germogli o perchรฉ non siamo pronti a riconoscere quello che Egli sta operando. Distratti da eventi che ci accadono, dalle mille preoccupazioni che ci attanagliano lโanima, da pensieri che ci importunano, forse non ci fermiamo abbastanza nellโosservare questi germogli che sono la certezza della Sua presenza. Egli non ci ha mai abbandonato e crea e ricrea in continuazione la nostra vita.
ยซSiamo noi la โcosa nuovaโ, la โnuova creazioneโ che Dio ha generato. [โฆ] Non guardiamo piรน al passato per rimpiangere ciรฒ che di bello ci รจ successo o per piangere i nostri sbagli: crediamo fortemente allโazione di Dio che puรฒ continuare ad operare cose nuoveยป[1].
โEcco, io faccio una cosa nuova, proprio ora germoglia, non ve ne accorgete?โ.
Insieme a coloro che condividono con noi il cammino della nostra esistenza, la nostra comunitร , gli amici, i colleghi di lavoro, proviamo a lavorare, a confrontarci e a non perdere la fiducia che le cose possano cambiare in meglio.
Il 2025 รจ un anno speciale perchรฉ la data della Pasqua ortodossa coincide con quella delle altre denominazioni cristiane. Che questo avvenimento, la festa della Pasqua comune, possa essere una testimonianza della volontร delle Chiese nel continuare senza sosta un dialogo nel portare avanti insieme le sfide dellโumanitร e promuovere azioni congiunte.
Prepariamoci a vivere quindi questo periodo pasquale con gioia piena, fede e speranza. Cosรฌ come Cristo รจ risorto, anche noi, dopo aver attraversato i nostri deserti, lasciamoci accompagnare in questo viaggio da Colui che guida la storia e la nostra vita.
A cura di Patrizia Mazzola e del team della Parola di Vita ยฉFoto di Adina Voicu da Pixabay
[1] C. Lubich, Parola di Vita di marzo 2004, in eadem, Parole di Vita, a cura di Fabio Ciardi (Opere di Chiara Lubich 5; Cittร Nuova, Roma 2017) pp. 715-716.
Era un bellissimo pomeriggio, un clima ideale. Il lungomare di Lima era pieno di gente: intere famiglie che si godevano la spiaggia, genitori e figli che arrivavano con le loro tavole e attrezzature da surf, scuole di surf con i loro insegnanti, turisti e venditori di bibite e gelati da offrire a quello sciame di potenziali acquirenti.
Accompagnavamo un amico del nord del Perรน che era venuto a trovarci. Con Marcelo lo stavamo portando nei luoghi piรน piacevoli e attraenti. All’orizzonte si potevano vedere i surfisti cavalcare abilmente le alte onde dell’Oceano Pacifico, che di pacifico ha ben poco o nulla. Un vero spettacolo! Il sole si stava preparando per l’ultima scena della giornata con una cornice esclusiva, dipingendo il cielo di un infuocato arancione rossastro.
In quel bellissimo contesto, al quale puรฒ accedere solo una determinata classe sociale, tutto andava a gonfie vele. In mezzo alla folla, ho notato un omino magro come uno stecchino che trasportava quattro sacchi con materiale di scarto che lui stesso aveva raccolto: cartone, bottiglie di plastica, vetro… Questo minuscolo essere, completamente invisibile in quell’ambiente, si preparava a salire alcune alte scale, esse conducono alla sopraelevata che attraversa l’autostrada da un lato all’altro, dalla spiaggia alla strada. Sembrava unโinvisibile formica con un carico tre volte il suo peso.
In quella folla senza volto, la sua presenza ha attirato tutta la mia attenzione. “Vieni, siediti un po’ accanto a me”, gli ho detto, indicando il posto vuoto alla mia destra della panchina dove ero seduto. Mi ha guardato sorpreso e sorridente. Ha posato i grossi sacchi e si รจ seduto. โCiao, io mi chiamo Gustavo, e tu?โ. โArturo,โ ha risposto con un ampio sorriso che mostrava una bocca sdentata. Mi ha spiegato che veniva da lontano e che doveva andare dall’altra parte dell’autostrada, salendo l’imponente scalinata, per prendere l’autobus che lo avrebbe riportato a casa. Lรฌ, nel suo umile quartiere, avrebbe venduto il materiale di scarto che aveva raccolto. Il suo lavoro quotidiano per sopravvivere, lui e la sua famiglia.
Marcelo gli ha offerto 5 Soles, il prezzo del biglietto dell’autobus. Lo abbiamo salutato stringendo calorosamente la sua mano sudata e augurandogli buona fortuna. Mentre saliva le scale con in mano le borse, ogni tanto ci guardava e ci regalava il suo sorriso sdentato.
In mezzo alla folla senza volto, Arturo รจ diventato la persona piรน importante, colui che ci ha toccato il cuore, che รจ riuscito a commuoverci interiormente, colui che ci ha collegato con le beatitudini, con il modo di vedere di Dio.
Il continente africano รจ composto da 54 Stati. Eโ attraversato dall’Equatore e dai tropici del Cancro e del Capricorno, quindi gran parte del territorio รจ situato nella zona torrida ed รจ caratterizzato da deserti, savane e foreste pluviali. ร il continente con la piรน grande area interessata da clima arido e caldo. Trenta milioni di kmยฒ con circa mille quattrocento milioni di abitanti.
Jesรบs Morรกn, Copresidente del Movimento dei Focolari, accompagnato da alcuni membri del Centro Internazionale ha visitato alcuni Paesi dellโest e dellโovest del continente tra il 13 gennaio e il 9 febbraio 2025. Margaret Karram, Presidente del Movimento dei Focolari, si รจ collegata in diretta in nove occasioni, specialmente per le giornate dedicate agli incontri con le comunitร locali.
โUn viaggio che ricorderemo a lungoโ ย ha detto Jesรบs Morรกn. โQuesto viaggio ci รจ rimasto nel cuore โ ha aggiunto Margaret Karram โ tanti lo hanno definito un โviaggio storicoโ. Io ho ancora negli occhi, anche se li ho visti attraverso i collegamenti, i loro volti, i loro sorrisi, la loro decisioneโ. โMi ha colpito tantissimo la testimonianza delle comunitร del Movimento nel vivere il Vangelo con radicalitร . Penso che ci possano insegnare moltoโ.
Costa dโAvorio, Sierra Leone, Kenya, Rwanda, Burundi sono state le tappe di questo viaggio, ma in molti degli incontri hanno partecipato tante altre persone da vari altri Paesi africani.
Impossibile riassumere lโintensitร e ricchezza di vita incontrata in ogni comunitร . Riproponiamo qui una parte del Collegamento del 15 marzo 2025 nel quale si รจ ripercorso questo viaggio, una immersione nella vita e nella cultura del continente africano.
Dal 26 al 29 marzo 2025 presso il Centro Mariapoli di Castel Gandolfo (Italia) si svolgerร il convegno ecumenico dal titolo Called to hope – Key players of dialogue, (Chiamati alla speranza, protagonisti del dialogo). Promosso dal Centro Uno, la segreteria internazionale per lโunitร dei cristiani del Movimento dei Focolari, parteciperanno in presenza piรน di 250 fedeli di 20 Chiese cristiane provenienti da oltre 40 Paesi di 4 continenti, tra cui Filippine, Serbia, Bulgaria, Slovacchia, Irlanda, Venezuela, Stati Uniti, etc. Sarร tradotto in 15 lingue e verrร diffuso anche via streaming.
Giovedรฌ 27 marzo a Roma, presso la Basilica di San Paolo fuori le mura (ore 16:00), รจ prevista una preghiera ecumenica di riconciliazione e per la pace aperta a tutti.
Nel programmadel convegno verranno inoltre approfonditi i tre appuntamenti e anniversari che ricorrono questโanno: nel contesto dellโAnno Giubilare โPellegrini della Speranzaโ della Chiesa Cattolica ricorderemo i 1700 anni del Concilio di Nicea, la coincidenza della data della celebrazione della Pasqua per tutte le Chiese, e i 60 anni dallโabolizione delle scomuniche reciproche tra la Chiesa di Roma e la Chiesa di Costantinopoli.
Tra le personalitร ecumeniche presenti interverranno: Mons. Andrea Palmieri Sotto-segretario del Dicastero vaticano per la promozione dell’unitร dei cristiani, Mons. Derio Olivero , Presidente commissione episcopale per l’ecumenismo e il dialogo della Conferenza Episcopale Italiana, Prof. Dr. Martin Illert, rappresentante del Concilio ecumenico delle Chiese (CEC), Arcivescovo Khajag Barsamian rappresentante della Chiesa apostolica armena pressoย la Santa Sede, Dott.ssa Natasha Klukach, Director of Research and Operations del Global Christian Forum, Dott. William Wilson (in video messaggio), Presidente della Pentecostal World Fellowship, Dott.ssa Elisabeth Newman dellโAlleanza Battista Mondiale, Dott.ssa Margaret Karram e Dr. Jesus Moran, Presidente e Copresidente del Movimento dei Focolari.
Perchรฉ รจ urgente lavorare per lโecumenismo?
In questo tempo di divisioni e grandi sfide – guerre, flussi di rifugiati in tutto il mondo, iniqua distribuzione della ricchezza, danni quasi irreversibili all’ecosistema terrestre – come cristiani siamo insieme chiamati a testimoniare la speranza del Vangelo e ad essere protagonisti di dialogo e unitร , impegnandoci a vivere insieme per la pace, a costruire fraternitร , a diffondere speranza. Lโunitร dei cristiani รจ determinante per riportare la pace ovunque manca.
Bahรญa Blanca รจ una cittร situata in riva al mare, proprio dove inizia la Patagonia argentina. Con i suoi 370.000 abitanti, รจ il centro economico, religioso e culturale di una vasta regione. A pochi chilometri di distanza, altre 80.000 persone vivono nella cittร di Punta Alta. Insieme, hanno un polo petrolchimico molto importante, un gruppo di 7 diversi porti (porto multifunzionale, cerealicolo, per la frutta, la pesca, il gas, il petrolio e i fertilizzanti) e la base principale della Marina argentina.
In questa regione, la piovositร media in un anno รจ di 650 mm., ma venerdรฌ 7 marzo 2025 sono caduti 400 mm in sole 7 ore. Una tale quantitร d’acqua, nel suo percorso verso il mare, aumentava la sua velocitร e distruggeva tutto ciรฒ che incontrava sul suo cammino. Ponti, canali, ferrovie, strade, strade, automobili, case, negozi… e persone.
La popolazione si รจ trovata improvvisamente in una scena dantesca di proporzioni inimmaginabili, come se ci fosse stato uno tsunami. Una brusca interruzione di corrente elettrica ha bloccato anche le comunicazioni telefoniche e in questo modo nessuno aveva idea di come stessero le altre persone, i familiari, gli amici, i colleghi di lavoro.
Tuttavia, qualcosa all’interno di questa comunitร si รจ risvegliato e l’insieme di tutte le leggi universali si รจ riassunto in un unico verbo: servire.
Man mano che l’acqua e il fango lo permettevano, migliaia di persone hanno cominciato a riversarsi per le strade. Ognuno faceva una prima verifica dei danni nella propria abitazione, ma subito dopo spostava lo sguardo sui vicini, per vedere se avessero bisogno di aiuto. Chi riusciva a sistemare la propria situazione, si rendeva totalmente disponibile ad aiutare gli altri. Siamo stati tutti testimoni e protagonisti di un gigantesco miracolo che si รจ moltiplicato, con meravigliosa creativitร e forza.
Recupero delle fotografie di una donna anzianaGiovani che preparano i pasti da distribuire nelle aree alluvionateDistribuzione di donazioni
Lโunica cosa che importava era quanto potevamo fare con le nostre mani: aiutare a togliere acqua e fango dalle case, pulire, riordinare, cercare stracci, secchi d’acqua, disinfettante, portare i feriti nei centri sanitari, prendersi cura degli animali domestici, ospitare persone che avevano perso tutto, dare forza, incoraggiare, abbracciare, condividere ogni dolore. Nessuno si lamentava e dicevano: “Per me รจ stato molto difficile, ma accanto a quello che รจ successo agli altri…โ
Mentre aiutavo alcuni amici, si รจ avvicinata una coppia e ha distribuito empanadas gratuitamente. Altri, qualcosa da bere. Chi aveva un generatore di corrente lo offriva per ricaricare le batterie dei cellulari. Altri mettevano a disposizione pompe per aspirare l’acqua. Un ottico donava gratuitamente gli occhiali a chi li aveva smarriti. Una signora ha distribuito disinfettanti, un medico faceva visite nelle case, un uomo ha offerto i suoi servizi come muratore e un altro come meccanico. Tutto circolava: candele, cibo, vestiti, pannolini, materassi, acqua potabile, scope, mani, ancora mani e ancora mani.
Un bar offre cioccolata calda gratuitaArrivano donazioni di materassiVolontari puliscono un asilo
E poi รจ arrivata la solidarietร di tutto il Paese e della gente di tutto il mondo. In camion, in treno, in autobus, in furgoni… tonnellate di donazioni, che hanno avuto bisogno di piรน volontari per il carico, lo scarico, lo smistamento e la consegna. Volontari che non hanno smesso di moltiplicarsi. E anche denaro, donato con grande generositร . Parrocchie, club, scuole, aziende, tutte le organizzazioni esistenti hanno dato tutto quello che potevano. E anche un altro tipo di organizzazione: i gruppi di amici. Come una sorta di โpattugliaโ, ogni gruppo di amici ha iniziato ad occuparsi di uno dei settori della cittร dove si รจ visto che sarebbe stato piรน difficile per gli aiuti governativi arrivare in tempo. Ancora oggi vanno di casa in casa, di porta in porta e annotano ogni tipo di necessitร . E si occupano di far arrivare ciรฒ che รจ necessario in modo tempestivo.
Tutte le mani di queste persone, anche senza saperlo, senza crederlo o senza immaginarlo, si sono trasformate in “mani divine”. Perchรฉ รจ stato il modo piรน concreto che Dio ha potuto usare per raggiungere chi aveva bisogno. Personalmente ho vissuto momenti di grande preoccupazione perchรฉ non sapevo come stessero i miei fratelli o i miei amici. Volevo raggiungerli, ma era impossibile. Cosรฌ ho deciso di offrire il mio aiuto dove potevo arrivare. In senso figurato l’ho chiamato il mio “metro quadrato”. Piรน tardi sono riuscito a raggiungere i miei cari e ho scoperto che molte altre persone, estranei, avevano aiutato lรฌ, dove io non avevo potuto farlo.
Alcuni giorni dopo, vari settori della cittร sono ancora invasi dallโacqua. Il dolore e le difficoltร continuano. Le perdite sono state enormi. E si incontrano ovunque persone con grandi occhiaie e molto dolore ai muscoli, perchรฉ hanno lavorato quasi senza riposo. Ma con il cuore in mano e la pienezza negli occhi, per aver dato tutto per gli altri.
Juan Del Santo (Bahรญa Blanca, Argentina) Foto: ยฉ Focolari Bahia Blanca
Con quali occhi guardiamo il mondo e i nostri compagni di viaggio nellโavventura della vita? ร una questione di vitale importanza, in unโepoca come la nostra segnata da polarizzazione e disaccordi, da solitudine e distanze fra chi ha e chi non ha. Senza dimenticare la presenza sempre piรน pervasiva dellโintelligenza artificiale. Eppure, cresce allo stesso tempo la sete di armonia e di veritร .
Chiara Lubich diceva che tutto dipende con quale โocchioโ guardiamo le persone. Se vedo con lโocchio del cuore, che รจ lโocchio dellโAmore, non ci fermeremo alle apparenze, coglieremo invece la realtร piรน profonda che si cela in ogni essere umano. E dallo sguardo del cuore procede lโagire, la qualitร della relazione, il farsi prossimi, vicini allโaltro (1).
Nel 1961 Chiara scrive:
Se tu entri nel Vangelo […] ti trovi di colpo come sul crinale di una montagna. Giร in alto quindi, giร in Dio, anche se guardandoti al lato vedi che la montagna non รจ una montagna ma una catena di montagne e la vita per te รจ camminare lungo lo spartiacque fino alla fine.
Ogni Parola di Dio รจ il minimo e il massimo che Egli ti chiede, per cui quando tu leggi: ยซAma il prossimo tuo come te stessoยป (Mt 19, 19), hai della legge fraterna la massima misura.
Il prossimo รจ un altro te stesso e come tale lo devi amare. Se lui piange, piangerai con lui; e se ride con lui riderai, e, se ignora ti farai con lui ignorante e se ha perduto suo padre tโimmedesimerai nel suo dolore. […]
Perchรฉ per te ciรฒ che vale รจ Dio che รจ Padre dโentrambi. E non cercare scuse allโamore. Il prossimo รจ chiunque ti passa accanto, povero o ricco, bello o brutto; ignorante o dotto, santo o peccatore, della tua patria o straniero, sacerdote o laico; chiunque.
Prova ad amare chi ti sfiora nel momento presente della vita e scoprirai nellโanimo tuo nuovi germogli di forze prima non conosciute: esse daranno sapore alla tua vita e risponderanno ai tuoi mille perchรฉ (2).
Chiara Lubich
Guarda il video
Cfr. Vicinanza, lo stile di Dio nella vita e nel pensiero di Chiara Lubich, A cura di Povilus J. e Ciccarelli L., Cittร Nuova Editrice, Roma, p. 5.
Una mostra dedicata a Chiara Lubich (1920-2008), testimoneย e ispiratrice del valore universale della fraternitร . Una tappa per chi si reca a Roma. Al centro del percorso espositivo cโรจ il tema della cittร , come luogo privilegiato per la costruzione di relazioni fraterne, aperte sul mondo. Il percorso espositivo multimediale รจ realizzato dal Centro Chiara Lubich con la Fondazione Museo storico del Trentino.
Si puรฒ visitare dal lunedรฌ al venerdรฌ nel orario: 10:00-12:30 e 14:00-17:00. Il sabato tra le 10:00 e le 13:00.
Il Movimento Politico per lโUnitร insieme allโONG New Humanity, espressioni del Movimento dei Focolari, con il supporto di Porticus promuovono il progetto politico globale dal titolo โUna umanitร , un pianeta: leadership sinodaleโ. Rivolto a giovani tra i 18 e i 40 anni con esperienza in rappresentanza politica, leadership governativa o nei movimenti sociali, il programma offre formazione accademica, mentoring personalizzato e un hackathon a Roma con esperti internazionali.
Obiettivo: rafforzare la partecipazione dei giovani politici nei processi di advocacy politica a livello globale, attraverso un percorso di riflessione e azione collaborativa tra leader socio-politici, generando una rete globale di giovani leader provenienti da diversi continenti. Una sfida per superare le attuali crisi (sociali, ambientali, politiche ed economiche) e contribuire a creare una rete di leadership per la generazione e lo sviluppo di strategie politiche a livello internazionale.
Il programma partirร a fine aprile 2025, la scadenza per la presentazione delle domande รจ il 31 marzo, avrร la durata di due anni e sarร totalmente gratuito. Sono previsti contributi di prestigiose istituzioni accademiche e ONG internazionali. Il percorso sarร misto, sia in presenza che online attraverso moduli interattivi con esperti provenienti da tutto il mondo, tra cui importanti leader politici e professori di rinomate universitร . ร previsto un evento di una settimana a Roma โ dal 6 al 12 ottobre 2025 – con ospiti di livello internazionale per co-creare proposte di azioni collaborative a livello globale per risolvere le attuali sfide sociali, ambientali ed economiche.
La lingua non dovrร essere un ostacolo. Per questo motivo negli incontri sincroni ci saranno traduzioni in spagnolo, portoghese, francese, inglese, italiano o altra lingua in base alle esigenze.
Cosa offre il programma?
ร un processo di azione collettiva globale che integra formazione, informazione, relazioni, strumenti e incontri. Offre esperienze e strumenti per aumentare la qualitร della politica e migliorare lโincidenza sulla trasformazione sociale. Sono previsti spazi di formazione e costruzione collettiva di conoscenze con scambio con docenti ed esperti internazionali, con spazi di riflessione tra i partecipanti. I giovani partecipanti saranno sempre accompagnati da un mentore con esperienza politica per migliorare il proprio progetto politico in ambito sociale, economico e ambientale e saranno inseriti-dal secondo anno-in una rete globale di 600 giovani leader provenienti da diversi continenti.
Al termine sarร consegnato un diploma formale che attesta la partecipazione al programma.
In questโanno dedicato al Giubileo della speranza i e le Gen4 di Roma โ i bambini del Movimento dei Focolari – hanno iniziato un percorso a tappe per approfondire la storia della cristianitร e capire come vivere il Giubileo nella loro cittร che accoglie milioni di pellegrini provenienti da tutto il mondo. Le tappe riguardano le basiliche vaticane a Roma: San Pietro, San Giovanni in Laterano, San Paolo fuori le Mura, Santa Maria Maggiore. Come guida hanno chiesto aiuto a Padre Fabio Ciardi, OMI, professore di teologia spirituale e autore di numerosi libri e pubblicazioni.
Prima tappa: basilica di San Pietro
Ad ottobre 2024, a due mesi dallโinizio del Giubileo, 33 bambini con altrettanti adulti, prima di entrare in basilica di san Pietro hanno potuto conoscere una realtร del tutto particolare, situata a fianco della residenza dove alloggia Papa Francesco. ร il Dispensario di Santa Marta, un luogo dove il Vangelo si fa carne ogni giorno e si manifesta attraverso lโaiuto a centinaia di mamme e bambini. Unโoccasione per spiegare ai Gen4 come si puรฒ vivere concretamente il Giubileo aiutando il prossimo.
โร un vero e proprio consultorio familiare, che ha iniziato questโopera di attenzione ai bambini poveri e alle loro famiglie nel 1922 – spiega Padre Fabio -. Oggi sono oltre 400 i piccoli che, con le loro mamme, sono assistiti gratuitamente da una sessantina di medici volontari. Sono per la maggior parte persone senza permesso di soggiorno, senza assistenza sanitariaโ. Visite ginecologiche e pediatriche, ma anche visite odontoiatriche per i senzatetto.
Padre Fabio quindi lega il suo racconto con la storia di San Pietro attraverso alcuni disegni. I bambini in solenne silenzio ascoltano la sua voce attraverso le cuffiette: โGesรน incontra Simone il pescatore e lo invita a seguirlo. โVieni con me, gli dice, ti farรฒ pescatore di uominiโ. E gli dร un nome nuovo, lo chiama Pietro, che vuol dire pietra, perchรฉ vuole costruire su di lui la sua Chiesaโ. E via via che il racconto continua, ci si sposta in basilica per pregare sulla tomba di San Pietro. โPietro venne a Roma. Quando Nerone incendiรฒ la cittร diede la colpa ai cristiani e Pietro fu ucciso nel circo dellโimperatore Caligola che Nerone aveva rinnovatoโฆe finalmente la tomba di san Pietro nella sua basilicaโ. Cโรจ aria di forte raccoglimento fra i Gen4, nonostante la grande affluenza di turisti in questo sabato pomeriggio romano. Andando verso la Porta Santa si cammina alla scoperta di alcune opere dโarte. โQuesta Madonna era molto cara a Chiara Lubich – racconta Padre Fabio nella navata di destra -: ogni volta che veniva in basilica si fermava qui per pregare Mariaโ.
La tappa a San Giovanni in Laterano
Arriva cosรฌ la seconda tappa nel mese di gennaio 2025. Stavolta il gruppo รจ piรน corposo: 140 persone fra cui 60 bambini, sempre sotto la guida esperta di Padre Fabio, si sono ritrovati per scoprire la basilica di San Giovanni in Laterano, ricca di sorprese e tesori legati alla storia della cristianitร . Attenti e incuriositi, con le cuffiette alle orecchie, per poco piรน di due ore i Gen4 sono rimasti ad ascoltare lโintenso racconto di Padre Fabio.
Gen4 a San Giovanni in Laterano Gen4 a San Giovanni in LateranoGen4 a San Giovanni in Laterano
โร stato bello raccontare la storia dellโobelisco, รจ stato bello spiegare il significato del chiostro โ scrive Padre Fabio sul suo blog -, รจ stato bello raccontare le storie di san Giovanni Battista e di san Giovanni evangelista e di lasciare che i bambini andassero a scoprire le loro statue nella basilica. ร stato bello mostrare lโantica cattedra del Papa e quella attuale, sulla quale si siede per prendere possesso del suo ufficio. ร stato bello indicare le reliquie della tavola sulla quale Gesรน ha celebrato lโultima cena e quella sulla quale Pietro celebrava qua a Roma. ร stato bello attraversare insieme la Porta santaโฆร bello stare con i bambini e raccontare cose belleโฆโ
Ormai i bambini hanno costruito un rapporto speciale con Padre Fabio. Camminano in basilica al suo fianco, gli stringono la mano, gli fanno domande per conoscere qualcosa in piรน. โMa comโรจ il Paradiso?โ chiede una Gen4. โImmagina una giornata di scuola impegnativa. Quando finisce, torni a casa e la trovi bella, accogliente, calorosa, con i tuoi genitori, i nonni, gli amici che ti regalano gioia e attenzioni. Ti senti felice in quel momento, giusto? E cosรฌ รจ il Paradiso: un luogo dove si sta bene, dove ci si sente a casa!โ Termina anche questa tappa. Si torna a casa felici e consapevoli che il Giubileo deve essere per noi un momento in cui dare speranza e felicitร ai piรน disagiati, ai nostri poveri, a chi soffre.
Il percorso continua ma le belle occasioni si rinnovano con le altre generazioni
In attesa di proseguire questo percorso con i Gen4, anche i Gen3 (40 ragazzi adolescenti), i Gen2 (30 giovani) e un gruppo di adulti, affascinati dallโesperienza positiva che i bambini stavano vivendo con Padre Fabio, hanno voluto fare lo stesso percorso, sempre guidati da lui.
โPrima i bambini, poi i ragazzi, poi i giovani e gli adulti. San Giovanni in Laterano, San Pietro, San Paolo, e Santa Maria Maggiore. Cosรฌ vivo e faccio vivere il Giubileoโ scrive Padre Fabio sul suo blog. โRacconto di storia, di arte, di spiritualitร , perchรฉ รจ tutto intrecciato, umano e divino, passato e presente. Sono monumenti vivi, che parlano ancora dopo centinaia di anni e continuano a narrare cose sempre belleโ.
Gen 2 a San Paolo Fuori le MuraGen 2 a San Paolo Fuori le MuraGen 2 a San Paolo Fuori le Mura
Ed i giovani hanno cosรฌ ringraziato Padre Fabio โper aver preparato i nostri cuori a un’esperienza cosรฌ bella, ci hai aiutato a percorrere insieme questa tappa dell’anno santo, con profonditร e ironia. Ci รจ piaciuta molto l’atmosfera che sei riuscito a creare, suscitando in noi la voglia di visitare insieme altri luoghi romani importanti per i primi cristiani e il desiderio di approfondire il significato di essere pellegrini in cammino verso la meta del Paradisoโ.
Martedรฌ 4 marzo, รจ stato inaugurato il 17.mo anno accademico dellโIstitutoUniversitarioSophiaa Loppiano (Figline e Incisa Valdarno โ FI). La cerimonia si รจ svolta nellโAula Magna dellโIstituto, alla presenza dellโintera comunitร accademica e di una rappresentanza della ricca rete di relazioni e collaborazioni che lโIstituto Universitario Sophia, in questi primi 17 anni di vita, ha saputo tessere con le Istituzioni, gli altri atenei e le realtร del terzo settore.
Sono intervenuti: il Magnifico Rettore Declan OโByrne; il Gran Cancelliere dellโIstituto, S. E. Mons. Gherardo Gambelli, Arcivescovo di Firenze; la Vice Gran Cancelliere, la Dott.ssa Margaret Karram, Presidente del Movimento dei Focolari; il vescovo di Fiesole, S. E. Mons. Stefano Manetti; il sindaco di Figline e Incisa Valdarno, Valerio Pianigiani; Paolo Cancelli, direttore dellโUfficio sviluppo della Pontificia Universitร Antonianum; Marco Salvatori, Presidente del Centro Internazionale Studenti Giorgio La Pira.
Al centro della cerimonia, la prolusione intitolata โDialogo, religioni, geopoliticaโ tenuta da Fabio Petito, Professore di Relazioni internazionali e Direttore della Freedom of Religion or Belief & Foreign Policy Initiative presso l’Universitร del Sussex, nonchรฉ coordinatore scientifico del Programma Religioni e Relazioni Internazionali del Ministero degli Affari Esteri e ISPI (Istituto per gli studi di Politica Internazionale). Petito ha sottolineato come oggi, ยซla religione sembra essere parte e, a volte, al centro dellโattuale scenario di instabilitร e crisi internazionaleยป. Tuttavia, sebbene si tratti di un fenomeno meno visibile globalmente, ยซnon si puรฒ negare che nellโultimo quarto di secolo ci sia stata una significativa crescita dello sforzo dei rappresentanti delle comunitร religiose nel rispondere alla violenza e alle tensioni politiche, attraverso iniziative di dialogo e collaborazione interreligiosaยป. Petito ha cosรฌ sottolineato lโimportanza che luoghi come lโIstituto Universitario Sophia possono avere nellโapprofondire e diffondere con creativitร la cultura dellโincontro e ยซfar fiorire piccoli semi di speranza e frutti di unitร e fratellanza umanaยป.
Prof. Fabio Petito
In pieno stile Sophia, comunitร accademica internazionale e laboratorio di vita, formazione, studio e ricerca, alla prolusione รจ seguito un momento di dialogo, moderato dal giornalista e vaticanista Andrea Gagliarducci (Eternal Word Television Network e ACI Stampa), che ha visto protagonisti il Gran Cancelliere Mons. Gherardo Gambelli, alla sua prima visita presso lโIstituto, la Vice Gran Cancelliere Dott.ssa Margaret Karram e sei studenti dellโuniversitร .
Il dialogo, partendo dalle storie personali dei giovani provenienti da Terra Santa, Filippine, Argentina, Kosovo, Sierra Leone e Perรน, ha toccato temi di importanza globale e di scottante attualitร : il valore della diplomazia dal basso per la risoluzione dei conflitti e la ricerca della pace; lโimpegno per unโeconomiapiรน giusta ed equa, con lโesperienza di Economy of Francesco; il ruolo dei giovani del Mediterraneo nella costruzione di una cultura dellโincontro; il valore della
riconciliazione e del dialogo interreligioso, in particolare tra cristiani e musulmani con lโesperienza sophiana di Wings of Unity; le speranze dei giovani africani impegnati nel progetto Together for a New Africa, per il cambiamento e il bene comune del loro continente; le inquietudini e le fragilitร dei giovani in cerca di una vocazione e realizzazione nel mondo globalizzato.
Lโinaugurazione dellโanno accademico 2024-25 ha evidenziato, una volta di piรน, la capacitร di questa ancora piccola realtร accademica di formare giovani preparati ad affrontare la complessitร del mondo odierno, in una prospettiva trans-disciplinare e di lavorare in sinergia con specialisti di vari campi e Istituzioni per promuovere nella concretezza della vita sociale il dialogo tra le culture, dando impulso alla crescita interiore, intellettuale e sociale delle persone in una dinamica di reciprocitร .
Dichiarazioni
Il Gran Cancelliere dellโIstituto, S. E. Mons. Gherardo Gambelli, Arcivescovo di Firenze: ยซTra gli obiettivi dellโIstituto cโรจ quello di โpromuovere nella concretezza della vita sociale il dialogo tra le culture, dando impulso alla crescita interiore, intellettuale e sociale delle persone in una dinamica di reciprocitร โ. Diverse parole-chiave emergono in questo progetto: promozione, vita sociale, dialogo, crescita interiore, intellettuale e sociale, reciprocitร . Termini tutti indirizzati verso la crescita personale, rendendo cosรฌ capace il singolo, non solo di saper abitare in modo dignitoso il โnoiโ della comunitร in cui รจ inserito, ma anche di sentirsi sempre piรน abitato da quel โnoiโ a cui appartiene. Un โnoiโ che non vuole contrapporsi a un ipotetico โvoiโ, ma che si rende quotidianamente capace di abbracciare tutto ciรฒ che appare con il volto dellโaltro, del diverso, dello scartatoยป.
La Vice Gran Cancelliere, Dott.ssa Margaret Karram, Presidente del Movimento dei Focolari: ยซร importante che in unโistituzione come la nostra si metta in risalto il dialogo e il ruolo delle religioni nellโattuale condizione mondiale, dove โ lo stiamo vedendo in questi ultimi giorni โ persone e popoli rischiano di annegare nel disorientamento e nello sconforto. [โฆ] Anche lโIstituto Universitario Sophia, in quanto โcasaโ di una cultura che รจ fondata sul Vangelo, รจ impegnato con e nella Chiesa ad offrire risposte e orientamenti alla luce del Carisma dellโunitร . A noi, ora, il compito di andare avanti con coraggio e impegnarci a far sรฌ che venga maggiormente riconosciuto lโapporto di questo Istituto Universitario per la promozione della cultura dellโunitร che contribuisce a costruire la pace e la fraternitร tra persone e popoliยป.
Declan OโByrne, Magnifico Rettore dellโIstituto Universitario Sophia: ยซInsieme, come comunitร accademica unita da un ideale comune, continuiamo a costruire Sophia come un faro di sapienza e unitร nel panorama dell’educazione superiore. Che il nostro impegno collettivo possa continuare a illuminare le menti, ispirare i cuori e trasformare la societร , un passo alla volta, verso quella civiltร dell’amore a cui tutti aspiriamoยป.
Valerio Pianigiani, sindaco di Figline e Incisa Valdarno: ยซDi fronte a divisioni e violenze che non possono lanciarci indifferenti, il sapere, la conoscenza, la tolleranza e la comprensione del mondo che ci circonda possono essere l’antidoto alla brutalitร e alle divisioni. Un ponte che aiuta alla comprensione dell’altro, nell’ottica di lavorare tutti insieme e di impegnarsi per un bene comune. Grazie a chi lavora in questo Istituto con passione e impegno ogni giorno, per crescere menti sempre piรน consapevoli anche qui, a Figline e Incisa Valdarno, una comunitร che cresce fermamente nel valore della pace, della solidarietร e del dialogoยป.
Stefano Manetti, vescovo di Fiesole: ยซLโimpegno di dialogare e comunicare con tutti accorcia le distanze, elimina le emarginazioni, diventa un segno di speranza evangelico di cui abbiamo estremamente bisogno. Auguro pertanto ai docenti, agli studenti di continuare a riscattare gli ultimi, attraverso il dono delle relazioni, la condivisione dei temi culturali, e continuare ad essere โangeli della speranzaโ per tutti coloro che incontrate sul vostro camminoยป.
Paolo Cancelli, direttore dellโUfficio sviluppo della Pontificia Universitร Antonianum: ยซSiamo convinti che dobbiamo lavorare insieme nella cultura del dialogo come via, nella collaborazione comune come condotta, nella conoscenza reciproca comeย metodo eย criterio. [โฆ]ย Dobbiamo mettere al centro l’umiltร , la vocazione di servire un processo nel quale abbiamo una certezza: nessuno si salva da solo. E proprio in questa logica, che รจ quella della sinfonia delle diversitร , รจ arrivato il momento di mettere in campo i nostri talenti, le nostre emozioni, le nostre volontร , per costruire quella che รจ l’opportunitร di un futuro diverso. Un futuro nel quale la fratellanza e l’armonia possono in qualche modo accompagnarci in quella sinfonia delle diversitร che rendono autentica la missione universitaria. Credo che a livello accademico e a livello scientifico, questa si realizzi nellโinter e trans-disciplinarietร . Di fronte abbiamo un poliedro di complessitร e noi non possiamo risolvere situazioni da soli da un’unica materia. Serve l’idea di stare insiemeยป.
Marco Salvadori, Presidente del Centro Internazionale Studenti Giorgio La Pira: ยซร con grande gioia che porto i saluti del Centro Internazionale Studenti, Giorgio La Pira. L’inaugurazione di un nuovo anno accademico รจ sempre un momento di grande entusiasmo e riflessione. ร l’opportunitร di guardare avanti, di raccogliere le sfide e di contribuire alla costruzione di un mondo piรน giusto e sostenibile attraverso lo studio, l’impegno e la dedizione. Quello che oggi celebriamo non รจ solo l’inizio di un nuovo anno accademico ma la possibilitร di imparare, di crescere insieme e di costruire legami duraturi tra culture e generazioni. Auguro a tutti, allora, in particolare ai giovani studenti, un anno ricco di scoperte di crescita personale e professionaleยป.
Marta, Lina, Efi e Moria sono quattro donne, quattro focolarine, che nella loro vita hanno percorso strade diverse e che ora hanno trovato un punto di incontro tra sogni, realtร e lโaver dato la propria disponibilitร a trasferirsi a Chimaltenango dai loro focolari precedenti, per iniziare lโesperienza di vivere insieme in una cittร dove povertร , interculturalitร e fratture tra etnie sono pane quotidiano.
Chimaltenango รจ una cittร del Guatemala, a 50 km dalla capitale, a 1800 metri sul livello del mare. Quasi 120.000 abitanti di 23 diversi popoli indigeni si sono riuniti lรฌ per poter sopravvivere economicamente.
โSono stata in Argentina per molti anni – esordisce Efi, originaria di Panama. – Poi ho passato qualche anno in Messico e, poco prima della pandemia, sono arrivata in Guatemala dove sono rimasta solo 3 mesi, poi sono dovuta partire per Panama per stare vicino alla mia mamma che si รจ ammalata e poi รจ morta. ร stato un anno che mi รจ servito anche per ripensare a tante cose, per fare il punto su quello che avevo vissuto fino a quel momento e per rinnovare la scelta di donazione a Dio fatta anni faโ. ร tornata in Guatemala per questo progetto a Chimaltenango.
โSono cresciuta in un ambiente rurale, con gente molto semplice e il mio sogno รจ sempre stato quello di fare qualcosa per i piรน umili – racconta Efi. – Qui la povertร รจ molto grande. E ci sono anche le comunitร indigene, ci sono persone che hanno conosciuto la spiritualitร del Movimento e che, a causa della pandemia e della realtร sociale in cui vivono, sono state lasciate ai margini (della societร )โ.
Lina รจ guatemalteca, di origine Maya, Kaqchikel. Spiega che una delle fratture piรน evidenti รจ tra indigeni e meticci (chiamati anche โladinosโ in Guatemala, che comprendono tutti coloro che non sono indigeni). Non ci sono relazioni fraterne, non c’รจ dialogo. โPer me โ dice – รจ sempre stato un obiettivo riuscire a superare quella frattura. Dal momento in cui ho avuto il mio primo contatto con i Focolari, ho pensato che questa fosse la soluzione per la mia cultura, per il mio popolo, per la mia genteโ. Ricorda il momento del dicembre 2007 quando, al termine del periodo di formazione come focolarina, salutรฒ Chiara Lubich, dicendole: โSono indigena e mi impegno a portare questa luce al mio popolo Kaqchikelโ. โHo sentito che era un impegno espresso davanti a lei, ma fatto a Gesรนโ. Al suo ritorno in Guatemala si รจ dedicata con cura all’accompagnamento delle nuove generazioni, sempre con l’obiettivo di generare legami di unitร sia nelle comunitร indigene che nella cittร .
Moria, Lidia, Marta, Lina, EfiLina in visita a una famigliaCon un gruppo nel focolare
Anche Marta รจ guatemalteca. Meticcia. Nei suoi primi anni in focolare ha anche potuto dedicarsi alla diffusione del carisma dell’unitร nelle comunitร indigene. In seguito, si รจ occupata della gestione del Centro Mariapoli, la casa per incontri a Cittร del Guatemala. Un lavoro intenso durato 23 anni che ha visto svilupparsi il processo di riconciliazione nazionale e di rivendicazione dei popoli indigeni, perchรฉ le diverse comunitร indigene hanno scelto il Centro Mariapoli come luogo di incontro. Poi รจ stata in Messico per un periodo. In quel periodo si parlava di identitร . E la domanda in lei รจ sorta spontanea: โIo che identitร ho? Quali sono le mie radici?โ La risposta lโha trovata nella Vergine di Guadalupe che, quando apparve in Messico nel 1531, fu raffigurata nel poncho di Juan Diego con caratteristiche somatiche tipiche dei popoli nativi americani. โPer me รจ stato capire che ero meticcia come lei, che ha entrambe le radici e che puรฒ dialogare sia con gli uni che con gli altriโ.
Moria, che รจ di Chimaltenango, per motivi di salute vive con la sua famiglia e fa parte del focolare cosรฌ come Lidia, una focolarina sposata che vive a Cittร del Guatemala.
Storie che si intrecciano fino ad arrivare a stabilirsi in questa cittร che riunisce tante provenienze, molte culture in un’unica cultura. โIl nostro desiderio รจ quello di stare con la gente, di avvicinarci. Nelle cose semplici, di tutti i giorni – dice Efi – quel saluto, quel sorriso, quel fermarsi, stare con quella signora che non sa nemmeno parlare spagnolo perchรฉ parla la sua lingua e noi non ci capiamoโ. E racconta: โUn giorno avevo bisogno di comprare del pane. Vado al mercato e le donne che vendono sono sedute su una stuoia di vimini. Se voglio entrare in dialogo con una di loro, mi metto sullo stesso piano, mi chino e, siccome รจ un luogo di commercio, cerco di essere onesta con leiโ.
โDa quando siamo arrivate ci siamo proposte di riprendere contatto con le persone che in vari momenti hanno conosciuto la spiritualitร dell’unitร โ interviene Lina โ per andare a trovarle nelle loro case, portando sempre qualcosa, un frutto, per esempio, come รจ usanza tra questi popoliโ. In questo modo si crea un circolo di reciprocitร e si avvicinano al focolare. La loro casa si riempie cosรฌ delle voci delle mamme con i loro figli o anche dei giovani e, a volte, di qualche papร che prende coraggio e le accompagna. E cosรฌ, senza cercarlo, si crea la comunitร attorno a questo nuovo focolare nel cuore della cultura indigena del Guatemala.
Disceso dalla montagna, dopo una notte di preghiera, Gesรน sceglie i suoi apostoli. Giunto in un luogo pianeggiante rivolge loro un lungo discorso che inizia con la proclamazione delle Beatitudini.
Nel testo di Luca, a differenza del vangelo di Matteo, esse sono solo quattro e riguardano i poveri, gli affamati, i sofferenti e gli afflitti, con lโaggiunta di altrettanti ammonimenti contro i ricchi, i sazi e gli arroganti[1]. Di questa predilezione di Dio nei confronti degli ultimi, Gesรน ne fa la sua missione quando, nella sinagoga di Nazareth[2], afferma di essere pieno dello Spirito del Signore e di portare ai poveri il lieto annuncio, la liberazione ai prigionieri e la libertร agli oppressi.
Gesรน continua esortando i discepoli ad amare perfino i nemici[3]; messaggio che trova la sua motivazione ultima nel comportamento del Padre celeste: ยซSiate misericordiosi, come il Padre vostro รจ misericordiosoยป (Lc 6, 36).
Tale affermazione รจ anche il punto di partenza di quanto segue: ยซNon giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonatiยป (Lc 6, 37). Poi Gesรน ammonisce tramite unโimmagine volutamente sproporzionata:
ยซPerchรฉ guardi la pagliuzza che รจ nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che รจ nel tuo occhio?ยป.
Gesรน conosce veramente il nostro cuore. Quante volte nella vita di ogni giorno facciamo questa triste esperienza: รจ facile criticare โ anche con rigore โ in un fratello o in una sorella errori e debolezze senza tenere conto che, cosรฌ facendo, ci attribuiamo una prerogativa che appartiene a Dio solo. Il fatto รจ che per โtoglierci la traveโ del nostro occhio ci occorre quellโumiltร che nasce dalla consapevolezza di essere peccatori continuamente bisognosi del perdono di Dio. Solo chi ha il coraggio di accorgersi della propria โtraveโ, di ciรฒ di cui ha personalmente bisogno per convertirsi, potrร comprendere senza giudicare, senza esagerare, le fragilitร e le debolezze proprie e degli altri.
Tuttavia, Gesรน non invita a chiudere gli occhi e a lasciar correre le cose. Lui vuole che i suoi seguaci si aiutino vicendevolmente nel progredire sulla via di una vita nuova. Anche lโapostolo Paolo chiede con insistenza di preoccuparsi degli altri: di correggere gli indisciplinati, di confortare i pusillanimi, di sostenere i deboli, di essere pazienti con tutti[4]. Solo lโamore รจ capace di un simile servizio.
ยซPerchรฉ guardi la pagliuzza che รจ nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che รจ nel tuo occhio?ยป.
Come mettere in pratica questa parola di vita?
Oltre a quanto giร detto, cominciando da questo tempo di Quaresima possiamo chiedere a Gesรน dโinsegnarci a vedere gli altri come li vede lui, come li vede Dio. E Dio vede con gli occhi del cuore perchรฉ il Suo รจ uno sguardo dโamore. Poi, per aiutarci reciprocamente potremmo ripristinare una pratica che fu determinante per il primo gruppo di ragazze dei Focolari a Trento.
ยซAgli inizi โ cosรฌ Chiara Lubich ad un gruppo di amici musulmani โ non era sempre facile vivere la radicalitร dellโamore. [โฆ] Anche fra noi, sui nostri rapporti, poteva posarsi la polvere, e lโunitร poteva illanguidire. Ciรฒ accadeva, ad esempio, quando ci si accorgeva dei difetti, delle imperfezioni degli altri e li si giudicava, per cui la corrente dโamore scambievole si raffreddava. Per reagire a questa situazione abbiamo pensato un giorno di stringere un patto fra noi e lo abbiamo chiamato โpatto di misericordiaโ. Si decise di vedere ogni mattina il prossimo che incontravamo โ a casa, a scuola, al lavoro, ecc. โ nuovo, non ricordandoci affatto dei suoi difetti ma tutto coprendo con lโamore. [โฆ] Era un impegno forte, preso da tutte noi insieme, che aiutava ad essere sempre primi nellโamare, a imitazione di Dio misericordioso, il quale perdona e dimenticaยป[5].
A cura di Augusto Parody Reyes e del team della Parola di Vita
[5] C. Lubich, Lโamore al prossimo, Conversazione con gli amici musulmani, Castel Gandolfo, 1ยฐ novembre 2002. Cf. C. Lubich, LโAmore reciproco, Cittร Nuova, Roma 2013, pp. 89-90
Sembra evidente che siamo fatti per la relazione. Infatti tutta la nostra vita รจ intrecciata di rapporti. Ma a volte rischiamo di rovinarli con giudizi duri o superficiali.
Lungo la storia troviamo molteplici immagini che fanno anche parte del linguaggio comune. Cosรฌ, nella tradizione antica troviamo unโespressione molto conosciuta che dice: โPerchรฉ guardi la pagliuzza che รจ nell’occhio di tuo fratello e non ti accorgi della trave che รจ nel tuo occhio?โ[1]; altrettanto proverbiale รจ lโimmagine delle due bisacce: una davanti agli occhi, con i difetti degli altri, che vediamo facilmente e lโaltra sulla schiena, con i nostri difetti, che quindi facciamo fatica a riconoscere[2] o, come dice un proverbio cinese, โl’uomo รจ cieco ai propri difetti, ma ha occhi d’aquila per quelli degli altriโ.
Questo non significa accettare quanto accade, indiscriminatamente. Di fronte allโingiustizia, alla violenza o alla sopraffazione non possiamo chiudere gli occhi. Bisogna impegnarsi per il cambiamento, incominciando a guardare innanzitutto a noi stessi, ascoltando con sinceritร la propria coscienza per scoprire cosa dobbiamo migliorare. Solo cosรฌ potremo chiederci come aiutare concretamente gli altri, anche con consigli e correzioni.
Ci vuole โun altro punto di vistaโ che offra una prospettiva diversa dalla mia, arricchendo la mia โveritร โ e aiutandomi a non incorrere nella autoreferenzialitร e in quegli errori di valutazione che in fondo, fanno parte della nostra natura umana. ย
Cโรจ una parola che puรฒ sembrare antica, ma che si arricchisce di significati sempre nuovi: misericordia, da vivere innanzitutto verso noi stessi e poi verso gli altri. Infatti, solo se siamo capaci di accettare e perdonare i nostri limiti saremo in grado di accogliere le debolezze e gli errori degli altri. Anzi, quando ci accorgiamo che inconsciamente ci sentiamo superiori e in dovere di giudicare, diventa indispensabile essere disposti a fare โil primo passoโ verso lโaltro per evitare di incrinare la relazione.
Chiara Lubich racconta ad un gruppo di musulmani la sua esperienza nella piccola casa di Trento in cui iniziรฒ la sua avventura con poche prime compagne. Non tutto era semplice e non mancavano incomprensioni: โNon era sempre facile vivere la radicalitร dellโamore. [โฆ] Anche fra noi, sui nostri rapporti, poteva posarsi la polvere, e lโunitร poteva illanguidire. Ciรฒ accadeva, ad esempio, quando ci si accorgeva dei difetti, delle imperfezioni degli altri e li si giudicava, per cui la corrente dโamore scambievole si raffreddava. Per reagire a questa situazione abbiamo pensato un giorno di stringere un patto fra noi e lo abbiamo chiamato โpatto di misericordiaโ. Si decise di vedere ogni mattina il prossimo che incontravamo โ a casa, a scuola, al lavoro, ecc. โ nuovo, non ricordandoci affatto dei suoi difetti ma tutto coprendo con lโamore [โฆ][3]. Un vero e proprio โmetodoโ che vale la pena di mettere in pratica nei gruppi di lavoro, in famiglia, nelle assemblee di ogni genere.
ยฉ Foto di Cottonbro studio – Pexels
LโIDEA DEL MESE รจ attualmente prodotta dal “Centro del Dialogo con persone di convinzioni non religiose” del Movimento dei Focolari. Si tratta di un’iniziativa nata nel 2014 in Uruguay per condividere con gli amici non credenti i valori della Parola di Vita, cioรจ la frase della Scrittura che i membri del Movimento si impegnano a mettere in atto nella vita quotidiana. Attualmente LโIDEA DEL MESE viene tradotta in 12 lingue e distribuita in piรน di 25 paesi, con adattamenti del testo alle diverse sensibilitร culturali.dialogue4unity.focolare.org
[3] C. Lubich, Lโamore al prossimo, Conversazione con gli amici musulmani, Castel Gandolfo, 1ยฐ novembre 2002. Cf. C. Lubich, ย LโAmore reciproco, Cittร Nuova, Roma 2013, pp. 89-90.
Caro papa Francesco, forse non ricorda, ma ci siamo conosciuti il 26 settembre 2014, quando Lei ha ricevuto in udienza privata una delegazione del Movimento dei Focolari. Ne facevo parte anchโio, Luciana Scalacci di Abbadia san Salvatore, in rappresentanza delle culture non religiose che pure hanno casa tra i Focolari. Sono una di quelle persone che, come mi ha detto una volta Jesus Moran, ยซhanno aiutato Chiara Lubich ad aprire nuove piste per il carisma dellโunitร ยป. Sono una persona non credente che ha ricevuto tanto dal Movimento.
In quella giornata straordinaria, ho avuto il privilegio di scambiare con Lei alcune parole che non dimenticherรฒ mai, e che riporto.
Luciana: ยซSantitร , quando Lei ha assunto la carica di vescovo di Roma, io le ho scritto una lettera, pur sapendo che Lei non avrebbe avuto opportunitร di leggerla, con quante lettere riceve, maย era importante per me farle giungere il mio affetto e il mio augurio, perchรฉ io, Santitร , non mi riconosco in nessuna fede religiosa, ma da piรน di 20 anni faccio parte delย Movimento dei Focolari che mi ha ridato la speranza che รจ ancora possibile costruire un mondo unitoยป.
Papa: ยซPreghi per me, anzi lei non รจ credente, non prega,ย mi pensi, mi pensi fortemente, mi pensi sempre, ne ho bisognoยป.
Luciana: ยซMa guardi Santitร , cheย a modo mio io prego per Leiยป.
Papa: ยซEcco,ย una preghiera laicaย e mi pensi fortemente, ne ho bisognoยป.
Luciana: ยซSantitร , in salute, con coraggio, con forza!ย La Chiesa cattolica e il mondo intero abbiamo bisogno di Lei. La Chiesa cattolica ha bisogno di Leiยป.
Papa: ยซMi pensi fortementeย e preghi laicamente per meยป.
Ora, caro papa Francesco, Lei รจ in un letto di ospedale, e anche io sono nella stessa condizione. Entrambi davanti alla fragilitร della nostra umanitร . Volevo assicurarle che non smetto di pensarla e pregare laicamente per Lei. Lei preghi cristianamente per me. Con affetto
La Presidente dei Focolari, Margaret Karram, ha fatto pervenire al Santo Padre un messaggio assicurando la sua affettuosa vicinanza e fervente preghiera.
โChiedo alla Madonna di farle sentire il Suo materno amore e quella tenerezza che lei sempre ci raccomanda di avere per il bene di ogni prossimo e di ogni popoloโ ha scritto la Presidente.
โInfinitamente riconoscenti per la sua vita tutta donata a Dio e al bene dellโumanitร โ ha aggiunto – le mando lโabbraccio di tutto il Movimento dei Focolari nel mondo, che prega e offre costantemente per leiโ.
Margaret, perchรฉ hai scelto la prossimitร come tema dellโanno per il Movimento dei Focolari?
Mi sono chiesta in quale mondo viviamo. E mi sembra che in questo momento della storia ci sia tanta solitudine e tanta indifferenza. E poi cโรจ una escalation di violenza, di guerre che portano tanto dolore in tutto il mondo. Inoltre, ho pensato alla tecnologia che ci ha connesso in modi mai conosciuti prima, ma allo stesso tempo ci rende sempre piรน individualisti. In un mondo come questo penso che la prossimitร possa essere un antidoto; un aiuto per superare questi ostacoli e curare questi โmaliโ che ci rendono distanti gli uni dagli altri.
Da dove possiamo cominciare?
Da mesi faccio questa domanda a me stessa. Mi sembra che dobbiamo ri-imparare ad avvicinarci alle persone, ri-imparare a guardare e trattare tutti come fratelli e sorelle. Sentivo che prima di tutto dovevo fare un esame di coscienza sullโatteggiamento mio. Le persone che avvicino ogni giorno, sono fratelli, sono sorelle per me? O sono indifferente verso di loro o addirittura li considero nemici? Mi sono fatta tante domande. Ho scoperto che alle volte voglio evitare una persona, perchรฉ forse mi darร fastidio o mi disturberร o mi vorrร dire delle cose difficili. Per tutto questo ho intitolato la mia riflessione sulla prossimitร che ho presentato a metร novembre ai responsabili del Movimento dei Focolari cosรฌ: โChi sei tu per me?โ
Potresti dirci alcune delle idee principali che hai sviluppato sotto questo titolo?
Volentieri. Accenno a quattro pensieri. La prima prossimitร che la nostra anima sperimenta รจ quella al contatto con Dio. ร lui stesso che si trasmette ai prossimi anche attraverso di noi. Il desiderio di amare lโaltro รจ un movimento che da Dio in me vuole puntare a Dio nellโaltro.
Un secondo pensiero: La prossimitร รจ dinamica. Chiede unโapertura completa, cioรจ accogliere le persone senza riserve; entrare nel loro modo di vedere le cose. Non siamo fatti in serie! Ognuno di noi รจ unico, con un carattere, una mentalitร , una cultura, una vita e una storia diversi. Riconoscere e rispettare questo chiede di uscire dai nostri schemi mentali e personali.
Parlavi di un terzo aspetto …
Sรฌ. Il terzo aspetto che voglio sottolineare รจ che prossimitร non coincide necessariamente con vicinanza, con lโessere simili, con lโappartenenza ad uno stesso orizzonte culturale. La parabola del Buon Samaritano (Luca 10,25-37) lo esprime molto bene. Mi ha colpito lโatteggiamento del Samaritano: Lโuomo che era caduto tra i briganti era una persona sconosciuta a lui, persino era di un altro popolo. Era una persona distante sia per cultura sia per tradizione. Perรฒ il Samaritano si รจ fatto prossimo. Questo รจ il punto chiave per me. Ognuno ha la sua dignitร , al di lร del popolo e della cultura da cui proviene o del suo carattere. Il Samaritano non si รจ avvicinato solo per vedere se questa persona era ferita per poi allontanarsi o casomai chiamare aiuto. Si รจ fatto prossimo e ha curato la persona. Il quarto aspetto …
… sarebbe …
…lasciarci ferire. Affinchรฉ la prossimitร possa portare frutto chiede a ciascuno di noi di non aver paura e di lasciarci ferire dallโaltro.
E ciรฒ significa: lasciarci mettere in discussione, esporci a delle domande alle quali non abbiamo risposte; essere disposti a mostrarci vulnerabili; presentarci forse deboli e incapaci. Lโeffetto di un tale atteggiamento puรฒ essere sorprendente. Pensi che un ragazzo di nove anni mi ha scritto che per lui prossimitร vuol dire โalzare il cuore dellโaltroโ. Non รจ questo un effetto meraviglioso della prossimitร ? Alzare il cuore dellโaltro.
Cosa cambierebbe allโinterno del Movimento dei Focolari se vivessimo bene la prossimitร ?
Se la viviamo veramente bene cambieranno tante cose. Io lo auguro, lo spero e prego che sia cosรฌ. Perรฒ voglio anche sottolineare che tantissimi nel Movimento dei Focolari vivono giร la prossimitร . Quante iniziative ci sono, quanti progetti a favore della pace e per lโaiuto ai poveri. Abbiamo addirittura aperto focolari per dare assistenza e accoglienza agli immigrati o per la cura della natura.
E cosa dovrebbe cambiare?
La qualitร delle relazioni fra le persone. Alle volte รจ piรน facile trattare bene le persone esterne al Movimento e piรน difficile fra di noi che facciamo parte della stessa famiglia. Rischiamo di vivere tra di noi dei rapporti โdi buona educazioneโ: non ci facciamo del male, perรฒ, mi chiedo, รจ un rapporto autentico questo?
Cosรฌ mi auguro che, al di lร dei progetti, la prossimitร diventi uno stile di vita quotidiano; che ci chiediamo piรน volte durante la giornata: “Sto vivendo questa prossimitร ? Come la vivo?” Una espressione importante della prossimitร รจ il perdono. Essere misericordiosi verso gli altri โ e verso noi stessi.
Quale messaggio contiene per la societร ?
La prossimitร non รจ solo un atteggiamento religioso o spirituale, ma anche civile e sociale. In qualsiasi ambito รจ possibile viverla. Nellโambito dellโeducazione per esempio o della medicina, persino nella politica, dove forse รจ piรน difficile. Se la viviamo bene, possiamo avere una influenza positiva sui rapporti lร dove siamo.
E per la Chiesa?
La Chiesa esiste perchรฉ con la venuta di Gesรน, Dio si รจ fatto prossimo. La Chiesa, le Chiese allora sono chiamate a testimoniare una prossimitร vissuta. Di recente la Chiesa Cattolica ha vissuto il Sinodo. Ho potuto partecipare alle due sessioni in Vaticano. Eravamo piรน di 300 persone, ognuno di una cultura diversa. Cosa abbiamo fatto? Un esercizio di sinodalitร , un esercizio di ascolto, di conoscenza profonda, di accoglienza del pensiero dellโaltro, delle sue sfide e dei suoi dolori. Sono tutte caratteristiche della prossimitร .
Il titolo del Sinodo era โCamminare insiemeโ. Questo cammino ha coinvolto tantissime persone in tutto il mondo. Il logo del Sinodo esprimeva il desiderio di allargare la tenda della Chiesa affinchรฉ nessuno si senta escluso. Mi sembra che questo sia il vero senso della prossimitร : che non si escluda nessuno; che tutti si sentano accolti, sia chi frequenta la Chiesa, sia chi non si riconosce in essa o chi si รจ addirittura allontanato per vari motivi.
Vorrei accennare un attimo ai limiti della prossimitร . Come viverla bene?
ร una domanda importante. Ci sono limiti alla prossimitร ? Come prima risposta direi che non dovrebbero esserci limiti.
Perรฒ?
Non possiamo essere sicuri che ciรฒ che per noi o ciรฒ che per me รจ vicinanza e solidarietร lo sia per lโaltro. E in una relazione non puรฒ mai mancare il rispetto della libertร e della coscienza dellโaltro. Queste due cose sono essenziali in ogni rapporto. Per questo รจ importante che quando ci avviciniamo a una persona, sia sempre fatto con delicatezza, e non come una cosa imposta. ร l’altro che decide quanta e che tipo di prossimitร vuole.
Cโรจ da imparare, vero?
Assolutamente. Abbiamo commesso parecchi errori. Pensando di voler bene allโaltro, lo abbiamo ferito. Nello slancio di comunicare la nostra spiritualitร abbiamo costruito dei rapporti in cui lโaltro non sempre si รจ sentito libero. Alle volte mi sembra che con la buona intenzione di amare una persona, l’abbiamo schiacciata. Non abbiamo avuto abbastanza delicatezza e rispetto della coscienza dellโaltro, della libertร dellโaltro, del tempo dellโaltro. E questo ha portato a certe forme di paternalismo e anche di abusi.
Senzโaltro รจ una situazione dolorosissima che stiamo affrontando e dove le vittime hanno una importanza unica, veramente unica. Perchรฉ da soli non riusciamo a capire sufficientemente cosa รจ successo. Sono le vittime ad aiutarci a comprendere gli errori che abbiamo commesso e fare i passi necessari perchรฉ queste cose non accadano piรน.
Un augurio conclusivo?
Mi auguro che questo tema ci possa riportare allโessenza di quello che Gesรน stesso ci ha donato nel Vangelo. Lui ci ha dato tantissimi esempi di che cosa vuol dire vivere la prossimitร .
Cโรจ un pensiero di Chiara Lubich che mi รจ risuonato molto forte pensando a questa tematica. Dice cosรฌ: โCโรจ chi fa le cose โper amoreโ, cโรจ chi fa le cose cercando di โessere lโAmoreโ. Lโamore ci stanzia in Dio e Dio รจ lโAmore. Ma lโAmore che รจ Dio, รจ luce e con la luce si vede se il nostro modo di accostare e servire il fratello รจ conforme al Cuore di Dio, come il fratello lo desidererebbe, come sognerebbe se avesse accanto non noi, ma Gesรน.โ
Grazie di cuore, Margaret, della tua passione per una prossimitร vissuta con decisione e rispetto.
Peter Forst (Pubblicato nella rivista Neu Stadt) Foto: ยฉ Austin Im-CSC Audiovisivi
LโAnno Santo ha le sue radici spirituali nella tradizione ebraica, dove si festeggiava ogni 50 anni un โgiubileoโ che regalava libertร a schiavi e prigionieri. Nella Chiesa cattolica Papa Bonifacio VIII ha proclamato per la prima volta un Anno Santo nel 1300. Da questโinizio una โindulgenzaโ accompagna lโAnno Santo che i fedeli possono ottenere, a determinate condizioni, passando attraverso una โPorta Santaโ.
Tuttavia, i cristiani luterani come me, in genere non si sentono bene di fronte alla parola “indulgenza”, poichรฉ questa li riporta al periodo della Riforma e allo scandalo della vendita delle indulgenze nella Chiesa cattolica. Questa pratica fu proibita giร dal concilio Tridentino e dunque non esiste piรน. Ho notato perรฒ che il termine “indulgenza” รจ ancora oggi carico di malintesi tra i credenti di tutte le confessioni: una delle idee piรน diffuse รจ che l’indulgenza possa perdonare i peccati di qualcuno. Ma secondo l’insegnamento della Chiesa cattolica, non รจ affatto cosรฌ. Il perdono dei peccati avviene – come anche nella Chiesa luterana – tramite la confessione, la penitenza e l’assoluzione da parte di un pastore (o una pastora) che agisce in nome di Gesรน.
Lโindulgenza dal mio punto di vista tocca invece una dimensione psicologica del peccato, ciรฒ che spesso rimane nella memoria (anche dopo lโassoluzione), probabilmente una ferita o un sentimento di paura o tristezza… In ogni caso cโรจ ancora un lavoro psicologico da fare. Nel passaggio attraverso la “Porta Santa” vedo perciรฒ un invito ad aprire una porta nel mio cuore verso la compassione e la riconciliazione, per lasciar andare ciรฒ che mi blocca nel cammino verso la vera libertร e la pace autentica. Si tratta di una decisione consapevole, di un processo che viene avviato. La cosa fondamentale, dal punto di vista cristiano, รจ che il successo di questo processo non dipende da me, ma dalle mani di Colui che tiene il mondo nelle Sue mani. Solo la Sua grazia puรฒ finalmente guarire le ferite nella mia vita o riconciliare l’umanitร .
“Nel passaggio attraverso la ‘Porta Santa’ vedo un invito ad aprire una porta nel mio cuore verso la compassione e la riconciliazione, per lasciar andare ciรฒ che mi blocca nel cammino verso la vera libertร e la pace autentica”.
Per me, il passaggio attraverso questa porta sta dunque a significare simbolicamente la decisione di seguire (sempre di nuovo) Gesรน e intraprendere la via della vita vera. Come Lui dice nel Vangelo di Giovanni (Gv 10,9): “Io sono la porta. Chi entra attraverso di me sarร salvato”! Con mia grande gioia, la bolla di indizione โLa speranza non deludeโ nella quale Papa Francesco annuncia l’Anno Santo 2025, ha una chiara dimensione ecumenica. Essa parte dalla grazia di Dio, di cui tutti gli esseri umani sono partecipi, e definisce l’Anno Santo come “un invito a tutte le Chiese e Comunitร ecclesiali a procedere nel cammino verso lโunitร visibile, a non stancarsi di cercare forme adeguate per corrispondere pienamente alla preghiera di Gesรน: ยดPerchรฉ tutti siano una sola cosa`โ( Gv 17,21).[1]
Il tema della “speranza” per l’Anno Santo 2025 risuona quindi positivamente in tutti i cristiani. La Federazione Luterana Mondiale ha scelto come motto per l’anno 2025 “Condividere la speranza”. E il Consiglio Ecumenico delle Chiese, che rappresenta la maggior parte delle Chiese protestanti e ortodosse, si aspetta un “Anno Ecumenico” lungo il “cammino della giustizia, della riconciliazione e dell’unitร ”. Se dalla buona volontร nascono azioni concrete, allora nell’Anno Santo 2025 potrebbero aprirsi porte per l’ecumenismo, che avvicinano i cristiani separati. โLasciamoci fin dโora attrarre dalla speranza – scrive Papa Francesco – e permettiamo che attraverso di noi diventi contagiosa per quanti la desideranoโ.[2]
Corinna Mรผhlstedt
[1] Papa Francesco, Spes non confundit, Bolla di indizione del Giubileo Ordinario dell’Anno 2025, 9 maggio 2024, 17.] [2] Papa Francesco, ibidem, 25.
Il Movimento dei Focolari รจ promotore ed invita a partecipare al convegno ecumenico internazionale dal titolo: โCalled to hope โ key players of dialogueโ (Chiamati alla speranza โ protagonisti del dialogo) che si svolgerร dal 26 al 29 marzo 2025. In un tempo di divisioni e grandi sfide, come cristiani siamo chiamati insieme a testimoniare la speranza del Vangelo e ad essere protagonisti di dialogo e unitร , impegnandoci a vivere per la pace, a costruire fraternitร , a diffondere speranza. Tavole rotonde, interviste, testimonianze vogliono offrire metodo e spiritualitร al dialogo insieme a buone pratiche e percorsi ecumenici giร in atto. Vedi l’invito
Mi incontro regolarmente in parrocchia con l’รฉquipe sinodale. Siamo sette persone elette per un anno in un’assemblea locale per lavorare allโattuazione del processo sinodale. Ci incontriamo alla fine della giornata, a volte portandoci dietro la stanchezza e le preoccupazioni personali , anche se cerchiamo di non pensarci per metterci al servizio della comunitร .
Ad una riunione, con la scusa della โsettimana della dolcezzaโ che si celebrava in quei giorni, ho portato un torrone a ciascuno. Eravamo tutti felici come bambini, ci siamo rilassati e lโatteggiamento รจ cambiato. Mi sono reso conto che la comunione si costruisce con piccoli gesti.
(C.P. โ Argentina)
Hanno scelto la pace
Marc e Maria Antonia cinquantenni, con sorpresa, ricevono in ereditร dal padrino di Marc, uno zio single che lo amava moltissimo, una piccola azienda di macchinari industriali. Ci pensano molto, ma alla fine decidono di rilevarla invece di venderla, un po’ per preservare i posti di lavoro dei sei dipendenti e un poโ con l’illusione di lavorare in proprio coinvolgendo il loro figlio che ha studiato ingegneria dei materiali.
Nonostante l’entusiasmo, la dedizione e gli sforzi di tutti loro, passano un brutto momento. L’azienda non funziona. Un anno dopo esserne stati al timone, sono costretti a licenziare due dei lavoratori, restituire le macchine che non sono stati in grado di pagare interamente. Hanno anche alcuni debiti con le banche e con la famiglia.
La sera, quando tornano a casa esausti, cominciano a pensare che forse hanno sbagliato, ma non si arrendono, ricominciano e cercano nuovi clienti. A poco a poco, l’azienda si riprende, non ha piรน perdite e possono iniziare a pagare i debiti. Ma quello che resta loro per vivere รจ ben poco.
Passano ancora un periodo molto difficile. Poi arriva un nuovo cliente che si propone di effettuare un ordine ampio e periodico che darebbe loro la tanto attesa tranquillitร economica. Sono molto felici. Ma si rendono conto che quanto dovrebbero produrre serve per unโindustria di armamenti, sono parti di cannoni . Sono sconvolti. Possono chiudere gli occhi e fare finta di nulla? Dopotutto, se non li produce la loro azienda, lo farร qualcun altro.
Parlano molto tra loro e si confrontano anche con Pedro. Trascorrono piรน di una notte insonne. Non vogliono contribuire, nemmeno indirettamente, alla morte violenta di nessuno. Respingono la richiesta.
Dopo questa difficile decisione, incredibilmente lโazienda ha avuto altri lavori ed รจ riuscita ad andare avanti, nonostante le difficoltร .
Stiamo raccogliendo fondi per poter viaggiare dal nostro Paese, le Filippine, a Roma e partecipare al Giubileo dei Giovani. In questi giorni due anziane signore sono venute portandoci alcune monete del loro salvadanaio. Una di loro consegnandoci le monete ci ha detto: “Queste sono state raccolte e conservate per un anno sul piccolo altare che ho in casa”. Il suo dono umile ma profondo, nato dalla fede e dal sacrificio, ci ha lasciato sbalorditi.
Molto conosciuto e concretamente vissuto in tutto il mondo da molti cattolici รจ l’Anno giubilare che, in questo 2025, ha come tema “Pellegrini della speranza”. Milioni di persone visiteranno Roma o visiteranno le chiese giubilari nelle varie Diocesi del mondo sperimentando la grazia della misericordia di Dio attraverso la preghiera per il perdono, il proposito di conversione di vita e il passaggio della porta santa, che vuole ricordare simbolicamente che Cristo รจ โla portaโ. “Pellegrini della speranza” perchรฉ siamo chiamati alla speranza.
Molto meno noto รจ che nel 2025 ricorrono altri due importanti anniversari di grande significato ecumenico: il 1700ยฐ anniversario del Concilio di Nicea e il 60ยฐ anniversario della revoca delle reciproche scomuniche tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa di Costantinopoli.
Perchรฉ un incontro ecclesiale avvenuto 1700 fa รจ ancora cosรฌ importante da celebrare? E perchรฉ quindi Papa Francesco, il Patriarca Ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I e altri leader di varie Chiese hanno scelto di recarsi a Nicea in Turchia il 24 maggio 2025 per una commemorazione congiunta? Ogni domenica, i cristiani di tutte le Chiese professano la stessa fede affermata in quel Concilio. Proprio a Nicea quindi รจ sigillata la base della nostra fede, Dio Uno e Trino, Gesรน Cristo vero Uomo e vero Dio. Nella consapevolezza di questa base comune, pregare per l’unitร , non รจ solo una preghiera per raggiungerla, ma anche una celebrazione di ringraziamento per l’unitร che in realtร รจ giร presente.
Il Concilio di Nicea, in realtร , aveva inoltre fissato una data per celebrare la Pasqua, ma con la modifica del calendario nellโoccidente, attuato da Papa Gregorio XIII, spesso la data di questa festa non coincide per le Chiese orientali e quelle occidentali. Quest’anno, per una fortuita circostanza, le date coincidono: sarร per tutti il 20 aprile 2025. Tanti cristiani nel mondo, tra i quali Papa Francesco ed il Patriarca Bartolomeo, promuovono la creazione di un calendario comune che permetta di far coincidere sempre questa festa al centro della fede cristiana.
Il Movimento dei Focolari coglie l’occasione per celebrare questi anniversari con un convegno ecumenico internazionale dal titolo: โCalled to hope โ key players of dialogueโ (Chiamati alla speranza – protagonisti del dialogo). In un tempo di divisioni e grandi sfide, come cristiani siamo chiamati insieme a testimoniare la speranza del Vangelo e ad essere protagonisti di dialogo e unitร , impegnandoci a vivere per la pace, a costruire fraternitร , a diffondere speranza. Tavole rotonde, interviste, testimonianze vogliono offrire metodo e spiritualitร al dialogo insieme a buone pratiche e percorsi ecumenici giร in atto.
In questo mese di febbraio celebriamo lโXI edizione della Giornata mondiale di preghiera e riflessione contro la tratta di persone che ogni anno cade l’8 febbraio in occasione della festa di Santa Giuseppina Bakhita, la Suora sudanese che da bambina fece la drammatica esperienza di essere vittima della tratta.
Questโanno lโevento si ispira all’invito di Papa Francesco ad essere pellegrini di pace e apostoli di speranza e si inserisce nel quadro degli eventi legati al Giubileo 2025. Il tema scelto รจ: Ambasciatori di speranza: insieme contro la tratta di persone.
Celebrata in tutto il mondo, la Giornata mondiale di preghiera e riflessione contro la tratta di persone รจ stata introdotta da Papa Francesco nel 2015. Il coordinamento, affidato a Talitha Kum, si avvale di una rete di organizzazioni โ fra cui il Movimento dei Focolari โ con l’obiettivo di pregare insieme, riflettere collettivamente sulle realtร della tratta di persone e sostenere le vittime, i sopravvissuti e le popolazioni vulnerabili. In particolare, con questa iniziativa si vuole promuovere e aiutare donne, bambini, migranti, rifugiati e giovani.
Questโanno nella settimana dal 4 al 10 febbraio si susseguono vari eventi volti a sensibilizzare lโargomento. Oltre 100 rappresentanti delle diverse organizzazioni partner โ giovani provenienti da tutto il mondo, sostenitori e attivisti, sopravvissuti, profughi, migranti e personaggi pubblici dell’industria artistica/cinematografica โ si riuniscono a Roma per promuovere un appello di speranza, pace, amore e unitร della Chiesa cattolica con l’intento di guarire le ferite del mondo. Fra i vari appuntamenti, ilย 6 febbraio alleย oreย 16-19 (ora italiana) il Gen Verde parteciperร all’evento โInvocare la speranza e promuovere eventi di guarigioneโย presso la Pontificia Universitร della Santa Croce.
Ma lโevento centrale sarร il pellegrinaggio online previsto per il 7 febbraio dalle ore 11.30 alle 16.30 (ora italiana): una maratona di preghiera e riflessione attraverso tutti i continenti e disponibile in cinque lingue.
Di recente il Dicastero per la Dottrina della fede ha pubblicato la DichiarazioneโDignitas Infinitaโ che fa riferimento alle gravi violazioni della dignitร umana, come la tratta di persone descritta come โun’attivitร ignobile, una vergogna per le nostre societร che si dicono civilizzateโ. Allo stesso modo, sottolinea l’importanza di contrastare fenomeni quali โcommercio di organi e tessuti umani, sfruttamento sessuale di bambini e bambine, lavoro schiavizzato, compresa la prostituzione, traffico di droghe e di armi, terrorismo e crimine internazionale organizzatoโ. Inoltre, menziona le ripercussioni di questo crimine contro l’umanitร . โLa tratta deturpa lโumanitร della vittima, offendendo la sua libertร e dignitร โ.
Attualmente si stima che 50 milioni di persone siano colpite dal fenomeno della schiavitรน moderna a livello globale. Coloro che ne soffrono maggiormente le conseguenze sono le donne e i bambini. Lโanno giubilare e la tematica della speranza, evidenzia l’importanza di promuovere questo valore anche attraverso azioni concrete come la lotta globale contro l’orribile realtร della tratta di persone. Siamo quindi chiamati all’azione, ad essere ambasciatori di speranza, poichรฉ la dignitร e la fraternitร umana che tutti sosteniamo sono in grave pericolo.
Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari, nei suoi discorsi ha piรน volte parlato della vicinanza come la via di Dio per essere prossimo allโumanitร . Come si legge giร a partire dal titolo di questo libro, โLa vicinanzaโ รจ lo stile di Dio, che Gesรน ci ha svelato con la sua vita. ร anche la strada maestra per portare Dio agli uomini e alle donne di oggi. Per conoscerne meglio i contenuti del volume abbiamo intervistato le autrici:Judith Povilus e Lida Ciccarelli.
Lida, Judith: di cosa parla il libro?ย
Lida: โSi tratta di una raccolta di pensieri di Chiara Lubich sul tema dellโamore verso i fratelli secondo la prospettiva della prossimitร . ร un argomento molto caro a Papa Francesco che piรน volte ha sollecitato di prendersi cura del mondo che ci circonda, di essere prossimi dei nostri fratelli e sorelle secondo lo stile di Dio: la vicinanza, appunto.
Judith โPer l’edizione in inglese, ci si chiedeva come tradurre il titolo. E la soluzione risponde un poโ alla tua domanda: Learning closeness from God: imparare da Dio la vicinanza, vedere ed accorgerci come Dio si รจ fatto prossimo a noi per imparare ad essere prossimi a nostra volta a chi ci sta vicinoโ.
Judith Povilus,ย dottore in teologia fondamentale, รจ docente emerito di logica e fondamenti della matematica presso lโIstituto Universitario Sophia (Loppiano, Firenze). ร autrice di: La Presenza di Gesรน tra i suoi nella teologia di oggi (1977); Gesรน in mezzo nel pensiero di Chiara Lubich (1981); Numeri e luce. Sul significato sapienziale della matematica (2013); co-editore di Lโunitร . Uno sguardo dal Paradiso โ49 di Chiara Lubich (2021).
Come si porta Dio ai tempi di oggi dove cโรจ tanta solitudine, indifferenza, guerre e divisioni?ย
Lida: โSe guardiamo attorno a noi ci sono ragioni per essere pessimisti, eppure in quanto cristiani siamo chiamati a testimoniare sempre lโamore di Dio. Per me la strada da seguire รจ quella di Gesรน: la societร di allora non era migliore di quella odierna, tuttavia Gesรน ha donato sempre la vita del cielo. Anche noi, allora, mettiamo amore dove non c’รจ amore, dove c’รจ solitudine facciamoci compagni di vita, dove c’รจ divisione facciamoci strumenti di riconciliazione e unitร โ.
Chi รจ il โvicinoโ a cui portare Dio?ย
Judith: โL’enciclica Fratelli tutti riporta la parabola del buon samaritano dove lo Scriba chiede a Gesรน: chi รจ il mio prossimo? Gesรน gira la domanda e fa capire che tutti sono candidati ad essere mio prossimo. Non ci sono limiti, dipende da me farmi prossimo agli altri. Farsi prossimo รจ un atto performativo. ร molto bella la tua domanda: trovare Dio รจ ciรฒ che ogni essere umano maggiormente attende, anche se non รจ cosciente. Lasciamo dunque vivere Dio in noi, e che sia Lui attraverso il nostro amore a toccare i cuoriโ.
Accade spesso che la diversitร riscontrata sul piano culturale, sociale, politico, sfoci in frammentazioni e polarizzazioni. E aumenta la paura nei confronti dellโaltro. Chiara Lubich con lโideale dellโunitร va in controtendenza a questo fenomeno.
Lida: โร proprio vero, Chiara va in controtendenza. Dentro di noi ha stampato un’idea semplice ma rivoluzionaria: siamo tutti fratelli perchรฉ figli del Padre che รจ nei cieli. Un’idea semplice sรฌ, ma che ci rende liberi e che abbatte il muro delle divisioni. Se la mettiamo in atto, cambia la nostra vita. L’altro, chiunque esso sia, giovane o anziano, della mia stessa idea oppure no, ricco o povero, straniero o del mio stesso paese va guardato con occhi nuovi: tutti sono figli del Padre e tutti, ma proprio tutti, sono amati dal Padre come meโ.
Lida Ceccarelli, laureata in filosofia e teologia morale, รจ docente di Storia della Chiesa e Teologia Spirituale presso lโIstituto internazionale Mystici Corporis (Loppiano-Italia). Giร membro della Commissione per la Spiritualitร presso la Segreteria Generale del Sinodo, รจ Postulatrice presso il Dicastero delle Cause dei Santi.
La prossimitร รจ un concetto centrale sia nelle Chiese cristiane che nelle diverse tradizioni religiose. ร quindi la strada per la fraternitร universale?ย
Lida: โร proprio quello che abbiamo vissuto in questi giorni con un gruppo di giovani musulmani sciiti, studenti del Dr. Mohammad Ali Shomali, Direttore dellโIstituto Internazionale per gli Studi Islamici di Qum in Iran. Questi studenti sono venuti allโUniversitร Sophia, nella cittadella di Loppiano, per un breve corso di cristianesimo. Non abbiamo tanto parlato di fraternitร , ma l’abbiamo vissutaโ.
Judith โA me toccava svolgere anche varie lezioni sulla spiritualitร dell’unitร . Nel parlare di Dio amore ho raccontato la parabola del Figliuol prodigo. Ho detto loro: โQualcuno di voi รจ padre e capisce la profonditร di questo amore โconditoโ di misericordia?โ Sette di loro erano giovani padri di famiglia. Durante una pausa, mi hanno fatto vedere, con gioia ed emozione, le foto dei loro figli. In questo clima, le loro domande spontanee sulla spiritualitร hanno fatto entrare il carisma dell’unitร sempre piรน in profonditร . Con la gioia si scoprivano i punti in comune o si chiarivano le veritร del cristianesimo non capite prima. Ho constatato che la vicinanza, con tutte le sfumature umane e con l’interesse a condividere la vita del prossimo, รจ proprio la strada per condividere il dono del carisma che รจ per tutti, anche per i non cristiani, ed essere insieme costruttori di un mondo piรน fraternoโ.
Che consigli dare al lettore? Quale deve essere lo โsguardoโ verso lโaltro?ย
Lida: โForse se il lettore giร conosce gli scritti di Chiara suggerirei di accostarsi ad essi come se fosse la prima volta. E poi fermarsi appena si รจ colpiti da qualcosa per mettersi in ascolto della Sapienza che sta alla porta e bussa al nostro cuoreโ.
Judith: โSรฌ, infatti gli scritti di Chiara nella parte dellโantologia sono di grande spessore, di vario genere e contenuti. Non si puรฒ leggere tutto dโun fiato. Personalmente ogni volta, meditando su uno scritto o l’altro, scopro nuove intuizioni o nuovi passi da fareโ.
Lida: โDunque, per concludere, quale sguardo avere verso l’altro, verso il prossimo? Quello di Gesรน con il giovane ricco: โfissatolo lo amรฒโ. Come sarร stato il suo sguardo? Uno sguardo amante e gratuito che ti entra dentro e ti dice: tu sei importante per me, io ti amo cosรฌ come seiโ.
Il 23 gennaio, abbiamo vissuto il primo appuntamento di โChiamati ad una sola speranza – Giovani in camminoโ. Un percorso per immergerci nel cuore del Giubileo attraverso le ricchezze dei Carismi.
Ad animare questa prima serata sono stati i giovani di Nuovi Orizzonti e del Movimento dei Focolari, che con canti, momenti di conoscenza, testimonianze profonde e preghiera hanno riempito i cuori di coraggio, amore e speranza.
Insieme abbiamo โcamminatoโ e condiviso la speranza. Grazie a tutti per aver reso questa serata indimenticabile.
A volte ci troviamo di fronte a situazioni in cui รจ difficile esprimere un giudizio, prendere una posizione. Bisognerebbe avere una capacitร di trovare il senso piรน profondo delle cose ed intuire i significati e le prospettive. Cโรจ bisogno di luce, e come i minatori che aprono la strada metro dopo metro con una semplice lanterna, anche noi abbiamo una luce che puรฒ illuminare i nostri passi, uno alla volta. Lo sappiamo: lโamore reciproco รจ una luce potente che ci guida ed รจ un aiuto per il difficile cammino della coscienza personale nei sentieri della vita. Occorre essere in grado di confrontarci con le tante complessitร di vedute e opinioni di coloro che ci stanno accanto o di chi incontriamo quasi per caso. ร importante con tutti mantenere lโautenticitร nel cuore e anche avere la coscienza del limite del nostro punto di vista. Questa apertura mentale e del cuore, frutto dellโamore vero, ci apre ad un dialogo che ascolta cercando il buono che รจ nellโaltro e aprendo la possibilitร di costruire qualcosa insieme. In tema con questa ricerca personale, Timothy Radcliffe, uno dei teologi presenti all’ultimo Sinodo dei vescovi della Chiesa cattolica, ha affermato ai membri del Sinodo che: “la cosa piรน coraggiosa che possiamo fare รจ essere sinceri tra di noi riguardo ai nostri dubbi e alle nostre domande, quelle per le quali non abbiamo risposte chiare. Allora ci avvicineremo come compagni di ricerca, mendicanti della veritร (1)”. In una conversazione con membri dei Focolari, Margaret Karram ha cosรฌ commentato questa riflessione: “Pensandoci, mi sono resa conto, che tante volte non ho avuto il coraggio di dire veramente quello che pensavo: forse per timore di non essere capita, forse per non dire qualcosa completamente diverso dallโopinione della maggioranza“. Per lei, “essere โmendicanti della veritร โ significa avere un sincero atteggiamento di prossimitร , gli uni verso gli altri, in cui tutti insieme cerchiamo il bene” (2). ร anche lโesperienza di Antรญa che partecipa al gruppo artistico โMosaicoโ. Esso รจ nato nel 2017 ed รจ composto da giovani spagnoli di diversa provenienza e cultura che offrono attraverso la loro arte e i loro laboratori la propria esperienza di fraternitร . Antรญa ci racconta: “ร il collegamento con i miei valori: un mondo fraterno, nel quale ciascuno (giovanissimi, inesperti, vulnerabiliโฆ) dona il proprio contributo a questo progetto. โMosaicoโ mi fa credere che un mondo piรน unito non รจ un’utopia, nonostante le difficoltร e il duro lavoro che comporta. Sono cresciuta in un lavoro di squadra, con un dialogo coraggioso e senza barriere, rinunciando alle mie idee che consideravo le migliori. E il risultato รจ che โil beneโ รจ costruito pezzo per pezzo insieme, da tutti noi” (3).
1 Padre Timothy Radcliffe, Meditazione n. 3, Amicizia, Sinodo dei Vescovi, Sacrofano, 2.10.2023. 2 Conversazione con i focolarini, Margaret Karram, Presidente del Movimento dei focolari, Rocca di Papa, 3.02.2024. 3 Mosaico GRLP aderisce al progetto โForti senza violenzaโ che organizza laboratori multidisciplinari con i giovani per tre giorni, cercando di trasmettere valori come la non violenza, la pace e il dialogo attraverso l’arte. Cfr. rivista LAR n. 1, primavera 2024, p. 11.
Foto: ยฉ Comunicazione Loppiano
LโIDEA DEL MESE รจ attualmente prodotta dal “Centro del Dialogo con persone di convinzioni non religiose” del Movimento dei Focolari. Si tratta di un’iniziativa nata nel 2014 in Uruguay per condividere con gli amici non credenti i valori della Parola di Vita, cioรจ la frase della Scrittura che i membri del Movimento si impegnano a mettere in atto nella vita quotidiana. Attualmente LโIDEA DEL MESE viene tradotta in 12 lingue e distribuita in piรน di 25 paesi, con adattamenti del testo alle diverse sensibilitร culturali.
La parola di questo mese รจ tratta da una serie di raccomandazioni finali che l’apostolo Paolo fa alla comunitร dei Tessalonicesi: ยซNon spegnete lo Spirito, non disprezzate le profezie. Vagliate ogni cosa e tenete ciรฒ che รจ buono. Astenetevi da ogni specie di maleยป[1]. Profezia e discernimento, dialogo e ascolto. Queste le indicazioni di Paolo alla comunitร che aveva da poco intrapreso il cammino di fede.
Tra i vari doni dello Spirito, Paolo stimava molto quello della profezia[2]. Il profeta non รจ colui che prevede il futuro ma piuttosto chi ha il dono di vedere e capire la storia personale e collettiva dal punto di vista di Dio.
Ma tutti i doni sono guidati dal dono piรน grande, la caritร , lโamore fraterno[3]. Agostino di Ippona afferma che solo la caritร permette di discernere l’atteggiamento da assumere davanti alle varie situazioni[4].
ยซVagliate ogni cosa, tenete ciรฒ che รจ buonoยป.
Occorre essere in grado di guardare non soltanto ai doni personali ma anche alle tante potenzialitร e complessitร di vedute e opinioni che si aprono davanti a noi in coloro che ci stanno accanto e con i quali ci confrontiamo, magari in persone che incontriamo per caso. ร importante con tutti mantenere lโautenticitร nel cuore e anche avere la coscienza del limite del nostro punto di vista.
Questa parola di vita potrebbe essere un motto da adottare in ogni situazione di dialogo e di confronto. Ascoltare l’altro, non necessariamente per accettare tutto ma sapendo che รจ possibile trovare qualcosa di buono in quello che dice, favorisce un’apertura mentale e del cuore. ร fare il vuoto dentro noi stessi per amore e avere cosรฌ la possibilitร di costruire qualcosa insieme.
ยซVagliate ogni cosa, tenete ciรฒ che รจ buonoยป.
Padre Timothy Radcliffe, uno dei teologi presenti al Sinodo dei Vescovi della Chiesa cattolica, ha affermato che ยซla cosa piรน coraggiosa che possiamo fare in questo sinodo รจ essere sinceri tra di noi riguardo ai nostri dubbi e alle nostre domande, quelle per le quali non abbiamo risposte chiare. Allora ci avvicineremo come compagni di ricerca, mendicanti della veritร ยป[5].
In una conversazione con alcuni focolarini, Margaret Karram ha cosรฌ commentato questa riflessione: ยซPensandoci, mi sono resa conto, che tante volte non ho avuto il coraggio di dire veramente quello che pensavo: forse per timore di non essere capita, forse per non dire qualcosa completamente diverso dallโopinione della maggioranza. Ho capito che, essere โmendicanti della veritร โ significa avere quell’atteggiamento di prossimitร , gli uni verso gli altri, in cui vogliamo tutti quello che Dio vuole, in cui tutti insieme cerchiamo il beneยป[6].
ยซVagliate ogni cosa, tenete ciรฒ che รจ buonoยป.
ร lโesperienza di Antรญa che partecipa al gruppo di arti performative Mosaico, nato in Spagna nel 2017 come Gen Rosso Local Project. Esso รจ composto da giovani spagnoli che offrono attraverso la loro arte e i loro laboratori la propria esperienza di fraternitร .
Antรญa ci racconta: ยซร il collegamento con i miei valori: un mondo fraterno, nel quale ciascuno (giovanissimi, inesperti, vulnerabili…) dona il proprio contributo a questo progetto. Mosaico mi fa credere che un mondo piรน unito non รจ un’utopia, nonostante le difficoltร e il duro lavoro che comporta. Sono cresciuta lavorando in gruppo, con un dialogo a volte che puรฒ sembrare troppo schietto e spesso rinunciando alle mie idee che consideravo le migliori. E il risultato รจ che โil beneโ รจ costruito pezzo per pezzo insieme, da tutti noiยป[7].
A cura di Patrizia Mazzola e del team della Parola di Vita
[1] Ts 5, 19-22. [2] Cf. Giovanni Paolo II, Udienza Generale, 24.06.1992, n.7. [3] Cf. 1 Cor 13. [4] Cf.ย Agostino di Ippona, Ep. Jo. 7, 8. ย [5] Padre Timothy Radcliffe, Meditazione n. 3, Amicizia, Sinodo dei Vescovi, Sacrofano, 2.10.2023. ย [6] Conversazione con i focolarini, Margaret Karram, Presidente del Movimento dei focolari, Rocca di Papa, 3.02.2024. [7] Mosaico GRLP aderisce al progetto Forti senza violenza, che si basa sul portare in nuove cittร laboratori multidisciplinari con i giovani durante tre giorni cercando di trasmettere i valori di non-violenza, pace e dialogo attraverso lโarte.
La cittร di Goma, capoluogo della regione del Nord Kivu (Repubblica Democratica del Congo), รจ stata attaccata ed รจ adesso controllata dal gruppo ribelle armato M23. I conflitti tra le forze governative congolesi e la milizia M23 si sono intensificati dopo lโuccisione del generale Peter Cirimwami, governatore della provincia del Nord Kivu il 25 gennaio 2025.
Il Movimento dei Focolari รจ presente a Goma dal 1982 con una comunitร molto attiva per gli aiuti alle persone in necessitร , e con numerose iniziative al servizio dei poveri e dei rifugiati. Nel 2019 si รจ aperto un focolare femminile. Da 2020 si รจ costruito, con aiuti di diversi enti e persone di buona volontร , un Centro sociale per assicurare aiuti di prima necessitร e accoglienza. Allo stesso tempo si sono avviati percorsi di formazione e di orientamento al lavoro per offrire dignitร e mezzi di sussistenza ai rifugiati, con particolare attenzione alle donne sole con bambini. Tante persone sono state cosรฌ aiutate e, tra queste, ci sono anche quelle che sono arrivate recentemente in un campo per rifugiati nei pressi del โCentre Louis Quintard / Focolariโ. Dal 2023, grazie al supporto dellโAMU, si รจ avviato un progetto di sostegno al microcredito e, da quando si sono intensificati gli scontri, nello scorso febbraio, AMU ha anche supportato la comunitร del Movimento del luogo a fare interventi d’emergenza sul posto, in particolare fornendo acqua potabile e kit dโigiene alle tante persone sfollate che si trovano nei campi profughi della cittร .
La tensione nella regione รจ molto alta e cresce lโapprensione su quanto potrร succedere nei prossimi giorni con la possibilitร di unโescalation del conflitto. Questo potrebbe avere conseguenze drammatiche su una cittร ed una popolazione che giร vivono situazioni difficili a causa di conflitti che durano da oltre trentโanni.
Per questo invitiamo tutti anche a rafforzare la preghiera unendosi al โTime outโ, un minuto di silenzio e preghiera per la pace che proponiamo ogni giorno alle ore 12 locali, oltre a sostenere ogni azione di pace e incoraggiare azioni diplomatiche che cerchino la fine di tutti i conflitti ancora in atto nel mondo.
O ancheย attraverso bonificoย sui seguenti conti correnti:
Azione per un Mondo Unito ETS (AMU)ย IBAN: IT 58 S 05018 03200 000011204344 presso Banca Popolare Etica Codice SWIFT/BIC: ETICIT22XXX
Azione per Famiglie Nuove ETSย | Banca Etica โ filiale 1 di Roma โ Agenzia n. 0 | Codice IBAN: IT 92 J 05018 03200 000016978561 | BIC/SWIFT:ย ETICIT22XXX
Causale: Emergenza Goma
Per tali donazioni sono previsti benefici fiscali in molti Paesi dellโUnione Europea e in altri Paesi del mondo, secondo le diverse normative locali.ย I contribuenti italiani potranno ottenere deduzioni e detrazioni dal reddito, secondo la normativa prevista per le Onlusย
Durante un incontro di vescovi di varie Chiese, amici del Movimento dei Focolari, vicino a Stoccolma (Svezia), nel novembre 2018, il vescovo Krause รจ stato intervistato dalla giornalista irlandese Susan Gately, che gli ha chiesto cosa fosse esattamente l’โecumenismoโ secondo lui. Pubblichiamo – allโindomani della celebrazione, nellโemisfero nord, della Settimana di Preghiera per lโunitร dei cristiani – uno stralcio della riposta del vescovo Krause che aiuta a tratteggiare la sua figura, la sua apertura e la sua passione per il cammino ecumenico.
โChiamati alla speranza โ Protagonisti del dialogoโ รจ il titolo del Convegno Ecumenico che si svolgerร tra il 26 e il 29 marzo 2025 a Castel Gandolfo (Roma, Italia). Per iscriversi o avere piรน informazione scaricare la locandina.
Attivare i sottotitoli e scegliere la lingua desiderata
Il 24 gennaio 1944 Chiara Lubich scoprรฌ quello che diventerร un punto chiave della spiritualitร dellโunitร : Gesรน che sperimenta lโabbandono del Padre sulla croce, espressione massima di dolore, espressione massima di amore.
E proprio Gesรน Abbandonato รจ stato al centro di un momento artistico durante il Genfest 2024, appuntamento internazionale dei giovani dei Focolari. Ne proponiamo alcuni stralci.
Hanno fatto il giro del mondo per diversi giorni le drammatiche immagini degli incendi che hanno devastato unโimmensa area, distruggendo qualsiasi cosa, dagli animali alla vegetazione. Migliaia di edifici sono ormai in cenere e al momento 25 persone sono morte. Moltissime famiglie hanno perso tutto e ci sono ancora 26 dispersi. ร straziante vedere ancora oggi queste immagini di sofferenza. E lโemergenza ancora non รจ finita. Abbiamo contattato la comunitร dei Focolari in zona per sapere come stanno vivendo questa situazione.
โGli incendi in diverse parti del nostro territorio ci danno grande trepidazione giacchรฉ non si riesce ad estinguere completamente i punti di fuoco per il forte vento – scrive Carlos Santos, in focolare a Los Angeles -. La previsione รจ che dureranno ancora per diversi giorni. Tanti sono stati sfollati e tanti hanno perso tutto. Ma vediamo anche una grandissima risposta da molte persone hanno portato cibo, vestiti, soldi e altre donazioni per chi รจ stato colpito dagli incendi. La risposta di caritร รจ stata cosรฌ grande che attraverso la Tv si รจ chiesto di non donare piรน in alcuni territori perchรฉ non c’era piรน posto per quanto arrivato. Giร , la Provvidenza รจ arrivata in abbondanza e in sovrappiรน.
Il fuoco non ha raggiunto le case di nessuna persona della comunitร locale dei Focolari. Ma alcuni hanno dovuto spostarsi, perchรฉ abitavano in aree dove c’era il rischio di incendi.
Il focolare femminile – continua ancora Carlos – ha accolto una famiglia per tre giorni, finchรฉ le autoritร hanno detto che era sicuro ritornare nella loro casa. Anche il nostro focolare maschile si รจ messo a disposizione per accogliere persone in caso abbiano bisogno. Questo ha dato piรน tranquillitร alla comunitร perchรฉ diverse aree della contea di Los Angeles potrebbero avere mandati di evacuazione in caso in cui il vento cambi direzione e sposti il fuoco lรฌ. Alcuni focolarini e focolarine attraverso il proprio lavoro hanno toccato con mano la sofferenza di tante persone e famiglie che hanno perso tutto. Vogliamo accompagnare queste persone, dare conforto ed aiutarle nel trovare una soluzione stabileโ conclude Carlos ringraziando per i tanti messaggi di vicinanza e le preghiere per questa grande sofferenza.
A questo link del sito di Focolare Media, lโorgano di comunicazione dei Focolari in Nord America, potete leggere lโarticolo sul โmiracolo del tabernacoloโ alla chiesa Corpus Christi nella comunitร di Pacific Palisades in California.
โPartiamo dagli ultimi, da coloro che vengono scartati e abbandonati dalla societร โ. Nasce cosรฌ il Centro anziani Hogar โChiara Lubichโ nellโamazzonia peruviana. Un luogo nel quale, grazie alla generositร di una famiglia insieme alla comunitร dei Focolari, si accolgono anziani abbandonati, che hanno bisogno di aiuto, di essere curati, di un pasto caldo o semplicemente del calore di una famiglia.
Nel dialogo fra persone di diverse culture e orientamenti religiosi, un tema ricorrente รจ quello della domanda: โsi puรฒ sempre sperare? E in che cosa?โ. Una domanda che risuona in modo piรน intenso nei momenti di difficoltร e di fronte alle sconfitte o alle sofferenze piรน lancinanti, ma anche di fronte alle delusioni di unโideale o di un insieme di valori che ci avevano affascinato. ร proprio in questi momenti di dubbio che siamo spinti a riconsiderare le nostre convinzioni, i valori e le credenze in cui abbiamo riposto la nostra speranza. E con essi trovare la forza di affrontarli e far emergere la grandezza dell’essere umano, capace di cadere e rialzarsi, di vivere la debolezza in modo consapevole, senza inutili aspettative miracolistiche. Credere รจ molto piรน che sperare una soluzione ai nostri problemi, รจ piuttosto un impulso che permette di continuare a camminare. La vita, proprio in quei momenti, puรฒ misteriosamente diventare dono autentico. Credere in un impegno che dร senso alla vita non รจ come accettare un contratto che si firma una volta e poi non si guarda piรน, ma รจ un fatto che trasforma e permea ogni scelta quotidiana. Un piccolo aiuto a vivere in questo modo รจ quello di non pensare alle situazioni estreme, che non possono che farci paura e bloccarci, ma di affrontare le piccole difficoltร di ogni giorno, condividendole con i nostri amici. In questo modo, se non ci perdiamo d’animo, scopriremo che ogni giorno puรฒ offrirci una nuova opportunitร per credere e per dare speranza a chi ci sta vicino. ร la forza dell’amicizia che cerca il bene dell’altro. Quando tutto va bene, รจ piรน facile sentirsi forti e coraggiosi. Ma รจ quando viviamo lโesperienza delle vulnerabilitร che possiamo costruire qualcosa che non passa e che resterร anche dopo di noi. ร la convinzione che si acquisisce quando si รจ condivisa la vita con qualcuno che ha creduto al di lร di tutto, che ha lottato e sofferto e che รจ diventato vicino a tutti con il suo amore. Queste persone, dopo aver concluso la loro vita su questa terra, lasciano una tale impronta e la loro memoria รจ cosรฌ viva che -misteriosamente- ci fa dire, anche al di lร del nostro riferimento religioso o non religioso: โio credo, ci credo. Continuiamo insieme!โ.
Foto ยฉSasin Tipchai – Pixabay
LโIDEA DEL MESE รจ attualmente prodotta dal โCentro del Dialogo con persone di convinzioni non religioseโ del Movimento dei Focolari. Si tratta di unโiniziativa nata nel 2014 in Uruguay per condividere con gli amici non credenti i valori dellaย Parola di Vita, cioรจ la frase della Scrittura che i membri del Movimento si impegnano a mettere in atto nella vita quotidiana. Attualmente LโIDEA DEL MESE viene tradotta in 12 lingue e distribuita in piรน di 25 paesi, con adattamenti del testo alle diverse sensibilitร culturali. dialogue4unity.focolare.org
Gesรน sta arrivando a Betania, dove Lazzaro รจ morto da quattro giorni. Informata, la sorella Marta corre speranzosa al suo incontro. Gesรน voleva molto bene a lei, a sua sorella Maria e a Lazzaro, sottolinea il Vangelo[1]. Pur nel dolore, Marta manifesta al Signore la sua fiducia in Lui, convinta che se fosse stato presente prima della morte del fratello questi sarebbe ancora vivo, ma che anche adesso qualsiasi sua richiesta a Dio sarebbe stata esaudita. ยซTuo fratello risusciterร ยป (Gv 11,23), afferma allora Gesรน.
ยซCredi tu questo?ยป
Dopo aver chiarito che si riferisce al ritorno di Lazzaro alla vita fisica qui ed ora e non solo a quella che attende il credente dopo la morte, Gesรน chiede a Marta lโadesione della fede e non solo per realizzare uno dei suoi miracoli โ che lโevangelista Giovanni definisce โsegniโ โ ma per donare a lei, come a tutti i credenti, una vita nuova e la resurrezione. ยซIo sono la risurrezione e la vitaยป (Gv 11,25), afferma Gesรน. E la fede che le chiede รจ un rapporto personale con lui, unโadesione attiva e dinamica. Credere non รจ come accettare un contratto che si firma una volta e poi non si guarda piรน, ma รจ un fatto che trasforma e permea la vita quotidiana.ย
ยซCredi tu questo?ยป
Gesรน invita a vivere una vita nuova qui ed ora. Ci invita a sperimentarla ogni giorno, sapendo che, come abbiamo riscoperto a Natale, lui stesso ce l’ha portata, cercandoci per primo e venendo tra di noi.
Come rispondere alla sua domanda? Guardiamo a Marta, la sorella di Lazzaro.
In dialogo con Gesรน le scaturisce una professione di fede piena in lui. Lโoriginale greco la esprime con ancora maggiore forza. Lโ โio credoโ da lei pronunciato significa โsono giunta a credereโ, โcredo fermamenteโ che ยซtu sei il Cristo, il Figlio di Dio che deve venire nel mondoยป[2], con tutte le conseguenze. ร una convinzione maturata nel tempo, provata nelle diverse circostanze che ha affrontato nella vita.
Il Signore rivolge la sua domanda anche a me. Anche a me chiede una fiducia generosa in lui, e lโadesione al suo stile di vita, fondato sullโamore generoso e concreto verso tutti. La perseveranza maturerร la mia fede, che si rafforzerร nel constatare giorno dopo giorno la veritร delle parole di Gesรน messe in pratica, e che non mancherร di esprimersi nel mio agire quotidiano verso tutti. Intanto, possiamo far nostra la preghiera degli apostoli a Gesรน: ยซAumenta la nostra fedeยป (Lc 17, 6).
ยซCredi tu questo?ยป
ยซUna delle mie figlie aveva perso il lavoro insieme a tutti i suoi colleghi, poichรฉ il governo aveva chiuso lโagenzia pubblica dove lavoravanoยป, racconta Patricia, dal Sudamerica. ยซCome forma di protesta, avevano organizzato un accampamento davanti alla sede. Io cercavo di sostenerli partecipando ad alcune loro attivitร , portando loro del cibo o semplicemente fermandomi a parlare con loro.ย
Il Giovedรฌ Santo, un gruppo di sacerdoti che li accompagnava ha deciso di celebrare una cerimonia nella quale si offrivano anche spazi di ascolto, si รจ letto il Vangelo e si รจ realizzato il gesto della lavanda dei piedi, in ricordo di quanto fatto da Gesรน. La maggioranza dei presenti non erano persone religiose. Tuttavia, รจ stato un momento di profonda unione, di fraternitร e di speranza. Si sono sentiti abbracciati ed, emozionati, ringraziavano quei sacerdoti che li accompagnavano nellโincertezza e nella sofferenzaยป.
Questa parola di Gesรน รจ stata scelta come guida per la Settimana di Preghiera per lโUnitร dei Cristiani 2025. Preghiamo allora e adoperiamoci affinchรฉ il nostro credere comune sia motore della ricerca della fraternitร con tutti: รจ la proposta e il desiderio di Dio per lโumanitร , ma richiede la nostra adesione. La preghiera e lโazione saranno efficaci se nascono da questa confidenza in Dio e dal nostro agire di conseguenza.
A cura di Silvano Malini e del team della Parola di Vita.
Pace, accoglienza, coraggio, giustizia, dialogo, speranza, solidarietร , insieme, fraternitร , unitร : parole che esprimono il nostro impegno planetario, forte, concreto che inizia da piccoli gesti quotidiani, affinchรฉ tacciano le armi e cessino tutti i conflitti, in ogni angolo del mondo.
โSeminate, per favore, anzitutto il Vangelo che รจ Buona Notizia, per essere credibili in un tempo lacerato da discordie e conflitti, dove la pace sembra ormai un sogno irraggiungibileโ. Un invito forte che Papa Francesco ha rivolto alle famiglie focolare attraverso una lunga lettera. Il 27 ottobre 2024 al Centro Mariapoli di Castel Gandolfo (Italia), Margaret Karram, Presidente dei Focolari incontrando proprio le famiglie focolare giovani ha letto loro il messaggio ricevuto dal Papa: una bella sorpresa indirizzata proprio a loro. Le famiglie focolare hanno la caratteristica di avere entrambi i coniugi focolarini sposati. Nel mondo oggi sono 130 le famiglie focolare giovani che si uniscono alle tante famiglie che vivono la spiritualitร dellโunitร che contraddistingue il Movimento dei Focolari.
Lโincontro di ottobre a Castel Gandolfo รจ stata lโultima tappa di un percorso formazione in sei tappe realizzate in differenti regioni del mondo: Polonia, Filippine, Libano, Guatemala, Portogallo. Allโultima hanno partecipato 55 famiglie provenienti da diversi Paesi.
Nella lunga lettera il Papa spiega di essere stato informato โdell’importante lavoro all’interno del Movimento a favore di nuclei familiari che hanno intrapreso un singolare percorso di formazioneโ. E ringrazia la Presidente โper avermi reso partecipe di questa entusiasmante esperienza di fede vissuta da numerose coppie di varie nazionalitร e espressioni religiose. Sono particolarmente lieto nel sapere che con gioia portate avanti il vostro apostolato in svariati contesti umani e sociali e con grande passione vi impegnate a creare armonia e concordiaโ.
Papa Francesco chiede poi a Margaret Karram di portare la sua spirituale vicinanza alle famiglie, esortando ciascuno a divenire strumento di amore, manifestando la ricchezza della fraternitร sincera e amorevole. Un pensiero lo rivolge quindi alle famiglie in crisi โche hanno smarrito il coraggio di custodire la bellezza del Sacramento ricevutoโ, e anche ai giovani a โnon avere paura del matrimonio e delle fragilitร โ.
Significativa anche la data nella quale il Papa lโha voluta scrivere: 26 luglio 2024, memoria dei Santi Gioacchino e Anna, i genitori della Vergine Maria. Un gesto non a caso per i destinatari della lettera: le famiglie.
โCare famiglie, ritornando nelle vostre case, – prosegue il Pontefice – ravvivate il focolare domestico con la preghiera costante, porgete l’orecchio alla voce dello Spirito Santo che guida, illumina e sostiene il cammino della vita, aprite a quanti bussano alla porta per essere ascoltati e consolati, offrite sempre il vino della letizia e condividete il pane buono della comunione. La Santa Famiglia di Nazareth sia fonte di ispirazione e di speranza nei momenti di prova, perchรฉ possiate essere ovunque artefici di unitร a servizio della Chiesa e dell’umanitร โ.
Margaret Karram, al termine della lettura ha affermato: โIo l’ho letta tante volte e veramente, come voi, mi sono commossa. Ho detto: questo รจ un amore immenso del Papa per voi, proprio per voiโ.
Un dono prezioso esteso a tutte le famiglie nel mondo, come stella cometa per il cammino di ciascuno.
[โฆ] Essere convinti che, perchรฉ sia realtร la civiltร dell’amore, bisogna far irrompere nel mondo una corrente d’amore che lo invada; senza di essa ogni cosa rimane a livello di sogno, รจ segnata giร dalla fine. [โฆ] L’amore. Insegnare ad amare. Ma sa veramente amare chi sa d’essere sinceramente amato. ร una costatazione umana questa, ma che non vale meno nel campo soprannaturale. Sapere dโessere amati. Da chi? Da Colui che รจ l’Amore. Bisogna aprire gli occhi a piรน nostri fratelli possibile affinchรฉ vedano, scoprano quale fortuna essi possiedono, spesso senza saperlo. Non sono soli su questa terra. C’รจ l’Amore; hanno un Padre che non abbandona i figli al loro destino, ma li vuol accompagnare, custodire, aiutare. ร un Padre che non carica pesi troppo gravosi sulle spalle altrui, ma รจ il primo a portarli. Nel caso nostro: che non lascia alla sola iniziativa degli uomini il rinnovamento della societร , ma รจ il primo che se ne prende cura. Bisogna che gli uomini sappiano questo e ricorrano a lui consci che nulla gli รจ impossibile. Credere dunque d’essere amati da Dio per poter lanciarsi con maggior fede nell’avventura dell’amore e lavorare insieme a lui alla Nuova Umanitร . Poi mettere al centro dei nostri interessi l’uomo e condividere con lui sventure e successi, beni spirituali e materiali. E, per bene amare, non vedere nelle difficoltร e storture e sofferenze del mondo solo mali sociali cui portare rimedio, ma scorgere in esse il volto di Cristo, che non disdegna di nascondersi sotto ogni miseria umana. ร lui la molla che fa scattare le migliori energie del nostro essere – specie di noi cristiani – in favore dell’uomo. E giacchรฉ l’amore di cui parliamo non รจ certo solo filantropia, nรฉ solo amicizia, nรฉ pura solidarietร umana, ma soprattutto รจ dono che viene dall’Alto, mettersi nella migliore disposizione per acquisirlo, nutrirsi e vivere della Parola di Dio. [โฆ] E ognuno nel suo piccolo o grande mondo quotidiano, in famiglia, in ufficio, in fabbrica, nel sindacato, nel vivo dei problemi locali e generali, nelle istituzioni pubbliche della cittร o di piรน ampie dimensioni, fino all’O.N.U., sia veramente costruttore di pace, testimone dell’amore, fattore di unitร .
Quasi 9.000 chilometri di distanza da Loppiano (Italia), sede del gruppo internazionale Gen Rosso. Per la prima volta la band รจ atterrata in Mongolia, il Paese dellโAsia orientale racchiuso fra Russia e Cina. Su invito del Prefetto Apostolico cardinale Giorgio Marengo che guida la giovane e vivace Chiesa cattolica in Mongolia – circa 1.500 battezzati su tre milioni e mezzo di abitanti -, come una tappa di preparazione delle comunitร al Giubileo della Chiesa Cattolica del 2025. โUna Chiesa giovane, fatta di giovani, ha bisogno di un linguaggio giovane per parlare alla gente – ha confidato il cardinale -. Sono cresciuto con i canti del Gen Rosso. Poi una persona mi ha proposto di contattarvi per farvi venire qui in Mongolia. Lโho pensata come unโottima opportunitร di fare animazione missionaria stile Gen Rosso, che รจ particolarmente adatto ad una realtร come la Mongolia dove la Chiesa รจ allโinizio. Il linguaggio dellโarte, dei testi del Gen Rosso hanno un orizzonte molto ampio e quindi mi รจ sembrata unโoccasione dโoroโ.
Dal 23 novembre al 2 dicembre 2024 il Gen Rosso ha incontrato alcune centinaia di persone, per lo piรน giovani che hanno partecipato a vari workshop in diverse discipline artistiche – danza hip hop, broadway, party dance e canto corale -, per terminare con un concerto che si รจ tenuto il primo dicembre nella capitale Ulan Bator.
โAbbiamo pensato ad un concerto โpartecipatoโ a cui hanno contribuito anche i giovani del posto che abbiamo incontrato nei primi giorni della nostra permanenza in Mongolia – racconta la band -. Lo scopo? Favorire lo scambio culturale fra i giovani e prepararli per animare tutti insieme il concerto del 1 dicembre. Abbiamo cantato principalmente in inglese, qualcosa in italiano e almeno una strofa della canzone โSperanza di Paceโ (Hopes of Peace) in lingua mongola. Il desiderio รจ stato quello di contribuire a promuovere una cultura di pace e fraternitร , fondata sui valori della condivisione e dellโunitร โ.
Fra i vari appuntamenti, gli incontri con i bambini dellโorfanotrofio, con i senza fissa dimora e con alcune famiglie nomadi. โUna grande emozione poter stare con loro, cantare le canzoni insieme ai bambini, dare speranza a queste persone, ma anche conoscere le loro culture e tradizioniโ commentano Emanuele Chirco ed Adelson Oliveira del Gen Rosso. A seguire, si รจ tenuto un incontro con giovani artisti del posto per promuovere attraverso la musica e lโarte una cultura di pace e fraternitร . La band, nata nel 1966 a Loppiano su ispirazione di Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari, diffonde infatti proprio questi valori attraverso la musica. Prima di ripartire, il Gen Rosso รจ stato anche ricevuto dallโAmbasciatrice dโItalia in Mongolia, dott.ssa Giovanna Piccarreta.
Il viaggio del Gen Rosso รจ stato una tappa importante per la comunitร locale. Qui nel 2002, quando Papa Giovanni Paolo II eresse la Prefettura, la Chiesa mongola contava poco piรน di un centinaio di fedeli e pochi religiosi e sacerdoti. Il cardinale Giorgio Marengo รจ arrivato nel 2003 come missionario della Consolata. La comunitร dei credenti continua, pian piano, a crescere. Nel 2023 lo storico viaggio di Papa Francesco per portare un messaggio di speranza.
โร stata una bella esperienza di amicizia con il Gen Rosso, dove si sentiva questo comune denominatore che รจ Gesรน che ci unisce โ commenta il card. Marengo al termine del tour -. Ci siamo subito sentiti in sintonia. Mi porto anche la bellezza nel vedere come i vari membri della band si rapportano fra di loro in unโattenzione fraterna. E la certezza che quando sarebbero saliti sul palco avrebbero offerto unโesperienza di bellezza, di profonditร per far riflettere le personeโ.
Lorenzo Russo
Per informazioni e prossimi appuntamenti del Gen Rosso: www.genrosso.com
In un mondo segnato da guerre, crisi e polarizzazione, il dialogo e la cooperazione rimangono le uniche vie per la pace. Con questa convinzione, l’ONG New Humanity ha aderito al Forum Globale dell’Alleanza delle Civiltร delle Nazioni Unite (UNAOC) che ha convocato il suo Gruppo di Amici a Cascais, in Portogallo, dal 25 al 27 novembre. Con il tema “Uniti nella pace: ripristinare la fiducia, rimodellare il futuro โ Riflettere su due decenni di dialogo per l’umanitร ”, l’evento ha riunito diverse parti interessate, tra cui leader religiosi, accademici, giovani, media e rappresentanti della societร civile. Tra i partecipanti di alto profilo c’erano Antรณnio Guterres, Segretario Generale delle Nazioni Unite, Marcelo Rebelo de Sousa, Presidente del Portogallo, il Re Felipe di Spagna, diversi ministri degli Esteri in carica e precedenti primi ministri dei paesi europei.
L’ONG New Humanity del Movimento dei Focolari e membro del Consiglio Consultivo Multireligioso dell’UNAOC ha sottolineato l’impegno dell’organizzazione per promuovere una societร giusta e unita, dove le fedi sono spazi di incontro e collaborazione. Radicata in decenni di iniziative popolari, New Humanity collega l’azione locale con la diplomazia internazionale per affrontare le sfide globali e promuovere la pace. Questa partecipazione ha sottolineato l’importanza degli sforzi multilaterali per ripristinare la fiducia e rimodellare un futuro di armonia e collaborazione tra le istituzioni internazionali, le organizzazioni religiose e il settore privato.
Il nostro impegno
Durante il Global Forum, Ana Clara Giovani e Andrรฉ Correia, rappresentanti dei giovani del Movimento dei Focolari, insieme a Maddalena Maltese, principale rappresentante dell’ONG New Humanity a New York, hanno presentato il documento “Insieme per prendersi cura โ Per la nostra famiglia umana e la nostra casa comune”. Questo documento rappresenta un impegno da parte dei Giovani per un Mondo Unito (Y4UW) nei confronti del Patto per il Futuro, approvato dalle Nazioni Unite lo scorso settembre.
Al Genfest 2024, un raduno di 4.000 giovani provenienti da tutto il mondo tenutosi in Brasile, sono stati lanciati otto hub di innovazione per promuovere l’unitร della famiglia umana e prendersi cura della nostra casa comune. Le otto Comunitร Mondo Unito hanno consolidato e sviluppato proposte e progetti ispirati alla spiritualitร dell’unitร del Movimento dei Focolari, in linea con i principi della Dichiarazione delle Nazioni Unite sui Diritti Umani e del Patto per il Futuro dell’ONU. Queste iniziative si concentrano su aree quali lo sviluppo sostenibile, l’azione per il clima, la promozione della pace e dei diritti umani, il dialogo interculturale, la coesione sociale e l’empowerment dei giovani.
Questi progetti e proposte costituiscono il nucleo del documento presentato a Cascais. Si apre con una lettera al Segretario Generale delle Nazioni Unite Antรณnio Guterres, riconoscendo i suoi instancabili sforzi per sostenere la pace e lo sviluppo sostenibile. Tra le proposte chiave vi sono l’istituzione di un Forum giovanile di alto livello per integrare le prospettive dei giovani nel processo decisionale globale e i preparativi per l’80ยฐ anniversario delle Nazioni Unite e la COP 30, che mostrano soluzioni guidate dai giovani per la sostenibilitร urbana e la salute climatica.
Presentato a Miguel รngel Moratinos, Alto Rappresentante dell’UNAOC, e a Felipe Paullier, Alto Rappresentante per gli Affari della Gioventรน, il documento ha ricevuto una risposta entusiasta. Entrambi i leader hanno riconosciuto i contributi di lunga data di New Humanity e hanno espresso interesse ad analizzare ulteriormente le proposte. Questo impegno ha sottolineato il ruolo centrale dei giovani nella definizione delle politiche per un futuro giusto e sostenibile, rafforzando il legame tra le azioni di base e la diplomazia internazionale.
Foto: ยฉ ONU Carlos Porfirio
Passaggi successivi
Per ampliare la portata e l’efficacia di questo lavoro, gli Ambasciatori del Mondo Unito, una rete giovanile, svolgeranno un ruolo fondamentale nel collegare le iniziative popolari alle istituzioni internazionali come le Nazioni Unite, assicurando che le azioni locali abbiano risonanza a livello globale.
New Humanity continua il suo impegno nel collegare le iniziative di base con le organizzazioni importanti, portando avanti la sua missione di promuovere la fraternitร , il dialogo e lo sviluppo sostenibile. I rapporti nati durante il Forum Globale dell’UNAOC saranno fondamentali per rafforzare l’impatto dei nostri progetti e amplificare le voci dei giovani di tutto il mondo.
Ana Clara Giovani e Maddalena Maltese
Per scaricare il documento, in inglese, fare click sull’immagine
(โฆ) Oggi guardando indietro possiamo capire cosa poteva dirci, diversi decenni fa, quel 7 dicembre ’43, anno della nascita del nostro Movimento; afferma che un carisma dello Spirito Santo, una nuova luce รจ scesa in quei giorni sulla terra, luce che nella mente di Dio doveva dissetare l’arsura di questo mondo con l’acqua della Sapienza, riscaldarlo con l’amore divino e dar cosรฌ vita ad un popolo nuovo, nutrito dal Vangelo. Questo anzitutto.
E, poichรฉ Dio รจ concreto nel suo agire, ecco che ha provveduto subito ad assicurarsi il primo mattone per l’edificio – quest’Opera – che sarebbe stata utile al suo intento. E pensa di chiamare me, una ragazza qualunque; e di qui la mia consacrazione a Lui, il mio “sรฌ” a Dio seguito ben presto da tanti altri “sรฌ” di giovani donne e giovani uomini.
Di luce, dunque, parla quel giorno e di donazioni di creature a Dio quali strumenti nelle sue mani per i suoi fini.
Luce e donazione di sรฉ a Dio, due parole estremamente utili allora, in quel tempo di smarrimento generale, di odio reciproco, di guerra. Tempo di tenebra, dove Dio pareva assente nel mondo col suo amore, con la sua pace, con la sua gioia, con la sua guida, e sembrava nessuno si interessasse di Lui.
E luce e donazione di sรฉ a Dio, due parole che anche oggi il Cielo vuole ripeterci, quando sul nostro pianeta si protraggono tante guerre. (โฆ)
Luce che significa Verbo, Parola, Vangelo, ancora tanto poco conosciuto e soprattutto troppo poco vissuto.
Chiara Lubich (Conversazioni, Cittร Nuova, Roma 2019, p. 665) Foto: ยฉ Archivio CSC Audiovisivi
La notizia della morte del vescovo Christian Krause mi รจ giunta proprio mentre stavo iniziando una conferenza zoom con vescovi di varie Chiese amici del Movimento dei Focolari, di cui il vescovo Christian รจ stato un fedele compagno di viaggio per molti anni. Da tempo sapevamo che le sue condizioni di salute si erano aggravate e pregavamo per lui, per cui รจ stato spontaneo dire insieme il โPadre nostroโ, ringraziando Dio per la sua presenza profetica e incoraggiante in mezzo a noi. Era un uomo dal cuore grande e dagli orizzonti ampi.
โVescovi coloratiโ
Ci sarebbe molto da dire sul vescovo Christian. Mentre scrivo ho davanti a me una fotografia che ritrae il cardinale Vlk di Praga (Repubblica Ceca), il cardinale Kriengsak di Bangkok (Thailandia), il dottor Mor Theophilose Kuriakose della Chiesa siro-ortodossa Malankara (India), me, cattolico, e il vescovo Christian Krause mentre camminiamo verso il centro della cittร di Lund (Svezia), vestiti con i nostri abiti ecclesiastici, diretti alla cerimonia nella cattedrale che segna l’inizio del 500ยฐ anniversario della Riforma protestante. L’incontro ecumenico, ospitato dalla Federazione luterana mondiale (LWF) e con la presenza di Papa Francesco, รจ stata la prima volta che cattolici e luterani hanno commemorato insieme la Riforma a livello globale.
La foto mi ricorda la simpatia con cui il vescovo Christian chiamava i vescovi di varie Chiese amici dei Focolari, โvescovi coloratiโ. Era appassionato dell’esperienza della varietร e della diversitร nell’unitร , ispirata da un carisma e da una spiritualitร dellโunitร e sostenuta dal Movimento dei Focolari, un movimento che ha piรน volte messo in rilievo per il suo aspetto prevalentemente laico. I nostri paramenti colorati erano un segno esteriore che indicava la ricchezza piรน profonda dello scambio di doni che abbiamo sperimentato nel dialogo della vita che i vescovi di varie Chiese hanno intrapreso dal 1982 e che il vescovo Klaus Hemmerle e Chiara Lubich, con l’incoraggiamento di Papa Giovanni Paolo II, hanno avviato.
Una giornata storica
Sebbene conoscesse i Focolari fin dagli anni ’80 grazie ai contatti con il vescovo Klaus Hemmerle, l’incontro con Chiara Lubich del 31 ottobre 1999 รจ stato per lui un momento speciale. Un incontro avvenuto nel contesto di quello che senza dubbio รจ stato un momento fondamentale della sua vita: la firma, a nome della LWF, della Dichiarazione congiunta sulla dottrina della giustificazione con la Chiesa cattolica romana, il 31 ottobre 1999 ad Augusta, in Germania. Nel corso degli anni il vescovo Krause ci ha spesso raccontato di quell’evento, indicandone l’importanza come documento firmato prima di entrare nel XXI secolo. Ma gli piaceva anche ricordare che proprio in quell’occasione, nel pomeriggio, un gruppo di fondatori e responsabili di Movimenti e comunitร , evangelici e cattolici, si riunรฌ nella cittadella focolarina di Ottmaring e lanciรฒ il progetto โInsieme per l’Europaโ. L’incontro con Chiara Lubich, quel giorno, gli aprรฌ un varco in un’esperienza ecumenica che egli comprese, forse piรน di molti di noi, per le sue possibilitร e implicazioni profetiche.
Aprire orizzonti
Quando sono diventato vescovo nel 2013, sono entrato molto piรน in contatto con il vescovo Christian nell’ambito dei vescovi di varie Chiese amici del Movimento dei Focolari. Dopo Lund ci incontravamo mensilmente in diversi in tele-conferenza online. L’incontro con Christian ha sempre aperto gli orizzonti, perchรฉ gli piaceva vedere le cose nel quadro generale. Il suo senso dell’umorismo si manifestava nello scintillio dei suoi occhi e nel suo sorriso gentile.
Il vescovo Christian Krause era appassionato della Chiesa, dell’unitร della Chiesa e della necessitร di fare passi avanti. Per lui, la vita non รจ fatta per stare fermi. E se vogliamo migliorare il futuro, dobbiamo essere pronti a sconvolgere il presente! Nel caso dei vescovi amici dei Focolari, il vescovo Christian ci ha esortato ad allargare il cerchio e ad impegnarci per promuovere circoli di dialogo vivo tra i vescovi di varie Chiese del Sud del mondo. ร stato cosรฌ contento che nel settembre 2021, in pieno Covid, siamo riusciti a organizzare un incontro on-line per 180 vescovi di 70 Chiese di tutto il mondo. ร stato un meraviglioso incontro di tre giorni.
Sguardi di speranza
Recentemente sono andato a trovare il vescovo Christian nella casa di cura in cui si era trasferito nelle ultime settimane di vita. La nostra รจ stata una conversazione che ricorderรฒ a lungo. Mi ha parlato della sua gratitudine per l’incontro con il carisma dei Focolari, del sostegno e dell’amicizia che ha sperimentato. Cresciuto nella tradizione del โrisveglioโ (pietistica), l’incontro con il Movimento era in linea con la sua personale convinzione del bisogno di pietร , di spiritualitร .
Non ha nascosto il dolore per il fatto che a volte sembra che il mondo abbia perso la dinamica visionaria della speranza degli anni ’60, quando la missione mondiale e gli orizzonti della pace sembravano avere successo. Doloroso anche per lui il fatto che non fosse ancora possibile ricevere la comunione nella Chiesa cattolica.
Mi ha raccontato, perรฒ, di un avvenimento negli anni โ90 quando Chiara Lubich non stava bene. Mentre era ad un raduno il card. Miloslav Vlk lo invitรฒ a venire con lui e a fare una breve telefonata a Chiara. Sarebbe stata solo una breve telefonata. Cosรฌ, per non farla lunga, il vescovo Christian chiese semplicemente a Chiara: โHai una parola per noi?โ. Chiara non esitรฒ a rispondere: โSempre avanti!โ. Christian ne รจ rimasto molto colpito.
โSempre avantiโ รจ stato lo stimolo che il vescovo Christian ci ha sempre portato. Parlandomi della sua preparazione alla morte, ha manifestato la sua forte fede con la quale sapeva guardare al futuro anche alla morte con speranza. Ha condiviso con me la preghiera presa da una nota poesia di Dietrich Bonhoeffer che lo ispirava in quel ultimo periodo: โRiparati meravigliosamente dalle forze della bontร , guardiamo con fiducia a ciรฒ che puรฒ venire; Dio รจ con noi la sera e il mattino, e di sicuro in ogni nuovo giornoโ.
Bishop Brendan Leahy Vescovo di Limerick (Irlanda)
Il vescovo emerito Christian Krause, era nato il 6 gennaio 1940 a Dallgow-Dรถberitz, nel Brandeburgo (Germania). Aveva studiato teologia in Germania (Marburgo, Heidelberg, Gottinga) e negli Stati Uniti (Chicago). Era stato ordinato pastore della Chiesa evangelica luterana di Hannover nel 1969. Aveva lavorato come assistente presso l’allora Dipartimento di Teologia della Federazione luterana Mondiale a Ginevra (Svizzera) dal 1969 al 1970 e presso la sede del Servizio Cristiano per i Rifugiati del Tanganica a Dar es Salaam, in Tanzania, dal 1970 al 1972. Dal 1972 al 1985 รจ stato responsabile degli affari ecumenici internazionali, ricoprendo il ruolo di segretario esecutivo (Oberkirchenrat) presso la Chiesa evangelica luterana unita di Germania e il Comitato nazionale tedesco della LWF ad Hannover, in Germania. Dal 1985 al 1994 รจ stato segretario generale del Kirchentag evangelico tedesco (Movimento laico della Chiesa protestante). ร stato vescovo della Chiesa evangelica luterana di Brunswick, in Germania, dal 1994 al 2002. Dal 1997 al 2003 รจ stato Presidente della Federazione luterana mondiale (LWF). Eโ morto il 28 novembre a Wolfenbรผttel, in Germania, all’etร di 84 anni. Krause lascia la moglie Gertrud Krause e quattro figli.
Foto: ยฉ Caris Mendez – CSC audiovisivi e Vatican Media – Incontro Vescovi di varie Chiese (Settembre 2021)
Siamo al racconto dellโAnnunciazione. Lโangelo Gabriele si reca da Maria di Nazaret per farle conoscere i piani di Dio su di lei: concepirร e darร alla luce un figlio, Gesรน, che ยซsarร grande e sarร chiamato Figlio dellโAltissimoยป[1]. Lโepisodio si colloca in continuitร con altri eventi dellโAntico Testamento che hanno portato, in donne sterili o molto anziane, a nascite prodigiose i cui figli avrebbero dovuto svolgere un compito importante nella storia della salvezza. Qui, Maria, pur volendo aderire in piena libertร alla missione di diventare la madre del Messia, si domanda come potrร succedere, essendo lei una vergine. Gabriele le garantisce che non sarร opera di uomo: ยซLo Spirito Santo scenderร su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirร con la sua ombraยป[2]. E aggiunge: ยซNulla รจ impossibile a Dioยป[3].
Questa rassicurazione, che sta a significare che nessuna dichiarazione o promessa di Dio rimarrร inadempiuta โ perchรฉ non cโรจ niente di impossibile per lui โ puรฒ anche essere formulata in questo modo: nulla รจ impossibile con Dio. Infatti, la sfumatura del testo greco โcon, o vicino, o insieme a Dioโ, mette in luce la sua vicinanza all’uomo. ร all’essere umano o agli esseri umani che, quando sono insieme a Dio e liberamente aderiscono a lui, nulla รจ impossibile.
ยซNulla รจ impossibile a Dioยป.
Come mettere in pratica questa parola di vita? Innanzitutto, credendo con grande confidenza che Dio puรฒ agire anche dentro e al di lร dei nostri limiti e debolezze, come pure nelle condizioni piรน oscure della vita.
ร stata lโesperienza di Dietrich Bonhoeffer che durante la prigionia che lo condurrร al supplizio, scriveva: ยซDobbiamo immergerci sempre di nuovo nel vivere, parlare, agire, soffrire e morire di Gesรน per riconoscere ciรฒ che Dio promette e adempie. ร certo [โฆ] che per noi non esiste piรน niente di impossibile, perchรฉ nulla di impossibile esiste per Dio; [โฆ] รจ certo che noi non dobbiamo pretendere nulla e che tuttavia possiamo chiedere ogni cosa; รจ certo che nella sofferenza รจ nascosta la nostra gioia e nella morte la nostra vitaโฆ A tutto questo Dio ha detto โsรฌโ ed โamenโ in Cristo. Questo โsรฌโ e questo โamenโ sono il solido terreno sul quale noi stiamoยป[4].
ยซNulla รจ impossibile a Dioยป.
Nel cercare di superare l’apparente โimpossibileโ delle nostre insufficienze, per raggiungere il โpossibileโ di una vita coerente, un ruolo determinante lo svolge la dimensione comunitaria che si sviluppa lร dove i discepoli, vivendo tra loro il comandamento nuovo di Gesรน, si lasciano abitare, singolarmente ed insieme, dalla potenza del Cristo risorto. Scriveva Chiara Lubich nel 1948 ad un gruppo di giovani religiosi: ยซE avanti! Non con la nostra forza, meschina e debole, ma con l’onnipotenza dell’unitร . Ho costatato, toccato con mano che Dio fra noi compie l’impossibile: il miracolo! Se noi resteremo fedeli alla nostra consegna [โฆ] il mondo vedrร l’unitร e con essa la pienezza del Regno di Dioยป[5].
Anni fa, quando ero in Africa, spesso incontravo dei giovani che volevano vivere da cristiani e che mi raccontavano delle molte difficoltร con le quali si scontravano quotidianamente nel loro ambiente, per rimanere fedeli agli impegni della fede e agli insegnamenti del vangelo. Ne parlavamo per ore e, alla fine, arrivavamo sempre alla stessa conclusione: ยซDa soli รจ impossibile ma, insieme, ce la possiamo fareยป. Lo garantisce anche Gesรน stesso quando promette: ยซDove sono due o tre riuniti nel mio nome (nel mio amore), lรฌ sono io in mezzo a loroยป[6]. E con lui tutto รจ possibile.
A cura di Augusto Parody Reyes e del team della Parola di vita
Foto: ยฉSammmie – Pixabay
[1]Lc 1, 32. ย [2] Ibid, 35. [3] Ibid, 37. [4] D. Bonhoeffer, Resistenza e resa, ed. San Paolo, Cinisello Balsamo 1988, p. 474. Dietrich Bonhoeffer (1906-1945) รจ stato un teologo e pastore luterano tedesco, protagonista della resistenza al Nazismo. ย [5] C. Lubich, Lettere dei primi tempi. Cittร Nuova, Roma 2010, p. 164. [6] Cf. Mt 18, 20.
Quando la vita ci presenta scelte impegnative e impreviste, che forse ci possono fare paura, emergono con chiarezza i nostri valori, il desiderio di viverli con coerenza.
Non รจ sempre facile. La risposta, in una situazione che richiede una decisione libera e personale, puรฒ apparire una scommessa difficile da realizzare, quasi un salto nel buio, e abbiamo bisogno della forza di andare oltre ai nostri limiti.
Ma dove possiamo trovare questa forza? Per qualcuno รจ la fede in una dimensione soprannaturale e in un Dio personale che ci ama e ci accompagna. Per tutti puรฒ esserlo la vicinanza di amici, di โcompagni di viaggioโ che ci sostengono con vicinanza e fiducia. Fanno emergere da noi il meglio e ci aiutano a superare l’apparente โimpossibileโ delle nostre insufficienze per raggiungere il โpossibileโ di una vita coerente.
ร la conseguenza della dimensione comunitaria dei rapporti basati sulla reciprocitร . Come disse Chiara Lubich nel 1948, con il linguaggio tipico dellโepoca: ยซE avanti! Non con la nostra forza, meschina e debole, ma con l’onnipotenza dell’unitร . Se noi resteremo fedeli alla nostra consegna [โฆ] il mondo vedrร l’unitร ยป[1].
Andare oltre ai nostri limiti ci apre a nuove opportunitร ed esperienze che altrimenti potrebbero sembrare fuori dal nostro raggio d’azione, permettendoci di credere e testimoniare che ogni speranza รจ possibile.
Ma รจ possibile credere โche tutto รจ possibileโ di fronte allโassurdo del Male? Questa รจ la grande domanda dell’umanitร di oggi e di sempre. Una domanda senza risposta che accomuna tutti, credenti, non credenti, in un cammino di ricerca che si puรฒ percorrere solo insieme. Perchรฉ se il โMaleโ resta un mistero, altrettanto potente รจ la forza del โBeneโ. Non cโรจ una risposta, ma una prospettiva di significato.
Lo ha ricordato in una recente intervista Edith Bruck, a 13 anni deportata a Auschwitz e ancora oggi, novantenne, autentica testimone di pace. Quando la guerra finรฌ, lei e sua sorella si trovarono di fronte a un drammatico dilemma. “Cinque fascisti ungheresi che avevano sostenuto i nazisti ci hanno pregato di aiutarli a tornare a casa clandestinamente, e noi li abbiamo aiutati lungo la strada. Abbiamo condiviso con loro pane e cioccolato. ร stato uno dei momenti piรน intensi che abbia mai vissuto spiritualmente. Stavo trattando come un amico qualcuno che avrebbe potuto uccidere mio padreโ. La decisione non fu facile e lei discusse molto con sua sorella, ma lo fecero perchรฉ pensavano che forse, in questo modo, queste persone non avrebbero mai piรน maltrattato un ebreo[2].
LโIDEA DEL MESE รจ attualmente prodotta dal “Centro del Dialogo con persone di convinzioni non religiose” del Movimento dei Focolari. Si tratta di un’iniziativa nata nel 2014 in Uruguay per condividere con gli amici non credenti i valori della Parola di Vita, cioรจ la frase della Scrittura che i membri del Movimento si impegnano a mettere in atto nella vita quotidiana. Attualmente LโIDEA DEL MESE viene tradotta in 12 lingue e distribuita in piรน di 25 paesi, con adattamenti del testo alle diverse sensibilitร culturali. dialogue4unity.focolare.org
Foto: ยฉPixabay
[1] Chiara Lubich โLettere dei primi tempiโ. Cittร Nuova Roma 2010 p. 16 [2] Marisol Rojas Cadena SER- articolo su E. Bruck 26/01/2024
โIl concorso รจ stato e continua ad essere un modo per far conoscere Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari, in particolare alle nuove generazioni e ad un pubblico che ha con lei un approccio di carattere culturaleโ, dice Giuliano Ruzzier, insegnante e collaboratore del Centro Chiara Lubich.
Il concorso รจ promosso dal Ministero dellโIstruzione e del Merito, New Humanity e la Fondazione Museo Storico del Trentino. La tematica di questโanno รจ la pace: riflettere sul significato di questa parola, di questa realtร , alla luce del contributo che ci ha lasciato Chiara Lubich. โNel suo vasto patrimonio, considerando gli ambiti in cui lei si รจ espressa in maniera esplicita su questa tematica โ spiega Ruzzier โ abbiamo individuato quattro sotto prospettive a partire delle quali si puรฒ riflettere sulla tematica della paceโ.
Le piste su cui camminare vanno dal dialogo costruttivo tra persone di religione e culture diverse al superamento delle disparitร economiche, dallโimpegno personale per la fraternitร generando relazioni di prossimitร alla diffusione di una cultura di pace. โChiara Lubich ha guardato all’umanitร intera. Noto รจ il suo invito ad โamare la patria altrui come la propriaโโ, continua il professore Giuliano Ruzzier. โSicuramente qualcosa che caratterizza il pensiero e la vita di Chiara รจ il l’accento che dร alle relazioni di prossimitร nella quotidianitร . Come lei ha detto, anche la nostra giornata puรฒ riempirsi di servizi concreti, umili, intelligenti, espressioni del nostro amore. Non c’รจ gesto piccolo che non abbia una ricaduta sul corpo socialeโ.
Il concorso รจ rivolto a bambini delle scuole elementari, ragazzi delle scuole medie e giovani delle scuole superiori. โCome giร รจ successo negli anni scorsi, anche per quest’anno in modo particolare, speriamo una ampia partecipazione anche da parte delle scuole italiane all’estero giacchรฉ la tematica scelta ha una chiara portata internazionaleโ.
Chiediamo a Giuliano Ruzzier, cosa direbbe lui come insegnante ai suoi colleghi per consigliare di partecipare a questo bando. โA me sembra che con questo concorso venga offerta ai ragazzi la possibilitร di riflettere in maniera originale e autonoma su una tematica sicuramente di grande attualitร e importanza come quella della pace. Inoltre, offre anche la possibilitร di confrontarsi con il pensiero significativo di una donna che ha percorso e ha vissuto in maniera particolarmente significativa il โ900. E che si รจ espressa in molteplici formeโ.
Stamattina, mentre facevo la spesa al supermercato, sono passata vicino ad un grande carrello dove una commessa accumulava cartoni ed ho notato due di essi erano a terra.
Nel timore di esserne stata io, inavvertitamente, a farli cadere, ho chiesto scusa, poi ho raccolto i cartoni e li ho sistemati sul carrello.
La commessa mi ha ringraziato dicendo di non preoccuparmi. Poi, facendo un commento ad alta voce ha aggiunto: ยซร rara la gentilezza!ยป. Un’altra persona che si trovava a passare lรฌ vicino ha confermato: ยซร proprio vero!ยป. Al che la commessa le ha raccontato, a moโ di spiegazione, cosa era successo.
Quanto a me, ero contenta, anche perchรฉ questo piccolo episodio mi ha fatto tornare in mente una frase sentita tempo fa e che mi aveva colpita: invitava a โseminare la gentilezzaโ. Mi รจ sembrata una โcarezzaโ di Dio.
G.S. โ Italia (*)
Sanare rapporti
Ho un fratello, cristiano cattolico, che ha sposato una donna tedesca della Chiesa evangelica. Quando si sono stabiliti in Italia, il rapporto tra mia madre e mia cognata non รจ stato facile, anche se lei non si era opposta a che i figli venissero educati nella Chiesa cattolica. Quanto a me, cercavo di farmi โmediatriceโ tra lei e mamma. Anche mia cognata soffriva per questa incomprensione, sanata tuttavia poco prima che nostra madre morisse. Da tempo, condivido quotidianamente con lei, tramite whatsapp, il โPensiero del giornoโ che ci aiuta a vivere quotidianamente lโamore evangelico. Un giorno invitava ad โessere misericordiosiโ, con questa breve frase di commento: โLa misericordia รจ un amore che sa accogliere ogni prossimo, specie il piรน povero e bisognoso. Un amore che non misura, abbondante, universale, concretoโ. Immediata รจ stata la sua risposta: โSe ti ho fatto star male in qualche circostanza negli anni passati, perdonamiโ. Stupita, le ho risposto a mia volta: โAnchโio ti chiedo scusaโ. E lei: โNon ricordo nessun episodio per il quale dovrei scusartiโฆโ.
C. โ Italia (*)
Chiamati e testimoni
Una persona molto cara mi ha chiesto di scrivere qualcosa sulla mia esperienza di insegnante per una sua conoscente di un altro Paese che stava facendo un progetto sull’educazione ai valori.
Ho capito che era un’opportunitร per trasformare in testimonianza e โannuncioโ quella che, in qualche modo, รจ stata, nel corso della mia vita, la mia risposta personale alla โchiamataโ a vivere secondo gli insegnamenti del Vangelo come insegnante e come madre.
La stesura ha richiesto molte ore di scrittura, cancellazione, correzione, riscrittura, ricordando aspetti che avrei potuto aggiungere, eliminandone altri che mi sembravano irrilevanti e, soprattutto, filtrando ogni parola con amore. Ho cercato di mettermi al posto della persona per cui stavo scrivendo, perchรฉ, anche se non la conoscevo, potevo amare Gesรน in lei.
L’ho inviato alla mia amica, con la consapevolezza che forse non era proprio quello di cui aveva bisogno, ma pronta a cambiare tutto.
Con mia grande sorpresa, lei mi ha risposto: โHo giร inviato la tua lettera ed รจ piaciuta moltoโ. Senza dubbio non era lo scritto in sรฉ che piaceva, ma l’opera che Dio ha fatto in me e che, condivisa, poteva essere una piccola luce per gli altri.
E, naturalmente, le altre cose che dovevo fare in quei giorni sono state facilmente risolte, poichรฉ ci sono stati dei cambiamenti di programma che mi hanno lasciato il tempo libero per farle.
C.M. โ Argentina
A cura di Carlos Mana Foto ยฉ StockSnap-Pixabay
(*) Da โIl Vangelo del giornoโ novembre-dicembre, Cittร Nuova, Roma 2024.